Sicilia – Festival della filosofia in Magna Grecia: “KALLIPOLIS”, Magnifica Utopia Politica.

Protagonisti a Siracusa-Ortigia, Noto e Ragusa Ibla i filosofi Giuseppe Girgenti e Davide Navarria. Ma anche i profumi a tavola protagonisti dell’evento.

La magia del Festival della Filosofia in Magna Grecia – da un’idea della presidente Giuseppina Russo, organizzato insieme ai professori Annalisa Di Nuzzo  e Salvatore Ferrara ospita 600 studenti sulle tracce dei pensatori antichi e moderni in Sicilia. I filosofi Giuseppe Girgenti e Davide Navarria sono tra i protagonisti di questa edizione dedicata a “Kallipolis”, la città ideale. La Sicilia accoglie il Festival della Filosofia in Magna Grecia attraverso un percorso che da Siracusa a Noto, fino a Ragusa, ripropone territori tra i più cari ai colonizzatori ellenici. 

L’apertura del Festival della Filosofia in Magna Grecia si è svolta nel teatro Tina Di Lorenzo a Noto con una lezione spettacolo interpretata da Anna Mallamaci, insieme alla professoressa Annalisa Di Nuzzo e al regista Riccardo Marotta che hanno curato anche i testi della  passeggiata filosofico-teatrale che accoglie gli studenti a Siracusa a Ortigia. Momenti di confronto per le ragazze e i ragazzi veri protagonisti del Festival della Filosofia in Magna Grecia, ideato da Giuseppina Russo. 

A Ragusa si è conclusa la prima fase del Festival che ti parte lunedì 4 maggio e si concluderà l’8 maggio. Adolescenti che esplorano sé stessi nei luoghi filosofici, confrontandosi con i loro pari. L’obiettivo è proporre ai giovani occasioni e percorsi di educazione non formale, legati al “fare” filosofia. Dialoghi filosofici, passeggiate filosofico-teatrali, laboratori, AGON filosofici sono le proposte per i liceali, a cui si affianca l’agorà tra docenti a cura della presidente Giuseppina Russo referente del CRIF, Philosophy for Children. L’iniziativa ha consolidato una dimensione nazionale ed internazionale coinvolgendo circa ottantamila  liceali nelle precedenti edizioni, diffondendo la conoscenza del patrimonio culturale e archeologico dei territori della Grecia e della Magna Grecia. Il Festival della Filosofia esaltando il Genius Loci, in collaborazione con gli Enti Locali, le Istituzioni e tutti i soggetti impegnati nella valorizzazione del territorio, è un ponte ideale tra i luoghi rappresentativi del pensiero occidentale. I liceali provenienti da tutta Italia dissertano sul tema filosofico passeggiando tra le meraviglie delle aree archeologiche e partecipando aI laboratori di Filosofia Pratica coordinati da Alessio Ferrara ( TEATRO Ilaria Cecere, Jhonatan Ciccarelli, MOVIMENTO ESPRESSIVO Alessio Ferrara MUSICA Mario di Bonito, FANTASIOLOGIA Massimo G. Carrese, ESPRESSIONI VISIVE Danilo Piscopo, STREET ART Luigi Russo, YOGA Jessica Granato, Gianni Pisano, RADIOSOFIA Mario Migliaccio, DINAMICHE ESPRESSIVE Riccardo Motta, CANTO Gabriella Cascella, FOTOGRAFIA Gianluca Passarelli); Agon filosofico a cura di Danilo Piscopo è uno spazio per esprimere il proprio Daimon, uno stimolo a mettersi in gioco, le ragazze e  i ragazzi si confrontano con l’altro, in un’autentica e sana competizione, per riconoscere il valore reciproco. La Bottega dell’empatia è a cura del professore Salvatore Ferrara.

La conoscenza e l’incontro sono gli ingredienti principali del Festival dedicato agli adolescenti che non possono però non arricchire il proprio percorso attraverso le mille delizie dei luoghi: i profumi dei limoni, i carpacci di pesce e le arancine al pistacchio che inondano di profumi il mercato del pesce di Ortigia a Siracusa a due passi dal tempio di Apollo (da Burgio) – ma anche l’infinito gusto dei cannoli di Artale, la granita di gelso sotto la cattedrale di Noto (da Mangiafico) a conclusione di un pranzo aperto dalle tradizionali pasta alla norma o con le sarde (da Ducezio), il pane cunzato antipasto ideale degli spaghetti burro acciughe e limone di Ragusa (alla Bettola) innaffiato dall’antico vino Inzolia. Cibi che arricchiscono il gusto della filosofia.

Il Querciolo: quando il Syrah racconta una rinascita nella Val di Chiana

Ci sono storie del vino che nascono dalla terra e altre che nascono dalla vita. Quella de Il Querciolo appartiene senza dubbio a entrambe.

Il protagonista è Cesare Fani, ingegnere di pista nel mondo del motociclismo e successivamente nel settore ferroviario. Una vita scandita da velocità, precisione e tecnologia. Poi, a un certo punto, la traiettoria cambia. Alcuni problemi di salute lo riportano a casa, nella campagna della Val di Chiana, dove riscopre il valore delle cose semplici e di una vita più autentica.

È qui che decide di prendere in mano le proprietà del nonno e di trasformarle in un progetto agricolo e familiare. Nasce così Il Querciolo: azienda agricola biologica, cantina e agriturismo dove l’accoglienza è parte integrante dell’identità aziendale. Accanto a Cesare ci sono la moglie Chiara Fani e i loro tre figli, protagonisti di una storia che parla di radici, famiglia e futuro.

L’anima dell’ingegnere, però, non scompare. Rimane in quella ricerca quasi ostinata della qualità, nella cura dei dettagli, nella precisione con cui ogni attività viene portata avanti. Nei campi si coltivano legumi, cereali e prodotti dell’orto, tutti rigorosamente a chilometro zero, mentre nei vigneti il protagonista assoluto è il Syrah, vitigno che in questa parte di Toscana ha trovato un’espressione sempre più convincente.

Il risultato è una produzione limitata ma estremamente curata, capace di esprimere vini che oggi possono essere considerati tra le interpretazioni più interessanti della Val di Chiana.

Ho avuto modo di conoscere questa realtà in occasione dell’evento Chianina & Syrah, e devo ammettere che l’incontro con Cesare e la sua famiglia è stato uno di quelli che lasciano il segno. Sono quelle storie che emozionano mentre le ascolti e che poi senti il bisogno di raccontare.

Ospitalità tra vigneti e cielo stellato

Oltre ai vini, Il Querciolo offre un’ospitalità autentica, fatta di semplicità e attenzione. L’ospite si trova immerso nella campagna, accompagnato dai ritmi lenti che la natura sa dettare. La tranquillità dei campi, i profumi delle erbe e dei fiori selvatici e quella sensazione di pace che solo i paesaggi rurali riescono a regalare.

Quando il sole tramonta, arriva uno dei momenti più emozionanti del soggiorno: alzare lo sguardo e scoprire un cielo stellato intenso e luminoso, uno spettacolo che nelle grandi città è ormai quasi impossibile vedere.

La giornata inizia poi con un momento speciale: la colazione. Un appuntamento che qui diventa un piccolo rito di ospitalità. La mamma di Cesare prepara piatti dolci e salati, genuini e gustosi, accompagnati da ricotta e formaggi prodotti da un pastore del luogo. Sapori semplici e autentici che raccontano la campagna toscana meglio di qualsiasi parola. Menzione speciale per l’olio extravergine di oliva prodotto proprio dagli olivi del Querciolo.

I vini in degustazione

La degustazione ha confermato l’identità stilistica dell’azienda: vini eleganti, territoriali, mai eccessivi, capaci di giocare su freschezza, spezia e equilibrio.

Corte Rosa – Rosato Toscana IGT Syrah 2025

Si presenta con un intenso rosa ciliegia, una tonalità brillante che cattura lo sguardo ancora prima del primo sorso. Il profilo aromatico è immediatamente fruttato, con richiami di fragolina di bosco e ciliegia fresca e croccante. In bocca è dinamico e fresco, sostenuto da una bella sapidità e da una marcata impronta minerale. Il finale sorprende con un delicato ricordo di piccola pasticceria.

Occhio di Civetta – Toscana IGT Syrah 2022

Rosso rubino scuro, quasi impenetrabile. Il naso si apre su note di spezia e piccoli frutti rossi. Al sorso il vino è fresco ed equilibrato, con un dialogo armonico tra frutto e componente speziata. Il tannino è presente ma ben integrato, bilanciato da una leggera morbidezza che rende la beva estremamente piacevole. Il finale richiama ribes e mora, con un accenno sapido che allunga la persistenza.

Occhio di Civetta – Toscana IGT Syrah 2023

Profilo aromatico più austero, con note sulfuree e ferrose che emergono con decisione. In bocca il frutto appare meno marcato e la progressione è più breve rispetto alla 2022. Un vino interessante, ma l’annata precedente mostra decisamente un passo diverso.

La degustazione prosegue con la verticale di Grucciano, l’etichetta che rappresenta la visione più profonda del Syrah del Querciolo.

Gruccione – Toscana IGT Syrah 2018

Naso complesso, con sfumature verdi e spezie. In bocca è articolato, con la componente speziata sostenuta da una buona freschezza. Il tannino è delicato e accompagna il sorso senza mai appesantirlo.

Gruccione – Toscana IGT Syrah 2021

Profilo olfattivo meno complesso, con note polverose che ricordano il gesso. In bocca però il vino cambia passo: fresco, dinamico, con spezia e frutto mai esuberanti ma perfettamente sostenuti dalla tensione acida. Nel complesso risulta elegante e molto piacevole.

Grucciano – Toscana IGT Syrah 2022

Il naso è dominato dalla spezia, che prevale sulle altre sfumature aromatiche. Al sorso mantiene la stessa eleganza della 2021 ma con un profilo più delicato e misurato, mostrando una bella finezza espressiva.

Visitare Il Querciolo significa incontrare una famiglia, prima ancora che una cantina. Significa ascoltare una storia di cambiamento e di ritorno alla terra, dove il vino diventa il mezzo per raccontare un territorio e una scelta di vita.

E in fondo è proprio questo il bello del vino: quando dietro una bottiglia trovi una storia vera da condividere, e persone vere.

Caserta, l’8 maggio a L’Amo Racconti di Mare e Marinai, l’evento “Nulla è per Caso” dedicato ai vini di Teresa Mincione con ospite lo chef Fabio La Montagna

Un appuntamento, venerdì 8 Maggio a L’Amo Racconti di Mare e Marinai,in cui sarà raccontata una storia che parla di incontri casuali, di proposte inaspettate e di destini che decidono di intrecciarsi. Ma soprattutto,di una svolta radicale e coraggiosa, quella di una giovane viticoltrice casertana che lascia la toga di avvocato per produrre vino. È Teresa Mincione, sommelier e giornalista che presenterà il suo progetto da cui tutto è partito per pura casualità, dove infatti “Nulla è per caso” è il nome  del  suo primo vino, un Casavecchia in purezza identitario ed essenziale che parla di amore e di  cambiamento.

Una serata che si prevede straordinaria ed unica nel suo genere, in cui ospite  ai fornelli sarà Fabio La Montagna di Truth ristorante (Aversa) che si confronterà in un esercizio a quattro mani con Pasquale Cavallo, anima gastronomica de L’Amo: i due chef, si apriranno a nuove idee ea contaminazioni, dove la semplicità si vestirà di eccellenza.

La cena-evento si svilupperà in momenti distinti, pensati per accompagnare gli ospiti in un vero e proprio percorso sensoriale. Si aprirà con una degustazione del Casavecchia “Nulla è per Caso” guidata da Teresa Mincione e Pietro Iadicicco, responsabile dell’Associazione Italiana Sommelier di Caserta. Poi seguirà il momento dell’aperitivo con Mauro e Oreste Giannini dell’Enoteca Il Torchio (Caserta) che presenteranno i cocktails dell’Opificio Botanico e che vedremo anche sul finale con gli amari sempre prodotti dalla stessa azienda. Il cuore dell’evento si accenderà con un menù degustazione studiato per valorizzare tecnica, creatività e materia prima territoriale, in cui ogni portata sarà accompagnata da un vino in abbinamento, la selezione Teresa Mincione a cura del Torchio Enoteca, per un racconto enologico capace di esaltare ogni piatto.

Ad impreziosire la serata, le opere di Greg Palumbo, creativo tra i più apprezzati del panorama  della Pop Art campana, che contribuirà a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente con la presentazione di una sua  creazione “Future Glass” pensata e dedicata a Teresa Mincione. L’Amo, il ristorante di Rosario Rondinone, anche questa volta si conferma un luogo di convivialità di successo dove per la presentazione dell’evento, Rosario sceglie ancora l’amica Antonella D’Avanzo, firma del giornalismo enogastronomico campano.

L’appuntamento è dunque per venerdì 8 Maggio alle ore 20.30, al ristorante L’Amo Racconti di Mare e Marinai in Via Pietro Mascagni (Caserta).

La cena è a numero chiuso, con prenotazione consigliata al numero 0823.1833626.

Eletto il nuovo CdA di VITICA – Consorzio Tutela Vini Caserta – nel segno della continuità

Il Consorzio Tutela Vini Caserta – VITICA annuncia con soddisfazione la conferma del proprio Consiglio di Amministrazione, arricchito dall’ingresso di due nuovi consiglieri, che completano una compagine caratterizzata da piena solidità e coesione istituzionale.

Questa scelta riflette la volontà dei soci di dare seguito a un percorso strategico costruito con determinazione, guardando al futuro con rinnovato slancio e una visione ambiziosa. Il CdA confermato intende proseguire con un approccio orientato alla piena esaltazione delle denominazioni e dell’intero patrimonio vitivinicolo espresso dal territorio casertano: un ecosistema di straordinaria ricchezza, fatto di vitigni autoctoni, tradizioni radicate e paesaggi unici, che il Consorzio promuove con forza per garantirne la massima visibilità ben oltre i confini regionali.

Le priorità del mandato si concentrano sul consolidamento della qualità e sull’identità delle cinque denominazioni tutelate: Aversa Asprinio DOP, Falerno del Massico DOP, Galluccio DOP, Roccamonfina IGP e Terre del Volturno IGP. Attraverso un’azione costante di vigilanza e tutela, il Consorzio garantisce l’autenticità e la riconoscibilità dei vini casertani, posizionandoli come protagonisti d’eccellenza nel panorama enologico italiano.

Parallelamente, VITICA punta a intensificare le iniziative di promozione sia sul mercato nazionale che su quelli internazionali, dove la domanda di prodotti d’origine e di alta qualità rappresenta un’opportunità di sviluppo concreta per tutte le aziende del territorio. «La conferma della quasi totalità del Consiglio di Amministrazione è il segnale più chiaro della fiducia nel percorso intrapreso», sottolinea il Presidente Cesare Avenia.

«Siamo determinati a proseguire con coerenza il lavoro avviato, mettendo al centro la qualità dei prodotti e la passione dei produttori che, ogni giorno, interpretano questo territorio attraverso il vino. Il nostro obiettivo è far crescere la consapevolezza del valore del Casertano come terra di grandi eccellenze vitivinicole». Con questo rinnovato impegno, il Consorzio Tutela Vini Caserta – VITICA riafferma il proprio ruolo di guida e motore per lo sviluppo economico e culturale della provincia, valorizzando ogni singola etichetta come ambasciatrice dell’autenticità e del talento casertano.

Il nuovo Consiglio eletto:

Cesare Avenia (Società Agricola Il Verro SRL) – Presidente

Maria Ida Avallone (Villa Matilde S.S. Di Salvatore E Maria Ida Avallone) – Vicepresidente

Gilda Guida Martusciello (G.S.- Salvatore Martusciello) – Vicepresidente

Salvatore Avallone (Villa Matilde S.S. Di Salvatore E Maria Ida Avallone) – Consigliere

Amedeo Barletta (S.I.A. S.R.L. Vestini Campagnano) – Consigliere

Giuseppe Carusone (Az. Agr. La Masserie Di Carusone Giuseppe) – Consigliere

Piestro Ceparano (Vitis Aurunca SSA) – Consigliere

Raffale Magliulo (Soc. Agr. Magliulo Srl) – Consigliere

Carlo Menale (Menale Vini) – Consigliere

Angelo Pagano (Fattoria Pagano) – Consigliere

Antonio Papa (Az. Agr. Papa Gennaro Sas) – Consigliere

Tony Rossetti (Bianchini Rossetti) – Consigliere

Salvatore Sorbo (Villa Sorbo Di Sorbo Salvatore) – Consigliere

Massimo Telaro (Lavoro e Salute Vini Telaro s.c.a.r.l.) – Consigliere

Danilo Trabucco (Trabucco Vini) – Consigliere

Cinque idee gourmet di un piatto popolare per eccellenza durante l’evento Gnocchi Day a Sorrento

“Giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa”, era il modo per scandire il calendario in cucina durante i tempi di guerra. Saggezza familiare rimasta impressa nella memoria delle tradizioni attualmente riprodotte nelle case degli italiani e che legano territori, culture e genti di ogni livello sociale. Gli gnocchi rappresentano per molti il piacere di stare a tavola, parlando del più e del meno, lasciando da parte le ansie quotidiane.

L’evento Gnocchi Day a Sorrento, organizzato da Dieffe Comunicazione e giunto ormai alla quinta edizione, è stato anche il momento giusto per fare il punto della situazione su alcune ricette storiche rivisitate in chiave contemporanea dalla maestria di chef rinomati a livello regionale e nazionale. La Campania e in particolare la Penisola Sorrentina sono tra i luoghi d’origine del piccolo e gustoso ingrediente composto soltanto da acqua, patate e farina.

Le tecniche fanno la differenza così come la qualità delle materie prime, che una volta venivano preferite per vie empiriche dalle massaie ed oggi richiedono conoscenza e ricerca continua, attinte dalla globalizzazione di mercati e prodotti. Cinque storie diverse con altrettante proposte da replicare con coraggio ai propri fornelli. Cinque modi per dire viva gli gnocchi e viva la cultura della cucina italiana patrimonio mondiale dell’Umanità.

Nino Di Costanzo, due stelle Michelin con il Danì Maison ad Ischia ed ora presente anche a Napoli con il Deschevaliers ristorante dell’hotel De Bonart dichiara: «Lo gnocco era unità e pace domestica. Mamma lo preparava all’ischitana con sugo di coniglio e olive.

Oggi il classico “alla sorrentina” resta inimitabile, ma si può osare sperimentando nuovi modi grazie alla duttilità negli usi più variegati. Magari gluten free e condimenti a base di selvaggina». La sua idea parte da una salsa alla carbonara con solo tuorlo d’uovo, crema di parmigiano e pecorino, tartufo e meringa».

Stessi ricordi per Antonino Montefusco, esperienze alla corte di Heinz Beck e ora una stella Michelin con Terrazza Bosquet dell’Hotel Excelsior Vittoria a Sorrento, quando a casa li preparava la mamma e il nonno, ex tassista.

«Gli gnocchi abbracciano tradizione e memoria; li ho scomposti e reinventati con una spuma sifonata di pomodoro cotto al forno leggermente gratinato, sfera di mozzarella e olio al basilico».

Cromaticamente perfetto il piatto di Ciro Sicignano, già sous chef al Quattro Passi e Nerano, oggi executiv chef del Lorelei a Sorrento, una stella Michelin.

«L’infanzia ed i sapori di quell’epoca spensierata mi hanno spinto a restituire semplicità e genuinità ai miei gnocchi, ripieni a mo’ di raviolo con sugo alla pizzaiola, salsa bianca di treccia sorrentina, aglio, olio e basilico».

Peppe Aversa è una vera istituzione con lo stellato Il Buco a Sorrento, tra i primi in Campania ad aver raggiunto l’ambito traguardo. «Lo gnocco è appartenenza profonda al territorio, è aria di casa – racconta lo chef Aversa – I gesti emblematici delle mani mentre impastano gli ingredienti, scegliendo al mercato le patate più vecchie, quelle ormai secche, sono tra le cose più dolci che rammento».

La cottura è stata ultimata su fiamma diretta per caramellizzare gli amidi, mentre la salsa sottostante al pomodoro resta densa e corposa.

Per concludere, ecco l’invenzione fuori dagli schemi di Luigi Tramontano, ospite illustre presente alla kermesse anche se “in borghese” e stella Michelin con il suo O me o il mare a Gragnano, gestito con amore assieme alla moglie Nicoletta Gargiulo. «Quando si tocca il mito bisogna stare attenti a non sbagliare e a non cadere nelle banalità. Mi intriga l’inversione delle materie prime: uno gnocco creato partendo dal pomodoro usando gli amidi del kudzu, su base di crema di patate e salsa di fiordilatte».

Le parole e gli occhi lucidi di Antimo Caputo, sponsor della manifestazione con Mulino Caputo, descrivono appieno la scena a tavola del formaggio filante tirato con i rebbi delle forchette, mescolato al pomodoro, il colore quasi rosa della salsa ed un sapore autentico, schietto come pochi altri, dipingono lo stato d’animo di un cibo senza tempo e senza confini

Gabriella Esposito di Maturazioni Pizzeria approda su SkyTG24 con “VIP Social”

Dietro il personaggio social, la donna e l’imprenditrice: tra ironia, ideologia e visione

Il volto virale della pizza contemporanea si racconta come non aveva mai fatto prima. Gabriella Esposito, anima insieme ad Antonio Conza di Maturazioni Pizzeria, sarà protagonista di una puntata di VIP Social – storie di successo di persone comuni, il format di Sky TG24 che racconta i volti più interessanti del panorama digitale italiano. La messa in onda è prevista per venerdì 1 maggio, con pubblicazione sul sito ufficiale dell’emittente e pillole video che saranno rilanciate anche sui canali social e all’interno del telegiornale.

Un’intervista intensa, in videochiamata, costruita tra domande dirette e provocazioni intelligenti, che ha acceso i riflettori non solo sul personaggio ironico e irriverente che il pubblico social conosce, ma soprattutto sulla donna, sulla professionista e sulla visione imprenditoriale che guidano il progetto Maturazioni.

Perché dietro i video veloci, i salati sfornati in pochi secondi e le clip che fanno sorridere (e discutere), c’è una strategia chiara: alleggerire, intrattenere, incuriosire. E poi, passo dopo passo, fidelizzare. Un racconto che sui social è volutamente filtrato dal “personaggio”, ma che in questa intervista lascia spazio anche a ciò che di solito resta fuori campo: la scelta consapevole di separare vita privata e lavoro, la costruzione della sicurezza personale, il rapporto con il successo e con le critiche.

Non sono mancate le domande sulle collaborazioni con grandi nomi del settore, sulla coerenza nelle scelte professionali e sull’importanza di affiancarsi solo a realtà affini per valori e visione. Un posizionamento netto, identitario, che negli anni ha contribuito a costruire un brand riconoscibile e credibile.

«Il personaggio è uno strumento, non la persona – racconta Gabriella Esposito. Sui social scegliamo un tono leggero perché chi ci guarda ha bisogno anche di sorridere. Ma dietro ogni video c’è studio, lavoro e una visione precisa. Separare la mia vita privata da quella pubblica è una scelta consapevole: protegge me e rafforza il progetto.»

La redazione di SkyTG24 ha scelto Gabriella nonostante la sua presenza digitale sia più “giovane” rispetto ad altri creator intervistati dal format, proprio perché – come emerso durante il confronto – dietro ai contenuti si percepisce un percorso costruito, non improvvisato. Un caso interessante in un’epoca in cui l’oversharing è la norma e la vita privata diventa spesso merce narrativa.

L’intervista offrirà anche spunti e consigli per chi desidera intraprendere un percorso nel mondo dei social e dell’imprenditoria digitale: dalla gestione degli haters alla costruzione dell’identità, fino alla coerenza tra valori personali e scelte professionali.

Toscana – Un “sorso gustoso” tra i bianchi del borgo storico di Montepulciano

Montepulciano è una ridente cittadina posta a cavallo tra la Val d’Orcia e la Valdichiana in provincia di Siena. Rinomata per la produzione di grandi vini rossi, il vino principe è il Vino Nobile di Montepulciano, uno dei vini italiani più storici.

Anche a Vinitaly 2026 il Consorzio di Tutela Vino Nobile di Montepulciano ed i produttori presenti hanno dato luce ad un luogo dove la viticoltura affonda le sue radici nel lontano passato, risalente all’epoca degli Etruschi. In questo angolo di Toscana venivano e vengono coltivate anche varietà di uva a bacca bianca come Trebbiano e Malvasia, Grechetto o Pulcinculo, Chardonnay, Viognier, Sauvignon e Vermentino, le prime due utilizzate per la produzione del pregiato Vin Santo di Montepulciano Doc, ma anche per alcuni piacevoli vini bianchi fermi.

Riviviamo l’occasione avuta durante l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano che ha avuto luogo nei giorni 14 e 15 febbraio 2025 all’interno della Fortezza Medicea con alcuni assaggi presso gli stand dei produttori focalizzandomi proprio sui vini bianchi. Per una volta lasciamo il posto ad una Toscana diversa e poco menzionata, produttrice come i primi tempi secoli fa, prima dello strapotere del Sangiovese, di ottimi vini bianchi.

La scelta perfetta per mangiare a pochi passi da uno dei tre laghi, Trasimeno, Chiusi e Montepulciano, con piatti a base del pescato d’acqua dolce locale.

Spumante Metodo Classico Brut Contucci – Sangiovese vinificato in bianco – Paglierino brillante, perlage finissimo e persistente, emana sentori di pera, fiori d’acacia, agrumi e crosta di pane, il sorso è vibrante, cremoso e sapido con chiusura lunga e duratura.

Il Bianco Toscana Bianco Igt 2023 Boscarelli – Viogner, Petit Manseng e Vermentino. Bel paglierino con riflessi dorati, sviluppa note di fiori di camomilla, pesca, albicocca e nuances agrumate, al gusto è fresco, pieno e lunghissimo.

Borbotta Viognier Toscana Bianco Igt 2024 Le Berne – Tonalità giallo paglierino, sprigiona sentori di mughetto, zagara, pesca e agrumi, la freschezza stimola il leggiadro e lungo sorso.

Brais Toscana Bianco Igt 2024 Palazzo Vecchio – Dal paglierino luminoso, rimanda sentori di biancospino, zagara, mela, ananas e vaniglia, al palato è piacevolmente fresco e saporito con finale duraturo.

Caduceo Toscana Igt Bianco 2022 Montemercurio – Canaiolo Bianco, Malvasia Bianca, Trebbiano e Pulcinculo. Giallo dorato, arrivano sentori di pompelmo, frutta tropicale e note di menta, il sorso è avvolgente e coerente, nonché persistente.

Maturato Toscana Bianco Igt 2024 Tiberini – Pulcinculo 100% – Giallo dorato, naso con frutta esotica, fiori di campo, pompelmo e mandorla, al palato è avvolgente, corrispondente e durevole.

Virginia Toscana Bianco Igt 2024 Manvi – Vermentino – Paglierino luminoso, rivela sentori di pesca, ananas, agrumi e fiori bianchi, fresco, verticale e lungo.

Trebbiano Toscana Bianco Igt 2023 Icario – Tonalità giallo paglierino, libera sentori di fiori di acacia, mela, pera, susina e pompelmo, sorso dinamico, pieno e duraturo. 

Toscana Bianco Igt 2025 Guidotti – Trebbiano, Malvasia e Grechetto. Bel paglierino, sviluppa note di fiori di camomilla, pesca, melone e ananas, al palato è fresco e sapido, lungo e coerente.

Campania Stories 2026: dalla Reggia di Caserta parte la scoperta delle nuove annate dei vini della regione

LA STAMPA NAZIONALE E INTERNAZIONALE ALLA SCOPERTA DELLE NUOVE ANNATE DEI VINI CAMPANI TRA PATRIMONIO UNESCO, IDENTITÀ E GRANDI TERRITORI DEL VINO AL VEGA PALACE DI CARINARO (CE)

CASERTA – Sarà la Reggia di Caserta, patrimonio UNESCO e simbolo universale della grandezza storica e culturale della Campania, il luogo di apertura dell’edizione 2026 di Campania Stories, la presentazione delle nuove annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni regionali alla stampa specializzata nazionale e internazionale, in programma dal 23 al 27 aprile 2026.

Organizzato da Miriade & Partners con le cantine partecipanti, con il sostegno della Regione Campania, in partnership con AIS Campania e in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA, l’evento si aprirà giovedì 23 aprile con la giornata inaugurale presso la Reggia di Caserta, in un contesto di straordinario valore storico e artistico, capace di rappresentare al meglio il dialogo tra cultura, territorio e vino.

Le degustazioni tecniche si svolgeranno nei giorni successivi e saranno articolate per tipologia, offrendo alla stampa nazionale e internazionale un’analisi approfondita delle nuove annate dei vini campani, con sessioni dedicate ai vini bianchi, rosati, rossi e spumanti, oltre a momenti di approfondimento e visite nei territori e nelle cantine di tutta la regione.

Come da tradizione, la manifestazione si concluderà con l’attesissimo Campania Stories Day, in programma lunedì 27 aprile presso il Vega Palace di Carinaro (Caserta), giornata aperta a operatori e appassionati del settore, con accesso su prenotazione e suddivisione in fasce orarie (info eventi@miriadeweb.it).

L’edizione 2026 di Campania Stories si svolge con il sostegno della Regione Campania, in partnership con AIS Campania e Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA e in collaborazione con Reggia di Caserta, Assoenologi Campania, Marìcan, Vega Palace, Daman Ristorazione, APN – Associazione Pizzaioli Napoletani, Authentic Journey 54, Azzurra Comunicazione, Che Pasticcio, Distretto delle Castagne e dei Marroni della Campania, con la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog.

Campania Stories si conferma un appuntamento centrale per la promozione delle eccellenze vinicole della regione, attraverso tasting dedicati alla stampa internazionale, contenuti tecnici, attività digitali e momenti di approfondimento, contribuendo a valorizzare e raccontare, durante tutto l’anno, la Campania del vino sui mercati internazionali.

Le cantine partecipanti all’edizione 2026 di Campania Stories sono: per la provincia di Avellino Antica Hirpinia, Benito Ferrara, Borgodangelo, Cantine di Marzo, Ciro Picariello, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi – Cantine Lonardo, De’ Gaeta, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Giovanni Carlo Vesce, I Capitani, Laura De Vito, Luigi Tecce, Macchie Santa Maria, Nardone Nardone Domenico, Perillo, Pietracupa, Rocca del Principe, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Scuotto, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, Torricino, Traerte, Vesevo e Villa Raiano; per laprovincia di Benevento Aia dei Colombi, Cantina del Taburno, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, I Colli del Sannio 1976, La Fortezza, La Guardiense, Nifo Sarrapochiello, Ocone 1910 Taburno Wine County e Terre Stregate; per la provincia di Caserta Alois, Cantina di Lisandro, Cantina Trabucco, Caputo 1890, Tenuta Selvanova, Fattoria Pagano, Gennaro Papa, Il Verro, La Masseria di Sessa, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Porto di Mola, Scaramuzzo, Sclavia, Tenuta Fontana, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone e Viticoltori del Casavecchia; per la provincia di Napoli Agnanum, Bosco de’ Medici, Cantina Tizzano, Cantine Antonio Mazzella, Cantine Astroni, Cantine del Mare, Cantine Olivella, Carputo Vini, Casa Setaro, Cenatiempo Vini d’Ischia, Contrada Salandra, La Sibilla, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Augustea e Tenuta Loffredo; per la provincia di Salerno Cantina dei Quinti, Cantina Polito, Ettore Sammarco, Guerritore, Marisa Cuomo, Montevetrano, San Salvatore 19.88, Viticoltori Lenza e Vuolo.

Per altre informazioni www.campaniastories.com

Terre de la Custodia, quando l’arte dell’accoglienza conquista Vinitaly

C’è un momento, durante le grandi fiere del vino, in cui il racconto supera il calice. È lì che si inserisce Terre de la Custodia, protagonista di un’esibizione che al Vinitaly non è stata solo presenza, ma esperienza.

Alla 58ª edizione del Vinitaly, la cantina umbra ha scelto di esordire con un evento capace di lasciare il segno: l’Exubera Party, andato in scena nella splendida cornice di Palazzo della Gran Guardia, affacciato su Piazza Bra a Verona. Un salto indietro nel tempo, negli anni Cinquanta, tra eleganza, musica e leggerezza, dove il vino è diventato parte di una narrazione più ampia, fatta di convivialità e stile.

Protagonista assoluto della serata, Exubera, vino simbolo della produzione, espressione di un’identità precisa e contemporanea. Non solo un’etichetta, ma un manifesto: dinamico, coinvolgente, pensato per un pubblico che cerca nel vino anche emozione e condivisione.

L’intuizione porta la firma di Giampaolo Farchioni, che ancora una volta dimostra una qualità rara nel panorama vitivinicolo italiano: la capacità di coniugare eccellenza produttiva e autentico senso dell’ospitalità. L’evento ha coinvolto centinaia di invitati in una festa curata nei dettagli, dove nulla è stato lasciato al caso e tutto ha contribuito a creare un’atmosfera memorabile.

Ma il racconto non si è fermato alla sera inaugurale. Nei giorni di fiera, al padiglione 7 stand D8, Terre de la Custodia ha accolto operatori e appassionati in uno spazio vivo e accogliente, dove i vini della cantina si sono espressi in abbinamento ai prodotti umbri. Un percorso gustativo che ha restituito il senso più autentico del progetto: la filiera, il territorio, la cultura materiale che diventa esperienza.

Tra calici e sorrisi, si è respirata un’energia sincera, quella di chi crede nel proprio lavoro e sa trasmetterlo. Ed è forse proprio questa la cifra distintiva di Terre de la Custodia: non solo produrre vino, ma costruire relazioni, raccontare storie, creare momenti.

Un ringraziamento speciale va anche alle ragazze dell’ufficio stampa, presenza discreta ma fondamentale, capaci di accompagnare e valorizzare ogni istante con professionalità e passione.

In un Vinitaly sempre più affollato di stimoli, Terre de la Custodia ha scelto la via dell’identità e dell’esperienza, e ha lasciato il segno.

Vinitaly 2026: il Premio Angelo Betti celebra l’anima territoriale del vino italiano

Nella giornata inaugurale di Vinitaly 2026, tra i momenti più attesi del calendario istituzionale si conferma la cerimonia del Premio Angelo Betti, Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana, riconoscimento simbolo della manifestazione e tra i più identitari del settore.

Alla presenza del presidente di Veronafiere Federico Bricolo, del presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas e dell’amministratrice delegata Barbara Ferro, la cerimonia ha ribadito il valore di un premio che affonda le proprie radici nella storia stessa della manifestazione.

Istituito nel 1973 e intitolato al fondatore di Vinitaly, Angelo Betti, il riconoscimento rappresenta uno dei più longevi del panorama vitivinicolo italiano. La sua peculiarità risiede nella dimensione territoriale: ogni regione individua il proprio “benemerito”, restituendo così una fotografia corale e autentica del comparto nazionale.

La cerimonia si inserisce in un programma più ampio di premi che, già nella mattinata inaugurale, ha visto protagonisti nomi di primo piano come Lamberto Frescobaldi, insignito del Vinitaly International Award Italia, e Attilio Scienza, premiato alla carriera. Un dialogo continuo tra tradizione, ricerca e visione imprenditoriale che rappresenta oggi una delle chiavi di lettura del successo del vino italiano nel mondo.

È tuttavia nel Premio Angelo Betti che si esprime con maggiore forza il legame tra vino e territorio: un riconoscimento che non celebra soltanto il successo individuale, ma valorizza l’impegno quotidiano di produttori, tecnici e ambasciatori del vino italiano. Figure spesso silenziose, ma fondamentali, custodi di saperi locali e interpreti di un patrimonio culturale condiviso.

«Il contributo dei territori è fondamentale per intercettare tutte le esperienze rappresentative del percorso di crescita del vino italiano, ha sottolineato Federico Bricolo. Questo premio non è solo un riconoscimento individuale, ma uno strumento per raccontare il lavoro diffuso a sostegno della qualità e dell’evoluzione dei territori vitivinicoli». Un ringraziamento è stato inoltre rivolto agli assessori regionali all’Agricoltura, protagonisti nell’individuazione delle candidature piùrappresentative per identità e visione.

Entrano così nell’Albo d’Oro del Premio Angelo Betti 2026: Paolo Simoni (Abruzzo), Stefano Del Lungo (Basilicata), Vincenzo Letizia (Campania), Tenuta del Travale (Calabria), Pierluigi Zama (Emilia-Romagna), Cristian Specogna e Michele Specogna (Friuli Venezia Giulia), Stefano Matturro (Lazio), Azienda Agricola Laura Aschero (Liguria), Giovanna Prandini (Lombardia), Azienda Agricola Alberto Quacquarini (Marche), Nicola Japalucci (Molise), Giovanni Negro (Piemonte), Franz Graf Von Pfeil (Provincia Autonoma di Bolzano), Walter Webber (Provincia Autonoma di Trento), Marilina Nappi (Puglia), Giuseppe Gabbas (Sardegna), Franco Motisi (Sicilia), Ivangiorgio Tarzariol (Toscana), Nicola Chiucchiurlotto (Umbria), Nicolas Bovard (Valle d’Aosta) e Sandro Gini (Veneto).

In un’edizione sempre più orientata ai mercati internazionali e alla promozione integrata del Made in Italy, il Premio Angelo Betti si conferma dunque un momento di sintesi tra memoria e futuro, capace di raccontare, anno dopo anno, l’identità profonda del vino italiano e il suo legame inscindibile con i territori.