Napoli – “Primavera inVita” alla Sanità

Aspettando Leguminosa a La Tenda Dalle 10.00 alle 15.00

Un evento, con tavoli espositivi e Laboratori, per festeggiare la Primavera a La Tenda in collaborazione con Slow Food, Slow Food Napoli, ComunitàSlow Food Napoli Extra Moenia, il progetto di comunicazione sociale e rigenerativa VVVita.  Non solo il Mercato della Terra di Slow Food ma una mattinata per celebrare la fine dell’inverno, camminare, acquistare, donare, visitare, scoprire, leggere, giocare e assaggiare.

La prima edizione, a La Tenda, il prossimo sabato 28 marzo, di “Primavera inVita alla Sanità” si inserisce in Aspettando Leguminosa di Slow Food 2026, forte della felice esperienza di questi mesi dei Piatti della Amicizia con i Fagioli Dente di Morto, I Ceci di Teano e, per il prossimo 28 marzo, i Piselli Centogiorni. Tutti Presidi Slow Food e tutti semi che saranno protagonisti, appunto a Leguminosa in programma a Napoli, alla Stazione Marittima, l’11 e 12 aprile.

Leguminosa è un progetto e un evento di Slow Food Campania volto a promuovere la biodiversità dei legumi, salvaguardando antiche varietà locali e incentivandone il consumo per la sostenibilità ambientale e la salute. Valorizza le produzioni locali (fagioli, ceci, cicerchie, ecc.) e sostiene la rete dei produttori, cuochi e attivisti. I momenti della giornata – che inizia alle 10.00 con la apertura del Mercato della Terra e si conclude alle 15.00 dopo l’assaggio di Pasta e Piselli Centogiorni Presidio Slow Food con la partecipazione dello chef Mario Avallone, il Kuoko Mercante – saranno i seguenti:

****Il MERCATO DELLA TERRA e e E ASSAGGI con Slow Food Napoli

Dalle 10.00 Incontro con i produttori Slow Food per una spesa di stagione buona, pulita e giusta per tutti.
****BENVENUTA PRIMAVERA. La Tenda al Cambio di Stagione

In collaborazione con Liberty Market Dalle 10.00 Portar a casa un capo per  i mezzi tempi. L’Armadio di famiglia de La Tenda, in collaborazione con il Liberty Market, si colora dei colori di Primavera e si apre al pubblico. Rosa fiore di pesco, giallo tarassaco, verde tenero pisello Centogiorni, azzurro cielo di Primavera, multicolore abbraccio di Primavera.Uno stand, con i colori della solidarietà per una giusta raccolta fondi.

****LUCE AI PROGETTI Le candele dei ragazzi delle Educative La Tenda

Dalle 10.00 Le candele del Laboratorio de  “I Tuffatori” delle Educative del Centro La Tenda tornano a illuminare un fare manuale capace di attivare il sapere pratico e tutti e cinque i sensi: dalla vista al tatto, fino all’olfatto, protagonista attraverso le fragranze scelte dai ragazzi.

****Camminata dei CarmelitaniUn cammino di meditazone sulle tracce dei Carmelitani alla Sanità

Ore 10.30/12.00 Il Complesso di 9000 mq che ospita il Centro La tenda, fondato negli anni Ottanta, nel cuore del Rione Sanità, da Don Antonio Vitiello per contrastare la povertà estrema ed educativa. Dalla primavera 2025, attraverso il progetto VVVita delle giornaliste Monica Piscitelli e Laura Guerra, si apre periodicamente alla città, rigenera i suoi luoghi e si racconta. Si inizia, in questa giornata di festa del 28 marzo, con la inedita passeggiata sul Sentiero di meditazione dei carmelitani verso la Tenuta Vita della famiglia Zenga per tornare nella Chiesa di Santa Maria alla Vita.

A guidarle gli esperti Marinella di Martino e Carmine Maturo con la presenza del volontario de La tenda Gaetano Burrattini. 

A seguire un intervento di Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Università Vanvitelli e dell’architetto Renato Carrelli. 

****LABORATORIO

Ore 10.30 – 12.00″Andiamo Diritti alle Storie! “Lo spazio ideato da Nati per Leggere con letture a cura delle volontarie di NapoliPosti limitati. Prenotazione consigliata. 

LABORATORI Ore 10.30 – 12.00
Due proposte per ragazzii e adulti curiosi e creativi a cura dell’IS del Rione Sanità “Della Porta Porzio Colosimo” Posti limitati. Prenotazione consigliata. 

1. “DISEGNA IL FUTURO… in 3D!”con gli allievi dell’indirizzo C.A.T. Costruzioni Ambiente e Territorio 
Un laboratorio per sperimentare un modo nuovo e creativo di dare forma alle idee.

2. “TRAME DI PRIMAVERA”con gli allievi dell’indirizzo Moda 
Un laboratorio tessile fiori tra le dita e ago alla mano per piccoli capolavori di artigianato.: 

****GIROTONDO DI LIBRI. Il BOOKMob de La Tenda

Con il Patrocinio del  “Patto per la Lettura della Città di Napoli”Ore: 13.00. Un momento per la consultazione e la condivisione gratuita di libri e di emozioni. Ridare una seconda chance, una seconda vita, una seconda lettura, a un libro.Un gioco: ogni partecipante porta un libro incartato come un regalo, ci si dispone in circolo e lo si scambia. Una volta che il giro dei libri si è concluso di scarta i libro e ognuno legge una frase.Il tema: Primavera, Rinascita, Rigenerazione.

****PIATTO DELLA AMICIZIA La Tenda

Ore 13.30 I volontari de La Tenda, VVVita e Slow Food Napoli insieme propongono una degustazione gratuita di Pasta e Piselli Centogiorni Presidio Slow Food di stagione.Con la partecipazione dello chef Mario Avallone, il Kuoko Mercante.  È un evento nato dalla collaborazione del Centro La Tenda Ets, del progetto VVVita delle giornaliste Monica Piscitelli e Laura Guerra, con Slow Food, Slow Food Napoli e con La Comunità Slow Food Napoli Extra Moenia ed il il Patrocinio del  “Patto per la Lettura della Città di Napoli”.

Prenotazione Laboratori per adulti e ragazzi (10.30-12.00): 3480063619 (Whatsapp)  Prenotazione visita guidata (percorso a piedi e chiesa con scarpe comode): 347 635 5343 (Whatsapp)

Nasce a Salerno “Pasqua d’Artista”: il Tempio di Pomona celebra l’eccellenza della pasticceria artigianale

Venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026 la prima edizione nel cuore del centro storico.

Salerno si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento culturale ed enogastronomico dedicato alla tradizione dolciaria pasquale. Venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026 il suggestivo Tempio di Pomona ospiterà la prima edizione di Pasqua d’Artista, il progetto ideato e organizzato da Erre Erre Eventi per valorizzare l’alta pasticceria artigianale nel periodo più simbolico dell’anno.

Non un semplice evento espositivo, ma un format culturale pensato come un “salotto” dell’artigianalità d’eccellenza, in cui colombe, pastiere e uova di cioccolato diventano espressione di identità, memoria e competenza tecnica.

Un viaggio tra i simboli della Pasqua

Protagoniste dell’evento saranno:

  • la pastiera, simbolo identitario della tradizione campana;
  • la colomba artigianale, frutto di lunghe lievitazioni e alta competenza tecnica;
  • le uova di cioccolato d’autore, espressione creativa della lavorazione artigianale.

Durante le due giornate il pubblico potrà degustare, conoscere e acquistare direttamente dai Maestri le proprie produzioni, a condizioni dedicate riservate all’evento, in un rapporto diretto che restituisce centralità al dialogo tra artigiano e consumatore.

La Pasqua raccontata dai Maestri

Protagonisti saranno Maestri selezionati dalla giornalista Carmen Autuori, chiamati a presentare e raccontare le proprie creazioni, illustrando tecniche di lavorazione, scelta delle materie prime e interpretazioni personali e territoriali della tradizione.

L’obiettivo è riportare al centro la qualità, la manualità e il valore culturale della pasticceria pasquale, distinguendola dalla produzione industriale standardizzata.

L’ elenco dei Maestri partecipanti

Cesto Bakery, Catello Di Maio – Torre del Greco

Hera nei Campi, Vincenzo Bifulco -San Paolo belsito

 Noschese Bakery, Nicola Noschese – Pontecagnano Faiano

Panificio Rago 1870, Antonio Rago – Baronissi

Pasticceria Atelier del Dolce, Cono Tropiano – Sassano

Pasticceria Bottega Paradiso, Francesco Murante e Christian Beducci, Nocera Inferiore

Pasticceria Dolce e Caffè, Aniello Esposito – Salerno

Pasticceria Fabozzi, Antonio Fabozzi – Casal di Principe

Pasticceria Franco, Luigi e Gaetano Capriello – Casal Velino

Pasticceria Gemma, Riccardo Ruggiero – Nocera Superiore

Pasticceria Igloo Senza Glutine, Janet Gomez – Salerno

Panificio Mater, Nicola Guariglia – Salerno

Pasticceria Pentangelo, Aniello Pentangelo – Nocera Inferiore

Regina Bakery, Gaetano Giorgio – Pagani

Supermercati Piccolo, Francesco La Manna – Pomigliano d’Arco

La sostenibilità e l’inclusione

Pasqua d’ Artista rafforza l’impegno verso un evento eco-friendly, con riduzione della plastica, gestione responsabile dei rifiuti e promozione della filiera a chilometro zero.

Particolare attenzione anche all’inclusione, con un’area “Gluten Free” interamente dedicata ai prodotti senza glutine.

Il valore della location

La scelta del Tempio di Pomona non è casuale. Situato nel cuore del centro storico, rappresenta uno degli spazi più simbolici della città, capace di coniugare patrimonio storico e contemporaneità. L’ambientazione contribuirà a creare un’atmosfera raccolta e raffinata, coerente con il posizionamento alto del progetto e con l’obiettivo di trasformare la pasticceria pasquale in esperienza culturale.

Un appuntamento strategico per la città

Collocato nella settimana che precede la Pasqua, Pasqua d’Artista si inserisce in un momento di particolare vitalità per il centro storico di Salerno, favorendo l’afflusso di cittadini e visitatori e contribuendo alla valorizzazione del tessuto commerciale e turistico. L’evento si rivolge a famiglie, appassionati gourmet, operatori del settore food & beverage e turisti presenti in città nel periodo pasquale.

Media Partner

Luciano Pignataro Wine&Food Blog

La dichiarazione

«Pasqua d’Artista nasce dalla volontà di restituire centralità al Maestro e alla qualità artigianale in un periodo dell’anno fortemente identitario – dicono Rosario Augusto e Roberto Jannelli -. Non volevamo una fiera, ma un luogo di racconto e di incontro, dove tradizione e innovazione possano dialogare in uno spazio simbolico come il Tempio di Pomona. L’obiettivo è costruire un appuntamento stabile nel calendario culturale primaverile della città.»

Si ringraziano

Il Comune di Salerno

La Curia dell’Arcidiocesi di Salerno‑Campagna‑Acerno

Ecstra Aps

FedApi – Federazione Artigiani e Piccoli Imprenditori

Nims Spa – Gruppo Lavazza
Orari

Venerdì 27 marzo: 17,30 – 20, 30 – Sabato 28 marzo: 17,30– 20,30

Acquisto biglietti d’ingresso: https://www.postoriservato.it/elenco-date.html?idEvent=4481

Accreditamento per la Stampa

Le testate e i membri della stampa che desiderano accreditarsi per l’evento “Pasqua D’Artista” possono farne richiesta inviando un’e-mail a:

ass.erreerre@gmail.com338 565 5306 / 338 188 7787

carmen-63@live.it  3396963558

Casa Brisa a Bacoli, l’aperitivo al centro di tutto

Una terrazza sul Lago Fusaro da godere appieno durante i tramonti estivi e la sala accogliente all’interno per una visione d’ospitalità che comprenda le quattro stagioni senza fermarsi mai. Da uno dei luoghi più belli della Campania, incastonato tra la baia degli imperatori di Bacoli e la quiete della laguna verde, prende vita Casa Brisa, a pochi metri dalla Casina Vanvitelliana, costola dello storico complesso Villa Edelweiss. 

La terrazza sul lago Fusaro

Il sogno di Anna Marotta e Giuseppe Forlizzi era quello di smarcarsi dalle proposte gastronomiche per eventi e ricevimenti, recuperando quell’aspetto più intimo e personalizzato con l’idea di un “aperitivo diffuso” da consumare tra una selezione cocktail di Gianpiero Tesorio e vari appetizer stuzzicanti.

L’accogliente sala con tavoli in legno

“Io napoletana, lui romano, il nostro sogno è stato sempre quello di aprire un ristorante assieme. Abbiamo puntato prima su Roma, con la pizzeria Arrecreate, e poi abbiamo deciso di ampliare l’offerta del complesso Villa Edelweiss che mio padre con grandi sacrifici ha costruito, ristrutturandone una parte e dando così vita a Casa Brisa. Con questa location vogliamo dunque abbracciare anche quella fetta di persone che vuole venir qui non solo per un evento importante ma  semplicemente per bere o mangiare qualcosa. Un lounge bar dunque dove ognuno può far ciò che vuole, in totale libertà” dice Anna Marotta. 

Il classico “old fashioned”

“Fragola e peperoncino smash” con rum bianco, fragole, succo di lime e peperoncino fresco

L’idea di drink analcolico

La cucina si sviluppa attorno a una selezione di ingredienti accuratamente ricercati, uno ad uno dallo stesso Giuseppe, riletti con estro contemporaneo. Largo spazio alle fritture, zeppoline, supplì, frittatine, ma anche mini bun al pulled pork e polpettine di bollito. Maniacale è l’attenzione per i salumi e formaggi, tutti artigianali e tutti di alta fascia che vengono serviti al piatto o utilizzati per la composizione di taglieri stuzzicanti. 

Patatine home made

I crocchè

La tartare

La selezione salumi

Il risultato è un’offerta gastronomica dinamica, pensata per accompagnare diversi momenti della giornata, dall’aperitivo informale con gli amici agli appuntamenti più galanti, serali, magari accompagnati con dell’ottima musica. 

Napoli, al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo – Roof Top Vibes Easter Edition: musica, cibo e drink aspettando Pasqua

Roof Top Vibes Easter Edition: musica, cibo e drink aspettando Pasqua. Sabato 4 aprile al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo evento in terrazza.

Apericena in terrazza con vista panoramica e djset. Sabato 4 aprile dalle ore 18 alle ore 21 il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo apre il Roof Garden Angiò, all’undicesimo piano dell’albergo nel cuore di Napoli, per un appuntamento esclusivo aspettando la Pasqua.

La formula prevede al costo di 30 euro su prenotazione (081.7970001), un calice di vino o un drink a scelta tra cui il “From Naples to Capri”, a base di limoncello, gin, prosecco e succo di limone, signature del bartender Farncesco Amato e una ricca selezione di food ideata dall’executive chef Pasquale De Simone.

Disponibile menu bar con ulteriori cocktail, anche no alcol, da consumare dall’ora del tramonto in poi, accolti dallo staff guidato dall’f&b manager Giovanni Botta. 

Tra le proposte che accompagneranno i drink tranci di quiche con pancetta croccante, crostini di pane ai cereali con salmone, con fave e pancetta o con maionese, uova sode e taccole, tocchetti di tortano classico e casatiello, trancini di pizze rustiche con ricotta, provola e salame.

Il tutto accompagnato dalla musica del dj Gianluca De Divitiis e dal panorama sul Golfo di Napoli che riserva la terrazza del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. In occasione del weekend di Pasqua disponibili pacchetti soggiorno che includono il pernottamento. 

Genova – I Vini del Cuore 2026: emozioni, territori e storie nella monumentale Sala delle Grida

La quinta edizione de I Vini del Cuore si è svolta l’8 e 9 marzo nella suggestiva Sala delle Grida del Palazzo della Borsa di Genova, confermando la natura profondamente umana e partecipativa di questa manifestazione unica nel panorama italiano.
Nata da un’idea di Olga Schiaffino, la guida social I Vini del Cuore si distingue per un approccio che mette al centro l’emozione, il racconto sincero dei produttori e l’esperienza reale del vino, lontana da tecnicismi eccessivi e vicina alla gente.

Un evento che parla al cuore dei winelovers

La manifestazione ha riunito 45 cantine selezionate tra quelle presenti nelle diverse edizioni della guida e altre tra quelle raccontate dai wine expert per essere scoperte e valutate dalla community di operatori del settore, stampa e appassionati.

Il vino, del resto, è parte della nostra storia collettiva: accompagna momenti felici, convivialità, memoria. Promuoverlo significa anche ricordare l’importanza di un consumo responsabile, attento e rispettoso.

Una selezione degna di nota per autenticità, identità e qualità espressiva:

Lombardia:

  • Montelio – Metodo Classico da Pinot Nero: finezza, precisione, identità.

Trentino-Alto Adige:

  • Tenuta Tröpfltalhof – Viognier: un bianco sorprendente, vibrante, di rara personalità.

Marche:

  • Podere Sabbioni – Ribona della Famiglia e Metodo Classico: da un raro vitigno autotcono tradizione e innovazione che dialogano con eleganza.

Toscana:

  • Vigna delle Sanzioni – Trebbiano Riserva
  • La Salceta – Rosato
  • Casale Bio – Trebbiano Toscano
  • Castello Viscogliosi – Carpiano Rosato
    Una Toscana che si racconta attraverso piccoli produttori, vitigni storici, interpretazioni contemporanee e un forte legame con la terra.

Basilicata:

  • Camarlengo – Accamilla: un macerato di nicchia da vitigni autoctoni, Malvasia, Santa Sofiae Cinguli

La Georgia protagonista: un ritorno alle origini del vino

Tra i momenti più significativi dell’evento, la masterclass dedicata ai vini della Georgia, condotta dalla wine ambassador Tamar Tchitchiboshvili e dal sommelier Jaba Dzimistarishvili.
Un viaggio affascinante nella culla della viticoltura mondiale, dove la tradizione delle anfore (qvevri) risale a oltre 6.000 anni a.C.

La masterclass ha esplorato:

  • la posizione strategica del Paese tra Caucaso e Mar Nero
  • le principali regioni vinicole, tra Occidente e Oriente
  • le due grandi tipologie di vinificazione
  • l’incredibile patrimonio di 525 vitigni autoctoni, di cui tre particolarmente diffusi
  • la produzione dei celebri vini ambrati (orange wine), ottenuti da uve bianche con lunghissime macerazioni sulle bucce

Un approfondimento che ha mostrato come da un’unica anfora possano nascere tre vini diversi — superiore, centrale e inferiore — e come alcune produzioni, limitate a poche centinaia di bottiglie, rappresentino un patrimonio culturale oltre che enologico.

Un evento che unisce emozione, cultura e comunità

“I Vini del Cuore” non è solo una guida o un evento di degustazione: è un luogo di incontro tra produttori, professionisti e appassionati, un laboratorio di ascolto e di scambio, un invito a vivere il vino come cultura, emozione e relazione. E il vino, quando raccontato con sincerità, ha ancora la forza di creare connessioni autentiche e di avvicinare le persone alla bellezza dei territori e delle storie che custodisce.

Torino e il Salone del Vino, tre giorni intensi tra degustazioni tematiche e produttori “eroici”

Dal 28 febbraio al 2 marzo, il capoluogo piemontese si è infatti trasformato nel centro gravitazionale dell’enologia regionale e non solo, con oltre 500 cantine e un programma che quest’anno è sembrato voler rifuggire i tecnicismi sterili per abbracciare un racconto più umano e viscerale. Il Salone del Vino di Torino 2026, giunto alla sua quarta edizione, ha chiuso i battenti confermando una metamorfosi profonda: da evento locale a “cantina aperta” di respiro internazionale.

Se il Piemonte è storicamente terra di blasoni e dinastie, l’edizione 2026 ha messo sotto i riflettori un fenomeno laterale ma potente: le cantine di First Generation. Sono giovani realtà, spesso nate da chi non ha ereditato vigne secolari, ma ha scelto di “tornare” alla terra con una consapevolezza nuova.

Produttori che stanno riscrivendo le regole del gioco, puntando su vitigni meno celebrati e su una sostenibilità non solo da bollino in etichetta, ma pratica agricola di resistenza. Il tema portante, “Degustare è scoprire”, invita proprio a questo: abbandonare le mappe predefinite del gusto per lasciarsi sorprendere da un Erbaluce o da un Pelaverga capace di reggere il confronto con i giganti.

L’attenzione di questo Salone verso l’estero è palpabile. Con il sostegno di Unioncamere Piemonte, il Salone ha attratto delegazioni di buyer da mercati chiave come Svezia, Danimarca e Regno Unito. Mentre il comparto vitivinicolo piemontese si prepara a gestire i nuovi fondi OCM (quasi 19 milioni di euro previsti per il 2026), eventi come questo diventano cruciali per posizionare il brand territoriale oltre le Alpi.

Il Salone di Torino punta sicuramente a una dimensione  intima e riflessiva, dove il pubblico può dialogare direttamente con il produttore, senza i filtri di un marketing troppo aggressivo. L’appuntamento per il prossimo anno, con molte nuove storie e realtà da raccontare.

Ecco alcune realtà scoperte durante questa edizione:

Associazione produttori del Vino Biologico: accoglie allo stand i winelovers con lo slogan “Crediamo In Bio”. Si è costituita ad Asti, patria di grandi vini e di un territorio che ha visto la nascita nel 1992 del primo vino bio certificato in Italia. L’associazione riunisce piccoli vignaioli del Piemonte che coltivano i loro vigneti in modo etico e sostenibile e partecipa a eventi, degustazioni e incontri per promuovere una scelta produttiva molto interessante e attuale.

Sorì Eroici: è un progetto che ha l’obbiettivo di valorizzare e tutelare le vigne storiche e più difficili da coltivare del territorio del Moscato e nei comuni Astigiani. A questo marchio sono legate le vigne con la migliore esposizione e una pendenza pari o superiore al 40% e che siano in possesso di una certificazione ambientale ( bio, biodinamica e altri protocolli di sostenibilità certificati). Tojo Winery, Poderi Roccanera e Luca Luigi Tosa le aziende presenti con i loro vini eroici al Salone.

Dimenticando per un attimo i grandi nomi, il Salone 2026 ha celebrato il ritorno di varietà che hanno rischiato l’estinzione e che oggi rappresentano la nuova frontiera dell’identità territoriale:

  • Baratuciat: Il protagonista assoluto tra i bianchi “di confine”. Originario della Bassa Val di Susa, è un vitigno dalla spiccata acidità e note agrumate che l’Associazione Baratuciat e Vitigni Minori sta promuovendo con forza. È la risposta piemontese alla ricerca di freschezza in tempi di cambiamento climatico.
  • Slarina: Quasi scomparsa a favore di varietà più produttive, viene oggi riscoperta nel Monferrato per la sua capacità di regalare vini rossi speziati, eleganti e dal grado alcolico contenuto.
  • Gambadipernice: Un nome che è già un programma. Questo vitigno di Calosso (Asti) produce rossi dai riflessi violacei e note di pepe verde, perfetti per chi cerca un sorso “gastronomico” e fuori dagli schemi.

Durante l’evento si sono succedute numerose Masterclass, molto apprezzate dai winelovers presenti, che hanno messo ‘accento su territori vini e progetti degni di nota.

Una edizione che ha riscontrato un enorme successo di pubblico, per la ricchezza di appuntamenti, per la varietà delle cantine presenti e per la qualità dei vini in degustazione. Il Salone di Torino punta sicuramente a una dimensione  intima e riflessiva, dove il pubblico può dialogare direttamente con il produttore, senza i filtri di un marketing troppo aggressivo. L’appuntamento per il prossimo anno, con molte nuove storie e realtà da raccontare.

Casa Lerario ospita lo chef Carmine Amarante

Il consueto appuntamento dei Pranzi d’Autore a Casa Lerario nel mese di febbraio ha visto protagonista Carmine Amarante, Executive Chef di Ca’ di Dio a Venezia.

Un format ormai consolidato da oltre dieci anni che vede come location d’eccellenza la suggestiva casa di campagna acquistata nel 1983 da Pietro Lerario e da sua madre Tatiana Bruno per farne il buen retiro di famiglia, ma diventata col tempo dimora di charme con ristorante. A turno, chef rinomati da tutta Italia si cimentano ai fornelli della farmhouse sannita interpretando alcuni dei prodotti dell’orto e della fattoria di Casa Lerario.

Carmine Amarante è un giovanissimo talento, appena 35 anni, che vanta già un curriculum di tutto rispetto in alcune delle cucine più importanti del mondo. Napoletano di origine, inizia la sua carriera al Don Alfonso 1890, passando per Danì Maison di Nino Di Costanzo, Enrico Bartolini, La Pergola di Heinz Beck. Ed è proprio al seguito di Heinz Beck che intraprende un lungo periodo di lavoro a Tokyo, prima come Executive per lo stesso Beck, successivamente per Giorgio Armani.

Ad accompagnare il menù di Amarante, i vini de La Masseria di Sessa, una piccola realtà produttiva di Sessa Aurunca a conduzione biologica, nata poco più di quindici anni fa con l’intento di testimoniare il legame profondo tra uomo e natura.

In cucina lo chef è stato affiancato dallo staff di Casa Lerario, con la preziosa direzione di Tatiana: una sinergia non scontata che ha saputo evidenziare la minuziosa attenzione al dettaglio di Amaranto e l’esperienza ormai consolidata della Famiglia Lerario.

Protagonista assoluto della cucina del giovane chef è l’ingrediente posto al centro del piatto: se non lo rispetti non lo stai cucinando, è lo slogan incisivo con cui Amaranto si presenta sui social.

Così il carciofo del giardino Lerario nell’amouse bouche di apertura in tre consistenze viene esaltato dal tocco orientale del panino bao, soffice panificato cotto al vapore di origine cinese, guarnito con una rosa di pancetta di maialino prodotta dallo chef. L’abbinamento è con l’etichetta firma di Masseria di Sessa, il Crono 2022 Falerno del Massico DOC, ottenuto da un uvaggio di falanghina e fiano e vinificato esclusivamente in acciaio.

L’uovo marinato è il protagonista dell’antipasto, una combinazione cromatica e gustativa in cui l’appagante grassezza del tuorlo ancora morbido accoglie la vena acidula della verza marinata, lo spunto affumicato dettato dalla spuma di chorizo, le note aromatiche dei piccoli crostini alle erbe. L’abbinamento con Amaltea 2020 Greco Campania IGT – fermentato in piccoli fusti di legno d’acacia- risulta equilibrato non solo grazie al sorso denso che accompagna il boccone ma anche per l’impatto visivo della fitta trama oro brillante.

Il riso di semola al tartufo nero è uno dei classici di Amarante. Piatto apparentemente semplice, si presenta di grande complessità gustativa a cominciare dal finto riso che unisce la percezione tattile del chicco alla consistenza e al sapore della pasta di semola.

L’aceto di mele invecchiato aggiunto in fase di mantecatura ingentilisce le sensazioni terragne del tartufo donando finezza ed eleganza al piatto. Crono 2019 Falerno del Massico doc chiude la carrellata dei bianchi e conferma il filo conduttore che li accomuna: il sorso materico espressione del territorio vulcanico, che si caratterizza nei sentori di fieno in Crono 2022, di camomilla essiccata in Amaltea 2020, di caramella all’orzo in Crono 2019.

Protagonista del secondo è la guancia di manzo brasata con salsa verde, polenta in spuma e spinaci a crudo, che si abbina con eleganza a Qaestio 2020 Falerno del Massico doc: un gioco di sensazioni tattili tutte giocate sulla consistenza della guancia, la cremosità della polenta e la trama vellutata del tannino.

Chiudiamo il pranzo con l’assoluto di mandorla: un piccolo disco di latte di mandorle in consistenza gelatinosa, evocativo del tofu, ripieno di amaretto di Saronno, servito con una noce di sorbetto alla mandorla d’Avola e decorato con meringhette di acqua di mandorle. L’abbinamento apparentemente azzardato con Aurunco MC 2023 – spumante metodo classico da falanghina e greco, diciotto mesi sui lieviti, dosaggio zero – si rivela interessante grazie all’aromaticità della mandorla che prevale sulle sensazioni dolci e zuccherine.

Salvatore Catapano conquista la giuria del contest Mille&UnBabà con il suo “Partenope in fiore”

Ma a sorprendere gran parte della stampa di settore presente all’Hotel Vesuvio di Napoli, per la consueta gara tra pasticceri promossa da Mulino Caputo, è stato il giovane “figlio d’arte” Angelo Guarino de La Corte degli Dei di Agerola.

La giuria, composta da nomi di primo piano come: Salvatore CapparelliSal De RisoGennaro EspositoSabatino Sirica e Antimo Caputo, CEO del Mulino Caputo, ha sottolineato l’elevato livello qualitativo delle proposte, in un’edizione che si è distinta per la ricerca di forme e abbinamenti originali ma, soprattutto, per l’utilizzo di ingredienti di assoluta qualità.

Salvatore Catapano, pastry chef del Giardini Poseidon Terme di Ischia, l’ha spuntata vincendo grazie al rispetto per la tradizione e all’omaggio alla semplicità. Un dolce che reinterpreta il grande classico napoletano, con un profilo agrumato, Partenope in fiore: impasto diretto agli agrumi, farcito con una crema alla ricotta di bufala, arricchito di una composta di arance ischitane e finito con un bocciolo realizzato con salsa agli agrumi gelificata.

A soli 32 anni, Catapano vanta esperienze di grande prestigio, maturate in Italia e all’estero: da Pascal Lac a Nizza, al Belgio, con Darcis Jean-Philippe, fino alla celebre Pasticceria Veneto di Iginio Massari.

Angelo Guarino, già attenzionato nelle cronache recenti di 20Italie con l’Intervista ad Angelo Guarino, pastry chef de La Corte degli Dei di Palazzo Acampora ad Agerola ha invece stupito per originalità e inventiva con il dolce Sua Maestà il Babà: un impasto alla cannella dalla forma di mela, con un cuore realizzato con crema di mela e mela annurca a cubetti.

Accanto al vincitore, che si è aggiudicato una fornitura di 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un premio di 1000 euro, tutti i concorrenti hanno tenuto alta l’asticella della competizione, con proposte innovative, caratterizzate da ricerca creativa.

Una competizione che ha celebrato non solo la tradizione partenopea, ma anche la sua continua evoluzione, tra tecnica, creatività e identità territoriale.

Napoli: Pasticceria Pintauro 1785 inaugura il 26 marzo

Grande attesa per il ritorno di un patrimonio identitario della città di Napoli

Pasticceria Pintauro 1785 riapre e con essatorna a vivere uno dei luoghi simbolo della tradizione dolciaria napoletana. Il prossimo 26 marzo riaprirà al civico 275 di via Toledo, lo storico templio della sfogliatella che, da oltre due secoli, rappresenta un presidio identitario della cultura gastronomica partenopea.

L’inaugurazione, riservata alle Istituzioni, si terrà il 26 marzo alle ore 18.00, segnando l’avvio di una nuova fase per uno dei nomi più longevi e rappresentativi della gastronomia partenopea. A partire da venerdì 27 marzo, il luogo di Napoli, dove la memoria ha il profumo della sfoglia calda e dello zucchero a velo, riaprirà al pubblico, con orario continuato dal lunedì a domenica, dalle 9.00 alle 21.00.

La riapertura, promossa dall’imprenditore napoletano Francesco Bernardo, insieme al socio Davide Piterà, nasce da un progetto di recupero e valorizzazione orientato alla tutela di un bene che può essere considerato parte integrante del patrimonio culturale immateriale cittadino: un insieme di competenze artigianali, tradizioni produttive e significati simbolici che superano la dimensione del singolo esercizio.

Una piccola parte di Napoli riprende a vivere, e ne sono profondamente orgoglioso – dichiara Francesco Bernardo –. Il nostro obiettivo è ridare alla città un’eccellenza storica, tutelandone l’anima artigianale e proiettandola nel presente. Preservare la storicità del luogo e dei suoi prodotti, a partire dalla sfogliatella nata proprio qui oltre duecento anni fa, significa custodire un patrimonio di saperi che appartiene alla comunità”.

Particolare attenzione è stata, infatti, dedicata alla continuità delle competenze e alla trasmissione della memoria professionale: accanto a nuove figure, torna il banconista Peppe Tomei, coordinato da Davide Piterà, a testimonianza di una filiera di conoscenze che si rinnova senza interrompersi. L’intervento ha preservato, inoltre, gli elementi storici del locale, dall’effigie della Madonna Addolorata all’antica lampada settecentesca, fino agli arredi in legno e marmo, in un equilibrio consapevole tra conservazione e aggiornamento funzionale, nel rispetto dell’identità originaria del sito.

Fondata nell’Ottocento dal pasticciere Pasquale Pintauro, la pasticceria ha attraversato generazioni, trasformazioni urbane e mutamenti sociali, mantenendo intatto il proprio valore simbolico. In questo luogo ha preso vita la tradizionale sfogliatella, divenuta emblema della città nel mondo, contribuendo a definire un patrimonio di saperi, gesti e ritualità che appartengono alla memoria collettiva di Napoli.

Nel solco dei grandi classici dell’arte dolciaria napoletana, Pasticceria Pintauro 1785 affiancherà alle specialità storiche nuove proposte e collaborazioni con professionisti di rilievo, con l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica locale in chiave contemporanea, rafforzandone il riconoscimento nel panorama nazionale e internazionale.

La riapertura di Pasticceria Pintauro 1785 si configura così come un’opera di rigenerazione culturale: un progetto che riafferma il valore dei luoghi storici come presìdi identitari e come elementi vivi del patrimonio della città.

Morellino del Cuore III edizione – quando il Sangiovese mostra la sua anima maremmana

Milano celebra il carattere schietto della Maremma: il 4 marzo, negli eleganti spazi del ristorante Savini Tartufi, il Morellino di Scansano DOCG è stato protagonista dell’ultima giornata della terza edizione di Morellino del cuore. Un’iniziativanata dalla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano DOCG e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli.

Il progetto punta a valorizzare una delle denominazioni più identitarie della Toscana attraverso una selezione annuale di etichette individuate da esperti del settore (quest’anno è toccato ai giornalisti) e a raccontare un territorio che non smette di sorprendere.

Il 29 maggio 2025, nella sede del Consorzio a Scansano, una giuria formata da sei firme autorevoli del vino ha degustato alla cieca 62 campioni provenienti da 30 aziende associate, scegliendo i 10 Morellino del Cuore 2025 suddivisi in quattro categorie: Annata, Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore), Riserva e Vecchia Annata, quest’ultima introdotta quest’anno per dare spazio alle sorprendenti capacità evolutive del Morellino nel tempo.

La giuria era composta da:

Elena Erlicher (Civiltà del Bere)

Carlo Macchi (Winesurf)

Luciano Pignataro (lucianopignataro.it)

Alessandra Piubello (Decanter e altre testate)

Leonardo Romanelli (Il Gusto – La Repubblica, Identità Golose)

Maurizio Valeriani (Vinodabere)

Di seguito le parole del Presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai.

“Siamo estremamente soddisfatti di come si è svolta questa terza edizione di Morellino del Cuore. L’attenta selezione dei membri della giuria ha garantito un livello di competenza e professionalità ineccepibile, e i vini selezionati riflettono al meglio l’autenticità e le peculiarità del Morellino di Scansano. Siamo felici di constatare una continua adesione da parte delle aziende, segno di un interesse sempre crescente e di un impegno costante nel valorizzare il nostro territorio. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Roberta Perna e Antonio Stelli, ideatori e anima di Morellino del Cuore, per il loro impegno nel dare vita a questa manifestazione che continua a crescere anno dopo anno, e alla giuria per il prezioso lavoro svolto.”

È il momento di scoprire cosa ci raccontano davvero questo vini, iniziamo con tre vini della Categoria Annata che rappresenta lo stile più fresco e immediato della denominazione, caratterizzato da giovinezza, agilità e prontezza di beva.

Cantina Vignaioli di Scansano Roggiano Bio 2023 90% Sangiovese, 10% Ciliegiolo. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è armonioso con note di frutta e richiami floreali e speziati. In bocca conquista per la sua morbidezza e freschezza.

Tenuta Agostinetto La Madonnina 2023 85% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon. Affina in cemento per proseguire in barrique di rovere. Un rosso rubino brillante. Al naso emergono profumi di frutti rossi maturi accompagnati da una speziatura lieve. Al palato risulta morbido, avvolgente e con una buona persistenza.

Poggio Argentiera Bellamarsilia 2023 100% Sangiovese. Affinato solo in acciaio, si distingue per equilibrio e freschezza. La sua limpida espressione fruttata nasce dal terroir vicino alla costa tirrenica, dove i vigneti beneficiano della brezza marina che rinfresca e modella il profilo aromatico.

Passiamo alla categoria Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore)

Provveditore – Provveditore 2023 100% Sangiovese. Rosso rubino carico, olfatto ricco, confettura di ciliegie, fichi secchi e cacao. Al palato è pieno e armonioso, con richiami di pepe rosa, cacao, caffè tostato e cannella che ritornano in chiusura. Affinamento da 7 a 12 mesi in barriques ed almeno 6 mesi in bottiglia prima dell’emissione al commercio.

Le Rogaie – Forteto 2022 Sangiovese in purezza, selezionato da vigne vecchie. Rosso rubino con riflessi violacei, luninoso. Al naso profumi di macchia mediterranea e una decisa impronta salin, accenno di spezie, come chiodi di garofano e pepe nero.  Vinificato con fermentazione spontanea e affinato prevalentemente in cemento

Terenzi – Purosangue 2022 100% Sangiovese.Un rosso rubino profondo, impreziosito .da riflessi granati. Al naso offre un ventaglio aromatico ricco e avvolgente, dove emergono frutti rossi maturi e spezie. Al palato è strutturato ed equilibrato, con tannini morbidi e ben integrati. La freschezza si combina con una trama tannica fine ed elegante, rendendo l’insieme armonioso e persistente.

La degustazione prosegue con la Categoria Riserva

Belguardo – Bronzone 2021 100% Sangiovese. È una versione di Morellino di Scansano dal carattere pieno e importante, affinata per 14 mesi in barrique. Al naso sprigiona profumi intensi e raffinati di frutti rossi maturi e spezie dal tratto selvatico. In bocca si presenta ricco e consistente, sostenuto da una piacevole sapidità e da tannini morbidi e setosi che donano equilibrio e profondità al sorso

Bruni – Laire 2021 È un vino che unisce il carattere vibrante del Sangiovese alla profondità speziata del Syrah. Colore rosso porpora, al naso si apre con frutti rossi maturi, ciliegia, ribes, mora, seguiti dalle note speziate portate dal Syrah, che richiama pepe nero, viola e un tocco balsamico. Il sorso è equilibrato e dinamico: la freschezza tipica del Sangiovese dona slancio e bevibilità, mentre il Syrah aggiunge corpo, morbidezza e una bella trama tannica setosa.

Roccapesta – Roccapesta Riserva 2021 100% Sangiovese.Affina per 18 mesi in botti di legno. Espressione di spezie dolci e macchia mediterraneaAl naso offre sentori di rosa e viola, accompagnati da frutti rossi e da sfumature di spezie e macchia mediterranea. Il sorso è caldo e avvolgente, sostenuto da tannini morbidi e setosi, con un finale lungo e persistente.

Terminiamo con la Categoria Vecchia Annata

Fattoria di Magliano – Heba 2006 È una di quelle bottiglie capaci di sorprendere davvero, perché mostra quanto il Sangiovese maremmano sia capace di attraversare il tempo con grazia. Qui troviamo profondità, finezza, stratificazione: i profumi si fanno più complessi, la frutta si evolve in note più scure e mature, mentre emergono spezie delicate, richiami terrosi e sfumature balsamiche che raccontano la sua evoluzione. Il Morellino sa invecchiare, e quando lo fa, lo fa con personalità e sorprendente eleganza.

Dopo la degustazione, la giornata è continuata con un pranzo, preceduto da un interessante cocktail dal nome “Giostra Maremmana”, a base di Morellino di Scansano Mantellassi Mago di O3; Cordiale di Bitter e frutti rossi; Gazzosa Lurisia. Al tavolo sono state servite specialità a base di tartufo.

Un’esperienza immersiva: il Morellino, uno dei simboli della Maremma contemporanea. Un rosso che ha saputo rinnovarsi, mantenere riconoscibilità e conquistare una posizione precisa tra le denominazioni toscane più apprezzate.

Il suo nome, si dice, richiama i cavalli morelli, gli animali scuri e vigorosi che un tempo popolavano queste terre: stessi toni profondi, stessa energia indomita.

Prosit!