A Castellammare di Stabia l’incontro di gusto sul tema della ristorazione in Penisola Sorrentina

Villa Grande al Belvedere, sulla collina di Quisisana a Castellammare di Stabia, ospiterà “Radici e traiettorie – La ristorazione della Penisola Sorrentina tra memoria e futuro”, evento ideato e organizzato da MEatingNews – Incontri di cibo e culture.

Da sempre la ristorazione è fatta di cultura, ma anche di storie personali e familiari di forte impatto. La crescita di un territorio prevede la sinergia tra vari attori in gioco, istituzioni in primis, a difendere attività produttive e desiderio di turismo di alto livello.

La Penisola Sorrentina rappresenta uno dei territori simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana, con una straordinaria concentrazione di ristoranti di qualità, insegne storiche e realtà premiate a livello internazionale. Dietro molte di queste esperienze si trovano famiglie che, nel corso delle generazioni, hanno saputo trasmettere competenze, valori, cultura dell’ospitalità e capacità imprenditoriale.

Illustri le presenze alla conferenza stampa con:

Alfonso e Livia Iaccarino – Don Alfonso 1890
Alfonso Caputo – Taverna del Capitano
Peppe Guida – Antica Osteria Nonna Rosa
Nicoletta Gargiulo – O Me O Il Mare
Michele Izzo – Piazzetta Milù• Mario Manniello – Grand Hotel La Favorita di Sorrento
Giorgio Scarselli – Il Bikini

E ospiti speciali:

Angelo Agnelli – Baldassare Agnelli
Alessandro Condurro – L’Antica Pizzeria Da Michele in the World

Il giornalista e scrittore enogastronomico Luciano Pignataro ha offerto la propria visione della ristorazione e delle ricette storiche campane, frutto della sua esperienza in giro per il mondo ma con un occhio puntato sull’amata Campania.

Ai banchi d’assaggio presenti le creazioni di Vega Restaurants i due poli enogastronomici del Gruppo Marican a Carinaro e Frattamaggiore, con l’executive chef Agostino Malapena e il Maestro pasticciere Marco Piccirillo a deliziare gli ospiti tra la rivisitazione della classica caprese in monoporzione e la ricetta di casa Vega Vegayola, la crostata con pastafrolla agli agrumi e crema vellutata di limoni.

Due momenti di gusto per vivere lo stato dell’arte della ristorazione regionale. Puntare sulle eccellenze agroalimentari e su ingredienti di prim’ordine è il vero segreto per sconfiggere crisi, cambi di mode e gusti e tensioni geopolitiche che rischiano di riportare all’anno zero un intero settore in piena espansione turistica.

Da Borgo 50 l’estate ha i colori del tramonto sulla baia di Bacoli

La canicola estiva incoraggia la ricerca di nuovi posti dove poter trascorrere qualche momento di serenità, magari ammirando la magia di un panorama mozzafiato. Siamo a Bacoli, sull’immediata collina che fiancheggia la splendida baia meta turistica nel passato degli imperatori romani. Borgo 50 ha issato le vele spiegate verso la stagione estiva, puntando sul futuro in un luogo che ha visto un inverno e una primavera delicata, tra la crisi generale e il problema delle cozze giunto a rovinare le festività pasquali. Ripartire, dunque, nel segno della concretezza, del territorio e dello spreco ridotto a zero con ingredienti di qualità da piccoli fornitori locali.

E dunque, per esempio, la parte che avanza del cocomero dopo la preparazione del semifreddo all’anguria con crumble al cioccolato bianco, mandorle e zest di limone viene impiegata nella preparazione di un rinfrescante cocktail analcolico, il Watermelon Smash, in cui il succo dell’anguria viene miscelato con acqua di cetriolo, menta, succo di limone e zenzero.

Il concept

Borgo 50 nasce a gennaio del 2016 dalla riconversione dell’ex serbatoio idrico del comune di Bacoli, costruito nella prima metà del secolo scorso per garantire un efficiente servizio idrico alla piccola cittadina dei Campi flegrei durante il periodo della guerra. Realizzato a immagine del più antico e imponente Castello aragonese, “il castelletto” è da sempre luogo denso di fascino e curiosità nell’immaginario dei cittadini bacolesi e dei tanti turisti che nella bella stagione frequentano questi luoghi.

La struttura, che è ristorante e cocktail bar, dispone di una sala interna di circa 40 posti, di una piccola saletta privata per due persone all’interno di una torre e di un giardino esterno da cui è possibile ammirare il cratere dei Fondi di Baia e i porti di Baia e di Miseno. In primavera e in estate si può utilizzare il giardino per cenare, fare aperitivi o organizzare eventi. È gestito dalla famiglia Mazzella: i due fratelli Erasmo (32 anni) e Rosario (30 anni) portano avanti ciò che è stato avviato dal papà Ferdinando.

La proposta estiva ed i drink del bar manager Giuseppe Tufano

Si comincia dai piccoli morsi che soddisfano ogni palato: dalla chips di riso al nero di seppia con ricotta di fuscella, tartare di gambero rosso e zest di limon al Katsu sando di tonno rosso con insalatina agli agrumi per finire con alice indorata e fritta con riduzione di scarola liscia, capperi e polvere di olive nere melanzana baby a scarpone di mare. Una sorta di lungo aperitivo mentre la quiete circostante induce alla riflessione su cosa sia il “lusso”, se la spasmodica esigenza di primeggiare anche nelle scelte turistiche e gastronomiche a costo di tornare più stanchi (e poveri) di prima o un semplice tocco di charme nei luoghi natii, spesso dimenticati perché ritenuti scontati.

Giuseppe Tufano diverte e si diverte, con la sua esperienza londinese ai vertici di CG Restaurants & Bars fino a ricoprire il ruolo di Holding General Manager del Dirty Martini di Covent Garden, con abbinamenti tra alcool e no alcool come il Mirabilis da St Germain, gin, succo di limone, miele, lavanda e soda o il White Spritz da rosolio di bergamotto, liquore ai litchi, succo di lime, prosecco e menta e l’immancabile Watermelon Smash analcolico.

Lo chef Giuseppe Esposito – Chef gestisce la brigata di cucina, proponendo elementi mediterranei in chiave semplice e gustosa, come lo gnocchetto con seppiolina locale, peperoncini verdi, pomodoro cannellino flegreo e fonduta di provola d’Agerola e il trancio di ricciola alla brace su verdurine croccanti. Semplicità che non vuol dire mancanza d’amore o rinuncia alle contaminazioni e al sacrificio, ma rispetto per le materie prime esaltate dal minor intervento possibile della mano umana. E la chiamano estate…

Borgo 50

Via Castello, 50

Bacoli (Na)

Tel. 081 5231934

Aperto la sera e la domenica a pranzo.

Giorno di chiusura: mercoledì

Magma Bistrot tra i protagonisti di “Te le do io le Bollicine”: al Nabilah una focaccia fredda che guarda al Giappone

Il 20 luglio Magma Bistrot sarà tra i protagonisti di “Te le do io le Bollicine”, l’atteso appuntamento estivo dedicato all’incontro tra alta gastronomia e grandi vini spumanti, organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Napoli nella suggestiva cornice del Nabilah di Bacoli. La manifestazione riunisce ogni anno alcuni tra i migliori interpreti della ristorazione campana, con banchi d’assaggio dedicati a spumanti italiani e Champagne, percorsi di degustazione e proposte gastronomiche pensate per esaltare l’arte dell’abbinamento tra cibo e bollicine.

Per l’occasione, Magma Bistrot presenterà una variazione inedita del suo Aperitivo Sakura a cura del pizzaiolo Raimondo De Crescenzo, che interpreta l’estate attraverso equilibrio, freschezza e contaminazione gastronomica: una focaccia fredda con crema di avocado, salsa teriyaki, sesamo tostato e tartare di tonno rosso. Una proposta che unisce la leggerezza della panificazione contemporanea ai richiami della cucina giapponese, mantenendo al centro la qualità della materia prima e la ricerca di abbinamenti capaci di dialogare con le bollicine protagoniste della serata.

La partecipazione all’evento rappresenta un’ulteriore tappa nel percorso di crescita di Magma Bistrot, sempre più orientato verso una cucina dinamica, capace di coniugare identità territoriale, creatività e apertura alle influenze internazionali. Un percorso che si accompagna anche a una crescente attenzione per la sostenibilità: il locale ha infatti recentemente completato l’installazione di un impianto fotovoltaico, confermando la volontà di ridurre il proprio impatto ambientale e di investire in un modello di ristorazione sempre più responsabile.

“Siamo felici di prendere parte a una manifestazione che rappresenta un punto di riferimento per il panorama enogastronomico campano. Eventi come Te le do io le Bollicine sono occasioni preziose per confrontarsi, raccontare la nostra idea di cucina e valorizzare il dialogo tra cibo e vino. La focaccia che presenteremo nasce proprio da questo spirito: un prodotto fresco, contemporaneo e pensato per accompagnare al meglio le bollicine, senza rinunciare alla nostra identità”, afferma Ciro Di Giovanni, patron di Magma Bistrot. Tra ricerca gastronomica, impasti contemporanei e una visione sempre più attenta all’innovazione e alla sostenibilità, Magma Bistrot continua così il proprio percorso di crescita, portando al Nabilah una proposta che racconta l’evoluzione della sua cucina e la voglia di sperimentare nuovi linguaggi del gusto.

Pozzuoli protagonista del gusto: la Live Cooking Experience al White Chill Out Lungomare celebra l’eccellenza tra cucina, mare e grandi collaborazioni

Una serata esclusiva tra alta gastronomia, cooking experience e valorizzazione del territorio con chef, aziende e professionisti dei Campi Flegrei. Il fascino del mare, l’eleganza degli eventi e la ricerca gastronomica sono stati i protagonisti della Live Cooking Experience andata in scena il 17 giugno al White Chill Out Lungomare Pozzuoli.

Come parlare di gusto e territorio grazia alla sinergia tra gli attori del panorama enogastronomico puteolano, con banchi dedicati alle ostriche e mitili nostrani, cocktail esclusivi curati dai bartender del momento e piccoli morsi alla brace o fritti sempre a base del miglior pescato locale.

Una serata riservata alla stampa e agli ospiti selezionati che ha raccontato una nuova idea di ospitalità: un’esperienza capace di unire cucina, atmosfera e cura dei dettagli, valorizzando le eccellenze del territorio attraverso un percorso sensoriale completo. Nel menu hanno trovato spazio il Roll bun crostacei, il Baccalà fritto con pomodoro datterino e Parmigiano 24 mesi, il Fish & Chips di tonno, i Tagliolini al battuto di gamberi, burro e limone e lo Zito con pescato del giorno e datterini, fino al dessert Plateau Dolce Vita.

“Il White Chill Out Lungomare nasce con l’idea di creare momenti che restano nel tempo – racconta Nicola Scarmadella, proprietario del White Chill Out Lungomare –. La Live Cooking Experience è stata la dimostrazione di quanto sia importante fare rete con professionisti e realtà che condividono la stessa attenzione per qualità, bellezza e accoglienza. Vogliamo continuare a raccontare Pozzuoli attraverso eventi capaci di unire il territorio alle eccellenze che lo rappresentano.”

La serata ha visto anche protagonista il mondo del vino grazie agli abbinamenti curati dal Sommelier Guido Del Vecchio, con le etichette di Cantine Palazzo Marchesale, Carputo Vini e Cantine Federiciane, selezionate per accompagnare ogni portata e valorizzare il percorso gastronomico. Fondamentale il contributo delle realtà legate al mare e alla qualità delle materie prime: Pastai Cacciapuoti, Ittica Albi e Ittica D’Isanto Pozzuoli hanno supportato la valorizzazione del pescato, mentre Magno Food, MARR Home, Legami D’Amore hanno contribuito alla riuscita dell’organizzazione e alla cura dei dettagli.

L’esperienza è stata completata dalla proposta sushi dello Chef Romerson Cohelo che ha portato in tavola l’eleganza della tradizione giapponese, e dai Signature Cocktails di Luigi Scarmella Bartender, insieme alla selezione di Caffè Kremoso per il finale dedicato agli ospiti.

La Live Cooking Experience conferma il ruolo del White Chill Out Lungomare Pozzuoli come luogo di riferimento per eventi, lifestyle e alta cucina nei Campi Flegrei, dove il mare diventa la cornice naturale di esperienze uniche.

A Napoli Taverna La Riggiola presenta il suo menù estivo

La riggiola è la mattonella maiolicata, portata a Napoli dagli Aragonesi nel XV secolo e diventata uno degli elementi tipici dell’architettura partenopea. E’ anche il nome del ristorante di Pietro Micillo nel cuore del quartiere Chiaia: situato al piano strada del palazzo di famiglia in Vico Satriano, internamente è decorato con riggiole dai motivi geometrici risalenti al XVIII secolo.

Una piccola taverna, in cui si alternano gouache napoletane a ceramiche vietresi per riprodurre l’atmosfera calorosa di una casa partenopea, dove Pietro accoglie i propri ospiti. L’occasione per visitarla è stata la presentazione del nuovo menù estivo del locale. La cucina è quella tradizionale napoletana basata sui prodotti dell’orto della famiglia Micillo, che a partire dalla fine dell’Ottocento, è arrivata a coltivare fino a mille ettari tra Giugliano, Dugenta e Melizzano. Oggi Pietro si prende personalmente cura dell’ultimo ettaro  rimasto a Torre San Severino, da cui giornalmente provengono le verdure che lo chef Marco Montella utilizza nella creazione dei piatti presenti a menù.

Il dattero è l’ingrediente di base dell’amuse bouche d’ingresso. Simbolo di ospitalità nella cultura nordafricana, qui lo degustiamo ripieno di crema di caprino e noci. Pietro ci spiega che è un omaggio alla tradizione alimentare mediterranea, le cui origini letterarie vanno ricercate nel Liber de Coquina redatto alla corte di Federico II.

Proseguiamo con un secondo amuse bouche: la baby melanzana in parmigiana. Colta non più lunga di pochi centimetri, è servita con salsa di pomodoro e formaggio, da mangiare in un unico boccone. Una chicca che troviamo a menù grazie all’approvvigionamento quotidiano e diretto dall’orto di proprietà.

A rendere speciale la cucina de La Riggiola è la costante ricerca filologica fatta su antiche ricette a partire dall’epoca di Federico II fino agli scritti del Cavalcanti, che spesso menzionano verdure e legumi rari, sapientemente recuperati da Pietro Micillo.

E’ il caso del fagiolo a Formella, un’antica varietà dalla forma schiacciata e trapezoidale, facilmente digeribile. Unica varietà di fagiolo Lunatus presente in Europa, si trova solo in Campania. Di sapore delicato e vagamente vegetale, lo degustiamo in zuppetta, con crostini, pomodori secchi e sedano.

La cucina de La Riggiola è una vera e propria fucina di idee perché fondamentale è il confronto quotidiano tra Pietro Micillo, Marco Montella e gli altri membri dello staff di cucina nella creazione di nuovi piatti che prendono le mosse dai prodotti della terra.

Così i mezzi paccheri cozze e peperoncini di fiume: un piatto che unisce il mare e la terra, equilibrio di sapori e sensazioni tattili.

Mentre la portata successiva, tagliolini fatti in casa alla Nerano, “mette d’accordo i due partiti”, ci spiega Marco, “quello del parmigiano e quello del Provolone del Monaco: utilizzo entrambi per creare un’emulsione che, insieme all’olio della zucchina fritta, condisce la pasta.” A completare il piatto la baby zucchina, colta appena spuntata nell’orto: un’altra piccola chicca che mette d’accordo la passione di Pietro per la sua terra con la creatività di Marco.

Anche lo studio dei dolci è incentrato su sapori e ricette antiche. D’estate non manca mai il sorbetto per rinfrescare il palato prima di passare alla vera e propria pasticceria. Noi abbiamo assaggiato quello alla fragola, ma Pietro ci parla anche di quello alla feijoa, pianta di origine sudamericana già presente negli orti borbonici di Napoli, o di quello all’anguria arricchito con semini di cioccolato.

“Marco è uno chef molto preparato e di grande esperienza. Ma ancora più importante è la sua qualità umana, i suoi principi”, ci racconta Pietro. Caratteri che si evidenziano nel suo ruolo in cucina: presente ma non ingombrante, lascia libero spazio d’espressione a tutti i membri dello staff. Luca Schiattarella, pastry chef, è l’autore dei panificati, come i vari grissini friabili serviti a tavola, e il creatore del nuovo dolce a menù a noi riservato: la trilogia di bignè. Nocciola, crema chantilly con ciliegia, cioccolato sono i tre gusti, in un crescendo che raggiunge il culmine nella consistenza liquida e fondente della crema di cioccolato.

Chiudiamo la cena con una sorpresa: la collaborazione tra La Riggiola e la pastry chef influencer Valentina Cappiello. Sua è la chiffon cake senza lattosio, con lacrime di cioccolato e coulis di fragole, che ci accompagna al termine della serata. Una coccola soffice e delicata che amiamo immaginare anche come dolce ideale per la prima colazione e rende più che mai vere le parole con cui Pietro Micillo descrive il suo ristorante: “Questa è casa mia, vi accolgo.”

LA RIGGIOLA

Vico Satriano, 12

80121 Napoli

Torna Mytilus Fest a Bacoli, tre giorni dove la cozza è regina!

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio a Bacoli (Na), sul porto di Baia, ritorna Mytilus Fest, l’appuntamento dedicato ai mitili, la mitilicoltura e il territorio dei Campi Flegrei. Come recuperare credibilità per un intero settore sconvolto dalla ferita ancora aperta dalla Settimana Santa? Facendo avvicinare la gente, in particolare famiglie e bambini con un evento giunto alla terza edizione, promosso e organizzato dall’Associazione Culturale MSP, guidata da Bruna Manfredonia, in sinergia e collaborazione con il Comune di Bacoli e con il sostegno della Città Metropolitana di Napoli.

L’iniziativa, dedicata alla memoria di Tony Scotto si avvale, inoltre, della preziosa collaborazione di Mitilflegrea e Mytilus Campaniae Organizzazione Produttori, Gal Parthenope e Feampa Regione Campania. Durante i tre giorni si potranno, ad esempio, ammirare le meraviglie della Baia, con laboratori dedicati ai più piccoli e tour dell’imbarcazione Athena Pescaturismo per esplorare i fondali e i resti dell’antica città sommersa.

E poi spettacoli di musica dal vivo che accompagneranno le degustazioni di piatti a base di mitili, dall’antipasto al dolce, proposti da ristoranti e produttori di eccellenza. Bacoli era in passato un punto di stazionamento per fonti termale famose in tutto l’Impero Romano, proprio accanto al porto di Pozzuoli. L’attività del bradisismo, un problema da sempre presente in queste terre fertili, ha comportato lo slittamento sott’acqua di parte delle case antiche, osservabili adesso con apposite navi dal fondo trasparente. Un’emozione unica pensando ai vari mosaici ancora perfettamente integri e alla dimensione del sito archeologico subacqueo in parte inesplorato.

In mezzo, la storia millenaria del mitilo mediterraneo (Mytilus Galloprovincialis) rappresentato persino in alcune monete dell’epoca. Leggende popolari pongono le cozze quale elemento afrodisiaco utile nei rapporti di coppia; in realtà i grandi “spazzini” del mare sono un elemento prezioso e fragile, da tutelare dalle speculazioni e dalla sconsiderata azione dell’uomo. Ogni singolo esemplare è in grado di filtrare fino a 4 litri di acqua marina ogni ora, da cui l’importanza (e anche i rischi) di preservare il più possibile l’habitat naturale dove vengono posti in allevamento.

Presto arriverà il Disciplinare dell’IGP per tutelare i produttori da frodi e conseguente timore del pubblico consumatore. Due i metodi di coltivazione: il primo dai semi legati ad apposite cime, che dura circa 12 mesi ma riesce a fornire un prodotto di qualità superiore; il secondo dall’acquisto esterno di cozze già semilavorate, logicamente con certificato di sanità microbiologica e assenza di patologie dannose per l’essere umano.

Ecco il ricco programma del Mytilus Fest dal 3 al 5 luglio e le indicazioni per partecipare:

Musica live (direzione artistica Andrea Tartaglia)

Venerdì 3 luglio dalle 21.00

Aprono il concerto gli Zerofiltro; a seguire l’esibizione di un collettivo pensato proprio per il Festival: Mytilus All Stars: Jovine, Caso, Tartaglia con Special guest Dario Sansone e ‘O Zulù

Sabato 4 luglio dalle 21.00

Apre il concerto Amy Leah.

Attesissimo concerto di Tommaso Primo con il suo nuovo disco e a seguire si ballerà con la musica di Funkool Orchestra.

Domenica 5 luglio dalle 21.00

Apre il concerto il rapper Mattewh

A chiudere la tre giorni l’energia esplosiva di Ciccio Merolla

Presentano: Francesco Albanese e Margherita Salemme

Area bambini e ragazzi

Laboratori creativi sul riutilizzo dei gusci di cozze, educazione all’economia circolare applicata al mare, narrazioni sulla sostenibilità e consegna ai bambini dell’attestato di ‘Piccolo Ambasciatore del Mare’ certificato FEAMPA Campania. Giochi di un tempo con il Ludobus, divertimento ed animazione con Arcobaleno Animation, villaggi della sicurezza e percorsi ludici con la Fondazione Domenico Cirillo. Trasformazione dei prodotti locali in gustose marmellate a cura di Spicchi Flegrei.

Porto di Baia dalle 18.00

Area Food dove si utlizzerà la pasta del Ventigrani un’eccelenza del territorio

Proposte gastronomiche presentate da: A casa vost, Aguglia, Armonì, Bajos, Borgo 50, Capo blu, Cargo, Essencia, Favorite, Da Fefè, Home PoA, Hosteria Bugiarda, Kuma 65, Il Cantuccio, Il Testardo, La cucina di Venere, La Dimora di Gea, La Dragonara, La Tortuga, Locanda dei re, Mar Limone, Molo Sud, Monkey, Nudibranko, Origini, Paccasassi, Poliphemos, Riccio, Sazio, Sciardac e Tribus. Inoltre le proposte dolci di Blamangieri, Guantiera e Materia Prima.

Area Drink

A cura di N’Artigiana del Birrificio Artigianale Napoletano, Pepsi, Marabà, Consorzio tutela vini dei Campi Flegrei e cantine Carannante

Durante le giornate del 3 – 4 e 5 luglio:

TOUR alla scoperta della Città Sommersa di Baia e del mare di Bacoli

Emozionante giro sulla barca con fondo di vetro di Lomar Dreams, alla scoperta di storie, miti e leggende del mare osservando la splendida costa dei Campi Flegrei e le meraviglie di Baia sommersa. Durante il giro sarà possibile osservare gli impianti di mitilicoltura di cozze e ascoltarne la storia.

Prenotazione Obbligatoria. Info, costi e prenotazioni: 379.24.26.496.

Escursione in SUP (Stand Up Paddle)

Esperienza adatta sia a chi si avvicina per la prima volta al SUP sia a chi ha già dimestichezza con la tavola. Dopo una breve introduzione tecnica e alcuni consigli pratici per acquisire sicurezza e stabilità, si partirà dalla spiaggia di Marina Grande di Bacoli per una suggestiva pagaiata lungo la costa.

La destinazione sarà lo Schiacchetiello, una delle baie più affascinanti e tranquille della zona, dove sarà possibile concedersi una pausa tra un bagno rigenerante e momenti di relax immersi nella natura. Durante il percorso è prevista una sosta nei pressi degli impianti di mitilicoltura, con l’opportunità di conoscere da vicino la tradizione degli allevamenti di cozze che caratterizza il territorio flegreo.

A cura di Spass. Info e prenotazioni: 351.50.44.059.

Visita guidata ai centri di depurazione e spedizioni di Bacoli: Mitiliflegrea e Latomare (Eurofish)

Un viaggio alla scoperta delle cozze di Bacoli, delle loro caratteristiche e delle diverse fasi che ne accompagnano la crescita e la lavorazione. Un’esperienza coinvolgente per approfondire la tradizione della mitilicoltura locale, conoscere i segreti di questa antica attività e ripercorrere la storia del celebre “oro nero” che da generazioni rappresenta una delle eccellenze del territorio.

Mitiliflegrea: Via Cuma 218, 80070 Bacoli (NA). Info e prenotazioni: 328.44.21.592;

Latomare (Eurofish): Via Lucullo 57, 80070 Bacoli (NA). Info e prenotazioni: 335. 52.94.887

Baia Experience

Un’immersione virtuale nella storia dell’antica Baia grazie a 27 visori 4K con contenuti a 360°, disponibili in italiano, inglese e tedesco. I visitatori potranno esplorare le suggestive Terme Sommerse di Punta dell’Epitaffio e vivere un’esperienza coinvolgente tra archeologia, tecnologia e mare.

Durata dell’esperienza: circa 25 minuti.

Prevista una tariffa agevolata dedicata ai partecipanti del Mytilus Fest.

Luogo: Piazza De Gasperi, Baia – Bacoli

Informazioni: baiaexperience.it

Prenotazione: non necessaria.

Tour in barca lungo la costa di Baia

Un’affascinante escursione in mare a bordo dell’imbarcazione Athena Pescaturismo per esplorare i fondali e i resti dell’antica città sommersa di Baia. Durante la navigazione sarà possibile conoscere da vicino gli impianti di mitilicoltura e le tecniche tradizionali utilizzate per l’allevamento delle cozze nel mare flegreo. L’esperienza si concluderà con una degustazione di cozze accompagnata da vino del territorio, per assaporare una delle eccellenze locali. Attività realizzata in collaborazione con la Pro Loco di Bacoli e l’Associazione Guide Flegree.

“Le ricette del Cuoncio Cuoncio”, il nuovo libro di Luciano Pignataro pubblicato dagli Oscar Mondadori

Verrà presentato il 2 luglio alle ore 18, presso le Librerie Feltrinelli a Salerno, il nuovo saggio del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro che tratta delle usanze e ricette tipiche del Cilento.

Qual è l’ingrediente segreto della Dieta Mediterranea? Il Cuoncio Cuoncio. Questa espressione meridionale significa “piano piano”, ossia dare e prendersi il tempo giusto per coltivare, cuocere e mangiare senza l’ansia di fare tutto in fretta. Spesso e volentieri La Dieta Mediterranea, codificata per primo dal dottor Ancel Keys proprio nel Cilento dove soggiornò per oltre 40 anni viene spiegata parlando di fibre, proteine vegetali, carboidrati. Ma che cosa è, in realtà la Dieta Mediterranea? Cosa significa nella pratica concreta. Luciano Pignataro, giornalista professionista e scrittore di origine cilentana nel corso degli anni ha raccolto le ricette della tradizione spesso mai scritte ascoltandole dai contadini, le donne che cucinavano, le trattorie di paese.

Il risultato è un quadro completo, autentico, delle ricette del Cilento, ossia le ricette del Cuoncio Cuoncio dove è l’attesa della cottura il fattore determinante insieme alla qualità dei prodotti. Il libro è appena uscito pubblicato dalla Mondadori dopo il successo del precedente, Il Metodo Cilento, scritto con il professore Giancarlo Vecchio nella collana Oscar per renderlo accessibile a tutti.

La prima ricerca sulla grande cultura gastronomica cilentana attraverso la raccolta della tradizione orale dei contadini, i segreti delle famiglie, la qualità dei migliori ristoranti, osterie e agriturismi da Paestum a Palinuro, dagli Alburni al Vallo di Diano, dall’Alto Sele al Golfo di Policastro.

Sicuramente la raccolta più completa, con quasi 600 ricette, tra pane e pizza, pasta e riso, verdure e ortaggi, pesce, carne, dolci e preparazioni. Non un semplice ricettario, ma la fotografia di un mondo gastronomico che rischia di scomparire dopo essere stato tramandato per generazioni.

Luciano Pignataro, giornalista professionista del Mattino, è autore di guide enogastronomiche su Napoli e il Mezzogiorno. Cura dal 2004 il blog www.lucianopignataro.it. Nel 2008 ha vinto il Premio Veronelli, nel 2024 è stato nominato giornalista dell’anno da Assoenologi. E’ ambasciatore della Dieta Mediterranea.

 “Il Parco del Cilento da mangiare entra nella collana degli Oscar Mondadori. Per me, giornalista di origini cilentane, è un orgoglio firmare questa ricerca maturata negli anni e che segue al fortunato libro “Il Metodo Cilento” scritto con il professore Giancarlo Vecchi e sempre edito da Mondadori”.

Il libro sarà presentato in anteprima il 2 luglio alle 18 alla libreria Feltrinelli di Salerno da Valerio Calabrese, direttore del Museo della Dieta Mediterranea a Pioppi, Sabrina Prisco titolare della Osteria Canali, Alfonso Sarno, responsabile Cultura Fondazione De Stefano e dall’assessore regionale al Turismo Enzo Maraio. Al termine, brindisi con il vino di San Giovanni a Punta Tresino di Mario Corrado

Buonissimi 2026, raccolti 268.845 euro nell’evento di beneficenza legato alla lotta ai tumori pediatrici

Una cifra che conferma il risultato straordinario in Campania per l’evento Buonissimi dell’Associazione OPEN OdV, organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella in favore della ricerca scientifica.  Il 22 giugno la lunga darsena ha vissuto l’arrivo di migliaia di presenze per conoscere i protagonisti della manifestazione, uniti dalla solidarietà verso i più piccoli e indifesi: quasi 300 postazioni tra cuochi e chef stellati, pizzaioli, friggitorie, paninoteche, pasticcieri, produttori, viticoltori, birrifici artigianali e bartender e un’attenzione  particolare alla sostenibilità e all’offerta senza glutine.

Il risultato di 268.845 euro raccolti riconferma il grande successo di incassi già registrato nella scorsa edizione. Un motivo di orgoglio per tutti, soprattutto perché conseguito in Campania, a testimonianza della straordinaria sensibilità e partecipazione del territorio. Prezioso il supporto del presidente Agostino Gallozzi e di tutti collaboratori  del Marina D’Arechi Port Village. 

La presidente dell’Associazione OPEN OdV, Anna Maria Alfani, commossa sul palco durante i ringraziamenti di rito, ha ufficializzato la conclusione del progetto Editor in collaborazione con il  CEINGE, l’Istituto di Biotecnologie Avanzate dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che quest’anno avrà a disposizione tutti i fondi necessari per completare l’attività di sequenziamento genomico volto alla prevenzione e cura dei tumori pediatrici. 

Determinante anche il sostegno della Camera di Commercio I.A.A. di Salerno che ha svolto un ruolo significativo nel supportare “Buonissimi”, favorendo il dialogo e l’incontro tra le eccellenze del territorio. Un’azione che ha consentito di avvicinare aziende e produttori agli ospiti e agli chef protagonisti della manifestazione, creando una preziosa rete di relazioni, collaborazioni e nuove opportunità di crescita condivisa.

Il Professore Associato di genetica medica dell’Università Federico II di Napoli e Principal Investigator di CEINGE, Mario Capasso, ha descritto con minuzia la ricerca su oltre 800 pazienti per le mutazioni del DNA presenti in oltre il 12% dei casi e che predispongono i portatori inconsapevoli allo sviluppo successivo della malattia.

Durante la serata è stato consegnato il premio “Franco Ricciardi” alla dott.ssa Fabiola De Gregorio, quale esempio di collaborazione tra clinica e ricerca per l’oncologia pediatrica tra due eccellenze campane come il CEINGE di Napoli e il centro di cura Pausilipon. Roberto Jannelli, Rosario Augusto ed Emiliano Esposito hanno animato sulla Terrazza, tra musica live, cocktail e tanta voglia di divertirsi. Per Paola Pignataro e Silvana Tortorella “Buonissimi 2026 è stato un grande successo, ma la vera soddisfazione è aver visto tanta gente sorridere e stare bene in famiglia in una splendida serata d’amore e gusto”.

Tutte le informazioni e l’elenco completo dei partner e dei sostenitori presenti sono disponibili sul sito www.buonissimi.org.

NAPOLI CAPITALE MONDIALE DELLA PASTA FATTA A MANO DALL’11 AL 13 GIUGNO

AL VIA LE FINALI DEL CAMPIONATO DELLA PASTA FATTA A MANO 2026

Dall’11 al 13 giugno la Stazione Marittima di Napoli ospiterà le finali della terza edizione del Campionato della Pasta fatta a mano, all’interno della quinta edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea.

Le finali di Napoli rappresentano l’atto conclusivo di un tour che ha attraversato l’Italia coinvolgendo alcune delle principali realtà della gastronomia e della formazione professionale. Le tappe del tour 2026 si sono svolte presso gli store Eataly di Torino, Bologna, Firenze, Milano e Roma, oltre che nelle sedi delle scuole di alta formazione gastronomica Ad Horeca di Bari e InCibum di Salerno. A completare il tour, la tappa dedicata alla pasta fatta a mano senza glutine si è svolta nell’ambito di Celiakè!? Il villaggio Gluten Free, il più grande villaggio italiano dedicato alla cultura gluten free, ospitato a Roma.

Il Campionato della Pasta fatta a mano è un format originale realizzato dalla BTL Prod. in coproduzione con il Consorzio Edamus, grazie al supporto del Consorzio del Parmigiano Reggiano, della farine di Molini Pizzuti, degli oli extra vergine di oliva Olio Ortuso, delle attrezzature Made in italy  di Marcato Pasta, delle acque del gruppo Acqua Panna – S.Pellegrino, dei prodotti caseari di Sorì Italia, degli strumenti tecnici di Zwilling e Ballarini grazie alla partnership con De Luca Attrezzature per la Ristorazione, della Fondazione Vincenzo Agnesi per la promozione e valorizzazione delle paste alimentari italiane, del Consorzio di Recupero e Riciclo Imballaggi in Acciaio RICREA, del Gruppo Noviello S.p.A. e de La Tappezzeria di Modena per la realizzazione a tema pasta fatta a mano di alcuni degli arredi,  partner che contribuiscono alla realizzazione del Campionato e dei premi speciali assegnati durante le finali.

Ventidue finalisti provenienti da tutta Italia, dall’Europa e da altri continenti si sfideranno a Napoli per conquistare il titolo di Campione della Pasta fatta a mano 2026.

I 22 FINALISTI DEL CAMPIONATO DELLA PASTA FATTA A MANO 2026

Fatima Laouichi, pastaia marocchina cresciuta in Sardegna, titolare del pastificio in Costa Azzurra, in Francia.

Mario Furlanello, chef tedesco di chiari origini italiane, titolare del ristorante Bornheimer Ratskeller di Francoforte, in Germania.

Stefania Manzi, torinese e pastaia freelance.

Daniele Gaiani, bolognese fondatore della scuola di cucina “La Mia Bologna Cooking Class”.

Simona Spadafora, di Budrio (Bologna), impegnata presso il ristorante “Il Giardino”.

Martina Macchiavelli, titolare della gastronomia e pasta fresca “La Salumeria di Bruna e Franco” di Bologna.

Matteo Gialloreto, chef abruzzese oggi residente e attivo a Rosenheim, in Germania.

Giovanni Mannino, palermitano e pastaio presso il ristorante “Il Grano” di Dublino, in Irlanda.

Isabella Torchia, di Quarrata (Pistoia), titolare dell’azienda agricola “Podere Il Molinaccio”.

Francesca Diana, originaria di Ardauli (Oristano), cuoca oggi attiva a Hoogeveen, nei Paesi Bassi.

Raffaella Angeletti, di Carpaneto Piacentino (Piacenza), cuoca impegnata tra il laboratorio “Idee in Tavola” e la Locanda dei Briganti.

Samuele Cassinelli, originario di Pompébbà (Udine), cuoco oggi attivo presso l’Hotel Zurigo di Molveno, in Trentino.

Francesco Marcianò, di Bitonto, chef del ristorante “Maccaroni” di Monopoli.

Angelo Berardi, di Ruvo di Puglia, chef oggi impegnato nel suo hotel in Alto Adige.

Antonio Luigi Preite, di Ugento (Lecce), chef del ristorante “Il Vico degli Scettici” di Taviano, in Salento.

Daniela Cocilova, di Roma, cuoca e titolare di una società di consulenza gastronomica.

Silvia Sposini, di Bevagna (Perugia), titolare del pastificio artigianale “La Casereccia”.

Simone Quellerba, pastaio presso il “Pastificio Primavera” di Roma.

Dario Gallo, chef e titolare del ristorante “Essencia” di Napoli.

Carolina Campitelli, pastaia paganese e titolare del pastificio “Come tradizione” di Sant’Egidio del Monte Albino.

Mariella Citro, titolare della “Panetteria Citro Senza Glutine” di Salerno e vincitrice della tappa gluten free.

Salvatore Pezone, cuoco di Aversa, il più giovane finalista dell’edizione 2026.

Venerdì 12 giugno sarà la giornata dedicata alla finale della categoria Professionisti. I ventidue concorrenti si contenderanno il titolo assoluto del Campionato della Pasta fatta a mano 2026 e il “Pettorello”, un mattarello che si trasforma in sfoglia di pasta, l’opera in ceramica realizzata a mano dall’artista paganese Sasà Sorrentino.

Con l’ausilio del giudice tecnico Salvatore Bocchetti, chef napoletano e consulente per la ristorazione, a valutare i concorrenti sarà una giuria di qualità composta da:

  • Salvatore Elefante, executive chef del ristorante due stelle Michelin “L’Olivo” del Jumeirah Capri Palace di Anacapri;
  • Domenico Marotta, chef del ristorante una stella Michelin “Marotta Ristorante” nella frazione Squille di Castel Campagnano, in provincia di Caserta;
  • Luciano Pignataro, storico giornalista de Il Mattino e decano del giornalismo enogastronomico, fondatore delle guide 50 Top Pizza e 50 Top Italy e autore di uno dei più autorevoli blog italiani dedicati al food & beverage;
  • Anna Paola Merone, giornalista del Corriere della Sera e della rubrica enogastronomica Cook. La giuria sarà chiamata a premiare la proposta capace di distinguersi per identità, precisione tecnica, qualità dell’esecuzione e armonia dei sapori.

Tra le novità più importanti di questa edizione, il vincitore della categoria Professionisti registrerà la propria ricetta negli studi di GialloZafferano, mentre i primi cinque classificati saranno protagonisti di “Pasta Lab” digitali, i video di formazione ufficiale del Campionato della Pasta fatta a mano che saranno pubblicati sui canali YouTube della manifestazione.

Le attività prenderanno il via giovedì 11 giugno con una giornata aperta al pubblico dedicata alla cultura della pasta fatta a mano. Accanto alle masterclass saranno infatti organizzati i Pasta Lab, veri e propri laboratori pratici dedicati alla lavorazione della pasta fresca, pensati per coinvolgere visitatori, appassionati e curiosi.

Tra i protagonisti della giornata ci saranno Domenico Pastena, vincitore dell’edizione 2025 del Campionato della Pasta fatta a mano, con un laboratorio dedicato al raviolo caprese, Gerardo Bastardi, con un approfondimento sul cavatiello di Palomonte (riconoscimento PAT).

Sabato 13 giugno, infine, spazio invece alla categoria Amanti, dedicata a chi realizza pasta fatta a mano per passione tra le mura domestiche. Le iscrizioni sono ancora aperte.

Giudice tecnico per la categoria Amanti sarà il napoletano Erny Lombardo, dopo una lunga carriera come corporate chef, oggi autore del progetto “Pizza a Teatro” a Milano. A giudicare i piatti dei concorrenti del 13 giugno, invece, sarà una giuria di qualità composta da:

  • Francesca Fiore, giornalista siciliana direttrice di “Cookist.it”;
  • Cristiano Tomei, chef toscano e titolare del ristorante “L’Imbuto” di Lucca, 1 stella Michelin nel 2014, e volto noto della Tv per la sua partecipazione a programmi come “La prova del cuoco”, “Masterchef Magazine”, “I re della griglia” e di “Cuochi D’Italia”;
  • Leonardo Ciccarelli, giovane ma quotata penna napoletana di “Food & Wine”;
  • Francesco Corrado, seguitissimo creator campano con il suo canale “Campania Food Blog”;
  • Domenico Pastena, chef napoletano titolare di “PastéNA – Cucina e Pasta Fresca”, vincitore dell’edizione 2025 del Campionato della Pasta fatta a mano.

Oltre al titolo assoluto, saranno assegnati numerosi premi speciali grazie al supporto dei partner della manifestazione. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano metterà in palio il premio per il Miglior Formato di Pasta della Tradizione, il Consorzio RICREA il premio per il Piatto più Sostenibile, Molini Pizzuti il riconoscimento per il Miglior Impasto,  il Consorzio Edamus quello dedicato al Miglior Piatto della Dieta Mediterranea, Fondazione Vincenzo Agnesi dedicato alla Miglior Ricetta della tradizione.

Tre giorni di gare, incontri, laboratori e momenti di divulgazione che trasformeranno Napoli nella capitale mondiale della pasta fatta a mano.

A Verona si mangia la pizza seduti al bancone in un format originale e coinvolgente

Da Carmine Pizza d’Autore il concept che elimina i tavoli per un unico chef’s table da 12 postazioni.

Carmine Pasqua sembra aver recuperato l’idea stessa della celebre serie televisiva americana Cheers, meglio nota come Cin Cin in Italia, dove al banco di un pub gli ospiti si scambiavano opinioni, saluti e nuovi incontri. Questa volta il tema principale è la pizza e i suoi derivati, dalle mani di un autentico maestro panificatore in grado di conoscere le tecniche di lievitazione moderne e i segreti per abbattere l’indice glicemico dei carboidrati, contenendo così l’apporto calorico della propria dieta.

Ben tre impasti distinti e una selezione pensata come quadri di sapore: dalla tonda senza glutine al farro, alla contemporanea napoletana, per finire con la versione in pala con semola. “Ho voluto portare alla luce tutto quello che c’è dietro una pizza e la sua lavorazione, senza intermediari né barriere fra me e la sala – dichiara Pasqua – da quando, a 3 anni dopo la perdita di mio padre, sono giunto nella città scaligera, cresciuto metaforicamente tra pane e pizza iniziando da fattorino per la consegna d’asporto ed aprendo un mio locale in centro da pochi mesi”.

Ogni gesto, ogni momento del servizio prendono forma davanti agli ospiti: dal rinfrescare il lievito madre allo stendere l’impasto, spiegando come le materie prime si trasformano in un racconto sensoriale. Tanto studio e valorizzazione degli ingredienti a chilometro zero provenienti anche dalla sua amata Calabria che porta con sé nel cuore, come il pomodoro Migliarese, la ‘Nduja di maiale nero, liquirizia DOP e le altre produzioni artigiane del Meridione.

Forno rigorosamente elettrico a 420 °C e topping articolati e gustosi, sperimentati sul campo nel confronto diretto con i clienti. Come la contaminazione alla veneta della Veja, con crema di zucca, Monte Veronese grattugiato, coppa di testa di Este e un gel all’Amarone. Bene anche il doppio crunch al riso venere brie e zucchine o il padellino con stracciatella di Andria, cicoria ripassata, olive e alici di Cetara, o quello dagli aromi complessi alla ricotta di capra, capocollo, cotto di fichi e nocciole.

E poi la Calabria, dove la ’nduja di maiale nero incontra la ricotta di capra e la liquirizia calabrese DOP. Degna di nota è anche la Viola, dove croccantezza dell’impasto di semola e mais esalta il gioco di contrasti fra la dolcezza del cavolo viola, la delicatezza dei cavolfiori e il gusto deciso della carne salata, con pinoli tostati e caciotta alla mela.

Attenzione per l’abbinamento tra cibo e vino, con una selezione enologica pensata per accompagnare le diverse tipologie di pizza: bollicine, Trento DOC, una scelta di rossi leggeri e diversi rosé per chi cerca struttura senza appesantire; una proposta di birre artigianali peculiari, da una blanche al bergamotto a una birra all’acqua di mare, a un’ambrata dai sentori autunnali.

Il percorso gastronomico si conclude con il caffè, ma non parliamo di una classica tazzina da bar, bensì di un monorigine 100% arabica da gustare lentamente per apprezzarne ogni sfumatura, pensato per chiudere l’esperienza con un’ultima nota caratteristica. Ogni ultimo giovedì del mese, infine, è il momento per la degustazione con calice al costo di € 60 per 6 assaggi di pizza e altrettanti vini in pairing. O 5 soste senza abbinamento al costo di € 30 per chi ha voglia di conoscere la filosofia di Carmine Pasqua e del suo concept Pizza d’Autore.

Ambienti caldi, materiali naturali e luci soffuse per un’atmosfera che invita alla conversazione. È un luogo pensato per chi desidera un’esperienza di pizza diversa: più vicina al racconto, alla vita lenta, che al consumo frettoloso.

Carmine Pizza d’autore, via Francesco Berni 12, 37122 Verona (VR). Tel: 045 223 0039

Orari: 18:30 – 23 (martedì e giovedì anche pranzo 12:30 – 14:30); mercoledì chiuso.

www.carminepizzadautore.com