Pozzuoli protagonista del gusto: la Live Cooking Experience al White Chill Out Lungomare celebra l’eccellenza tra cucina, mare e grandi collaborazioni

Una serata esclusiva tra alta gastronomia, cooking experience e valorizzazione del territorio con chef, aziende e professionisti dei Campi Flegrei. Il fascino del mare, l’eleganza degli eventi e la ricerca gastronomica sono stati i protagonisti della Live Cooking Experience andata in scena il 17 giugno al White Chill Out Lungomare Pozzuoli.

Come parlare di gusto e territorio grazia alla sinergia tra gli attori del panorama enogastronomico puteolano, con banchi dedicati alle ostriche e mitili nostrani, cocktail esclusivi curati dai bartender del momento e piccoli morsi alla brace o fritti sempre a base del miglior pescato locale.

Una serata riservata alla stampa e agli ospiti selezionati che ha raccontato una nuova idea di ospitalità: un’esperienza capace di unire cucina, atmosfera e cura dei dettagli, valorizzando le eccellenze del territorio attraverso un percorso sensoriale completo. Nel menu hanno trovato spazio il Roll bun crostacei, il Baccalà fritto con pomodoro datterino e Parmigiano 24 mesi, il Fish & Chips di tonno, i Tagliolini al battuto di gamberi, burro e limone e lo Zito con pescato del giorno e datterini, fino al dessert Plateau Dolce Vita.

“Il White Chill Out Lungomare nasce con l’idea di creare momenti che restano nel tempo – racconta Nicola Scarmadella, proprietario del White Chill Out Lungomare –. La Live Cooking Experience è stata la dimostrazione di quanto sia importante fare rete con professionisti e realtà che condividono la stessa attenzione per qualità, bellezza e accoglienza. Vogliamo continuare a raccontare Pozzuoli attraverso eventi capaci di unire il territorio alle eccellenze che lo rappresentano.”

La serata ha visto anche protagonista il mondo del vino grazie agli abbinamenti curati dal Sommelier Guido Del Vecchio, con le etichette di Cantine Palazzo Marchesale, Carputo Vini e Cantine Federiciane, selezionate per accompagnare ogni portata e valorizzare il percorso gastronomico. Fondamentale il contributo delle realtà legate al mare e alla qualità delle materie prime: Pastai Cacciapuoti, Ittica Albi e Ittica D’Isanto Pozzuoli hanno supportato la valorizzazione del pescato, mentre Magno Food, MARR Home, Legami D’Amore hanno contribuito alla riuscita dell’organizzazione e alla cura dei dettagli.

L’esperienza è stata completata dalla proposta sushi dello Chef Romerson Cohelo che ha portato in tavola l’eleganza della tradizione giapponese, e dai Signature Cocktails di Luigi Scarmella Bartender, insieme alla selezione di Caffè Kremoso per il finale dedicato agli ospiti.

La Live Cooking Experience conferma il ruolo del White Chill Out Lungomare Pozzuoli come luogo di riferimento per eventi, lifestyle e alta cucina nei Campi Flegrei, dove il mare diventa la cornice naturale di esperienze uniche.

A Napoli Taverna La Riggiola presenta il suo menù estivo

La riggiola è la mattonella maiolicata, portata a Napoli dagli Aragonesi nel XV secolo e diventata uno degli elementi tipici dell’architettura partenopea. E’ anche il nome del ristorante di Pietro Micillo nel cuore del quartiere Chiaia: situato al piano strada del palazzo di famiglia in Vico Satriano, internamente è decorato con riggiole dai motivi geometrici risalenti al XVIII secolo.

Una piccola taverna, in cui si alternano gouache napoletane a ceramiche vietresi per riprodurre l’atmosfera calorosa di una casa partenopea, dove Pietro accoglie i propri ospiti. L’occasione per visitarla è stata la presentazione del nuovo menù estivo del locale. La cucina è quella tradizionale napoletana basata sui prodotti dell’orto della famiglia Micillo, che a partire dalla fine dell’Ottocento, è arrivata a coltivare fino a mille ettari tra Giugliano, Dugenta e Melizzano. Oggi Pietro si prende personalmente cura dell’ultimo ettaro  rimasto a Torre San Severino, da cui giornalmente provengono le verdure che lo chef Marco Montella utilizza nella creazione dei piatti presenti a menù.

Il dattero è l’ingrediente di base dell’amuse bouche d’ingresso. Simbolo di ospitalità nella cultura nordafricana, qui lo degustiamo ripieno di crema di caprino e noci. Pietro ci spiega che è un omaggio alla tradizione alimentare mediterranea, le cui origini letterarie vanno ricercate nel Liber de Coquina redatto alla corte di Federico II.

Proseguiamo con un secondo amuse bouche: la baby melanzana in parmigiana. Colta non più lunga di pochi centimetri, è servita con salsa di pomodoro e formaggio, da mangiare in un unico boccone. Una chicca che troviamo a menù grazie all’approvvigionamento quotidiano e diretto dall’orto di proprietà.

A rendere speciale la cucina de La Riggiola è la costante ricerca filologica fatta su antiche ricette a partire dall’epoca di Federico II fino agli scritti del Cavalcanti, che spesso menzionano verdure e legumi rari, sapientemente recuperati da Pietro Micillo.

E’ il caso del fagiolo a Formella, un’antica varietà dalla forma schiacciata e trapezoidale, facilmente digeribile. Unica varietà di fagiolo Lunatus presente in Europa, si trova solo in Campania. Di sapore delicato e vagamente vegetale, lo degustiamo in zuppetta, con crostini, pomodori secchi e sedano.

La cucina de La Riggiola è una vera e propria fucina di idee perché fondamentale è il confronto quotidiano tra Pietro Micillo, Marco Montella e gli altri membri dello staff di cucina nella creazione di nuovi piatti che prendono le mosse dai prodotti della terra.

Così i mezzi paccheri cozze e peperoncini di fiume: un piatto che unisce il mare e la terra, equilibrio di sapori e sensazioni tattili.

Mentre la portata successiva, tagliolini fatti in casa alla Nerano, “mette d’accordo i due partiti”, ci spiega Marco, “quello del parmigiano e quello del Provolone del Monaco: utilizzo entrambi per creare un’emulsione che, insieme all’olio della zucchina fritta, condisce la pasta.” A completare il piatto la baby zucchina, colta appena spuntata nell’orto: un’altra piccola chicca che mette d’accordo la passione di Pietro per la sua terra con la creatività di Marco.

Anche lo studio dei dolci è incentrato su sapori e ricette antiche. D’estate non manca mai il sorbetto per rinfrescare il palato prima di passare alla vera e propria pasticceria. Noi abbiamo assaggiato quello alla fragola, ma Pietro ci parla anche di quello alla feijoa, pianta di origine sudamericana già presente negli orti borbonici di Napoli, o di quello all’anguria arricchito con semini di cioccolato.

“Marco è uno chef molto preparato e di grande esperienza. Ma ancora più importante è la sua qualità umana, i suoi principi”, ci racconta Pietro. Caratteri che si evidenziano nel suo ruolo in cucina: presente ma non ingombrante, lascia libero spazio d’espressione a tutti i membri dello staff. Luca Schiattarella, pastry chef, è l’autore dei panificati, come i vari grissini friabili serviti a tavola, e il creatore del nuovo dolce a menù a noi riservato: la trilogia di bignè. Nocciola, crema chantilly con ciliegia, cioccolato sono i tre gusti, in un crescendo che raggiunge il culmine nella consistenza liquida e fondente della crema di cioccolato.

Chiudiamo la cena con una sorpresa: la collaborazione tra La Riggiola e la pastry chef influencer Valentina Cappiello. Sua è la chiffon cake senza lattosio, con lacrime di cioccolato e coulis di fragole, che ci accompagna al termine della serata. Una coccola soffice e delicata che amiamo immaginare anche come dolce ideale per la prima colazione e rende più che mai vere le parole con cui Pietro Micillo descrive il suo ristorante: “Questa è casa mia, vi accolgo.”

LA RIGGIOLA

Vico Satriano, 12

80121 Napoli

“Le ricette del Cuoncio Cuoncio”, il nuovo libro di Luciano Pignataro pubblicato dagli Oscar Mondadori

Verrà presentato il 2 luglio alle ore 18, presso le Librerie Feltrinelli a Salerno, il nuovo saggio del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro che tratta delle usanze e ricette tipiche del Cilento.

Qual è l’ingrediente segreto della Dieta Mediterranea? Il Cuoncio Cuoncio. Questa espressione meridionale significa “piano piano”, ossia dare e prendersi il tempo giusto per coltivare, cuocere e mangiare senza l’ansia di fare tutto in fretta. Spesso e volentieri La Dieta Mediterranea, codificata per primo dal dottor Ancel Keys proprio nel Cilento dove soggiornò per oltre 40 anni viene spiegata parlando di fibre, proteine vegetali, carboidrati. Ma che cosa è, in realtà la Dieta Mediterranea? Cosa significa nella pratica concreta. Luciano Pignataro, giornalista professionista e scrittore di origine cilentana nel corso degli anni ha raccolto le ricette della tradizione spesso mai scritte ascoltandole dai contadini, le donne che cucinavano, le trattorie di paese.

Il risultato è un quadro completo, autentico, delle ricette del Cilento, ossia le ricette del Cuoncio Cuoncio dove è l’attesa della cottura il fattore determinante insieme alla qualità dei prodotti. Il libro è appena uscito pubblicato dalla Mondadori dopo il successo del precedente, Il Metodo Cilento, scritto con il professore Giancarlo Vecchio nella collana Oscar per renderlo accessibile a tutti.

La prima ricerca sulla grande cultura gastronomica cilentana attraverso la raccolta della tradizione orale dei contadini, i segreti delle famiglie, la qualità dei migliori ristoranti, osterie e agriturismi da Paestum a Palinuro, dagli Alburni al Vallo di Diano, dall’Alto Sele al Golfo di Policastro.

Sicuramente la raccolta più completa, con quasi 600 ricette, tra pane e pizza, pasta e riso, verdure e ortaggi, pesce, carne, dolci e preparazioni. Non un semplice ricettario, ma la fotografia di un mondo gastronomico che rischia di scomparire dopo essere stato tramandato per generazioni.

Luciano Pignataro, giornalista professionista del Mattino, è autore di guide enogastronomiche su Napoli e il Mezzogiorno. Cura dal 2004 il blog www.lucianopignataro.it. Nel 2008 ha vinto il Premio Veronelli, nel 2024 è stato nominato giornalista dell’anno da Assoenologi. E’ ambasciatore della Dieta Mediterranea.

 “Il Parco del Cilento da mangiare entra nella collana degli Oscar Mondadori. Per me, giornalista di origini cilentane, è un orgoglio firmare questa ricerca maturata negli anni e che segue al fortunato libro “Il Metodo Cilento” scritto con il professore Giancarlo Vecchi e sempre edito da Mondadori”.

Il libro sarà presentato in anteprima il 2 luglio alle 18 alla libreria Feltrinelli di Salerno da Valerio Calabrese, direttore del Museo della Dieta Mediterranea a Pioppi, Sabrina Prisco titolare della Osteria Canali, Alfonso Sarno, responsabile Cultura Fondazione De Stefano e dall’assessore regionale al Turismo Enzo Maraio. Al termine, brindisi con il vino di San Giovanni a Punta Tresino di Mario Corrado

Buonissimi 2026, raccolti 268.845 euro nell’evento di beneficenza legato alla lotta ai tumori pediatrici

Una cifra che conferma il risultato straordinario in Campania per l’evento Buonissimi dell’Associazione OPEN OdV, organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella in favore della ricerca scientifica.  Il 22 giugno la lunga darsena ha vissuto l’arrivo di migliaia di presenze per conoscere i protagonisti della manifestazione, uniti dalla solidarietà verso i più piccoli e indifesi: quasi 300 postazioni tra cuochi e chef stellati, pizzaioli, friggitorie, paninoteche, pasticcieri, produttori, viticoltori, birrifici artigianali e bartender e un’attenzione  particolare alla sostenibilità e all’offerta senza glutine.

Il risultato di 268.845 euro raccolti riconferma il grande successo di incassi già registrato nella scorsa edizione. Un motivo di orgoglio per tutti, soprattutto perché conseguito in Campania, a testimonianza della straordinaria sensibilità e partecipazione del territorio. Prezioso il supporto del presidente Agostino Gallozzi e di tutti collaboratori  del Marina D’Arechi Port Village. 

La presidente dell’Associazione OPEN OdV, Anna Maria Alfani, commossa sul palco durante i ringraziamenti di rito, ha ufficializzato la conclusione del progetto Editor in collaborazione con il  CEINGE, l’Istituto di Biotecnologie Avanzate dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che quest’anno avrà a disposizione tutti i fondi necessari per completare l’attività di sequenziamento genomico volto alla prevenzione e cura dei tumori pediatrici. 

Determinante anche il sostegno della Camera di Commercio I.A.A. di Salerno che ha svolto un ruolo significativo nel supportare “Buonissimi”, favorendo il dialogo e l’incontro tra le eccellenze del territorio. Un’azione che ha consentito di avvicinare aziende e produttori agli ospiti e agli chef protagonisti della manifestazione, creando una preziosa rete di relazioni, collaborazioni e nuove opportunità di crescita condivisa.

Il Professore Associato di genetica medica dell’Università Federico II di Napoli e Principal Investigator di CEINGE, Mario Capasso, ha descritto con minuzia la ricerca su oltre 800 pazienti per le mutazioni del DNA presenti in oltre il 12% dei casi e che predispongono i portatori inconsapevoli allo sviluppo successivo della malattia.

Durante la serata è stato consegnato il premio “Franco Ricciardi” alla dott.ssa Fabiola De Gregorio, quale esempio di collaborazione tra clinica e ricerca per l’oncologia pediatrica tra due eccellenze campane come il CEINGE di Napoli e il centro di cura Pausilipon. Roberto Jannelli, Rosario Augusto ed Emiliano Esposito hanno animato sulla Terrazza, tra musica live, cocktail e tanta voglia di divertirsi. Per Paola Pignataro e Silvana Tortorella “Buonissimi 2026 è stato un grande successo, ma la vera soddisfazione è aver visto tanta gente sorridere e stare bene in famiglia in una splendida serata d’amore e gusto”.

Tutte le informazioni e l’elenco completo dei partner e dei sostenitori presenti sono disponibili sul sito www.buonissimi.org.

Capri, “Dinner under the stars” con lo chef Rocco De Santis per i 120 anni di The Luxury Collection

Capri, sabato 13 giugno “Dinner under the stars” per i 120 anni di The Luxury Collection

Lo chef Rocco De Santis al Ristorante Campanella accolto dal resident chef Angelo Fumeto

Gusto, eleganza e tradizione insieme per celebrare il 120° anniversario di The Luxury Collection: oltre un secolo di storie straordinarie, ospitalità d’eccellenza e destinazioni capaci di lasciare un segno nel cuore di ogni ospite.

Per rendere omaggio a questo importante traguardo sabato 13 giugno dalle ore 20.00 il Ristorante Campanella Capri all’interno di Pazziella, a Luxury Collection Hotel, Capri, è pronto ad offrire un’esperienza sensoriale unica con “Dinner under the stars”. A fare gli onori di casa sarà lo chef Angelo Fumeto, che accoglierà per questa speciale cena Rocco De Santis, chef pluristellato e recentemente nominato executive chef del Grand Hotel Flora di Roma.

Dall’incontro tra la cucina identitaria di Angelo Fumeto e la visione creativa di Rocco De Santis nasce una sinergia che unisce tradizione isolana e avanguardia gastronomica in un dialogo autentico tra territorio, tecnica e innovazione. Una serata esclusiva, ideata per celebrare l’eredità di The Luxury Collection e i suoi valori di eccellenza, autenticità e raffinatezza, attraverso un’esperienza gastronomica irripetibile.

Ecco il menu:

Gambero Rosso, Guacamole, Gel di Limone e Ricotta di Bufala

Mezzo Pacchero con bolognese di Polpo, Olive nere ed Essenza di Prezzemolo

Trancio di pescato del giorno, Pappa al Pomodoro, intensità di Mare con Vongole e Pesto di basilico

Tartelletta con Ricotta di bufala, Gel di albicocca e salsa al Basilico dolce

Costo: 160 euro, bevande escluse

Pazziella Capri Fotografia di Alessandra Farinelli – © tutti i diritti riservati

Info e prenotazioni

PAZZIELLA, A LUXURY COLLECTION HOTEL, CAPRI

VIA FUORLOVADO 36,

80073 CAPRI, ITALIA

T  +39 081.837.0044

NAPOLI CAPITALE MONDIALE DELLA PASTA FATTA A MANO DALL’11 AL 13 GIUGNO

AL VIA LE FINALI DEL CAMPIONATO DELLA PASTA FATTA A MANO 2026

Dall’11 al 13 giugno la Stazione Marittima di Napoli ospiterà le finali della terza edizione del Campionato della Pasta fatta a mano, all’interno della quinta edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea.

Le finali di Napoli rappresentano l’atto conclusivo di un tour che ha attraversato l’Italia coinvolgendo alcune delle principali realtà della gastronomia e della formazione professionale. Le tappe del tour 2026 si sono svolte presso gli store Eataly di Torino, Bologna, Firenze, Milano e Roma, oltre che nelle sedi delle scuole di alta formazione gastronomica Ad Horeca di Bari e InCibum di Salerno. A completare il tour, la tappa dedicata alla pasta fatta a mano senza glutine si è svolta nell’ambito di Celiakè!? Il villaggio Gluten Free, il più grande villaggio italiano dedicato alla cultura gluten free, ospitato a Roma.

Il Campionato della Pasta fatta a mano è un format originale realizzato dalla BTL Prod. in coproduzione con il Consorzio Edamus, grazie al supporto del Consorzio del Parmigiano Reggiano, della farine di Molini Pizzuti, degli oli extra vergine di oliva Olio Ortuso, delle attrezzature Made in italy  di Marcato Pasta, delle acque del gruppo Acqua Panna – S.Pellegrino, dei prodotti caseari di Sorì Italia, degli strumenti tecnici di Zwilling e Ballarini grazie alla partnership con De Luca Attrezzature per la Ristorazione, della Fondazione Vincenzo Agnesi per la promozione e valorizzazione delle paste alimentari italiane, del Consorzio di Recupero e Riciclo Imballaggi in Acciaio RICREA, del Gruppo Noviello S.p.A. e de La Tappezzeria di Modena per la realizzazione a tema pasta fatta a mano di alcuni degli arredi,  partner che contribuiscono alla realizzazione del Campionato e dei premi speciali assegnati durante le finali.

Ventidue finalisti provenienti da tutta Italia, dall’Europa e da altri continenti si sfideranno a Napoli per conquistare il titolo di Campione della Pasta fatta a mano 2026.

I 22 FINALISTI DEL CAMPIONATO DELLA PASTA FATTA A MANO 2026

Fatima Laouichi, pastaia marocchina cresciuta in Sardegna, titolare del pastificio in Costa Azzurra, in Francia.

Mario Furlanello, chef tedesco di chiari origini italiane, titolare del ristorante Bornheimer Ratskeller di Francoforte, in Germania.

Stefania Manzi, torinese e pastaia freelance.

Daniele Gaiani, bolognese fondatore della scuola di cucina “La Mia Bologna Cooking Class”.

Simona Spadafora, di Budrio (Bologna), impegnata presso il ristorante “Il Giardino”.

Martina Macchiavelli, titolare della gastronomia e pasta fresca “La Salumeria di Bruna e Franco” di Bologna.

Matteo Gialloreto, chef abruzzese oggi residente e attivo a Rosenheim, in Germania.

Giovanni Mannino, palermitano e pastaio presso il ristorante “Il Grano” di Dublino, in Irlanda.

Isabella Torchia, di Quarrata (Pistoia), titolare dell’azienda agricola “Podere Il Molinaccio”.

Francesca Diana, originaria di Ardauli (Oristano), cuoca oggi attiva a Hoogeveen, nei Paesi Bassi.

Raffaella Angeletti, di Carpaneto Piacentino (Piacenza), cuoca impegnata tra il laboratorio “Idee in Tavola” e la Locanda dei Briganti.

Samuele Cassinelli, originario di Pompébbà (Udine), cuoco oggi attivo presso l’Hotel Zurigo di Molveno, in Trentino.

Francesco Marcianò, di Bitonto, chef del ristorante “Maccaroni” di Monopoli.

Angelo Berardi, di Ruvo di Puglia, chef oggi impegnato nel suo hotel in Alto Adige.

Antonio Luigi Preite, di Ugento (Lecce), chef del ristorante “Il Vico degli Scettici” di Taviano, in Salento.

Daniela Cocilova, di Roma, cuoca e titolare di una società di consulenza gastronomica.

Silvia Sposini, di Bevagna (Perugia), titolare del pastificio artigianale “La Casereccia”.

Simone Quellerba, pastaio presso il “Pastificio Primavera” di Roma.

Dario Gallo, chef e titolare del ristorante “Essencia” di Napoli.

Carolina Campitelli, pastaia paganese e titolare del pastificio “Come tradizione” di Sant’Egidio del Monte Albino.

Mariella Citro, titolare della “Panetteria Citro Senza Glutine” di Salerno e vincitrice della tappa gluten free.

Salvatore Pezone, cuoco di Aversa, il più giovane finalista dell’edizione 2026.

Venerdì 12 giugno sarà la giornata dedicata alla finale della categoria Professionisti. I ventidue concorrenti si contenderanno il titolo assoluto del Campionato della Pasta fatta a mano 2026 e il “Pettorello”, un mattarello che si trasforma in sfoglia di pasta, l’opera in ceramica realizzata a mano dall’artista paganese Sasà Sorrentino.

Con l’ausilio del giudice tecnico Salvatore Bocchetti, chef napoletano e consulente per la ristorazione, a valutare i concorrenti sarà una giuria di qualità composta da:

  • Salvatore Elefante, executive chef del ristorante due stelle Michelin “L’Olivo” del Jumeirah Capri Palace di Anacapri;
  • Domenico Marotta, chef del ristorante una stella Michelin “Marotta Ristorante” nella frazione Squille di Castel Campagnano, in provincia di Caserta;
  • Luciano Pignataro, storico giornalista de Il Mattino e decano del giornalismo enogastronomico, fondatore delle guide 50 Top Pizza e 50 Top Italy e autore di uno dei più autorevoli blog italiani dedicati al food & beverage;
  • Anna Paola Merone, giornalista del Corriere della Sera e della rubrica enogastronomica Cook. La giuria sarà chiamata a premiare la proposta capace di distinguersi per identità, precisione tecnica, qualità dell’esecuzione e armonia dei sapori.

Tra le novità più importanti di questa edizione, il vincitore della categoria Professionisti registrerà la propria ricetta negli studi di GialloZafferano, mentre i primi cinque classificati saranno protagonisti di “Pasta Lab” digitali, i video di formazione ufficiale del Campionato della Pasta fatta a mano che saranno pubblicati sui canali YouTube della manifestazione.

Le attività prenderanno il via giovedì 11 giugno con una giornata aperta al pubblico dedicata alla cultura della pasta fatta a mano. Accanto alle masterclass saranno infatti organizzati i Pasta Lab, veri e propri laboratori pratici dedicati alla lavorazione della pasta fresca, pensati per coinvolgere visitatori, appassionati e curiosi.

Tra i protagonisti della giornata ci saranno Domenico Pastena, vincitore dell’edizione 2025 del Campionato della Pasta fatta a mano, con un laboratorio dedicato al raviolo caprese, Gerardo Bastardi, con un approfondimento sul cavatiello di Palomonte (riconoscimento PAT).

Sabato 13 giugno, infine, spazio invece alla categoria Amanti, dedicata a chi realizza pasta fatta a mano per passione tra le mura domestiche. Le iscrizioni sono ancora aperte.

Giudice tecnico per la categoria Amanti sarà il napoletano Erny Lombardo, dopo una lunga carriera come corporate chef, oggi autore del progetto “Pizza a Teatro” a Milano. A giudicare i piatti dei concorrenti del 13 giugno, invece, sarà una giuria di qualità composta da:

  • Francesca Fiore, giornalista siciliana direttrice di “Cookist.it”;
  • Cristiano Tomei, chef toscano e titolare del ristorante “L’Imbuto” di Lucca, 1 stella Michelin nel 2014, e volto noto della Tv per la sua partecipazione a programmi come “La prova del cuoco”, “Masterchef Magazine”, “I re della griglia” e di “Cuochi D’Italia”;
  • Leonardo Ciccarelli, giovane ma quotata penna napoletana di “Food & Wine”;
  • Francesco Corrado, seguitissimo creator campano con il suo canale “Campania Food Blog”;
  • Domenico Pastena, chef napoletano titolare di “PastéNA – Cucina e Pasta Fresca”, vincitore dell’edizione 2025 del Campionato della Pasta fatta a mano.

Oltre al titolo assoluto, saranno assegnati numerosi premi speciali grazie al supporto dei partner della manifestazione. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano metterà in palio il premio per il Miglior Formato di Pasta della Tradizione, il Consorzio RICREA il premio per il Piatto più Sostenibile, Molini Pizzuti il riconoscimento per il Miglior Impasto,  il Consorzio Edamus quello dedicato al Miglior Piatto della Dieta Mediterranea, Fondazione Vincenzo Agnesi dedicato alla Miglior Ricetta della tradizione.

Tre giorni di gare, incontri, laboratori e momenti di divulgazione che trasformeranno Napoli nella capitale mondiale della pasta fatta a mano.

Magma Bistrot: il nuovo polo dell’estate vesuviana tra pizza contemporanea, piscina, musica e sostenibilità

Nel cuore esclusivo di Torre del Greco, in Via Enrico De Nicola 28, prende forma una nuova idea di ospitalità e intrattenimento: Magma Bistrot inaugura una stagione destinata a ridefinire il concetto di bistrot contemporaneo sul territorio vesuviano. Non soltanto ristorazione, ma un vero spazio esperienziale dove gastronomia, lifestyle, musica, relax e sostenibilità convivono in un unico progetto. Con una struttura capace di ospitare 200 coperti negli spazi interni e 150 nell’area esterna con piscina, Magma si presenta come una delle realtà più ambiziose della costa vesuviana, pensata per accogliere pubblici differenti in ogni momento della giornata: dal pranzo al tramonto, dall’aperitivo al dopocena.

La prima novità della stagione sarà la riapertura ufficiale della piscina prevista per il 23 maggio, con una programmazione dedicata tra pool party, dj set, format musicali e offerte food create appositamente per vivere l’estate in città.

Pool Party e Radio Magma, l’intrattenimento diventa esperienza condivisa

Due venerdì al mese, Magma ospiterà esclusivi Pool Party serali con ingresso comprensivo di lettino, drink e dj set, offrendo inoltre la possibilità di avere libero accesso alla piscina fino a mezzanotte. Gli ospiti potranno completare l’esperienza scegliendo tra pizza, taglieri oppure menu à la carte. Nel weekend, invece, spazio alla musica con i dj set del sabato e della domenica e “Radio Magma”, format interattivo che permetterà agli ospiti di inviare messaggi e dediche direttamente tramite WhatsApp da condividere live a bordo piscina, trasformando il locale in una peculiare location di aggregazione e socialità.

Pizza, territorio e ricerca: la filosofia gastronomica di Magma Bistrot

La proposta gastronomica di Magma parte dalla pizza contemporanea e da una selezione rigorosa di materie prime campane e italiane d’eccellenza. Tra le nuove pizze stagionali a cura del pizzaiolo Raimondo De Crescenzo spicca la nuova Magma: cremoso di patate, scarole verdi ripassate in padella con olive e capperi, pomodori semidry sott’olio e julienne di carciofini, in un equilibrio che racconta il territorio vesuviano attraverso sapidità, freschezza e tecnica.

Il primo amore di Raimondo De Crescenzo è stato proprioil pane. La passione per gli impasti nasce a soli 16 anni, quando, dopo il lavoro in rosticceria, trascorreva ore accanto al panettiere, affascinato dal lievito madre e dal mondo delle lievitazioni. Da lì il passaggio naturale alla panificazione e poi alla pizza. Dopo le esperienze a Ischia e all’estero, tra Regno Unito, Maiorca e Barcellona, grazie ad anni di esperienza e ricerca sugli impasti, De Crescenzo ha sviluppato uno stile preciso e riconoscibile, trovando in Nuvola Super di Mulino Caputo la farina ideale per le sue pizze.

Accanto alla nuova proposta Magma arrivano anche le pizze estive

La Gialla con pomodorini gialli del piennolo, fiori di zucca e pancetta di Ottaviano;

Nerano, con fonduta di Provolone del Monaco e purea di Zucchine dell’orto;

Norma, con Melanzane fritte e una generosa grattugiata di ricotta salata, ideale per mantenere equilibrio tra struttura e scioglievolezza;

Cetarese, nella variante focaccia con all’uscita dal forno scarola riccia croccante, Alici sotto sale di Cetara, olive nere denocciolate, “cucunci” e pomodorini rossi del piennolo.

Grande attenzione viene dedicata ai fornitori, selezionati per qualità e identità territoriale: Farina Caputo, latticini Latteria Sorrentina, Pomodoro pelato e Pomodorino rosso pizzutello semidry sott’olio Francaterra, Olio extravergine di oliva Torretta, “Pacchetelle” del Piennolo gialle e rosse DOP di Azienda Agricola Ferrara.

Da Giugno spazio anche alle richiestissime pizze “crunch” in versione dessert, pensate per conquistare i palati più golosi con due proposte dedicate: crema gialla e amarene, oppure ricotta, composta di albicocche pellecchielle e scaglie di cioccolato fondente.

Il pranzo estivo tra piscina e bistrot

Dal lunedì al venerdì, Magma Bistrot lancerà una formula pensata per il pranzo estivo: lettino, pizza Margherita o Marinara e acqua inclusi a 15 euro. L’offerta sarà disponibile dalle 12:30 alle 14:30 con doppio turno pranzo: 12:00 – 13:00, 13:30 – 14:30. Gli ospiti potranno scegliere se accomodarsi negli spazi interni oppure nell’area esterna in costume, con possibilità di ordinare ulteriori pizze ed extra al tavolo. Tutti i tavoli saranno disponibili su prenotazione. Parallelamente resterà sempre attiva una sala dedicata al ristorante à la carte, pensata per chi desidera un’esperienza più rilassata e tradizionale.

Dessert d’autore: la frutta del Vesuvio diventa alta pasticceria

Tra le novità più scenografiche della stagione, una storica realtà del territorio realizzerà per Magma Bistrot la linea esclusiva di dessert ispirati alla frutta realistica. Un progetto identitario e territoriale: tutta la frutta utilizzata sarà esclusivamente coltivata sul Vesuvio, trasformata in creazioni di alta pasticceria dall’estetica iperrealistica, come Albicocca Pellecchiella, Ciliegie del Monte, Limone di Sorrento IGP, Mela Annurca, Pera Picciòla, Pesca “percoca” puteolana. Debutta inoltre il nuovo dessert signature “Magma”: un cono di puro cioccolato fondente dal guscio croccante, cuore morbido e colata di lamponi, pensato per rappresentare l’anima scoppiettante del locale e omaggiare il Vesuvio che lo domina dall’alto, simbolo indiscusso di Napoli.

Vini campani, nazionali e birre artigianali

Grande attenzione anche alla beverage experience, con una carta dei vini costruita per valorizzare il patrimonio enologico campano senza rinunciare a una selezione nazionale, capace di soddisfare appassionati e intenditori. Dai grandi bianchi vulcanici del Vesuvio ai rossi strutturati dell’Irpinia, passando per etichette provenienti da altre importanti regioni italiane, la proposta wine di Magma Bistrot punta a creare abbinamenti dinamici tra pizza contemporanea, cucina bistrot e mixology. Accanto al vino, spazio anche alle birre artigianali, con una selezione che alterna identità locale e qualità brassicola italiana. Tra le referenze presenti figurano le birre Follina e la linea N’artigiana nelle varianti Bianca, Rossa, Doppio Malto, Ambrata, Analcolica e Senza Glutine. Completa la proposta Serro Croce La Fresca, disponibile anche nella versione gluten free, in linea con la volontà del locale di offrire un’esperienza inclusiva, consapevole e attenta alle diverse esigenze alimentari.

Sostenibilità e futuro, Magma Bistrot punta all’indipendenza energetica

Oltre alla proposta gastronomica e all’intrattenimento, Magma Bistrot di Ciro Di Giovanni e Nicoletta Di Patre nel 2026 investe anche sulla sostenibilità. La struttura sarà infatti dotata di pannelli fotovoltaici con l’obiettivo di raggiungere una progressiva indipendenza energetica, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo un modello di ristorazione più responsabile. Scelta concreta che si inserisce in una visione moderna dell’accoglienza, dove qualità, intrattenimento e attenzione al territorio dialogano con progresso e rispetto per l’ambiente.

Il complesso che oggi ospita Magma Bistrot si inserisce all’interno dello storico Sakura Club Piscine, struttura realizzata nel 1971 dall’imprenditrice italo-giapponese Dorotea Liguori come spazio dedicato all’ospitalità, al tempo libero e agli eventi, immerso in un parco panoramico affacciato sul Golfo di Napoli. La struttura, divenuta nel tempo un autentico punto di riferimento per la città di Torre del Greco, ha intrapreso una nuova fase di rilancio a partire dal 2013, quando Ciro Di Giovanni ne ha avviato la progressiva acquisizione, dando vita a un articolato progetto di ristrutturazione e valorizzazione.

Un percorso che, nel tempo, ha trasformato il complesso in un moderno polo dedicato alla ristorazione e all’intrattenimento, capace di coniugare ospitalità, paesaggio e convivialità contemporanea. Il progetto Magma Bistrot rappresenta la naturale sintesi tra memoria del luogo e visione attuale, con l’obiettivo di reinterpretarne lo spirito originario attraverso un linguaggio gastronomico moderno, mantenendo un forte legame con il territorio vesuviano, i suoi prodotti e lo straordinario paesaggio che lo caratterizza.

Buonissimi 2026 – Presentata l’ottava edizione alla stampa di settore nel segno della continuità e dell’amore per la ricerca

Il 25 maggio a Le Parùle – Marina d’Arechi Port Village Salerno – è avvenuta la presentazione di Buonissimi, l’evento organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella, con i protagonisti del mondo enogastronomico: chef stellati, pizzaioli, friggitorie, paninoteche, maestri pasticcieri, produttori, viticoltori, birrifici artigianali e bartender con attenzione in particolare alla sostenibilità e all’offerta senza glutine.

Saranno oltre 250 gli stand a disposizione per il pubblico, con il supporto dei tanti sostenitori che hanno regalato la propria presenza per aiutare il prossimo senza scopi di lucro. Anche quest’anno, infatti, Buonissimi ha come obiettivo quello di sostenere il progetto Editor. Grazie al finanziamento dell’Associazione OPEN OdV, il CEINGE l’Istituto di Biotecnologie Avanzate dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, potrà effettuare il sequenziamento di nuova generazione ed editing genomico per identificare fattori di rischio genetico come bersagli terapeutici per la cura dei tumori pediatrici.

Anna Maria Alfani, presidente dell’Associazione OPEN OdV, ha ringraziato tutti i presenti, in particolare Agostino Gallozzi presidente di Marina d’Arechi Port Village, per aver messo a disposizione, per il terzo anno consecutivo, l’intera darsena. “I veri eroi non sono soltanto i bambini e i ragazzi che soffrono assieme ai propri cari, ma tutti i ricercatori che dedicano la propria vita a trovare le risposte per sconfiggere il dolore” afferma la Alfani.

Il Professore Associato di genetica medica dell’Università Federico II di Napoli e Principal Investigator di CEINGE l’Istituto di Biotecnologie Avanzate dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Mario Capasso ed il Professore Emerito di Genetica Medica del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Achille Iolascon, hanno ricordato gli inizi della loro attività di ricerca quando le speranze di una cura erano bassissime in confronto agli attuali progressi medici.

“Oggi riusciamo a comprendere meglio i meccanismi genetici alla base dello sviluppo di malattie oncologiche pediatriche, come la leucemia linfoblastica acuta ed il neuroblastoma, ma sappiamo che c’è ancora molto lavoro da svolgere per colmare quel gap che ci separa dalla completa guarigione nel 100% dei casi”.

Anche Agostino Gallozzi, presidente di Marina d’Arechi, rinnova il sostegno all’iniziativa: “Buonissimi è uno spunto di riflessione per capire cosa significhi realmente il concetto di solidarietà: offrire aiuto da parte di chi ha di più nei confronti di chi ha meno e soffre”.

Paola Pignataro e Silvana Tortorella concludono: “L’impegno nel convincere i nostri partner ed amici sostenitori è relativo, perché ogni anno le adesioni superano ormai di gran lunga le disponibilità dei nostri spazi a disposizione. Ma Buonissimi non potrebbe esistere ed andare avanti senza un lavoro di squadra che serve a realizzare, ogni anno da ben 8 edizioni, un piccolo miracolo di bontà”.

L’elenco completo dei partner e dei sostenitori è disponibile sul sito www.buonissimi.org.

Per informazioni e partecipazione: info@buonissimi.org | www.buonissimi.org

Salerno: Le Parùle e Giuseppe Pignalosa puntano alle “quattro stagioni” (non solo con la pizza)

Il dehor coperto è ormai ultimato e il concept del nuovo locale del celebre maestro pizzaiolo diviene finalmente realtà dodici mesi l’anno no stop.

A Marina d’Arechi il Port Village di Salerno cambia la visione della gastronomia con uno spazio d’approdo per gli amanti del food nelle sue diverse sfaccettature. Dal disco di pasta lievitato più famoso al mondo, passando per taglieri e mozzarelle e poi i fritti, l’immancabile ragù e la parmigiana di melanzane.

Piatti senza tempo che Giuseppe Pignalosa ama riproporre ai propri clienti, alcuni fedelissimi già dai tempi del locale di Ercolano, che riaprirà a breve in una location unica nel suo genere. Passeggiare sulla darsena prima di giungere a Le Parùle è un piacere per gli occhi, osservare il panorama dalle vetrate durante i mesi freddi o sostare nel giardino artificiale esterno al tepore di un tramonto estivo aiuta a rilassare l’animo e regala tanta armonia.

Il mare in lontananza, la brezza dolce e il giusto tempo per un calice di vino dalla nuova carta selezionata ad hoc completano il quadro. Perché il binomio con il cibo è sempre più una necessità, sia per la cultura a tavola, sia per l’esigenza di ampliare l’offerta e il budget a disposizione di ristoratori e consumatori.

La pizza, ad esempio, consente un costo democratico dove il divertimento con una valida etichetta viaggia di pari passo con il contenimento della spesa finale. Del “metodo Pignalosa” avevamo già scritto nel precedente articolo: impasto diretto come una volta e tanta qualità nei topping, che portano dritti a un tuffo nel passato.

Dalle tonde tradizionali, come la Marinara o la Cosacca a ruota di carro, per continuare sulle scelte anni ’80 tra diavola, ortolana e capricciosa che non hanno bisogno di presentazioni. E poi quelle contemporanee quali la Giagiù con pomodorino giallo del Vesuvio, zucchine arrostite condite all’uscita con alici armatore, stracciata di bufala e zest di limone o il delicato padellino A’ riccia con scarola riccia condita a crudo, datterino rosso, carciofini sott’olio e olive nere caiazzane, da sgranocchiare a piccoli morsi per non perdere l’essenza di ogni ingrediente.

Un menù rivoluzionato, basato sull’attenzione all’alimentazione e alle intolleranze nel paragrafo “restiamo leggeri” o al puro divertimento della condivisione delle ricette di “insieme è meglio” e di “come a casa”. In fin dei conti nel nome stesso Le Parùle c’è quell’aria di famiglia che Giuseppe viveva da bambino, quando il suo sogno era diventare un calciatore professionista in serie A (sogno sfiorato per poco) e nei ricordi del lavoro all’aria aperta nei campi e nell’orto, usanza tipica delle famiglie dell’epoca.

Si mangiava ciò che si raccoglieva, si beveva quel che la vigna sapeva donarti con tanto sacrificio e si stava insieme. Senza un perché, ma con tanta speranza nel futuro, all’insegna di quei valori scomparsi ormai da recuperare.

Milano: da Denis Pizzeria di Montagna arriva il Cilento nel “racconto sostenibile” del Poseidonia Beach Club

DENIS – Pizzeria di Montagna, di Denis Lovatel, ha riunito nel capoluogo lombardo la stampa per un incontro dedicato alla cucina, al territorio e ai progetti che guardano al futuro senza dimenticare le radici.

Al centro della serata, la presentazione del Poseidonia Beach Club di Ascea, un progetto che nasce su una filosofia chiara: sostenibilità, riuso, rispetto del paesaggio. Un modello di ospitalità che intreccia mare, natura e memoria, portando nel presente gesti antichi e materiali recuperati.

A raccontare la storia del Poseidonia Beach Club è Giovanni Rizzo, fondatore e anima del beach club, un racconto che parte dal lontano 2008, quando decide di rilevare e recuperare uno spazio precedentemente occupato da un altro stabilimento balneare.

Un percorso imprenditoriale in continua evoluzione, che lo porterà a creare non un semplice lido, ma un luogo dove poter fruire di un’ospitalità contemporanea, capace di coniugare intrattenimento, ristorazione e sostenibilità.

All’inizio il Poseidonia si afferma come club per serate musicali, eventi e aperitivi, pronto ad accogliere la clientela estiva della costa cilentana.  Negli anni successivi l’offerta viene progressivamente ampliata fino ad arrivare al 2018 quando viene aperto il ristorante. Una trasformazione che porta il beach club a diventare un luogo completo dove vivere tutto il giorno, dalla prima colazione in riva al mare fino alla cena gourmet.

Due momenti distinti: di giorno un’atmosfera informale ma curata, con piatti freschi, stagionali e veloci; la sera, un’eleganza più ricercata, con la spiaggia che si trasforma in ristorante tra cucina mediterranea, pizzeria e influenze internazionali come il sushi.

Il menu cambia quotidianamente, seguendo esclusivamente il pescato locale disponibile e adattandosi alla stagionalità delle materie prime. Una scelta precisa che privilegia pochi ingredienti, selezionati con estrema cura, per garantire standard qualitativi elevati. Alla base, un rispetto rigoroso e quasi maniacale per la qualità del prodotto, trattato con attenzione in ogni fase, dalla selezione alla preparazione.

Un’esperienza che fonde cucina, intrattenimento e attenzione al territorio.

Negli anni il Poseidonia si è distinto come laboratorio di sostenibilità nel turismo balneare: filiera corta con “il loro pescatore locale”, energie rinnovabili, riduzione degli sprechi e certificazione ISO 20121. Ad accompagnare Giovanni nella trasferta milanese, due presenze speciali: la mamma e la suocera, custodi di un sapere che non si impara sui manuali.

Davanti ai giornalisti hanno mostrato come si fanno i fusilli a mano, con quel movimento lento e preciso che appartiene alle cucine di una volta.

E poi, nonna Ines, ha raccontato la preparazione del sapone con la lisciva: Si partiva dalla cenere del camino, quella della legna dura. Veniva raccolta e messa in acqua calda, oppure fatta bollire, per ottenere un liquido: la lisciva. Dopo averla filtrata, si univa a oli o grassi, spesso di recupero, e si mescolava a lungo. Da questa combinazione prendeva forma il sapone.

E nella stessa logica di trasformazione, anche la cena ha preso forma, come un passaggio naturale dal racconto alla tavola.

Denis, insieme agli chef Costantino Buono e Carlo De Olivera e a Gianni Rizzo, “capitano” del Poseidonia Beach Club, hanno creato un percorso condiviso che unisce cucine diverse, guidate da un unico principio: limitare gli sprechi, valorizzare ogni ingrediente e rendere la sostenibilità una pratica quotidiana.

Si comincia con Il pane ritrovato, un’entrée che già racconta questa visione: pane al nero di seppia recuperato e trasformato, mantecato con luvaro, un pesce poco conosciuto, perfetto per preparazioni come le mousse e, che proprio nella semplicità, dà il meglio di sé.

Da qui si arriva al mare più identitario con Cilento Roll – Dal mondo al mare, dove tecniche e suggestioni lontane, ispirate alla cucina giapponese, incontrano il territorio. L’uramaki diventa mediterraneo, con alici di menaica e cacio ricotta fresco all’interno, mentre la pelle di pesce bandiera si fa chip croccante. Le alici di menaica sono il cuore del racconto: memoria storica del Cilento, pescate con una rete di origine greca a maglie larghe, la ‘menaica’, calata al tramonto e ritirata all’alba.

Il percorso continua con La memoria che si evolve, il fusillo di nonna Ines che guarda al passato ma lo reinterpreta: tenero di broccolo, pane, pomodorini arrostiti di ieri e ancora il pesce bandiera, in un dialogo continuo tra radizione e cucina contemporanea

Poi La razza ritrovata, un secondo che valorizza un pesce poco utilizzato, glassato con il suo fondo di cartilagini, con patate affumicate, verdure croccanti e pane tostato. Un piatto essenziale, senza elementi in più.

Finito il percorso dei piatti, si passa alle pizze, mantenendo sempre l’idea di riuso e recupero:

dalla Radice al fiore, dove della zucchina non si spreca nulla, dal frutto al fiore; nel gioco tra Bianco e verde, fatto di ingredienti recuperati e trasformati, protagonisti sono i formaggi ‘ritrovati’; fino ad Agrume di bosco, che unisce terra e freschezza in un equilibrio inatteso.

Il tutto accompagnato dai vini dell’Azienda Agricola Porticello, che seguono il percorso senza sovrastarlo, accompagnando i piatti in modo equilibrato. Dal Fiano al Rosato fino all’Aglianico, ogni vino mantiene un legame chiaro con il territorio e con un’idea di rispetto coerente con quella della cucina. Il nome dei vini, Velea, è frutto della fusione del nome latino, Velia, e del nome greco, Elea, di Ascea. Elea città che ha dato i natali a Parmenide e Zenone.

E qui, Gianni Rizzo, introduce il pensiero sorprendentemente attuale di Parmenide: l’essere è, e non può non essere. Un invito a guardare oltre l’apparenza a riconoscere valore in ciò che esiste, perché nulla è davvero scarto tutto è trasformazione, continuità e permanenza.

Nel Cilento la cucina è inseparabile dal racconto. Ogni piatto lascia una traccia, ogni ingrediente custodisce una storia. Dalla dieta mediterranea, che qui ha preso forma, alle tavole più semplici, tutto parla di misura e autenticità.

Dalla terra e dal mare viene tutto, e tutto merita rispetto e valorizzazione.

Qui ho avuto modo di toccare con mano cosa questo significhi davvero.

Prosit!