Campania Stories 2026: dalla Reggia di Caserta parte la scoperta delle nuove annate dei vini della regione

LA STAMPA NAZIONALE E INTERNAZIONALE ALLA SCOPERTA DELLE NUOVE ANNATE DEI VINI CAMPANI TRA PATRIMONIO UNESCO, IDENTITÀ E GRANDI TERRITORI DEL VINO AL VEGA PALACE DI CARINARO (CE)

CASERTA – Sarà la Reggia di Caserta, patrimonio UNESCO e simbolo universale della grandezza storica e culturale della Campania, il luogo di apertura dell’edizione 2026 di Campania Stories, la presentazione delle nuove annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni regionali alla stampa specializzata nazionale e internazionale, in programma dal 23 al 27 aprile 2026.

Organizzato da Miriade & Partners con le cantine partecipanti, con il sostegno della Regione Campania, in partnership con AIS Campania e in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA, l’evento si aprirà giovedì 23 aprile con la giornata inaugurale presso la Reggia di Caserta, in un contesto di straordinario valore storico e artistico, capace di rappresentare al meglio il dialogo tra cultura, territorio e vino.

Le degustazioni tecniche si svolgeranno nei giorni successivi e saranno articolate per tipologia, offrendo alla stampa nazionale e internazionale un’analisi approfondita delle nuove annate dei vini campani, con sessioni dedicate ai vini bianchi, rosati, rossi e spumanti, oltre a momenti di approfondimento e visite nei territori e nelle cantine di tutta la regione.

Come da tradizione, la manifestazione si concluderà con l’attesissimo Campania Stories Day, in programma lunedì 27 aprile presso il Vega Palace di Carinaro (Caserta), giornata aperta a operatori e appassionati del settore, con accesso su prenotazione e suddivisione in fasce orarie (info eventi@miriadeweb.it).

L’edizione 2026 di Campania Stories si svolge con il sostegno della Regione Campania, in partnership con AIS Campania e Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA e in collaborazione con Reggia di Caserta, Assoenologi Campania, Marìcan, Vega Palace, Daman Ristorazione, APN – Associazione Pizzaioli Napoletani, Authentic Journey 54, Azzurra Comunicazione, Che Pasticcio, Distretto delle Castagne e dei Marroni della Campania, con la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog.

Campania Stories si conferma un appuntamento centrale per la promozione delle eccellenze vinicole della regione, attraverso tasting dedicati alla stampa internazionale, contenuti tecnici, attività digitali e momenti di approfondimento, contribuendo a valorizzare e raccontare, durante tutto l’anno, la Campania del vino sui mercati internazionali.

Le cantine partecipanti all’edizione 2026 di Campania Stories sono: per la provincia di Avellino Antica Hirpinia, Benito Ferrara, Borgodangelo, Cantine di Marzo, Ciro Picariello, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi – Cantine Lonardo, De’ Gaeta, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Giovanni Carlo Vesce, I Capitani, Laura De Vito, Luigi Tecce, Macchie Santa Maria, Nardone Nardone Domenico, Perillo, Pietracupa, Rocca del Principe, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Scuotto, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, Torricino, Traerte, Vesevo e Villa Raiano; per laprovincia di Benevento Aia dei Colombi, Cantina del Taburno, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, I Colli del Sannio 1976, La Fortezza, La Guardiense, Nifo Sarrapochiello, Ocone 1910 Taburno Wine County e Terre Stregate; per la provincia di Caserta Alois, Cantina di Lisandro, Cantina Trabucco, Caputo 1890, Tenuta Selvanova, Fattoria Pagano, Gennaro Papa, Il Verro, La Masseria di Sessa, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Porto di Mola, Scaramuzzo, Sclavia, Tenuta Fontana, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone e Viticoltori del Casavecchia; per la provincia di Napoli Agnanum, Bosco de’ Medici, Cantina Tizzano, Cantine Antonio Mazzella, Cantine Astroni, Cantine del Mare, Cantine Olivella, Carputo Vini, Casa Setaro, Cenatiempo Vini d’Ischia, Contrada Salandra, La Sibilla, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Augustea e Tenuta Loffredo; per la provincia di Salerno Cantina dei Quinti, Cantina Polito, Ettore Sammarco, Guerritore, Marisa Cuomo, Montevetrano, San Salvatore 19.88, Viticoltori Lenza e Vuolo.

Per altre informazioni www.campaniastories.com

Terre de la Custodia, quando l’arte dell’accoglienza conquista Vinitaly

C’è un momento, durante le grandi fiere del vino, in cui il racconto supera il calice. È lì che si inserisce Terre de la Custodia, protagonista di un’esibizione che al Vinitaly non è stata solo presenza, ma esperienza.

Alla 58ª edizione del Vinitaly, la cantina umbra ha scelto di esordire con un evento capace di lasciare il segno: l’Exubera Party, andato in scena nella splendida cornice di Palazzo della Gran Guardia, affacciato su Piazza Bra a Verona. Un salto indietro nel tempo, negli anni Cinquanta, tra eleganza, musica e leggerezza, dove il vino è diventato parte di una narrazione più ampia, fatta di convivialità e stile.

Protagonista assoluto della serata, Exubera, vino simbolo della produzione, espressione di un’identità precisa e contemporanea. Non solo un’etichetta, ma un manifesto: dinamico, coinvolgente, pensato per un pubblico che cerca nel vino anche emozione e condivisione.

L’intuizione porta la firma di Giampaolo Farchioni, che ancora una volta dimostra una qualità rara nel panorama vitivinicolo italiano: la capacità di coniugare eccellenza produttiva e autentico senso dell’ospitalità. L’evento ha coinvolto centinaia di invitati in una festa curata nei dettagli, dove nulla è stato lasciato al caso e tutto ha contribuito a creare un’atmosfera memorabile.

Ma il racconto non si è fermato alla sera inaugurale. Nei giorni di fiera, al padiglione 7 stand D8, Terre de la Custodia ha accolto operatori e appassionati in uno spazio vivo e accogliente, dove i vini della cantina si sono espressi in abbinamento ai prodotti umbri. Un percorso gustativo che ha restituito il senso più autentico del progetto: la filiera, il territorio, la cultura materiale che diventa esperienza.

Tra calici e sorrisi, si è respirata un’energia sincera, quella di chi crede nel proprio lavoro e sa trasmetterlo. Ed è forse proprio questa la cifra distintiva di Terre de la Custodia: non solo produrre vino, ma costruire relazioni, raccontare storie, creare momenti.

Un ringraziamento speciale va anche alle ragazze dell’ufficio stampa, presenza discreta ma fondamentale, capaci di accompagnare e valorizzare ogni istante con professionalità e passione.

In un Vinitaly sempre più affollato di stimoli, Terre de la Custodia ha scelto la via dell’identità e dell’esperienza, e ha lasciato il segno.

Torna SorrentoGnocchiDay: gnocchi, territorio e ospiti stellati per la quinta edizione

Quinta edizione per SorrentoGnocchiDay.

La kermesse, nata per celebrare un grande classico della tradizione gastronomica locale, quest’anno rafforza il proprio legame con il territorio e, al contempo, si apre a nuovi orizzonti, inaugurando un gemellaggio con l’Emilia-Romagna, terra simbolo della pasta fresca italiana.

Ideata e organizzata dalla Dieffe Comunicazione, con il sostegno del Comune di Sant’Agnello e il patrocinio morale  di Federalberghi Penisola Sorrentina, la manifestazione si svolgerà dal 20 al 23 aprile per poi proseguire con la rassegna “Gnocchi in Tour”: un itinerario di interpretazioni inedite e originali di gnocchi, firmate da ristoratori della Penisola sorrentina, in programma fino alla fine di maggio.

SorrentoGnocchiDay si avvale della collaborazione di: Mulino CaputoLatteria SorrentinaLa FiammanteAcqua S.PellegrinoFrantoio TorrettaWorkline Divise e Antica Sartoria.

Tra chef stellati, giovani talenti, maestri pasticceri, artigiani dell’arte bianca e pizzaioli, il calendario si arricchisce di appuntamenti che ampliano il focus dagli gnocchi ad altre eccellenze del territorio, tra degustazioni, laboratori e creazioni contemporanee

Ad aprire il programma, il 20 aprile, dalle 15.00 alle 17.00, una cooking class organizzata in sinergia con l’Istituto Polispecialistico San Paolo di Sorrento, condotta dallo chef Danilo Di Vuolo e dedicata alla realizzazione della Pizza di Sant’Antonino, tradizionale torta di crema, realizzata con pasta frolla, crema pasticcera, crema al cioccolato e amarene.

La lezione è aperta al pubblico, fino ad esaurimento posti, previa prenotazione, da inviare alla mail: info@dfcomunicazione.it

Cuore della manifestazione sarà la cena evento, del 22 aprile,  ospitata presso l’Aqua Pool Lounge dell’Hotel Mediterraneo di Sant’Agnello, hotel cinque stelle affacciato sul Golfo di Napoli, condotta da Veronica Maya.

La serata si aprirà con l’assegnazione del Premio Aldo Guida, riconoscimento al Miglior Maître dell’anno, a cura di AnnaMaria Lauritano ed Oreste Pezzella dell’azienda WorkLine.

A seguire, spazio alla tradizione, con la preparazione delle pizze fritte, affidata ai maestri pizzaioli Mauro Espedito (Pizzeria Owap, Napoli) e Raimondo De Crescenzo (Pizzeria Magma Sakura, Torre del Greco), in abbinamento con l’Asprinio d’Aversa Brut di Salvatore Martusciello.

L’evento, plastic free, prevede l’utilizzo di stoviglie biodegradabili e compostabili, grazie alla consueta collaborazione con Penisolaverde.

In attesa delle degustazioni, il pubblico potrà assistere alla lavorazione artigianale degli gnocchi e dei tortelli, a cura di: Cristiano e Giuliana De Stefano del laboratorio sorrentino Mamma che Pasta e  di Rina Poletti, sfoglina dal 1979 nonché direttrice dell’Accademia della Sfoglia.

Entrando nel vivo della serata, 14 chef saranno chiamati a reinterpretare la tradizione, con piatti originali.

In particolare, quest’anno si potrà contare sulla creatività e la tecnica di: Nino Di Costanzo, del bistellato Danì Maison di Ischia, affiancato da Antonio Autiero, resident chef del DesChevaliers, dell’hotel De Bonart NaplesAntonino Montefusco, della Terrazza Bosquet, stella Michelin del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, coadiuvato da Fortunato Ranieri junior, suo sous chef; Andrea Vezzani, dello stellato Ca’ Matilde di Rubbianino, in provincia di Reggio Emilia sarà accompagnato da Emanuele Ioio, chef del Ristorante Zi’ Teresa di Napoli; Vincenzo Guarino de La Corte degli Dei di Agerola, in coppia con Vincenzo Politelli, dell’Ostaria Pignatelli  di Napoli; Peppe Aversa, dello stellato sorrentino Il Buco, affiancato da Nicola Celentano, chef del Vesuvio Panoramic Restaurant, al 5° piano dell’Hotel Mediterraneo di Sant’Agnello; Ciro Sicignano, chef della stella Michelin di Sorrento, Ristorante Lorelei, in postazione assieme a Giuseppe Vanacore del Ristorante Casa Scarica di Gragnano e, infine, Luigi Lionetti del Cora Bistrot dell’Hotel Ara Maris di Sorrento assieme ad Alessandro Bisconti, della Terrazza Mediterraneo Italian bistrot dell’Hotel Mediterraneo di Sant’Agnello.

Il percorso di degustazione si concluderà con le reinterpretazioni della Pizza di Sant’Antonino, ideate e realizzate, per l’occasione, dai maestri pasticceri  Pasquale Pesce, dell’omonima pasticceria di Avella, e Salvatore Gabbiano, di Dulcis in Pompei, servite in abbinamento con i rosoli dell’azienda Piemme – Piacere Mediterraneo.

A partire da questa edizione, SorrentoGnocchiDay dà il via a una collaborazione con Gli Aquiloni, Centro polifunzionale gestito dalla cooperativa sociale Proodos, in sinergia con l’ASPS Penisola Sorrentina, con l’obiettivo di rafforzare il legame con il tessuto imprenditoriale locale, sperimentando forme di inclusione lavorativa.

Al centro del progetto ci sono persone con disabilità, già protagoniste di laboratori artigianali dedicati alla realizzazione di componenti per la mise en place, per eventi e banchetti, valorizzando, così, competenze e creatività in contesti professionali di eccellenza.

Il 23 aprile la location si sposta presso ristorante Terrazza Vittoria dell’Hotel Continental di Sorrento, dove l’executive chef, Eugenio Cuomo, proporrà un menù ispirato all’evento; prenotazioni allo 081 807 2608

Tutte le novità e i contenuti sono disponibili sulla pagina FB Sorrento Gnocchi Day, dove sarà anche possibile consultare l’elenco dei ristoranti aderenti all’iniziativa Gnocchi in Tour, attiva dal  al 31 maggio.

Sponsor tecnici dell’evento sono: Laboratorio Floreale AielloMamma che pastaEmmanuel sound and lightingMagno Food 1973 e Corte degli Dei.

Campania, Premio Olio delle Sirene a Sorrento il 10 e 11 aprile 2026, organizzato da EWS European Workshop Sorrento

“L’alleanza strategica per il rilancio degli oli extravergini di oliva in Italia”. È questo il titolo scelto da EWS, European Workshop Sorrento, per il convegno che venerdi 10 giugno alle 16.30 nella esclusiva Villa Zagara a Sorrento aprirà la due giorni conclusiva dell’evento e che vedrà protagonisti i presidenti delle IGP italiane – Puglia, Campania, Roma, Toscana, Marche e Calabria – insieme agli organizzatori del Premio Olio delle Sirene e ai parlamentari Annarita Patriarca e Marco Cerreto.

Il prestigioso riconoscimento proseguirà sabato 11 aprile alle ore 10 alla Terrazza delle Sirene (in via De Maio 35 a Sorrento) con la premiazione degli oli vincitori. Una cerimonia alla quale parteciperanno – insieme ai promotori dell’iniziativa Roberto Dante Cogliandro e Nino Apreda, presidente e segretario di EWS – il presidente del Comitato scientifico Tullio Esposito, il presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga, il presidente di Oleum Domenico Cosimato, l’europarlamentare Dario Nardella, il consigliere regionale Gennaro Sangiuliano, il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia monsignor Francesco Alfano, con le conclusioni dell’onorevole Annarita Patriarca e dell’onorevole Marco Cerreto.

Tantissimi saranno soprattutto i produttori provenienti da tutta Italia e da altri quattro paesi del Mediterraneo.

“Tale iniziativa, fortemente voluta da European Workshop Sorrento, si inserisce nel più ampio obiettivo di incentivare la crescita socio-economica del territorio, promuovendo le nostre eccellenze come motore trainante per il benessere collettivo. La cultura e la coltura dell’olio rappresentano infatti un elemento fortemente caratterizzante le nostre città da millenni”, hanno spiegato Roberto Dante Cogliandro e Nino Apreda, presidente e segretario di EWS che hanno organizzato l’iniziativa, moderata dal giornalista Angelo Cirasa, insieme a Coldiretti Napoli, Associazione Oleum, Fondazione Sorrento.

Sono stati annunciati i vincitori del Premio Internazionale Sorrento Olio delle Sirene 2026, organizzato da EWS – European Workshop Sorrento, in collaborazione con Coldiretti Campania e Oleum – Associazione Internazionale Assaggiatori Oli di Oliva, con il patrocinio del Comune di Sorrento e della Fondazione Sorrento.

Il concorso si conferma come uno degli appuntamenti più autorevoli nel panorama oleario internazionale, capace di valorizzare eccellenze provenienti da diverse aree del Mediterraneo e non solo, premiando qualità, identità territoriale e innovazione.

Oli vincitori

Categoria DOP e IGP

🥇 Romano Vincenzo, Monte Etna DOP
🥈 Azienda Agricola Di Martino, “Stellare” IGP Olio di Puglia
🥉 Alfredo Cetrone, DOP Colline Pontine – Sonnino (LT)

A seguire tra i migliori classificati: Soc. Valle del Cedrino (Sardegna DOP), Agrestis Nettaribleo (Monti Iblei DOP), Colle d’Oro (Lago di Garda), Le Tre Colonne (Terra di Bari DOP), FAM (Irpinia Colline dell’Ufita DOP), Tenuta Miraglia (Monte Etna DOP), Podere Ricavo (Terre di Siena DOP).

Categoria Biologici

🥇 Intini, Bio – Valle d’Itria, Alberobello (BA)
🥈 San Salvatore
🥉 Podere Ricavo Biologico – Colline Senesi, Cetona

Tra gli altri finalisti: Cioccolini Bio (Tuscia Viterbese), Marco Rizzo (Talismano e Impronta), Frantoio Franci (IGP Toscano), Olio della Valle Coratina, Marfuga Sassente (Umbria), Radano Valentina Stella (Cilento).

Categoria Monovarietali

🥇 Frantoio Franci, “Bella” – Montenero d’Orcia (GR)
🥈 Amore Coltivato, Coratina – Bitonto
🥉 Masoni Becciu, “Ispiritu Sardu” – Villacidro (SU)

Completano la classifica: Le Sciare 900 (Romano Vincenzo), Pozzo Serpi Coratina (Alta Murgia), Alfredo Cetrone (Sonnino), Cioccolini Itrana Monocultivar (Vignanello), Olio della Valle Ogliarola Garganica, Marfuga Moraiolo Affiorante (Umbria), Intini Coratina.

Premi speciali

Premio Speciale Minucciola “Osvaldo Galano
Villa Zagara – qualità oro

Premio Speciale Campania
Azienda Agricola Madonna dell’Olivo, Itrans – Serre (SA)

Premi speciali internazionali

Premio Speciale Croazia

🥇 Damaval Selection
🥈 Val Vida Cuvée
🥉 Stefanic Bianchera

Premio Speciale Slovenia

🥇 Kandus
🥈 Kante Cuvée
🥉 5K

Premio Speciale Grecia

🥇 Papadopoulos Master Miller Organic Blend
🥈 MB Ootopia Organic Koroneiki
🥉 Papadopoulos Omphacium Organic

Premio assoluto Gaetano Avallone
Il riconoscimento più prestigioso dell’edizione 2026 è stato assegnato ad Aziende Agricole Di Martino per la Coratina, espressione di eccellenza assoluta nel panorama internazionale.

L’edizione 2026 ha confermato il crescente respiro internazionale del Premio Olio delle Sirene, con la partecipazione di aziende provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei. La qualità media degli oli in concorso si è dimostrata estremamente elevata, evidenziando una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità, alla valorizzazione delle cultivar autoctone e all’innovazione nei processi produttivi.

“Calici e Vini” sul Roof Ambrosia a Roma

I tramonti di Roma regalano colori suadenti ed originali, nel loro contrasto tra il celeste e il rosa pastello ad accarezzare le terrazze del centro storico.

Proprio una di queste, la Roof Ambrosia, alla penthouse dell’Hotel Artemide in Via Nazionale, è stata scelta da Roberta Marchese Ragona, nota Wine Ambassador nel panorama della capitale, per un appuntamento al tramonto del 28 marzo scorso e ispirato da quei colori: un evento ideato per presentare nuovi vini protagonisti della scena italiana e internazionale. 

La presentazione è stata coadiuvata dalle interviste ai produttori condotte da Luca della Regina, Wine Communicator per l’Umbria a Vinitaly. Con uno spazio dedicato alla poesia, regalato dall’attore Claudio Mazzenga nella recita del brano di Baudelaire “Ubriacatevi”, l’happening enoico ha assunto i contorni dell’arte.

La scelta delle degustazioni nel bellissimo set up cade su territori molto identitari nella storia del vino italiano: la Toscana e il Piemonte.  

Due regioni con protagonisti accomunati da una solida tradizione e da una forte propensione a innovare, sperimentare muovendo passi in avanti nelle elaborazioni del loro patrimonio ampelografico.

In più, l’evento offre uno sguardo su due territori anch’essi ricchi di storia e che promettono una riscoperta: il Lazio e l’Abruzzo.

Nel definire lo stile dell’happening, Roberta ha scelto la formula del dialogo diretto e informale tra produttori e presenti, giornalisti e operatori di settore, esprimendo la sua convinzione che il calice contenga già il linguaggio sufficiente a creare gaudente intesa e comunicazione — è questo il leitmotiv del suo brand “I Segreti in un Calice”.

A complemento dell’evento, viene  presentata la app “My Vinapp”, una originale soluzione orientata a creare una community di wine lovers, mettendo assieme note gustative e informazioni sul Calendario Ufficiale degli eventi degustativi italiani in agenda. MyVinapp è un diario digitale che permette di memorizzare le tue

degustazioni, creare taccuini digitali, gestire la tua cantina e partecipare agli eventi più autentici del mondo del vino. Lo sviluppatore “Re2n” ha avuto particolarmente a cuore la usability nel creare un formato davvero facile e integrabile nella propria agenda.

Le degustazioni sono aperte proprio dal Lazio di Solis Terrae di Marco Sargentini, che introduce la serata con il suo “Bullule” Brut, uno spumante Charmat dove il Bellone fresco e minerale caratteristico della zona costiera di Cerveteri incontra lo Chardonnay di giovane impianto dell’azienda agricola. Fresco e sapido, floreale al naso e fruttato di mela e pera al palato, lascia un finale agrumato gradevole.

Segue il “Bellone” Roma DOC 2024, fermo e altrettanto fresco di sentori costieri, distinto da aromi e sapori di polpa gialla, breve ma caratteriale per la buona struttura.

Si prosegue con il Piemonte e gli ambassador di Claudio Mariotto, ormai celebratissima azienda dei Colli Tortonesi, la cui sfida attuale è la piena espansione sui mercati internazionali. Un catalogo davvero ricco di referenze, dal quale degustiamo il Claudio Mariotto “Cavallina” 2017: è distinto dal bellissimo giallo oro antico, con davvero buona consistenza e con le qualità tipiche del Timorasso rese immediate alla percezione.

Olfatto di fiori gialli e idrocarburo lieve, la dominante è il pompelmo e la accompagnano sentori di buccia di cedro, refoli di pietra focaia e cipria.

Il palato riceve immediata abbondanza glicerica, di tensione minerale quasi salina, contro un affinamento che ha protetto la nota alcolica e le erbe selvatiche, salvia, oliva; nel complesso ha ottimo equilibrio nonostante la tipica e naturale speziatura di pepe nero.

Generoso e genuino, il terroir lo ha reso di spiccata personalità. Il finale lievemente vaporoso esprime una buona persistenza della nota olfattiva, firmando l’uscita con uno sbuffo di cipria.

Più avanti nella serata, concluse le degustazioni dei bianchi, troviamo il Claudio Mariotto “Monleale” 2022, un Barbera colto e meticoloso per fattura, appare al gusto più vicino alla tradizione dell’Oltrepò Pavese che non alle Langhe. Reso sapientemente rotondo, collima al gusto la forza del Barbera con un bel lavoro in cantina a ingentilire la boccata.

Arriviamo alla Toscana, il luogo del cuore per molti dei presenti, in una continua ricerca della novità nel solco della centenaria tradizione.

Badia Crepaldo è un’azienda di Montepulciano: sono sperimentatori, senza vigne di proprietà ma con radicata reputazione nella selezione in ogni vendemmia delle uve idonee ai loro progetti.

Partiamo dal loro “1084 La Cuvée” Metodo Classico Solera 24 mesi, una produzione originalissima che blenda Pinot Nero al 60% e Chardonnay al 40%, affinandosi col sistema Solera a consentirne grande equilibrio tra periodi differenti come nelle tradizioni del Marsala e delle grandi cuvée spagnole. L’identità è chiaramente  montepulcianese nella scelta della vinificazione tradizionale burbera, ma con respiro mediterraneo grazie all’adozione di un metodo che blenda in perpetuo annate giovani e meno giovani, ottenendo qualità costante e complessità altrimenti indisponibili.

L’olfatto presenta una nota floreale bianca avvolta dalle effusioni dello “straccio bagnato” che questo metodo induce, guardando alla complessità e alle note marsalate. 

Bollicine minime, per un gusto davvero particolare e sfumato che acquista discreta complessità nel finale fruttato di pesca gialla.

A seguire, il “10 La Cuvée Rosé”, risultato di una ossidazione secondo il metodo Solera di un Pinot Nero che acquista tanto colore solo durante la fase di pressatura. Note olfattive lievissime di roselline, alleggerite rispetto al loro metodo classico, vengono impiegate tonneau da vino rosso di terzo passaggio per non influenzare la nota d’appassimento della cuvee. La boccata è gentile e piccante di buccia. 

Ideale per tartine di gamberetti e formaggi cremosi combinati con bacche selvatiche.

Restiamo in Toscana entrando nel Senese: Chigi Saracini è la storica azienda vitivinicola e agraria in Castelnuovo Berardenga, oggi proprietà di Tenimenti MPS ma nata dall’eredità di Guido Chigi Saracini, figura di rilievo della Siena del 19mo secolo. È composta da 835 ha al confine tra le zone del Chianti Classico e Chianti Colli Senesi, con vigneti che si suddividono in 17 ha di Chianti Classico, 41 ha di Chianti Colli Senesi e 30 ha di IGT Toscana.

Guidata dall’enologo Carlo Ferrini e con fortissime ambizioni internazionali, la sua tappa romana al Roof Ambrosia ha rappresentato un’anticipazione del suo programma al Vinitaly di quest’anno, cogliendo inoltre l’occasione per presentare anche la propria produzione di Olio Extravergine d’Oliva “Olio del Conte”.

Chianti Classico “Poggio Bonelli” 2022. Per questa referenza storica dell’azienda, l’enologo a partire dal 2022 opta per il blend del Sangiovese con un Merlot al 10% di particolare presenza, ricordando al palato un Supertuscan.

Rubino brillante, discreta consistenza.

Olfatto fruttato di prugna e vegetale di muschio, coordinato col palato leggero e dal sapore rotondo grazie alle avvolgenze del Merlot. Persiste una ben percepibile robustezza del sangiovese, una oggettiva gioventù distinta proprio dalla nota alcolica che vince sul corredo tannico e spinge a un più lungo affinamento in bottiglia.

Chianti Classico Gran Selezione 2021 Chigi Saracini, 24 mesi in barrique. È un Sangiovese in purezza dal colore rosso rubino intenso; offre fragranza ed eleganza già all’olfatto, dispiegando sentori di amarena, viola, tabacco, prugna, liquirizia e spezie dolci. Al palato, si conferma l’eleganza e la persistenza delle note di amarena e bacche selvatiche rosse, incorniciate da percezioni tattili di corteccia e sottobosco. Tanti i descrittori identitari per un vino integralmente tipico del territorio ed equilibratissimo tra tannini sofficemente vellutati e acidità combinata con note calde: vocato all’invecchiamento come i migliori Chianti Classico.

Poggio Bonelli “Poggiassai” IGT 2019

Ecco il vero Supertuscan della casa, affinato in Tonneau con Sangiovese al 75% e Cabernet Sauvignon 25%. Dai tratti gustativi radicali e orientati dalla foglia di pomodoro del Cabernet Sauvignon, incede immediato all’olfatto come vino morbido e vellutato, pareggiato dal corredo tannico al palato: sfumature di rosa canina e prugna, ribes nero e ciliegia sotto spirito per un refolo importante di foglia di pomodoro spinta in fondo dalla veemenza del tannino vellutato. Un vino di grande elaborazione, piacevole e persuasivo, breve al finale caldo a rivelare, ancora, una decisa gioventù. 

In sequenza, degustiamo il Poggiassai IGT 2009 ritornando di 10 anni nella storia di questo Supertuscan. Olfatto di rose e mirtilli, esprime un invecchiamento originale dove le note di ribes s’incrociano con quelle di liquirizia, a precedere il gusto austero di tannini nobili e ormai gradevolissimi, di note calde fruttate di frutti di bosco e suadenti di una leggerissima traccia passita.

L’Abruzzo chiude le degustazioni ai tavoli con l’azienda Poderi Costantini Antonio 1910, proponendo il loro “Anto’”, un Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva del 2015.

Un buon esempio della proiezione dell’Abruzzo sui mercati internazionali, questo Montepulciano affinato per 30 mesi in botti grandi. Colore rosso rubino intenso con riflessi amaranto. Al naso è deciso e speziato, frutti rossi di sottobosco, presenze di tabacco. Al palato è morbido e intenso come si conviene a un Montepulciano, buoni struttura ed equilibrio, con tannini vellutati ad accompagnare la buona persistenza di note fruttate.

L’evento volge alla chiusura con il passaggio finale offerto dagli Amici del Club del Toscano: bella presentazione e uno sguardo all’attualità di due espressioni del tradizionale sigaro toscano a marchio “1818 Antico Toscano”. 

Ad accompagnare il momento c’è il passito Chigi Saracini “Occhio di Pernice” 2010 Vin Santo del Chianti Classico, con sentori mielosi e raffinati di polpa gialla, a concludere il bellissimo evento nel solco della millenaria tradizione toscana del Vin Santo e lasciare i presenti con un senso della poesia e delle armonie dei vini dolci italiani.

Bisogna ammettere che una modalità così schietta e diretta, per un evento mirato a promuovere nuove eccellenze vitivinicole in un contesto così internazionale come quello di Roma, è una bella novità: utile a conoscere, piacevole a gustare, tonica la conversazione non più fissata a rigidi canoni e ai tecnicismi. 

C’è da sperare che Roberta Marchese Ragona abbia continuità in questa ispirazione e presenti altri eventi al tramonto sulle terrazze romane. Lei può certamente scegliere le più belle armonie tra vini e colori della primavera romana e farci ricordare vini unici.

Il 5 e 6 aprile il pranzo di Pasqua e Pasquetta al Vega Restaurant di Carinaro e al Vega Cafè di Frattamaggiore con la tradizione dello stare a tavola in famiglia

I classici salumi delle feste, accompagnati da casatiello artigianale, sartù di riso, grigliata di carne e l’immancabile pastiera in versione contemporanea. Con un’attenzione speciale ai gusti dei più piccoli.

L’executive chef Agostino Malapena introduce il territorio e le antiche usanze di una volta nella proposta gastronomica per Pasqua e Pasquetta al Vega Restaurant di Carinaro e al Vega Cafè di Frattamaggiore. Sapori da sempre presenti nella memoria, quando sedersi a tavola era un piacere senza tempo.

Si inizia dalla “fellata” campana, l’antipasto a base di una ricca selezione di salumi locali a chilometro zero, con ricottina salata, uova fresche, pizza rustica e casatiello home made. Tra i primi, il sartù della tradizione e il tortello fresco ripieno di ricotta, mantecato agli asparagi omaggio alle origini da coltivatori di prodotti di qualità della famiglia Canciello, proprietari di entrambi i poli enogastronomici.

E poi la grigliata mista di carne ai carboni, con patate sotto cenere che anticipa le coccole dolci finali di Agostino Malapena con il ricordo rivisitato della pastiera in versione semifreddo. Oltre ai dessert saranno disponibili le creazioni dolciarie del pastry chef Marco Piccirillo, che si occupa del laboratorio con le “dolcezze di Nonna Maria” – gruppo Vega World.

In sala regna il garbo e l’eleganza dello staff diretto da Massimo Turco, con l’aiuto sommelier Bohdan a suggerire il corretto abbinamento dei piatti al vino tra una selezione di oltre 400 referenze in carta. Previsto un menù speciale bambini, per tutti i gusti, accompagnato da animazione per rendere la loro giornata un’esperienza di festa e di gioia.

Grande attenzione, infine, per le intolleranze alimentari, le allergie e la dieta con pietanze dedicate dal corretto equilibrio nutrizionale, previo avviso telefonico in fase di prenotazione.

Vega Restaurant e Vega Cafè

Per info e prenotazioni: +393935561573

Nasce a Salerno “Pasqua d’Artista”: il Tempio di Pomona celebra l’eccellenza della pasticceria artigianale

Venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026 la prima edizione nel cuore del centro storico.

Salerno si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento culturale ed enogastronomico dedicato alla tradizione dolciaria pasquale. Venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026 il suggestivo Tempio di Pomona ospiterà la prima edizione di Pasqua d’Artista, il progetto ideato e organizzato da Erre Erre Eventi per valorizzare l’alta pasticceria artigianale nel periodo più simbolico dell’anno.

Non un semplice evento espositivo, ma un format culturale pensato come un “salotto” dell’artigianalità d’eccellenza, in cui colombe, pastiere e uova di cioccolato diventano espressione di identità, memoria e competenza tecnica.

Un viaggio tra i simboli della Pasqua

Protagoniste dell’evento saranno:

  • la pastiera, simbolo identitario della tradizione campana;
  • la colomba artigianale, frutto di lunghe lievitazioni e alta competenza tecnica;
  • le uova di cioccolato d’autore, espressione creativa della lavorazione artigianale.

Durante le due giornate il pubblico potrà degustare, conoscere e acquistare direttamente dai Maestri le proprie produzioni, a condizioni dedicate riservate all’evento, in un rapporto diretto che restituisce centralità al dialogo tra artigiano e consumatore.

La Pasqua raccontata dai Maestri

Protagonisti saranno Maestri selezionati dalla giornalista Carmen Autuori, chiamati a presentare e raccontare le proprie creazioni, illustrando tecniche di lavorazione, scelta delle materie prime e interpretazioni personali e territoriali della tradizione.

L’obiettivo è riportare al centro la qualità, la manualità e il valore culturale della pasticceria pasquale, distinguendola dalla produzione industriale standardizzata.

L’ elenco dei Maestri partecipanti

Cesto Bakery, Catello Di Maio – Torre del Greco

Hera nei Campi, Vincenzo Bifulco -San Paolo belsito

 Noschese Bakery, Nicola Noschese – Pontecagnano Faiano

Panificio Rago 1870, Antonio Rago – Baronissi

Pasticceria Atelier del Dolce, Cono Tropiano – Sassano

Pasticceria Bottega Paradiso, Francesco Murante e Christian Beducci, Nocera Inferiore

Pasticceria Dolce e Caffè, Aniello Esposito – Salerno

Pasticceria Fabozzi, Antonio Fabozzi – Casal di Principe

Pasticceria Franco, Luigi e Gaetano Capriello – Casal Velino

Pasticceria Gemma, Riccardo Ruggiero – Nocera Superiore

Pasticceria Igloo Senza Glutine, Janet Gomez – Salerno

Panificio Mater, Nicola Guariglia – Salerno

Pasticceria Pentangelo, Aniello Pentangelo – Nocera Inferiore

Regina Bakery, Gaetano Giorgio – Pagani

Supermercati Piccolo, Francesco La Manna – Pomigliano d’Arco

La sostenibilità e l’inclusione

Pasqua d’ Artista rafforza l’impegno verso un evento eco-friendly, con riduzione della plastica, gestione responsabile dei rifiuti e promozione della filiera a chilometro zero.

Particolare attenzione anche all’inclusione, con un’area “Gluten Free” interamente dedicata ai prodotti senza glutine.

Il valore della location

La scelta del Tempio di Pomona non è casuale. Situato nel cuore del centro storico, rappresenta uno degli spazi più simbolici della città, capace di coniugare patrimonio storico e contemporaneità. L’ambientazione contribuirà a creare un’atmosfera raccolta e raffinata, coerente con il posizionamento alto del progetto e con l’obiettivo di trasformare la pasticceria pasquale in esperienza culturale.

Un appuntamento strategico per la città

Collocato nella settimana che precede la Pasqua, Pasqua d’Artista si inserisce in un momento di particolare vitalità per il centro storico di Salerno, favorendo l’afflusso di cittadini e visitatori e contribuendo alla valorizzazione del tessuto commerciale e turistico. L’evento si rivolge a famiglie, appassionati gourmet, operatori del settore food & beverage e turisti presenti in città nel periodo pasquale.

Media Partner

Luciano Pignataro Wine&Food Blog

La dichiarazione

«Pasqua d’Artista nasce dalla volontà di restituire centralità al Maestro e alla qualità artigianale in un periodo dell’anno fortemente identitario – dicono Rosario Augusto e Roberto Jannelli -. Non volevamo una fiera, ma un luogo di racconto e di incontro, dove tradizione e innovazione possano dialogare in uno spazio simbolico come il Tempio di Pomona. L’obiettivo è costruire un appuntamento stabile nel calendario culturale primaverile della città.»

Si ringraziano

Il Comune di Salerno

La Curia dell’Arcidiocesi di Salerno‑Campagna‑Acerno

Ecstra Aps

FedApi – Federazione Artigiani e Piccoli Imprenditori

Nims Spa – Gruppo Lavazza
Orari

Venerdì 27 marzo: 17,30 – 20, 30 – Sabato 28 marzo: 17,30– 20,30

Acquisto biglietti d’ingresso: https://www.postoriservato.it/elenco-date.html?idEvent=4481

Accreditamento per la Stampa

Le testate e i membri della stampa che desiderano accreditarsi per l’evento “Pasqua D’Artista” possono farne richiesta inviando un’e-mail a:

ass.erreerre@gmail.com338 565 5306 / 338 188 7787

carmen-63@live.it  3396963558

Torino e il Salone del Vino, tre giorni intensi tra degustazioni tematiche e produttori “eroici”

Dal 28 febbraio al 2 marzo, il capoluogo piemontese si è infatti trasformato nel centro gravitazionale dell’enologia regionale e non solo, con oltre 500 cantine e un programma che quest’anno è sembrato voler rifuggire i tecnicismi sterili per abbracciare un racconto più umano e viscerale. Il Salone del Vino di Torino 2026, giunto alla sua quarta edizione, ha chiuso i battenti confermando una metamorfosi profonda: da evento locale a “cantina aperta” di respiro internazionale.

Se il Piemonte è storicamente terra di blasoni e dinastie, l’edizione 2026 ha messo sotto i riflettori un fenomeno laterale ma potente: le cantine di First Generation. Sono giovani realtà, spesso nate da chi non ha ereditato vigne secolari, ma ha scelto di “tornare” alla terra con una consapevolezza nuova.

Produttori che stanno riscrivendo le regole del gioco, puntando su vitigni meno celebrati e su una sostenibilità non solo da bollino in etichetta, ma pratica agricola di resistenza. Il tema portante, “Degustare è scoprire”, invita proprio a questo: abbandonare le mappe predefinite del gusto per lasciarsi sorprendere da un Erbaluce o da un Pelaverga capace di reggere il confronto con i giganti.

L’attenzione di questo Salone verso l’estero è palpabile. Con il sostegno di Unioncamere Piemonte, il Salone ha attratto delegazioni di buyer da mercati chiave come Svezia, Danimarca e Regno Unito. Mentre il comparto vitivinicolo piemontese si prepara a gestire i nuovi fondi OCM (quasi 19 milioni di euro previsti per il 2026), eventi come questo diventano cruciali per posizionare il brand territoriale oltre le Alpi.

Il Salone di Torino punta sicuramente a una dimensione  intima e riflessiva, dove il pubblico può dialogare direttamente con il produttore, senza i filtri di un marketing troppo aggressivo. L’appuntamento per il prossimo anno, con molte nuove storie e realtà da raccontare.

Ecco alcune realtà scoperte durante questa edizione:

Associazione produttori del Vino Biologico: accoglie allo stand i winelovers con lo slogan “Crediamo In Bio”. Si è costituita ad Asti, patria di grandi vini e di un territorio che ha visto la nascita nel 1992 del primo vino bio certificato in Italia. L’associazione riunisce piccoli vignaioli del Piemonte che coltivano i loro vigneti in modo etico e sostenibile e partecipa a eventi, degustazioni e incontri per promuovere una scelta produttiva molto interessante e attuale.

Sorì Eroici: è un progetto che ha l’obbiettivo di valorizzare e tutelare le vigne storiche e più difficili da coltivare del territorio del Moscato e nei comuni Astigiani. A questo marchio sono legate le vigne con la migliore esposizione e una pendenza pari o superiore al 40% e che siano in possesso di una certificazione ambientale ( bio, biodinamica e altri protocolli di sostenibilità certificati). Tojo Winery, Poderi Roccanera e Luca Luigi Tosa le aziende presenti con i loro vini eroici al Salone.

Dimenticando per un attimo i grandi nomi, il Salone 2026 ha celebrato il ritorno di varietà che hanno rischiato l’estinzione e che oggi rappresentano la nuova frontiera dell’identità territoriale:

  • Baratuciat: Il protagonista assoluto tra i bianchi “di confine”. Originario della Bassa Val di Susa, è un vitigno dalla spiccata acidità e note agrumate che l’Associazione Baratuciat e Vitigni Minori sta promuovendo con forza. È la risposta piemontese alla ricerca di freschezza in tempi di cambiamento climatico.
  • Slarina: Quasi scomparsa a favore di varietà più produttive, viene oggi riscoperta nel Monferrato per la sua capacità di regalare vini rossi speziati, eleganti e dal grado alcolico contenuto.
  • Gambadipernice: Un nome che è già un programma. Questo vitigno di Calosso (Asti) produce rossi dai riflessi violacei e note di pepe verde, perfetti per chi cerca un sorso “gastronomico” e fuori dagli schemi.

Durante l’evento si sono succedute numerose Masterclass, molto apprezzate dai winelovers presenti, che hanno messo ‘accento su territori vini e progetti degni di nota.

Una edizione che ha riscontrato un enorme successo di pubblico, per la ricchezza di appuntamenti, per la varietà delle cantine presenti e per la qualità dei vini in degustazione. Il Salone di Torino punta sicuramente a una dimensione  intima e riflessiva, dove il pubblico può dialogare direttamente con il produttore, senza i filtri di un marketing troppo aggressivo. L’appuntamento per il prossimo anno, con molte nuove storie e realtà da raccontare.

Salvatore Catapano conquista la giuria del contest Mille&UnBabà con il suo “Partenope in fiore”

Ma a sorprendere gran parte della stampa di settore presente all’Hotel Vesuvio di Napoli, per la consueta gara tra pasticceri promossa da Mulino Caputo, è stato il giovane “figlio d’arte” Angelo Guarino de La Corte degli Dei di Agerola.

La giuria, composta da nomi di primo piano come: Salvatore CapparelliSal De RisoGennaro EspositoSabatino Sirica e Antimo Caputo, CEO del Mulino Caputo, ha sottolineato l’elevato livello qualitativo delle proposte, in un’edizione che si è distinta per la ricerca di forme e abbinamenti originali ma, soprattutto, per l’utilizzo di ingredienti di assoluta qualità.

Salvatore Catapano, pastry chef del Giardini Poseidon Terme di Ischia, l’ha spuntata vincendo grazie al rispetto per la tradizione e all’omaggio alla semplicità. Un dolce che reinterpreta il grande classico napoletano, con un profilo agrumato, Partenope in fiore: impasto diretto agli agrumi, farcito con una crema alla ricotta di bufala, arricchito di una composta di arance ischitane e finito con un bocciolo realizzato con salsa agli agrumi gelificata.

A soli 32 anni, Catapano vanta esperienze di grande prestigio, maturate in Italia e all’estero: da Pascal Lac a Nizza, al Belgio, con Darcis Jean-Philippe, fino alla celebre Pasticceria Veneto di Iginio Massari.

Angelo Guarino, già attenzionato nelle cronache recenti di 20Italie con l’Intervista ad Angelo Guarino, pastry chef de La Corte degli Dei di Palazzo Acampora ad Agerola ha invece stupito per originalità e inventiva con il dolce Sua Maestà il Babà: un impasto alla cannella dalla forma di mela, con un cuore realizzato con crema di mela e mela annurca a cubetti.

Accanto al vincitore, che si è aggiudicato una fornitura di 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un premio di 1000 euro, tutti i concorrenti hanno tenuto alta l’asticella della competizione, con proposte innovative, caratterizzate da ricerca creativa.

Una competizione che ha celebrato non solo la tradizione partenopea, ma anche la sua continua evoluzione, tra tecnica, creatività e identità territoriale.

Morellino del Cuore III edizione – quando il Sangiovese mostra la sua anima maremmana

Milano celebra il carattere schietto della Maremma: il 4 marzo, negli eleganti spazi del ristorante Savini Tartufi, il Morellino di Scansano DOCG è stato protagonista dell’ultima giornata della terza edizione di Morellino del cuore. Un’iniziativanata dalla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano DOCG e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli.

Il progetto punta a valorizzare una delle denominazioni più identitarie della Toscana attraverso una selezione annuale di etichette individuate da esperti del settore (quest’anno è toccato ai giornalisti) e a raccontare un territorio che non smette di sorprendere.

Il 29 maggio 2025, nella sede del Consorzio a Scansano, una giuria formata da sei firme autorevoli del vino ha degustato alla cieca 62 campioni provenienti da 30 aziende associate, scegliendo i 10 Morellino del Cuore 2025 suddivisi in quattro categorie: Annata, Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore), Riserva e Vecchia Annata, quest’ultima introdotta quest’anno per dare spazio alle sorprendenti capacità evolutive del Morellino nel tempo.

La giuria era composta da:

Elena Erlicher (Civiltà del Bere)

Carlo Macchi (Winesurf)

Luciano Pignataro (lucianopignataro.it)

Alessandra Piubello (Decanter e altre testate)

Leonardo Romanelli (Il Gusto – La Repubblica, Identità Golose)

Maurizio Valeriani (Vinodabere)

Di seguito le parole del Presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai.

“Siamo estremamente soddisfatti di come si è svolta questa terza edizione di Morellino del Cuore. L’attenta selezione dei membri della giuria ha garantito un livello di competenza e professionalità ineccepibile, e i vini selezionati riflettono al meglio l’autenticità e le peculiarità del Morellino di Scansano. Siamo felici di constatare una continua adesione da parte delle aziende, segno di un interesse sempre crescente e di un impegno costante nel valorizzare il nostro territorio. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Roberta Perna e Antonio Stelli, ideatori e anima di Morellino del Cuore, per il loro impegno nel dare vita a questa manifestazione che continua a crescere anno dopo anno, e alla giuria per il prezioso lavoro svolto.”

È il momento di scoprire cosa ci raccontano davvero questo vini, iniziamo con tre vini della Categoria Annata che rappresenta lo stile più fresco e immediato della denominazione, caratterizzato da giovinezza, agilità e prontezza di beva.

Cantina Vignaioli di Scansano Roggiano Bio 2023 90% Sangiovese, 10% Ciliegiolo. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è armonioso con note di frutta e richiami floreali e speziati. In bocca conquista per la sua morbidezza e freschezza.

Tenuta Agostinetto La Madonnina 2023 85% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon. Affina in cemento per proseguire in barrique di rovere. Un rosso rubino brillante. Al naso emergono profumi di frutti rossi maturi accompagnati da una speziatura lieve. Al palato risulta morbido, avvolgente e con una buona persistenza.

Poggio Argentiera Bellamarsilia 2023 100% Sangiovese. Affinato solo in acciaio, si distingue per equilibrio e freschezza. La sua limpida espressione fruttata nasce dal terroir vicino alla costa tirrenica, dove i vigneti beneficiano della brezza marina che rinfresca e modella il profilo aromatico.

Passiamo alla categoria Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore)

Provveditore – Provveditore 2023 100% Sangiovese. Rosso rubino carico, olfatto ricco, confettura di ciliegie, fichi secchi e cacao. Al palato è pieno e armonioso, con richiami di pepe rosa, cacao, caffè tostato e cannella che ritornano in chiusura. Affinamento da 7 a 12 mesi in barriques ed almeno 6 mesi in bottiglia prima dell’emissione al commercio.

Le Rogaie – Forteto 2022 Sangiovese in purezza, selezionato da vigne vecchie. Rosso rubino con riflessi violacei, luninoso. Al naso profumi di macchia mediterranea e una decisa impronta salin, accenno di spezie, come chiodi di garofano e pepe nero.  Vinificato con fermentazione spontanea e affinato prevalentemente in cemento

Terenzi – Purosangue 2022 100% Sangiovese.Un rosso rubino profondo, impreziosito .da riflessi granati. Al naso offre un ventaglio aromatico ricco e avvolgente, dove emergono frutti rossi maturi e spezie. Al palato è strutturato ed equilibrato, con tannini morbidi e ben integrati. La freschezza si combina con una trama tannica fine ed elegante, rendendo l’insieme armonioso e persistente.

La degustazione prosegue con la Categoria Riserva

Belguardo – Bronzone 2021 100% Sangiovese. È una versione di Morellino di Scansano dal carattere pieno e importante, affinata per 14 mesi in barrique. Al naso sprigiona profumi intensi e raffinati di frutti rossi maturi e spezie dal tratto selvatico. In bocca si presenta ricco e consistente, sostenuto da una piacevole sapidità e da tannini morbidi e setosi che donano equilibrio e profondità al sorso

Bruni – Laire 2021 È un vino che unisce il carattere vibrante del Sangiovese alla profondità speziata del Syrah. Colore rosso porpora, al naso si apre con frutti rossi maturi, ciliegia, ribes, mora, seguiti dalle note speziate portate dal Syrah, che richiama pepe nero, viola e un tocco balsamico. Il sorso è equilibrato e dinamico: la freschezza tipica del Sangiovese dona slancio e bevibilità, mentre il Syrah aggiunge corpo, morbidezza e una bella trama tannica setosa.

Roccapesta – Roccapesta Riserva 2021 100% Sangiovese.Affina per 18 mesi in botti di legno. Espressione di spezie dolci e macchia mediterraneaAl naso offre sentori di rosa e viola, accompagnati da frutti rossi e da sfumature di spezie e macchia mediterranea. Il sorso è caldo e avvolgente, sostenuto da tannini morbidi e setosi, con un finale lungo e persistente.

Terminiamo con la Categoria Vecchia Annata

Fattoria di Magliano – Heba 2006 È una di quelle bottiglie capaci di sorprendere davvero, perché mostra quanto il Sangiovese maremmano sia capace di attraversare il tempo con grazia. Qui troviamo profondità, finezza, stratificazione: i profumi si fanno più complessi, la frutta si evolve in note più scure e mature, mentre emergono spezie delicate, richiami terrosi e sfumature balsamiche che raccontano la sua evoluzione. Il Morellino sa invecchiare, e quando lo fa, lo fa con personalità e sorprendente eleganza.

Dopo la degustazione, la giornata è continuata con un pranzo, preceduto da un interessante cocktail dal nome “Giostra Maremmana”, a base di Morellino di Scansano Mantellassi Mago di O3; Cordiale di Bitter e frutti rossi; Gazzosa Lurisia. Al tavolo sono state servite specialità a base di tartufo.

Un’esperienza immersiva: il Morellino, uno dei simboli della Maremma contemporanea. Un rosso che ha saputo rinnovarsi, mantenere riconoscibilità e conquistare una posizione precisa tra le denominazioni toscane più apprezzate.

Il suo nome, si dice, richiama i cavalli morelli, gli animali scuri e vigorosi che un tempo popolavano queste terre: stessi toni profondi, stessa energia indomita.

Prosit!