Il POMO Fest torna a Nocera Inferiore con 2 weekend di eventi dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre

Ospiti Errico Porzio, Gino Sorbillo, Peppe Di Napoli e tanti altri

Il POMO Fest torna a Nocera Inferiore. La seconda edizione del festival dedicato al pomodoro conferma ancora una volta la città di Nocera Inferiore come capitale italiana delle aziende conserviere. Dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre, nel cuore della città nocerina, prenderà vita un grande evento diffuso che celebra il pomodoro, simbolo identitario dell’Agro nocerino sarnese, e della Campania e in generale, e riconosciuto come risorsa economica di valore mondiale.

 “Sono lieto di accogliere anche quest’anno a Nocera Inferiore il Pomo Fest, un evento centrale per valorizzare l’intera filiera del pomodoro e il lavoro straordinario delle aziende conserviere dell’Agro Nocerino-Sarnese. Questa iniziativa rappresenta una vetrina fondamentale per rafforzare la nostra identità territoriale, generare indotto turistico e promuovere la Campania come destinazione enogastronomica d’eccellenza. Benvenuti a tutti coloro che condivideranno con noi questa grande festa della nostra terra.” ha dichiarato il sindaco di Nocera Inferiore, l’avvocato Paolo De Maio.

Il progetto “POMO FEST” è promosso e realizzato dall’Associazione Pomo Fest – ETS, che annovera tra i propri soci fondatori Roberto Ruggiero, Gino Citarella, Antonio Grimaldi, Antonio Giaccoli, presidente dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, Rosario Augusto e Roberto Jannelli dell’associazione Erre Erre Eventi.

“Essendo persone del territorio dell’Agro nocerino sarnese, siamo cresciuti praticamente circondati dal pomodoro e, girando tanto nel mondo, abbiamo visto e rivisto questo frutto in tutte le salse – ha affermato Roberto Ruggiero, presidente dell’Associazione Pomo Fest -– La scorsa edizione ha confermato la nostra intuizione, ovvero quella di Nocera Inferiore come capitale italiana delle aziende conserviere. Proprio per questo anche quest’anno abbiamo sentito il bisogno di organizzare questo eventoil Pomo Fest a Nocera Inferiore, luogo ideale dove poter valorizzare, sia a livello culinario che a livello culturale, questo splendido prodotto della nostra terra”.

Promosso dall’Associazione Pomo Fest con il sostegno del Comune di Nocera Inferiore con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Regione Campania e della Camera di Commercio di Salerno, il festival animerà per quattro giorni2 weekend consecutivi il centro della città nocerina con degustazioni, spettacoli, talk, masterclass e momenti culturali.

“Dopo i successi internazionali ottenuti dal Campionato Mondiale Pizza DOC e Pizza DOC Awards, e dai corsi tenuti in tutti il mondo con l’Accademia Nazionale Pizza DOC, il Pomo Fest è un ritorno a casa visto che tutto è partito proprio da Nocera – hanno affermato Vincenzo e Mena Giaccoli, le due anime dell’Accademia Nazionale Pizza DOC – Abbiamo voluto creare un evento che potesse valorizzare il territorio ed il suo prodotto tipico: il pomodoro. Speriamo di poter costruire un progetto che parte da Nocera Inferiore per arrivare nel resto d’Italia e del Mondo”.

Una seconda edizione particolare che sarà dedicata alla memoria del compianto Antonio Giaccoli, fondatore e presidente della Accademia Nazionale Pizza DOC scomparso prematuramente lo scorso mese di giugno. Originario di Nocera Superiore, Giaccoli con la sua Accademia era riuscito a creare un enorme progetto legato al Mondo Pizza, con sedi e corsi realizzati in tutto il mondo, e aveva deciso da subito di puntare sul progetto Pomo Fest per tornare a realizzare grandi eventi anche nella sua terra d’origine.

Proprio per questo sarà istituita una borsa di studio per giovani pizzaioli dedicata alla memoria di Antonio Giaccoli, il modo migliore per ricordare il Presidente dell’Accademia Nazionale Pizza DOC.

Non a caso, infatti, il progetto Pomo Fest vuole:

  • Valorizzare la filiera del pomodoro attraverso le aziende conserviere che da decenni rappresentano l’orgoglio dell’Agro Nocerino-Sarnese;
  • Offrire un’esperienza culturale e gastronomica che intrecci tradizione, innovazione, sostenibilità e inclusione sociale;
  • Consolidare l’identità territoriale, generare indotto turistico e promuovere la Campania come destinazione enogastronomica di eccellenza.

Ospiti d’eccezione saranno testimonial illustri del mondo della ristorazione campana e nazionale, come: il maestro pizzaiolo Gino Sorbillo, il maestro pizzaiolo Errico Porzio, il maestro pizzaiolo Fabio Di Giovanni della pizzeria Don Antonio 1970, il pasticciere napoletano Poppella, lo chef pescivendolo Peppe Di Napoli, i food influencer Peppe e Federica de Il mio viaggio a Napoli con le loro pizzerie, il food creator Ingordo della nocerina Bottega Paradiso, il maestro pizzaiolo Antonio Fiorillo di Lievita, la pizzeria I Borboni, le parigine di Cianò, le pizzerie nocerine Madison, Nasteat e Nuga, gli chef dell’hotel Due Torri di Maiori, gli chef del San Severino Park Hotel di Mercato San Severino e tanti altri ancora.

“Il nostro è progetto di valorizzazione di tutto il sistema conserviero ed in particolare del pomodoro, l’oro rosso dell’Agro nocerino sarnese – hanno precisato Rosario Augusto e Roberto Jannelli di Erre Erre Eventi – Quello che deve uscire fuori è il territorio della Valle del Sarno, le sue eccellenze ortofrutticole e quelle relative alle storiche aziende conserviere che trasformano i prodotti agricoli e mantengono in piedi l’economia della zona. Un progetto ambizioso che vuole raccontare questo pezzo di territorio campano che va dalla Valle Metelliana fino alle pendici del Vesuvio e farlo conoscere per tutta la sua bellezza”.

Cuore del Pomo Fest saranno le aziende conserviere, colonne portanti della filiera agroalimentare locale e non solo, come Solania, Ciao, De Clemente, Nobile, Petti, Rega, La Carmela, Sica, Fontanella, La Fiammante, Pomilia, La Rinascita. Un’adesione di straordinaria rilevanza che conferma la forza e l’unità del comparto conserviero campano, ambasciatore del pomodoro e del pomodoro San Marzano nel mondo. Il loro contributo testimonia la volontà condivisa di investire in un progetto di promozione territoriale che lega cibo, cultura e identità. Altri partner enogastronomici saranno: Martini; Birra Peroni – Nastro Azzurro; le farine di Molino Vigevano; i prodotti caseari di Podere dei Leoni; Pepsi; il Caffè Trucillo.

Partner della seconda edizione del POMO Fest saranno:i servizi di digital strategist di CIBOH; la comunicazione stampa e le pubbliche relazioni di BTL Prod; Grimaldi; NEXT; Sdm Service Di Senatore Domenico; Sky Edilagro srl; Aurora Cartoleria.

Partner Tecnici saranno gli abiti di lavoro di Divise & Divise, la legna professionale di Legna Caldo Pellett, i forni a legna di Reppuccia, il coordinamento e la comunicazione grafica di Dimensione Pubblicità, i servizi stampa di Testa Creativa.

Media partner ufficiale sarà Radio Base.

Il Pomo Fest prenderà vita nel cuore di Nocera Inferiore, ovvero piazza Diaz, piazza Amendola, via Matteotti e via Lanzara. Il percorso esperienziale prevede:

  • stand enogastronomici;
  • stand espositivi di aziende conserviere;
  • postazione con prodotti senza glutine e senza lattosio;
  • punti bar;
  • showcooking, masterclass e talk tematici.

Due weekend di eventi che colorerà di rosso tutta la città di Nocera Inferiore.

Tarquinia e le sue eccellenze a DiVino Etrusco

Tarquinia due giornate immersive e memorabili nel territorio con degustazioni,  incontri e visite in azienda in occasione di DiVino Etrusco.

Andato in scena da giovedì 20 a domenica 23 e da giovedì 27 a sabato 29 agosto 2026, giunto alla sua 20° edizione, viene organizzato dal Comune di Tarquinia, in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia e Carlo Zucchetti, “il giornalista enogastronomico con il cappello”. Presso gli stand nelle vie della cittadina etrusca vi erano in degustazione vini provenienti dalle 12 città etrusche facenti parte della Dodecapoli.  Inoltre,  food street con prodotti locali,  musica e attività culturali. 

In occasione della 20esima edizione ho partecipato ad un tour immersivo tra alcune realtà di questo straordinario territorio della Tuscia, trovando grande ospitalità e cordialità dai protagonisti del comprensorio. Una graziosa enclave posta vicino al mare con forte vocazione agricola e grande rilievo paesaggistico.  Tarquinia vanta un centro storico ben conservato con molti monumenti ed è una delle città più antiche d’Italia.  A poca distanza dal centro abitato, c’è Lido di Tarquinia, un litorale ben attrezzato con stabilimenti balneari e servizi sia ristorativi che ricettivi.


La prima visita si è svolta presso Agriturismo Casale Poggio Nebbia con la Cantina di proprietà PrimaLuce. Posta in zona collinare della Farnesiana a poca distanza dal mare, di proprietà della famiglia Cedrini. Vanta una superficie totale di 60 ettari, dove affondano le radici di varietà autoctone ed internazionali come vermentino, viognier,  cesanese, sangiovese e syrah coltivate a gestione biologica. Ecco i vini degustati e molto apprezzati presso l’Agriturismo Casale Poggio Nebbia: Gemma Lazio Igt Rosato 2025/ Brezza Lazio Igp Bianco 2024 / Brina Lazio Igp Viognier 2024 / Frie Lazio Igp 2024 /Gavre Lazio Igp 2024 / Calice Lazio Igp 2024 / Bruma Lazio Igp 2024.

Qui abbiamo degustato anche i vini dell’ Azienda Agricola Anna Elisei. L’azienda è nata nel 2006, situata in località Pantano di Sopra, L’azienda per anni si è occupata solo di prodotti cerealicoli e ortofrutticoli, recentemente ha messo a dimora le varietà, vermentino e viognier. L’azienda si estende in una superficie totale di 11 ettari. La prima etichetta risale al 2022. I vini degustati e anch’essi molto apprezzati sono: Terre Palus Lazio Igt Viognier 2024 e Terre Palus Lazio Igt Vermentino e Viognier 2024.

Dopo una breve pausa ripartiamo verso Tenuta Sant’Isidoro. La Tenuta nasce alla fine degli anni ’30 del secolo scorso lungo la costa della Maremma laziale, si estende per una superficie di circa 817 ettari. Da tre generazioni la famiglia Palombi gestisce l’azienda con abnegazione e con l’intento di coniugare tradizione e innovazione, sempre nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e delle peculiarità del territorio. Ecco i vini degustati accompagnati da delizie locali : Soraluisa Lazio Igp Bianco 2025 / Soremidio Lazio Igt Rosso 2023 / Soremidio Lazio Igt Rosso 2019 /Soremidio Lazio Igt Rosso 2016.


A seguire ci siamo spostati al Podere Giulio per una deliziosa cena a base dei loro prodotti e in abbinamento oltre ai loro vini, abbiamo degustato anche quelli dell’azienda Agricola Massimo Tosoni. Podere Giulio oltre al Ristorante dispone di Appartamenti nell’Agriturismo con piscina, oltre a produrre ortaggi e frutta, produce anche 5 etichette con uve provenienti esclusivamente dai loro vigneti: Mantine, Uccio, Spinicce, Grandine e Nannone. 
L’ Azienda Agricola Massimo Tosoni ha prodotto e venduto vino sfuso per due generazioni, oggi è produttrice anche di oltre 5000 bottiglie l’anno. Tre sono le etichette sia prodotte che degustate: Rosso  Pantano, Bianco Pantano e Vermentino  Pantano.

All’indomani la prima tappa è stata presso l’Azienda Agricola Giorgini Santa Maria, una realtà agricola a conduzione familiare situata nel cuore della splendida campagna di Tarquinia, nella località di Santa Maria. 

L’azienda è l’esito di una lunga tradizione che affonda le radici in una passione vera per la terra e i suoi frutti. Da anni, si dedicano con dedizione alla coltivazione e alla produzione di alimenti di alta qualità, offrendo ai propri clienti prodotti autentici. Ogni prodotto realizzato nasce dalla passione per l’agricoltura e dal rispetto per l’ambiente che li circonda, utilizzando metodi di coltivazione sostenibili e rispettosi della natura. Ecco i vini: Santa Maria Igp (Trebbiano e Malvasia) Santa Maria Igp (Vermentino) Santa Maria Igp 2023 (Syrah) Santa Maria  Nasso Igp ( Syrah) Ranchese Igp (Vermentino).

La seconda tappa è stata presso Vinaio 98.3 Dal 2023 La vigna si trova nel Vivaio 98.3 a ridosso del giardino dimostrativo dove il motto è biodiversità. Le viti affondano le radici vicino ad una vasta varietà di piante mediterranee che crescono e si riproducono anche spontaneamente in vicinanza al mare. In mezzo a questa grande biodiversità controllando meticolosamente la crescita delle viti ottengono un’uva sana, l’unico ingrediente dei vini del Vinaio 98.3. Ecco i vini: Cisto 2025 / Antillo 2025 / Donadeo 2024. 
Ed eccoci alla terza tappa presso Etruscaia. L’anno di fondazione risale al 2008. Le varietà coltivate sono malvasia,  viognier,  sangiovese,  montepulciano e syrah.  I vigneti posti a pochi passi dal mare occupano poco più di 5, 2 ettari. Dal 2018 lavorano secondo i dettami dell’agricoltura biologica. La cantina è ipogea e realizzata in tufo. Durante la degustazione dei vini abbiamo assaporato alcuni piatti ben realizzati. Ecco i vini: Sng 4 2023, Mlv 54 2022, Bibi 2025, Vio’ 2025, Momo’ 2025, Olghina 2025, Leandro 2024, Otto 2024.



Muscari Tomajoli, l’azienda nasce nel 2007 da un’idea di Sergio Muscari Tomajoli. Sui terreni di famiglia sono state piantate le varietà montepulciano, petit verdot e vermentino. Le vigne sono poste in zona collinare e condotte in biologico. Si occupa oggi dell’azienda il figlio Marco. Le rese per ettaro sono molto basse. Le bottiglie sono prodotte in quantità limitata ed interamente numerate. I disegni sulle etichette sono firmati dall’artista Guido Sileoni. Ecco i vini:
Pantaleone 2025, Pantaleone 2021, Velca 2025, Velca 2024, Nethun 2025, Nethun 2023, Aita 2023.

Una delle ultime tappe é stata alla pluripremiata e rinomata Distilleria Numa all’interno della,l’ azienda agricola Valle del Marta. Da oltre un secolo vengono prodotti distillati come brandy, grappe, gin e liquori di elevata qualità. Il brandy viene invecchiato per un periodo di 25 anni, le cui uve di proprietà quali, sangiovese,  ciliegiolo, cesanese, montepulciano, cabernet e merlot vengono coltivate accanto alla distilleria.  Di proprietà della famiglia Pusceddu. Abbiamo molto apprezzato il Gin tonic, il Vermouth e il rinomato Brandy accompagnati da prodotti locali. 

Prima di fare un tour tra le vie della cittadina etrusca, ci siamo recati al Museo Nazionale Etrusco per assistere a Bere insieme, l’uso etrusco Lectio Magistralis di Vincenzo Bellelli, Direttore del Parco Archeologico Cerveteri e Tarquinia.

Sangiovese Purosangue a Roma: il volto autentico della Toscana

Nella cornice senza tempo del ristorante Armando al Pantheon, tempio della cucina romana e luogo di incontro privilegiato per appassionati e professionisti, è andata in scena una celebrazione intensa e sincera del vitigno simbolo della Toscana: il Sangiovese.

A ideare e condurre l’evento è stato Davide Bonucci, anima di Enoclub Siena, profondo conoscitore e instancabile ambasciatore del Sangiovese in tutte le sue declinazioni territoriali. Sangiovese Purosangue è il format itinerante che porta in giro per l’Italia alcune tra le più significative interpretazioni di questo vitigno, raccontate direttamente dai produttori attraverso la formula dei banchi d’assaggio.

Otto cantine, otto storie diverse, un unico filo conduttore: la capacità del Sangiovese di essere specchio fedele dei luoghi, delle mani e delle visioni che lo generano. Tra i numerosi presenti, operatori del settore e giornalisti hanno potuto confrontarsi con vini di grande personalità, in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità.

Castello di Monsanto

Storica realtà di San Donato in Poggio, Castello di Monsanto è da decenni un riferimento assoluto per l’eleganza e la longevità del Chianti Classico. Qui il Sangiovese viene interpretato con rigore, profondità e una straordinaria capacità di evoluzione nel tempo.

  • Rosso IGT 2021

Frutto nitido e fragrante, con note di ciliegia croccante e leggere spezie. Al palato è scorrevole, dinamico, di grande bevibilità.

  • Chianti Classico Annata 2023

Giovane e vibrante, esprime profumi floreali e fruttati, con una bocca tesa e sapida che invita al sorso.

  • Chianti Classico Riserva 2021

Più profondo e complesso, con sentori di frutta matura, erbe aromatiche e una trama tannica fine e ben integrata.

  • Sangiovese Grosso 2018

Vino di grande carattere, austero e profondo, con note di sottobosco, tabacco e una lunga persistenza.

  • Chianti Classico Gran Selezione San Donato in Poggio 2020

Elegante e stratificato, unisce precisione aromatica e struttura, con un finale lungo e armonico.

Conti Capponi

Una delle famiglie storiche del Chianti Classico, Conti Capponi rappresenta un legame profondo tra storia, territorio e viticoltura consapevole.

  • Chianti Classico 2023

Fresco e diretto, con profumi di viola e frutti rossi. Al palato è equilibrato e di piacevole immediatezza.

  • Chianti Classico 2020

Più maturo e complesso, offre note di ciliegia sotto spirito e spezie dolci, con una struttura solida ma elegante.

Isole e Olena

Assente il produttore ma presente lo spirito della cantina, raccontato con competenza da un sommelier FIS. Isole e Olena è sinonimo di finezza e visione moderna del Sangiovese.

  • Chianti Classico 2023

Preciso e luminoso, con profumi di frutti rossi e accenni floreali. La bocca è fresca, armonica e ben bilanciata.

  • Cepparello Toscana IGT 2022

Iconico e profondo, sprigiona note di frutta scura, spezie e grafite. Il sorso è intenso, lungo e raffinato.

Istine

Cantina giovane ma già riconosciuta per la sua lettura autentica e territoriale del Chianti Classico, Istine lavora con grande attenzione alla vigna e alla precisione espressiva.

  • Rosato Toscano IGT 2024

Delicato e fragrante, con note di fragolina e agrumi. Fresco e sapido, di grande equilibrio.

  • Chianti Classico 2023

Schietto e territoriale, con profumi di ciliegia e viola. Bocca agile, tannini ben cesellati.

  • Chianti Classico Gran Selezione Vigna Casanova dell’Aia 2021

Elegante e profondo, con note di frutta rossa matura, spezie e una trama tannica setosa.

  • Chianti Classico Gran Selezione Vigna Cavarchione 2021

Più potente e strutturato, ma sempre misurato, con grande persistenza e finezza.

Podere Villanova

Piccola realtà che interpreta il Sangiovese in chiave essenziale e sincera, puntando sulla bevibilità e sull’espressione diretta del frutto.

  • Toscana Rosso IGT 2022

Fresco e immediato, con profumi di frutti rossi e una bocca agile e succosa.

  • Toscana Rosso IGT 2021

Più profondo e complesso, con note di spezie leggere e una struttura più avvolgente.

Riecine

Cantina simbolo di una viticoltura artigianale e rispettosa, Riecine propone vini di grande purezza espressiva.

  • Chianti Classico 2024

Giovane e scattante, con profumi floreali e fruttati. Sorso fresco e dinamico.

  • Chianti Classico Riserva 2022

Più articolato, con note di frutta matura e spezie, sostenuto da una bella tensione.

  • Chianti Classico Gran Selezione Vigna Gittori 2020

Profondo e complesso, con sentori di sottobosco, erbe aromatiche e un finale lungo e minerale.

Fattoria Selvapiana

Riferimento assoluto del Chianti Rufina, Selvapiana racconta un territorio spesso meno celebrato ma capace di grande eleganza e longevità.

  • Chianti Rufina 2024

Fresco e fragrante, con note di ciliegia e viola. Bocca snella e sapida.

  • Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale 2022

Classico e profondo, con tannini raffinati e una lunga persistenza.

  • Vigneto ERCHI Terraelectae 2020

Intenso e strutturato, con note di frutta scura, spezie e una grande capacità evolutiva.

  • Chianti Rufina Riserva 1993

Emozionante testimonianza di longevità, con profumi terziari complessi e una sorprendente vitalità al sorso.

Tenuta di Carleone

Visione contemporanea e approccio artigianale per una delle realtà più dinamiche del Chianti Classico.

  • Chianti Classico 2025

Giovane, fresco e vibrante, con profumi di frutti rossi e una bocca tesa e scorrevole.

  • UNO Toscana Rosso IGT 2021

Profondo e complesso, con note di frutta scura, spezie e una struttura importante ma elegante.

  • Il Guercio Toscana Rosso IGT 2023

Energico e immediato, con grande bevibilità e una bella espressione del frutto. Sangiovese Purosangue si conferma così non solo una degustazione, ma un racconto corale fatto di territori, persone e vini capaci di emozionare, restituendo al Sangiovese la sua voce più autentica e multiforme.

Vini d’Abbazia 2026: a Fossanova il vino incontra enoturismo, cultura e arte

Ogni anno Vini d’Abbazia ideato dall’amore per l’enogastronomia del giornalista Rocco Tolfa è divenuto un evento del gusto del cibo e vino sempre più atteso. Questo articolo è stato scritto idealmente a quattro mani grazie al prezioso contributo della amica sommelier Simona Marricco, che da esperta degustatrice ha provato e selezionato alcuni vini.

Oltre duemila calici degustati nella sola giornata inaugurale e un programma che intreccia vino, territorio, spiritualità e ricerca culturale. Ha preso il via nell’antica Abbazia di Fossanova la quinta edizione di Vini d’Abbazia, manifestazione promossa da Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina e Azienda Speciale Informare.

L’evento, ormai punto di riferimento nel panorama enoturistico nazionale, ha confermato fin dal primo giorno la propria vocazione: valorizzare il patrimonio vitivinicolo attraverso un dialogo continuo tra storia, cultura e innovazione, in uno dei luoghi simbolo del monachesimo italiano.

Il valore dell’autoctono e il futuro dell’enoturismo

Ad aprire il programma è stato il seminario “Il valore dell’autoctono: tra qualità e territorio”, organizzato da Arsial e dedicato ai produttori laziali. Al centro del confronto il ruolo strategico dei vitigni autoctoni come elemento distintivo dell’identità regionale e leva di sviluppo per l’enoturismo.

Tra gli interventi più attesi quello di Enrico Chiavacci, responsabile marketing di Marchesi Antinori, che ha illustrato le strategie di comunicazione che hanno contribuito a rendere il marchio uno dei principali ambasciatori del vino italiano nel mondo.

Particolarmente significativa anche la riflessione di Violante Cinelli Colombini, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, che ha evidenziato come il successo delle destinazioni enologiche passi sempre più dalla capacità di costruire esperienze autentiche e coinvolgenti per visitatori e appassionati.

A completare il quadro è stato l’intervento di Roberto Cipresso che ha sintetizzato il futuro della comunicazione del vino attraverso quattro concetti chiave: scientificità, storicità, sostenibilità e sistema. Una visione che unisce memoria e innovazione, elementi sempre più centrali nella narrazione contemporanea del settore.

Il taglio del nastro e il ruolo delle istituzioni

La cerimonia inaugurale delle 18 ha visto la partecipazione delle principali autorità regionali e locali. Dopo la benedizione di Padre Andrea David e la lettura del messaggio del vescovo Mariano Crociata, il borgo di Fossanova si è animato con l’esibizione degli Sbandieratori dei Rioni di Cori.

Nel suo messaggio, Monsignor Crociata ha ricordato come le abbazie abbiano rappresentato nei secoli non solo centri spirituali, ma anche luoghi di trasmissione del sapere agricolo, artigianale e culturale, nei quali il vino ha sempre svolto una funzione fondamentale sul piano alimentare, sociale e religioso.

Un concetto ripreso anche da Massimiliano Raffa, che ha sottolineato il valore della memoria come elemento indispensabile per costruire il futuro dell’agricoltura e della viticoltura regionale.

Il vino osservato attraverso il microscopio

Tra le novità più interessanti di questa edizione spicca la mostra “ViCro – Il vino al microscopio. Forme e colori del gusto”, ospitata nel Chiostro e nel Refettorio dell’abbazia.

Il progetto, ideato dall’artista multimediale Silvia Iorio e sviluppato con il coordinamento dell’architetto Maurizio Condoluci, propone una lettura inedita dell’universo del vino attraverso immagini microscopiche artisticamente rielaborate. Tannini, polifenoli, lieviti, zuccheri e sostanze aromatiche diventano paesaggi visivi capaci di trasformare la ricerca scientifica in esperienza estetica.

L’esposizione rappresenta uno degli esempi più riusciti di contaminazione tra arte contemporanea e cultura del vino, ampliando il racconto enologico oltre la degustazione e la tecnica.

La masterclass di Roberto Cipresso

La giornata si è conclusa con una delle iniziative più attese dal pubblico specializzato: la masterclass condotta da Roberto Cipresso dedicata ai grandi vini rossi italiani e internazionali.

Un percorso che ha attraversato territori iconici come il Brunello di Montalcino, le Langhe, l’Umbria, il Lazio e la Borgogna, offrendo una riflessione sul vino come espressione culturale del paesaggio e strumento di lettura delle identità territoriali. Nel frattempo, i banchi d’assaggio delle oltre trenta cantine provenienti da abbazie italiane e internazionali, affiancate da numerose aziende del territorio laziale, hanno animato il Chiostro fino a tarda sera, accompagnati dalle note dell’Officine Meridionali Orchestra diretta da Giuliano Gabriele

“La cucina napoletana” – Il libro di Luciano Pignataro presentato il 27 agosto alle Librerie Ubik di Vico Equense

Cultura ed enogastronomia a Vico Equense: Luciano Pignataro presenta “La cucina napoletana”, una ​serata tra letteratura culinaria e i sapori della tradizione enogastronomica locale.

Nell’ambito del ricco programma estivo di presentazioni della libreria Ubik di Vico Equense, Giovedì 27 agosto, alle ore 19:30, la suggestiva cornice del Giardino della SS. Trinità di Vico Equense ospiterà la presentazione del libro “La cucina napoletana”, firmato dal giornalista Luciano Pignataro.

La cucina napoletana è una rinnovata narrazione della tradizione culinaria partenopea

Storie e aneddoti, lingua e costumi, si alternano alle ricette più note e alle loro rivisitazioni più celebri: “Il cibo per i napoletani è talmente importante che non hanno un sostantivo per indicarlo: usano il verbo mangiare che diventa sostantivo, ‘o magnà, ossia il mangiare.”

Il testo, edito da Hoepli, si arricchisce in questa nuova edizione dei contributi fotografici di Ciro Pipoli, capaci di esaltare e amplificare il valore che ha il cibo nella cultura napoletana.

A dialogare con Luciano Pignataro, sarà la moderatrice ed esperta di enogastronomia Ombretta Ferretto

Al termine della presentazione sarà possibile assaggiare alcune proposte della tradizione grazie al contributo di storiche realtà del territorio vicano, partner dell’evento: ristorante Cerasè, pizzeria da Cardone,  Cremeria Gabriele, La Tradizione.

La Cantina De Angelis 1930 di Sorrento proporrà una degustazione dei propri vini Penisola Sorrentina DOP. L’evento, organizzato con il patrocinio morale del Comune di Vico Equense, è aperto al pubblico senza bisogno di prenotazione.

Dettagli dell’Evento

* Presentazione de La Cucina italiana di Luciano Pignataro

• ​Data: Giovedì 27 agosto 2026

• ​Ora: 19:30 • ​Luogo: Giardino SS. Trinità (Ingresso da Via San Ciro)

Il Maestro Ciro Poppella a Colazioni d’Autore il “dolce format” de Le Axidie di Vico Equense

Metti una domenica mattina d’estate, un pastry chef e una colazione lenta vista mare. Colazioni d’Autore è il format che ormai da sei anni anima il resort Le Axidie di Vico Equense (NA) ospitando alcuni tra i più rinomati maestri di pasticceria, che allestiscono un tavolo colazioni decisamente fuori dal comune. “Colazioni d’Autore coglie la necessità sempre più diffusa di un momento di convivialità subito dopo il risveglio del mattino”, racconta Serena Maggiulli, art director e founder dell’evento.

Serena Maggiulli e Ciro Poppella

Non più solo happy hour o cene, ma un vero e proprio momento di socialità mattutina, nato in prima battuta come proposta per gli ospiti della struttura ricettiva, ma ormai da tempo aperto anche al pubblico esterno, sempre più numeroso. La grande terrazza in pineta del resort si trasforma per una mattina in una sala colazioni dove protagonisti diventano i maestri pasticceri e la cultura dell’arte bianca.

Una tendenza intercettata in tempi non sospetti, che ci riporta a un precedente letterario, le Colazioni d’autore di Petunia Ollister uscito per l’editore Slow Food: una raccolta di scatti di prime colazioni tratte da romanzi celebri, “per iniziare bene la giornata e affrontarla con pacatezza, nutrendo mente e corpo.”(P. Ollister)

Ma se le colazioni d’autore della Ollister nascono dalla penna di scrittori celebri e rimangono sulla carta come scatti fotografici, le Colazioni d’autore delle Axidie sono veri e propri banchetti dove gli autori mettono la propria arte al servizio di chi sceglie un risveglio lento.

Il buffet delle torte

La formula è molto semplice: un menù dedicato a tutte le specialità del pastry chef ospite da cui ciò che viene scelto è servito in un’unica soluzione direttamente a tavola, mentre a buffet gli ospiti hanno a disposizione la ricca proposta salata del resident chef. A richiesta, inoltre, l’ampio ventaglio della caffetteria mattutina. Ci siamo concessi il nostro slow breakfast nella domenica dedicata a Ciro Poppella, il vulcanico pasticcere che dal quartiere Sanità ha conquistato Napoli e non solo col suo “Fiocco di Neve”.

“Sono nipote di un panettiere e figlio di un tarallaro,” si presenta Ciro, “ho cominciato a lavorare con papà a tredici anni e mi piaceva fare sempre una cosa diversa da lui, finché ho imparato a fare il pasticcere.” Una curiosità: Ciro Poppella al secolo è Ciro Scognamillo; Poppella invece è la crasi dei nomi Giuseppina e Raffaele, i nonni dello chef.

Le Colazioni d’Autore

Nel 2003 Ciro apre il suo primo locale: “A quei tempi la Sanità era un quartiere difficile,” ci racconta,“adesso invece tutti vogliono venire a investire in questo quartiere.” Oggi la pasticceria Poppella, oltre allo storico locale nella Sanità, conta altri due punti vendita a Napoli.

Il menù della Colazione d’autore include tutte le specialità di Poppella, oltre ai grandi classici della pasticceria napoletana e campana e alla viennoiserie.

Nella nostra scelta non possono mancare il Fiocco di Neve e le ultime due creazioni di Ciro: Annarella e L’impiccato. Il Fiocco di neve è una piccola brioche spolverata di zucchero a velo e ripiena di crema a base di latte, panna e ricotta di pecora. “Il Fiocco nasce dalla disperazione: non c’era molto lavoro e allora mi mettevo in laboratorio a nciuciare, diciamo a Napoli, a inventare un nuovo dolce. E’ nato cinque anni prima del suo boom.” Un boom legato sicuramente a un momento propizio, o “forse,” ama pensare Ciro, “perché ho donato quando non potevo…” Quale che sia la combinazione di fattori che hanno reso celebre il Fiocco di neve (il quarto dolce della tradizione napoletana, suggerisce Ciro), oggi per assaggiarlo nelle pasticcerie Poppella a Napoli si fa la fila.

La nostra scelta

Annarella è invece un cestino di pasta croissant, ripieno di crema pasticcera napoletana e guarnito da una rosa di lamponi: la nota acidula del frutto, equilibra la grassezza dell’involucro e la dolcezza della crema.  “E’ un dolce dedicato a mia moglie che mi ha sempre supportato nei momenti più difficili.”

L’ultima creazione di casa Poppella è invece L’impiccato, che Ciro dedica scherzosamente a sé stesso.  A forma di piccolo caciocavallo (l’impiccato, appunto, per via della strozzatura in cui viene tradizionalmente legato il formaggio), è una pasta choux che nasce salata con salsiccia, broccoli e salame ma che viene proposta in versione dolce per la Colazione d’autore con ripieno crema e amarena, una variazione del pasticciotto napoletano.

“Mi sento un napoletano che vuole creare qualcosa di diverso per Napoli”, conclude Ciro, “per continuare la grande pasticceria napoletana, senza però mai allontanarsi dai prodotti storici, che vengono sfornati quotidianamente nei nostri laboratori.”

LE AXIDIE

Via Marina d’Equa

80069 Vico Equense (NA)

PASTICCERIA POPPELLA

Via Arena alla Sanità 28/29

Napoli

A Salerno l’evento Cibo & Dintorni, il palcoscenico ideale per le eccellenze enogastronomiche della Campania

Dall’11 al 13 settembre Piazza della Libertà ospita la quindicesima edizione della manifestazione. Oltre 100 aziende, chef, show cooking, masterclass, talk, laboratori e un ricco programma di appuntamenti aperti al pubblico.

Tre giorni per incontrare il mondo dell’agroalimentare, conoscere produttori, scoprire eccellenze, assistere agli show cooking di chef e protagonisti della gastronomia, partecipare a masterclass, laboratori, talk e momenti di approfondimento. Tutto questo nella cornice straordinaria di Piazza della Libertà, la grande piazza sul mare di Salerno.

Dall’11 al 13 settembre torna a Salerno la quindicesima edizione di Cibo & Dintorni, la manifestazione dedicata all’agroalimentare che quest’anno sceglie uno dei luoghi simbolo della città per proporre un appuntamento capace di rivolgersi non soltanto agli operatori professionali, ma anche al pubblico e agli appassionati di enogastronomia.

Piazza della Libertà, progettata dall’archistar catalana Ricardo Bofill, con i suoi circa 28mila metri quadrati nell’area dell’ex Santa Teresa e il complesso del Crescent a fare da sfondo, diventerà per tre giorni un grande spazio dedicato alle eccellenze, alla cultura del cibo e all’incontro tra territori e persone.

Due padiglioni fieristici accoglieranno oltre 100 aziende provenienti dalla Campania e da diverse regioni italiane. Accanto alla dimensione espositiva, il pubblico potrà vivere direttamente la manifestazione attraverso esperienze, incontri e attività.

Sul palco si alterneranno chef e protagonisti di rilievo del mondo della gastronomia, con show cooking e degustazioni, mentre masterclass e laboratori permetteranno di entrare ancora più da vicino nel mondo delle produzioni, delle tecniche e della cultura del cibo.

Un calendario ricco accompagnerà i visitatori per tutti e tre i giorni e sarà presentato nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali di Cibo & Dintorni.

Le attività saranno disponibili per la prenotazione online, così da consentire di scegliere in anticipo gli appuntamenti ai quali partecipare su PostoRiservato.it.

Un evento per tutti i gusti

Cibo & Dintorni punta a rendere la manifestazione accessibile e coinvolgente per un pubblico ampio: dagli appassionati agli operatori del settore, fino alle famiglie.

È previsto infatti l’ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni compiuti, accompagnati dai genitori, mentre è previsto l’ingresso omaggio per gli operatori Horeca e del settore alimentare.

L’obiettivo è costruire un evento aperto, inclusivo e capace di coinvolgere la città, trasformando il visitatore da semplice spettatore a parte integrante dell’esperienza.

Nasce così “Scatta, Tagga e Vinci l’ingresso”, il contest che porta Cibo & Dintorni fuori dai padiglioni e direttamente tra le persone. I cartelloni della manifestazione, disseminati sul territorio, diventano il punto di partenza di un gioco che invita a fotografare, condividere e coinvolgere la propria community.

Un’iniziativa pensata per creare socialità, partecipazione e condivisione, perché Cibo & Dintorni non vuole soltanto essere una fiera da visitare, ma un appuntamento da vivere insieme, nel quale sentirsi parte della manifestazione.

Perché un evento dedicato al cibo è anche un evento dedicato alle persone: al piacere di stare insieme, incontrarsi, condividere esperienze e vivere la propria città.

Accanto al programma aperto al pubblico, Cibo & Dintorni manterrà la propria importante vocazione professionale.

La manifestazione riunirà oltre 100 aziende e ospiterà incontri B2B tra espositori e buyer italiani e internazionali provenienti da numerosi mercati esteri. Le delegazioni sono state selezionate e profilate in funzione delle aziende presenti, con l’obiettivo di favorire incontri mirati e concrete opportunità commerciali.

«Cibo & Dintorni torna dove tutto è nato, a Salerno – sottolinea Antonio Lezzi, organizzatore della manifestazione –. Si è sempre svolta a Salerno e abbiamo testardamente voluto mantenere questa location, anche grazie al coinvolgimento del Comune di Salerno che ci ospita. Siamo molto legati alla città e al territorio».

La dimensione professionale e quella destinata al pubblico convivono così all’interno di un unico progetto: da una parte le imprese, i buyer e gli incontri commerciali; dall’altra un evento aperto alla città, dove il visitatore può conoscere, degustare, imparare e incontrare direttamente i protagonisti del settore.

Piazza delle Libertà a Salerno

La scelta di Piazza della Libertà non è soltanto logistica, ma rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di questa quindicesima edizione.

Una location prestigiosa, affacciata sul mare e nel cuore della città, che permetterà a Cibo & Dintorni di diventare per tre giorni parte integrante della vita di Salerno.

«Il nostro obiettivo – afferma Lezzi – è continuare a lavorare affinché Salerno possa essere il punto di riferimento dell’agroalimentare non soltanto campano, ma di tutto il Centro-Sud. Un Sud che non vuole soltanto portare fuori le proprie eccellenze, conosciute in tutto il mondo e legate alla tradizione e alla Dieta Mediterranea, ma che vuole anche essere capace di accogliere, mettere in rete e creare occasioni di incontro».

Cibo & Dintorni diventa così un appuntamento da vivere in famiglia, con gli amici, da appassionati o da professionisti, passeggiando tra gli stand, incontrando i produttori, scoprendo nuove realtà, partecipando alle attività e assistendo agli appuntamenti con i protagonisti della gastronomia.

Cibo & Dintorni 2026 vi aspetta a Piazza della Libertà, Salerno, dall’11 al 13 settembre, dalle 9.30 alle 19.00.

Ingressi e prenotazioni

Ingresso omaggio per gli operatori Horeca e del settore alimentare.

Ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni compiuti, esclusivamente se accompagnati dai genitori.

Per conoscere il programma e prenotare masterclass, show cooking e altre attività, è possibile consultare PostoRiservato.it.

Sito ufficiale Cibo & Dintorni: https://ciboedintorni.eu

Jumeirah Capri Palace celebra Ferragosto con “Una Notte a Capri”

Una celebrazione all’insegna dell’alta gastronomia, delle performance dal vivo e della musica, che il 15 agosto accoglierà gli ospiti dell’hotel e i visitatori dell’isola di Capri.

Questo Ferragosto, il Jumeirah Capri Palace celebrerà una delle serate più attese dell’estate italiana con “Una Notte a Capri”, una serata di gastronomia, performance dal vivo e musica sotto il cielo di Capri.

L’evento si terrà il 15 agosto e sarà aperto sia agli ospiti dell’hotel che ai visitatori dell’isola e si concluderà a tarda notte da NOX CAPRI, il nuovo locale notturno dell’hotel.

La serata inizierà a bordo piscina con una cena speciale curata da L’Olivo, l’unico ristorante di Capri con due stelle Michelin, guidato dall’Executive Chef Salvatore Eleante e dall’Head Chef Vincenzo Tedeschi. Ispirato dalla cucina mediterranea, il menù unirà la freschezza del mare, gli ingredienti di stagione e l’approccio contemporaneo che contraddistingue L’Olivo.

La cena sarà accompagnata da uno spettacolo teatrale in quattro atti con la cantante Veronica Simioli e un ensemble di musicisti e ballerini. Creata appositamente per l’occasione, la performance si evolverà nel corso della serata, unendo musica, movimento e teatro sullo sfondo dell’architettura e dell’arte distintive dell’hotel.

Al termine della cena a bordo piscina, la serata proseguirà al NOX CAPRI, inaugurato lo scorso luglio e concepito attorno alla musica dal vivo, alla cultura caprese e a DJ set attentamente curati. NOX CAPRI ospiterà MOA e The Real Deal Band con Kayyca, che si esibiranno dal vivo fino all’una di notte, seguiti dal DJ Claudio De Tullio, che farà ballare gli ospiti fino alle prime ore del mattino.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, vi invitiamo a visitare: UNA NOTTE A CAPRI – RESERVATIONS

O a contattare il numero: +39 081 978 0560

Pazziella, a Luxury Collection Hotel, Capri “Una Notte Stellata a Ferragosto!” con lo chef stellato Rocco De Santis

Rocco De Santis al Campanella Restaurant, dj set e atmosfera coinvolgente per una serata tra tradizione culinaria e innovazione

Un’esperienza gastronomica tutta da vivere nel giardino di Pazziella, a Luxury Collection Hotel, Capri: il 15 agosto alle ore 20.30 Campanella Restaurant ospiterà lo chef stellato Rocco De Santis per una cena di Ferragosto tra musica e piatti raffinati, in un’atmosfera intima e al tempo stesso molto coinvolgente.

Un viaggio sensoriale, “Una Notte Stellata a Ferragosto”, dove la tradizione incontra l’innovazione culinaria con un menu esclusivo firmato interamente dallo chef del Rome Marriott Grand Hotel Flora, Rocco De Santis. Costo menu 160 euro bevande escluse. Info e prenotazioni: 081.8370044 – info@campanellacapri.it. 

Via Fuorlovado, 36 / Via Camerelle 49A, Capri. 

Il menù della serata: Seppia scottata e sedano in doppia consistenza, Compressione di polpo, pomodoro bruciato, scapece di zucchine e gel di teriyaki, Raviolo caprese con scarpariello, gamberi rossi, vongole e ricci di mare, Sandwich di triglia, melanzane all’isolana, gel di limone e ristretto all’acqua pazza, Ricotta e pera scomposta con gel di passion fruit.

Il Grechetto nell’evento che ne celebra il legame indissolubile con il centro Italia

Per tre giorni, dal 24 al 26 luglio, Civitella d’Agliano, nel cuore della Tuscia viterbese, si è trasformata nella capitale del Grechetto. La ventitreesima edizione di Nelle Terre del Grechetto, organizzata dal Comune di Civitella d’Agliano con la collaborazione della Pro Loco e di Carlo Zucchetti, l’Enogastronomo con il Cappello, ha celebrato uno dei vitigni bianchi più rappresentativi dell’Italia centrale attraverso degustazioni, incontri con i produttori e momenti di approfondimento dedicati alla sua storia e alla sua evoluzione.

Il suggestivo borgo medievale, terra di confine tra Lazio, Umbria e Toscana, ha offerto ancora una volta la cornice ideale per un viaggio tra vino, cultura e paesaggio. Le sue terrazze affacciate sulla Valle dei Calanchi e le antiche vie del centro storico hanno ospitato un itinerario enogastronomico con oltre cinquanta cantine, dove il pubblico ha potuto degustare le diverse interpretazioni del Grechetto grazie al servizio curato dalla FISAR.

Ci sono vitigni che conquistano al primo sorso e altri che chiedono tempo, attenzione e curiosità; il Grechetto appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Storicamente legato all’Umbria, dove trova la sua massima espressione, questo antico vitigno a bacca bianca si è ritagliato un ruolo di primo piano nel panorama enologico italiano grazie a una personalità ben definita, fatta di equilibrio, struttura e sorprendente capacità evolutiva. Dietro il suo nome, che richiama suggestioni elleniche, si cela una storia profondamente radicata nei territori dell’Italia centrale, tra colline, suoli ricchi di minerali e una tradizione vitivinicola secolare.

Dal comprensorio di Orvieto alle campagne di Todi, fino alla Tuscia laziale e ad alcune zone della Toscana, il Grechetto racconta un’identità autentica, capace di coniugare freschezza, sapidità e quella caratteristica nota finale di mandorla che lo rende immediatamente riconoscibile. Un vitigno che oggi, grazie al lavoro di tanti produttori, continua a dimostrare una straordinaria versatilità, confermandosi tra i grandi bianchi del Centro Italia.

Uno dei momenti più interessanti della manifestazione è stata la degustazione tecnica riservata a giornalisti e produttori, ospitata presso il Salone della Cultura di Civitella d’Agliano. In assaggio ben 65 vini provenienti da Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna, quest’ultima rappresentata dal Pignoletto, vitigno geneticamente imparentato con il Grechetto.

Il banco d’assaggio ha offerto una fotografia estremamente rappresentativa delle diverse espressioni territoriali del vitigno. Pur nelle inevitabili differenze dovute ai terroir e alle scelte produttive, è emerso un filo conduttore ben definito: vini caratterizzati da freschezza, struttura e una marcata identità territoriale. Al naso si sono alternati profumi di agrumi, pesca, mela e pera, accompagnati da fiori di campo, erbe aromatiche e interessanti sfumature minerali. Nei campioni più maturi sono affiorate eleganti note di idrocarburo, miele e frutta secca. Al palato il Grechetto ha confermato la sua cifra stilistica fatta di vivace sapidità, equilibrio e persistenza, con il tipico finale di mandorla che rappresenta una delle sue firme più riconoscibili.

Tra gli appuntamenti più significativi della manifestazione merita una menzione speciale la visita alla cantina Sergio Mottura, una delle aziende simbolo del Grechetto italiano e protagonista nella valorizzazione di questo vitigno. La visita ha permesso di conoscere più da vicino la filosofia produttiva della famiglia Mottura e di comprendere il lavoro svolto negli anni per esaltare le potenzialità di un’uva spesso sottovalutata.

Il momento più emozionante è stato senza dubbio la degustazione di alcune vecchie annate, una vera e propria dimostrazione del potenziale evolutivo del Grechetto. I vini hanno conservato una straordinaria freschezza e un’invidiabile integrità aromatica, sviluppando nel tempo complessi sentori di idrocarburo, miele, erbe officinali, pietra focaia e frutta secca, sostenuti da una trama sapida ancora viva e da una sorprendente eleganza. Un assaggio che ha confermato come il Grechetto, quando nasce da vigneti vocati e viene interpretato con sensibilità e rigore, possa affrontare il tempo con la stessa autorevolezza dei più grandi bianchi italiani. Nelle Terre del Grechetto si conferma così molto più di una semplice manifestazione dedicata al vino.

È un evento capace di raccontare un territorio attraverso il suo vitigno simbolo, mettendo in dialogo produttori, appassionati e professionisti del settore. Un’occasione preziosa per comprendere come il Grechetto stia vivendo una stagione di rinnovata consapevolezza, grazie a vini sempre più identitari e capaci di coniugare piacevolezza immediata, profondità e straordinarie prospettive di longevità.