La braceria Carbonè di Palma Campania propone il ragù anche d’estate

Pietro e Mario sono l’anima di Carbonè, meat house e braceria nel cuore di Palma Campania, dove i due fratelli Carbone declinano la carne a tutto tondo. Macellai da generazioni, in Carbonè hanno creato un locale che va oltre la solita idea di ristorante: una vera e propria bottega di formaggi, salumi, pasta e confetture, oltre alle pregiate carni di varie razze bovine. Tutti prodotti che fanno parte del menù, insieme a una carta vini di oltre quattrocento referenze.

E’ proprio con un’accurata selezione di formaggi e salumi che ci introducono ad una cena degustazione dal cuore alquanto atipico per una sera d’agosto: il ragù.

“I primi della tradizione napoletana sono richiesti tutto l’anno”, ci ha spiegato Pietro. Non solo il ragù ma anche la genovese. Proposta che funziona, come abbiamo avuto occasione di sperimentare durante la cena, dove re della tavola è stato proprio il ragù, nella doppia versione alla bolognese e alla napoletana.

Due tradizioni e due approcci completamente diversi, che messi a confronto hanno avuto un unico comune denominatore: la leggerezza, attributo che ha permesso di sdoganare un sugo a lunga cottura anche nel menù estivo.

La bolognese di Carbonè prevede l’utilizzo di macinato di carne vaccina mixato a un 20% di carne di maiale, che conferisce delicatezza. Durante la cottura di circa sette ore, non c’è nessuna aggiunta di latte, conferma Pietro, come invece è previsto dalla ricetta tradizionale della bolognese, depositata alla Camera di Commercio di Bologna e codificata per la prima volta da Pellegrino Artusi nel 1891. E mentre in Emilia la bolognese viene considerata il condimento ideale della tagliatella all’uovo, noi l’abbiamo gustata con i rigatoni. Asciutta d’olio, cremosa e delicata si accompagna perfettamente al Piedirosso del Sannio DOC 2023 di Fattoria La Rivolta.

Il ragù alla napoletana ci porta invece nella matriarcale cucina di Donna Rosa Priore, dipinta in maniera magistrale da Eduardo De Filippo in Sabato, domenica e lunedì. E d’altronde fu proprio Eduardo a immortalare la leggendaria ricetta in una poesia, ‘O rraù.

Qui i tagli di carne sono a pezzi interi e includono gallinella di maiale, tracchia, muscolo, punta di petto e salsiccia oltre alla tradizionale braciola, ripiena di prezzemolo e pecorino romano a pezzetti, ma senza uvetta e pinoli, non sempre apprezzati. Perché il ragù napoletano non è solo il sugo che condisce la pasta, è un pranzo completo.

La cottura di oltre otto ore restituisce un sugo denso ma leggero che condisce ziti spezzati, anch’essi parte della presentazione più tradizionale del ragù napoletano. In abbinamento Neromora Aglianico DOC 2020 di Vinosia, che ci ha accompagnato anche sulla portata successiva.

Continuiamo la nostra cena degustazione con una costata di Vacca Vecchia riserva Carbonè, filetto e controfiletto di un animale macellato a trentasei mesi. Se il ragù era il cuore della serata, con la bistecca arriviamo alla vera anima della braceria, che in carta vanta numerosi tagli pregiati: dalla manzetta beneventana, alla galiziana con frollatura di quaranta giorni, dalla angus fino ad arrivare alla kobe giapponese.

Perfetta è la cottura al sangue della costata, che lascia la carne compatta e succosa e la mantiene tenera anche a distanza di tempo.

“Il segreto è nella cottura reverse”, ci ha spiegato Mario, ossia una tecnica di cottura riservata a tagli spessi, che prevede il passaggio per qualche minuto in forno a 350°, affinché il calore raggiunga il cuore della carne. Successivamente la costata riposa qualche minuto e poi termina la preparazione sulla brace. Ci alziamo da tavola sazi ma non sfiniti, a dimostrazione di quanto la qualità dei prodotti oltre che le tecniche di cottura siano il fattore decisivo che rende accessibile un menù a tema carne anche nel periodo più caldo dell’estate.

Gala Maris a Praiano, un’idea gourmet nata a pochi passi dal mare della Costiera

La divina Costiera non smette di stupire. Accanto agli scorci incantevoli ed alle spiagge incastonate tra fiordi di rara bellezza, la cucina mediterranea riscopre un passo diverso grazie alle nuove leve della cucina campana come Gustavo Milione di Gala Maris, che hanno costruito la propria autostima in giro per il mondo, con particolare attenzione alle tradizioni dell’Italia gastronomica.

Il pesce non può essere un protagonista secondario e va lavorato con cura e ricerca, anche utilizzando idee innovative e versioni fusion nelle pietanze. La miscellanea tra culture diverse sarà un argomento cardine per il futuro del settore, sempre più bisognoso di un’identità incontestabile per confrontarsi con i numerosi competitor internazionali.

Essere gourmet per Gustavo non significa fare fumo senza arrosto. Viene aiutato nel progetto dalle sorelle Sofia (la compagna) e Mina Fusco, titolari del ristorante con annesso lido e dell’intero complesso denominato Alfonso a Mare, costituito da 14 camere confortevoli in 2 dependance con vista sulle acque cristalline della baia di Praiano.

Un rispetto per la famiglia che si legge già nel menu, con un piatto dedicato alla memoria di Luca, il padre di Mina e Sofia, amante delle candele con tonno e pomodorini. Cinque le soste per chi sceglie la degustazione completa ad euro 125, escluso abbinamento vini. Tra le proposte per una cena romantica sotto i candidi riflessi della Luna, tanto mare, ma anche amore per la terra fatta di verdure ed erbette aromatiche colte a chilometro zero.

E poi la nobilitazione del quinto quarto, lavorato e reinventato come solo pochi sanno fare. Si comincia proprio dal mini bun salato con salsiccia di pesce e quinto quarto di totano in salsa yogurt. Gli appetizer proseguono poi con una gustosa carbonara rivisitata ed il totano con patate su gel di limone fresco.

Tra gli antipasti il polpo arrosto cotto prima a bassa temperatura e rifinito su griglia giapponese, con purea di patate, maionese di polpo e pomodorini secchi. Uniche e tra i migliori piatti di pasta presentati in Campania, le fettuccine di lampone, burro alle erbe e tartufo.

Ed è infatti tra i primi che Milione dà il meglio di sé con la sua “Napoli-Kagoshima” nata per l’amore nei confronti delle usanze giapponesi, con pasta mista cotta in Dashi, con riduzione di crostacei e acqua di molluschi, tarallo di Napoli, zenzero, soia, lattuga di mare e katsuobushi. Accanto un padellino con il ristretto del brodo per lasciar dosare al meglio il sapore in piena libertà.

Finale con un’altra primizia del Gala Maris: la frollatura del pescato, dimostrata alla perfezione nella costata di cernia con limone, prezzemolo e miso di ceci, accompagnata da una delicata ciambotta mediterranea.

Arriva così l’ora delle dolci coccole: tiramisù al caffè e nocciola o fior di fragola, panna e champagne calano il sipario su una cena a base di creatività, condita da tanto coraggio e visione avanguardista per la ristorazione del presente e del futuro. Nelle mani curiose del piccolo erede di casa, che osserva il papà dietro ai fornelli, c’è tutta l’aria di famiglia di Gala Maris.

Sardegna: “metodo Riemma”, relax senza rinunciare al gusto di una buona pizza

“Ogni pizza è un atto d’amore e, come tale, necessita di dedizione verso ogni ingrediente, di uno sguardo diverso ogni giorno per garantire un equilibrio costante” – con queste parole Emanuele Riemma, executive chef della pizzeria Maiori a Cagliari e Maiori Villasimius, presenta il Metodo Riemma.

E sono proprio equilibrio, precisione e disciplina le parole chiave del Metodo Riemma, un approccio unico, attento e preciso frutto di anni di ricerca e sperimentazione, che mira non solo a migliorare la qualità dell’impasto, ma lo eleva a una vera e propria esperienza sensoriale. Emanuele Riemma ha una passione innata per la disciplina e la precisione, il suo metodo nasce proprio da qui, dalla voglia di migliorare, interrogarsi senza mai dare nulla per scontato.

“Mi alleno ogni giorno per perfezionare un gesto che sembra semplice ma non lo è, perché racchiude in sé tecnica, ascolto e rispetto. Il mio banco da lavoro è un tatami e, come nel taekwondo, ogni dettaglio fa la differenza, anche quello invisibile agli occhi” afferma Emanuele che vanta una carriera agonistica di Taekwondo come campione italiano e atleta nazionale.

Emanuele, campano che ha portato la sua arte pizzaiola in Sardegna, propone per questo periodo una pizza leggera adatta a tutti, dagli amanti dello sport che scelgono l’isola e i suoi meravigliosi paesaggi per praticare attività all’aria aperta come trekking e ciclismo ma anche attività marine come surf, vela e canoa, alle famiglie in vacanza che scelgono la Sardegna per le sue spiagge da sogno, il mare cristallino e i fondali bassi, ideali per i bambini e che vogliono condividere momenti di convivialità, fino ai vip che possiedono ville esclusive e cercano un’esperienza gastronomica raffinata e salutare.

La proposta di Riemma si inserisce perfettamente nel contesto di quest’isola che attrae come ogni anno turisti da tutto il mondo, desiderosi di scoprire non solo le sue lunghe distese di sabbia bianca, le dune maestose, le piccole conche di acqua turchese senza dimenticare le dolci colline e le aspre creste montuose, ma anche di assaporare piatti autentici e innovativi. Il Metodo Riemma rappresenta un connubio tra tradizione e innovazione, equilibrio e precisione, un ponte ideale tra Campania e Sardegna che offre un’alternativa sana e gustosa per chi vuole prendersi cura di sé senza rinunciare al piacere di una buona pizza.

“Quando praticavo Taekwondo, durante le pause dalla dieta, mangiavo il calzone col salame, la margherita o la bianca con prosciutto, rucola e parmigiano. E ancora oggi che mi alleno non rinuncio a sedermi a tavola e gustare la mia pizza con calma”, afferma Emanuele Riemma che proprio per questo periodo estivo predilige e propone nelle sue pizzerie una pizza gustabile da tutti: sempre impasto lavorato con farina Varvello quindi con un basso indice glicemico e facilmente digeribile; questa caratteristica rende la pizza adatta a tutti, dagli sportivi ai diabetici, dai bambini a chi segue un’alimentazione controllata. 

E poi prodotti stagionali e campani come le verdure dalle zucchine ai peperoni, dalle melanzane al pomodoro fresco unito ad un fiordilatte ad alta digeribilità o senza lattosio. “Ho portato da sempre in Sardegna un’idea di pizza che sia leggera, equilibrata e per tutti, senza perdere di vista la qualità e il gusto autentico”, racconta Emanuele che offre alla sua vasta clientela, che sia in vacanza, in attività sportiva o semplicemente desideroso di un pasto sano, una pizza che rispetta le armonie tra equilibrio, precisione, leggerezza e innovazione.

Core in Fabula. Dada’, la sirena della Notte delle Lampare di Cetara.

La stella retrofuturista della musica napoletana canta la 48^ edizione delle notti più attesa in Costiera Amalfitana.

Salerno, 2 agosto 2025, Molo Masuccio, 20:30, si salpa.

Anche quest’anno siamo media partner della rassegna 𝗔𝗠𝗜 𝗖𝗘𝗧𝗔𝗥𝗔 organizzato da Ambientarti che, per la prima volta, si tiene durante la 𝗡𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗟𝗮𝗺𝗽𝗮𝗿𝗲.

Stavolta il solito viaggio di 15 minuti, si prolunga felicemente.

A interrompere il nostro viaggio verso la degustazione e il concerto sotto la Torre Vicerale non sono i pirati in cerca di bottino ma i pescatori impegnati nella battuta di pesca delle alici al largo.

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Le luci in fondo al mare. Al largo le lampare ad attirare i banchi di alici, ci fermiamo ad ammirare. Arriva l’urlo di gioia dei pescatori, dopo instancabili manovre la pesca è riuscita.

© Gianvito Tozzi

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Possiamo ripartire dritti verso il porto di Cetara dove ci accolgono i profumi della gastronomia locale. Lungo il molo Madonnina Campus Lab ci serve il trancio di pizza alla marinara, i paccheri ripieni, l’immancabile frittura di alici e per finire babà e limoncello. 

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Le luci sul palco. A largo Marina i colori che accompagnano i suoni di DADA’.
Con il video mapping di Daniele D’Elia che illumina la torre e il borgo e la piazza gremita ammiriamo DADA’ sperimentare, fondere e reinventare. Un pop d’autore contaminato da elettronica, jazz e suggestioni mediterranee, in cui la tradizione partenopea si mescola alla club culture e alla world music, dando vita a una narrazione sonora sospesa tra sogno e realtà. Ci troviamo vicini a Daria D’Ambrosio, Designer napoletana che ha disegnato tutti i costumi che animano Core in Fabula e quello che indossa stasera DADA’. Con la grazia di una favola e la potenza di un rito, la voce di DADA’ attraversa il mare illuminato dalle antiche lampare, accarezzando il borgo di Cetara con la sua poesia visiva e sonora. Core in Fabula è un viaggio denso di simboli, ritmo e meraviglia: un concerto che è insieme spettacolo, racconto e visione.

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Torniamo a Salerno con un sorriso in più, abbiamo appagato tutti i sensi. Cetara si conferma una conca di cultura e buon vivere. Le alici, quelle no, non si possono portare via.

Restano nei racconti dei pescatori, nell’aria salmastra che punge appena, nelle luci che abbiamo ancora negli occhi. In tasca ci rimane una briciola di mare, una nota di DADA’, un frammento di sogno: abbastanza per tornarci, prima o poi.

L’evento del Comune di Cetara, organizzato con la Pro Loco, il Forum dei Giovani e Ambientarti grazie al supporto di numerosi partner: Olitalia, Perrella Network, Merce Rara, Eurofish Napoli, Agrocetus, Acquapazza, Latte & Sale, Marepizza, Vicceria, Campus Lab, L’Orto sotto casa, Travelmar, La Torretta, Il Piennolo, Armatore, Tecnocasa Vietri Cetara Maiori, Cetarì, Iasa, Sacar, Imetal e Casa Torrente.

A Bacoli il nuovo concept di Calea tra le meraviglie della penisola flegrea

Boutique hotel, aperitivi al rooftop, fine dining e spiaggia privata

Che la penisola Flegrea, con le sue baie meravigliose, fosse oggetto di meta turistica sin dai tempi degli imperatori romani, fa parte in maniera indiscussa delle radici stesse della “Campania Felix”.

Il lago salato di Miliscola, qui chiamato anche Mar Morto, separato tramite un istmo naturale dalle acque azzurre delle spiagge di Capo Miseno, è la cornice perfetta del nuovo concept di lusso di Calea, un boutique hotel che offre numerosi servizi per la sosta dei propri clienti.

La Famiglia Iaquaniello, già proprietari della location per eventi Villa Gervasio, ha ridato la vita a ciò che era in origine l’antico Albergo del Sorriso datato 1957, ora illuminato dall’elegante ristrutturazione dell’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, dai toni bianchi minimalistici alternati alle policromie delle maioliche in stile Capri. Il tutto in un’atmosfera rilassante a più livelli, dove trascorrere il giusto tempo per sé stessi.

Aperto anche nella stagione invernale, è dalla primavera all’autunno però che Calea regala le migliori esperienze al turista che ama quest’angolo di paradiso, in parte ancora inesplorato e a prezzi abbordabili. Accolti dal benvenuto del suo direttore Biagio Del Giudice, nelle 13 camere (erano 33 prima della recente ristrutturazione) tra suite, matrimoniali delux e superior vista mare, la quiete è d’obbligo per ritrovare lo smalto appannato dalle fatiche quotidiane.

La mattina inizia dal Konka Beach, il lido attrezzato che guarda Capo Miseno e Procida e Capri in lontananza È possibile stuzzicare qualcosa al volo nella buvette o salire al primo piano della struttura principale, per un pranzo veloce o una cena romantica al ristorante gourmet Cordaia, con due menù degustazione e una valida proposta à la carte. Il nome trae spunto dal rinvenimento in zona di semi di lino e di canapa, utili alla coltivazione delle piante da cui estrarre le materie prime per creare corde da navigazione.

Al tramonto la sauna finlandese con vista sull’azzurro del mare unito ai caldi riflessi rossi del sole anticipa l’aperitivo sul roof del Nāma, che in lingua sanscrita significa “mente”, l’altra parte da coccolare dopo il benessere del corpo. Il restaurant manager Michele Gionti offre spunti interessanti per il percorso gastronomico, accompagnato dai cocktail contemporanei della barlady Lucrezia Scotto e da una wine list densa di referenze regionali dal corretto rapporto costo-qualità.

Per semplificare la scelta sono previsti kit da piccoli morsi in abbinamento ai drink, elaborati in base alle preferenze e alla voglia di sperimentare più pietanze. Si parte dai 40 per salire fino a 75 euro per provare, magari, l’analcolico Free Nāma composto da sciroppo di fiori di sambuco, succo di lime e cetriolo.

O l’estivo signature Calea in delicato equilibrio tra gin Caprisius, zucchero e limone, ideale per le serate calde. Per i palati in vena di sensazioni forti, invece, il Pink Nāma da sherbet fatto in casa, pompelmo rosa e tangerine o il Lu-Lucifer a base di vodka al peperoncino, liquore al peperoncino e prosecco.

Per la food selection il classico crudo e champagne o i piatti della carta come la tartare di gamberi e zucchine, fritturina di paranza a chilometro zero e maio agrumata, o cheesburger con pane fatto in casa e patatine. Finale su dessert a base di sfera di namelaka alla fragola su crumble di limone. Un unico concept: tante esperienze da vivere.

A Giungano la XIX Festa dell’Antica Pizza Cilentana: sei giorni di gusto, identità e grande musica popolare

Dal 6 all’11 agosto 2025, il borgo cilentano si accende con la diciannovesima edizione della festa che celebra uno dei simboli più autentici del territorio: l’antica pizza cilentana. Un appuntamento che ogni anno richiama oltre 40.000 persone, tra sapori, tradizioni e concerti sotto le stelle.

Giungano, 30 luglio 2025 – Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, torna uno degli eventi più attesi dell’estate: la Festa dell’Antica Pizza Cilentana, giunta alla sua diciannovesima edizione. Dal 6 all’11 agosto 2025, il borgo di Giungano si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla gastronomia, alla musica popolare e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.

L’evento, organizzato da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’Associazione Cilentum Pizza, continua a crescere, diventando ogni anno sempre più un riferimento per chi desidera riscoprire la vera anima cilentana: quella che profuma di forno a legna, miele locale, formaggi contadini, ortaggi dell’orto e zeppole fritte appena fatte.

“La festa non è solo un evento gastronomico – spiega Pietro Manganelli – ma un momento collettivo di riscoperta culturale e sociale. Mettiamo al centro la nostra pizza cilentana come simbolo identitario, ma con lei raccontiamo tutto un mondo fatto di artigianalità, comunità e rispetto per le nostre radici.”

Giuseppe Coppola aggiunge: “Abbiamo costruito un appuntamento che ogni anno unisce migliaia di persone, ma senza perdere l’autenticità. È un lavoro lungo mesi, che si concretizza in sei giorni di festa vera. Non c’è cilentano che non si senta a casa a Giungano in quei giorni.”

Il menù della Festa

L’antica pizza cilentana è protagonista, preparata con lievitazioni lente, ingredienti semplici e tanto sapere tramandato. Ma non è sola: lagane e ceci, mulegnane mbuttunate, scauratieddi, patate cu a cauzodda, fusilli, antipasti cilentani e dolci come le zeppole cresciute, preparati dalle signore del paese, raccontano un Cilento che si gusta con il cuore.

Forno ospite ogni sera

Ogni sera, al fianco dei forni tradizionali, ci sarà un forno ospite d’eccezione, con importanti pizzaioli chiamati a interpretare l’antica pizza cilentana con la loro visione e maestria:

Pizzeria Mo Veng, Battipaglia

Antica Pizzeria Da Michele

Pizzeria Don Antonio 1970, Salerno

Pizzeria Da Zero, Milano

Pizzeria I Borboni, Pontecagnano

Pizzeria O Scialone, Capaccio Paestum

Anche per i celiaci è previsto un forno gluten free a cura di Fioreglut Mulino Caputo, con diverse pizzerie specializzate pronte a offrire il gusto della tradizione senza rinunce.

Musica, emozioni e Premio Nazionale Giungano Cilentum

Ogni sera ci saranno laboratori sulla storia culinaria del territorio e, per la prima volta, Alfonso Del Forno sarà presente con il “Cumpari Podcast”.

Sotto la direzione artistica di Michele Pecora, la festa offre ogni sera un grande concerto gratuito. La musica popolare incontra l’autoriale, la tradizione si fonde con la contemporaneità in una programmazione che accende le piazze e fa danzare le persone.

In collaborazione con Melissa Di Matteo, il programma musicale diventa un vero viaggio culturale.

Ospiti di questa edizione:

6 agosto: Ciccio Nucera, tamburi e tarante calabresi

7 agosto: I Beddi, folk siciliano

8 agosto: Tanuccio Corona, voce del Cilento

9 agosto: Eugenio Finardi, leggenda della musica d’autore

10 agosto: Roberto Colella, solista dei La Maschera

11 agosto: Dadà, voce potente e sperimentazione

Il programma sarà arricchito da spettacoli itineranti, canti e balli popolari nel borgo, degustazioni tematiche e momenti di confronto culturale.

Durante la serata finale verrà assegnato il Premio Nazionale Giungano Cilentum, riconoscimento dedicato a personalità che hanno saputo raccontare, preservare e innovare la tradizione popolare cilentana e italiana.

Cibo, cultura e sostenibilità

La festa è Plastic Free, accessibile a tutti, con opzioni Gluten Free e con un’attenzione crescente alla sostenibilità e all’inclusione.

I biglietti si acquistano sul posto o online sul sito ufficiale: www.cilentumpizza.it

Non solo pizza: il mercato del gusto

Tra uno spettacolo e una tammurriata, sarà possibile acquistare miele artigianale, formaggi locali, ortaggi di stagione, dolci tipici e altri prodotti del Cilento autentico, direttamente negli stand degli artigiani del gusto.

Evento promosso con il patrocinio di: Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Comune di Giungano.

Un ringraziamento speciale va a tutti i sostenitori: Agrosystem, Aristea, BCC Aquara, BCC Capaccio Paestum, Cilento Delizie, Coca Cola, Convergenze, DI Sessa, Fioreglut Mulino Caputo, La Regina San Marzano, Madant Frutta, Mulino Caputo, Olio Stilla, Paestum Service, Peroni Nastro Azzurro, Planet Horeca Specialist, Royal Paestum, SaCar Forni.

Social media partner: Postcardfrom Cilento, la guida gratuita da tenere sempre con te.

Vi aspettiamo dal 6 all’11 agosto a Giungano per una festa che è tradizione, ma anche futuro. Perché l’antica pizza cilentana non è solo cibo: è cultura che unisce.

Info utili

Dove: Giungano (SA)

Quando: Dal 6 all’11 agosto 2025

Info e programma completo: www.cilentumpizza.it

La pizza dei Caporale è un viaggio tra tradizione familiare e sperimentazione

Dai grandi eventi alla nuova creazione ispirata al ragù di nonna Dora

Pizza tra memoria e territorio: questo il caposaldo della filosofia dei fratelli Giuseppe e Raffaele Caporale, giovani maestri pizzaioli alla guida della pizzeria I Caporale di Casalnuovo, recentemente protagonisti di due importanti appuntamenti gastronomici: il “Gustosissimo – Pomodoro Cannellino Flegreo Tour” a Cuma e “Aspettando il Mio San Marzano” a San Valentino Torio. Due eventi prestigiosi dedicati ai grandi pomodori campani, che li hanno visti ambasciatori di una pizza d’autore capace di coniugare tecnica, identità e amore per la propria terra.

È sempre un onore per noi rappresentare il territorio attraverso la pizza – spiegano i fratelli Caporale -. Partecipare a queste manifestazioni è un’occasione per raccontare, attraverso il gusto, chi siamo e da dove veniamo”. E proprio da questo spirito nasce la loro ultima creazione: la “Pizza Fratelli Caporale”, un omaggio al ragù della nonna Dora e alla tradizione familiare, rivisitata con visione contemporanea.

Un impasto altamente idratato (80%) e lavorato con prefermento tipo biga e lievito madre accoglie un topping che richiama la famosa scarpetta della domenica: pulled pork di manzo (cappello del prete), cotto lentamente per ore e poi mantecato con Parmigiano Reggiano, basilico e olio extravergine d’oliva. Un sapore autentico, ma studiato nel dettaglio, che unisce passato e presente in ogni morso.

“Abbiamo voluto reinterpretare la scarpetta nel ragù proprio come la preparava nonna Dora – raccontano i due fratelli – per dimostrare che anche i ricordi più semplici possono trasformarsi in esperienze gastronomiche raffinate, se accompagnati da studio e ricerca”.

Dalla narrazione del Pomodoro Cannellino Flegreo tra storia e archeologia al Parco di Cuma, fino al confronto con i maestri della pizza nel cuore dell’Agro Nocerino-Sarnese per il San Marzano Solania, i fratelli Caporale si confermano interpreti sensibili e innovativi della cucina campana. In ogni occasione, al centro c’è sempre la famiglia: un valore che diventa ingrediente fondamentale della loro proposta gastronomica. Una pizza, la loro, che non è mai solo un piatto, ma una storia da condividere.

Con un impasto evoluto e topping identitari, Giuseppe e Raffaele Caporale continuano a portare avanti un progetto di crescita che affonda le radici nei sapori dell’infanzia, con lo sguardo rivolto all’eccellenza.

Maturazioni Pizzeria alla serata inaugurale del Paestum Pizza Fest

Antonio Conza e Gabriella Esposito inaugurano la terza edizione del festival con tre ruoti iconici e le t-shirt cult che hanno conquistato i social

Il 24 luglio il Paestum Pizza Fest accoglie, per la sola serata inaugurale, una delle realtà più dinamiche e seguite del panorama pizza italiano: Maturazioni Pizzeria. Reduci dal prestigioso ingresso tra le 100 migliori pizzerie d’Italia secondo la classifica di 50 Top Pizza, Antonio Conza e Gabriella Esposito – coppia affiatata nella vita e nel lavoro – arrivano al NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso (Capaccio-Paestum) con la loro energia travolgente e tre proposte che promettono di fare centro.

In degustazione ci saranno due grandi classici, la Margherita e la Marinara, affiancati da una Special dal sapore pieno d’estate: fiori di zucca e provola, tutto rigorosamente in formato ruoto. Una scelta vincente per garantire qualità, velocità e organizzazione, perfetta per un contesto fieristico senza rinunciare alla cura artigianale che da sempre distingue il loro lavoro.

Lo stand di Maturazioni sarà anche uno spazio per sorridere e condividere le frasi cult che hanno fatto il giro dei social: da “’A pizza è femmina” a “Olio… mooolto olio” saranno protagoniste delle t-shirt distribuite a sorpresa durante la serata.

Una partecipazione breve, ma intensa: Maturazioni Pizzeria sarà presente solo il 24 luglio, con l’obiettivo di incontrare dal vivo la propria community, raccontare la propria visione e, naturalmente, sfornare pizze che parlano da sole. Perché, come amano ripetere Antonio e Gabriella: «Quando c’è passione, anche una fetta diventa un’esperienza».

Metti una sera a cena a La Corte degli Dei di Palazzo Acampora

Esistono patrimoni di inestimabile bellezza in Campania. Opere d’arte o dimore storiche che esprimono, nei secoli, lo stretto legame con il mondo rurale e con la corte borbonica, che da sempre caratterizza tanti angoli del Mezzogiorno d’Italia. Palazzo Acampora, di proprietà dell’omonima famiglia da oltre trecento anni, appartiene a quei luoghi incantevoli visti nelle fiabe o nei film d’epoca, tra quadri, sculture, collezione di ventagli e persino un pianoforte dove ha impresso le proprie note il compositore Francesco Cilea, per la stesura de L’Arlesiana.

Nel giardino esterno, avendo per tetto un cielo di stelle e acclimatati da una brezza insolitamente fresca per il periodo, è andato in scena il terzo appuntamento di Stelle a Corte, che ha visto – accanto allo chef resident Vincenzo Guarino – la partecipazione di Luigi Tramontano, una stella Michelin con il ristorante O me o il mare a Gragnano.

Al pastry chef Gabriele Vannucci, formazione di respiro internazionale maturata con figure cardine della gastronomia quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, che dal 2022 gestisce la gelateria artigianale GELATO a Firenze, le composizioni dolci di chiusura.

Lievitati a cura di Catello Di Maio di Cesto Bakery di Torre del Greco e selezione vini da due realtà toscane come Azienda San Gregorio dalla Valdichiana e Castello Tricerchi da Montalcino.

Eleganza nella proposte, iniziando dai finger di benvenuto e proseguendo nell’idea di Tramontano della “Molignane ‘mbuttunata”, in affumicatura con salsa di provola. Croccante la pastella a ricreare la buccia sferica della melanzana ripiena di crema di melanzane a funghetto e kimchi piccante su crumble di basilico.

Firma dello chef il riso di semola in clorofilla con aglio bianco e nero e “vognole fujute” dedicato al leggendario piatto povero ideato dal Maestro Eduardo De Filippo nei suoi momenti di ristrettezza economica. Il ricordo d’infanzia della pastina calda, densa e accompagnata da aromi di cottura.

Si continua con due piatti a cura dello chef Guarino: tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate, che richiama una ricetta della tradizione della Costiera e il filetto di vitello come una “Cacciatora”, omaggio all’anima terragna contadina di Agerola.

Gabriele Vannucci ha presentato, invece, un pre-dessert rinfrescante al kiwi e il dolce “Come una Baklava” composto da pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele di grande equilibrio e sostanza. Le piccole coccole di chiusura segnano quasi la mezzanotte, orario in cui le migliori favole trovano il loro inizio e la loro fine, come le Stelle a Corte di Palazzo Acampora.

A memoria della serata d’eccezione, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo hanno consegnato un ritratto in bianco e nero nell’ambito dell’iniziativa denominata “Ricordi D’Autore“.

Nasce a Caiazzo la “Tenuta del Lago”: un caseificio a filiera chiusa nel cuore della Food Valley campana

Dalla mungitura al prodotto finito, ogni fase è interna: latte fresco, lavorazione artigianale e una mozzarella di bufala D.O.P. che unisce filiera controllata, allevamento etico e la bellezza del paesaggio su un lago naturale

Nel verde delle colline caiatine, lambite dalle acque del fiume Volturno, nasce Tenuta del Lago, un’azienda agricola e caseificio a filiera chiusa che apre le sue porte al pubblico con uno spazio dedicato alla degustazione e alla proposta diretta dei prodotti tipici della filiera bufalina.

Questo progetto imprenditoriale unisce cura degli animali e innovazione produttiva nel cuore di una delle più floride Food Valley campane: Caiazzo, terra con una lunga tradizione rurale e gastronomica, che negli ultimi anni si è affermata come meta sempre più importante per investimenti nel settore gastronomico, e progetti di valorizzazione promossi da imprenditori locali.

Al centro di Tenuta del Lago ci sono le bufale italiane, un patrimonio vivente, capi allevati in un contesto naturale e in equilibrio con l’ambiente. Le mungiture avvengono due volte al giorno con tecnologie rispettose dei ritmi fisiologici degli animali, mentre l’alimentazione si basa su foraggi autoprodotti nei terreni della tenuta. Dove possibile, le bufale pascolano liberamente. L’approccio zootecnico si fonda sulla cura quotidiana e su pratiche ispirate al benessere naturale dell’animale.

Fondata nel 2014 oggi l’azienda rinasce con un’identità rinnovata: Tenuta del Lago è una realtà agricola che include un lago naturale, da cui prende il nome, grazie alla particolare conformazione del territorio con un’ansa del Volturno che incontra una zona boschiva. Tenuta del Lago cura internamente ogni fase della produzione: dalla coltivazione dei foraggi all’allevamento, fino alla trasformazione artigianale del latte in Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. e altri prodotti caseari. Il processo produttivo combina la manualità esperta — come nella mozzatura fatta a mano — con impianti moderni che garantiscono igiene, costanza qualitativa e capacità produttiva valorizzando ogni fase con attenzione e precisione.

Dietro al progetto ci sono due giovani imprenditori campani, determinati a valorizzare il territorio attraverso una filiera chiusa, controllata e rispettosa della natura: “Le bufale sono animali straordinari, docili, intelligenti, capaci di creare un legame con chi le accudisce. Crediamo che il loro equilibrio emotivo e fisico sia alla base della qualità del latte e, quindi, del nostro prodotto finale” raccontano i soci Carlo Morgese (responsabile commerciale e marketing) e Ferdinando Spina (responsabile produzione)

“Abbiamo puntato su un luogo in cui si possa respirare l’autenticità del lavoro agricolo, senza rinunciare a tecnologie e visione imprenditoriale. Caiazzo rappresenta un modello per la gastronomia, una meta sempre più ambita dagli imprenditori del food.” Oltre alla mozzarella D.O.P., il caseificio produce ricotta di bufala, yogurt di bufala, mozzarella affumicata con paglia naturale e altre specialità. Con l’apertura del nuovo spazio aziendale, dedicato al pubblico, Tenuta del Lago crea un collegamento diretto con il consumatore, offrendo prodotti freschi a chilometro zero, degustazioni guidate e momenti di incontro autentici e trasparenti tra chi produce e chi consuma.