Masterclass Vitigno Italia: “Amarone”, le famiglie storiche

L’amarone è un vino che a determinate latitudini, non trova facili abbinamenti.
Forse per complessità e struttura, neanche dove viene prodotto.
Resta il fatto che siamo difronte ad un’eccellenza italiana e, a prescindere anche dal clima, un’orizzontale del 2011, con “le famiglie storiche”, si affronta ben volentieri.

L’associazione “Le Famiglie Storiche” nasce nel giugno del 2009 dall’unione di dieci importanti cantine della Valpolicella, rinomata zona di produzione vitivinicola del veronese. Oggi l’associazione conta 13 soci che coprono tutto l’areale: 
Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, Venturini e Zenato.

Corvina, Corvinone e Rondinella di base per tutti, poi in base alle zone o alle scelte personali sono presenti, in percentuali minime, Oseleta o Rondinella.
Bouquet che variano dalla frutta matura, alle conserve, per arrivare al cioccolato, allo speziato, all’affumicato, dove il tabacco la fa da padrone.
Dai 15,5° ai quasi 17° di alcune versioni.
Introduce magistralmente Luciano Pignataro, che dialoga, chiede e  si confronta, con Rizzardi, ultimo arrivato de “le famiglie storiche”, ma di cui, a fine degustazione, nessuno potrà dimenticarsi, vista la spettacolarità del suo Amarone, che ha impressionato sia tecnici che appassionati.

Qui puoi vedere l’altra masterclass che abbiamo seguito: https://www.20italie.com/vitigno-italia-vitigno-italia-le-masterclass-la-verticale-di-fiorduva/

Vitigno Italia, 6 giugno, masterclass: verticale di Fiorduva

Immagino, ma in realtà ho visto la scena di chi affronta la passeggiata che porta a Castel dell’Ovo.
La sensazione è quella di fare un tuffo nel medio, di essere tra mercanti di ambrosia, che girano tra corti e castelli, tra giochi e tornei, per allietare gli avventori, con il nettare degli dei.
La realtà non è poi così lontana dalla fantasia, perché per 3 giorni, mercanti ed avventori si incontreranno a Castello, quello che si racconta custodire un uovo magico. Giullari di corte saranno, con il dovuto rispetto, i sommelier, che con la capacità di racconto di cui sono dotati, narreranno storie di vino, che parleranno di luoghi, di costumi e di eroi: le gesta di donne e uomini nei campi.

Il caldo è intenso, la brezza del mare corrobora, gli ospiti affaticati dalle irte salite, si concedono a libagioni. Nelle sale il tintinnio dei calici si alterna a quello della fuoriuscita dei tappi che liberano le nuove annate alla vita.
In alto, nella sala Megaride (dedicata proprio al nome dell’isolotto su cui si erge il castello) meno di 30 privilegiati, affrontano un percorso a ritroso nel tempo, che segue l’itinerario dé “il sentiero degli Dei”, in Costiera Amalfitana, dove la viticoltura eroica si pratica quotidianamente.
Terrazze che dominano il mare: con tutto il bello che lo avvolge, come poteva non essere un vino straordinario?

Non è la prima volta che ho la possibilità di partecipare ad una verticale Marisa Cuomo e del suo Fiorduva, ma mai mi era capitato di vivere una degustazione in maniera cosi immersiva.
Andrea Ferraioli è andato a fondo. E’ partito dal nome, dal suo significato, ignorato da molti.
Fiorduva non è dedicato, come si potrebbe facilmente pensare al fiore dell’uva, bensì nasce dall’idea di raccontare i due tesori del luogo in cui viene prodotto : il fiordo e l’uva.
Poi il percorso di ricerca e di sperimentazione sui vitigni autoctoni, le vinificazioni separate già dal ’95 con il professore Moio.
Ci ha descritto le singole proprietà : la vendemmia tardiva del Ripoli; quella precoce del Fenile, che arriva carico e segnato dal sole, della Ginestra, della Pepella.
La volontà di capire, di aspettare, fino alla conditio sine qua non del professore, che dopo aver assaggiato una sintesi, dopo qualche anno, pretese che il vino fosse messo in commercio, affinchè la collaborazione continuasse.
I cuori sono pregni di emozione, adesso bisogna soddisfare quella sensazione di arso, di bere quel nettare che intanto è stato versato nei calici.
L’oro è il colore dominate, si passa da quello più tenue delle annate recenti a quello antico, unico, brillante, intenso, ammaliante della 2009.
Come racconta Gabriele Pollio, il sommelier Ais che ha il compito di descriverlo tecnicamente, i profumi sono quelli della Costiera amalfitana, dei fiori, dei frutti, della terra: Il gesso, le erbe aromatiche, il limone.
Progressione minerali intense con morbide chiusure; lunghe persistenze; Freschezza sempre, aldilà del tempo. L’evoluzione del legno, più presente, nelle annate degli anni duemila, divenuto sempre più discreto nell’utilizzo, nei due decenni successivi.
Un vino importante, che parla Italiano nel mondo e lo fà con accento Campano.
Si dice che: “quando si viene a Napoli, si piange due volte: una quando si arriva e una quando si va via. Dopo una degustazione del genere, sarà difficile non emozionarsi al solo pensiero.

Intanto, per chi volesse vedere, quello di cui parlo, può guardare il video che segue

MARISA CUOMO
VERTICALE FIORDUVA 2007 – 2009 – 2015 – 2017 – 2019 – 2020


***qui l’altra masterclass che abbiamo seguito: https://www.20italie.com/masterclass-vitigno-italia-amarone/

VitignoItalia | Il vino, a Sud.

Comincia oggi, 5 giugno 2022, la sedicesima edizione del Salone VitignoItalia.

3 giorni nella splendida cornice di Castel dell’Ovo di Napoli dove 300 cantine italiane per oltre 2000 etichette si mostreranno al pubblico e a oltre 30 buyer. In programma degustazioni guidate da Scuola Europea Sommelier, Ais Campania e Fisar.

Dopo due anni di stop, si ritorna finalmente con oltre 20 ore di degustazioni e convegni.

A cura di Scuola Europea Sommelier

Domenica 5 Giugno – ore 16:30
Umani Ronchi
I VITIGNI BIANCHI DELLA COSTA ADRIATICA – Dai Castelli di Jesi all’Abruzzo
In degustazione:
VECCHIE VIGNE 2020 – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc (BIOLOGIO)
VECCHIE VIGNE 2016 – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc (BIOLOGIO)
PLENIO 2020 – Castelli di Jesi Verdicchio DOCG Classico Riserva
PLENIO 2010 – Castelli di Jesi Verdicchio DOCG Classico Riserva
CENTOVIE 2020 – Colli Aprutini Igt Pecorino (BIOLOGICO)

Domenica 5 Giugno – ore 18:30
FRESCOBALDI
Da quell’incontro, Luce fu
Erano gli anni Settanta, quando il Merlot fece il suo ingresso a Montalcino per mano della Famiglia Frescobaldi.
Così, quando a metà anni Novanta, Vittorio Frescobaldi incontra Robert Mondavi è anche grazie a quell’esperienza pionieristica che si dà inizio a un nuovo capitolo nella storia dei grandi rossi toscani.
Entreremo in questo fantastico progetto realizzato attraverso una verticale di Tentua Luce, 2011 – 2013 – 2019.

A cura di Ais Campania

Lunedì 6 Giugno – ore 15:30
MARISA CUOMO
VERTICALE FIORDUVA 2007 – 2009 – 2015 – 2017 – 2019 – 2020
“Un vino appassionato che sa di roccia e di mare” – L. Veronelli
conduce: Luciano Pignataro

Lunedì 6 Giugno – ore 17:30
Le Famiglie Storiche – L’Amarone 2011:
Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi
Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta sant’Antonio
Tommasi, Torre d’Orti, Venturini, Zenato
conduce: Luciano Pignataro

Lunedì 6 Giugno – ore 19:00
FEAMP
Degustazione con abbinamento ai prodotti ittici e presentazione della guida
aziende vitivinicole campane a cura dell’Assessorato Agricoltura e Ais Campania

CONVEGNI

Lunedì 6/Giugno – ore 14:00 / 19:00 – HOTEL VESUVIO (Sala Mascagni)
Concorso Miglior Sommelier della Campania.
AIS CAMPANIA

A cura di Fisar

Martedì 7 Giugno – ore 15:30
ETNA – PASSOPISCIARO
Passobianco 2019 | Passopisciaro
Passorosso 2019 | Passopisciaro
Contrada C 2019 | Passopisciaro
Contrada G 2019 | Passopisciaro

Martedì 7 Giugno – ore 17:15
FEUDI DI SAN GREGORIO
PRESENTAZIONE PROGETTO GREASE: TECNOLOGIE 4.0 PER LA GESTIONE SOSTENIBILE
DEL VIGNETO E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DEL VINO GRECO.
DEGUSTAZIONE DEI VINI SPERIMENTALI OTTENUTI.

Martedì 7 Giugno – ore 18:30
La Falanghina – Regina bianca della Campania:
Azienda Agricola Nugnes – Falerno del Massico bianco doc “Tacito”
Azienda Agricola I Mustilli – VIGNA SEGRETA FALANGHINA DEL SANNIO – SANT’AGATA DEI GOTI DOC 
Azienda Salvatore Martusciello – FALANGHINA DOC CAMPI FLEGREI “SETTEVULCANI “
Azienda Terredora di Paolo – Campania Falanghina IGT
Azienda Albamarina – Falanghina del Cilento

CONVEGNI

Martedì 7 Giugno – ore 17:30 – HOTEL VESUVIO (Sala Mascagni)
EXTRA VERGINE – UN FUTURO SOSTENIBILE
BRANDING – TRACCIABILITA’ – TRADIZIONE – TURISMO

Introduzione Raffaele Amore – Presidente Comitato Promotore Olio Campania I.G.P.
TERESA DEL GIUDICE – Ordinaria di Economia Agraria Federico II Napoli
GIUSEPPE FESTA – Direttore del Corso “Wine Business”, Università di Salerno
LUCA MARTUSCELLI – Presidente Associazione Unisapori, Università di Salerno

conclusioni: Nicola Caputo – Assessore all’Agricoltura Regione Campania
modera: ITALO SANTANGELO – Agronomo Pubblicista

Sono stati invitati ad intervenire rappresentanti dei Consorzi di Tutela,
delle organizzazioni professionali agricole, del mondo della ricerca e delle categorie interessate.

Martedì 7 Giugno – ore 19:00 – CASTEL DELL’OVO (Terrazza)
Premiazioni:
50 Top Italy Rosé – Guida ai Migliori Rosati d’Italia 2022

Foto: vitignoitalia.it

Dal 5 al 7 giugno 2022 / 15:00 – 22:00
Castel dell’Ovo
Via Eldorado, 3 – Napoli

Ticket acquistabili su: https://www.azzurroservice.net/biglietti/vitignoitalia-2022

Enoturismo. Gruppo dal Belgio a Tenuta Mainardi, ad Aquara.

Voglio partire da uno screen shoot, perche dà l’esatta dimensione di cosa sia stata l’accoglienza offerta dalla famiglia Serra di Tenuta Mainardi. La capacità di mettere insieme risorse, che nonostante la mancanza di esperienza, si siano rese disponibili a mettersi in goco, collaborando.
Chi ha capito quanto importante fosse, questa prima visita, ha dato il proprio contributo.
Lo hanno fatto gli imprenditori, l’amministrazione, ed anche gli amici, che aldila del tornaconto diretto, hanno a cuore la propria comunità.

La capacità di dialogare tra le parti, ma soprattutto di fare rete, crea piccoli momenti di pura magia.
Nella primavera dell’anno scorso ho incrociato, nei miei tour rurali, questa piccola ma concreta realtà agricola. Una famiglia bella, che riesce con poco a regalare momenti di serenità, sia dal punto di vista umano, per il senso di unità che trasmettono, sia professionale, con la continua ricerca di migliorare tutto cio che fanno.
https://www.20italie.com/aquara-e-i-suoi-cambiamenti/
https://www.20italie.com/?s=tenuta+mainardi
queste le prime sensazioni raccontate l’anno scorso

a distanza di un giro del sole, cosi come era facile immaginare, dopo tutta l’opera di pianificazione che c’era stata, sono arrivati i primi turisti stranieri, 35 belgi, arrivati attraverso un tour operator di Rimini, che aveva avuto modo di conoscere i Serra attraverso l’associazione vivi cilento e del Turismo del vino ed ha voluto dargli fiducia.


Un sabato di maggio, la primavera che inizia ad incontrare l’estate, un gigante di metallo, che attraversa le strade del paese, dal quale iniziano a scendere arzilli pensionati, già pervasi dalla magia dei luoghi che durante il percorso hanno potuto ammirare dai finestrini.
Basta un respiro di quell’aria, che si viene riportati indietro nel tempo.
Giulia, La guida inteprete, li accompagna verso il mulino, mostrandolgi come viene prodotta la farina, attraverso la macina del grano.
Si prosegue poi in piazza, dove il Sindaco Antonio Marino, prima senza fascia, come cittadino e poi nel ruolo istituzionale insieme al suo Vice Vincenzo Luciano, li aspetta per dare il benvenuto e fare da bravo padrone di casa, accompagnandoli lungo tutto il percorso.
Una passeggiata per le strade del paese, in salita, fino ad arrivare al Castello, quello che Ettore Fieramosca ricevette in premio per la disfida di Barletta e nel quale pernottava, quando veniva ad esigere le imposte dai coloni che coltivavano i suoi fondi.


Raffaella Russo, che con il fratelllo Lucio ha ereditato il bastione, ci accoglie e ci concede prima una visita alle cantine, poi uno splendido aperitivo corte, con salumi e formaggi locali abbinati ai vini di Tenuta Mainardi. Intanto l’architetto Antonio Inglese racconta agli ospiti la leggenda delle fonti di Aquara, partendo dall Mascherone che sovrasta la bocca d’acqua principale del castello.
L’entusiasmo dei turisti si manifesta con un brindisi in Fiammingo che coinvolge emotivamente tutti.
Si riparte raggiungendo prima la bottega artigiana della brava ceramista Claudia per poi avviarci verso Mainardi alla scoperta di un originale laboratorio di Cosmesi di Antony Scorziello, a ridosso del Calore, che trasforma olio e limoni in profumi e saponi.


I tanti giri hanno rinvigorito l’appetito e raggruppato tutti sotto l’ombra di una splendida quercia, dove Mamma Rocchina ci ha fatto deliziare con i suoi piatti.
Quando arriva l’ora dei saluti, per proseguire verso Agropoli, nessuno voleva piu andare via, totalmente assuefatti dal concerto leggero che la natura propone: il suono dell’acqua del fiume che scorre, la leggera brezza che attraversa i filari di Fiano,il cinguettare degli uccelli, ogni forma di vita ha il suo spartito e suona la sua parte.
Il sole al tramonto, colora d’oro la terre e le vigne e ci da appuntamento alla prossima visita:
se volete prendere appunti 28/29 maggio con Cantine Aperte

La Campania del vino fa prove di convivenza. Campania.Wine

Non è facile! Non sarà mai facile!
Che sia dettato da sentimenti di passione e di amore verso il vino, o da convenienza,
poco conta: c’è una novità!
Combinazioni astrali che coincidono, pezzi di puzzle che s’incastrano i perfettamente, non da meno l’approvazione inaspettata di un finanziamento europeo, hanno fatto si che, dopo l’appuntamento di ottobre si sia presentata l’occasione per i consorzi del vino campani, di scendere in campo uniti, sotto un’unica bandiera, quella di CAMPANIA.WINE
Qualcuno ha pensato e detto sottovoce, che sarebbe stato meglio prendersi del tempo, per evitare qualche errore organizzativo, altri invece, quelli propositivi, sono stati felici di partecipare a quella che potrebbe essere una svolta epocale.

Il futuro sta nella visione: “da soli si va veloci, insieme si va lontano”
Tre appuntamenti:Il primo a Palazzo Reale.
Location affascinante, un viaggio nel tempo emozionante:
l’invito a corte, l’ingresso da Piazza del Plebiscito, il salone delle armi del maschio An attraversare lo scalone d’onore (che Montesquieu definì la scala più bell’d’Europa) sedersi tra le poltrone del teatro privato, ma anche solo affacciarsi e trovarsi difronte il colonnato e la Basilica che circondano e racchiudono la piazza.


150 produttori coinvolti nelle degustazioni “walk around wine tasting”.
masterclass di approfondimento sulle bollicine, rosati, bianchi e rossi Campani, presentate dal giornalista eno-gastronomico Luciano Pignataro, accompagnate dai riferimenti storico/culturali, risultate leggere e fruibili anche da un pubblico meno dotto.
I Forum, durante i quali si sono confrontati i consorzi e tutti gli attori regionali e ministeriali dell’agricoltura, hanno avuto come tema:”Le indicazioni geografiche come patrimonio sostenibile della Campania e il ruolo dei consorzi di tutela” 



Nei video che seguono, troverete spunti di riflessioni e pensieri degli attori principali dell’evento.
Grazie A Campania.wine, ma soprattutto a Luciano Pignataro, che da bravo mentore, ci porta nei posti in cui la passione e la cultura del fare, inebria l’aria, come quella che si respira in cantina quando il “Mosto” fermenta.
Sarà un piacere poterne seguire gli sviluppi, piena e totale disponibilità, nel nostro piccolo, ai consorzi.

Beviamoci Sud la 5^ edizione a Villa Pamphili, Roma 15 maggio

Si è svolta a Roma nello splendido scenario di Villa Pamphili la quarta edizione di Beviamoci Sud. 
La manifestazione promossa dall’agenzia Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini, blogger di Percorsi di Vino, e con il rinomato giornalista eno-gastronomico Luciano Pignataro, ha riscosso notevole successo accogliendo appassionati ed esperti del settore enologico con l’intenzione di valorizzare le eccellenze vitivinicole del nostro straordinario Sud Italia che racchiude in sé un’ampia varietà di prodotti ricchi di personalità e biodiversità, spesso non  abbastanza valorizzati. 
Storicamente i vini di alcune zone del Sud sono stati relegati al margine dell’enologia italiana a vantaggio dei più rinomati barolo, barbaresco e supertuscan ma grazie all’estrema vocazione di suoli, pedoclima e posizione geografica, pian piano i produttori meridionali hanno affinato le tecniche di vinificazione, sovvertendo pregiudizi e producendo vini sempre più di qualità. 
Il Sud Italia è infatti un’area ricchissima di vitigni nativi, terroir diversi, climi e tradizioni vinicole, che vanta una predisposizione naturale per la coltivazione di vini derivanti da suoli vulcanici, ricchi di fosforo, magnesio e potassio, da cui derivano prodotti minerali, dotati di freschezza, complessità e sapidità uniche.

A fare da cornice all’atmosfera suggestiva di Villa Pamphili, oltre 100 etichette in rappresentanza di 8 regioni del sud (Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), intenditori e grandi appassionati, ma soprattuto seminari volti ad approfondire, tramite degustazioni, le caratteristiche principali dei vari terroir e gli aspetti sensoriali legati alla degustazione del vino.
Da questi incontri sono risultati particolarmente significativi i contribuiti apportati da studiosi e produttori presenti alla manifestazione.


Nella masterclass introduttiva, curata dal Prof. Giancarlo Marchetti, microbiologo presso l’Università di Palermo, è stato dimostrato come lieviti indigeni e coadiuvanti enologici apportino migliorie al vino e come dall’utilizzo di questi lieviti, uno isolato da grappolo e uno isolato da sottoprodotti del miele, si possono ottenere vini con percezioni olfattive diverse, dall’agrume alla pesca.
Ciò a dimostrazione che il bouquet di un vino è il prodotto dell’interazione tra le qualità aromatiche intrinseche dell’uva e i microorganismi che ne fermentano il mosto. 
Accanto alla presenza di produttori rinomati a livello nazionale e internazionale, sono risultate degne di nota le testimonianze di eccellenze già consolidate nel territorio lucano, come
“Cantine del Notaio” ma anche esperienze di altri produttori del sud Italia impegnati a creare identità e sinergie con il loro territorio, scoprendone, comprendendone e valorizzandone le caratteristiche. 
Tra questi, cantine “La Fortezza”, focalizzata nella produzione di Metodo Classico innovativi per rafforzare il brand Sannio, il giovanissimo Renato Marvasi della cantina “Marchisa” che nei vigneti abbandonati dai nonni in Calabria fa rinascere il Magliocco Canino, il Greco Nero e la Malvasia Nera e il Prof. Raffaele Troisi di Cantine “Traerte” in Irpinia che da sempre porta avanti la tradizione del “Coda di Volpe”, migliorando da 30 anni la sua produzione e gli aspetti agronomici. 

Non da ultimo, il vino come veicolo di attrazione turistica grazie all’Associazione Castelli Romani Food and Wine che si prefigge di associare alla degustazione del vino locale attività turistiche ed esperienze eno-gastronomiche legate al territorio. 

In conclusione, Beviamoci Sud ha consolidato l’idea che il vino rappresenta in tutto il territorio italiano e ,in particolar modo nel meridione, un’attrattiva capace di muovere appassionati e intenditori verso la ricerca di eccellenze e tradizioni da scoprire e da riscoprire.

Le Masterclass di Beviamoci sud

Primavera ed estate tra trekking, musica, cene e degustazioni sotto le stelle

Ricco di interessanti proposte, il programma di eventi primavera-estate di Vallepicciola va in scena nella cornice paesaggistica delle colline del Chianti Classico, circondati dai vigneti ed ammirando l’innovativa struttura della cantina. Dal 24 aprile a fine agosto l’azienda è pronta ad accogliere con originali iniziative in cui il piacere di un calice di vino diventa occasione per vivere la gioia di stare insieme e celebrare la bella stagione. Camminate tra i filari, cene a base di prodotti locali e musica dal vivo per tutti.

Incastonata nel paesaggio di Pievasciata, zona sud del Chianti Classico, l’azienda vitivinicola Vallepicciola permette ai turisti e ai residenti di vivere la primavera e l’estate circondati dai suoi 105 ettari di vigneti con iniziative che offrono la possibilità di riscoprire il piacere di stare assieme. In programma dal 24 aprile a fine agosto 2022la serie diventi in cui il vino, che la fa da padrone, è sempre piacevolmente accompagnato da musica dal vivo, prodotti locali, suggestive passeggiate tra i filari e la tradizionale degustazione con visita della cantina.L’atipica e dinamica azienda, in questo modo, propone un programma accattivante che permette di vivere un’esperienza
eno-turistica d’eccellenza.A coloro che desiderano vivere momenti di convivialità con l’arrivo dei primi caldi e della bella stagione si offre la possibilità di partecipare a degli eventi che, a partire dal mese di aprile e per tutto agosto, animano Vallepicciola. Immersi nella suggestiva atmosfera delle colline toscane, gli ospiti possono godere della musica, del relax, dell’enogastronomia locale e della bellezza di queste terre. Eventi diversificati tra loro così da poter soddisfare ogni gusto ed esigenza. Un’offerta ricercata e accessibile a tutti, che permette agli ospiti di vivere nuovamente momenti da passare in compagnia circondati dalla bellezza del territorio godendosi fantastiche esperienze. Si inizia con il Trek & Wine in programma domenica 24 aprile, ideale per tutti coloro che amano il contatto con la natura, offre la possibilità di passeggiare con l’agronomo di Vallepicciola tra i vigneti, imparando tutto ciò che riguarda i vitigni, concludendo l’esperienza con l’immancabile degustazione di uno dei vini dell’azienda durante il pic-nic organizzato. Si prosegue, poi, con il Bubbly Event del 6 maggio che propone sfiziosi finger food, immancabili bollicine e accompagnamento musicale. Chi volesse, inoltre, può partecipare al Brunch con l’enologo, evento dell’11giugno che, a partire dalle ore 11:00, fa scoprire agli ospiti tutto sulle tematiche di vinificazione: per l’occasione, l’enologo e direttore generale di Vallepicciola Alessandro Cellai accoglie i partecipanti e li conduce nel suggestivo viaggio alla scoperta della produzione del vino. Coloro che invece amano godere della suggestione di queste terre all’imbrunire, il Solstizio d’Estate il 21 giugno offre la possibilità di cenare sotto le stelle degustando i pregiati vini di Vallepicciola uniti ad interessanti proposte food locali, dolcemente accompagnati dalla musica live di Umagroso.

Il mese di luglio offre, invece, due iniziative dedicate a un pubblico specifico: la prima è l’Independence Day che, come il nome stesso lascia intuire, è dedicato agli amici americani che si ritrovano a festeggiare il giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti a Vallepicciola il 4 luglio; un’occasione di festa con musica, ottimo vino, BBQ americano con la carne selezionata dal macellaio Dario Cecchini di Panzano in Chianti, noto tra gli amanti della carne toscana per i suoi prodotti e che, per l’occasione, sarà presente con il suo food truck; la seconda è il Cigar&Wine, in programma il 21 luglio in collaborazione con ClubAmici del Toscano, un’occasione unica per gli appassionati di questi prodotti, che così potranno abbinare vino e cibo con un buon sigaro toscano accompagnati dal sound dal vivo.

Per finire, durante il mese di agosto per ogni mercoledì, Vallepicciola si prepara a salutare la stagione estiva conHappy Wine Day, suggestivi aperitivi che, dalle 18:30 in poi, accompagnano dolcemente gli ospiti verso la fine dell’estate tra cibo, vino e musica.«Fil rouge di tutti questi eventi è l’offerta di possibilità diverse e accattivanti che vadano incontro a interessi e passioni differenti» sottolinea Tamara Marini, responsabile hospitality ed eventi a Vallepicciola.«Questi eventi riflettono bene la nostra realtà aziendale giovane e dinamica. Vorremmo che i partecipanti vivessero il vino come il prodotto sì del territorio, ma anche come un tutt’uno con le diverse passioni che qui si possono ritrovare. È fondamentale mettersi nei panni di chi visita Vallepicciola per capire al meglio le esigenze di ognuno, saper accogliere e offrire un’esperienza che rimanga nella memoria dei nostri ospiti con il tocco umano che ci contraddistingue. In questa visione è importante anche la nostra presenza agli eventi e in occasione del bellissimo Solstizio d’estate ci sarà anche il nostro amministratore delegato Alberto Colombo a fare da padrone di casa». Una serie di eventi che dona al moderno design di Vallepicciola una dimensione personale ed accogliente. Il vino nel bicchiere, nato da una o più varietà di uva coltivate da Vallepicciola sapientemente trasformate in vini rossi, bianchi rosati e spumanti, oltre alle sue proprie note degustative, si arricchisce del sapore della convivialità e del piacere di stare insieme

Paestum: regina della movida gourmet

Per i tanti amici che spesso mi scrivono per chiedermi consiglio: questi sono i posti che mi riempiono di entusiasmo (senza togliere nulla a tutte le grandi esperienze, non citate, in questo territorio) se decido di concedermi una giornata alle porte del Cilento.

Aperitivo da Giangaleazzo, via Tavernelle. Il mood è quello tipico cilentano, con riproposizioni attente ed originali anche nel servizio (lascio a chi ci andrà  la sorpresa), la selezione dei formaggi e dei salumi è frutto di ricerca attenta ed accurata, il territorio è il must. Dall’acqua sale alla mozzarella nella mortella, il cilento è sempre protagonista. Anche la carta dei vini esprime carattere territoriale, unica eccezione le bollicine Francesi e meno male: qui si festeggia sempre e cosa migliore per farlo è difficile trovare. 

Pensare a quale sia la migliore Mozzarella di bufala a Paestum può creare imbarazzo: siamo nel cuore della produzione di eccellenza. Vannulo uber alles, meglio telefonare e prenotare per assaggiarla, in caso contrario ci si dovrà accontentare dei derivati, che comunque non faranno pentire nessuno. 

Sulla statale non ci si sbaglia mai anche a fermarsi da Granato o Rivabianca.

La novità di questi ultimi anni è lo spaccio aziendale di San Salvatore, infatti La Dispensa è diventata luogo di pellegrinaggio gastronomico, a differenza degli altri, ha un servizio ristorante continuo e di ottimo livello, con una proposta evocativa, che strizza l’occhio alla tavola delle massaie cilentane, che poi sono la vera anima della loro cucina, ma  soprattutto chiusa nella filiera corta del colto e cucinato!

Se si vuole provare l’emozione di mangiarla “entro le mura” la tappa obbligata è Masseria Lupata, location fantastica in piena area archeologica. 

Le famiglie Barlotti, sia in questo caso che quella che porta il nome come brand, sono riferimenti assoluti, senza negare e trascurare il legame affettivo, per i due Raffaele che ne sono l’anima. 

Paestum concentra in pochi minuti di auto, cambi continui di paesaggio, perciò dopo un momento culturale ai templi, una  prosaica passeggiata sul nuovo litorale della Laura ed un aperitivo “musicale” sul mare al Dum Dum ristabiliscono l’equilibrio con l’aspetto ricreativo. Super raccomandato per chi non viaggia in coppia: si possono fare piacevoli incontri e il tramonto a mare sulle due coste, favorisce le storie a lieto fine. 

L’isola pedonale di Via Tavernelle, la stessa dell’aperitivo di cui sopra,  è una sosta obbligatoria, favorita dal comodo parcheggio:  Antiche Mura, Tavernelle, Casa Coloni, Alici, posti sicuri, dove sei sempre a casa, cantine ben fornite e grande attenzione all’ospite. 

Appena fuori dall’area archeologica, ristoranti che non sbagliano mai un colpo e che sono capaci di gestire anche tavolate numerose sono  Mandetta, Nonna Sceppa e Porta Sirena; La Pergola se si vuole arrivare a Capaccio scalo. 

Gli ultimi anni, soprattutto quello appena trascorso, hanno consolidato la posizione di Paestum nella mappa della ristorazione di eccellenza, facendola diventare la realtà con maggiore densità di Stelle Michelin per abitanti e per territorio. 

Le Trabe è stata la prima anni fa ed ha tracciato il percorso, anche nella nuova versione Verde, primi ad avere il riconoscimento della guida. Location immersa nella natura; la cucina di Marco Rispo non ancora provata, a detta di amici fidati, è sempre emozionante.


Arbustico da qualche anno ha qui la nuova sede. 
Un ambiente ricco di fascino, lusso ed eleganza con una bella cantina che contribuisce dare il giusto rilievo alla cucina di tecnica di Cristian Torsiello, che da quando si è spostato da Valva a qui, ha messo nel mirino nuovi obiettivi, che con le giuste risorse, non mancherà di raggiungere. 

Rivelazione assoluta, ma decisamente preannunciata, il successo dei Tre Olivi, con le 2 stelle (di colpo) assegnate dalla rossa a Giovanni Solofra ed alla sua compagna Roberta Merolli, già da qualche anno, consolidata realtà all’interno del Savoy Beach Hotel.

Le opportunità ci sono per tutti, in maniera trasversale per tutte le tasche, ma con la certezza che ovunque, il rapporto con la qualità, non sarà mai deficitario: buon fine settimana a tutti e godetevi il winefest!

Torna Mangia e Bevi, la guida delle eccellenze del territorio

Una location d’eccezione, quella di Palazzo Petrucci a Posillipo, per la consegna dei premi della guida Mangia e Bevi, redatta da Santa Di Salvo e Luciano Pignataro, giornalisti de Il Mattino. Una doppia premiazione, 2020 e 2021, poiché lo scorso anno era stata rinviata a causa della pandemia.

L’occasione per ritrovarsi e farsi gli auguri, affinché tutto torni, presto, alla normalità. Un racconto personale, un diario di assaggi, che racconta le esperienze vissute direttamente dai due giornalisti. Una mappa dettagliata che come un riflettore illumina i nostri territori e le sue eccellenze. Un promemoria anche per le guide a respiro internazionale, che spesso attingono informazioni. Chef, sommelier, maitre, pizzerie, paninoteche, non manca nulla. Quello che segue è un racconto diretto con le voci e i volti di alcuni dei premiati. Buona visione!

Stelle Michelin Italia 2022, Campania svetta su tutti gli altri

Ancora una volta, la Guida Michelin regala soddisfazioni alla Campania, che è risultata essere la prima regione in Italia per numero di ristoranti premiati con le prestigiose e ambite Stelle Michelin Italia 2022. A svettare su tutti sono il Krèsios dello chef Giuseppe Iannotti, a Telese Terme in provincia di Benevento, e il Tre Olivi dello chef Giovanni Solofra a Paestum in provincia di Salerno, entrambi premiati con due Stelle Michelin.

La sorpresa delle due stelle Michelin campane

All’evento che si è tenuto a Franciacorta, presso il Relais Franciacorta di Corte Franca, in provincia di Brescia, la Campania ha certamente brillato con le sue proposte ristorative. Le novità stellate sono state in tutto 36, ma solamente due hanno conquistato la duplice stella: si tratta proprio dei due ristoranti campani, Krèsios e Tre Olivi. Il primo si è guadagnato la menzione – che, ricordiamo, suggerisce la deviazione dal proprio itinerario – perché «la cucina di Iannotti fonda la sua filosofia sulla ricerca e la fantasia, con scatti d’improvvisazione, ricerca della migliore materia prima proveniente da ogni parte del mondo». Il secondo, invece, ha convinto in virtù della «tecnica assoluta per la cucina di Giovanni Solofra che propone sapori del Cilento e della Campania, sua terra natia, da cui attinge prodotti e idee, filosofia e storia».

Cinque nuove stelle Michelin per i ristoranti fra Napoli e Salerno

Se la categoria dei due stelle ha riservato soddisfazioni alla Campania, non è stata da meno la categoria della stella singola. Anche qui, infatti, sono numerose le proposte riconosciute meritevoli. A Napoli e provincia entrano a far parte della schiera dei ristoranti stellati ARIA dello chef Paolo Barrale a Napoli, così come il Rear Restaurant dello chef Francesco Franzese di Nola. Tornando a Napoli, precisamente a Somma Vesuviana, anche Contaminazioni Restaurant dello chef Giuseppe Molaro acquisisce una stella, mentre a Vico Equense è il ristorante di Antonino Cannavacciuolo, Cannavacciuolo Contryside dello chef Nicola Somma, a ricevere la stella.

Nel salernitano, oltre al già citato Tre Olivi, troviamo Li Galli di chef Savio Perna a Positano. Menzione speciale, infine, per Le Trabe dello chef Marco Rispo, ancora una volta a Paestum. Al ristorante, già detentore di una stella Michelin, è stata assegnata anche una Stella Verde, il riconoscimento che la Guida assegna ai ristoranti che mostrano particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.