Torna Mangia e Bevi, la guida delle eccellenze del territorio

Una location d’eccezione, quella di Palazzo Petrucci a Posillipo, per la consegna dei premi della guida Mangia e Bevi, redatta da Santa Di Salvo e Luciano Pignataro, giornalisti de Il Mattino. Una doppia premiazione, 2020 e 2021, poiché lo scorso anno era stata rinviata a causa della pandemia.

L’occasione per ritrovarsi e farsi gli auguri, affinché tutto torni, presto, alla normalità. Un racconto personale, un diario di assaggi, che racconta le esperienze vissute direttamente dai due giornalisti. Una mappa dettagliata che come un riflettore illumina i nostri territori e le sue eccellenze. Un promemoria anche per le guide a respiro internazionale, che spesso attingono informazioni. Chef, sommelier, maitre, pizzerie, paninoteche, non manca nulla. Quello che segue è un racconto diretto con le voci e i volti di alcuni dei premiati. Buona visione!

Anteprima VitignoItalia 2022, sold out all’Excelsior di Napoli

Oltre 500 etichette in rappresentanza di 15 regioni. Su tutte, la Campania in testa con 40 aziende sulle 80 che hanno partecipato. Un autentico “assaggio” di quel che accadrà a giugno prossimo, tutto fa presagire un successo già annunciato da segnare subito in rosso sul calendario. Questi sono i dati e le previsioni dell’Anteprima di VitignoItalia 2022 che ha aperto lo scorso 30 novembre, all’hotel Excelsior di Napoli, di fronte al Castel dell’Ovo, là dove si dice che il paesaggio partenopeo abbia ricevuto il dono dell’eterna bellezza.

In questa atmosfera suggestiva abbiamo assistito ad un anticipo dimostrativo e di partecipazione, in realtà si è trattato di un’occasione completa per indicare soprattutto, in un momento prefestivo, quali siano le opportunità commerciali per il settore vitivinicolo. Una giornata orientativa, con l’occasione dell’Anteprima, che ha dettato linee guida anche per quest’anno, mostrando ancora una volta come VitignoItalia, il Salone dei Vini e dei territori vitivinicoli italiani, sia ad oggi il motore centrale e il punto di riferimento fieristico dell’ambito, in un periodo fondamentale per rilanciare il business ostacolato da due anni di fermo.

«Un momento emozionante per me – spiega Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia – mi riferisco soprattutto all’entusiasmo e alla forza con cui hanno partecipato i produttori, a dimostrazione di come VitignoItalia sia pienamente consapevole del fatto che questo settore rappresenti la punta strategica per il Made in Italy e che quindi vada sostenuto con molta attenzione».

La partnership con UniCredit e il Forum delle Economie

Durante la manifestazione in sold out, con una risposta napoletana di grande attesa e coinvolgimento (nonostante la piena osservanza delle regole anti Covid), si sono tenuti diversi dibattiti, contributi di rilievo che hanno tracciato traiettorie di sviluppo per il settore imprenditoriale. “Vino e Turismo: trasformare le potenzialità in opportunità per la valorizzazione del territorio”, è stato questo il titolo del forum denso di interventi realizzato grazie alla partnership con UniCredit.

Moderati da Leandro Sansone, responsabile Territorial Development Sud UniCredit, sul palco dei relatori si sono alternati, tra gli altri, Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Annalisa Areni, Regional Manager Sud UniCredit, Bruna Caira, direttrice della Strada del Vino Nobile Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese, Giuseppe Festa, direttore del Corso di Wine Business nell’Università degli Studi di Salerno e coordinatore scientifico dell’Osservatorio sul Turismo del Vino dell’associazione Città del Vino. Punto centrale dell’incontro i risultati della ricerca “Competitività e scenari di mercato per la filiera vitivinicola secondo L’Agri4index Nomisma-UniCredit”, illustrata da Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Wine Monitor Nomisma Spa.

Bilancio molto positivo per i promotori. Massimo entusiasmo è stato espresso in parole chiave di fiducia e progresso, sono prime introduzioni a percorsi da intraprendere più complessi, anche dal punto di vista enoturistico. Gli incontri infatti hanno portato in superficie ciò che è assolutamente inderogabile come la sostenibilità, la transizione ecologica, i nuovi accordi commerciali e il potenziamento del digitale per il futuro del settore, ovvero mirare ad un potenziale ancora più competitivo in una realtà italiana già d’eccellenza tra le sue filiere, riconosciute in tutto il mondo. Concreti, inoltre, i contributi dei diversi relatori di UniCredit che hanno ribadito l’impegno dell’istituto di credito nei confronti dell’imprenditoria del settore agroalimentare.

Lo special event: la degustazione dei vini campani

Una sfilata di otto etichette campane al banco assaggi. La giornata si è conclusa così, con una deliziosa degustazione accompagnata da magistrali narrazioni sulla produzione dei vitigni campani a bacca rossa, in particolare modo dell’annata 2007. È stato un momento di reale interesse che, lungi dall’essere straordinario solo del punto di vista espositivo, ha evidenziato l’incisività di tutto il sud Italia nel mondo del vino.

Avvicinare il microfono alla bocca di coloro che il vino lo producono per fare il reale punto della situazione; queste testimonianze saranno al vaglio di VitignoItalia per questi mesi di lavoro prima di ritrovarsi l’estate prossima al Castel Dell’Ovo di Napoli per tirarne le somme. Lo special event è nato dalla collaborazione con la Regione Campania e dedicato alla memoria di Lucio Mastroberardino; ha visto protagoniste le etichette di Fontanavecchia, Galardi, Maffini, Mastroberardino, Montevetrano, Quintodecimo, Terredora e Villa Matilde, presentate dal giornalista Luciano Pignataro, per l’occasione affiancato da Tommaso Luongo, delegato AIS per la Campania.

A riprova dell’importanza dell’evento anche in campo business internazionale, l’iniziativa partenopea ha garantito per l’occasione la presenza di sette buyer e quattro giornalisti provenienti da Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Lituania e Polonia, giunti a Napoli grazie al rapporto tra VitignoItalia e ICE.

Appuntamento, dunque, alla XVII edizione di Vitigno Italy in calendario dal 5 al 7 giugno 2022 al Castel dell’Ovo di Napoli. È così che il made in Italy del vino tra opportunità, strategie e analisi, si fa quella solida realtà che il mondo ammira e compra, muovendo un mercato in netta crescita.

Stelle Michelin Italia 2022, Campania svetta su tutti gli altri

Ancora una volta, la Guida Michelin regala soddisfazioni alla Campania, che è risultata essere la prima regione in Italia per numero di ristoranti premiati con le prestigiose e ambite Stelle Michelin Italia 2022. A svettare su tutti sono il Krèsios dello chef Giuseppe Iannotti, a Telese Terme in provincia di Benevento, e il Tre Olivi dello chef Giovanni Solofra a Paestum in provincia di Salerno, entrambi premiati con due Stelle Michelin.

La sorpresa delle due stelle Michelin campane

All’evento che si è tenuto a Franciacorta, presso il Relais Franciacorta di Corte Franca, in provincia di Brescia, la Campania ha certamente brillato con le sue proposte ristorative. Le novità stellate sono state in tutto 36, ma solamente due hanno conquistato la duplice stella: si tratta proprio dei due ristoranti campani, Krèsios e Tre Olivi. Il primo si è guadagnato la menzione – che, ricordiamo, suggerisce la deviazione dal proprio itinerario – perché «la cucina di Iannotti fonda la sua filosofia sulla ricerca e la fantasia, con scatti d’improvvisazione, ricerca della migliore materia prima proveniente da ogni parte del mondo». Il secondo, invece, ha convinto in virtù della «tecnica assoluta per la cucina di Giovanni Solofra che propone sapori del Cilento e della Campania, sua terra natia, da cui attinge prodotti e idee, filosofia e storia».

Cinque nuove stelle Michelin per i ristoranti fra Napoli e Salerno

Se la categoria dei due stelle ha riservato soddisfazioni alla Campania, non è stata da meno la categoria della stella singola. Anche qui, infatti, sono numerose le proposte riconosciute meritevoli. A Napoli e provincia entrano a far parte della schiera dei ristoranti stellati ARIA dello chef Paolo Barrale a Napoli, così come il Rear Restaurant dello chef Francesco Franzese di Nola. Tornando a Napoli, precisamente a Somma Vesuviana, anche Contaminazioni Restaurant dello chef Giuseppe Molaro acquisisce una stella, mentre a Vico Equense è il ristorante di Antonino Cannavacciuolo, Cannavacciuolo Contryside dello chef Nicola Somma, a ricevere la stella.

Nel salernitano, oltre al già citato Tre Olivi, troviamo Li Galli di chef Savio Perna a Positano. Menzione speciale, infine, per Le Trabe dello chef Marco Rispo, ancora una volta a Paestum. Al ristorante, già detentore di una stella Michelin, è stata assegnata anche una Stella Verde, il riconoscimento che la Guida assegna ai ristoranti che mostrano particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.

Vinitaly Special Edition: fra vini, distillati e nuove tendenze

La tre giorni del Vinitaly Special Edition è stata l’occasione ideale per riprendere lì dove ogni discorso, in materia di vini e distillati, si era fermato. Dal 17 al 19 ottobre, con una formula prettamente dedicata al business, ma non solo, il Salone del vino e dei distillati ha offerto la consueta offerta, ricca di oltre 400 aziende provenienti da tutta Italia e operatori del settore provenienti invece da 35 nazioni di tutto il mondo.

Vinitaly Special Edition

La Special Edition del Salone del vino e dei distillati è stato un importante momento per verificare lo stato di salute dei settori dell’ho.re.ca. Un confronto necessario, dopo che il 2020 ha fatto registrare mancati introiti per un valore complessivo di 1,5/1,8 miliardi di euro. Ecco, quindi, l’esigenza di un confronto per ragionare sulle opportunità offerte dalle nuove tendenze.

È un dato di fatto, per esempio, che le cantine biologiche abbiano registrato un aumento delle vendite pari all’11%. I temi ambientali, diventati argomento di attualità già da qualche tempo, evidentemente hanno coinvolto anche il settore vitivinicolo. Al Vinitaly Special Edition, proprio per andare incontro a questa tendenza ormai conclamata, è stato prevista una degustazione nel corso della quale sono stati serviti 132 vini biologici, di 42 aziende provenienti da 16 regioni.

Un’altra importante tendenza che si sta andando confermando è quella della mixology. A sottolineare questo aspetto, per la prima volta, alla Special Edition del salone ha debuttato l’Area Mixology, che ha previsto un apposito spazio dedicato a bartenders, prodotti destinati alla preparazione di cocktail e nuove miscelazioni.

Come sempre, però, al centro della kermesse, è stato il vino. Ricco, da questo punto di vista, è stato il calendario delle degustazioni che ha portato alla scoperta delle novità, ma anche delle novità come gli Orange wines.

Il mercato del vino italiano: forte crescita su tutti i mercati internazionali

Secondo le stime, attualmente in Italia sono presenti oltre 310 mila aziende agricole, di cui 45.600 si occupano della produzione di vino. Nel 2020, la produzione di vini italiani ha generato un valore complessivo di 6,3 miliardi di euro: un risultato negativo, se confrontato con il 2019, perché ha comportato una perdita del 2,3% rispetto al 2019. Ciononostante, i vini italiani hanno raggiunto risultati importanti nei principali mercati esteri. Nei primi sette mesi del 2021, infatti, sono stati registrati risultati importanti sia negli Stati Uniti d’America, dove è stata registrata una crescita del 9,5% pari a 1,1 miliardi di euro, e in Germania, dove il mercato è cresciuto del 9,9%. Incrementi più contenuti, ma comunque importanti, sono stati registrati anche in Svizzera, Canada, Russia e Cina. L’unico mercato in calo, pertanto, è stato quello del Giappone, dove è stata registrata una contrazione dell’1,8%. In generale, comunque, il mercato del vino italiano ha fatto meglio di tutti gli altri paesi produttori, in particolare della Francia che rappresenta il principale competitor.

Torna In Vino Civitas, la kermesse fra vino e cultura

Torna In Vino Civitas, il Salone del vino di Salerno, che si è tenuto lo scorso 20 e 21 novembre. È la Stazione Marittima di Salerno l’approdo di questa edizione, che questa volta è diversa dal passato e perché unisce vino e cultura, consentendo di allentare gli “ormeggi” della nostra conoscenza, per ampliarla e renderci veramente consapevoli del nostro patrimonio. Il territorio mette semplicemente in mostra l’artigianato e le bellezze paesaggistiche ed è già un successo. La location incantevole fa da cornice, per una kermesse di alto profilo. Una vetrina, ma anche un ulteriore incoraggiamento per il settore vitivinicolo. Due giorni di degustazioni e masterclass si sono uniti all’arte orafa e fotografica, e al settore della moda che ha arricchito ulteriormente il cartellone dei momenti dell’evento.

Paesaggi diVini, la mostra fotografica che racconta

Un’espressione su tanti piani della bellezza del nostro territorio. In fondo In Vino Civitas racchiude questo concetto sopra ogni cosa, raccontare magnificenza; celebra il vino, ma in realtà vuole sottolineare tutta la grandezza di cui godiamo, ma di cui molto spesso, pur avendola sotto gli occhi, non ci accorgiamo. Così si inserisce in questo percorso la mostra artistica Paesaggi diVini allestita dai fotografi di CNA Salerno.

C’è un legame sensoriale tra fotografia e vino, questo si percepisce dai dieci scatti degli altrettanti fotografi che hanno immaginato e immortalato i luoghi in cui il vino è protagonista: il loro sguardo artistico e la loro creatività offrono uno spettacolo da non perdere. Un viaggio estetico dai paesaggi della Costiera amalfitana, ai templi di Paestum, dal cuore antico di Salerno, ai giovani vitigni dell’area picentina. Questi i nomi dei fotografi che hanno esposto: Marco Alfieri (Salerno), Emanuele Anastasio (Amalfi), Gerry Capaccio (Fisciano), Roberto Cascone (Nocera Inferiore), Fernando Cerrone (Campagna), Armando Cerzosimo (Salerno), Luigi De Lucia (Eboli), Paola Esposito (Salerno), Francesco Iannotti (Battipaglia) e Felice Sellitti (Nocera Inferiore).

Sotto la guida di Dioniso: il Dio dal sesso maschile, con l’indole femminile

Tra gli dei, Dionisio è quello istintivo e passionale, assolutamente irrazionale e pulsionale. La complessità di diversi aspetti, femminili e maschili, è l’ispirazione unica che ha mosso il gruppo orafi della CNA, a lavoro con i ceselli. Per l’occasione hanno offerto l’esclusiva realizzazione dei gioielli indossati durante le sfilate di moda di domenica sera. I laboratori orafi che hanno partecipato sono stati: Turchese Gioielli Laboratorio Orafafo di Luigi Truono (Salerno), Orafo Gaetano Cavallo (Salerno), Luigi Della Sala Orafo (Cava De’ Tirreni, L’orafo di Mazzillo Antonio Gerardo (Agropoli), Della Corte Gioielli – Artigianato Digitale (Eboli), “Arte Orafa Valenzana” di Gaetano Ferrante (Nocera Superiore) – Bisogni Di Monteleone (Eboli).

InVinoCivitas: “Brindiamo alla vite” è la sua quinta edizione

Si torna in presenza, alla stazione marittima di Salerno, il 20 e 21 novembre, dopo un periodo estivo che è trascorso in netta ripresa economica nel settore vitivinicolo. È il momento di confronti corroboranti in un’ottica di conservazione, ma anche di continue sfide evolutive. Le start up italiane nel wine&food hanno superato la prova post-covid, dalla crisi alle innovazioni più disparate.

L’evento, che già catalizza notevole attenzione, è stato sostenuto da Sergio Casola, presidente di Createam, con il supporto di Lucio Ronca di CNA e Camera di Commercio Salerno, e ospiterà 80 produttori con circa 400 etichette in degustazione.
A conferma del buon lavoro svolto nelle scorse stagioni, l’aspetto tecnico delle degustazione e dei laboratori sarà a cura dell’Ais Salerno.

In area Talk il professor Giuseppe Festa, direttore del corso di Wine Business del campus di Fisciano, presenzierà ai dibattiti. In digital talk invece e in diretta sui principali canali social, sarà la volta di interessanti focus di presentazione di prodotti e cantine.
In particolare, quest’anno i temi principali saranno incentrati sul turismo del vino in Campania, fino alla dieta mediterranea, giungendo al ruolo del vino, all’enogastronomia e alla moda per la promozione del Made in Italy. Di grande interesse anche il settore della digitalizzazione nelle imprese vitivinicole.

Il programma di eventi è ricco e ampio e la manifestazione sarà espositiva, ma anche un Salotto culturale di storia e testimonianze.
Durante le giornate sarà assegnato il Premio EccellenSA, una preziosa creazione di ceramica artistica artigianale: sarà conteso da privati o imprese contraddistinti da meritoria attività.
Nel corso della prima giornata sarà tagliato il nastro alla mostra “Paesaggi diVini”.
Si tratta di una serie di ritratti che mettono in evidenza le bellezze paesaggistiche del territorio salernitano con immagini evocative del vino italiano.

È uno speciale omaggio di dieci maestri artigiani della fotografia Cna che consentiranno agli ospiti del Salone di conoscere il territorio salernitano tramite altre dimensioni del racconto.
Il contributo artigianale troverà la sua esplosione di colori anche in un elegante Défilé: nella giornata di domenica prenderanno parte all’evento professionisti del settore estetico, mescolandosi alla bellezza delle ispirazioni del vino italiano. Ventiquattro artigiani del look, tra parrucchieri ed estetisti, in collaborazione con stilisti e orafi, creeranno look originali, anticipando le tendenze moda per l’inverno.
Gli studenti del Profagri di Salerno infine testimonieranno con la loro entusiastica presenza un messaggio positivo, da fil rouge di tutto l’evento. La fiducia è la nuova crescita.

HostMilano, le nuove forme dell’ospitalità

HostMilano è la fiera mondiale dedicata al mondo della ristorazione e dell’accoglienza. Si tiene ogni due anni e propone tutto ciò che occorre per un locale di successo: dalle materie prime ai semilavorati, dai macchinari alle attrezzature, dagli arredi alla tavola, con uno sguardo approfondito su trend, tecnologie, innovazioni. Nel 2023 si terrà la 43a edizione. Un layout imponente suddiviso in macro-aree per rappresentare tutto il settore dell’Ho.Re.Ca., del food service, del retail, della GDO e dell’hotellerie.

Tecnologia e innovazione: il futuro è già qui

Ogni due anni HostMilano propone le ultime novità e innovazioni in termini di equipment, materie prime, attrezzature e semilavorati. La tecnologia è protagonista. Eventi, business e formazione per tutti gli operatori.

Eventi di elevato contenuto innovativo e artistico con la partecipazione di grandi chef, professionisti del mondo del caffè e maestri del gelato, cioccolato e pasticceria. Un concetto espositivo unico che unisce la specializzazione verticale con le affinità di filiera e offre uno spaccato internazionale sui cambiamenti, sui modelli di consumo e sui nuovi format dell’ospitalità. Ristorazione professionale, bakery-pizza-pasta, caffè-the-bar-macchine caffè, vending, gelato-pasticceria e bakery, arredo, tecnologia e tavola per consentire agli operatori di orientare il proprio business e valorizzare le relazioni internazionali.

Il racconto dell’evento HostMilano

L’ospitalità cammina ormai di pari passi con il mondo del food&wine. È così forte il binomio che quest’anno, i due massimi eventi fieristici, si sono svolti in contemporanea, nella stessa città, utilizzando gli stessi spazi di Fiera Milano, negli stessi giorni. Occasione imperdibile per verificare come questo settore abbia reagito alla crisi e come si presenti per la ripartenza. Abbiamo incontrato due realtà salernitane, una consolidata ed una giovanissima, che hanno proposto le loro novità.

TuttoFood 2021: il racconto dell’edizione

Milano, dal 22 al 26 ottobre, hub mondiale del settore gastronomico: 1.300 espositori, 150.000 visitatori, arrivati da ogni angolo della terra, in cui il made in Italy sia presente. La condivisione di esperienze, di nuove tecnologie, nuovi sistemi di produzione.
Due anni di blocco di tutti gli eventi fieristici hanno permesso a tanti di riorganizzarsi, di rimodulare le offerte. Una scossa che ha sensibilizzato tutti, una spinta fondamentale verso il processo di digitalizzazione, sia per la produzione che per la comunicazione. La sostenibilità, il racconto della filiera, saranno i nuovi must. Il futuro è pieno di speranza ma anche di paura: se dovesse accadere di nuovo, dovremo essere pronti ad affrontarlo.

Saranno dominanti i progetti condivisi e soprattutto le sinergie, queste le strategie comuni che abbiamo riscontrato e che vogliamo raccontarvi, solo così le piccole eccellenze potranno essere competitive sul nuovo mercato globale, digitale. I prezzi delle materie prime, che cominciano a scarseggiare, i costi dell’energia, che nella fase di transizione aumenteranno per almeno un lustro, fino poi a stabilizzarsi, imballaggi, trasporti, tutto porterà a un aumento esponenziale dei prezzi al dettaglio.

Il made in italy, con la straordinaria varietà di prodotti di eccellenza, corre il rischio di diventare accessibile solo ai mercati esteri più ricchi. A noi l’opportunità di limitare gli sprechi, di consumare il prodotto locale. Vi racconteremo il progetto condiviso di tre realtà meridionali, che hanno scelto di focalizzare l’attenzione sulla consapevolezza e la sostenibilità.

La pizza, prodotto italiano più consumato nel mondo, si è evoluta attraverso lo studio dei processi di lievitazione, cosa che ne ha cambiato il posizionamento. Il cibo popolare di un tempo, ha segnato il passo, almeno in parte, verso una nuova identità, proponendosi nella versione gourmet.
I pizzaioli sono diventati famosi e influenti al pari degli chef, pur senza la stessa attenzione mediatica, compensata da quella popolare, dei consumatori. Tutta la filiera si è dovuta adeguare, sono cambiate le farine, elevata la qualità dei condimenti. Ne parliamo con tre figli della Campania, che si sono ricavati una bella nicchia di mercato.

Infine, un’idea di come immaginano il futuro, con speranze e paure di due generazioni: quella giovane ed entusiasta di cinque donne, che fanno impresa insieme, e quella esperta e consolidata di un grande imprenditore che si presenta con il restyling dell’immagine aziendale e che lancia un allarme sui prossimi aumenti che stanno per arrivare.

L’appuntamento è alla prossima edizione, l’8 maggio 2023.

Campania Stories

Si è svolta dal 30 agosto al 4 settembre Campania Stories 2021, la nuova edizione dell’evento organizzato nelle due perle della Campania, la Costa d’Amalfi e la Terra degli Dei. Ancora una volta, un momento di confronto e di crescita per tutte le 88 cantine che hanno preso parte alla manifestazione, ma anche per i tanti appassionati del vino.

Fra le numerose cantine, 20 Italie ha avuto il piacere di intervistarne alcune. Come la cantina La Fortezza, coi suoi vigneti di Torrecuso, sul versante est del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, e la cantina, completamente rivestita in pietra e integrata nel paesaggio circostante.

A seguire, anche la nota cantina Feudi di San Gregorio, che nella sua storia ha saputo dare risalto a un territorio, quello dell’Irpinia, una dignità troppo spesso non riconosciuta. Anche questa Cantina, infatti, ha preso parte all’evento, lasciandoci le proprie impressioni.

Difesa e Mèrcori 2019 di Francesca Fiasco totalizzano rispettivamente 95 e 96 punti nel rank di James Suckling

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, a Felitto, Campania, sorge una tenuta che ha saputo generare gioielli enologici in grado di conquistare il palato degli esperti a livello internazionale. Il Difesa e il Mèrcori entrambi 2019 dell’Azienda Agricola Francesca Fiasco, IGT Paestum Rosso, rappresentano non solo un’ode alla tradizione vitivinicola campana ma anche un brillante esempio di come passione, innovazione e dedizione possano fondersi creando un prodotto di eccezionale qualità. Francesca Fiasco, giovane e promettente, ha ereditato i vigneti di famiglia e, sotto la guida esperta di Emiliano Falsini, ha dato vita a vini che sono una sinfonia di uve meticolosamente selezionate.

Il Difesa si compone in 35% Aglianico, 35% Cabernet Sauvignon, 20% Barbera e 10% di altre varietà rosse autoctone. Questa miscela ispirata nasce da viti di aglianico ultrasettantenni, coltivate su sei ettari di terreno appartenenti a nonno Luigi. Il Mèrcori con il suo complesso blend di in 30% Aglianico, 30% Cabernet Sauvignon, 10% Barbera, 10% Sangiovese e un saldo di altri vitigni a bacca rossa locali, tra cui spicca l’Aglianicone, racconta una storia di terra, tradizione e sperimentazione.

Difesa: un blend ispirato da equilibrio, innovazione e tradizione

Difesa 2019 si distingue per il suo carattere unico, frutto di una vinificazione attenta e di un affinamento in botti di rovere francese che esaltano le peculiari qualità delle uve selezionate. Con note coriacee di prugna e frutti di bosco, tipiche dell’Aglianico, e un corpo che sa di spezie e di vita, il vino matura in tonneau per 18 mesi, seguiti da un anno in bottiglia, prima di raggiungere le tavole degli appassionati. L’impronta del rovere è evidente, ma mai prevaricante, in perfetto equilibrio con la frutta concentrata che caratterizza il finale lungo e persistente del vino.

Ed è proprio questa qualità eccezionale che è stata riconosciuta e premiata con 95 punti da James Suckling, sottolineando non solo l’eccellenza del blend ma anche la sorprendente bevibilità del vino. Grazie a un equilibrio superlativo e a una gradazione alcolica moderata, il Difesa 2019 si rende il candidato ideale per l’invecchiamento, promettendo una maturazione che esalterà ulteriormente le sue già ricche sfumature.

Il prestigio nel calice del Difesa 2019: caratteristiche distintive

Provando ad elencare le caratteristiche del Difesa 2019 il risultato è un lungo elenco che celebra un vino da non perdere, una testimonianza eloquente di come la Campania continui a essere una terra di vini pregiati, capaci di raccontare storie di passione e di territorio.

  • La complessità aromatica: un viaggio sensoriale tra frutti di bosco maturi, prugne, cuoio e tabacco.
  • L’equilibrio tra maturazione in rovere e frutto: una maestria vinificativa che bilancia sapientemente le componenti.
  • La struttura tannica: decisamente presente ma mai invadente, promessa di un’eccellente evoluzione.
  • La bassa gradazione alcolica: un dettaglio che sorprende e invita alla degustazione.
  • La potenzialità di invecchiamento: un aglianico che si preannuncia splendido negli anni.
  • La visione: Francesca Fiasco, una giovane talento della viticoltura campana.
  • L’eredità e l’innovazione: il rispetto per la tradizione unito alla ricerca di una propria identità enologica.
  • La produzione limitata: una scelta che garantisce qualità e esclusività.

Con questo riconoscimento internazionale il Difesa 2019 si aggiudica un premio che conferma il valore del lavoro svolto. L’invito alla scoperta ci spinge verso orizzonti di curiosità nei confronti di un produttore che sta segnando la storia del vino italiano.

Il fascino unico del Mèrcori 2019: un blend di eccezionale espressione campana

Il Mèrcori 2019, anch’esso frutto dell’eccellenza enologica di Francesca Fiasco, si pone come emblema di un’altra faccia della viticoltura di qualità campana. La vinificazione in legno di rovere francese, seguita da una macerazione sulle bucce per venti giorni e un affinamento in tonneau di primo e secondo passaggio per due anni, culmina in un’esperienza gustativa senza pari. L’imbottigliamento, avvenuto a marzo 2022 dopo otto mesi di elevazione in bottiglia, ha sigillato il destino di un vino destinato a lasciare il segno.

L’aroma di Mèrcori è una sinfonia di precisione e varietà, che spazia dalla frutta matura a note più esotiche di sottobosco e tartufo nero quasi. La struttura tannica, ben integrata, conferisce al vino una morbidezza vellutata, invitando a un sorso dopo l’altro. Il finale, lungo e sapido, è un equilibrio perfetto tra fruttato e gusto umami, che rende il Mèrcori 2019 non solo un vino da degustare ma da vivere in pieno.

  • La complessità aromatica: un caleidoscopio di ciliegia, prugna, arancia rossa e note balsamiche, con accenni di caffè e tabacco, che seduce il naso e prepara il palato.
  • L’equilibrio tra maturazione in legno e frutto: una fusione perfetta che rispetta l’intensità dei frutti senza essere sovrastata dal legno.
  • La struttura tannica: vellutata e ben integrata, promessa di una degustazione avvolgente.
  • Il tenore alcolico: bilanciato, che contribuisce alla “bevibilità” e alla raffinatezza del vino.
  • La potenzialità di invecchiamento: un blend capace di evolversi, mantenendo la promessa di sorprendere anche dopo anni.
  • La visione enologica: Francesca Fiasco conferma il suo talento e la sua capacità di interpretare varietà diverse in un’unica, straordinaria espressione vinicola.
  • L’eredità e l’innovazione: la capacità di coniugare la ricchezza dei vitigni campani con tecniche enologiche avanzate.
  • La produzione limitata: un segno distintivo di esclusività e attenzione al dettaglio.

Raggiungendo un punteggio di 96 punti da James Suckling, il Mèrcori 2019 si posiziona un gradino sopra al Difesa 2019, testimoniando la costante ricerca di eccellenza da parte della cantina Francesca Fiasco. Questo vino è una dichiarazione d’amore per la Campania, un tributo alla sua terra fertile e alla sua storia vinicola, pronta a essere scoperta e apprezzata da chi cerca nel vino non solo gusto, ma anche narrazione e passione.

Alla scoperta di nuovi traguardi: il futuro di Francesca Fiasco

L’avventura enologica di Francesca Fiasco non si ferma al successo ottenuto; il futuro si annuncia ricco di nuove sfide e conferme. Mantenendo saldi i principi di qualità e di rispetto per la tradizione, le cantine Francesca Fiasco si propongono come custodi di un patrimonio vinicolo che sa innovarsi, guardando con fiducia verso l’orizzonte di un mercato sempre più attento e esigente. La strada tracciata da questi vini è un invito a esplorare le radici di un territorio ricco di bellezza e di storie, a scoprire l’anima di un vino che sa parlare al cuore e al palato degli amanti del buon vino. La storia del Difesa 2019 e del Mèrcori è solo l’inizio di un viaggio che promette nuove entusiasmanti tappe, in un mondo dove la qualità è la vera protagonista.