Metà ottobre, siamo decisi per un pranzo nel borgo antico di un paesino di provincia, zona collinare.
Ma, contrariamente alle previsioni, esce un bel sole con annesso tepore tutt’altro che autunnale. Cambio di programma. A malincuore disdiciamo per una passeggiata sul lungomare di Salerno con pranzo da Cucina Uvenude, vecchia residenza del giapponese Umi. In quel centro storico ci torneremo in autunno inoltrato.
Passeggiamo da piazza della Libertà verso il centro, lungomare gremito e movimentato.
Lasciamo gli spolverini ad Antonio e ci accomodiamo in un angolo dell’unico grande tavolo da circa 20 posti, 22 per l’esattezza.
Optiamo per il menu da 3 portate aggiungendo un piatto extra. Oltre alla frizzante chiediamo un vino assaggiato nel loro altro locale che funge da enoteca di giorno e cantina di sera. Un Sauvignon Blanc da 15,5% dall’oro intenso e con qualche anno sulle spalle. Giovanni è così gentile a fare due passi per recuperarlo a qualche centinaio di metri.

Scelta diametralmente opposta ma ugualmente audace quella degli ospiti seduti dalla parte opposta a noi. Direttamente da Salina un Nero du Munti di Caravaglio.
Brindisi iniziale, un goccio di gassata e cominciamo il nostro pranzo.
Particolarmente interessante il riso carnaroli con basilico e sconcigli. Riserva San Massimo non si smentisce mai. Indovinato il filo conduttore con il sedano rapa iniziale.


Terza portata: il peperone con pinoli e coriandolo. Ma prima del dolce c’è ancora un piccolo spazio per l’agnello, melanzana e cacao. Raffaele ci suggerisce di mangiare tutto insieme come un bambino che fa lego con le sue costruzioni. Incastro perfetto. La nostra fanciullesca curiosità ha ripagato i nostri sensi.


Noi teneri amanti della cheese cake chiudiamo con il cremoso ai formaggi e basilico, forse un po’ sbilanciato sul passion fruit. Ci ha comunque sorpresi lasciandoci un sapore esplosivo.

Nessuna nota dolente, neanche nel conto più che onesto, poco più di 80 euro a testa, cantina con cucina a vista, unico grande tavolo conviviale, passeggiata e lungomare compresi.
Da ritornarci per il menu autunnale magari in comitiva anche più numerosa.



A occhio nudo sulla cucina nella cantina. Il Giapponese Umi lascia spazio a Cucina Uvenude.
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