“Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser”.

In Alto Adige, l’Hotel Bella Vista di Trafoi inaugura la stagione estiva dello Stelvio con due iniziative uniche: “Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser“.
Esperienze dedicate agli appassionati dello sci e della natura, in una delle più grandi aree sciistiche delle Alpi in cui è possibile praticare lo sci estivo e lungo la strada di uno dei passi più amati – che riapre al traffico il 20 maggio. Accompagnatori d’eccezione: il campione di sci Gustav Thöni, capofamiglia dell’Hotel Bella Vista, il Family Hotel di Trafoi oggi gestito dalla figlia Petra che offre una vacanza alla scoperta della natura autentica, tra svago e relax; nonché il campione di ciclismo Francesco Moser soprannominato “Lo Sceriffo”.

"Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser"
Francesco Moser . 20italie
"Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser"
Gustav Thöni . 20italie



“Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser a “Trafoi (Bz) 19 maggio 2022 

– Riparte la stagione sullo Stelvio, la cui spettacolare strada riapre al traffico domani 20 maggioQui, affacciato proprio sul ghiacciaio e abbracciato dalla natura autentica della Val Venosta, l’Hotel Bella Vista riapre al pubblico il 28 maggio e inaugura la stagione estiva con due iniziative uniche nel suo genere: “Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser”. Sport e storia in una delle località alpine più amate, dove la neve primaverile a 3.000 m di altitudine è ancora perfetta per le discese mozzafiato e la strada del Passo dello Stelvio riapre al traffico consentendo di risalire lo spettacolare passo alpino anche sulle due ruote.
Tra fine maggio e inizio giugno un’occasione speciale per vivere una vacanza in montagna, quando il risveglio della natura regala emozionanti panorami naturali.  

Una struttura alpina in stile Belle Époque, storicamente gestita dalla famiglia Thöni e costantemente sviluppata e rinnovata nel tempo: oggi connubio di tradizione e modernità, combina sapientemente materiali tipici come legno naturale e pietra che regalano ad ogni ambiente eleganza, luminosità e calda ospitalità.
L’Hotel Bella Vista di Trafoi è punto di riferimento per gli amanti della montagna e della natura, dove in particolare le famiglie trovano servizi su misura per trascorrere un soggiorno rilassante e divertente con i più piccoli viaggiatori. Nel cuore del Parco Naturale dello Stelvio, è l’hotel ideale per chi ama le attività all’aria aperta: dalle più semplici escursioni al trekking, dalla bicicletta allo sci estivo. 
Dal 28 maggio al 12 giugno offre infatti la possibilità di sciare nel famoso ghiacciaio dello Stelvio con un accompagnatore d’eccezione: Gustav Thöni, celebre campione di sci alpino nonché storico allenatore di Alberto Tomba. E ancora, gli appassionati di ciclismo – e non solo – possono provare l’emozione di affrontare in e-bike gli spettacolari tornanti del Passo dello Stelvio con Thöni e l’ex campione di ciclismo Francesco Moser. Sono infatti due i pacchetti che il Bella Vista propone in vista della riapertura estiva, per vivere una vacanza di  fine primavera all’insegna dello sport e dello svago immersi nella natura altoatesina.

“Sciare con Gustav Thöni & in Bici con Francesco Moser”
dal 28 maggio – 4 giugno

Il programma prevedere due date per provare l’esperienza di sci con Gustav Thöni: lunedì 30 maggio e mercoledì 1° giugno partenza all’alba per raggiungere il ghiacciaio dello Stelvio, dove dai 2.760 fino a 3.450 metri la neve regna sovrana tutto l’anno. Giovedì 2 giugno, invece, è previsto il Tour in Bici al Passo dello Stelvio con Francesco Moser e Gustav Thöni: partenza dall’Hotel Bella Vista per una salita emozionante con i due pilastri dello sport nazionale e mondiale degli anni ’70 e ’80. Insieme anche per presentare i libri “Come un ragazzino del Trentino è andato alla conquista dell’Italia e del Mondo” di Francesco Moser e “Olimpiadi, Mondiali, 4 Coppe del mondo. I trionfi dell’Uomo e del mito” di Gustav Thöni.

dal 5 giugno – 12 giugno: “Sciare con Gustav Thöni”

Il programma prevede tre date per l’esperienza di sci con Gustav Thöni: lunedì 6, mercoledì 8 e venerdì 10 giugno, partenza all’alba per raggiungere il ghiacciaio dello Stelvio, dove dai 2760 fino a 3450 metri la neve regna sovrana tutto l’anno. Durante la settimana, all’Hotel Bella Vista, da non perdere la presentazione del libro “Olimpiadi, Mondiali, 4 Coppe del mondo. I trionfi dell’Uomo e del mito.” di Gustav Thöni.

Sciarecon Gustav Thöni . 20italie
verso anteprima Sagrantino degustazione cieca

Verso “Anteprima Sagrantino”

dalla app alla Vinopolitana, tutte le novità di questa edizione per la presentazione alla stampa e operatori del settore dell’annata 2018 delk Montefalco Sagrantino DOCG

MONTEFALCO (PERUGIA) – Dalla APP alla Vinopolitana, tante le novità in programma per la nuova edizione di Anteprima Sagrantino, evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco per la presentazione alla stampa e agli operatori del settore dell’annata 2018 del Montefalco Sagrantino Docg e delle nuove annate delle denominazioni del territorio di Montefalco e Spoleto, in programma a Montefalco (Perugia) il 24, 25 e 26 maggio 2022

locandina Anteprima Sagrantino
Anteprima Sagrantino 20italie

La settimana dedicata ad Anteprima Sagrantino comincerà lunedì 23 maggio con la presentazione del libro di Robert Camuto “Altrove a Sud”, in programma alle ore 11 presso il Teatro San Filippo Neri di Montefalco. Lo scrittore e giornalista americano racconterà per l’occasione “il vino, il cibo e l’anima dell’Italia”, cuore del suo libro “South of Somewhere”, tradotto recentemente in Italia e pubblicato da Ampelos Edizioni. 

Martedì 24 maggio cominceranno i tour nelle cantine del territorio e si terrà l’atteso Gran Premio del Sagrantino, concorso per sommelier provenienti da varie regioni d’Italia che si disputeranno le ambite borse di studio in una finale pubblica tra i migliori tre. Un’occasione unica per ammirare sommelier professionisti all’opera con degustazioni, abbinamenti, carte dei vini e tutto quanto riguarda la corretta comunicazione del Sagrantino all’interno di un ristorante. È anche la giornata dedicata agli operatori del settore, che avranno a disposizione la Sala Tasting riservata ed eventi in cantina a loro dedicati. 

Mercoledì 25 maggio e giovedì 26 maggio la stampa nazionale e internazionale sarà concentrata sulla degustazione delle nuove annate e sulle visite in cantina, mentre giovedì 26 maggio alle ore 18.30 presso il Complesso Museale di San Francesco si terrà la presentazione dell’annata 2018 del Montefalco Sagrantino Docg, dei produttori aderenti ad Anteprima Sagrantino 2018 e dell’etichetta celebrativa dell’annata, vincitrice del concorso “Etichetta d’Autore”. Dopo i saluti del sindaco di Montefalco, Luigi Titta, interverranno il giornalista Giancarlo Gariglio, il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Giampaolo Tabarrini, l’assessore all’agricoltura della Regione Umbria, Roberto Morroni, e la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei

sala degustazione
sala degustazione

Le settimane precedenti hanno già visto una prima importante fase, ovvero quella legata alla valutazione dell’annata, affidata agli enologi del territorio (Commissione interna) e alla Commissione esterna, composta ogni anno da giornalisti e operatori di rilievo internazionale: dopo Daniele Cernilli (Doctor Wine), Marco Sabellico (Gambero Rosso), Matteo Zappile, sommelier e restaurant manager de “Il Pagliaccio” di Roma (due Stelle Michelin) e Marco Reitano (Chef Sommelier del ristorante Tre Stelle Michelin “La Pergola” dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma), quest’anno a valutare la nuova annata del Montefalco Sagrantino Docg sono stati Giancarlo Gariglio (Slowine) e Giampiero Cordero, sommelier del ristorante stella Michelin “Il Centro” di Priocca.   

Questa sarà anche l’edizione delle novità, con il lancio della APP “Anteprima Sagrantino”, la realizzazione della Vinopolitana, collegamento tra tutte le cantine del territorio e i punti strategici di Anteprima Sagrantino, la nuova “Sala Ri-Creazione – press room, work, relax&train”, spazio dedicato alla stampa e agli operatori partecipanti. 

Beviamoci Sud la 5^ edizione a Villa Pamphili, Roma 15 maggio

Si è svolta a Roma nello splendido scenario di Villa Pamphili la quarta edizione di Beviamoci Sud. 
La manifestazione promossa dall’agenzia Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini, blogger di Percorsi di Vino, e con il rinomato giornalista eno-gastronomico Luciano Pignataro, ha riscosso notevole successo accogliendo appassionati ed esperti del settore enologico con l’intenzione di valorizzare le eccellenze vitivinicole del nostro straordinario Sud Italia che racchiude in sé un’ampia varietà di prodotti ricchi di personalità e biodiversità, spesso non  abbastanza valorizzati. 
Storicamente i vini di alcune zone del Sud sono stati relegati al margine dell’enologia italiana a vantaggio dei più rinomati barolo, barbaresco e supertuscan ma grazie all’estrema vocazione di suoli, pedoclima e posizione geografica, pian piano i produttori meridionali hanno affinato le tecniche di vinificazione, sovvertendo pregiudizi e producendo vini sempre più di qualità. 
Il Sud Italia è infatti un’area ricchissima di vitigni nativi, terroir diversi, climi e tradizioni vinicole, che vanta una predisposizione naturale per la coltivazione di vini derivanti da suoli vulcanici, ricchi di fosforo, magnesio e potassio, da cui derivano prodotti minerali, dotati di freschezza, complessità e sapidità uniche.

A fare da cornice all’atmosfera suggestiva di Villa Pamphili, oltre 100 etichette in rappresentanza di 8 regioni del sud (Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), intenditori e grandi appassionati, ma soprattuto seminari volti ad approfondire, tramite degustazioni, le caratteristiche principali dei vari terroir e gli aspetti sensoriali legati alla degustazione del vino.
Da questi incontri sono risultati particolarmente significativi i contribuiti apportati da studiosi e produttori presenti alla manifestazione.


Nella masterclass introduttiva, curata dal Prof. Giancarlo Marchetti, microbiologo presso l’Università di Palermo, è stato dimostrato come lieviti indigeni e coadiuvanti enologici apportino migliorie al vino e come dall’utilizzo di questi lieviti, uno isolato da grappolo e uno isolato da sottoprodotti del miele, si possono ottenere vini con percezioni olfattive diverse, dall’agrume alla pesca.
Ciò a dimostrazione che il bouquet di un vino è il prodotto dell’interazione tra le qualità aromatiche intrinseche dell’uva e i microorganismi che ne fermentano il mosto. 
Accanto alla presenza di produttori rinomati a livello nazionale e internazionale, sono risultate degne di nota le testimonianze di eccellenze già consolidate nel territorio lucano, come
Cantine del Notaio” ma anche esperienze di altri produttori del sud Italia impegnati a creare identità e sinergie con il loro territorio, scoprendone, comprendendone e valorizzandone le caratteristiche. 
Tra questi, cantine “La Fortezza”, focalizzata nella produzione di Metodo Classico innovativi per rafforzare il brand Sannio, il giovanissimo Renato Marvasi della cantina “Marchisa” che nei vigneti abbandonati dai nonni in Calabria fa rinascere il Magliocco Canino, il Greco Nero e la Malvasia Nera e il Prof. Raffaele Troisi di Cantine “Traerte” in Irpinia che da sempre porta avanti la tradizione del “Coda di Volpe”, migliorando da 30 anni la sua produzione e gli aspetti agronomici. 

Non da ultimo, il vino come veicolo di attrazione turistica grazie all’Associazione Castelli Romani Food and Wine che si prefigge di associare alla degustazione del vino locale attività turistiche ed esperienze eno-gastronomiche legate al territorio. 

In conclusione, Beviamoci Sud ha consolidato l’idea che il vino rappresenta in tutto il territorio italiano e ,in particolar modo nel meridione, un’attrattiva capace di muovere appassionati e intenditori verso la ricerca di eccellenze e tradizioni da scoprire e da riscoprire.

Le Masterclass di Beviamoci sud

Primavera ed estate tra trekking, musica, cene e degustazioni sotto le stelle

Ricco di interessanti proposte, il programma di eventi primavera-estate di Vallepicciola va in scena nella cornice paesaggistica delle colline del Chianti Classico, circondati dai vigneti ed ammirando l’innovativa struttura della cantina. Dal 24 aprile a fine agosto l’azienda è pronta ad accogliere con originali iniziative in cui il piacere di un calice di vino diventa occasione per vivere la gioia di stare insieme e celebrare la bella stagione. Camminate tra i filari, cene a base di prodotti locali e musica dal vivo per tutti.

Incastonata nel paesaggio di Pievasciata, zona sud del Chianti Classico, l’azienda vitivinicola Vallepicciola permette ai turisti e ai residenti di vivere la primavera e l’estate circondati dai suoi 105 ettari di vigneti con iniziative che offrono la possibilità di riscoprire il piacere di stare assieme. In programma dal 24 aprile a fine agosto 2022la serie diventi in cui il vino, che la fa da padrone, è sempre piacevolmente accompagnato da musica dal vivo, prodotti locali, suggestive passeggiate tra i filari e la tradizionale degustazione con visita della cantina.L’atipica e dinamica azienda, in questo modo, propone un programma accattivante che permette di vivere un’esperienza
eno-turistica d’eccellenza.A coloro che desiderano vivere momenti di convivialità con l’arrivo dei primi caldi e della bella stagione si offre la possibilità di partecipare a degli eventi che, a partire dal mese di aprile e per tutto agosto, animano Vallepicciola. Immersi nella suggestiva atmosfera delle colline toscane, gli ospiti possono godere della musica, del relax, dell’enogastronomia locale e della bellezza di queste terre. Eventi diversificati tra loro così da poter soddisfare ogni gusto ed esigenza. Un’offerta ricercata e accessibile a tutti, che permette agli ospiti di vivere nuovamente momenti da passare in compagnia circondati dalla bellezza del territorio godendosi fantastiche esperienze. Si inizia con il Trek & Wine in programma domenica 24 aprile, ideale per tutti coloro che amano il contatto con la natura, offre la possibilità di passeggiare con l’agronomo di Vallepicciola tra i vigneti, imparando tutto ciò che riguarda i vitigni, concludendo l’esperienza con l’immancabile degustazione di uno dei vini dell’azienda durante il pic-nic organizzato. Si prosegue, poi, con il Bubbly Event del 6 maggio che propone sfiziosi finger food, immancabili bollicine e accompagnamento musicale. Chi volesse, inoltre, può partecipare al Brunch con l’enologo, evento dell’11giugno che, a partire dalle ore 11:00, fa scoprire agli ospiti tutto sulle tematiche di vinificazione: per l’occasione, l’enologo e direttore generale di Vallepicciola Alessandro Cellai accoglie i partecipanti e li conduce nel suggestivo viaggio alla scoperta della produzione del vino. Coloro che invece amano godere della suggestione di queste terre all’imbrunire, il Solstizio d’Estate il 21 giugno offre la possibilità di cenare sotto le stelle degustando i pregiati vini di Vallepicciola uniti ad interessanti proposte food locali, dolcemente accompagnati dalla musica live di Umagroso.

Il mese di luglio offre, invece, due iniziative dedicate a un pubblico specifico: la prima è l’Independence Day che, come il nome stesso lascia intuire, è dedicato agli amici americani che si ritrovano a festeggiare il giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti a Vallepicciola il 4 luglio; un’occasione di festa con musica, ottimo vino, BBQ americano con la carne selezionata dal macellaio Dario Cecchini di Panzano in Chianti, noto tra gli amanti della carne toscana per i suoi prodotti e che, per l’occasione, sarà presente con il suo food truck; la seconda è il Cigar&Wine, in programma il 21 luglio in collaborazione con ClubAmici del Toscano, un’occasione unica per gli appassionati di questi prodotti, che così potranno abbinare vino e cibo con un buon sigaro toscano accompagnati dal sound dal vivo.

Per finire, durante il mese di agosto per ogni mercoledì, Vallepicciola si prepara a salutare la stagione estiva conHappy Wine Day, suggestivi aperitivi che, dalle 18:30 in poi, accompagnano dolcemente gli ospiti verso la fine dell’estate tra cibo, vino e musica.«Fil rouge di tutti questi eventi è l’offerta di possibilità diverse e accattivanti che vadano incontro a interessi e passioni differenti» sottolinea Tamara Marini, responsabile hospitality ed eventi a Vallepicciola.«Questi eventi riflettono bene la nostra realtà aziendale giovane e dinamica. Vorremmo che i partecipanti vivessero il vino come il prodotto sì del territorio, ma anche come un tutt’uno con le diverse passioni che qui si possono ritrovare. È fondamentale mettersi nei panni di chi visita Vallepicciola per capire al meglio le esigenze di ognuno, saper accogliere e offrire un’esperienza che rimanga nella memoria dei nostri ospiti con il tocco umano che ci contraddistingue. In questa visione è importante anche la nostra presenza agli eventi e in occasione del bellissimo Solstizio d’estate ci sarà anche il nostro amministratore delegato Alberto Colombo a fare da padrone di casa». Una serie di eventi che dona al moderno design di Vallepicciola una dimensione personale ed accogliente. Il vino nel bicchiere, nato da una o più varietà di uva coltivate da Vallepicciola sapientemente trasformate in vini rossi, bianchi rosati e spumanti, oltre alle sue proprie note degustative, si arricchisce del sapore della convivialità e del piacere di stare insieme

VINITALY 2022: SI RIPARTE CON GRANDE OTTIMISMO

Vogliamo aprire il nostro resoconto sulla Fiera enologica più importante d’Italia con le parole del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Si è chiuso il Vinitaly che volevamo, e non era nulla scontato. Abbiamo dato un primo riscontro dopo una lunga attività di ascolto e condivisione con le aziende del settore, e dato vita a un piano che troverà, progressivamente, pieno regime entro il prossimo biennio. Segnare il record di incidenza di buyer esteri in un anno così difficile sul piano congiunturale e geopolitico è tutt’altro che banale ed evidenzia tutta la determinazione di Veronafiere nel perseguire i propri obiettivi”.

Parole perfette per descrivere la delicata fase di rinascita di un intero movimento che ha visto due anni di stop forzato: non era esattamente come spegnere ed accendere la luce con un interruttore.Tra le incertezze mondiali sul futuro del commercio, è stato l’anno del testa a testa tra Stati Uniti e Germania. La spuntano i primi che confermano la leadership nella classifica delle nazioni presenti. Terzo rimane il Regno Unito, mentre il Canada subentra alla Cina nella quarta posizione, davanti alla Francia. Seguono Svizzera, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca e Danimarca. Bene, nel complesso, le presenze dal continente europeo, che hanno rappresentato oltre due terzi del totale degli esteri. Ottime anche le performance di Francia, Svizzera, Belgio e Olanda che vedono aumentare il numero degli operatori rispetto alle passate edizioni.
Si consolidano inoltre le presenze dei Paesi del Nord e dell’Est, con in evidenza Finlandia, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovenia e Romania. In ambito extraeuropeo, tengono Paesi come Singapore, Corea del Sud, Vietnam; in crescita l’India. Moderatamente soddisfatte le aziende partecipanti, che hanno potuto presentare le nuove annate (e qualche etichetta storica), acquisendo clientela senza lo stress “dell’iperaffollamento” agli stand. Nelle nostre interviste, come potrete osservare, prevale sempre il sorriso degli operatori nel raccontare in primis le loro emozioni. Un ottimo biglietto da visita per il futuro del Vinitaly e del settore.

WINE & SIENA 2022

CAPOLAVORI DEL GUSTO

Si è chiusa la kermesse che ha aperto la stagione degli eventi dedicati al vino in Toscana, la prima grande manifestazione in presenza dall’inizio della pandemia

L’evento ha portato appassionati ed operatori alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche premiate da The Wine Hunter Award
 Wine&Siena 2022 riparte con successo dopo un anno, ritorna in presenza negli splendidi saloni di Santa Maria della Scala.
Il primo evento dedicato al comparto enogastronomico in Toscana, una formula più esclusiva senza i biglietti di metà giornata, per garantire un’esperienza più intima e coinvolgente fra capolavori dell’arte e grandi vini.
La location è stata il monumentale Santa Maria della Scala, l’antico “Spedale” sulla via Francigena, messo a disposizione dal Comune di Siena, in cui si è snodata la manifestazione nel pieno rispetto delle normative Covid e delle modalità di ingresso.
Privilegiando la qualità dell’esperienza, e anche pensando a garantire minor affollamento, i numeri sono leggermente diversi da passato, ma perfettamente in linea con le migliori aspettative. Si parla di circa 2350 visitatori , circa 150 giornalisti e un numero di operatori che nei tre giorni ha fatto segnare più 500 presenze.
A loro è stato dedicato l’ultimo girono, il lunedì, grazie alla collaborazione con Fipe Confcommercio. 
Sempre esaurite le masterclass al Grand Hotel Continental – Starhotels Collezione.
Sono questi i risultati presentati nella conferenza stampa di chiusura (che si è tenuta il pomeriggio del 14 marzo al Santa Maria della Scala). 
Un successo di pubblico dunque e una scommessa vinta, nonostante le innumerevoli difficoltà ancora presenti per organizzare grandi eventi in presenza, per Wine&Siena, voluto dal The WineHunter e Patron di Merano WineFestival, Helmuth Köcher, e da Confcommercio Siena.
“Questa settimana edizione ci ha dato una spinta ulteriore a migliorare Wine&Siena e ringrazio tutti i partner che hanno creduto nel fare una manifestazione in presenza in un periodo complicato già per il Covid e poi per le notizie che arrivano – ha sottolineato Stefano Bernardini, presidente Confcommercio Siena.
L’ottava edizione vorrà fare un passo in avanti numericamente, allungare di qualche giorno, fissare un circuito anche usando altri spazi oltre il Santa Maria e degustazioni. I miei  ringraziamenti al Comune che ci rende possibile essere qui al Santa Maria della Scala, grazie al sindaco e all’assessore alle Attività Economiche, grazie all’Università di Siena, alla Camera Commercio Arezzo Siena, alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, alla Banca Monte dei Paschi di Siena che è partner privilegiato anche in termini di spazi da impiegare.
Ed ancora, grazie alla Provincia, a Federlaberghi, a Fipe, agli sponsor tecnici, a Estra, grazie alle tante persone che lavorano e a tutti i giornalisti. Questa manifestazione è dedicata a Andrea Vanni e ce lo sentiamo vicino”.
“Grazie a Confcommercio, al Comune di Siena che ci ha creduto e a tutti i partner.
A dicembre pensavamo di fare Wine&Siena a gennaio, ma non era possibile, unica data che siamo riusciti a mettere a fuoco era questa e grazie al Comune, che ci ha creduto e ci è venuto incontro, lo abbiamo fatto.
Ci è voluta forza di convinzione anche per agganciare i produttori, qualcuno era intimorito. Nonostante tutto siamo riusciti, ha fatto notare  Helmuth Köcher, The WineHunter e Patron di Merano .
Nel 2020 avevamo 285 produttori, quest’anno 125 a causa dei minori spazi, ma c’è questo detto: “Less is more”, questo è stato gradito dai produttori, è stato un plus, dopo tutta la tensione e le incertezze, e tutte le domande sul riscontro, il risultato lo abbiamo visto. Risultato che ha messo in scena Siena e il vino, la città ci ha sorriso e abbiamo sentito la voglia di avere bei momenti di gioia. Ci portiamo a casa questa bella esperienza, anche rispetto a quello che stiamo vivendo. Il vino e food ci danno spensieratezza”.
“Sono state giornate emozionanti, con i tanti ragazzi senesi con cui abbiamo lavorato abbiamo percepito un clima di serenità e di ritrovata socialità.
Non abbiamo scelto di togliere il biglietto da mezza giornata anche per alzare il target visitatori – ha sottolineato Gianpaolo Betti, Enotrade Italia.
Si è creato un flusso continuo di qualità, il che è stato apprezzato dai produttori. I ragazzi che hanno allestito la manifestazione sono di Siena, sono di Contrada, sono giovani e hanno voglia di lavorare per loro. Ed ancora, le associazioni di vino ci hanno aiutato nelle masterclasses, tutte per il bene della manifestazione”.
“Il percorso che stiamo facendo si dovrà arricchire, nonostante la qualità già elevatissima, di nuove iniziative ed eventi fondamentali per la cultura de vino e per tutti gli operatori del settore – ha osservato Luigi De Mossi, sindaco di Siena.
Ringrazio tutti gli organizzatori insieme a Andrea Vanni, purtroppo prematuramente scomparso, che ha avuto questa splendida intuizione. Wine&Siena arricchisce in modo significativo l’inizio della stagione turistica della nostra città. Attraverso questo evento vogliamo far conoscere sempre di più e sempre meglio l’arte, la storia e la cultura della nostra città a tutti gli appassionati delle eccellenze eno gastronomiche italiane”.
“Grazie a questa fattiva collaborazione che ci ha permesso di fare Wine&Siena nonostante tutto e tutti – ha sottolineato Alberto Tirelli, assessore alle Attività Economiche del Comune di Siena –  I numeri ricordati da Kocher sono importanti per noi in un periodo come questo e su questo vogliamo continuare a scommettere”.

sovemec 2022

Sovemec, l’evento dedicato al mondo del labeling e packaging

Sovemec riunisce aziende del settore e agenzie di comunicazione per un’intera giornata dedicata al mondo della carta e della stampa.

Il primo obiettivo dell’evento è quello di avvicinare i suoi clienti e le agenzie di comunicazione alle novità dei partner Fedrigoni e Luxoro, che propongono tecniche e soluzioni di stampa innovative e accattivanti.

Inoltre la Sovemec ha voluto sottolineare l’importanza delle agenzie di comunicazione, definendole come “intermediarie” dal ruolo cruciale tra i clienti e la Sovemec stessa.

In passato, infatti, il cliente si rivolgeva direttamente all’azienda di stampa che si occupava di creare l’etichetta del prodotto. Oggi nella stragrande maggioranza dei casi i brand sono seguiti da agenzie comunicatori, molto spesso illustratori e grafici, che disegnano il packaging dei prodotti per i loro clienti. E sono proprio questi i principali attori che hanno partecipato all’evento di Sovemec.

Dopo un breve benvenuto di Antonella Coppola, Sales and Marketing manager Sovemec, e Mario Coppola, General Manager Sovemec, ha preso la parola Luciano Sepe, di Fedrigoni, che ha messo in luce i concetti di sostenibilità, riciclabilità e responsabilità aziendale.

Subito dopo, Micol Valle, sempre di Fedrigoni, ha parlato dei prodotti, della gamma premium e dell’app Manter. Un’app pensata per i designer, i creatori di etichette e i brand owner, che permette di ottimizzare i tempi di ogni processo creativo. Uno spazio digitale in cui trovare ispirazione, poiché la convergenza di sinergie diverse ne fa una galleria d’eccellenza per i produttori di vino, liquori, birre artigianali, specialità gourmet, cosmetici e profumi al fine di massimizzare l’appeal visivo di ogni brand. «Non produciamo la materia ma la convertiamo. Trattamenti per proteggere la nostra carta», ha concluso Valle.

A seguire Cristian Munno e Alessandro Carnevale, per Luxoro, hanno mostrato lavoro da loro realizzati su richiesta dei clienti. Interessante l’utilizzo di queste matrici (dette anche cliché) per la riproduzione tipografica di testi e illustrazioni. Oltre a questo è stato spiegato anche il metodo di stampa a caldo.

Prima del piacevole lunch organizzato da Sovemec, Antonella Coppola ha illustrato l’interessantissimo studio di neuromarketing effettuato su 5 campioni di etichette, condotto attraverso la tecnica dell’Artificial intelligence Eye Tracking, una tecnica che fornisce in modo dettagliato il livello di attrazione e di interazione che l’etichetta esercita sui potenziali clienti.

Conclude la giornata l’intervento di Mario Coppola, General Manager di Sovemec, che ha presentato tutte le tecniche di stampa Sovemec prima del tour guidato nel reparto produttivo, sempre da lui condotto, dove è stato mostrato tutto il processo di stampa, dalla scelta dei materiali, tecniche utilizzate e funzionamento dei vari macchinari.

Infine, ai partecipanti, è stata consegnata una shopper contenente i cataloghi Sovemec, Fedrigoni e Luxoro.

paestum wine festival 2022

Come si cambia per non morire

La citazione ad effetto, tratta dalla canzone capolavoro di Fiorella Mannoia, non si riferisce all’iniziativa territoriale (di anno in anno sempre più coinvolgente) promossa dal Direttore Angelo Zarra. C’è qualcosa invece di profondamente radicato e vitale nel grande successo del Paestum Wine Festival edizione 2022.

Il concetto base da cui partire per il nostro articolo è quello del gioco di squadra. Anche questa frase, a ben riflettere, è inflazionata quando per squadra si vuol spacciare al massimo un trio se non addirittura un piccolo duetto. No, non ci siamo davvero! Per arrivare a certi livelli ci vuole tassativamente l’impegno e la passione di una moltitudine di attori, a cominciare dalle istituzioni politiche che a Capaccio hanno concesso l’utilizzo di una location semplicemente da favola: l’ex Tabacchificio SAIM di Borgo Cafasso.Robe da far invidia persino all’irriducibile esterofilo, quello che guarda sempre l’erba del vicino pensando con errore che sia più verde, senza fornire alcun contributo alla causa locale. Fare eventi in Campania non è diverso dalle altre regioni, è solo questione di mentalità e di capacità organizzativa. Vale anche per l’imprenditoria, pur con le dovute proporzioni. Dietro un simile progetto non può esistere l’improvvisazione, ma soltanto il lavoro infaticabile di un team affiatato, credibile e pragmatico. Insomma, non tutto di tutto, ma molto e fatto secondo scienza e coscienza. Le masterclass curate da Luca Gardini, uno dei migliori palatisti e comunicatore del vino che l’Italia possa vantare, ne sono un fulgido esempio.

Un segnale ulteriore, casomai ce ne fosse bisogno, è la partecipazione di numerosi operatori del settore e giornalisti, tra i quali la celebre penna dell’enogastronomia Luciano Pignataro presente per raccontare a lettori ed uditori le sue storie di vita (e di vite) delle tante eccellenze nostrane. Anche noi di 20Italie non potevamo mancare con le splendide interviste video ad Andrea Ferraioli – Cantine Marisa Cuomo – Presidente del Consorzio Vita Salernum Vites, Roberto di Meo proprietario dell’azienda agricola Di Meo e Presidente di Assoenologi Sezione Campania, Bruno De Conciliis vigneron, consulente e guru dell’enologia di qualità del territorio. Ed infine l’entusiasta Angelo Zarra chevede ripagati i mille sforzi nell’aggregare molte realtà produttive italiane e internazionali, con il pieno supporto, tra gli altri, del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

In provincia di Salerno non manca nulla, abbiamo da sempre qualità e potenzialità per attrarre il turismo d’élite, senza però dimenticare l’arte della buona tavola e del nettare di Bacco. Siamo i diffusori della dieta Mediterranea, del buon vivere che allunga la vita quasi in una sorta di circolo vizioso positivo. E ciononostante il maldestro tentativo in sede europea, per fortuna fallito, di certificare come un danno per la salute anche un corretto uso moderato del vino. Bisogna solo tirare fuori la famosa “cazzimma”, capire il significato di squadra (eliminando troppe individualità) e crederci di più. Noi in primis.

Come si cambia per amore..

Paestum: regina della movida gourmet

Per i tanti amici che spesso mi scrivono per chiedermi consiglio: questi sono i posti che mi riempiono di entusiasmo (senza togliere nulla a tutte le grandi esperienze, non citate, in questo territorio) se decido di concedermi una giornata alle porte del Cilento.

Aperitivo da Giangaleazzo, via Tavernelle. Il mood è quello tipico cilentano, con riproposizioni attente ed originali anche nel servizio (lascio a chi ci andrà  la sorpresa), la selezione dei formaggi e dei salumi è frutto di ricerca attenta ed accurata, il territorio è il must. Dall’acqua sale alla mozzarella nella mortella, il cilento è sempre protagonista. Anche la carta dei vini esprime carattere territoriale, unica eccezione le bollicine Francesi e meno male: qui si festeggia sempre e cosa migliore per farlo è difficile trovare. 

Pensare a quale sia la migliore Mozzarella di bufala a Paestum può creare imbarazzo: siamo nel cuore della produzione di eccellenza. Vannulo uber alles, meglio telefonare e prenotare per assaggiarla, in caso contrario ci si dovrà accontentare dei derivati, che comunque non faranno pentire nessuno. 

Sulla statale non ci si sbaglia mai anche a fermarsi da Granato o Rivabianca.

La novità di questi ultimi anni è lo spaccio aziendale di San Salvatore, infatti La Dispensa è diventata luogo di pellegrinaggio gastronomico, a differenza degli altri, ha un servizio ristorante continuo e di ottimo livello, con una proposta evocativa, che strizza l’occhio alla tavola delle massaie cilentane, che poi sono la vera anima della loro cucina, ma  soprattutto chiusa nella filiera corta del colto e cucinato!

Se si vuole provare l’emozione di mangiarla “entro le mura” la tappa obbligata è Masseria Lupata, location fantastica in piena area archeologica. 

Le famiglie Barlotti, sia in questo caso che quella che porta il nome come brand, sono riferimenti assoluti, senza negare e trascurare il legame affettivo, per i due Raffaele che ne sono l’anima. 

Paestum concentra in pochi minuti di auto, cambi continui di paesaggio, perciò dopo un momento culturale ai templi, una  prosaica passeggiata sul nuovo litorale della Laura ed un aperitivo “musicale” sul mare al Dum Dum ristabiliscono l’equilibrio con l’aspetto ricreativo. Super raccomandato per chi non viaggia in coppia: si possono fare piacevoli incontri e il tramonto a mare sulle due coste, favorisce le storie a lieto fine. 

L’isola pedonale di Via Tavernelle, la stessa dell’aperitivo di cui sopra,  è una sosta obbligatoria, favorita dal comodo parcheggio:  Antiche Mura, Tavernelle, Casa Coloni, Alici, posti sicuri, dove sei sempre a casa, cantine ben fornite e grande attenzione all’ospite. 

Appena fuori dall’area archeologica, ristoranti che non sbagliano mai un colpo e che sono capaci di gestire anche tavolate numerose sono  Mandetta, Nonna Sceppa e Porta Sirena; La Pergola se si vuole arrivare a Capaccio scalo. 

Gli ultimi anni, soprattutto quello appena trascorso, hanno consolidato la posizione di Paestum nella mappa della ristorazione di eccellenza, facendola diventare la realtà con maggiore densità di Stelle Michelin per abitanti e per territorio. 

Le Trabe è stata la prima anni fa ed ha tracciato il percorso, anche nella nuova versione Verde, primi ad avere il riconoscimento della guida. Location immersa nella natura; la cucina di Marco Rispo non ancora provata, a detta di amici fidati, è sempre emozionante.


Arbustico da qualche anno ha qui la nuova sede. 
Un ambiente ricco di fascino, lusso ed eleganza con una bella cantina che contribuisce dare il giusto rilievo alla cucina di tecnica di Cristian Torsiello, che da quando si è spostato da Valva a qui, ha messo nel mirino nuovi obiettivi, che con le giuste risorse, non mancherà di raggiungere. 

Rivelazione assoluta, ma decisamente preannunciata, il successo dei Tre Olivi, con le 2 stelle (di colpo) assegnate dalla rossa a Giovanni Solofra ed alla sua compagna Roberta Merolli, già da qualche anno, consolidata realtà all’interno del Savoy Beach Hotel.

Le opportunità ci sono per tutti, in maniera trasversale per tutte le tasche, ma con la certezza che ovunque, il rapporto con la qualità, non sarà mai deficitario: buon fine settimana a tutti e godetevi il winefest!

Campagna digitale: per colmare i gap tecnologici nel mondo agricolo

Hubitat è con Città della Scienza, grazie alla convenzione firmata a Bagnoli lo scorso 18 febbraio, annunciano di lavorare congiuntamente alla conclusione del programma di ricerca “Campagna digitale”. Con la firma della convenzione con Hubitat, Città della Scienza conferma il suo interesse per il mondo dell’innovazione e dei nuovi linguaggi digitali, che caratterizzano i suoi percorsi museali aperti al pubblico. Dal canto suo Hubitat, ha deciso di di mettere a disposizione degli operatori agricoli una vasto bagaglio di informazioni, raccolto durante le proprie ricerche di mercato. “Campagna digitale” è, infatti, una survey sociologica disegnata per esplorare il livello di alfabetizzazione digitale del mondo agricolo campano per comprendere i gap digitali da colmare e di guardare al mondo agricolo come “terreno di coltura digitale”, in cui sperimentare soluzioni specifiche e innovative.

La metodologia utilizzata è molto originale e sfrutta il Know How delle ricerche di mercato e delle azioni di marketing intelligence che Hubitat abitualmente conduce, questa volta orientando la propria osservazione su un grande tema di interesse pubblico, collegato sia a rilevare le problematiche digitali più evidenti di cui soffre il mondo agricolo, sia alla messa a punto di strumenti che possano colmare i gap più profondi. Nelle parole di Ceo & Founder Alfonso Annunziata, si comprende meglio come si è proceduto: «conduciamo abitualmente ricerche di mercato sia analizzando fonti secondarie sia producendo noi stessi dati che poi mettiamo al servizio delle aziende nostre clienti e che ci servono per costruire una comunicazione più aderente agli obiettivi di mercato, oltre che nella messa a punto degli stessi obiettivi. Siamo da tempo presenti in questo mercato e ci siamo resi conto che le nostre ricerche potevano avere una finalità pubblica, rispetto all’apertura di un dibattito ampio sull’alfabetizzazione digitale a partire da settori specifici».

Hubitat, società di comunicazione integrata con sedi a Battipaglia e Salerno, cura a livello globale la comunicazione delle aziende, dalla creazione del brand, all’immagine coordinata, al packaging, fino allo sviluppo di siti vetrina, e-commerce, app e piattaforme complesse. La società battipagliese ha collezionato nel tempo molti clienti, collegati a diverso titolo al mondo dell’agricoltura, sia sul versante della produzione sia su quello della trasformazione. Hubitat è inoltre soggetto promotore di E-commerce Hub, uno degli appuntamenti nazionali più interessanti e attesi in materia di acquisti on-line ed è pertanto particolarmente attenta allo studio delle performance e dei risultati di vendita dei suoi clienti. Il Ceo Annunziata aggiunge: «Personalmente credo nel potere dei numeri e della scienza. Nel mio lavoro sono obbligato a partire dalle cifre. Ma questa volta i numeri che stiamo producendo non hanno una finalizzazione di mercato ma sono diretti a beneficio della collettività, in quella che consideriamo una nostra attitudine verso comportamenti responsabili. Perché non sono tante le aziende del nostro taglio che investono nella ricerca e perché la ricerca rappresenta una strada obbligata per crescere innovando».

Grazie a questa comunione di intenti è stato possibile per Hubitat raggiungere questo importante risultato, affiancandosi ad un partner così autorevole. Nelle parole Presidente di Città della Scienza, il Prof. Riccardo Villari si riesce a cogliere la comunione di intenti: «Questa ricerca rappresenta uno strumento per orientare la discussione scientifica sulle innovazioni strutturali che devono attraversare il mondo agricolo campano. Non possiamo pensare più all’agricoltura come settore periferico rispetto all’implementazione dei processi di digitalizzazione che investono sia la produzione sia la comunicazione e la commercializzazione delle tante eccellenze campane. Si tratta di un ulteriore tassello che documenta l’impegno di Città della Scienza nella valorizzazione delle risorse del nostro territorio. Il tema della digitalizzazione nel mondo agricolo è strutturalmente collegato ai temi della sostenibilità ambientale e della corretta alimentazione. Il processo deve allargarsi progressivamente dai colossi del settore ai piccoli imprenditori che grazie al digitale saranno in grado di ottimizzare le risorse a propria disposizione e di innalzare ulteriormente la qualità di quello che portano in tavola». Per il direttore scientifico del programma Lucio Iaccarino si tratta di «una ricerca quali-quantitativa che presenta elementi di novità scientifica, rispetto alla tipologia di rilevazione in corso, alla costruzione di nuovi indicatori e alla messa a fuoco di nuove problematiche, in linea con le sfide digitali a cui il mondo agricolo è chiamato. Campagna digitale è sia un auspicio di progressivo allargamento al mondo agricolo delle innovazioni tecnologiche più avanzate ma è al tempo stesso un momento di sensibilizzazione e divulgazione scientifica fondamentale per il nostro territorio». La ricerca osserva i comportamenti digitali di 500 aziende campane, 100 per ogni territorio provinciale, portando all’attenzione collettiva una rappresentazione di quanto le tecnologie impattino sulle capacità del mondo agricolo di raccogliere le sfide digitali e di farle proprie. Per addentrarsi nel terreno della cultura digitale di questo mondo, la rilevazione contempla anche una rassegna ragionata di interviste in profondità ad attori privilegiati in grado di addentrarsi con competenza in questa tematica. Il report, appena pronto, sarà reso pubblico per aprire una riflessione strutturata su questa importante tematica.