Il cibo non è soltanto nutrimento: è memoria, identità, cultura e, soprattutto, condivisione. È da questa consapevolezza che ha preso vita “Incontri di Gusto – Il valore di esserci”, l’appuntamento ideato dalla prof.ssa Rosa Rita Cirignano e promosso dall’Associazione Culturale Eklettica – Cultura & Eventi, che ieri, martedì 20 ottobre, ha animato i Giardini di Villa Giulia a Sant’Anastasia.

Sotto il claim “Tempo ai sapori, spazio alle storie”, la manifestazione ha trasformato la degustazione in un vero racconto del territorio, attraverso un percorso in cui la qualità delle materie prime ha incontrato la creatività dei professionisti, dando vita a proposte capaci di custodire la tradizione e, al tempo stesso, reinterpretarla con sensibilità contemporanea.
A guidare il viaggio tra i sapori sono stati, innanzitutto, i protagonisti del beverage. Il mondo della birra artigianale ha avuto un ruolo significativo grazie a Monaci Vesuviani, realtà nata nel 2014 e legata alla cultura brassicola campana, che interpreta il territorio attraverso produzioni dal carattere distintivo. La presenza del birrificio ha aggiunto una sfumatura importante al percorso sensoriale della serata, dimostrando come anche la birra possa dialogare con la cucina locale e valorizzarne le preparazioni.

Il vino ha raccontato, invece, l’identità vulcanica del territorio attraverso Cantine Olivella, protagonista con Katà, Catalanesca del Monte Somma. Ottenuto da uve Catalanesca in purezza, questo bianco esprime il legame con le pendici del Monte Somma e con una viticoltura profondamente radicata nella storia locale. Freschezza, sapidità e richiami minerali restituiscono nel calice la peculiarità dei suoli vulcanici, offrendo un’interpretazione autentica del patrimonio vitivinicolo vesuviano.
A completare l’esperienza del beverage è stato Luigi, sommelier del Caffè D’Angelo, che ha portato l’attenzione sulla cultura del caffè e sulla sua dimensione degustativa. Un universo in cui la conoscenza delle origini, dei profili aromatici e delle tecniche di estrazione permette di andare oltre la semplice tazzina, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza consapevole.

Il racconto è poi entrato nel vivo con le proposte salate, espressione di una cucina capace di parlare napoletano senza rinunciare alla ricerca. Lo chef Daniele Unione, alla guida del ristorante J’adore di Pomigliano d’Arco, ha presentato “A scarpetta e San Gennaro”, una preparazione che ha richiamato la convivialità più autentica della cucina partenopea attraverso l’incontro di ragù, salsiccia, ricotta e pane casareccio. Un omaggio a una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
Il racconto della tradizione è proseguito con Donna Brigida, che ha portato in degustazione uno dei simboli più amati dello street food partenopeo: la pizza fritta. Una specialità che custodisce la storia popolare di Napoli e che, ancora oggi, conserva intatta la capacità di evocare convivialità, autenticità e piacere immediato.

Dalla pasticceria alla cultura del lievitato, BoBakery di Sorrento ha contribuito al percorso con la propria identità artigianale, portando in degustazione il linguaggio contemporaneo della panificazione e della pasticceria. A rappresentare il sapere e la ricerca che animano il settore è stato anche il Maestro Pasticciere Chef Luigi Vitiello, figura di riferimento del mondo professionale della pasticceria, il cui contributo ha arricchito una serata dedicata alla valorizzazione delle competenze e delle diverse espressioni del gusto.
La dolcezza ha trovato spazio con Poppella, che ha portato in scena una preparazione realizzata al momento: una delizia al limone montata sul posto, capace di trasformare il gesto artigianale in parte integrante dell’esperienza di degustazione. Un momento in cui tecnica, freschezza e attenzione alla presentazione hanno dato valore anche alla dimensione dello spettacolo gastronomico.

Questi sono solo alcuni degli stand che hanno animato la serata: accanto a loro, infatti, erano presenti altre realtà del mondo food & beverage, ciascuna con la propria proposta e il proprio modo di raccontare il territorio. Una scelta, quella di soffermarsi su alcuni protagonisti, dettata dal desiderio di restituire la varietà dell’evento attraverso le esperienze più rappresentative.
Il cuore della manifestazione è andato, tuttavia, oltre l’esperienza gastronomica. A pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre, Incontri di Gusto ha richiamato l’attenzione sul valore sociale del cibo, sulla sua capacità di creare legami e sull’importanza di una comunità che sappia accogliere e includere.
In questa prospettiva si è inserita la partecipazione di associazioni e organizzazioni impegnate sul territorio, tra cui Su una Nuvola Blu di Sant’Anastasia, Autismo in Movimento Campania, CIVES, AVIS Comunale Sant’Anastasia e la Cooperativa Arturo, insieme al sostegno di iniziative come Costruiamo Gentilezza e Campania Mitis.

Importante anche il coinvolgimento dei giovani e del mondo della formazione, con la partecipazione degli istituti alberghieri del territorio: l’IPSEOA “C. Russo – U. Tognazzi”, l’IISS “Manlio Rossi Doria” di Marigliano e l’ISIS “L. de’ Medici” di Ottaviano. Una presenza che ha valorizzato il dialogo tra studenti e professionisti, sottolineando il ruolo dell’ospitalità come occasione di crescita professionale e umana.
Nella suggestiva cornice dei Giardini di Villa Giulia, degustazioni, vini, birre artigianali, cocktail, musica dal vivo e intrattenimento hanno accompagnato una serata che ha intrecciato cultura gastronomica e impegno sociale. Perché il valore di un’esperienza a tavola non si misura soltanto nella qualità di ciò che arriva nel piatto, ma anche nelle storie che racconta, nelle emozioni che suscita e nelle relazioni che riesce a costruire.
Ed è proprio in questo incontro tra gusto e umanità che risiede il significato più autentico di Incontri di Gusto: ricordare che la tavola, quando diventa occasione di partecipazione, può essere molto più di un luogo in cui condividere il cibo. Può diventare uno spazio in cui riconoscersi, incontrarsi e sentirsi parte di una comunità.



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