Beviamoci Sud la 5^ edizione a Villa Pamphili, Roma 15 maggio

Si è svolta a Roma nello splendido scenario di Villa Pamphili la quarta edizione di Beviamoci Sud. 
La manifestazione promossa dall’agenzia Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini, blogger di Percorsi di Vino, e con il rinomato giornalista eno-gastronomico Luciano Pignataro, ha riscosso notevole successo accogliendo appassionati ed esperti del settore enologico con l’intenzione di valorizzare le eccellenze vitivinicole del nostro straordinario Sud Italia che racchiude in sé un’ampia varietà di prodotti ricchi di personalità e biodiversità, spesso non  abbastanza valorizzati. 
Storicamente i vini di alcune zone del Sud sono stati relegati al margine dell’enologia italiana a vantaggio dei più rinomati barolo, barbaresco e supertuscan ma grazie all’estrema vocazione di suoli, pedoclima e posizione geografica, pian piano i produttori meridionali hanno affinato le tecniche di vinificazione, sovvertendo pregiudizi e producendo vini sempre più di qualità. 
Il Sud Italia è infatti un’area ricchissima di vitigni nativi, terroir diversi, climi e tradizioni vinicole, che vanta una predisposizione naturale per la coltivazione di vini derivanti da suoli vulcanici, ricchi di fosforo, magnesio e potassio, da cui derivano prodotti minerali, dotati di freschezza, complessità e sapidità uniche.

A fare da cornice all’atmosfera suggestiva di Villa Pamphili, oltre 100 etichette in rappresentanza di 8 regioni del sud (Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), intenditori e grandi appassionati, ma soprattuto seminari volti ad approfondire, tramite degustazioni, le caratteristiche principali dei vari terroir e gli aspetti sensoriali legati alla degustazione del vino.
Da questi incontri sono risultati particolarmente significativi i contribuiti apportati da studiosi e produttori presenti alla manifestazione.


Nella masterclass introduttiva, curata dal Prof. Giancarlo Marchetti, microbiologo presso l’Università di Palermo, è stato dimostrato come lieviti indigeni e coadiuvanti enologici apportino migliorie al vino e come dall’utilizzo di questi lieviti, uno isolato da grappolo e uno isolato da sottoprodotti del miele, si possono ottenere vini con percezioni olfattive diverse, dall’agrume alla pesca.
Ciò a dimostrazione che il bouquet di un vino è il prodotto dell’interazione tra le qualità aromatiche intrinseche dell’uva e i microorganismi che ne fermentano il mosto. 
Accanto alla presenza di produttori rinomati a livello nazionale e internazionale, sono risultate degne di nota le testimonianze di eccellenze già consolidate nel territorio lucano, come
Cantine del Notaio” ma anche esperienze di altri produttori del sud Italia impegnati a creare identità e sinergie con il loro territorio, scoprendone, comprendendone e valorizzandone le caratteristiche. 
Tra questi, cantine “La Fortezza”, focalizzata nella produzione di Metodo Classico innovativi per rafforzare il brand Sannio, il giovanissimo Renato Marvasi della cantina “Marchisa” che nei vigneti abbandonati dai nonni in Calabria fa rinascere il Magliocco Canino, il Greco Nero e la Malvasia Nera e il Prof. Raffaele Troisi di Cantine “Traerte” in Irpinia che da sempre porta avanti la tradizione del “Coda di Volpe”, migliorando da 30 anni la sua produzione e gli aspetti agronomici. 

Non da ultimo, il vino come veicolo di attrazione turistica grazie all’Associazione Castelli Romani Food and Wine che si prefigge di associare alla degustazione del vino locale attività turistiche ed esperienze eno-gastronomiche legate al territorio. 

In conclusione, Beviamoci Sud ha consolidato l’idea che il vino rappresenta in tutto il territorio italiano e ,in particolar modo nel meridione, un’attrattiva capace di muovere appassionati e intenditori verso la ricerca di eccellenze e tradizioni da scoprire e da riscoprire.

Le Masterclass di Beviamoci sud

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Francesco Costantino

Nato a Salerno, quando le luci più note erano quelle naturali tra la Costiera Amalfitana e la Piana del Sele. Sommelier per vocazione ed esperto di food per lavoro in tutte le sue declinazioni. La sua passione per il Cilento è un link familiare e culturale; le radici gli hanno dato molto di più di quanto sia riuscito ancora a raccontare. Fonda 20Italie per testimoniarlo.

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