Paestum: regina della movida gourmet

Che cosa fare questo weekend, in occasione del Paestum Wine Festival? I consigli di Francesco Costantino, raccolti per voi.

Per i tanti amici che spesso mi scrivono per chiedermi consiglio: questi sono i posti che mi riempiono di entusiasmo (senza togliere nulla a tutte le grandi esperienze, non citate, in questo territorio) se decido di concedermi una giornata alle porte del Cilento.

Aperitivo da Giangaleazzo, via Tavernelle. Il mood è quello tipico cilentano, con riproposizioni attente ed originali anche nel servizio (lascio a chi ci andrà  la sorpresa), la selezione dei formaggi e dei salumi è frutto di ricerca attenta ed accurata, il territorio è il must. Dall’acqua sale alla mozzarella nella mortella, il cilento è sempre protagonista. Anche la carta dei vini esprime carattere territoriale, unica eccezione le bollicine Francesi e meno male: qui si festeggia sempre e cosa migliore per farlo è difficile trovare. 

Pensare a quale sia la migliore Mozzarella di bufala a Paestum può creare imbarazzo: siamo nel cuore della produzione di eccellenza. Vannulo uber alles, meglio telefonare e prenotare per assaggiarla, in caso contrario ci si dovrà accontentare dei derivati, che comunque non faranno pentire nessuno. 

Sulla statale non ci si sbaglia mai anche a fermarsi da Granato o Rivabianca.

La novità di questi ultimi anni è lo spaccio aziendale di San Salvatore, infatti La Dispensa è diventata luogo di pellegrinaggio gastronomico, a differenza degli altri, ha un servizio ristorante continuo e di ottimo livello, con una proposta evocativa, che strizza l’occhio alla tavola delle massaie cilentane, che poi sono la vera anima della loro cucina, ma  soprattutto chiusa nella filiera corta del colto e cucinato!

Se si vuole provare l’emozione di mangiarla “entro le mura” la tappa obbligata è Masseria Lupata, location fantastica in piena area archeologica. 

Le famiglie Barlotti, sia in questo caso che quella che porta il nome come brand, sono riferimenti assoluti, senza negare e trascurare il legame affettivo, per i due Raffaele che ne sono l’anima. 

Paestum concentra in pochi minuti di auto, cambi continui di paesaggio, perciò dopo un momento culturale ai templi, una  prosaica passeggiata sul nuovo litorale della Laura ed un aperitivo “musicale” sul mare al Dum Dum ristabiliscono l’equilibrio con l’aspetto ricreativo. Super raccomandato per chi non viaggia in coppia: si possono fare piacevoli incontri e il tramonto a mare sulle due coste, favorisce le storie a lieto fine. 

L’isola pedonale di Via Tavernelle, la stessa dell’aperitivo di cui sopra,  è una sosta obbligatoria, favorita dal comodo parcheggio:  Antiche Mura, Tavernelle, Casa Coloni, Alici, posti sicuri, dove sei sempre a casa, cantine ben fornite e grande attenzione all’ospite. 

Appena fuori dall’area archeologica, ristoranti che non sbagliano mai un colpo e che sono capaci di gestire anche tavolate numerose sono  Mandetta, Nonna Sceppa e Porta Sirena; La Pergola se si vuole arrivare a Capaccio scalo. 

Gli ultimi anni, soprattutto quello appena trascorso, hanno consolidato la posizione di Paestum nella mappa della ristorazione di eccellenza, facendola diventare la realtà con maggiore densità di Stelle Michelin per abitanti e per territorio. 

Le Trabe è stata la prima anni fa ed ha tracciato il percorso, anche nella nuova versione Verde, primi ad avere il riconoscimento della guida. Location immersa nella natura; la cucina di Marco Rispo non ancora provata, a detta di amici fidati, è sempre emozionante.


Arbustico da qualche anno ha qui la nuova sede. 
Un ambiente ricco di fascino, lusso ed eleganza con una bella cantina che contribuisce dare il giusto rilievo alla cucina di tecnica di Cristian Torsiello, che da quando si è spostato da Valva a qui, ha messo nel mirino nuovi obiettivi, che con le giuste risorse, non mancherà di raggiungere. 

Rivelazione assoluta, ma decisamente preannunciata, il successo dei Tre Olivi, con le 2 stelle (di colpo) assegnate dalla rossa a Giovanni Solofra ed alla sua compagna Roberta Merolli, già da qualche anno, consolidata realtà all’interno del Savoy Beach Hotel.

Le opportunità ci sono per tutti, in maniera trasversale per tutte le tasche, ma con la certezza che ovunque, il rapporto con la qualità, non sarà mai deficitario: buon fine settimana a tutti e godetevi il winefest!

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Francesco Costantino

Nato a Salerno, quando le luci più note erano quelle naturali tra la Costiera Amalfitana e la Piana del Sele. Sommelier per vocazione ed esperto di food per lavoro in tutte le sue declinazioni. La sua passione per il Cilento è un link familiare e culturale; le radici gli hanno dato molto di più di quanto sia riuscito ancora a raccontare. Fonda 20Italie per testimoniarlo.

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