OlivitalyMed, la prima edizione della manifestazione sull’Olio Extravergine d’Oliva nel ricordo di Stefano Squeglia

Nello splendido Castello Medievale di Rocca Cilento nel comune di Lustra (SA), affacciato sul panorama mozzafiato della valle dell’Alento, si è tenuto a battesimo OlivitalyMed 2024, la prima edizione di una tre giorni (4-5-6 maggio) dedicata all’olio extravergine d’oliva, alla dieta mediterranea e alle eccellenze del Cilento.

Da un’idea dello scomparso imprenditore Stefano Sgueglia, nata in occasione dell’inaugurazione del Castello di Rocca di Cilento nel 2022, nel tentativo di organizzare una rassegna sull’esempio di Vinitaly dedicata alle eccellenze agroalimentari del territorio. Originario di Telese e già proprietario, con la sua famiglia, del Castello di Limatola, Stefano, ha acquistato quest’ulteriore Castello nel 2016 e dopo importanti interventi di recupero, l’ha restituito ai turisti e ai visitatori di passaggio sull’antica via tra Paestum e Velia.

Uno spettacolo unico dove l’opera dell’uomo riesce a integrarsi molto bene con la natura. Il Castello è ora un’incantevole struttura ricettiva condotta dalla moglie Giuseppina Martone e dai figli Tonio e Piera Sgueglia, con eleganti camere, SPA, ristorante e sale da adibire a conferenze, eventi e cerimonie.

Siamo stati presenti all’inaugurazione della rassegna, assistendo all’emozionante taglio del nastro nella corte interna da parte di Giuseppina e della figlia Piera, visibilmente commosse dall’affetto dimostrato dalle numerose persone presenti, compresi celebrità come il Maestro Peppe Vessicchio e diverse personalità istituzionali, tra cui Luciano D’Aponte per la Regione Campania e docenti ed esperti dell’agroalimentare, dell’olio extravergine d’oliva e della dieta mediterranea.

Altrettanto emozionante è stata l’apertura dei lavori del convegno ad opera dell’altro figlio Tonio,
con la proiezione di un video risalente all’ottobre 2023, nel quale un commosso Stefano, partecipava alla presentazione alla stampa e alle istituzioni della sua creatura, OlivitalyMed. I primi a prendere la parola sono stati rispettivamente il Sindaco di Lustra Luigi Guerra, il Sindaco di Capaccio Paestum Francesco Palmieri e il Sindaco di Pollica Stefano Pisani. Comunicare in modo corretto la ricchezza di produrre un olio EVO territoriale e di grande qualità, a cui riconoscere il giusto valore dei sacrifici delle famiglie di olivicoltori e scongiurare l’abbandono degli oliveti è l’obbiettivo chiave di simili iniziative.

È lui il vero protagonista, il succo del frutto dell’olivo, l’olio extravergine d’oliva, un prodotto naturale che si definisce tale se ottenuto dalla prima spremitura di olive attraverso processi meccanici a freddo, senza far ricorso all’uso di sostanze chimiche, che preservino sapore, aroma e
sostanze bioattive, la cui acidità rientri in determinati valori. Ci potremmo chiedere se l’olio extravergine di oliva sia un condimento; la risposta è certamente affermativa, ma è anche un alimento e un potente nutraceutico.

Sulla sua importanza alimentare e sulle sue virtù salutistiche si è incentrata la seconda parte degli interventi: il professor Raffaele Sacchi Ambasciatore della Dieta Mediterranea per il Museo di Pollica e Coordinatore del Corso di Laurea triennale in “Scienze Gastronomiche Mediterranee presso l’Università degli studi di Napoli Federico II di Portici, ha sottolineato come la ricerca abbia identificato l’insetto più antagonista della mosca olearia, il Myopites Stylata, ospite svernante della pianta Inula Viscosa, che va così diffusa negli incolti delle aree olivetate.

Il professor Claudio Di Vaio del Dipartimento di agraria dell’Università di Portici che ha parlato della ricchezza e della biodiversità varietale dell’olivo in Italia rispetto agli altri paesi Europei, nonché dei marchi DOP e IGP della Campania: il dottor Luigi Leo, quale Direttore Oncologia Asl NA 3 Sud e Oncologo dell’Ospedale dei Colli Monaldi di Napoli, con l’affermazione “la salute dell’uomo dipende da ciò che mangia” ha voluto sottolineare le proprietà dell’EVO, un alimento funzionale con effetti benefici su una o più funzioni fisiologiche dell’essere umano, contribuendo a migliorare il suo stato lo stato di salute e a ridurre il rischio di insorgenza delle malattie correlate al regime alimentare.

ll direttore del Centro Ricerca CREA Enzo Perri che ha riportato dei dati relativi all’attuale all’analisi dell’economia agraria; il biochimico e patologo microbiologico, specialista in Scienze dell’alimentazione e autore di pubblicazioni scientifiche Michele Scognamiglio, hanno segnalato l’importanza dell’EVO quale antinfiammatorio naturale, assolvendo la frittura se fatta con l’olio extravergine di oliva, dimostrando perché sia da preferire a quella con altri oli. Infine, l’intervento della dottoressa Ivonne Tonani Tomasoni, Interface Manager dell’azienda di cosmetici REDOFVIEW, che ha parlato dell’importanza dell’EVO nella Dermocosmesi, fin dagli antichi Egizi.

Per l’occasione è stato presentato anche il Premio OlivitalyMed 2024, realizzato dall’artista
Angelo Casciello
. Un convegno intensissimo e interessante, con vari produttori oleari campani,
perlopiù cilentani. Un ringraziamento sincero alla famiglia Sgueglia per l’organizzazione.

Bellissima anche l’idea della cena a fine serata con tutti gli amici presenti per testimoniare il loro affetto e stima nei confronti di Stefano.
Arrivederci al prossimo anno.

Adra Academy: è il momento di Infinity Food, la masterclass dove spezie e sale Maldon incontrano la mixology

Il marchio Adra dal 1988 è divenuto un simbolo nella qualità del food surgelato e del trasporto tra Campania, Basilicata e Calabria. Il sogno di Peppino Cirigliano e del socio Ciro Cancro, ha messo solide radici nel Vallo di Diano, con un’idea imprenditoriale di successo, fatta di sacrificio, rapporti personali con i tantissimi operatori del settore e cultura.

La cultura del buon cibo e del corretto abbinamento è alla base del lavoro di Adra, impegnata da sempre alla formazione food and beverage e all’interazione con i vari attori del territorio. Bar, gelaterie-pasticcerie, enoteche, pizzerie e ristoranti, puntando lo sguardo al vero protagonista: il cliente finale.

Un cliente che va coccolato, stimolato, incuriosito verso le nuove tendenze, le mode e le idee illuminate come quelle new age della mixology moderna. La collaborazione con Montosco – gruppo Collina Toscana S.p.A. – azienda primaria nella produzione e commercio di condimenti, erbe aromatiche e spezie, con filiera certificata dal coltivatore alla tavola. Dal 2024 l’impulso per entrare nel mondo della miscelazione ha creato la sinergia giusta per l’evento svolto ad Atena Lucana (SA) il 28 maggio scorso.

Chiamati alla preparazione e presentazione dei cocktail la ditta Planet One, esperti nella formazione, consulenza, vendita di attrezzature bar professionale, organizzazione di eventi, boot camp e catering del canale HO.RE.CA. Una masterclass interattiva, con i presenti che hanno potuto tastare sul campo i metodi e le opportunità per creare cocktail e aperitivi innovativi con l’aggiunta di spezie e sale Maldon sotto la direzione artistica del marketing manager di Adra Emiliano Perillo.

Gli eventi continueranno in un’estate che promette di essere gustosa e scoppiettante. Tutte le interviste nella nostra playlist.

Si ringrazia il fotografo Lucio Perillo per le immagini concesse a 20Italie.

VitignoItalia 2024 alza i sipari alla Stazione Marittima di Napoli ed è subito un successo di pubblico e operatori del settore

Prima giornata di VitignoItalia ospite, per la sua XVIII edizione, della Stazione Marittima di Napoli. 20Italie presente all’inaugurazione con gli autori Ombretta Ferretto e Carmela Scarano.

Grande partecipazione di pubblico per le oltre 300 cantine presenti, molte non regionali, che sempre di più investono nel mercato campano: VitignoItalia rappresenta una finestra su una regione come la Campania sempre più attenta ai vini provenienti da tante Denominazioni italiane. 

Grande soddisfazione di Diego Tomasidirettore Consorzio del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene – protagonista della prima masterclass della giornata: “È una novità la nostra presenza come Consorzio a questa manifestazione. Non mi aspettavo così tante persone interessate e desiderose di capire che il Prosecco non è solo una denominazione generica, ma incarna l’essenza di un’areale storico, costituita da 3000 cantine e altrettante famiglie. Oggi siamo venuti qui a raccontare questa bellissima storia “.

Forte la presenza campana con produttori da sempre presenti e nuovi arrivi. 

“Per la cantina di Solopaca un evento come Vitigno Italia rappresenta l’occasione per far conoscere al pubblico i progetti di ricerca e lo studio dietro alcune delle nostre etichette, come le macerate di falanghina”, ci racconta Rosa Falluto di Cantina di Solopaca, soddisfatta dell’affluenza di un pubblico attento e preparato. 

Per la giornata di oggi previste altre masterclass tra le quali una verticale di “Plenio” Verdicchio dei Castelli di Jesi di Umani Ronchi.

Ed è solo l’inizio, ne vedremo delle belle nei giorni a seguire.

Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest – day by day: giorno 1

Ci sono territori che si smarcano da qualsiasi contesto enogastronomico produttivo. San Gimignano ha sempre giocato un doppio ruolo in Toscana: quello di uno dei borghi più belli d’Italia (e del mondo) e quello dell’essere un Comune ad alta densità di aziende impegnate nel settore agroalimentare. Prodotti tipici, contornati da aneddoti storici ineguagliabili e, naturalmente, il vino Vernaccia di San Gimignano cui si ispira l’evento Regina Ribelle Wine Fest.

Due giorni densi che hanno registrato la presenza di 1000 wine lover ed oltre 90 giornalisti italiani e stranieri, con un programma ricco di degustazioni itineranti per il centro storico della città, ma anche wine tasting e laboratori di abbinamento cibo-vino con i prodotti tipici toscani. All’ombra delle numerose Torri tutto sembra più bello, in una calma serafica che solo le colline toscane sanno donare al visitatore. Piccole botteghe, viuzze ed anfratti dove i colori si mescolano tra di loro, con le sfumature tenui della luce primaverile.

Il Presidente del Consorzio del vino Vernaccia di San Gimignano Irina Strozzi

Il Presidente del Consorzio del vino Vernaccia di San Gimignano, Irina Strozzi, ha aperto ufficialmente la manifestazione nella suggestiva Sala comunale di Dante, ripercorrendo la lunga storia di questo antico vitigno, senza dimenticare le sfide del presente e del futuro, a partire dai cambiamenti climatici. Presentata la non semplice annata 2023, particolarmente complessa per tutte le denominazioni italiane; proprio in questo difficoltoso andamento climatico, la Vernaccia di San Gimignano ha dimostrato un sorprendente “colpo di reni” con vini godibili, succosi e serbevoli, come scritto nell’articolo Anteprima Vernaccia di San Gimignano Wine Fest “Regina Ribelle”.

Il Consorzio nasce il 3 luglio 1972 per volontà di alcuni viticoltori e nel 1993 ottiene l’ambita Denominazione di Origine Controllata e Garantita per la Vernaccia di San Gimignano, mentre è del 1996 la DOC San Gimignano Rosso. L’idea proposta è stata vincente: unificare il momento delle valutazioni critiche per la stampa a quello della conoscenza del territorio con visite in cantina e molti momenti di confronto tra produttori ed esperti di settore.

Dal lontano 1276, anno della prima menzione della Vernaccia di San Gimignano, il percorso secolare l’ha vista sempre come grande protagonista dell’eccellenza da un platea di grandi della storia come Dante, Michelangelo, Boccaccio, Redi, Manzoni, Chaucer Deschamps, Francis Scott. Il vino dei Papi e dei Signori potenti dagli appena 768 ettari iscritti al Registro Nazionale.

L’enologo Ovidio Mugnaini

Regina Ribelle ha ospitato anche il prestigioso Premio Gambelli, assegnato ogni anno al miglior enologo under 40, promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa EnoGastroAgroAlimentare Toscana) in ricordo del maestro assaggiatore Giulio Gambelli, assegnato stavolta a Ovidio Mugnaini, giovane enologo toscano dell’azienda La Sala del Torriano.

Un rosso vestito di bianco, dal sapore potente, genuino, pieno di corpo e sensazioni fresche, dal finale quasi tannico, ma che ben si adatta alla versione spumantizzata ed a contenitori differenti dal cemento all’acciaio, al legno e persino alla terracotta. Sono stati 37 i vitivinicoltori presenti ai banchi d’assaggio per 37 anime “ribelli” diverse. Nulla sarebbe stato possibile senza un’adeguata interazione con la Regione Toscana, presieduta da Eugenio Giani e con l’Amministrazione Comunale grazie al sindaco Andrea Marrucci.

Da sinistra il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci, il vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi ed il Presidente Eugenio Giani

Le giornate a tema si sono concluse con una cena di gala allestita nello scenografico Chiostro di Sant’Agostino e curata dai ristoranti di San Gimignano Linfa e San Martino 26. Durante la serata sono stati anche presentati i piatti artistici delle edizioni 2023 e 2024 dedicati a Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest creati dalla ceramista locale Silvia Berghè, dedicati al connubio tra vino, artigianalità e gastronomia.

Nel prossimo articolo vi racconteremo il momento più entusiasmante del tour: quello delle visite in cantina, in attesa della prossima edizione di Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest che si terrà dal 14 al 18 maggio 2025 a San Gimignano.

PARTE VITIGNOITALIA 2024, TRA NOVITA’ E CONFERME

Da domenica 2 a martedì 4 giugno presso la Stazione Marittima di Napoli, Molo Angioino: 1500 etichette di oltre 300 aziende rappresentative dell’intero panorama vitivinicolo italiano. 30 buyer provenienti da tutto il mondo. Ricchissimo il calendario degli appuntamenti tra masterclass, presentazioni di libri e degustazioni top level.

La testata 20Italie sarà presente come media partner.

Manca sempre meno all’inizio di VitignoItalia 2024, in programma da domenica 2 a martedì 4 giugno, per la prima volta presso la Stazione Marittima, appuntamento imperdibile per i professionisti e gli amanti del vino di qualità che anche quest’anno farà di Napoli la capitale della promozione dell’Italia del Vino. Un’edizione, la numero 18, che si prospetta davvero interessante con un programma all’insegna dell’interazione tra il vino e le varie espressioni culturali, che coniuga la degustazione alla conoscenza e celebra la ricchezza del patrimonio enologico tricolore. 

“Ci avviciniamo alle due decadi di storia – sottolinea Maurizio Teti, Direttore di VitignoItaliaun traguardo importante che intendiamo celebrare nel migliore dei modi. Abbiamo alzato ulteriormente l’asticella puntando ancora di più, grazie alla collaborazione con l’ICE, su una presenza qualificata di operatori provenienti da tutti i continenti. E anche con un calendario di iniziative di altissimo livello dove abbiamo voluto anche giocare con il concetto di contaminazione tra il nostro mondo, quello del vino, e ambiti come arte e cultura”.

Con più di 1500 etichette e 300 aziende da ogni regione, VitignoItalia si conferma come appuntamento in grado di raccontare al meglio le realtà enologiche più affascinanti della Penisola, con una grande partecipazione sia nei numeri che in termini di varietà dei territori coinvolti. Un parterre di cantine di altissimo livello tanto quanto le masterclass, per un percorso di degustazione che offrirà una panoramica tanto sulle grandi denominazioni presenti, quanto su realtà e temi importanti del comparto. 

Partenza di livello domenica 2 giugno, alle ore 15.00, con l’esperienza sensoriale tra le Rive del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, carrellata delle migliori espressioni della celebre denominazione, condotta da Diego Tomasi, direttore del Consorzio. Alle 16.30 Angelo Peretti presenta “Esercizi spirituali per bevitori di vino”, con Luciano Pignataro, Francesco Continisio, Lucio Monte e “I Rossi di Sicilia”, una selezione dei grandi rossi dell’isola. Seguirà, alle ore 18.00, la masterclass di Umani Ronchi, eletta cantina dell’anno 2024, con la verticale delle migliori annate del Plenio Castelli di Jesi Verdicchio DOCG Classico Riserva, a cura di Monica Ippoliti e Francesco Continisio.

Lunedì 3 giugno alle 11.30 il grande appuntamento “Il vino e il mare: underWATERwines”, un seminario – degustazione senza precedenti, condotto da Luca Grippo, con protagonisti i migliori vini degli abissi, per approfondire l’affinamento subacqueo e l’utilizzo dell’acqua di mare; un dialogo tra scienza e tecnica enologica, con la partecipazione di produttori, degli esperti della Stazione Zoologica di Napoli e altri professionisti del settore. Alle ore 15.00 spazio alla masterclass “Doc Friuli- Più che un vino: storia, arte, natura” per scoprire i vitigni e le cantine più rappresentative del Consorzio, attraverso il racconto di Luciano Pignataro.

Martedì 4 giugno, ore 11.00 sarà la volta di “I bianchi vulcanici che sfidano il tempo”, con Luciano Pignataro e Tommaso Luongo, per scoprire le migliori realtà bianchiste da invecchiamento della Penisola. Seguirà, alle ore 15.00, la masterclass sui Bianchi e Spumanti di Sicilia con Adele Granieri. 

Chiusura in grande stile, martedì 4 alle ore 18.00, con “50 Insoliti Noti”, l’attesissimo incontro organizzato dal Corriere del Mezzogiorno che verterà sulla presentazione della guida che racconta 50 vini di grande carattere tradizionale e territoriale. La tavola rotonda vedrà la partecipazione di Tommaso Luongo (Presidente AIS Campania), Franco Continisio (Presidente Scuola Europea Sommelier), Vincenzo Mercurio (Enologo) e l’ideatore della guida, giornalista e critico Enogastronomico del Corriere del Mezzogiorno, Gimmo Cuomo. La presentazione della guida sarà preceduta da un approfondimento dedicato allo stato di salute e alle prospettive del settore vitivinicolo campano con dati a cura di Nomisma, che vedrà la partecipazione di Ferdinando Natali, Regional manager Sud di Unicredit e Alessandro Tosi, Referente agribusiness-corporate di Unicredit. Entrambi gli appuntamenti saranno moderati da Simona Brandolini, firma del Corriere del Mezzogiorno.

Non da meno gli appuntamenti culturali presso l’Agorà: lunedì alle 17.00 focus sull’abbinamento con “Calici & Spicchi. L’armonia perfetta tra pizza e vino”, la presentazione del primo libro che apre le porte all’affascinante viaggio tra il vino e la regina degli impasti, con Luciano Pignataro e l’autrice Antonella Amodio. Alle 18:30 sarà poi la volta della presentazione dei 100 Best Italian Rosé, la quarta edizione della guida dedicata ai migliori rosati d’Italia, edita da LucianoPignataroWineBlog e svelata in esclusiva proprio a VitignoItalia 2024, cui farà seguito una dalla degustazione delle etichette premiate. Martedì alle 16.30, in programma sempre all’interno dell’Agorà, la presentazione di “Verso del Vino, Verso Divino”, il nuovo volume di Marianna Ferri e Ottavio Costa per un dialogo-degustazione con gli autori. 

“Negli anni VitignoItalia è entrato di diritto nel novero degli appuntamenti che contano nel panorama nazionale – conclude Teticon uno zoccolo duro di cantine che ci seguono sin dagli esordi e con continui inserimenti, tra i quali mi piace sottolineare quelli costituiti da realtà consortili e territoriali come Friuli DOC, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG, Roma DOC, Istituto Regionale del Vino e dell’Olio. Senza dimenticare la preziosa collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, nonché la sinergia con FEAMPA (Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura) e Unicredit. Con tutti loro abbiamo costruito un appuntamento che, mi fa piacere evidenziare, ha contribuito in qualche modo a “costruire”, qui a Napoli, almeno un paio di generazioni di appassionati che sono cresciuti con noi. E noi con loro”.

Consulta il programma completo

VITIGNOITALIA, XVIII Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani

Stazione Marittima, Molo Angioino, 80133 Napoli
Domenica 2 dalle ore 14.00 alle ore 21.00
Lunedì 3 dalle ore 13.00 alle ore 21.00
Martedì 4 giugno – dalle ore 13.00 alle ore 20.00

Trieste: i vini macerati protagonisti della terza edizione dell’AMBER WINE FESTIVAL

Il Castello di San Giusto domina come un angelo protettore sulla città di Trieste; davanti il mare e dietro le colline e i confini che hanno segnato la storia di paesi e uomini negli ultimi due secoli.

Un luogo perfetto e molto suggestivo per ospitare i vignaioli che scelgono di macerare le uve bianche per produrre vini secondo una antica tradizione; molti di essi usano le anfore, richiamando la cultura delle Qvevri della Georgia.

La manifestazione ha visto al taglio del nastro l’Assessore delle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste Giorgio Rossi, il presidente Diego Colarich e Tomi Kresevic della ForevenTS, che hanno lanciato il progetto “ Il San Giusto del Gusto”: il Castello infatti ospiterà una serie di appuntamenti legati all’enogastronomia, tra cui il 24 agosto Bolle Naturali, il 7 Settembre Gin Gin e per finire in bellezza, sabato 21 settembre Birrart.

Amber Wine Festival richiama i maggiori esponenti friulani e del Collio/Brda, con le nuove annate e con la passione di sempre, ma anche vignaioli da altre regioni italiane quali Trentino Alto Adige, Liguria e Sicilia e persino da altre parti d’Europa.

Ecco alcuni degli assaggi più emozionanti.

Prima partecipazione per l’azienda ligure La Ricolla, che ha sede nell’entroterra di Chiavari: grazie a Daniele Parma è stata operata la conversione in regime biodinamico ed egli utilizza anfore di terracotta toscana.

Berette vede protagonista il Vermentino che macera circa due settimane sulle bucce (“berette” in dialetto genovese): si annuncia con un bel colore dorato ed esprime sentori di agrumi, macchia mediterranea, the. In bocca brilla per la sapidità che rimanda ai luoghi dai quali proviene.

Oua al quadrato è sempre un Vermentino che fermenta spontaneamente in tini di cemento, macera sulle bucce per 150 giorni e affina in anfora per 6 mesi. Le uve provengono dal vigneto Fliscano, vicino alla Basilica dei Fieschi, mirabile esemplare di arte gotica in Liguria. I sentori virano su note agrumate, anche di frutta candita, il sorso è scorrevole, con lieve astringenza e chiusura salina.

Conferma per un altro vignaiolo biodinamico che opera nella zona del Lago di Caldaro: Andreas Dichristin di  Tröpfltalhof  esprime profondità e complessità nei suoi vini da vitigni internazionali, che seguono tutte le fasi della vinificazione in anfore Tava. Le Viogn  è un Viognier in purezza che racconta con delicatezza fiori e frutta a polpa bianca, erbe di campo e di miele. Affascina per la bevibilità e la persistenza gusto olfattiva.

Garnellen, il Sauvignon Blanc coltivato nella vigna che circonda la cantina, dialoga con il palato proponendo agrume, erbe aromatiche, una nota balsamica e gioiosa freschezza. Un vino che conquista e che sa sfidare il tempo.

Radovic, presente con la sua produzione già dalla prima edizione dell’Amber Wine Festival, è un giovane che stupisce ogni anno sempre di più: vini puliti, territoriali e che esprimono la passione e il cuore di chi li fa. Marmor  e la Malvasia vengono vinificati usando contenitori di pietra carsica; in vigna l’intervento è minimo, nel rispetto della vitalità della vigna e vengono utilizzati solo quantitativi minimi di rame e zolfo. Sicuramente tra i calici indimenticabili di questa giornata.

Zidarich ha proposto un Kamen ( vinificato in contenitori di pietra carsica) di estrema godibiltà: una Vitovska che macera circa 18 giorni sulle bucce e rimane 22 mesi in botte di rovere. Frutta tropicale, zafferano, nocciola tostata, ginestra. Fresco e sapido, con sbuffi iodati e lieve astrigenza.

Ograde di Skerk è ottenuto da Vitovska, Malvasia Istriana, Sauvignon Blanc e Pinot Grigio che fermenta spontaneamente e macera per 15 giorni in tini di legno. Luminoso colore ambrato, note di frutta candita, miele, scorza d’arancia, fieno secco. Il sorso è appagante e avvolgente e dotato di una notevole persistenza.

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Difficile scegliere il più emozionante tra i vini presentati da Skerlj: Vitovska e Malvasia entrambe precise e senza fronzoli, di grande personalità. Oltre alle uve a bacca bianca viene coltivato anche il terrano e vengono utilizzati contenitori di legno, custoditi nelle cantina scavata nella pietra.

Klabjan, Rojac, Movia, Rencel i vignaioli sloveni che hanno espresso il loro grande talento, presentando vini in cui la tecnica macerativa non annullava il vitigno e la filosofia di evitare l’utilizzo di chimica in cantina non penalizzava l’integrità e la salubrità del prodotto.

Anche quest’anno la manifestazione ha visto un pubblico numeroso e appassionato di winelovers, giornalisti e operatori del settore che hanno apprezzato l’organizzazione e la qualità dei prodotti in degustazione: un sentito grazie a Diego Colarich, al suo staff e alle autorità del Comune di Trieste e della regione Friuli Venezia Giulia per l’importante sostegno e promozione.

Il sipario è calato su di una giornata davvero intensa, fatta di incontri, di nuove conoscenze, di scambi di opinioni con i giornalisti presenti : non poteva mancare la golosa coccola rappresentata dal gelato di Vatta, che con il gusto al sambuco e quello al formaggio di Zidarich con fragole, ha regalato un autentico momento di estasi.

Fiera Nazionale “Monza in Vino” – Il vino in Serie A

Calici al centro e fischio d’inizio all’ U-Power Stadium di Monza nelle giornate del 11 e 12 maggio.

Un evento organizzato da Arte del vino Eventi che ha selezionato piccole aziende provenienti da tutta Italia con 450 etichette in assaggio, ad accompagnare le degustazioni prelibatezze gastronomiche presentate direttamente dai produttori locali.

Una buona affluenza con 3500 persone confermata dalle vendite degli espositori che hanno toccato circa le 14.000 bottiglie.

Ecco le chicche enogastronomiche che più mi hanno colpito

  • Antica Casa Vitivinicola Italo Pietrantonj, una delle cantine più antiche d’Abruzzo, siamo vicino a Sulmona, a Vittorito precisamente, un paese con circa 1000 abitanti, a 350 slm più verso gli Appennini che il mare. Assaggio il loro Cerano Trebbiano D’Abruzzo DOC Superiore 90% Trebbiano, 10% Malvasia, un vino molto profumato con aromi di pesca, mango e albicocca, una bella freschezza. Per passare poi al Cerano Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore, un vino iconico della regione, proposto con i piatti della tradizione. Quindi il Cerano Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva da vendemmia tardiva che avviene a metà ottobre e affinamento 12-18 mesi in tonneaux, profumi di ciliegia sotto spirito, amarena con un legno non invadente. Per finire con il loro Passito Rosso IGT prodotto con uve vendemmiate nella prima settimana di novembre e fatte poi appassire per due mesi sui graticci, affinamento solo in acciaio, un ottimo passito non stucchevole.
  • Azienda agricola Il Verone, una micro azienda sita nella frazione di Godiasco-Salice Terme, sulla prima collina dell’Oltrepò Pavese. Il Verone è una terrazza, un balcone sullaValle Staffora. Circa 3000 bottiglie all’anno prodotte artigianalmente, pulizia e chiarifica solo attraverso travasi. Degusto i loro bianchi dal colore intenso dovuto a una macerazione sulle bucce per alcuni giorni: il Riesling Italico Refuso, fermentazione spontanea, criomacerazione sulle bucce per 6 giorni e maturazione in vasche d’acciaio; un bel corpo nel complesso, persistente con profumi prevalenti di mela e idrocarburi. Il Cortese Scortese, vitigno autoctono del Piemonte ma con una produzione anche in Lombardia tra l’Oltrepò e il Garda. Macerazione sulle bucce per 6 giorni e fermentazione spontanea. La filosofia del solo acciaio, della fermentazione spontanea e della pulizia solo tramite travasi la si ritrova anche nei loro rossi: Lavinia un 100% Barbera e Il Rosso del Verone che è il vino principe della Cantina uvaggio Barbera e Croatina tipico dell’Oltrepò.
  • Azienda Agricola Ceratti, fondata nei primi anni del ‘900 in un luogo di grande fascino dove il mar Ionio incontra quella che è la Costa dei Gelsomini. La cantina coniuga alla tradizione le più moderne e accurate tecniche di vinificazione. Produzione quasi esclusiva di due eccellenze della zona: Il Greco di Bianco e il Mantonico. Sia del Mantonico che del Greco di Bianco troviamo due proposte, affinamento in acciaio e affinamento in barrique. L’antico vitigno Mantonico, portato in terra di Calabria dai Greci intorno al VII sec a.C, oggi viene prodotto in quantità limitata e le uve subiscono un appassimento naturale sui graticci per una decina di giorni al caldo sole di questa Terra. Assaggiare questo nettare degli dei è veramente appagante.
  • Facciamo un salto in Portogallo dall’importatore Lusitania Vini per scoprire una rarità, la BOT. La storia risale a 150 anni fa quando vennero impiantate in mezzo ettaro, per una prova tecnica, 30 bacche rosse e bianche nel boschetto davanti alla casa di un appartenente alla famiglia Ribeiro che è poi il cognome della famiglia di Casa de Mouraz. Appurato che i frutti venivano bene e che potesse quindi essere un luogo di elezione per la viticoltura, si iniziò l’attività vera e propria. Le 30 bacche site nel contesto boschivo diventarono quindi il simbolo dell’inizio della storia enologica di Casa de Mouraz. Arriviamo ai giorni nostri, quando l’ultimo proprietario di Casa de Mouraz, circa 13 anni fa, tale Antonio Lopes Ribeiro, decise di far partire una produzione da quella piccola zona vitata convogliando tutte le trenta bacche in un vino che fu chiamato BOT. Una piccolissima produzione circa 800 bottiglie numerate che da rara diventerà unica quando nell’ottobre del 2017, proprio dopo la vendemmia, la regione prende fuoco, l’incendio durerà dieci giorni provocando morte e distruzione e le vigne centenarie verranno rase al suolo. Il vino diventa una leggenda.
  • Finisco la sezione vini, ovviamente la mia piccola selezione, con Cantina Diomede, siamo a Canosa di Puglia, in quella magica terra che, secondo la leggenda, vide l’eroe omerico Diomede piantare i tralci di vite portati con sé dalla Grecia e, dalla coltivazione e dalla cura di questi tralci, nascere l’Uva di Troia. I loro vini sia bianchi che rossi hanno ricevuto diversi riconoscimenti, come il Canace Uvaggio: 100% Nero di Troia e vendemmia tardiva e Orea 100% Primitivo. Anche gli spumanti da metodo charmat sono interessanti: Il Malè Bianco Uvaggio: 50% Bombino Bianco – 50% Fiano e il Malè Rosè 100% Negroamaro.

Come ho anticipato non sono mancate le prelibatezze gastronomiche, eccone alcune

  • Il caciocavallo di Ciminà dell’Azienda Agricola Siciliano siamo in Calabria nella Locride nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il caciocavallo si produce in questa zona da tempi immemorabili. La storia dell’azienda Agricola, racconta Domenico Siciliano, inizia diverse generazioni fa, oggi si sono mantenute vive le tradizioni adeguandosi ai tempi ma mantenendo sempre la regola ferrea di non utilizzare sostanze chimiche o additivi. Dal latte munto in fattoria nasce il caciocavallo di Ciminà e grazie al microclima che si sviluppa, dato dall’unione di mare e montagna, si realizza un prodotto unico che è diventato Presidio Slow Food. Questo formaggio ha una particolarità: si coagula ancora il latte crudo, di vacca e a volte anche parzialmente di capra, quasi sempre con caglio naturale di capretto. Il caciocavallo ha una forma particolare, ha due testine, è un formaggio piccolo, allungato, caso unico nel panorama caseario. Generalmente si consuma fresco, entro pochi giorni dalla produzione, destinandolo per lo più alla griglia. Mentre con qualche settimana di stagionatura in più acquista sentori inebrianti e lunghi di sfalcio d’erba, di fiori gialli, di nocciola.
  • La Cioccolata Rinascimentale In Toscana, la storia del cioccolato inizia con gli avventurosi mercanti fiorentini. Gli scambi commerciali con le Americhe portarono il cacao esotico, chiamato “cibo degli Dei”, alla Corte di Firenze, fu un grande successo e il suo consumo divenne uno dei tanti elementi dello status symbol tipici dell’epoca. A quei tempi il cioccolato veniva consumato come bevanda. Oggi viene prodotta in questo laboratorio di Firenze, seguendo ancora le tecniche antiche: semplicemente pura pasta di cacao addolcita e aromatizzata, lavorata a freddo, come facevano gli Aztechi, per non alterare le proprietà organolettiche del cacao, come attesta la patina bianca che avvolge la tavoletta. La certezza di trovare sapori antichi ai giorni nostri.

  • Il liquore di birra biellese del Liquorificio Artigianale La Culma.  Un micro Liquorificio artigianale di bevande spiritose, liquori, liquori a base di grappa e grappe, nato dalla passione della tradizione, unita alla creatività ed alla ricerca di nuove sensazioni. Il Liquore di Birra Biellese svela un gusto vellutato e dal profumo intenso. Una vera scoperta.

Concludo rimandandovi all’appuntamento di ottobre con un’altra edizione di FIERA NAZIONALE MONZA IN VINO.

Prosit!

Campania Stories 2024: i nostri migliori assaggi dei vini bianchi

Poco convincente la 2023 proposta nella dodicesima edizione di Campania Stories, che segna un passo indietro rispetto alla crescita (anche emotiva) della qualità dei bianchi campani.

Non c’è dubbio che il millesimo abbia rappresentato ovunque un’annata non semplice da gestire, tra gelate, grandinate, malattie sistemiche e caldo assolato estivo. Non sono mancati neppure i cinghiali affamati, con i danni che ha creato la peronospora. Mancava solo il temuto asteroide dei film catastrofali americani ed il quadro sarebbe stato perfetto.

Ci si chiede, però, come mai alcune Regioni fatichino più di altre a mantenere dritta la barra, interrompendo il positivo cammino dei risultati conseguiti. L’opinione di 20Italie è che la paura si insinua in ciascuno di noi, negandoci la visione a lungo raggio del problema. Con il clima odierno non si può sperare molto, almeno nel breve. Il pessimismo arreca, però, soltanto sfiducia e conduce alla ricerca di facili soluzioni che mal cozzano con quanto dovrebbe presentare l’areale.

Vini non ancora pronti, nell’usanza poco saggia di essere imbottigliati pochi giorni prima delle manifestazioni d’assaggio, o stravolti nel profilo organolettico che li rende immediatamente riconoscibili. La saggezza presuppone una tranquillità d’animo solo in parte mitigata dal risvolto economico. I “nostri” produttori soffrono più di altri le avversità del mestiere e le ricette non sempre riescono come si vorrebbe: si beve ciò che si sente dentro.

Si salva la denominazione Greco di Tufo, che ha usufruito appieno dei ritardi di maturazione primaverili. Prodotti identitari, mordaci e favolosamente tipici che restituiscono il buonumore a chi li degusta. Il Fiano di Avellino resta costante sull’indecifrabilità di avere campioni troppo giovani per un giudizio completo, pur dimostrando minor polpa e “ciccia” del solito in molti casi. Bene il Sannio, non per picchi d’eccellenza, ma per una media qualitativa sempre in aumento; irripetibile e forse unica la Falanghina dei Campi Flegrei nella versione 2022, aderente come non mai al territorio di matrice vulcanica.

Visto l’apparente ripetersi di primavere pazze come quella dell’anno scorso, sarà meglio correre ai ripari senza indietreggiare di un millimetro. Ne va della stabilità stessa di un percorso che sta portando pian piano i bianchi della Campania ai vertici del settore, così come meritano i vitivinicoltori.

Di seguito l’elenco dei migliori assaggi effettuati alla cieca (senza conoscere le etichette), riportati poi al termine in ordine cronologico e non di preferenza. Un ringraziamento particolare a Miriade & Partners per la splendida organizzazione ed al servizio in sala curato dai sommelier di A.I.S. Campania.

Migliori Fiano di Avellino Docg 2023

Vesevo

Villa Raiano

Borgodangelo

Migliori Fiano di Avellino Docg 2022 – 2021

Pietracalda – Feudi di San Gregorio

Brancato – Tenuta Cavalier Pepe

Tenuta del Meriggio

Alimata – Villa Raiano

Elle – Laura De vito

Migliori Greco di Tufo Docg 2023

Vesevo

San Paolo di Claudio Quarta

Di Meo

Vigna Cicogna – Benito Ferrara

Migliori Greco di Tufo Docg 2022 – 2021

Contrada Epitaffio – Macchie Santa Maria

Tenuta del Meriggio

Pietracupa

Grancare – Tenuta Cavalier Pepe

Petilia

Kuris – Tenuta Scuotto

Migliori Falanghina del Sannio Dop – Beneventano Falanghina Igp 2023

Macére Bio – Torre del Pagus

Cantine Iannella

Identitas – Cantina di Solopaca

Anima Lavica – La Guardiense

Migliori Falanghina del Sannio Dop 2022 e 2020

Vigna Segreta – Mustilli

Libero “F” Particella 190 – Fontanavecchia

Migliori Falanghina dei Campi Flegrei Dop 2023

Colle Imperatrice – Astroni

Settevulcani – Salvatore Martusciello

Terrazze sui Campi – Tenute Loffredo

Dama del Sole – Cantavitae

Migliore Irpinia Coda di Volpe 2022

Tenuta del Meriggio

Migliori Terra del Volturno Pallagrello Bianco Igp 2023

Caiatì – Alois

Ventallegra – Scaramuzzo

IL SANNIO OSPITA L’EDIZIONE 2024 DI “CAMPANIA STORIES”

Comunicato Stampa

BENEVENTO – Il Sannio ospita l’edizione 2024 di Campania Stories. La stampa specializzata nazionale ed internazionale sarà in provincia di Benevento dal 21 al 25 maggio prossimi per la presentazione delle nuove annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni campane. Oltre 90 le adesioni da tutta la regione alla rassegna organizzata da Miriade & Partners con le aziende partecipanti che celebra la sinergia tra tutte le componenti del mondo del vino: le cantine campane, l’indispensabile collaborazione di AIS Campania, il sostegno della Regione Campania, che anche quest’anno ha inserito la rassegna nell’elenco delle manifestazioni fieristiche e degli eventi di promozione a cui partecipa in via ufficiale, e la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog.

Anche questa edizione di Campania Stories vedrà la presenza sul territorio di autorevolissime firme della stampa di settore nazionale e internazionale, mentre durante l’anno verranno organizzati groupage internazionali dando la possibilità alle cantine di far assaggiare i propri vini alle più importanti testate mondiali, fornendo allo stesso tempo a giornalisti e operatori contenuti tecnici e aggiornamenti sui dati di produzione di filiera. Una rassegna, dunque, che dura 365 giorni, anche attraverso le attività digitali (e non solo) di promozione della Campania del vino nel mondo, presentando sul web e sui social denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino della regione, da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano e sul sito www.campaniastories.com.
Campania Stories sarà come sempre strutturata con tasting riservati alla stampa e visite in cantina e ai territori della regione. Sede delle degustazioni dell’edizione 2024 sarà il Luxury Refuge “Tenute del Gheppio” di Dugenta (Benevento), mentre ad ospitare l’inaugurazione della rassegna, in collaborazione con il Sannio Consorzio Tutela Vini, sarà la storica Rocca dei Rettori di Benevento.

Venerdì 24 maggio, infine, a conclusione del programma per la stampa, l’atteso Campania Stories Day, degustazione per operatori e appassionati provenienti da tutta Italia, in programma sempre a Tenute del Gheppio di Dugenta (Benevento) su due fasce orarie (dalle ore 16.30 alle ore 18.30 e dalle ore 19.30 alle ore 21.30) con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti (per info: whastapp 379.1991513 – eventi@miriadeweb.it).

Ecco le cantine che parteciperanno all’edizione 2024 di Campania Stories: Irpinia (Avellino): Amarano, Barbot Stefania, Borgodangelo, Cantina del Barone, Cantine Dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De’Gaeta, De Vito Laura, Delite, Di Meo, Donnachiara, Ferrara Benito, Feudi di San Gregorio, I Capitani, I Favati, Il Cancelliere, Le Otto Terre, Macchie Santa Maria, Masseria Della Porta, Nativ, Perillo, Petilia, Pietracupa, Sanpaolo di Claudio Quarta Vignaiolo, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Madre, Tenuta Pietrafusa di Villa Matilde Avallone, Tenuta Scuotto, Torricino, Traerte, Vernice, Vesce Giovanni, Vesevo, Villa Raiano; Sannio (Benevento): Cantina di Solopaca, Cantine Iannella, Catalano Elena, Fattoria La Rivolta, Fontana Reale, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Monserrato 1973, Mustilli, Ocone 1910 Taburno Wine County, Rossovermiglio, Terre Stregate, Torre del Pagus; Caserta: Alois, Cantina di Lisandro, Caputo 1890, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Nugnes, Paparelli Luca, Porto di Mola, Scaramuzzo, Tenute Bianchino, Torelle, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone, Vitematta; Napoli: Abbazia di Crapolla, Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantavitae, Cantine Carputo, Cantine del Mare, Cantine Olivella, Casa D’Ambra, Casa Setaro, Contrada Salandra, Portolano Mario, RadiciVive, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Loffredo; Salerno: Cantina dei Quinti, Cuomo Marisa, Fiasco Francesca, Montevetrano, Sammarco Ettore, San Salvatore 19.88, Tempa di Zoè.

Per altre informazioni www.campaniastories.com

UFFICIO STAMPA
MIRIADE & PARTNERS SRL
Massimo Iannaccone – tel. 392.9866587
Diana Cataldo – tel. 329.9606793
Serena Valeriani – tel. 392.0059528
E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it
Sito internet: www.campaniastories.com

Anteprima Vernaccia di San Gimignano Wine Fest “Regina Ribelle”

Ben 28 campioni giudicati con un punteggio oltre i 90 centesimi, sul totale di 88 etichette presenti all’Anteprima Vernaccia di San Gimignano Wine Fest “Regina Ribelle”.

Un numero impensabile qualche anno fa, che sorprende ancor di più per una 2023 scattante e ricca di fremiti, servita alle giuste condizioni di temperatura ed evoluzione.

L’atavico problema del servire alla stampa vini ancora difficili da comprendere nelle freddure invernali di febbraio, con l’aggravio dell’esser stati imbottigliati da pochi giorni, è stato in parte superato dal posticipare a maggio qualsiasi giudizio di merito.

Resta qualche perplessità stilistica, nell’eterna lotta tra “bene e male”, tra ciò che garantisce un commercio spicciolo e rapido e chi decide di puntare sul rischio, con opportune scelte agronomiche e produttive che prevedono rese bassissime, oculatezza dei contenitori e, soprattutto, tempo!

La Vernaccia di San Gimignano aleggia nel limbo di color che son sospesi alla ricerca della perfezione, ma il gradino non sembra più insormontabile e l’obbiettivo ormai è alla portata di mano. L’impegno del Consorzio Vernaccia di San Gimignano e delle Istituzioni politiche è encomiabile e sta dando i suoi frutti, ma l’attenzione deve restare alta senza cedere a dubbi e sbavature che riporterebbero l’areale alle tinte buie altalenanti del passato.

Agrumate e melliflue le 2023, scattanti rispetto alle 2022 e 2021. Quest’ultimi millesimi donano invece punte di bellezza infinite nelle versioni Riserva, con alcuni campioni che si ergono a principi della degustazione dai punteggi elevatissimi.

Di seguito l’elenco delle migliori valutazioni riscontrate negli assaggi alla cieca, in ordine cronologico da scheda per la stampa e non di preferenza.

Migliori Vernaccia di San Gimignano 2023

Gentilesca – Abbazia Monteoliveto

Casa alle Vacche

Fattoria La Torre

Fattoria Poggio Alloro

Fattoria San Donato

La Lastra

Le Postine – La Roccaia

Suavis – Mormoraia

Pietraserena

Primo Angelo – Poderi Arcangelo

Poggiarelli – Signano

Tenuta Le Calcinaie

Lunario – Tollena

Migliori Vernaccia di San Gimignano 2022

Rialto – Cappellasantandrea

Clamys – Cesani

Tenuta Sovestro

Fontabuccio – Vagnoni

Migliori Vernaccia di San Gimignano 2021

Angelica – Fattoria San Donato

Podere La Casa Rossa

Migliori Vernaccia di San Gimignano Riserva 2022

Le Mandorle – Fattoria Poggio Alloro

Ori – Il Palagione

La Lastra

La Ginestra – Signano

Migliori Vernaccia di San Gimignano Riserva 2021

Crocus – Casa alle Vacche

Benedetta – Fattoria San Donato

Assola – Terre di Sovernaja

Migliori Vernaccia di San Gimignano Riserva 2020

Guicciardini Strozzi

Signorina Vittoria – Tollena