L’evento “Pensieri Divini” sul Moscato di Scanzo: al Le Radici Lounge emozioni dalla Lombardia alla Campania

In uno spazio surreale, un incanto di vigne e colline dove il sole bacia la terra e il vento sussurra tra i filari, due donne, una lombarda e l’altra campana, si incontrano, animate da una grande passione comune: il profondo amore per il vino, nettare che unisce e racconta storie di terre e di popoli. Le chiameremo scherzosamente “Le Moscatine”. La lombarda, con il cuore colmo dei profumi delle Alpi e dei laghi, porta con sé il segreto del Moscato di Scanzo, un tesoro liquido della Cantina Pagnoncelli, custodito con cura e devozione. La campana, cresciuta in costiera amalfitana, conosce ogni sfumatura dei vini eroici, vulcanici, ogni nota fruttata e minerale che rende unica la sua terra.

Decidono di unirsi, non solo come amiche, ma come ambasciatrici delle eccellenze enogastronomiche delle loro regioni. Insieme, tracciano un cammino che va dalle colline bergamasche fino ai vigneti campani, intrecciando tradizioni e innovazioni, storia e futuro. Il loro progetto non è solo una celebrazione del vino, ma un inno alla cultura, alla dedizione, alla passione che si respira in ogni grappolo d’uva.

Le due donne artefici del progetto sono Alessandra Napolitano e Sabrina Pecis. “Pensieri Divini” è il loro ambizioso progetto, è un inno al gusto e alla convivialità. Il Moscato di Scanzo diventa il simbolo del loro sodalizio. Con le sue note dolci e speziate, con il suo colore rubino che brilla come un gioiello al tramonto, questo vino incarna la bellezza e la raffinatezza della Lombardia. Ogni calice racconta di giornate assolate, di mani che lavorano con amore, di una cantina che è molto più di un luogo, ma un vero e proprio tempio del gusto. Con determinazione e grazia, queste due donne si fanno portavoce di un’arte antica e sempre nuova, diffondendo nel mondo le eccellenze delle loro terre, una bottiglia alla volta.

Gli ospiti sono stati accolti nel Le Radici Lounge di Battipaglia (SA) con garbo e grande ospitalità creando un’atmosfera conviviale. La selezione dei prodotti della cantina Pagnoncelli (birre e vini) è stata magistralmente abbinata a una serie di piatti gourmet, ideati per esaltare le caratteristiche uniche di ogni etichetta. L’enologa Francesca Marano e iI sommelier Gianmarco Memoli hanno guidato i presenti attraverso un viaggio sensoriale, descrivendo con passione e competenza ogni prodotto, dalla freschezza delle birre bianchi alla complessità dei vini.

La degustazione è stato un viaggio con crescente complessità partendo dalla profumata Birra Sirio ottenuta con aggiunta di Moscato Giallo, con note fruttate di uva, mango, pesca e richiami ad un leggero pepato. La gasatura è delicata e fine e in bocca l’attacco è fresco, non molto strutturata persistente con aromi di spezie e vegetali. Intrigante l’abbinamento fatto con prodezza con una bruschetta al burro e alice salata.

L’ambrata IGA Persis al Moscato di Scanzo presenta una grana fine e persistente. Il naso è reso suadente da profumi tipici del Moscato di Scanzo con la frutta rossa, miele di castagno, liquirizia e leggera speziatura pepata. L’abbinamento è stato sapientemente studiato servendo una bruschetta a base di lardo di colonnata. L’attacco amaro, l’effervescenza della birra e l’aromaticità hanno equilibrato la bocca in maniera armoniosa.

Piacevolissima sorpresa è stato il vino da tavola Ombra Rossa, inizialmente prodotto solo per consumo familiare, ma che ha riscosso talmente tanto successo da indurre la cantina Pagnoncelli ad aumentarne la produzione. Il suo uvaggio vede Merlot al 90% e Moscato di Scanzo al 10%. Colore rubino carico. Limpido e consistente, con profumi di rosa, viola, frutti rossi. Caldo, persistente, di grande corpo.

La morbidezza e l’aromaticità del vino lo hanno reso perfetto per accompagnare anche i cibi proposti dalla pregiatissima cucina del Radici Lounge: mortadella su focaccia, bruschette al pomodoro con origano e olio evo e tagliere di formaggi di varia stagionatura.

L’ultimo atto lo ha giocato la perla, il Moscato di Scanzo, un vino passito dolce e avvolgente, perfetto per accompagnare momenti di meditazione e contemplazione, un nettare di colore rosso rubino intenso e vivace che invita a rallentare il ritmo frenetico della quotidianità e a riscoprire la bellezza dei piccoli piaceri della vita.

Profumo intenso ed equilibrato rende il naso ampio ed elegante con i suoi sentori di rosa passita, frutta rossa in surmaturazione, in particolare marasca, prugna, spezie come cannella, garofano, pepe. Si completa e persiste con richiami al tabacco, cioccolato e nette note balsamiche. Anche al palato il passito risulta elegante e straordinariamente persistente, con un lungo finale sulle note balsamiche e dolciastre.

Storicamente il Passito di Moscato di Scanzo si degusta a fine pasto, preferibilmente da solo o accompagnato da pasticceria secca, come proposto dal Radici Lounge con cantucci e gelée variamente speziate, ma può sicuramente deliziosamente accompagnare anche a piatti salati come i formaggi erborinati o stagionati.

Una particolare menzione merita il profumatissimo e fresco cocktail a base di Passito di Moscato di Scanzo che con estrema bravura Giovanni Curcio, in arte Johnny, il bartender del Le Radici Lounge, ha preparato per l’occasione.

L’intera squadra delle “Moscatine”, con il loro spirito indomito e il loro sguardo rivolto al futuro, mettendo a frutto la loro passione e missione, organizzano eventi, degustazioni, percorsi sensoriali che avvicinano le persone alla magia del vino. La Lombardia e la Campania si fondono in un abbraccio enologico, dimostrando che la bellezza delle differenze può creare armonie straordinarie.

Morellino del Cuore 2024

Lo scorso 19 giugno si è svolta la seconda edizione di “Morellino del Cuore” serata dedicata al Morellino di Scansano. L’evento si è svolto  a Firenze presso il Ristorante Olio, una degustazione di 10 vini selezionati da una commissione di Sommelier ed importanti Ristoranti del Belpaese.

Nella prima edizione la commissione era composta da giornalisti, esperti e collaboratori di importanti guide e riviste enogastronomiche.  La degustazione  è stata organizzata dai giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli in collaborazione con il Consorzio Tutela Morellino di Scansano.

Prima di passare all’analisi sensoriale dei vini in degustazione, lasciamo il tempo ad alcune nozioni su questo incantevole areale.

Il Morellino di Scansano è una perla enologica localizzata tra l’antico vulcano Monte Amiata e la meravigliosa costa Tirrenica in provincia di Grosseto. L’etimologia del termine sembrerebbe derivare dai cavalli neri detti morelli che trainavano le carrozze. La vicinanza al mare e al Monte Amiata danno origine a  un microclima unico e propizio per l’allevamento della vite; tuttavia, i suoli e le altimetrie variano nei comuni  ricadenti nella denominazione quali: Scansano,  Manciano, Magliano in Toscana, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico e Grosseto. Terreni, argillosi,  sabbiosi con presenza di galestro ed alberese.

Il Morellino di Scansano per disciplinare deve essere prodotto con uve Sangiovese almeno per l’85%, possono concorrere al completamento nella misura massima del 15%: Alicante, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia Nera, Canaiolo, Montepulciano, Merlot, Syrah, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Tuttavia, prevalentemente i produttori prediligono lavorare  il Sangiovese in purezza. Nelle annate  migliori viene prodotta anche la tipologia Riserva. 

La Doc è nata nel 1978 e l’ambito riconoscimento a Docg è giunto nel 2007. A fine anni ottanta è  stato un vino molto apprezzato e presente nelle carte vini di molti ristoranti sia in Italia sia all’estero. Un breve periodo di pausa ed è  di nuovo tornato meritatamente nella sfera dei grandi vini rossi italiani.

I vini in degustazione

“Annata”
Cantina Vignaioli Morellino di Scansano Roggiano Docg 2023 – Sangiovese 95% e Ciliegiolo 5% – Piacevoli note di violetta,  visciola ed erbe aromatiche. Fresco, saporito, dinamico con buona facilità di beva.

San Felo Morellino di Scansano Docg 2023 – Sangiovese 85%, Cabernet Sauvignon e Merlot 15% – Note di rosa, ciclamino, ciliegia e fragola, dal sorso setoso, lungo e armonioso.

Terenzi Morellino di Scansano Docg 2022 – Sangiovese 100% – Emana note di frutti di bosco, scorza d’arancia  e spezie dolci,  avvolgente, deciso, preciso è composito.

“Intermedio”
Boschetto di Montiano PerBene Morellino di Scansano Docg 2022 – Sangiovese 90%, Cabernet Franc e Merlot 10% – Sprigiona sentori di lampone, mirtillo, tabacco e cuoio. Gusto pieno e soddisfacente.

Morisfarms Morellino di Scansano Docg 2022 – Sangiovese 90% , Cabernet Sauvignon e Merlot 10% – Ciliegia, prugna, pepe e nuances terragne. Al palato è succoso, setoso e armonioso.

Roccapesta Morellino di Scansano Docg 2022 – Sangiovese con un saldo di Ciliegiolo. Libera sentori di rosa, mora, melagrana e bacche di ginepro; sorso vibrante, avvolgente e armonico.

Podere 414 Morellino di Scansano Docg 2021 – Sangiovese 85%, Ciliegiolo, Colorino, Alicante, Syrah 15% –  Rivela note di cassis, amarena,  liquirizia, pepe e nuances mentolate. Setoso, avvolgente e leggiadro.

“Riserva”
Alberto Motta Morellino di Scansano Docg Riserva 2021 – Sangiovese 100% – Note di mirtillo,  mora, amarena e spezie orientali, dal sorso accattivante e duraturo, con tannini ben integrati.

Val delle Rose Poggio al Leone Morellino di Scansano Docg Riserva 2021 – Rimanda sentori di prugna, marasca, tabacco su scie balsamiche. Trama tannica nobile, saporita e coerente.

Santa Lucia Tore del Moro Morellino di Scansano Docg Riserva 2020 – Sangiovese 100% – Emana note di frutti di bosco, sottobosco e nuance boisée. Rotondo, appagante e persistente.

Dopo la degustazione delle 10 etichette è seguita una gustosa cena, con piatti ben preparati e ben presentati in abbinamento ai campioni degustati.

Il “Dolceacqua” in piazza 2024

Sabato 20 luglio il pittoresco borgo ligure di Dolceacqua si è animato di folla e di produttori che hanno dato vita alla terza edizione di un evento davvero imperdibile. In piazza Mauro, protetta dall’alto dall’antico Castello dei Doria, si sono radunati le cantine del Rossese, per una festa che ha richiamato una moltitudine di turisti, giornalisti, operatori del settore, tanto da far registrare il tutto esaurito.

I calici con la taschetta sono andati a ruba, come del resto il sacchettino con le crocette e le michette, dolci legati alla tradizione locale, queste ultime raccomandate  per un abbinamento inconsueto con il leggiadro vino rosso.

In assaggio la nuova annata 2023 e alcune novità davvero interessanti.

Iniziamo con Roberto Rondelli ed il suo Dolceacqua Arenaria, che colpisce per l’eleganza dei profumi e per la loro delicatezza. Note floreali e fruttate, sorso che mantiene un’estrema piacevolezza, grazie anche a una trama tannica vellutata. Le uve Rossese vengono in parte pigiate e diraspate, in parte lasciate intere. Fermentazione per circa 10 giorni a cui segue un affinamento di 6 mesi in acciaio. Roberto ha portato in assaggio Roja 2022, la versione superiore, con la quale vuole proporre una idea diversa di interpretazione di questo vitigno. L’affinamento prevede dieci mesi in barrique usate, una selezione delle uve al momento della vendemmia a dir poco maniacale e fermentazione con lieviti indigeni. Un vino che punta in alto, che si offre nel calice con un tripudio di ciliegia, mora, ribes nero, viola, vaniglia accompagnate da note di macchia mediterranea. In bocca è avvolgente, quasi sensuale grazie alle sensazioni vellutate che regala, sapido in chiusura.

Fabiana Ramoino propone una nuova veste per l’annata 2023: la collezione 1920 La Maudit Belle Paris. E’ stata realizzata con l’aiuto di Amanda Fagiani e Jari Andrea Bertrecchi e i vini (vermentino e rossese) portano in etichetta quadri appositamente dipinti a mano, che ritraggono Amedeo Modigliani e Tamara de Lempicka, due artisti protagonisti della Parigi degli Anni Venti.

Per il Rossese è stata scelta l’immagine di Tamara; le sorprese però non finiscono qui, dato che nel retro della bottiglia è posizionato un QR code. Inquadrandolo, si accede a un inedito d’autore, interpretato e narrato da voci che faranno immergere chi starà sorseggiando il vino, in quell’epoca così intellettualmente e culturalmente vivace, a cavallo tra le due Grandi Guerre. Il vino è assolutamente cesellato ad arte, frutto di un annata che ha premiato ancora una volta, chi ha saputo gestire al meglio la vigna.

Maurizio Anfosso di Ka Mancinè ha portato in degustazione i Rossese ottenuti dalle nomeranze Beragna e Galeae; difficile esprimere una preferenza, data la giovialità del sorso del Beragna e la profondità del secondo. Infatti Beragna è un vino che, servito a una temperatura lievemente più fresca di quella normalmente consigliata, risulta perfetto con il pesce, soprattutto abbinato alle zuppe. Prima dell’evento però, sono andata a trovare Maurizio, che ha aperto la sua cantina e ho potuto così degustare la prova della nuova annata di Bugiardino, il rossese che affina in anfore Demetra. Nonostante debba essere atteso ancora sul mercato, l’assaggio è stato molto convincente e ha regalato profumi molto intriganti e una bella performance in bocca.

La Famiglia Guglielmi al completo per presentare il rosato Roseto e il Rossese Poggio dell’Elmo 2023. Il primo vede un riposo a 5-6 gradi delle uve per un giorno e una notte, a cui segue la pressatura soffice e una classica vinificazione in bianco e regala al naso succose note di frutti rossi e una guizzante freschezza. Il Rossese classico viene invece vinificato tradizionalmente in acciaio e si offre nel calice con precisi sentori di piccoli frutti rossi, rosa canina e pepe nero. Tannino serico, nel finale ritornano le note speziate e fruttate.

Nino Perrino Testalonga e la nipote Erica hanno portato in degustazione all’evento un meraviglioso Rossese 2020, che dopo un primo momenti di timidezza, si è aperto magicamente raccontando rosa, viola, marasca, elicriso, pepe bianco, ribes rosso. Sorso pieno, tannino perfettamente integrato, finale balsamico. Una testimonianza del grande lavoro fatto in vigna, dell’utilizzo di modeste quantità di rame e zolfo, della preferenza delle fermentazioni spontanee e di un minimo di solforosa nell’imbottigliamento.

Cantina Muragni si conferma per l’eccellente qualità ed espressività dei vini che produce; le etichette colorate portano l’immagine di un lupo, animale inteso come spirito guida. In assaggio il Dolceacqua superiore in cui si apprezzano note floreali, di arbusti di macchia, di frutta rossa matura , di rosmarino e  pepe nero.

Tra le sedici cantine presenti sono riuscita ad assaggiare anche la produzione della Cooperativa Maixei con un meraviglioso Rossese Superiore e il Rossese Superiore Barbadirame, le nuove annate prodotte da Fabiana Caldi, Filippo Rondelli di Terre Bianche, di Tenuta Ascari e la nomeranze Peverelli, un monopole della cantina Mauro Zino.

I banchi di assaggi sono stati letteralmente presi d’assalto dai presenti; sempre affollati quelli di Gajaudo, Du Nemu, Foresti, Grillo Amedeo e Cantina Naso.

La serata è stata inoltre allietata dalla Simil Jazz Band, che ha saputo degnamente intrattenere il pubblico e i produttori. La manifestazione, perfettamente riuscita, è stata promossa dal Comune di Dolceacqua, con la partecipazione dell’assessorato all’Agricoltura e al Marketing Territoriale di Regione Liguria. L’ennesima conferma che questa regione italiana ha nel rossese, e non solo nella produzione di vini bianchi superlativi, una delle sue punte di diamante; un vino che merita di essere conosciuto, degustato e amato.

Red Montalcino: il Rosso di Montalcino festeggia i suoi primi 40 anni

Neppure si può parlare di maggiore età, semmai di età della ragione per il Rosso di Montalcino. Uno splendido quarantenne che sta vivendo un momento di particolare euforia, grazie anche all’apprezzamento dei consumatori e al via libera definitivo all’ampliamento della superficie vitata rivendicabile per la Denominazione.

Il vigneto della Doc (attualmente di 519,7 ettari) potrà essere incrementato fino a 364 ettari (+60%). L’ampliamento, inoltre, non comporterà l’impianto di nuove vigne: gli ettari aggiuntivi rivendicabili fanno infatti già parte delle mappe del territorio come quota di vigneti coltivati a Sangiovese ma liberi da albi contingentati. In termini di bottiglie, la produzione potenziale aggiuntiva del Rosso sarà di poco superiore ai 3 milioni che si andranno a sommare alla media attuale di circa 3,6 milioni di pezzi l’anno. 

Cosa ne consegue? Un’attenzione maggiore verso l’intero comparto, con prodotti totalmente diversi che potranno ulteriormente catturare turisti e merchandising in giro per il mondo. Deduzione logica: più soldi per tutti e un’economia florida che porterà benessere a migliaia di famiglie. Il senso stesso del fare impresa.

Sul vino, invece, ancor più certezze per il futuro. Il Rosso di Montalcino ha da sempre rappresentato la bevuta facile, l’immediatezza di un sorso che non esige abbinamenti gastronomici o sforzi d’ingegno magari nella calura delle recenti estati. A 40 gradi all’ombra l’immagine è quella di poter godere di un prodotto da servire ad una temperatura inferiore alla norma e senza concentrarsi necessariamente su zone, stile e potenziale evolutivo. Il bere per il piacere del bere insomma.

Giunta alla terza edizione di Red Montalcino in Fortezza, ben 68 produttori hanno presentato i loro vini nel consueto walk around tasting, tra specialità gastronomiche regionali unite a pietanze vegan e fusion. La soddisfazione dei partecipanti è stata palpabile, così come i tannini del Sangiovese di queste terre, meglio addomesticabili quando non si gioca sulla potenza. Era un po’ anche lo scopo dell’allora presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Enzo Tiezzi, un illuminato nel mondo dell’enologia, persona dotata di saggezza e spessore che riuscì nel 1984 a conciliare le diverse anime in un progetto avveniristico.

Sì, perché anche Montalcino avrebbe potuto soffrire le difficoltà di altri areali della Toscana; eppure l’unità (almeno apparente) dei vitivinicoltori, la loro voglia d’imparare e lasciarsi guidare dai blasonati che hanno messo a disposizione il proprio sapere per la Comunità e lo spirito di non porre tutto sul piano della politica spicciola, astenendosi da inutili guerre di posizione, ha portato ai risultati positivi sperati.

In ultimo la scelta di eliminare la dualità di competenze e dirigenze accorpando le tipologie sotto la tutela di un solo Ente, altro atto insolito per un’Italia che sa duplicare qualsiasi ufficio e carica di potere.

La degustazione delle vecchie annate, moderata dalla giornalista di Rainews24 Barbara Di Fresco e condotta negli assaggi da Riccardo Viscardi di Doctor Wine, intitolata “Red Evolution: origini e futuro del Rosso di Montalcino”, ha dimostrato il nerbo del Sangiovese quando difettava di maturazioni spinte come quelle odierne. Irsuto agli inizi, superbo nello scorrere delle lancette.

Semmai ci fosse un problema su cui discutere resta quello del cambiamento climatico e dello “snellire” le cariche alcoliche estrattive di uve a pieno carico zuccherino dotate di minor acidità. Altrimenti le resistenze al tempo non saranno le stesse di qualche lustro passato.

Uno stimolo ulteriore per Fabrizio Bindocci, Presidente del Consorzio Vino Brunello di Montalcino e per il Direttore Andrea Machetti. Un modo per far entrare davvero il Rosso di Montalcino nell’eternità. Un ringraziamento particolare a Bernardetta Lonardi e Sara Faroni di Ispropress per l’organizzazione e l’accoglienza della stampa.

Vi rimandiamo alla playlist completa sul nostro canale ufficiale YouTube con tutte le interviste.

“Odio l’Estate”: le cene sul belvedere di Tenuta degli Eremi ad Acciaroli con il Truck Street Food di CiVà Cibo Vagabondo

Se siete nel Cilento alla ricerca di un luogo incantato dal panorama mozzafiato, immersi nella natura per sfuggire alla calura estiva, potrete godere di una serata all’insegna della qualità, della socialità e del divertimento. Lo scorso venerdì 5 luglio, nella suggestiva cornice della Tenuta degli Eremi ad Acciaroli (SA), si è dato il via alla stagione estiva 2024 delle serate a tema “Odio l’estate”, organizzate in collaborazione con il premiato CiVà Cibo Vagabondo ed il suo Truck Street Food.

La Tenuta degli Eremi posta nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, tra collina e mare, con il suo fascino rustico e paesaggi emozionanti, fornisce il contesto perfetto per le serate estive: ampi gli spazi verdi, illuminati da luci soffuse e decorati con eleganza, gli angoli e varie sedute comode e distensive dalla musica selezionata in sottofondo, creano un’atmosfera intima e rilassata, lontana dal frastuono delle città. Il tema “Odio l’estate” è sapientemente interpretato attraverso dettagli decorativi che evocavano un’estate alternativa, più fresca e contemplativa.

Il punto di forza è senza dubbio la sinergia tra i 3 ideatori di questi eventi: Giulia Leone, proprietaria della Tenuta degli Eremi, 24 ettari biologici di ulivi, piante di aloe e macchia mediterranea; Pietro D’Elia, giovane teggianese che nella sua azienda agricola “I segreti di Diano” ha recuperato nel 2017 il peperone Sciuscillone (P.A.T.); Tony Granieri, talentuoso chef con l’obbiettivo di portare a tavola preparazioni semplici, ma di spessore, capaci di leggere il territorio con uno sguardo a 360 gradi, senza disdegnare qualche intrigante contaminazione.

Giulia ha avuto l’intuizione di proporre un’offerta gastronomica curata dal CiVà Truck Street Food creando un sodalizio con Pietro e Tony. I menù proposti sono un viaggio attraverso i sapori del Cilento e del Vallo di Diano. Ogni piatto è preparato a vista con ingredienti freschi e selezionati. I sapori sono ben bilanciati, con combinazioni creative che rendono ogni morso un’esperienza unica. Il servizio è un altro punto di forza di CiVà Cibo Vagabondo: il personale è sempre sorridente, accogliente e pronto a soddisfare le esigenze dei clienti.

I piatti proposti dallo chef Granieri variano in ogni evento. Durante l’inaugurazione il menù è stato un vero trionfo di sapori perfettamente abbinato ai vini naturali della cantina Casebianche, in linea con la filosofia artigianale degli autori. L’entrée a sorpresa, una focaccia con topping gourmet a base di lardo di colonnata e fiori di zucca, ha lasciato presagire il succulento e delizioso prosieguo anche per l’ottimo abbinamento con l’agrumato e vibrante spumante “La Matta” di Casebianche, meto ancestrale ottenuto da Uve Fiano.

La tartare di manzo con salsa di cozze alla brace e tartufo estivo, ha sorpreso le papille gustative esaltate anche dallo splendido accostamento con il lucente e intenso rosato frizzante  “Il Fric” di Casebianche (uve Aglianico elaborate secondo il metodo ancestrale) che all’olfatto esprime delicati profumi di ribes, melograno e lamponi con dettagli di viola.

A seguire tortelli con gambero e caciocavallo podolico, crema di talli e fiori di zucca, accostati ad un profumatissimo Fiano Cumalè di agile e appassionante beva con un complesso profilo aromatico (sottofondo agrumato, accenni di arbusti marini ed erbe officinali), supportato da buona spalla acida coerente chiusura sapida. Il secondo piatto proposto è stato un delizioso tonno alletterato, con salsa mugnaia e fagiolini; piatto in perfetta armonia con il calice di Iscadoro, blend di Fiano, Trebbiano, Malvasia con sentori di agrumi e frutta matura e note di macchia mediterranea, morbido al palato e lungo nel finale.

La chiusura fresca e delicata è stata offerta da un dessert a base di yogurt al cioccolato bianco e fragola. L’ambientazione della Tenuta degli Eremi, con i suoi spazi all’aperto immersi nella natura, ha creato un’atmosfera piacevole e informale, permettendo agli ospiti di rilassarsi e socializzare in un contesto diverso dal solito, reso informale dall’allestimento di una lunga tavolata comune.

Da destra: Elisabetta Iuorio e Pasquale Mitrano (Cantina Casebianche), Tony Granieri, Giulia Leone, Pietro D’Elia, Silvia De Vita

L’organizzazione impeccabile, la qualità delle proposte enogastronomiche e l’atmosfera magica della location hanno reso la serata un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon cibo e del buon vino.

Un evento che riesce a reinterpretare l’estate in modo originale, offrendo un’esperienza unica e indimenticabile.

Vitigno e Terroir 2024: “La Notte del Rosso”

Anche quest’anno lo scenario per “Vitigno e terroir”, la rassegna dei vini campani organizzata da AIS Salerno in collaborazione con i Consorzi di tutela dei vini della Campania, ha avuto come fondale d’eccezione la splendida borbonica Villa Calvanese di Castel San Giorgio, paese salernitano situato nella media valle del Sarno in prossimità del confine con le provincie di Napoli e Avellino.

Sovratitolo significativo “La Notte del Rosso”, con chiaro riferimento alla duplice vocazione dell’area alla produzione di vino ma, soprattutto, del pomodoro nella nota varietà San Marzano e altre cultivar celebri in Campania. Tre giorni, dal 14 al 16 giugno, disseminati di Masterclass su vini della Campania raccontati dai degustatori AIS dei vari territori, presentati dai Consorzi aderenti all’iniziativa. L’abbrivio, dopo il prologo di cui diremo, è toccato al Consorzio Vesuvio – presente con Il Presidente Ciro Giordano e l’archeologo Ferdinando De Simone – i cui vini sono stati degustati da Ernesto Lamatta Delegato AIS Vesuvio.

A seguire, Sannio Consorzio tutela vini con il racconto di vini e territorio a cura di Nevio Toti, delegato AIS Salerno e Antonio Follo AIS Benevento. E’ stata poi la volta di Terra di Lavoro, con i vini del Consorzio VITICA con il Delegato di AIS Caserta Pietro Iadicicco, per finire in bellezza con il Consorzio Vita Salernum Vitae con i suoi grandi vini rossi narrati da Nevio Toti, patron della manifestazione insieme ai Degustatori di AIS Salerno.

Le degustazioni guidate sono state precedute da due “laboratori” di abbinamento: il primo – sotto la regia di Mino Perrotta, relatore e degustatore di AIS Salerno con lo chef vietrese Luigi Chirico – dedicato alla magia rosso vino / rosso pomodoro mentre l’altro ha messo insieme l’amaro Gagà, presentato da Prisco Sammartino (Officine Alkemiche) con le dolci note del cioccolato del maestro Pepe, dolciere in Sant’Egidio del Monte Albino.

Naturalmente i banchi d’assaggio dei vini e l’area food, con l’elegante allestimento dei salottini d’appoggio, hanno riscosso notevole apprezzamento dei visitatori nelle tre notti, arricchite di volta in volta da accompagnamenti musicali live di generi diversi. E quale migliore occasione per degustare i piatti della tradizione e dello street food campani, dalle varie pizze fritte al cuzzetiello al ragù di carne ai mezzanelli al sugo dei pomodori in conserva dell’azienda sangiorgese Nobili, main partner dell’evento,fino alle suadenti prelibatezze di Pepe Mastro Dolciere.

E, come nelle migliori tradizioni, brindisi finale di “arrivederci” al 2025.

Lazio: a Olevano Romano torna Vinointorno festeggiando l’edizione del decennale

Situata nel cuore del Lazio, a soli 60 chilometri dalla Capitale, Olevano Romano ha celebrato il decennale di uno degli eventi enogastronomici più attesi dell’anno: Vinointorno. Dal 2013, questa manifestazione è diventata una vetrina d’eccellenza per il vino e il cibo di qualità, attirando numerosi appassionati e professionisti del settore. Vinointorno nasce dall’intuizione di sei membri fondatori dell’Associazione Extrawine: Enrico Carletti, Marco Mampieri, Piero Missimei, Furio Pagliei, Luca Rossi, Ivano Sterbini e Mario Travaglini.

Dieci Anni di Eccellenza

Fin dalla sua prima edizione, Vinointorno ha riscosso un successo straordinario, grazie alla partecipazione di oltre 100 produttori vitivinicoli provenienti da ogni angolo della Penisola. Con circa 1000 visitatori di media, l’evento ha saputo conquistare l’interesse del pubblico, divenendo un punto di riferimento per gli amanti del buon vino e della buona tavola.

L’edizione 2024 celebra il decimo anniversario ed è stata speciale: ben due settimane di eventi imperdibili, tra degustazioni, convegni e workshop. “In dieci anni abbiamo cresciuto una generazione di ragazzi che bevevano soltanto per bere, ora lo fanno con la consapevolezza che bere, soprattutto in modo consapevole, è cultura e molti ragazzi si stanno avvicinando al mondo professionale del vino” ha dichiarato Mario Travaglini, attuale presidente dell’Associazione Extra Wine.

Il Gourmet Errante: Pasquale Pace e le Eccellenze del Gusto

Si è parlato di qualità e di eccellenze, ma poco della persona che seleziona il meglio del vino e della gastronomia. Pasquale Pace, “Il Gourmet Errante”. Pasquale non è solo un intenditore di cibo e vino, è un vero esploratore del gusto. La sua passione lo porta a viaggiare per l’Italia, scoprendo tesori nascosti in ogni angolo dello stivale. La sua missione? Trovare le chicche dell’enogastronomia e portarle alla ribalta, condividendole con un pubblico sempre più numeroso e appassionato. Ogni assaggio diventa per lui una nota indelebile, che arricchisce il suo repertorio e lo guida nelle sue selezioni. Il carattere gioviale e schietto lo rende una figura ammirata e benvoluta da molti.

Pasquale Pace “Il Gourmet errante”

Presente anche l’Associazione Italiana Sommelier delegazione regionale Lazio, che ha dato un grande contributo con professionalità e competenza, vista la grande quantità di vini in degustazione. Presente anche la Strada del Vino – Terra del Cesanese Olevano Romano con Cristina Pratesi, e la Case Vacanze Apricus che ha avuto il premio per essersi distinto nella promozione del territorio, grazie ai suoi bellissimi appartamenti b&b nel centro storico di Olevano Romano. Oltre alle degustazioni, Vinointorno ha offerto anche un’opportunità unica per i produttori di presentare le loro novità e per i visitatori di scoprire prodotti di qualità in un contesto conviviale e festoso.

La Missione di Extrawine: Promuovere la Cultura del Vino e del Cibo

L’associazione continua a portare avanti la sua missione con passione e dedizione. Tra gli stand che hanno esposto le loro specialità, menzione speciale va allo Chef Giovanni Milana della Trattoria Sora Maria Arcangelo, che ha deliziato i presenti con i suoi piatti tradizionali ricchi di sapore e storia.

Altrettanto apprezzati sono stati i contributi di Roberto Ruggeri con il suo Robistrot, l’Antico Forno del Borgo di San Vito Romano, il Bar Lazio dal 1949, il Salotto Retrò, Procarni 1951, la Pasticceria Dolcemascolo, Il Mondo della Pizza e Le Cerquette. Ogni stand ha rappresentato un angolo del Lazio, portando in primo piano i prodotti genuini e le ricette tramandate di generazione in generazione.

Uno dei momenti clou dell’evento è stato il focus sul vino Cesanese, non solo del celebre Cesanese del Piglio DOCG, ma anche del Cesanese di Olevano Romano Doc e del Cesanese di Affile Doc. Presentata una guida scritta in collaborazione con il rinomato giornalista Carlo Zucchetti, con informazioni dettagliate sulle diverse tipologie di Cesanese e sulle cantine che le producono. Zucchetti, con la sua esperienza e passione, ha saputo valorizzare al meglio le peculiarità di questo vino, rendendo la guida un vero e proprio vademecum per gli enoturisti e per chi desidera approfondire la conoscenza del patrimonio vinicolo laziale.

Celebrato il Cesanese e le Tradizioni del Lazio con i “Vin de Garage”

L’evento dedicato alla promozione delle tradizioni culinarie e vinicole del Lazio si è concluso con una degustazione speciale di “Vin de Garage”, che rappresentano l’essenza più autentica del territorio. L’iniziativa ha messo in luce il lavoro e la dedizione di chef, artigiani e viticoltori che ogni giorno si impegnano a mantenere vive le antiche tradizioni locali. La degustazione ha permesso di assaporare varie sfumature e interpretazioni del Cesanese, grazie al talento di vignaioli che, pur operando in ambiti domestici, hanno mostrato grande maestria nella produzione vinicola.

Ecco una panoramica dei vini degustati:

  1. Goffredo Proietti Rosato 2022: il rosato ha aperto la degustazione ma purtroppo era non classificabile a causa del tappo difettoso.
  2. Tonino Tabolacci Cesanese 2023: ha dimostrato buon equilibrio e note fruttate.
  3. Tonino Tabolacci Cesanese Colle Oppio 2023: matura tre mesi in barrique, esalta i frutti rossi, anche se dal finale un po’ corto.
  4. Aldi David Vino Musicale 2023: sensazioni di frutta surmatura a tratti eccessive.
  5. Piero Lanciotti Mosance Terra Equa 2022: blend di tre vitigni, tra cui Cesanese e Sangiovese. Ha mostrato tannini invadenti e un finale amaricante.
  6. Baldi Luigi Rosso Pretore 2022: freschezza e morbidezza, dai tannini ben integrati.
  7. Tito Nera – Corso 2022: mix di 70% Cesanese e 30% Sangiovese, con qualche lieve nota irruenta, ma complessivamente fresco e delicato.
  8. Tito Nera – Corso 2021 C.S.: vino sempre in progressione positiva nelle varie annate.
  9. Tito Nera – Cerceta 2022: Cesanese pulito, fine ed equilibrato, tra i migliori della degustazione.
  10. Tito Nera – Cerceta 2021: Un’altra annata di successo per questo Cesanese.
  11. Goffredo Proietti Go… Cesanese 2022: ha mostrato buon frutto e freschezza.
  12. Giuliano Baldi Cesanese 2022: nuance di vaniglia e legno, complessivamente franco e pulito.
  13. Tonino Tabolacci Cesanese Colle Oppio Riserva per gli amici 2022: piacevole ed equilibrato, con una morbidezza che bilancia l’acidità.

La degustazione ha incluso anche una selezione di vini dolci:

  1. De Matti Mariano Cardinal Taverna: blend di 60% Malvasia di Candia e 40% Ottonese, dolce e leggermente frizzante, perfetto per accompagnare dolci tradizionali.
  2. Matti Mariano Cesanese dolce frizzantino: ricorda i Cesanese di una volta, ma con un fine equilibrio.
  3. Sergio Masci Cesanese dolce 2022: leggera carbonica e freschezza sottile, ha richiamato l’amarena da pasticcino.
  4. F.lli Carletti – “Lo Rosso dorge” leggera volatile iniziale, ma piacevole il finale zuccherino.

Annullo filatelico per celebrare i primi 10 anni di Wip Burger & Pizza

Il sodalizio tra l’associazione culturale Identità Mediterranea e il Wip Burger & Pizza è tangibile a partire dalle attività di valore che si sono concretizzate nel locale nocerino, grazie alla lungimiranza di Lorenzo Oliva e di Domenico Fortino, a partire dal sostegno dei due imprenditori per Mosaico per Procida e per aver avuto la visione di importare nell’Agro Sarnese Nocerino il sake giapponese, rapportandolo alla Dieta Mediterranea. Questa relazione tra il Wip Burger & Pizza e l’associazione fondata da Gaetano Cataldo nel 2016 ha potuto sortire un altro risultato straordinario, assolutamente inedito per una pizzeria: infatti, identità Mediterranea, intercedendo presso la sezione filatelica locale e dopo un’attenta valutazione dell’istanza da parte della dott.ssa Elvira Graziano, funzionaria delle Poste italiane, ha ottenuto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze realizzasse un annullo filatelico per celebrare il decimo anniversario dall’apertura del Wip Burger & Pizza.

Decisamente un’attività di grande rilevanza ed assolutamente inedita, almeno stando a quanto pervenuto, per il modo della pizza: a nessuna pizzeria, a quanto ci è dato di sapere, è stato mai dedicato un annullo filatelico. Soltanto nel 2016 la storica pizzeria Brandi si onorò di ottenere un annullo filatelico, ma per festeggiare il presunto 127° compleanno della Pizza Margherita.

Ma quali sono le ragioni addotte da Gaetano Cataldo per richiedere il prezioso timbro datario alle Poste italiane?

“Il Wip è stato creato da Domenico Fortino e Lorenzo Oliva il 3 luglio 2014 a Nocera Inferiore”.

Per quanto possa apparire eccentrica la richiesta di un annullo filatelico che celebri i primi 10 anni di apertura, in realtà andrebbe considerato quanto segue: la pizzeria WIP, il cui acronimo sta per “work in progress” nasce dal desiderio di riscatto di due giovani ragazzi che, per onorare la loro terra e dare valore alle eccellenze locali, facevano sacrifici per andare a Napoli con il motorino per rubare i segreti della vera pizza partenopea, lavorando nella storica pizzeria Gorizia al Vomero, e poter fare di Nocera Inferiore una meta per gli appassionati della tonda.

Nessuno avrebbe scommesso sul loro sogno e anche l’area dove il locale è ubicato non prometteva bene, per quanto pure vicinissima all’autostrada.

Nella realtà, non senza impegno, ma forti della conoscenza acquisita, Domenico e Lorenzo lavorano sodo e si fanno notare dal grande pubblico, che apprezza decisamente il loro impasto e le materie impiegate per condire la loro pizza. Il loro modello inclusivo ha consentito che artigiani delle eccellenze agroalimentari vedessero nel WIP una casa comune di modo che, a poco a poco, tutto l’Agro Sarnese Nocerino fosse rivalutato come terra fertile, di donne e uomini laboriosi, di storie e di tradizioni, di sapori e di inventiva.

C’è voluto del tempo ma, impegnandosi al massimo, compiendo viaggi verso territori di eccellenza al fine di studiare nuove farine, quindi nuovi impasti, olii extravergini di oliva, prodotti tipici come formaggi, salumi e conserve di mare, sempre attenti a valorizzare l’oro rosso, quindi il San Marzano, il Corbarino e il Piennolo del Vesuvio, alla fine il WIP ha cominciato ad avere l’attenzione di enogastronomi compassati e della grande stampa di settore. Sono state inaugurate serate dotte alla ricerca di abbinamenti tradizionali ed innovativi, presentazioni di bottiglie celebrative come Mosaico per Procida, incontri con la cultura giapponese, di presentazioni di libri, di incontri con gli imprenditori protagonisti dell’economia del Sud Italia, appuntamenti con il giornalismo, con tanto lavoro certosino e organizzazione alle spalle. Non sono mancati i premi, i riconoscimenti di specialisti come Luciano Pignataro, le menzioni sulla guida de il Mattino e del Gambero Rosso.

Il Wip è azienda virtuosa e laboriosa che oggi rappresenta un modello esemplare su come fare impresa, fare squadra e mettere al primo posto la rappresentazione più genuina del territorio ed il lavoro di contadini, allevatori, mastri casari, mastri norcini, sommelier e produttori dell’agroalimentare, tenendo sempre in conto le piccole associazioni che si battono per tutto ciò”. L’appuntamento è fissato alle ore 19:00 di mercoledì 3 luglio 2024, proprio nel decimo anno di attività, per celebrare ciò che il bello e il buono riescono a produrre per il territorio.

I referenti ed i funzionari postali, alla presenza di Paolo De Maio, primo cittadino di Nocera Inferiore, apporranno il sigillo su apposite cartoline, debitamente affrancate con valori bollati dedicati alla Dieta Mediterranea assieme ai proprietari del Wip Burger & Pizza, alla presenza del pubblico, delle autorità locali, di autorevoli personaggi del mondo enogastronomico, dello sport e della stampa.

I 100 anni del Consorzio Vino Chianti Classico: metti una sera a cena al Teatro della Pergola

Ci sono serate che ripagano dai tanti sforzi del mestiere. Raccontare vini, produttori, territori, non può escludere il rapporto con i Consorzi di Tutela e le Istituzioni del mondo agrario. Tra i tanti, uno in particolare affascina da sempre per il suo emblema – un Gallo Nero – e per la storia di un comparto conosciuto nel mondo tra le eccellenze del made in Italy: il Consorzio Vino Chianti Classico.

Nel 1924 furono 33 i viticoltori ad avere un progetto comune e decidere di creare il Consorzio: la loro visione fu quella di credere nell’unità di intenti, nella forza della collettività, fu quella di investire nell’aggregazione uscendo dalla miopia del singolo interesse privato, perché solo così si poteva gestire una produzione che potesse parlare di un intero territorio. Questi 33 “padri fondatori” furono lungimiranti anche nel pensare per primi alla necessità di rendere visibile e riconoscibile la qualità del loro prodotto.

Oggi, a distanza di 100 anni, festeggiare l’impegno di coloro che sono stati autentici pionieri del movimento enologico italiano, non solo è un atto dovuto per chi esercita il ruolo di giornalista enogastronomico, quanto un onore nel far parte di un momento storico che si ripeterà solo tra un altro secolo. Il Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Giovanni Manetti ha raccolto il suo staff, i produttori, la stampa e gli operatori del settore in una serata magica a cena al Teatro della Pergola di Firenze.

Il teatro fu eretto con una struttura lignea nel 1656 da Ferdinando Tacca su incarico dell’Accademia degli Immobili, presieduta dal cardinale Giovan Carlo de’ Medici, e inaugurato il 26 dicembre 1656 e ufficialmente durante il carnevale del 1657, con la prima assoluta dell’opera buffa Il podestà di Colognole di Jacopo Melani. In questo teatro nacque il genere del cosiddetto melodramma, dal quale si sviluppò la vera e propria opera lirica.

Il pomeriggio al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio

Il convegno “Back to the Future” nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ha anticipato la cena di gala, sul tema della “sostenibilità e identità territoriale”, con gli interventi dei rappresentanti di alcune fra le più illustri denominazioni e grandi vini del mondo: Champagne, Borgogna, Porto e Douro, Oregon e Barolo.

Poi la presentazione del Manifesto di Sostenibilità e la visione di un Chianti Classico sostenibile sia come sistema imprenditoriale sia come mezzo di salvaguardia del territorio, per poterlo restituire intatto alle generazioni future.

Abbiamo atteso fino ad oggi ad affrontare, come Consorzio, il tema così attuale della sostenibilità, per potergli dare una caratterizzazione, un’identità specifica che fosse in grado di evidenziare ed esaltare i caratteri distintivi della nostra denominazione e del suo territorio di produzione – afferma Giovanni Manetti – Un manifesto che siamo certi i nostri viticoltori accoglieranno e renderanno vivo e attivo, fino a farlo diventare un vero impegno di sostenibilità del nostro territorio e delle sue produzioni”.

La serata di gala al Teatro della Pergola

Ed eccoci qua, sotto i riflettori del palcoscenico, a degustare le numerose etichette nella lista vini dedicata ai presenti. Emozionante l’ascolto delle testimonianze scritte nei verbali di alcuni passaggi delicati consortili in questi 100 anni.

A destra il Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Giovanni Manetti

Il ringraziamento degli Organi del Consiglio Direttivo e la storia di alcuni vitivinicoltori celebri nelle immagini video che scorrevano durante il breve dibattito è stato un brivido che resterà per sempre nel cuore di chi scrive.

Viva il Consorzio Vino Chianti Classico e come si dice in questi casi: cento di questi giorni!

Programma completo del Paestum Pizza Fest 2024

Tutto pronto per la seconda edizione del Paestum Pizza Fest che andrà in scena dal 28 al 30 giugno 2024 presso  il NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso di Paestum. Ecco il programma completo delle masterclass e il riepilogo di tutte le attività.

Paestum, 25 giugno 2024. Dal 28 al 30 giugno 2024 al Next – Ex Tabacchificio di Paestum, seconda edizione del Paestum Pizza Fest, organizzato e promosso dalla Erre Erre Eventi.

Una kermesse inclusiva che ha l’obiettivo di valorizzare la biodiversità alimentare del Cilento, comunità emblematica della Dieta Mediterranea e Parco Nazionale attraverso l’arte bianca, celebrando la tradizione e l’innovazione nel mondo della pizza. Next – Ex Tabacchificio, con i suoi ampi spazi, simbolo del recupero post industriale di un’area a ridosso dei templi è la cornice ideale di questa manifestazione.

Roberto Jannelli e Rosario Augusto – ideatori e coordinatori dell’evento – promettono tre giorni indimenticabili agli appassionati e ai cultori della pizza: “Il Paestum Pizza Fest è un’opportunità straordinaria per conoscere la ricchezza del Cilento e la cultura della pizza. Abbiamo curato ogni dettaglio per offrire un’esperienza unica, promuovendo soste-nibilità, inclusività, territorio e condivisione. Vi aspettiamo a Paestum per celebrare insieme l’arte bianca”.          

Elenco Pizzerie che parteciperanno al Paestum Pizza Fest in ordine alfabetico:

Via della Pizza Contemporanea
A’ Puntella – Salerno
Da Cicchetto – Sicignano degli Alburni
DaZero – Vallo della Lucania
GiaGiu’ – Salerno
Le Grotticelle – Caggiano
Màdia – Salerno
Napò Sushi & Pizza – Teggiano
Pizza in Grammi – Pozzuoli
Vincenzo Capuano – Battipaglia/Napoli
Varnelli bistrot – Pompei

Via della Pizza Tradizionale
Il Giardino Degli Dei – Salerno
O’ Sarracin – Nocera Inferiore
Antica Pizzeria Da Michele – Salerno/Napoli
Pizzeria Boris – Capaccio
Errico Porzio – Salerno/Napoli
Pizzeria del Corso – Capaccio
Pizzeria Positano – Capaccio

Via della Pizza in Teglia e in Pala
Vanacore – Salerno
Don Antonio 1970 – Salerno
Storie di Pane – Capaccio / Vallo della Lucania
Mulino Urbano – Salerno
I Borboni – Pontecagnano
Festa della Antica Pizza Cilentana – Giungano
Nicola Noschese – Pontecagnano

Via della Pizza Gluten Free
Pizzeria Positano – Capaccio
Il Mondo senza Glutine – Nocera Inferiore (SA)

Le masterclass con i vini, le bollicine, la birra e la mixology
All’interno del suggestivo cortile del Next, durante la manifestazione “Paestum Pizza Fest”, La giornalista Antonella Amodio, autrice del libro Calici & Spicchi, con il supporto dell’A.I.S.  Campania, delegazione del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, condurrà delle masterclass sugli abbinamenti della Pizza con vino, bollicine, mixology coinvolgendo grandi maison di champagne e note cantine di vino.  

Alfonso del Forno, giornalista enogastronomico, giornalista enogastronomico, Unionbirrai Beer Taster e coordinatore regionale della Guida alle Birre d’Italia di Slow Food, condurrà, invece, gli abbinamenti della Pizza con la birra.

Cinque le masterclass previste ogni giorno dalle ore 19.00 alle 21.30
L’organizzazione degli orari delle masterclass è a cura della dott.ssa Antonella Amodio

VENERDÌ 28 GIUGNO 

Titolo Masterclass: Fritturista di Oleificio Zucchi
Partner: Fritturista di Oleificio Zucchi
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Renato Ruggiero – Pizzeria Farinati (Casavatore- Na) Frittatina e Supplì 
Abbinamento: Franciacorta Ca del Bosco 

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Pomodori Nobile
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Errico Porzio – Pizzerie Errico Porzio
Abbinamento: Azienda vinicola San Salvatore 1988

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Caseificio Volpe 
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Cristiano Taurisano “Luppolo e Farina” (Latiano – Br) 
Abbinamento: Azienda Agricola Di Meo

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza & Birra 
Partner: Fravort Birrificio Fratelli Perrella 
Conduce: Alfonso del Forno
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Marzia Buzzanca (Ristorante Agrumi – Giulianova) 
Abbinamento: Fravort Birrificio Fratelli Perrella 
Preparazione Cocktail: Alessandra Ciafardoni (barlady) della Agrumi di Giulianova

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Titolo Masterclass: Pizza e Mixology
Partner: Perrella Distribuzione 
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Lorenzo Sirabella – Pizzeria Dry (Milano)
Abbinamento Preparazione Cocktail: “Cinquanta Spirito Italiano” 

SABATO 29 GIUGNO 

Titolo Masterclass
Partner: Fritturista di oleificio Zucchi
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Carmine Apotino – Pizzeria Dé Figliole (Napoli) Montanara 
Abbinamento: Azienda vinicola Centine Ferrari Trento 

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Pomodori Nobile
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Vincenzo Capuano – Pizzerie Capuano 
Abbinamento: Azienda vinicola Francesca Fiasco

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Caseficio Volpe
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Salvatore Gatta (Pizzeria Fandango) 
Abbinamento: Azienda vinicola Francesca Fiasco

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza & Birra
Partner: Fravort Birrificio Fratelli Perrella 
Conduce: Alfonso del Forno
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Stefano Calligari (Roma)
Abbinamento: Fravort Birrificio Fratelli Perrella 

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Titolo Masterclass: Pizza e Mixology
Partner: Perrella Distribuzione 
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: A.I.S. Campania Delegazione Parco nazionale del Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Bruno Bagalà e Francesco Lo Iacono (Pizzeria Giojas)
Abbinamento Preparazione del Cocktail: Pizzeria Giojas

DOMENICA 30 GIUGNO 

Titolo Masterclass: Fritturista di oleificio Zucchi
Partner: Fritturista di oleificio Zucchi
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: Ais Campania Delegazione Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Vincenzo Durante con la pizza fritta
Abbinamento: Azienda vinicola Salvatore Martusciello

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Pomodori Nobile 
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: Ais Campania Delegazione Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Roberta Esposito La Contrada  Aversa (CE)
Abbinamento: Azienda vinicola Villa Matilde Avallone

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza e Vini
Partner: Caseificio Volpe
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: Ais Campania Delegazione Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Francesco Capece & Mario Ventura (Pizzeria Confine Milano)
Abbinamento: Maison Pol Roger

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Titolo Masterclass: Abbinamento Pizza & Birra
Partner: Fravort Birrificio Fratelli Perrella 
Conduce: Alfonso del Forno
Supporto: Ais Campania Delegazione Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Marzia Buzzanca (Agrumi Pizza – Sushi – Drink Giulianova)
Abbinamento Fravort Birrificio Fratelli Perrella 
Preparazione del Cocktail: Agrumi Pizza – Sushi – Drink Giulianova

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Titolo Masterclass: Pizza e Mixology
Partner: Perrella Network
Conduce: Antonella Amodio 
Supporto: Aic Campania Delegazione Cilento & Vallo di Diano
Maestro Pizzaiolo: Luca Tudda (Ammasciata Pizzeria Napoletana Autentica) San Marco Argentano CS
Abbinamento Preparazione del Cocktail: “Bartender Academy” Baronissi 

Alla conclusione di ogni masterclass a cura dell’associazione “Club Amici del Toscano”, sarà abbinato un sigaro Toscano.

Si potrà partecipare alle masterclass inviando una mail a brunosodano@gmail.com oppure direttamente in loco salvo disponibilità posti (max 30 partecipanti). 

Diretta Radio – Talk show
Ogni sera Rossella Pisaturo e Bruno Sodano ospiteranno pizzaioli, esperti del settore, giornalisti, influencer, produttori, personaggi della cultura e dello spettacolo per una diretta che racconterà l’evento live.

Area Lounge
In uno spazio esclusivo gli ospiti possono godere di un ambiente raffinato e  accogliente, ideale per seguire le esibizioni di maestri pizzaioli e degustazioni.

Area Bimbi
Il Paestum Pizza Fest è un evento di gusto, cultura e divertimento, anche per i più piccoli che avranno uno spazio tutto loro: Paestumlandia ha organizzato un parco giochi che accompagnerà̀ i bambini nel tempo trascorso al Next.

Area Coldiretti
Grazie al patrocinio con Coldiretti, il Paestum Pizza Fest diventa non solo un’occasione per gustare la pizza, ma anche un momento per celebrare le eccellenze enogastronomiche del territorio, infatti all’interno del Paestum Pizza Fest sarà possibile visitare ed acquistare presso il mercatino di “Campagna Amica”, il programma promosso da Coldiretti che favorisce il consumo di prodotti locali e stagionali, promuovendo così la filiera corta, il consumo di cibo locale a km0 e sostenendo i piccoli produttori del territorio.

Vademecum
Le tre serate del festival saranno animate da momenti musicali tematici, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente. Il biglietto d’ingresso è disponibile anche online per la prevendita su www.postoriservato.it con diverse opzioni di acquisto. Comodo parcheggio.

Menu Pizza Fest euro 15.00, comprende una pizza intera, un trancio di pizza in teglia o in pala, una bibita e un cafè o amaro.

Partner Istituzionali: Regione Campania, Camera di Commercio di Salerno, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Provincia di Salerno, Comune di Capaccio Paestum, Coldiretti, Fondazione Carisal (Cassa di risparmio Salernitana), Banco Alimentare Campania, Gal Cilento Srl; 

Partner Territoriali: Unpli Salerno, Pro Loco di Capaccio Paestum, Ass. aMare Paestum, Cilentomania, Aic (Associazione Italiana Celiachia), Ais (Associazione Italiana Sommelier), Bartenders Bar Academy, Associazione Ecstra APS (Salerno); Fedapi (Salerno) 

Top Sponsor: Caseificio Volpe, Nobile Pomodori, Perrella Network e Sacar Forni.

Partner Gastronomici: Artigiani del Gusto., Pepsi, Heineken, Ferrarelle, Natia, Dispensa di San Salvator, Caseificio Barlotti, Fritturista di oleificio Zucchi, Olio Zucchi,San Giorgio Dolce e salato, l’amaro delle monache, Cafe Trucillo, Amici del Toscano.

Partner Tecnici: Ondulati Gallizioli,Capece Workwear, Decoridea, Carpino, Next Fotovoltaico Gas Carburanti, Sinergia in rete,Pama Arredamenti, SacosPrefebbricati, Mecno Sud, De Luca Hotelleria, Zunno arredamenti, Calton

Main Sponsor: PleaseRent – Gruppo Noviello, Mugavero VeicoliIndustriali, Energia Verde Italia, Orakom, 

Hospitality Partner: Hotel Mandetta, Acanfora Hotels, Pagano Paestum

Animazione: Paestumlandia,

Media Partner: StileTv, RCS75, Radio Paestum, Radio Club91, il Giornale di Salerno, Salerno Comunica, Infocilento, Enjoy Cilento, Discovery Paestum, Tv Oggi, Luciano Pignataro wineBlog,Click agency,

Social Media: Christian Cutino

Ufficio Stampa e Pr Bruno Sodano

brunosodano@gmail.com +39 3386961863