Valdarno di Sopra Day chiude in bellezza le Anteprime di Toscana: una Doc giovane con radici antiche che pone al centro di ogni scelta il territorio

Terminiamo con Valdarno di Sopra Day il racconto delle Anteprime di Toscana iniziato con gli assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione), di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi) e di Anteprima l’Altra Toscana (L’Altra Toscana).

Oggi, presso l’incantevole struttura de Il Borro a San Giustino Valdarno erano presenti un centinaio di giornalisti provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto l’opportunità di approfondire i progetti e la filosofia di questa denominazione, legata alla promozione della identità di un territorio da sempre acclamato come luogo di eccellenza per la coltivazione della vite e alla dimensione biologica e di sostenibilità.

La mattinata si è aperta con una tavola rotonda coordinata da Daniele Cernilli che ha visto dibattere gli illustri ospiti sul tema “ Il mondo del vino tra norme ed esigenze di cambiamento”. Sicuramente viviamo in un periodo dove l’alcol è considerato un pericolo per la salute e l’immagine del vino risulta un po’ appannata sia dalla divulgazione giornalistiche sulle reti nazionali che ha messo in cattiva luce disciplinari e produttori, sia dal trend giovanile che vede il consumo di vino in diminuzione.

Luca Sanjust di Teulada ed Ettore Ciancico hanno messo l’accento sul nuovo disciplinare del Valdarno di Sopra Doc, che partirà con la vendemmia 2024 con la menzione in etichetta Vigna, a sottolineare l’importanza dei piccoli territori nella possibilità di regalare grandi vini. Inoltre continua a essere portata avanti la battaglia a livello nazionale per il riconoscimento delle pratiche biologiche come essenziali nel disciplinare della denominazione.

Durante la mattina è stato consegnato il premio Beatrice Torrini al regista Lorenzo Di Dieco e agli autori del documentario Rai DiVine, in questa occasione proposto in anteprima il trailer: sarà in onda dal 28 febbraio e racconta la storia di 5 vignaiole.

A seguire, un focus sulle risposte concrete al cambiamento climatico: esperti del settore vitivinicolo e illustri giornalisti come Danielle Callegari e Aldo Fiordelli hanno portato il loro contributo in merito a resistenza delle viti, sostenibilità e la necessità di preservare la biodiversità nelle colture.

Prima del light lunch la tanto attesa masterclass condotta da Master of Wine Susan Hulme che ha condotto i presenti attraverso il riconoscimento in tutti gli assaggi di una forte identità territoriale.

Di seguito l’elenco dei vini assaggiati nella masterclass

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta: freschezza, frutto succoso, piacevole in bocca e finale sapido

Valdarno di Sopra Doc Vigna dell’Impero 2019 Tenuta Setteponti: naso complesso con note speziate dolci, frutta rossa matura e tannini levigati

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena sangiovese 2020 Il Borro: al naso frutta rossa anche in confettura e lieve sensazione pesudocalorica. Ricco in bocca e tannino preciso.

Valdarno di Sopra Doc Vigna Mulino 2022 Tenuta San Jacopo: frutta nera matura, spezie, chiodi di garofano, note terziarie succose. Sorso potente con buona percezioni alcolica.

Valdarno di Sopra Doc Vigna delle Sanzioni sangiovese riserva 2023: bellissime sensazioni balsamiche, elicriso. Buona acidità e tannino integrato, ancora scalpitante. Lungo il finale.

Valdarno di Sopra Doc Boggina C Vigna Boggina 2021 Petrolo: ricco ma non pesante al sorso, interessante l’acidità e il tannino che bilanciano il tenore alcolico. Prevalenza di frutta a bacca nera, mora e mirtillo.

L’O vigna del Poggiolo (vitigno Orpicchio) meno di mezzo ettaro coltivato e recuperato dall’estinzione. Profumi netti di fiori bianchi e pesca bianca, con note ammandorlate. Grande piacevolezza nel sorso che presenta una buona struttura e una chiusura sapida.

Erboli – Tenuta Sette Ponti Toscana trebbiano Igt 2022: colore giallo dorato, con note di frutta a polpa gialla, nespola, menta e salvia. Gradevole al palato.

Vigna dell’Impero Toscana Igt Trebbiano 2023 Tenuta Sette Ponti: frutta e speziatura dolce importante che regala al vino una grande struttura.

Boggina B Tosca Igt Trebbiano 2022 Petrolo: dialogo interessante tra i profumi fruttati ed erbacei e il timbro speziato, perfettamente integrato nel vino. Si allunga nel finale su note sapide.

Boll di Borro Metodo Classico rosato 2018 Il Borro: bollicina fine e setose, dove si apprezza sentori succosi di fragolina di bosco. Cremoso, con buona freschezza e persistenza gusto olfattiva.

Nel pomeriggio Armando Castagno ha introdotto le caratteristiche e la valutazione dell’annata 2021 e 2022 presentate in anteprima. Molto diverse, la prima caratterizzata da primavera fredda e piovosa e da una gelata che ha colpito la zona nei giorni tra il 7 e il 9 aprile. Riduzione delle quantità, vendemmia perfetta grazie a un settembre equilibrato, con grandi escursioni termiche giorno e notte. Vini a volte ombrosi ma con una grande nitidezza e pulizia, sicuramente longevi grazie alle importanti acidità.

L’annata 2022 è stata invece definita come esuberante, con vini succosi ed estroversi, con buone acidità e apporto alcolico, ben bilanciato.

Di seguito i migliori assaggi della Doc Valdarno di Sopra

Valdarno di Sopra Doc L’O 2024 La Salceta

Toscana Igt Trebbiano Boggina B 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Osato 2024 La Salceta

Valdarno di Sopra Doc Rosso 2023 Vertigine Ejamu

Toscana Igt Rosso Foglia Tonda Pipillo 2023 Fattoria Bellosguardo

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena 2020 Il Borro

Toscana Rosso Igt Carnasciale 2022 Podere Il Carnasciale

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta

Toscana Rosso Igt Foglia Tonda 2020 Mannucci Droandi

Valdarno di Sopra Doc Merlot Vigna Galatrona 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Pietraviva rosso Torrione 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Vigna dell’impero 2020 Tenuta Sette Ponti VDS Doc Pratomagno Rosso riserva 2020 Campo del Monte

Anteprima l’Altra Toscana 2025: i nostri migliori assaggi

Le Anteprime di Toscana stanno per giungere al termine. Dopo aver scritto delle giornate sul Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione) di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi), è il turno di Anteprima l’Altra Toscana.

I territori oggetto degli assaggi odierni riguardano Dop e Igp che abbracciano le denominazioni Maremma Toscana, Montecucco, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia, Carmignano con varie tipologie inserite in disciplinare. Assenti quest’anno le Doc Orcia, Terre di Pisa e Montescudaio. Novità interessante per noi la lista della piccola Doc Terre di Casole su cui preferiamo però non esprimere un giudizio finale, visto l’esiguo numero di etichette, attendendo un eventuale consolidamento nella prossima edizione.

L’evento è utile a far conoscere proprio alcuni territori “nascosti”, dai prodotti interessanti seppur meno assurti all’onore delle cronache. Vermentino, Sangiovese le varietà locali meglio identificate nel viaggio, accompagnate da internazionali quali Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Cabernet e tante altre, segno che la Toscana sa essere un luogo accogliente per il vino.

Organizzazione a cura dell’Associazione L’Altra Toscana in collaborazione con: Consorzio di Tutela dei Vini di Carmignano, Consorzio Tutela Vini Montecucco, Consorzio Chianti Rufina, Consorzio Suvereto Val di Cornia, Consorzio Vini Cortona, Consorzio di Tutela Vini Terre di Casole, Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e Consorzio Vino Toscana IGT.

L’impressione generale è di una crescita complessiva per qualità produttiva, anche se alcune proposte ricadono ancora in estrazioni eccessive con prodotti che meriterebbero miglior agilità di beva. I rappresentanti della Rùfina sono stati scelti dalla neo costituita versione Terraelectae, che si dimostra non ancora ben rodata e delineata, almeno nella degustazione tecnica.

Carmignano vive la sua storia secolare dovendo affrontare il cambiamento climatico e la necessaria fase di transizione da vini molto strutturati a versioni più delicate ed agevoli. La 2022 ha maggior equilibrio rispetto alla 2021, ma questo è stato il leitmotiv delle Anteprime. In linea con le attese i vini di Maremma e di Suvereto, che dimostrano una precisa identità stilistica e territoriale. Maggior omologazione e consapevolezza, ma c’è ancora molto da lavorare per alzare l’asticella.

Concreti i Syrah di Cortona in continua crescita qualitativa: primeggiano in Italia e sono ormai pienamente competitivi con quelli d’Oltralpe che vantano tradizioni secolari. Sotto traccia i Montecucco che hanno vissuto fasti migliori in passato, pur compressi da altri vicini blasonati. Altalenanti i vini IGT Toscana, un contenitore che racchiude in sé diverse componenti e per una moltitudine di fattori. I pochi bianchi in carta sono mediamente buoni e costanti; nell’anonimato i rosati troppo declinati su dolcezze, calore e bassa acidità, mentre per i rossi soffrono le versioni a base Sangiovese in confronto ai vari tagli bordolesi.

Siamo riusciti a degustare tutti i vini, grazie all’aiuto dell’Associazione Italiana Sommelier che ha gestito in maniera rapida il servizio. Il panel di assaggio alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dall’autore di 20Italie Adriano Guerri, suddividendo le zone con i migliori assaggi in ordine alfabetico.

Miglioro Carmignano e Barco Reale di Carmignano

Fabrizio Pratesi – Carmignano Carmione 2022

Fattoria Ambra – Carmignano Santa Cristina in Pilli 2022

Il Sassolo – Barco Reale di Carmignano Rosso 2024

Podere Le Poggiarelle – Carmignano Riserva Le Poggiarelle 2021

Tenuta di Capezzana – Carmignano Villa di Capezzana 2021

Migliori Chianti Rùfina Terraelectae

Colognole – Vigna Le Rogaie 2021

Frascole – Vigna alla Stele 2020

Frescobaldi – Vigna Montesodi 2021

I Veroni – Vigneto Quona 2021

Migliori Cortona Syrah

Az. Agr. Stefano Amerighi – Cortona Syrah 2022

Baldetti – Crano 2021

Dal Cero Tenuta Montecchiesi – Klanis 2021

Dionisio – Il Castagno 2022

Doveri – L’Usciolo 2022

Vinciarelli Chiara – Polluce 2022

Migliori Maremma Toscana

Arillo in Terrabianca – Maremma Toscana Bianco Bevobianco 2021

Azienda Agricola Bragaglia – Maremma Toscana Syrah Fonte di Bestiale 2023

Basile – Maremma Toscana Bio Comandante 2020

Belguardo Mazzei – Maremma Toscana Riserva Tenuta Belguardo 2021

Cantina Laselva – Maremma Toscana Ciliegiolo Satus 2022

Fattoria di Magliano – Maremma Toscana Syrah Bio Perenzo 2020

Mocali – Maremma Toscana Rosso Mirus 2022

Poggioargentiera – Maremma Toscana Poggioargentiera Viognier 2023

Tenuta Montauto – Maremma Toscana Ciliegiolo Silio 2023

Tenuta Moraia – Maremma Toscana Rosso Riserva Vesper 2020

Migliori Montecucco e Montecucco Sangiovese

Assolati – Montecucco Sangiovese Riserva 2019

Montenero – Montecucco Rosso 2021

Parmoleto – Montecucco Rosso 2021

Pierini e Brugi – Montecucco Rosso Riserva Sugherettaio 2018

Tenuta L’Impostino – Montecucco Sangiovese Riserva Viandante 2018

Migliori Suvereto Val di Cornia

Bulichella – Suvereto Montecristo 2019

La Fralluca – Suvereto Sangiovese Ciparisso 2020

Monte Solaio – Val di Cornia Cabernet Sauvignon Collevato 2021

Terradonnà – Suvereto Cabernet Sauvignon Okenio 2020

Migliori Terre di Casole

Caciorgna – Terre di casole Sangiovese Macchie 2014

Lisa Ammannati – Terre di Casole Sangiovese Estevan Etichetta Grigia 2022

Migliori Toscana IGT

Brancaia – Toscana Rosso Ilatraia 2021

Camporignano – Toscana Rosso Cerronero 2019

Cantine Ravazzi – Toscana Rosso Vigne Rosse 2020

Col d’Orcia – Toscana Rosso Nearco 2020

Dei – Toscana Rosso Sancta Catharina 2018

Gianni Moscardini – Toscana Ciliegiolo Sileno Ciliegiolo 2021

Il Borro – Toscana Chardonnay Il Borro 2022

La Banditaccia – Toscana Rosso 2019

La Regola – Costa Toscana Rosso La Regola Rosso 2020

Maestà della Formica – Toscana Riesling Maestà della Formica 2022

Morisfarms – Toscana Rosso Avvoltore 2019

Petra – Toscana Rosso 2022

Prima Pietra – Toscana Rosso 2021

Ricasoli – Toscana Rosso Casalferro 2020

Sassotondo – Toscana Bianco Isolina 2023

Tenuta Sette Ponti – Toscana Rosso Crognolo 2022

Colline Albelle – Toscana Rosso Inrosso 2021

Chianti lovers & Rosso Morellino 2025: i migliori assaggi giocano a nascondino

Durante la settimana di Anteprime di Toscana abbiamo già percorso il cammino dei migliori assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione).

Oggi è stato il turno dell’evento Chianti lovers & Rosso Morellino, con la presentazione ufficiale delle nuove annate tra base e relative sottozone del Chianti D.O.C.G. nonché del Morellino di Scansano D.O.C.G., e dell’annuncio ufficiale dell’avvio burocratico per il futuro inserimento in disciplinare di una versione “Superiore”.

Sui 148 assaggi complessivi di Chianti in Fortezza da Basso a Firenze, solo 30 erano vini da poco in commercio; il resto recava la menzione “campione da botte”. Anche più severa la proporzione nei conteggi del Morellino di Scansano tra annata e Riserva, con 3 vini regolarmente presenti sul mercato sui 35 totali. Segnaliamo, inoltre, una decina di aziende menzionate in lista che non sono arrivate a consegnare in tempo utile i prodotti, almeno durante la nostra presenza alle postazioni per la stampa e l’assenza dei consueti banchi d’assaggio utili per scambiare opinioni e chiarire eventuali dubbi con i produttori al termine della degustazione.

Prima di cominciare la risicata disamina alla ricerca di qualche spunto utile per il lettore, esprimiamo perplessità per la valutazione, giocata a mo’ di nascondino, su vini non pienamente compiuti e sulla scommessa obbligata che possano restare tali e quali fino alla definitiva immissione in commercio. La scelta dei nostri migliori assaggi, pertanto, ha subito forti limiti nella capacità reale di aderenza al racconto su quanto di buono offrano gli areali.

Ve ne diamo contezza ponendo le mani avanti sul come e sul quando si arriverà a vedere la completa realizzazione di ciò che oggi è in fase embrionale. A grandi linee e per sommi capi, sembrerebbe che la differenza tra la 2024 polposa e tesa tra eccessi di maturazione ed estrazione, faccia il pari con una 2023 elegante e delicata, di minor spinta e profondità.

Una 2024, ribadiamo da campione da botte, che ha visto il Morellino di Scansano dotarsi di maggior compostezza ed uniformità rispetto agli altalenanti esempi del Chianti, anche se il nerbo caratteriale del Sangiovese toscano giova maggiormente al secondi che al primo. Un sintomo di stili e visioni differenti e di un rapporto migliorato, finalmente, con la contemporaneità dei gusti del consumatore finale.

Da sinistra i redattori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza

Una qualità media in ascesa per entrambi gli attori protagonisti della kermesse, se si pensa agli anni trascorsi, che manca ancora di positivi picchi al vertice, ma che vede barlumi di luce e speranza nel restare al passo coi tempi. Il panel d’assaggio rigorosamente alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dagli autori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza. L’elenco è stato stilato in ordine alfabetico e non di preferenza: abbiamo solo tralasciato di valutare le versioni che non potevano fornire almeno 5 campioni, indispensabili per un minimo di confronto.

Migliori Chianti D.O.C.G. 2024

Cantina Gentili

Castello di Gabbiano

Fattoria I Sassoli

Salcheto

Tenuta San Vito

Migliori Chianti Colli Senesi 2024

Pietraserena

Tenuta Casabianca

Migliori Chianti Colli Fiorentini 2023

Le Querce

Malenchini

Valvirginio

Migliori Chianti Rufina 2023

Fattoria Lavacchio – Bio Winery

Villa Travignoli

Migliori Chianti Superiore 2023

Fattoria La Leccia

Melini

Piccini

Ruffino

Tenuta San Jacopo

Migliori Chianti Riserva 2022

Colognole

Fattoria Poggio Capponi

Tenuta di Morzano

Migliori Chianti Colli Fiorentini Riserva 2022

Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa

Torre a Cona

Migliori Chianti Rufina Riserva 2022

Borgo Macereto

Marchesi Gondi

Migliori Morellino di Scansano 2024

Cantina Vignanioli

Fattoria Le Pupille

Poggio Argentiera

Provveditore

Migliori Morellino di Scansano Riserva 2022

Belguardo

Morisfarms

Val delle Rose

Chianti Classico Collection 2025 – i migliori assaggi delle tipologie Chianti Classico Riserva e Gran Selezione

Capire un vino è un compito non semplice, anche per il più esperto degustatore. Capire il Chianti Classico, in particolare, richiede concentrazione, analisi e comparazione con le proprie reminiscenze storiche. Un archivio che è forma stessa di cultura, di aneddoti avvincenti e qualche delusione inaspettata, soprattutto quando si assaggiano i vini alla cieca, senza conoscere il produttore di riferimento.

Ieri abbiamo scritto della versione Chianti Classico d’annata (https://www.20italie.com/anteprima-di-toscana-chianti-classico-collection-le-nostre-impressioni-sulla-tipologia-annata-2023-e-2022/) affrontando le tematiche dell’articolata 2023 rispetto a chi ha scelto di prendersi qualche tempo ai box ed uscire, invece, con le vendemmie 2022 e 2021. Potevamo segnalarvi qualche audace viticoltore che ha persino proposto, non senza sorprendenti sorprese, di giungere sul mercato con campioni oltre il lustro d’età; ma i numeri in lista erano troppo esigui per avere un quadro esaustivo della situazione. La libertà di scelta (e di stile) lasciata ai singoli protagonisti rimane uno dei tanti punti di forza dell’areale.

Iniziamo per gradi il resoconto della Riserva, versione che ha risentito nel tempo dell’impatto prorompente del nuovo arrivo Gran Selezione. Rispetto alle anteprime passate, però, sembra esserci un lieve riscatto con la 2022, ben distesa con prontezza di beva unita a stoffa ed eleganza. Poche chiacchiere, tanto gusto ed uno stacco rispetto alla 2021, dotata di magnificenze forse ineguagliabili ed altrettanti ripidi cali, come in un veloce saliscendi. Analizzando entrambi gli andamenti stagionali le differenze non sembrano rilevanti, eccezion fatta per alcune gelate tardive. Piogge primaverili, calura e poche precipitazioni estive con buoni escursioni termiche hanno garantito uve in piena salute.

La domanda perché non vi sia, dunque, una sorta di omologazione negli assaggi appartiene a quell’alone di mistero e bellezza di cui il mondo del vino, per fortuna, è ancora permeato. Sta di fatto che i tannini della 2021 sono in generale austeri, regalando al vino sussulti di giovinezza, ma anche maggior tensione.

Una nota a margine di tante considerazioni è stato il riconoscimento al redattore Ombretta Ferretto di 20Italie, già presente nei panel di degustazione alla cieca assieme al sottoscritto, al giornalista Paolo Valente ed agli autori Adriano Guerri ed Alberto Chiarenza, del premio quale Miglior Comunicatore al Master del Chianti Classico 2025 organizzato dal Consorzio Chianti Classico e dall’Associazione Italiana Sommelier.

Migliori Chianti Classico Riserva 2022 in ordine di preferenza

Castellare di Castellina – Castellare

Le Filigare – Maria Vitttora

Antinori – Villa Antinori

Banfi

Castello di Volpaia

Tregole

Capannelle

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Riserva 2021 in ordine di preferenza

Le Miccine

Podere Lecci e Brocchi – Il Chiorba

Castello di Ama – Montebuoni

Fattoria La Ripa

Tenute Selvolini

Castellinuzza e Piuca/Castellinuzza Paolo Coccia – Podere Castellinuzza

Arillo in Terrabianca

Il Contadino Cusano – Poggio Torselli

Montefioralle

Villa Rosa e Villa Cerna

Caparsa – Caparsino

Il divario analizzato in precedenza si amplifica nella Gran Selezione 2022 in confronto con la 2021 e la 2020. Nel primo caso le rassicuranti sensazioni fruttate tessono la tela di un quadro di generale morbidezza, sorretta da sfumature agrumate tipiche del Sangiovese ed in linea con i desideri sperati. Sapida e potente la seconda, meno profonda e vibrante la 2020, di sicuro la più fresca delle tre e con maturazioni antocianiche in chiaroscuro. La qualità media della tipologia è in continua crescita e sembra non arrestarsi neppure di fronte agli umori ballerini del mercato. Saremo curiosi di osservarla nella complicatissima 2023, durante la prossima edizione di Chianti Classico Collection.

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2022 in ordine di preferenza

Fèlsina – Rancia

Brancaia

Famiglia Zingarelli – Tenuta Fizzano – Il Crocino

Ricasoli – Castello di Brolio

Tenute di Arceno – Strada al Sasso

Antinori – Badia a Passignano

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2021 in ordine di preferenza

Riecine – Vigna Gittori

Istine – Vigna Istine

Nardi Viticoltori – Vigna del Pino

San Felice Toscana A.D. 714 – La Pieve

Luiano – Ottantuno

Fontodi – Vigna del Sorbo

Tenuta di Bibbiano – Vigna di Montornello

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2020 in ordine di preferenza

Le Miccine

Castello Monterinaldi

Le Cinciole – Aluigi

Cafaggio – Solatio

Vecchie Terre di Montefili – Vigna nel Bosco

Carpineta Fontalpino – Vigna Monteaperto

La Madonnina/Triacca – La Madonnina

Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio

San Felice A.D. 714 – Poggio Rosso

Fattoria di Rignana – Villa di Rignana

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection – le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2023 e 2022

Muhammad Ali suggeriva di pungere come un’ape e muoversi come una farfalla. La rappresentazione dell’annata 2023 proposta durante la Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze, può essere la degna asserzione di una vendemmia complicatissima. In realtà trattasi più di piccole punture da spillo, che di pomfi veri e propri.

La qualità ottenuta contro grandini, tempeste primaverili, peronospora e siccità estiva è davvero encomiabile e merita grande considerazione da chi, come noi, deve fornire per mestiere un resoconto finale. La lunghezza espressiva di altri tempi ovviamente ne esce penalizzata, rivelando al contempo fragranze balsamiche delicate, di lontana memoria. Ci limitiamo ad un’analisi stringata senza particolari palpiti d’emozione, convinti che le differenze siano un valore aggiunto e l’omologazione appiattisca il lavoro di chi sa gestire con successo le difficoltà stagionali.

Altro discorso vale per la 2022, che rivela densità nel frutto e alcolicità a volte ingombrante. I picchi individuati tra i 100 campioni proposti sono la conferma di una vintage caratterizzata da polpa, arricchita di spezie forti e tannini ancora vibranti. Qualche ombra nella piacevolezza di beva che dovrebbe contraddistinguere la tipologia, schiacciata da maturazioni lievemente oltre le righe, che avvantaggiano comunque il posizionamento della stessa nei mercati oltre frontiera.

Il panel di assaggio dei vini alla cieca è stato formato dal sottoscritto e dai redattori di 20Italie Adriano Guerri, Alberto Chiarenza e Ombretta Ferretto. In calce all’articolo abbiamo inserito anche la 2021 a completamento delle valutazioni generali, in attesa della Riserva e della Gran Selezione di domani.

Migliori Chianti Classico Docg 2023 selezionati per ordine di gradimento

Riecine

Gagliole – Rubiolo

L’Erta di Radda – campione da botte

Poggerino

Castellinuzza e Piuca – campione da botte

Castello Vicchiomaggio – Guado Alto

Rocca delle Macìe

Casa Emma

Castello di Albola

Istine – campione di botte

Castello di Monsanto – campione da botte

Fèlsina

Principe Corsini – Villa le Corti

Ricasoli – Brolio – campione da botte

Viticcio

Migliori Chianti Classico 2022 in ordine alfabetico

Arillo in Terrabianca – Sacello

Badia a Coltibuono

Borgo Scopeto

Calcamura

Castagnoli

Castello La Leccia

Cinciano

Colle Bereto

Conte Guicciardini – Belvedere Campoli

Fattoria di Rignana

I Sodi

Isole e Olena

La Croce

Le Miccine

Ormanni

Podere Capaccia

Poggio al Sole

Pomona

San Fabiano Calcinaia

Tenuta di Bibbiano – Bibbiano

Tenuta Perano – Frescobaldi

Val delle Corti

Vallepicciola

Migliori Chianti Classico 2021 in ordine alfabetico

Borgo Casa al Vento

Caparsa

Castellinuzza – Claudia Cinuzzi – Cinuzzi

Fattoria Il Colombaio – Gaspero

Il Palagio di Panzano

Podere Ciona

Tenute Squarcialupi – Squarcialupi

Villa Trasqua

Anteprime di Toscana 2025: Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, i nostri migliori assaggi

C’è grande fermento in seno al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per la presentazione ufficiale, alla stampa di settore, del progetto riguardante la nuova tipologia Vino Nobile di Montepulciano Pieve.

Nell’attesa pubblichiamo il consueto report sulle nuove annate del Vino Nobile di Montepulciano, che presenta elementi confortanti accanto a potenzialità ancora parzialmente inespresse.

Il Sangiovese di queste terre gode di miglior maturità soprattutto nelle annate calde e l’areale se ne avvantaggia nel complesso. Un areale considerato ancora tra i pochi, in Toscana e non solo, a godere di climi freschi e buone escursioni termiche.

Resta dunque l’aspettativa, in parte disattesa, che si poteva fare qualcosa in più anche nei vini, per valorizzare un aspetto positivo – per una volta – del cambiamento climatico. Tanti i produttori che ci hanno provato con successo, anticipando pure il rischio concreto di eccessive maturazioni del frutto e mettendo nel calice eleganza ed espressività.

Una piacevole tendenza a cui siamo ormai abituati a Montepulciano, in continuità positiva con gli assaggi delle passate edizioni. Per altri invece, ormai minoritari, resta il rebus di come gestire tanta materia, spesso non ben coadiuvata dall’utilizzo del legno in fase di maturazione.

Menzione particolare merita la commovente Selezione 2022 di Tenuta Valdipiatta “Vigna d’Alfiero” che ha conquistato il vertice dei giudizi nel panel alla cieca composto dal sottoscritto, dal redattore di 20Italie Adriano Guerri e da Maurizio Valeriani, direttore della testata giornalistica Vinodabere.

Troppo esigui i campioni in degustazione per quanto concerne la Riserva 2021: solo 8 vini che hanno dimostrato comunque un’ottima performance complessiva, frutto di un’annata in perfetto equilibrio.

Di seguito i nostri migliori assaggi valutati per tipologia, con una sezione dedicata alle annate precedenti.

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano 2022 (sia Annata che Selezione)

Vino Nobile di Montepulciano Selezione – Vigna d’Alfiero 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano Arya 2022 – Manvi

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poggio alla Sala

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poliziano

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Guidotti

Vino Nobile di Montepulciano La Spinosa 2022 – Il Molinaccio

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – La Ciarliana

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Quercione 2021 – Lunadoro

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Tenuta di Gracciano della Seta

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Boscarelli

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Annate Precedenti

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Il Macchione

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Vigna Scianello 2020 – La Ciarliana

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – De’ Ricci

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Antica Chiusina 2019 – Fattoria del Cerro

PRIMANTEPRIMA: IL FUTURO DEL VINO TOSCANO TRA IDENTITÀ, MERCATI E SOSTENIBILITÀ

Firenze, 14 febbraio – L’elegante cornice di Palazzo Medici Riccardi ha ospitato oggi PrimAnteprima, l’evento che segna l’inizio delle Anteprime di Toscana, il prestigioso appuntamento dedicato al mondo del vino toscano. Organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana, della Camera di Commercio di Firenze e della Provincia di Firenze, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per produttori, buyer, istituzioni e appassionati del settore.

L’evento si è aperto nella maestosa Sala Luca Giordano, con un workshop intitolato “Il vino toscano di fronte alle sfide globali: identità, mercati e sostenibilità”. Il dibattito ha messo in luce la crescente importanza di una viticoltura sostenibile, in grado di coniugare tradizione e innovazione per rispondere alle sfide dei mercati internazionali.

Toscana, terra di eccellenza vitivinicola

Da secoli la Toscana è sinonimo di qualità ed eccellenza nel mondo del vino. Un patrimonio fatto di tradizione, ma anche di capacità di innovare e adattarsi ai cambiamenti globali. Il concetto di identità è fondamentale: il vino toscano non è solo un prodotto, ma un’espressione culturale, un simbolo di una terra e della sua storia. Allo stesso tempo, la sostenibilità gioca un ruolo chiave per garantire il futuro della viticoltura, puntando su pratiche biologiche e su un’accoglienza turistica sempre più attenta alla valorizzazione del territorio.

Non a caso, la regione sta investendo sempre più risorse per migliorare l’offerta e l’accoglienza, con l’obiettivo di attrarre non solo appassionati di vino, ma anche buyer internazionali, fondamentali per l’espansione dei mercati. I consorzi vitivinicoli, in questo scenario, rivestono un ruolo strategico nello sviluppo e nel controllo della qualità del settore.

Dopo i saluti istituzionali di Carlo Boni per la Città Metropolitana di Firenze, è stato il giornalista Rai Marcello Masi ad aprire la giornata con un intervento sulle radici profonde della viticoltura toscana e sulle sfide future. A seguire, un panel di alto livello ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui il presidente della Regione Eugenio Giani, la vicepresidente e assessora all’Agroalimentare Stefania Saccardi e il presidente di AVITO (Associazione Vini Toscani DOCG), Francesco Mazzei. Importanti anche i contributi del presidente della Camera di Commercio di FirenzeMassimo Manetti, e del direttore di Fondazione Sistema ToscanaFrancesco Palumbo.

Uno degli interventi più attesi è stato quello di Fabio Del Bravo, dirigente di ISMEA, che ha presentato il report realizzato appositamente per PrimAnteprima, illustrando numeri, trend e scenari per il vino toscano nel mercato globale.

Numeri e tendenze: la ripresa del settore vitivinicolo

Il 2023 è stato un anno di sfide per il settore vitivinicolo, ma i dati presentati da ISMEA confermano una decisa ripresa. La Toscana si distingue ancora una volta come la terra del biologico, con 23.534 ettari coltivati a bio, pari al 38% della superficie vitata regionale e al 17% di quella nazionale. Un dato che conferma il forte impegno della regione verso la sostenibilità, superando ampiamente l’obiettivo del 25% di superficie bio fissato dal New Green Deal dell’Unione Europea e dall’Agenda ONU 2030.

A dimostrazione del sostegno concreto al settore, la Regione Toscana ha recentemente stanziato 11 milioni di euro di risorse comunitarie per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con l’obiettivo di rendere i produttori più competitivi sui mercati internazionali. La Toscana, inoltre, si distingue per la giovane età dei suoi vigneti, con il 55% delle vigne che ha meno di vent’anni, un dato superiore alla media nazionale.

Altro elemento chiave è la forte presenza di vini a denominazione d’origine, con quasi il 95% della produzione destinata a DOC e DOCG, a fronte di una media nazionale del 65%. Questo dato riflette l’attenzione del territorio alla qualità e alla valorizzazione delle proprie eccellenze.

Innovazione e certificazioni: le chiavi del successo

L’innovazione è un fattore determinante per il futuro della viticoltura toscana. Durante l’evento, è stato presentato un video con le testimonianze di ColdirettiCIA e Confagricoltura Toscana, che hanno affrontato temi cruciali come i cambiamenti climatici, l’export e le nuove tecnologie applicate al settore vitivinicolo.

Un focus particolare è stato dedicato ai controlli e alle certificazioni di qualità, con l’intervento di ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi) e Valoritalia, realtà che garantiscono la trasparenza e la sicurezza nel mercato del vino. Un altro primato toscano è stato evidenziato dalla testimonianza di ARTEA, prima agenzia regionale in Italia ad adottare un schedario viticolo basato su immagini aeree e grafiche, uno strumento innovativo per monitorare e certificare i vigneti con precisione.

Sul fronte della sostenibilità, la Toscana conferma la sua leadership anche nella produzione di vini biologici, un settore in forte crescita che continua a registrare una domanda stabile sui mercati internazionali. Come sottolineato dalla presidente di FederbioMaria Grazia Mammuccini, la regione è un punto di riferimento per l’intero comparto biologico.

Infine, l’intervento di Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, ha ribadito l’importanza della qualità come elemento distintivo dell’identità toscana.

Conclusioni

PrimAnteprima ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della Toscana nel panorama vitivinicolo mondiale. Con una produzione in crescita – 2,6 milioni di ettolitri nel 2024, che la collocano al settimo posto a livello nazionale – e una forte vocazione all’export, il vino toscano guarda al futuro con ambizione.

Identità, sostenibilità e innovazione sono le tre parole chiave su cui si baserà la crescita del settore nei prossimi anni. La sfida è quella di continuare a coniugare la tradizione con le nuove tendenze di mercato, valorizzando il territorio e garantendo ai consumatori un prodotto d’eccellenza.

Il viaggio nelle Anteprime di Toscana è appena iniziato, e con esso la promessa di un futuro all’insegna della qualità e dell’innovazione per il vino toscano.

UN SUCCESSO RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025

Il primo degli eventi annuali organizzati in collaborazione con Adra Srl, di Atena Lucana (SA), azienda specializzata nella produzione e commercio di surgelati, è stato un successo di consensi tra il pubblico degli operatori di settore.

RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025 voleva essere ed è stata la vetrina di numerose realtà nostrane, per presentarsi a chi vive il mondo della ristorazione dietro le barricate del proprio bar, pasticceria, ristorante ed hotel. Caratteristiche essenziali le materie prime offerte di elevata qualità, che si prestano agli usi più vari: dalla pietanza già pronta da scaldare, a parte degli ingredienti stessi di una ricetta vincente.

Un occhio anche ai produttori di macchinari ed elettrodomestici utili per l’attività tra cucine industriali, abbattitori, forni e vetrine frigo. Si è davvero scritta la storia del food in Campania nei giorni del 11 e 12 febbraio 2025, alla presenza delle più importanti Autorità comunali rappresentate da Mario Conte, sindaco di Eboli.

Ripagati gli sforzi di Peppino Cirigliano, uno dei titolari di Adra Srl e del suo responsabile marketing Emiliano Perillo: <<l’occasione per far conoscere e connettere diversi intermediari al fine di raggiungere un vantaggio competitivo per l’intero comparto. Una selezione ampia dei nostri Partner strategici nella commercializzazione dei surgelati freschi di alta gamma. Un passo avanti nel comprendere l’opportunità di rivedere il concetto stesso di cucina tradizionale e gourmet, con l’accesso a materie prime spesso difficili da rinvenire non solo neii punti vendita italiani, ma anche esteri>> dichiara il founder Peppino Cirigliano.

<<Quattro mesi di duro impegno alla ricerca della giusta location come il Palasele di Eboli e del supporto di chef famosi arrivati a testare i prodotti con la propria inventiva durante gli show-cooking organizzati per la platea. Presentate novità e tendenze di mercato, per costruire insieme relazioni e far crescere insieme il fatturato con un occhio indispensabile al consumatore finale>> rincara Perillo.

Colori, profumi e sapori che hanno pervaso i corridoi della fiera, tra banchi d’assaggio con marchi blasonati dell’agroalimentare e dell’enogastronomia d’Italia. La speranza, per il futuro, di ripetere eventi di tale portata, comprendendo anche una sezione per gli abbinamenti tra cibo e vino, richiesta fortemente dal mercato.

Restare sempre connessi e all’avanguardia significa Resto al Food Ho.Re.Ca. Expo 2025. Arrivederci al prossimo anno ed alle prossime iniziative di Adra Srl.

Il Museo Diocesano di Genova ha ospitato la quarta edizione dell’evento “I Vini del Cuore”

Grande successo di pubblico ed operatori del settore.

l 2 e 3 Febbraio, il Museo Diocesano di Genova ha accolto con entusiasmo l’evento “I Vini del Cuore”, un’esperienza unica dedicata agli amanti del buon vino e della cultura enologica, che ha visto riconosciuto il patrocinio da Regione Liguria. Un record di presenze, più del doppio dello scorso anno.

L’evento ha offerto ai partecipanti un’opportunità senza pari di immergersi nel mondo affascinante dei vini pregiati, esplorando una vasta gamma di etichette provenienti da rinomate cantine italiane selezionate nelle quattro edizioni della guida social e da altre, invitate appositamente dagli organizzatori e di ospitare 5 cantine della Georgia e una cantina del Sud Africa, dal cuore italiano.

La manifestazione è stata inaugurata domenica 2 Febbraio alle ore 12 alla presenza del Console della Georgia Natalia Kordzaia e allietata da alcuni brani suonati alla viola classica da Giulia Ermirio.

“I Vini del Cuore” non è stato solo un’occasione per degustare grandi vini, ma anche per approfondire la conoscenza sulle diverse varietà, le tecniche di produzione e le tradizioni vinicole. Gli appassionati hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con esperti del settore, scambiare opinioni e scoprire segreti nascosti dietro ogni bottiglia.

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi produttori, sommelier e appassionati di vino, creando un vivace e coinvolgente scambio di esperienze e conoscenze. Ogni sorso è stato un viaggio sensoriale attraverso terre lontane e sapori unici, arricchendo il palato e lo spirito di tutti i presenti.

“I Vini del Cuore” si è distinto per la sua atmosfera accogliente e raffinata, dove la passione per il vino è stata celebrata in tutte le sue sfumature. Gli ospiti hanno potuto godere di degustazioni guidate, masterclass e momenti di convivialità, creando legami e ricordi indimenticabili.

Tamar  Tchitchiboshvili, Wine Ambassador della Georgia, ha affascinato con tre tipologie di vini in anfora in degustazione alla masterclass di domenica alle 13; Thomas Niedermayr insieme al maestro assaggiatore Onav Emanuele Omodei hanno fatto il punto e chiarezza sui vitigni PIWI e sulle potenzialità dei vini che si possono ottenere. L’ultima masterclass della giornata di domenica è stata tenuta dagli Ambassador Antonio e Annamaria Iaccarino della Enoteca Parliamo di Vino di Latina: hanno saputo coinvolgere i presenti raccontando l’avventura di un gruppo di amici italiani che hanno iniziato a produrre vino in Sud Africa e più precisamente nella zona di Paarl.

Domenica 2 Febbraio inoltre abbiamo insignito dell’onorificenza “Premio Paolo Revello 2025” il vino della cantina Podere Sabbioni ottenuto da Maceratino di ribona: il premio è dedicato a una figura importante del mondo del vino genovese e questo il riconoscimento vuole premiare un vino emozionante, sostenibile e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Una targa speciale, in ricordo della giornalista Suzanne Branciforte, è stata consegnata al grande enogiornalista ligure Virgilio Pronzati, comunicatore che ha promosso il territorio e le eccellenze enogastronomiche della Liguria.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di votare il proprio “vino del cuore” tramite apposita cartolina e a breve verranno annunciate le cantine che andranno di diritto nella quarta edizione della guida stessa, prevista per l’autunno 2025.

L’appuntamento con la manifestazione I Vini del Cuore è già stato indicativamente fissato per il prossimo 1 e 2 Febbraio 2026 a Genova.

L’evento si è appena concluso con grande successo, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di tutti coloro che vi hanno partecipato. I VINI DEL CUORE-ASSOCIAZIONE AMPELOS ringraziano tutti gli intervenuti, i partner e i collaboratori che hanno reso possibile questo straordinario viaggio nel mondo del vino.

Ringraziamo la Regione Liguria per il sostegno e in particolare modo il Vice Presidente Alessandro Piana e tutto il suo staff, al nostro partner Ice Store, A Veeno e ad Accessori da Vino.

Per ulteriori informazioni su eventi futuri e iniziative della guida I VINI DEL CUORE si prega di visitare il sito web ufficiale all’indirizzo ivinidelcuore.it o contattare direttamente l’ufficio stampa.

Grandi Langhe 2025 – Atto Primo

N.d.r.: Volevamo stupirvi con effetti speciali e invece di un solo articolo, sullo straordinario evento di successo Grandi Langhe, abbiamo raddoppiato gli sforzi dei redattori, perché c’era davvero tanto da narrare. Inizia Adriano Guerri con un breve report che sarà ampliato, nel prossimo appuntamento, dalla collega Claudia Marinelli. Buona lettura.

Un successo annunciato per la prestigiosa Anteprima piemontese “Grandi Langhe 2025”, svoltasi nei giorni 27 e 28 gennaio 2025, nella mirabile cornice delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino. Ubicazione strategicamente perfetta, posta vicino alla stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, comodamente raggiungibile con qualunque mezzo di trasporto.

L’Evento

In questa edizione è aumentata notevolmente la presenza degli espositori, circa 500 dietro ai desk di assaggio, contenti di far degustare i loro capolavori e orgogliosi di raccontare la loro terra. I banchi di sono stati allestiti in ordine alfabetico: oltre alla sala principale sono state aperte al pubblico altre due sale in funzione dell’elevato numero di espositori. 

Per la prima volta, inoltre, una sala è stata riservata esclusivamente alla stampa con servizio effettuato da sommelier, con qualche punta di miglioramento per il futuro prossimo. Presenti tutti i produttori del Piemonte, rendendo così la kermesse più articolata e  appassionante.

Organizzazione curata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio di Tutela del Roero, in collaborazione con Piemonte Land of Wine e con il supporto di Regione Piemonte ed il sostegno di banca d’Alba, Coalvi, Nocciola Piemonte e Pulltex. L’anteprima è rivolta a buyers, importatori, ristoratori, enotecari, giornalisti e wine blogger nazionali ed esteri, i quali numerosi hanno mostrato il pass agli addetti ai lavori.

L’annata di Barolo in anteprima presa in esame è il 2021, quella di Barbaresco e Roero la 2022. Come consuetudine una excursus tra i produttori e un approfondimento con le aziende mha dato la possibilità di degustare vari vini ottenuti da uve autoctone, in primis “Sua Maestà” il Nebbiolo.

I migliori assaggi tra quelli effettuati

Barolo  Lazzarito Riserva 2019 Ettore Germano 

Barbaresco Faset  2021 Michele Chiarlo 

Virna Borgogno – Barolo Cannubi 2022 

Fratelli Serio & Battista Borgogno – Barolo Cannubi  Riserva 2019

Agricola Marrone – Barolo Pichemej 2021

Barolo Cerequio 2021 Vietti 

Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2019 Paolo Scavino

Barolo Bussia 2021 Fogliati 

Barbaresco Basarin 2021 Adriano Marco e Vittorio 

Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2022 Alario Claudio 

Grignolino del Monferrato Casalese Buslin Noblesse 2021 Tenuta Ca’ Davite