Il Comitato Komen Campania al Coca-Cola Pizza Village con il talk “La Pizza che fa bene”

Maturazioni Pizzeria e La Campagnola creano le Pizze Rosa a sostegno della prevenzione

Venerdì 4 luglio alle ore 18.30, nell’area Hospitality del Coca-Cola Pizza Village alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il Comitato Campania di Komen Italia sarà protagonista dell’evento speciale “La Pizza che Fa Bene – Insieme per la Prevenzione”: un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione sul tema della prevenzione del tumore al seno, attraverso il linguaggio universale della convivialità e della buona cucina.

Al centro dell’iniziativa, un talk aperto al pubblico moderato dalla giornalista Emanuela Sorrentino, che ospiterà le testimonianze di donne in rosaMarzia Imperiali di Francavilla presidente Komen Comitato Campania, la dott.ssa radiologa senologa Marcella MontemaranoDirettore UOSD Diagnostica e Interventistica senologica ASL NAPOLI 1 CENTRO, con un focus particolare sull’importanza della prevenzione, anche a tavola. Interverrà Tommaso Luongo, presidente AIS Campania, sul valore del bere consapevole.

Protagonisti della serata anche due pizzerie d’eccellenza, Maturazioni Pizzeria di Antonio Conza e Gabriella Esposito, e La Campagnola di Ciro Grossi, che hanno ideato per l’occasione due speciali “Pizze Rosa”, per rendere omaggio alle donne che lottano o hanno lottato contro il tumore al seno. Le pizze, realizzate in edizione limitata, saranno offerte in degustazione al pubblico. Komen Campania e il Cola-Cola Pizza Village hanno scelto due Pizzerie che anche attraverso i social hanno sempre dimostrato una grande sensibilità e valore, e il messaggio della prevenzione è ancora più potente quando è condiviso!

Durante l’evento, i partecipanti saranno invitati a lasciare un pensiero di incoraggiamento alle donne in rosa, scrivendo su cartoncini rosa oppure condividendo il proprio messaggio sui social con l’hashtag #UnPensieroRosa.

Questa iniziativa segna il primo evento ufficiale sotto la guida della nuova presidente del Comitato Komen Campania, l’avvocata Marzia Imperiali di Francavilla, che raccoglie il testimone del padre, il compianto avvocato Riccardo Imperiali di Francavilla, scomparso due mesi fa. Una figura amatissima e instancabile promotore della cultura della prevenzione in Campania, che ha lasciato un segno profondo nella comunità.

«Con emozione e profondo rispetto per ciò che mio padre ha costruito, porto il suo lavoro – dichiara Marzia Imperiali – nel segno della continuità, della cura e della speranza. Komen Campania continuerà a essere accanto alle donne ogni giorno dell’anno, con azioni concrete, ascolto e progetti sul territorio».

Infatti, le attività di Komen Campania non si fermano con l’estate. Ogni sabato mattina, presso il P.O. Santissima Annunziata di Napoli, è attivo il progetto “Con tutto l’amore che posso”, con incontri gratuiti di Qi-GongCanto Pop e terapia di gruppo a sostegno delle donne operate o in trattamento, guidati da esperti come Tiziana VerdosciaM° Marco Francini e la psiconcologa Antonella di Napoli.

Proseguono anche le Walk for the Cure, passeggiate nei borghi della provincia di Benevento: tra le tappe estive, San Lorenzello (6 luglio) e Bocca della Selva (16 agosto). A settembre e ottobre il Comitato Komen Campania sarà presente a eventi sportivi e festival con attività di sensibilizzazione. Il culmine sarà la Race for the Cure, che nel 2025 si svolgerà in più tappe in Campania: Salerno, 4-5 ottobre, Caserta, 10-12 ottobre. Capua 18-19 ottobre e Napoli7-9 novembre con attività sportive, incontri, screening gratuiti e l’abbraccio collettivo alle donne in rosa. L’edizione di quest’anno sarà in memoria di Riccardo Imperiali di Francavilla, affinché il suo impegno resti vivo nel cuore di chi crede in una medicina umana e vicina.

Info e contatti: +39 334.61.49.985 – komencampania@komen.it

Ufficio stampa: Francesca Panìco – 348 3452978 – francescapanico.art@gmail.com

“Sorsi & Morsi”: il viaggio enogastronomico da Wip Burger & Pizza con i vini di Marisa Cuomo

Wip Burger & Pizza a Nocera Inferiore si è trasformato in un tempio dedicato ai sensi, accogliendo la nuova edizione di “Sorsi & Morsi”, raffinato format che incarna l’arte dell’abbinamento enogastronomico, sinfonia di profumi e sapori della Costa d’Amalfi e dei Monti Lattari.

Protagoniste indiscusse, le Cantine Marisa Cuomo, scrigno di un’enologia eroica e autentica, che hanno guidato gli astanti in un’esperienza sensoriale unica, dove il vino si fa veicolo di memoria, territorio e cultura.

A suggellare la serata, la presenza luminosa di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli, menti e cuori pulsanti di Furore, divenuta icona di un’arte vinicola che sa coniugare verticalità e mineralità, incarnando l’essenza mediterranea nelle sue espressioni più pure e nobili.

A introdurre la serata è stato il giornalista nocerino Nello Ferrigno, con la conduzione di Gaetano Cataldo, giornalista enogastronomico, sommelier professionista e fondatore dell’associazione culturale Identità Mediterranea, nonché caporedattore della sezione enogastronomica di Mediterraneaonline.

Wip Burger & Pizza è nato dai titolari Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, divenuto nel tempo un’istituzione del panorama gastronomico campano, un luogo d’incontro dove il “Work In Progress” non è solo un nome ma un manifesto di continua crescita, sperimentazione e rispetto per la tradizione.

Il viaggio virtuale è iniziato con l’eleganza fragrante del Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC 2024, da Biancolella e Falanghina, capace di esaltare e bilanciare con finezza ogni piatto. Un vino dal carattere austero e raffinato, ambasciatore perfetto delle sue terre d’origine.

Appetitoso l’antipasto a base di salumi e latticini artigianali provenienti dal cuore di Agerola e dintorni. Il fiordilatte di Gennaro Fusco, morbido e vellutato, ha trovato il suo complice ideale nel salame suino di Cardone e nelle rarità norcine di Salvatore Calabrese, fra cui spiccavano culatello e picanha, sorretti dall’abbraccio fragrante del pane Jurmano.

Ma il vero fulcro della serata è stato il trittico di pizze gourmet, ciascuna una narrazione sensoriale, un’ode alla terra e al mare del territorio campano. Il “Padellino Lattaro” ha mescolato farine selezionate con formaggi eccelsi quali Provolone del Monaco, Caciotta di Capra e il Fiordilatte di Agerola, arricchito dal Pomodorino di Corbara semi dry e da un pesto aromatico che esaltava maggiorana, basilico e timo limonato.

La “Naucratica Napoletana” ha stupito per l’impasto infuso di mirto e limone, accompagnato da una crema di pomodoro San Marzano abbrustolito, besciamella all’aglio, origano e le inconfondibili acciughe di Cetara.

Infine, la “Santa Trofimena” ha offerto un’esperienza avvolgente, con impasto al cacao che racchiude un ristretto di pomodoro Re Umberto, melanzane arrostite e mousse di Provolone del Monaco punteggiata da basilico e pepe nero.

In ciascuna di queste creazioni, il Furore Bianco 2024 ha svolto il ruolo di catalizzatore, esaltando le contrapposizioni tra ricchezza e sapidità, dolcezza e acidità, con un’eleganza che ha segnato la sua impronta nel cuore dei commensali.

Il primo piatto – “Scarpariello a Mare” – si è presentato come un’opera d’arte mediterranea, con Fusillo Sangiliano, Pomodorino di Corbara, acciughe di Cetara, basilico fresco e scorzetta di limone sfusato di Amalfi, abbinato al Rosato Costa d’Amalfi DOC 2024, blend di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, che ha accompagnato la sapidità del piatto e le note agrumate senza mai sovrastare le componenti aromatiche.

Prima del dolce finale il Sarchiapone di Atrani, salume tipico farcito con la pezzentella, salsiccia artigianale dal carattere deciso e autentico. A bilanciare la struttura imponente di questo piatto, il Furore Rosso Costa d’Amalfi DOC 2024, un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, maturato in legno, che offerto nel bicchiere morbidezza tannica e un bouquet complesso.

Coccole di chiusura con la delizia dei fratelli Gianfranco e Lello Romano del Gran Caffè Romano di Solofra e la loro raffinata interpretazione della “Tetta di Venere”, nota anche come delizia al limone, dolce emblema della tradizione campana. Abbraccio ideale per gli amari artigianali di Amaro delle Monache di Torraca, opera del maestro Teodoro Stoduto.

Tra i momenti più intensi della serata, la consegna di una preziosa magnum di Mosaico per Procida alla giornalista Annamaria Parlato e a Stella Marotta, Miglior Sommelier della Campania 2023; un gesto di profondo significato, sottolineando il valore della cultura enologica e del talento radicato nel territorio.

Il 2 luglio Rostì di Pomigliano d’Arco (Na) festeggia i 5 anni di attività con una serata solidale a sostegno della Cooperativa Sociale EVA

Il 2 luglio, a partire dalle ore 20,00, lo chef Matteo Del Cuoco celebra i 5 anni del suo ”Rostì – Non una normale rosticceria” con un evento speciale che unisce gusto, territorio e impegno sociale. Per questo importante compleanno Rostì, migliore locale della Campania del 2025 secondo la guida Street Food d’Italia del Gambero Rosso, proporrà un menu solidale, ideato per l’occasione, realizzato in collaborazione con “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, un progetto della Cooperativa sociale EVA a sostegno dell’autonomia economica di donne in uscita dalla violenza. L’intero ricavato della serata sarà devoluto alla Cooperativa EVA.

EVA, attiva dal 1999, opera in Campania per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne e i bambini, gestendo centri antiviolenza e case rifugio. Tra i progetti più significativi della cooperativa c’è proprio “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, un laboratorio gastronomico che nasce a Casal di Principe in un bene confiscato alla criminalità organizzata, oggi rifunzionalizzato come luogo di autonomia e rinascita per donne che hanno superato esperienze di violenza.

Il menù speciale della serata realizzato anche con i prodotti de “Le ghiottonerie di Casa Lorena” prevede Gnocchi con crema di parmigiano, confettura di pera e cardamomo e chips di pera, Frittatina “aglio, olio e acciughe” con confettura di mela e cannella e Brownie con caramello salato, crema spalmabile CioccoBu’ e arachidi pralinate.

I singoli piatti o l’intero menu (al costo di 15 euro) sono disponibili in sede, da asporto e in delivery.

Durante la serata, inoltre, presso il locale sarà presente un angolo allestito con i prodotti artigianali de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, dove sarà possibile acquistare confetture e marmellate con frutta a km 0, creme spalmabili e specialità per sostenere direttamente il progetto e le donne che ne fanno parte.

Rostì

“Rostì – Non una normale rosticceria” nasce a Pomigliano nel giugno del 2020, poco dopo l’inizio della pandemia. Il progetto, che inizialmente parte con un piccolo locale da asporto in via Iasevoli e nel settembre 2022 si sposta in via Alfa Romeo per disporre di una sala con 45 coperti, si basa sulla voglia del giovanissimo fondatore Matteo Del Cuoco (classe ’99) di proporre i piatti della tradizione napoletana in una chiave di lettura assai diversa dalla classica rosticceria.

Nessun piatto già pronto in vetrina: chi sceglie Rostì sceglie di mangiare bene, aspettando qualche minuto in più ma con la certezza di mangiare un piatto preparato al momento sotto gli occhi del cliente. La cucina è a vista attraverso una finestra che consente di guardare lo staff all’opera. La proposta fondata prevalentemente sui classici della tradizione napoletana prevede periodicamente delle novità in carta.

  Rostì Via Alfa Romeo, 13/15 Pomigliano d’Arco (NA) Tel. 351 9671412    EVA Cooperativa sociale Via Jan Palach – Central Park Santa Maria Capua Vetere (CE) cooperativaeva.com  
Contatti stampa: Laura Gambacorta Mob. 349 2886327 laugam@libero.it  Contatti stampa: Cristiana Scoppa Mob. 339 1488018 cristiana.scoppa@cooperativaeva.com

Pizza&Falanghina Tour 2025: la Falanghina del Sannio DOP conquista Napoli da Gino Sorbillo

Pizza&Falanghina del Sannio DOP Tour 2025, nato dalla sinergia fra il Consorzio Tutela Vini del Sannio e Gambero Rosso, ha fatto tappa il 26 giugno 2025 alla Pizzeria Presepe Napoletano by Gino Sorbillo, nel cuore pulsante di Via dei Tribunali a Napoli.

In sala, fra statuine, profumi di forno a legna e note agrumate di Falanghina, Libero Rillo — presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio — ricorda che “Il Sannio produce il 50% del vino campano e l’85% della falanghina che si trova in commercio“.

Con orgoglio, in quanto elemento che va a tutela dei consumatori nonostante sia un piccolo costo a carico dei produttori, Rillo porta a conoscenza i commensali che dal 2024 la Sannio IGT sfoggia, come la DOC, la fascetta di Stato. Numeri e passione che si trasformano in calici vivaci, pronti a dialogare con pizze d’autore come quelle a firma del Maestro Gino Sorbillo in una degustazione che, piccolo spoiler, non delude.

Degustazione Pizza & Falanghina: gli assaggi della serata

Pizza fritta “Completa” di Zia Esterina Sorbillo in abbinamento con Anima Lavica, linea Janare, La Guardiense

La pizza fritta Zia Esterina Sorbillo è la cosiddetta “completa”, ripiena con ricotta, cicoli, pomodoro, pepe, fritta a regola d’arte: soffice, asciutta e dorata. Era una versione ridotta per la degustazione, peccato! Si scherza: il percorso è lungo, meglio non essersi appesantiti, così da gustarsi ogni boccone e ogni sorso.

L’Anima Lavica, linea Janare, La Guardiense, è un “Metodo Italiano”, una trovata di marketing interessante che ricorda il metodo Martinotti per la sua realizzazione. Il vitigno è ovviamente falanghina del Sannio 100%: la crosta croccante e la farcia saporita trovano un alleato brillante nell’Anima Lavica. Bollicina fine, sentori di frutta bianca e melone, sorso verticale e freschissimo: pulisce e rilancia, con il palato pronto a un nuovo sorso o morso. L’abbinamento con la pizza fritta è felice, armonico, gradevole.

Margherita “Presepe Napoletano” con cornicione al cacioricotta in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP BjondoRe 2024, Fontanavecchia

La “Presepe Napoletano”, con pomodoro San Marzano, fior di latte, basilico, cornicione ripassato nel cacioricotta grattugiato, è magia, scioglievole, realizzata con materia prima eccellente. Il giallo-verdolino BjondoRe 2024 (falanghina del Sannio 100%) entra deciso: agrumi (pompelmo), ananas, nuance vegetale. Freschezza e persistenza equilibrano la succulenza del pomodoro, invitando al sorso successivo. L’abbinamento è sicuramente armonico.

Margherita bianca con pata negra e carciofini in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP BjondoRe 2024, Fontanavecchia

La pizza — a base bianca con pancetta di pata negra e carciofini sott’olio — è un mix di tendenza dolce, dettata dall’impasto, che con la grassezza e l’aromaticità che derivano dal pata negra chiederebbero una bolla, ma la Falanghina replica coi fatti: acidità viva e aroma agrumato detergono il palato e valorizzano anche la nota vegetale del carciofo.

Pizza Ananas (provola affumicata, caciocavallo, ananas piastrata) in abbinamento con Falanghina del Sannio DOP Identitas 2023, Cantina di Solopaca

La “famigerata, contestata, ma virale” pizza all’ananas di Gino Sorbillo che ha fatto gridare allo scandalo gli integralisti della pizza è invece una gradevolissima scoperta. La pizza è chiaramente bianca, con provola affumicata, caciocavallo, ananas grigliata. La nota fumé la fa da padrona e il sapore della pizza è intrigante. Al classico sapore dell’impasto e della provola affumicata si contrappongono l’acidità e la succulenza dell’ananas, un piacevole incontro in cui i contrasti rendono tutto interessante.

In abbinamento Identitas 2023 della Cantina di Solopaca, che si presenta di colore giallo oro, profumi di nespola e ananas matura. Bocca piena, freschezza salivante e finale lungo: chiusura armonica su nota fumé e succulenza dell’ananas. Un pairing che sorprende per equilibrio, praticamente senza esagerare, chiusura perfetta.

Pizza alla crema di nocciole e zucchero caramellato in abbinamento con Nifo Sarrapochiello – Sariano Passito Falanghina IGT

Trattasi della classica pizza alla famosa crema di nocciole nazional-popolare, che tecnicamente è una crema di nocciole con spolvero di zucchero a velo. In abbinamento è stata scelta una falanghina passita, con affinamento in barrique, quella di Nifo Sarrapochiello 2018. Il passito si presenta con tonalità ambrata, profumi di frutta secca, fichi, miele, scorza d’agrumi candita. Caldo e morbido, ma sostenuto da una freschezza sorprendente che invita a riprendere presto forchetta e calice.

Perché la Falanghina del Sannio sposa la pizza?

Acidità tagliente, sapidità naturale e profilo fruttato-floreale fanno della Falanghina del Sannio un “coltellino svizzero” dell’abbinamento, capace di attraversare fritti, latticini cremosi, note affumicate e persino dessert. La Falanghina del Sannio sa parlare la lingua della pizza, dal primo morso all’ultimo brindisi.

Campania: Carboné presenta il nuovo menù “I piaceri della carne”

C’è brace a Palma Campania, una brace viva che arde di passione per le carni e per la ristorazione. A quasi tre anni dall’apertura Carboné Meat House ha portato a termine il rodaggio e risulta convincente sia nella scelta del format, ottimamente perseguito, che nella concretizzazione di una personalità ristorativa che lo rende una perla rara nel panorama delle steakhouse campane.

Ma definire Carboné una semplice steakhouse sarebbe riduttivo: in questo piacevole locale, nato dalla passione dei fratelli Pietro e Mario Carbone l’accento è tutto sulle carni, prodotto principe del ristorante, ma anche protagonista di primi piatti della tradizione.

Figli di “don” Salvatore e macellai apprezzatissimi nell’area da almeno 40 anni, Pietro e Mario Carbone hanno immaginato il più naturale dei passaggi perché un ampio pubblico potesse anche apprezzare le loro selezioni: dal banco alla tavola.

Coadiuvati da un team giovane e focus minded, Mario è l’addetto alla brace e Pietro invece al banco, incaricandosi anche dei salumi di loro produzione, oltre alle leccornie norcine provenienti da diverse aree italiane e del mondo – come la Spagna ad esempio – e una scelta di formaggi che creano dipendenza solo a guardarli.

In sala Raffaella D’Ambrosio e Alfredo Falciano, sempre attenti, professionali e sinceramente accoglienti, diretti da Gina Memmolo, mentre in cucina presiedono gli chef Luigi Guarna, Francesca Napolitano e Michele Langella, nelle preparazioni diverse dalla braceria e dai taglieri, per un totale di circa 80 coperti tra sala interna e dehors.

Ai nastri di partenza un carpaccio tenerissimo e gustoso di razza piemontese, presentato come una tavolozza in stile Kandinsky con ciuffi di spuma di Caciocavallo Podolico, foglie di scarola riccia e pomodorini secchi: un amalgama di sapori ben abbinati e calibrati che non ha per niente prevaricato sulla delicatezza delle carni.

Squisita e scioglievole la parmigiana di melanzane, come da tradizione, con il tocco gourmet del gel al basilico, del ristretto di Pomodoro San Marzano e del cremoso di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse.

A tangibile segno di distinzione da altre realtà gastronomiche, il Carboné offre la possibilità di assaggiare dei primi piatti strepitosi: la scelta è ricaduta sulle candele spezzate al ragù di genovese, generosa nelle carni e cremosa nel rapporto con le cipolle perfettamente appassite.

Eccellente la marezzatura e frollatura delle carni proposte, tra taglio alla fiorentina, tomahawk, filetto e costate da pregiate razze bovine. A coronamento della serata un piacevole tiramisù.

Carboné Meat House a Palma Campania convince per una selezione attenta degli ingredienti, provenienti da partner strategici e con accordi di esclusività nell’area e la filosofia mediante cui avviene la selezione delle carni: allevamenti rispettosi del benessere animale e dell’alimentazione naturale. Una scelta sostenibile sia per la tracciabilità che per l’educazione al cliente per un consumo consapevole della carne.

100 Best Italian Rosé celebra l’International Rosé Day

Sarà presentata il 18 Luglio al Parco Archeologico di Sibari, in occasione di Vinitaly and the City in Calabria, la quinta edizione della guida 100 Best Italian Rosé, curata da Antonella Amodio, Chiara Giorleo, Adele Elisabetta Granieri e Raffaele Mosca.

La mission è quella di promuovere i migliori rosati italiani, stilando una classifica dei migliori 100, decretati attraverso un attento lavoro di selezione, seguito dalla degustazione, svolta rigorosamente alla cieca, e consentito grazie al prezioso supporto dei partner: DsGlass, Sorì e Il Torchio. Che si chiami rosato, blush, rosé o vino rosa, la categoria ha attirato su di sé un’attenzione senza precedenti per fascino e numeri. Il successo di mercato ha stimolato i produttori a orientarsi verso la qualità, basta solo fare attenzione a non appiattirsi su un unico modello, quello del vino esclusivamente scarico e leggero.

L’Italia è il Paese che può guidare verso la declinazione di stili territoriali per vitigno, condizioni e tradizioni locali e la guida 100 Best Italian Rosé nasce proprio per dare una forma a questo movimento. Dopo 5 anni il successo si misura in manifestazioni di interesse crescenti su tutti i fronti, corollario di un lavoro di selezione ogni anno più complesso. Oltre alle zone tradizionalmente vocate, come il Garda, l’Abruzzo e il Salento, ogni anno emergono territori e vitigni da scoprire. Questo ha portato all’idea di aprirsi ai territori di confine come Ticino e Slovenia.

L’abbinamento a tavola riscuote sempre più consensi: il rosato, infatti, offre un perfetto equilibrio tra freschezza e complessità, permettendo di spaziare con creatività tra diverse preparazioni. Le sue note fruttate, la vivace acidità e la delicatezza dei tannini lo rendono adatto sia per esaltare i sapori che per bilanciarli, creando abbinamenti armonici e sorprendenti. Le carte dei vini dei ristoranti dedicano sempre più spazio a questa tipologia, che si conferma una scelta moderna e trasversale, capace di valorizzare la cucina con eleganza e personalità.

Anche l’evoluzione nel tempo è argomento molto sentito: i rosati sono sempre stati condizionati dalla preferenza del mercato per le annate estremamente giovani e fresche, ma esistono anche vini che evolvono molto bene, come ad esempio i Cerasuolo d’Abruzzo – più scuri, concentrati e quindi longevi per natura – insieme ad altri che, per quanto apparentemente più leggeri e chiari, hanno la freschezza e il corpo giusto per affrontare il tempo.

Capri, Campanella by Quattro Passi tra rivisitazioni e grandi classici

Mellino e la sua cucina incanta l’isola azzurra. Nel giardino di Pazziella Garden & Suites atmosfera intima e ricercata

Dalla Fettuccina alle Nerano alla Caprese dal cuore caldo, poi ci sono i Faraglioni, la Sogliola e tanto altro: dall’antipasto al dolce in un mix di tradizione, rivisitazione e contemporaneità. Che sia per il pranzo in giardino o per la cena godendosi la frescura serale, il menu di Campanella by Quattro Passi si fa sempre più accattivante. 

Il ristorante è all’interno del boutique hotel Pazziella Garden & Suites, guidato dal general manager Alfonso Saraco, ed è raggiungibile da via Fuorlovado o da via Camerelle, a pochi passi dalla celebre piazzetta. Un’idea di cucina che rispetta le materie prime e la stagionalità per un innovativo progetto che unisce la visione creativa dello chef 3 stelle Michelin Fabrizio Mellino e quella imprenditoriale del Ceo di Pazziella, Francesco Naldi. 

Nel menu, che sta ottenendo tanti consensi tra turisti italiani e stranieri, si ritrovano identità, profonda cultura gastronomica, memoria e raffinatezza contemporanea.  Ad eseguire i piatti la brigata del resident chef Angelo Fumeto, sous chef è Aniello Guerriero, chef de partie Anna Durante. 

In sala il maître Angelo Romano accoglie gli ospiti tra profumi mediterranei e sentori dell’isola azzurra. E per un drink accattivante ecco le creazioni del barman Marco Gunetti, tra cui il suo signature cocktail “Il Conte a Napoli” o la selezione vini da una carta ben curata, con alcune perle italiane ed estere.

Campanella è aperto dalle 12.30 alle 15 a pranzo (dopo è disponibile la carta snack di P Garden Lounge Bar) e a cena dalle ore 19.30 alle 22.30.

Campania – “Il Sannio si presenta” – i vini de La Guardiense in anteprima

Lunedì 23 giugno 2025, fra le colline tufacee di Guardia Sanframondi, la storica cooperativa La Guardiense ha aperto le porte della cantina di via Santa Lucia per «Il Sannio si presenta: i vini de La Guardiense in anteprima». Un tasting che ha messo in luce la riscossa dei bianchi sanniti – Falanghina in primis – e che, come ci ha ricordato il presidente Domizio Pigna, cade nel sessantacinquesimo anniversario della fondazione (8 marzo 1960) di quella che oggi conta 1000 soci viticoltori e 1500 ettari di vigne, di cui ben 400 dedicati alla linea Janare.

Presente l’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella, affiancato dal giornalista Luciano Pignataro. «Grandi vini, se non comunicati, contano poco» esordisce Cotarella, ricordando i suoi primi sopralluoghi campani nel 1980 e l’attuale “matrimonio perfetto” fra Falanghina e clima, divenuto ancor più felice, per assurdo, con il riscaldamento globale. Pignataro rilancia scherzando sui vini dealcolati (“stay tuned!”) e lancia la provocazione: «I bianchi del Sannio sono alleati del tempo: guadagnano aromi, spina acida e valore gastronomico».

Degustazione in anteprima: verticalità e longevità a confronto

Senete Falanghina del Sannio DOC 2024

Vitigno : 100 % Falanghina, Affinamento : solo acciaio

Fiori bianchi, mela verde e un twist agrumato da pompelmo dominano il naso; in bocca il sorso è croccante, quasi “masticabile”, con polpa succosa e finale amarognolo tipico dei terreni vulcanici. Perfetta sia come aperitivo sia come vino a tutto pasto.

Biancolume Falanghina del Sannio DOC 2022

Vitigno: Falanghina, Affinamento: Acciaio con un 15 % passaggio in barrique

Leggere note di pasticceria, balsamico e fumé annunciano un sorso fresco e salino. In bocca si ritrova la corrispondnza del naso. La vena minerale è più incisiva di Greco o Fiano; Cotarella la definisce «verticalità da paura», prefigurandone un lungo futuro in bottiglia.

Senete Falanghina del Sannio DOC 2016

Vitigno: Falanghina, Affinamento: solo acciaio, 9 anni d’evoluzione

Colore oro brillante, profumi di idrocarburi, cenere e erbe secche. Al palato è caldo e morbido ma sorretto da freschezza e sale: un progetto ch enon prevedeva una lunga vita, e quindi l’ennesima prova che la Falanghina non ha limiti d’invecchiamento. Molto interessante.

Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2024

Vitigno: 100 % Fiano,  Affinamento: acciaio

Paglierino, al naso è intenso, macchia mediterranea, mela verde  e cedro. Il sorso sorprende per potenza e sapidità, rispetto ad un naso gentile. Questo Fiano ha un piacevole finale amarognolo che ripulisce il palato.

Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2016

Vitigno: Fiano, Affinamento: acciaio, 9 anni

Giallo oro, lucente, al naso idrocarburi, pasticceria, lievitati e note fumé. Coerenza naso–bocca impeccabile, grande verticalità, guizzante: un vero campione di longevità.

Pietralata Sannio DOC Greco 2024

Vitigno: 100 % Greco, Affinamento: acciaio

Paglierino, naso minerale e nota fruttata. In bocca è agrumato (arancia bionda) e di grande verticalità, al sorso si fa preferire al naso, con una bella sapidità che invita ad un nuovo sorso.

Pietralata Sannio DOC Greco 2019

Vitigno: Greco, Affinamento: acciaio, 6 anni

Tonalità giallo oro, bouquet di idrocarburi e pietra focaia. Si può parlare quasi di tannino “bianco” che regala una sensazione quasi da rosso, mentre freschezza e sapidità spingono a tavola su piatti ricchi.

Verticale a tre voci: Senete 2016 – Fiano 2016 – Greco 2019

Assaggiati fianco a fianco con Cotarella, i tre vini raccontano un territorio dal fil rouge di sapidità, finale amaro e riconoscibilità vulcanica. Il Senete 2016 appare oggi più dinamico, il Fiano 2016 è l’“espressione più pura”, il Greco 2019 esplode in freschezza e sale.

Orgoglio cooperativo, sguardo al futuro

Con 200 mila quintali di uva vinificata e la capacità di “fare i dettagli”, La Guardiense dimostra che la grande scala non è nemica della qualità. Cotarella lo ribadisce ringraziando i soci: «Il Sannio ha territorio, futuro e persone». Dalla serata emerge una certezza: la “riscossa dei bianchi” è cominciata e passa proprio per Falanghina, e anche Fiano e Greco, capaci di coniugare aromi moderni, versatilità gastronomica e una longevità che, calice alla mano, lascia a bocca aperta.

Gambero Rosso: i vini del Collio di Muzic incantano Roma

Vini di confine, cucina d’autore e tramonti mozzafiato nel cuore della Capitale

Una sera d’estate a Roma, il cielo che sfuma nei toni dell’oro e del rosa, la brezza leggera del Ponentino e la vista mozzafiato sui Fori Imperiali. Questo è stato il palcoscenico naturale per una delle tappe più emozionanti del Gambero Rosso con l’evento Muzic on tour, un progetto itinerante che fonde l’eccellenza della cucina italiana con il meglio della produzione vitivinicola nazionale.

A fare da cornice all’evento, il suggestivo 47 Circus Roof Garden, dove lo chef Maurizio Lustrati ha ideato un menù raffinato e sapientemente abbinato ai vini dell’azienda Muzic, storica realtà del Collio friulano, rappresentata da Fabijan Muzic, giovane enologo e volto della nuova generazione del vino italiano.

Un menù fantastico

Il percorso gastronomico ha incantato i presenti fin dall’antipasto: polpo alla griglia su crema di avocado e chips di platano, esaltato dalla Ribolla Gialla 2024.

È seguita una melanzana al BBQ con estratto di pomodoro e basilico, arricchita da una crema di Provolone del Monaco, accompagnata dalla Malvasia 2024.

Come primo piatto, un risotto con scampi, fiori di zucca e pecorino ha incontrato il Friulano 2024, vino identitario del Friuli.

Il secondo è stato un delicato filetto di ombrina al tartufo nero estivo, servito con zucchine romanesche e patate novelle, perfettamente abbinato al Collio Bianco Stare Brajde 2022, un blend elegante e complesso.

A chiudere il percorso, un goloso bignè craquelin con crema di nocciola e lamponi, abbinato al sontuoso Picolit 2018, vino da meditazione di rara finezza.

La storia di una terra e di una famiglia

Fabijan Muzic, con il suo entusiasmo contagioso, ha raccontato la storia della sua famiglia e del Collio, terra di confine sospesa tra Italia e Slovenia. Un luogo segnato dalla storia – due guerre mondiali, mutamenti politici e culturali – ma che ha trovato nella viticoltura una rinascita autentica.

Dagli anni Ottanta, i genitori di Fabijan hanno creduto nella forza dell’identità territoriale, decidendo di imbottigliare il vino sotto un proprio marchio. Un’intuizione pionieristica: creare un’identità visiva forte, riconoscibile, per esprimere attraverso l’etichetta la personalità del vino. “Oggi si parla di brand”, racconta Fabijan, “ma i miei genitori lo avevano già capito allora”.

Il loro stile è rimasto coerente nel tempo: vini puliti, sinceri, raffinati, che raccontano il territorio senza forzature. “Meglio non imbottigliare piuttosto che accettare un vino non all’altezza”, spiega Fabijan. La sua filosofia è rigorosa, ma profondamente rispettosa del lavoro in vigna e della fiducia del consumatore.

La degustazione proposta da Muzic ha offerto un viaggio armonico tra varietà autoctone e interpretazioni territoriali d’eccellenza, confermando lo stile pulito, autentico e riconoscibile dell’azienda friulana.

La Ribolla Gialla 2024 apre il percorso con una freschezza agrumata e floreale, espressa in un sorso minerale e scattante, perfetto per accompagnare crudités e antipasti leggeri. Più calda e avvolgente, la Malvasia 2024 si distingue per un bouquet aromatico che intreccia fiori bianchi, pesca e mandorla, con una bocca piena, salina e persistente, ideale per esaltare piatti vegetali e speziati.

Decisamente identitario il Friulano 2024, che rivela il lato più morbido e vellutato del Collio: note di erbe e frutta matura si fondono con un finale ammandorlato che richiama la tradizione, perfetto con risotti e salumi locali.

Più strutturato e complesso il Collio Bianco Stare Brajde 2022, elegante blend di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla: il naso si apre su frutta tropicale, fiori gialli e nocciola, mentre al palato si sviluppa con ampiezza e profondità, sostenuto da una viva acidità e da una leggera maturazione in legno che dona equilibrio e persistenza. Ideale con piatti saporiti, tartufi e carni bianche.

A chiudere, il Picolit 2018, gioiello da meditazione: dorato e luminoso, profuma di albicocca disidratata, miele e fiori d’acacia, con un gusto dolce ma raffinato, che avvolge senza mai eccedere. Perfetto con dessert eleganti, formaggi erborinati o cioccolato bianco.

Una collezione che racconta il Collio con voce limpida e coerente: ogni etichetta è un piccolo ritratto del territorio, declinato con precisione tecnica e sensibilità artigianale.

Gambero Rosso ha confermato ancora una volta il valore dell’incontro tra cucina e vino, tra narrazione e identità. Fabijan Muzic, con il suo entusiasmo e la sua competenza, rappresenta al meglio la nuova generazione di vignaioli italiani: consapevoli, preparati, radicati nella tradizione ma proiettati al futuro.

L’imprenditore Paolo Ferrara festeggia 100 anni di amore per il legno e 40 per il design, nel rispetto dell’ambiente

L’iconica azienda Dimensione Casa Ferrara celebra l’arte industriale con un grande evento 

Comunicato Stampa

Dalla materia prima all’arte industriale. Con l’evento “Casa e Atmosfere” in programma giovedì 26 giugno alle 19 a Casoria, l’imprenditore Paolo Ferrara celebra i 100 anni di storia familiare e aziendale e i 40 della sua impresa. Tra design, performance e gusto, “Dimensione Casa Ferrara” festeggia questi traguardi importanti con un incontro multisensoriale organizzato da Visivo Comunicazione, che mette in scena l’arte del progettare, con spazi connessi tra interno ed esterno.

Un viaggio tra passato e presente, con ambienti immersivi, atmosfere suggestive e narrazioni lunghe un secolo. La storia dell’azienda della famiglia Ferrara inizia infatti 100 anni fa, quando il nonno Francesco, nel centro di Casoria seleziona e distribuisce legni nobili ai laboratori di falegnameria ed ebanisteria. Tocca poi al figlio Vincenzo, papà di Paolo, dagli anni ‘50, sviluppare ulteriormente la filiera del legno, introducendo semilavorati e accessori, per poi ampliare il comparto serramenti.

Negli anni ‘80 è il turno di Paolo, che comincia a lavorare in azienda e ne scrive la svolta contemporanea. Viaggia tantissimo, muovendosi sopratutto tra Stati Uniti e Nord Europa. Nota che in questi Paesi i prodotti come infissi e porte, sono distribuiti già finiti, e decide di replicare questo modello nella sua azienda. Visionario e audace, sarà così, tra i primi imprenditori in Italia a occuparsi di prefabbricazione in questo settore.

“Per l’epoca e per il nostro Paese – spiega Paolo Ferrara – si tratta di un modello aziendale rivoluzionario. La distribuzione di infissi e porte come prodotti finiti è una rarità, fino ad arrivare alla scelta delle finiture e dei dettagli. Cominciamo così ad avvicinarci al concetto di arte industriale, fino ad arrivare ai giorni nostri, con un’azienda sostenibile “Dimensione Casa Ferrara”, che vanta 40 anni di esperienza nel settore soluzioni per la casa”. 

Un fiore all’occhiello dell’industria campana, considerata un punto di riferimento per progettisti e architetti, che vengono affiancati nelle loro visioni con un importante supporto tecnico. Al primo posto il rispetto per la natura, dove il nuovo lusso è vivere in uno spazio ecologico. “Ritengo – ribadisce Ferrara – che il valore di un progetto risieda non solo nella qualità dei prodotti selezionati, ma anche nella capacità di tradurre un’idea in una soluzione concreta, efficace e sopratutto green”. 

È tutto pronto per le celebrazioni, con performance dal vivo, anche in specifiche aree all’aperto, dove i movimenti degli artisti si fondono con riflessi di luce e ombra, per dar vita a un scenografia naturale e dinamica. Il percorso si snoda tra interni ed esterni, con scene ispirate alla quotidianità, rivisitate in chiave poetica. Il racconto si completa con una uno show cooking ispirato alla natura e ai sapori autentici del territorio. Partner dell’evento: Gibus, Velux, Oknoplast, Mister shut, Henry glass, Blue sense, Infinity, Biemme, Sprech.