La spesa che sostiene la scuola: i supermercati Euroesse aderiscono all’iniziativa “Noi amiamo la scuola” del Gruppo VéGé

Fino al 10 dicembre 2025, La spesa si trasforma in buoni digitali da assegnare alle scuole, utilizzabili per l’acquisto di materiale didattico tramite l’app

Anche la spesa quotidiana può diventare un’occasione per sostenere l’istruzione e le scuole del territorio, per questa ragione anche i supermercati Euroesse, insegna campana della F.lli Morgese Srl, partecipano all’iniziativa “Noi amiamo la scuola”, promossa dal Gruppo VéGé con il supporto della Rete ITAsf, rete di scuole riconosciuta dal Ministero dell’Istruzionedell’Università e della Ricerca. Il progetto consente di trasformare la spesa in codici digitali, che le scuole poi possono convertire in buoni per l’acquisto di materiali e attrezzature didattiche.

Fino al 10 dicembre 2025, nei punti vendita della catena campana – parte del Gruppo d’acquisto VéGé – ogni 15 euro di spesa permette di ottenere un QR code da assegnare a una scuola a scelta tra istituti comprensivi, scuole statali e paritarie di 1° e 2° grado, asili nido e scuole dell’infanzia.

I punti vendita aderenti sono riconoscibili grazie al materiale promozionale esposto, e i codici possono essere assegnati tramite l’App “Noi amiamo la scuola”, disponibile per Android e iOS, selezionando l’istituto e inquadrando il codice. Tutte le scuole registrate sul sito www.noiamiamolascuola.it sono coinvolte nell’iniziativa.

Al termine dell’iniziativa la società promotrice verificherà i codici raccolti da ciascuna scuola sulla base dei dati e assegnerà buoni digitali per l’acquisto di articoli utili all’attività scolastica. Per poter partecipare alla graduatoria le scuole dovranno aver ricevuto almeno 50 QR code.  Alle scuole saranno attribuiti, tramite una graduatoria, Buoni Digitali del valore di 500 euro e 700 euro, in funzione al numero dei QR code ricevuti. Inoltre, sarà individuata la Best School, la scuola che avrà ricevuto più Codici QR da parte dei Clienti finali (una per insegna) alla quale sarà riconosciuta una Digital Gift Card del valore di € 3.000,00.

“Euroesse condivide i valori di prossimità e sostegno al territorio che da sempre caratterizzano il Gruppo VéGé,” – dichiara la F.lli Morgese Srl. – “Con questa iniziativa vogliamo contribuire alla crescita del nostro territorio, investendo nel futuro dei giovani e nella formazione.” La F.lli Morgese Srl, fondata negli anni ’60 e guidata dai fratelli Morgese, opera in Campania con una rete vendita totale di oltre 20 supermercati con circa 200 collaboratori l’azienda rappresenta una realtà solida e storica della distribuzione organizzata ed è stata tra i fondatori del Gruppo VéGé nel 1965, del quale fa nuovamente parte dal 2019.

Un viaggio tra gusto ed eleganza da Bellavista con Longo Speciality

Nel territorio collinare della Franciacorta, situato nell’entroterra del Lago d’Iseo, l’evento esclusivo che ha celebrato l’eccellenza enogastronomica italiana. Protagonista della serata è stata Longo Speciality, punto di riferimento nel mondo delle specialità gourmet, che ha scelto Bellavista, nota per la produzione di Franciacorta di alta qualità, quale sede dell’iniziativa.

Fondata nel 1961 da Consiglio e Carla Longo, Longo Speciality è oggi una delle realtà italiane più riconosciute nel settore dei regali enogastronomici aziendali di alta gamma. Nata come impresa familiare, l’azienda ha saputo evolversi nel tempo, mantenendo salde le proprie radici e allargando il proprio campo d’azione.

Giunta alla terza generazione, si distingue non solo per la qualità dei prodotti selezionati, ma anche per la capacità di innovare. L’azienda ha sviluppato una solida rete di export e un canale e-commerce dedicato alla vendita di specialità alimentari e vini italiani, portando l’eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo.

Tra le iniziative che hanno segnato il percorso dell’azienda, spiccano la fondazione dell’Enoteca Longo a Legnano nel 1983, oggi punto di riferimento per gli estimatori del buon bere, e la creazione della guida “Fuoricasello”, un progetto editoriale che valorizza le eccellenze gastronomiche italiane situate nei pressi delle principali arterie autostradali.

A testimonianza della sua storia e del suo legame con il territorio, Longo Speciality ha creato lo Spazio Longo, un vero e proprio museo d’impresa situato nella cantina originaria di San Giorgio su Legnano. Qui, tra documenti, oggetti e racconti, si ripercorre il cammino di un’azienda che ha fatto della passione per il gusto e della cura per il dettaglio il proprio tratto distintivo.

Lo Spazio Longo non è solo un tributo al passato, ma anche uno sguardo al futuro, grazie al coinvolgimento della terza generazione – Andrea, Cecilia e Giulia – che porta avanti con entusiasmo e innovazione l’eredità di famiglia.

C’è un legame chiaro e coerente tra la passione per il gusto e la cura del dettaglio che da sempre caratterizzano l’azienda Longo, e l’eleganza della cantina Bellavista. L’esperienza della serata prende il via proprio qui.

La visita alla cantina inizia con il racconto della visione ambiziosa di Vittorio Moretti, patron di Bellavista, e della sua instancabile ricerca della perfezione. Tutto è cominciato con pochi ettari di terra, una casa immersa nel verde e una piccola cantina accanto. Un progetto nato dal desiderio autentico di creare un vino da condividere con gli amici, in un’atmosfera familiare. Ma quel sogno, semplice e genuino, ha presto preso il volo.

La svolta arriva con i viaggi in Francia, dove Moretti entra in contatto con una cultura enologica profonda e radicata. In quei luoghi, il vino non è solo prodotto: è parte integrante della vita, della storia, dell’identità. Qui si apprende dai grandi maestri, si visitano cantine leggendarie, si respira un’aria nuova che ispira e trasforma.

Nel 1981 l’incontro con l’enologo Mattia Vezzola dà vita a uno stile unico, basato su tradizione e innovazione. Vezzola contribuisce a definire il profilo sensoriale dei vini Bellavista.

Questa visione, nutrita da esperienze internazionali e da un profondo rispetto per il territorio, prende forma concreta nel lavoro quotidiano in cantina. È qui che la filosofia Bellavista si traduce in pratica, a partire dalla cura meticolosa della produzione. La visita prosegue infatti tra le vasche di fermentazione, dove ci viene raccontato il processo di raccolta manuale delle uve, la selezione dei grappoli migliori e l’evoluzione delle tecniche di vinificazione.

La visita prosegue e scendiamo nella bottaia, uno degli ambienti più suggestivi della cantina. Qui ci vengono spiegate le differenze tra i materiali utilizzati nel tempo e le tempistiche di riposo a seconda della tipologia di vino. Percorriamo le gallerie storiche, scavate nella roccia e dedicate al riposo del vino. Qui, l’ambiente è fresco, silenzioso e perfettamente organizzato: migliaia di bottiglie sono disposte ordinatamente, suddivise per annata e tipologia.

In queste gallerie si svolge anche il remuage, il processo che consiste nel ruotare manualmente le bottiglie per far depositare i sedimenti nel collo. Mentre molte cantine hanno automatizzato questa fase, Bellavista continua a eseguirla a mano, mantenendo viva una tradizione che contribuisce alla qualità finale del prodotto.

Concludiamo la visita con un aperitivo, è il momento di degustare Alma Assemblage 2 Pas dosè.

Questo vino rappresenta al meglio il patrimonio vitivinicolo di Bellavista, un perfetto equilibrio tra tradizione, qualità e identità locale. Un perlage fine e persistente, con bollicine cremose e vivaci. Sentori di agrumi, zenzero e note minerali. Equilibrato al gusto, con aromi di cedro, limone ed erbe aromatiche. Una lunga persistenza.

La serata prosegue con la cena gourmet. È l’occasione perfetta per continuare a scoprire il legame tra i vini Bellavista e l’alta cucina, in un contesto che valorizza il territorio e la qualità. Cena curata nei minimi dettagli dal catering Arte del Sapore con i piatti del ristorante stella Michelin Acqua di Olgiate Olona, dove ogni piatto è stato ideato per abbinarsi al meglio con i vini della cantina:

  • Flan di porcini alle erbe di campo, Chutney di zucca, robiola tre latti abbinato al Brut Teatro Alla Scala 2020. È tra le etichette più rappresentative di Bellavista, espressione del suo stile raffinato. Alla vista si presenta con spuma fine e persistente, colore giallo paglierino intenso. Al naso emergono note minerali, agrumi, vaniglia e mandorla. Al palato è fresco, vivace, con un finale cremoso e minerale, elegante e pulito.
  • Ravioli al pomodoro secco, salsa al guanciale e ricotta salata accompagnati dal Franciacorta Rosé, questo Rosé è la declinazione intrigante e seducente del celebre e tradizionale spumante Bellavista, capace di unire la freschezza delle grandi bollicine alla delicata ma intensa struttura del Pinot Nero.
  • Controfiletto di cervo, jus ai mirtilli, purea di topinambur e pepe rosa con il Toscana IGT Merlot Quercegobbe, Rosso rubino intenso. Al naso spiccano frutti rossi, spezie e note balsamiche di mirto ed eucalipto. Al palato è elegante, fresco e sapido, con un finale lungo e armonioso.
  • Pera cotta all’hibiscus, mousse alle vinacce, polvere di sambuco incontra il Nectar. Demi-Sec da sole uve Chardonnay, provenienti da 30 vigneti collinari. I grappoli, appassiti in pianta, fermentano in parte in piccole botti di rovere. Dopo 4 anni di affinamento, il vino si presenta con profumi di frutta candita, miele e fiori. Al palato è morbido, cremoso e avvolgente.

Grazie alla sua profonda conoscenza del territorio e alla passione per l’eccellenza, Longo Speciality ha dato vita a un evento che ha saputo valorizzare le tradizioni locali, l’arte dell’ospitalità e il piacere dello stare insieme. Un’occasione speciale che ha messo in luce il meglio della cultura enogastronomica italiana, lasciando un ricordo vivido e confermando il ruolo centrale dell’azienda nella promozione del bello e del buono.

Un ruolo che trova la sua espressione più autentica nella capacità di trasformare questa ricerca di eccellenza in un linguaggio universale: quello del dono. Ogni confezione, ogni selezione, non è soltanto un insieme di prodotti scelti con cura, ma un gesto pensato per creare legami, emozioni e memoria condivisa. È in questa capacità di rendere il regalo un’esperienza che Longo trova la sua cifra più autentica e unica.

Prosit!

Otto sfumature di Sangiovese delle Terre di Pisa nella masterclass di Daniele Cernilli

Nel cuore di Pisa, tra le pareti austere del Salone ex Borsa Merci della Camera di Commercio, si è tenuta una masterclass che ha saputo coniugare rigore tecnico e profondità emozionale. A guidarci in questo viaggio sensoriale, Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, voce autorevole del panorama enologico italiano.

L’incontro, promosso dal Consorzio Vini Terre di Pisa nell’ambito della manifestazione Terre di Pisa Food & Wine Festival, ha esplorato l’identità autentica del Sangiovese in una delle sue espressioni più sorprendenti e forse meno raccontate: quella pisana.

Il Sangiovese, qui, non si impone. Si rivela. E lo fa attraverso il racconto di un territorio che, pur giovane nella sua configurazione consortile – nato nel 2018 – custodisce una tradizione agricola profonda, fatta di artigianalità, ricerca e rispetto per l’origine. Come ha sottolineato Cernilli, “è l’origine a determinare le espressioni del vitigno”: un concetto di terroir complessivo che si manifesta nel calice con sfumature figlie di suoli, altitudini, esposizioni e mani diverse.

La degustazione ha offerto un panorama coerente e variegato, articolato in otto interpretazioni in purezza, firmate da otto produttori del Consorzio. Ecco le etichette protagoniste:

  • Castelvecchio – Le Colline 2023 (Terricciola)
    Affinato 16 mesi in tonneau, si presenta con un rubino vivo e un naso di ciliegia e spezie. In bocca, l’acidità spinta e il tannino ancora vivo si rincorrono, generando un equilibrio dinamico. Il legno è ben dosato, il frutto resta integro.
  • Fattoria Uccelliera – Raggiungerti Adesso 2022 (Fauglia)
    Proveniente da vigneti vicini al mare, affina 12 mesi in tonneau francese. Note speziate e tabacco al naso, tannino evidente ma ben sostenuto da una freschezza ancora viva.
  • Podere La Chiesa – Opera in Rosso 2022 (Terricciola)
    24 mesi in rovere di Slavonia. Il colore è più limpido e chiaro, la ciliegia meno scura. Il tannino è più gentile, il profilo più classico. Un Sangiovese che parla con voce elegante e misurata.
  • Beconcini – Reciso 2021 (San Miniato)
    Annata severa, visione in riduzione con affinamento in botti grandi di Slavonia. Vino austero, destinato all’evoluzione. Ricorda certi Chianti Classico di Gaiole: profondo, verticale, di grande prospettiva.
  • Badia di Morrona – Vignaalta 2021 (Terricciola)
    Colore granato, grande alcolicità, affinamento in botte grande di rovere francese. Note di pietra focaia, frutto di un lungo contatto con le fecce fini. Complesso, stratificato, con un’anima chiantigiana.

  • Tenuta di Ghizzano – Mimesi 2021 (Ghizzano)
    Vinificato in anfora di cocciopesto, che consente micro-ossigenazione senza cessione aromatica. Il tannino è presente, il vino ancora giovane. Un esperimento raffinato, che unisce tecnica e sensibilità.
  • Vallorsi – Argante 2020 (Terricciola)
    Macerazione in acciaio, 12 mesi in tonneau. Sangiovese moderno, concentrato, con note di amarena e mandorla. Strutturato, avvolgente, con calore alcolico ben integrato. Un vino mediterraneo.
  • Fattoria Fibbiano – Ceppatella 2019 (Terricciola)
    Annata importante. Colore granato intenso, profumi di frutto maturo, grande ricchezza olfattiva. Imponente, solare, profondamente radicato nella collina pisana. Una chiusura potente e identitaria.

Questa masterclass ha restituito un’immagine nitida e affascinante del Sangiovese pisano: un vitigno credibile, capace di farsi trait d’union tra territori diversi, raccontando l’autenticità dei produttori attraverso le sue molteplici interpretazioni. Un’esperienza che conferma come, nelle Terre di Pisa, il Sangiovese non sia solo un vitigno: è una voce corale che parla di origine, ricerca e visione.

Hambo a Napoli, il gusto fa 90 quando la fame fa paura

Da un ex ricevitoria del banco lotto, a pochi passi da Piazzetta Ascensione e dal cuore pulsante di Chiaia, arriva Hambo con i panini ispirati alle ricette della tradizione italiana.

Napoli è da sempre legata ai numeri e alla cabala e Gennaro Natale e Luigi Crispino, titolari del piccolo locale in stile anni ’80, rievocano l’emozione di una scommessa nata per caso in un giorno di fine settembre.

Il progetto

Già esperti di ristorazione con Upnea – Salumeria Mediterranea – ed i piatti classici partenopei rivisitati in chiave moderna, hanno qui puntato sullo street food di qualità. Prendendo l’idea dalle ruote del Lotto, da Hambo di ripercorre un viaggio lungo lo Stivale con le specialità tipiche regionali.

Da Milano arriva la polenta, a Genova il pesto di basilico e poial sud Italia tra l’hamburger di salsiccia a Napoli e melanzane alla norma a Palermo. I numeri vincenti sono della smorfia: il 49 riferito a ’o piezz’e carne o il 50 o pane per restare, infine, a meraviglia col 72.

La selezione dei “panini vincenti” accontenta ogni gusto ed è rinvenibile in carta tutto l’anno. Hambo, Therno, Quatherna e Quinthina sono di fatto già richiestissimi dal pubblico. Ogni mese una ruota special che ad ottobre propone pastrami di manzo, caciocavallo, verdure di stagione e la salsa segreta barbeque della casa.

Prezzo medio 7 euro per le versioni semplici con un risparmio per la giocata multipla con aggiunta di bibita e contorno e 10 euro taglio fisso per i più farciti. Ad accompagnare le proposte gli sfizi tipici con patate fritte in vari gusti, alette di pollo e bao con pancia di maiale, per apetizer o variazione al menu.

Nella drink list alcolica un buon calice di vino del Sannio con la Falanghina e l’Aglianico dell’azienda Nifo Sarrapochiello, birra alla spina o l’immancabile cocktail spritz. Tutto è compostabile nel rispetto della sostenibilità ambientale e delle esigenze per i celiaci.

Le origini e il futuro

Da ex chimici farmaceutici, Gennaro e Luigi partirono 17 anni fa da un piccolo appartamento con alcune serate vernissage a cui accompagnare le proposte gastronomiche. Il successo dell’iniziativa li ha presto dirottati verso la ristorazione anche fuori dai confini italiani per poi stabilirsi a Napoli.

Infine, un corso di formazione con Gambero Rosso per imparare le tecniche di corretta preparazione e cottura degli alimenti. <<Per il futuro, modificando in positivo un motto pratico, posso dire che le nostre società sono utili se in numero “pari” inferiore a 3 – dichiara Gennaro Natale – Grazie alla nostra amicizia, forte sin dai tempi degli studi, sognamo di aprire altri punti vendita non in franchising, garantendo un rigoroso controllo per la clientela>>.

Gli assaggi

Palermo: filetto di tonno impanato nel corn flakes gluten free con melanzane a funghetti e ricotta salata

Milano Vegano: hamburger di polenta ai funghi porcini, crudocotto di scarola con cappoeri e olive e maionese vegan allo zafferano.

Genova: pesto con pomodorini secchi e provola originale e mediterraneo.

Quatherna: con hamburger, caciocavallo, pomodoro e lattuga con salsa Hambo Roma con pancia di maiale cotta a mo’ di porchetta, scamorza peperoncini verdi e maionese.

HAMBO
Via Ascensione 7
Napoli (NA)
aperto sempre pranzo e cena – domenica solo pranzo

La Grecia che non ti aspetti, nella patria di Ippocrate a scoprire i vini di Kos

Amo la Grecia da sempre, cresciuta a pane e mitologia, affascinata dalle menti di Platone, Socrate, Eraclito, ammiratrice di Pericle, Leonida e Alessandro il Grande e delle donne della Naoussa, che piuttosto che ritornare schiave dei Turchi, si gettarono con i loro figli in braccio nel fiume Arapitsa nel 1822.

Amo la Grecia per i suoi paesaggi, per il blu del mare, per il vento che non ti abbandona mai e quando posso, trovo sempre un motivo per salire su un aereo e ritornare. Agli inizi di Settembre sono stata per la prima volta a Kos, patria di Ippocrate, padre della medicina: un’isola davvero stupenda, con una antica tradizione vinicola.

 Ho avuto il piacere di visitare tre cantine, che mi hanno accolto con grande calore e interesse, e che restituiscono un’immagine diversa dell’isola, unica non solo per le spiagge: Hatziemmanouil, Akrani e Skevofilax.

Hatziemmanouil è una realtà storica che affonda le radici a fine Ottocento, con i vigneti di famiglia ad Asfendiou, sul versante nord-orientale. La Malagousia-Assyrtiko 2024 si presenta con un naso ricco di frutta matura e grafite, mentre la Kidonitsa 2024 lavora sulla freschezza e su un finale sapido.

L’Assyrtiko 2024, passato per sei mesi in rovere, aggiunge note fumé e di vaniglia al profilo agrumato, dimostrando struttura e longevità. Interessante anche il vino dolce Third Generation, da uve appassite, che intreccia fichi, miele e zafferano in un sorso ampio e vellutato.

A poca distanza, Ktima Akrani nasce dall’intuizione della famiglia Triantafyllopoulos, che ha ripreso a piantare vigne a Miniera negli anni Novanta. Il rebranding del 2020 ha portato un nome nuovo ma la filosofia è rimasta quella dell’accoglienza e della cura per le varietà locali.

L’Akrani White 2024, da Athiri e Assyrtiko, mostra un profilo floreale e agrumato con chiusura salina; la Malagousia 2024 affina in parte in legno e unisce aromi di litchi e pera a una persistenza elegante; il Rosé 2024, da Sauvignon Blanc e Cabernet, ha un colore luminoso e profumi di fragolina e ciliegia. Più profondo il Grenache 2022, affinato in barrique, con toni di prugna, vaniglia e spezie.

Skevofilax è la cantina più giovane tra le tre, guidata da Sakelaris Skevofilax. La Malagousia 2024 è fresca e aromatica, con albicocca e pesca in primo piano. L’Assyrtiko Tethalassomenos 2024 viene vinificato in legno, cemento e anfora: dorato nel colore, offre aromi di agrumi, miele e lentisco, con una chiusura lunga e salina. La retsina Pine Ritinitis è ottenuta in anfora con resina della Penisola Calcidica e sorprende per finezza e coerenza aromatica.

Tra i rossi, il Mavrothiriko 2023 porta in bottiglia un vitigno recuperato dalla vicina Nysiros: fruttato, con acidità vibrante e un legno ben dosato. Il Karidies Red 2020, Syrah affinato in rovere, gioca invece su prugna, pepe e tabacco. Chiude la gamma Kores, un vino dolce da Assyrtiko e Syrah, complesso e avvolgente, con note di frutta secca e spezie.

I vini prodotti sull’isola sono commercializzati per il consumo locale e talvolta arrivano ad Atene o a Rodi; alcune di queste realtà vitivinicole cominciano a guardare con curiosità anche ai mercati esteri, soprattutto al  Nord Europa, prevedendo un aumento sostenibile della produzione.

I vini che ho assaggiato si sposano sicuramente bene alla cucina greca- una fresca Kidonitsa con il saganaki , il formaggio fritto (il più buono in assoluto quello della taverna Avli a Zia), la malagousia con il pesce al formo e con i calamari alla griglia, i rossi con l’agnello con patate.

Insomma, la nostalgia sta crescendo e forse è quasi giunto il tempo di ripartire…

A Salerno la Gluten Free Experience: senza glutine, non senza piacere

Gusto e convivialità senza confini: Le Parùle presenta il menu senza confini. Giuseppe Pignalosa sfida i pregiudizi sul gluten free e inventa la vera pizza per tutti.

Il 15 ottobre la Pizzeria Le Parùle di Giuseppe Pignalosa, maestro riconosciuto per la sua filosofia di cucina legata al territorio e alla biodiversità, apre un nuovo capitolo con una serata-evento dedicata al mondo senza glutine che vedrà la partecipazione di Alfonso Del Forno, Giornalista Enogastronomico specializzato in alimentazione senza glutine e birra artigianale.

Giuseppe Pignalosa

Un menu senza compromessi, una sfida di gusto e sperimentazione: pizze appena sfornate, fritti partenopei, dolci e birre rigorosamente gluten free diventano protagonisti di un’esperienza pensata per chi convive con la celiachia e per tutti coloro che vogliono scoprire un nuovo linguaggio del piacere a tavola.

La serata si terrà in un ambiente coperto e riscaldato, pensato per accogliere e favorire la convivialità. Sarà possibile parcheggiare comodamente nei pressi, accedendo dall’ingresso principale di Marina d’Arechi.

Alfonso Del Forno

La pizza che sfida le regole e conquista il palato

Un progetto che nasce dall’esperienza diretta, dall’ascolto e dalla volontà di creare uno spazio autorevole e inclusivo, dove le esigenze dei celiaci incontrano la creatività di uno chef capace di valorizzare ogni ingrediente senza mai rinunciare al gusto.

Dal limite alla possibilità: la rivoluzione gluten free di Giuseppe Pignalosa

Mangiare senza glutine non deve mai significare mangiare senza scelta, senza gioia. Fino a pochi anni fa, proporre piatti e pizze senza glutine era per i ristoratori una sfida complessa: difficile reperire prodotti di qualità, spesso sostituiti da soluzioni standardizzate o surgelate, che mal si adattavano al gusto e alla tradizione mediterranea. Oggi, grazie alla crescente consapevolezza e all’impegno di produttori e chef, il “gluten free” è uscito dal recinto della necessità per trasformarsi in un linguaggio di inclusione, qualità e innovazione.

Il progetto di Giuseppe Pignalosa nasce da qui: dare forma a una cucina senza glutine, dove pizza, fritti e dolci raccontano la stessa storia di convivialità, artigianalità e amore per la materia prima. Un percorso reso possibile grazie all’alleanza con produttori che lavorano materie prime di eccellenza gluten free, costruendo così un modello sostenibile e replicabile.

La serata del 15 ottobre a Marina d’Arechi diventa un manifesto di cucina inclusiva: la dimostrazione che la pizza e i grandi classici partenopei possono essere vissuti da tutti, senza rinunce e con lo stesso piacere.

Dettagli evento:

📅 Data: 15 ottobre 2025

📍 Location: Le Parùle – Porto Marina d’Arechi, Salerno

Orario: dalle 20:00

NAM – Notte al Museo: quando l’arte non dorme mai

L’arte non chiude mai gli occhi, neanche di notte. È da questa suggestione che nasce NAM – Notte al Museo, il nuovo format culturale firmato NEA Connect, che trasforma i musei vesuviani in palcoscenici vivi, animati da visite guidate, musica, performance artistiche e momenti di socialità.

Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale n. 7/2003 e del Piano per la promozione culturale 2025, vuole offrire un’occasione di incontro tra memoria storica, innovazione e creatività contemporanea.

Un calendario legato agli anniversari della cultura

La Regione Campania ha scelto di dedicare il 2025 ad alcuni importanti anniversari, e NAM si inserisce perfettamente in questo percorso, rendendo omaggio a grandi figure della storia artistica e letteraria:

Elsa Morante, a 40 anni dalla morte

Eduardo Scarpetta, a 100 anni dalla morte

Luca Giordano, a 320 anni dalla morte

Ferdinando Sanfelice, a 350 anni dalla nascita

Torquato Tasso, a 430 anni dalla morte

Il primo appuntamento sarà un tributo a Luca Giordano, maestro del barocco napoletano. Le sale museali si trasformeranno in spazi immersivi, dove la sua eredità pittorica dialogherà con nuove forme espressive, tra installazioni ed esibizioni contemporanee.

Il format: un’esperienza tra arte, musica e networking. Ogni serata NAM segue un percorso esperienziale capace di unire cultura e intrattenimento:

Visite guidate alle collezioni e agli spazi museali, per restituire la profondità storica del patrimonio locale.

Performance artistiche di giovani talenti, che portano linguaggi e visioni della contemporaneità.

Esposizioni di realtà associative e aziende partner, a testimonianza di una rete di collaborazioni che unisce cultura, territorio e innovazione.

DJ set finale, per chiudere la notte in un clima di socialità e connessione.

Cultura come esperienza condivisa

«NAM non è solo un evento, ma un’occasione per restituire i musei al territorio, trasformandoli in luoghi di vita e relazione» – spiega Claudio Marcedula, Presidente di NEA Connect. «Grazie al contributo della Regione Campania possiamo dare forma a un progetto che unisce passato e futuro, memoria e innovazione, radici e nuove generazioni».

I prossimi appuntamenti:

Dopo l’omaggio a Giordano, tra novembre e dicembre le Notti al Museo saranno dedicate a Elsa Morante, Eduardo Scarpetta, Ferdinando Sanfelice e Torquato Tasso, offrendo al pubblico un itinerario unico capace di intrecciare storia, arte e creatività contemporanea.

Con NAM, i musei vesuviani si accendono di notte, diventando spazi dove la cultura non è solo da osservare, ma da vivere insieme.

Antica Distilleria Petrone: riportate in superficie le 450 bottiglie di Limoncello  dopo un anno di affinamento “sottomarino” nei fondali di Castel dell’Ovo a Napoli

Presentati i dati scientifici dello studio sull’Elixir Falernum

Venerdì 3 ottobre a Napoli il mondo degli spirits ha vissuto un’intensa giornata con i due appuntamenti organizzati dall’Antica Distilleria Petrone di Mondragone (CE), prima azienda in assoluto a livello mondiale a sottoporre nel 2021 una partita di bottiglie di liquore ad affinamento subacqueo.

L’emersione delle 450 bottiglie di limoncello    

La giornata ha avuto inizio in mattinata con l’emozionante emersione, al largo di Castel dell’Ovo, della cassa contenente le 450 bottiglie di limoncello che l’Antica Distilleria Petrone aveva posto in affinamento underwater il 25 settembre del 2024. L’operazione di recupero delle bottiglie dai fondali del porticciolo di Santa Lucia è stata effettuata in collaborazione con STS Servizi Tecnici Subacquei e ha visto il coinvolgimento dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli partecipanti al progetto MareNostrum, che ha tra i suoi sostenitori l’azienda casertana capitanata da Andrea Petrone.

Le bottiglie riportate in superficie, e per le quali la Distilleria Petrone sta creando un disciplinare ad hoc per la commercializzazione, verranno rivestite da un esclusivo packaging realizzato dai vincitori del contest “One more pack”, Vincenzo Volino e Sara Petrucci.

I risultati degli studi sull’Elixir Falernum

Nel pomeriggio presso il Real Yacht Club Canottieri Savoia, con la moderazione del giornalista Angelo Cerulo, sono stati presentati in anteprima alla stampa i risultati scientifici degli studi effettuati dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II sulle bottiglie di Elixir Falernum precedentemente emerse dalle acque di Mondragone. Le bottiglie immerse nel 2023 in prossimità dell’antica città sommersa di Sinuessa e riportate in superficie nel 2024 sono state oggetto di un’approfondita attività di ricerca da parte dei professori Pasquale Ferranti e Alessandro Genovesi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Salvatore Velotto dell’Università San Raffaele di Roma. Lo studio, che si è svolto i due fasi, ha messo a confronto 17 bottiglie affinate sott’acqua con altrettante bottiglie di controllo sottoposte al normale affinamento in cantina, selezionate utilizzando uno schema a croce per garantire un campionamento rappresentativo.

In pratica sono state prese bottiglie sia nella parte esterna della gabbia sia al centro seguendo la diagonale. Nella prima fase è stato impiegato un naso elettronico dotato di 10 sensori mentre nella seconda fase si è passati alle analisi chimico-fisiche. Lo studio ha portato a concludere che “l’ambiente subacqueo, caratterizzato dalla presenza di luce blu-verde e vibrazioni marine, ha contribuito alla maggiore formazione di furani e furanoni nei liquori invecchiati sott’acqua. Questi composti sono noti per arricchire il profilo aromatico con note di caramello, fragola, tostato e mandorla”. I campioni affinati in cantina, al contrario, hanno subìto un processo di invecchiamento più rapido rispetto ai campioni sottomarini.

Le bottiglie di limoncello appena riportate in superficie dopo un anno di affinamento a 13 metri di profondità cullate dalle correnti marine, a temperatura costante, al completo riparo dalle fasi lunari e in assenza di luce e ossigeno, verranno sottoposte allo stesso programma di ricerca per studiare in modo scientifico gli effetti della permanenza subacquea sulla maturazione dei distillati.

L’evento è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione di: Comune di Napoli, Marina Militare, Guardia Costiera, STS Servizi Tecnici Subacquei, ArcheoClub d’Italia, Reale Yacht Club Canottieri Savoia Napoli, SIRIP e YDigital Firm. Si ringraziano, inoltre, il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop, Casatiè e il Consorzio Vitica.

Antica Distilleria Petrone

Via Generale Giardino, 49

Mondragone (CE)

Tel. 0823 978047 www.distilleriapetrone.it

Zagrea, la prima guida dedicata ai vini da vigne a piede franco

Si chiamerà Zagrea la nuova guida dedicata ai vini nati da viti da vigne a piede franco, presentata dall’associazione Identità Mediterranea e dal suo fondatore Gaetano Cataldo durante la Conferenza Nazionale sulla viticoltura a piede franco alla Villa Campolieto di Ercolano.

Un progetto ambizioso che non mira a pubblicare la classica guida per orientare i fruitori all’interno di una specifica categoria di vini, ma si pone come obiettivo quello di sostenere la ricerca sulla viticoltura a piede franco in campo agronomico ed enologico.

Roberto Cipresso

Al convegno, insieme agli interventi istituzionali di Governo, Regione, Consorzi di tutela Vino ed Enti Locali, sono intervenuti: l’enologo e scrittore Roberto Cipresso, la Professoressa di Economia Agraria dell’Università Federico II Teresa Del Giudice, il presidente di Assoenologi Sardegna e direttore enologico di Casa Argiolas Marian Murru e l’agronomo Gaetano Conte di Vitis Rauscedo. A moderare il giornalista Gaetano Cataldo.

«La viticoltura a piede franco rappresenta ancora un territorio inesplorato sotto molti aspetti – spiega Cataldo – Sappiamo che la vite a piede franco ha trovato le condizioni ideali di sopravvivenza nei suoli vulcanici o sabbiosi, ma ancora oggi viene guardata con sospetto in quanto portatrice di fillossera. Anche le sterpaglie nei boschi rappresentano una possibile recrudescenza di incendi, ma non per questo estirpiamo boschi interi».

Gaetano Cataldo

Sottolineata infine la necessità di studiare a fondo la cosiddetta “vite integra” per comprendere a pieno i caratteri peculiari – innanzitutto una miglior tolleranza al cambiamento climatico – preservare il patrimonio esistente e pensare persino a nuovi impianti, laddove le condizioni siano favorevoli: «Non bisogna spingere a piantare il franco di piede in ogni luogo – interviene Gaetano Conte – Solo nelle zone con caratteristiche adatte si possono ottenere degli ottimi risultati».

In Italia la Sardegna rappresenta la Regione con maggior estensione di ettari vitati a piede franco, oltre 400, ma non siamo in grado di determinare quale sia l’effettiva estensione nel nostro Paese né tantomeno nel resto del mondo, volendo includere anche le vigne in stato di abbandono.

Teresa Del Giudice

Durante il convegno molti gli spunti d’interesse emersi: dalla necessità di salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturale, come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Vesuvio Ciro Giordano – a poche settimane dagli incendi che hanno devastato un intero versante del vulcano campano – all’esigenza di contestualizzare la viticoltura a piede franco in un tessuto più ampio legato al territorio e all’agricoltura, senza perdere di vista un progetto e un budget economico serio, come evidenziato dalla professoressa Del Giudice.

In maniera del tutto inconsueta, il progetto Zagrea si propone di vedere la luce all’interno di un ateneo universitario o tra più atenei congiunti (Sassari, Vicenza, Palermo, Napoli e Tbilisi i favoriti).

Il primo passo sarà quello di costituire una commissione scientifica multidisciplinare che sia in grado di approcciare in maniera sistematica la ricerca. Alcune sue componenti saranno anche parte di un panel di degustatori esperti in analisi sensoriale. Tra i nomi emersi quello dello stesso Roberto Cipresso, del fondatore della rivista Mediterranea Online Gianmarco Murru del ricercatore del CNR Stefano Del Lungo, della giornalista  Costanza Fregoni, del genetista Riccardo Aversano, della professoressa ed enologa Elisabetta Pittari, del sommelier di fama internazionale Charlie Arturaola.

Villa Campolieto

Zagrea sarà gratuita per il pubblico, divulgata in più lingue, sovvenzionata con il contributo delle cantine che ne entreranno a far parte ma anche di quei ristoranti la cui carta preveda almeno il 20% delle etichette da viti a piede franco. Da Zagrea si alimenterà anche il progetto UVA – Ungrafted Vine Ambassador – con lo scopo di creare ambasciatori della vigna a piede franco e dei vini da essa derivati.

D’altro canto nella mitologia greca Zagreus, divinità agreste figlio di Zeus e Persefone, fu smembrato e divorato dai Titani per ordine di Era, ma successivamente dal suo cuore, grazie all’intervento di Atena, dea di guerra e di saggezza, nacque Dioniso.

Nutrizione e solidarietà, il 7 ottobre a Milano Farine Varvello inaugura il mese della prevenzione con Fondazione Veronesi

Acquistando Farine Varvello si contribuirà alla raccolta fondi a sostegno della ricerca sui tumori femminili

Quest’anno il mese dedicato alla prevenzione avrà un sapore ancora più speciale. Farina Intera Varvello sceglie di scendere in campo al fianco della Fondazione Umberto Veronesi con un’iniziativa che unisce gusto, salute e solidarietà, trasformando la quotidianità della tavola in un gesto concreto di sostegno alla ricerca scientifica.

Dal 10 ottobre al 14 novembre 2025, per ogni chilo di Farina Intera Varvello acquistato dai punti vendita aderenti (panetterie, pizzerie e pasticcerie selezionate) e sull’e-commerce del sito di Farine Varvello, Varvello devolverà 0,05 centesimi di euro a Fondazione Umberto Veronesi a sostegno della ricerca sui tumori femminili.

Un convegno per inaugurare il mese della prevenzione

Ad aprire l’iniziativa sarà il convegno “Nutrizione e Prevenzione. Quanto pesa la farina?”, in programma il 7 ottobre alle ore 9.30 a Milano, presso il Talent Garden di Via Arcivescovo Calabiana 6, a moderare sarà la giornalista Emanuela Sorrentino.

Un momento di confronto che metterà al centro il ruolo dell’alimentazione e delle farine a basso indice glicemico nella prevenzione oncologica e metabolica.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione, oltre che di Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello, di esperti come Federico Bertuzzi, Diabetologo presso l’Ospedale Niguarda e Presidente regionale della Società Italiana Diabetologi; Laura Boldrini, medico oncologo presso lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Patrizia Gnagnarella, dietista, presidente regionale SINU Lombardia e ricercatrice presso IEO; Clelia Iacoviello, nutrizionista.

Il gusto che fa bene due volte

“Crediamo che la prevenzione inizi ogni giorno dalla tavola, con le nostre scelte alimentari quotidiane. Con Farina Intera Varvello vogliamo offrire un prodotto che unisce tradizione, gusto e benessere, e allo stesso tempo dare un contributo concreto alla ricerca scientifica”, commenta Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello & Co. Srl. Grazie a questa iniziativa, ogni ricetta preparata con Farina Intera Varvello si trasforma così un gesto che fa bene due volte: a chi la gusta e a chi potrà beneficiare dei progressi della ricerca.
Un progetto che esprime appieno lo spirito della campagna: “Il gusto di fare del bene”.