SNG Hotels e Marriott International, rinnovo della partnership

50 milioni di investimenti per gli hotel di proprietà dell’imprenditore Salvatore Naldi. Le strutture a Roma, Capri e Napoli

Un nuovo prestigioso accordo commerciale rinsalda il rapporto tra il gruppo SNG Hotels
dell’imprenditore Salvatore Naldi e il colosso dell’hotellerie mondiale Marriott International con un investimento complessivo di 50 milioni di euro.

L’ACCORDO
Il nuovo accordo appena siglato prevede un’importante novità con l’ingresso dell’albergo
Pazziella Garden and Suites di Capri nel portfolio del prestigioso brand The Luxury Collection, previsto per la stagione primavera-estate 2026.

Con il rinnovo del contratto di franchising anche il Marriott Grand Hotel Flora di Roma continuerà a far parte del gruppo Marriott International e a partire dalla fine del 2025 inizierà una ristrutturazione che si prevede verrà completata nel 2027 in seguito alla quale l’albergo entrerà nel portafoglio del brand The Luxury Collection di Marriott International.

IL REBRANDING
Un rebranding molto importante che colloca le strutture della SNG nel settore del lusso. Un’operazione nella quale Salvatore Naldi è stato affiancato dal figlio Francesco Naldi, Ceo del gruppo, che ha seguito tutte le fasi della contrattualità e le decisioni operative. Un progetto che partendo dalla tradizione familiare guarda al futuro con una nuova visione
imprenditoriale.

“Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto – afferma Salvatore Naldi – dopo trent’anni di partnership con Marriott questo nuovo accordo segna anche una nuova pagina della nostra storia insieme. Interverremo con lavori importanti che renderanno i nostri alberghi ancora più prestigiosi e competitivi”.

Il CEO Francesco Naldi aggiunge e spiega: “Marriott International con cui mio padre molti
anni fa ha deciso di unirsi con una grande visione imprenditoriale, è una realtà in costante sviluppo con cui abbiamo sempre lavorato con successo e sintonia di intenti. Il mercato del turismo internazionale richiede oggi continue innovazioni e noi abbiamo deciso questo rebranding dei nostri alberghi proprio affinché la SNG Hotels occupi sempre un ruolo di rilievo nel panorama dell’ospitalità nazionale ed internazionale”.

L’accordo è stato firmato dalla famiglia Naldi e dai responsabili di Marriott il vice presidente dello sviluppo di Marriott Sud Europa Gianleo Bosticco e il vice presidente dell’Asset Management EMEA Stefano San Martino. La SNG è stata assistita nella stesura del contratto dallo studio CMP Law con un team guidato dal Founding Partner avvocato Elio Cantore.

Rinnovo di accordo con Marriott anche per l’altro albergo della SNG, il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, che si conferma nel suo brand con una serie di importanti lavori che verranno effettuati nei prossimi anni per consolidare il suo posizionamento a Napoli, diventata sempre più destinazione del turismo internazionale e protagonista di grandi eventi come l’America’s Cup nel 2027.

Alla scoperta della carta degli oli extravergine d’oliva del Poseidonia Beach Club

tra territorio, gusto e abbinamenti perfetti

L’olio extravergine d’oliva sempre più protagonista in cucina. E c’è un beach club, in Cilento, che ne propone in tavola una selezione nel rispetto della territorialità, delle produzioni tipiche e delle coltivazioni pregiate.

Il Poseidonia Beach Club punta sull’olio come ingrediente e non condimento, un elemento – anzi un alimento – che esalta i sapori dei piatti in carta, che provenga da monovarietale o da un blend.

Gli oli protagonisti di questa raffinata selezione nascono, infatti, in un contesto territoriale unico: il Cilento culla di biodiversità, cultura agricola millenaria e paesaggi incontaminati.

Qui tra colline che guardano il mare e oliveti secolari, si coltivano varietà autoctone come la Pisciottana, la Salella e il Frantoio, che danno vita a extravergini dalla personalità inconfondibile. “Conoscere una carta degli oli è un po’ come leggere una carta dei vini – afferma il patron del Poseidonia Beach Club Gianni Rizzo -, significa entrare in sintonia con i sapori, rispettare le materie prime, fare un atto di amore verso il cibo. Ogni olio ha una voce propria e sceglierlo con consapevolezza può trasformare un piatto semplice in un’esperienza differente”.

Fattoria Ambrosio e Tenuta La Selva, custodi di questo patrimonio agricolo, valorizzano la qualità delle cultivar locali con metodi rispettosi dell’ambiente e della tradizione. Il risultato è un elenco di extravergini che raccontano il territorio in ogni goccia, portando in tavola l’identità più autentica del Mediterraneo.

Ecco la Carta degli Oli del Poseidonia Beach Club con i migliori abbinamenti per esaltarne le caratteristiche.

POSEIDONIA – L’eleganza dell’armonia

Blend di Frantoio Cammarotana e Pisciottana

Fruttato medio con sentori di erba fresca, foglia di pomodoro e mandorla verde. Al palato sprigiona un equilibrio tra note di carciofo, cardo e cicoria e un finale armonioso e bilanciato tra amaro e piccante. Poseidonia è raffinato e complesso.

Abbinamenti ideali

Piatti freschi e leggeri, come insalate, primi piatti vegetariani e pesce al vapore. Aggiunge un tocco di eleganza, esaltando la naturalezza degli ingredienti senza rubare la scena.

NORMA – Il tuttofare di classe

Blend FS17 e Frantoio

Fruttato delicato di erba e di foglia con spiccate note floreali, mandorla verde e foglia di pomodoro. Leggero sentore di amaro vegetale di rucola e radicchio che sfuma in piacevoli percezioni di piccante.

Abbinamenti ideali

Un olio dall’utilizzo versatile. Ideale per cucina di mare, carpacci di carne rossa, maionese artigianale, salse delicate, preparazioni orientali e persino pasticceria salata.
L’alleato perfetto per chi cerca eleganza e armonia.

FISKA – L’equilibrio perfetto

Monovarietale Pisciottana

Note di frutti di bosco e mandorla verde si intrecciano con un amaro leggero e un piccante persistente regalando un finale armonioso e avvolgente. Un olio che incanta con delicatezza.
Abbinamenti ideali

Piatti delicati comerisotti leggeri, frutti di mare, pesci magri e crudité, ma anche carni bianche magre. Esalta i sapori senza sovrastarli.

FIO’ – Il carattere deciso

Monovarietale Frantoio

Un extravergine dal carattere deciso e profumo intenso ed equilibrato. All’olfatto sprigiona note di frutta acerba e al palato un potente gusto tra amaro e piccante. Il suo sapore intenso e fruttato richiama note di mandorla amara, cardo e cicoria, con un finale dal cuore di carciofo.

Abbinamenti ideali

Bruschette rustiche, verdure grigliate, legumi, carni bianche, zuppe di pesce e alici marinate. Un olio per chi ama i contrasti intensi.

A CRIATURA – Il fresco Mediterraneo

Monovarietale Salella

Profumo di erba fresca appena tagliata e gusto vivace, tra l’amaro e il piccante, con un tocco fruttato di erba a foglia verde, foglia di pomodoro e mandorla unite a delicate sfumature floreali. Un olio che è un inno alla freschezza.

Abbinamenti ideali

Perfetto su insalate di stagione, carpacci di tonno, pesce grigliato e piatti leggeri a base di mare e vegetale. Ideale per la cucina estiva.

Scegliere l’olio giusto è un gesto di cultura.

Saranno Famosi nel Vino conquista Siena: due giorni tra eccellenze, territori e giovani promesse

Sotto il cielo di luglio, l’imponente Fortezza Medicea di Siena ha fatto da scenografia d’eccezione a “Saranno Famosi nel Vino”, manifestazione dedicata alle nuove generazioni del vino italiano giunta alla sua terza edizione, la prima nella città del Palio. Un appuntamento intenso, articolato in masterclass e degustazioni che hanno svelato il volto fresco e vitale della viticoltura contemporanea.

Masterclass d’autore: Leonardo Romanelli racconta la Vernaccia e i Vini Rosati

Guidata con garbo e sapienza dal direttore artistico Leonardo Romanelli, la prima masterclass ha messo in luce il potenziale della Vernaccia di San Gimignano. Vitigno dalla radice antichissima, primo vino italiano ad ottenere la DOC e successivamente la DOCG in Toscana, la Vernaccia è stata protagonista di un racconto sensoriale e tecnico, che ha visto in scena quattro aziende:

  • Arrigoni Pietra Serena, con le sue selezioni da vigne storiche, vinificate in legno ungherese e acciaio per esaltare struttura e aromaticità;
  • Tenuta Sovestro, interprete gastronomico della varietà, con una Vernaccia agile e fresca, affinata sulle fecce sottili;
  • Il Palagione, che predilige cemento e grandi botti, regalando un sorso ricco di erbe e agrumi;
  • Mormoraia, storica realtà da 100 ettari, che coniuga eleganza e potenza grazie a fermentazioni mirate e affinamenti sapienti.

Durante la masterclass dedicata ai rosati, Romanelli ha guidato la degustazione di un ventaglio di etichette che interpretano con freschezza e creatività il potenziale del Sangiovese e di altri vitigni autoctoni:

·  Tenuta Sovestro (San Gimignano): Rosato da Sangiovese e Vernaccia, color confetto, freschezza vivace, note di frutti rossi come ribes e lampone.

·  Barlettaio (Chianti Classico): Rosato da Sangiovese, intenso al naso, ciliegia, ribes, mirtillo, erbe aromatiche, struttura alcolica importante.

·  Corte Domina (Radda in Chianti): Rosato contemporaneo da Sangiovese e Merlot, profumi di fragolina, pepe bianco, agrumeto, erba cipollina.

·  Colle Paradiso (Capraia e Limite): Rosato più tradizionale da Sangiovese, ciliegia matura, sentori di confettura, lieve presenza tannica.

·  Nenci (Chiusi): Rosato con spiccata componente agrumata e grande freschezza.

·  Ridolfi (Montalcino): Pet-Nat 100% Sangiovese, vino frizzante, note di fragolina ed erbe aromatiche fini, bollicina vivace e acidità composta.

·  Casa alle Vacche (San Gimignano): Rosato da Canaiolo, Colorino e Sangiovese, intenso al naso, composto, piacevole.

·  Mantellassi (Maremma): Rosato da Ciliegiolo, delicato, ciliegia e pepe bianco, succoso e armonico.

·  Fattoria Casabianca (Bucine, AR): Rosato opulento, con vena aranciata, ciliegia sciroppata, prugna, note di alloro e scorza d’arancia, acidità ritardata.

Giovani realtà e territori emergenti

Tra i tanti banchi di degustazione, alcuni interessanti interpreti da tutta Italia.

Da Colle Val d’Elsa (SI), Galognano della giovane e talentuosa Erika Ciappelli; dalla Sardegna, Sonoravinae con un interessante progetto vino-musica e l’azienda vitivinicola Montisci Vitzizzai bella realtà della Sardegna interna parte dell’Associazione Mamojà. Dal Piemonte i Fratelli Manera Winery e dalla Lombardia, Corte Viazza, tutti portatori di visioni fresche e sperimentazioni consapevoli che meritano di essere seguite.

“Saranno Famosi nel Vino” non è solo una rassegna: è un manifesto per un’Italia enologica più giovane, curiosa e capace di abbracciare il futuro senza dimenticare le proprie radici. Siena ha risposto con entusiasmo, accogliendo produttori, professionisti e appassionati con calore e partecipazione.

“Con il Cuore nel Piatto”: l’enogastronomia incontra la solidarietà

Il 26 giugno 2025 a Magliano Sabina si è svolta anche quest’anno la bellissima iniziativa “Con il Cuore nel Piatto”, una splendida serata di beneficenza nella suggestiva Tenuta del Ristorante degli Angeli. 

L’evento è ormai alla sua undicesima edizione nella suggestiva scena naturale della provincia reatina: propone la collaborazione tra alta cucina, iniziative di solidarietà e bellezza paesaggistica. Una partecipazione di centinaia di buongustai contributori ha reso ancora quest’anno la serata indimenticabile per successo e per spirito solidale.

Autrice dell’evento è la chef Laura Marciani, personaggio di valore nel tessuto sociale della Sabina e di Roma: da un’esperienza personale familiare terribile, la perdita di un figlio, lei ci racconta con una dolcezza rara il modo in cui nasce 11 anni fa l’esigenza di un’esperienza che fonde la sensibilità verso la ricerca medico-scientifica con le professionalità affermatissime di chef amici e solidali, provenienti da ristoranti stellati. 

La missione di quest’edizione è la raccolta fondi per il “Centro Clinico NEMO” presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, in sostegno all’assistenza e alla ricerca per i bambini affetti da gravi patologie neuromuscolari. Sul sito e sui profili social dell’evento sono disponibili le rendicontazioni di ogni altra missione di raccolta fondi promossa nelle edizioni precedenti.

Sono presenti le istituzioni di zona, impegnate a sostenere questa iniziativa ogni anno, al fianco di un programma di attività volte a promuovere un territorio mediano tra Umbria e Roma, come la Sabina e la Tuscia, portandolo alla conoscenza del vasto pubblico di amanti della enogastronomia italiana. C’è indubbiamente una identità reatina che si affianca alle presenze di chef e prodotti di tutta Italia: un fervore solidale tipico di questa cultura locale.

Ma andiamo al “Cuore” dell’evento

Il concept è una cena enogastronomica sotto le stelle, coordinata dall’ospite chef Laura Marciani e strutturata con postazioni di cucina e assaggio diffuse tra piscina, parco, chiesetta e giardini: 60 postazioni gourmet animano un percorso sensoriale senza precedenti per interpretazioni creative, con 82 chef provenienti da tutta Italia impegnati in creazioni d’autore – dagli antipasti ai dessert – preparati e serviti al momento. Ne risulta una formula di degustazione libera e immersiva, in un contesto naturale d’eccezione di cui vi diamo conto fotografico minimo.

Accanto alla cucina, una selezione di cantine italiane,  sake, gin e distillati artigianali, salumi e formaggi d’eccellenza, dolci raffinati, creme spalmabili, cioccolato e gelati firmati da maestri pasticceri.

Alcune novità di quest’anno sono le selezioni di Carol Agostini, allestitrice dell’evento e della comunicazione con Papillae.

Si inizia con i lombardissimi salumi e prosciutti d’oca di cascina, dell’azienda Quack di Greta Pavan, in abbinamento ai freschissimi vini veneti di Tenuta Solar di Andrea Bolla; la frutta Martorana del Maestro Alessandro Marchese in abbinamento ai vini della Tenuta Borgolano di Donatella Quaroni. Ma è presente anche la Sabina con chef come Gli Ambasciatori del Territorio dell’Osteria del Vecchio Orologio, o le creazioni de Il Casaletto, o Gabriele Amicucci e la sua cucina fatta di processi essenziali e protettivi del gusto naturale degli elementi. 

Ed è un’inenarrabile sarabanda di gusti, di specialità e creatività tutta italiana, ad abbracciare presenze locali come i celebratissimi vini de La Madeleine; toscane, come il leggendario Brunello di Montalcino Riserva di Poggio degli Ulivi, oppure della Campania con Roberto Guarino e i sughi Vestalia davvero eccezionali per freschezza, in mezzo a creazioni degli chef tra i più noti della penisola Sorrentina. Non mancano le presenze romane con Le Tamerici e con lo chef Francesco Apreda di The Pantheon.

Nell’evento c’è anche la musica dal vivo, di classe e a corredo di ambientazioni eleganti, affluenti a un gran finale di premiazioni accompagnate allo spettacolo pirotecnico che ha illuminato la notte sabina.

Il percorso degustativo si conclude con una notevole selezione pasticciera e gelataia di zona, tra cui spicca una degustazione di gelati biologici aspersi con gocce di olio extravergine di oliva da cultivar locali di eccezionale fattura.

Accompagnati dal Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese della cantina Dhéon, rimane davvero notevole il gusto e il ricordo che lasciano, di una serata multicolore e poliedrica per spunti creativi, al centro della quale resta innalzato il valore sociale del sostegno alla ricerca contro le malattie neuromuscolari dell’infanzia.

Anche quest’anno, Il Cuore ha dialogato con il Piatto in un evento vissuto e da raccontare, condividere, con il gusto e con il cuore.

Furore conosce un nuovo talento in cucina: Vito Piccolo e il suo Melchiò animano la Divina Costiera

Vito e Caterina Piccolo, coniugi nella vita e nel lavoro, esperti di quanto possa dar gioia agli ospiti nelle loro strutture accoglienti, sulla costa di Furore, epicentro della mondanità e del buon gusto. Il vino certamente, territorio di quel faro illuminante chiamato Marisa Cuomo.

Ma anche il cibo e la cucina gourmet, con un ristorante a misura d’uomo, basato su una terrazza a sfioro completamente ristrutturata con vetrate che raccontano la poesia del panorama marino.

Vito, gavetta con i gourmet locali più interessanti; Caterina sua fedele compagna e assistente, che prepara dolci in maniera elegante conservando quel pizzico di artigianalità tanto amato nel nostro made in Italy.

Se proprio bisogna trovare il cosiddetto pelo nell’uovo, a volte la cura maniacale nei piatti richiederebbe maggior leggerezza; in fin dei conti il protagonista principale di Melchiò è la scelta del pescato quotidiano freschissimo, grazie agli accordi con pescatori a chilometro zero.

La vena mediterranea delle ricette si unisce agli elementi di stagione colorati e salutari, con una ricca scelta di verdure sempre presenti. Il nostro viaggio comincia dalle frittelle di cavolfiore, un ricordo d’infanzia mai sopito.

La quenelle di rana pescatrice su pane panko completa il quadro di sapori degli appetizer d’ingresso. Segue una ricciola condita in salsa di soia e colatura d’alici con pepe bianco intenso da controllare bene nel dosaggio.

Il carpaccio di gamberi rossi del Tirreno con fior di sale e lampone, su finale di caviale e chips di patate viola resta uno dei preferiti per delicatezza e verve cromatica. Si continua con insalati d’astice e verdure croccanti lavorate da Vito a mo’ di pinzimonio.

Asparagi, zucchine, finocchi, cavolfiore e patate con zafferano più fiori di zucca fritti si uniscono alla salsa da corallo d’astice e peperone crusco. Interessante e contemporaneo il servizio al cartoccio.

Gli antipasti terminano con baccalà in olio cottura, lemon grass e alici fresche accompagnate da pinoli, arance e zenzero. Ottima combinazione di freschezza e materie eccellenti.

Tra i primi, lo spaghettone del pastificio Ducato d’Amalfi con ricci di mare e zucchine fritte, rivisitazione estrosa della Nerano o il risotto al tartufo con scampi marinati, salsa di spinaci, asparagi e fiori di zucca al parmigiano reggiano.

Finale con spiedo di pesce da pepite di scampi, triglia, pezzogna, ricciola e chi più ne ha, spennellati alla barbecue.

Le coccole dolci confermano la grande attitudine di Vito e Caterina a fare le cose per bene dall’inizio alla fine, con dessert curati e mai banali pur nella visione tradizionale. Classica la millefoglie scomposta al cioccolato bianco, internazionale e immancabile la cheesecake con namelaka alle fragole, per finire su brownie e altre delizie tutte a mano.

Il servizio di sala è gestito dal giovane e promettente Rocco, appena 18 anni e già innamorato del mestiere. Compatta la selezione vini, privilegiando ovviamente le cantine della Costiera Amafitana, perché qui ogni cosa ha un senso paradisiaco.

Umbria: Cantine Etiche – Ethical Wine, Ethical People

Lo scorso 28 giugno a Firenze, presso il Ristorante Lungarno 23 è stato presentato il progetto Cantine Etiche – Ethical Wine, Ethical People, rete d’impresa umbra. Si tratta di un gruppo di 5 imprenditori, diversi tra loro sia per la produzione vitivinicola che per l’accoglienza turistica.

Sono legati però da un comune stile d’impresa, attento non solo alla sostenibilità economica ma anche a quella ambientale e sociale, con affinità di supporto vicendevole all’interno di uno stesso schema. Visioni convergenti sul piano delle vendite, con l’obbiettivo di migliorare anche il contesto paesaggistico in cui operano e ristrutturare antichi casali o palazzi centenari.

Alla base la sottoscrizione di un Codice Etico che si basa su norme di conformità fiscali, sociali, ambientali e di sicurezza alimentare e del lavoro, valorizzazione delle risorse umane, chiarezza nei rapporti commerciali, soddisfazione dei clienti per i prodotti erogati e prodotti di qualità. I produttori presenti hanno illustrato la propria azienda ed i loro vini, moderati da Maddalena Mazzeschi (Comunicazione, Marketing e Pubbliche Relazioni del vino).

Villa Bucher – L’ azienda si trova a San Venanzo nel cuore dell’Umbria, vanta circa 7 ettari di vigneti su suoli vulcanici, posti a circa 450 metri s.l.m. Di proprietà dello svizzero Oliver Bucher, grande estimatore di vini bordolesi, che decise di piantare varietà come Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon per i rossi nonché Chardonnay e Sauvignon Blanc per i bianchi. Arroccata su una collina panoramica con degustazioni all’interno di una originale Orangerie, il sito internet di riferimento è https://www.villabucher.com

Tenuta dei Mori – Posta in zona collinare, vicino al Borgo di Villanova. La famiglia Vicaroni ha vissuto in questo lembo di Umbria. Nel 2014 riporta l’azienda a nuova vita, impiantando varietà autoctone e internazionali. La superficie vitata si estende su 12,5 ettari. A disposizione degli enoturisti alcuni appartamenti, dotati di ogni comfort e all’esterno una piscina in travertino. Sito di riferimento: https://tenutadeimori.com/.

Santo Iolo – Situata a Narni, considerata la patria del Ciliegiolo, immersa tra le dolci colline del polmone verde d’Italia ad altitudini elevate, le vigne affondano le proprie radici su terreni ricchi di materiali fossili. Una piccola realtà che segue personalmente tutte le fasi produttive sino alla commercializzazione. Da anni fanno parte dei Vignaioli Indipendenti FIVI. Nell’antico casale vi è la possibilità di trascorrere una vacanza, all’ insegna della pace e della tranquillità e una piscina a sale tra gli olivi. Sito di riferimento: https//www.santoiolo.com.

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Marchesi Ruffo della Scaletta – L’azienda è situata a Narni e si estende su una superficie di 650 ettari. Oggi al timone dell’azienda c’è il dinamico Rufo Ruffo. I vigneti occupano 30 ettari, divisi equamente in due colline attigue ad altimetrie che si attestano dai 200 ai 250 metri s.l.m. . Le varietà su terreni con presenza di fossili marini sono autoctone, come, grechetto, malvasia, vermentino, sangiovese e ciliegiolo. La conduzione agronomica è integrata e vanta un impianto di biogas per l’energia rinnovabile. La cantina si trova in un ex convento Sito di riferimento: https://ruffodellascaletta.com.

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I vini degustati

1.Villa Bucher “Auro Bianco” 2024 IGT Umbria – Grechetto 80% e Sauvignon 20%.
2. Tenuta dei Mori “Stratus” 2024 IGT Umbria bianco – Vermentino 60%, Trebbiano 20% e Verdicchio 20%.
3. Santo Iolo “Pratalia” 2023 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
4. Santo Iolo “Pratalia in anfora” 2022 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
5. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Nar” 2024 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
6. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Boccapiega” 2024 IGT Umbria Grechetto – Grechetto 100%.
7. Marchesi Ruffo Della Scaletta Ciliegiolo di Narni rosato 2024 IGT – Ciliegiolo 100%.
8. Marchesi Ruffo Della Scaletta Ciliegiolo di Narni 2023 IGT – Ciliegiolo 100%.
9. Villa Bucher “Auro Rosso” 2023 IGT Umbria – Cabernet Franc 100%,
10. Villa Bucher “Rosso Vulcano” 2022 IGT Umbria – Merlot 100%.
11. Tenuta dei Mori “Cumulus” 2022 IGT Umbria rosso – Sangiovese, Refosco e Alicante.
12. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Podere Montini“ 2022 Ciliegiolo di Narni IGT – Ciliegiolo 100%.
13. Tenuta dei Mori “Altocumulus” 2020 IGT Umbria rosso – Sangiovese, Refosco e Alicante.
14. Santo Iolo “Malbec” 2020 IGT Umbria – Malbec 100%.
15. Santo Iolo 2017 IGT Umbria rosso – Cabernet, Merlot e Syrah.

100 Best Italian Rosé celebra l’International Rosé Day

Sarà presentata il 18 Luglio al Parco Archeologico di Sibari, in occasione di Vinitaly and the City in Calabria, la quinta edizione della guida 100 Best Italian Rosé, curata da Antonella Amodio, Chiara Giorleo, Adele Elisabetta Granieri e Raffaele Mosca.

La mission è quella di promuovere i migliori rosati italiani, stilando una classifica dei migliori 100, decretati attraverso un attento lavoro di selezione, seguito dalla degustazione, svolta rigorosamente alla cieca, e consentito grazie al prezioso supporto dei partner: DsGlass, Sorì e Il Torchio. Che si chiami rosato, blush, rosé o vino rosa, la categoria ha attirato su di sé un’attenzione senza precedenti per fascino e numeri. Il successo di mercato ha stimolato i produttori a orientarsi verso la qualità, basta solo fare attenzione a non appiattirsi su un unico modello, quello del vino esclusivamente scarico e leggero.

L’Italia è il Paese che può guidare verso la declinazione di stili territoriali per vitigno, condizioni e tradizioni locali e la guida 100 Best Italian Rosé nasce proprio per dare una forma a questo movimento. Dopo 5 anni il successo si misura in manifestazioni di interesse crescenti su tutti i fronti, corollario di un lavoro di selezione ogni anno più complesso. Oltre alle zone tradizionalmente vocate, come il Garda, l’Abruzzo e il Salento, ogni anno emergono territori e vitigni da scoprire. Questo ha portato all’idea di aprirsi ai territori di confine come Ticino e Slovenia.

L’abbinamento a tavola riscuote sempre più consensi: il rosato, infatti, offre un perfetto equilibrio tra freschezza e complessità, permettendo di spaziare con creatività tra diverse preparazioni. Le sue note fruttate, la vivace acidità e la delicatezza dei tannini lo rendono adatto sia per esaltare i sapori che per bilanciarli, creando abbinamenti armonici e sorprendenti. Le carte dei vini dei ristoranti dedicano sempre più spazio a questa tipologia, che si conferma una scelta moderna e trasversale, capace di valorizzare la cucina con eleganza e personalità.

Anche l’evoluzione nel tempo è argomento molto sentito: i rosati sono sempre stati condizionati dalla preferenza del mercato per le annate estremamente giovani e fresche, ma esistono anche vini che evolvono molto bene, come ad esempio i Cerasuolo d’Abruzzo – più scuri, concentrati e quindi longevi per natura – insieme ad altri che, per quanto apparentemente più leggeri e chiari, hanno la freschezza e il corpo giusto per affrontare il tempo.

Capri, Campanella by Quattro Passi tra rivisitazioni e grandi classici

Mellino e la sua cucina incanta l’isola azzurra. Nel giardino di Pazziella Garden & Suites atmosfera intima e ricercata

Dalla Fettuccina alle Nerano alla Caprese dal cuore caldo, poi ci sono i Faraglioni, la Sogliola e tanto altro: dall’antipasto al dolce in un mix di tradizione, rivisitazione e contemporaneità. Che sia per il pranzo in giardino o per la cena godendosi la frescura serale, il menu di Campanella by Quattro Passi si fa sempre più accattivante. 

Il ristorante è all’interno del boutique hotel Pazziella Garden & Suites, guidato dal general manager Alfonso Saraco, ed è raggiungibile da via Fuorlovado o da via Camerelle, a pochi passi dalla celebre piazzetta. Un’idea di cucina che rispetta le materie prime e la stagionalità per un innovativo progetto che unisce la visione creativa dello chef 3 stelle Michelin Fabrizio Mellino e quella imprenditoriale del Ceo di Pazziella, Francesco Naldi. 

Nel menu, che sta ottenendo tanti consensi tra turisti italiani e stranieri, si ritrovano identità, profonda cultura gastronomica, memoria e raffinatezza contemporanea.  Ad eseguire i piatti la brigata del resident chef Angelo Fumeto, sous chef è Aniello Guerriero, chef de partie Anna Durante. 

In sala il maître Angelo Romano accoglie gli ospiti tra profumi mediterranei e sentori dell’isola azzurra. E per un drink accattivante ecco le creazioni del barman Marco Gunetti, tra cui il suo signature cocktail “Il Conte a Napoli” o la selezione vini da una carta ben curata, con alcune perle italiane ed estere.

Campanella è aperto dalle 12.30 alle 15 a pranzo (dopo è disponibile la carta snack di P Garden Lounge Bar) e a cena dalle ore 19.30 alle 22.30.

Postcardfrom Cilento 2025: la guida gratuita che racconta la Dieta Mediterranea attraverso paesi, ricette e volti autentici

Comunicato Stampa

È stata presentata l’ottava edizione di Postcardfrom Cilento, la più grande guida gratuita dedicata al Cilento. Un progetto editoriale che ogni anno cresce, mantenendo intatta la sua missione: raccontare il territorio attraverso i suoi sapori, le sue storie, le sue persone.

La presentazione si è svolta a Paestum, alle porte del Cilento, presso San Salvatore, luogo emblematico e simbolico, che, con le sue molteplici anime – Cucina, Dispensa, Latteria e Tenute – è un vero compendio vivente della Dieta Mediterranea, emblema di uno stile di vita lento e sostenibile.

Questa nuova edizione 2025 si presenta con 27 paesi raccontati, 164 pagine in formato rivista, una versione digitale bilingue (italiano/inglese) e un sito completamente rinnovato (www.postcardfrom.it), con servizio di geolocalizzazione e una grande novità: sotto ogni scheda, un video che completa e arricchisce il racconto scritto.

“Postcardfrom Cilento” non è solo una guida turistico enogastronomica. È un diario di bordo che attraversa il Cilento più vero, dalle montagne al mare, dalle mani dei produttori a quelle degli chef. Dentro ci sono le ricette della tradizione, i pani e le pizze fatte in casa, le storie di chi resta, lavora e custodisce un patrimonio culturale che è patrimonio dell’umanità.

La guida è completamente gratuita ed è scaricabile dal sito nella sua versione digitale ed è distribuita in formato cartaceo su tutto il territorio cilentano, nei punti di accoglienza turistica Cilentomania, negli esercizi selezionati e in tutte le principali fiere del turismo e della ristorazione in Italia. Un lavoro corale che ogni anno coinvolge una rete di realtà virtuose che credono nel valore del racconto autentico.

Ogni anno Postcardfrom Cilento edita ricette realizzate da chef cilentani e da chef e pizzaioli internazionali valorizzando i prodotti simbolo del territorio. Quest’anno, ad esempio, troviamo Errico Porzio, fra i migliori pizzaioli della 50 Top Pizza, che ha realizzato le zeppole ai fiori di campo cilentani.

I partner di quest’anno: Caputo – Il Mulino di Napoli, Ferrarelle, Pastificio Di Martino, San Salvatore, Solania, Storie di Pane, Studio Calling.

Main Sponsor: Caseificio Il Granato, Pizzeria Mo Veng, Villaggio Le Palme.

La guida è libera da logiche pubblicitarie, nessuno paga per essere inserito: ogni scheda è frutto di un’esperienza vissuta, raccontata con onestà, dedizione e stile. In otto anni siamo passati da un piccolo formato A5 a un prodotto editoriale maturo, che si legge e si sfoglia come una rivista, ma si vive come un viaggio personale attraverso il Cilento” – racconta Bruno Sodano, curatore e ideatore del progetto.

Dal sito interattivo alle edizioni internazionali, dalle nuove video-storie alle collaborazioni sempre più solide con il territorio, Postcardfrom Cilento continua a crescere senza perdere il suo passo lento, quello che serve per guardarsi intorno e capire dove si è davvero. Nel Cilento.

Contatti stampa

Bruno Sodano

brunosodano@gmail.com | hello@postcardfrom.it

+39 338 6961863

www.postcardfrom.it

Lombardia: Costa Jels – Dalle viscere della terra il Metodo Classico di Nove Lune

Alessandro Sala, patron della cantina Nove Lune, ha presentato alla stampa la sua ultima creazione: il Metodo Classico Costa Jels, che affina in miniera per 60 mesi, frutto di un progetto lungo anni. Un vino che rappresenta l’innovazione e la sostenibilità nel mondo enologico.

Siamo a Gorno, piccolo comune della Val del Riso ad un’altitudine di 830 m s.l.m. in provincia di Bergamo, qui si trova il complesso minerario, ormai in disuso, Costa Jels.

La Miniera è stata produttiva dall’Ottocento agli inizi degli anni Ottanta, ma la sua storia risale all’epoca romana, quando veniva estratto il minerale rossastro ora noto come calamina. Qui venivano mandati i condannati al carcere per “cavar il metallo” (damnatio ad metalla).

La storia prosegue nel periodo medievale, anche se non si hanno notizie documentate sulla continuazione dell’attività estrattiva. Si sa però con certezza che riprense nel 1500, quando un ingegnere illustre, Leonardo da Vinci, si recò in visita alla miniera. Nel 1800 si registrò un forte sviluppo del comparto estrattivo, fino ai tempi recenti.

Ancora oggi sono ancora ben riconoscibili gli impianti minerari ormai dismessi: gallerie, teleferiche, binari.

L’evento di presentazione ha dato l’opportunità di esplorare le gallerie sotterranee, accompagnati da guide locali, tra i cunicoli che svelano il lavoro faticoso dei “minadur” (minatori) e dei “galecc” (ragazzi addetti al trasporto a spalla di minerale) e quello paziente delle “taissine” (cernitici di minerale). Racconti di sofferenze, di dolore, ma anche di tanta umanità e solidarietà che hanno visto protagonista la gente del luogo.

All’ingresso uno spazio riservato allo stoccaggio delle bottiglie, un ambiente molto particolare con condizioni differenti rispetto a quelle di una tradizionale cantina: temperatura costante di 10 gradi, umidità al 95%, assenza di luce e vibrazioni.

Ogni dettaglio è stato meticolosamente studiato per creare un prodotto unico nel suo genere. La selezione delle uve Bronner, Johanniter e Souvignier Gris, varietà che grazie alla loro naturale resistenza alle malattie richiedono pochissimi trattamenti chimici, rappresenta il punto di partenza di questa creazione.

Il mosto, privo di residui, viene lavorato nella moderna cantina di Cenate Sopra, dove, dopo la fermentazione, inizia il suo lungo percorso di affinamento. Il vino sosta per circa un anno e mezzo in cantina, diviso tra barrique di rovere francese e contenitori in acciaio, atti a svilupparne complessità e carattere.

Dopo le operazioni di tiraggio, le bottiglie vengono adagiate nel ventre della montagna, dove rimarranno almeno altri cinque anni sui lieviti. Al termine di questa lunga maturazione, e raggiunta la maturità desiderata, le bottiglie vengono riportate in cantina per le fasi di remuage, sboccatura e confezionamento, completando così un processo di affinamento naturale e rigoroso.

La conclusione del giro è in un’ampia caverna, luogo suggestivo dove l’illuminazione calda e soffusa crea un gioco di ombre e luci che mette in risalto le pareti rocciose. L’aria umida si percepisce dalle goccioline di condensa sul calice una volta versato il vino.

Ad attenderci un ricco buffet di prelibatezze locali (i formaggi dell’Azienda Agricola La Masù prodotti con latte di capra e affinati in grotta sono qualcosa di strepitoso) e Alessandro con Gabriele (l’altro enologo della cantina): il momento tanto atteso è infine arrivato, e le bottiglie sono pronte per essere stappate.

Arriviamo alla degustazione: un perlage ricco, paglierino tenue; note olfattive che ricordano la nocciola tostata, frutta matura (mela e pera) e un’acidità vibrante con bella cremosità di bocca a chiudere sul finale. 

L’Ecomuseo della Miniera di Gorno è una rigorosa conservazione del patrimonio minerario, il merito di Alessandro Sala è stato ed è quello di contribuire alla sua valorizzazione:

“Mi accorgo pertanto della fortuna che mi è stata data, la fortuna di poter fare qualcosa affinché quei cunicoli bui e inospitali inseriti come ferite nel ventre della montagna potessero rivivere e con essi tutte le persone che hanno lasciato molto, anche la vita per realizzarli. Le virtù dei padri potranno essere ricordate continuando ad estrarre dalla montagna, certo non più polverosi minerali ma un prodotto che possa dare gioia e serenità, quasi potesse sussurrare che le loro fatiche non sono state vane e stanno ancora dando dei meravigliosi frutti”.

Il valore aggiunto di questa collaborazione è rappresentato ora dalla possibilità offerta a quanti lo desiderino di partecipare a visite esperienziali con il racconto della vita e del lavoro dei minatori e con una degustazione degli eccellenti vini di Nove Lune.

Prosit!

https://www.nove-lune.com