Otto sfumature di Sangiovese delle Terre di Pisa nella masterclass di Daniele Cernilli

Nel cuore di Pisa, tra le pareti austere del Salone ex Borsa Merci della Camera di Commercio, si è tenuta una masterclass che ha saputo coniugare rigore tecnico e profondità emozionale. A guidarci in questo viaggio sensoriale, Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, voce autorevole del panorama enologico italiano.

L’incontro, promosso dal Consorzio Vini Terre di Pisa nell’ambito della manifestazione Terre di Pisa Food & Wine Festival, ha esplorato l’identità autentica del Sangiovese in una delle sue espressioni più sorprendenti e forse meno raccontate: quella pisana.

Il Sangiovese, qui, non si impone. Si rivela. E lo fa attraverso il racconto di un territorio che, pur giovane nella sua configurazione consortile – nato nel 2018 – custodisce una tradizione agricola profonda, fatta di artigianalità, ricerca e rispetto per l’origine. Come ha sottolineato Cernilli, “è l’origine a determinare le espressioni del vitigno”: un concetto di terroir complessivo che si manifesta nel calice con sfumature figlie di suoli, altitudini, esposizioni e mani diverse.

La degustazione ha offerto un panorama coerente e variegato, articolato in otto interpretazioni in purezza, firmate da otto produttori del Consorzio. Ecco le etichette protagoniste:

  • Castelvecchio – Le Colline 2023 (Terricciola)
    Affinato 16 mesi in tonneau, si presenta con un rubino vivo e un naso di ciliegia e spezie. In bocca, l’acidità spinta e il tannino ancora vivo si rincorrono, generando un equilibrio dinamico. Il legno è ben dosato, il frutto resta integro.
  • Fattoria Uccelliera – Raggiungerti Adesso 2022 (Fauglia)
    Proveniente da vigneti vicini al mare, affina 12 mesi in tonneau francese. Note speziate e tabacco al naso, tannino evidente ma ben sostenuto da una freschezza ancora viva.
  • Podere La Chiesa – Opera in Rosso 2022 (Terricciola)
    24 mesi in rovere di Slavonia. Il colore è più limpido e chiaro, la ciliegia meno scura. Il tannino è più gentile, il profilo più classico. Un Sangiovese che parla con voce elegante e misurata.
  • Beconcini – Reciso 2021 (San Miniato)
    Annata severa, visione in riduzione con affinamento in botti grandi di Slavonia. Vino austero, destinato all’evoluzione. Ricorda certi Chianti Classico di Gaiole: profondo, verticale, di grande prospettiva.
  • Badia di Morrona – Vignaalta 2021 (Terricciola)
    Colore granato, grande alcolicità, affinamento in botte grande di rovere francese. Note di pietra focaia, frutto di un lungo contatto con le fecce fini. Complesso, stratificato, con un’anima chiantigiana.

  • Tenuta di Ghizzano – Mimesi 2021 (Ghizzano)
    Vinificato in anfora di cocciopesto, che consente micro-ossigenazione senza cessione aromatica. Il tannino è presente, il vino ancora giovane. Un esperimento raffinato, che unisce tecnica e sensibilità.
  • Vallorsi – Argante 2020 (Terricciola)
    Macerazione in acciaio, 12 mesi in tonneau. Sangiovese moderno, concentrato, con note di amarena e mandorla. Strutturato, avvolgente, con calore alcolico ben integrato. Un vino mediterraneo.
  • Fattoria Fibbiano – Ceppatella 2019 (Terricciola)
    Annata importante. Colore granato intenso, profumi di frutto maturo, grande ricchezza olfattiva. Imponente, solare, profondamente radicato nella collina pisana. Una chiusura potente e identitaria.

Questa masterclass ha restituito un’immagine nitida e affascinante del Sangiovese pisano: un vitigno credibile, capace di farsi trait d’union tra territori diversi, raccontando l’autenticità dei produttori attraverso le sue molteplici interpretazioni. Un’esperienza che conferma come, nelle Terre di Pisa, il Sangiovese non sia solo un vitigno: è una voce corale che parla di origine, ricerca e visione.

Hambo a Napoli, il gusto fa 90 quando la fame fa paura

Da un ex ricevitoria del banco lotto, a pochi passi da Piazzetta Ascensione e dal cuore pulsante di Chiaia, arriva Hambo con i panini ispirati alle ricette della tradizione italiana.

Napoli è da sempre legata ai numeri e alla cabala e Gennaro Natale e Luigi Crispino, titolari del piccolo locale in stile anni ’80, rievocano l’emozione di una scommessa nata per caso in un giorno di fine settembre.

Il progetto

Già esperti di ristorazione con Upnea – Salumeria Mediterranea – ed i piatti classici partenopei rivisitati in chiave moderna, hanno qui puntato sullo street food di qualità. Prendendo l’idea dalle ruote del Lotto, da Hambo di ripercorre un viaggio lungo lo Stivale con le specialità tipiche regionali.

Da Milano arriva la polenta, a Genova il pesto di basilico e poial sud Italia tra l’hamburger di salsiccia a Napoli e melanzane alla norma a Palermo. I numeri vincenti sono della smorfia: il 49 riferito a ’o piezz’e carne o il 50 o pane per restare, infine, a meraviglia col 72.

La selezione dei “panini vincenti” accontenta ogni gusto ed è rinvenibile in carta tutto l’anno. Hambo, Therno, Quatherna e Quinthina sono di fatto già richiestissimi dal pubblico. Ogni mese una ruota special che ad ottobre propone pastrami di manzo, caciocavallo, verdure di stagione e la salsa segreta barbeque della casa.

Prezzo medio 7 euro per le versioni semplici con un risparmio per la giocata multipla con aggiunta di bibita e contorno e 10 euro taglio fisso per i più farciti. Ad accompagnare le proposte gli sfizi tipici con patate fritte in vari gusti, alette di pollo e bao con pancia di maiale, per apetizer o variazione al menu.

Nella drink list alcolica un buon calice di vino del Sannio con la Falanghina e l’Aglianico dell’azienda Nifo Sarrapochiello, birra alla spina o l’immancabile cocktail spritz. Tutto è compostabile nel rispetto della sostenibilità ambientale e delle esigenze per i celiaci.

Le origini e il futuro

Da ex chimici farmaceutici, Gennaro e Luigi partirono 17 anni fa da un piccolo appartamento con alcune serate vernissage a cui accompagnare le proposte gastronomiche. Il successo dell’iniziativa li ha presto dirottati verso la ristorazione anche fuori dai confini italiani per poi stabilirsi a Napoli.

Infine, un corso di formazione con Gambero Rosso per imparare le tecniche di corretta preparazione e cottura degli alimenti. <<Per il futuro, modificando in positivo un motto pratico, posso dire che le nostre società sono utili se in numero “pari” inferiore a 3 – dichiara Gennaro Natale – Grazie alla nostra amicizia, forte sin dai tempi degli studi, sognamo di aprire altri punti vendita non in franchising, garantendo un rigoroso controllo per la clientela>>.

Gli assaggi

Palermo: filetto di tonno impanato nel corn flakes gluten free con melanzane a funghetti e ricotta salata

Milano Vegano: hamburger di polenta ai funghi porcini, crudocotto di scarola con cappoeri e olive e maionese vegan allo zafferano.

Genova: pesto con pomodorini secchi e provola originale e mediterraneo.

Quatherna: con hamburger, caciocavallo, pomodoro e lattuga con salsa Hambo Roma con pancia di maiale cotta a mo’ di porchetta, scamorza peperoncini verdi e maionese.

HAMBO
Via Ascensione 7
Napoli (NA)
aperto sempre pranzo e cena – domenica solo pranzo

La Grecia che non ti aspetti, nella patria di Ippocrate a scoprire i vini di Kos

Amo la Grecia da sempre, cresciuta a pane e mitologia, affascinata dalle menti di Platone, Socrate, Eraclito, ammiratrice di Pericle, Leonida e Alessandro il Grande e delle donne della Naoussa, che piuttosto che ritornare schiave dei Turchi, si gettarono con i loro figli in braccio nel fiume Arapitsa nel 1822.

Amo la Grecia per i suoi paesaggi, per il blu del mare, per il vento che non ti abbandona mai e quando posso, trovo sempre un motivo per salire su un aereo e ritornare. Agli inizi di Settembre sono stata per la prima volta a Kos, patria di Ippocrate, padre della medicina: un’isola davvero stupenda, con una antica tradizione vinicola.

 Ho avuto il piacere di visitare tre cantine, che mi hanno accolto con grande calore e interesse, e che restituiscono un’immagine diversa dell’isola, unica non solo per le spiagge: Hatziemmanouil, Akrani e Skevofilax.

Hatziemmanouil è una realtà storica che affonda le radici a fine Ottocento, con i vigneti di famiglia ad Asfendiou, sul versante nord-orientale. La Malagousia-Assyrtiko 2024 si presenta con un naso ricco di frutta matura e grafite, mentre la Kidonitsa 2024 lavora sulla freschezza e su un finale sapido.

L’Assyrtiko 2024, passato per sei mesi in rovere, aggiunge note fumé e di vaniglia al profilo agrumato, dimostrando struttura e longevità. Interessante anche il vino dolce Third Generation, da uve appassite, che intreccia fichi, miele e zafferano in un sorso ampio e vellutato.

A poca distanza, Ktima Akrani nasce dall’intuizione della famiglia Triantafyllopoulos, che ha ripreso a piantare vigne a Miniera negli anni Novanta. Il rebranding del 2020 ha portato un nome nuovo ma la filosofia è rimasta quella dell’accoglienza e della cura per le varietà locali.

L’Akrani White 2024, da Athiri e Assyrtiko, mostra un profilo floreale e agrumato con chiusura salina; la Malagousia 2024 affina in parte in legno e unisce aromi di litchi e pera a una persistenza elegante; il Rosé 2024, da Sauvignon Blanc e Cabernet, ha un colore luminoso e profumi di fragolina e ciliegia. Più profondo il Grenache 2022, affinato in barrique, con toni di prugna, vaniglia e spezie.

Skevofilax è la cantina più giovane tra le tre, guidata da Sakelaris Skevofilax. La Malagousia 2024 è fresca e aromatica, con albicocca e pesca in primo piano. L’Assyrtiko Tethalassomenos 2024 viene vinificato in legno, cemento e anfora: dorato nel colore, offre aromi di agrumi, miele e lentisco, con una chiusura lunga e salina. La retsina Pine Ritinitis è ottenuta in anfora con resina della Penisola Calcidica e sorprende per finezza e coerenza aromatica.

Tra i rossi, il Mavrothiriko 2023 porta in bottiglia un vitigno recuperato dalla vicina Nysiros: fruttato, con acidità vibrante e un legno ben dosato. Il Karidies Red 2020, Syrah affinato in rovere, gioca invece su prugna, pepe e tabacco. Chiude la gamma Kores, un vino dolce da Assyrtiko e Syrah, complesso e avvolgente, con note di frutta secca e spezie.

I vini prodotti sull’isola sono commercializzati per il consumo locale e talvolta arrivano ad Atene o a Rodi; alcune di queste realtà vitivinicole cominciano a guardare con curiosità anche ai mercati esteri, soprattutto al  Nord Europa, prevedendo un aumento sostenibile della produzione.

I vini che ho assaggiato si sposano sicuramente bene alla cucina greca- una fresca Kidonitsa con il saganaki , il formaggio fritto (il più buono in assoluto quello della taverna Avli a Zia), la malagousia con il pesce al formo e con i calamari alla griglia, i rossi con l’agnello con patate.

Insomma, la nostalgia sta crescendo e forse è quasi giunto il tempo di ripartire…

A Salerno la Gluten Free Experience: senza glutine, non senza piacere

Gusto e convivialità senza confini: Le Parùle presenta il menu senza confini. Giuseppe Pignalosa sfida i pregiudizi sul gluten free e inventa la vera pizza per tutti.

Il 15 ottobre la Pizzeria Le Parùle di Giuseppe Pignalosa, maestro riconosciuto per la sua filosofia di cucina legata al territorio e alla biodiversità, apre un nuovo capitolo con una serata-evento dedicata al mondo senza glutine che vedrà la partecipazione di Alfonso Del Forno, Giornalista Enogastronomico specializzato in alimentazione senza glutine e birra artigianale.

Giuseppe Pignalosa

Un menu senza compromessi, una sfida di gusto e sperimentazione: pizze appena sfornate, fritti partenopei, dolci e birre rigorosamente gluten free diventano protagonisti di un’esperienza pensata per chi convive con la celiachia e per tutti coloro che vogliono scoprire un nuovo linguaggio del piacere a tavola.

La serata si terrà in un ambiente coperto e riscaldato, pensato per accogliere e favorire la convivialità. Sarà possibile parcheggiare comodamente nei pressi, accedendo dall’ingresso principale di Marina d’Arechi.

Alfonso Del Forno

La pizza che sfida le regole e conquista il palato

Un progetto che nasce dall’esperienza diretta, dall’ascolto e dalla volontà di creare uno spazio autorevole e inclusivo, dove le esigenze dei celiaci incontrano la creatività di uno chef capace di valorizzare ogni ingrediente senza mai rinunciare al gusto.

Dal limite alla possibilità: la rivoluzione gluten free di Giuseppe Pignalosa

Mangiare senza glutine non deve mai significare mangiare senza scelta, senza gioia. Fino a pochi anni fa, proporre piatti e pizze senza glutine era per i ristoratori una sfida complessa: difficile reperire prodotti di qualità, spesso sostituiti da soluzioni standardizzate o surgelate, che mal si adattavano al gusto e alla tradizione mediterranea. Oggi, grazie alla crescente consapevolezza e all’impegno di produttori e chef, il “gluten free” è uscito dal recinto della necessità per trasformarsi in un linguaggio di inclusione, qualità e innovazione.

Il progetto di Giuseppe Pignalosa nasce da qui: dare forma a una cucina senza glutine, dove pizza, fritti e dolci raccontano la stessa storia di convivialità, artigianalità e amore per la materia prima. Un percorso reso possibile grazie all’alleanza con produttori che lavorano materie prime di eccellenza gluten free, costruendo così un modello sostenibile e replicabile.

La serata del 15 ottobre a Marina d’Arechi diventa un manifesto di cucina inclusiva: la dimostrazione che la pizza e i grandi classici partenopei possono essere vissuti da tutti, senza rinunce e con lo stesso piacere.

Dettagli evento:

📅 Data: 15 ottobre 2025

📍 Location: Le Parùle – Porto Marina d’Arechi, Salerno

Orario: dalle 20:00

NAM – Notte al Museo: quando l’arte non dorme mai

L’arte non chiude mai gli occhi, neanche di notte. È da questa suggestione che nasce NAM – Notte al Museo, il nuovo format culturale firmato NEA Connect, che trasforma i musei vesuviani in palcoscenici vivi, animati da visite guidate, musica, performance artistiche e momenti di socialità.

Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale n. 7/2003 e del Piano per la promozione culturale 2025, vuole offrire un’occasione di incontro tra memoria storica, innovazione e creatività contemporanea.

Un calendario legato agli anniversari della cultura

La Regione Campania ha scelto di dedicare il 2025 ad alcuni importanti anniversari, e NAM si inserisce perfettamente in questo percorso, rendendo omaggio a grandi figure della storia artistica e letteraria:

Elsa Morante, a 40 anni dalla morte

Eduardo Scarpetta, a 100 anni dalla morte

Luca Giordano, a 320 anni dalla morte

Ferdinando Sanfelice, a 350 anni dalla nascita

Torquato Tasso, a 430 anni dalla morte

Il primo appuntamento sarà un tributo a Luca Giordano, maestro del barocco napoletano. Le sale museali si trasformeranno in spazi immersivi, dove la sua eredità pittorica dialogherà con nuove forme espressive, tra installazioni ed esibizioni contemporanee.

Il format: un’esperienza tra arte, musica e networking. Ogni serata NAM segue un percorso esperienziale capace di unire cultura e intrattenimento:

Visite guidate alle collezioni e agli spazi museali, per restituire la profondità storica del patrimonio locale.

Performance artistiche di giovani talenti, che portano linguaggi e visioni della contemporaneità.

Esposizioni di realtà associative e aziende partner, a testimonianza di una rete di collaborazioni che unisce cultura, territorio e innovazione.

DJ set finale, per chiudere la notte in un clima di socialità e connessione.

Cultura come esperienza condivisa

«NAM non è solo un evento, ma un’occasione per restituire i musei al territorio, trasformandoli in luoghi di vita e relazione» – spiega Claudio Marcedula, Presidente di NEA Connect. «Grazie al contributo della Regione Campania possiamo dare forma a un progetto che unisce passato e futuro, memoria e innovazione, radici e nuove generazioni».

I prossimi appuntamenti:

Dopo l’omaggio a Giordano, tra novembre e dicembre le Notti al Museo saranno dedicate a Elsa Morante, Eduardo Scarpetta, Ferdinando Sanfelice e Torquato Tasso, offrendo al pubblico un itinerario unico capace di intrecciare storia, arte e creatività contemporanea.

Con NAM, i musei vesuviani si accendono di notte, diventando spazi dove la cultura non è solo da osservare, ma da vivere insieme.

Antica Distilleria Petrone: riportate in superficie le 450 bottiglie di Limoncello  dopo un anno di affinamento “sottomarino” nei fondali di Castel dell’Ovo a Napoli

Presentati i dati scientifici dello studio sull’Elixir Falernum

Venerdì 3 ottobre a Napoli il mondo degli spirits ha vissuto un’intensa giornata con i due appuntamenti organizzati dall’Antica Distilleria Petrone di Mondragone (CE), prima azienda in assoluto a livello mondiale a sottoporre nel 2021 una partita di bottiglie di liquore ad affinamento subacqueo.

L’emersione delle 450 bottiglie di limoncello    

La giornata ha avuto inizio in mattinata con l’emozionante emersione, al largo di Castel dell’Ovo, della cassa contenente le 450 bottiglie di limoncello che l’Antica Distilleria Petrone aveva posto in affinamento underwater il 25 settembre del 2024. L’operazione di recupero delle bottiglie dai fondali del porticciolo di Santa Lucia è stata effettuata in collaborazione con STS Servizi Tecnici Subacquei e ha visto il coinvolgimento dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli partecipanti al progetto MareNostrum, che ha tra i suoi sostenitori l’azienda casertana capitanata da Andrea Petrone.

Le bottiglie riportate in superficie, e per le quali la Distilleria Petrone sta creando un disciplinare ad hoc per la commercializzazione, verranno rivestite da un esclusivo packaging realizzato dai vincitori del contest “One more pack”, Vincenzo Volino e Sara Petrucci.

I risultati degli studi sull’Elixir Falernum

Nel pomeriggio presso il Real Yacht Club Canottieri Savoia, con la moderazione del giornalista Angelo Cerulo, sono stati presentati in anteprima alla stampa i risultati scientifici degli studi effettuati dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II sulle bottiglie di Elixir Falernum precedentemente emerse dalle acque di Mondragone. Le bottiglie immerse nel 2023 in prossimità dell’antica città sommersa di Sinuessa e riportate in superficie nel 2024 sono state oggetto di un’approfondita attività di ricerca da parte dei professori Pasquale Ferranti e Alessandro Genovesi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Salvatore Velotto dell’Università San Raffaele di Roma. Lo studio, che si è svolto i due fasi, ha messo a confronto 17 bottiglie affinate sott’acqua con altrettante bottiglie di controllo sottoposte al normale affinamento in cantina, selezionate utilizzando uno schema a croce per garantire un campionamento rappresentativo.

In pratica sono state prese bottiglie sia nella parte esterna della gabbia sia al centro seguendo la diagonale. Nella prima fase è stato impiegato un naso elettronico dotato di 10 sensori mentre nella seconda fase si è passati alle analisi chimico-fisiche. Lo studio ha portato a concludere che “l’ambiente subacqueo, caratterizzato dalla presenza di luce blu-verde e vibrazioni marine, ha contribuito alla maggiore formazione di furani e furanoni nei liquori invecchiati sott’acqua. Questi composti sono noti per arricchire il profilo aromatico con note di caramello, fragola, tostato e mandorla”. I campioni affinati in cantina, al contrario, hanno subìto un processo di invecchiamento più rapido rispetto ai campioni sottomarini.

Le bottiglie di limoncello appena riportate in superficie dopo un anno di affinamento a 13 metri di profondità cullate dalle correnti marine, a temperatura costante, al completo riparo dalle fasi lunari e in assenza di luce e ossigeno, verranno sottoposte allo stesso programma di ricerca per studiare in modo scientifico gli effetti della permanenza subacquea sulla maturazione dei distillati.

L’evento è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione di: Comune di Napoli, Marina Militare, Guardia Costiera, STS Servizi Tecnici Subacquei, ArcheoClub d’Italia, Reale Yacht Club Canottieri Savoia Napoli, SIRIP e YDigital Firm. Si ringraziano, inoltre, il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop, Casatiè e il Consorzio Vitica.

Antica Distilleria Petrone

Via Generale Giardino, 49

Mondragone (CE)

Tel. 0823 978047 www.distilleriapetrone.it

Zagrea, la prima guida dedicata ai vini da vigne a piede franco

Si chiamerà Zagrea la nuova guida dedicata ai vini nati da viti da vigne a piede franco, presentata dall’associazione Identità Mediterranea e dal suo fondatore Gaetano Cataldo durante la Conferenza Nazionale sulla viticoltura a piede franco alla Villa Campolieto di Ercolano.

Un progetto ambizioso che non mira a pubblicare la classica guida per orientare i fruitori all’interno di una specifica categoria di vini, ma si pone come obiettivo quello di sostenere la ricerca sulla viticoltura a piede franco in campo agronomico ed enologico.

Roberto Cipresso

Al convegno, insieme agli interventi istituzionali di Governo, Regione, Consorzi di tutela Vino ed Enti Locali, sono intervenuti: l’enologo e scrittore Roberto Cipresso, la Professoressa di Economia Agraria dell’Università Federico II Teresa Del Giudice, il presidente di Assoenologi Sardegna e direttore enologico di Casa Argiolas Marian Murru e l’agronomo Gaetano Conte di Vitis Rauscedo. A moderare il giornalista Gaetano Cataldo.

«La viticoltura a piede franco rappresenta ancora un territorio inesplorato sotto molti aspetti – spiega Cataldo – Sappiamo che la vite a piede franco ha trovato le condizioni ideali di sopravvivenza nei suoli vulcanici o sabbiosi, ma ancora oggi viene guardata con sospetto in quanto portatrice di fillossera. Anche le sterpaglie nei boschi rappresentano una possibile recrudescenza di incendi, ma non per questo estirpiamo boschi interi».

Gaetano Cataldo

Sottolineata infine la necessità di studiare a fondo la cosiddetta “vite integra” per comprendere a pieno i caratteri peculiari – innanzitutto una miglior tolleranza al cambiamento climatico – preservare il patrimonio esistente e pensare persino a nuovi impianti, laddove le condizioni siano favorevoli: «Non bisogna spingere a piantare il franco di piede in ogni luogo – interviene Gaetano Conte – Solo nelle zone con caratteristiche adatte si possono ottenere degli ottimi risultati».

In Italia la Sardegna rappresenta la Regione con maggior estensione di ettari vitati a piede franco, oltre 400, ma non siamo in grado di determinare quale sia l’effettiva estensione nel nostro Paese né tantomeno nel resto del mondo, volendo includere anche le vigne in stato di abbandono.

Teresa Del Giudice

Durante il convegno molti gli spunti d’interesse emersi: dalla necessità di salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturale, come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Vesuvio Ciro Giordano – a poche settimane dagli incendi che hanno devastato un intero versante del vulcano campano – all’esigenza di contestualizzare la viticoltura a piede franco in un tessuto più ampio legato al territorio e all’agricoltura, senza perdere di vista un progetto e un budget economico serio, come evidenziato dalla professoressa Del Giudice.

In maniera del tutto inconsueta, il progetto Zagrea si propone di vedere la luce all’interno di un ateneo universitario o tra più atenei congiunti (Sassari, Vicenza, Palermo, Napoli e Tbilisi i favoriti).

Il primo passo sarà quello di costituire una commissione scientifica multidisciplinare che sia in grado di approcciare in maniera sistematica la ricerca. Alcune sue componenti saranno anche parte di un panel di degustatori esperti in analisi sensoriale. Tra i nomi emersi quello dello stesso Roberto Cipresso, del fondatore della rivista Mediterranea Online Gianmarco Murru del ricercatore del CNR Stefano Del Lungo, della giornalista  Costanza Fregoni, del genetista Riccardo Aversano, della professoressa ed enologa Elisabetta Pittari, del sommelier di fama internazionale Charlie Arturaola.

Villa Campolieto

Zagrea sarà gratuita per il pubblico, divulgata in più lingue, sovvenzionata con il contributo delle cantine che ne entreranno a far parte ma anche di quei ristoranti la cui carta preveda almeno il 20% delle etichette da viti a piede franco. Da Zagrea si alimenterà anche il progetto UVA – Ungrafted Vine Ambassador – con lo scopo di creare ambasciatori della vigna a piede franco e dei vini da essa derivati.

D’altro canto nella mitologia greca Zagreus, divinità agreste figlio di Zeus e Persefone, fu smembrato e divorato dai Titani per ordine di Era, ma successivamente dal suo cuore, grazie all’intervento di Atena, dea di guerra e di saggezza, nacque Dioniso.

Nutrizione e solidarietà, il 7 ottobre a Milano Farine Varvello inaugura il mese della prevenzione con Fondazione Veronesi

Acquistando Farine Varvello si contribuirà alla raccolta fondi a sostegno della ricerca sui tumori femminili

Quest’anno il mese dedicato alla prevenzione avrà un sapore ancora più speciale. Farina Intera Varvello sceglie di scendere in campo al fianco della Fondazione Umberto Veronesi con un’iniziativa che unisce gusto, salute e solidarietà, trasformando la quotidianità della tavola in un gesto concreto di sostegno alla ricerca scientifica.

Dal 10 ottobre al 14 novembre 2025, per ogni chilo di Farina Intera Varvello acquistato dai punti vendita aderenti (panetterie, pizzerie e pasticcerie selezionate) e sull’e-commerce del sito di Farine Varvello, Varvello devolverà 0,05 centesimi di euro a Fondazione Umberto Veronesi a sostegno della ricerca sui tumori femminili.

Un convegno per inaugurare il mese della prevenzione

Ad aprire l’iniziativa sarà il convegno “Nutrizione e Prevenzione. Quanto pesa la farina?”, in programma il 7 ottobre alle ore 9.30 a Milano, presso il Talent Garden di Via Arcivescovo Calabiana 6, a moderare sarà la giornalista Emanuela Sorrentino.

Un momento di confronto che metterà al centro il ruolo dell’alimentazione e delle farine a basso indice glicemico nella prevenzione oncologica e metabolica.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione, oltre che di Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello, di esperti come Federico Bertuzzi, Diabetologo presso l’Ospedale Niguarda e Presidente regionale della Società Italiana Diabetologi; Laura Boldrini, medico oncologo presso lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Patrizia Gnagnarella, dietista, presidente regionale SINU Lombardia e ricercatrice presso IEO; Clelia Iacoviello, nutrizionista.

Il gusto che fa bene due volte

“Crediamo che la prevenzione inizi ogni giorno dalla tavola, con le nostre scelte alimentari quotidiane. Con Farina Intera Varvello vogliamo offrire un prodotto che unisce tradizione, gusto e benessere, e allo stesso tempo dare un contributo concreto alla ricerca scientifica”, commenta Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello & Co. Srl. Grazie a questa iniziativa, ogni ricetta preparata con Farina Intera Varvello si trasforma così un gesto che fa bene due volte: a chi la gusta e a chi potrà beneficiare dei progressi della ricerca.
Un progetto che esprime appieno lo spirito della campagna: “Il gusto di fare del bene”.

Al Maximall Pompeii arrivano i “Back To You Wellness Days”: dal 28 Settembre al 3 Ottobre il benessere diventa protagonista

Talk motivazionali, sessioni di allenamento live, incontri ispirazionali su alimentazione e stili di vita con undici tra i migliori wellness ambassador del territorio.

NAPOLI, 25 settembre – Il MaxiMall Pompeii si prepara a trasformarsi in una vera e propria arena del benessere. Dal 28 settembre al 3 ottobre arriva la prima edizione dei “Back to You Wellness Days”, sei giornate gratuite dedicate a fitness, nutrizione e motivazione con i migliori wellness ambassador del territorio napoletano.

Non semplici incontri, ma un calendario di esperienze immersive che porterà sul palco del MaxiMall Pompeii alcuni tra i più noti personal trainer, mental coach e nutrizionisti della scena locale. Talk motivazionali, sessioni di allenamento live, incontri ispirazionali e momenti interattivi coinvolgeranno il pubblico in un format innovativo e coinvolgente che unisce energia, salute e comunità. Sei giornate a tutto benessere in compagnia di undici tra i più rinomati professionisti del settore, tra sessioni Yoga, Pilates e Allenamento Funzionale, con un particolare focus al femminile, e poi incontri e approfondimenti su alimentazione sana e consapevole, stili di vita e tecniche di rilassamento psico-fisico.

Il cartellone degli appuntamenti

• 28 settembre – Nutrizione e training: la biologa nutrizionista Arianna Massimino e il personal trainer Gennaro Sannino.
• 29 settembre – Le sorelle Rosa ed Emanuela Cennamo portano in scena fitness e pilates.
• 30 settembre – Jessica Stefanini, fitness coach, protagonista di talk e meet&greet ad alto tasso di motivazione.
• 1 ottobre – Doppio appuntamento tra mente e corpo con Chiara Nocchetti (mental coach e autrice) e Martina Boccone (yoga teacher).
• 2 ottobre – Tripletta di funzionale con Stefano Piscopo, Gianmarco Avallone e Alberto Pisano.
• 3 ottobre – Chiusura con Barbara Evg, nutrizionista, che dedica un talk all’alimentazione consapevole.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti al pubblico, con prenotazione obbligatoria tramite l’App ufficiale MaxiMall Pompeii, nella sezione dedicata ai Wellness Days. Si svolgeranno tra la Piazza del MaxiMall e lo spazio esterno con un format ibrido che integra la dimensione digitale – prenotazioni e info via app – con quella reale dell’incontro e della partecipazione dal vivo.

Tutti i protagonisti

• Arianna Massimino – Biologa nutrizionista esperta in nutrizione al femminile, si occupa di educazione alimentare e programmi su misura per il benessere.

• Gennaro Sannino – Personal trainer specializzato in allenamenti funzionali e programmi di forza e resistenza, noto per motivare e adattare gli allenamenti ai livelli individuali.

• Rosa Cennamo – Personal trainer con esperienza nel fitness e nella preparazione atletica, guida sessioni motivanti e tecniche.

• Emanuela Cennamo – Pilates coach, favorisce il benessere con esercizi di pilates mirati a migliorare postura e flessibilità.

• Jessica Stefanini – Fitness coach con formazione completa, offre allenamenti per il benessere femminile e sessioni di gruppo interattive.

• Chiara Nocchetti – Mental coach, esperta in scrittura creativa, aiuta a migliorare la consapevolezza mentale e l’equilibrio emozionale.

• Martina Boccone – Yoga teacher, guida lezioni ispirate alla tradizione yoga, finalizzate al rilassamento, stretching e salute psicofisica.

• Stefano Piscopo, Gianmarco Avallone, Alberto Pisano – Personal trainers esperti in allenamenti funzionali e personalizzati, supportano allievi di ogni livello.

• Barbara Esposito Vulgo Gigante (Barbara EVG) – Biologa nutrizionista, ideatrice del metodo NaturalDiet, si occupa di educazione alimentare e stili di vita sani.

Oltre lo shopping, un polo di esperienze

Con questa nuova iniziativa il MaxiMall Pompeii conferma la sua vocazione a essere molto di più di
un semplice centro commerciale: una piazza viva e aperta a tutti, un luogo di relazioni e di esperienze,
capace di valorizzare i professionisti del territorio e contemporaneamente offrire al pubblico occasioni di condivisione, crescita, benessere e ispirazione.

MAXIMALL POMPEII
Via Plinio, Torre Annunziata (Napoli)
Uscita Torre Annunziata Sud della A3 Napoli-Salerno
www.maximall-pompeii.it

I Caporale, impasti leggeri e digeribili nel segno di un ridotto apporto di calorie

Mangiare la pizza fa bene? Assolutamente sì, a patto di non esagerare come per ogni alimento. Da I Caporale l’attenzione ad evitare gli “sgarri” calorici inizia già dagli impasti leggeri e digeribili, grazie anche alla selezione farine di grani antichi Varvello 1888, che garantisce gusto e leggerezza a tavola.

La storia dei fratelli Giuseppe e Raffale Caporale comincia dal Rione Sanità, da un contesto impegnativo e parimenti formativo per la loro professione. Scegliere di fare il pizzaiolo significava un tempo imparare il mestiere quando non si avevano motivazione e possibilità per proseguire negli studi.

Adesso, invece, lo studio inizia già sulla spianatoia nella scelta delle materie prime e nelle tecniche di lievitazione controllate alla perfezione. Il padre aveva svolto la dura gavetta da dipendente nel locale di Via Nazionale delle Puglie a Casalnuovo di Napoli, prima di rilevarne da 18 anni la piena proprietà. In lui resta la passione per le ricette tradizionali, meno contemporanee ma tanto gustose. La classica ruota di carro è una di queste, che Raffaele e Giuseppe rivisitano in varie proposte.

“La Sanità”

Ma è il basso impatto glicemico l’ingrediente cardine della pizzeria. Persino nei topping eleganti, sempre ricchi di verdure di stagione e mai eccedenti nel condimento. Ovviamente il sapore non va sacrificato, per questo Giuseppe e Raffaele coltivano un orto di famiglia con primizie della terra per soddisfare la maggior parte del fabbisogno giornaliero.

«Cerchiamo di fare del nostro meglio, ascoltando e imparando dagli errori. Da ex ballerino, 5 volte campione italiano di danze caraibiche, non potevo dimenticare l’attenzione alla linea perché la bilancia non diventi un nemico – racconta il poco più che trentenne Raffaele – Siamo legati solo al giudizio dei clienti, il miglior premio per i nostri sforzi. Il successo ad ogni costo non fa per noi».

“Purple Tuna”

Lo si vede nella sequenza degli assaggi, partendo dalla signature “La Sanità” dedicata alle origini: una provola e pepe a ruota di carro dall’accattivante miscela di pepi, il test più delicato da superare per ogni pizzaiolo. Si prosegue con la “Purple Tuna”, da impasto ai carboni attivi in triplice cottura e l’estro delle chips di barbabietole unite a scarola riccia, finocchio e tartare di tonno mediterraneo.

“Caporalotto salsiccia e friarielli”

Prima del dolce finale ecco il “Caporalotto”, impasto arricchito con semi di chia, lino e papavero lievitato per 36 ore. Un morso alla versione salsiccia e friarielli apre il palato verso le sensazioni tipiche di uno dei piatti più celebri della Campania.

“Margherita Dolce”

Dessert unico e originale per la “Margherita Dolce” ideata partendo da gelato al fiordilatte e composta di pomodorino corbarino. Buona la carta dei vini, ampliata con chicche del territorio, utile per una serata a scelta libera o nel menu degustazione a 40 euro.