Inaugurato il Parco Museale festa dell’uva di Impruneta

Riccardo Lazzerini – “Il Parco Museale si pone come obiettivo, insieme al Museo, di rendere immortale la Festa dell’Uva e di mostrare come le tradizioni dell’Uva e della Terracotta abbiano un legame profondo nel territorio imprunetino”. Dedicata una sala del Museo all’ex presidente del Rione Pallò, Luca Gasparri.

Impruneta 18 Settembre 2022 | È stato inaugurato questa mattina il “Parco Museale” del Museo Festa dell’Uva di Impruneta (Fi), giardino adiacente al Museo nato nel Settembre 2020 e di proprietà del Banco Fiorentino, lo spazio sarà adibito ad attività artistiche, eventi culturali e ricreativi, ed aperto al pubblico. Da sottolineare anche l’inaugurazione che ha preceduto quella del Parco; è stata intitolata una sala in onore a Luca Gasparri, ex presidente del rione Pallò che si è spento a soli 54 anni dopo una lunga malattia lo scorso maggio.


Il parco di 200 mq è gestito dall’Ente Festa dell’Uva ed ospita undici installazioni permanenti in terracotta e altri materiali, realizzate presso le Fornaci Storiche di Impruneta CAT in collaborazione con l’Associazione Art Art, è accessibile sia dall’interno del Museo che attraverso un ingresso.
La mattinata si è aperta con l’intitolazione della sala superiore del Museo all’ex presidente del Rione Pallò e dell’Ente Festa dell’Uva, Luca Gasparri che si è spento a soli 54 anni dopo una lunga malattia lo scorso maggio. Nel suo intervento Riccardo Lazzerini ha voluto sottolineare il valore umano di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alla rione ed alla festa, e che con forza e convinzione si è speso per la realizzazione del Museo Festa dell’Uva, al quale era molto legato.
Molti i cittadini presenti all’inaugurazione di questa mattina, insieme a loro i presidenti dei quattro rioni dell’Impruneta e Riccardo Lazzerini, presidente Ente Festa dell’Uva – “L’obbiettivo del Parco Museale inaugurato oggi e del Museo presente dal 2020, è quello di rendere immortale la Festa dell’Uva e non meno importante è mostrare il legame profondo della festa con il territorio, dato che sono, quelle esposte, tutte opere realizzate da artisti locali . Il Parco Museale è il frutto della sinergia di tante individualità e di collaborazioni consolidate nel tempo. Siamo qui anche e soprattutto grazie alla lungimiranza del Banco Fiorentino che ha investito su di noi, e che oggi regala a Impruneta un nuovo spazio da vivere.”


“Il luogo, rivelato oggi al pubblico, è di grande interesse culturale e lega le tradizioni dell’Uva e della Terracotta. Legame che non poteva essere rappresentato in maniera migliore se non attraverso l’arte. Che possa essere questo un modo per creare sempre maggiore attrattiva verso Impruneta” – dichiara Alessio Calamandrei, sindaco di Impruneta.
“Grazie ad una grande sinergia è stato possibile creare quello che possiamo apprezzare oggi. Tullio Del Bravo, il curatore della mostra, è stato un tassello fondamentale e insieme a lui le Fornaci Storiche di Impruneta , sempre molto disponibili ad accogliere le nostre richieste. Da non tralasciare poi il lavoro fondamentale degli scultori che sono stati felici di donare le loro opere che rimarranno qui in maniera permanente” – dichiara Fiorella Noci, associazione culturale Art Art.
Proprio Tullio Del Bravo, curatore della mostra, ha tenuto a precisare nel corso della presentazione – “La terracotta identifica l’artigianato del territorio imprunetino e l’idea di invitare artisti per valorizzare questo aspetto in un parco ha riscosso un grande successo, tant’è che qua abbiamo per ora dieci opere che sono solo una parte di quelle che con il tempo andranno via via a posizionarsi nell’area museale”.


Il parco è sicuramente la più viva testimonianza del profondo legame tra il territorio e le sue eccellenze – “Tutti coloro che fanno parte delle Fornaci Storiche Impruneta hanno sposato subito l’idea di contribuire alla costruzione di questo parco Museale, dato che la nostra è una realtà molto importante per il territorio e il lavoro della terracotta è qualcosa di profondamente radicato” – dichiara Luigi Mariani, rappresentante delle Fornaci Storiche Impruneta CAT.
Stefano Romanelli e Alan Dell’Avvocata Poneti, in rappresentanza della banca BCC Banco Fiorentino, sottolineano – “Siamo orgogliosi di aver collaborato insieme a Riccardo Lazzerini per ridare vita a questo angolo che dà una nuova fruibilità anche al Museo. Il Banco Fiorentino si propone di partecipare e contribuire ad altre attività in grado di valorizzare il territorio il nostro fantastico territorio.”
Importante raccontare il grande contributo che ancora una volta dà la Misericordia di Impruneta , come ci espone il Provveditore Paolo Poggini – “Il legame con l’Ente Festa dell’Uva è sempre ben saldo. In piazza sono costantemente presenti una trentina di nostri ragazzi per il soccorso con due ambulanze attrezzate per qualsiasi evenienza
L’inaugurazione del “Parco Museale ” si è conclusa con lo spettacolo estemporaneo dal titolo “ Il Muro”, a cura di Imago Lab ets-aps , animazione per bambini da 4 a 10 anni, liberamente tratta dal racconto di Giancarlo Macrì e Carolina Zanotti.
Le opere permanenti esposte:
“Evoè” di Giuseppe Procopio (grido di giubilo delle baccanti). Sintetizza con la realizzazione di due lastre in cotto divergenti all’apice che accolgono un grappolo d’ uva. L’ opera è stata realizzata nella fornace Artenova.


“Baccante” di Fiorella Noci. Stele antropomorfa in terracotta con intervento cromatico metallizzato realizzata nella fornace Carbone.


Suono di vino” di Silvia Fossati. Opera in cotto, legno e vetrofusione che interagendo con l’azione del vento produce dei suoni. fornace Carbone per la parte in terracotta.


Il totem e la vite” di Antonella Andrei. Struttura verticale composta da moduli in terracotta impilati sui quali si appoggia e si sostiene una vite col suo frutto.


La buona educazione” di Francesco Battaglini. Figura di madre nell’atto di mostrare o offrire al figlio che tiene in braccio un grappolo d’uva. L’opera è stata realizzata presso la fornace Artenova.


Dal 1926 Festa dell’Uva di Impruneta” di Luigi Mariani. Busto femminile con i simboli della festa nelle sembianze della moglie con la quale ha condiviso questa passione, realizza nella fornace MITAL della quale è titolare con i due fratelli.


“La stele dei rioni” di Gianni Bandinelli
Quattro elementi in terracotta con i simboli ed i motti che li identificano sormontati da una pigna simbolo del paese. E nell’intento dell’artista modificabile a seconda della classifica ottenuta in ogni edizione della festa. L’opera è stata realizzata in collaborazione con la fornace Giorgio Pesci.


Vendemmia” di Marco Orsucci. Raffigura dei putti nell’atto di raccogliere i frutti della vite. Un altorilievo realizzato nella fornace Masini con la quale ha collaborato in molte occasioni.


“Ebbrezza” di Roberto Coccoloni. Scultura rappresentante un torso femminile emergente da un grappolo d’uva che termina in un flusso di vino, il tutto caratterizzato da una felice smaltatura a fuoco grazie a Sergio Ricceri che da sempre sperimenta ogni tipo di ingobbi, smalti e patine.


“Ampelos” di Ignazio Fresu. Scultore contemporaneo che utilizza prodotti di scarto nelle sue istallazioni, in questo caso viene utilizzata la resina. L’unica opera del parco non in terracotta dunque, che rappresenta l’uva nella trasformazione in vino. Prende il nome dal satiro di cui si invaghi Bacco, che morì tragicamente e dalla cui morte nacque la vigna.


“I colori della festa” di Maurizio Biagi. Quattro formelle con i colori dei rioni racchiusi in una teca o cornice in plexiglass.

Ci sono un Francese, un Americano e un Italiano…

No, non è quello che potrebbe sembrare. E’ il podio.

Ex Aequo per i vincitori Francesco Martucci della pizzeria “I masanielli” a Caserta e Anthony Mangieri “Una Pizza Napoletana” a New York, subito dietro un emigrante di lusso, di quelli che portano alto, nel mondo, il made in Italy , Giuseppe Cutraro di “Peppe pizzeria” a Parigi.
Una serata da incorniciare. Un prima e un dopo senza sbavature. La tensione, la gioia e la festa.
Napoli è la padrona di casa, in un clima quasi surreale, strade semideserte, al Maradona i Red Devils stanno per prendere una sonora lezione di calcio, ma questa è un’altra storia.
Intanto nel teatro di corte di Palazzo Reale, va in scena l’atto finale di Top 50 Pizza, con la premiazione delle migliori pizzerie del mondo (secondo la guida).
Ci sono tutti, tranne un paio di Campani che sono in aperta polemica: ma polemica per cosa poi ?
Top50 ha cambiato il modo di intendere “la guida”, una visione contemporanea, vissuta e consumata sui social. La guida curata da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro, ha tracciato una linea anche per i pizzaioli, parametri di riferimento che oggi sono un’indicazione precisa di quello che il mercato vuole. Ha creato un format globale.
Sarà tutto questo che la rende cosi ambita, se i premiati non hanno voluto perdersi la festa, arrivando da qualsiasi parte del mondo.
Della festa e del resto, continueremo a parlare in seguito, per adesso vi lasciamo un breve estratto della prima parte della serata con le parole a caldo di alcuni dei protagonisti.

Barolo a menzione comunale “Serralunga d’Alba”

Serralunga Day: si sono incontrati a Fontanafredda per istituire la prima giornata mondiale dedicata a questa menzione, a 30 anni dalla sua nascita. Un momento di confronto sulle diverse interpretazioni di questo territorio, patrimonio unico riconosciuto a livello internazionale. Si è svolto, nella splendida cornice del Villaggio Narrate nel cuore delle Langhe Patrimonio Unesco, il “Serralunga Day” la prima giornata mondiale dedicata al Barolo del Comune di Serralunga d’Alba. A 30 anni dalla nascita della menzione comunale, i produttori hanno istituito un appuntamento annuale, il secondo venerdì di settembre, per un confronto sulle diverse interpretazioni del territorio

Serralunga d’Alba (CN), 13 settembre 2022 – È stato inaugurato nel secondo venerdì di settembre il “Serralunga Day”, il progetto voluto dai produttori del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba per celebrare e valorizzare questa importante menzione, a 30 anni dalla sua nascita.

Il “Serralunga Day” nasce dal desiderio di tutti i produttori della denominazione di dare vita a un momento di confronto sulle diverse interpretazioni del territorio, concretizzandolo con una presentazione ad amici, critici e stampa l’anteprima straordinaria dell’annata 2019, rigorosamente alla cieca, con l’unico scopo di delinearne un ritratto comune.

Ed è proprio in occasione del 30° anniversario dalla nascita del primo Barolo del Comune di Serralunga d’Alba (era il 1992 con il Barolo del 1988), che il “Serralunga Day” si pone l’obiettivo di diventare appuntamento annuale fissato per il secondo venerdì di settembre dove ogni anno tutti i produttori in anteprima racconteranno la nuova annata. I cosiddetti “Serralunga writers”, pool di giornalisti, critici e amici, al termine della degustazione, hanno elaborato un manifesto descrittivo dell’annata, intitolato “Barolo Serralunga d’Alba 2019, la grammatica del tannino”: “Come i periodi letterari di Seneca erano diretti e incisivi, così i tannini del Barolo Serralunga d’Alba 2019 risultano rigorosi nello stile e simili alla leggiadria dei versi del grande poeta. Una vendemmia classica, ma mai polverosa che esprime grande dinamismo e profondità.
Qui, c’è contemporaneità espressa in una leggerezza impalpabile e un’eleganza senza tempo. La distintività dell’origine è testimoniata da una grande nettezza, balsamicità e freschezza.
È evidente il superamento del mero abbinamento gastronomico, indice di grande versatilità e attualità.


Un’ottima annata, godibile e golosa sin da subito e al contempo rispettosa, rigorosa ed evocativa.
Con la 2019 Serralunga si conferma un terroir che, da sempre, dà valore al tempo restituendo a sua volta valore al vino. Un racconto unanime che traduce nel calice un territorio unico e fortemente identitario che parla il verbo del presente con uno sguardo verso il futuro come una promessa. Ci piace pensare che oggi Seneca avrebbe condiviso con noi un Barolo Serralunga d’Alba 2019!”

La giornata è terminata con la grande cena di gala al Garden del Lago, con i piatti dello chef stellato Ugo Alciati di Guidoristorante, accompagnati da tutti i Barolo 2018 dei produttori della menzione comunale di Serralunga d’Alba. Dove l’intero ricavato della cena è stato devoluto da parte di tutti i produttori di Serralunga ad una associazione territoriale che propone un progetto dedicato alle famiglie con bambini malati di cancro che hanno ultimato le terapie e iniziato il loro percorso di recupero: LA COLLINA DEGLI ELFI di Govone.
“Siamo infinitamente grati di essere nati su questa Terra, per questo abbiamo deciso di ricambiare, restituendo un po’ di questa fortuna al territorio meraviglioso che ci ospita” dichiarano i produttori del Barolo del Comune di Serralunga.
Presenti al “Serralunga Day” 25 produttori della denominazione del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba per una giornata di incontro e degustazione delle annate 2019 (in assoluta anteprima) e 2018, oltre che di condivisione delle varie impressioni sull’annata 2022.

Eccoli in ordine alfabetico: Alessandro Rivetto, Angelo Negro, Boasso Franco, Ca’ Rome’, Cantina del Nebbiolo, Cascina Adelaide, Domenico Clerico, Enrico Serafino, Ettore Germano, Famiglia Anselma, Fontanafredda, Garesio, Giovanni Rosso, Luigi Baudana, Luigi Vico, Palladino, Paolo Manzone, Pico Maccario, Pira, Podere Gagliassi, Principiano Ferdinando, Rivetto, Schiavenza, Tenuta Rocca, Villadoria

Presentata la rassegna “Galluccio e Terra di Lavoro”

Si è svolta il 12 settembre u.s. all’Enoteca Provinciale di Caserta, la presentazione della “Rassegna di vini di Galluccio e Terra di Lavoro”, in programma il 16-17 e 18 settembre al Palazzo Mattia Seccareccia, nell’omonimo comune casertano.
La Rassegna, indirizzata agli esperti del settore, si inserisce all’interno della “46a Sagra dell’Uva” che si
svolgerà proprio in contemporanea nella frazione San Clemente di Galluccio. Entrambe le attività sono
promosse dall’Amministrazione comunale.
La Rassegna, che vede la partecipazione attiva di VITICA (Consorzio di tutela dei vini DOC e IGT della
provincia di Caserta), ha conquistato un peso specifico sempre più rilevante negli scenari campani de-
diti alla produzione enologica di qualità e alla promozione territoriale. Ha peraltro reso protagonista la
denominazione del Galluccio DOC e le eccellenze vitivinicole di Terra di Lavoro coinvolte nell’iniziativa.
E in questa cornice trova una sua reale e importante dimensione la “Rassegna di vini di Galluccio e
Terra di Lavoro”, nata nel 2018 per affiancare la festa popolare e per avviare un percorso formativo e
informativo sulla valorizzazione della produzione enologica locale.
Una realtà impreziosita dalle sue vigne, dal certosino lavoro svolto dall’operosità delle aziende del territorio e dalle buone pratiche messe in campo grazie alla fattiva cooperazione tra istituzioni, enti e comunità locali che mostrano quanto questa area sia in grado di offrire a 360 gradi.
Un evento nell’evento animerà Palazzo Mattia Seccareccia con le Masterclass dedicate ai vini Galluccio
DOC, Roccamonfina IGT, Falerno del Massico DOC, Aversa Asprinio DOC e Terre del Volturno IGT se-
guite dagli show cooking, in programma, a cura degli chef Mario Milo, Antonio Oliva e Arcangelo Dandini per valorizzare e esaltare il connubio vino-cibo.
Tutto ciò sarà declinato con un’immersione totale nella dimensione agricola e paesaggistica di Galluccio, pronta all’ingresso in nuovi mercati, continuando a investire contemporaneamente nella promozione storica e culturale di queste fertili terre, abbarbicate sul vulcano spento di Roccamonfina, parte del Parco Regionale di Roccamonfina e della foce del Garigliano.

La conferenza stampa, moderata dalla giornalista Antonella Amodio, ha visto la partecipazione di Francesco Lepore, sindaco del comune di Galluccio, di Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania e quella di esponenti di spicco del settore eno-gastronomico del territorio come Rosanna Marziale, chef del ristorante Le Colonne di Caserta e Ambasciatrice della Mozzarella di Bufala Campana DOP nel mondo, Cesare Avenia, presidente del Consorzio Tutela Vini VITICA Caserta e Pietro Iadicicco, delegato provinciale AIS Caserta.

RASSEGNA DI VINI DI GALLUCCIO E TERRA DI LAVORO
Nel corso della conferenza, il primo cittadino di Galluccio ha illustrato le caratteristiche della Rassegna
e le ambiziose finalità alla base del progetto che tendono a una riconoscibilità a livello internazionale dell’identità territoriale di Galluccio e di Terra del Lavoro, non solo nel settore del vino ma anche in quello gastronomico, culturale, turistico e paesaggistico.
L’evento è nato in passato con l’intento di festeggiare la vendemmia, momento di particolare rilievo
per territori dalla vocazione vitivinicola come il nostro. Questo straordinario momento dell’anno rac-
chiude un patrimonio fatto di tradizioni, storia, valori, passione, ma anche di economia, capacità di innovazione e di lungimiranza per meglio potenziare il comparto enologico del nostro comune e dell’intero territorio. Solo attraverso un serio impegno da parte di tutti gli attori coinvolti è possibile costruire un futuro migliore per le aziende e per tutti i cittadini di questa area>>, ha affermato il sindaco Lepore. Massima attenzione alla manifestazione arriva anche da Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, il quale ha annunciato l’avvio di importanti iniziative in questo settore: Il vino è sempre più un acceleratore di sviluppo per il territorio.
La “Rassegna di Vini di Galluccio e di Terra di Lavoro” celebra alcuni dei tantissimi vitigni autoctoni che caratterizzano questa regione. Come Assessorato regionale all’Agricoltura stiamo lavorando alla promozione del territorio in tutti i suoi ambiti, con particolare riguardo al contesto vitivinicolo ed enoturistico. Per questo abbiamo costituito una cabina di regia con imprenditori vitivinicoli, consorzi e politica regionale che sta lavorando da tempo. L’obiettivo è quello di far percepire meglio la qualità dei nostri prodotti puntando sulla razionalizzazione delle denominazioni e su un rafforzamento del brand Campania”.
L’importante impatto per l’agricoltura e l’economia del territorio, reso possibile dal grande lavoro portato avanti dalle realtà agricole e vinicole dell’Alto Casertano, è stato invece rappresentato dal Presidente del Consorzio VITICA Caserta nel corso del suo intervento,
ha dichiarato Cesare Avenia:
“Il Consorzio Vitica è onorato di essere partner di una manifestazione che si perfeziona
di anno in anno con una offerta sempre attenta alla tradizione e che si apre a iniziative che attraggono i cultori e gli amanti del vino in linea con la continua crescita della qualità dell’offerta dei produttori viti vinicoli di Terra di Lavoro. Anche quest’anno il programma è ricco di stimoli e, partendo dal focus sulla denominazione DOP Galluccio, consentirà di far incontrare il pubblico con i prodotti più rappresentativi delle altre denominazioni tutelate dal Consorzio: DOC Falerno del Massico, DOC Aversa Asprinio, IGT Roccamonfina e IGT Terre del Volturno”.


Gli eventi in programma saranno supportati dalla preziosa collaborazione, ai fini del Pcto (Percorsi per
le Competenze Trasversali e l’Orientamento), dell’Istituto Alberghiero dell’ISISS G. Marconi di Vairano
Patenora (CE) guidato dal Dirigente Scolastico, la professoressa Filomena Rossi.

Greve in Chianti, presentata l’associazione Viticoltori

Il 13 novembre 2021 si è svolta la presentazione ufficiale dell’Associazione Viticoltori Greve in Chianti, che ha rinviato i saluti ad un appuntamento formale in grande stile l’anno successivo. Non poteva essere da meno la promessa fatta dalla Presidente Victoria MattaCastello di Vicchiomaggio – e delle oltre 30 cantine coinvolte, nell’invitare per il 1 settembre 2022 un parterre di giornalisti, influencer e wine blogger ad ascoltare l’intervento dello scrittore ed editore Alessandro Masnaghetti sul territorio e sulle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) di recente introduzione. La rara possibilità di interagire con un autentico guru, ideatore delle mappe e dei libri di approfondimento a marchio Enogea immancabili nelle case di critici del settore e semplici appassionati. 

VICTORIA MATTA E MASNAGHETTI

L’evidenza, sul campo, di quante differenze possano trovarsi nello spazio di pochi metri, tali da giustificare l’idea stessa di zonazione, partita al momento in sordina e che vedrà di sicuro aggiornamenti ed ampliamenti nel futuro prossimo. Terreni, pendenze e condizioni climatiche notevolmente differenti, dove l’assunto Nord-Sud ed Est-Ovest viene rivoluzionato. Non è detto, infatti, che “Nord” significhi minor calore e vini più leggeri, così come non si può ricavare necessariamente un nesso tra suolo e vino, data l’estrema complessità e variabilità dell’ambiente pedoclimatico. Un potenziale ancora inespresso, che necessita di maggior impegno da parte di tutti per scalare le vette della qualità enologica. Vini materici, potentemente tannici, a volte esuberanti, che richiedono un sapiente uso delle moderne tecnologie produttive sia in vigna che in cantina. Chi lo fa da tempo presenta prodotti di buona finezza e gradevole linea gustativa, con un occhio amichevole verso il concetto di serbevolezza. Per gli altri vale l’assunto “gli esami non finiscono mai”: bisognerà rivederli in futuro con il frutto delle esperienze maturate. Avvertiamo comunque un cauto ottimismo, al netto delle naturali divergenze e dei tipici campanilismi mai domi, grazie alla locomotiva trainante di aziende storiche che hanno unito le forze per crescere insieme secondo il detto l’unione fa la forza.

Nella Masterclass che segue il dibattito, abbiamo potuto degustare 7 campioni provenienti da zone diverse, già di buon livello complessivo, con 3 punte di vertice che sono nell’ordine:

– Chianti Classico Docg 2019 Villa Calcinaia/Conti Capponi: parte timido poi tira su la testa con un frutto croccante misto tra ciliege ed amarene. Sentori floreali (viola) in lieve appassimento

– Chianti Classico Docg 2020 Castello di Querceto: compostezza. Peccato per alcune note evolute nel finale che lo stringono proprio al culmine, altrimenti sarebbe stato il migliore assaggio di giornata. Sapido.

– Chianti Classico Docg 2019 Fattoria di Santo Stefano: muscolare, dalla trama antocianica poderosa. Sorso denso e caldo, basato su toni scuri di mirtilli in confettura e spezie avvolgenti.

A seguire la cena di gala organizzata nella cornice della splendida Piazza Matteotti di Greve in Chianti, icona dell’arte fiorentina. Il territorio risente moltissimo della vicinanza alla capitale del Rinascimento italiano e lo si nota anche per lo charme delle residenze storiche deputate al turismo di lusso, veri capolavori mozzafiato. Qui è possibile però anche un turismo adatto a tutte le tasche, perché la bellezza del panorama offerto è a disposizione di chiunque, basta anche un semplice giro in macchina tra stradine e sterrati per rendersene conto. Durante la serata sono stati degustati 32 campioni comprendenti le Riserve e le Gran Selezioni non presenti nel pomeriggio. Ecco un buon elenco dei migliori, sul quale prendere spunti:

– Chianti Classico Docg Riserva 2019 – Azienda Agricola Richiari Porciglia: quello che non ti aspetti. Piccolissima produzione, praticamente sconosciuta al grande pubblico, eppure è superbo per eleganza, materia e succosità al sapore di ciliegia matura.

– Chianti Classico Docg Riserva del Fondatore Valerio Lapini 2018 BIO – Podere Campriano: vale quanto detto per il precedente campione. Si aggiungono spezie di liquirizia e pepe nero, con un’ottima prospettiva.

– Chianti Classico Docg Riserva 2018 – Querciabella: risente in persistenza l’annata difficile, eppure è un vero cavallo di razza. Lineare ed elegante.

– Chianti Classico Docg Riserva 2016 – Savignola Paolina: l’annata memorabile in questo caso la dice lunga, ma son stati bravi a valorizzarla ulteriormente.

– Chianti Classico Docg Gran Selezione 2018 – Castello di Vicchiomaggio: arancia sanguinella e note iodate sul finale. Contratto all’ultimo, ma non si poteva davvero chiedere di meglio. Il vino appartiene al tempo ed alla natura.

– Chianti Classico Docg Gran Selezione 2016 – Carpineto: anche in tanta quantità si può fare qualità. Le classiche note polverose del Sangiovese fanno viaggiare con la mente verso boschi e sentieri impervi. Chiosa su tannini ben cesellati.

– Chianti Classico Docg Gran Selezione Sassello 2016 – Castello di Verrazzano: luogo incantevole, vino espressivo. Torrefazioni, visciole e sbuffi balsamici lo rendono completo ed appetitoso.

Ci rivedremo presto.

Le Masterclass di Campania Stories

Dopo la presentazione di lunedì 5, con tanto di Masterclass alla quale la redazione di 20Italie non poteva mancare, entriamo nel vivo di Campania Stories con le consuete sessioni di assaggi per la stampa di settore.

L’elevato numero di etichette a disposizione non consentiva di degustare tutti i campioni presenti, pertanto abbiamo optato per un focus sull’annata in commercio e sui bianchi dei Campi Flegrei. Mozzafiato la location, con le sale dell’Hotel Dei a Pozzuoli (NA) perfettamente attrezzate a gestire le richieste dei partecipanti. Eccezionale per professionalità e rapidità (cosa fondamentale in questi casi) il servizio svolto dai sommelier di AIS Campania, capitanati dal neo Presidente regionale Tommaso Luongo. Siamo riusciti a strappargli il poco tempo tempo a sua disposizione per una rapida intervista video, per raccontare i progressi enologici della Campania, che finalmente sa raccogliere il testimone di quella “Felix” del passato più felice.

Quanto ai vini proposti, la 2021 si conferma un’annata abbondante e calda per i bianchi. Struttura, ma anche aromi potenti ed un’eleganza non schiacciata da componenti poco armoniche. Un equilibrio espresso perfettamente nel calice, con ottima coerenza tra l’olfatto ed il gusto ed una lunghezza di sorso dinamica ed appagante. Ciò vale uniformemente per tutti gli areali, con uno scatto impressionante da parte dell’Irpinia, soprattutto per quanto concerne il Fiano di Avellino. L’annata precedente – 2020 – si identificava in maniera totalizzante con le ansie ed ai timori della condizione geopolitica/sanitaria: i vini testati all’epoca non erano ben allineati e mancavano di identità nella fase gustativa. Con il giusto riposo invece, si possono trovare ora perle di rara bellezza accompagnate, però, da altre espressioni ancora incerte, tali da consacrare la vendemmia tra quelle cosiddette “interlocutorie”. Probabilmente non ne verremo mai a capo neppure negli anni avvenire, ma forse è proprio il bello di questo mondo.

Luca Matarazzo

Attenzionando nello specifico i Campi Flegrei, territorio a me caro, ho rilevato una qualità complessiva sempre in crescita, forte dell’unione tra i produttori decisi a muoversi in un’unica direzione comune. È il trend positivo che sta accompagnando differenti realtà nostrane e che, ci si augura, possa a breve far compiere quel salto in avanti per la definitiva consacrazione dei vini campani. In una selezione c’è sempre qualcuno da segnalare per i meriti, ed ecco allora i nostri migliori campioni, preparatori ad un prossimo articolo su 2 bellissime aziende della Denominazione di Origine.

– Campi Flegrei Falanghina Dop 2021 “Terra Casata” – Cantine Farro 

– Campi Flegrei Falanghina Dop 2021 – Cantine dell’Averno

– Campi Flegrei Falanghina Dop 2021 “Collina Viticella” – Cantine Carputo

– Campi Flegrei Falanghina Dop 2021 “Colle Imperatrice” – Cantine Astroni

– Campi Flegrei Falanghina Dop 2021 “Sette Vulcani” – Salvatore Martusciello

Campania Stories:iniziata ieri la kermess internazionale

“Campania Stories 2022 – Special Edition” vedrà la presenza sul territorio regionale degli Ambassador della Vinitaly International Academy (VIA), la struttura educativa di Vinitaly, punto di riferimento per la promozione del vino italiano nel mondo che da anni forma Italian Wine Ambassador, tra cui Master of Wine, Master of Sommelier, Head Sommelier, Wine Educator, giornalisti, opinion leader, buyer, importatori, distributori, agenti e ogni altra figura coinvolta nella Wine Industry. Gli Ambassador saranno in Campania per attività di incoming insieme al Managing Director di Vinitaly International, Stevie Kim, e al Direttore Scientifico Prof. Attilio Scienza.

La rassegna si è aperta ieri, lunedì 5 settembre, al Palazzo dell’Ostrichina, nel Parco Vanvitelliano del Fusaro, tra il lago Fusaro e la Casina Vanvitelliana, uno scenario unico al mondo in cui si darà il benvenuto alla stampa nazionale e internazionale attraverso una importante iniziativa di valorizzazione del pescato campano in collaborazione con la Regione Campania nell’ambito del FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), dando visibilità a questo rapporto così simbiotico con il mare inteso non solo come elemento paesaggistico che dà unicità a questo pezzo di territorio regionale, ma anche come risorsa in termini economici e produttivi. Tutto quanto il mare produce ed offre, coniugando questa istanza con il necessario riferimento alla sostenibilità, alla tutela dell’ecosistema, ad una corretta educazione alimentare. Ad interpretare il pescato campano – e non solo – saranno i ristoranti dei Campi Flegrei: Associazione Ristoratori Flegrei (saranno presenti Aguglia Osteria di Mare, Capoblu Restaurant, Da Fefe’, Esperia Terrazza Flegrea, Home Piccola Osteria Alternativa, Hosteria Bugiarda Contemporary Kitchen, Il Testardo Locanda Atipica, Kuma 65, La Bifora Ristorante, Masseria Sardo Orti e Cucina, Mazzella Gastropub, Oblio, Officina Meccanica Generale wine e tapas bar, Riccio Restaurant Baia Porto) e i ristoranti Abraxas, Coevo – Ristorante Mediterraneo di Dimora dei Lari e Cala Moresca, Sunrise Monte di Procida Est 1984.

Tra i momenti che arricchiranno ulteriormente il programma, la Masterclass sulla Falanghina dei Campi Flegrei e la presentazione del libro “Altrove a Sud. Il vino, il cibo, l’anima dell’Italia” (South of Somewhere: Wine, Food, and the Soul of Italy) del giornalista americano Robert Camuto (Ampelos Edizioni), in programma giovedì 8 settembre alle ore 17.30 presso la cantina Villa Raiano di San Michele di Serino (Avellino), che sarà intervistato dal giornalista Luciano Pignataro.
Sempre giovedì 8 settembre l’atteso Campania Stories Day, degustazione per operatori e appassionati di tutta Italia, in programma all’Hotel Gli Dei di Pozzuoli (Napoli) su tre fasce orarie (10-12, 16.30-18.30, 19.30-21.30) con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti (per info: whastapp 379.1991513, 329.9606793, 392.0059528 – eventi@miriadeweb.it)

Questa edizione di Campania Stories vedrà focus sulla stampa internazionale, autorevoli firme della stampa di settore e groupage per la stampa d’oltreoceano, dando la possibilità alle cantine di far assaggiare i propri vini alle più importanti testate nazionali e internazionali, fornendo allo stesso tempo a giornalisti e operatori contenuti tecnici e aggiornamenti sui dati di produzione di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio espressa in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre ad indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata.
Un evento che dura 365 giorni, anche attraverso le attività digitali (e non solo) di promozione della Campania del vino nel mondo, presentando sul web e sui social denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino della regione, da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano e sul sito www.campaniastories.com.

Ecco le cantine che parteciperanno all’edizione 2022 di Campania Stories:
Avellino 
Amarano, Barbot Stefania, Bellaria, Borgodangelo, Cantina del Barone, Cantine dell’Angelo, Cantine di Marzo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De Beaumont, De’ Gaeta, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Ferrara Benito, Feudi di San Gregorio, Fonzone Caccese, I Capitani, I Favati, Le Otto Terre, Il Cancelliere, Nativ, Passo delle Tortore, Perillo, Petilia, Petra Marzia, Pietracupa, Sanpaolo di Claudio Quarta, Sertura, Tecce Luigi, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Madre, Tenuta Sarno 1860, Tenuta Scuotto, Tenute di Pietrafusa di Villa Matilde Avallone, Traerte, Vesevo, Vigne Guadagno, Villa Raiano.

Benevento 
Cantina di Solopaca, Cantine Tora, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Monserrato 1973, Mustilli, Rossovermiglio, Tenuta 33 Filari, Tenuta Sant’Agostino, Terre Stregate, Torre a Oriente.

Caserta 
Alois, Calatia, Cantina di Lisandro, Caputo 1890, Galardi, Il Verro, Masseria Piccirillo, Paparelli Luca, Sclavia, Torelle, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone.

Napoli 
Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantine Carputo, Cantine dell’Averno, Cantine del Mare, Cantine Federiciane, Cantine Olivella, Casa Setaro, Contrada Salandra, Farro, La Sibilla, Martusciello Salvatore, Portolano Mario, Quaranta Angelina, Scala Fenicia, Sorrentino.

Salerno 
Albamarina, Alessandra, Cuomo Marisa, Polito Viticoltori, Montevetrano, Sammarco Ettore, San Salvatore 19.88, Tempa di Zoè, Vuolo.

Partner di Campania Stories – organizzata da Miriade & Partners con le aziende partecipanti, con il sostegno della Regione Campania e in collaborazione con AIS Campania – sono Assoenologi Campania, Movimento Turismo del Vino Campania Felix, Comune di Bacoli, Centro Ittico Campano, Associazione Ristoratori Flegrei, ristoranti Abraxas, Coevo – Ristorante Mediterraneo di Dimora dei Lari e Cala Moresca, Hotel Gli Dei di Pozzuoli (Napoli) e agenzia di viaggi Lunadimiele.it. Media Partner è Luciano Pignataro Wine Blog.

I migliori pizzaioli del mondo, domani sera a Napoli

Domani al Teatro di Corte di Palazzo Reale ci sarà a serata finale di 50 Top Pizza, un evento unico che completa un percorso iniziato a Milano al Teatro San Babila con50 Top Europa, proseguito a New York con 50 Top Usa al Pastabar La Devozione De Martino, al Mercadante con 50 Top Pizza Italia e infine a Bangkok con 50 Top Asia.
Nessuna guida al mondo ha mai fatto questo percorso nel settore pizza, nessuna ha soprattutto panel di ispettori paganti che vanno a provare le pizzerie in anonimato come dei clienti normali.
Domani si proclama la migliore pizzeria ma è soprattutto una grande festa della pizza con le cento migliori pizzerie selezionate dalle quattro classifiche. Una festa senza precedenti  che si svolge in uno dei simboli del potere napoletano, Palazzo Reale, imponente e maestoso.
Tutte le scelte sono opinabili, ovviament, ma l’importante è sapere che non ci sono occhi di riguardo per nessun oe per nessun motivo. Lo ripetiamo, anche se ormai da cinque anni parlano i fatti, i partner non hanno alcun peso nelle scelte redazionali, come del resto dovrebbe essere in qualsiasi guida anche se, andando a fare le pulci in casa altrui, ci sarebbe parecchio materiale da discutere.
Ma questo a noi non interessa, noi guardiamo avanti e sappiamo di garantire ai nostri patner un ritorno mdiatico ch attualmente, a parte la Michelin Italia, nessuna guida italiana può garantire.
Se qualche pizzaiolo ha pensato diversamente ha sbagliato, vuol dire che è stato male abituato da altre guide, da altre classifiche 🙂
Domani sarà una festa dei migliori, cento locali di tutto il mondo dove si mangia una grande pizza.
Siamo molto orgogliosi di questo lavoro che ha ancora una importante appendice: la finale di novembre a Madrid delle catene artigianali italiane e mondiali accompagnato da un congresso sui temi del momento, dalla formazione del personale ai costi energetici, allo stile che è maggiormente in espansione.
In questi giorni i social sono pieni di eel e foto di pizzaioli che patono dalla Nuoza Zelanda, dall’argentina, da New York, da San Francisco: essere a Napoli per loro è il coronomento di un sogno, perchè la pizza è nata qui e l’Unesco ha riconosciuto l’arte del pizziolo napoletano come patrimonio immateriale dell’Umanità. Perchè la pizza qui è cultura, umore, sentimento, identità di una comunità che nasce qui ma che è sparsa in tutto il mondo. Una comunità che in questa classifica incontra anche altri stile che stanno volando,come quello romano o della pizza all’italiana, ma anche la Chicago Style o la pizza Brasiliana. I pizzaioli di Napoli e d’Italia sapranno acoglierli e fare gli onori di casa, sapranno essere all’altezza di questo compito così come avviene in occasione del Pizza Village. Essere tra le prime cento pizzerie del mondo è un grandissimo risultato per tutti.
Celebriamo un alimento che non avrà mai crisi e che, anzi, con i problemi che abbiamo alle porte, sarà rifugio sicuro delle famiglie e delle persone che voglion contonuare ad uscire per trascorrere una bella serata.
Buona Pizza a tutti!

Perché scelgo da anni Merano Wine Festival ?

Me lo sono sempre chiesto: perché scelgo da anni Merano Wine Festival al punto di ricominciare a parlarne già pochi giorni dopo la conclusione della precedente edizione?

Eppure di Fiere ed Esposizioni nel mondo vitivinicolo se ne contano a decine, per non dire centinaia ed in molte di esse sono stato presente. Cosa suscita in un veterano come il sottoscritto il brivido dell’avvicinarsi di un tale evento? Anzitutto, si da il caso che abbia trascorso gran parte della mia giovinezza in Trentino, a pochi passi dai luoghi incantevoli protagonisti della celebre Kermesse. Cosa non secondaria è l’ottima organizzazione, capace di migliorarsi anno dopo anno nonostante le mille incertezze del nostro presente.

Eppure ciò non basterebbe a fare la differenza, se non fosse per quel quid rappresentato dal concetto di eleganza e diversità nell’offerta enogastronomica che nessun altro riesce ad offrire. Si direbbe che voglia quasi sbucciarmi le mani nell’applaudire il lavoro di Elmuth Köcher, attuale presidente ed ideatore del marchio The WineHunter e del suo staff di validi collaboratori. Lasciamo parlare invece i numeri, raccontando dell’edizione 2021, la trentesima, svolta in un difficilissimo contesto pandemico: oltre 5.000 le presenze registrate nelle cinque giornate della manifestazione, dedicata alle eccellenze del settore enogastronomico selezionate da The WineHunter.

Grande partecipazione di un pubblico specializzato che conferma ancora una volta un target di qualità alla ricerca di novità che a Merano WineFestival anticipano da sempre le tendenze. Dal 4 all’8 novembre 2022 avrà luogo la 31^ edizione che vedrà l’affluenza di non oltre 1.500 persone al giorno puntando a un parterre di intenditori.

Splendide le sale dello storico Kurhaus (visibile nella foto di copertina) allestite per The Official Selection e le altre location come la Gourmet Arena, l’area Spirits Emotion
, l’Hotel Terme Merano e il Teatro Puccini per i Side Events e gli spazi esterni del “fuorisalone” Merano WineCitylife con aree tasting e master experience lungo Corso Libertà.

venerdì 4 novembre: all’interno del Kurhaus di Merano, la selezione di vini premiati The WineHunter Award 2022, l’eccellenza del settore vitivinicolo; The WineHunter Area con la possibilità di degustare più di 350 vini provenienti da tutta l’Italia in un unico punto. Infine, presso la GourmetArena, Passeggiata Lungo Passirio, i migliori prodotti gastronomici dalla culinaria, alle birre e ai liquori e distillati ed Extrawine, alla scoperta di prodotti di qualità ed eccellenza insieme al meglio dell’artigianalità degli accessori del settore. Non mancheranno conferenze, masterclass e drink competition, show cooking ed un’attenzione alle tematiche di sostenibilità in agricoltura.

sabato 5 novembre: oltre quanto già indicato che vale per tutte le giornate dell’evento, avverrà la premiazione dei prodotti e presentazione della guida ufficiale “Vini Buoni d’Italia 2023” presso il Teatro Puccini ed il concorso “Miglior Chef Emergente d’Italia”, la competizione riservata ai giovani chef under 30 che ha ormai raggiunto grande notorietà e successo nell’ambiente della ristorazione e che ogni anno vede in gara 40 giovani under 30.

domenica 6 novembre: un focus verso oriente con due momenti dedicati ad Hong Kong, Singapore e Giappone

lunedì 7 novembre: workshop WineHunter Ambassador USA; Premio Godio: innovazione, apertura, disponibilità, coerenza, coraggio ed anche cultura, ricerca e sano apprezzamento per la vita: questi i valori ispirati dal nome Godio. Il riconoscimento di un’alta e coraggiosa professionalità che é stata capace di distinguersi e dare un grande contributo alla cultura gastronomica altoatesina.

– martedì 8 novembre: la “Catwalk Champagne”, l’evento di chiusura del Merano WineFestival presenta alcune delle migliori Maisone Du Champagne abbinati a prodotti di culinaria selezionati. Un momento di gioia e di festa, nell’attesa di tempi sereni per tutti, brindando all’edizione che verrà.

Immancabili i tanti focus su diversi Consorzi italiani, questa volta nell’area all’aperto in Corso della Libertà saranno presenti il Consorzio di Tutela dei vini del Sannio, Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ed il Consorzio Barbera D’Asti e Monferrato.
Ed infine la Georgia ed i suoi vini, tema da sempre caro ad Helmuth, perché da quelle terre è nato il vino così come lo conosciamo.

Buon Merano Wine Festival 2022 edizione numero 31: “Il Respiro e Grido della Terra”.

donne del vino

“Le donne del vino” pronte a ripartire Convention nazionale

Si chiude con un bilancio decisamente positivo la Convention nazionale delle Donne del Vino, che ha visto la presenza in Campania di socie provenienti da tutta Italia. Nei quattro giorni di soggiorno, le associate hanno avuto modo di scoprire la Campania del vino (e non solo) in alcune delle sue espressioni più importanti, dal Parco Nazionale del Vesuvio ai Campi Flegrei, dall’Irpinia all’isola di Procida, Capitale italiana della Cultura 2022. Accompagnate dalle socie campane, le Donne del Vino hanno seguito un percorso itinerante che ha permesso loro di conoscere diverse produzioni vinicole, aziende storiche e attività più moderne. Ogni cantina ha raccontato la propria produzione, dall’evoluzione di tradizioni tramandate da generazioni di produttori, ad aziende più giovani proiettate al know how. La degustazione dei loro vini poi, è stata sia un interessante confronto con tutte le socie produttrici italiane sia di grande importanza per analizzare e apprezzare nei calici quelli che sono, da sempre, segnali distintivi delle caratteristiche organolettiche del territorio campano.

Di grande rilievo il convegno “Il Domani del vino è ora” con la presenza di illustri esponenti del settore. “Il futuro del vino nell’era della sostenibilità” è stato l’argomento di apertura del Prof. Luigi Moio, Presidente dell’OIV – Organisation International de la Vigne et du Vin e docente di Enologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che ha accuratamente illustrato lo stato del settore del vino e offerto numerosi spunti per il futuro del comparto. Non è possibile guardare al domani senza conoscere accuratamente il passato, è necessario frenare il cambiamento ambientale nella speranza di riportare la terra a uno status migliore. Resta fondamentale, quindi, produrre vino rispettando la naturalità del territorio. Eugenio Pomarici, docente del Dipartimento di Territorio e Sistemi agro-forestali all’Università degli Studi di Padova, ha invece presentato le previsioni di crescita del mercato globale del vino nei prossimi tre anni, che risultano positive, caratterizzando le principali linee evolutive della domanda e le opportunità della PAC. Si sono, inoltre, evidenziati anche i rischi di riflessi negativi sul mercato causati dalla tragica guerra in Ucraina a delle campagne anti alcool.  Giuseppe Festa, presidente Comitato Scientifico del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento culturale in “Wine Business” all’Università degli Studi di Salerno, ha infine presentato l’evoluzione continua del marketing mix, dove il cliente-consumatore oggi non limita la propria fruizione al solo prodotto-vino ma, estende il suo orizzonte di analisi e scelta, una la fusione tra reale e virtuale o più semplicemente tra fisico ed elettronico.

Di rilievo è stata anche la presentazione delle iniziative delle delegate regionali.

“La Convention nazionale è andata ben oltre ogni più rosea aspettativa – afferma la presidente nazionale delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini – prima di tutto per il calore e l‘accoglienza mostrati dalle socie campane, senza dubbio straordinari. Come straordinario è stato il livello delle relazioni durante il convegno e le esperienze nelle cantine, che hanno fatto scoprire alle socie di tutta Italia vitigni straordinari, panorami mozzafiato e un’offerta gastronomica di altissimo livello. Questi elementi di grande unicità rappresentano il terreno fertile per dare vita ad un’offerta enoturistica di grande appeal”.

È stato un onore e un piacere – continua la delegata regionale delle Donne del VinoValentina Carputoospitare tantissime associate in Campania, non solo perché abbiamo avuto l’occasione di far conoscere il nostro territorio, ma anche perché da questi quattro giorni sono nate nuove amicizie, consolidate le vecchie e presto avvieremo, in tutta Italia, nuovi progetti che ci vedranno protagoniste. Ancora una volta lo spirito dell’associazione e di promozione e promulgazione della cultura del vino dimostra di essere vivo più che mai”.

La Convention Nazionale è stata realizzata grazie al supporto di preziosi partner e sponsor: AIS CampaniaAmorim Bioagrotech e AgroqualitàÈtoileGrand Hotel SerapideHotel Gli DeiLaboratorio CreativoMontespina Park Hotel,RELegno, Scuola Europea Sommelier.