Anteprime di Toscana: Vino Nobile di Montepulciano – un viaggio ai confini del gusto

di Alberto Chiarenza

Anteprime di Toscana: Vino Nobile di Montepulciano 

Sono le otto del mattino, autostrada del Sole, l’aria è frizzante e il traffico scorrevole. Sto per immergermi tra le splendide colline senesi. Tutto è fermo, tenui i colori e sinuose le linee del paesaggio. Curva dopo curva la sensazione di benessere mi assale e riempie l’anima delle stesse sensazioni, sin da subito. La mia direzione? Montepulciano. 

Il borgo toscano in provincia di Siena è celebre per il suo Vino Nobile di Montepulciano, uno dei più pregiati della Toscana.

Attraversare l’antica porta in pietra, per poi arrampicarsi sulle viuzze ripide piene di negozi, bar e botteghe, fino ad arrivare alla Piazza Grande: qui il tempo sembra si sia fermato al Rinascimento. Nel centro storico i palazzi con le famose cantine sotterranee pronte ad accogliere sia il turista, che il semplice appassionato di vino, mostrando i propri tesori fatti di antiche botti e di memoria liquida. Luoghi che lasciano a bocca aperta! Vorrei rimanere qui, sembra proprio il posto adatto a me…

Ma non c’è tempo da perdere, alla Fortezza Medicea sta per iniziare l’Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2023.

Un evento ricorrente, dove i produttori presentano le nuove annate delle tipologie previste dal Disciplinare alla stampa, ai compratori e ai professionisti del settore vitivinicolo. La perfetta organizzazione è a cura del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, pronto a dar voce alle esigenze dell’intero comparto.

Si svolge tipicamente a febbraio, per consentire di degustare le nuove annate prima che vengano immesse sul mercato. Durante l’evento, i partecipanti hanno l’opportunità di assaggiare vini diversi da numerosi produttori, apprendendo le caratteristiche salienti delle diverse annate.

Anteprima Vino Nobile di Montepulciano è anche l’occasione per celebrare la storia e le tradizioni enologiche di queste terra, del Sangiovese, il cui clone viene qui denominato Prugnolo Gentile, noto per dare prodotti eleganti, dal grande equilibrio e capacità di invecchiamento.

L’evento si è svolto dal 18 al 20 febbraio, alla presenza di ben 45 produttori con banchi di degustazione disposti su due piani. Denominatore comune: l’assoluta qualità e l’attenzione verso un’agricoltura più sostenibile. Presenti molti marchi storici, ma anche giovani vigneron pronti a testimoniare come l’innovazione vada sempre di pari passo con la tradizione.

Non sono mancate sorprese, conferme e qualche novità. Vini accomodanti in cui le caratteristiche del Sangiovese complesso e fruttato, con sentori di frutti di bosco, ciliegia, prugna, spezie e talvolta anche note floreali, l’hanno fatta da padrone. Tannini mai invadenti, ben gestiti, con una buona vena di acidità a supporto.

Qualcuno opera in assoluta purezza, qualcun altro utilizzando un saldo (consentito) di uve rosse tra Cannaiolo, Colorino, o ancora vitigni internazionali come Merlot, Syrah, Cabernet Franc o Cabernet Sauvignon. Vitigni che influiscono, a mio giudizio a livelli marginali sull’apporto finale di colori, estratto e aromi.

Le aziende visitate sono state nell’ordine:

Cantina Contucci

Un particolare ringraziamento va ad Andrea Contucci per la disponibilità e la cortesia che mi ha riservato durante la visita e l’assaggio dei suoi meravigliosi vini Rosso di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano (annata, Riserva, Selezione Pietra Rossa, Mulinvecchio e Palazzo Contucci).

Cantine Dei

Imbarazzo della scelta nelle proposte comprese tra il Rosso di Montepulciano, il Vino Nobile di Montepulciano (annata, Madonna della Querce, Riserva Bossona) e il talvolta dimenticato dalle cronache Vin Santo di Montepulciano.

Il Molinaccio di Montepulciano 

Con i suoi eleganti e gustosi Rosso di Montepulciano “IL GOLO” – Vino Nobile di Montepulciano “LA SPINOSA” – Vino Nobile di Montepulciano Riserva “LA POIANA” – Vino Nobile di Montepulciano Riserva “LA DUEMILADICIASSETTE”

La Braccesca

Presente con il Rosso di Montepulciano “SABAZIO”, il Vino Nobile di Montepulciano ed il Vino Nobile di Montepulciano Riserva “VIGNETO SANTA PIA”

Poliziano

Un grande protagonista con il Rosso di Montepulciano, il Vino Nobile di Montepulciano, i cru Vino Nobile di Montepulciano “ASINONE” e Vino Nobile di Montepulciano “LE CAGGIOLE”.

Il Macchione

Simone mi ha colpito per la passione con cui mi ha parlato dei suoi vini, veramente interessanti. In particolare il Rosso di Montepulciano 2021, il Vino Nobile di Montepulciano (Anteprima 2019, 2018 e 2017) da fermentazione in vasche di cemento poi affinamento per 30 mesi in legno. Infine il Vino Nobile di Montepulciano Riserva “VIDURE” 2016.

La storia del Vino Nobile di Montepulciano è molto antica, risale all’epoca etrusca; furono i Romani a portare la cultura del vino nella regione. Il vino ha iniziato ad acquisire importanza nel Rinascimento, quando era considerato un prodotto di prestigio consumato dalle classi nobili. Nel 1549, infatti, il poeta e letterato Poliziano lo menziona in una sua opera, definendolo, appunto, “vino nobile”.

Nel XIX secolo divenne sempre più apprezzato nelle corti di tutta Europa per la sua alta qualità e serbevolezza. 

Nel 1966 arriva la promozione a DOC (Denominazione di Origine Controllata) e nel 1980 a DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), massimo riconoscimento di qualità in Italia.

Anche il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha posto le basi per sottozone specifiche o UGA, ribattezzate “Pievi”, lungo i crinali delle quattro principali aree vocate a Nord, Sud, Est e Ovest. Veri e propri microclimi in cui ogni vignaiolo esprime la sua creatività e sapienza nel fare vini unici e non comparabili.

Immancabile l’abbinamento con il cibo e, perché no, con un bel piatto fumante di pici al ragù di cinghiale?

Slow Wine Fair 2023

di Adriano Guerri

Slow Wine Fair 2023


A  Bologna dal 26 al 28 febbraio si è svolta la seconda edizione di Slow Wine Fair.

Un evento organizzato da BolognaFiere e Sana, Salone del Biologico e del Naturale, con la direzione di Slow Food. La location era facilmente raggiungibile in auto, di fronte al quartiere fieristico, con un ampio parcheggio coperto al costo di 5 euro per l’intera giornata.

Due interi padiglioni dagli ampi spazi e ben 750 aziende vitivinicole presenti, suddivise per regioni e talvolta, per distribuzioni provenienti da ogni parte del Bel Paese e da 21 Paesi esteri. In questa edizione v’era anche uno angolo dedicato appositamente a distillati e liquori.

A sinistra l’autore Adriano Guerri

Tantissimi buyers, eno-appassionati e operatori professionali hanno varcato la porta di Bolognafiere per avvicinarsi ai banchi d’assaggio evitando lunghe attese. Molti punti di ristoro per uno snack veloce, che nelle ore di punta sono stati presi letteralmente d’assalto.

Tante le Masterclass che hanno arricchito e reso la kermesse davvero interessante.

Un programma ricco, ma si sa, il tempo è tiranno e nel poco avuto a disposizione ne è valsa la pena fermarsi al banco d’assaggio di:

Nominé-Renard Champagne Brut Aoc Da uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, color paglierino brillante e perlage fine e persistente. Racconta di fiori bianchi, zagare, pompelmo e petit patisserie. Sorso fresco, sapido e duraturo.

Tenuta La Viola Albana Secco “In terra” 2021 Nuance dorate, sprigiona immediati sentori di zafferano, pesca, mango e nocciola. Al palato è  sapido e pieno, con sottile presenza di mordenza data dalle catechine.

Ceratti Greco di Bianco Doc 2021 Paglierino brillante, con note olfattive di erbe di campo, miele, agrumi ed albicocca su finale da mandorla dolce. Coerente al gusto, fresco e avvolgente con buona lunghezza.

Le Piane BiankΩ – Vino bianco 2021 Ottenuto dalle uve del vitigno autoctono Erbaluce, mostra un colore giallo intenso con riflessi dorati, liberando eleganti sentori di fiori alpini secchi, miele e pera. Bocca fresca e dinamica, con scie sapide e di frutta secca.

Le Piane Boca Doc 2019 Nebbiolo 85% e Vespolina 15 % – rosso rubino marcato con riflessi tendenti al granato. Chiare sensazioni da frutti di bosco, viola mammola, melagrana, ai quali segue una vena terziaria di tabacco e note balsamicità che prosegue dritta al palato. Un vino suadente dai tannini integrati, quasi infinito.

Diego Conterno Barolo Docg Ginestra 2018 Granato di carattere, con evidenti richiami di rosa canina, ciliegia e lamponi cui seguono sfumature complesse di noce moscata, polvere di caffè e china. Tannino morbido ed elegante che va di pari passo con la sua sapidità. Lungo e scorrevole.

Panizzi Pinot Nero  Igt Ermius 2019 rubino vivace, accompagnato da una bella trasparenza tipica del Pinot Nero. Profumi delicati e accattivanti che rimandano a note di tabacco, frutti di bosco e gelsomino. Piacevole ed elegante non stanca mai.

Bouchard Père & Fils Volnay Taille Pieds Aoc Premier Cru 2018 Rubino quasi trasparente, ventaglio olfattivo da lampone , ribes, mora, ciclamino e note di sottobosco. Avvolge con leggiadria, sapido e durevolezza. Che vino da degna chiusura di Slow Wine Fair 2023!

Le considerazioni finali su Chianti Classico Collection 2023 a cura di Alberto Chiarenza

di Alberto Chiarenza

Il Chianti Classico è tra le Denominazioni più famose e riconoscibili al mondo. Vini prodotti nel cuore della Toscana, baricentro della cultura enogastronomica italiana.

L’edizione 2023 di Chianti Classico Collection ha visto come location la Stazione Leopolda a Firenze nelle giornate del 13 al 14 febbraio. Il primo giorno è stato dedicato agli operatori del settore e della stampa, per la presentazione delle nuove annate e delle nuove Unità Geografiche Aggiuntive (in sigla UGA).

Dopo un approfondito studio sulle caratteristiche pedoclimatiche e culturali dei vari territori, la denominazione storica, che lambisce in parte o per intero l’areale di 8 comuni posti tra Siena e Firenze, è stata a sua volta suddivisa in 11 sottozone, con una proposta di modifica del disciplinare per quanto concerne solo la tipologia Chianti Classico Gran Selezione.

Una giornata intensa dedicata all’approfondimento delle Cantine del Chianti e anche agli incontri con i produttori  e delle loro unicità volte a dare un prodotto iconico, con un  vitigno particolarmente vocato alla produzione di vini di pregio, il vitigno più famoso della Toscana: il Sangiovese

Per disciplinare il Chianti Classico DOCG deve contenere almeno un 80% di Sangiovese e il restante 20%, si possono utilizzare uve a bacca rossa approvate dalle direttive regionali. Il vignaiolo è libero di vinificare secondo le norme rispettando i blend o proponendo il Sangiovese in purezza.

Il Chianti Classico è conosciuto per il suo gusto fruttato, speziato e tannico tradizionalmente fresco, che si sposa bene con i piatti della cucina toscana, in particolare con la celebre carne Chianina o quelli a lunga cottura come il peposo.

Viene spesso invecchiato in botti di legno, che gli conferisce note terziarie e maggior complessità. Le bottiglie sono facilmente riconoscibili grazie al loro distintivo con il Gallo Nero simbolo del Consorzio Vino Chianti Classico.

Venne fondato nel 1924 per proteggere e promuovere il vino e la sua zona di produzione. Oggi rappresenta oltre 500 produttori di vino e lavora per garantire la qualità e la reputazione del marchio e le esportazioni all’estero vivono un momento di grazia.

Un successo condiviso con la filiera produttiva presente all’evento rientrante tra le Anteprime di Toscana, con oltre 200 produttori e 700 etichette nell’assaggio delle nuove annate.

Un grande successo!

Evento “La Sardegna di Vinodabere” – la prima parte delle interviste ai suoi protagonisti

di Luca Matarazzo

Ottima riuscita a Roma per la prima edizione dell’evento La Sardegna di Vinodabere.

La possibilità per conoscere il potenziale immenso di un territorio ancora da scoprire, soprattutto in alcune sfumature sublimi. Tante le tipologie presenti, tra Vermentino, Cannonau, Bovale Sardo (o Muristellu) e chi più ne ha…

Tanti i protagonisti a cominciare dagli organizzatori: in primis il Direttore Responsabile di Vinodabere Maurizio Valeriani e poi i numerosi produttori presenti, che hanno voluto dedicare uno spazio del prezioso tempo a disposizione per essere intervistati ai microfoni di 20Italie.

Riportiamo un estratto delle voci raccolte, espressioni di territori, uomini, laboriosità.

Da sinistra i giornalisti Maurizio Valeriani, Dario Cappelloni, Antonio Paolini

<<Maurizio Valeriani, l’impressione è quella di un evento davvero unico nel suo genere>>

Risponde il Direttore: <<personalmente cerco di raccontare la Sardegna da oltre 20 anni, ultimamente anche con le edizioni della Guida Vini proposta dalla testata enogastronomica Vinodabere. L’esigenza concreta e pienamente soddisfatta di comunicare territori nella Capitale, ove transita ben il 20% del mercato nazionale. Tre Masterclass sold-out (Sulcis, Mamoiada e Mandrolisai) e straordinaria affluenza di pubblico ai banchi d’assaggio. Il primo, spero, di una lunga serie di eventi su una delle regioni più affascinanti d’Italia>>.

Enrico Esu

Enrico Esu dell’Azienda Agricola Enrico Esu (Nerominiera) ci narra delle vigne di Carignano del Sulcis, cresciute a contatto con le sabbie marine ed il vento di maestrale che sferza dalle coste dell’isola di Sant’Antioco verso Carbonia.

<<Il nostro territorio consente ancora una coltivazione a piede franco pre-fillossera. La sabbia rappresenta il terreno povero sul quale si adatta bene un vitigno vigoroso come il Carignano. Io coltivo con onore le vecchie vigne impiantate da mio padre e da esse ne ricavo un vino strutturato, che fa delle eleganti note fruttate il suo emblema. La pura espressione del varietale la conservo intatta grazie alla vinificazione in acciaio, anticipando la vendemmia ed ottenendo maggiori freschezze e bevibilità>>.

Raffaele De Matteis

Infine, a conclusione di questa prima tranche di interventi, abbiamo il parere illustre di Raffaele De Matteis Presidente della Cantina Sociale Sant’Antioco – Sardus Pater del Sulcis. A lui abbiamo chiesto cosa pensa del sistema delle Cooperative Vitivinicole sarde, meglio sviluppato ed organizzato di altre realtà.

<<La nostra Cooperativa nasce nel 1949 dalla volontà di pochi soci conferitori nel cercare di rendere economicamente vantaggiosa la produzione di uva e di vino. Con l’arrivo delle nuove leve, dotate della forza della gioventù, si sono aggiunte linfa ed energie vitali per l’intero comparto. Si crede fortemente nel motto “l’unione fa la forza” con lo spirito adatto a far bene, oggi come ieri.

A presto per un altro giro di interviste su 20Italie.

PITTI TASTE – il racconto e le interviste di 20Italie

di Alessia Benincasa

PITTI TASTE SI RICONFERMA LA FIERA DELL’ARTIGIANATO D’ECCELLENZA MADE IN ITALY

Tante conferme per il PITTI TASTE, ad iniziare dalla location suggestiva di Fortezza dal Basso, che per il secondo anno di seguito ospita la Fiera delle nicchie d’eccellenza Made in Italy.

Firenze, culla della bellezza e della cultura italiana, ha ospitato 538 aziende e oltre 7.000 operatori del settore intervenuti da oltre 50 paesi, con un afflusso del +40% rispetto a un anno fa.

Degli oltre 500 espositori, il 90% erano già presenti nell’edizione precedente, a riprova che la nuova scenografia è stata apprezzata dai protagonisti e dai buyers, rappresentativi delle più importanti insegne da tutto il mondo, soprattutto dai mercati emergenti. Le presenze migliori sono quelle di Francia (+46%), Stati Uniti (+53%), Regno Unito (+28), Olanda (+66%), e Austria (68%).

Abbiamo intervistato Agostino Poletto, Direttore Generale di Pitti Immagine, che ha ribadito la forte vocazione del PITTI TASTE a rappresentare l’evento italiano di riferimento per l’artigianato d’eccellenza e per le aziende di nicchia che portano agli occhi del mondo il valore unico della qualità italiana e di tradizioni familiari che si sposa al dinamismo e all’eleganza delle nostre imprese.

Oltre 10.000 visitatori, infatti, hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza di gusto e di storie di successo.

Aziende come Acquapazza Gourmet, storici produttori della pregiata colatura di alici di Cetara, sono considerate le “vecchie guardie” della Fiera, presenti sin dalla prima edizione con un racconto che accoglie uno sguardo più ampio e globale sul significato di qualità italiana.

Ad unanime consenso si aggiungono voci di aziende di più recente nascita nel panorama dell’agro-artigianato, come I Segreti di Diano, che trovano nel PITTI TASTE una delle opportunità più interessanti nello scenario italiano.

E ancora: abbiamo ascoltato i feedback di Pastificio dei Campi, solida realtà della denominazione Pasta di Gragano IGP, un vanto italiano nel mondo; l’importante lavoro sul biologico di Inserbo, storica azienda conserviera di tradizione familiare nell’agro nocerino-sarnese.

Infine, abbiamo vissuto il Cilento e le sue bontà mediterranee con Santomiele, per terminare con la famosa nocciola piemontese che dà vita agli scrigni golosi di Tastelanghe.

Grande merito del PITTI TASTE è quello di aver reso i prodotti delle piccole eccellenze artigianali italiane un evento contemporaneo, cool, grazie anche ai tanti eventi svoltisi nella Unicredit Arena e dentro la città con i Fuori di Taste!.

Il PITTI TASTE è una fiera che nel tempo è diventata propagatrice di tendenze e veicolo dei valori di riconoscibilità, eleganza, bellezza e bontà che rendono la cultura italiana unica nel mondo.

Interviste video realizzate per 20Italie a cura del giornalista Milko Chilleri.

Anteprime di Toscana 2023: L’Altra Toscana – i migliori assaggi

di Augusta Boes

Tante le etichette (ben 340) in degustazione, poco il nostro tempo a disposizione, Anteprima L’Altra Toscana si sta lentamente avviando verso una realtà da gestire al meglio in qualcosa di più di un solo giorno.

A malincuore ho dovuto operare delle scelte precise, per avere almeno un quadro esaustivo delle annate per quelle tipologie. Spero di non aver omesso l’assaggio della “bottiglia strepitosa” nascosta e rimasta tra le maglie e le righe del mio taccuino e dei campioni non selezionati.

Si dice, comunque, che “ciò che proviene dal destino prima o poi ci saprà trovare”; confido, pertanto, nelle forze benevole universali! Le occasioni future non mancheranno in una Toscana piena di eventi ed iniziative come mai prima d’ora.

Ultima considerazione, prima di iniziare con il racconto dei migliori assaggi suddivisi per Denominazione di riferimento: l’ottimo e rapido servizio dei sommelier che ha agevolato molto il compito.

Partiamo da ciò che ha impressionato maggiormente per eleganza e serbevolezza: i vini dell’areale di Cortona.

Gradevoli le nuances floreali presenti nella maggioranza dei campioni. Nerbo e sapore nella 2021, grandi delicatezze nella 2020 dal sorso disteso e piacevole. La 2019 mi ha letteralmente conquistata, annullando alcune personali ritrosie sulla Syrah di queste terre.

Profumi freschi, autentici ed avvolgenti che colpiscono il cuore per la loro scorrevolezza.

Ecco i migliori assaggi delle annate, indicati per Denominazione e posti in ordine di annata e di preferenza.

Migliori assaggi Cortona

Annata 2021

Chiara Vinciarelli – IGT Toscana Syrah Castore

Fabrizio Dionisio – Doc Cortona Syrah Linfa

Annata 2020

Stefano Amerighi – Doc Cortona Syrah

Cantine Faralli – Doc Cortona Il Sorbo

Eredi Trevisan – Doc Cortona Candito

Annata 2019

Stefano Amerighi – Doc Cortona Syrah Apice

Chiara Vinciarelli – Doc Cortona Syrah Polluce

Podere Il Fitto – Doc Cortona Syrah

Angelici Horecki Valentina Tenuta Angelici – Doc Cortona Syrah Bocca di Selva

La Braccesca – Doc Cortona Syrah Bramasole

Baldetti – Doc Cortona Syrah Crano

Veniamo alle proposte dalla denominazione Carmignano e Barco Reale. Una 2021 certamente impegnativa, ancorata ad estrazione e materia con tannini in via di definizione.

Sembrano aver sofferto, in particolare, le varietà d’origine internazionale (ormai rientranti a pieno titolo tra quelle autoctone) come i Cabernet. Poche le scelte da menzionare in positivo: meglio la 2020 e 2019, anche se con qualche chiaroscuro.

Migliori assaggi Carmignano e Barco Reale

Annata 2021

Castelvecchio – Doc Barco Reale di Carmignano

Pratesi – Docg Carmignano Carmione

Annata 2020

Tenuta Ceri – Docg Carmignano Riserva

Tenuta Ceri – Docg Carmignano Ricoccioli

Piaggia – Docg Carmignano Riserva

Annata 2019

Tenuta di Capezzana – Docg Carmignano Riserva Villa di Capezzana

Per quanto concerne Montecucco e Montecucco Sangiovese, denominazione estesa per dimensioni eppur ancora sottotono per ettari vitati e produzione complessiva, i vini risultano tecnicamente ben fatti, con ottima qualità media e rare punte di eccellenza.

Migliori Montecucco e Montecucco Sangiovese

Annata 2019

Le Pianore – Doc Montecucco Rosso Titanus

Campinuovi – Docg Montecucco Sangiovese Campinuovi

Podere Assolati – Doc Montecucco Rosso

Annata 2018

Poggio al Gello – Docg Montecucco Sangiovese Riserva Rosso del Gello

Annata 2016

Pierini e Brugi – Doc Montecucco Rosso Riserva Sugherettaio

Poggio Mandorlo – Docg Montecucco Sangiovese Le Querce

Davvero freschi ed appaganti i Sangiovese di Valdarno, caratterizzati da note balsamiche che risuonano al sorso come il tocco di una campana.

Migliori Valdarno di Sopra

Annata 2019

Migliorina e Montozzi – Doc Valdarno di Sopra Sangiovese Riserva Castello di Montozzi

Fattoria Fazzuoli – Doc Valdarno di Sopra Sangiovese Riserva

Annata 2018

Fattoria Fazzuoli – IGT Toscana Rosso Campodonico

Nei campioni della Maremma Toscana si avverte subito il calore della 2022, mentre dimostrano altra prontezza e passo quelli della 2021 in buon spolvero.

Migliori assaggi Maremma Toscana

Annata 2022

Val di Toro – Doc Maremma Toscana Vermentino Aurimaris

Morisfarms – Doc Maremma Toscana Vermentino

Annata 2021

Azienda Santa Lucia – Doc Maremma Toscana Ciliegiolo Canapone

Sassotondo – Doc Maremma Toscana Ciliegiolo Monte Calvo

Querciabella – Doc Maremma Toscana Rosso Mongrana

Tenuta Belguardo – Doc Maremma Toscana Vermentino – Codice V

Colli del Vento – Doc Maremma Toscana Vermentino Frieda

Annata 2020

Vignaioli del Morellino – Doc Maremma Toscana Ciliegiolo Riserva Capoccia

La Mozza – Doc Maremma Toscana Ciliegiolo

Nittardi – Doc Maremma Toscana Rosso Ad Astra

Per le categorie non menzionate, mi perdonerete, cercheremo di ovviare in altra occasione con il giusto tempo di attenzione e le energie che occorrono. Ora è il tempo del meritato riposo.

Anteprime di Toscana 2023: L’Altra Toscana – la panoramica dell’evento

di Adriano Guerri

Siamo alle fasi conclusive di una lunga settimana che termina con l’Anteprima 2023 L’Altra Toscana.

Ultima kermesse, ma non per ordine di importanza, che ha avuto luogo lo scorso 17 febbraio negli ampi e rinnovati saloni di Palazzo degli Affari di Firenze.

In degustazione oltre 330 etichette tra vini a marchio DOP e IGP: Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Cortona, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Suvereto e Val di Cornia, Terre di Casole, Terre di Pisa, Toscana, Valdarno di Sopra.

È stata la seconda edizione dedicata a Denominazioni ricche di storia e di antiche  e profonde tradizioni vinicole  che affondano le proprie radici in tempi lontani.


Realtà forse nascoste, che a livello  qualitativo non hanno nulla da invidiare alle più blasonate consorelle regionali, con tre di esse che figuravano già nel 1716 nel Bando del Grand Duca di Toscana Cosimo III De’ Medici, una sorta di prima denominazione di origine controllata.

Molto diverse tra loro, localizzate tra mare e  pendici montane con areali distanti l’uno dall’altro, presentano aspetti pedoclimatici variegati, con tanti produttori uniti dal comune denominatore di creare vini di elevata qualità.

Variano anche i vitigni da un areale all’altro sia quelli autoctoni sia gli alloctoni, anche se il Sangiovese la fa da padrone quasi ovunque tra coltivazioni convenzionali, biologiche e biodinamiche.

Spettacolari i paesaggi, quasi paradisiaci, costellati da castelli, ville, poderi, pievi e borghi arroccati sulla sommità di sinuose e talvolta erte colline; boschi secolari, uliveti, campi e ordinati filari di cipressi. Un patrimonio unico e ancora da scoprire con alcune enclave inserite nella lista World Heritage UNESCO.


Il servizio è stato affidato all’Associazione Italiana Sommelier. I sommelier si sono ben destreggiati tra i tavoli d’assaggio dedicati alla stampa con puntualità ed efficienza. Al piano soprastante v’erano banchi d’assaggio consortili con possibilità, pertanto, di incontrare anche qualche vigneron.

Location con ampi spazi e servizi all’altezza dell’evento.  Dalla sommità della struttura si gode un panorama senza pari, digradante verso la cupola del Brunelleschi da un lato, e l’Appennino dall’altro.

Tra i vini degustati, ne ho estrapolati alcuni  che meritano un approfondimento. 

Tenuta di Capezzana, Carmignano Villa Capezzana 10 Anni – Sangiovese 80% Cabernet Sauvignon 20%.  Rosso granato  intenso, emana sentori di tabacco, rosa appassita, scorza d’arancia, liquirizia e spezie doci, avvolgente, pieno e incredibilmente lungo.

Stefano Amerighi Cortona Doc Syrah Apice 2019 – Rosso rubino intenso, rivela sentori di marasca, melograno, tabacco, pepe nero e bacche di ginepro, intenso e fine con tannini poderosi, ma ben levigato.

Camporignano Mattaione Terre di Casole Doc 2016 – Sangiovese 80% Merlot 20%, rubino intenso,  una cascata di frutta e spezie. Pieno ed appagante,  decisamente lungo.

Petrolo Valdarno di Sopra Merlot Vigna Galatrona 2020 – rosso rubino vivace emana sentori di mora, cassis, rosa e sottobosco, armonioso e leggiadro con tannino nobile dal sorso lungo.

Basile Montecucco Sangiovese Docg Carta Canta 2019 –  Sangiovese 100%, rosso rubino, eleganti sentori di ciliegia, lampone e ribes ben uniti a note di liquirizia, gusto piacevolmente morbido.

Tenuta Impostino Montecucco Sangiovese Riserva Viandante Docg 2017 – Sangiovese 100%, rosso rubino, ribes, lampone, mora, prugna accompagnate da sottili note balsamiche, dimostra coerenza e persistenza.

Castello di Nipozzano Marchesi Frescobaldi Chianti Rufina Riserva  Vecchie Viti Docg 2020 – Sangiovese, Malvasia Nera,  Colorino e Canaiolo, rosso rubino vivace,  si districa tra sentori di pervinca, frutti di bosco,  pepe nero e cannella. Scia sapida lunga.

Badia a Morrona Terre di Pisa Doc Vignalta 2019 – Sangiovese 100% rubino trasparente,  un pot-pourri di fiori, amarena, noce moscata e sottobosco, composito e dotato di una straordinaria piacevolezza di beva.

Tua Rita Toscana Sangiovese Igt Perlato del Bosco Rosso 2020 – Sangiovese 100%, rubino scuro, violetta, frutti di bosco,  sottobosco e mirto, fresco, avvolgente e assolutamente lungo.

Sottolineiamo che non è stato inserito nessun vino della Doc Orcia, della Doc Maremma e della Doc Colline Lucchesi, semplicemente, perché a breve avremo la possibilità di approfondire questi stupendi lembi di terra dedicando appositamente degli articoli.

Anteprime di Toscana 2023: Vernaccia di San Gimignano – considerazioni e migliori assaggi

di Luca Matarazzo

La Vernaccia di San Gimignano si presenta alla stampa di settore nella versione di annata ed in quella Riserva.

È difficile dire quando sia il momento giusto per esprimere considerazioni che vadano al di là della semplice apparenza.

Certo chiedersi oggi cosa realmente rappresenti la Vernaccia di San Gimignano non può limitarsi ad un semplice compendio tra storia e nozioni bibliografiche.

E neppure l’ottima organizzazione del Consorzio e l’attenzione nel servizio dei bravissimi sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione Toscana – possono alleviare alcune perplessità complessive su quanto degustato.

Che l’annata 2022 fosse complicata per i bianchi lo sospettavamo, che avesse così tante discrepanze all’interno di stili e versioni differenti francamente ha davvero sorpreso.

Non si tratta di una banale generalizzazione, altrimenti non potremmo menzionare nessun prodotto di rilievo.

Infatti, c’è chi sa interpretare al meglio delle possibilità una varietà difficile da lavorare in vigna e ancor più da comunicare al pubblico.

Abbiamo assaggiato, con la collaborazione del direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani, ben 95 campioni (48 dell’anata 2022, 16 dell’annata 2021, 4 dell’annata 2020, 6 della Riserva 2021, 12 della Riserva 2020, 8 della Riserva 2019 e 1 della Riserva 2018).

Ciò che ne emerge è una 2022 basata spesso su estrazioni marcate ed aromi in via di definizione. Timida al naso e potente al gusto, con parti astringenti non proprio da manuale.

Quanto detto, ribadiamo, non vale per tutti: alcuni (pochi) hanno lavorato con mano sapiente ed elegante in vini profondi, dove le ruvidezze e le slegature si sono trasformate in splendide avvolgenze.

Vini prospettici che meritano l’attenzione negli anni futuri per comprenderne appieno le evoluzioni.

Delle versioni Riserva presentate, rileviamo la tendenza a nuances da ossidazione che non nobilitano lo charme ed il potenziale della Vernaccia di San Gimignano.

La Masterclass di inizio giornata, condotta dal Master of Wine Gabriele Gorelli, è stata un fulgido esempio di cosa significhi lo scorrere del tempo quando le cose vengono fatte con criterio.

Speriamo che l’impegno profuso da tutti gli attori alla fine riesca a dare la svolta definitiva e necessaria che la Denominazione attende. Senza scomodare paragoni inutili con altre realtà produttive.

La Vernaccia di San Gimignano è e resta tale: basterebbe guardare al proprio interno riappropriandosi delle radici storiche.

Migliori Assaggi Vernaccia di San Gimignano 2022

Poggiarelli – Signano

Casa Lucii – Casa Lucii

Tenuta Le Calcinaie

Signano

La Lastra

Selvabianca – Il Colombaio di Santa Chiara

Hydra – Il Palagione

Poderi del Paradiso

Pietraserena

Migliori Assaggi Vernaccia di San Gimignano 2021

Donna Gina – Fattoria di Fugnano

Fontabuccio – Vagnoni

Viti Sparse – Terre di Sovernaja

Vigna Santa Margherita – Panizzi

Carromatto – Fattoria La Torre

Migliori Assaggi Vernaccia di San Gimignano 2020

Lyra – Il Palagione

Carato – Montenidoli

Master of Wine Gabriele Gorelli

Migliori Assaggi Vernaccia di San Gimignano Riserva 2021

Aurea – Guidi

Ori – Il Palagione

Migliori Assaggi Vernaccia di San Gimignano Riserva annate 2019, 2018

Mareterra 2018 – Casa Lucii

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection 2023 – è il momento dei migliori assaggi della Gran Selezione

di Luca Matarazzo

Prima di cominciare a parlare delle annate dei Chianti Classico Gran Selezione presenti alle Anteprime di Toscana – Chianti Classico Collection 2023 – bisogna fare un passo indietro per poi farne due avanti.

Partiamo dalle considerazioni video fatte durante la prima giornata, in un momento di relax degustativo utilissimo per ricariche le energie nel confronto con i produttori.

L’attesa era grande per l’evento cult degli appassionati del Gallo Nero. La felicità genera sempre ottimismo e ne abbiamo davvero bisogno.

Continuiamo a ritroso nel tempo parlando del Chianti Classico 2019 nei 35 campioni presenti.

L’annata ha portato nei calici vini ricchi di aromi profondi, intensi ed eleganti. Gradevolezza unita a giusta tensione gustativa, in equilibrio con le presenze tanniche di buon nerbo ed integrità. Chi ha utilizzato il Sangiovese in solitario ha potuto innestare una marcia ulteriore.

In seguito i migliori assaggi elencati in ordine alfabetico e non di preferenza:

Migliori Chianti Classico Docg 2019

Casa di Monte – Le Capitozze

Castello di Monterinaldi – Vigneto Boscone

Fattoria di Montemaggio – Montemaggio

Felciano

Savignola Paolina – Ora

Valvirginio

Vecchie Terre di Montefili

Pochi gli assaggi presenti per l’annata 2018, che presentano comunque una sottile e puntuta eleganza suddivisa parimenti tra olfatto e palato.

Migliori Chianti Classico Docg 2018

Pensieri di Cavatina

Scheggiolla

Tenuta Carobbio

Migliori Chianti Classico 2017

Carus – Baldero

Solatione Winery

E veniamo al clou della nostra analisi riguardante il Chianti Classico Gran Selezione annate 2020 e 2019. Il confronto sembra impari, ancora una volta a discapito della prima versione, anche se meno evidente rispetto a quanto ravvisato nella tipologia Riserva.

Spezzando una lancia a favore, possiamo dire che le concentrazioni presenti in tanti campioni della 2020 meritano un tempo supplementare di riflessione. Per utilizzare un paragone calcistico, qualcuno andrà ai calci di rigore, qualcun altro si arrenderà alla “dura legge del gol”.

Di certo i tannini nervosi spesso non armonizzati dalle esuberanti essenze fruttate, mostrano i limiti di una stagione in chiaroscuro.

Meglio performante la 2019, contenuta nei picchi di eccellenza ma comunque equilibrata e identitaria in molti casi. La presenza sempre più maggioritaria del Sangiovese sta dando metaforicamente i suoi frutti, a volte buoni altre meno.

Vedremo nel futuro i progressi di questa tipologia, anche alla luce della ormai imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA).

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2020

Brancaia

Castello di Fonterutoli – Badiòla

Famiglia Zingarelli – Tenuta Fizzano

Tenuta di Arceno – Strada al Sasso

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2019

Arillo in Terrabianca

Castello di Bossi

Castello di Gabbiano – Bellezza

Colle Bereto

Colombaio di Cencio

Il Poggiolino – Le Balze

Nardi Viticoltori – Vigna del Pino

Podere Castellinuzza/Paolo Coccia – Vecchie Vigne

Tenuta di Lilliano

Tolaini – Vigna Montebello Sette

Villa a Sesta – Sorleone

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection 2023 – le nostre impressioni sulla Riserva ed i migliori assaggi

di Luca Matarazzo

Di fronte ad oltre 500 campioni riservati alla degustazione per la stampa tremerebbe chiunque. Nella due giorni di Chianti Classico Collection 2023 non c’è tempo per le chiacchiere, bisogna lavorare di buona lena e con grande saggezza.

La stessa che è stata utilizzata per la valutazione, questa volta, della tipologia Riserva. Una tipologia, a mio avviso, ultimamente sofferente nel confronto identitario tra Chianti Classico annata e Gran Selezione.

I tempi e gli stili cambiano e pur in presenza di una trasformazione radicale del modo stesso di concepire un vino, la domanda resta: dove punterà lo sguardo il produttore del futuro, intimorito dal cambiamento climatico e dalla rivoluzione continua dei mercati, con annesse tensioni globali?

Perché il senso di fare impresa, anche da vitivinicoltori, è quello di vendere il più possibile e, a volte, pure il prima possibile. Le annate 2020 e 2019 hanno rappresentato una sorta di spartiacque tra ciò che era in passato e ciò che viviamo attualmente.

Lo si sente (per una sorta di transfert inconscio) anche alla materia liquida assaggiata. Lo si sente a maggior ragione nel raffronto tra le due annate di riferimento, maggiormente fresca la prima ed a cinque stelle la seconda. Almeno secondo quanto indicavano le statistiche.

Possiamo dire che entrambe non hanno pienamente soddisfatto le aspettative. E non solo per un frutto eccessivamente maturo rinvenuto in molti campioni della 2020 o per le poche espressioni da palpito della 2019, ma anche nella complessiva gestione della trama tannica senza linea di continuità.

Naturalmente la tipologia presa in esame prevede un certo margine di scostamento con il trascorrere del tempo, facendo la tara sul fatto che qualcuno avrà, come capita di sovente, imbottigliato il vino poco prima dell’evento. Ci riserveremo di sicuro una ulteriore valutazione in altre occasioni.

Il panel di degustazione è stato composto, oltreché dal sottoscritto, anche dagli amici e colleghi di Vinodabere: il direttore Maurizio Valeriani, Antonio Paolini, Gianmarco Nulli Gennari, Gianni Travaglini, Federico Gabriele. L’uniformità di giudizio passa necessariamente dal confronto tra differenti opinioni.

Ecco i nostri migliori assaggi in ordine di preferenza:

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2020

Vigna Barbischio – Maurizio Alongi

Monte Bernardi

Ottomani

Luiano

Capraia

Le Miccine

Maurizio Brogioni

Riecine

La Montanina

Il Campitello – Monteraponi

Agostino Petri – Castello Vicchiomaggio

Sangioveto – Famiglia Zingarelli

Le Baròncole – Fattoria San Giusto a Rentennano

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2019

Nittardi

Poggio a’Frati – Rocca di Castagnoli

Belvedere Campoli/Conte Guicciardini

Burrone – Ca’ di Pesa

Le Vigne – Istine

Torcilacqua

Tenute Casenuove

Castello Monterinaldi

Banfi

Casale dello Sparviero

Castello della Paneretta

Montebuoni – Castello di Ama

Fattoria della Aiola

Foho – Casa al Vento

Fattoria La Ripa

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2018

Badia a Coltibuono
Le Masse di Greve – Lanciola
Pensieri di Cavatina
Piano dei Sarti – Tenuta La Novella
Gherardino – Vignamaggio
Viticcio

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2017

Le Capitozze – Casa di Monte

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2016

Bucciarelli/Antico Podere Casanova
Solatione Winery

Migliori Assaggi Chianti Classico Riserva 2015

Castello di Lamole – Fattoria di Lamole/Paolo Socci