Brianza in Bottiglia: Viaggio tra Vini e Sapori

Domenica 14 settembre 2025, dalle 10.00 alle 21.00, la splendida cornice del parco della villa comunale di Ronco Briantino (MB) ospita INEBRIANZA, la prima edizione di un evento dedicato alla degustazione e celebrazione del vino Made in Italy.

Oltre 15 cantine provenienti da tutta Italia incontreranno il pubblico per raccontare la propria passione e far assaporare le loro etichette, offrendo degustazioni e vendita diretta. Ad accompagnare la giornata: musica dal vivo, cucina locale e la partecipazione di AIS Lombardia, a sostegno della cultura enologica.

Oltre alle degustazioni, i visitatori potranno partecipare a degustazioni guidate da Giorgio Santagostino, enologo ed esperto conoscitore di vino.

Le iscrizioni sono già aperte su eventbrite.it e i posti sono limitati: si consiglia di prenotare in anticipo per assicurarsi la partecipazione.

INEBRIANZA è raccontata e promossa anche sui canali social ufficiali, con contenuti dedicati, curiosità e anticipazioni sui produttori presenti.

Domenica 14 settembre Dalle 10.00 alle 21.00 (ingresso fino alle 19.00 per le degustazioni) Ronco Briantino (MB) Via IV Novembre, 30 – 20885 Parco della villa comunale (ingresso libero)

Campania: torna Gustarte a Durazzano

Dal 21 al 24 Agosto 2025, torna la manifestazione Gustarte. L’iniziativa, nata nel 2015, è giunta alla sua nona edizione e si prefigge di coniugare l’arte culinaria con la cultura, principalmente nelle sue forme teatrali e musicali.

Gustarte si svolgerà a Durazzano, terra di confine tra la provincia di Benevento e quella di Caserta, un tempo campo di caccia dei Borboni e luogo che ospita uno dei tre ponti attraverso i quali è visibile l’acquedotto Carolino che alimenta la maestosa fontana della Reggia di Caserta.  La manifestazione si snoderà tra i vicoli ed i portoni del centro storico Capocasale, sito alle pendici del monte Jardino, in un percorso di gusto, sapori, suoni ed odori lungo oltre 1 km con più di 30 espositori.

I protagonisti saranno le eccellenze enogastronomiche ed artigianali del territorio sannita e casertano. Il teatro itinerante, a cura dell’artista Angelo ‘O Capitano Picone che presenterà il suo nuovo lavoro Tarantella Experience, e la musica popolare, con i Fusciacca, i Taraterrae e gli MPS (Movimento Popolare Sannita), faranno da suggestiva cornice agli stand. A chiudere il quadro di iniziative di una manifestazione che si pone come obiettivo quello di promuovere le eccellenze e di educare ad un’alimentazione sana ed a km zero, sono promosse diverse iniziative.

Anzitutto le Masterclass sul vino nei giorni 21-22-23 agosto curate dal dott. Pasquale Carlo, Curatore per la Campania della Guida Vini buoni d’Italia; in collaborazione con Slow Food Valle Caudina e con la Legambiente sannita, nei giorni di venerdì 22, sabato 23 e domenica 24, invece, verranno svolti alle ore 18.30 tre laboratori: due di natura culinaria ed un terzo sul tema del riutilizzo dei rifiuti; infine, domenica 24 agosto verrà svolta la Masterclass sull’Olio del Sannio a cura dall’agronomo Sebastian Limata e del Presidente nazionale dell’UNCI AGROALIMENTARE, dott. Gennaro Scogliamiglio.

Gustarte, però, è anche promozione delle professionalità locali e dei giovani imprenditori che credono nel territorio. Per questo, nei giorni 22-23-24 agosto nel cortile di palazzo Cice, palazzo nobiliare baricentro del centro storico “Capocasale” che oggi ospita la scuola alberghiera paritaria “Artusi”, tre chef di tre ristoranti durazzanesi,  proporranno per Gustarte  un menù a 4 portate esaltando i prodotti del territorio. Sempre nel cortile di Palazzo Cice, il giorno 21 agosto, inoltre, Terre di Janara, azienda cosmetica sannita, terrà un workshop in cui i partecipanti potranno cimentarsi nella produzione di uno scrub corpo con l’olio extravergine di oliva del Sannio e le erbe spontanee del territorio.

Infine, aspettando Gustarte alle 18.00 presso il giardino pensile di Palazzo Stasi, si terranno gli Aperigustarte, in cui verrà promosso il vino come base degli aperitivi in luogo dei classici alcolici. Dopo la chiusura degli stand Gustarte, presso palazzo Cice, sarà la volta dell’Altro Gustarte, in cui a suon di musica dance, aziende del settore beverage presenteranno i propri prodotti.

Per maggiori informazioni e per il programma completo dell’iniziativa si invita a seguire la pagina IG gustarte_durazzano o a visitare il nostro sito www.gustarte.org.

Core in Fabula. Dada’, la sirena della Notte delle Lampare di Cetara.

La stella retrofuturista della musica napoletana canta la 48^ edizione delle notti più attesa in Costiera Amalfitana.

Salerno, 2 agosto 2025, Molo Masuccio, 20:30, si salpa.

Anche quest’anno siamo media partner della rassegna 𝗔𝗠𝗜 𝗖𝗘𝗧𝗔𝗥𝗔 organizzato da Ambientarti che, per la prima volta, si tiene durante la 𝗡𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗟𝗮𝗺𝗽𝗮𝗿𝗲.

Stavolta il solito viaggio di 15 minuti, si prolunga felicemente.

A interrompere il nostro viaggio verso la degustazione e il concerto sotto la Torre Vicerale non sono i pirati in cerca di bottino ma i pescatori impegnati nella battuta di pesca delle alici al largo.

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Le luci in fondo al mare. Al largo le lampare ad attirare i banchi di alici, ci fermiamo ad ammirare. Arriva l’urlo di gioia dei pescatori, dopo instancabili manovre la pesca è riuscita.

© Gianvito Tozzi

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Possiamo ripartire dritti verso il porto di Cetara dove ci accolgono i profumi della gastronomia locale. Lungo il molo Madonnina Campus Lab ci serve il trancio di pizza alla marinara, i paccheri ripieni, l’immancabile frittura di alici e per finire babà e limoncello. 

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Le luci sul palco. A largo Marina i colori che accompagnano i suoni di DADA’.
Con il video mapping di Daniele D’Elia che illumina la torre e il borgo e la piazza gremita ammiriamo DADA’ sperimentare, fondere e reinventare. Un pop d’autore contaminato da elettronica, jazz e suggestioni mediterranee, in cui la tradizione partenopea si mescola alla club culture e alla world music, dando vita a una narrazione sonora sospesa tra sogno e realtà. Ci troviamo vicini a Daria D’Ambrosio, Designer napoletana che ha disegnato tutti i costumi che animano Core in Fabula e quello che indossa stasera DADA’. Con la grazia di una favola e la potenza di un rito, la voce di DADA’ attraversa il mare illuminato dalle antiche lampare, accarezzando il borgo di Cetara con la sua poesia visiva e sonora. Core in Fabula è un viaggio denso di simboli, ritmo e meraviglia: un concerto che è insieme spettacolo, racconto e visione.

© Valeria Criscuolo – Comune di Cetara

Torniamo a Salerno con un sorriso in più, abbiamo appagato tutti i sensi. Cetara si conferma una conca di cultura e buon vivere. Le alici, quelle no, non si possono portare via.

Restano nei racconti dei pescatori, nell’aria salmastra che punge appena, nelle luci che abbiamo ancora negli occhi. In tasca ci rimane una briciola di mare, una nota di DADA’, un frammento di sogno: abbastanza per tornarci, prima o poi.

L’evento del Comune di Cetara, organizzato con la Pro Loco, il Forum dei Giovani e Ambientarti grazie al supporto di numerosi partner: Olitalia, Perrella Network, Merce Rara, Eurofish Napoli, Agrocetus, Acquapazza, Latte & Sale, Marepizza, Vicceria, Campus Lab, L’Orto sotto casa, Travelmar, La Torretta, Il Piennolo, Armatore, Tecnocasa Vietri Cetara Maiori, Cetarì, Iasa, Sacar, Imetal e Casa Torrente.

Capri, a Ferragosto “Cena sotto le Stelle” con lo chef Fabrizio Mellino

I piatti iconici del tre stelle Michelin al ristorante Campanella by Quattro Passi

Campanella by Quattro Passi all’interno del Pazziella Garden & Suites di Capri apre le porte a un’esperienza esclusiva per la cena di venerdì 15 agosto.

Si festeggia Ferragosto all’insegna di gusto, tradizione e contemporaneità con lo chef Fabrizio Mellino che propone nel giardino mediterraneo del nuovo ristorante a Capri i suoi piatti iconici per una Cena sotto le Stelle aperta a soli 40 ospiti che dovranno necessariamente effettuare la prenotazione su www.campanellacapri.it.

Il costo è di 150 euro a persona bevande escluse.

IL MENU

Aperitivo: Carpaccio di manzo, Gambero a squame, Orata in crosta di pane, Parmigiana di melanzane.

Antipasto: Fiore di calamaro con tartare di scampi, acqua di mela verde e caviale.

Primo Piatto: Fusillone con riccio di mare, crema pasticcera salata e tartare di gambero.

Secondo: Spigola in salsa acetosella e limone di Capri. Dolce: Savarin ai frutti di bosco con crema al mascarpone.

Campanella by Quattro Passi

all’interno di Pazziella Garden & Suites

Via Camerelle 49 A – Capri (NA)

Per info: 081.8370044

A Giungano la XIX Festa dell’Antica Pizza Cilentana: sei giorni di gusto, identità e grande musica popolare

Dal 6 all’11 agosto 2025, il borgo cilentano si accende con la diciannovesima edizione della festa che celebra uno dei simboli più autentici del territorio: l’antica pizza cilentana. Un appuntamento che ogni anno richiama oltre 40.000 persone, tra sapori, tradizioni e concerti sotto le stelle.

Giungano, 30 luglio 2025 – Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, torna uno degli eventi più attesi dell’estate: la Festa dell’Antica Pizza Cilentana, giunta alla sua diciannovesima edizione. Dal 6 all’11 agosto 2025, il borgo di Giungano si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla gastronomia, alla musica popolare e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.

L’evento, organizzato da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’Associazione Cilentum Pizza, continua a crescere, diventando ogni anno sempre più un riferimento per chi desidera riscoprire la vera anima cilentana: quella che profuma di forno a legna, miele locale, formaggi contadini, ortaggi dell’orto e zeppole fritte appena fatte.

“La festa non è solo un evento gastronomico – spiega Pietro Manganelli – ma un momento collettivo di riscoperta culturale e sociale. Mettiamo al centro la nostra pizza cilentana come simbolo identitario, ma con lei raccontiamo tutto un mondo fatto di artigianalità, comunità e rispetto per le nostre radici.”

Giuseppe Coppola aggiunge: “Abbiamo costruito un appuntamento che ogni anno unisce migliaia di persone, ma senza perdere l’autenticità. È un lavoro lungo mesi, che si concretizza in sei giorni di festa vera. Non c’è cilentano che non si senta a casa a Giungano in quei giorni.”

Il menù della Festa

L’antica pizza cilentana è protagonista, preparata con lievitazioni lente, ingredienti semplici e tanto sapere tramandato. Ma non è sola: lagane e ceci, mulegnane mbuttunate, scauratieddi, patate cu a cauzodda, fusilli, antipasti cilentani e dolci come le zeppole cresciute, preparati dalle signore del paese, raccontano un Cilento che si gusta con il cuore.

Forno ospite ogni sera

Ogni sera, al fianco dei forni tradizionali, ci sarà un forno ospite d’eccezione, con importanti pizzaioli chiamati a interpretare l’antica pizza cilentana con la loro visione e maestria:

Pizzeria Mo Veng, Battipaglia

Antica Pizzeria Da Michele

Pizzeria Don Antonio 1970, Salerno

Pizzeria Da Zero, Milano

Pizzeria I Borboni, Pontecagnano

Pizzeria O Scialone, Capaccio Paestum

Anche per i celiaci è previsto un forno gluten free a cura di Fioreglut Mulino Caputo, con diverse pizzerie specializzate pronte a offrire il gusto della tradizione senza rinunce.

Musica, emozioni e Premio Nazionale Giungano Cilentum

Ogni sera ci saranno laboratori sulla storia culinaria del territorio e, per la prima volta, Alfonso Del Forno sarà presente con il “Cumpari Podcast”.

Sotto la direzione artistica di Michele Pecora, la festa offre ogni sera un grande concerto gratuito. La musica popolare incontra l’autoriale, la tradizione si fonde con la contemporaneità in una programmazione che accende le piazze e fa danzare le persone.

In collaborazione con Melissa Di Matteo, il programma musicale diventa un vero viaggio culturale.

Ospiti di questa edizione:

6 agosto: Ciccio Nucera, tamburi e tarante calabresi

7 agosto: I Beddi, folk siciliano

8 agosto: Tanuccio Corona, voce del Cilento

9 agosto: Eugenio Finardi, leggenda della musica d’autore

10 agosto: Roberto Colella, solista dei La Maschera

11 agosto: Dadà, voce potente e sperimentazione

Il programma sarà arricchito da spettacoli itineranti, canti e balli popolari nel borgo, degustazioni tematiche e momenti di confronto culturale.

Durante la serata finale verrà assegnato il Premio Nazionale Giungano Cilentum, riconoscimento dedicato a personalità che hanno saputo raccontare, preservare e innovare la tradizione popolare cilentana e italiana.

Cibo, cultura e sostenibilità

La festa è Plastic Free, accessibile a tutti, con opzioni Gluten Free e con un’attenzione crescente alla sostenibilità e all’inclusione.

I biglietti si acquistano sul posto o online sul sito ufficiale: www.cilentumpizza.it

Non solo pizza: il mercato del gusto

Tra uno spettacolo e una tammurriata, sarà possibile acquistare miele artigianale, formaggi locali, ortaggi di stagione, dolci tipici e altri prodotti del Cilento autentico, direttamente negli stand degli artigiani del gusto.

Evento promosso con il patrocinio di: Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Comune di Giungano.

Un ringraziamento speciale va a tutti i sostenitori: Agrosystem, Aristea, BCC Aquara, BCC Capaccio Paestum, Cilento Delizie, Coca Cola, Convergenze, DI Sessa, Fioreglut Mulino Caputo, La Regina San Marzano, Madant Frutta, Mulino Caputo, Olio Stilla, Paestum Service, Peroni Nastro Azzurro, Planet Horeca Specialist, Royal Paestum, SaCar Forni.

Social media partner: Postcardfrom Cilento, la guida gratuita da tenere sempre con te.

Vi aspettiamo dal 6 all’11 agosto a Giungano per una festa che è tradizione, ma anche futuro. Perché l’antica pizza cilentana non è solo cibo: è cultura che unisce.

Info utili

Dove: Giungano (SA)

Quando: Dal 6 all’11 agosto 2025

Info e programma completo: www.cilentumpizza.it

Vinitaly and city Sibari

Dove tutto è cominciato: Vinitaly and The City a Sibari

Dalle eleganti vie di Verona al cuore della Magna Grecia: Vinitaly and the City cambia scenario e approda in un luogo che profuma di mito e di Mediterraneo. È il Parco Archeologico di Sibari a fare da palcoscenico d’eccezione a questa edizione fuori le mura: tre giorni intensi di degustazioni, masterclass, talk e appuntamenti culturali pensati per raccontare il vino là dove la storia affonda le sue radici.

Dal 18 al 20 luglio 2025 abbiamo vissuto un’esperienza immersiva tra passato e presente, dove ogni sorso diventa racconto, ogni etichetta dialoga con la terra, con la luce, con l’anima di una Calabria che sorprende. È qui che l’eccellenza enologica incontra la bellezza antica, in un viaggio che è prima di tutto emozione.

A Sibari, tra colonne doriche e tramonti infuocati, il vino parla con accento mediterraneo.

Abbiamo incontrato oltre 70 cantine, calabresi e non solo. Abbiamo assaggiato il meglio che questi territori straordinari sanno offrire.
Dal Gaglioppo al Magliocco, dal Greco al Mantonico, fino ai vini che raccontano le anime del Sud di Puglia, Abruzzo, Basilicata, a quelli che arrivano da più lontano: il Piemonte, le bollicine del Prosecco, fino alle etichette nate in zone di viticoltura eroica, dove la vigna sfida la pendenza e il tempo.

Ma che fiera del vino sarebbe senza il food pairing?
Altro grande protagonista di questa edizione: il cibo tipico calabrese, autentico, generoso, identitario.
Tra i profumi di Agorà Gal, Sapori di Calabria e La Calabria nel Piatto, le tre aree food hanno proposto un viaggio goloso tra tradizione e creatività: primi piatti della memoria, formaggi dal carattere deciso, hamburger di podolica, cuoppi di pesce fragranti, stizza a portafoglio, tris di pizza in teglia, anche in versione gluten free. E poi il gran finale: gelato, cannoli, babà, panettone e frutta di qualità.

Talk, concerti, spettacoli e wine talk hanno acceso le notti con vibrazioni sofisticate, tra calici alzati e atmosfere scintillanti. Un’atmosfera sigillata dal momento più atteso, la premiazione del miglior vino rosato secondo la Guida 100 Best Italian Rosé.

Primo classificato ‘A Vita – Calabria IGP Rosato Gaglioppo 2024, l’azienda dell’enologo Francesco De Franco e della moglie Laura riesce da sempre ad offrire eleganza nel calice, unita a carattere e temperamento tipico del Sud Italia. Il tannino e lievemente palpabile, così come le gustose nuance mediterranee di lavanda, timo e rosmarino, dal finale pepato. Un rosato che ha scritto la storia dell’areale in tante pagine memorabili come questa.
Conquista il secondo posto Bonavita – Terre Siciliane Rosato IGT 2024, in terza posizione Ferlat Vini – PG Rosa Venezia Giulia IGT 2023.

Un brindisi alle sfumature del rosa, tra eleganza, territorio e carattere. Vince su tutti la bellezza del Gaglioppo, parente prossimo al Sangiovese varietà d’uva cardine dell’enologia italiana. La storia indica la Calabria tra i progenitori di quest’affascinante e duttile vitigno, che riesce a dare il meglio di sé in territori profondamente diversi tra loro per clima, altitudini e latitudini.
Nella zona del Cirò, di recente sotto i riflettori per la modifica del Disciplinare e l’istituzione della prima DOCG regionale per la tipologia Cirò Classico, i suoli sono prettamente argillosi, coriacei e resistenti alle stagioni estive siccitose, grazie al potere drenante dell’acqua piovana. I vini a base di Gaglioppo hanno sempre delle sfumature rosaceo-porporine tenui e delicate, che sfociano persino nel topazio antico quando si assaggia un rosato.

“Sannio in Rosa”, la rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno

Correva l’anno 2011 e nel Sannio nasceva la DOGC Aglianico del Taburno. Prima DOCG italiana di vini a bacca rossa a ricomprendere una tipologia rosato. «Ci presero tutti per matti – racconta il Presidente del Consorzio Sannio di tutela dei vini del Sannio Libero Rillo – dicendo che stavamo facendo un azzardo poiché non avrebbe funzionato. Ma fummo tutti uniti e determinati nella scelta. Oggi i fatti ci stanno dando la ragione degli uomini pazienti».

Con questo incipit retrospettivo si è aperta a Torrecuso, nel cuore del Sannio beneventano, la seconda edizione di Sannio in Rosa, rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno. A fare gli onori di casa è stato Giampiero Rillo, Presidente dell’Associazione Aglianico del Taburno che ha organizzato l’evento nella panoramica cornice dall’impronta vanvitelliana di Palazzo Cito, sede del Salone del Gusto.

Un nutrito programma di talk, masterclass, banchi di degustazione dedicati ai vini in rosa e buon cibo della locale tradizione. Su tutte la chicca del “mixology corner” con i cocktail creati dal bartender-sommelier Mario Zotti, esclusivamente ottenuti con utilizzo di vini rosati sanniti. L’avvio di giornata è toccato al focus-degustazione riservato a stampa e stakeholder sullo stato della DOCG nella sua versione in rosa.

A regolare l’autorevole parterre intervenuto si è fatto carico Pasquale Carlo, giornalista, scrittore e curatore della Guida Vini buoni d’Italia che, dopo il saluto istituzionale di Angelino Iannella, primo cittadino torrecusano, ha visto alternarsi il giornalista, scrittore e comunicatore Luciano Pignataro l’enologo e produttore Lorenzo Nifo Sarrapochiello, la giornalista Chiara Giorleo co-curatrice della guida 100 Best Italian Rosè e Libero Rillo, patron della cantina Fontanavecchia nella sua veste di Presidente del Consorzio di tutela dei vini del Sannio.

Molte ed articolate le suggestioni e gli spunti emersi nella discussione, franca e risoluta, che ha caratterizzato i lavori della mattinata nel corso della quale, nell’intreccio tra assaggi guidati e interventi dei relatori, è arrivato il puntuale e concreto contributo del Presidente Regionale dell’Associazione Italiana Sommelier della Campania Tommaso Luongo e della giornalista enogastronomica Antonella Amodio. Uno degli aspetti approcciati è stato quello del posizionamento di mercato dei vini rosati in genere e in particolare dei rosé dell’areale sannita prevalentemente (ma non solo) a base uve Aglianico.

Uno spazio, quest’ultimo, che registra un lento ma costante trend di crescita di gradimento e di vendite in evidente controtendenza rispetto alle contrazioni del segmento dei rossi. Forse una tendenza, si è detto, che lentamente sta affrancando questa tipologia di vini dalla gamma dei luoghi comuni che l’ha sempre ammantata, riscattata dai riconoscimenti anche della recente guida 100 Best Italian Rosé 2025: il Calabria IGP Gaglioppo Rosato 2024 di ‘A Vita si aggiudica il primo premio.

Su una cosa tutti d’accordo: la necessità di una comunicazione efficace, corretta e soprattutto moderna che sappia accompagnare un prodotto che per sua natura può trovare tra le fasce di consumatori più giovani e meno avvezzi al vino il suo più alto indice di gradimento. I vini rosati – hanno osservato in molti – parlano di se stessi principalmente attraverso il colore ed è dunque su questo che bisognerà lavorare nel Sannio (ma anche altrove) per indagare sulla più appropriata “texture” cromatica da associare, anche per via disciplinare, ai vini in rosa.

L’altro indubbio vantaggio della tipologia e dei vini esaminati assaggiati e discussi durante il talk-masterclass è il tema del pairing: davvero senza eguali la gamma e il ventaglio di abbinamenti e di usi plurimi a cui possono essere dedicati questi vini e, nel caso del Sannio coi suoi rosè da uve Aglianico, si allarga ulteriormente verso gastronomie un po’ più complesse.

Saranno Famosi nel Vino conquista Siena: due giorni tra eccellenze, territori e giovani promesse

Sotto il cielo di luglio, l’imponente Fortezza Medicea di Siena ha fatto da scenografia d’eccezione a “Saranno Famosi nel Vino”, manifestazione dedicata alle nuove generazioni del vino italiano giunta alla sua terza edizione, la prima nella città del Palio. Un appuntamento intenso, articolato in masterclass e degustazioni che hanno svelato il volto fresco e vitale della viticoltura contemporanea.

Masterclass d’autore: Leonardo Romanelli racconta la Vernaccia e i Vini Rosati

Guidata con garbo e sapienza dal direttore artistico Leonardo Romanelli, la prima masterclass ha messo in luce il potenziale della Vernaccia di San Gimignano. Vitigno dalla radice antichissima, primo vino italiano ad ottenere la DOC e successivamente la DOCG in Toscana, la Vernaccia è stata protagonista di un racconto sensoriale e tecnico, che ha visto in scena quattro aziende:

  • Arrigoni Pietra Serena, con le sue selezioni da vigne storiche, vinificate in legno ungherese e acciaio per esaltare struttura e aromaticità;
  • Tenuta Sovestro, interprete gastronomico della varietà, con una Vernaccia agile e fresca, affinata sulle fecce sottili;
  • Il Palagione, che predilige cemento e grandi botti, regalando un sorso ricco di erbe e agrumi;
  • Mormoraia, storica realtà da 100 ettari, che coniuga eleganza e potenza grazie a fermentazioni mirate e affinamenti sapienti.

Durante la masterclass dedicata ai rosati, Romanelli ha guidato la degustazione di un ventaglio di etichette che interpretano con freschezza e creatività il potenziale del Sangiovese e di altri vitigni autoctoni:

·  Tenuta Sovestro (San Gimignano): Rosato da Sangiovese e Vernaccia, color confetto, freschezza vivace, note di frutti rossi come ribes e lampone.

·  Barlettaio (Chianti Classico): Rosato da Sangiovese, intenso al naso, ciliegia, ribes, mirtillo, erbe aromatiche, struttura alcolica importante.

·  Corte Domina (Radda in Chianti): Rosato contemporaneo da Sangiovese e Merlot, profumi di fragolina, pepe bianco, agrumeto, erba cipollina.

·  Colle Paradiso (Capraia e Limite): Rosato più tradizionale da Sangiovese, ciliegia matura, sentori di confettura, lieve presenza tannica.

·  Nenci (Chiusi): Rosato con spiccata componente agrumata e grande freschezza.

·  Ridolfi (Montalcino): Pet-Nat 100% Sangiovese, vino frizzante, note di fragolina ed erbe aromatiche fini, bollicina vivace e acidità composta.

·  Casa alle Vacche (San Gimignano): Rosato da Canaiolo, Colorino e Sangiovese, intenso al naso, composto, piacevole.

·  Mantellassi (Maremma): Rosato da Ciliegiolo, delicato, ciliegia e pepe bianco, succoso e armonico.

·  Fattoria Casabianca (Bucine, AR): Rosato opulento, con vena aranciata, ciliegia sciroppata, prugna, note di alloro e scorza d’arancia, acidità ritardata.

Giovani realtà e territori emergenti

Tra i tanti banchi di degustazione, alcuni interessanti interpreti da tutta Italia.

Da Colle Val d’Elsa (SI), Galognano della giovane e talentuosa Erika Ciappelli; dalla Sardegna, Sonoravinae con un interessante progetto vino-musica e l’azienda vitivinicola Montisci Vitzizzai bella realtà della Sardegna interna parte dell’Associazione Mamojà. Dal Piemonte i Fratelli Manera Winery e dalla Lombardia, Corte Viazza, tutti portatori di visioni fresche e sperimentazioni consapevoli che meritano di essere seguite.

“Saranno Famosi nel Vino” non è solo una rassegna: è un manifesto per un’Italia enologica più giovane, curiosa e capace di abbracciare il futuro senza dimenticare le proprie radici. Siena ha risposto con entusiasmo, accogliendo produttori, professionisti e appassionati con calore e partecipazione.

PAESTUM PIZZA FEST 2025

Dal 24 al 27 luglio | NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso, Paestum

TORNA IL SALOTTO BUONO DEI PIZZAIOLI CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’EVENTO

Paestum, luglio 2025 – La magia senza tempo dei Templi di Paestum incontra, per il terzo anno, l’arte bianca per eccellenza: la pizza. Dal 24 al 27 luglio 2025, nella suggestiva cornice del NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso, torna il Paestum Pizza Fest, organizzato da Erre Erre Eventi, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi dell’estate cilentana.

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

Mercoledì 23 luglio, ore 11:30 – Mulino Urbano, Salerno
Mercoledì 23 luglio, alle 11:30, presso il Mulino Urbano di Salerno, si terrà la conferenza stampa ufficiale di lancio del Paestum Pizza Fest 2025. Durante l’incontro saranno svelati il programma completo, l’elenco ufficiale delle pizzerie presenti, gli appuntamenti speciali e le novità di questa edizione. Saranno presenti i rappresentanti del Comune di Capaccio, della Camera di Commercio, insieme ai partner e sponsor della manifestazione. Giornalisti, partner e operatori del settore potranno inoltre degustare una selezione di prodotti d’eccellenza offerti dai partner ufficiali della manifestazione.

IL FESTIVAL – TUTTO IL BUONO E IL SANO DEL CILENTO

Il Paestum Pizza Fest nasce per celebrare la biodiversità alimentare del Cilento, comunità emblematica della Dieta Mediterranea e cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Quattro serate di festa, tra tradizione e contemporaneità, degustazioni, per vivere la pizza come ambasciatrice della cultura gastronomica italiana.

PROTAGONISTI E PROGRAMMA

«Quest’anno – annunciano Roberto Jannelli e Rosario Augusto, ideatori e coordinatori della manifestazione – oltre alle migliori pizzerie della provincia di Salerno e di tutta la Campania, accoglieremo numerose eccellenze provenienti dal Sud Italia, pronte a regalare al pubblico un’esperienza unica e indimenticabile.» Il cortile del Next ospiterà talk show e momenti di confronto con giornalisti, esperti di settore, pizzaioli e produttori, trasformandosi in un palcoscenico di sapori, cultura e intrattenimento.

APPUNTAMENTI SPECIALI

Venerdì 25 luglio – Presentazione del libro di Antonella Amodio – La giornalista enogastronomica presenterà il suo nuovo volume sugli abbinamenti tra Pizza e vino, accompagnata da una degustazione guidata dei rosati di 100 Best Rose e pizze d’autore. Durante la presentazione, sarà servita la pizza MORESE ‘Ode alla Provola e Pepe’, creazione della rinomata Pizzeria I Borboni, accompagnata da una selezione di vini rosati tratti dalla guida 100 Best Italian Rosé” va aggiunto alla presentazione di Antonella se possibile.

Venerdì 25 luglio – Pizza Kids con Errico Porzio
Il pizzaiolo amatissimo dai bambini presenterà la sua nuova pizza dedicata ai piccoli, un mix di gusto e ingredienti genuini, pensata per i più giovani.

Sabato 26 luglio ’Masterclass “Abbinamenti Pizza & Sigari Toscani”
Un viaggio sensoriale esclusivo tra pizze d’eccellenza e il fascino intramontabile dei sigari Toscani, guidato da Alfonso del Forno, maestro di abbinamenti e grande esperto di cultura brassicola, e Alessandro Schiavone, relatore del Club Amici del Toscano e maestro nell’arte del sigaro. Durante la presentazione sarà servita le pizze speciali dei maestri pizzaioli delle rinomate pizzerie “Don Antonio 1970 Pizzeria” & “Giagiu”’ di Salerno

AREA TALK PODCAST
Grazie alla collaborazione con Christian Cutino dell’agenzia Ciboh, l’Area Talk Podcast seguirà l’evento ogni sera, raccontando emozioni, storie e curiosità attraverso interviste a pizzaioli, influencer, produttori e personaggi del mondo dello spettacolo. Un format dinamico e interattivo che darà voce a tendenze, innovazioni e tradizioni del mondo pizza, coinvolgendo sia il pubblico presente che quello online.

AREA LOUNGE
Allestita da Pama Arredamenti con il supporto di Perrella Distribuzione e Network, l’Area Lounge sarà uno spazio elegante e riservato, dedicato a degustazioni esclusive, incontri e momenti di networking, con esibizioni live dei maestri pizzaioli.

CON IL SOSTEGNO DELLA CAMERA DI COMMERCIO I.A.A. DI SALERNO
La Camera di Commercio I.A.A. di Salerno, partner sin dalla prima edizione, continua a sostenere con convinzione il Paestum Pizza Fest, riconoscendone il valore culturale, turistico e imprenditoriale per il territorio. Il suo sostegno rappresenta un punto di riferimento istituzionale imprescindibile per la crescita e la promozione delle eccellenze locali, rafforzando il legame tra l’evento e il tessuto economico del Cilento e della provincia di Salerno.

Toscana: torna “Red Montalcino” a raccontare il rosso agile ed elegante del territorio ilcinese

«Contemporaneo, dinamico ed espressivo del territorio». Così il neo presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, ha definito il Rosso di Montalcino, nella masterclass di apertura dell’evento Red Montalcino 2025.

Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione ha presentato le annate correnti della seconda DOP del territorio di Montalcino in ordine di importanza.

Nato nei primi anni Settanta con l’intento di ottenere un vino di facile e pronta beva rispetto al blasonato fratello maggiore, il Rosso ottiene il riconoscimento della DOC nel 1983 e fin da subito venne considerato una sorta di tipologia di “ricaduta” del Brunello di Montalcino. Ottenuto con le stessa qualità di sangiovese (sangiovese grosso localmente chiamato brunello), nel medesimo areale di produzione, il Rosso da disciplinare non prevede affinamento in legno e l’uscita sul mercato è consentita dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.

A partire però dagli ultimi anni il Rosso sta delineando una personalità propria ben definita, con l’intento non solo di introdurre al territorio di Montalcino ma anche di distinguersi e diventare rappresentativo. Ancora presente è il retaggio di un vino ottenuto con partite d’uva non giudicate idonee per la produzione di Brunello. Tuttavia molti produttori stanno iniziando a ripensare il Rosso non più in “competizione qualitativa” tarata al ribasso rispetto al Brunello, ma come un’espressione a sé stante di un sangiovese più giovane e scattante al palato, in cui la nota sapido-iodata rappresenta il filo conduttore che accomuna questa produzione.

La Master of Wine Sarah Heller ha tratteggiato in questo modo i caratteri del Rosso, conducendo la degustazione denominata Fresh perspectives: the rise of Rosso di Montalcino – riservata a stampa e operatori del settore italiani ed esteri-, durante la quale abbiamo avuto occasione di testare i campioni di dieci cantine, a partire dall’annata 2015 fino alla corrente 2023, allo scopo di valutare l’evoluzione e raffrontare stili diversi.

La Heller ha fatto anche interessanti considerazioni sul posizionamento del Rosso, attualmente più diffuso sul mercato italiano che in quello straniero.  Circa il 75% di Brunello di Montalcino prodotto infatti è destinato all’export, mentre il Rosso si attesta intorno al 35-40%, e, cosa insolita per i rossi italiani, il prezzo è maggiore sul mercato domestico che fuori.

«Il Rosso di Montalcino gode di una maggiore fama in Italia che all’estero” – commenta ancora il presidente Bartolommei raggiunto dai microfoni di 20Italie durante la manifestazione – “l’obiettivo è quello di portarlo fuori dai confini nazionali e a questo proposito è fondamentale la scissione tra Brunello e Rosso di Montalcino, pur essendo l’uno complementare dell’altro».

Lo scopo è quello di internazionalizzare il Rosso e non è detto che la stessa manifestazione Red Montalcino, nei prossimi anni, non voli all’estero. Tra gli obiettivi più importanti del nuovo direttivo consortile c’è di sicuro la promozione sui mercati esteri, con particolare attenzione a Europa, Stati Uniti e Asia.

Ospitata nella storica fortezza, Red Montalcino si è presentata con un taglio moderno: walk around tasting con i produttori e food corners, dove l’alternanza tra cibi della tradizione tosco-italiana e piatti del mondo – come il cous cous marocchino o la Raita indiana – aveva lo scopo di esaltare la versatilità di un vino dinamico e contemporaneo. Infine musica dal vivo, insieme a cocktail & mixology,  l’ulteriore tocco che ha denotato il carattere giovanile della manifestazione.

LA MASTERCLASS E I MIGLIORI ASSAGGI IN FORTEZZA

A seguire i vini degustati durante la masterclass:

Rosso di Montalcino 2015 Col d’Orcia – Fragrante, succoso, freschezza integra e tannino setoso;

Rosso di Montalcino 2016 Casisano – Sottobosco, tocchi ematici, strutturato;

Rosso di Montalcino 2017 Poggio di Sotto – Acqua di rose e frutto di rovo, texture morbida e ampia;

Rosso di Montalcino 2018 San Lorenzo – fiori scuri e frutto croccante, sorso equilibrato;

Rosso di Montalcino 2019 Giovanni Casanova di Neri – erbe aromatiche, vena iodata, fruttato e goloso;

Rosso di Montalcino 2020 Uccelliera – floreale e balsamico, sorso a due velocità, subito disteso, impenna a centro bocca;

Rosso di Montalcino 2021 Sesti – erbe mediterranee e scorza d’arancia, gustoso, estremamente attrattivo;

Rosso di Montalcino 2022 La Caduta Caparzo – speziato e floreale, sorso avvolgente e scorrevole;

Rosso di Montalcino 2023 Sesta di Sopra – arancia sanguinella e ciliegia ferrovia, elegante e snello al palato;

Rosso di Montalcino 2023 Poggio alle Forche – piccoli frutti rossi, sorso sferzante e immediato.

In fortezza, tra gli assaggi maggiormente apprezzati nel walk around tasting, si sono distinti:

Rosso di Montalcino 2022 Poggio di Sotto – ottenuto dal “declassamento” della massa destinata alla produzione del Brunello, dopo due anni di botte grande; petali di rosa e scorza d’arancia, elegante e sapido;

Rosso di Montalcino 2023 Giovanni Neri Casanova di Neri – succoso e fruttato con reminiscenze di ribes e lamponi;

Rosso  di Montalcino 2022 L’America Castiglion del Bosco – solo acciaio; frutta rossa croccante, tagliente al palato, di espressione moderna;

Rosso di Montalcino 2022 Vigna Banditella Col d’Orcia – affinamento in barrique e tonneaux per circa un anno –  prugna rossa selvatica e speziature, fresco e sapido;

Rosso di Montalcino 2022 Lisini – vinificazione in cemento, affinamento in cemento e botte grande – frutti rossi macerati e fiori viola;

Rosso di Montalcino 2023 Casisano (anteprima) – fermentazione breve e affinamento per sei – otto mesi in rovere grande di slavonia – melograno, fiori di timo e radice di china; verticalità e freschezza agrumata.