“Terre di Toscana 2023”: passato e presente del vino si incontrano

di Morris Lazzoni

Terre di Toscana 2023: passato e presente del vino si incontrano

Anche per questo Marzo all’Una Hotel di Lido di Camaiore è andata in scena Terre di Toscana 2023, giunta ormai alla quindicesima edizione. Sono poche le manifestazioni in cui si possono trovare 140 aziende vinicole toscane con oltre 700 vini in degustazione, tutte assieme e disponibili in un intero weekend.

Se il format, ideato anni or sono dalla testata L’Acquabuona da Ferdinando Pardini ed altri, ancora resiste è grazie alla massa critica di pubblico e di aziende, in grado di muoversi nelle due giornate dedicate. Non soltanto gli addetti ai lavori, i sommelier ed i giornalisti: anche il pubblico appassionato ha la possibilità di assaggiare ogni “ben di Dio” possa proporre una della regioni italiane più importanti nel vino, la Toscana appunto.

Ho scelto la giornata di lunedì, di solito maggiormente riservata agli operatori di settore, per dedicarmi sopratutto alle vecchie annate dei vini presenti tra i banchi delle cantine. Come ogni anno le sorprese non sono mancate, dando la concreta possibilità di fare un excursus temporale di anni o persino decenni addietro. Vi racconterò dei vini che mi hanno particolarmente colpito, tralasciando la descrizione di quelli che ho constatato essere arrivati un po’ “stanchi” al calice.

Terre di Toscana 2023: bello viaggiare tra i decenni del vino toscano

Inizio dalla storica Rufina con un vino annata 1973 di Fattoria Selvapiana. La zona ha bisogno di poche presentazioni, essendo da tempo immemore una delle più fervide e scattanti interpretazioni del Sangiovese toscano. Il Chianti Rufina Riserva 1973 mi ha impressionato dapprima per limpidezza e luminosità del colore, pur virato su affascinanti note mattonate-aranciate, oltre a profumi di grande finezza ed evoluzione che riportano a caffè, cuoio, etereo, frutti disidratati e canditi, prugna, liquirizia, caffè, sottobosco e note ferrose. Al palato si mantiene vivo anche un sottile tannino, mentre avanza il sorso che racconta di arancia sanguinella e della sua piacevole acidità agrumata. È un vino sottile e scorrevole, con un finale ancora integro di tabacco e pellame, da grandi soddisfazioni e sorrisi a chi lo degusta.

Una delle aziende a cui penso maggiormente, quando sono alla ricerca di un vino atto a reggere il passare del tempo, è sicuramente Capezzana. Nella mia giornata trascorsa a Terre di Toscana 2023 non poteva sicuramente mancare. Il Villa Capezzana Riserva 1968 dimostra quanto non sia cambiata la tradizione secolare di considerare l’areale di Carmignano nel gotha del vino toscano, già dal 1716, anno dell’Editto di Cosimo III de Medici.

Villa di Capezzana Riserva 1968 ha intensità olfattive che virano subito su caffè, china, frutti essiccati, scorza di agrumi, foglie di tabacco, carruba, foglie umide e olive in salamoia. Si presenta integro e mai un passo oltre nella globale finezza dei profumi. Al palato è caldo, armonico nei sapori e con una complessità da fare invidia: ancora caffè, traccia ematica, frutti neri sotto spirito, salivazione abbondante ed un’affascinante trama tannica. Disteso, scattante e lungo.

Quando si pensa ad un vino con molti anni sulle spalle è più naturale pensare ad un rosso piuttosto che ad un bianco, almeno fino a quando non si trovi l’eccezione che conferma la regola. È esattamente quanto mi è capitato a Terre di Toscana 2023 assaggiando il 4 Chiacchere 2000 di Colognole, da uve Chardonnay letteralmente sorprendente.

La pienezza dei profumi ed il calore al naso sono netti: burro fuso, frutta secca, miele di castagno, fiori appassiti, pesca sciroppata, banana, tabacco biondo, cannella e curcuma. Davvero un vino affascinante. Sorprende anche al palato, grazie a distensione e succosità del sorso che denotano energia, vitalità e voglia di continuare a stupire. È lungo in bocca, ancora vibrante, pieno ed al contempo salivante e fresco. Chiude con leggere astringenze e ricordi burrosi dentro contorni corposi di frutto, ma senza sfociare nella grassezza. Che scoperta!

Terre di Toscana 2023: ritorno alla “grande” normalità

Posso felicemente confermare che quest’ultima edizione di Terre di Toscana sia tornata ai fasti del passato, neppure tanto lontano, del periodo pre-Covid. Si percepiva un’atmosfera finalmente libera da condizionamenti e preoccupazioni, all’interno della quale il vino, la sua bellezza e la voglia di scoperta degli astanti hanno unito appassionati e produttori. C’è da elogiare lo sforzo degli organizzatori de L’Acquabuona, che ogni anno riescono a far incontrare, quasi in riva al mare, i produttori di vino toscano con una platea sempre più preparata e competente. Ho visto un’organizzazione quasi perfetta e, per fortuna, poche scene di eccessi alcolici da parte dei presenti. Oltre a fare i complimenti, non resta pertanto che rinnovare l’appuntamento al prossimo anno: sempre a Lido di Camaiore e sempre con Terre di Toscana.

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Morris Lazzoni

Pur arrivando in ritardo all’incontro con il vino, mi sono subito appassionato fino a farlo diventare un lavoro. Mi piace raccontare e scrivere ciò che penso, per questo anni fa ho aperto un blog, ma anche far capire il vino agli altri in modo semplice, attraverso corsi degustazione ed eventi didattici. Ho studiato come Sommelier ed ho ottenuto la certificazione Wset Level 3, ma ogni giorno nutro la mia curiosità sul vino attraverso i libri e con nuove bottiglie. Bevo per piacere e per lavoro, divertendomi a farlo ogni volta.

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