Wine & Siena 2026: il vino incontra arte, storia e identità

La XI edizione di Wine & Siena – Capolavori del Gusto si è svolta dal 31 gennaio al 2 febbraio 2026, confermando il ruolo di Siena come riferimento imprescindibile dell’enogastronomia italiana. Un percorso che ha riunito 160 aziende e oltre 700 prodotti, ospitato nella cornice straordinaria del Complesso Museale Santa Maria della Scala, luogo simbolo della città e scenario ideale per un evento che unisce degustazioni, cultura e confronto.

Per me, che a Siena sono nata e cresciuta, Wine & Siena è sempre un ritorno alle radici. Qui il vino non è solo degustazione: è cultura viva, è arte, è storia.

Masterclass: quando il vino diventa narrazione

Quest’anno ho partecipato a due masterclass che hanno saputo unire cultura, emozione e racconto, offrendo uno sguardo profondo su territori e interpretazioni.

Sangiovese in versi: poesia del vino e della terra

Un viaggio attraverso tre zone simbolo del Sangiovese — Chianti, Chianti Classico e Morellino — raccontate attraverso sei etichette:

  1. Vigna Benefizio, Morellino di Scansano 2019 – Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino. Sangiovese in purezza dal cuore della Maremma: beva agile, piacevolezza immediata.
  2. Poggio ai Frati Riserva 2021 – Rocca di Castagnoli (Gaiole in Chianti)
    Azienda biologica storica, fondata nel 1770: un Chianti Classico di struttura e finezza.
  3. Vigna del Capannino 2021, Chianti Classico Gran Selezione – Bibbiano (Castellina)
    Da un’intuizione di Giulio Gambelli: il primo vigneto a Sangiovese grosso con clone da Montalcino. Eleganza e profondità.
  4. RBW Chianti Classico Gran Selezione 2019 – Robin Baum & Castello di Monterinaldi (Radda) “The Egg Man” firma un vino nato dall’affinamento in uova di ceramica: identità contemporanea e grande personalità.
  5. Vigna Terrabianca Chianti Classico Gran Selezione 2020 – Arillo in Terrabianca (Radda): Verticalità, precisione, tensione gustativa.
  6. Tasso Toscana IGT 2013 – Poggi del Chianti piccola realtà di Mirko Monnanni tra Cavriglia e Gaiole. Un blend di Sangiovese e cabernet sauvignon 50 e 50, solo 3000 bottiglie per una vera chicca dalla grande piacevolezza.

Champagne Encry: identità e terroir

Una storia italiana nel cuore della Champagne: Enrico e Nadia, insieme al loro vigneron a Mesnil-sur-Oger, uno dei 17 villaggi Grand Cru della Côte des Blancs. In degustazione:

  1. Naissance 2019 – 100% Chardonnay, 42 mesi sui lieviti
    Finezza della bollicina, persistenza, precisione.
  2. Essence Brut 2019 – 100% Chardonnay, 46 mesi sui lieviti, 45% vin de réserve
    Note di cedro e pompelmo, cremosità setosa.
  3. Matière Extra Brut 2019 – 100% Chardonnay da tre villaggi
    Profilo teso, minerale, vibrante.
  4. Éclataire Grand Rosé Extra Brut 2020 – 95% Chardonnay, 5% Pinot Noir
    Eleganza e delicatezza.
  5. Nuances Grand Rosé Brut 2020 – 83% Chardonnay, 17% Pinot Noir
    Freschezza, verticalità, persistenza.

Tra i banchi di assaggio: incontri, scoperte e conferme

Wine & Siena è anche un luogo di relazioni: produttori, colleghi, amici, storie che si intrecciano tra un calice e l’altro. Alcune realtà toscane da segnalare:

  • Podere Monastero (Castellina in Chianti) dell’enologo Alessandro Cellai, impareggiabile maestro del pinot nero in Toscana con Pineta 2024 (Pinot Nero 100%), Campanaio 2024 (Cabernet Sauvignon/Merlot), Campanino 2025. Precisione e identità.
  • Argena della Famiglia Orlandini: Sangiovese e piccole quantità di Cabernet Sauvignon da vigne antiche tra Gargonza e Calcione. Solo 3.000 bottiglie per verticali strepitose.
  • Tenuta Montauto di Riccardo Lepri nella Bassa Maremma al confine con il Lazio: una bella selezione di etichette di bianchi, rossi e anche un metodo classico da sangiovese che non ha nulla da invidiare alle prestigiose bollicine del nord Italia

 

Giovani e vino: un futuro che smentisce i luoghi comuni

La giornata di sabato è stata sold out, con una presenza sorprendente di giovani, notata con piacere da molti produttori. Non è vero che “i giovani non bevono vino”: cercano esperienze autentiche, vogliono ascoltare storie, comprendere territori, emozionarsi.
Il vino, per loro, non è una semplice bevanda: è cultura, è narrazione, è identità.

Un evento che racconta chi siamo

Wine & Siena 2026 ha dimostrato ancora una volta quanto il vino sia un linguaggio capace di unire mondi diversi: la competenza dei produttori, la curiosità dei giovani, la profondità dei territori e la forza culturale di una città come Siena. Camminare tra le sale del Santa Maria della Scala, ascoltare storie, confrontarsi con colleghi e degustare interpretazioni così diverse e autentiche è stato un promemoria prezioso di ciò che rende questo settore vivo: la capacità di emozionare, di creare connessioni e di raccontare identità.

Un appuntamento che continua a evolvere e che, anno dopo anno, conferma Siena come luogo privilegiato in cui il vino diventa esperienza, cultura e visione.

Maturazioni Pizzeria e Italiana Vera: il pomodoro va in scena a Taste Firenze

Un debutto tra design, gusto e dolce vita al 25hours Hotel

Maturazioni Pizzeria sarà al fianco di Italiana Vera al Taste Firenze 2026, per celebrare insieme il pomodoro come prodotto culturale, oltre che gastronomico. Sabato 7 febbraio i due brand saranno protagonisti della manifestazione, con un evento speciale alle ore 19 al Companion Bar del 25hours Hotel di Piazza San Paolino, nel cuore di Firenze, che vede la partecipazione di Antonio Conza e Gabriella Esposito fondatori di Maturazioni.

Non un semplice aperitivo, dunque, ma una vera première: Italiana Vera sceglie Taste per svelare dal vivo la sua nuova linea di pomodori e il nuovo design del brand, presentato per la prima volta in un evento ispirato all’estetica italiana degli anni ’60.

Accanto a questo debutto, la presenza di Maturazioni Pizzeria rafforza un dialogo naturale tra due realtà che condividono una stessa visione: rispetto per la materia prima, ricerca costante, capacità di rendere contemporanea la tradizione senza svuotarla di significato. Maturazioni Pizzeria è stata protagonista di un percorso che nell’ultimo anno ha conosciuto una crescita significativa sia sul piano professionale che su quello mediatico.

Maturazioni è oggi un punto di riferimento per il settore, non solo per la qualità tecnica degli impasti ma per la capacità di trasformare il racconto del cibo in un’esperienza culturale e condivisa. La partecipazione a Taste Firenze conferma questa traiettoria: un progetto che continua a evolvere, portando la pizza fuori dai confini tradizionali e facendola dialogare con design, branding e nuove forme di convivialità.

Amarone Opera Prima 2026

A Verona, cittadina di Giulietta e Romeo, il 31 gennaio e il 1 febbraio 2026 si è svolta la 22esima edizione di Amarone Opera Prima, organizzata dal Consorzio per la Tutela Vini della Valpolicella. Questa edizione ha avuto luogo presso le Gallerie Mercatali in zona Veronafiere. 

L’anteprima 2021

L’annata presa in esame è la 2021, definita, equilibrata, tipica ed elegante. Un’annata complessa, caratterizzata da un inverno freddo con gelate primaverili e da un’estate calda e siccitosa, tuttavia i vigneti hanno resistito bene e grazie all’esperienza dei vigneron sono arrivate in cantina uve sane che hanno dato origine a vini di elevata qualità. 

Prima di passare ai campioni  degustati alla cieca, alcuni dei quali appena imbottigliati, presso la sala dedicata alla stampa con servizio sommelier, diamo alcuni spunti sulla tipologia.

La storia dell’Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è una gemma dell’enologia italiana posizionata nelle colline intorno a Verona in Veneto. L’etimo deriva da “valle dalle tante cantine” e ci ricorda che qui la coltivazione della vite ha una storia millenaria. Quella dell’Amarone è relativamente contemporanea: un vino rosso secco, ottenuto da uve appassite proprio come il Recioto, la cui fermentazione viene invece arrestata con un residuo zuccherino da vino dolce. L’Amarone compie una fermentazione completa, il cui residuo zuccherino risulta molto basso e variabile.

Le varietà di uva per ottenere il vino Amarone sono la Corvina, il Corvinone e la Rondinella, tuttavia, possono essere utilizzate anche altre varietà come l’Oseleta, talvolta anche la Molinara ed altri vitigni autorizzati. I comuni ricadenti nella denominazione sono 19: Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara; specificamente, i vini prodotti nei restanti cinque comuni di Marano, Negrar, Fumane, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano sono gli unici che possono fregiarsi del suffisso “Classico”, dato che sono quelli di originaria tradizione.

A livello sensoriale: si presenta nel calice con un bellissimo colore rosso granato intenso, consistente e trasparente, al naso emana sentori di lampone, amarena, prugna, fico, spezie dolci, polvere di cacao, polvere di caffè, tabacco e vaniglia,  al palato è  avvolgente, setoso, armonioso, persistente e decisamente coerente.

Per la sua rilevante struttura, può essere ritenuto un vino da meditazione, tuttavia, può essere abbinato con svariate preparazioni a base di carne rossa e selvaggina, si accosta bene al brasato all’Amarone e allo stufato di cervo, eccelso con formaggi stagionati, come il parmigiano reggiano, il pecorino toscano e formaggi erborinati.

Ecco i 10 assaggi che mi hanno maggiormente colpito

Amarone della Valpolicella Docg Classico Brolo del Figaretto 2021 Corte Figaretto.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Acinatico 2021 Accordini Stefano.
Amarone della Valpolicella Docg Classico San Giorgio 2021 Boscaini Carlo.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Pietro dal Cero 2021 Fa’ dei Frati.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Albino Armani.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 La Giuva.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 Bennati.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Punta di Villa 2021 Roberto Mazzi e Figli.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 San Cassiano.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 Torre di Terzolan.

Piemonte: Grandi Langhe 2026 – Un successo clamoroso, con la denominazione Barbaresco in gran spolvero

La decima edizione di Grandi Langhe conferma il suo successo della passata edizione, con ben 515 espositori e un focus speciale sul Barbaresco.

Si è conclusa con grande soddisfazione la decima edizione di Grandi Langhe, kermesse che ha riunito i produttori vinicoli del Piemonte alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino. Dal 26 al 27 gennaio 2026, 515 espositori, di cui 379 provenienti da Langhe e Roero e 136 dal resto della regione, hanno presentato oltre 3100 etichette in degustazione.

La Kermesse

Per la seconda volta, la manifestazione ha coinvolto tutte le denominazioni piemontesi, arricchendosi anche di un’area dedicata interamente alla stampa con servizio Sommelier e dei consueti desk di assaggio. L’evento, organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio Tutela Roero, in collaborazione con Piemonte Land of Wine, ha registrato numeri da record, con un’affluenza significativa di operatori professionali del settore e stampa nazionale ed estera, quest’ultima proveniente da varie nazioni del mondo.

Le anteprime e il focus sul Barbaresco

Le anteprime più attese dell’evento hanno riguardato le annate 2022 di Barolo, 2021 di Barolo Riserva, 2023 di Barbaresco e Roero e 2022 per le rispettive tipologie Riserva. Tra i protagonisti della degustazione, il Barbaresco 2023 ha impressionato per eleganza e piacevolezza di beva, grazie a un’annata particolarmente propizia.

Ecco alcuni assaggi per i lettori di 20Italie

Giuseppe Cortese – Barbaresco Rabaja 2023 – Bel rubino con sfumature granato, al naso sprigiona sentori di viola, ciliegia,  frutti di bosco, menta e spezie dolci. Il sorso è vibrante e saporito, setoso, armonioso e lungo.

Paitin – Barbaresco Serraboella Sorì Paitin 2022 – Colore rubino con riflessi granati, rivela sentori di viola appassita, ciliegie sotto spirito, prugna, arancia sanguinella. tabacco e liquirizia, al palato è avvolgente, fine, coerente e persistente. Grande sorso.

Massolino –  Barbaresco Albesani 2023 – Rosso rubino intenso tendente al granato emana sentori di petali di rosa, amarena, prugna, mora e pepe bianco. Al gusto è vellutato con tannini nobili,  appagante, generoso e duraturo.

Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy – Barbaresco Camp Gros Martinenga Riserva 2021 – Il calice é rosso granato intenso, dipana sentori di violacciocca, marasca, rosa appassita, ribes, spezie fini e con cenni balsamici. Sorso leggiadro, avvolgente, setoso e saporito.

Cigliuti – Barbaresco  Bricco di Neive Vie Erte 2022 – Bel rubino con sfumature granato, al naso sprigiona sentori di ciliegia, frutti di bosco, menta e spezie orientali. Il sorso è vibrante e saporito, setoso ed armonioso.

Angelo Negro – Barbaresco Basarin 2022 – Tonalità granato intenso e trasparente, giungono al naso sentori di rosa canina, lampone, ciliegia, tabacco e liquirizia. Dai tannini setosi è intenso, di buona struttura e notevole persistenza.

Pelissero – Barbaresco Vanotu 2022 – Tonalità rosso granato trasparente, libera sentori di rosa, lampone, ciliegia, timo e vaniglia. Al gusto è vellutato, avvolgente, pieno e decisamente persistente.

Socrè – Barbaresco Pajore 2021 – Veste color granato vivace e trasparente, rimanda sentori di floreali che richiamano la mammola, poi mora, prugna,  ribes, tabacco e bacche di ginepro. Il gusto è contraddistinto da una setosa trama tannica e una buona piacevolezza di beva.

Michele Chiarlo – Barbaresco Faset 2022  –  Granato intenso e consistente, con raffinati sentori di ciliegia, prugna, mirtillo, liquirizia e nuances mentolate. Sorso vellutato, suadente e persistente.

Adriano Marco e Vittorio – Barbaresco Docg Basarin 2022 – Rubino con sfumature granato, si percepiscono note di rosa, violetta, ciliegia, pepe nero e nuance mentolate. Il sorso è  fresco e sapido, al contempo setoso e armonioso.

A Roma l’evento “L’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon”

Due vitigni internazionali nell’interpretazione dei produttori dello Stivale, saranno al centro dell’evento organizzato da Vinodabere a Roma il 7 e l’8 febbraio presso l’Hotel Belstay, via Bogliasco 27.

La testata giornalistica Vinodabere è da tempo impegnata in focus riguardanti territori (vedi ad esempioGuida ai Migliori Vini della SardegnaGuida ai Migliori Vini della ValtellinaGuida ai Migliori Vini dell’Alto PiemonteGuida ai Migliori Vini della Basilicata) e vitigni, come appunto il Pinot Nero (Guida ai Migliori Pinot Nero d’Italia) e il Sauvignon (Guida ai Migliori Sauvignon d’Italia 2025, a breve uscirà l’edizione 2026).

L’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon sarà quindi un’occasione per fare un piccolo giro virtuale tra alcuni degli areali italiani dove si producono queste varietà.

Programma

sabato 7 febbraio mattina

Masterclass con orari e vini da definire

sabato 7 febbraio pomeriggio (dalle 14 alle 16)

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma) aitaliapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma)aitaliapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro.  L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:link,oppure direttamente al desk dell’evento.

sabato 7 febbraio pomeriggio (dalle 16 alle 20)

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:link,oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma) aitaliapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma)aitaliapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro.  L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:link, oppure direttamente al desk dell’evento.

domenica 8 febbraio  (dalle 10:30 alle 18:30)

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:link,oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma) a italiapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 6 febbraio (e ricevendo poi conferma)aitaliapinotnerostampa@gmail.com.

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro.  L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Tutte le altre informazioni sono disponibili qui: https://vinodabere.it/litalia-del-pinot-nero-e-del-sauvignon-levento-organizzato-da-vinodabere-sabato-7-e-domenica-8-febbraio-2026-a-roma-presso-lhotel-belstay/

Catalogo Proposta Vini 2026: alla Leopolda di Firenze il futuro del vino passa anche dal recupero delle sue “radici”

Il 18 e 19 gennaio 2026 alla Stazione Leopolda a Firenze si è svolta la presentazione del Catalogo 2026 di Proposta Vini, uno dei maggiori distributori italiani di vini e di distillati.

L’ambientazione è stata a dir poco perfetta per un evento di questa caratura: oltre 200 cantine sia italiane che estere, più di 35 produttori di distillati, 6 masterclass, e svariati vini in degustazione hanno animato la manifestazione. Non siamo qui solo per sciorinare numeri e statistiche però; Proposta Vini è anche un attore che ha deciso di investire tempo e risorse in progetti che possono portare nuova linfa al mondo del vino, in un periodo di contrazione dei consumi.

Fra questi, di sicuro interesse è il progetto dei “vini dell’angelo”, una riscoperta dei vitigni che fino alla grande guerra erano presenti in maniera non estemporanea nella zona del Trentino, allora Tirolo italiano. L’area interessata non è casuale, infatti Gianpaolo Girardi fondatore di Proposta Vini nel lontano 1984 è originario della regione tridentina e molto legato ad un sogno che segue personalmente fin dall’inizio.

Il progetto “vini dell’angelo” promuove la coltivazione, la vinificazione e la commercializzazione proprio di questi rare varietà autoctone, recuperate da alcune cantine, dando alla luce vini che uniscono sapori antichi a conoscenze e vinificazioni moderne con dei risultati di sicuro interesse.

Il recupero è stato possibile sia grazie alla ricerca fatta in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach (inizialmente fondata a Innsbruck nel 1874), che ha propiziato il reinserimento degli antichi vitigni nel catalogo nazionale delle varietà di uva da vino, in base al ritrovamento di una carta geognostica del Trentino che fu esposta addirittura all’ esposizione internazionale di Vienna del 1873.

Nella mappa, oltre alla conformazione geologica della regione, furono inserite anche le zone vinicole vocate. Pur non conoscendone l’esatta ragione possiamo presumere che l’ufficiale dell’esercito che la disegnò fosse un appassionato di viticoltura e di vino, che ha permesso, con buona approssimazione, di sapere le presenze di diversi tipi di vitigni coltivati nelle varie vallate, anche quelle più piccole e laterali.

La fortuna vuole che ci sia stato tramandato a riguardo parecchio materiale grazie alla proverbiale organizzazione dell’allora impero Austro-Ungarico. Prima con la riforma voluta da Maria Teresa d’Austria riguardo la scolarizzazione e l’obbligo di alfabetizzazione e poi con una serie di vere e proprie raccolte statistiche sulle varie annate si è potuta operare una vasta raccolta di dati.

Attualmente più di 20 cantine partecipano al progetto, con studi su 30 tipologie di antichi vitigni in modi diversi. C’è anche da dire che non tutte le uve recuperate avevano bisogno di “vini dell’angelo” in quanto alcune varietà hanno superato indenni il cambio varietale avvenuto negli anni, per loro stessa natura non venendo deliberatamente o meno abbandonate.

Dentro ogni calice un frammento di storia identitaria della regione tornerà a vivere. Un filo sottile che unisce carte ottocentesche e il lavoro quotidiano delle cantine di oggi. Ed è proprio in questo dialogo tra passato e presente che il vino riesce ancora a sorprendere e a raccontare qualcosa di autentico anche grazie al lavoro di persone come Girardi.

Le foto del presente articolo sono state scattate da Mattia Genovese.

Il San Valentino a Napoli: “Love in Translation” al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo

“Love in Translation”, ovvero l’amore in tutte le lingue del mondo. Il San Valentino al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo è un percorso emotivo tra gusto, scoperta di nuovi abbinamenti, tanto romanticismo, accompagnamento musicale e sorprese che faranno “viaggiare” gli ospiti non solo virtualmente.  

La raffinata cena preparata dall’executive chef Pasquale De Simone al Roof Garden Angiò (14 febbraio ore 20.30, costo 109 euro per persona) prevede l’aperitivo di benvenuto con Mini cheese cake ricotta di bufala e salmone affumicato, Pane ai cereali, alici di Cetara e pomodori essiccati, Gambero in tempura al sesamo, Focaccia con lardo di Colonnata e riduzione di vino Aglianico, Montanarina con passata di pomodoro e burrata alle erbe. Antipasto con Nido di calamari in infusione di barbabietole, perle di salmone, scarola liquida e croccante, arancia candita, come primo il Riso carnaroli in variazione di crostacei, la loro bisque, polvere di limone e salsa alle erbe spontanee.

Il secondo piatto è il Lingotto di rombo, salmone e pistacchi, carciofo arrosto e cipolla rossa caramellata. Particolare attenzione per il dolce, il “Love Drops” a cura del giovane e pluripremiato pastrychef Ferdinando De Simone. Espresso napoletano, dulce de leche, lampone, litchi e acqua di rose per un viaggio d’amore da Napoli al mondo tra tradizione partenopea, vibranti incursioni esotiche e note più delicate. Un mix di ingredienti che si combinano in un abbraccio di sapori, con il linguaggio dell’amore che si esprime pienamente al termine della cena più romantica dell’anno.

La serata consentirà di partecipare anche ad un particolare e coinvolgente momento in cui protagonista sarà la fortuna e in cui ritorna il tema del viaggio: saranno messi in palio voucher per soggiorni in città europee.

Info e prenotazioni, anche per pacchetti soggiorno con pernottamento: 

gmoffice@mediterraneonapoli.comreception@mediterraneonapoli.com,

Telefono: 081.7970001

Beviamoci Sud Roma 2026: il racconto dei vini del Sud cresce e approda al Westin Excelsior

Torna Beviamoci Sud Roma, l’evento di riferimento nella Capitale dedicato alla valorizzazione dei vini del Mezzogiorno d’Italia. La settima edizione si svolgerà sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026 nelle prestigiose sale del The Westin Excelsior Roma (Via Vittorio Veneto 125), segnando un nuovo e significativo passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione.

Nato dalla passione e dall’impegno di Marco Cum (Riserva Grande) e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro, Beviamoci Sud Roma racconta ogni anno l’evoluzione della viticoltura del Sud Italia, affermandosi come un osservatorio vivo e dinamico, capace di coglierne cambiamenti, identità e nuove eccellenze.

Durante le due giornate di manifestazione, il pubblico – composto da appassionati evoluti, operatori del settore, ristoratori, enotecari e giornalisti – potrà incontrare una selezione sempre più accurata di aziende. Accanto a realtà strutturate e storiche, cresce infatti la presenza di piccoli vignaioli artigiani, interpreti autentici dei territori e delle denominazioni. Un panorama produttivo che riflette la vitalità e la maturità oggi raggiunte dalla viticoltura del Sud Italia.

Cuore culturale dell’evento saranno, come da tradizione, le masterclass tematiche, condotte da Luciano Pignataro, pensate per approfondire vitigni, territori e annate significative, in un percorso di divulgazione che Beviamoci Sud porta avanti con continuità da oltre sette anni.

Il programma dell’edizione 2026 prevede un calendario di appuntamenti di alto profilo, che prenderà il via sabato 31 gennaio alle ore 17.30 con una masterclass dedicata ai vini dell’Etna, realizzata a cura del Consorzio di Tutela Etna Doc, alla presenza dei produttori e del Direttore Lunetta, per raccontare identità, contrade, esposizioni ed evoluzione di uno dei territori più dinamici del panorama vitivinicolo italiano.

Domenica 1° febbraio sarà dedicata a un articolato percorso di approfondimento.
Alle ore 14.00 si terrà la masterclass sul Primitivo di Manduria, in collaborazione con il Consorzio, focalizzata sull’evoluzione del vitigno negli anni e sulle diverse interpretazioni stilistiche che ne delineano oggi il profilo qualitativo.

Alle ore 16.30 spazio alla Calabria con una masterclass dedicata alla Costa degli Dei DOC, denominazione di recente istituzione ma già fortemente identitaria, attraverso la degustazione di vini prodotti con i due vitigni simbolo del territorio: Zibibbo e Magliocco Canino.

A chiudere il programma, alle ore 19.00, una masterclass dedicata agli spumanti dell’Etna, realizzata in collaborazione con l’Associazione Spumanti Etna, per approfondire una delle espressioni più interessanti e in crescita del vulcano siciliano, capace di coniugare finezza, verticalità e una forte impronta territoriale.

Elemento centrale dell’edizione 2026 sarà anche il Concorso Enologico “Eccellenze di Beviamoci Sud”, riservato alle aziende partecipanti. I vini saranno valutati attraverso degustazioni alla cieca da una giuria qualificata presieduta da Luciano Pignataro, che assegnerà diplomi di merito alle etichette ritenute più rappresentative per qualità, identità territoriale ed espressività.

Accanto alle Eccellenze, tornerà anche il premio “Ambasciatori di Beviamoci Sud Roma”, riconoscimento dedicato a ristoranti, enoteche e wine bar che, nel corso dell’anno, si sono distinti per l’impegno concreto nella valorizzazione dei vini del Sud Italia all’interno delle proprie carte e proposte al pubblico. Un premio che rafforza il legame tra produzione e ristorazione, sottolineando il ruolo fondamentale dei professionisti del servizio nella diffusione della cultura del vino.

«La viticoltura del Sud Italia sta vivendo una fase di straordinaria maturità – afferma Luciano Pignataro – fatta di maggiore consapevolezza, identità sempre più definite e una qualità media ormai stabilmente alta. Beviamoci Sud Roma cresce insieme a questo movimento: cresce nella selezione delle aziende, nel dialogo tra grandi realtà e piccoli vignaioli, e cresce anche nel suo posizionamento, approdando in una location iconica come il Westin Excelsior. È il segno di una manifestazione che continua a evolversi, restando fedele alla propria vocazione culturale».

Orari di apertura

  • Sabato 31 gennaio 2026: dalle 14.00 alle 20.00
  • Domenica 1° febbraio 2026: dalle 14.00 alle 19.00

Biglietti

  • € 30,00 per persona – valido per un solo giorno
  • € 50,00 per persona – valido per due giorni

È possibile acquistare il biglietto online (a tariffa scontata) al seguente link: TICKET

Riduzioni (solo al desk il giorno della manifestazione):

  • € 25,00 (1 giorno) per sommelier con tesserino AIS, FIS, FISAR, Assosommelier, Riserva Grande, Associazione Romana Sommelier

Seminari

  • Memorie Mediterranee: il Salice Salentino tra tradizione e visione contemporanea
    Sabato 31 Gennaio, ore 14.00 – € 35
  • Terroir e Identità: viaggio profondo tra i vini dell’Etna e i suoi versanti
    Sabato 31 Gennaio, ore 17.30 – € 40
  • Il Respiro degli anni del Primitivo di Manduria
    Domenica 1° febbraio, ore 14.00 – € 40
  • Gli autoctoni degli Dei”: lo Zibibbo e il Magliocco canino: due espressioni territoriali per la nuova denominazione calabrese del vibonese. Verso la DOC!
    Domenica 1° febbraio, ore 16.30 – € 35
  • Spumanti dell’Etna
    Domenica 1° febbraio, ore 19.00 – € 40

L’acquisto della masterclass garantisce l’accesso gratuito alla manifestazione. È previsto unicamente un contributo di 7€ per il kit degustazione (calice e tasca porta-calice), che include anche l’utilizzo senza ulteriori costi del servizio guardaroba (fino a esaurimento posti).

Accrediti

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La richiesta di accredito online potrà essere effettuata entro il 28 gennaio 2026 inviando una mail ad accrediti@beviamocisudroma.it. L’eventuale conferma, obbligatoria sarà inviata via e-mail. È previsto un accredito per testata.Operatori Ho.Re.Ca.
La richiesta di accredito online potrà essere effettuata entro il 28 gennaio 2026, inviando una mail da indirizzo aziendale ufficiale ad accrediti@beviamocisudroma.it, indicando la Partita IVA.

Mille&UnBabà – inizia la selezione per la finale della quinta edizione

Parte la quinta edizione di “Mille&UnBabà”, il contest dedicato al dolce napoletano per antonomasia.

Il progetto, targato Mulino Caputo, ha fornito l’opportunità e l’ispirazione a tanti pasticceri, italiani e stranieri, per creare decine di varianti di questo grande classico della pasticceria, già sintesi di successo tra la tradizione mitteleuropea e l’eleganza francese perfezionate dalla tecnica e dalla creatività partenopee.

Se la finale è prevista per lunedì 16 marzo, è già possibile richiedere il regolamento, inviando una mail all’indirizzo: info@dfcomunicazione.it

Le candidature potranno essere presentate entro il 2 marzo, e sono riservate agli artigiani che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza in pasticceria, per la realizzazione di un Babà contemporaneo, proposto in monoporzione.

La giuria sarà composta da un panel d’eccezione; a degustare le proposte in gara ci saranno: il celebre chef stellato Gennaro Esposito; il maestro pasticcere Sal De Riso, presidente dell’AMPISalvatore Capparelli, tra i maggiori e più apprezzati interpreti del Babà napoletano; Sabatino Sirica, Cavaliere della Repubblica e della pasticceria partenopea, e Antimo Caputo, ceo di Mulino Caputo.

Al vincitore verrà assegnata una fornitura di 1000 kg di farina Mulino Caputo, oltre a un premio in denaro di 1000 euro.

E’ sempre stimolante assaggiare le proposte che i maestri pasticceri elaborano e realizzano in occasione dei nostri contest. Soprattutto grazie al contributo delle giovani generazioni, capaci di padroneggiare le tecniche della pasticceria contemporanea, si definiscono nuove tendenze, reinterpretando i dolci della nostra tradizione, in una chiave innovativa.

In questi anni, abbiamo assistito ad una costante ricerca e al raggiungimento di un crescente equilibrio del gusto oltre che alla riduzione dello zucchero, favorita dall’uso sempre più sapiente di spezie, frutta e aromi naturali.”

Il ristorante “O me o il mare” di Gragnano ospita le opere di Gabriele Leonardi: celebrare il mare  e il rispetto dei delicati equilibri marini attraverso l’arte

Il 6 febbraio cena a 4 mani dove si uniscono mani di chef e mani di pittore – “O me o il mare”, Via Roma n°45 , Gragnano (NA). Del ristorante gourmet abbiamo già scritto in Campania, 7 ristoranti Stella Michelin per un 2025 davvero gourmet: O Me o il Mare Restaurant; adesso la nuova iniziativa di Tramontano e Gargiulo.

Luigi Tramontano: “La mia cucina è l’espressione dell’anima e le mie mani provano a trasformarla, quelle stesse mani che l’artista toscano usa per raccontare il mondo marino e fantastico attraverso i suoi lavori”.

“Un po’ di tempo fa avevamo chiesto a Gabriele di ispirarsi al nostro lavoro e alla nostra cucina per celebrare il percorso da noi intrapreso molti anni addiietro. Ne sono nate alcune rappresentazioni pittoriche legate al tema del mare che ci hanno colpito molto per l’estrema bellezza, suggestive ma, soprattutto, molto rappresentative.”

Lo chef Luigi Tramontano, patron di “O me o il mare“,stella Michelin dal 2024, presenta con queste parole le opere dell’artista Gabriele Leonardi, toscano di nascita, che verranno esposte all’interno dei locali del ristorante, situato nel centro storico di Gragnano.

 La cucina dello chef Tramontano attualmente fonde insieme tutte le sue esperienze, lavorative e personali, i viaggi e l’icontro di tante culture diverse.Le radici della sua cucina affondano nella tradizione napoletana interpretata in chiave contemporanea, elaborata con i migliori prodotti che le stagioni offrono. Principalmente verdure e pasta, strettamente legate alle proprie radici, includendo carne e pesce, ponendo la tecnica  e la lunga esperienza a servizio della semplicità e del sapore. Da sempre amante dell’arte, pone l’estetica dei piatti in primo piano, spaziando tra forme e colori creativi.

Finalmente in questa nuova sfida legata al ristorante di proprietà O me o il mare, portiamo un artista da noi molto apprezzato perché si lascia ispirare dalla natura, da terra e mare.

L’unione dei due intenti, tra la cucina d’autore e le tele artistiche di Gabriele Leonardi, camminano con armonia sul medesimo filo conduttore: l’amore profondo per il mare, il legame con le proprie radici, il rispetto per l’ambiente.

Gabriele Leonardi, classe 1970, vive in Toscana è un pittore e artista appassionato dei colori e dei fantastici temi legati al mare e alla terra. Nelle sue opere ama trasformare e alterare scene e forme di vita in visioni fantastiche o surreali o, semplicemente, accendere sui suoi soggetti una luce colorata e una intuizione personale.

La sua ispirazione più grande viene dall’arte del ‘900, in particolare dai maestri dell’immaginario che si nutrono della fantasia infantile e della potenza coinvolgente delle fiabe e dei colori in un mondo sovrannaturale.

Le sue forme d’arte si sono evolute negli anni a partire dalle modellazioni in legno, acciaio, sino alle realizzazioni su tela. I suoi soggetti principali sono le sardine, protagoniste frequenti delle sue rappresentazioni pittoriche.

“Ho pensato alla sardina perché oltre a rappresentare l’energia, la vitalità, lo spirito di gruppo, la fiducia reciproca e la forza di volontà, spiega Gabriele Leonardi, interpreta al meglio la tradizione marinaresca tipica del nostro territorio, mettendo in risalto i colori e le tonalità della sua livrea e del suo grande occhio profondo, proprio quell’occhio che scruta il fondale marino con le sue cromie, i toni del blu e del bianco o magari degli arancioni e dei rossi di un tramonto sul mare che si amalgamano ai colori dei piatti e della cucina di mare dello chef”.

PRENDE VITA UN MENU’ ISPIRATO AL PESCE  CHE SARA’ POSSIBILE

DEGUSTARE DURANTE  LA CENA

Le mie alici “arreganate”

Mischia francesca in brodo di polpo con crema di patate e dragoncello

Spaghettone di Gragnano con alici, finocchi e carpaccio di pesce azzurro

Crèpe di calamaro con ostrica, mandarino e zucca

Granita di Gin Mare e alghe

In riva al mare

Nicoletta gargiulo e Luigi Tramontano

O me o il Mare 

tel. 081 6200550 – info@omeoilmare.com