Vinitaly and city Sibari

Dove tutto è cominciato: Vinitaly and The City a Sibari

Dalle eleganti vie di Verona al cuore della Magna Grecia: Vinitaly and the City cambia scenario e approda in un luogo che profuma di mito e di Mediterraneo. È il Parco Archeologico di Sibari a fare da palcoscenico d’eccezione a questa edizione fuori le mura: tre giorni intensi di degustazioni, masterclass, talk e appuntamenti culturali pensati per raccontare il vino là dove la storia affonda le sue radici.

Dal 18 al 20 luglio 2025 abbiamo vissuto un’esperienza immersiva tra passato e presente, dove ogni sorso diventa racconto, ogni etichetta dialoga con la terra, con la luce, con l’anima di una Calabria che sorprende. È qui che l’eccellenza enologica incontra la bellezza antica, in un viaggio che è prima di tutto emozione.

A Sibari, tra colonne doriche e tramonti infuocati, il vino parla con accento mediterraneo.

Abbiamo incontrato oltre 70 cantine, calabresi e non solo. Abbiamo assaggiato il meglio che questi territori straordinari sanno offrire.
Dal Gaglioppo al Magliocco, dal Greco al Mantonico, fino ai vini che raccontano le anime del Sud di Puglia, Abruzzo, Basilicata, a quelli che arrivano da più lontano: il Piemonte, le bollicine del Prosecco, fino alle etichette nate in zone di viticoltura eroica, dove la vigna sfida la pendenza e il tempo.

Ma che fiera del vino sarebbe senza il food pairing?
Altro grande protagonista di questa edizione: il cibo tipico calabrese, autentico, generoso, identitario.
Tra i profumi di Agorà Gal, Sapori di Calabria e La Calabria nel Piatto, le tre aree food hanno proposto un viaggio goloso tra tradizione e creatività: primi piatti della memoria, formaggi dal carattere deciso, hamburger di podolica, cuoppi di pesce fragranti, stizza a portafoglio, tris di pizza in teglia, anche in versione gluten free. E poi il gran finale: gelato, cannoli, babà, panettone e frutta di qualità.

Talk, concerti, spettacoli e wine talk hanno acceso le notti con vibrazioni sofisticate, tra calici alzati e atmosfere scintillanti. Un’atmosfera sigillata dal momento più atteso, la premiazione del miglior vino rosato secondo la Guida 100 Best Italian Rosé.

Primo classificato ‘A Vita – Calabria IGP Rosato Gaglioppo 2024, l’azienda dell’enologo Francesco De Franco e della moglie Laura riesce da sempre ad offrire eleganza nel calice, unita a carattere e temperamento tipico del Sud Italia. Il tannino e lievemente palpabile, così come le gustose nuance mediterranee di lavanda, timo e rosmarino, dal finale pepato. Un rosato che ha scritto la storia dell’areale in tante pagine memorabili come questa.
Conquista il secondo posto Bonavita – Terre Siciliane Rosato IGT 2024, in terza posizione Ferlat Vini – PG Rosa Venezia Giulia IGT 2023.

Un brindisi alle sfumature del rosa, tra eleganza, territorio e carattere. Vince su tutti la bellezza del Gaglioppo, parente prossimo al Sangiovese varietà d’uva cardine dell’enologia italiana. La storia indica la Calabria tra i progenitori di quest’affascinante e duttile vitigno, che riesce a dare il meglio di sé in territori profondamente diversi tra loro per clima, altitudini e latitudini.
Nella zona del Cirò, di recente sotto i riflettori per la modifica del Disciplinare e l’istituzione della prima DOCG regionale per la tipologia Cirò Classico, i suoli sono prettamente argillosi, coriacei e resistenti alle stagioni estive siccitose, grazie al potere drenante dell’acqua piovana. I vini a base di Gaglioppo hanno sempre delle sfumature rosaceo-porporine tenui e delicate, che sfociano persino nel topazio antico quando si assaggia un rosato.

“Sannio in Rosa”, la rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno

Correva l’anno 2011 e nel Sannio nasceva la DOGC Aglianico del Taburno. Prima DOCG italiana di vini a bacca rossa a ricomprendere una tipologia rosato. «Ci presero tutti per matti – racconta il Presidente del Consorzio Sannio di tutela dei vini del Sannio Libero Rillo – dicendo che stavamo facendo un azzardo poiché non avrebbe funzionato. Ma fummo tutti uniti e determinati nella scelta. Oggi i fatti ci stanno dando la ragione degli uomini pazienti».

Con questo incipit retrospettivo si è aperta a Torrecuso, nel cuore del Sannio beneventano, la seconda edizione di Sannio in Rosa, rassegna dei vini rosati del Sannio e del Taburno. A fare gli onori di casa è stato Giampiero Rillo, Presidente dell’Associazione Aglianico del Taburno che ha organizzato l’evento nella panoramica cornice dall’impronta vanvitelliana di Palazzo Cito, sede del Salone del Gusto.

Un nutrito programma di talk, masterclass, banchi di degustazione dedicati ai vini in rosa e buon cibo della locale tradizione. Su tutte la chicca del “mixology corner” con i cocktail creati dal bartender-sommelier Mario Zotti, esclusivamente ottenuti con utilizzo di vini rosati sanniti. L’avvio di giornata è toccato al focus-degustazione riservato a stampa e stakeholder sullo stato della DOCG nella sua versione in rosa.

A regolare l’autorevole parterre intervenuto si è fatto carico Pasquale Carlo, giornalista, scrittore e curatore della Guida Vini buoni d’Italia che, dopo il saluto istituzionale di Angelino Iannella, primo cittadino torrecusano, ha visto alternarsi il giornalista, scrittore e comunicatore Luciano Pignataro l’enologo e produttore Lorenzo Nifo Sarrapochiello, la giornalista Chiara Giorleo co-curatrice della guida 100 Best Italian Rosè e Libero Rillo, patron della cantina Fontanavecchia nella sua veste di Presidente del Consorzio di tutela dei vini del Sannio.

Molte ed articolate le suggestioni e gli spunti emersi nella discussione, franca e risoluta, che ha caratterizzato i lavori della mattinata nel corso della quale, nell’intreccio tra assaggi guidati e interventi dei relatori, è arrivato il puntuale e concreto contributo del Presidente Regionale dell’Associazione Italiana Sommelier della Campania Tommaso Luongo e della giornalista enogastronomica Antonella Amodio. Uno degli aspetti approcciati è stato quello del posizionamento di mercato dei vini rosati in genere e in particolare dei rosé dell’areale sannita prevalentemente (ma non solo) a base uve Aglianico.

Uno spazio, quest’ultimo, che registra un lento ma costante trend di crescita di gradimento e di vendite in evidente controtendenza rispetto alle contrazioni del segmento dei rossi. Forse una tendenza, si è detto, che lentamente sta affrancando questa tipologia di vini dalla gamma dei luoghi comuni che l’ha sempre ammantata, riscattata dai riconoscimenti anche della recente guida 100 Best Italian Rosé 2025: il Calabria IGP Gaglioppo Rosato 2024 di ‘A Vita si aggiudica il primo premio.

Su una cosa tutti d’accordo: la necessità di una comunicazione efficace, corretta e soprattutto moderna che sappia accompagnare un prodotto che per sua natura può trovare tra le fasce di consumatori più giovani e meno avvezzi al vino il suo più alto indice di gradimento. I vini rosati – hanno osservato in molti – parlano di se stessi principalmente attraverso il colore ed è dunque su questo che bisognerà lavorare nel Sannio (ma anche altrove) per indagare sulla più appropriata “texture” cromatica da associare, anche per via disciplinare, ai vini in rosa.

L’altro indubbio vantaggio della tipologia e dei vini esaminati assaggiati e discussi durante il talk-masterclass è il tema del pairing: davvero senza eguali la gamma e il ventaglio di abbinamenti e di usi plurimi a cui possono essere dedicati questi vini e, nel caso del Sannio coi suoi rosè da uve Aglianico, si allarga ulteriormente verso gastronomie un po’ più complesse.

Saranno Famosi nel Vino conquista Siena: due giorni tra eccellenze, territori e giovani promesse

Sotto il cielo di luglio, l’imponente Fortezza Medicea di Siena ha fatto da scenografia d’eccezione a “Saranno Famosi nel Vino”, manifestazione dedicata alle nuove generazioni del vino italiano giunta alla sua terza edizione, la prima nella città del Palio. Un appuntamento intenso, articolato in masterclass e degustazioni che hanno svelato il volto fresco e vitale della viticoltura contemporanea.

Masterclass d’autore: Leonardo Romanelli racconta la Vernaccia e i Vini Rosati

Guidata con garbo e sapienza dal direttore artistico Leonardo Romanelli, la prima masterclass ha messo in luce il potenziale della Vernaccia di San Gimignano. Vitigno dalla radice antichissima, primo vino italiano ad ottenere la DOC e successivamente la DOCG in Toscana, la Vernaccia è stata protagonista di un racconto sensoriale e tecnico, che ha visto in scena quattro aziende:

  • Arrigoni Pietra Serena, con le sue selezioni da vigne storiche, vinificate in legno ungherese e acciaio per esaltare struttura e aromaticità;
  • Tenuta Sovestro, interprete gastronomico della varietà, con una Vernaccia agile e fresca, affinata sulle fecce sottili;
  • Il Palagione, che predilige cemento e grandi botti, regalando un sorso ricco di erbe e agrumi;
  • Mormoraia, storica realtà da 100 ettari, che coniuga eleganza e potenza grazie a fermentazioni mirate e affinamenti sapienti.

Durante la masterclass dedicata ai rosati, Romanelli ha guidato la degustazione di un ventaglio di etichette che interpretano con freschezza e creatività il potenziale del Sangiovese e di altri vitigni autoctoni:

·  Tenuta Sovestro (San Gimignano): Rosato da Sangiovese e Vernaccia, color confetto, freschezza vivace, note di frutti rossi come ribes e lampone.

·  Barlettaio (Chianti Classico): Rosato da Sangiovese, intenso al naso, ciliegia, ribes, mirtillo, erbe aromatiche, struttura alcolica importante.

·  Corte Domina (Radda in Chianti): Rosato contemporaneo da Sangiovese e Merlot, profumi di fragolina, pepe bianco, agrumeto, erba cipollina.

·  Colle Paradiso (Capraia e Limite): Rosato più tradizionale da Sangiovese, ciliegia matura, sentori di confettura, lieve presenza tannica.

·  Nenci (Chiusi): Rosato con spiccata componente agrumata e grande freschezza.

·  Ridolfi (Montalcino): Pet-Nat 100% Sangiovese, vino frizzante, note di fragolina ed erbe aromatiche fini, bollicina vivace e acidità composta.

·  Casa alle Vacche (San Gimignano): Rosato da Canaiolo, Colorino e Sangiovese, intenso al naso, composto, piacevole.

·  Mantellassi (Maremma): Rosato da Ciliegiolo, delicato, ciliegia e pepe bianco, succoso e armonico.

·  Fattoria Casabianca (Bucine, AR): Rosato opulento, con vena aranciata, ciliegia sciroppata, prugna, note di alloro e scorza d’arancia, acidità ritardata.

Giovani realtà e territori emergenti

Tra i tanti banchi di degustazione, alcuni interessanti interpreti da tutta Italia.

Da Colle Val d’Elsa (SI), Galognano della giovane e talentuosa Erika Ciappelli; dalla Sardegna, Sonoravinae con un interessante progetto vino-musica e l’azienda vitivinicola Montisci Vitzizzai bella realtà della Sardegna interna parte dell’Associazione Mamojà. Dal Piemonte i Fratelli Manera Winery e dalla Lombardia, Corte Viazza, tutti portatori di visioni fresche e sperimentazioni consapevoli che meritano di essere seguite.

“Saranno Famosi nel Vino” non è solo una rassegna: è un manifesto per un’Italia enologica più giovane, curiosa e capace di abbracciare il futuro senza dimenticare le proprie radici. Siena ha risposto con entusiasmo, accogliendo produttori, professionisti e appassionati con calore e partecipazione.

PAESTUM PIZZA FEST 2025

Dal 24 al 27 luglio | NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso, Paestum

TORNA IL SALOTTO BUONO DEI PIZZAIOLI CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’EVENTO

Paestum, luglio 2025 – La magia senza tempo dei Templi di Paestum incontra, per il terzo anno, l’arte bianca per eccellenza: la pizza. Dal 24 al 27 luglio 2025, nella suggestiva cornice del NEXT – Ex Tabacchificio Cafasso, torna il Paestum Pizza Fest, organizzato da Erre Erre Eventi, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi dell’estate cilentana.

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

Mercoledì 23 luglio, ore 11:30 – Mulino Urbano, Salerno
Mercoledì 23 luglio, alle 11:30, presso il Mulino Urbano di Salerno, si terrà la conferenza stampa ufficiale di lancio del Paestum Pizza Fest 2025. Durante l’incontro saranno svelati il programma completo, l’elenco ufficiale delle pizzerie presenti, gli appuntamenti speciali e le novità di questa edizione. Saranno presenti i rappresentanti del Comune di Capaccio, della Camera di Commercio, insieme ai partner e sponsor della manifestazione. Giornalisti, partner e operatori del settore potranno inoltre degustare una selezione di prodotti d’eccellenza offerti dai partner ufficiali della manifestazione.

IL FESTIVAL – TUTTO IL BUONO E IL SANO DEL CILENTO

Il Paestum Pizza Fest nasce per celebrare la biodiversità alimentare del Cilento, comunità emblematica della Dieta Mediterranea e cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Quattro serate di festa, tra tradizione e contemporaneità, degustazioni, per vivere la pizza come ambasciatrice della cultura gastronomica italiana.

PROTAGONISTI E PROGRAMMA

«Quest’anno – annunciano Roberto Jannelli e Rosario Augusto, ideatori e coordinatori della manifestazione – oltre alle migliori pizzerie della provincia di Salerno e di tutta la Campania, accoglieremo numerose eccellenze provenienti dal Sud Italia, pronte a regalare al pubblico un’esperienza unica e indimenticabile.» Il cortile del Next ospiterà talk show e momenti di confronto con giornalisti, esperti di settore, pizzaioli e produttori, trasformandosi in un palcoscenico di sapori, cultura e intrattenimento.

APPUNTAMENTI SPECIALI

Venerdì 25 luglio – Presentazione del libro di Antonella Amodio – La giornalista enogastronomica presenterà il suo nuovo volume sugli abbinamenti tra Pizza e vino, accompagnata da una degustazione guidata dei rosati di 100 Best Rose e pizze d’autore. Durante la presentazione, sarà servita la pizza MORESE ‘Ode alla Provola e Pepe’, creazione della rinomata Pizzeria I Borboni, accompagnata da una selezione di vini rosati tratti dalla guida 100 Best Italian Rosé” va aggiunto alla presentazione di Antonella se possibile.

Venerdì 25 luglio – Pizza Kids con Errico Porzio
Il pizzaiolo amatissimo dai bambini presenterà la sua nuova pizza dedicata ai piccoli, un mix di gusto e ingredienti genuini, pensata per i più giovani.

Sabato 26 luglio ’Masterclass “Abbinamenti Pizza & Sigari Toscani”
Un viaggio sensoriale esclusivo tra pizze d’eccellenza e il fascino intramontabile dei sigari Toscani, guidato da Alfonso del Forno, maestro di abbinamenti e grande esperto di cultura brassicola, e Alessandro Schiavone, relatore del Club Amici del Toscano e maestro nell’arte del sigaro. Durante la presentazione sarà servita le pizze speciali dei maestri pizzaioli delle rinomate pizzerie “Don Antonio 1970 Pizzeria” & “Giagiu”’ di Salerno

AREA TALK PODCAST
Grazie alla collaborazione con Christian Cutino dell’agenzia Ciboh, l’Area Talk Podcast seguirà l’evento ogni sera, raccontando emozioni, storie e curiosità attraverso interviste a pizzaioli, influencer, produttori e personaggi del mondo dello spettacolo. Un format dinamico e interattivo che darà voce a tendenze, innovazioni e tradizioni del mondo pizza, coinvolgendo sia il pubblico presente che quello online.

AREA LOUNGE
Allestita da Pama Arredamenti con il supporto di Perrella Distribuzione e Network, l’Area Lounge sarà uno spazio elegante e riservato, dedicato a degustazioni esclusive, incontri e momenti di networking, con esibizioni live dei maestri pizzaioli.

CON IL SOSTEGNO DELLA CAMERA DI COMMERCIO I.A.A. DI SALERNO
La Camera di Commercio I.A.A. di Salerno, partner sin dalla prima edizione, continua a sostenere con convinzione il Paestum Pizza Fest, riconoscendone il valore culturale, turistico e imprenditoriale per il territorio. Il suo sostegno rappresenta un punto di riferimento istituzionale imprescindibile per la crescita e la promozione delle eccellenze locali, rafforzando il legame tra l’evento e il tessuto economico del Cilento e della provincia di Salerno.

Toscana: torna “Red Montalcino” a raccontare il rosso agile ed elegante del territorio ilcinese

«Contemporaneo, dinamico ed espressivo del territorio». Così il neo presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, ha definito il Rosso di Montalcino, nella masterclass di apertura dell’evento Red Montalcino 2025.

Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione ha presentato le annate correnti della seconda DOP del territorio di Montalcino in ordine di importanza.

Nato nei primi anni Settanta con l’intento di ottenere un vino di facile e pronta beva rispetto al blasonato fratello maggiore, il Rosso ottiene il riconoscimento della DOC nel 1983 e fin da subito venne considerato una sorta di tipologia di “ricaduta” del Brunello di Montalcino. Ottenuto con le stessa qualità di sangiovese (sangiovese grosso localmente chiamato brunello), nel medesimo areale di produzione, il Rosso da disciplinare non prevede affinamento in legno e l’uscita sul mercato è consentita dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.

A partire però dagli ultimi anni il Rosso sta delineando una personalità propria ben definita, con l’intento non solo di introdurre al territorio di Montalcino ma anche di distinguersi e diventare rappresentativo. Ancora presente è il retaggio di un vino ottenuto con partite d’uva non giudicate idonee per la produzione di Brunello. Tuttavia molti produttori stanno iniziando a ripensare il Rosso non più in “competizione qualitativa” tarata al ribasso rispetto al Brunello, ma come un’espressione a sé stante di un sangiovese più giovane e scattante al palato, in cui la nota sapido-iodata rappresenta il filo conduttore che accomuna questa produzione.

La Master of Wine Sarah Heller ha tratteggiato in questo modo i caratteri del Rosso, conducendo la degustazione denominata Fresh perspectives: the rise of Rosso di Montalcino – riservata a stampa e operatori del settore italiani ed esteri-, durante la quale abbiamo avuto occasione di testare i campioni di dieci cantine, a partire dall’annata 2015 fino alla corrente 2023, allo scopo di valutare l’evoluzione e raffrontare stili diversi.

La Heller ha fatto anche interessanti considerazioni sul posizionamento del Rosso, attualmente più diffuso sul mercato italiano che in quello straniero.  Circa il 75% di Brunello di Montalcino prodotto infatti è destinato all’export, mentre il Rosso si attesta intorno al 35-40%, e, cosa insolita per i rossi italiani, il prezzo è maggiore sul mercato domestico che fuori.

«Il Rosso di Montalcino gode di una maggiore fama in Italia che all’estero” – commenta ancora il presidente Bartolommei raggiunto dai microfoni di 20Italie durante la manifestazione – “l’obiettivo è quello di portarlo fuori dai confini nazionali e a questo proposito è fondamentale la scissione tra Brunello e Rosso di Montalcino, pur essendo l’uno complementare dell’altro».

Lo scopo è quello di internazionalizzare il Rosso e non è detto che la stessa manifestazione Red Montalcino, nei prossimi anni, non voli all’estero. Tra gli obiettivi più importanti del nuovo direttivo consortile c’è di sicuro la promozione sui mercati esteri, con particolare attenzione a Europa, Stati Uniti e Asia.

Ospitata nella storica fortezza, Red Montalcino si è presentata con un taglio moderno: walk around tasting con i produttori e food corners, dove l’alternanza tra cibi della tradizione tosco-italiana e piatti del mondo – come il cous cous marocchino o la Raita indiana – aveva lo scopo di esaltare la versatilità di un vino dinamico e contemporaneo. Infine musica dal vivo, insieme a cocktail & mixology,  l’ulteriore tocco che ha denotato il carattere giovanile della manifestazione.

LA MASTERCLASS E I MIGLIORI ASSAGGI IN FORTEZZA

A seguire i vini degustati durante la masterclass:

Rosso di Montalcino 2015 Col d’Orcia – Fragrante, succoso, freschezza integra e tannino setoso;

Rosso di Montalcino 2016 Casisano – Sottobosco, tocchi ematici, strutturato;

Rosso di Montalcino 2017 Poggio di Sotto – Acqua di rose e frutto di rovo, texture morbida e ampia;

Rosso di Montalcino 2018 San Lorenzo – fiori scuri e frutto croccante, sorso equilibrato;

Rosso di Montalcino 2019 Giovanni Casanova di Neri – erbe aromatiche, vena iodata, fruttato e goloso;

Rosso di Montalcino 2020 Uccelliera – floreale e balsamico, sorso a due velocità, subito disteso, impenna a centro bocca;

Rosso di Montalcino 2021 Sesti – erbe mediterranee e scorza d’arancia, gustoso, estremamente attrattivo;

Rosso di Montalcino 2022 La Caduta Caparzo – speziato e floreale, sorso avvolgente e scorrevole;

Rosso di Montalcino 2023 Sesta di Sopra – arancia sanguinella e ciliegia ferrovia, elegante e snello al palato;

Rosso di Montalcino 2023 Poggio alle Forche – piccoli frutti rossi, sorso sferzante e immediato.

In fortezza, tra gli assaggi maggiormente apprezzati nel walk around tasting, si sono distinti:

Rosso di Montalcino 2022 Poggio di Sotto – ottenuto dal “declassamento” della massa destinata alla produzione del Brunello, dopo due anni di botte grande; petali di rosa e scorza d’arancia, elegante e sapido;

Rosso di Montalcino 2023 Giovanni Neri Casanova di Neri – succoso e fruttato con reminiscenze di ribes e lamponi;

Rosso  di Montalcino 2022 L’America Castiglion del Bosco – solo acciaio; frutta rossa croccante, tagliente al palato, di espressione moderna;

Rosso di Montalcino 2022 Vigna Banditella Col d’Orcia – affinamento in barrique e tonneaux per circa un anno –  prugna rossa selvatica e speziature, fresco e sapido;

Rosso di Montalcino 2022 Lisini – vinificazione in cemento, affinamento in cemento e botte grande – frutti rossi macerati e fiori viola;

Rosso di Montalcino 2023 Casisano (anteprima) – fermentazione breve e affinamento per sei – otto mesi in rovere grande di slavonia – melograno, fiori di timo e radice di china; verticalità e freschezza agrumata.

Buonissimi 2025: io c’ero!

Cosa distingue fare semplice cronaca dall’immedesimarsi nella mentalità di un evento fondamentale per la ricerca? Buonissimi 2025 è la ricetta ideale per la guarigione, in particolare delle giovani vite che soffrono di quel “brutto male” che pochi sanno nominare a viso aperto: il cancro.

Non esiste una spiegazione logica del perché il destino si accanisca nell’età della giovinezza, quando l’unico pensiero di un bambino dovrebbe essere quello di giocare e divertirsi con amici e parenti. La soluzione possibile resta quella di unirsi nella difficoltà, perché solo con una rete sociale ben salda come le maglie di una catena indistruttibile, ciò che sembra buio può illuminarsi di luce.

Anche in questo anno l’evento della OPEN OdV – Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma, ideato e organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella, ha riunito oltre 300 operatori del mondo enogastronomico – chef stellati, chef, pizzaioli, friggitorie, maestri pasticcieri, produttori, viticoltori, birrifici artigianali e bartender – che hanno donato il loro contributo, creando un’esperienza corale e autentica.

Il tutto nella location mozzafiato di Marina d’Arechi a Salerno, dove la grand rue di oltre un chilometro di bontà ha celebrato non soltanto l’amore per il prossimo, ma anche le eccellenze della Campania spesso dimenticate o meno narrate nelle cronache quotidiane. Un palcoscenico dove gli attori principali erano proprio loro, ospiti e standisti, in un dialogo continuo alla base del concetto stesso di solidarietà.

Senza comunicazione, senza confronto e senza passione non esiste possibilità di sconfiggere il lato oscuro delle nostre esistenze terrene, la malattia. Un vero e proprio record di donazioni per la settimana edizione: 277.740 euro ricevuti dai numerosi partecipanti e generosi sostenitori.

Pippo Pelo e Adriana Petro di Radio KissKiss, insieme all’opinionista Rossella Erra, hanno guidato il pubblico in una serata emozionante e partecipata. Consegnato il Premio “Franco Ricciardi” per la ricerca in oncologia pediatrica al giovane ricercatore Vincenzo Aievola, per il suo impegno nel campo delle nuove strategie terapeutiche. A conferirlo è stato Agostino Gallozzi, presidente di Marina d’Arechi, che ha sottolineato il valore della ricerca e il profondo legame della marina con Buonissimi.

L’impegno dell’edizione 2025 ha sostenuto il progetto EDITOR – Sequenziamento di nuova generazione ed editing genomico per identificare fattori di rischio genetico come bersagli terapeutici per la cura dei tumori pediatrici, coordinato dai professori Mario Capasso e Achille Iolascon dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – CEINGE Biotecnologie Avanzate.

Anche quest’anno, in qualità di (fortunati) media partner, abbiamo avuto di assaggiare le prelibatezze e di incontrare vecchi amici dall’Italia intera. Numerosi chef dalla Guida Michelin con distinzione di 2 stelle e 1 stella, tanti amici pizzaioli pluripremiati dal Gambero Rosso e da 50 Top Pizza, pasticcieri, artigiani del gusto, cantine e bartender soprattutto nella parte finale della serata a suon di live e disco.

La cosa che ci ha lasciato in modo considerevolmente felici? Migliaia di persone e tantissimi giovani riempire il porto turistico di Marina d’Arechi di lunedì sera con una donazione procapite di tutto rispetto a favore dei bambini malati di cancro. Ancora una volta cibo e divertimento a favore della ricerca scientifica finanziata dalla OPEN OdV di Salerno.

Ad una commossa Anna Maria Alfani – presidente di OPEN OdV – le parole di chiusura:
“Buonissimi è un messaggio di speranza che si rinnova ogni anno. È il risultato di una comunità che crede nella forza della ricerca e nella possibilità di offrire ai bambini cure sempre più efficaci, grazie alla generosità di chi partecipa”.

Ci vediamo a Buonissimi 2026, abbiamo già fame di solidarietà.

Un ringraziamento per le foto in articolo a © Luigi De Lucia. La raccolta fondi continua sul sito ufficiale di OPEN OdV – www.openonlus.org.

Stelle a Corte – Luigi Tramontano e Gabriele Vannucci affiancano Vincenzo Guarino per la terza serata della kermesse presso La Corte degli Dei

Lo chef Luigi Tramontano e il pastry chef Gabriele Vannucci sono i due “compagni di viaggio” che Vincenzo Guarino ha scelto per il terzo appuntamento della rassegna Stelle a Corte, in programma l’8 luglio, presso La Corte degli Dei, la locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola.

Tramontanostella Michelin del O me o il mare restaurant, inaugurato nel 2024, nella sua Gragnano, e condotto assieme a Nicoletta Gargiulo, maître e sommelier, firma l’antipasto, ispirato ad un classico della cucina estiva partenopea: “Come una mulignana ‘mbottunate” e un primo che riecheggia la famosa ricetta di Eduardo De Filippo: “Riso di semola in clorofilla di prezzeolo e vongole “fujute”, confermando la sua attitudine a realizzare piatti della tradizione mediterranea, utilizzando le più moderne tecniche culinarie.

La proposta della serata prosegue con due piatti a cura dello chef Guarino: Tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate” e “Filetto di vitello come una “Cacciatora”.

Pre-dessert e dessert saranno realizzati dal maestro pasticcere Vannucci, trentasettenne di Pietrasanta, che dopo una formazione di respiro internazionale, maturata con figure cardine della gastronomia, quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, dal 2022 gestisce, a Firenze, la gelateria artigianale, GELATO.

Vannucci che, nel 2017, è entrato a far parte, tra i più giovani mai ammessi, della prestigiosa AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, proporrà “Come un baklava”: pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele, preceduto e introdotto da una “Chantilly al the matcha, kiwi in osmosi al miele, spuma di latticello e riso soffiato croccante.”

Catello Di Maio, maestro dell’arte bianca di Cesto Bakery di Torre del Greco, sarà affidata la realizzazione dei pani e dei lievitati.

I vini in abbinamento saranno forniti a cura delle cantine toscane Azienda San Gregorio e Castello Tricerchi.

In esclusiva per la kermesse, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo allestiranno un set fotografico riservato ai “Ricordi D’Autore“: ritratti in bianco e nero dei partecipanti che, al termine della cena, verranno consegnati a chi vorrà portare con sé un ulteriore souvenir della serata.

Per informazioni: info@lacortdeglidei.it oppure (+39) 3248437579

Il Comitato Komen Campania al Coca-Cola Pizza Village con il talk “La Pizza che fa bene”

Maturazioni Pizzeria e La Campagnola creano le Pizze Rosa a sostegno della prevenzione

Venerdì 4 luglio alle ore 18.30, nell’area Hospitality del Coca-Cola Pizza Village alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il Comitato Campania di Komen Italia sarà protagonista dell’evento speciale “La Pizza che Fa Bene – Insieme per la Prevenzione”: un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione sul tema della prevenzione del tumore al seno, attraverso il linguaggio universale della convivialità e della buona cucina.

Al centro dell’iniziativa, un talk aperto al pubblico moderato dalla giornalista Emanuela Sorrentino, che ospiterà le testimonianze di donne in rosaMarzia Imperiali di Francavilla presidente Komen Comitato Campania, la dott.ssa radiologa senologa Marcella MontemaranoDirettore UOSD Diagnostica e Interventistica senologica ASL NAPOLI 1 CENTRO, con un focus particolare sull’importanza della prevenzione, anche a tavola. Interverrà Tommaso Luongo, presidente AIS Campania, sul valore del bere consapevole.

Protagonisti della serata anche due pizzerie d’eccellenza, Maturazioni Pizzeria di Antonio Conza e Gabriella Esposito, e La Campagnola di Ciro Grossi, che hanno ideato per l’occasione due speciali “Pizze Rosa”, per rendere omaggio alle donne che lottano o hanno lottato contro il tumore al seno. Le pizze, realizzate in edizione limitata, saranno offerte in degustazione al pubblico. Komen Campania e il Cola-Cola Pizza Village hanno scelto due Pizzerie che anche attraverso i social hanno sempre dimostrato una grande sensibilità e valore, e il messaggio della prevenzione è ancora più potente quando è condiviso!

Durante l’evento, i partecipanti saranno invitati a lasciare un pensiero di incoraggiamento alle donne in rosa, scrivendo su cartoncini rosa oppure condividendo il proprio messaggio sui social con l’hashtag #UnPensieroRosa.

Questa iniziativa segna il primo evento ufficiale sotto la guida della nuova presidente del Comitato Komen Campania, l’avvocata Marzia Imperiali di Francavilla, che raccoglie il testimone del padre, il compianto avvocato Riccardo Imperiali di Francavilla, scomparso due mesi fa. Una figura amatissima e instancabile promotore della cultura della prevenzione in Campania, che ha lasciato un segno profondo nella comunità.

«Con emozione e profondo rispetto per ciò che mio padre ha costruito, porto il suo lavoro – dichiara Marzia Imperiali – nel segno della continuità, della cura e della speranza. Komen Campania continuerà a essere accanto alle donne ogni giorno dell’anno, con azioni concrete, ascolto e progetti sul territorio».

Infatti, le attività di Komen Campania non si fermano con l’estate. Ogni sabato mattina, presso il P.O. Santissima Annunziata di Napoli, è attivo il progetto “Con tutto l’amore che posso”, con incontri gratuiti di Qi-GongCanto Pop e terapia di gruppo a sostegno delle donne operate o in trattamento, guidati da esperti come Tiziana VerdosciaM° Marco Francini e la psiconcologa Antonella di Napoli.

Proseguono anche le Walk for the Cure, passeggiate nei borghi della provincia di Benevento: tra le tappe estive, San Lorenzello (6 luglio) e Bocca della Selva (16 agosto). A settembre e ottobre il Comitato Komen Campania sarà presente a eventi sportivi e festival con attività di sensibilizzazione. Il culmine sarà la Race for the Cure, che nel 2025 si svolgerà in più tappe in Campania: Salerno, 4-5 ottobre, Caserta, 10-12 ottobre. Capua 18-19 ottobre e Napoli7-9 novembre con attività sportive, incontri, screening gratuiti e l’abbraccio collettivo alle donne in rosa. L’edizione di quest’anno sarà in memoria di Riccardo Imperiali di Francavilla, affinché il suo impegno resti vivo nel cuore di chi crede in una medicina umana e vicina.

Info e contatti: +39 334.61.49.985 – komencampania@komen.it

Ufficio stampa: Francesca Panìco – 348 3452978 – francescapanico.art@gmail.com

Campania – “Il Sannio si presenta” – i vini de La Guardiense in anteprima

Lunedì 23 giugno 2025, fra le colline tufacee di Guardia Sanframondi, la storica cooperativa La Guardiense ha aperto le porte della cantina di via Santa Lucia per «Il Sannio si presenta: i vini de La Guardiense in anteprima». Un tasting che ha messo in luce la riscossa dei bianchi sanniti – Falanghina in primis – e che, come ci ha ricordato il presidente Domizio Pigna, cade nel sessantacinquesimo anniversario della fondazione (8 marzo 1960) di quella che oggi conta 1000 soci viticoltori e 1500 ettari di vigne, di cui ben 400 dedicati alla linea Janare.

Presente l’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella, affiancato dal giornalista Luciano Pignataro. «Grandi vini, se non comunicati, contano poco» esordisce Cotarella, ricordando i suoi primi sopralluoghi campani nel 1980 e l’attuale “matrimonio perfetto” fra Falanghina e clima, divenuto ancor più felice, per assurdo, con il riscaldamento globale. Pignataro rilancia scherzando sui vini dealcolati (“stay tuned!”) e lancia la provocazione: «I bianchi del Sannio sono alleati del tempo: guadagnano aromi, spina acida e valore gastronomico».

Degustazione in anteprima: verticalità e longevità a confronto

Senete Falanghina del Sannio DOC 2024

Vitigno : 100 % Falanghina, Affinamento : solo acciaio

Fiori bianchi, mela verde e un twist agrumato da pompelmo dominano il naso; in bocca il sorso è croccante, quasi “masticabile”, con polpa succosa e finale amarognolo tipico dei terreni vulcanici. Perfetta sia come aperitivo sia come vino a tutto pasto.

Biancolume Falanghina del Sannio DOC 2022

Vitigno: Falanghina, Affinamento: Acciaio con un 15 % passaggio in barrique

Leggere note di pasticceria, balsamico e fumé annunciano un sorso fresco e salino. In bocca si ritrova la corrispondnza del naso. La vena minerale è più incisiva di Greco o Fiano; Cotarella la definisce «verticalità da paura», prefigurandone un lungo futuro in bottiglia.

Senete Falanghina del Sannio DOC 2016

Vitigno: Falanghina, Affinamento: solo acciaio, 9 anni d’evoluzione

Colore oro brillante, profumi di idrocarburi, cenere e erbe secche. Al palato è caldo e morbido ma sorretto da freschezza e sale: un progetto ch enon prevedeva una lunga vita, e quindi l’ennesima prova che la Falanghina non ha limiti d’invecchiamento. Molto interessante.

Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2024

Vitigno: 100 % Fiano,  Affinamento: acciaio

Paglierino, al naso è intenso, macchia mediterranea, mela verde  e cedro. Il sorso sorprende per potenza e sapidità, rispetto ad un naso gentile. Questo Fiano ha un piacevole finale amarognolo che ripulisce il palato.

Colle di Tilio Sannio DOC Fiano 2016

Vitigno: Fiano, Affinamento: acciaio, 9 anni

Giallo oro, lucente, al naso idrocarburi, pasticceria, lievitati e note fumé. Coerenza naso–bocca impeccabile, grande verticalità, guizzante: un vero campione di longevità.

Pietralata Sannio DOC Greco 2024

Vitigno: 100 % Greco, Affinamento: acciaio

Paglierino, naso minerale e nota fruttata. In bocca è agrumato (arancia bionda) e di grande verticalità, al sorso si fa preferire al naso, con una bella sapidità che invita ad un nuovo sorso.

Pietralata Sannio DOC Greco 2019

Vitigno: Greco, Affinamento: acciaio, 6 anni

Tonalità giallo oro, bouquet di idrocarburi e pietra focaia. Si può parlare quasi di tannino “bianco” che regala una sensazione quasi da rosso, mentre freschezza e sapidità spingono a tavola su piatti ricchi.

Verticale a tre voci: Senete 2016 – Fiano 2016 – Greco 2019

Assaggiati fianco a fianco con Cotarella, i tre vini raccontano un territorio dal fil rouge di sapidità, finale amaro e riconoscibilità vulcanica. Il Senete 2016 appare oggi più dinamico, il Fiano 2016 è l’“espressione più pura”, il Greco 2019 esplode in freschezza e sale.

Orgoglio cooperativo, sguardo al futuro

Con 200 mila quintali di uva vinificata e la capacità di “fare i dettagli”, La Guardiense dimostra che la grande scala non è nemica della qualità. Cotarella lo ribadisce ringraziando i soci: «Il Sannio ha territorio, futuro e persone». Dalla serata emerge una certezza: la “riscossa dei bianchi” è cominciata e passa proprio per Falanghina, e anche Fiano e Greco, capaci di coniugare aromi moderni, versatilità gastronomica e una longevità che, calice alla mano, lascia a bocca aperta.

“AMONTEFALCO” 2025: l’ora dei migliori Montefalco Rosso, Montefalco Rosso Riserva e Montefalco Sagrantino Passito

Si avvia alla conclusione la consueta degustazione tecnica delle migliori espressioni dei vini di Montefalco. Ieri è stata la volta di “AMONTEFALCO” 2025: i migliori assaggi dei bianchi a base Grechetto e Trebbiano Spoletino e del Montefalco Sagrantino. Oggi invece verranno analizzate le versioni Montefalco Rosso e Montefalco Rosso Riserva, dove domina la presenza del Sangiovese umbro ed un finale in dolcezza con i Montefalco Sagrantino Passito, sempre sorprendenti.

La via d’ingresso al territorio passa per il tramite delle tipologie più agevoli, alla portata di tutti i palati, come il Montefalco Rosso e la sua Riserva, non realizzata da tutte le aziende. Vengono ammesse diverse varietà autoctone regionali, anche se gli attori protagonisti restano il Sangiovese ed il Sagrantino. Un prodotto che dovrebbe avere nell’agilità di bevuta e nell’espressione elegante del frutto la sua identità e che viene invece, spesso, appesantito da lavorazioni in eccesso, snaturanti dei suoi vitigni cardine.

I numerosi stili creano, parimenti al Trebbiano Spoletino, difformità comunicative e confusione nelle scelte alla carta. Un’anima che solo alcuni sanno comprendere e valorizzare, anche nelle annate migliori; un antico dilemma che l’areale nel suo complesso non ha ancora saputo (o voluto) affrontare, per dare compattezza d’azione nelle proposte ai mercati.

Ecco i migliori assaggi per tipologia, in ordine alfabetico e rigorosamente selezionati alla cieca, senza conoscere l’etichetta di riferimento.

Migliori Montefalco Rosso Doc

Tenute Lunelli – Carapace 2023 “Ziggurat”

Colpetrone 2022

Goretti – Fattoria Le Mura Saracene 2022

Le Cimate 2022

Tenuta Bellafonte 2022 “Pomontino”

Tudernum 2022

Perticaia 2021

Romanelli 2021 “Capo de Casa”

Migliori Montefalco Rosso Riserva

Moretti Omero 2021 “Faccia Tosta”

Tenuta Bellafonte 2021 “Maestà delle 4 Chiavi”

Tenute Lunelli – Carapace 2021 “Lampante”

Dionigi 2020

Fongoli 2019 “Serpullo”

Migliori Montefalco Sagrantino Passito Anteprima 2021

Antonelli

Scacciadiavoli

Migliori Montefalco Sagrantino Passito in commercio

Cocco Ilaria 2019 “Fontiola”

La Veneranda 2019

La Fonte 2020