Piemonte: Vinchio Vaglio, cooperare con amore

È stupefacente pensare che nel lontano 1959 un piccolo gruppo di 19 viticoltori provenienti dai Comuni di Vinchio e Vaglio Serra, in provincia di Asti, riuscì a superare le divisioni territoriali secolari, uniti dalla comune passione per la vite, dando vita a una Cooperativa vitivinicola destinata a far parlare di sé.

Vinchio Vaglio diverrà “Il Nido della Barbera”, un luogo dove tale varietà potrà esprimere appieno le sue caratteristiche poliedriche. La Barbera, infatti, è un vitigno estremamente duttile che, a seconda dello stile di vinificazione e dell’affinamento, può regalare sia vini giovani e profumati che prodotti adatti a un buon invecchiamento.

In controtendenza a quanto accadeva in quegli anni, in cui nelle regioni più avanzate si pensava principalmente a rimpiazzare i vigneti vecchi con nuove piantagioni, dai cloni differenti e dalle densità di impianto più elevate, nel 1987 a Vinchio Vaglio si decideva di individuare i migliori vigneti dei propri soci, con un’età superiore ai 50 anni, dando vita a un vino sin da allora chiamato “Vigne Vecchie”. Un successo consolidatosi nel tempo e che, nel 2009, in occasione del cinquantesimo anniversario della cantina, si sdoppia con un secondo vino denominato “Vigne Vecchie 50”. Mentre il primo affina in legno, raccontando la Barbera nella sua longevità, complessità di profumi e struttura, il secondo sceglie di esprimere la freschezza e l’eleganza di una Barbera giovane.

Oggi, quegli stessi vigneti vantano più di 80 anni e richiedono un lavoro sempre accurato. Le poche uve che producono, tuttavia, possiedono qualità e caratteristiche del tutto particolari. Stiamo parlando di rese che vanno dai 30 ai 40 quintali per ettaro e per garantire ai viticoltori la possibilità di continuare a lavorare su questi vigneti, la cantina si impegna a garantire un determinato rendimento ad ettaro.

Il forte legame tra i soci è evidente, e il presidente Lorenzo Giordano sottolinea spesso: <<Il lavoro più importante è quello di mantenere questo contatto stretto e positivo, perché è solo grazie ai viticoltori i cui vigneti sono stati scelti per vini come ‘Insynthesis’, ‘I tre Vescovi’, i due ‘Vigne Vecchie’ o il Nizza ‘Laudana’, che in cantina arrivano uve perfette al momento concordato>>.

Grazie a questo legame, quasi 500 ettari di vigneto ancora oggi adornano le colline del Monferrato, riconosciute come Patrimonio UNESCO. La superficie media di proprietà di ogni viticoltore è di circa 2,5 ettari, rendendo la cantina l’unica possibilità per i quasi 200 conferitori di continuare a coltivare le proprie vigne in modo economicamente sostenibile. Vinchio Vaglio si erge come esempio virtuoso di Cantina Cooperativa, dimostrando l’importanza che un tale organismo può avere per il territorio e per una varietà così preziosa come la Barbera.

Alla scoperta delle gemme del Monferrato

È mattino presto, la brina e i primi raggi del sole fanno capolino tra le nebbie che lentamente si diradano, scoprendo le dolci colline del Monferrato, localmente chiamate “bricchi”. Mentre il sole lentamente sale, i colori tenui dal rosa all’arancio tingono i vigneti e i raggi fanno brillare i cristalli di ghiaccio sulle viti di Barbera. Si respira un profumo di storia su queste colline patrimonio dell’ UNESCO dal 2014 e che per secoli hanno visto avvicendarsi eventi che hanno fatto la storia d’Italia.

Grazie all’impeccabile organizzazione di Maddalena Mazzeschi, scopro luoghi meravigliosi alla scoperta della Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio.

Oggi la produzione totale vede la Barbera come vitigno protagonista indiscusso. La maggior parte della produzione è nelle mani di un esclusivo gruppo di 30/35 soci della Cantina Cooperativa. Nizza Monferrato, dunque, non è solo un luogo di straordinaria bellezza paesaggistica, ma anche un punto di riferimento nel mondo vinicolo, dove la tradizione si unisce alla modernità. Gli enologi in sinergia con uno staff specializzato di professionisti, curano ogni aspetto dalla gestione dei vigneti di ogni conferitore, al trasporto in cantina, alla vinificazione, all’ affinamento e imbottigliamento.

Ogni conferitore viene seguito attentamente, con pratiche agricole mirate a ottenere uve di altissima qualità. Il trasporto delle uve in cantina è un momento cruciale, dove la delicatezza e l’attenzione sono fondamentali per preservarne l’integrità. Una volta giunte in cantina, le uve sono sottoposte a vinificazione, un processo guidato dalla maestria degli enologi, che sanno esaltare al massimo le caratteristiche di ogni varietà. Dopo la vinificazione, segue l’affinamento, dove il tempo e la cura sono essenziali per permettere al vino di sviluppare complessità e armonia. Infine, l’imbottigliamento, fase finale del processo, è eseguito con precisione chirurgica per garantire che ogni bottiglia sia un’opera d’arte pronta per essere gustata.

I vini degustati sono stati apprezzati da tutti i presenti tra cui l’amica e collega di 20Italie Olga Schiaffino

  1. Sorì dei Mori – Barbera d’Asti DOCG 2022
  2. I Tre Vescovi – Barbera d’Asti Superiore DOCG 2022
  3. Vigne Vecchie 50 – Barbera d’Asti DOCG 2021
  4. Laudana – Nizza DOCG 2020
  5. Vigne Vecchie – Barbera d’Asti Superiore DOCG 2019
  6. Sei Vigne Insynthesis – Nizza DOCG 2019

A Cosenza il ristorante Simposio – Mare e Vini guarda al futuro con un occhio alla solidarietà

Nel cuore della città di Cosenza, esiste un luogo dove tre coraggiosi temerari sfidano quotidianamente le tendenze di mercato, proponendo un’alternativa di alto livello alla tradizionale cucina calabrese a base di carne. Questo luogo è il “Simposio – Mare e Vini”, un ambiente elegante orientato alla cucina di mare rivisitata, gourmet per la classe, ma con porzioni vicine alla tradizione. Il progetto nasce da tre sognatori appassionati, ma faticatori: Lo chef Ivan Carelli, il sommelier Francesco Gardi ed Ernesto Maletta supervisore di sala.

La cucina a vista

Il perno si appoggia su alcuni cardini fondamentali: lo show cooking che vede una cucina a vista, completamente aperta, con due coperti al banco di lavoro dello chef per chi vuole assistere in prima fila alle preparazioni e seguire le dettagliate spiegazioni; l’acquacoltura con una ricca selezione del pescato sempre fresco. Infine la cantina con oltre 200 etichette, gestita da Francesco con grande professionalità e attenzione. Inoltre, nel tardo pomeriggio “Simposio – Mare e Vini” apre agli aperitivi friendly con bollicine, coccole salate e cocktail alla moda.

La chiave di lettura di questo ristorante è l’impiego di materie prime di grande qualità e la cura di ogni dettaglio: dall’accoglienza del cliente, alla cura della sala; dal sottofondo musicale, alla presentazione dei piatti; dalla bontà dei cibi al sorso dei vini. Il team propone un servizio attento come in un’orchestra in cui ogni musicista suona il proprio strumento in una meravigliosa melodia.

Per iniziare, ecco un doppio stuzzichino come entrée composto da alice fritta con salsa maionese e caviale verde e da salsicce di tonno su frittatina alle erbe.

Le tre proposte firmate dal giovanissimo e talentuoso aiuto chef Cristiano Candido

  • I Maccabuoni (e la solidarietà è di casa Simposio)

La pasta cosentina preparata dalle abili mani di giovani ragazzi speciali. Un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione “la Terra di Piero”. I Maccabuoni sono cucinati in ragù di totano, con gocce di burrata e croccante pistacchio.

  • Fritto esagerato:

Gamberoni Imperiali croccanti con pan ai 3 elementi, polpo dorato in tempura di Parmigiano 24 mesi, e varietà di paranza dorata abbinata a salsa di Maionese Nipponica, Salicornia e BBQ all’albicocca.

Una frittura squisita, leggera, con la sensazione del mare che accompagna delicatamente la degustazione. Per i soggetti allergici ai crostacei viene proposta la variante con fiore di zucca ripieno al baccalà.

  • Evoluzione

Un dolce realizzato in occasione della visita del Maestro pasticciere Iginio Massari. Composto al piatto sul momento, si articola di una sequenza precisa: piccoli coni di una namelaka ai fichi disposti circolarmente; al centro crema di noci, tra gli spazi conici una gelatina d’arancia e, sulla sommità, ghiaccia reale per pulire il palato e gelato artigianale all’alloro. Tocco finale una pioggia di miele di fichi.

L’intero pasto è stato accompagnato da due interessanti vini della regione: il silano Chione della cantina Immacolata Pedace (Chardonnay e Pinot Bianco -IGT Calabria – 2022), i cui vitigni, coltivati tra i più alti d’Europa a 1350 metri, si esprimono con spiccato carattere. Infine, lo straordinario e longevo Efeso di Librandi da uve Mantonico  (IGT Calabria – 2014). Al dolce il Liqueur Poire Williams & Cognac di François Peyrot.

Un percorso gustativo creativo, moderno e innovativo, basato su emozioni e sensazioni di vita vissuta.

Chianina & Syrah 2024: i Syrah di Sicilia

Abbiamo già parlato della kermesse Chianina & Syrah al link Chianina & Syrah a Cortona: dove la “ciccia” si sposa alla perfezione con il vino. Oltre a dare risalto alla denominazione Cortona Doc, valorizza anche un’altra importante eccellenza del territorio, come la carne della razza chianina, binomio perfetto tra cibo e vino.

Al Centro Convegni Sant’Agostino v’erano in degustazione i vini della Denominazione di Cortona ed altri areali sia nazionali sia internazionali. La masterclass ” Il Syrah di Sicilia a spasso nel tempo – 2008 – 2021″ è stato un percorso sensoriale con 7 vini di varie annate da Monreale a Menfi, fino al lembo estremo meridionale di Noto. Condotta dall’esperta  giornalista ed enocritica del Corriere della Sera e Gambero Rosso, Divina Vitale con gli interventi di Francesco Spadafora,  titolare dell’omonima cantina e Stefano Amerighi, anch’egli titolare dell’omonima cantina, nonché Presidente del Consorzio Cortona Vini.

La Syrah è un vitigno internazionale che affonda le radici in diversi areali del globo, si ipotizza che l’etimologia del nome derivi dalla cittadina di Shiraz dell’antica Persia, anche se  esistono diverse altre versioni. Ha trovato terra di elezione nella Valle del Rodano in Francia, soprattutto nella Côte Rôtie, Hermitage e Gigondas, ma anche in Australia e Nuova Zelanda e viene allevato in molte nazioni del mondo. 

In Italia la Syrah viene  coltivata principalmente in Sicilia, soprattutto nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani  dove ha trovato condizioni pedoclimatiche ideali per dare origine a vini di eccellente qualità e longevità.  L’altra regione ad alta vocazione è la Toscana e in particolare la zona di Cortona, qui la Syrah ha trovato habitat ideale, grazie alla composizione dei terreni e a un clima idoneo. Cortona DOC Syrah è nata nel 2000, un  vino di grandissimo carattere e finezza. In Italia viene allevato anche in diverse altre regioni.

Un vitigno migrante capace di dare origine a grandi vini, sia vinificato in purezza, talvolta, è anche il compagno ideale di altri vitigni che in assemblaggio concorre a dare il suo contributo varietale, originando vini di grande pregio.

I vini degustati

Principi di Spadafora – Terre Siciliane Igp Sole dei Padri 2008 – Rosso rubino profondo con sfumature granato e sentori di prugna, spezie orientali, polvere di caffè. Al palato è ancora fresco, tannino poderoso, ma setoso, lungo e duraturo; un vino contemporaneo e sorprendente.

Planeta – Menfi Doc Maroccoli 2008 – Rosso rubino impenetrabile, emana note di frutta rossa matura, pepe nero, cuoio, tabacco e menta Gusto fresco e soddisfacente, coerente e persistente.

Tasca d’Almerita/Tenuta Sallier De la Tour – Monreale Doc La Monaca 2010 – Rosso Rubino con riflessi granato, note di mora, frutti di bosco, erbe mediterranee e bacche di ginepro. Dal sorso sapido e fresco, avvolgente e pieno.

Tenuta Zisola – Sicilia Doc Achilles 2015 – Rosso rubino profondo, sprigiona note di confettura,  in primis, mora, mirtillo e poi sottobosco. Avvolge al gusto ed è gastronomico e persistente.

Feudo Disisa – Monreale Doc Roano 2018 – Rosso rubino impenetrabile, rivela sentori di, visciola, lampone, amarena e foglia di pomodoro. Piacevole la scia mentolata, con sorso dinamico, coerente, accattivante e duraturo.

Alessandro di Camporeale – Sicilia Doc MNRL Vigna di Mandranova 2019 – Rosso rubino profondo, emana note floreali di viola, poi fragolina di bosco, mora e bacche di ginepro. Sapido e dotato di buona piacevolezza di beva. Dinamico e persistente.

Feudo Maccari – Sicilia Doc Maharis 2021– Rosso rubino vivace, rivela sentori di ribes, amarena, mora e lieve spaziatura. Bocca elegante, vibrante, rotonda e decisamente durevole.

Gambero Rosso e Osteria Fernanda insieme per il Mandrarossa on tour

Osteria Fernanda e Gambero Rosso: degustazione esclusiva con “Mandrarossa on Tour” a Roma.

L’Osteria Fernanda a Roma ha aperto le porte a un’esperienza culinaria unica, grazie al progetto Mandrarossa on Tour, frutto della collaborazione con il Gambero Rosso. Tre le cene-degustazione, due delle quali si svolgeranno a Roma e una a Milano. Per 20italie ho avuto l’opportunità di degustare una selezione dei vini più distintivi della cantina di Menfi, abilmente abbinati ai piatti creati dallo Chef Davide Del Duca.

Filosofia culinaria raffinata e sempre sorprendente. Abilità nel bilanciare sapientemente i sapori e nel presentare piatti freschi e creativi. L’ambiente del ristorante è già invitante, con un’estetica moderna, dal taglio minimalista, che richiama la tradizione avvolgendo gli ospiti con discreta cura. I tavoli posizionati di fronte alla luminosa e ampia vetrata della cucina offrono una vista coinvolgente sul lavoro della brigata, durante la preparazione delle portate.

Gambero Rosso è riuscito nell’intento ad esaltare in modo appropriato i punti di forza sia del menù che dei vini. Insieme a Lorenzo Ruggeri e Giuseppe Bonocore, ci siamo confrontati sugli abbinamenti, giudicati in sintonia per la serata. Roberta Urso, responsabile pubbliche relazioni e comunicazione di Mandrarossa, racconta la storia della cantina, una Cooperativa vitivinicola di qualità che raccoglie 160 conferitori selezionati tra i 2000 della famiglia maggiore Cantine Settesoli, con i suoi 500 ettari vitati. Studio approfondito dei terreni, basse rese e tutto il meglio della Sicilia raccolto vinificato con cura nelle bottiglie che avevo già provato in occasione dello scorso Vinitaly. Non mi resta che andare a Menfi e visitare di persona questa interessante cantina siciliana, da raccontare ancora su 20italie.

MENU E VINI IN ABBINAMENTO

  • Entrée
Selezione di finger food: Cioccolato bianco ripieno di arachidi con gel di crodino, sedano rapa con anacardi e fegatino di pollo.
  • Spuma di burro di Normandia e pane a lievitazione naturale appena sfornato.

Piccole esplosioni di sapore che stimolano l’acquolina in bocca.

Vini in abbinamento:

Calamossa Bianco Mandrarossa 2023

Metodo Charmat floreale fresco e piacevole, nota aromatica data dallo Zibibbo che bilancia

  • Antipasto
: Ostrica, topinambur fermentato olio di Perrillo e limone nero

Le note vegetali dell’olio e delle parti verdi coprivano un pochino l’ostrica

  • Calamaro, beurre blanc, cime di rapa, colatura e yuzu

Un piatto molto interessante con un trionfino di sapori giustamente dosati e bilanciati.

Vino in abbinamento:

Sicilia Urra di Mare Mandrarossa 2023 – Floreale gelsomino nella freschezza con finale sapido

  • Primo piatto: 
Tagliolino di spirulina, bottarga di tonno, finocchio e cerfoglio.

Vino in abbinamento:

Sicilia Bertolino Soprano Mandrarossa 2022


  • Secondo piatto: 
Manzo, mela cotogna, succo di pepe Sancho e olio al carbone d’erbe

Un piatto meraviglioso.

Vino in abbinamento:
 Sicilia Mandrarossa Cartagho 2020

Bella struttura, morbidezza e terziari. Forse troppo percepibile la nuance del legno.

  • Dolce: Cremino ai tre cioccolati Valrhona, latte salato e caffè.
  • Piccola pasticceria

Dolcezza bilanciata, non eccessiva ma di gran gusto. La giusta conclusione di una cena che ha sorpreso per qualità e la finezza.

Vino in abbinamento:
 Passito di Pantelleria Serapias Mandrarossa 2020.

Un passito che non stanca e invoglia alla beva, grazie alla spinta acida.

Podere Casanova: nobiltà e innovazione nel cuore di Montepulciano

Nel suggestivo scenario di Montepulciano, durante l’Anteprima organizzata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, abbiamo avuto il piacere di essere ospiti della cantina Podere Casanova, guidati in un viaggio sensoriale unico dai proprietari Isidoro e Susanna Rebatto e dalla responsabile della comunicazione Maddalena Mazzeschi.

Podere Casanova incarna l’eleganza e la nobiltà del territorio toscano, rappresentando un connubio perfetto tra passione, tradizione e innovazione, un sogno divenuto realtà. Isidoro ha saputo dar vita, grazie anche agli studi di gioventù, a vini caratterizzati da uno stile unico ed elegante.

L’anima di Podere Casanova risiede nella sua vocazione alla sostenibilità ambientale, con un impegno concreto verso pratiche agricole rispettose dell’ambiente. Oltre alla Certificazione Equalitas, l’azienda si distingue per l’utilizzo di sostanze naturali alternative e per un approccio attento alla conservazione del territorio. Con i 17 ettari di vigneti coltivati con varietà autoctone e internazionali, produce una linea di vini volta a riflettere l’autenticità del territorio di Montepulciano e del Prugnolo Gentile.

Culmine della visita l’esperienza sensoriale nella sala degustazione panoramica, dove i visitatori sono stati accolti da un suggestivo pianoforte a coda, con un repertorio musicale in perfetta sintonia con il contesto e con i prodotti proposti in assaggio. La verticale del Vino Nobile di Montepulciano offre un viaggio attraverso sei annate, ognuna caratterizzata da note distintive e complessità sensoriali uniche, dai piacevoli sentori di frutta scura del 2020 alla complessità e profondità del tannino della 2015.

La degustazione è stata curata dal collega di 20Italie Adriano Guerri

Vino Nobile di Montepulciano Podere Casanova 

Annata 2020

piacevoli i sentori di mora, china e susina matura, cuiseguono note mentolate balsamiche. Il sorso è contraddistinto da buona avvolgenza e sapidità. 

Annata 2019

apre con note di frutti di bosco, seguite da liquirizia e spezie, con tannini ben integrati. Un vino composito e coerente. 

Annata 2018

dai sentori di confettura di frutti di bosco, rabarbaro e prugna, si erge elegante al palato con buona persistenza. 

Annata 2017

effluvi di mora di rovo, marasca, bacche di ginepro e cannella. Attacco tannico poderoso e dall’efficace trama saporita.

Annata 2016

libera note di rabarbaro, china Martini, susina e tabacco dolce. Caldo, avvolgente e appagante. 

Annata 2015

sentori di ginepro, uniti a sottobosco e talco, su finale austero e durevole. Chapeau!

La vera sorpresa arriva con la degustazione dei quattro vini speciali, abbinati ai brani musicali selezionati.

Al primo vino, il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2017, è stato abbinato il brano “Vecchio Frack” di Domenico Modugno, come l’etichetta che riporta, appunto, una tuba.

Al secondo vino, il Vino Nobile di Montepulciano SETTECENTO 2018, è stato abbinato il brano “Can’t help falling in love” di Elvis Presley.

Al terzo vino, Leggenda IGT Toscana 2018, è stato abbinato il brano “Passacaglia” di Georg Friedrich Händel 

Al quarto ed ultimo, IRRIPETIBILE IGT Toscana 2020, è stato abbinato il brano “She” di Elvis Costello.

Bollicine protagoniste a Wine&Siena 2024

Bollicine protagoniste di una masterclass durante la manifestazione Wine&Siena 2024: tradizioni consolidate e interpretazioni innovative.

Wine&Siena conferma il gradimento del pubblico per le eccellenze selezionate da TheWineHunter: una nona edizione che ha inaugurato il calendario degli appuntamenti enoici in Italia e che ha registrato un record di presenze, ben 2500 e la giornata di sabato con ticket sold out.

Nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 le sale del Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione sono state animate dalle interessanti masterclass, tra cui quella dedicata ai vini fatti in anfora magistralmente condotta da Helmuth Köcher.

Le sessioni del sabato si sono aperte nella mattinata con Bolle d’Italia: un viaggio sensoriale tra le eccellenze delle bollicine italiane. In apertura un Franciacorta Docg Extra Brut Arcadia 2019 Lantieri, 36 mesi sui lieviti, prevalenza Chardonnay con 15% di Pinot Nero e 5% di Pinot Bianco. Profilo olfattivo che regala note di agrumi, di panificazione, di zagara e di erbe di campo. La bollicina è fine e di media persistenza.

Franciacorta Docg dosaggio zero Dom riserva 2016 Mirabella è uno spumante Metodo Classico da 72 mesi sui lieviti; le basi fermentano in contenitori di cemento e si utilizza solitamente un 55% di Chardonnay mentre la parte restante è ugualmente divisa tra Pinot Bianco e Pinot Nero. Al naso si apprezza la frutta a polpa gialla, la nespola, il cedro, salvia e cera d’api, con sbuffi quasi sulfurei. Bollicina setosa e grande finezza. Il sorso denota una buona persistenza e l’abbinamento con il cibo un richiamo immediato.

VSQ Pinot Nero Metodo Classico pas dosè Monsupello: azienda che conduce circa 50 ettari vitati su terreni calcareo-gessosi in Oltrepò Pavese. Il vino affina in acciaio e non svolge la malolattica; in primavera vengono assemblati i vini ottenuti dalle diverse parcelle, segue la seconda fermentazione e una sosta di 40 mesi sui lieviti. Il colore di questo spumante è sempre luminoso ma sicuramente di intensità cromatica maggiore, i profumi ricordano la mela cotogna, la frutta candita, la renetta, il pan brioche e la pietra focaia. Vivace freschezza, che rende l’assaggio di squisita piacevolezza.

VSQ Metodo Classico Dosaggio Zero Montemercurio 2016 è ottenuto da sangiovese proveniente da una vigna di circa 60 anni. La sboccatura viene riportata a maggio 2023. Una piacevole nota di ossidazione lascia il passo alla scorza d’arancia candita, alla frutta, alla grafite. Preciso equilibrio gustativo, chiusura sapida.

VSQ Metodo Classico Astra 2020 UvaMatris ha affascinato la platea per il suo naso floreale, i sentori di acacia e biancospino, di crema pasticcera, erbe officinali, ceralacca; in bocca una freschezza guizzante e una lunga persistenza. L’enologo Gabriele Ronchi ottiene questa bollicina utilizzando il Nebbiolo, a dimora su suoli calcareo-argillosi ricchi di marna.

La masterclass si è conclusa con la degustazione di Oltrepò Pavese Docg Metodo Classico Brut Collezione 2008 La Versa, una bollicina  ottenuta da Pinot Nero, che fermenta in acciaio, e da un saldo di Chardonnay in botti di legno di primo passaggio non tostate. Rimane ben 12 anni e mezzo sui lieviti. Terre d’Oltrepò è l’azienda che ha raccolto l’eredità di La Versa e che raccoglie il 45 % delle uve prodotte in questo territorio, rinomato nel mondo per la produzione di Pinot Nero. Il calice offre profumi di ananas, cedro, nocciola, una dolce speziatura, miele di acacia, zafferano, pasta frolla. Bollicine finissime, che salgono numerose in catenelle luminescenti, che al palato regalano sensazioni seriche. Infinita persistenza e una nota iodata sul finale.

Un viaggio attraverso le eccellenze italiane, proprio secondo i principi ispiratori di Merano Wine Festival, che ha affascinato il pubblico presente e lo ha stimolato al confronto, alla discussione e all’approfondimento di questi territori.

Merano Wine Festival 2023: “c’è chi dice no”…

Noi vi spieghiamo, invece, il perché dei tanti “sì” e le ragioni per essere presenti alla vera “Festa dell’Enogastronomia”

Festa o Festival, il passo è davvero breve. Dopo mesi di duro lavoro, visite, esposizioni e degustazioni di varia natura, arriva il momento per tutti di resettare la mente e ritrovare la serenità persa. Costi quel che costi si intende, e la tematica del “vil denaro” influirà nel merito del discorso.

Merano Wine Festival è il luogo dove, per un giorno, due e finanche una settimana, le lancette dell’orologio cessano di muoversi. Un immenso parco giochi dove sentirsi come Pinocchio nel Paese dei Balocchi. Espositori di vino, Area Gourmet con primizie provenienti da ogni angolo dello Stivale, masterclass e show cooking appetitosi.

Una sezione dedicata al biologico, biodinamico e naturale ed ai prodotti provenienti dai mercati esteri, come in una sorta di infinito gemellaggio itinerante. L’abile mano di Helmuth Köcher – The WineHunter – il visionario uomo immagine e patron della manifestazione, si è fatta sentire in maniera ancora più pressante e articolata. Merano dovrebbe intitolargli vie, piazze e statue d’oro, anche per buon augurio di altri 100 anni al timone della nave.

Helmuth Köcher ai microfoni di 20Italie

L’indotto comportato in queste 32 edizioni è stato tangibile fin da subito per la cittadina dell’Alto Adige. I miei ricordi d’infanzia della Merano fine anni ’80 cozzano decisamente con la versione aperta all’Europa e al mondo intero dei tempi odierni. Servizi, cura e decoro, che si autoalimentano proprio in simili occasioni, quando ogni angolo diventa meta di incontri, dibattiti e persino accordi commerciali.

E veniamo all’altro tema in corso…

Può una fiera del vino e della gastronomia creare anche vantaggi economici per chi partecipa?

La domanda è tendeziosa si direbbe; la pubblicità è l’anima del commercio e Merano Wine Festival rappresenta una vetrina unica nel suo genere. Ma, come altre occasioni della vita, alla fine conta sempre l’abilità dell’imprenditore, compresa la propensione al rischio di esporsi a sonore fregature. Insomma: la partita Iva non è cosa per tutti (per fortuna).

Ci si potrebbe chiedere, dunque, se il gioco valga davvero la candela. Alla fine, però, sono tutti lì, aziende e comunicatori (stampa inclusa) con numeri mostruosamente in crescita da un anno all’altro. Numeri che costringono gli organizzatori a selezioni cruente al momento degli accrediti, con evidente scontento di chi resta fuori lista. Ormai è una macchina così ben collaudata che non ha bisogno neppure di quella bulimia comunicativa per trovare una propria dimensione o il benestare delle firme d’autore. Facciamocene una ragione ora e per l’avvenire.

Alla fine fa parte del mestiere: “a chi tocca non si ingrugna”. Nelle scelte economiche (legittime) di ciascun operatore, restare fuori dal giro significa un atto di coraggio che non è detto dia risultati sperati; basta non pensarci una volta tratto il dado e non denigrare un evento che, nel bene e nel male, raccoglie consensi ovunque da autentico fiore all’occhiello d’Italia. Chi fa parli, gli altri tacciano.

Abbiamo corso freneticamente tra gli stand, scalino dopo scalino, sui red carpet che conducono ai settori caldi del Merano Wine Festival. Le interviste integrali le troverete cliccando sul seguente link di youtube.

Ne pubblichiamo un estratto in particolare, riguardante due attori importanti dietro le barricate: il professor Luigi Moio, presidente di OIV ed enologo di chiara fama, e l’esperto sommelier comunicatore del vino Davide D’Alterio di Enoteca Pinchiorri, lo storico tre stelle Michelin di Firenze.

Il prof. Luigi Moio
Il sommelier e comunicatore del vino Davide D’Alterio

Non vogliamo convincere nessuno, ma offrire solo spunti per una buona riflessione.

“Wine & Siena” edizione 2023

di Adriano Guerri

Siena è una città d’arte e un’ambita meta turistica, soprattutto nel periodo che va da aprile ad ottobre, capace di attirare turisti da ogni parte del mondo. A Siena dal 28 al 30 gennaio 2023 è andata in scena l’ottava edizione di Wine & Siena, una kermesse enogastronomica organizzata da WineHunter, che significa Helmuth Köcher, Presidente del Merano WineFestival.


Un evento voluto proprio da Köcher e da Stefano Bernardini, Presidente di Confcommercio Siena, ma anche dal compianto Andrea Vanni “senese Doc”. In questi tre giorni Siena è stata popolata da molti visitatori che hanno partecipato all’evento ed hanno colto l’occasione per visitare anche i musei della nobile città toscana.

La manifestazione ha avuto luogo all’interno degli ampi e meravigliosi saloni del Complesso Museale Santa Maria della Scala e Palazzo Squarcialupi. Alcuni saloni messi a disposizione per la kermesse vantano affreschi che portano la firma di pittori famosi, quali Lorenzo Vecchietta, Domenico di Bartolo, Priamo della Quercia, Giovanni di Raffaele Pavesi e Pietro d’Achille Crogi.

Detto e scritto ciò, mentre ti trovi di fronte ad un produttore e sorseggi un calice di vino  sei parimenti al cospetto di alcune di queste magnificenze. Un panorama impareggiabile che scende verso la montagnola senese da un lato e verso Montalcino ed il Monte Amiata dall’altro, con alcune vetrate dirimpettaie alla magnifica facciata del Duomo. Siena è avviluppata da dolci colline ed è il baricentro di importanti Docg e Doc conosciute ed apprezzate a livello nazionale ed internazionale.

Gli espositori presenti provengono da molte Regioni dello stivale, con chicche da tutto il globo. Nel salone delle Feste del Grand Hotel Continental Starhotels Collezione hanno avuto luogo alcune masterclass come: Alta Langa, bianchi autoctoni del Friuli Venezia Giulia, rossi purosangue Docg di 6 regioni, una verticale di Riesling Renano, Catwalk Champagne e Chianti Classico: tante microzone a confronto.

Si è pure svolta una tavola rotonda concernente il cambiamento climatico, un aspetto che sta molto a cuore a Helmuth.  Lunedì 30 gennaio, l’ultimo dei tre giorni, è stato interamente dedicato agli operatori del settore professionale con oltre 500 persone accreditate. Un bellissimo ed appassionante appuntamento che sin dai suoi albori è cresciuto in maniera esponenziale, riuscendo a suscitare attenzione da parte degli amanti del vino.

La prossima edizione di Wine & Siena è in programma per l’ultimo week end di gennaio 2024. Ho partecipato sabato 28 gennaio e mi sono avvicinato ad un buon numero di banchi d’assaggio. A seguito note di degustazione di alcuni vini che senza ombra di dubbio meritano un approfondimento.

Casa alle Vacche -Vernaccia di San Gimignano Crocus 2019: ottenuto prevalentemente da uve Vernaccia di Sangimignano, nella sua tonalità giallo dorato è ammantato da una bella brillantezza. La parte olfattiva rimanda a sentori di pesca, zafferano, vaniglia, ananas, mango, papaya e confetto di mandorle, con un sorso che ti colpisce per piacevoli morbidezze ed finale fresco, lungo e giustamente sapido.

Kellerei MeranWeissburgunder Riserva V Years Alto Adige Doc 2013: luminoso, intenso e ricco di sentori di pesca, pera, frutta esotica, spezie dolci. Gusto avvolgente e incredibilmente persistente.

Castelfeder – Burgum Novum Riserva Alto Adige Doc 2019: ottenuto da uve Pinot Nero, richiama alla vista alle nuance rubino trasparente, con un esplosione di profumi tra lamponi, more, fragoline di bosco e cacao in polvere. Allungo aromatico di grande impatto.

Azienda Agricola Gozzelino Sergio – Barbera d’Asti Superiore Docg 2016: veste rosso rubino con limpidi sentori di violetta, rosa, melograno, more, tabacco e pepe ed un palato avvolgente che prende slancio verso scie persistenti.

Marisa Cuomo – Furore Costa d’Amalfi Doc  Riserva 2018: blend 50% Aglianico e 50% Piedirosso, vivace nei riverberi e sprigionante sentori di visciola, mirtilli e mora accompagnati da una sottile speziatura.  Sorso appagante, fine ed equilibrato.

Vecchie Terre di Montefili – Chianti Classico Gran Selezione 2018: Sangiovese in purezza libera note di amarena, violetta, fiori secchi, con balsamicità e speziature finali edun attacco tannico poderoso ma setoso al contempo.

Fattoria di Valiano – Chianti Classico Riserva Poggio Teo 2019: ottenuto con Sangiovese in purezza,  rubino vivace, naso fine con effluvi di marasca,  prugna, mora, cacao e bacche di ginepro,  al palato è rotondo, pieno ed appagante.

Piombaia – Brunello di Montalcino 2017: dai rilfessi granati, al naso apporta ciliegia matura,  frutti di bosco e humus; un leggiadro dai tannini nobili che resiste al tempo.

Cantina Dorgali – Cannonau di Sardegna Classico Doc 2018: dinamismo espresso tra frutta di bosco, ciclamino, mirto e nuances di pino marittimo e pepe nero. Caldo come la Sardegna nel mare d’estate.