Piemonte: ReWine Canavese, l’evento per scoprire lo spirito artigianale dei Giovani Vignaioli Canavesi

Dal 17 al  19 maggio a Ivrea ha avuto luogo la quarta edizione di ReWine Canavese, organizzato dai Giovani Vignaioli Canavesani (GVC) con la preziosa collaborazione del direttore artistico Nello Gatti.

Tre giorni dedicati alla stampa per far conoscere meglio questo affascinante lembo di Piemonte. Il primo giorno è stato contraddistinto da un bel tour nel suggestivo borgo di Carema per recarci sotto i pergolati di Nebbiolo, ove molte viti sono a dimora da oltre mezzo secolo. Gian Marco Viano, presidente dell’Associazione ci ha fornito importanti informazioni sulla singolare enclave; siamo entrati in un edificio storico, recuperato e restituito alla Comunità, il Gran Masun, centro di valorizzazione del vino Carema e dopo aver assistito ad una proiezione sul territorio abbiamo degustato i vini della Doc.

Un numero relativamente esiguo di produttori, 10 per la precisione, coltivano e producono vino in un’estensione totale di 22 ettari vitati. Le vigne sono poste su terrazzamenti con muretti a secco e la vite è  allevata con il sistema a Pergola del Caremese, sorretta da pilastri troncoconici in pietra e calce, tipici del territorio, in loco chiamati “pilun”: le sue pietre immagazzinano calore e lo distribuiscono durante le ore notturne.

Il vitigno allevato è il Nebbiolo varietà Picotendro, capace di dare origine a vini freschi e dotati di una straordinaria piacevolezza di beva. I vigneti sono posti a forma di anfiteatro con suoli sabbiosi derivanti dal disfacimento delle morene dell’antico ghiacciaio. Un meraviglioso lembo di terra che si è ampiamente meritato il titolo di Presidio Slow Food. Le altimetrie dei vigneti si attestano fra i 350 e i 700 metri s.l.m. Carema è inoltre  attraversata dalla via Francigena.  A livello sensoriale il vino è di un bellissimo colore rosso granato intenso e  molto trasparente, al naso giungono sentori di rosa, lampone, frutti di bosco, polvere di caffè e tabacco, al palato è fresco e setoso, coerente e persistente. 

La degustazione

Cantina Produttori di Carema 2020 – Sprigiona sentori di rosa, amarena, e spezie dolci,  sorso setoso e armonioso. 

Cantina Togliana  Riserva 2020 – Emana note di frutti di bosco maturi, noce moscata e sottobosco,  gusto avvolgente e decisamente persistente. 

Sole e Roccia Monte Maletto 2020 – Rivela note di lamponi, ribes e sentori balsamici, avvolgente,  pieno ed appagante. 

Sorpasso 2020 – Si percepiscono sentori di ciliegia sotto spirito, arancia sanguinella, liquirizia e tabacco. Avvolgente, generoso ed armonioso. 

Muraje 2020 – Libera note di rosa, lampone e sussulti balsamici e speziati; il sorso rimane in bocca a lungo, è setoso e leggiadro. 

Turris Nuove Tradizioni 2021 – sentori di violetta, frutti di bosco e mora di rovo, fresco, pieno ed invitante.

Rubiolo Alberand 2021 – Giungono al naso note di viola, amarena e fragola, dai tannini setosi e dal finale duraturo. 

Toppia Figliej 2021 – Rivela sentori di rosa, frutti di bosco e menta. Sorso accattivante e duraturo.  

Broglina Kalamass 2021 – con sentori di ciclamino, mora, tabacco e liquirizia, regala un palato fine e rotondo.

Gasparre Buscemi 1986 – Un vino ancora in forma smagliante, davvero sorprendente, piacevole e lungo su nuance terziarie di tabacco dolce e cioccolato. 

Il secondo giorno è  iniziato con una tavola rotonda incentrata sul tappo a vite in comparazione con il tappo di sughero. Sul palco della Sala Santa Marta d’Ivrea, vi erano l’azienda Gaula Closures, rappresentata da Emanuele Sansone con gli “Svitati”: Walter Massa, Sergio Germano, Luca Rostagno della Cantina Matteo Correggia e Monica Laureati, Professore associato dipartimento di Scienze per gli alimenti dell’Università di Milano e Daniele Lucca, speaker di Wine Voice Radio & Podcast.

Una masterclass che ha ben chiarito la funzionalità del tappo a vite, senza demonizzare quello in sughero. Nei vari interventi sono emersi i vantaggi sia per i vini stessi (o perlomeno alcuni di essi) sia per la sostenibilità produttiva. In Italia, nostro malgrado, il tappo a vite gode ancora di una scarsa reputazione, ma viene molto più utilizzato nel nord Europa e in molti paesi del nuovo mondo. Nei vini bianchi sembra dimostrare di essere più indicato: i vini erano più freschi e piacevoli al palato. Per quanto riguarda i rossi è stato il tappo di sughero a dimostrare di avere maggiore capacità di affinamento, pur in un dibattito ancora molto aperto.

I vini proposti

Derthona 2017 Vigneti Massa

Monleale 2017 Vigneti Massa 

Langhe Sauvignon Doc 2007 Matteo Correggia 

Roero Riserva Roche d’Ampsej Docg Matteo Correggia

Riesling Herzu Langhe Doc 2016 Ettore Germano

Nebbiolo Langhe Doc 2016 Ettore Germano 

Dopo una pausa pranzo siamo tornati nella Sala Santa Marta per un focus ed una degustazione guidata di 8 etichette di Erbaluce. Varietà d’uva a bacca bianca che ha trovato la sua terra di elezione nel Canavese, conosciuto come Erbaluce di Caluso. In passato veniva prodotto nella tipologia Passito. Oggi si sono aggiunte anche le tipologie secco e spumante prevalentemente ottenuto da Metodo Classico. Un’uva capace di donare ai vini una buona acidità. 

Il Canavese è un ampio territorio circondato da laghi, castelli, suggestivi borghi e boschi, e verdi valli in provincia di Torino, nella parte nord e nord-est, confinante con la Valle D’Aosta, ricadente anche una piccola parte nelle province di Biella e Vercelli. Un anfiteatro naturale originato dal discioglimento delle morene dell’antico ghiacciaio, con suolo sabbioso, ricco di potassio e fosforo. Il clima alpino è caratterizzato da notevoli  escursioni termiche tra il giorno e la notte. La forma di allevamento è la pergola canavese, tuttavia è molto diffuso anche il guyot semplice. Due sono le Denominazioni: la Doc Canavese e la Docg Erbaluce di Caluso. I vitigni maggiormente coltivati oltre al Picotendro e L’ Erbaluce, sono la Barbera, la Vespolina e l’Uva Rara. 

I vini degustati dell’annata 2021

Canavese Doc Bianco Mezzavilla Terre Sparse – Al naso giungono note di camomilla, albicocca e mandorla. Saporito, coerente e lungo.

Vino Bianco Vecchie Tonneaux Monte Maletto – Emana sentori di zagara, pera e mela cotogna, fresco, avvolgente e persistente. 

Caluso Docg Anima Dannata La Masera – Nuance di mela, frutta tropicale e erbe aromatiche, pieno sapido e durevole. 

Calusco Docg Etichetta Nobile La Campore – Sprigiona sentori di zagara,  ananas ed erbe di campo. Rinfrescante e duraturo. 

Calusco Docg San Martin – Libera note di mela, pera Williams e banana. Sorso vibrante, avvolgente e coerente. 

Calusco Docg Primavigna Roberto Crosio – Dipana sentori di fiori di camomilla, zagara e ananas, dal gusto dinamico e invitante.

Calusco Docg Galattica Fontecuore – Rivela note di fiori di campo, banana, agrumi e menta. Saporito, armonioso e leggiadro. 

Calusco Docg Scelte d’Ottobre  Cantina 336 – Rimanda a sentori di mela cotogna, vaniglia e liquirizia. Pieno e appagante.  

All’auditorium Mozart d’Ivrea si è svolto un convegno “Spirito artigianale e cultura collettiva: con uno sguardo verso il futuro”. Sono intervenuti Riccardo Boggio, giovane vigneron, Gaspare Buscemi, enologo artigiano, antesignano del comprensorio, Alberto Alma professore di Entomologia Generale e applicata, Laura Donadoni, scrittrice, giornalista e wine educator, e Daniele Lucca, speaker di Wine Voice Radio & Podcast.

Il titolo già suggerisce gli argomenti trattati, ha preso la parola anche Oscar Farinetti, imprenditore di successo, patron di Eataly e titolare di iconiche aziende vitivinicole italiane, un intervento molto apprezzato da parte di tutti, un decalogo finale per ottenere successo con interessanti riferimenti a personaggi storici del passato, alcuni su tutti Leonardo da Vinci, Napoleone Bonaparte, Winston Churchill, tratto dal suo ultimo libro scritto “10 mosse per affrontare il futuro”.

Nella terza ed ultima giornata alle Officine H d’Ivrea sono state aperte le porte al pubblico, tra eno-appassionati ed operatori del settore. Ho fatto una passerella tra la maggior parte degli espositori presenti, degustando soprattutto vini ottenuti con Picotendro ed Erbaluce di Caluso, quest’ultimo nelle tipologie Metodo Classico, fermo secco e qualche  passito. I vini variano a seconda degli affinamenti, tra acciaio, legno, cemento e anfora, che viene utilizzata da pochissimi produttori, ma la qualità dei vini è elevata.

Nei tre giorni è stata data la possibilità di capire bene il territorio e conoscere meglio i suoi protagonisti, persone molto cordiali, coese e unite negli intenti che hanno intrapreso un percorso avvincente per valorizzare questa singolare enclave, in un clima di amicizia e di calorosa accoglienza. Impeccabile l’organizzazione curata sia dai Giovani Vignaioli con l’occhio attento del dinamico direttore artistico Nello Gatti, coadiuvato da Domenico Buratti.

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Adriano Guerri

La passione per il mondo enoico è nata anni fa, lavorando in alcuni importanti Hotels d'Europa. Durante il mio soggiorno all'estero mi sono iscritto ad un corso vini ed al rientro in Italia, per approfondire meglio la mia conoscenza, ho frequentato i 3 livelli con Ais. Mi piace degustare, visitare aziende vitivinicole, calpestare le vigne ed assistere alle kermesse enoiche. Da qualche anno a questa parte scrivo articoli su blog e riviste enogastronomiche nazionali.

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