Il Poseidonia Beach Club sempre più green, siglata partnership con Keeling per un’estate sostenibile in Cilento

Comunicato Stampa

La sostenibilità non va in vacanza. Lo dimostra la scelta di Keeling, brand internazionale da sempre impegnato nella tutela degli oceani, che per l’estate 2025 approda sulla costa cilentana in una partnership di valore con il Poseidonia Beach Club di Marina di Ascea. Un incontro che unisce visione, stile e responsabilità ambientale.

Keeling, parte della società mediorientale Sealand International con sede negli Emirati Arabi e appartenente al gruppo Hercules Holding, propone una collezione ispirata al mare e ai suoi colori. I capi sono realizzati con un processo innovativo: il brevetto Clean Color Tech permette di tingere i tessuti a bassa temperatura e con un impatto ambientale ridotto, eliminando ogni residuo inquinante nei mari.

Il Poseidonia Beach Club non è un partner casuale. Lo stabilimento balneare di Marina di Ascea ha conquistato la scena nazionale con il prestigioso premio “Best Quality and Sustainability”, conferito da Audit People durante il Gran Galà dei Beach Club d’Italia e pubblicato nella seconda edizione della Guida ai Migliori Beach Club d’Italia 2025, firmata da Andrea Guolo e Tiziana Di Masi. A convincere la giuria sono state iniziative concrete: energia da fonti rinnovabili, impianto fotovoltaico, mobilità elettrica con biciclette e monopattini per gli ospiti, raccolta dell’acqua piovana per irrigare un orto biologico, e una filosofia inclusiva che garantisce accessibilità a tutti, anche alle persone con disabilità.

In questo contesto, il ruolo di Keeling si rafforza. Ogni capo non è solo un abito, ma un gesto consapevole. Con ogni acquisto, il brand sostiene progetti certificati B Corp, come la protezione e il ripristino delle praterie di Posidonia Oceanica: autentiche barriere naturali che filtrano le acque, proteggono le coste e assorbono grandi quantità di CO₂, diventando alleate fondamentali contro il cambiamento climatico.

Per tutta l’estate 2025, il personale del Poseidonia Beach Club indosserà t-shirt e polo in cotone firmate Keeling, diventando portavoce di un messaggio etico e condiviso. Ogni servizio, ogni attenzione offerta ai clienti sarà accompagnata da un simbolo tangibile di qualità e impegno verso l’ambiente. Una divisa che racconta il mare e rispetta il suo equilibrio. Questa scelta contribuisce a comunicare un messaggio di attenzione verso l’ambiente e i valori condivisi, integrando l’esperienza balneare con una dimensione di consapevolezza collettiva. Il beach club si configura, così, non soltanto come luogo dedicato al relax e all’intrattenimento, ma anche come riferimento virtuoso nel panorama della sostenibilità sociale e ambientale.

Andrea Claudio Galluzzo CEO di KeelingIl nostro è un marchio visionario che punta a un mare sano. L’acqua è il fondamento di ogni forma di vita, un ambiente straordinario popolato da una fauna e una flora incredibilmente diverse. Il mare plasma il nostro pianeta e connette le persone.
KEELING supporta team di biologi marini, educatori, ricercatori, ecologi e oceanografi. Lavoriamo instancabilmente per sensibilizzare le persone alla salvezza dei mari e supportare Poseidonia Beach Club rappresenta una partnership coerente con quello che siamo nelle attività svolte a preservare l’ambiente marino
”.

A dare ulteriore valore alla partnership è la voce di Gianni Rizzo, volto e anima del Poseidonia Beach Club, che commenta: “La collaborazione con Keeling non è per noi una semplice partnership commerciale, ma una scelta identitaria. Keeling rappresenta oggi un modello virtuoso: un brand internazionale che ha il coraggio di innovare nel rispetto del mare, con tecnologie pulite, filiere consapevoli e un’estetica che racconta il Mediterraneo con coerenza e stile. La nostra missione è da sempre chiara: offrire ai nostri ospiti un’esperienza autentica, rigenerante, ma soprattutto responsabile”.

Dunque, una scelta etica in piena coerenza con la filosofia del Poseidonia Bach Club divenuto esempio concreto di turismo etico e sostenibile: “Oggi il turismo balneare non può più permettersi di essere solo evasione – prosegue -, deve diventare occasione di cultura, sensibilità e scelte consapevoli. E il Poseidonia ambisce a diventare un modello nazionale di sostenibilità applicata alla vita da spiaggia. Siamo convinti che la bellezza, se non è anche giusta, sia incompleta. E per questo rivolgiamo anche un invito alle Istituzioni locali e nazionali: è il momento di investire e credere nei progetti che coniugano economia e ambiente. Sostenere realtà come Keeling e il nostro beach club significa favorire un turismo che guarda avanti, che educa e che lascia un’impronta non solo sulla sabbia, ma nella coscienza collettiva”. Non si tratta solo di una collaborazione tra marchi, ma di una visione comune con una dichiarazione esplicita: il futuro del turismo è etico, consapevole e condiviso. E sulle rive di Marina di Ascea, questa realtà prende forma.

Sicilia: il 9 agosto Calici di Stelle a Principe di Corleone

La cantina di Corleone si prepara alla prima vendemmia totalmente biologica con una serata indimenticabile tra vino, stelle e bellezza siciliana nella notte di San Lorenzo. Vini, sapori autentici, musica e arte convivono sotto il cielo stellato della campagna siciliana.

Corleone – Nel cuore pulsante della Sicilia, dove le vigne si distendono come ricami sulla terra e il vento sussurra storie antiche, Principe di Corleone accende i sensi con una serata sospesa tra vino e cielo stellato. Per l’evento enoturistico più atteso dell’anno, promosso dal Movimento Turismo del Vino, l’azienda vitivinicola Principe di Corleone apre le porte alla magia dell’estate con “Calici di Stelle”.

Nella splendida cornice delle colline corleonesi, i visitatori vivranno un’esperienza multisensoriale tra degustazioni dei vini Principe di Corleone, visite in cantina, musica dal vivo e arte sotto il cielo d’agosto. Una serata indimenticabile tra vino, stelle e bellezza siciliana che prenderà il via alle 18:30 con l’aperitivo di benvenuto.

La serata si svolgerà con le visite guidate dei vigneti e della cantina, della barricaia e alla scoperta della filosofia produttiva della famiglia Pollara, che da generazioni coniuga tradizione e innovazione: “Facciamo enoturismo da diversi anni ma ogni edizione di Calici di Stelle ci racconta sempre qualcosa di nuovo  – afferma Pietro Pollara,  agronomo dell’azienda – quest’anno siamo particolarmente felici perché coincide con la nostra prima vendemmia totalmente in biologico, un piccolo passo in più che conferma il lavoro fatto in questi anni”.

Alle 21 la degustazione si sposterà sui prati della piscina dell’azienda dove ci sarà modo di assaggiare i prodotti tipici delle aziende del territorio corleonese e promette un’esperienza completa con spettacoli musicali dal vivo e intrattenimento: “Calici di Stelle è per noi un’occasione per condividere la cultura del vino, la passione per il nostro territorio e l’emozione di un momento di bellezza autentica – afferma Leoluca Pollara, responsabile marketing dell’azienda – Ogni anno accogliamo appassionati, turisti e amici per brindare insieme sotto le stelle”.

Una selezione di vini guiderà i partecipanti in un vero e proprio viaggio sensoriale: dalle sfumature contemporanee di Ridente Angelica Grillo e Ridente Orlando Syrah all’eleganza del Bianca di Corte (Inzolia – Chardonnay) e del Quattro Canti (Merlot e Cabernet Sauvignon). In degustazione anche la linea Sophia con i monovarietali Catarratto e Nero d’Avola fino allo spumante Metodo Classico San Loe (da Nerello Mascalese) e la riserva Quercus di Cabernet Sauvignon. Gli ospiti saranno catturati dalle note di artisti locali, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente, dalle 19:00 l’Acoustic live music con Trio Band Corleone e poi il Dj Set con Sandro Di Frisco a bordo piscina. 

Per ulteriori informazioni e per prenotazioni:
Tel. +39 091 84 62 922 / +39 091 84 63 512
Cell. +39 320 66 56 471

La Carnia e i PiWi: Roberto Baldovin ha piantato salde radici nel futuro

In Friuli l’Occidente geografico è segnato dal Tagliamento e da una sequenza alpestre molto varia di picchi e valli, a segnare percorsi montani accidentati e più consoni alla pastorizia che non alla viticoltura. Paesaggi emozionanti, segnati dal carsismo, con altimetrie che corrispondono ad aree particolarmente benedette sia da ricchi strati sedimentari minerali – talvolta gessosi – che da forti escursioni termiche, dove l’alveo del fiume non è lontano e garantisce la necessaria riserva idrica. 

È in questo territorio che Roberto Baldovin, ricercatore ambientale e di particolare perspicacia, decide di sviluppare un areale che, parole sue, “è indisciplinato ma tende al classico”, orientandolo per agronomia con l’introduzione dei vitigni resistenti, i PiWi, dall’acronimo tedesco che inquadra una intera famiglia di specie di viti resistenti agli agenti patogeni fungiformi. Varietà ben radicate ormai tra l’Alsazia e le Alpi Austriache fino al nostro Alto Adige, dove sono sempre più diffuse.

Affascinato dalle ibridazioni PiWi che consentono di ridurre gli interventi protettori su base chimica delle viti, Roberto studia e sperimenta, tra instancabili analisi di laboratorio e dati dalla sua stazione meteo, ottenendo infine l’autorizzazione regionale a coltivare, nel territorio di Forni di Sopra, vitigni come il Solaris, il Sauvignon Kretos, e il Soreli. A questi si aggiungono più di recente altri PiWI come Julius, Merlot Kanthus, Nermantis, Cabernet Cortis, e le versioni “resistenti” di Pinot – ma è una storia che racconteremo presto in futuro. 

L’idea era combinare la resistenza delle specie vinifere, la loro incredibile capacità di fotosintesi delle foglie, alle difese naturali del territorio da temperatura bassa a fortissima ventilazione, per raccogliere tutta la ricchezza biologica degli acini nei mosti.

Dapprima con la sua propria cantina omonima, poi con i due soci in Cantina 837 (numero dell’altitudine geografica della cantina), ha creato vini fermi e vini frizzanti *sur lies*. Questi ultimi rifermentano in bottiglia grazie alla preservazione di una minima quantità di lieviti che, rimanendo in attività, prevengono ogni degradazione e aggiungono bollicine in maniera assolutamente autonoma.

A ciò si unisce la sapiente scelta di botti francesi e americane, a combinare i risultati in cantina nell’armonia di gusto ricercata dall’autore. Siamo in una forma artistica, poetica, della creazione di referenze il cui gusto è non solo originale e incontaminato, ma identitario di un territorio che cresce in notorietà di pari passo al crescere del gradimento dei vini da vitigni resistenti.

Cantina 837 e Roberto Baldovin hanno presentato la scorsa settimana in anteprima, a un ristretto gruppo di partecipanti, la produzione 2024, consentendone la degustazione presso la loro enoteca e anche in alpeggio nelle loro tenute.

Proprio in questi giorni si è svolto infatti, a Forni di Sotto, il “Simposio Adâlt”, evento coordinato anche da Roberto Baldovin, a cui partecipano produttori PIWI di tutto il mondo e che intende far scoprire il territorio della Carnia trattando di sviluppo sostenibile, di viticoltura in montagna, di sperimentazioni e nuovi incroci: https://simposio.fornidisotto.com

Parliamo quindi della Carnia e dei suoi vini bianchi d’eccezione per gusto rotondo e complesso, generati da rese basse e selezioni molto accurate.  Il frizzante “Esmeraldo” (premiato con la Medaglia d’Oro ai PiWi Awards) di Roberto Baldovin vede il Sauvignon Kretos affermare una bella ed elegante persistenza di frutti tropicali e pesche gialle, accompagnata da sentori di lieviti ed erbe di montagna. 

Il gemello di processo, di Cantina 837, è il  “Prinzípi”, interprete del Solaris, un clone del tedesco Ührling della famiglia dei Riesling: bocca voluminosa e soddisfacente, ad accompagnare il gusto di un’amplissima gastronomia bianca.

Tra i fermi, eccelle la comparazione dei bianchi da uve Solaris, ossia tra “Vicus” di Cantina 837 e “PriMo” di Roberto Baldovin, dove Vicus esprime la ricchezza minerale del territorio e il suo donarsi al gusto originale, PriMo rappresenta di contrappunto l’arte e la poesia della creazione in cantina: a partire dalla esasperata selezione degli acini, fino a quella leggera macerazione in più sulle bucce che ne determina un corredo aromatico e gustativo inimitabile come il suo colore di delicata ambra.

Andiamo a gustare quindi il “Vant”, ultimo nato di Cantina 837 ed espressione del Sauvignon Kretos in purezza. Siamo molto vicini agli aromi e al corredo gustativo del Sauvignon neozelandese, con una distanza marcatissima dagli omologhi francesi. Si privilegiano profondità e mineralità, accantonando le forti insorgenze aromatiche. Bello davvero per colore, olfatto e gusto, tutti a esprimere la bellezza degli alpeggi della Carnia.

Lo segue il “Mezán”, blend di Sauvignon Kretos e di Solaris per Cantina 837, immaginato in proporzioni sempre mutevoli e degne numericamente del “Rasoio di Occam”: ogni annata degustata esprime il crescendo della sintesi di queste due incredibili uve, spinte da una biologia ricchissima, bene amministrata tra botte e anfora in cemento, e lasciata pressoché incontaminata a offrire gusti fruttati e di pietra focaia immersi in flussi erbacei alpestri.

Lasciamo il podio della degustazione ad “Artemis”, il vino che Baldovin dedica ad Andromaca e alla sua languida sofferenza per il destino di Ettore. Questo vino è forse la sintesi poetica delle sue idee, disegnando combinazioni cangianti di Solaris e Sauvignon Kretos con il Soreli, un ibrido originalmente friulano da Ribolla Gialla, Malvasia e – appunto – Friulano a definirne l’imparentamento con la Doc Collio Bianco.

Sensazionali note di mela e pesca gialla si alternano a cremosità quasi tattili di cioccolato bianco unite a sbuffi di fiori d’acacia, invitando al gusto di una boccata persistente e circonflessa da erbe e mentuccia nel finale.

È proprio questo il vino che nella degustazione ci rinvia all’est del Friuli, il Collio, ed è bella la presenza tra i degustanti di Marta Venica, giovane espressione e spin-off della notissima azienda di famiglia Venica & Venica, ad apprezzare il tratto d’unione identitario tra i due estremi del territorio friulano. È una storia che questi giovani produttori scriveranno in contemporanea, ben radicati nel futuro.

A noi resta l’immagine della Carnia, indisciplinata e pur amante del classico, di Roberto Baldovin, a promettere la crescita di queste bellezze gustative originali ed estremamente sintoniche con la natura di quelle altitudini: zone emozionanti che meritano la visita e l’esperienza di ogni appassionato di montagne e di vini.

https://www.cantina837.it

Sorrento: torna Calici di Stelle

Anche quest’anno Cantine De Angelis, in collaborazione con il Relais Regina Giovanna, organizza “Calici di stelle”, l’evento enogastronomico dell’estate che punta a valorizzare il territorio di Sorrento attraverso il vino.

Lunedì 4 Agosto alle ore 19 il relais sorrentino apre le sue porte per accogliere wine lovers, appassionati del territorio e chi desidera vivere un’esperienza immersiva fatta di buon vino, cucina autentica e musica dal vivo.

La serata inizia con una suggestiva passeggiata al tramonto nei vigneti che circondano la struttura: un’occasione rara per entrare in contatto diretto con la natura e con le radici dei vini di Cantine De Angelis, coltivati e vinificati proprio a Sorrento. L’aperitivo sarà accompagnato da una bruschetta e un calice di Sorrento Bianco DOC, perfetto per aprire le danze del gusto.

Il cuore dell’evento sarà una cena a buffet all’aperto tra stand enogastronomici con prodotti e vini a kilometro zero. Gli ospiti potranno assaporare la cucina con prodotti dell’orto del Relais attraverso diversi angoli gastronomici: il pane artigianale, i fritti, le verdure di stagione, i salumi e i formaggi campani, e naturalmente un’ampia proposta di pizze napoletane di vari gusti, incluse le tradizionali pizze di scarole e pizze di pasta.

Ma i veri protagonisti saranno i vini di Cantine De Angelis: un percorso di degustazione che abbraccia 9 etichette tra DOC, DOP e IGP, tutte vinificate nel cuore di Sorrento. Dal Kalliope 2019 al Gragnano DOP Regina Margherita, passando per i Lacryma Christi del Vesuvio DOP il bianco Gaius, il rosso Plinius e il rosato Drusilla, fino ai due Aglianico campani – Bianco del Tasso e Nero del Tasso.

Ad accompagnare l’esperienza sensoriale, le note dal vivo dei Quattro Quarti, un ensemble che intreccia jazz, swing e melodia italiana, perfetto per una serata estiva sotto le stelle. A chiudere l’evento, il gelato artigianale firmato Ikigai, eccellenza campana di Massa Lubrense, che renderà il gran finale dolce e indimenticabile.

Calici di Stelle non è solo un evento, ma un viaggio tra i sapori e i paesaggi più autentici di Sorrento. Un invito a riconnettersi con la terra e con il bello, in una cornice dove ogni dettaglio racconta la passione di chi crede davvero nel territorio.

L’evento è proposto da Movimento Turismo Vino e gode del patrocinio di Ais Campania – Penisola Sorrentina e Capri.

Programma completo e Prevendite online: www.cantinedeangelis.com/calici-di-stelle-sorrento

SNG Hotels e Marriott International, rinnovo della partnership

50 milioni di investimenti per gli hotel di proprietà dell’imprenditore Salvatore Naldi. Le strutture a Roma, Capri e Napoli

Un nuovo prestigioso accordo commerciale rinsalda il rapporto tra il gruppo SNG Hotels
dell’imprenditore Salvatore Naldi e il colosso dell’hotellerie mondiale Marriott International con un investimento complessivo di 50 milioni di euro.

L’ACCORDO
Il nuovo accordo appena siglato prevede un’importante novità con l’ingresso dell’albergo
Pazziella Garden and Suites di Capri nel portfolio del prestigioso brand The Luxury Collection, previsto per la stagione primavera-estate 2026.

Con il rinnovo del contratto di franchising anche il Marriott Grand Hotel Flora di Roma continuerà a far parte del gruppo Marriott International e a partire dalla fine del 2025 inizierà una ristrutturazione che si prevede verrà completata nel 2027 in seguito alla quale l’albergo entrerà nel portafoglio del brand The Luxury Collection di Marriott International.

IL REBRANDING
Un rebranding molto importante che colloca le strutture della SNG nel settore del lusso. Un’operazione nella quale Salvatore Naldi è stato affiancato dal figlio Francesco Naldi, Ceo del gruppo, che ha seguito tutte le fasi della contrattualità e le decisioni operative. Un progetto che partendo dalla tradizione familiare guarda al futuro con una nuova visione
imprenditoriale.

“Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto – afferma Salvatore Naldi – dopo trent’anni di partnership con Marriott questo nuovo accordo segna anche una nuova pagina della nostra storia insieme. Interverremo con lavori importanti che renderanno i nostri alberghi ancora più prestigiosi e competitivi”.

Il CEO Francesco Naldi aggiunge e spiega: “Marriott International con cui mio padre molti
anni fa ha deciso di unirsi con una grande visione imprenditoriale, è una realtà in costante sviluppo con cui abbiamo sempre lavorato con successo e sintonia di intenti. Il mercato del turismo internazionale richiede oggi continue innovazioni e noi abbiamo deciso questo rebranding dei nostri alberghi proprio affinché la SNG Hotels occupi sempre un ruolo di rilievo nel panorama dell’ospitalità nazionale ed internazionale”.

L’accordo è stato firmato dalla famiglia Naldi e dai responsabili di Marriott il vice presidente dello sviluppo di Marriott Sud Europa Gianleo Bosticco e il vice presidente dell’Asset Management EMEA Stefano San Martino. La SNG è stata assistita nella stesura del contratto dallo studio CMP Law con un team guidato dal Founding Partner avvocato Elio Cantore.

Rinnovo di accordo con Marriott anche per l’altro albergo della SNG, il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, che si conferma nel suo brand con una serie di importanti lavori che verranno effettuati nei prossimi anni per consolidare il suo posizionamento a Napoli, diventata sempre più destinazione del turismo internazionale e protagonista di grandi eventi come l’America’s Cup nel 2027.

Alla scoperta della carta degli oli extravergine d’oliva del Poseidonia Beach Club

tra territorio, gusto e abbinamenti perfetti

L’olio extravergine d’oliva sempre più protagonista in cucina. E c’è un beach club, in Cilento, che ne propone in tavola una selezione nel rispetto della territorialità, delle produzioni tipiche e delle coltivazioni pregiate.

Il Poseidonia Beach Club punta sull’olio come ingrediente e non condimento, un elemento – anzi un alimento – che esalta i sapori dei piatti in carta, che provenga da monovarietale o da un blend.

Gli oli protagonisti di questa raffinata selezione nascono, infatti, in un contesto territoriale unico: il Cilento culla di biodiversità, cultura agricola millenaria e paesaggi incontaminati.

Qui tra colline che guardano il mare e oliveti secolari, si coltivano varietà autoctone come la Pisciottana, la Salella e il Frantoio, che danno vita a extravergini dalla personalità inconfondibile. “Conoscere una carta degli oli è un po’ come leggere una carta dei vini – afferma il patron del Poseidonia Beach Club Gianni Rizzo -, significa entrare in sintonia con i sapori, rispettare le materie prime, fare un atto di amore verso il cibo. Ogni olio ha una voce propria e sceglierlo con consapevolezza può trasformare un piatto semplice in un’esperienza differente”.

Fattoria Ambrosio e Tenuta La Selva, custodi di questo patrimonio agricolo, valorizzano la qualità delle cultivar locali con metodi rispettosi dell’ambiente e della tradizione. Il risultato è un elenco di extravergini che raccontano il territorio in ogni goccia, portando in tavola l’identità più autentica del Mediterraneo.

Ecco la Carta degli Oli del Poseidonia Beach Club con i migliori abbinamenti per esaltarne le caratteristiche.

POSEIDONIA – L’eleganza dell’armonia

Blend di Frantoio Cammarotana e Pisciottana

Fruttato medio con sentori di erba fresca, foglia di pomodoro e mandorla verde. Al palato sprigiona un equilibrio tra note di carciofo, cardo e cicoria e un finale armonioso e bilanciato tra amaro e piccante. Poseidonia è raffinato e complesso.

Abbinamenti ideali

Piatti freschi e leggeri, come insalate, primi piatti vegetariani e pesce al vapore. Aggiunge un tocco di eleganza, esaltando la naturalezza degli ingredienti senza rubare la scena.

NORMA – Il tuttofare di classe

Blend FS17 e Frantoio

Fruttato delicato di erba e di foglia con spiccate note floreali, mandorla verde e foglia di pomodoro. Leggero sentore di amaro vegetale di rucola e radicchio che sfuma in piacevoli percezioni di piccante.

Abbinamenti ideali

Un olio dall’utilizzo versatile. Ideale per cucina di mare, carpacci di carne rossa, maionese artigianale, salse delicate, preparazioni orientali e persino pasticceria salata.
L’alleato perfetto per chi cerca eleganza e armonia.

FISKA – L’equilibrio perfetto

Monovarietale Pisciottana

Note di frutti di bosco e mandorla verde si intrecciano con un amaro leggero e un piccante persistente regalando un finale armonioso e avvolgente. Un olio che incanta con delicatezza.
Abbinamenti ideali

Piatti delicati comerisotti leggeri, frutti di mare, pesci magri e crudité, ma anche carni bianche magre. Esalta i sapori senza sovrastarli.

FIO’ – Il carattere deciso

Monovarietale Frantoio

Un extravergine dal carattere deciso e profumo intenso ed equilibrato. All’olfatto sprigiona note di frutta acerba e al palato un potente gusto tra amaro e piccante. Il suo sapore intenso e fruttato richiama note di mandorla amara, cardo e cicoria, con un finale dal cuore di carciofo.

Abbinamenti ideali

Bruschette rustiche, verdure grigliate, legumi, carni bianche, zuppe di pesce e alici marinate. Un olio per chi ama i contrasti intensi.

A CRIATURA – Il fresco Mediterraneo

Monovarietale Salella

Profumo di erba fresca appena tagliata e gusto vivace, tra l’amaro e il piccante, con un tocco fruttato di erba a foglia verde, foglia di pomodoro e mandorla unite a delicate sfumature floreali. Un olio che è un inno alla freschezza.

Abbinamenti ideali

Perfetto su insalate di stagione, carpacci di tonno, pesce grigliato e piatti leggeri a base di mare e vegetale. Ideale per la cucina estiva.

Scegliere l’olio giusto è un gesto di cultura.

Saranno Famosi nel Vino conquista Siena: due giorni tra eccellenze, territori e giovani promesse

Sotto il cielo di luglio, l’imponente Fortezza Medicea di Siena ha fatto da scenografia d’eccezione a “Saranno Famosi nel Vino”, manifestazione dedicata alle nuove generazioni del vino italiano giunta alla sua terza edizione, la prima nella città del Palio. Un appuntamento intenso, articolato in masterclass e degustazioni che hanno svelato il volto fresco e vitale della viticoltura contemporanea.

Masterclass d’autore: Leonardo Romanelli racconta la Vernaccia e i Vini Rosati

Guidata con garbo e sapienza dal direttore artistico Leonardo Romanelli, la prima masterclass ha messo in luce il potenziale della Vernaccia di San Gimignano. Vitigno dalla radice antichissima, primo vino italiano ad ottenere la DOC e successivamente la DOCG in Toscana, la Vernaccia è stata protagonista di un racconto sensoriale e tecnico, che ha visto in scena quattro aziende:

  • Arrigoni Pietra Serena, con le sue selezioni da vigne storiche, vinificate in legno ungherese e acciaio per esaltare struttura e aromaticità;
  • Tenuta Sovestro, interprete gastronomico della varietà, con una Vernaccia agile e fresca, affinata sulle fecce sottili;
  • Il Palagione, che predilige cemento e grandi botti, regalando un sorso ricco di erbe e agrumi;
  • Mormoraia, storica realtà da 100 ettari, che coniuga eleganza e potenza grazie a fermentazioni mirate e affinamenti sapienti.

Durante la masterclass dedicata ai rosati, Romanelli ha guidato la degustazione di un ventaglio di etichette che interpretano con freschezza e creatività il potenziale del Sangiovese e di altri vitigni autoctoni:

·  Tenuta Sovestro (San Gimignano): Rosato da Sangiovese e Vernaccia, color confetto, freschezza vivace, note di frutti rossi come ribes e lampone.

·  Barlettaio (Chianti Classico): Rosato da Sangiovese, intenso al naso, ciliegia, ribes, mirtillo, erbe aromatiche, struttura alcolica importante.

·  Corte Domina (Radda in Chianti): Rosato contemporaneo da Sangiovese e Merlot, profumi di fragolina, pepe bianco, agrumeto, erba cipollina.

·  Colle Paradiso (Capraia e Limite): Rosato più tradizionale da Sangiovese, ciliegia matura, sentori di confettura, lieve presenza tannica.

·  Nenci (Chiusi): Rosato con spiccata componente agrumata e grande freschezza.

·  Ridolfi (Montalcino): Pet-Nat 100% Sangiovese, vino frizzante, note di fragolina ed erbe aromatiche fini, bollicina vivace e acidità composta.

·  Casa alle Vacche (San Gimignano): Rosato da Canaiolo, Colorino e Sangiovese, intenso al naso, composto, piacevole.

·  Mantellassi (Maremma): Rosato da Ciliegiolo, delicato, ciliegia e pepe bianco, succoso e armonico.

·  Fattoria Casabianca (Bucine, AR): Rosato opulento, con vena aranciata, ciliegia sciroppata, prugna, note di alloro e scorza d’arancia, acidità ritardata.

Giovani realtà e territori emergenti

Tra i tanti banchi di degustazione, alcuni interessanti interpreti da tutta Italia.

Da Colle Val d’Elsa (SI), Galognano della giovane e talentuosa Erika Ciappelli; dalla Sardegna, Sonoravinae con un interessante progetto vino-musica e l’azienda vitivinicola Montisci Vitzizzai bella realtà della Sardegna interna parte dell’Associazione Mamojà. Dal Piemonte i Fratelli Manera Winery e dalla Lombardia, Corte Viazza, tutti portatori di visioni fresche e sperimentazioni consapevoli che meritano di essere seguite.

“Saranno Famosi nel Vino” non è solo una rassegna: è un manifesto per un’Italia enologica più giovane, curiosa e capace di abbracciare il futuro senza dimenticare le proprie radici. Siena ha risposto con entusiasmo, accogliendo produttori, professionisti e appassionati con calore e partecipazione.

“Con il Cuore nel Piatto”: l’enogastronomia incontra la solidarietà

Il 26 giugno 2025 a Magliano Sabina si è svolta anche quest’anno la bellissima iniziativa “Con il Cuore nel Piatto”, una splendida serata di beneficenza nella suggestiva Tenuta del Ristorante degli Angeli. 

L’evento è ormai alla sua undicesima edizione nella suggestiva scena naturale della provincia reatina: propone la collaborazione tra alta cucina, iniziative di solidarietà e bellezza paesaggistica. Una partecipazione di centinaia di buongustai contributori ha reso ancora quest’anno la serata indimenticabile per successo e per spirito solidale.

Autrice dell’evento è la chef Laura Marciani, personaggio di valore nel tessuto sociale della Sabina e di Roma: da un’esperienza personale familiare terribile, la perdita di un figlio, lei ci racconta con una dolcezza rara il modo in cui nasce 11 anni fa l’esigenza di un’esperienza che fonde la sensibilità verso la ricerca medico-scientifica con le professionalità affermatissime di chef amici e solidali, provenienti da ristoranti stellati. 

La missione di quest’edizione è la raccolta fondi per il “Centro Clinico NEMO” presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, in sostegno all’assistenza e alla ricerca per i bambini affetti da gravi patologie neuromuscolari. Sul sito e sui profili social dell’evento sono disponibili le rendicontazioni di ogni altra missione di raccolta fondi promossa nelle edizioni precedenti.

Sono presenti le istituzioni di zona, impegnate a sostenere questa iniziativa ogni anno, al fianco di un programma di attività volte a promuovere un territorio mediano tra Umbria e Roma, come la Sabina e la Tuscia, portandolo alla conoscenza del vasto pubblico di amanti della enogastronomia italiana. C’è indubbiamente una identità reatina che si affianca alle presenze di chef e prodotti di tutta Italia: un fervore solidale tipico di questa cultura locale.

Ma andiamo al “Cuore” dell’evento

Il concept è una cena enogastronomica sotto le stelle, coordinata dall’ospite chef Laura Marciani e strutturata con postazioni di cucina e assaggio diffuse tra piscina, parco, chiesetta e giardini: 60 postazioni gourmet animano un percorso sensoriale senza precedenti per interpretazioni creative, con 82 chef provenienti da tutta Italia impegnati in creazioni d’autore – dagli antipasti ai dessert – preparati e serviti al momento. Ne risulta una formula di degustazione libera e immersiva, in un contesto naturale d’eccezione di cui vi diamo conto fotografico minimo.

Accanto alla cucina, una selezione di cantine italiane,  sake, gin e distillati artigianali, salumi e formaggi d’eccellenza, dolci raffinati, creme spalmabili, cioccolato e gelati firmati da maestri pasticceri.

Alcune novità di quest’anno sono le selezioni di Carol Agostini, allestitrice dell’evento e della comunicazione con Papillae.

Si inizia con i lombardissimi salumi e prosciutti d’oca di cascina, dell’azienda Quack di Greta Pavan, in abbinamento ai freschissimi vini veneti di Tenuta Solar di Andrea Bolla; la frutta Martorana del Maestro Alessandro Marchese in abbinamento ai vini della Tenuta Borgolano di Donatella Quaroni. Ma è presente anche la Sabina con chef come Gli Ambasciatori del Territorio dell’Osteria del Vecchio Orologio, o le creazioni de Il Casaletto, o Gabriele Amicucci e la sua cucina fatta di processi essenziali e protettivi del gusto naturale degli elementi. 

Ed è un’inenarrabile sarabanda di gusti, di specialità e creatività tutta italiana, ad abbracciare presenze locali come i celebratissimi vini de La Madeleine; toscane, come il leggendario Brunello di Montalcino Riserva di Poggio degli Ulivi, oppure della Campania con Roberto Guarino e i sughi Vestalia davvero eccezionali per freschezza, in mezzo a creazioni degli chef tra i più noti della penisola Sorrentina. Non mancano le presenze romane con Le Tamerici e con lo chef Francesco Apreda di The Pantheon.

Nell’evento c’è anche la musica dal vivo, di classe e a corredo di ambientazioni eleganti, affluenti a un gran finale di premiazioni accompagnate allo spettacolo pirotecnico che ha illuminato la notte sabina.

Il percorso degustativo si conclude con una notevole selezione pasticciera e gelataia di zona, tra cui spicca una degustazione di gelati biologici aspersi con gocce di olio extravergine di oliva da cultivar locali di eccezionale fattura.

Accompagnati dal Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese della cantina Dhéon, rimane davvero notevole il gusto e il ricordo che lasciano, di una serata multicolore e poliedrica per spunti creativi, al centro della quale resta innalzato il valore sociale del sostegno alla ricerca contro le malattie neuromuscolari dell’infanzia.

Anche quest’anno, Il Cuore ha dialogato con il Piatto in un evento vissuto e da raccontare, condividere, con il gusto e con il cuore.

Furore conosce un nuovo talento in cucina: Vito Piccolo e il suo Melchiò animano la Divina Costiera

Vito e Caterina Piccolo, coniugi nella vita e nel lavoro, esperti di quanto possa dar gioia agli ospiti nelle loro strutture accoglienti, sulla costa di Furore, epicentro della mondanità e del buon gusto. Il vino certamente, territorio di quel faro illuminante chiamato Marisa Cuomo.

Ma anche il cibo e la cucina gourmet, con un ristorante a misura d’uomo, basato su una terrazza a sfioro completamente ristrutturata con vetrate che raccontano la poesia del panorama marino.

Vito, gavetta con i gourmet locali più interessanti; Caterina sua fedele compagna e assistente, che prepara dolci in maniera elegante conservando quel pizzico di artigianalità tanto amato nel nostro made in Italy.

Se proprio bisogna trovare il cosiddetto pelo nell’uovo, a volte la cura maniacale nei piatti richiederebbe maggior leggerezza; in fin dei conti il protagonista principale di Melchiò è la scelta del pescato quotidiano freschissimo, grazie agli accordi con pescatori a chilometro zero.

La vena mediterranea delle ricette si unisce agli elementi di stagione colorati e salutari, con una ricca scelta di verdure sempre presenti. Il nostro viaggio comincia dalle frittelle di cavolfiore, un ricordo d’infanzia mai sopito.

La quenelle di rana pescatrice su pane panko completa il quadro di sapori degli appetizer d’ingresso. Segue una ricciola condita in salsa di soia e colatura d’alici con pepe bianco intenso da controllare bene nel dosaggio.

Il carpaccio di gamberi rossi del Tirreno con fior di sale e lampone, su finale di caviale e chips di patate viola resta uno dei preferiti per delicatezza e verve cromatica. Si continua con insalati d’astice e verdure croccanti lavorate da Vito a mo’ di pinzimonio.

Asparagi, zucchine, finocchi, cavolfiore e patate con zafferano più fiori di zucca fritti si uniscono alla salsa da corallo d’astice e peperone crusco. Interessante e contemporaneo il servizio al cartoccio.

Gli antipasti terminano con baccalà in olio cottura, lemon grass e alici fresche accompagnate da pinoli, arance e zenzero. Ottima combinazione di freschezza e materie eccellenti.

Tra i primi, lo spaghettone del pastificio Ducato d’Amalfi con ricci di mare e zucchine fritte, rivisitazione estrosa della Nerano o il risotto al tartufo con scampi marinati, salsa di spinaci, asparagi e fiori di zucca al parmigiano reggiano.

Finale con spiedo di pesce da pepite di scampi, triglia, pezzogna, ricciola e chi più ne ha, spennellati alla barbecue.

Le coccole dolci confermano la grande attitudine di Vito e Caterina a fare le cose per bene dall’inizio alla fine, con dessert curati e mai banali pur nella visione tradizionale. Classica la millefoglie scomposta al cioccolato bianco, internazionale e immancabile la cheesecake con namelaka alle fragole, per finire su brownie e altre delizie tutte a mano.

Il servizio di sala è gestito dal giovane e promettente Rocco, appena 18 anni e già innamorato del mestiere. Compatta la selezione vini, privilegiando ovviamente le cantine della Costiera Amafitana, perché qui ogni cosa ha un senso paradisiaco.

Umbria: Cantine Etiche – Ethical Wine, Ethical People

Lo scorso 28 giugno a Firenze, presso il Ristorante Lungarno 23 è stato presentato il progetto Cantine Etiche – Ethical Wine, Ethical People, rete d’impresa umbra. Si tratta di un gruppo di 5 imprenditori, diversi tra loro sia per la produzione vitivinicola che per l’accoglienza turistica.

Sono legati però da un comune stile d’impresa, attento non solo alla sostenibilità economica ma anche a quella ambientale e sociale, con affinità di supporto vicendevole all’interno di uno stesso schema. Visioni convergenti sul piano delle vendite, con l’obbiettivo di migliorare anche il contesto paesaggistico in cui operano e ristrutturare antichi casali o palazzi centenari.

Alla base la sottoscrizione di un Codice Etico che si basa su norme di conformità fiscali, sociali, ambientali e di sicurezza alimentare e del lavoro, valorizzazione delle risorse umane, chiarezza nei rapporti commerciali, soddisfazione dei clienti per i prodotti erogati e prodotti di qualità. I produttori presenti hanno illustrato la propria azienda ed i loro vini, moderati da Maddalena Mazzeschi (Comunicazione, Marketing e Pubbliche Relazioni del vino).

Villa Bucher – L’ azienda si trova a San Venanzo nel cuore dell’Umbria, vanta circa 7 ettari di vigneti su suoli vulcanici, posti a circa 450 metri s.l.m. Di proprietà dello svizzero Oliver Bucher, grande estimatore di vini bordolesi, che decise di piantare varietà come Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon per i rossi nonché Chardonnay e Sauvignon Blanc per i bianchi. Arroccata su una collina panoramica con degustazioni all’interno di una originale Orangerie, il sito internet di riferimento è https://www.villabucher.com

Tenuta dei Mori – Posta in zona collinare, vicino al Borgo di Villanova. La famiglia Vicaroni ha vissuto in questo lembo di Umbria. Nel 2014 riporta l’azienda a nuova vita, impiantando varietà autoctone e internazionali. La superficie vitata si estende su 12,5 ettari. A disposizione degli enoturisti alcuni appartamenti, dotati di ogni comfort e all’esterno una piscina in travertino. Sito di riferimento: https://tenutadeimori.com/.

Santo Iolo – Situata a Narni, considerata la patria del Ciliegiolo, immersa tra le dolci colline del polmone verde d’Italia ad altitudini elevate, le vigne affondano le proprie radici su terreni ricchi di materiali fossili. Una piccola realtà che segue personalmente tutte le fasi produttive sino alla commercializzazione. Da anni fanno parte dei Vignaioli Indipendenti FIVI. Nell’antico casale vi è la possibilità di trascorrere una vacanza, all’ insegna della pace e della tranquillità e una piscina a sale tra gli olivi. Sito di riferimento: https//www.santoiolo.com.

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Marchesi Ruffo della Scaletta – L’azienda è situata a Narni e si estende su una superficie di 650 ettari. Oggi al timone dell’azienda c’è il dinamico Rufo Ruffo. I vigneti occupano 30 ettari, divisi equamente in due colline attigue ad altimetrie che si attestano dai 200 ai 250 metri s.l.m. . Le varietà su terreni con presenza di fossili marini sono autoctone, come, grechetto, malvasia, vermentino, sangiovese e ciliegiolo. La conduzione agronomica è integrata e vanta un impianto di biogas per l’energia rinnovabile. La cantina si trova in un ex convento Sito di riferimento: https://ruffodellascaletta.com.

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I vini degustati

1.Villa Bucher “Auro Bianco” 2024 IGT Umbria – Grechetto 80% e Sauvignon 20%.
2. Tenuta dei Mori “Stratus” 2024 IGT Umbria bianco – Vermentino 60%, Trebbiano 20% e Verdicchio 20%.
3. Santo Iolo “Pratalia” 2023 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
4. Santo Iolo “Pratalia in anfora” 2022 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
5. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Nar” 2024 IGT Umbria Vermentino – Vermentino 100%.
6. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Boccapiega” 2024 IGT Umbria Grechetto – Grechetto 100%.
7. Marchesi Ruffo Della Scaletta Ciliegiolo di Narni rosato 2024 IGT – Ciliegiolo 100%.
8. Marchesi Ruffo Della Scaletta Ciliegiolo di Narni 2023 IGT – Ciliegiolo 100%.
9. Villa Bucher “Auro Rosso” 2023 IGT Umbria – Cabernet Franc 100%,
10. Villa Bucher “Rosso Vulcano” 2022 IGT Umbria – Merlot 100%.
11. Tenuta dei Mori “Cumulus” 2022 IGT Umbria rosso – Sangiovese, Refosco e Alicante.
12. Marchesi Ruffo Della Scaletta “Podere Montini“ 2022 Ciliegiolo di Narni IGT – Ciliegiolo 100%.
13. Tenuta dei Mori “Altocumulus” 2020 IGT Umbria rosso – Sangiovese, Refosco e Alicante.
14. Santo Iolo “Malbec” 2020 IGT Umbria – Malbec 100%.
15. Santo Iolo 2017 IGT Umbria rosso – Cabernet, Merlot e Syrah.