“Panettone d’Artista 2025”, il 29 e 30 novembre alla Stazione Marittima di Salerno la terza edizione con 30 maestri pasticcieri

Dopo il successo delle prime due edizioni, la Stazione Marittima di Salerno si appresta ad accogliere la terza edizione di “Panettone d’Artista”, in programma sabato 29 e domenica 30 novembre 2025, dalle 18 alle 24. L’iniziativa, divenuta un appuntamento distintivo delle festività salernitane, coniuga tradizione, creatività e valorizzazione delle eccellenze artigianali del Sud Italia.

Promosso da Erre Erre Eventi con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e del Comune di Salerno, “Panettone d’Artista” si presenta come un percorso sensoriale tra arte dolciaria e cultura, un’esperienza immersiva che restituisce il valore del territorio attraverso il linguaggio del gusto.

Il Festival

Protagonisti dell’edizione 2025 saranno oltre 30 maestri pasticcieri, provenienti dalla Campania, interpreti del panettone artigianale d’eccellenza.

Ogni partecipante porterà la propria visione di un dolce che è ormai patrimonio della cultura gastronomica italiana, dal classico milanese alle reinterpretazioni mediterranee con agrumi, fichi, limone e cioccolato.

Il percorso espositivo, allestito negli eleganti e suggestivi spazi della Stazione Marittima, offrirà ai visitatori un itinerario tra degustazioni, vendita diretta, incontri e momenti di intrattenimento, in un’atmosfera festosa e raffinata.

Gli awards “Maestri Pasticceri”

Non mancherà la cerimonia dei Premi “Maestri Pasticceri”, tributo alle eccellenze del mondo dolciario campano. I riconoscimenti premieranno qualità, ricerca, creatività e valorizzazione delle materie prime locali, con una menzione speciale per i giovani talenti.

La sostenibilità e l’inclusione

L’edizione 2025 rafforza l’impegno verso un evento eco-friendly, con riduzione della plastica, gestione responsabile dei rifiuti e promozione della filiera a chilometro zero.

Particolare attenzione anche all’inclusione, con un’area “Gluten Free” interamente dedicata ai panettoni senza glutine e con iniziative a favore della solidarietà sociale, in collaborazione con associazioni e scuole del territorio.

La solidarietà e il territorio

Panettone d’Artista rinnova la collaborazione con il progetto “Zero Spreco”, donando i panettoni invenduti a Caritas Diocesana e Banco Alimentare Campania. L’evento, inoltre, ospiterà momenti di sensibilizzazione sul valore della condivisione e dell’inclusione, in linea con lo spirito natalizio autentico.  

La Comunicazione

La comunicazione social sarà curata da Click Agency che racconteranno l’evento con format video, contenuti live e storytelling visivo. La manifestazione “Panettone d’Artista”, inoltre, sarà supportata dalla partecipazione di food influencer e giornalisti di settore, con l’obiettivo di ampliare la risonanza della kermesse oltre i confini regionali. A sintetizzare lo spirito della manifestazione il claim ufficiale: “Ogni fetta ti conquista”.

Media Partner

Luciano Pignataro Wine&Food Blog

La dichiarazione

«Con Panettone d’Artista – dichiarano Rosario Augusto (presidente) e Roberto Jannelli (direttore artistico) di Erre Erre Eventi – vogliamo valorizzare il lavoro dei maestri pasticcieri e delle imprese che portano avanti con dedizione l’arte dolciaria italiana. La terza edizione consolida un progetto che unisce gusto, cultura e identità del territorio, grazie al sostegno della Camera di Commercio di Salerno, del Comune e di una rete di partner che condividono la nostra visione. È un evento che cresce di anno in anno, segno che la qualità artigianale e la passione per il bello continuano a conquistare il pubblico.»

I numeri dell’edizione 2024

·         5.000 + visitatori complessivi

·         2.500 panettoni venduti

·         225 uscite media (stampa, TV, radio, web)

·         34 maestri pasticcieri partecipanti

·         7 masterclass tematiche

·         50 panettoni donati a Caritas e Banco Alimentare (Zero Spreco)

·         30 ospiti media e 50 operatori professionali

Biglietti e Modalità di Partecipazione

L’ingresso all’evento offre diverse opzioni di biglietti che includono percorsi degustativi con assaggi di panettone e abbinamenti con vini selezionati, oltre a vantaggi esclusivi, come sconti sull’acquisto del Panettone.

La prevendita è già attiva, e gli appassionati possono assicurarsi un posto acquistando il biglietto online su https://www.postoriservato.it/showProductList.html?idOrganizers=227

Informazioni e Contatti

Per ulteriori dettagli sull’evento, sulle modalità di partecipazione e sugli orari delle degustazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale o a seguire i nostri canali social.

Accreditamento per la Stampa

Le testate e i membri della stampa che desiderano accreditarsi per l’evento “Panettone d’Artista” possono farne richiesta inviando un’e-mail a: ass.erreerre@gmail.com 

Infoline: 338 565 5306 / 338 188 7787

Benvenuto Brunello 2025, la valutazione sugli assaggi dell’annata 2021 e della Riserva 2020

Un’annata a tre fasi – la 2021 – proposta durante l’anteprima Benvenuto Brunello 2025. Di sicuro le tenere sfumature della precedente, l’omogenea 2020, sono svanite di fronte alla potenza del frutto, considerando anche la condizione climatica decisamente più calda e asciutta.

Il Sangiovese di queste terre ha ancora un vantaggio in termini di cambiamento climatico, grazie ad un areale considerato nel complesso “fresco”, almeno secondo i dati confortanti del progetto “Brunello Forma”, il nuovo metodo di valutazione delle annate e del territorio.

A giocare dunque da protagonista negli assaggi alla cieca dei campioni proposti è stata la mano stilistica dell’uomo e le scelte in vendemmia. Quando hai tanta ricchezza, paradossalmente, le decisioni diventano ancora più delicate rispetto a vintage interlocutorie. Tre sono le considerazioni da fare:

  • chi ha optato per favorire la completa maturazione per vini di forza e spessore, con tannini decisi, sembra recuperare le antiche concezioni (anacronistiche) del recente passato.
  • chi ha lavorato in prevenzione, con il freno a mano tirato per evitare eccessi di alcool e struttura, ha però sacrificato una parte di quel volume di bocca che distingue i Brunello di Montalcino da altre espressioni toscane.
  • chi, invece, ha perseguito entrambi gli obbiettivi con saggezza ha ottenuto delle performance strepitose con dei picchi di assoluta bellezza, restituendo tutta la gioia del presente e del futuro.

Si resta comunque colpiti dalla qualità media in continua crescita e dalle dissonanze ormai ridotte a pochissimi casi. Un buon viatico in un momento di profonda trasformazione dell’intero comparto vitivinicolo italiano.

Le Riserva 2020 lasciano “l’amaro in bocca” con l’incognita sulla tenuta complessiva della tipologia e delle versioni sempre meno distinguibili dai Brunello entry level. La vintage, inoltre, ha dimostrato i propri limiti nella capacità evolutiva, per vini già pronti e di minore prospettiva.

Il panel degli assaggi era composto assieme al direttore Maurizio Valeriani, a Paolo Valentini e Franco Santini sempre della testata amica Vinodabere.

Migliori Assaggi Brunello di Montalcino 2021 (e qualche uscita ritardata del 2020)

Brunello di Montalcino Vignavecchia 2021 – San Polo Marilisa Allegrini

Brunello di Montalcino Lot.1 2020 – Col d’Orcia

Brunello di Montalcino 2021 – Fuligni

Brunello di Montalcino Piaggione 2021 – Salicutti

Brunello di Montalcino 2021 – Chiusa Grossa

Brunello di Montalcino 2021 – Gorelli Giuseppe

Brunello di Montalcino Podernovi 2021 – San Polo Marilisa Allegrini

Brunello di Montalcino Ugolaia 2020 – Lisini

Brunello di Montalcino Ciliegio 2021 – La Magia

Brunello di Montalcino 2021 – Cortonesi

Brunello di Montalcino 2021 – Sesti

Brunello di Montalcino Giuseppe Tassi 2021 – Tassi

Brunello di Montalcino 2021 – Renieri

Brunello di Montalcino 2021 – Corte dei Venti

Brunello di Montalcino 2021 – Patrizia Cencioni

Brunello di Montalcino Prètto 2021 – Giodo

Brunello di Montalcino 2021 – La Casaccia di Franceschi

Brunello di Montalcino Ofelio 2021 – Patrizia Cencioni

Brunello di Montalcino 2021 – Salicutti

Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2021 – Val di Suga

Migliori Assaggi Brunello di Montalcino Riserva 2020

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Villa al Cortile

Brunello di Montalcino Riserva Phenomena 2020 – Sesti

Brunello di Montalcino Riserva Ugolforte 2020 – Tenuta San Giorgio

Brunello di Montalcino Riserva Donna Elena 2020 – Corte dei Venti

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – La Palazzetta

Brunello di Montalcino Riserva 2020 –  Matè

Brunello di Montalcino Riserva Teatro 2020 – Salicutti

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2020 – Val di Suga

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2020 – Il Poggione

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Renieri

A Sansepolcro debutta B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane

A Sansepolcro (Ar), nei giorni 25 e 26 ottobre 2025 all’interno dei saloni del Borgo Palace Hotel si è svolta la prima edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane. Oltre 100 produttori provenienti da tutta Italia, un parterre caratterizzato da prestigiose e affermate realtà vitivinicole del nostro Paese ed alcune valide emergenti.

Sansepolcro è una ridente cittadina in provincia di Arezzo, in Valtiberina, attraversata dal fiume Tevere, che si incunea tra le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna. Nota per aver dato i natali a Piero della Francesca. Facilmente raggiungibile in auto, il luogo dell’evento è un hotel dotato di ampie sale meeting con ampio parcheggio.

Organizzato dal comune di San Sepolcro in collaborazione con AIS Toscana e aziende selezionate dal Wine Critic Luca Gardini, il programma è stato denso di masterclass ed iniziative nel centro storico.

Tanti i volti conosciuti ed alcuni assaggi memorabili di Toscana:

Bacicolo Toscana Rosso Igt  2022 Il Colombano di Santa Chiara – Cabernet Franc 100% – Rubino intenso,  sviluppa note di ribes, mirtillo, spezie dolci ed eucalipto, al gusto è vellutato,  fine, goloso e lungo.

Sassicaia Bolgheri Doc 2022 Tenuta Incisa della Rocchetta – Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15% – Rubino vivace, rivela sentori di frutti di bosco, amarena, violacciocca e spezie dolci; al palato scivola morbido, setoso e armonioso.

Guado al Tasso Bolgheri Doc Superiore 2022 Antinori – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc,  Mere Petit Verdot – Rubino intenso, sprigiona sentori di frutti di bosco maturi, menta, vaniglia e polvere di cacao, avvolgente,  corrispondente e persistente.

Pugnitello Toscana Rosso Igt 2021 San Felice – Rubino profondo, libera sentori di frutti di bosco, cannella, tabacco e bacche di ginepro, al palato è pieno ed appagante con tannini setosi e un finale lungo e saporito.

Galatrona Val d’Arno di Sopra Doc 2023 Petrolo – Merlot 100% – Rubino intenso, dipana sentori di di mora, mirtillo, tabacco e liquirizia, sorso ricco, avvolgente, coerente è persistente.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Madonna della Querce 2018 Dei – Sangiovese 100% – Rubino brillante, rimanda a sentori di violetta,  amarena,  prugna e spezie orientali; al gusto è avvolgente con tannini nobili dalla chiusura lunga e duratura.

Brunello di Montalcino Docg 2020 Capanna – Bel rubino tendente al granato, i sentori richiamano la ciliegia,  sottobosco, viola appassita e liquirizia, in bocca risulta vellutato. Elegante, generoso e appagante.

Rosso di Montalcino Doc 2023 Col di Lamo – Bel rubino, richiama sentori di violetta, marasca, frutti di bosco e arancia sanguinella, al palato è piacevolmente fresco, saporito e corrispondente. 

Sergio Zingarelli Chianti Classico Gran Selezione Docg 2020 Rocca delle Macie – Sangiovese 100% – Rosso rubino con sfumature granato, le note spaziano dalla rosa, alla ciliegia con nuances speziate e balsamiche. Il sorso è ricco e suadente nonché persistente.

Montecristo Suvereto Docg 2020 Bulichella – Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Petit Verdot – Rubino brillante, emana sentori di prugna, mora, arancia, liquirizia e polvere di caffè; sorso dinamico,  setoso e armonioso

Sangiovese Purosangue: il cuore del Gallo Nero batte forte

A due passi da Piazza del Campo a Siena, negli eleganti ambienti del Ristorante Mugolone, si è tenuto Sangiovese Purosangue, evento ideato e curato da Davide Bonucci anima e patron di Enoclub Siena. Un appuntamento che si conferma non solo banco d’assaggio, ma rito identitario per chi vive e racconta il vino con passione e profondità.

Protagonista assoluto il Sangiovese, declinato questa volta nelle varie sfumature del Chianti Classico. Un viaggio sensoriale che ha attraversato colline, altitudini, filosofie produttive e annate, restituendo un affresco vivido della vitalità contemporanea del Chianti e del Chianti Classico.

I vini degustati: voci diverse dello stesso vitigno

Tra le tante aziende ed etichette in assaggio, ho avuto il piacere di concentrarmi su alcune interpretazioni che raccontano con autenticità il legame tra territorio e visione produttiva:

  • Monte BernardiPanzano in Chianti: Sangiò Chianti Classico 2022 e Sa’ Etta Chianti Classico Riserva 2022 – due vini che esprimono con energia e precisione la tensione minerale e la profondità del Sangiovese di Panzano.
  • Castello di MonsantoBarberino Tavarnelle, località San Donato in Poggio: Rosso 2021, Chianti Classico 2022, Riserva 2021, Il Poggio Gran Selezione 2020, Sangioveto 2019 – un viaggio nella classicità, tra eleganza e struttura. Timeless.
  • Isole e OlenaBarberino Tavarnelle: Chianti Classico 2022 e Cepparello 2022 – due espressioni che confermano la coerenza stilistica e la finezza di questa storica realtà.
  • Casagrande della QuerciaCastellina in Chianti: Fenix Rosato, Chianti Classico e Riserva – vini freschi e interessanti, brand ambassador Chiara Mecacci, giovane e appassionata produttrice che ha lasciato una carriera nel marketing di una multinazionale per dedicarsi allo sviluppo dell’azienda di famiglia. Un esempio virtuoso di ritorno consapevole alla terra.
  • RiecineGaiole in Chianti: Chianti Classico 2023, Riserva 2022, Gran Selezione Vigna Gittori 2021 – un trittico che conferma la vocazione verticale e vibrante di questa cantina. E Gaiole c’è tutta.
  • Podere TerrenoRadda in Chianti: Chianti Classico 2021, 2022 e Riserva 2021 – vini che parlano di bosco, pietra e tempo, con una coerenza stilistica che conquista.
  • Tenuta di CarleoneRadda in Chianti: Il Guercio 2023, Uno 2021, Chianti Classico 2023 – interpretazioni radicali e affascinanti, capaci di sorprendere per dinamismo e originalità. La Radda che eccelle.

Un racconto corale

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi produttori provenienti da tutto, da Greve a Radda, da Gaiole a Castellina, in un dialogo continuo tra tradizione e sperimentazione. La cornice del ristorante Mugolone ha contribuito a rendere l’esperienza ancora più intima e raffinata, in un’atmosfera di autentica condivisione.

Sangiovese Purosangue, da sempre, non è solo una degustazione: è un atto d’amore verso un vitigno che sa essere schietto e nobile, ruvido e carezzevole, sempre capace di raccontare la terra da cui nasce. Un evento che ogni volta rinnova il patto tra chi produce, chi racconta e chi ama il vino.

Si ringrazia per le foto il fotografo Andrea Moretti di Firenze.

La Vallée de la Marne a Bologna Champagne Experience 2025

“Champagne Experience” per l’ottava edizione non ha cambiato regione, bensì, città, trasferendosi da Modena a Bologna.

Il più grande evento italiano dedicato esclusivamente ad uno dei vini più rinomati al mondo, come lo Champagne. La location era all’interno degli ampi spazi di BolognaFiere, organizzato da Società Excellence, prestigiosa realtà che riunisce 21 importatori e distributori di vino italiani. In questa edizione sono aumentati notevolmente i visitatori e gli spazi espositivi. 

Ben 140 banchi d’assaggio di importanti maison e vigneron con la possibilità di degustare oltre 800 etichette. Un’occasione importante anche per incontrare molti produttori francesi presenti. L’evento è rivolto agli operatori professionali e all’ampio pubblico di appassionati.

Una kermesse ben organizzata e vini serviti sempre alla giusta temperatura. Il programma era ricco di interessanti masterclass per approfondire le peculiarità del territorio, di cui molte avevano registrato il sold-out. Le case produttrici suddivise in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione della Champagne: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte des Bar e Maison Classiche.

Una full immersion tra i produttori della Vallée de la Marne, comprensorio ove vengono allevate tutte le varietà da disciplinare e dove il Meunier resta il più diffuso.

Ecco alcuni assaggi

Meunier Apollonis Michel Loriot – Meunier 100%, 24 mesi sui lieviti, dosaggio: 8 g/l. Dorato brillante,  bollicina finissima, emana note di melone, pera, lampone, ribes, crostata ai frutti di bosco. Scivola fresco in bocca, saporito resta a lungo.

Cuvée n°743 Jacqueson – Chardonnay 1/3, Pinot Noir 1/3 e Meunier 1/3, 89 mesi sui lieviti,  dosaggio 0 g/l. Dorato luminoso, perlage duraturo, sprigiona sentori di frutta secca, agrumi canditi e pasticceria da forno; il sorso è verticale, pieno, appagante e molto persistente.

Cuvée Racines Blanc de Noirs Extra Brut Collard-Picard – Meunier 100% da vigne vecchie, 84 mesi sui lieviti, dosaggio 3 g/l. Dorato luminoso, perlage finissimo, sviluppa note di frutti di bosco, scorza d’agrumi,  nocciola e pan brioche, il gusto è avvolgente, vibrante, sapido e di lunga durata.

Es ‘Sense Brut Demiere – Meunier 100%, 48 mesi sui lieviti, dosaggio 7 g/l. Paglierino luminoso con riflessi dorati, perlage fine e incessante, al naso sprigiona sentori di frutti di bosco, rosa canina, pompelmo rosa e croissant. Al palato è fine e fresco, deciso, setoso e armonioso.



San Soufre Telmont – Chardonnay 70%, Meunier 30%, 108 mesi sui lieviti, dosaggio 1,7 g/l. Color oro brillante, bollicina sottile, rivela sentori di albicocca, pera, mandorla, burro e crosta di pane. Vibrante, composito, pieno, avvolgente e interminabile.

Le Chemins de Traverse Harlin Père et Fils – Pinot Noir 100%, 34 mesi sui lieviti, dosaggio 3,8 g/l. Tonalità giallo dorato, perlage fine e persistente, i sentori sono quelli di viola, mora, ribes nero e crostata di mirtilli. La freschezza ne stimola il lungo sorso.

Instinct Meunier Jeaunaux- Robin – Meunier 100%, 36 mesi sui lieviti, dosaggio 0 g/l. Paglierino brillante, bollicina fine, emana note di verbena, susina, frutti di bosco e pasticceria mignon. Attacco fresco e sapido, coerente, rotondo e inesauribile.

Brut Nature  Cuvée La Marquise Paul Berthelot – Chardonnay 100%, 48 mesi sui lieviti, dosaggio 0,4 g/l. Paglierino luminoso, perlage persistente, al naso arrivano note di banana. pesca, agrumi e gelsomino. Il sorso è rinfrescante, cremoso, armonioso e durevole.


Brut Cornalyne Dom Caudron – Meunier 100%, 36 mesi sui lieviti,  dosaggio 6 g/l. Giallo oro, bollicine finissime, libera sentori di fiori bianchi, cassis, mora e pan brioche. Al palato risulta vibrante, corrispondente, equilibrato e molto persistente.

IX. Millésime 2016 Autreau- Lasnot – Chardonnay 35%, Pinot Noir 65%, 84 mesi sui lieviti, dosaggio 7 g/l. Giallo oro brillante, perlage fine, al naso rimanda note di albicocca, croissant, miele e mandorla che ben si integrano con nuances agrumate. Saporito, verticale ed avvolgente, con finale decisamente persistente.

Greek Wine Day 2025

Firenze da capitale d’Italia e capitale del Rinascimento per un giorno con Greek Wine Day, lo scorso 1° novembre è  tornata capitale del vino greco. L’appassionante evento giunto alla sua quarta edizione si è svolto nel salone Michelangelo dell’hotel Albani di Firenze. Strategicamente perfetto, a poca distanza dalla Basilica di Santa Maria Novella e dalla Fortezza da Basso.

Ideato da Haris Papandreou, grande appassionato ed esperto di vino e organizzato con il patrocinio del Consolato Onorario di Grecia a Firenze e la collaborazione di Fisar Firenze. Il più grande evento in Italia interamente dedicato al nettare di Bacco della penisola ellenica. 

Screenshot

Visto il crescente successo della kermesse ed il grande interesse al vino greco da parte degli operatori e dei wine lovers, gli organizzatori sbarcheranno a breve anche in altre città italiane con lo stesso format. Come dire, squadra che vince non si cambia. Gli espositori presenti erano ben 49 con circa 225 etichette in degustazione e dietro ai banchi d’assaggio sia i sommelier, sia molti produttori, accorsi dalla Grecia per l’avvincente occasione.

È stata una ghiotta occasione per assaggiare e approfondire la conoscenza del vino di questo meraviglioso lembo di terra. La Grecia vanta una storia vitivinicola ultra millenaria ed un clima propizio per l’allevamento della vite,  nei terreni della penisola affondano le radici in prevalenza di varietà autoctone,  tuttavia, anche alcune internazionali. Le varietà di uva autoctone più diffuse sono: Assyrtiko, Vidiano e Malagousia a bacca bianca e Agiorgitiko e Xinomavro a bacca rossa.

Alcuni assaggi

Cavalieri Malagousia 2024 Chateau Nico Lazariti – Malagousia 100% – Paglierino luminoso,  sprigiona sentori di fiori d’acacia,  pesca, albicocca, cedro ed erbe aromatiche,  sorso fresco, saporito e coerente.

Vidiano 2024 Diamantakis Winery – Vidiano 100% –  Giallo paglierino con sfumature verdoline, rivela sentori di pera, mela cotogna, mandarino e mandorla,  gusto vibrante, stimolante e persistente.

Plano Assyrtiko 2023 Wine Art Estate – Assyrtiko 100% – Tonalità paglierino luminoso,  libera sentori di melone, frutta tropicale e lime, scivola fresco e saporito in bocca, finale lungo.

Petali 2024 Diamantakis Winery – Assyrtiko 100% – Paglierino brillante,  rimanda sentori di zagara, pesca, susina e sbuffi agrumate, la freschezza stimola il lungo e sapido sorso.

Mantineia 2024 Domaine Skouras – Moschofilero 100% – Giallo verdolino, i sentori richiamano la zagara, petali di rosa, ananas e agrumi, al palato risulta fresco, aggraziato e armonioso.

Mouhtaro 2023 Muses Estate – Mouhtaro 100% – Rubino vivace, emana sentori di ribes, lampone, ciliegia e fico, al palato risulta avvolgente pieno, appagante è persistente.

Idisma Drios XInomavro 2020 Wine Art Estate  – Xinomavro 100% – Rubino intenso, arrivano al naso note di prugna, lampone maturi, pomodoro e spezie,  tannini poderosi ma setosi,  suadente e duraturo.

Vasilio 2021 Estate Costantin Gofas – Agiorgitiko 100% – Bel rubino,  all’olfatto si percepiscono sentori di amarena, prugna,  polvere di caffè e di cacao e tabacco,  in bocca è vellutato, appagante e coerente.

La Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 di Doctor Wine

Un periodo difficilissimo nella seconda metà degli anni ‘80, in seguito allo scandalo delle produzioni vinicole con metanolo, ebbe l’effetto di stimolare alcuni giornalisti e appassionati enogastronomici a creare dal nulla una guida ai vini d’Italia. Daniele Cernilli è ancor oggi il motore dietro la produzione di questo splendido libro che ogni anno, dal 1987, illustra gli areali vitivinicoli italiani e ne seleziona le produzioni migliori e più originali.

La “Guida” nasce assieme al Gambero Rosso nel contesto editoriale de Il Manifesto, ma se ne distacca già nell’anno successivo producendo la “Guida 1989” in seno alla Gambero Rosso Editore all’interno del Gruppo L’Espresso. Quell’anno è la svolta della pubblicazione in virtù della sponsorizzazione dal gruppo farmaceutico Sigma Tau, che produce ben sessantamila copie della guida e ne assicura il futuro. Cernilli è il fine analista del trio originario di produzione formato da Cernilli con Stefano Bonilli, giornalista economico, e Carlin Petrini, giornalista gastronomico — che creerà presto da ArciGola lo spin-off “Slow Food” ad illustrare il potenziale dirompente della cucina italiana in patria e nel mondo.

La Guida svolge da allora, anche grazie all’autonomia da Gambero Rosso acquisita nel percorso, una assidua ricerca delle produzioni vinicole emergenti da affiancare a solidi protagonisti affermati sui mercati internazionali. Cura del racconto del territorio, minuziosa descrizione dei processi produttivi in vigna e in cantina, racconti della storia — spesso intensamente familiare e ricca di aneddoti – dei produttori italiani più esigenti e identitari.

È a Roma all’Eur quest’anno, il 12 ottobre a Spazio Novecento, che Daniele Cernilli e la sua redazione presentano 92 tra le premiate cantine italiane meritevoli di inserimento nella “Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026”. L’evento segue la presentazione tenuta a Milano a settembre.

La pubblicazione riporta accuratamente migliaia di referenze, descrivendole gustativamente grazie al lavoro del nutrito team di degustazione ufficiale: le valutazioni sono classicamente in centesimi, ma si presentano partendo da un breve racconto dell’azienda (con appendice speciale se “enoturistica”) che viene valutata in “stelle” da una a tre; si conclude col prezzo sul mercato (che concorre al premio “Miglior Rapporto Qualità/ Prezzo”) e una valutazione del “DoctorWine” ovvero Cernilli stesso, ad apporre una sua faccina se il punteggio eccede i 95/100 e merita un suo endorsement.

Il bello di questo incredibile, massivo lavoro di raccolta dati e notizie — attualmente prodotto anche in inglese e tedesco — è offerto dal l’assegnazione di premi speciali che mirano a far luce sullo stato della viticoltura italiana: sono le aziende, le persone e i loro progetti a raffigurare il momento propulsivo dell’intero comparto per l’anno in analisi. 

Partendo dall’Azienda dell’Anno, la selezione declina la qualità del lavoro di produttori per il Vino Rosso, il Vino Rosato, il Vino Bianco, il Vino Dolce e il Vino “Vivace” dell’Anno, a ricomprendere le macro-categorie di produzione, terminando con l’Esordio Vincente dedicato alla più eccellente new entry italiana sui mercati. Si conclude con award riferiti alle persone, alla loro vita dedicata alla produzione vinicola culminanti con il Winemaker dell’Anno e il riconoscimento “Una Vita per il Vino”.

Una menzione speciale per la lista “I Migliori Vini da Monovitigno” rende infine il perimetro dell’eccellenza produttiva in Italia.

Ultimo, un premio “Progetto Qualità” assegnato al protocollo Equalitas ormai adottato da una azienda su cinque in italia.

All’evento, atteso da quasi un migliaio di partecipanti, troviamo 18 delle venti regioni italiane rappresentate, tra gli elegantissimi banchi d’assaggio, a comporre un affresco di colori equamente distribuiti lungo lo stivale. 

In realtà la giornata è il terminale di un intero anno di comunicazione su diversi media, inclusi i social media che hanno garantito ai produttori visualizzazioni – specie dei video descrittivi del vino – fino a 75mila visualizzazioni. Il sito di DoctorWine in particolare offre le valutazioni di intere verticali di vini eccellenti. 

Tra le centinaia di referenze in degustazione, ecco una selezione di quelle apparse più originali – o classiche, ma superiori alla loro stessa reputazione.

Elena Walch “Beyond the Clouds” 2022: è una delle produzioni più originali dell’areale attorno a Termeno, offre un blend incentrato sullo Chardonnay ma impreziosito da Pinot Bianco e altre uve autoctone minori. Complessità fruttata e floreale intensa e vibrante, per un gusto lungo e sostenuto da rilevante acidità. Gastronomico eppure suadente per palati innamorati dell’inimitabile purezza di gusto alto-atesina.

Attilio Contini 1898 “I Giganti” 2023: non presente in guida (dove è premiato un suo vino più mainstream), è una originalissima elaborazione del blendaggio di Vernaccia al 70% e Vermentino al 30%. Privilegia l’intensità e il gusto di erbe aromatiche ad aprire una struttura sapida non comune e pregna di sentori di mandorle e fichi secchi, con finale altrettanto complesso di tabacco e sbuffi di cioccolato bianco. Originalissimo.

Antinori “San Giovanni della Sala” 2023: ormai una referenza identitaria dell’Orvietano, questo blend di Grechetto e Procanico aggiunge Pinot bianco e, sapientemente, un 5% di Viognier a garantire persistenza a un bianco dell’Italia Centrale ricco di corredo olfattivo e palatale, incentrato su pesche gialle e fiori di campo. Apprezzabile l’equilibrio pressoché perfetto, per una boccata soddisfacente e protesa alla gastronomia locale.

Villa Cordevigo “Gaudenzia” 2023: un Chiaretto di Bardolino accattivante e persuasivo per eleganza e suadenza di profumi. Siamo in Valpolicella ed è d’obbligo attendersi vini classici, ma questo Chiaretto, assieme all’omonimo della casa più giovane e orientato alla ristorazione, ha più di un appeal originale e garantito dal blend di Corvina, Rondinella e Molinara, ad attrarre i palati più fini: sentori di rosa e violetta si sposano a fragola e lamponi, circondati da sbuffi di note agrumate. Non marca un finale significativo, ma persiste grazie alla sapiente fattura della casa e a una vena minerale che ne accenta il delicato aroma. Imperdibile.

Moser “Tracce” TrentoDoc Riserva Extra Brut 2012: la sfida del metodo classico a 132 mesi è vinta a mani basse! Uno Chardonnay intenso e dal perlage finissimo, esuberante di fragranze di farine e crosta di pane variegato da sentori di menta e pietra focaia, accenti agrumati di limone e fiore d’acacia. È un Trento DOC, consegna ciò che promette: immediatezza di gusto e cremosità mista a palato lungo e rapida successione di sapori. Non se ne lascia un goccio al calice.

Berlucchi “Palazzo Lana” Extreme Riserva 2014: altra sfida, i 115 mesi di un metodo classico caratterizzato da un semestre in barrique. Il colore oro-rosa tradisce da subito la natura Blanc de Noir, dacché il Pinot Nero suggerisce subito al naso le sue note agrumate miste a frutto di polpa gialla. Fragranza di crosta di pane in ottimo equilibrio, distinta la persistenza. Where’s the party?!

Lunae “Cavagino” Vermentino 2022: i Colli della Lunigiana sono incantevoli e la loro prossimità marittima mista al terreno ricco di marna e argille offre un letto ideale al Vermentino. È una creazione cantiniera di tutto rispetto, fondata su un 60% fermentato in barrique. Grande bocca che conferma un naso sufficientemente complesso, ad offrire note di pesca gialla e agrumi in moderazione, lasciando i sentori di frutta tropicale a garantire un gusto ricco e lungo, reso elegante dal finale di erbe aromatiche e da una combinazione di note calde e saline. Bello e seducente.

Tenuta di Fiorano “Semillon” 2022: il Lazio è una regione vinicola ampiamente sottovalutata, ma esordienti come questo Semillon d’origine bordolese rendono giustizia alla sua vocazione per i vitigni che amano i terreni vulcanici. Un anno in botte piccola, tradizione antica, a offrire sentori di cera d’api, mela cotogna e frutta gialla avvolto da una delicata nota balsamica e da uno sbuffo di fieno. Davvero elegante alla beva, deciso e moderatamente persistente: la tecnica della elaborazione è raffinata, per un gusto elegante oltre le attese.

Velenosi “Rêve” Offida DOCG 2023: è un Pecorino classico e al tempo stesso originale, dove la sontuosità delle note floreali – spicca la ginestra – tipiche di accompagnano a note agrumate miste ad erbe aromatiche. Nell’equilibrio tra mineralità salina e nota calda, si apprezza il gusto composto e lungo, con un finale delicato di erbe e fiorellini di campo.

Livio Felluga “Terre Alte” Rosazzo DOC 2022: *in cauda sublimis* avrebbero detto le legioni romane accampate ai confini dell’odierno Friuli. Livio Felluga è l’intelligenza e la visione identitaria di una cantina che ha generato una storia vinicola ancora attiva grazie ai figli. Marco è l’autore di questo blend ormai canonizzato all’Abbazia di Rosazzo dove oggi hanno residenza fisica le loro botti. Un taglio geometrico fatto di 40% Sauvignon, 30% Friulano e 30% Pinot Bianco, per un anno sui lieviti autoctoni e una evoluzione in barrique per il solo Pinot Bianco. Complessità eccezionale, quasi indescrivibile completamente: frutti a pasta gialla, eccelle la susina, conditi da sentori di passion fruit ed erba medica. Corpo avvolgente e leggerissimamente squilibrato verso la mineralità – ma è un friulano vero, te lo aspetti… boccata salina e persistente per un’esperienza gustativa completa e dal finale classico persistente. Una cassa subito, please.

Lunae “Vermentino Nero” 2024 a Toscana IGT: La giovanissima età trasmette già al naso le esuberanti note floreali di timo e rosa canina, lasciando al gusto l’onere di apprezzare il corpo e la struttura assieme ai dominanti sentori di ciliegia e lampone. È un bellissimo giovane dal color rosso rubino intenso, in cui prevalgono per ora note calde e acidità, ma il cui tannino si accenna e si combina con mineralità salina esprimendosi più nel finale accompagnato da una leggera nota amarognola. Grande promessa.

Peter Zemmer “Pinot Nero Riserva Vigna Kofl” 2022: probabilmente tra i migliori Pinot Noir italiani, è la creazione che meglio rappresenta questa cantina sulla “Strada del Vino” che collega Bolzano a Trento. Intensità immediata, equilibrio gusto-olfattivo invidiabile per un composto di frutti di bosco e amarena con note di cioccolato e fragoline. La morbidezza è intatta dall’acidità, un tannino suadente accompagna il gusto molto elegante fino al finale senza grandi influenze da barrique francesi – dove affina per 12 mesi. 

Casale del Giglio “Mater Matuta” 2021: non si sbaglia a definire questo vino un “SuperLatium” perché l’elaborazione del Syrah di casa Santarelli vive da quarant’anni una progressione inarrestabile. 24 mesi di barrique di primo impiego mirano a stabilizzare l’equilibrio con il 15% di Petit Verdot che costituisce l’ispirazione bordolese di questo vino molto complesso e ricco di sensazioni olfattive e gustative, dal balsamico floreale accentato di spezie e pietra focaia, alla frutta gialla mista a ciliegia con una speziatura a tratti materica. Finale lungo ed elegantissimo, per palati esigenti.

Michele Chiarlo “Barolo Cerequio” 2021: quasi un vessillo per questa famiglia di vini celebratissimi in tutto il mondo, l’annata del Cerequio premiata rappresenta l’Accademia per la elaborazione di un Barolo. Corpo armonico e struttura equilibratissima s’impongono al gusto ricco ed espressivo di amarena e lamponi, annunciati da note olfattive dense di rosa e frutti di bosco. La speziatura è presente, le botti di rovere per 24 mesi lasciano un segno giusto, ma il gusto è tanto ricco di luce e slancio quanto il brillante rubino che lo colora. Finale moderato ma intenso per lunghezza.  

Giuseppe Cortese “Barbaresco Rabajà” 2022: un esemplare splendido e forse inarrivabile del suo territorio, questo cru di livelli mondiali ha nella sua complessità avvolgente il suo merito maggiore. Melagrana e ribes in un contorno etereo di lacca, accento di maraschino fin nel finale, e tannino essenziale alla struttura perfettamente equilibrata di un Barbaresco memorabile nella edizione 2021. Da collezione.

Fiorentino “Taurasi Riserva” 2020: un gusto amplissimo e lungo, tannico nobile eppur marcato, sono i tratti di un campione dell’areale di Taurasi nel quale l’edizione 2021 Riserva conquista il podio più alto. Un cru, annunciato al naso da sbuffi balsamici a introdurre una complessità di bacche e more e marasche, confermata al gusto che termina con accenti di fumi nobili e pietra focaia. Bel risultato per un’azienda giovane e sostenibile grazie all’indipendenza energetica. 

Siro Pacenti “Brunello di Montalcino Riserva PS” 2019: l’esperienza ilcinese di un degustatore metodico e gaudente porta a guardare a questo Riserva PS nella prospettiva identitaria più moderna e raffinata. Frutti rossi e pesca gialla creano le fondamenta per sentori speziati e balsamici, acuti di erbe officinali: una complessità che induce allo studio, per un cru da viti settuagenarie che risulta un pò severo, dai 36 mesi in barrique, ma estroverso e godibilissimo per morbidezza e lunghezza dei tannini.

Vietti “Barolo Lazzarito” 2021: nel più classico dei terroir dove è prodotto il Barolo, emerge per modernità un Nebbiolo elaborato in botte grande per 30 mesi, equilibratissimo e distinti per l’armonia gusto-olfattiva tra i fiori scuri e l’erbaceo rispetto alla polpa di prugne nere a distinguere l’intensità delle percezioni. Tannini di classe assoluta, un gusto schiettamente nobile e magistralmente persistente senza alcuna perdita di equilibri tra i formanti. Annata memorabile.

Otto sfumature di Sangiovese delle Terre di Pisa nella masterclass di Daniele Cernilli

Nel cuore di Pisa, tra le pareti austere del Salone ex Borsa Merci della Camera di Commercio, si è tenuta una masterclass che ha saputo coniugare rigore tecnico e profondità emozionale. A guidarci in questo viaggio sensoriale, Daniele Cernilli, fondatore di DoctorWine, voce autorevole del panorama enologico italiano.

L’incontro, promosso dal Consorzio Vini Terre di Pisa nell’ambito della manifestazione Terre di Pisa Food & Wine Festival, ha esplorato l’identità autentica del Sangiovese in una delle sue espressioni più sorprendenti e forse meno raccontate: quella pisana.

Il Sangiovese, qui, non si impone. Si rivela. E lo fa attraverso il racconto di un territorio che, pur giovane nella sua configurazione consortile – nato nel 2018 – custodisce una tradizione agricola profonda, fatta di artigianalità, ricerca e rispetto per l’origine. Come ha sottolineato Cernilli, “è l’origine a determinare le espressioni del vitigno”: un concetto di terroir complessivo che si manifesta nel calice con sfumature figlie di suoli, altitudini, esposizioni e mani diverse.

La degustazione ha offerto un panorama coerente e variegato, articolato in otto interpretazioni in purezza, firmate da otto produttori del Consorzio. Ecco le etichette protagoniste:

  • Castelvecchio – Le Colline 2023 (Terricciola)
    Affinato 16 mesi in tonneau, si presenta con un rubino vivo e un naso di ciliegia e spezie. In bocca, l’acidità spinta e il tannino ancora vivo si rincorrono, generando un equilibrio dinamico. Il legno è ben dosato, il frutto resta integro.
  • Fattoria Uccelliera – Raggiungerti Adesso 2022 (Fauglia)
    Proveniente da vigneti vicini al mare, affina 12 mesi in tonneau francese. Note speziate e tabacco al naso, tannino evidente ma ben sostenuto da una freschezza ancora viva.
  • Podere La Chiesa – Opera in Rosso 2022 (Terricciola)
    24 mesi in rovere di Slavonia. Il colore è più limpido e chiaro, la ciliegia meno scura. Il tannino è più gentile, il profilo più classico. Un Sangiovese che parla con voce elegante e misurata.
  • Beconcini – Reciso 2021 (San Miniato)
    Annata severa, visione in riduzione con affinamento in botti grandi di Slavonia. Vino austero, destinato all’evoluzione. Ricorda certi Chianti Classico di Gaiole: profondo, verticale, di grande prospettiva.
  • Badia di Morrona – Vignaalta 2021 (Terricciola)
    Colore granato, grande alcolicità, affinamento in botte grande di rovere francese. Note di pietra focaia, frutto di un lungo contatto con le fecce fini. Complesso, stratificato, con un’anima chiantigiana.

  • Tenuta di Ghizzano – Mimesi 2021 (Ghizzano)
    Vinificato in anfora di cocciopesto, che consente micro-ossigenazione senza cessione aromatica. Il tannino è presente, il vino ancora giovane. Un esperimento raffinato, che unisce tecnica e sensibilità.
  • Vallorsi – Argante 2020 (Terricciola)
    Macerazione in acciaio, 12 mesi in tonneau. Sangiovese moderno, concentrato, con note di amarena e mandorla. Strutturato, avvolgente, con calore alcolico ben integrato. Un vino mediterraneo.
  • Fattoria Fibbiano – Ceppatella 2019 (Terricciola)
    Annata importante. Colore granato intenso, profumi di frutto maturo, grande ricchezza olfattiva. Imponente, solare, profondamente radicato nella collina pisana. Una chiusura potente e identitaria.

Questa masterclass ha restituito un’immagine nitida e affascinante del Sangiovese pisano: un vitigno credibile, capace di farsi trait d’union tra territori diversi, raccontando l’autenticità dei produttori attraverso le sue molteplici interpretazioni. Un’esperienza che conferma come, nelle Terre di Pisa, il Sangiovese non sia solo un vitigno: è una voce corale che parla di origine, ricerca e visione.

Napoli Explosion Oplonti Interactive Experience, con le opere di Mario Amura l’arte contemporanea al MaxiMall Pompeii

L’arte contemporanea che crea sinergie sul territorio: al MaxiMall Pompeii fino al 6 novembre le opere di Mario Amura

E a dicembre mostra al Reale Albergo dei Poveri a Napoli

Istituzioni e pubblico hanno incontrato l’artista

Con “Napoli Explosion Oplonti Interactive Experience” il centro commerciale diventa galleria d’arte e incuriosisce migliaia di visitatori ogni giorno. Lo sa bene l’artista Mario Amura che fino al 6 novembre espone il suo progetto su maxischermi all’interno del MaxiMall Pompeii a Torre Annunziata. Non solo opere ma anche visite guidate con approfondimenti sulle immagini frutto del progetto che da oltre 15 anni vede Mario Amura catturare la magia dei fuochi pirotecnici del Capodanno nel Golfo di Napoli.

Al Cinema Nexus all’interno del MaxiMall Pompeii, una giornata particolare con la proiezione del documentario “Napoli Explosion” alla presenza dell’artista, di Rosanna Romano direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, del sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo e di Paolo Negri Ceo di Irgen Re, gruppo proprietario del MaxiMall Pompeii.
“Esporre qui vuol dire avere un’utenza di 300mila persone in un mese, molto più di un museo. Il luogo ha una potenza evocativa enorme, ormai i centri commerciali sono sempre più hub del territorio da vivere per un’esperienza immersiva, veri e propri shop entertainment centre”.

A dicembre la mostra sarà al Reale Albergo dei Poveri e intanto il direttore Rosanna Romano si sofferma su iniziative di valore come questa di Mario Amura. “Sono orgogliosa di essere qui, le politiche culturali legate al turismo sono un’occasione di sviluppo e anche di occupazione. Oltre a iniziative strategiche di promozione nazionale e Internazionale grande soddisfazione per la Regione Campania è l’investimento per le imprese culturali del territorio come ‘Napoli Explosion’ che intercetta nuovi luoghi e nuovo pubblico.

Il Piano strategico per la cultura e turismo tutela, salvaguardia, crea sempre connessioni e sinergie”. Il sindaco Cuccurullo spiega come “Mario Amura ha fatto un regalo alla città di Torre Annunziata con questo progetto. Ha rischiato e si è messo in discussione portando l’arte contemporanea in un centro vocato al commercio”. E sulla sinergia tra
arte, intrattenimento, cultura e aspetto commerciale si sofferma il Ceo, Paolo Negri: “Il centro non è esclusivamente commerciale e lo si vede dalle molteplici attività che proponiamo. Festeggiamo il primo anno di attività il 14 dicembre e siamo davvero entusiasti per i risultati ottenuti in termini di gradimento. Ci posizioniamo ormai come area di attrazione da Napoli a Salerno e siamo in grado di accogliere sempre con piacere questi momenti artistici, culturali e di sana aggregazione”.

IL CENTRO

Con oltre 140 negozi e 150 brand internazionali, una food court con 30 ristoranti e una spettacolare fontana danzante, il MaxiMall Pompeii di Torre Annunziata (Napoli) – certificato Bream Very Good – è il nuovo hub multifunzionale che fonde shopping, cultura, ospitalità contemporanea e intrattenimento. Design, innovazione, tecnologia e sostenibilità guidano il progetto che comprende anche un hotel firmato Marriott, il Museo Digitale e Immersivo Discovery Pompeii Alive, realizzato in collaborazione con Discovery Channel (apertura entro fine 2025) e il Centro Congressi Nexus Pompeii con 7 sale cinema/meeting di ultima generazione e un auditorium da oltre 300 posti. Completano l’offerta un parco pubblico con aree verdi per 50mila mq, parcheggi per oltre 3000 posti auto e un’uscita autostradale dedicata sulla A3 Napoli-Salerno.

MAXIMALL POMPEII
Via Plinio, Torre Annunziata (Napoli)
Uscita Torre Annunziata Sud della A3 Napoli-Salerno
www.maximall-pompeii.it

Ufficio stampa DABLIU
Emanuela Sorrentino emanuelasorrentino@libero.it
Roberta Di Donna press@dabliu.biz

La Cucina Napoletana di Luciano Pignataro, edizioni Hoepli, è in libreria

Lunedì 27  ottobre, ore 18.00  la presentazione

alla Feltrinelli in Piazza dei Martiri

La Casa editrice Hoepli ha deciso di ripubblicare la seconda edizione de La Cucina Napoletana di Luciano Pignataro dopo il successo della prima del 2016 andata completamente esaurita.
Il volume si presenta in una veste completamente rinnovata, con la prefazione della Principessa Giulia Ferrara Pignatelli di Strongoli e le bellissime foto di Ciro Pipoli. Una grafica che riflette il bellissimo momento che vive Napoli, un regalo per i suoi primi 2500 anni.

Dopo un saggio introduttivo sulla storia della cucina napoletana, il libro ripropone tutto il ricettario classico che costituisce la base della cucina italiana alle soglie del suo riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco.

 La grande novità è un elenco di nuovi classici che portano la firma di alcuni dei cuochi che hanno fatto grande questa tradizione negli ultimi anni rinnovandola e imponendola all’attenzione della critica e del pubblico con ricette che sono entrate nella tradizione popolare: Nino Di Costanzo, Antonio Dipino, Gennaro Esposito, Salvatore Giugliano, Paolo Gramaglia, Peppe Guida, Rosanna Marziale, Maicol Izzo, Fabrizio Mellino, Francesco Sposito e Marianna Vitale sono i nuovi alfieri di questa tradizione che non è un museo, ma un patrimonio di un’intera comunità che vive e si rinnova.

Non mancano capitoli sui prodotti della Campania e sui vini.

Il suo successo è così spiegato dall’autore: “Napoli è un viaggio dell’anima. Ogni quartiere ha la sua psicologia, quasi una
sua inflessione dialettale, qui si nascondono meraviglie incredibili
nelle quali sembra quasi che la realtà si incroci con l’irrealtà,
il quotidiano con la fantasia, i vivi con i morti, perché qui le
persone scomparse continuano a essere presenti nei piccoli gesti
quotidiani, nei sogni, nella proverbiale scaramanzia del popolo
partenopeo… Il cibo per i napoletani è talmente importante che non hanno un sostantivo per indicarlo: usano il verbo mangiare che diventa sostantivo, ’o magnà, ossia il mangiare”.

Il libro sarà presentato lunedì 27 ottobre alla libreria Feltrinelli in Piazza dei Martiri alle 18.00, presenti l’autore, la Principessa Pignatelli, la giornalista del Mattino e Presidente dell’Accademia della Cucina Italiana Santa di Salvo. Partecipa l’Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde e promotore della proposta  di Patrimonio della cucina italiana all’Unesco.

Modera il giornalista Antonio Puzzi.

Luciano Pignataro. La cucina napoletana, Hoepli Editore. pp. 256, euro 26,90