Salvatore Catapano conquista la giuria del contest Mille&UnBabà con il suo “Partenope in fiore”

Ma a sorprendere gran parte della stampa di settore presente all’Hotel Vesuvio di Napoli, per la consueta gara tra pasticceri promossa da Mulino Caputo, è stato il giovane “figlio d’arte” Angelo Guarino de La Corte degli Dei di Agerola.

La giuria, composta da nomi di primo piano come: Salvatore CapparelliSal De RisoGennaro EspositoSabatino Sirica e Antimo Caputo, CEO del Mulino Caputo, ha sottolineato l’elevato livello qualitativo delle proposte, in un’edizione che si è distinta per la ricerca di forme e abbinamenti originali ma, soprattutto, per l’utilizzo di ingredienti di assoluta qualità.

Salvatore Catapano, pastry chef del Giardini Poseidon Terme di Ischia, l’ha spuntata vincendo grazie al rispetto per la tradizione e all’omaggio alla semplicità. Un dolce che reinterpreta il grande classico napoletano, con un profilo agrumato, Partenope in fiore: impasto diretto agli agrumi, farcito con una crema alla ricotta di bufala, arricchito di una composta di arance ischitane e finito con un bocciolo realizzato con salsa agli agrumi gelificata.

A soli 32 anni, Catapano vanta esperienze di grande prestigio, maturate in Italia e all’estero: da Pascal Lac a Nizza, al Belgio, con Darcis Jean-Philippe, fino alla celebre Pasticceria Veneto di Iginio Massari.

Angelo Guarino, già attenzionato nelle cronache recenti di 20Italie con l’Intervista ad Angelo Guarino, pastry chef de La Corte degli Dei di Palazzo Acampora ad Agerola ha invece stupito per originalità e inventiva con il dolce Sua Maestà il Babà: un impasto alla cannella dalla forma di mela, con un cuore realizzato con crema di mela e mela annurca a cubetti.

Accanto al vincitore, che si è aggiudicato una fornitura di 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un premio di 1000 euro, tutti i concorrenti hanno tenuto alta l’asticella della competizione, con proposte innovative, caratterizzate da ricerca creativa.

Una competizione che ha celebrato non solo la tradizione partenopea, ma anche la sua continua evoluzione, tra tecnica, creatività e identità territoriale.

Morellino del Cuore III edizione – quando il Sangiovese mostra la sua anima maremmana

Milano celebra il carattere schietto della Maremma: il 4 marzo, negli eleganti spazi del ristorante Savini Tartufi, il Morellino di Scansano DOCG è stato protagonista dell’ultima giornata della terza edizione di Morellino del cuore. Un’iniziativanata dalla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano DOCG e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli.

Il progetto punta a valorizzare una delle denominazioni più identitarie della Toscana attraverso una selezione annuale di etichette individuate da esperti del settore (quest’anno è toccato ai giornalisti) e a raccontare un territorio che non smette di sorprendere.

Il 29 maggio 2025, nella sede del Consorzio a Scansano, una giuria formata da sei firme autorevoli del vino ha degustato alla cieca 62 campioni provenienti da 30 aziende associate, scegliendo i 10 Morellino del Cuore 2025 suddivisi in quattro categorie: Annata, Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore), Riserva e Vecchia Annata, quest’ultima introdotta quest’anno per dare spazio alle sorprendenti capacità evolutive del Morellino nel tempo.

La giuria era composta da:

Elena Erlicher (Civiltà del Bere)

Carlo Macchi (Winesurf)

Luciano Pignataro (lucianopignataro.it)

Alessandra Piubello (Decanter e altre testate)

Leonardo Romanelli (Il Gusto – La Repubblica, Identità Golose)

Maurizio Valeriani (Vinodabere)

Di seguito le parole del Presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai.

“Siamo estremamente soddisfatti di come si è svolta questa terza edizione di Morellino del Cuore. L’attenta selezione dei membri della giuria ha garantito un livello di competenza e professionalità ineccepibile, e i vini selezionati riflettono al meglio l’autenticità e le peculiarità del Morellino di Scansano. Siamo felici di constatare una continua adesione da parte delle aziende, segno di un interesse sempre crescente e di un impegno costante nel valorizzare il nostro territorio. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Roberta Perna e Antonio Stelli, ideatori e anima di Morellino del Cuore, per il loro impegno nel dare vita a questa manifestazione che continua a crescere anno dopo anno, e alla giuria per il prezioso lavoro svolto.”

È il momento di scoprire cosa ci raccontano davvero questo vini, iniziamo con tre vini della Categoria Annata che rappresenta lo stile più fresco e immediato della denominazione, caratterizzato da giovinezza, agilità e prontezza di beva.

Cantina Vignaioli di Scansano Roggiano Bio 2023 90% Sangiovese, 10% Ciliegiolo. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è armonioso con note di frutta e richiami floreali e speziati. In bocca conquista per la sua morbidezza e freschezza.

Tenuta Agostinetto La Madonnina 2023 85% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon. Affina in cemento per proseguire in barrique di rovere. Un rosso rubino brillante. Al naso emergono profumi di frutti rossi maturi accompagnati da una speziatura lieve. Al palato risulta morbido, avvolgente e con una buona persistenza.

Poggio Argentiera Bellamarsilia 2023 100% Sangiovese. Affinato solo in acciaio, si distingue per equilibrio e freschezza. La sua limpida espressione fruttata nasce dal terroir vicino alla costa tirrenica, dove i vigneti beneficiano della brezza marina che rinfresca e modella il profilo aromatico.

Passiamo alla categoria Intermedio (da poche settimane è stata riconosciuta la menzione Superiore)

Provveditore – Provveditore 2023 100% Sangiovese. Rosso rubino carico, olfatto ricco, confettura di ciliegie, fichi secchi e cacao. Al palato è pieno e armonioso, con richiami di pepe rosa, cacao, caffè tostato e cannella che ritornano in chiusura. Affinamento da 7 a 12 mesi in barriques ed almeno 6 mesi in bottiglia prima dell’emissione al commercio.

Le Rogaie – Forteto 2022 Sangiovese in purezza, selezionato da vigne vecchie. Rosso rubino con riflessi violacei, luninoso. Al naso profumi di macchia mediterranea e una decisa impronta salin, accenno di spezie, come chiodi di garofano e pepe nero.  Vinificato con fermentazione spontanea e affinato prevalentemente in cemento

Terenzi – Purosangue 2022 100% Sangiovese.Un rosso rubino profondo, impreziosito .da riflessi granati. Al naso offre un ventaglio aromatico ricco e avvolgente, dove emergono frutti rossi maturi e spezie. Al palato è strutturato ed equilibrato, con tannini morbidi e ben integrati. La freschezza si combina con una trama tannica fine ed elegante, rendendo l’insieme armonioso e persistente.

La degustazione prosegue con la Categoria Riserva

Belguardo – Bronzone 2021 100% Sangiovese. È una versione di Morellino di Scansano dal carattere pieno e importante, affinata per 14 mesi in barrique. Al naso sprigiona profumi intensi e raffinati di frutti rossi maturi e spezie dal tratto selvatico. In bocca si presenta ricco e consistente, sostenuto da una piacevole sapidità e da tannini morbidi e setosi che donano equilibrio e profondità al sorso

Bruni – Laire 2021 È un vino che unisce il carattere vibrante del Sangiovese alla profondità speziata del Syrah. Colore rosso porpora, al naso si apre con frutti rossi maturi, ciliegia, ribes, mora, seguiti dalle note speziate portate dal Syrah, che richiama pepe nero, viola e un tocco balsamico. Il sorso è equilibrato e dinamico: la freschezza tipica del Sangiovese dona slancio e bevibilità, mentre il Syrah aggiunge corpo, morbidezza e una bella trama tannica setosa.

Roccapesta – Roccapesta Riserva 2021 100% Sangiovese.Affina per 18 mesi in botti di legno. Espressione di spezie dolci e macchia mediterraneaAl naso offre sentori di rosa e viola, accompagnati da frutti rossi e da sfumature di spezie e macchia mediterranea. Il sorso è caldo e avvolgente, sostenuto da tannini morbidi e setosi, con un finale lungo e persistente.

Terminiamo con la Categoria Vecchia Annata

Fattoria di Magliano – Heba 2006 È una di quelle bottiglie capaci di sorprendere davvero, perché mostra quanto il Sangiovese maremmano sia capace di attraversare il tempo con grazia. Qui troviamo profondità, finezza, stratificazione: i profumi si fanno più complessi, la frutta si evolve in note più scure e mature, mentre emergono spezie delicate, richiami terrosi e sfumature balsamiche che raccontano la sua evoluzione. Il Morellino sa invecchiare, e quando lo fa, lo fa con personalità e sorprendente eleganza.

Dopo la degustazione, la giornata è continuata con un pranzo, preceduto da un interessante cocktail dal nome “Giostra Maremmana”, a base di Morellino di Scansano Mantellassi Mago di O3; Cordiale di Bitter e frutti rossi; Gazzosa Lurisia. Al tavolo sono state servite specialità a base di tartufo.

Un’esperienza immersiva: il Morellino, uno dei simboli della Maremma contemporanea. Un rosso che ha saputo rinnovarsi, mantenere riconoscibilità e conquistare una posizione precisa tra le denominazioni toscane più apprezzate.

Il suo nome, si dice, richiama i cavalli morelli, gli animali scuri e vigorosi che un tempo popolavano queste terre: stessi toni profondi, stessa energia indomita.

Prosit!

Cantine Federiciane Celebrano la Tradizione Napoletana al Salotto Letterario Vega Cultura con Luciano Pignataro

Venerdì 13 marzo, il Vega Palace di Carinaro ha ospitato un nuovo imperdibile appuntamento del salotto letterario Vega Cultura, con la presentazione del libro La cucina napoletana (Hoepli) del giornalista e scrittore Luciano Pignataro. L’evento ha offerto un viaggio tra storia, tradizione e sapori della città partenopea, dove il cibo non è solo nutrimento, ma linguaggio, identità e rito quotidiano.

La sala era gremita, con numerosi appassionati di enogastronomia e cultura presenti per assistere al dialogo al tavolo dei relatori, che ha visto Luciano Pignataro protagonista, affiancato da Nicola Ruocco, ideatore della kermesse Gli Incontri di Valore, Antonella D’Avanzo, giornalista enogastronomica, e Antonio Palumbo, rappresentante della quarta generazione della storica azienda vitivinicola Le Cantine Federiciane dei Campi Flegrei. Pignataro ha presentato il suo libro e approfondito il connubio tra arte, cultura e cibo, raccontando come la tradizione gastronomica napoletana si intrecci con la storia, la società e il patrimonio artistico della città.

Proprio le Cantine Federiciane hanno presentando durante l’appuntamento, la collezione speciale di bottiglie magnum celebrative realizzate nell’ambito del progetto Flegreo-Art un omaggio ai 2500 anni di Napoli, realizzato in collaborazione con l’artista Annalisa Saggiomo, che unisce tradizione vitivinicola e arte contemporanea. In segno di riconoscimento e ringraziamento per il lavoro svolto negli anni, una delle bottiglie simboliche della mostra è stata regalata a Luciano Pignataro, sottolineando il valore del suo contributo alla cultura enogastronomica napoletana.

Gli ospiti hanno inoltre avuto l’opportunità di visitare per l’ultima volta la mostra, composta da questi pezzi unici che presto saranno messi in vendita. Tutte le informazioni relative alle opere e all’acquisto saranno disponibili sul sito ufficiale delle Cantine Federiciane.

Al termine della presentazione, è stata organizzata, su prenotazione, una cena esclusiva con abbinamento dei vini firmati Cantine Federiciane, curata dall’executive chef Agostino Malapena, rendendo la serata un’esperienza completa tra cultura, cucina e vino.

La serata ha confermato l’eccellenza delle Cantine Federiciane, non solo come custodi della tradizione vitivinicola dei Campi Flegrei, ma anche come promotori di iniziative culturali e artistiche che valorizzano il territorio e il patrimonio enogastronomico campano.

Paestum Wine Fest Business 2026: la svolta fieristica del vino del Sud

All’ombra dei templi dorici che guardano il mare, il vino torna a farsi racconto, mercato e visione. La XV edizione del Paestum Wine Fest si è chiusa tra applausi e numeri significativi, segnando un passaggio importante nella storia della manifestazione: da festival a fiera, da grande degustazione collettiva a piattaforma strutturata per il business del vino.

Per la prima volta l’evento ha trovato casa all’Hotel Ariston, nel moderno Centro Congressi: spazi ampi e funzionali pensati per accogliere incontri, masterclass e momenti di confronto professionale. Se la sala dei banchi d’assaggio ha mostrato qualche limite logistico, il salto qualitativo rispetto alle edizioni precedenti è apparso evidente. Più ordine, maggiore direzionalità e una identità sempre più definita.

Tra i corridoi si muovevano con energia gli studenti degli istituti alberghieri, presenza preziosa e concreta, mentre sommelier provenienti da diverse associazioni italiane garantivano un servizio attento e puntuale. Un dettaglio non secondario: quando il vino diventa occasione di relazioni commerciali, la professionalità diventa un linguaggio universale.

Da intuizione a snodo mediterraneo

Nato da un’idea di Angelo Zarra, imprenditore campano e presidente della manifestazione, il Paestum Wine Fest ha costruito negli anni una traiettoria precisa fondata su tre pilastri: internazionalizzazione, formazione e valorizzazione territoriale. Un ponte tra produttori, buyer, operatori horeca e stampa specializzata che oggi si consolida in una formula fieristica dichiaratamente B2B.

Accanto a Zarra, la direzione di Alessandro Rossi, manager di Partesa, società del gruppo Heineken Italia, ha rafforzato l’impronta manageriale dell’evento attraverso la selezione mirata degli operatori, incontri B2B programmati e una crescente integrazione tra formazione e mercato.

«Questa edizione è stata il punto zero da cui ripartire e tracciare la linea di partenza per il prossimo futuro. Ho avuto modo di confrontarmi con gli operatori del settore presenti e, di comune accordo, abbiamo deciso che la direzione è quella giusta. Se siamo stati bravi oggi, nei prossimi anni faremo ancora meglio», ha sottolineato Rossi.

Dall’1 al 3 marzo 2026 Paestum è tornata così al centro del dibattito enologico nazionale, proponendosi come uno snodo mediterraneo per i mercati del vino, naturale ponte tra Italia ed estero. Non più soltanto degustazioni, ma relazioni strutturate, opportunità di export e dialogo tra consorzi e player internazionali.

Un osservatorio sulle tendenze

Le masterclass hanno rappresentato l’asse culturale della fiera, trasformando Paestum in un vero osservatorio sulle tendenze del settore: innovazione, sostenibilità, nuove modalità di distribuzione e comunicazione digitale. Temi cruciali per un comparto chiamato a interpretare mutamenti profondi nei consumi e nei mercati.

Tra le sessioni più coinvolgenti, “Calabria nel calice: biodiversità, identità e visione”, guidata da Luca Grippo e Francesco Pace. Un viaggio attraverso una regione stretta tra monti e mare, dove escursioni termiche e brezze marine si traducono in bicchieri sapidi e mediterranei.

Dal Metodo Classico affinato 36 mesi sui lieviti, floreale e agrumato, al Greco di Statti, ampio e rotondo, fino al Pecorello di Cantina Colacino, dove ginestra e genziana incontrano una vibrante salinità. E poi il Cirò da Gaglioppo, con la sua cifra ematica e ferrosa, il Nerello Mascalese scuro e impenetrabile, il Telesio di Spadafora, i Gaglioppo di Ippolito, fino a un Passito dai ricordi di cedro candito. Un affresco regionale che ha restituito complessità e carattere senza concessioni folkloristiche.

Di grande spessore anche la masterclass “La piramide del Gallo Nero”, dedicata alle tre tipologie del Chianti Classico DOCG, Annata, Riserva e Gran Selezione, con Andrea Gori, Luca Grippo e Gerardo Giorgi. Dal Sangiovese vibrante di San Casciano alla profondità della Gran Selezione Rancia di Fèlsina, passando per interpretazioni eleganti e territoriali come Lamole di Lamole e Querciabella, la degustazione ha messo in luce la stratificazione identitaria di una denominazione in continua evoluzione.

Dalla Magna Grecia alla viticoltura contadina

Particolarmente intensa la masterclass del Consorzio Vita Salernum Vites, moderata da Paola Restelli con Marco Serra, Charlie Arturaola e Federico Latteri. Settantacinque aziende, cinque denominazioni, Costa d’Amalfi, Colli di Salerno IGT, DOP Cilento, Paestum e Castel San Lorenzo DOP, per un totale di circa 2,5 milioni di bottiglie: numeri che raccontano una realtà produttiva dinamica e fortemente radicata nel territorio.

Il Fiano, declinato in diverse interpretazioni, si è rivelato il filo conduttore del percorso degustativo: vini attraversati da mineralità, agrumi, erbe aromatiche e richiami iodati. Dalla complessità elegante del Vigna Pereira 1998 di De Concilis alla sapidità marcata di Tenuta Macellaro, fino a un Greco dal profilo marino e dalla consistenza quasi oleosa, capace di dividere e stimolare il confronto. Segno che il vino, quando è vivo, non lascia indifferenti.

Wine list, enoturismo e prospettive

Per il terzo anno consecutivo Matteo Zappile, Official Brand Ambassador e fondatore del Wine Club PWF, ha firmato un’esclusiva Wine List realizzata insieme a importanti sommelier della ristorazione stellata. Un progetto che trasforma la degustazione in racconto gastronomico e contribuisce al posizionamento internazionale dell’evento.

Spazio anche al tema dell’enoturismo, protagonista di una sessione curata da Wine Meridian. Oggi il vino non si limita più a essere prodotto e venduto: viene vissuto, attraversato e narrato nei territori. Per molte aziende si tratta di una sfida ancora aperta, ma la consapevolezza che l’accoglienza rappresenti uno dei motori principali della vendita è ormai condivisa.

Tra i banchi d’assaggio erano presenti importanti realtà consortili come il Consorzio del Chianti Classico, rappresentato dal responsabile marketing Gerardo Giorgi, la Calabria con Francesco Pace e il Consorzio Vita Salernum Vites guidato dal presidente Marco Serra. Inoltre, molti espositori e partner che hanno aderito, rendendo unica questa edizione. Tra i partner voglio ringraziare Divinamente Lab che ha realizzato un gadget personalizzato molto gradito.

Tra i produttori il mitico Luca Leggero di Villareggia nel Canavese per la valorizzazione dell’Erbaluce di Caluso e il Canavese Nebbiolo varietà Picotener che sono entrambi cloni autoctoni del territorio. Come non menzionare il vulcanico Paolo Ippolito della Cantina Ippolito, fiore all’occhiello della Regione Calabria. Per la Sardegna degni di nota i vini di Tenute Oskiros in Gallura, per il Lazio Gabriele Gaffino che riscuote molto successo grazie ai suoi vini di grande eleganza, poi le Cantine del Notaio e tanti altri. Azienda gastronomica da me preferita in assoluto è stata Cucina San Salvatore con i suoi latticini di bufala.

Una fiera che guarda avanti

Con questa XV edizione, il Paestum Wine Fest Business consolida la propria centralità nel panorama fieristico del Mezzogiorno. In un momento storico complesso per il comparto vitivinicolo, la manifestazione sceglie la via della struttura, della selezione e della visione internazionale. All’ombra dei Templi di Paestum, tra la memoria della Magna Grecia e le dinamiche globali del mercato contemporaneo, il vino italiano trova uno spazio di confronto autentico. Qui identità territoriale e prospettiva internazionale non si contrappongono: dialogano e, nel dialogo, costruiscono futuro.

A Sorrento “Blu Theatre Experience”, l’atmosfera giusta per eventi e feste da ricordare

Sorrento si anima di un’iniziativa imprenditoriale che recupera i saloni imponenti del Cinema Teatro Armida; poter assistere a spettacoli dal vivo, festeggiare momenti di gioia, rivivere le atmosfere eleganti delle serate di gala con una proposta gastronomica raffinata e dai perfetti tempi di servizio.

In poche parole “alleggerire” con garbo gli eventi, conservandone charme e forza del territorio in un unico format. Le serate live del Blu Theatre Experience organizzate a febbraio in un ricco calendario sono state il viatico per un programma più complesso di attrazioni culturali e dinner show. Lo spazio polifunzionale non prevede, al momento, aperture periodiche e verrà sempre accompagnato da musica dal vivo e altre attività di intrattenimento.

Lo scopo, dunque, è quello di creare attenzione per i numerosi visitatori della penisola e per gli abitanti della città che potranno condividere un luogo architettonicamente meraviglioso colorato di una veste nuova. A Sorrento è arrivato il divertimento di qualità offerto dalla famiglia Mastellone, comodamente seduti in una crociera di emozioni.

Le proposte della brigata in cucina comprendono carciofo in doppia consistenza con gamberi, raviolini di pasta bianca fatti a mano ai funghi porcini, zucca e salsa di provola e filetto di vitella con rollino di verza, agrumi e patate arrosto.

La mise en place osa verso gli sfarzi dell’hotellerie di lusso ed è ottimo inizio tenendo conto anche dell’efficienza del personale di sala a consentire la riuscita dell’evento in tempi rapidi per consentire ai presenti di chiudere con un ballo al centro del palcoscenico sulle note musicali del deejay set.

Napoli accoglie la V edizione di Neapolis Burlesque Queen Festival

Sabato 14 marzo alle ore 20.30, presso il teatro Il Piccolo di Fuorigrotta (Piazzale Tecchio 3) si terrà la V edizione del Neapolis Burlesque Queen Festival, l’appuntamento internazionale di burlesque prodotto Candy Bloom e Sissi Trésor.

La kermesse ospiterà performer provenienti dai più diversi ambiti teatrali e ognuno di loro calerà il suo asso nella manica per stupire pubblico e giuria. L’obiettivo? Essere incoronati Re o Regina del Mare 2026.

Sul palco, il Neapolis Burlesque Queen Festival si affida alla conduzione esperta di Candy Bloom, affiancata quest’anno da Sissi Trésor. Due personalità diverse ma complementari, entrambe determinate a portare avanti il messaggio di libertà e leggerezza caratteristico del burlesque, l’unica arte in cui la promessa di seduzione incontra la magia del teatro.

Per festeggiare al meglio la V edizione del Neapolis Burlesque Queen Festival, meraviglia ed effetto wow sono le promesse che le producer fanno agli spettatori. Non resta altro che prenotare il proprio biglietto online sui canali social di Neapolis Burlesque Queen e scoprire chi sarà la prossima Regina o Re del Mare, incoronato da una giuria d’eccezione presieduta dall’attore di riconosciuta fama Cosimo Alberti, la coreografa e danzatrice aerea Mariagrazia Manzo e Cristiana De Giglio, personalità di spicco nel panorama del burlesque.

Se il mondo del burlesque ti affascina o vuoi incontrare i performer prima che vadano in scena, ecco il programma completo del Neapolis Burlesque Queen Festival.

Venerdì 13 marzo, Galleria Umberto.

Ore 17.00
Shooting.
Vivi il tuo sogno vintage con un servizio fotografico gratuito nel cuore di Napoli. Sfila con le performer per carpire tutti i loro segreti sul portamento e sulla posa fotografica.
Abbigliamento di riferimento tra gli anni Venti e gli anni Settanta.

Sabato 14 marzo, Teatro Il Piccolo.

Ore 13.30
Workshop di Sissi Trésor: NarrACTiva
La performer Sissi Trésor condivide la sua esperienza di editor letterario in un workshop che insegna come applicare le regole della narrativa agli act di burlesque.

Ore 14.30
Workshop di Candy Bloom: Emozioni in scena
Emozioni in scena nasce per lasciare un messaggio indelebile nel cuore e nella mente di chi ti guarda.
Questo workshop, attraverso il mimo, insegna tecniche teatrali per trasmettere emozioni e messaggi al pubblico e rendere unica ogni performance, così che il burlesque sia diverso da un comune spogliarello in stile vintage.


Ore 15.30
Workshop di Mariagrazia Manzo: Floor Connection
Ami la danza e il contatto con il suolo ti affascina? Il floorwork è un lavoro di ricerca e di connessione in cui il pavimento diventa compagno di danza, supporto per le ballerine che così fluiscono, cadendo e rialzandosi a tempo di musica.

Ore 16.30
Workshop di Ginger La Coquette: Veil in transition
In questo workshop imparerai come gestire e strutturare uno strumento affascinante e misterioso: il velo. Leggero e impalpabile, il velo arricchisce la routine di chi si esibisce creando movimento e dinamismo. Per partecipare ti occorrerà un velo grande in seta o chiffon, la lunghezza minima è da mano a mano.

DISCLAILMER
Per partecipare ai workshop è necessario contattare via social con messaggio privato lo staff del Neapolis Burlesque Queen Festival.

Ore 20.30
Neapolis Burlesque Queen Festival 2026, V Edizione.

Lo show prevede la presenza di 14 performer provenienti dall’Italia e diverse parti d’Europa.
In ordine sparso, vedrai: La Senorita italiana y Max, Jeannine, Blue Dahlia, Marie Le Perle, Melina Rival, Ludwig, Lady Xena, Lady Nocca No’, Lisette Charisse, Venus Blu, Justine De Roissy, Soledad Ridente, Pomona Blu, Lady Sciagura.

Con la partecipazione speciale della Regina del Mare in carica, Gwendoline, e l’istituzione di un premio della critica decretato da una giuria di giornalisti. Sabato 14 marzo Napoli si coprirà di glitter.

Iconic by Nature: costruire destinazioni di lusso tra cultura e design

Napoli, alla Bmt venerdì 13 marzo focus sull’eccellenza dell’ospitalità

Alfonso Saraco, general manager di Pazziella, a Luxury Collection Hotel, Capri è tra i relatori di “Iconic by Nature: costruire destinazioni di lusso tra cultura e design”, il focus in programma venerdì 13 marzo alle ore 12 nell’Area Napoli e Campania Luxury padiglione 3 durante la Bmt, la Borsa Mediterranea del Turismo in programma fino a sabato 14 marzo alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

Le destinazioni di lusso non si costruiscono solo attraverso l’offerta ricettiva ma attraverso un ecosistema di eccellenze capace di integrare ospitalità, cultura, creatività e design: questa la linea guida del dibattito moderato dalla professoressa Valentina Della Corte, coordinatrice del corso di Laurea in Hospitality Management dell’Università Federico II che prevede interventi di esperti del settore.

A Battipaglia la vita rurale della Piana del Sele nella galleria di immagini del ristorante gourmet Cinque Foglie e nella nuova cantina

Oltre un anno di lavori incessanti per la famiglia Adinolfi, imprenditori salernitani attivi nel settore della quarta gamma e dell’hospitality di qualità. Il sogno di Giovanni, realizzare un qualcosa di unico nel territorio di Battipaglia, si è realizzato con la presentazione della galleria permanente di immagini storiche della Piana del Sele e della nuova cantina vini del gourmet Cinque Foglie, uno dei punti gastronomici in capo all’Hotel Commercio assieme al lounge Linfa e al ristorante Le Radici.

La nuova cantina vini

Un autentico tempio del vino, per tutti gli appassionati che desiderano condividere la gioia dell’apertura di una bottiglia di prestigio o per un brindisi da aperitivo prima di accomodarsi nell’elegante sala fine dining e continuare al tavolo con le portate di chef Roberto Allocca. Quasi 1500 referenze con alcune storiche verticali accompagnate dal racconto negli abbinamenti del direttore ed f & b manager Ivan Mendana Fernandez.

Il progetto Cinque Foglie

Dall’ingresso, attraverso una mostra permanente di scatti fotografici del territorio, all’experience dell’ala degustazione riservata ai clienti del Cinque Foglie, parte la narrazione del primo e unico ristorante gourmet a Battipaglia ad aver ricevuto la menzione speciale nell’ambita Guida Michelin.

Il progetto si arricchisce di ulteriori elementi, che prendono la forma di racconto multisensoriale destinato non soltanto alla sosta fine dining, ma anche alla conoscenza della cultura storica e della “fatica contadina” di coloro che hanno preservato le tradizioni agricole nella pianura salernitana del fiume Sele.

Il tabacco, settore che rappresenta gli inizi dell’attività familiare, ma anche pomodori, cotone, bufale, risaie e, ovviamente, insalate e prodotti ortofrutticoli, fonti inesauribile di primizie per le popolazioni residenti.

La famiglia Adinolfi

Giovanni Adinolfi e prima di lui il padre Giuseppe e il nonno Antonio sono coltivatori e commercianti nel settore ortofrutticolo sin dal secondo dopoguerra a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Dai 5 ettari iniziali, ricavati dalla cessione terreni a seguito della riforma fondiaria, si è giunti agli attuali 270 ettari di proprietà, che diventano oltre 500 comprendendo quelli dei conferitori dell’agro pianeggiante del Sele, tra Pontecagnano e Paestum.

Un vero e proprio impero agricolo con 320 dipendenti e 24 referenze prodotti, destinate alla grande distribuzione, al consumatore privato e al settore Ho.Re.Ca. tramite legami commerciali radicati in Italia e in tutta Europa.

Ma il sogno di Giovanni, della moglie e dei figli Francesca, Giuseppe ed Ida non poteva fermarsi all’amore per la rucola: dal ricordo degli studi d’infanzia e dalle esperienze giovanili maturate nella gestione di hotel e strutture di prestigio, decise di investire energie e risorse nel recupero dello storico Hotel Commercio a Battipaglia e nella ristorazione di altissima qualità con Le Radici prima e la sala gourmet Experience poi, divenuta Cinque Foglie, due versioni differenti della proposta gastronomica ai clienti dell’hotel e agli ospiti esterni.  

L’incontro con lo chef Roberto Allocca

Alla guida della cucina c’è Roberto Allocca, avellinese d’origine, dal percorso professionale intenso e prestigioso. Dalla scuola dei maestri Enrico Derflingher, Alfonso Iaccarino e Paolo Barrale, dalla conquista della stella Michelin come Executive Chef del Relais Blu alle esperienze al Marennà e all’Hotel Le Agavi, la sua cucina è fatta di rispetto, tecnica e poesia.

Ogni piatto è un racconto sussurrato, un invito alla scoperta lenta, un equilibrio tra emozione e misura. Una proposta elegante e concreta, che muta in funzione della stagionalità degli elementi, basata sulla forza della tradizione, sulle contaminazioni e sull’originalità fuori da schemi e vincoli.

I menù proposti trasformano virtualmente le immagini viste in galleria in contenuti reali di emozioni tutte da assaggiare. Due le degustazioni tra le incursioni mediterranee nel “Nostos” a mano libera – 8 soste ad € 110,00 e la visione pionieristica di eccellenti produttori di primizie di quarta gamma ne “L’Orto di Francesca” – 6 soste ad euro 90,00. Per chi desidera “contaminare” le varie tappe la possibilità di optare per la carta e comporre a propria scelta il percorso.

Sannio Top Wines: eccellenze e visione comune

Il Museo del Sannio ha ospitato una nuova edizione di Sannio Top Wines, l’appuntamento che celebra le cantine del territorio distintesi nelle guide italiane e nei concorsi nazionali e internazionali. Un evento che ha acceso i riflettori su 34 aziende simbolo della crescita qualitativa del comparto vitivinicolo sannita.

Promossa dal Sannio Consorzio Tutela Vini insieme alla Provincia di Benevento, Sannio Europa, alla Rete Museale provinciale e a Coldiretti Benevento, la manifestazione ha messo in evidenza un territorio che continua a consolidare la propria reputazione grazie a impegno, professionalità e costante ricerca della qualità.

Coesione e progettualità

Particolarmente sentito l’intervento del presidente del Consorzio, Carmine Coletta, visibilmente emozionato, che ha richiamato con forza il valore della coesione e del gioco di squadra come chiave per affrontare le sfide future. Un messaggio chiaro: solo lavorando insieme il Sannio potrà rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati.

L’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca ha invece indicato nella

progettualità la parola dordine, sottolineando la necessità di pianificare con visione strategica e di essere pronti a cogliere le opportunità, a livello nazionale e internazionale, per sostenere il vino campano.

Un percorso lungo sessant’anni

A margine dell’evento, l’intervento dell’onorevole Roberto Costanzo ha offerto una riflessione di ampio respiro storico. È stato ricordato come questa giornata rappresenti un passaggio fondamentale per il Sannio, frutto di oltre sessantanni di lavoro iniziati nel 1960, quando la DOC del Sannio fu la prima a essere riconosciuta.

Un percorso costruito nel tempo, fatto di investimenti, sacrifici e comunicazione, che oggi consente di raccogliere risultati concreti in termini di reputazione e riconoscimenti.

L’invito finale è stato quello di essere orgogliosi del cammino compiuto e di continuare a lavorare uniti, come Sannio e come Irpinia, per rafforzare la presenza del territorio nel panorama enologico nazionale e internazionale, con un incoraggiamento sentito rivolto a tutte le cantine protagoniste di questa crescita.

Antonio Tancredi di Diametro 3.0 protagonista dell’Altograno Experience targata Molino Casillo

Spicchi d’autore con Molino Casillo

Una serata all’insegna dell’eccellenza, della ricerca e della visione contemporanea della pizza: è quella che vedrà protagonista Antonio Tancredi, founder e pizza chef di Diametro 3.0 a Casoria e l’azienda molitoria Molino Casillo. Mercoledì 4 marzo alle ore 20.00 Tancredi porterà alla scoperta del nuovo sfarinato rivoluzionario con Altograno®, l’innovativa farina da grano 100% italiano, macinato secondo un processo brevettato che preserva le parti più nobili del chicco. La serata experience prevede un menu degustazione al costo di 30 euro, un viaggio gastronomico capace di coniugare tecnica, leggerezza e profondità aromatica.

Le creazioni del re della Scrunchy, studiate per esaltare le caratteristiche strutturali e nutrizionali della farina, saranno: Marinara gialla con crema di datterino giallo aglio origano di montagna e olio evo; Puttanesca di baccalà con fior di latte, salsa alla puttanesca, terra di olive nere Caiazzane, baccalà affumicato e all’uscita emulsione di prezzemolo. Ed ancora Dolce incontro con fior di latte, funghi cardoncelli, nocciole tostate, speck del Tirolo e miele di acacie e per concludere Norvegese con rucola selvatica, salmone affumicato, stracciata di vaccino e zeste di limone. «Serate come questa dimostrano quanto sia fondamentale il dialogo tra pizzaioli e aziende. Solo attraverso il confronto e la sperimentazione possiamo far evolvere il nostro settore, mantenendo sempre altissima la qualità» dichiara Antonio Tancredi.

L’Altograno Experience si conferma così un appuntamento di riferimento per i professionisti dell’arte bianca, un laboratorio di idee e sapori in cui tecnica, sostenibilità e cultura del grano si incontrano per tracciare nuove prospettive nel mondo della pizza contemporanea.

Per Antonio Tancredi e Diametro 3.0, la partecipazione all’evento rappresenta un ulteriore tassello in un percorso di crescita che mette al centro studio, passione e valorizzazione delle eccellenze italiane.

Per Info e prenotazioni

Diametro 3.0 Traversa Via Michelangelo 9/11 – Casoria (Na)

4 Marzo ore 20.00

 081 014 3001

347 234234

https://prenotadiametro30.guestplan.it/