Come si cambia per non morire

Il racconto del Paestum Wine Festival 2022 della redazione di 20 Italie.

La citazione ad effetto, tratta dalla canzone capolavoro di Fiorella Mannoia, non si riferisce all’iniziativa territoriale (di anno in anno sempre più coinvolgente) promossa dal Direttore Angelo Zarra. C’è qualcosa invece di profondamente radicato e vitale nel grande successo del Paestum Wine Festival edizione 2022.

Il concetto base da cui partire per il nostro articolo è quello del gioco di squadra. Anche questa frase, a ben riflettere, è inflazionata quando per squadra si vuol spacciare al massimo un trio se non addirittura un piccolo duetto. No, non ci siamo davvero! Per arrivare a certi livelli ci vuole tassativamente l’impegno e la passione di una moltitudine di attori, a cominciare dalle istituzioni politiche che a Capaccio hanno concesso l’utilizzo di una location semplicemente da favola: l’ex Tabacchificio SAIM di Borgo Cafasso.Robe da far invidia persino all’irriducibile esterofilo, quello che guarda sempre l’erba del vicino pensando con errore che sia più verde, senza fornire alcun contributo alla causa locale. Fare eventi in Campania non è diverso dalle altre regioni, è solo questione di mentalità e di capacità organizzativa. Vale anche per l’imprenditoria, pur con le dovute proporzioni. Dietro un simile progetto non può esistere l’improvvisazione, ma soltanto il lavoro infaticabile di un team affiatato, credibile e pragmatico. Insomma, non tutto di tutto, ma molto e fatto secondo scienza e coscienza. Le masterclass curate da Luca Gardini, uno dei migliori palatisti e comunicatore del vino che l’Italia possa vantare, ne sono un fulgido esempio.

Un segnale ulteriore, casomai ce ne fosse bisogno, è la partecipazione di numerosi operatori del settore e giornalisti, tra i quali la celebre penna dell’enogastronomia Luciano Pignataro presente per raccontare a lettori ed uditori le sue storie di vita (e di vite) delle tante eccellenze nostrane. Anche noi di 20Italie non potevamo mancare con le splendide interviste video ad Andrea Ferraioli – Cantine Marisa Cuomo – Presidente del Consorzio Vita Salernum Vites, Roberto di Meo proprietario dell’azienda agricola Di Meo e Presidente di Assoenologi Sezione Campania, Bruno De Conciliis vigneron, consulente e guru dell’enologia di qualità del territorio. Ed infine l’entusiasta Angelo Zarra chevede ripagati i mille sforzi nell’aggregare molte realtà produttive italiane e internazionali, con il pieno supporto, tra gli altri, del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

In provincia di Salerno non manca nulla, abbiamo da sempre qualità e potenzialità per attrarre il turismo d’élite, senza però dimenticare l’arte della buona tavola e del nettare di Bacco. Siamo i diffusori della dieta Mediterranea, del buon vivere che allunga la vita quasi in una sorta di circolo vizioso positivo. E ciononostante il maldestro tentativo in sede europea, per fortuna fallito, di certificare come un danno per la salute anche un corretto uso moderato del vino. Bisogna solo tirare fuori la famosa “cazzimma”, capire il significato di squadra (eliminando troppe individualità) e crederci di più. Noi in primis.

Come si cambia per amore..

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Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall’altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell’Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l’idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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