Teatro del Gusto: il Festival del vino e del cibo artigianale nei Quartieri Spagnoli a Napoli

Teatro del gusto, chiusura con successo: 1500 presenze in tre giorni  per il Festival del vino e del cibo artigianale

Si chiude con successo la terza edizione del Festival del vino e del cibo artigianale che si è svolta dal 4 al 6 maggio nei Quartieri Spagnoli di Napoli. La prima a Napoli con oltre cento produttori di vino da tutta Italia hanno fatto assaggiare circa 500 etichette e 20 chef che hanno animato la cucina continua – da un’idea di Mario Avallone – a disposizione del pubblico presente.

Enogastronomia di qualità, prodotti naturali, una idea nuova, innovativa e tradizionale, di vino e di alimentazione legata alle radici e al territorio. Eventi, seminari, laboratori, masterclass hanno completato un programma di tre giorni che ha portato negli spazi espositivi con una media di 500 persone al giorno e la grande attenzione del mondo enologico e gastronomico di qualità.

<<Dopo due edizioni a Ischia, siamo arrivati a Napoli, per una prova che era difficile ed entusiasmante>> commenta Annamaria Punzo, presidente dell’associazione Teatro del Gusto e ideatrice della manifestazione <<proporre enologia e gastronomia di qualità, naturale, artigianale, attenta alla sostenibilità e ai valori non è mai semplice. E’ un messaggio profondo, selettivo e complesso, che però ha trovato grande attenzione a Napoli. Siamo soddisfatti e consideriamo questa edizione solo il punto di partenza di un cammino che intendiamo percorrere, portando Teatro del Gusto, con la sua idea di comunità, con la sua rete di produttori e appassionati, su altre strade ancora, con nuove proposte espositive, comunicative, di informazione e incontro>>.

Sannio in Rosa 2024: il racconto della prima edizione

C’era una volta il salasso, pratica enologica sottrattiva tesa a conferire concentrazione materica ai vini rossi; col suo ricavato si producevano vini rosati. Forse origina da qui il diffuso pregiudizio, mai completamente eradicato, sui rosati come vini di “sottoproduzione”. Ben vengano perciò tutte le occasioni per elidere questa idea dall’immaginario collettivo.

Sabato 4 maggio il Sannio, areale campano ad alta vocazione vitivinicola, ha visto protagonisti tutti i vini rosati prodotti nella omonima provincia di Benevento, soprattutto da uve Aglianico, ma non solo. Il vigneto Sannio è anche Camaiola (la vecchia Barbera del Sannio), Sciascinoso, Piedirosso.

Nello scenario del Salone del Gusto, allocato in uno storico palazzo del centro antico di Torrecuso che ospita anche il Municipio cittadino, si è svolta la prima edizione di Sannio in Rosa: incontro con gli stakeholders, banchi d’assaggio, wine talk tra i protagonisti della comunicazione e della produzione sannita. Il Consorzio di tutela dei vini del Sannio in collaborazione con AIS Campania – delegazione di Benevento e Associazione Aglianico del Taburno hanno fortemente voluto questa vetrina come squarcio sull’annata 2023 dei vini in livrea rosa sia “taburnini” che di tutto il Sannio.

Da subito un avvio di grandissimo interesse con una straordinaria batteria di vini rosa, per chiamarli alla maniera di Renato Rovetta – ideatore e curatore della guida Rosa, Rosati Rosé tra i relatori/degustatori della mattinata. Introdotto e animato da Giampiero Rillo, da qualche anno alla guida dell’Associazione Aglianico del Taburno, il panel group ha degustato, a beneficio dei numerosi stakeholder presenti, una decina di etichette di altrettante aziende del territorio con lusinghieri riscontri per la rapidissima progressione qualitativa rilevata rispetto ad annate precedenti.

Del resto, come ha orgogliosamente ricordato il Presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini Libero Rillo, quella dell’Aglianico del Taburno nel 2011 fu la prima DOCG italiana a ricomprendere la tipologia “rosato” nel proprio disciplinare di produzione. L’analisi sensoriale (ed emozionale) dei vini in degustazione è stata abilmente guidata dalla giornalista enogastronomica Antonella Amodio co-curatrice della guida 100 Best Italian Rosè, coadiuvata da Maria Grazia De Luca di AIS Campania – delegazione di Benevento.

Nel light lunch che ne è seguito il sommelier/barman Angelo Zotti con suo figlio Mario, ha fornito agli ospiti un piccolo ma significativo saggio della potenzialità dei vini rosati in rassegna nell’arte della mixology, unendo nei loro cocktail – con sapienza e creatività – tradizione e tendenze contemporanee. Con l’apertura pomeridiana dei banchi d’assaggio ai numerosi Sommelier, appassionati e winelovers, in pari tempo si è dato vita al Seminario “Una visione condivisa per il vino rosa nel Sannio” coordinato dal giornalista Sandro Tacinelli in qualità di addetto stampa del Consorzio Sannio tutela vini ed arricchito dai contributi dei medesimo relatori della mattinata Amodio e Rovetta ai quali si è affiancato l’economista Nicola Matarazzo, direttore del Consorzio Sannio Tutela Vini.

Numerosi gli spunti di riflessione e lo scambio dialettico scaturitosi, sia nella dimensione economico-commerciale che in quella “produttiva”; tema (questo secondo) da sempre in bilico tra la indispensabile ricchezza interpretativa dei vini ad opera dei produttori e l’altrettanto irrinunciabile obiettivo di consolidare identità e carattere territoriale dei vini rosati “taburnini e sanniti”. La kermesse si è conclusa, come prevedibile, con il reiterato e condiviso auspicio a consolidare nel tempo l’appuntamento annuale con il … “RoSannio”.

Buonissimi 2024: è l’evento di beneficenza della città di Salerno a sostegno della ricerca scientifica nei tumori pediatrici. 

Comunicato Stampa

Oggi si è tenuta presso il Circolo Canottieri Irno di Salerno la conferenza stampa di Buonissimi 2024, il charity event a sostegno della ricerca scientifica per i tumori  pediatrici.

Sono intervenuti la dott.ssa Anna Maria Alfani, Biologa e Presidente dell’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – OPEN OdV, il dott. Mario Capasso, Professore Associato in Genetica Medica Università degli Studi di Napoli Federico II, il dott. Agostino Gallozzi Presidente Gallozzi Group SpA, le Sig.re Paola Pignataro e Silvana Tortorella, ideatrici e coordinatrici di Buonissimi, il Dott. Giovanni Ricco presidente del Circolo Canottieri Irno di Salerno ed il Dott. Dario Loffredo Assessore Commercio, Urbanistica – Lavori pubblici del Comune di Salerno.

Durante la conferenza sono emersi momenti importanti di confronto su quanto la ricerca scientifica ha raggiunto finora e, su quanto ancora bisogna fare nella  certezza che continuando e perseverando si otterranno i risultati sperati. Si è conclusa con un brunch curato da Matteo Ragone gestore del ristorante del circolo.

In qualità di Media Partner condividiamo il comunicato stampa di Buonissimi 2024.

Salerno, 6 maggio 2024 – Torna l’atteso evento di beneficenza Buonissimi per la sua sesta edizione, che si terrà il 17 giugno 2024 dalle ore 19:00 nella splendida cornice del Porto di Marina d’Arechi a Salerno. Il tema principale è Nutrire la ricerca dalla A alla Z, con l’obiettivo di raccogliere fondi. Quest’anno Buonissimi sostiene un nuovo progetto triennale di ricerca scientifica dal nome Editor: “Sequenziamento di nuova generazione ed editing genomico per identificare fattori di rischio genetico come bersagli terapeutici per la cura dei tumori pediatrici”.

Buonissimi è l’evento di beneficenza organizzato dall’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – OPEN OdV e ideato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella. 

Questa serata celebrativa unisce eccellenze enogastronomiche del Mediterraneo con chef stellati e professionisti del mondo food che offrono i sapori autentici dell’Italia più buona. L’evento vede la partecipazione di circa 300 operatori tra ristoratori, pizzaioli e pasticceri, impegnati da anni in questa importante causa benefica. 

Buonissimi 2024 promette di essere un’esperienza indimenticabile, combinando il piacere del buon cibo con la solidarietà e l’impegno per un futuro migliore per i bambini affetti da tumore. 

Buonissimi conferma il suo impegno verso l’ambiente e la sostenibilità, promuovendo il rispetto dei prodotti stagionali e locali per sostenere l’economia di prossimità. 

Il successo di Buonissimi nel corso di questi anni ha permesso di raccogliere 551.000 (cinquecentocinquantuno mila) euro a sostegno della ricerca sui tumori pediatrici e a tal proposito la presidente della OPEN OdV, Anna Maria Alfani, spiega l’importanza: “Siamo qui oggi per presentare una splendida manifestazione che coinvolge la città di Salerno e contribuisce alla nostra missione di sostenere la ricerca scientifica in oncologia pediatrica.

La ricerca è essenziale per offrire ai bambini malati di cancro le cure più avanzate e risolutive. Negli ultimi 30 anni, gli sforzi nella ricerca hanno portato a un notevole aumento del tasso di guarigione, passato dal 30-40% all’80-90% in molte patologie.

Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare: in alcune neoplasie, solo un bambino su quattro sopravvive. Questo evento gastronomico ci aiuta a raccogliere fondi fondamentali per continuare a migliorare il futuro dei nostri bambini e a sostenere le famiglie colpite da queste patologie. Il nostro obiettivo è garantire cure all’avanguardia e continuare a progredire nella ricerca per salvare sempre più giovani vite

La Presidente lascia al prof. Capasso: “Oggi parliamo dei progressi nella lotta contro i tumori pediatrici. Due terapie rivoluzionarie, l’immunoterapia e la medicina di precisione, stanno mostrando risultati promettenti. Il nostro laboratorio, in collaborazione con il professor Iolascon, sviluppa trattamenti personalizzati.

La medicina di precisione si basa sull’individuazione di specifiche mutazioni del DNA per sviluppare terapie mirate. Il nostro programma PREME, in collaborazione con l’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova, si concentra su bambini affetti da neuroblastoma, garantendo l’accesso a terapie personalizzate.

Analizzando campioni tumorali con sequenziamento di nuova generazione, il 60% dei bambini ha mostrato almeno una mutazione trattabile con farmaci molecolari

Durante la conferenza stampa sono intervenuti il Dott. Dario Loffredo Assessore Commercio, Urbanistica – Lavori pubblici del Comune di Salerno ed il Presidente del Circolo Canottieri Irno per i saluti di rito e complimentarsi con gli organizzatori dell’evento per i risultati che finanziano la ricerca ma soprattutto parole accorate sull’attività che l’Associazione OPEN OdV svolge per la comunità. 

Agostino Gallozzi: “Buonissimi è un evento di alto profilo, ben organizzato e, soprattutto, finalizzato a una causa importantissima che come Marina d’Arechi abbiamo deciso convintamente di sposare. Confidiamo che il mare e l’atmosfera speciale del nostro Golfo affacciato sulla Costiera Amalfitana potranno rappresentare l’ingrediente speciale di una serata già caratterizzata da un’altissima qualità enogastronomica, favorendo così l’adesione e la raccolta dei fondi a sostegno della ricerca scientifica per i tumori pediatrici” ha dichiarato il Presidente di Marina d’Arechi Agostino Gallozzi.

Paola Pignataro e Silvana Tortorella, hanno evidenziato e sottolineato: “Nuova location, nuova sfida, nuova raccolta! L’edizione 2024 di Buonissimi è stata ripensata per coinvolgere un maggior numero di eccellenze enogastronomiche e benefattori, rispondendo al tradizionale appello alla solidarietà. Grazie al supporto tangibile dei partner, l’evento acquisisce ulteriore spessore e bontà. Buonissimi non è solo un evento, ma un faro di speranza.Vi aspettiamo a Salerno il 17 giugno nella splendida Marina di Arechi per una serata di gusto, speranza e condivisione”. 

Sensibili alle tematiche sociali, come da tradizione, dopo le 23, Pippo Pelo e Adriana Petro danno il via allo spettacolo! I conduttori del morning show, tra i più ascoltati in Italia, accolgono sul palco Rossella Erra opinionista e volto gioioso di alcuni programmi RAI e accompagneranno la notte di Buonissimi sulle note dei Quisisona superband delle serate Capresi e del dj Max Correnti noto disc jockey italiano che infiamma le notti di Porto Cervo. 

Per ulteriori informazioni sull’evento e sulle modalità di partecipazione, visitate il sito web dell’Associazione OPEN OdV.

PER INFO:

Per conoscere gli ospiti:
https://buonissimi.org/protagonisti/

Per conoscere i sostenitori:
https://buonissimi.org/sostenitori/

Per conoscere i punti solidali:
https://buonissimi.org

Per conoscere le modalità di partecipazione: https://openodv.org/prodotto/buonissimi-2024-evento-di-beneficenza/

Facebook:
www.facebook.com/buonissimi.org

Instagram:
https://www.instagram.com/buonissimi/

Email:
info@buonissimi.org

Ufficio Stampa:
Bruno Sodano
338 6961863
brunosodanopress@gmail.com

Vinitaly 2024: la “purificazione del Tempio” (del vino) è finalmente compiuta

Anche quest’anno le telecamere e i microfoni di 20Italie erano presenti a Vinitaly, per documentare il grande fermento del settore vitivinicolo italiano. “Fuori i mercanti dal Tempio”? Niente affatto! Siano benvenuti i “mercanti”, con un aumento degli operatori esteri da ben 140 paesi, di cui 1200 top buyer invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.

Bilancio positivo anche per Vinitaly Plus, la piattaforma di matching tra domanda e offerta con 20mila appuntamenti business, raddoppiati in questa edizione, e per il fuori salone Vinitaly and the city, che ha superato le 50mila degustazioni (+11%). Al netto delle presenze politiche ed istituzionali di rito, i visitatori complessivi hanno oltrepassato la soglia delle 97 mila unità: una vetrina impareggiabile per il Made in Italy nel mondo intero.

Un trend inarrestabile, con un cambio di passo avvenuto proprio durante gli anni tremendi della pandemia Covid, quando gli ingressi furono contingentati, dando respiro al dialogo tra produttori e venditori: lo scopo essenziale di una Fiera tra le più importanti d’Europa, giunta ormai alla 56^ edizione.

L’allestimento dei padiglioni dimostra parimenti un salto di qualità importante, con alcune aree e slot disegnati appositamente da stilisti e interior design. Un vero “Tempio del vino”, curato in ogni particolare, assistito dal personale dell’organizzazione, che ha risposto con prontezza alle esigenze richieste dalla banchettistica.

E poi il piacere di vedere i volti felici degli imprenditori; tavoli e sedie occupati dagli operatori nell’attesa di concludere ordini e contratti di fornitura; degustazioni guidate che hanno agevolato il compito della stampa nel fornire un servizio esaustivo per il lettore. Passeggiare senza spintonarsi, senza vedere situazioni “critiche” di chi abusa di alcool, è un inno per quanti (noi compresi) propongono l’idea del bere responsabile.

Se il Vinitaly cambia forma, anche la cultura del vino deve adeguarsi, scoraggiando l’iniziativa di chi ha dipendenze fisiche o non riesce a controllare gli istinti, penalizzando chi vuole lavorare in serenità e con risultati soddisfacenti. Ottima l’idea dell’aumento annuale dei costi d’ingresso, con un ticket giunto alla soglia dei 120 euro. Ottima l’idea di uno stand della Polizia di Stato a fungere da dissuasore degli abusi. Ottima, infine, la partecipazione dell’Associazione Italiana Sommelier in tanti spazi espositivi di Consorzi ed altri Enti fieristici compresa una confortevole Area Lounge, dove la professionalità fa la differenza.

Fuori i beoni, dentro solo gli operatori del settore e chi ama questo mondo bellissimo, il pane quotidiano delle nostre rubriche enogastronomiche. Colori, sapori, esperienze interattive e coraggio: con questi valori diamo un arrivederci alla 57^ edizione di Vinitaly a Veronafiere dal 6 al 9 aprile 2025.

Tutte le interviste puoi trovarle qui

Sala Consilina: al B & B Compà un ciclo di serate in piacevole compagnia tra cibo e vino campano

Comunicato Stampa

C’è più gusto ad essere Provinciale

Un ciclo di serate rilassanti tra cibo e vino nasce dalla collaborazione tra 20Italie, Kasanna Truffle & Cheese al Bed & Breakfast Compà di Sala Consilina (SA).

Cinque le tappe

Cinque appuntamenti per assaggiare pietanze e prodotti tipici campani, lungo le principali Province di produzione. L’occasione giusta per dare risalto ad una delle regioni del Sud Italia che vanta un enorme potenziale enoturistico, ancora parzialmente inespresso.

Ricette gustose, salumi e formaggi organizzati da Nicola Memoli, sotto la supervisione creativa del padrone di casa Riccardo D’Arco. Pochi i posti a sedere, è gradita pertanto la prenotazione onde evitare di trovare il tutto esaurito.

Si comincia dalle ore 20 nelle serate di venerdì 19 e sabato 20 aprile, ospite l’azienda vitinicola Contrada con due splendide etichette tra Fiano di Avellino ed Aglianico.

Per info e prenotazioni:

whatsapp 3454330027

Compà B & B

Via Sant’Antonio 40

Sala Consilina (SA)

La Regione Lazio alla 56ª edizione del Vinitaly, tra conferme e grandi novità

Nel suggestivo scenario del Tempio di Traiano in piazza Di Pietra, sede della Camera di Commercio, si è svolta la presentazione della 56ª edizione del Vinitaly e del Padiglione vini Lazio. L’evento ha visto la partecipazione di illustri personaggi del mondo del vino e delle Autorità della Regione Lazio, che hanno evidenziato le importanti novità che caratterizzeranno gli stand delle aziende vinicole laziali. Moderato da Angelo Mellone, Direttore di RAI Intrattenimento Day Time, l’intervento del Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, è stato teso a sottolineare gli investimenti significativi per valorizzare il vino laziale nel panorama nazionale e internazionale. Federico Bricolo, Presidente di Verona Fiere Spa, ha infine elogiato il Padiglione Lazio come uno dei più suggestivi della manifestazione.

Il Commissario Straordinario di ARSIAL, Massimiliano Raffa, ha invece evidenziato l’impegno dell’Agenzia nel portare la regione ai vertici del settore vinicolo, con particolare attenzione alla realizzazione del Padiglione, caratterizzato da elementi architettonici che richiamano l’acquedotto romano, conferendo ad esso eleganza e solennità uniche.

Alessandro Scorsone, Sommelier e Cerimoniere di Stato, ha evidenziato la necessità di valorizzare adeguatamente i vini romani e laziali all’interno del settore della ristorazione, suggerendo un cambio di regole per garantire loro il giusto risalto. Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare, e il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, hanno elogiato il lavoro svolto fino a oggi nel settore vitivinicolo laziale, sottolineando le prospettive di crescita significative fondate su un modello di qualità che valorizza la diversità e la ricerca della perfezione. La partecipazione della Regione Lazio al Vinitaly fa parte di una strategia più ampia di valorizzazione, il “Modello Lazio”, che mira a promuovere la regione come punto di riferimento per l’eccellenza enologica.

In collaborazione con Arsial, la Regione presenterà una collettiva di 53 realtà vitivinicole locali, un padiglione scenografico e un nuovo storytelling territoriale, confermando così il ruolo di primo piano del Lazio nel panorama vinicolo italiano. Il claim scelto per l’occasione, “Lazio. All roads lead to taste“, incarna l’invito alla scoperta delle esperienze enologiche straordinarie che la regione ha da offrire, sottolineando l’unicità di ogni viaggio intrapreso nel territorio laziale. Il nuovo storytelling propone un viaggio attraverso le eccellenze vitivinicole regionali, arricchito da un’informazione quotidiana sugli eventi in programma e sulla filiera vitivinicola locale.

In sintesi, la partecipazione della Regione Lazio alla 56ª edizione del Vinitaly promette di essere un’esperienza indimenticabile, all’insegna della scoperta e della valorizzazione delle ricchezze enologiche della regione.

Alcuni assaggi di Brunello di Montalcino a Terre di Toscana 2024

Nei giorni 24 e 25  marzo 2024 ha avuto luogo la 16° edizione di Terre di Toscana “Eccellenza nel bicchiere”. Un appassionante evento organizzato da Acquabuona.it negli spaziosi saloni dell’Hotel Versilia Lido l Una Esperienze di Lido di Camaiore, suggestiva location a due passi dal mare. Gli espositori ai banchi d’assaggio presenti erano 140 provenienti dalle più importanti Denominazioni d’Origine della Regione, con oltre 700 etichette in degustazione. Il focus odierno riguarderà una storica Docg: quella del Brunello di Montalcino.

Montalcino è un suggestivo Borgo medievale della provincia di Siena in Toscana. Nota capitale del vino Brunello, del Rosso e del dolce Moscadello, è posta nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, lungo il confine della Val d’Orcia e della provincia di Grosseto.
Il Brunello di Montalcino è una perla enologica italiana che gode di fama mondiale e la sua affermazione risale alla fine dello scorso millennio. Il 1966 con l’arrivo della Doc, sarà l’anno del suo rilancio e conseguentemente viene costituito il Consorzio di Tutela, grazie al quale verranno fatti ulteriori passi in avanti con ammodernamenti in cantina e rinnovamenti di nuovi vigneti quasi unicamente con Sangiovese. La consacrazione arriva però nel 1980 con la meritata Docg, uno tra i primi vini in Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento. Con ulteriori cambiamenti al precedente disciplinare già rigoroso, è stata raggiunta una successiva elevazione  in termini qualitativi.

Lo straordinario territorio presenta aspetti pedoclimatici diversi in ogni zona del quadrante. Nella parte nord si ottengono vini di buona struttura, profumati ed eleganti, ad est vini più tannici adatti all’invecchiamento, a sud vini di grande struttura, molto profumati, ad ovest, vini eleganti, armonici, da lungo invecchiamento.

L’adiacenza al Monte Amiata e la vicinanza al mare creano un microclima propizio per la coltivazione della vite con forti escursioni termiche tra le ore diurne e notturne, dando origine a vini di elevata qualità. Tre sono le tipologie: Annata, Selezione e Riserva. Il Sangiovese a Montalcino ha trovato un contesto adatto ed il baricentro nella sua massima espressione, più di ogni altra zona.

Gli assaggi

Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2019 Banfi – Con note di ribes, lampone, pepe e tabacco, sorso fresco e saporito.

Brunello di Montalcino 2019 Baricci – Emana sentori di rosa, viola, fragolina di bosco, arancia e spezie, gusto rotondo, succoso e accattivante.

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2019 Marroneto – Sprigiona sentori di ciliegia, mora, menta, liquirizia, spezie e sottobosco. Sorso fresco, setoso e di interminabile persistenza.

Brunello di Montalcino 2019 Mastrojanni – Rivela nuance di prugna, mora, mirtillo e spezie, dal gusto avvolgente e duraturo.

Brunello di Montalcino Cielo d’Ulisse 2019 Podere Le Ripi – Dipana sentori di violacciocca, mora, prugna, sottobosco e nuances mentolate. Opulento, avvolgente e persistente.

Brunello di Montalcino 2019 Salvioni La Cerbaiola – Libera note di iris, ciliegia, rabarbaro, tabacco e sottobosco, attacco tannico setoso, armonioso e leggiadro.

Brunello di Montalcino Bramante 2019 San Lorenzo – Rimanda sentori di violetta, mirtillo, bacche di ginepro e tabacco, dinamico, armonioso e durevole.

Brunello di Montalcino Riserva Phenomena 2018 Sesti – Piacevoli sentori di violacciocca, amarena,  rabarbaro, scia speziata e mentolate. Tannino setoso, saporito e generoso.

Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2016 Col d’Orcia – Olfatto contraddistinto da sottobosco, arancia sanguinella, tabacco dolce e spezie orientali. Avvolgente, pieno ed appagante.

Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2019 Val di Suga – Si percepiscono sentori di ciclamino,  ciliegia tenerina, scorza d’agrumi e cacao, dal palato fresco e sapido con chiusura lunga.

Terre di Toscana 2024

L’appuntamento giunto alla XVI edizione che ha registrato un enorme successo di pubblico e stampa, si conferma la vetrina delle eccellenze vitivinicole della regione.

“Stessa spiaggia, stesso mare”: l’appuntamento all’Hotel Una di Lido di Camaiore per l’evento Terre di Toscana è diventato imperdibile, per la stampa, gli operatori e i winelovers. Nei giorni di domenica 24 e lunedì 25 marzo il 2400 visitatori hanno potuto incontrare 140 aziende di tutti i distretti enologici della Toscana, assaggiare ben 700 etichette, comprese 80 di vecchie annate.

L’evento, promosso da L’Acquabona, nata nel 1999, per comunicare esperienze che avessero a che fare con il vino e il suo mondo, ha visto la prima edizione nel 2007: il successo ottenuto e che continua ottenere, la rende una manifestazione molto interessante e a misura d’uomo (e di vignaiolo).

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In degustazione vini prestigiosi, orgoglio italiano nel mondo, di blasonate denominazioni e di altre sempre più emergenti e sotto i riflettori della critica enologica. Tra queste, la mia selezione di realtà che mi hanno piacevolmente colpito, per le novità presentate o per le annate vecchie, che non ti aspettavi così emozionanti.

Iniziamo proprio da Ivan Giuliani di Terenzuola, azienda a cavallo di Liguria e Toscana, che ha portato Fosso di Corsano 2017: Vermentino in purezza, solo acciaio che esprime bene le potenzialità in evoluzione di questo vitigno. La frutta si apprezza con note tropicali, la scorza degli agrumi volge al candito, poi miele di acacia e il timbro di idrocarburo che svetta, come una bandiera, regalando al vino una complessità elegante e invidiabile. In bocca, seppur ancora vibrante per l’acidità, scorre dando la sensazione di aver raggiunto equilibrio e maturità, ma con ancora molte cose da raccontare.  Lunga persistenza e finale marino, con sbuffi iodati. La prova che i vini bianchi non sempre devono essere consumati in annata, tantomeno il vermentino (e il pigato) di Liguria.

L’azienda agricola nacque nel 1993: Ivan ereditò dei terreni dal nonno e si trasferì da Stresa a Fosdinovo. Lavora i 23 ettari, svolgendo le operazioni in vigna manualmente, seguendo i principi del biologico, in un’ottica di sostenibilità, volta al rispetto delle uve autoctone tra i quali lo scontroso vermentino nero. Altro vino che rappresenta un forte legame con la terra e la tradizione è il Permano Bianco, da un blend composto da vermentino e poi trebbiano, malvasia, albarola, albana, durella e verdella. Macerazione sulle bucce di quasi 20 giorni, a temperatura controllata, fermenta e affina in acciaio. Viene prodotto in soli 2600 esemplari. Un tripudio di frutta gialla, erbe aromatiche e note balsamiche. In bocca è preciso e affilato e si congeda con cenni di pietra focaia.

Antonio Camillo, dopo aver collaborato con realtà importanti della Maremma, ha creato nel 2006 la propria cantina a Marciano ed è sicuramente un nome di riferimento per il Ciliegiolo, che sa esprimere in vini che non si dimenticano facilmente, tra cui il Vigna Vallerana Alta. Fiero sostenitore di un approccio il più possibile naturale, senza utilizzo di chimica, sia in vigna che in cantina, ha portato in degustazione a Terre di Toscana una novità, il Mediterraneo 2023. L’etichetta è di un turchese che fa immaginare immediatamente l’estate, il sole che si riflette sul mare, l’abbraccio delle culture dei popoli che si affacciamo su questa via secolare di traffici e comunicazioni.

Il colore rubino luminoso del vino, invita a sentirne i profumi e d’improvviso sei catapultato su di un sentiero scosceso, che guarda il mare, circondato dalla macchia mediterranea. Un tripudio in bocca di sale, frutti di rovo e  delicate carezze balsamiche. Colpo di fulmine.  Nasce da un blend uve da vigne giovani di Ciliegiolo 50%, Alicante 35% e Carignano 15%. Un altro vino davvero interessante è Granè 2023, un Carignano in purezza, che si esprime con note di ciliegia e viola, a cui seguono erbe officinali, timo, cuoio. Tannino levigato, perfettamente integrato, esso mantiene una garbata piacevolezza e bevibilità. Sempre a Marciano, Tenuta di Montauto è stata apprezzata in passato per Silio, un ciliegiolo succoso ed espressivo. L’azienda è nata nel 2001, con vigne di proprietà impiantate dal nonno Enos di Riccardo Lepri. Di grande impatto è sicuramente il Sauvignon Blanc, che viene celebrato nelle etichette Enos I e Gessaia. A catturare l’attenzione i due Pinot Nero. Il primo raccoglie il frutto di viti di circa 15 anni, gestite in regime biologico, che crescono su terreni argillosi ricchi di quarzi. La vinificazione procede, dove aver messo le uve vendemmiate una notte in cella frigorifera, in contenitori di legno. L’affinamento prevede  l’uso di barrique, nuove per circa 1/3 della dotazione. Rosso rubino, simile al velluto, esprime durante le ripetute olfazioni, i descrittori tipici del vitigno, con aggiunta di una gradevole speziatura. Al palato si apprezza la cifra elegante del tannino e la persistenza, con un finale su note fruttate.

Lo stupore è stato generato dall’assaggio di Poggio al Crine, un Pinot Nero ottenuto da vigne di circa 30 anni. Dopo la raccolta manuale, le uve riposano in cella frigo per una notte e dopo la fermentazione, il vino resta 10 mesi in barrique a cui seguono 3 anni di bottiglia. Mettere il calice al naso fa venire alla mente immediatamente la Borgogna, i sentori sono eleganti, puliti precisi e vivaci. In bocca il vino è teso, il tannino serico e nel finale si apprezza una rinfrescante sapidità. Chapeau! Solo 600 bottiglie.

Paestum Wine Fest 2024: quest’anno non ce n’è per nessuno

Capita poche volte di trovarci di fronte ad un evento senza pecche o sbavature, dove l’interazione tra produttori, operatori del settore, stampa e appassionati è stata semplicemente perfetta.

Ad evento sano e competitivo corrisponde un’altrettanta affluenza di visitatori, attratti non soltanto dalla conoscenza diretta con i produttori presenti, ma anche dalle numerose degustazioni guidate e dalla punta di spicco dell’enologia moderna come Riccardo Cotarella, ammirato dai vini caldi del Sud Italia.

20Italie era presente con la troupe al completo al NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio SAIM, borgo di Cafasso – Capaccio (SA). Nei prossimi giorni amplieremo la vasta playlist sul canale YouTube con delle interviste che lasceranno l’acquolina in bocca agli ascoltatori, esattamente come i vini presenti alla manifestazione. Non basta: ci sarà un piccolo approfondimento tematico con una giovane azienda cilentana di spirits ed un gin fortemente identitario a base di fico.

Spazio gastronomico all’aperto complice le giornate primaverili all’insegna del bel tempo, con materie prime a chilometro zero. Start il 23 marzo con il consueto saluto delle Autorità e di Angelo Zarra, patron della manifestazione. Eventi di tale portata non possono che far bene all’intero comparto, ultimamente in fermento per alcune polemiche nate a seguito di inchieste giornalistiche.

Angelo Zarra

Osserviamo quanto accade con spirito critico, ma consci del sacrificio di tanti viticoltori che cercano di quadrare i conti nel rispetto della legalità e della qualità finale. Bisogna tenerne conto quando si toccano temi delicati che potrebbero nuocere ad un settore fiore all’occhiello del Made in Italy ed il Paestum Wine Fest è il luogo giusto per discuterne con professionalità e competenza.

Vinòforum 2024: al Circo Massimo di Roma la nuova edizione

A Roma, il palazzo situato al numero 87 di via dei Cerchi, è avvolto da una suggestiva atmosfera di mistero e incanto. Nelle immediate vicinanze di quello che si ritiene essere stato il sito del Lupercale, dove la leggenda narra che Romolo e Remo, gli eroi fondatori di Roma, furono allattati dalla Lupa, rende questa dimora un luogo intriso delle radici di un popolo che ha plasmato in modo indelebile la storia della nostra civiltà. È qui che il 29 gennaio si è tenuto l’incontro inaugurale di Vinòforum 2024, un’edizione speciale dell’evento enologico più importante della Capitale.

Vinòforum Class ha rappresentato l’antipasto perfetto per gli appassionati del vino, con l’annuncio clamoroso della nuova sede della 21ª edizione: il prestigioso Circo Massimo. Dal 17 al 23 giugno, questo monumento storico sarà il palcoscenico di uno degli eventi più attesi dell’anno.

Al saluto di Emiliano De Venuti, organizzatore di Vinòforum, è seguito quello di Alessandro Scorsone, sommelier e amico fedele della manifestazione fin dalle sue origini. Moderatore Stefano Carboni dell’Agenzia MG Logos.

<<La scelta del Circo Massimo come nuova sede di Vinòforum è il risultato di una collaborazione tra l’evento e le istituzioni locali>> ha dichiarato De Venuti <<Con oltre 40.000 imprese legate al settore enogastronomico solo a Roma, il Lazio si conferma come un hub strategico per il Made in Italy. Vinòforum non solo promuoverà le eccellenze del territorio, ma contribuirà anche a valorizzare l’offerta turistica della capitale>>.

Durante la conferenza stampa hanno preso la parola illustri rappresentanti delle Istituzioni. Massimiliano Raffa, Commissario Straordinario di A.R.S.I.A.L. – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio – ha annunciato il supporto dell’agenzia alle aziende vitivinicole del territorio.

Rodolfo Maralli, Presidente di Fondazione Banfi e Presidente di Banfi Srl, ha evidenziato il ruolo cruciale delle manifestazioni enogastronomiche nella valorizzazione delle produzioni di qualità, lodando Vinòforum per la capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze del pubblico nel corso degli anni. In ultimo, Ernesto di Renzo, docente di Antropologia del Gusto all’Università di Roma Tor Vergata, ha concluso l’evento con una riflessione sull’importanza dei vigneti urbani di Roma, simbolo del legame millenario tra la Capitale e il vino.