Alla Stazione Marittima di Napoli ritorna VitignoItalia

Al via VitignoItalia: l’Italia del vino va in scena a Napoli con un parterre di 2000 etichette e un programma di attività inedite

Tre giorni di degustazioni top level, esperienze sensoriali tra vino e musica con Coravin e 100 Best Italian Rosé e percorsi virtuali con il VR Winestour

Spazio anche all’educational tour dedicato ai buyer internazionali nei territori dell’Irpinia-Sannio

Parte il countdown per la nuova edizione di VitignoItalia, il grande evento del vino italiano che, a Napoli da domenica 11 a martedì 13 maggio, animerà gli spazi della Stazione Marittima. Anche quest’anno produttori, stampa, professionisti del settore e amanti del vino si danno appuntamento nel capoluogo campano per celebrare le eccellenze e i terroir dell’Italia del vino. 200 le cantine presenti per un totale di oltre 2000 etichette che daranno vita a un percorso di degustazione alla scoperta delle storie dei produttori e dei loro territori.

“Quest’anno vogliamo davvero andare oltre – sottolinea Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia – Ci stiamo avvicinando sempre di più al 20esimo anniversario della nostra manifestazione e, edizione dopo edizione, aumenta il desiderio di costruire un calendario sempre più trasversale, in grado di coinvolgere settori e professionisti diversi. Il tutto per dimostrare quanto il vino sia un prodotto duttile e complesso, capace di dialogare con le varie espressioni culturali, dalla musica alle nuove tecnologie. Un programma di incontri di altissimo livello reso possibile dal prezioso contributo dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e di partner storici come UniCredit, nonché grazie alla grande partecipazione delle cantine che, nel corso di questi anni, hanno creduto sempre di più nel nostro evento, non solo come vetrina di grandi eccellenze ma anche come spazio di dialogo e networking con buyer e operatori del settore.”

Il parterre di cantine di altissimo livello sarà completato dalla presenza di grandi Consorzi del territorio come il Consorzio Vita Salernum Vites e il Vesuvio Consorzio Tutela Vini, ma anche da importanti realtà del sud Italia, tra cui l’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’agricoltura Calabrese e l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia, e del settentrione come il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e il Consorzio DOC Friuli.

VitignoItalia come ogni anno mette in scena un palinsesto di incontri per approfondire il dialogo tra il vino e diversi ambiti, partendo dalla musica con il percorso degustazione in collaborazione con Coravin e la guida ai migliori rosati d’Italia 100 Best Italian Rosé in programma per tutta la giornata di martedì 13. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di scegliere la composizione musicale in grado di esaltare al meglio le caratteristiche di ciascun vino, dando vita a una vera e propria liaison sensoriale che apre nuove prospettive in termini di abbinamento. Tra le novità più attese di questa edizione c’è anche il Winestour, il percorso immersivo che offrirà ai visitatori la possibilità di esplorare i luoghi del vino più interessanti d’Italia indossando il VR. Un’esperienza che, grazie alla magia della realtà virtuale, trasporterà all’interno delle cantine, darà la possibilità di camminare tra i vigneti e ammirare gli scorci più suggestivi di ogni territorio.

“In questa edizione abbiamo deciso di portare il nostro evento a un livello ancora più alto, non solo in termini di contenuti ma anche di qualità della degustazione – continua Maurizio Teti – con l’introduzione dei calici Privé35 di Anima Cerve group. Un’ulteriore cura riservata ai nostri visitatori per valorizzare al meglio i vini in degustazione, sia ai banchi d’assaggio che durante le masterclass. Allo stesso tempo continuiamo a lavorare anche sul fronte business con l’organizzazione dell’educational tour dedicato ai buyer internazionali organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Irpinia-Sannio. Un’iniziativa che porta avanti la nostra collaborazione con ICE che ogni anno contribuisce ad alzare lo status della nostra manifestazione grazie a una selezione dei migliori professionisti del settore provenienti da tutti i continenti.”

Oltre agli appuntamenti inediti, in programma numerose masterclass dedicate alle realtà del vino più interessanti, da nord a sud del Paese: si parte domenica 11 con protagonisti i vini siciliani, alle ore 15.00 con “Sicilia enologica: vini e territori” e, alle 16.30, con l’incontro “Le Bollicine di Sicilia”, che lascerà poi spazio, alle 18.00, alle bollicine venete con la masterclass “Conegliano Valdobbiadene Prosecco: le potenzialità del vitigno Glera”. Ad aprire la giornata di lunedì 12, alle 10.30, la degustazione dedicata alle denominazioni della Calabria; ore 15.00 sarà il momento dei vini subacquei con l’incontro “Jamin – la tradizione terrestre incontra l’innovazione del mare: UnderWater Wines, la caratterizzazione positiva”. Si arriverà poi in Campania con i vini della Cantina del Taburno e la degustazione “Bue Apis, alle radici dell’Aglianico del Taburno” alle 16.30, e poi ancora in Sicilia per celebrare le nozze di smeraldo della cantina Tasca d’Almerita, 1985-2025 “Da quarant’ anni con amore immenso”.

Martedì 13 alle 10.30 si inizia con la masterclass “Cosa bolle in Campania” incentrata sulle bollicine della regione, poi l’appuntamento vis à vis tra i vini campani e friulani con l’incontro “Refosco dal peduncolo rosso DOC Friuli e Piedirosso dei Campi Flegrei DOP: racconti autoctoni di antiche origini dal Friuli alla Campania”.

L’ultima giornata si conclude alle 17.30 con il talk “Il futuro del vino Campano: sostenibilità, climate change e sviluppo”, che vedrà inoltre la presentazione della guida edita dal Corriere del Mezzogiorno “50 vini di nicchia (ma non troppo)”.

Programma VitignoItalia 2025

Domenica 11 maggio

15:00 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Sicilia enologica: VINI & TERRITORI

Saluti: Vito Bentivegna – Direttore Generale IRVO Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia

Conduce: Gianni Giardina – Enologo IRVO Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia

In degustazione: DOCG Cerasuolo di Vittoria – DOC Sicilia – DOC Etna – DOC Marsala,

Nero d’Avola – Frappato – Perricone – Grillo – Catarratto – Carricante – Nerello Mascalese

16:30 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Bollicine di Sicilia: una realtà consolidata

Saluti:  Vito Bentivegna – Direttore Generale IRVO Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia

Conduce: Gianni Giardina – Enologo IRVO Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Sicilia

In degustazione:  Spumanti metodo Classico – Spumanti metodo Charmat – DOC Etna – DOC Sicilia – IGT Terre Siciliane

Catarratto – Grillo – Frappato – Nerello Mascalese

18:00 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Conegliano Valdobbiadene Prosecco: le potenzialità del vitigno Glera

Conducono: Diego Tomasi – Direttore Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Francesco Continisio – Presidente Scuola Europea Sommelier, Luciano Pignataro – Giornalista

In degustazione: Rebuli Angelo – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Fonso Rebuli Rive di San Pietro di Barbozza 2024, Masottina – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Rive di Ogliano 2024, Masottina – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Rive di Ogliano 2020, Le Volpere – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Còl Miliane Extra Brut Rive di Premaor 2022, Le Volpere – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Còl Miliane Extra Brut Rive di Premaor 2020, Borgo Col – Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature 2023, Drusian – Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature 2021, Ca’ dei Berti – Valdobbiadene Prosecco Superiore sui lieviti Brut nature Ippo 2021

Lunedì, 12 Maggio 2025

10:30 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Calabria

Conducono: Luciano Pignataro – Giornalista, Gennaro Convertini – Presidente Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’ Agricoltura Calabrese

In degustazione: A vita – ‘A vita rosato Cirò DOC, L’Arciglione di Cataldo Calabretta – IGP Calabria Rosato Alicante, Cantine Benvenuto – Celeste Calabria IGT, Cantine Viola – Rossoviola Calabria IGT, Antonella Lombardo – Ichò Calabria IGT, Librandi – Duca san Felice Cirò Rosso Superiore Riserva, Ippolito – Ripe del Falco Cirò Rosso, Terre di Balbia – Fervore Calabria IGP

15:00 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Jamin, La tradizione terrestre incontra l’innovazione del mare: UnderWaterWines la caratterizzazione positiva

Conducono: Emanuele Kottakhs – Cofounder Jamin Portofino UnderWaterWines, Tommaso Luongo – Presidente AIS Campania, Marco Starace – Presidente Jamin Ischia UWW, Luciano Pignataro – Giornalista

I produttori: Lucia Monticelli – Az. La Pietra di Tommasone, Luca Parenti – Az. Tenuta Campo al Signore

In degustazione: La Pietra di Tommasone – Ischia Bianco Metodo classico DOC Dedicato al fondatore e Aphrodite Ischia Bianco Spumante Metodo classico UWW, Tenuta Campo al Signore – Volante DOC Bolgheri 2020 e Volante DOC Bolgheri 2020 UWW, Tenuta del Paguro – Ostrea Rosato e Ostrea Rosato in fundo

16:30 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Cantina del Taburno: Bue Apis, alle radici dell’Aglianico del Taburno

Conducono: Luciano Pignataro – Giornalista, Raffaele Di Marco – Enologo Cantina del Taburno

In degustazione: BUE APIS DOCG AGLIANICO DEL TABURNO, Annate 2004 2008 2013 2015

18:00 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Tasca d’Almerita, Nozze d’oro 1985-2025 “Da quarant’ anni con amore immenso”

Conducono: Ivo Basile, Leonardo Vallone – Direttore commerciale Tasca d’Almerita, Luciano Pignataro – Giornalista

In degustazione: NOZZE D’ORO BIANCO DOC SICILIA, Annate 2023 2021 2017 2012 2008 2004

Martedì, 13 Maggio 2025

10:30 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

“Cosa bolle in Campania”

Conducono: Tommaso Luongo – Presidente AIS Campania, Luciano Pignataro – Giornalista

In degustazione: La Pietra di Tommasone – Ischia Bianco Spumante DOC, San Salvatore 19.88 – Gioì Spumante Brut Rosé Millesimato, Masseria Piccirillo – Prima gioia Vino spumante di qualità brut nature 2021 32 mesi sui lieviti, Il Verro – Metodo Classico Extra Brut Sheep 30 Mesi, Cantine Di Marzo – 1930 Spumante Metodo Classico di Greco di Tufo Millesimato Brut Nature, Fattoria la Rivolta – Ellenikos Spumante Rosato Brut

15:00 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Refosco dal peduncolo rosso DOC Friuli e Piedirosso dei Campi Flegrei DOP. Racconti autoctoni di antiche origini dal Friuli alla Campania

Conducono: Francesco Continisio – Presidente Scuola Europea Sommelier, Barbara Rosso – Consorzio DOC Friuli

Modera: Giulia Cannada Bartoli – Giornalista enogastronomica

In degustazione: Annalisa Zorzettig – Refosco dal peduncolo rosso 2023 DOC Friuli, Obiz – Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, Pitars – Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, Vendrame Vignis del Doge – Refosco dal peduncolo rosso 2022 DOC Friuli, La Sibilla vini – Piedirosso Campi Flegrei DOC 2023, Vitivinicola Iovino – Vigna Solfatara Piedirosso Campi Flegrei DOP 2022, Cantine Astroni – Colle Rotondella Piedirosso Campi Flegrei DOP 2024, Contrada Salandra – Campi Flegrei Piedirosso DOP 2021

17:30 – Sala Calipso (Stazione Marittima)

Il futuro del vino Campano. Sostenibilità, climate change e sviluppo

Saluti introduttivi  Maurizio Teti – Direttore VitignoItalia

Le nuove frontiere della produzione fra sostenibilità ambientale e climate change. Panel dedicato all’economia del settore, ai temi che oggi impattano sulle scelte produttive sia in chiave ambientale che in chiave strategica

Ferdinando Natali – Regional Manager Sud di UniCredit, Stefano Carboni – Docente di Sociologia dei Consumi e dei Comportamenti Alimentari Università Tor Vergata-Roma Modera, Simona Brandolini – Giornalista del Corriere del Mezzogiorno

Il territorio e le sue eccellenze: presentazione della guida 50 vini di nicchia (ma non troppo) a cura di Gimmo Cuomo. Presentazione della guida vini del Corriere del Mezzogiorno a cura di Gimmo Cuomo

Gimmo Cuomo – Giornalista e critico enogastronomico del Corriere del Mezzogiorno,Vincenzo Mercurio – Enologo, Franco Continisio – Presidente Scuola Europea Sommelier, Tommaso Luongo – Presidente AIS Campania

Modera: Simona Brandolini – Giornalista del Corriere del Mezzogiorno

VITIGNOITALIA, Il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani

Stazione Marittima di Napoli

Domenica 11 Maggio: ore 14.30 – 21

Lunedì 12 Maggio: ore 14.30 – 21

Martedì 13 Maggio: ore 14.30 – 20

www.vitignoitalia.it – Tel. 0814104533 – segreteria@vitignoitalia.eu

Ufficio Stampa MG Logos di Stefano Carboni – Tel. 335 5277431 – comunicazione@mglogos.it

Viti a piede franco: eredità storica da salvaguardare

Domenica 4 maggio al Centro Congressi Medioevo di Olgiate Comasco (CO) si è svolta la manifestazione Calici al Medioevo: Giornata di sensibilizzazione a tutela del Piedefranco.

In un’epoca dominata dall’innovazione e dalla standardizzazione, l’iniziativa si era proposta di mantenere viva la memoria storica e le pratiche vitivinicole sostenibilie più autentiche, che caratterizzano le viti franche di piede. Vitigni considerati un patrimonio genetico di inestimabile valore, poiché rappresentano un collegamento diretto con le tradizioni agricole ed enologiche del passato.

Il Comitato Italiano per la tutela del Piedefranco, nato ad aprile 2024 e presieduto da Silvano Ceolin, svolge un ruolo fondamentale nella tutela e valorizzazione di una tradizione vitivinicola unica nel suo genere. Prima e unica associazione in Italia dedita alla protezione del patrimonio ampelografico storico, per preservare un valore culturale e identitario spesso poco conosciuto o addirittura dimenticato.

Un team composto da sommelier, storici, viticoltori e appassionati del mondo del vino, si impegna a promuovere e sviluppare iniziative che rilancino il patrimonio vitivinicolo prefillossera, valorizzando la sua unicità e contribuendo alla sua diffusione sia a livello locale che nazionale.

La passione e la dedizione di Silvano Ceolin sono palpabili; l’Associazione nasce quasi per caso, quando Silvano, in visita all’azienda Cantine Roeno in Trentino, assaggia un vino dal nome evocativo: Enantio. Nome che riporta indietro a Plinio il Vecchio e alla sua De Naturalis Historia. Tra le caratteristiche uniche e distintive dell’Enantio c’è la sua resistenza alla fillossera, e qui, Silvano, per la prima volta sente parlare di piede franco.

A novembre dello stesso anno si ritroverà alla Corte del Principato di Monaco, invitato alla convention organizzata dall’associazione internazionale Francs de Pied, l’Organizzazione sostenuta da Alberto di Monaco che riunisce appassionati, aziende e enologi del mondo di questo tipo di viticoltura. Il Principe è anche un sostenitore della candidatura dei vigneti a piede franco come patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Accanto a Silvano, Marta De Toni, ricercatrice, scrittrice e divulgatrice del mondo vitivinicolo ci offre un excursus storico e scientifico dell’affaire fillossera. Marta riesce a trasmettere concetti complessi in modo semplice e accessibile, il racconto scorre in modo chiaro e coinvolgente.

L’avvento della fillossera in Europa, arrivata dall’America del Nord, rappresentò una delle crisi agricole più gravi della fine del XIX secolo, con conseguenze profonde sulla viticoltura e sull’economia di molte regioni vinicole. Intere campagne vennero abbandonate e il paesaggio mutò per sempre.

Il primo caso documentato di infestazione in Europa si registrò in Francia nel 1863 e in seguito la fillossera si diffuse rapidamente in altre nazioni come Italia, Spagna, Germania e Portogallo. La sua diffusione fu accelerata dal fatto che le radici delle viti europee, non avendo sviluppato resistenze naturali, erano particolarmente vulnerabili al parassita.

Le radici delle viti sono molto di più di semplici ancore che le tengono saldamente al suolo. Veri e propri laboratori di vita, custodi di segreti antichi, protagoniste di un’energia invisibile che alimenta tutto il ciclo della natura. Il loro ruolo non si limita al nutrimento della pianta: le radici sono anche le sentinelle del suolo, capaci di comunicare tra loro, creando una rete di scambi che rafforza la comunità vegetale.

Questa premessa sull’importanza delle radici, racconta Marta, è necessaria per capire come l’impatto della fillossera sia stato devastante. Le lesioni che provoca impediscono il flusso della linfa alla pianta portandola a marcire.

Per contrastare la diffusione della fillossera, si sperimentarono numerosi rimedi iniziali, anche se nessuno si rivelò efficace. Tra le misure adottate ci furono l’iniezione di solfuro di carbonio nel terreno, con l’obiettivo di disinfettare i suoli dopo aver estirpato le viti malate, e uccidere gli insetti nocivi. Si tentò anche di allagare i vigneti, in modo da soffocare gli insetti, o l’insabbiamento delle vigne, con la speranza di eliminare l’infestazione. Tuttavia, nonostante questi tentativi, la fillossera continuò a diffondersi in modo inarrestabile.

Alla fine, si arrivò alla tecnica che oggi conosciamo: le varietà europee di Vitis vinifera venivano innestate su radici americane resistenti, permettendo alle piante di sopravvivere e prosperare nonostante la minaccia del parassita. Marta ci lascia uno spunto di riflessione: si arrivò a una soluzione o a un compromesso?

Ma torniamo alla nostra cara vite a piede franco, di seguito i fattori ambientali che ne hanno determinato la sopravvivenza:

  • suoli: sabbiosi, vulcanici, o con strutture che ostacolano il passaggio del parassita;
  • altitudine: vigneti ad alta quota hanno maggiori possibilità di resistenza;
  • microclima: condizioni ambientali meno favorevoli alla diffusione della fillossera;
  • isolamento: zone isolate come Pantelleria sono meno esposte al parassita.

I vigneti con piede franco sono piuttosto rari sia in Italia che nel resto d’Europa; vi sono alcune aree dove si registra la presenza di tali piante, come nelle zone di alta quota della Valle d’Aosta, o in Sardegna, in particolare sui terreni sabbiosi del Sulcis e nella zona di Oristano e sull’Isola di Pantelleria, grazie alla sua posizione isolata e alla distanza dal continente. In Sicilia, invece, i vigneti con piede franco si trovano sui terreni vulcanici dell’Etna, dove le condizioni del suolo favoriscono la crescita di queste viti più resilienti.

Ricordiamo anche l’Enantio a piede franco, citato prima, un vitigno autoctono diffuso unicamente in Vallagarina tra la provincia di Trento e quella di Verona, lungo le rive dell’Adige su terreni sabbiosi, che proprio per questo lo hanno preservato. E, scoperta recentissima, le prime due viti a piede franco in Lombardia, per la precisione in Valtellina, con tanto di certificazione del CREA:

Con la presente la Fondazione Fojanini di Studi Superiori informa che le viti sottoposte ad indagine genetica presso il CREA (Centro di ricerca per la Viticoltura e l’Enologia) con sede Conegliano (TV) sono franche di piede.

Di seguito alcune degustazioni ai banchi d’assaggio, non solo piede franco:

  • Enantio Terradeiforti DOC – Cantina Roeno – 100% Enantio, colore rosso rubino intenso e grande complessità con note che spaziano dai piccoli frutti di bosco a quelle di tabacco e spezie. Buon equilibrio tra acidità e tannini, dotato di spiccata persistenza.
  • Lazio IGT Biancolella – Azienda Agricola Cantine Migliaccio – 100% Biancolella. Siamo sull’isola di Ponza. Sentori di macchia mediterranea, agrumi, frutta matura e ginestra. Ottima la sapidità e lo spunto minerale finale.
  • Il Lunatico – Cantina I Germogli di San Colombano al Lambro – 100% Merlot. Affina in anfora per 18 mesi, dal colore rosso intenso, quasi impenetrabile. Olfatto che richiama le spezie e la frutta rossa matura. Gusto pieno e persistente. Una particolarità, tutti i vini della cantina hanno nomi particolari: Galeotto, Ricercato, Malandrina, l’Esuberante un metodo classico che affina 30 mesi.
  • Aria di Mari Isola dei Nuraghi IGT – Cantina Li Seddi – Siamo in Sardegna, i vigneti si trovano sulle sabbie dunali di Badesi. 100% Cannonau, affinamento per un minimo di 24 mesi. Rosa cerasuolo brillante, bollicine fini e persistenti. Il profumo ricorda proprio la frutta rossa appena colta.
  • Riesling Terre Lariane – Cantina Bellesina – Giallo dorato. Intenso al naso, rinfrescante e minerale in bocca con buona persistenza sul finale e note che richiamano gli agrumi e gli idrocarburi.

Alla manifestazione era presente anche un gruppo di figuranti in costumi romani, che hanno intrattenuto il pubblico con spiegazioni sull’alimentazione e il consumo di vino ai tempi di Roma, offrendo un affascinante viaggio nel passato e arricchendo l’evento di un momento storico e culturale.

Nel pomeriggio una interessante conferenza sui Vini di Confine, che sarà raccontata in un prossimo articolo.

Alle 18 chiusura dell’evento con l’esibizione del coro polifonico Castelbarco di Avio che ha tenuto un concerto dal titolo “FRANC DE PIED”, risultato di mesi di studio e ricerca, con l’obiettivo di esplorare la tematica del vino attraverso composizioni dedicate.

Prosit!

Franciacorta e Maremma si incontrano al Vinitaly: un viaggio tra eleganza e identità

Verona si è trasformata ancora una volta nella capitale mondiale del vino con Vinitaly 2025, l’appuntamento imperdibile per produttori, buyer, appassionati e operatori del settore. Tra padiglioni gremiti, calici alzati e nuove tendenze da scoprire, l’edizione di quest’anno ha confermato – e forse superato – le aspettative: innovazione, sostenibilità e storytelling si sono intrecciati in un viaggio sensoriale che ha messo al centro il valore culturale e identitario del vino. Un evento che non si limita alla degustazione, ma che racconta territori, visioni e il futuro stesso del comparto vitivinicolo.

Tra le realtà che hanno brillato sotto i riflettori, due aziende seguite dall’Agenzia di Comunicazione Affinamenti si sono distinte: Corte Aura, nel cuore della Franciacorta e Poggio Levante, perla enologica immersa nella Maremma toscana. Ho avuto il privilegio di visitarne gli stand insieme a Marina Ciancaglini, raccogliendo impressioni autentiche e calici memorabili.

Corte Aura – Franciacorta (BS)

Corte Aurea incarna l’eleganza e la precisione dello stile franciacortino, con bollicine che raccontano un territorio di vocazione e di scelte consapevoli. Le etichette proposte a Verona hanno mostrato coerenza, finezza e una ricerca costante dell’equilibrio: ogni bottiglia sembra voler celebrare il tempo, l’attesa, la misura. L’incontro con Federica Massagrande e il figlio Federico Fossati, ha rivelato una visione contemporanea del metodo classico, dove la sostenibilità è parte integrante della filosofia produttiva, senza mai sacrificare l’identità sensoriale.

Altra persona di spicco è Pierangelo Bonomi, decano e tecnico di cantina, entusiasmante e coinvolgente, una persona che trasmette energia positiva. La stessa energia che caratterizza Corte Aura che è rappresentata graficamente da una tartaruga stilizzata creata da Giacomo Bersnetti e rappresenta l’animale ritenuto sacro in molte civiltà.

Così i vini rappresentano un’esperienza sensoriale dove l’energia positiva viene convogliata nelle eleganti bottiglie, che contengono spumanti millesimati che vengono prodotti solamente nelle migliori annate e, come la tartaruga, affinano lentamente e hanno bisogno di tempo per esprimere pienamente il loro potenziale. Eleganza, precisione, identità territoriale.

Una produzione annua di 120.000 bottiglie di cui il 50% viene esportato mediamente in 26 paesi. La scelta iniziale è stata infatti quella di puntare sul mercato estero dove la bolla italiana riscuote molto successo

Note di degustazione:

  • Corte Aura Franciacorta DOCG Brut – Un Franciacorta dall’equilibrio classico e dal carattere raffinato: il Corte Aura Brut esprime appieno lo stile del territorio con slancio e precisione, finezza olfattiva con sentori di crosta di pane, agrumi canditi e nocciola; al palato è verticale, cremoso e con una chiusura minerale persistente.
    • Satèn Millesimato 2018 – 5 anni di affinamento sui lieviti, Chardonnay in purezza. Al naso delicato e floreale, in bocca si presenta fresco con note di mandorle e frutta bianca fresca e croccante.
    • Blau Millesimato 2016 – Extra Brut Blanc de Noir | Franciacorta DOCG. – Nel calice brilla di un colore dorato luminoso, attraversato da un perlage fine e continuo. Al naso è complesso e coinvolgente: si apre con note di frutta a polpa gialla matura, agrumi canditi e fiori secchi, per poi virare verso sfumature di pane tostato, nocciola, spezie dolci e leggere tostature che raccontano il lungo affinamento sui lieviti.

    • L’INSE’ Pas Dosé 2015 – è un Franciacorta che colpisce per raffinatezza, profondità ed essenzialità espressiva. Frutto di una vendemmia selezionata e di un lungo affinamento sui lieviti, questo spumante racconta la Franciacorta più autentica e rigorosa. Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso, attraversato da un perlage fine e continuo che testimonia la qualità della presa di spuma e la lunga maturazione in bottiglia. emergono note di agrumi canditi, fiori bianchi secchi, mandorla e pietra focaia, con sfumature evolute di crosta di pane, burro fresco e spezie leggere. Una complessità sobria, mai urlata, che invoglia alla beva.
    • RARAMÈ 2012 – Franciacorta DOCG Riserva – di rara finezza, capace di esprimere tutto il potenziale evolutivo del metodo classico quando affidato al tempo e alla pazienza. Frutto di una vendemmia eccezionale e di una lunga permanenza sui lieviti, si presenta come un grande vino da meditazione, ma anche come compagno ideale per una tavola di alto profilo. giallo oro brillante, solcato da un perlage finissimo e persistente. Sin dal primo impatto olfattivo, rivela un profilo maturo e complesso: note di frutta secca, scorza d’arancia candita, miele di castagno, spezie orientali e lievi accenti affumicati creano un bouquet avvolgente e stratificato. In bocca è ampio, strutturato, profondo. La cremosità della bollicina si intreccia a una freschezza ancora viva e una sapidità che dona slancio al sorso. Il finale è lunghissimo, con richiami di nocciola, pane integrale e agrumi maturi che restano a lungo in memoria.

    “Non rincorriamo mode: la nostra Franciacorta nasce dal tempo e dal rispetto. È la voce del nostro terroir, tradotta in bollicine.” Pierangelo Bonomi.

    Poggio Levante – Maremma (GR)

    Piccola realtà all’interno della Maremma a ridosso del Monte Amiata, scoperta da Alberto Facco, un padovano appassionato di vino che ha trovato in questo territorio la chiave di volta per fare un vino artigianale. Produce due referenze, un bianco da uve Vermentino e un rosso da uve Sangiovese.

    Immergersi in un calice di Poggio Levante significa accogliere un pezzo di Maremma: un territorio selvaggio e generoso che in queste bottiglie trova voce e corpo. La cantina, pur non vantando una certificazione biologica, vive un legame profondo con la propria terra: ogni filare è curato con rispetto, ogni acino raccolto a mano racconta l’amore per un paesaggio che unisce mare e collina.

    Il vero segreto di Poggio Levante è la ricerca continua di qualità a ogni tappa: dalla vigna alla cantina, dove l’intervento enologico si limita al minimo indispensabile, lasciando che sia il vino a imporre i suoi tempi. Ed è proprio questa pazienza a restituirci vini dallo spirito autentico, capaci di evolvere lentamente in bottiglia fino a conquistare il palato con armonia e finezza.

    Le etichette e le bottiglie moderne, dal design raffinato e riconoscibile, anticipano la personalità dei vini: sono un invito a scoprire un’esperienza sensoriale che affonda le radici nella tradizione, ma guarda al futuro con consapevolezza. In Poggio Levante ogni bottiglia è davvero una piccola filosofia di vita: semplice nella sua purezza, profonda nella carica emozionale.

    Limitata a appena 13.000 esclusive referenze l’anno, la produzione evita ogni compromesso quantitativo, privilegiando l’eccellenza che nasce dalla lentezza e dalla cura artigianale. Il risultato sono vini che non passano inosservati, veri ambasciatori della Maremma, capaci di unire struttura e freschezza, tradizione e modernità.

    Note di degustazione:

    • UNNÈ – Maremma Toscana DOC Vermentino – Tappo a vite e bottiglia renana, rendono questo vino identificabile come un bianco nordico molto espressivo. Di pura eleganza color giallo paglierino intenso, punteggiato da riflessi dorati e da un perlage vibrante che ne sottolinea la sostanza. Al naso esplode in un bouquet generoso, dove sfumature floreali si intrecciano a sentori di agrumi freschi e note erbacee di primavera. Nel finale, un delicato accenno di pietra focaia aggiunge un tocco minerale che arricchisce ulteriormente il profilo aromatico. Al palato, l’impronta è dominata da una fresca sapidità che sostiene un finale lunghissimo e memorabile.
      • OVVÌA – Maremma Toscana DOC Sangiovese – Dopo la raccolta a maturazione ottimale, le uve vengono subito avviate a vinificazione: fermentano a temperatura controllata con oltre quindici giorni di macerazione sulle bucce, seguiti dal regolare svolgimento della fermentazione malolattica. Il vino riposa quindi per sei mesi tra serbatoi d’acciaio inox e cemento, dove affina la sua personalità. Il risultato è un rosso giovane e vivace, firmato “Toscanaccio DOC”, dal profilo aromatico fragrante di frutti rossi e macchia mediterranea. Al palato il sorso è avvolgente e morbido, mentre tannini vibranti ne garantiscono slancio e facilità di beva.

      “Coltivare in Maremma è un privilegio che richiede ascolto e pazienza. Ogni bottiglia è un omaggio alla forza gentile di questa terra.” – Alberto Facco.

      Lombardia: prende il via la manifestazione Calici al Medioevo

      Oggi, domenica 4 maggio al Centro Congressi Medioevo di Olgiate Comasco (CO), si terrà la manifestazione Calici al Medioevo: Giornata di sensibilizzazione a tutela del Piedefranco.

      La vite a piede franco è una tecnica di coltivazione della vite in cui le piante vengono messe a dimora senza un piede di portainnesto, sono quelle viti le cui radici hanno resistito all’invasione della fillossera,
      proveniente dall’America del Nord, che rappresentò una minaccia devastante per le viti europee nel XIX
      secolo.

      Questo piccolo afide attaccava le radici delle viti, causando il loro disseccamento e portando alla
      crisi della viticoltura in molte regioni europee. La soluzione adottata, pur non essendo semplice né
      immediata, consistette nell’innestare una vite europea su una vite americana. Una strategia messa in
      atto perché la vite americana si mostrava resistente all’attacco della fillossera, almeno nella parte radicale.

      Oggi, la vite a piede franco rappresenta un patrimonio genetico e culturale di grande valore, oltre che un
      elemento raro e prezioso. Questa manifestazione mira a sensibilizzare il pubblico, i produttori e le istituzioni sulla sua importanza.

      L’evento offrirà un programma ricco di attività con l’apertura al pubblico alle ore 10.

      • alle ore 11 apertura della conferenza sul Piedefranco tenuta da Silvano Ceolin, Presidente del
        Comitano Italiano per la tutela del Piedefranco e da Marta De Toni, ricercatrice, scrittrice e
        divulgatrice del mondo vitivinovolo;
      • alle ore 14.30 entrano in scena i Vini di Confine, conferenza tenuta da Pierfranco Midali vice
        presidente Comitato Italiano per la tutela del piede franco, Ivano Foianini Fondazione Foianini
        Sondrio, Micaela Stipa Delegato Onav Varese e Rocco Lettieri giornalista Freelance.
      • alle ore 18 Il coro polifonico Castelbarco di Avio si esibirà in un concerto dal titolo “FRANC DE
        PIED”, risultato di mesi di studio e ricerca, con l’obiettivo di esplorare la tematica del vino
        attraverso composizioni dedicate. In questa prima nazionale, si è voluto creare un connubio di
        sentimento tra canto, recitazione e viticoltura, fondamentali della nostra cultura.

      Un’occasione unica per immergersi in un viaggio sensoriale e culturale, celebrando l’arte e la tradizione legate al vino. ll servizio di ristoro sarà affidato ai gruppi alpini locali, garantendo un’accoglienza calda e organizzata per tutti i partecipanti. Le cantine partecipanti provengono da diverse zone d’Italia.

      Inoltre, durante tutta la manifestazione, sarà presente un gruppo di figuranti in costumi romani, che
      intratterranno il pubblico con spiegazioni sull’alimentazione e il consumo di vino ai tempi di Roma, offrendo un affascinante viaggio nel passato e arricchendo l’evento di un tocco storico e culturale.

      Centro Congressi Medioevo – Olgiate Comasco – Via Lucini, 4

      Celiakè?!: il gusto gluten-free tra food truck, eccellenze artigianali e showcooking d’autore

      Celiakè?! Il gusto gluten-free tra artigianato gastronomico, street food e dolci sorprese.

      Dal 17 al 18 maggio 2025, il Borgo Boncompagni Ludovisi di Roma si trasformerà in un microcosmo di sapori senza glutine, dove tradizione e innovazione si incontrano, dialogano e si mescolano. Non una semplice rassegna gastronomica, ma un invito a riscoprire il piacere del cibo in tutte le sue forme, in un’esperienza collettiva che mette al centro la qualità, la creatività e l’inclusione. A Celiakè?! il gluten-free diventa un linguaggio universale che unisce, nutre e racconta.

      Il festival, ideato da Valentina Pagliuso e Josè Luis Lopez Ruggiero di Live Productions, nasce per restituire al pubblico un’immagine autentica e golosa della cucina senza glutine. Un villaggio diffuso, senza percorsi forzati né compartimenti stagni, dove ogni tappa è un’occasione per scoprire qualcosa di buono. E non solo da gustare.

      Pizza, supplì, fritti e sapori d’autore: tra tradizione e creatività

      Chi pensa che il gluten-free sia sinonimo di rinuncia dovrà ricredersi fin dal primo assaggio. A partire dalle proposte croccanti e irresistibili di Zero Glutine, realtà romana fondata da Maria Sole e Alessandro Giorgioni, che accoglieranno i visitatori con una pizza fragrante e saporita, impreziosita da abbinamenti unici e da una collaborazione esclusiva con Rovagnati. A rendere il tutto ancora più conviviale, la loro energia e passione.

      Tra i protagonisti dello street food ci sarà anche Pizzeria Teresina, che con i suoi supplì rigorosamente senza glutine, senza lattosio e vegetariani, porterà a Celiakè?! un’icona del cibo di strada romano, rivisitata con attenzione e gusto.

      Appetitoso, laboratorio artigianale capitolino dall’anima verace, servirà invece panini con porchetta, maritozzi con la panna e birra alla spina, un trionfo di golosità pensato per chi cerca sapori autentici da gustare passeggiando.

      Il Mondo senza Glutine, attivissima realtà campana, proporrà un ricco ventaglio di delizie: dalle pizzette alle crocchette, passando per arancini, fritti misti e polpette di melanzane, fino a una selezione di biscotteria artigianale pensata per ogni momento della giornata.

      Dalla storica città di Ascoli Piceno arriva Migliori, con il suo truck che servirà uno dei simboli più amati dello street food italiano: le celebri olive all’ascolana, ovviamente in versione gluten-free, affiancate da mozzarelline impanate e patatine fritte croccanti, per un assaggio che sa di festa e convivialità.

      Sempre in chiave street food ma con un tocco internazionale, da Latina farà tappa a Celiakè?! La Rueda, con le sue specialità spagnole: dalla paella alle patatas bravas, passando per le croquetas de jamon e l’immancabile sangria. Il gusto sudamericano si farà sentire grazie a Latina’s che proporrà empanadas farcite con pollo, vitello, verdure e patate, realizzate con prodotti della sua linea Pandilù.

      Da Frosinone, Piubbuono Bakery proporrà due versioni del suo “Sorriso”: uno con parmigiana di melanzane, profumato e filante, e uno con polpette di carne, autentico comfort food gluten-free. E per chiudere il cerchio con dolcezza, gli amaretti di mandorla: croccanti fuori e teneri dentro.

      A completare il panorama della cucina da passeggio, anche Maya Senza Glutine  proporrà nel suo food truck preparazioni semplici ma golose, come hot dog e panino con polpetta, in una versione accessibile e inclusiva, grazie ai prodotti di Agluten, sponsor della manifestazione.

      Pasta, farine e identità: tra comfort food e tradizione

      Per chi ama la pasta, la proposta sarà altrettanto ricca e sfaccettata. Fuori di Glutine, con il suo food truck, porterà in scena la tradizione emiliana in versione gluten-free. Pasta ripiena, formati trafilati e i mitici “chisoli” con salumi racconteranno al pubblico come anche i sapori più radicati possano essere reinterpretati con cura e competenza.

      Pasta in Corso, uno degli sponsor dell’evento, porterà invece in degustazione i quattro pilastri della tradizione gastronomica romana: carbonara, amatriciana, gricia e cacio e pepe, tutti rigorosamente senza glutine. Un modo per ricordare che la storia della cucina può continuare anche su nuove strade, senza perdere nulla in sapore.

      New Food Experience, ristorante 100% gluten-free di Roma, porterà un assaggio della sua cucina d’autore  in formato festival: primi piatti, fritti e dolci confezionati pensati per accompagnare i visitatori lungo tutto il percorso della giornata, dalla pausa pranzo al dessert.

      D’Alessio Gluten Free, pastificio ardeatino, sarà presente con una proposta di primi piatti, pasta confezionata e altri prodotti gluten-free pensati per tutti i giorni, capaci di coniugare praticità e bontà.

      Triticum, altra realtà di riferimento nella Capitale, porterà invece la pizza al taglio, i fritti e il tiramisù, per raccontare una cucina gluten-free urbana e accattivante, senza compromessi.

      Tra i forni artigianali presenti, la Panetteria Citro, direttamente dalla Campania, presenterà le sue creazioni più amate: pane fresco e pane biscottato, freselle ai cereali ricche di fibre, biscotteria da tè e una combinazione intramontabile che sa di casa e convivialità: pane fresco con mozzarella di bufala dop e prosciutto di Parma.

      Le Eccellenze Senza Glutine, distributore per la ristorazione di prodotti d’artigianato senza glutine proporranno invece una gamma variegata di primi piatti, dolci artigianali e prodotti da forno, perfetti per accompagnare un pasto completo e gustoso.

      A sigillare l’incontro tra artigianato, qualità e cultura enogastronomica ci penserà Cibalia, giovane e-commerce laziale, tra i partner dell’evento, che seleziona con cura prodotti artigianali italiani: a Celiakè?! sarà presente con i prodotti di diverse piccole realtà di artigiani italiani del gusto, in un viaggio tra i sapori autentici della nostra penisola, tutto “dal produttore al consumatore”.

      Dolci, torte e gelati: la festa continua

      Nel regno del dolce, le suggestioni non mancheranno. Napoleoni Gluten Free, storico laboratorio romano e sponsor dell’evento, sarà presente con una selezione delle sue specialità di pasticceria e con la linea “Dolce & Salato”, vera sintesi di tradizione e ricerca.

      Delishia American Cakes, da Aversa, offrirà una suggestiva incursione nel mondo delle bakery americane: Red Velvet, Angel Cake, Banana Bread, tutti rigorosamente senza glutine.

      Amaranto, dalla Tuscia, porterà in scena dolci gluten-free e senza lattosio, realizzati con ingredienti biologici e locali.

      A garantire un tuffo rinfrescante nei sapori genuini ci penseranno Gelasio, giovane stella della scena romana del gelato che porterà a Celiakè?! i suoi gelati naturali e artigianali, le crepes, il poké dolce e le brioches e il Fico Rosso con i gelati, semifreddi, granite e cremolati.

      Non mancheranno le occasioni per spegnere la sete dei partecipanti a questa prima edizione di Celiakè?!: sarà infatti possibile gustare cocktail e aperitivi pensati per accompagnare le degustazioni e creare momenti di relax nel cuore del Borgo, mentre a raccontare il territorio attraverso la lente dell’eccellenza ci penserà Amor Vitae, cantina laziale che porterà in degustazione i suoi vini biologici, veri interpreti della biodiversità e della sostenibilità del Lazio. E per chi preferisce la birra, spazio alle creazioni artigianali di Eternal City Pub, e a quelle di Brouwerij Klein Duimpje, birrificio olandese che presenterà le sue birre olandesi glutine, già apprezzate a livello internazionale.

      La birra, rigorosamente gluten free, sarà la regina delle bevande di Celiakè?! perché oltre ad essere presente in diversi stand per accompagnare le preparazioni di alcuni espositori, sarà anche protagonista di un workshop dedicato agli abbinamenti con le specialità gluten free curato dal giornalista ed esperto Alfonso Del Forno.

      Olio e miele: oro liquido e dolcezza naturale

      Tra gli appuntamenti più affascinanti ci sarà la degustazione dedicata al miele: un avvicinamento all’analisi sensoriale a cura di Buono APS, curata dalla dottoressa Marialba Ventricelli, pensata per avvicinare il pubblico al mondo di questo ingrediente prezioso fatto di mieli monoflorali, millefiori, cristallizati e fermentati.

      Grande spazio anche all’olio extravergine di oliva, grazie a UNTO – Evo Fest, tra i partner dell’evento. Sei produttori di oro verde racconteranno le sfumature del loro lavoro e dei territori di provenienza: Burgus Vitae (Abruzzo), Frantoio di San Lazzaro  e Frantoio Gaudenzi (Umbria), Tenute Donna Vittoria (Puglia), Marchesi Cavalletti (Sabina) e Villa Cavalletti (Castelli Romani).

      Tra gli appuntamenti dedicati alla valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, il programma di Celiakè?! propone inoltre due iniziative che uniscono divulgazione e sperimentazione gastronomica. Un’interpretazione originale fra tradizione e innovazione dell’“oro verde” in una veste dolce e inaspettata con Gelasio – Oltre il gelato, che presenterà un gelato artigianale realizzato con olio EVO.

      A fianco dell’esperienza gastronomica, spazio anche alla formazione con “EVOkè? Come conoscere e riconoscere un olio EVO di qualità”, incontro di avvicinamento curato dalla Fondazione EvooSchool, punto di riferimento nella didattica dell’olio extravergine. Il percorso offrirà ai partecipanti nozioni tecniche e sensoriali utili per orientarsi nel mondo dell’olio, con un approccio accessibile ma rigoroso.

      Esperienze e incontri con il gusto

      Al fianco degli espositori ci saranno anche attività esperienziali, come gli showcooking con Silvia Visconti, alias Pasticcerando Senza Glutine, che mostrerà dal vivo le sue preparazioni con farine naturali e presenterà il suo libro “La mia cucina naturale senza glutine”, e quelli dedicati ai “Dolci da colazione” e alla “Focaccia al formaggio” di Sissi Bellinghieri di Golosi senza glutine.

      Monica Bellin, foodblogger, autrice e divulgatrice di cucina naturale, guiderà il pubblico tra consigli, ricette e divertimento nel suo showcooking ispirato alle farine in purezza e al suo volume “Senza glutine con amore” che sarà presentato a Celiakè?!

      Tra le attività pensate per i più piccoli, anche un laboratorio di cucina dedicato ai bambini, guidato da Maya Belen Mejìas (Maya Senza Glutine) e da Rossanina Del Santo,meglio nota come Maga Merletta, formatrice e “maga” della cucina free from, capace di trasformare ogni ricetta in un momento di scoperta e divertimento. Insieme, coinvolgeranno i piccoli partecipanti in un’attività ludico-didattica pensata per educare al gusto e all’alimentazione consapevole attraverso il gioco, l’esperienza diretta e un pizzico di magia.

      Due appuntamenti da non perdere saranno quelli proposti da AIC Lazio – Associazione Italiana Celiachia – che porterà in scena lo chef Andrea Palmieri, volto noto della ristorazione italiana e apprezzato formatore con una lunga esperienza anche in ambito televisivo, che sabato 17 guiderà il pubblico attraverso due showcooking tematici. La domenica sarà la volta di Alessandro Basciu sushi chef di Ramé, realtà giovane e già affermata della scena capitolina che a Monteverde propone cucina nipponica in salsa territoriale con ingredienti italiani.

      Un festival che celebra la cultura del cibo senza glutine

      Celiakè?! non è solo un viaggio nel gusto, ma un’esperienza completa, che intreccia cultura alimentare, convivialità e consapevolezza. Tra laboratori sensoriali, showcooking, degustazioni, masterclass e momenti di incontro con artigiani, produttori e chef, il festival racconterà la ricchezza e la varietà del mondo gluten-free. Ma sarà anche teatro di seminari divulgativi, racconti di vita vissuta, spettacoli e attività pensate per coinvolgere pubblici diversi, in un’atmosfera inclusiva e accogliente.

      Un progetto reso possibile anche grazie al sostegno di sponsor come Napoleoni Gluten Free, Pasta in Corso, Tekno 4 Beta, Garage Eventi e Agluten, che condividono la visione di un mondo senza glutine capace di unire innovazione, qualità e accessibilità.

      Dal 17 al 18 maggio 2025, il Borgo Boncompagni Ludovisi si trasformerà in un piccolo universo senza glutine e senza compromessi, dove il gusto sarà protagonista e il piacere della scoperta si fonderà con l’attenzione alla salute e al benessere. Perché mangiare bene, in fondo, è anche un modo per sentirsi a casa.

      Celiakè?! | Il villaggio gluten-free   –      Festival itinerante

      Sito web: www.celiake.it    Per info:  info@celiake.it

      Valentina Pagliuso 347 3220149 / Josè Luis Lopez Ruggiero 393 9915850

      Ufficio Stampa:Donato Notarachille  345 3114344   donato.notarachille@gmail.com

      Vallepicciola descrive minuziosamente l’UGA Vagliagli con vini eleganti e longevi

      L’UGA Vagliagli è l’ala sinistra dell’ideale farfalla che divide in due il comune di Castelnuovo Berardenga, il più a sud del Chianti Classico. Qui, in località Pievasciata, si trova la cantina Vallepicciola, una realtà vinicola presente e attiva sul territorio dal 1999 di cui abbiamo scritto nell’articolo Napoli: Vallepicciola porta il vento del Chianti Classico nel “paese d”o sole e d”o mare”.

      Da Napoli alla Toscana e poi dritti a Verona, dove al Vinitaly abbiamo ritrovato Alberto Colombo, amministratore delegato della società nonché presidente dell’Associazione Vagliagli, che raduna al suo interno i produttori del Chianti Classico dell’omonima UGA.

      Vallepicciola nasce per volontà dell’imprenditore Bruno Bolfo, come recupero di un vecchio convento, riconvertito in un resort di lusso. Gli originari 3 ettari di vigna che circondavano la proprietà si ampliano grazie all’acquisizione di ulteriori 80 ettari alla fine del 2000. Attualmente la cantina si estende su 265 ettari totali, di cui 107 a vigneto – ripartito per il 40% a sangiovese e per il 60% a vitigni internazionali- la restante parte a uliveti e bosco.

      L’attuale produzione si attesta attorno alle 500 mila bottiglie, divise tra mercato nazionale e altri trentacinque paesi nel mondo. Gli Stati Uniti, ci spiega Alberto, rappresentano una fetta importante ma non determinante del business – circa 100.000 bottiglie – e la cantina sta affrontando il momento attuale con spirito collaborativo nei confronti dei propri importatori.

      La particolarità di Vagliagli, continua Colombo, che ha spinto alla creazione di un’UGA a sé rispetto al comune di riferimento Castelnuovo Berardenga, risiede nella varietà di suoli prevalentemente di matrice alluvionale, ma con importanti presenze di scisti argilloso calcaree e sequenze marnose. Dal prossimo anno l’UGA Vagliagli verrà definitivamente riconosciuta con possibilità di indicarne il nome in etichetta, solo per il Chianti Gran Selezione, come previsto dall’attuale disciplinare.

      Per quanto riguarda la produzione di Chianti Classico, Vallepicciola ha optato per la vinificazione in purezza del sangiovese sia per l’Annata che per la Riserva e la Gran Selezione, lavorando su una densità d’impianto pari a 5000 ceppi per ettaro e una resa di 60 quintali.

      Iniziamo la degustazione con il Chianti Classico 2021. Vinificato in acciaio e affinato in tonneau e barrique di secondo passaggio, ha naso tipico e delicato di frutto rosso e fiori scuri, beva agile e snella. La produzione annua si aggira intorno alle 140/150 mila bottiglie.

      La Riserva 2021 vinifica invece in cemento e affina 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso esprime caratteri più minerali che ricordano il talco e poi di nuovo la ciliegia. Palato disteso, con ottimo equilibrio fresco-sapido. La produzione annua è di circa 30 mila bottiglie.

      Infine degustiamo la Gran Selezione 2021 ottenuta dalla vigna singola “Lapina”, con ceppi di circa trent’anni e una produzione di circa 10 mila bottiglie. Anche in questo caso vinificazione in cemento e affinamento per 30 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso presenta evoluzione, con sentori di frutti scuri macerati e sbuffi balsamici e minerali. Snello ed elegante il palato,contraddistinto da un tannino sottile e perfettamente integrato.

      La collezione dedicata al sangiovese si chiude con Vallepicciola Rosso IGT, produzione limitata di circa 8000 bottiglie l’anno, provenienti dai tre ettari di vigneto originari della proprietà, il Fontanelle.

      Fermentazione in cemento, macerazione di 4 settimane, invecchiamento di 20 mesi in barrique nuove, mostra un carattere completamente diverso rispetto alla linea del Chianti Classico. Corpo e materia si intuiscono sin dalla mescita, si delineano nel naso intenso, ricco, goloso di frutti scuri, spezie, tostature e si definiscono nella beva gustosa, di tannino strutturato e sferzante, finale lungo e appagante. Non si può fare a meno di pensare a una succulente bistecca fiorentina al sangue.

      I vitigni internazionali rappresentano il 60% del parco vigne aziendale. Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc costituiscono la linea dei monovarietali di Vallepicciola.

      Abbiamo degustato il Pinot Neto Boscobruno 2022 da vigne a 500 metri d’altitudine, vinifica in cemento e matura in barrique di secondo e terzo passaggio. Espressione del varietale in Toscana, si esprime con un naso di piccoli frutti rossi in confettura e grande eleganza al palato.

      Il Cabernet Franc Mordese 2022 lascia il segno: compatto e preciso all’olfatto, non offre alcuna sbavatura verso i tipici sentori erbacei. La vena balsamica elegante e le nuance di tabacco biondo sono completati da un sorso succoso, fresco, sostenuto da tannino vibrante e grande chiusura sapida.

      VALLEPICCIOLA

      Strada Provinciale 9 di Pievasciata n. 21

      53019 Castelnuovo Berardenga

      Italian Taste Summit 2025 – il vino italiano incontra il futuro

      Italian Taste Summit 2025, sulle incantevoli sponde del Lago di Garda presso il Borgo Machetto Country Club, ha rappresentato un’iniziativa virtuosa per il futuro del vino Made in Italy. Al centro dell’evento l’incontro diretto tra produttori e buyer internazionali, un format B2B accuratamente studiato e messo in piedi da Joanna Miro, il cui ingegno ha conferito lustro a un settore in continua ricerca di nuove strategie commerciali e narrative.

      Un Format Innovativo: Produttori e Incontri B2B

      Il dinamico “business speed dating”, un format in cui le aziende vinicole hanno potuto presentarsi direttamente ai buyer instaurando rapporti concreti e studiati sulle esigenze dei mercati globali, è stato ideato per dar forma a un modello che valorizza il contatto diretto tra persone, lasciando agli interlocutori preziosi aneddoti e curiosità.

      Le Eccellenze in Degustazione: Un Viaggio Attraverso Storie e Sapori

      In parallelo agli incontri B2B ha scena il percorso “tailor-made”, perché nulla è stato lasciato al caso, per avvicinare la stampa e gli addetti ai lavori alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Ecco alcuni dei temi chiave emersi durante le degustazioni:

      Iniziamo con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, rappresentati dai produttori di Cocconato. Una zona da sempre vocata, influenzata dalla macchia boschiva e dal calore, senza dimenticare la vicina Alassio, porta del Mare. Qui le terre sono bianche e marnose.

      • Chardonnay Cantine Nicola 2022 Piemonte DOC: Apre con sentori di gesso, vegetali, erbe selvatiche, spezie leggere, soave e vegetale al naso e ricco in bocca, grazie anche ai suoi 14 gradi volumici ed alla fermentazione in legno, che regala allo Chardonnay lunghezza sapida e sprint. Perfetto con una Robiola stagionata e il tradizionale Pane di Cocconato, realizzato con 4 grani antichi macinati a pietra.
      • Piemonte DOC Bonarda Marovè: Petillant, con una leggera aggiunta di Freisa Dolce in imbottigliamento, si presenta su note di lampone, rossi, humus e liquirizia. Un vino elegante e scorrevole.
      • Grignolino Vigin- Azienda Maciot: Uno dei cosiddetti “vini del re”. Il vitigno richiede particolare attenzione per evitare eccessive note vegetali, prediligendo una selezione accurata dei vinaccioli. Dimostra bella eleganza e contenuto.
      • Barbera d’Asti Superiore DOC 2022 Cocconito – Finezza dalla connotazione gessosa del terreno, che assottiglia i tannini donando una piacevole vena sapida.
      • Albarossa Del Maruè – Poggio Ridente Una nuova varietà, nata per impollinazione. Il non avere una memoria storica ha giocato a sfavore inizialmente, ma oggi gli assaggi sono decisamente pronti e convincenti. Naso vivido: frutti rossi di bosco e note selvatiche di rovo e terra bagnata, cannella e anice stellato su petali di viola finali. In bocca è dinamico, dal tannino setoso; un vino moderno.
      • Vermuth di Torino Bianco “Carpano”: realizzato senza caramello e con erbe locali come da disciplinare, si mostra ideale in abbinamento alla delicata pasticceria secca italiana.

      Tenute Foschi-Venturini – Siamo sulle Colline di Parma, all’ombra di una torre Pallavicina del Quattrocento, luogo stupendo di incontro tra vino e arte. Pier Luigi Foschi, imprenditore di successo, e sua moglie Emanuela Venturini Architetto e Designer qui hanno trovato un luogo del cuore e ne hanno voluto fare un progetto, che nell’omaggio al passato vuole scrivere il futuro, ecco alcuni assaggi:

      • Metodo Classico “Sophia”: Ispirato alla prima nipotina della famiglia, Sophia è un millesimato Blanc de Noir da 30 mesi sui lieviti. Elegante ed espressivo, dalle sfumature dorate, apre a un naso che gioca amabilmente tra ananas e piccoli frutti rossi, avvolti da una piacevole speziatura dolce. In bocca è cremoso bilanciato, incarna nel dinamismo delle bollicine.
      • Gemma Malvasia di Candia Aromatica 2021 Delicati agrumi, fiori d’arancio, zagara e frutta bianca, piacevole freschezza.

      Gemma Gentile – Malvasia di Candia Aromatica 2019: Doppia medaglia d’oro in Giappone al Japan Women’s Wine Awards, questo vino rispetto al precedente ha una massa che fa maturazione tardiva e ne amplia ancor più il raggio. Porta con sé fresche note agrumate suadenti, poii frutta a polpa gialla, lavanda e miele d’acacia. Sorso pieno e suggestivo di bella sapidità.

      • “Emy”: Porta il nome della nonna. Un Sauvignon Blanc di distinta eleganza, che gioca su spezie aromatiche, con macchia mediterranea – in particolare il rosmarino – e tonalità che riportano alla memoria alcuni elegantissimi Daiginjo.
      • Ca Fontani – dal vitigno “Ervi” Un audace incrocio tra Raboso e Barbera, creato dal professor Fregoni, che esemplifica la forza espressiva dei terreni da cui proviene. Robusto, bilanciato, non nasconde il suo carattere importante giocato su note di frutta scura, spezia selvatica, ginepro e caffè.

      Talamonti – Siamo a Loreto Aprutino in una zona dove l’escursione termica ha un ruolo determinante nel carattere e nella longevità dei vini.

      • Pecorino “Trabocchetto” 2024: Ottimo esempio di gioventù del Pecorino. La criomacerazione in acciaio e il contatto con le bucce esaltano i sentori agrumati e le note iodate di salgemma, la salvia e il timo.
      • “Trabocchetto” Pecorino d’Abruzzo DOC Superiore 2022: Ha uno stile più ampio, il tempo ha lavorato bene e al naso apre con toni burrosi, note tropicali di litchi, ma anche pesca gialla. Il sorso è rotondo e piacevole.
      • “Aeternum” 2018: Trebbiano d’Abruzzo maturato parte in legno, regala un naso ampio dai sentori complessi di salvia, rosmarino, zafferano e leggere sfumature petrolate. Al palato la morbidezza è notevole, ben supportata da una delicata sapidità.
      • “Aternum” 2017: Più teso e meno generoso, mostra la longevità del Trebbiano e la lettura di un’annata diversa, che si fa notare per finezza di beva.

      Cantina della Volta – Abbiamo già parlato di questa Cantina nell’articolo Un giorno a Sorbara, tra nebbia e Lambrusco.

      I Bellei sono stati pionieri del Lambrusco di Sorbara. Furono, infatti, i primi a intuire le potenzialità del Sorbara in versione Metodo Classico. I viaggi a Epernay della famiglia hanno forgiato padre e figlio verso uno stile estroso e di indiscutibile eleganza.

      • “Rimosso”: iniziamo dal Lambrusco Frizzante sur-lie, senza fronzoli, che con fragolina di bosco, piacevole sapidità e vinosità ci mostra i caratteri piacevoli del sorbara.
      • La Volta 2023: nato per sottrazione, un frizzante delicatissimo che vuole essere un entry level per entrare nel difficile mondo dei Lambruschi.
      • BRUTROSSO Lambrusco di Sorbara Doc 2023 – Metodo Classico rodato e di grande pienezza, già ben godibile e bilanciato, eccellente negli invecchiamenti. Una bolla rossa dall’eccellente potere dissetante, ricca di sapidità e armonia.
      • Lambrusco di Sorbara Rosè Doc Brut 2018: Un vino bilanciato e studiato nei minimi dettagli, fine ed equilibrato. I piccoli frutti rossi lampone e fragolina e la macchia mediterranea aprono, leggere note di pasticceria, rosa e melograno proseguono. Esercizio di stile ed eleganza internazionale.
      • Christian Bellei Metodo Classico – 2016 Il varietale irrompe in questo assaggio già nel colore, nelle sfumature al naso di radice di liquirizia, salgemma, fiori d’arancio e agrume in abbondanza. Assaggio di vibrante freschezza, eccellente, saporito e armonico.

      Il Percorso Dedicato alla Stampa

      Se da una parte il fulcro dell’evento era senza dubbio il networking e gli incontri mirati tra produttori e buyer, dall’altra la stampa ha avuto il privilegio di un percorso appositamente curato, “ricamato” per raccontare con delicatezza e profondità ogni attimo vissuto. Un’esperienza che non si è limitata a documentare dati e i contatti, ma che ha rivelato storie, aneddoti ed emozioni dietro ogni degustazione e incontro.

      Nella serata ha avuto luogo la Cena di Gala in una cornice diversa, sempre chic ma un più distesa. Sono stati celebrati altri assaggi, in un gioco di abbinamento cibo-vino molto ben riuscito.

      Il suadente Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG di La marca, bolla cremosa dal leggero tenore zuccherino ben amalgamato con la massa; Testarossa di La Versa, Pinot Nero metodo classico semplice, elegante e mai banale, giocato sulla tensione fruttata. Winged Victory della Cantina di Casteggio e il loro Pinot Nero, altre due bellissime e chiare espressioni di Oltrepò Pavese. Ronco Margherita Tenuta Col Colat Ovalis, blend internazionale “friulano”, Merlot e Cabernet Franc, che gioca col Refosco dal Peduncolo Rosso. Sosta 18 mesi di barrique di rovere francese, un vino importante dal palato internazionale.  Il notevole “Fiano Pian di Stio” di San Salvatore: siamo a Paestum a 650 metri d’altitudine. Un vino di completezza disarmante, ricco, fin dal primo sguardo con le sue tonalità dorate intense e nell’olfazione su toni agrumati, schiuma di mare, eucalipto miele di sulla, camomilla, pesca bianca e burro fuso. L’assaggio è appagante, rotondo, marino, agrumato, dallo strascico lungo ed elegantissimo.

      Considerazioni Finali

      L’Italian Taste Summit 2025 si conferma come una piattaforma dove le tradizioni vinicole si incontrano con le innovazioni commerciali. Tra B2B dinamici e un percorso guidato, l’evento ha regalato un’immagine autentica del vino italiano, ricca di storia, innovativa nelle strategie e vibrante nel racconto.

      Alois Lageder e l’idea di Summa: la somma delle eccellenze vitivinicole

      Magrè sulla Strada del Vino dell’Alto Adige (Südtirol Weinstraße), all’interno della Tenuta Alois Lageder, nei giorni 5 e 6 aprile 2025 è andato in scena il prestigioso evento enoico Summa. Una prestigiosa fiera del vino organizzata da oltre 25 anni dalla famiglia Lageder che ha visto la partecipazione di 112 aziende vitivinicole provenienti da ogni parte d’Italia e di altri importanti Paesi europei, contraddistinte da vignaioli che hanno segnato il mondo enoico per la produzione di vini  autentici.

      Magrè la porta dell’Alto Adige

      Magrè è un ridente borgo posto in Alto Adige in provincia di Bolzano. Immerso tra stupendi vigneti e molte piantagioni di mele, in uno  spettacolare scenario montuoso sulla Strada del Vino dell’Alto Adige (Südtirol Weinstraße). Un comune di circa 1300 abitanti, caratterizzato da stile gotico, rinascimentale e barocco. Tra le caratteristiche vie si trova la vite più vecchia d’Europa risalente al 1600. La mia prima visita a Magrè risale a qualche anno fa, di ritorno da Merano WineFestival nella prestigiosa Tenuta di  Alois Lageder.

      L’evento Summa di Alois Lageder

      All’arrivo nella piazza principale del Borgo è stata messa a disposizione una navetta per condurre i visitatori alla Tenuta. Il programma prevedeva interessanti masterclass. All’interno vi è la possibilità di pranzare senza dover uscire dalla Tenuta. Ogni anno, una parte del ricavato dei biglietti è destinato a un’organizzazione benefica altoatesina. Nell’edizione 2025, andrà a favore della rivista di strada zebra, dell’OEW – Organizzazione per un Mondo Solidale di Bressanone.

      Alcuni assaggi proposti durante Summa

      Champagne Tarlant La Vigne d’Or 2006 – Meunier 100% – Giallo dorato intenso dal fine perlage; sprigiona note di frutta tropicale, pasticceria da forno, agrumi, nuance speziate. Sorso cremoso, vibrante, avvolgente e persistente.

      Ribolla 2016 Gravner – Giallo ambrato intenso, al naso emergono note di pout-pourri floreali secche, albicocca, pesca candita, erbe aromatiche e resina. Ricco, pieno, rotondo e duraturo.

      Chardonnay 2022 Monteverro – Giallo dorato, sviluppa note di banana, litchi, pera, pompelmo, fiori di montagna e panificazione. Ingresso in bocca fresco e saporito, invita ad un sorso successivo.

      Malvasia Damijan Podversic 2020 – Giallo dorato brillante, rivela subito sentori di fiori di camomilla, pera, albicocca, tamarindo, scorza d’arancia e miele. Finale vibrante, armonioso e coerente.

      Löwengang 2020 Alois Lageder – Giallo dorato intenso dal naso intriso da note di pera, pesca, melone, vaniglia, con richiami burrati e agrumati. Al gusto scivola fresco, morbido, armonioso e coerente.

      Barbaresco Camp Gros Martinenga 20200 Marchesi di Grésy – Rosso granato dalla sfumatura aranciato, libera sentori di mammola,  frutti di bosco, ciliegia,  prugna e spezie dolci. La piacevolezza stimola il lungo ed appagante sorso. Interminabile.

      Barolo La Tartufaia 2021 Giulia Negri – Bel granato trasparente, dipana sentori di violetta, ciliegia, ribes, tabacco e liquirizia ben integrati alle note speziate. Al palato è ampio, setoso, coerente e persistente.

      Pinot Noir Riserva Tiefenbach 2020 Heitlinger –  Rubino trasparente dai piacevoli sentori di ribes, lampone, vaniglia, sottobosco e spezie dolci. Al sorso è vellutato, fine, pieno e lungo.

      Château Canon – la Gaffelière 2019 Premier Grand Cru Classé – Merlot,  Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon  – Rubino impenetrabile, emana sentori di prugna, amarena, liquirizia, frutti di bosco maturi,  menta e spezie. Palato delicato, setoso e delizioso, fa presagire una buona capacità d’invecchiamento.

      Chateau Musar Rosso 2018  Gaston Hochar – Cabernet Sauvignon,  Cinsault e Carignano – Dal rubino intenso e profondo, emana sentori di amarena, prugna, mora, tabacco, cuoio e sbuffi balsamici. Avvolgente, appagante e longevo. 

      ViniVeri 2025 – celebrazione di tradizione, emozione ed innovazione

      Ogni calice racconta una storia unica, ogni incontro spalanca nuove prospettive, e il vino si trasforma in un ponte che unisce generazioni.

      Nel cuore pulsante dell’enologia “naturale”, ViniVeri 2025 si staglia come l’evento imperdibile per chi aspira a sorsi di intensità e autenticità. Dal 4 al 6 aprile presso l’AreaExp di Cerea, questo evento ha mirato ad un equilibrio sofisticato: quello tra le radici antiche dei territori e un’innovazione consapevole che si proietta verso il futuro. In un’epoca in cui la sostenibilità non è più un optional ma un imperativo, Viniveri mostra come il ritorno al “naturale” diventi una dichiarazione d’amore per la terra e per il bere bene.

      Un’esperienza multisensoriale

      ViniVeri ha presentato un’esperienza completa: degustazioni guidate, seminari e cene d’autore che si intrecciano in un percorso atto a trasformare ogni calice in un racconto. L’evento si è rivolto sia agli esperti che ai neofiti, offrendo spunti e momenti di particolare arricchimento culturale. Un focus speciale è stato dedicato anche ai giovani under 25.

      I testimoni di una tradizione rigenerata

      Il cuore pulsante di ViniVeri restano i produttori, ognuno dei quali porta sulle proprie etichette i segni di una passione tramandata attraverso la terra.

      Ecco alcuni dei protagonisti e qualche assaggio

      • Gian Antonio Posocco – Vincolfondo siamo a Mondragon, in un sottosuolo morenico profondo, 1 ettaro allevato di Glera con vecchi vigneti al cui interno sono presenti anche varietà antiche come Verdiso, Bianchetta, Perera e Boschera, un vino che rappresenta tali uve per la loro tradizionalità e piacevolezza.
      • Casa Coste Piane – Brichet altra Glera e in piccola percentuale di Verdiso. Frizzante, da vigne provenienti da un vigneto storico “Serre” in Miane di origine morenica e Salìs (argille blu). Un tributo artigianale alla tradizione veneta di agilissima beva.
      • Il Pendio – Il Contestatore. Michele Loda, In Lombardia, anni fa con questa bottiglia si fece portavoce di una nuova visione enologica, una visione radicale e provocatoria. Chardonnay in purezza spinto all’estremo, senza alcun compromesso e concessione. Solo uve da alta collina, lunga sosta sui lieviti (oltre 5 anni) e zero dosaggio per darci un vino nudo, affilato, profondamente territoriale
      • Setti Simone – Sangiovese 2015  Siamo a Montescudaio. Delicata sapidità, al naso incede subito con nuance da viola mammola. Sorso scattante e pieno, che racconta un vino complesso nella sua esecuzione. Simone è giovane e già esperto, un appassionato che traduce in maniera eccellente le vibrazioni della terra all’interno del calice.  
      • Aldo Viola – Saignee Nerello Mascalese, Perricone e Syrah, la tecnica usata è quella che dà il nome al vino. Rosso trasparente, contadino, dinamico e schietto; un vino da tutti i giorni che nella sua semplicità riesce a evocare la quotidianità del territorio e farci sentire il sole addoso. Abbiamo già parlato di Aldo nel precedente articolo e della sua abilità di convogliare l’energia dell’uva nelle sue creazioni.
      • Francesco Marra – Negroamaro Salento Rosato IGP un grande conoscitore delle sue terre. Siamo nelle campagne di Ugento, dove le terre rosse danno grande profondità a queste uve, poi affinate in “Capase” per 10 mesi. Al naso note di miele d’agrumi, melograno e pesca bianca, agrumi rossi e spezie bianche che invitano alla beva. In bocca è burroso e articolato, un rosato di presenza e eleganza.
      • Dramis – Maradei 2019 Magliocco in purezza, il vino richiama il nome della bisnonna di Vittoria Maradei, viticoltrice di Saracena che nel suo territorio sta convogliando una buona dose di tradizione e innovazione. Vigna centenaria, fermentazioni spontanee, il colore inizia ad intravedere la sfumatura granato. Naso profondamente mediterraneo, terroso e polveroso, con tocchi di liquirizia e carruba. In bocca c’è sostanza e una struttura tannica setosa dal grande equilibrio.
      • Podere Cipolla – Tramontana – Malbo Gentile dell’Emilia. Un passito di struttura, persistenza, dolcezza ben bilanciata e freschezza. Siamo a Reggio Emilia, nella “bassa”. I vini di Denny Bini mostrano tutto l’amore per il suo territorio, del quale esalta i vitigni storici e i più tradizionali metodi di vinificazione.
      • Feudo D’Ugni – Montepulciano Riserva Askoj “Il piccolo capolavoro” di Cristiana Galasso ha un indelebile carattere, al naso apre con prugne, nocciola, fave di cacao tostate, dalla vena ossidativa e sapida. Un vino importante, affinato in botti scolme, che lo caratterizzano nella bocca e nel ricordo.
      • Pruneto – Chianti Classico Riserva 2021 Siamo a Radda in Chianti, una zona dove il bosco è particolarmente marcante nel territorio e nei vini. La famiglia Lanzi produce questo splendido Sangiovese, affiancato da alcuni filari di Merlot, Canaiolo e Ciliegiolo, su terreni sabbiosi.
      • Trinchero – Runchet . Il nome di Ezio Trinchero è legato a doppio filo alla Freisa d’Asti. Questa è diversa dal solito, molto strutturata, stupisce per complessità, struttura e personalità da grande rosso. Naso complesso di frutta scura, amarene, spezie e una spiccata mineralità.
      • Princic – Merlot 2013 Tra i produttori simbolo del Collio, pioniere dei grandi bianchi in macerazione del Friuli, Dario Princic è una vera leggenda vivente. Qui i terreni ricchi di argilla e roccia arenaria garantiscono la giusta fertilità, una maturazione piena e macerazioni lunghe. Il Merlot è potente e ricco, con aromi profondi e complessi di prugne secche e frutta nera succosa, tabacco da pipa, spezia e grande e suadente sorso.
      • Altura (Isola del Giglio) – Ansonaco Siamo all’Isola del Giglio, azienda di Francesco Carfagna, nella parte più collinare e questo bianco macerato ne porta ogni segno. Apre con ampi sentori di macchia mediterranea e salgemma, spezia bianca, sbuffi di finocchietto di mare e alga. Sorso salino ricco e appagante.

      Perché partecipare a ViniVeri?

      Tra gli appuntamenti enologici, permette di immergerci in un mondo dove ogni dettaglio – dall’aroma unico di un buon vino, alla condivisione di storie e passioni – contribuisce a creare un’esperienza indimenticabile. Ogni produttore porta con sé storie, tradizioni e un forte impegno verso l’ambiente.

      ViniVeri è un invito a riscoprire il valore della tradizione, reinterpretata con modernità e cura in un mondo in cui il rispetto per la natura diventa la chiave per un futuro migliore.

      Vinitaly 2025: le considerazioni finali sulla Cinquantasettesima edizione

      N.d.r. Cala il sipario sulla Cinquantasettesima edizione di Vinitaly, in uno dei momenti più difficili per il settore vinicolo. Chiudiamo la nostra rassegna stampa con i volti dei tanti inviati presenti, Alberto Chiarenza, Adriano Guerri, Ombretta Ferretto, Adriano Romano, Olga Sofia Schiaffino, che hanno narrato i mille volti della nota kermesse. A loro vanno le foto di rito finali ed i complimenti di tutta la redazione di 20Italie diretta dal sottoscritto Luca Matarazzo.

      Tra le minacce di una guerra a colpi di dazi e la crisi che investe il comparto in maniera conclamata, la più grande manifestazione italiana del vino esce in forma smagliante e si conferma come uno dei principali eventi di settore del nostro paese, una vetrina di 180 mila metri quadri, per buyer nazionali e internazionali, ma anche semplici amatori.

      La sensazione è quella di un Vinitaly meno affollato, ma con maggior qualità di presenze, sostenuto dai numeri: 97 mila presenza complessive in quattro giornate, un incremento del 33% di operatori esteri, specialmente dai mercati di maggior interesse per il nostro paese, Stati Uniti, Germania e Regno Unito.

      Il format è stato quello consueto, con la macro divisione per Regioni all’interno delle Hall. Come ogni anno sono state organizzate le aree tematiche in padiglioni dedicati: veri e propri comparti nel comparto, come Micro Mega wine, lo spazio per le piccolissime aziende che fanno dei vitigni e dei vini rari il loro vessillo o Vinitaly Mixology, dedicato alla specializzazione di maggior tendenza del settore.

      Gli eventi fuori salone, come Vinitaly and the City, hanno animato Verona prima ancora dell’apertura ufficiale della fiera, denotandosi con veri e propri momenti di intrattenimento e convivialità extra business. E poi tasting, masterclass, convegni, con ampi approfondimenti dedicati all’enoturismo sia a livello nazionale che regionale, a riprova dell’importanza sempre maggiore di questa voce nell’economia delle aziende vitivinicole.

      I tanti anni di presenza al Vinitaly ci hanno testimoniato l’evoluzione e il cambiamento del mercato, eppure la sensazione che proviamo ogni volta che mettiamo nuovamente piede a Veronafiere è sempre la stessa: riuscire a toccare solo un’infinitesima parte di questo enorme palcoscenico sul quale si muovono grandi gruppi internazionali insieme a piccole aziende a conduzione familiare.

      Entrare e camminare tra i padiglioni è conoscere e scoprire realtà emergenti al fianco di quelle ormai consolidate, prodotti e idee nuove per un mercato sempre più esigente, innovazione e tradizione che camminano di pari passo. E soprattutto incontrare le persone che determinano il valore del vino, la sua autenticità, e ne fanno prima di tutto centro di convivialità e aggregazione.

      Muovendosi tra i vari stand raccogliamo entusiasmo, aspettative, ma anche una punta di leggero scetticismo nei confronti di questo evento, con un’unica grande certezza: le date della cinquattottesima edizione dal 12 al 15 Aprile 2026.