Maturazioni Pizzeria conquista per il secondo anno i Tre Galletti del Mattino

Maturazioni Pizzeria si conferma tra le eccellenze della scena gastronomica campana ottenendo, per il secondo anno consecutivo, i Tre Galletti della Guida 2026 “Le migliori 350 pizzerie della Campania” edita dal Mattino.Le pizzerie coinvolte hanno ricevuto il premio questa mattina alla Mostra d’Oltremare nell’ambito di Gustus.

Il prestigioso riconoscimento, attribuito da Luciano Pignataro in collaborazione con la giornalista Antonella Amodio, che premia pizzaiolo, pizza e locale – non necessariamente in combinazione – quest’anno ha visto ancora una volta Maturazioni figurare tra le 66 realtà al vertice, lo stesso numero della scorsa edizione.

A ritirare il premio per la sede di San Giuseppe Vesuviano sono stati Giuseppe Esposito, F&B Manager del brand, e Tonia Martone, Executive Chef del futuro locale che aprirà a Roma nel 2026: una presenza che sottolinea il percorso di crescita e consolidamento del progetto fondato da Gabriella Esposito e Antonio Conza.

I Tre Galletti arrivano infatti in un momento di grande fermento per la pizzeria, reduce dalla recente apertura di Amangiare a Pomigliano e dalla pianificazione del debutto nella capitale. Un ulteriore attestato dell’eccellenza e della visione contemporanea che caratterizzano Maturazioni.

Morellino del Cuore, il tour del 2025

Lo scorso 29 ottobre si è svolta la terza edizione di “Morellino del Cuore” la prima di tre serate dedicate al Morellino di Scansano. L’evento si è svolto a Firenze presso il Ristorante Gunè San Frediano, si tratta di una degustazione di 10 vini selezionati da una commissione di giornalisti, esperti e collaboratori di importanti guide e riviste enogastronomiche. I vini vengono selezionati per l’espressione al momento della degustazione. 

Nella seconda edizione la commissione era composta da Sommelier di importanti Ristoranti Italiani. La degustazione  è stata organizzata dai giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli in collaborazione con il Consorzio Tutela Morellino di Scansano. Presentano la serata Roberta Perna e Antonio Stelli con l’intervento del Direttore del Consorzio Tutela Morellino di Scansano, Alessio Durazzi. Ad ogni vino presentato sono intervenuti i produttori presenti. La novità di quest’anno è l’ introduzione della “Vecchia Annata”.

Prima di passare all’analisi sensoriale dei vini in degustazione, lasciamo il tempo ad alcune nozioni su questo stupendo comprensorio.

Il Morellino di Scansano è una gemma enologica collocata tra la costa Tirrenica  e l’antico vulcano del Monte Amiata in provincia di Grosseto. L’etimo del termine parrebbe derivare dai cavalli neri detti morelli che trainavano le carrozze. La posizione privilegiata in prossimità del mare e della montagna dona  un microclima unico e ideale per l’allevamento della vite; nonostante, i suoli e le altimetrie variano nei comuni  ricadenti nella denominazione quali: Scansano,  Manciano, Magliano in Toscana, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico e Grosseto. La composizione dei terreni è di origine argillosa e sabbiosa con buona presenza di galestro ed alberese.

Il Morellino di Scansano per disciplinare deve essere prodotto con uve Sangiovese almeno per l’85%, possono concorrere al completamento nella misura massima del 15%: Alicante, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia Nera, Canaiolo, Montepulciano, Merlot, Syrah, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Tuttavia, principalmente i produttori prediligono lavorare  il Sangiovese in purezza. Nelle annate  migliori viene prodotta anche la tipologia Riserva. E’ in corso la modifica del disciplinare per la tipologia, Superiore con un percorso di affinamento diverso che andrà a posizionarsi tra l’ Annata e la Riserva. La Doc è nata nel 1978 e il meritato riconoscimento a Docg è arrivato nel 2007. Un vino molto apprezzato e consumato in molti ristoranti sia in Italia sia all’estero a fine degli anni ottanta. Dopo un breve intervallo, recentemente è tornato meritatamente nella cerchia dei grandi vini rossi italiani.

Il Ristorante gourmet Gunè si trova nel cuore di Firenze, a San Frediano. Un locale molto accogliente con una cucina raffinata che propone piatti della tradizione sia toscana sia lucana. Ottima selezione di etichette sia nazionali che estere, servizio attento e curato. La porta accanto: Next Door Bistrot & Cocktail Bar, dove assaporare semplici pasti e aperitivi.

Vini in degustazione

“Annata”

Cantina Vignaioli Morellino di Scansano Roggiano Docg 2023 – Sangiovese 95% . Alicante e Ciliegiolo 5% – Piacevoli note di viola,  ciliegia, frutti di bosco ed erbe aromatiche. Fresco, sapido, leggiadro con buona facilità di beva.

Tenuta Agostinetto La Madonnina 2023 Morellino di Scansano Docg – Sangiovese 90% e Cabernet Sauvignon 10% – Sentori di ciclamino, ciliegia, fragola e mora, dal sorso avvolgente, persistente e armonico.

Poggio Argentiera Bellamarsilia 2023 Morellino di Scansano Docg – Sangiovese 100% – Sprigiona note di frutti di bosco, ciliegia e spezie dolci,  vellutato, dinamico, preciso e composito.

“Intermedio”

Provveditore Provveditore 2023 Morellino di Scansano Docg – Sangiovese 100% – Emana sentori di fragolina di bosco, mirtillo, tabacco e spezie. Gusto pieno e appagante.

Le Rogaie  Forteto 2022 Morellino di Scansano Docg – Sangiovese 100%  – Rivela note di ciliegia, prugna, pepe e nuances terragne. Al palato  è setoso, fine e dinamico.

Terenzi Purosangue 2022 Morellino di Scansano Docg – Sangiovese 100%. Sviluppa sentori di violacciocca,prugna, melagrana e bacche di ginepro; sorso avvolgente, saporito e persistente.

“Riserva”

Belguardo Bronzone 2021 Morellino di Scansano Docg Riserva – Sangiovese 100% – Con note di ribes, amarena, mirtillo e spezie orientali, al gusto è appagante e durevole, con tannini setosi.

Bruni Laire 2021 Morellino di Scansano Docg Riserva –  Sangiovese 90% e Syrah 10% – Rivela sentori di prugna, amarena, pepe su scie mentolate. Attacco tannico setoso, saporito e corrispondente.

Roccapesta Roccapesta Riserva 2021 Morellino di Scansano Docg Riserva – Sangiovese 90% e Ciliegiolo 10% – Dipana effluvi di frutti di bosco, ciliegia e nuance balsamiche. Pieno, appagante e persistente.

“Vecchie Annate”

Fattoria di Magliano Heba Morellino di Scansano Docg 2006  – Sangiovese 95% e Syrah 5% – Al naso arrivano note balsamiche, cacao, cannella e liquirizia, il sorso è ancora fresco, generoso, suadente e persistente.

Dopo la degustazione delle 10 etichette è seguito aperitivo con long drink a base di Morellino ed  una deliziosa cena, con piatti ben preparati, equilibrati e ben presentati in abbinamento ai campioni degustati.

Il maestro panificatore Gabriele Bonci in visita dai fratelli De Maria nella sede I Vesuviani di Casoria

In ogni settore c’è un autentico fuoriclasse, quasi sempre un pioniere, che con il proprio talento fa da scuola per tutti gli altri. Gabriele Bonci, maestro nell’arte della lievitazione è tornato a trovare un suo allievo illustre, Federico De Maria, titolare assieme al fratello Francesco delle pizzerie a marchio I Vesuviani.

Lo ha fatto in un originale pranzo a 4 mani il 21 novembre scorso nella sede de I Vesuviani a Casoria, ascoltando i giovani imprenditori e raccontando la propria passione negli impasti e nelle proposte autentiche rivisitate in chiave contemporanea.

Non solo acqua, farina e lievito, ma anche fritti come la celebre frittatina alla carbonara, topping squisiti e ingredienti a chilometro zero della gastronomia romana.

Da quel primo impasto – fatto di curiosità che è poi diventata ambizione – imparato da Bonci, è iniziato per i De Maria il percorso che li ha condotti nell’olimpo dei migliori pizzaioli italiani stimati anche all’estero, con i massimi riconoscimenti di 91/100 per la guida pizzerie d’Italia 2026 Gambero Rosso (3 spicchi dal 2023), 18a posizione secondo la guida 50 Top Pizza Italia 2025, 40a nella 50 Top Pizza World 2025 e 3 galletti per la guida de Il Mattino.

“Non è che una gioia, oltre che un onore, essere oggi al fianco di Gabriele. Significa tanto per noi, per il nostro percorso, inizialmente difficile per il nostro territorio, ma che oggi ci rende fieri e soddisfatti. Siamo stati i primi a portare diversi  impasti (molti romani) in pizzeria e in Campania. Una sfida che ci sentiamo di aver vinto e che ci rende sempre più motivati a offrire qualcosa di nuovo ed eccellente al nostro amato territorio. Oggi divertiamoci e festeggiamo insieme, anche con il nostro staff, siamo una grande famiglia” dichiarano felici i fratelli De Maria.

Impossibile rinunciare in menu alla prima pizza in teglia inserita nel primo menu de I Vesuviani chiamata ‘omaggio a Gabriele Bonci’ con burrata, gambero rosso, pomodorini semidry e polvere di pomodori del piennolo.

Così come la pizza in pala con salsiccia e friarielli, un connubio fra Napoli e Roma, rappresentativo dei mesi da pendolare di Federico per seguire i corsi a Roma del maestro Iezzi, suggerito da Bonci stesso.

E poi la Marinarella – marinara e mortadella – invenzione di Gabriele e la porchetta in crosta de I Vesuviani, per finire con il trittico composto dal padellino prosciutto e nocciole, dalla pizza al primo sale con miele e alici e da quella in pala alla genovese di coniglio, ricca di gusto e fantasia.

Un pranzo d’eccezione per un ospite d’eccezione che ha scritto la storia dei lievitati italiani.

“Panettone d’Artista 2025”, il 29 e 30 novembre alla Stazione Marittima di Salerno la terza edizione con 30 maestri pasticcieri

Dopo il successo delle prime due edizioni, la Stazione Marittima di Salerno si appresta ad accogliere la terza edizione di “Panettone d’Artista”, in programma sabato 29 e domenica 30 novembre 2025, dalle 18 alle 24. L’iniziativa, divenuta un appuntamento distintivo delle festività salernitane, coniuga tradizione, creatività e valorizzazione delle eccellenze artigianali del Sud Italia.

Promosso da Erre Erre Eventi con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e del Comune di Salerno, “Panettone d’Artista” si presenta come un percorso sensoriale tra arte dolciaria e cultura, un’esperienza immersiva che restituisce il valore del territorio attraverso il linguaggio del gusto.

Il Festival

Protagonisti dell’edizione 2025 saranno oltre 30 maestri pasticcieri, provenienti dalla Campania, interpreti del panettone artigianale d’eccellenza.

Ogni partecipante porterà la propria visione di un dolce che è ormai patrimonio della cultura gastronomica italiana, dal classico milanese alle reinterpretazioni mediterranee con agrumi, fichi, limone e cioccolato.

Il percorso espositivo, allestito negli eleganti e suggestivi spazi della Stazione Marittima, offrirà ai visitatori un itinerario tra degustazioni, vendita diretta, incontri e momenti di intrattenimento, in un’atmosfera festosa e raffinata.

Gli awards “Maestri Pasticceri”

Non mancherà la cerimonia dei Premi “Maestri Pasticceri”, tributo alle eccellenze del mondo dolciario campano. I riconoscimenti premieranno qualità, ricerca, creatività e valorizzazione delle materie prime locali, con una menzione speciale per i giovani talenti.

La sostenibilità e l’inclusione

L’edizione 2025 rafforza l’impegno verso un evento eco-friendly, con riduzione della plastica, gestione responsabile dei rifiuti e promozione della filiera a chilometro zero.

Particolare attenzione anche all’inclusione, con un’area “Gluten Free” interamente dedicata ai panettoni senza glutine e con iniziative a favore della solidarietà sociale, in collaborazione con associazioni e scuole del territorio.

La solidarietà e il territorio

Panettone d’Artista rinnova la collaborazione con il progetto “Zero Spreco”, donando i panettoni invenduti a Caritas Diocesana e Banco Alimentare Campania. L’evento, inoltre, ospiterà momenti di sensibilizzazione sul valore della condivisione e dell’inclusione, in linea con lo spirito natalizio autentico.  

La Comunicazione

La comunicazione social sarà curata da Click Agency che racconteranno l’evento con format video, contenuti live e storytelling visivo. La manifestazione “Panettone d’Artista”, inoltre, sarà supportata dalla partecipazione di food influencer e giornalisti di settore, con l’obiettivo di ampliare la risonanza della kermesse oltre i confini regionali. A sintetizzare lo spirito della manifestazione il claim ufficiale: “Ogni fetta ti conquista”.

Media Partner

Luciano Pignataro Wine&Food Blog

La dichiarazione

«Con Panettone d’Artista – dichiarano Rosario Augusto (presidente) e Roberto Jannelli (direttore artistico) di Erre Erre Eventi – vogliamo valorizzare il lavoro dei maestri pasticcieri e delle imprese che portano avanti con dedizione l’arte dolciaria italiana. La terza edizione consolida un progetto che unisce gusto, cultura e identità del territorio, grazie al sostegno della Camera di Commercio di Salerno, del Comune e di una rete di partner che condividono la nostra visione. È un evento che cresce di anno in anno, segno che la qualità artigianale e la passione per il bello continuano a conquistare il pubblico.»

I numeri dell’edizione 2024

·         5.000 + visitatori complessivi

·         2.500 panettoni venduti

·         225 uscite media (stampa, TV, radio, web)

·         34 maestri pasticcieri partecipanti

·         7 masterclass tematiche

·         50 panettoni donati a Caritas e Banco Alimentare (Zero Spreco)

·         30 ospiti media e 50 operatori professionali

Biglietti e Modalità di Partecipazione

L’ingresso all’evento offre diverse opzioni di biglietti che includono percorsi degustativi con assaggi di panettone e abbinamenti con vini selezionati, oltre a vantaggi esclusivi, come sconti sull’acquisto del Panettone.

La prevendita è già attiva, e gli appassionati possono assicurarsi un posto acquistando il biglietto online su https://www.postoriservato.it/showProductList.html?idOrganizers=227

Informazioni e Contatti

Per ulteriori dettagli sull’evento, sulle modalità di partecipazione e sugli orari delle degustazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale o a seguire i nostri canali social.

Accreditamento per la Stampa

Le testate e i membri della stampa che desiderano accreditarsi per l’evento “Panettone d’Artista” possono farne richiesta inviando un’e-mail a: ass.erreerre@gmail.com 

Infoline: 338 565 5306 / 338 188 7787

Benvenuto Brunello 2025, la valutazione sugli assaggi dell’annata 2021 e della Riserva 2020

Un’annata a tre fasi – la 2021 – proposta durante l’anteprima Benvenuto Brunello 2025. Di sicuro le tenere sfumature della precedente, l’omogenea 2020, sono svanite di fronte alla potenza del frutto, considerando anche la condizione climatica decisamente più calda e asciutta.

Il Sangiovese di queste terre ha ancora un vantaggio in termini di cambiamento climatico, grazie ad un areale considerato nel complesso “fresco”, almeno secondo i dati confortanti del progetto “Brunello Forma”, il nuovo metodo di valutazione delle annate e del territorio.

A giocare dunque da protagonista negli assaggi alla cieca dei campioni proposti è stata la mano stilistica dell’uomo e le scelte in vendemmia. Quando hai tanta ricchezza, paradossalmente, le decisioni diventano ancora più delicate rispetto a vintage interlocutorie. Tre sono le considerazioni da fare:

  • chi ha optato per favorire la completa maturazione per vini di forza e spessore, con tannini decisi, sembra recuperare le antiche concezioni (anacronistiche) del recente passato.
  • chi ha lavorato in prevenzione, con il freno a mano tirato per evitare eccessi di alcool e struttura, ha però sacrificato una parte di quel volume di bocca che distingue i Brunello di Montalcino da altre espressioni toscane.
  • chi, invece, ha perseguito entrambi gli obbiettivi con saggezza ha ottenuto delle performance strepitose con dei picchi di assoluta bellezza, restituendo tutta la gioia del presente e del futuro.

Si resta comunque colpiti dalla qualità media in continua crescita e dalle dissonanze ormai ridotte a pochissimi casi. Un buon viatico in un momento di profonda trasformazione dell’intero comparto vitivinicolo italiano.

Le Riserva 2020 lasciano “l’amaro in bocca” con l’incognita sulla tenuta complessiva della tipologia e delle versioni sempre meno distinguibili dai Brunello entry level. La vintage, inoltre, ha dimostrato i propri limiti nella capacità evolutiva, per vini già pronti e di minore prospettiva.

Il panel degli assaggi era composto assieme al direttore Maurizio Valeriani, a Paolo Valentini e Franco Santini sempre della testata amica Vinodabere.

Migliori Assaggi Brunello di Montalcino 2021 (e qualche uscita ritardata del 2020)

Brunello di Montalcino Vignavecchia 2021 – San Polo Marilisa Allegrini

Brunello di Montalcino Lot.1 2020 – Col d’Orcia

Brunello di Montalcino 2021 – Fuligni

Brunello di Montalcino Piaggione 2021 – Salicutti

Brunello di Montalcino 2021 – Chiusa Grossa

Brunello di Montalcino 2021 – Gorelli Giuseppe

Brunello di Montalcino Podernovi 2021 – San Polo Marilisa Allegrini

Brunello di Montalcino Ugolaia 2020 – Lisini

Brunello di Montalcino Ciliegio 2021 – La Magia

Brunello di Montalcino 2021 – Cortonesi

Brunello di Montalcino 2021 – Sesti

Brunello di Montalcino Giuseppe Tassi 2021 – Tassi

Brunello di Montalcino 2021 – Renieri

Brunello di Montalcino 2021 – Corte dei Venti

Brunello di Montalcino 2021 – Patrizia Cencioni

Brunello di Montalcino Prètto 2021 – Giodo

Brunello di Montalcino 2021 – La Casaccia di Franceschi

Brunello di Montalcino Ofelio 2021 – Patrizia Cencioni

Brunello di Montalcino 2021 – Salicutti

Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2021 – Val di Suga

Migliori Assaggi Brunello di Montalcino Riserva 2020

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Villa al Cortile

Brunello di Montalcino Riserva Phenomena 2020 – Sesti

Brunello di Montalcino Riserva Ugolforte 2020 – Tenuta San Giorgio

Brunello di Montalcino Riserva Donna Elena 2020 – Corte dei Venti

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – La Palazzetta

Brunello di Montalcino Riserva 2020 –  Matè

Brunello di Montalcino Riserva Teatro 2020 – Salicutti

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2020 – Val di Suga

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2020 – Il Poggione

Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Renieri

Derthona On Tour Roma 2025 – Timorasso: l’eco della pietra e la metamorfosi del talento

Dalla voce di Sandro Sangiorgi a Roma, un viaggio nella longevità e nell’anima dei Colli Tortonesi. Nella quiete colta del Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, in via dei Cerchi, luogo intriso di storia e cultura gastronomica, il tempo cambia passo.

Tra le volte antiche e il profumo di storia, la capitale ha accolto una tappa speciale di Derthona On Tour, evento interamente dedicato al Timorasso, il grande bianco piemontese che ha saputo riscattare una terra, trasformare l’ostinazione in splendore e affermarsi come simbolo di autenticità e longevità. Diciotto produttori delle Terre Derthona hanno presentato le loro migliori etichette, offrendo ai visitatori un viaggio sensoriale nel cuore dei Colli Tortonesi, là dove luce, roccia e vento si fondono in un’unica, antica armonia.

Organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi in collaborazione con Vinòforum, l’evento non è soltanto una degustazione, ma una vera celebrazione della rinascita di un vitigno che ha ritrovato la propria voce. Il Timorasso, coltivato in quell’area di confine tra Liguria e Lombardia, è un vino che racconta la sua terra attraverso la struttura, la mineralità e un raro talento evolutivo. Ogni produttore, nel presentare il proprio Derthona, ha offerto una diversa lettura del territorio: la trama dei suoli, l’altitudine, la luce e le scelte di cantina hanno dato vita a un coro polifonico, dove ogni bottiglia è una nota distinta dello stesso canto.

Cuore pulsante della giornata è stata la masterclass “Derthona e il Timorasso – L’essenza di un bianco minerale e longevo”, condotta da Sandro Sangiorgi, fondatore di Porthos racconta e fra i più raffinati interpreti del linguaggio sensoriale del vino. Il suo approccio, intriso di umanità e visione, ha trasformato la degustazione in un’esperienza quasi mistica: un cammino di conoscenza e consapevolezza. Nel silenzio carico di presenze di un calice versato, Sangiorgi ha invitato i presenti ad ascoltare il vino, più che a giudicarlo.

“Un vino longevo non è quello che non cambia,” ha detto, “ma quello in cui il tempo ha lasciato traccia di sé.” La longevità, dunque, non come resistenza, ma come metamorfosi poetica: un dialogo fra materia, luce e memoria.

Sangiorgi ha ricordato il suo primo incontro con il Timorasso, nella primavera del 1998, come una rivelazione sentimentale e culturale. Dietro l’austerità di quel vitigno intuì una forza vitale capace di mutare, crescere e maturare, come un essere vivente che attraversa le stagioni della propria esistenza.
Il suo metodo di degustazione si fonda sull’azzeramento delle aspettative, sull’ascolto empatico e sull’accoglienza del vino nudo nel calice. È un invito alla sospensione del giudizio, alla delicatezza del gesto, alla disponibilità a percepire ciò che emerge dal silenzio. Così l’analisi sensoriale si fa atto poetico: non elenco di aromi, ma un’esperienza unitaria e meditativa, dove profumi, sapori e sensazioni si fondono in un linguaggio oltre le parole.

Le tre batterie della degustazione

Prima Batteria
Colli Tortonesi DOC Derthona Regina 2022 (Davico Stefano)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “Bourg” 2022 (Az. Agricola Boveri Luigi)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona Riserva “Zerba Antica” 2022 (Cantine Volpi)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2021 (Sassaia)

Un quartetto di esploratori: vini coerenti e impeccabili, provenienti da vigneti giovani, ancora in cerca di una piena definizione. Freschezza e tensione li accomunano, con note di pietra focaia, erbe secche e scorza d’agrumi. Bocca vibrante, quasi tattile, e un finale salino, verticale, luminoso.

Seconda Batteria
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2021 (Cascina Giambolino)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Terre di Libarna “Archetipo” 2019 (Ezio Poggio Winery)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “Origo” 2021 (Vigneti Repetto)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “Lacrime del Bricco” 2017 (Vigneti Giacomo Boveri)

I primi due, Vini di convivialità e profondità, in cui la tensione cede il passo alla morbidezza; più gastronomici, invitano al dialogo. Gli ultimi si distinguono per la ricchezza aromatica e il timbro agrumato, vivo e tagliente.

Terza Batteria
Colli Tortonesi DOC Timorasso Biancornetto 2018 (Terre di Sarizzola)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2016 Bio (Cascina Gentile)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona 2016 (Claudio Mariotto)
Derthona “Costa del Vento” 2016 (Vigneti Massa)

Qui il tempo diventa protagonista. Emergono vini di grande complessità e respiro, con note di miele, idrocarburi, nocciola e pietra bagnata. Bocche stratificate, ampie, di profondità quasi “rossa”. Il Biancornetto 2018, definito “minore da scoprire”, ha suscitato curiosità per la sua schiettezza acerba e sincera. Il culmine si è raggiunto con Mariotto e Massa: vertici stilistici del Timorasso maturo, vini che non solo raccontano il territorio, ma ne diventano la voce più profonda, “tirando la volata” per tutto il Derthona.

La DOC Colli Tortonesi, estesa su circa 786 km², possiede una superficie vitata inferiore al 2%: un mosaico raro, dove geologia, storia e viticoltura si intrecciano. I suoli calcareo-argillosi donano ai vini struttura, spessore e mineralità, tratti distintivi del Timorasso.
Un tempo parte della Marca Obertenga, dominio dell’antico marchesato degli Obertenghi, questo lembo di Piemonte è oggi un crocevia di eccellenza, non più “terra di passaggio”, ma custode di identità.

Walter Massa, figura carismatica e visionaria, fu il primo a intuire il destino del vitigno. Negli anni in cui molti contadini abbandonavano la vite per il pesco, egli scelse di restare.

“Il nostro enologo è il sole,” amava dire, ricordando come la forza del Timorasso nasca dalla luce che modella la pietra. Oggi, grazie a lui e a una nuova generazione di vignaioli, il Tortonese è tornato a brillare. È in corso la revisione del disciplinare che riconoscerà ufficialmente Derthona come nome del Timorasso, restituendogli la radice storica dell’antica Dertona romana.

Accanto al Derthona classico, fioriscono nuovi progetti, come Terre di Palla, dedicato agli spumanti metodo classico di Timorasso: un’altra anima del vitigno, minerale e scintillante. Tra le uve rosse, la Barbera del Monleale si conferma vino di potenza e grazia, mentre la Freisa, vitigno antico e ribelle, trova qui un equilibrio di eleganza e autenticità.Derthona On Tour Roma 2025 è stato molto più di una vetrina: un momento di riflessione collettiva, un invito a riascoltare il tempo attraverso un calice.

Il Timorasso non è un vino da comprendere, ma da ascoltare: nelle sue vene scorre una “genetica della Madonna” – quell’intreccio di forza, grazia e mistero che solo i grandi vini custodiscono.
Oggi il Derthona è la voce di una terra riscattata, il simbolo di una libertà enologica piemontese ritrovata. Un canto minerale che, dai Colli Tortonesi, si leva con compostezza e splendore verso l’eternità del gusto.

Modus di Paolo De Simone: il pranzo della domenica dal Cilento direttamente nel cuore di Milano

Paolo De Simone, creator e pizza chef della catena Modus Pizzeria e Ambasciatore della Dieta Mediterranea, da sempre impegnato nella promozione e nella valorizzazione delle tradizioni gastronomiche del Cilento, ha ideato per le domeniche che ci proiettano alle festività natalizie, un menù ad hoc. Il pranzo della domenica da Modus Pizzeria è un appuntamento pensato per chi desidera vivere il giorno di festa all’insegna del gusto, della convivialità e delle materie prime d’eccellenza. Con il concept il tuo pranzo della domenica a Milano, Modus trasforma il momento più italiano della settimana in un’esperienza autentica, calda e accogliente: un vero e proprio viaggio nel cuore del Cilento, pur restando nel centro meneghino.

L’obiettivo è semplice e ambizioso ovvero accogliere tutti da chi arriva da lontano o chi vive a Milano, da chi cerca un pranzo speciale a chi desidera solo un momento di serenità. Il tutto senza formalità, senza fretta, con quella naturalezza tipica del Sud, dove il cibo è cura, attenzione, relazione, la stessa che si crea davanti a piatti che sanno di ricordi, pizze che raccontano il Cilento, antipasti pensati per essere condivisi, dolci che riportano all’infanzia.

Ogni domenica, Modus propone un’esperienza gastronomica che unisce tradizione e creatività, con un menù dedicato in grado di valorizzare i prodotti tipici del Cilento e della Dieta Mediterranea, dagli sfizi e fritti più iconici, ai primi con pasta fatta in casa al profumo di ragù, passando per il pollo al forno e finendo con l’immancabile dolce della domenica.

Paolo De Simone nella scelta del menù mette come sempre al centro la sua filosofia Modus semplice mangiare, un conetto che abbraccia i valori della tradizione del pranzo domenicale in famiglia. “La domenica è il giorno della famiglia, del relax e del buon cibo. Con questo nuovo format voglio offrire a chi sceglie di trascorrere la domenica da Modus, uno spazio accogliente dove ritrovarsi e vivere un pranzo speciale, senza fretta, con la qualità che da sempre ci contraddistingue” afferma Paolo De Simone.

Ogni ingrediente del menu della domenica di Modus racconta una storia, ogni piatto porta con sé il ricordo di una domenica in famiglia, “cucinare significa custodire le radici, ma anche avere il coraggio di reinterpretarle con rispetto e curiosità” conclude Paolo che da sempre porta a Milano un pezzo del suo Cilento. I sapori autentici, la cultura dell’accoglienza, l’arte della condivisione, i profumi del cibo fatto in casa diventano un ponte tra Sud e Nord, tra tradizione e innovazione.

Dettagli

  • Ogni domenica dalle 12.30 alle 14.30
  • Modus Pizzeria Milano – Corso Magenta 25

Info e prenotazioni: +39 02 828 60326 / https://reservations-guest.teamsystem.cloud/moduscorsomagenta

Giovanni Senese: il pizzaiolo che riscrive la tradizione napoletana con etica, sostenibilità e l’orto biologico

Giovanni Senese, giovane pizzaiolo napoletano, si presenta al panorama gastronomico non solo come artigiano del forno, ma anche come portavoce di una filosofia che unisce pizza, etica e gusto. Dopo oltre dieci anni di esperienza e ricerca in Liguria, Senese è pronto a tornare nella sua Napoli per proseguire il suo percorso nella pizza contemporanea reinterpretando l’eredità partenopea con creatività e avanguardia. 

La pizza come equilibrio etico e alimentare

La filosofia di Giovanni Senese è un manifesto di principi che va oltre il semplice piatto, concentrandosi su tre pilastri fondamentali: 
Equilibrio: l’obiettivo è offrire un pasto consapevole, nutriente e bilanciato. 
Sostenibilità: per Senese è un imperativo morale che si traduce nella lotta allo spreco, nell’uso della filiera corta e nell’impiego di macchinari a basso impatto ambientale, ed grazie a questa attenta filosofia che 50Top Pizza gli riconosce il premio forno verde per la sostenibilità
Contaminazione: il racconto del suo percorso professionale, dalle radici sul lungomare di Napoli all’esperienza in altre regioni, si riflette nella creazione di audaci contaminazioni che esaltano le cucine locali. 

L’orto: dove la pizza prende vita

Il vero cuore della sua cucina di Giovanni Senese è il suo orto biologico, vivo e sinergico. Questo ecosistema segue i ritmi delle stagioni e detta quotidianamente il menù: qui nascono le materie prime – come melanzane, zucche, barbabietole ed erbe aromatiche – che vengono trasformate in topping, creme e contrasti di gusto. L’orto biologico per Giovanni Senese é un atto d’amore verso la natura, senza sprechi senza forzature e rappresenta in pieno la filosofia verde che caratterizza da anni l’attività di Giovanni Senese. 

Un Impasto che sfida la tradizione

L’impasto di Senese è un connubio di tradizione e scienza alimentare. Per garantire un alto profilo nutrizionale e una resa ottimale nella lievitazione, vengono utilizzate farine tipo 1 e grani antichi, oltre a dedicare un impasto specifico interamente al senza glutine. La lievitazione per Senese non ammette scorciatoie: solo tempo, aria, tecnica e pazienza. Il risultato è una pizza digeribile, soffice e completa sotto il profilo nutrizionale. 

Giovanni Senese dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento di 3 spicchi da parte di Gambero Rosso è pronto a far scoprire la sua visione di pizza, un viaggio che parte dalla terra e arriva al piatto, dove tradizione, equilibrio, innovazione e natura si incontrano.

Le Cimate: il respiro del vino tra le colline di Montefalco

Tra le colline sinuose di Montefalco, dove i filari disegnano geometrie perfette e il vento accarezza la terra, il vino nasce come un atto d’amore. Qui, nel cuore verde dell’Umbria, si trova Le Cimate, una cantina che unisce radici antiche e visione moderna.

Una storia di famiglia e di coraggio

La storia della famiglia Bartoloni affonda le sue radici nell’Ottocento, quando il nonno Cavalier Paolo guidava con dedizione la Cantina Sociale dei Colli Spoletini. Poi fu la volta del figlio, l’ingegner Giovanni a portare nella tradizione familiare un approccio innovativo e razionale.

Ma è con Paolo, il nipote, che nel 2011 nasce il sogno chiamato Le Cimate: una cantina contemporanea, rispettosa della terra e sostenibile, grazie anche ai pannelli fotovoltaici che la rendono energeticamente autosufficiente. Un progetto che parla di continuità, passione e rispetto per l’ambiente, dove la tecnologia non è mai invasiva ma dialoga in armonia con la natura.

Un nome che nasce dal vento

Le Cimate” non è un’invenzione di marketing: è un nome che appartiene al luogo stesso, alla cima della collina su cui sorge la tenuta. Ventotto ettari di suolo limo-argilloso, acquistati nel 1993 dalla Curia di Spoleto, dove il vento porta con sé leggende antiche: si racconta che Santa Chiara della Croce, nel Trecento, pascolasse qui il suo gregge accanto a una fonte d’acqua oggi scomparsa.
Forse è solo una storia, ma quando il sole filtra tra i tralci e illumina la terra umida, viene naturale crederci. C’è davvero una luce speciale su questa collina una luce che sembra restituire vita a tutto ciò che tocca.

Innovazione e identità

All’interno della cantina, l’atmosfera cambia ritmo. L’acciaio lucido e i touchscreen che controllano le fermentazioni convivono con il legno delle botti dove maturano i rossi e l’unico bianco, il Trebbiano Spoletino, che affina un anno in rovere austriaco e due in bottiglia.

Il Montefalco Rosso DOC, nato nel 1979, non è una “versione minore” del Sagrantino, ma una denominazione autonoma, con un disciplinare preciso (Sangiovese 60-80%, Sagrantino 15-25%, altri vitigni rossi).
Il nonno di Paolo usava Cabernet Franc e Merlot; oggi, grazie alla consulenza dell’enologo Maurilio Chioccia, Paolo ha scelto di sperimentare: introduce il Refosco dal peduncolo rosso e il Tannat, varietà insolite per la zona ma capaci di donare acidità, colore e struttura. Il risultato è un vino più snello, elegante e verticale, che esprime il carattere di Montefalco con spirito contemporaneo.

La misura della qualità

Le vigne potrebbero produrre fino a 250.000 bottiglie l’anno, ma la famiglia Bartoloni ha scelto di fermarsi a 100.000. Una decisione controcorrente che privilegia la qualità, non la quantità.
Ogni grappolo è raccolto a mano, ogni fase seguita con cura artigianale e nella barricaia, immersa nel silenzio tra il profumo avvolgente del legno di Slavonia e dell’Allier, i vini riposano e respirano, trovando equilibrio e profondità nel tempo.

L’ospitalità: la voce del territorio

L’accoglienza è parte integrante del progetto Le Cimate. Nella sala degustazione panoramica, i visitatori vengono guidati da personale competente in un percorso che unisce racconto e assaggio.
Quando il vino arriva nel bicchiere, è come se la collina parlasse: ogni sorso racconta una sfumatura diversa della sua terra.

I vini degustati

  • “Dedicato a te” – Trebbiano Spoletino MC Brut Nature Millesimato 2021

(dosaggio zero, sboccatura prevista 06/2025)
Metodo classico sorprendente per identità e finezza. Profumi di pera Williams, fiori bianchi e agrumi, con un sorso teso e minerale. Lungo, elegante, autentico interprete del Trebbiano Spoletino in versione contemporanea.

  •  Trebbiano Spoletino DOC 2024

Giovane e vibrante, esprime la freschezza varietale del vitigno. Al naso fiori appassiti, pesca e mela; in bocca è rotondo, scorrevole, di grande equilibrio. Un bianco immediato e armonico, capace di conquistare al primo sorso.

  • Trebbiano Spoletino Superiore “Del Cavaliere Bartoloni” 2021

Un bianco di spessore e complessità. Profumi evoluti di humus e sottobosco, con un sorso pieno e strutturato. Il legno, perfettamente integrato, accompagna note di albicocca secca e frutta matura, per un finale elegante e persistente.

  • Montefalco Rosso 2022

Blend di Sangiovese (60%)Sagrantino (20%)Refosco (10%) e Tannat (10%), affinato 18 mesi in legno.
Profumi di frutti rossi e spezie dolci, tannini fini e una viva freschezza che rende il sorso dinamico e verticale. Un Montefalco Rosso moderno e coerente, firmato con mano sicura.

  • Montefalco Sagrantino 2018

Il cuore pulsante della degustazione.
Note di amarena, erbe aromatiche, tabacco e cioccolato fondente. In bocca è potente ma equilibrato, con una struttura imponente e un finale lunghissimo.
Un Sagrantino elegante e misurato, che dimostra quanto la forza possa convivere con la grazia.

  • “Macchieto” Umbria Rosso IGT 2018

Unione perfetta tra Sagrantino (50%) e Cabernet Sauvignon (50%).
Vino profondo e meditativo, con sentori di frutta matura, cacao e spezie scure. Denso e avvolgente, ideale da gustare con cioccolato fondente o da solo, in un momento di riflessione.

Un racconto che unisce memoria e visione

La degustazione firmata Giovanni Bartoloni è un percorso coerente e armonico, che attraversa le sfumature del Trebbiano Spoletino fino alla potenza del Sagrantino. Sette anni di affinamento raccontano una filosofia chiara: non avere fretta.
Il tempo, qui, è parte del vino stesso lo scolpisce, lo ammorbidisce, lo rende longevo. Paolo Bartoloni rappresenta la vera continuità della passione di famiglia per questa terra, che dona uve uniche, interpretando al meglio la tradizione in chiave innovativa.

A Sansepolcro debutta B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane

A Sansepolcro (Ar), nei giorni 25 e 26 ottobre 2025 all’interno dei saloni del Borgo Palace Hotel si è svolta la prima edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane. Oltre 100 produttori provenienti da tutta Italia, un parterre caratterizzato da prestigiose e affermate realtà vitivinicole del nostro Paese ed alcune valide emergenti.

Sansepolcro è una ridente cittadina in provincia di Arezzo, in Valtiberina, attraversata dal fiume Tevere, che si incunea tra le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna. Nota per aver dato i natali a Piero della Francesca. Facilmente raggiungibile in auto, il luogo dell’evento è un hotel dotato di ampie sale meeting con ampio parcheggio.

Organizzato dal comune di San Sepolcro in collaborazione con AIS Toscana e aziende selezionate dal Wine Critic Luca Gardini, il programma è stato denso di masterclass ed iniziative nel centro storico.

Tanti i volti conosciuti ed alcuni assaggi memorabili di Toscana:

Bacicolo Toscana Rosso Igt  2022 Il Colombano di Santa Chiara – Cabernet Franc 100% – Rubino intenso,  sviluppa note di ribes, mirtillo, spezie dolci ed eucalipto, al gusto è vellutato,  fine, goloso e lungo.

Sassicaia Bolgheri Doc 2022 Tenuta Incisa della Rocchetta – Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15% – Rubino vivace, rivela sentori di frutti di bosco, amarena, violacciocca e spezie dolci; al palato scivola morbido, setoso e armonioso.

Guado al Tasso Bolgheri Doc Superiore 2022 Antinori – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc,  Mere Petit Verdot – Rubino intenso, sprigiona sentori di frutti di bosco maturi, menta, vaniglia e polvere di cacao, avvolgente,  corrispondente e persistente.

Pugnitello Toscana Rosso Igt 2021 San Felice – Rubino profondo, libera sentori di frutti di bosco, cannella, tabacco e bacche di ginepro, al palato è pieno ed appagante con tannini setosi e un finale lungo e saporito.

Galatrona Val d’Arno di Sopra Doc 2023 Petrolo – Merlot 100% – Rubino intenso, dipana sentori di di mora, mirtillo, tabacco e liquirizia, sorso ricco, avvolgente, coerente è persistente.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Madonna della Querce 2018 Dei – Sangiovese 100% – Rubino brillante, rimanda a sentori di violetta,  amarena,  prugna e spezie orientali; al gusto è avvolgente con tannini nobili dalla chiusura lunga e duratura.

Brunello di Montalcino Docg 2020 Capanna – Bel rubino tendente al granato, i sentori richiamano la ciliegia,  sottobosco, viola appassita e liquirizia, in bocca risulta vellutato. Elegante, generoso e appagante.

Rosso di Montalcino Doc 2023 Col di Lamo – Bel rubino, richiama sentori di violetta, marasca, frutti di bosco e arancia sanguinella, al palato è piacevolmente fresco, saporito e corrispondente. 

Sergio Zingarelli Chianti Classico Gran Selezione Docg 2020 Rocca delle Macie – Sangiovese 100% – Rosso rubino con sfumature granato, le note spaziano dalla rosa, alla ciliegia con nuances speziate e balsamiche. Il sorso è ricco e suadente nonché persistente.

Montecristo Suvereto Docg 2020 Bulichella – Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Petit Verdot – Rubino brillante, emana sentori di prugna, mora, arancia, liquirizia e polvere di caffè; sorso dinamico,  setoso e armonioso