Sake Days a Firenze: il racconto dell’evento unico nel suo genere per gli amanti del Giappone (e non solo)

Domenica 8 ottobre al Renny Club in via Baracca 1 a Firenze, in occasione della terza edizione dei Sake Days si è tenuta una manifestazione unica nel suo genere, che ha visto coinvolti i principali distributori e importatori di bevande provenienti dal Giappone.

Una masterclass molto interessante, volta a far scoprire quanto il sake possa rappresentare una scelta perfetta per gli abbinamenti ai piatti della dieta mediterranea, è stata condotta da Gaetano Cataldo, sommelier ed esperto di sake e da Luciana Mandarino di Madstudio/Marificio.

Il Marificio è un laboratorio di idee culinarie che prende forma e vita dai pesci più pregiati e ricercati del mare italiano, che vengono lavorati per creare salumi di pesce, quali la bresaola di tonno, il girello di pesce spada, la lonza di morone: una proficua collaborazione tra lo chef stellato Pasquale Palamaro e l’armatore Filippo Castaldi. Il cibo che viene creato è sostenibile, a basso impatto ambientale ed etico.

Cataldo ha stimolato la platea con alcune considerazioni, riguardanti la “compatibilità” dei sapori della dieta mediterranea con la bevanda giapponese a base di riso.

Italia e Giappone si trovano alle stesse latitudine e sono circondate dal mare, l’Italia solo su tre lati essedo una penisola; entrambe si estendono in lunghezza, abbracciando diversi paralleli e hanno suoli vulcanici e territori sismici. Le abitudini alimentari di questi paesi sono state valutate positivamente dallo studio del Dott. Ancel Keys, nell’ambito di una ricerca sulla longevità della popolazione verso gli anni Sessanta (Seven Countries Study), abbinate a un corretto stile di vita.

Le vicende storiche legate alla seconda Guerra Mondiale hanno sicuramente frenato l’entrata e la diffusione di prodotti giapponesi sul mercato statunitense, cosa che non è accaduta per quanto riguarda quelli italiani.

E’ stato molto interessante scoprire come il pesce del nostro mare, lavorato con passione e cura, affumicato e salato possa diventare un partner perfetto per le varie tipologie di sake! Il sapore umami è la chiave di lettura dei vari piatti di entrambe le cucine, per cui ricercare nel nostro caso un sake adatto a bilanciare l’esperienza gustativa.

La degustazione è iniziata con un sake spumantizzato, con il quale si è brindato in apertura della degustazione. I relatori hanno consigliato di tenere piccole quantità di cibo e di sake in modo da provare diversi abbinamenti e trovare il cosiddetto best pairing.

Sicuramente il sommelier o il ristoratore devono conoscere molto bene i piatti e gli ingredienti, in modo da poter consigliare il sake più adatto, alla corretta temperatura di servizio.

Il primo piatto di insaccati di mare del Marificio ha visto una ricciola nera, preparata come lonza di morone, di colore bianco, una salamella dolcemare (una ricetta trattata con il vino ischitana) e un girello di pesce spada, mentre il secondo è stato composto con un insaccato da pesce spada, ricciola e tonno, seguita dalla bresaola di tonno e per finire la ‘nduja di Spilinga, con peperoni gialli e rossi.

Il sake, contenendo circa un quinto in meno di acidi fissi rispetto al vino, riesce ad abbinarsi molto piacevolmente: Il primo sake degustato, un Tokubetsu Junmai, (junmai= senza aggiunta di alcol) ha un nome che tradotto significa Luna dopo la Pioggia e proviene dalla prefettura di Hiroshima; la sgrammatura del chicco di riso, scelto di una tipologia aromatica, si aggira al 60%. Un sake delicato ed elegante, con profumi che vanno ricercati dentro il bicchiere, tra cui spiccano le note aromatiche e speziate, con una lieve piccantezza sul finale. Il secondo sake in degustazione è Dassai 45, ottenuto da un riso la cui sgrammmatura si aggira al 45% e appartiene alla tipologia Junmai Daiginjo, con vibrante intensità e profumi erbacei, frutta tropicale, guanabana, umami e speziati. Il terzo sake servito richiede un tempo maggiore perché possa aprirsi e possa essere apprezzato grazie alle sensazioni retrolfattive: una tipologia di Futsushu, prodotto per la prima volta dalla cantina nel 1964, riprendendo l’antica tradizione dei Taru sake, che prevedono l’utilizzo delle botti di cedro. Si apprezzano sensazioni di cedro appunto, di conifere, di menta piperita, di umami. Una esperienza molto stimolante e interessante, che ha aperto la mente agli abbinamenti con i prodotti del nostro mare, sapientemente trattati; il sake rappresenta un mondo che merita di essere approfondito, perché espressione di una cultura millenaria.

A tal proposito, a breve inizieranno i corsi organizzati dalla Scuola del Sake, per ora a Firenze, con Giovanni Baldini e molti altri validissimi relatori del calibro di Gaetano Cataldo.

Milano Wine Week 2023: tutte le novità della sesta edizione in corso nel capoluogo lombardo

Dal 7 al 15 ottobre Milano sarà la capitale del vino, grazie agli appuntamenti creati non solo per gli addetti al settore ma per i winelover: Federico Gordini, durante la conferenza stampa che si è tenuta il 19 settembre presso la sala La Scala dell’Excelsior Hotel Gallia, ha sottolineato che l’edizione 2023 vedrà il coinvolgimento di consorzi, organizzazioni e centinaia di aziende provenienti da tutta Italia, ma anche realtà extra-settore, istituzioni, associazioni di categoria e, soprattutto, il pubblico finale.

Sicuramente un format che vuole proporre esperienze e attività esclusive, tra cui il Walk Around Tasting, il Wine Boat – il battello che navigherà lungo i Navigli per offrire la possibilità di degustazioni fuori dal comune, nel contesto di uno degli scorci più rappresentativi di Milano – e il Wine Bus – che sarà  in partenza da Palazzo Bovara (Headquarter della Milano Wine Week), dal lunedì al giovedì, con 2 corse al giorno, rispettivamente alle ore 17.00 e alle 20.00, e il sabato e la domenica con 3 corse al giorno, rispettivamente alle ore 11.30, alle 17.00 e alle 21.00

Il successo di consensi e di pubblico dello scorso anno ha reso possibile l’organizzazione di ben 22 appuntamenti di degustazione sul Wine Bus, in collaborazione con importanti aziende e consorzi italiani, tra cui Enoteca Regionale Emilia Romagna. Ritorna anche l’Enoteca di MWW (Phyd, Via Tortona 31), dove troveranno spazio banchi d’assaggio e postazioni dove saranno presenti i produttori: sarà inoltre possibile degustare e acquistare una vasta selezione di vini.

Da non perdere Wine List Italia, in programma domenica 8 ottobre a Palazzo Bovara. Si tratta della presentazione – seguita da un Walk Around Tasting dedicato, aperto al pubblico – della prima guida edita da MWW Media – Vendemmie che raccoglie una selezione di oltre 50 dei migliori sommelier italiani.

Cresce inoltre l’attesa per l’assegnazione dei MWW Awards, che si terrà lunedì 9 ottobre, dalle ore 18.00 alle 21.00, a Palazzo Castiglioni, con la cerimonia di consegna della terza edizione del Premio Carta Vini Italia e del Premio Wine Retail, i riconoscimenti che celebrano le migliori selezioni vinicole del mondo della ristorazione e del retail, attribuiti da una giuria di esperti.

Palazzo Bovara ospiterà quest’anno anche la serata di apertura della manifestazione, che sarà dedicata ai brand-icona del vino italiano, con la prima edizione di Wine Icons, il palinsesto esclusivo di MWW 2023 dedicato alle grandi firme del panorama vinicolo del Paese. Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di presentare i più grandi brand del vino – selezionati da Milano Wine Week e Carrefour, che si conferma partner della manifestazione meneghina.

L’Associazione Le Donne del Vino dedicherà la masterclass in programma mercoledì 11 ottobre alle 20.30 a Marisa Leo, brutalmente uccisa dal suo ex compagno e il ricavato della serata devoluto a favore  dell’associazione Palma Vitae di Partanna (Tp).

Grande attesa per la presentazione della Guida di Slow Food sabato 7 ottobre al Superstudio Maxi e come di consueto nel pomeriggio sarà possibile degustare i vini premiati; inoltre sabato 14 alle 19 al Phyd di via Tortona 38, la presentazione della terza edizione della guida social I Vini del Cuore, la cui prefazione è stata curata da Donatella Cinelli Colombini. Un programma molto ricco e denso di appuntamenti davvero sensazionali: per maggiori informazioni consultare il sito www.milanowineweek.com

Sake Days torna a Firenze il giorno 8 ottobre 2023

Comunicato Stampa

Il Sake Days è diventato ormai un appuntamento fisso in quel di Firenze e, giunto ormai alla terza edizione, un must per gli appassionati di nihonshu da tutt’Italia. Fortemente voluto da Giovanni Baldini, suo creatore e fondatore della Scuola Italiana Sake, il Sake Days 2023 promette di essere ancora più articolato e ricco nella sua programmazione; tutto ciò grazie al suo patrón ed alla fitta rete di relazioni e sinergie creata negli anni tra associazioni, enti ed operatori di settore.

Come per le precedenti edizioni anche quest’anno il Sake Days si terrà al Renny Reinassance Club di Firenze, segnatevi la data: 8 ottobre dalle 11:00 alle 19:00 in via Francesco Baracca 1F.

La Scuola Italiana Sake presenterà ufficialmente il suo schieramento per la prima volta al pubblico del Sake Days e sarà lo stesso Giovanni Baldini a introdurre Daniele Cancellara, Gaetano Cataldo, Luca Pedinotti, Erica Benucci e Luca Rendina, quali soci fondatori e relatori da sempre vicini al Sake Days ed attivi nella divulgazione della Cultura Giapponese nei più svariati ambiti.

Il Sake Days, come d’altronde la stessa attività di Giovanni Baldini testimonia, ha da sempre costituito un ponte ideologico tra la cultura giapponese e quella italiana. Inoltre, grazie a Gaetano Cataldo è stato possibile enunciare la tesi che oggi vede felicemente il fermentato del Sol Levante coniugarsi armonicamente alla Dieta Mediterranea. Non a caso tra i tantissimi espositori presenti quest’anno al Sake Days spiccano i salumi di Mare di Marificio e la pasticceria di Rossella Liberti di Picogrammo, veicolati e rappresentati dallo studio MAD di Luciana Mandarino, nonché i prodotti artigianali di Giuseppe Pastore, direttamente dal Cilento, culla del nostro modello alimentare.

Cosa accadrà dopo il brindisi augurale? Ecco alcune delle tappe più attese del programma, che troverete integralmente qui:

Alle 11:15 si terrà Nihonshu, Shochu, Awamori e Amami: questi sconosciuti. Fermentati o distillati? La relazione sarà tenuta dai membri della Scuola Italiana Sake Daniele Cancellara, barmanager del Rasputin e conduttore di Whisky for Breakfast, Gaetano Cataldo, presidente di Identità Mediterranea e miglior sommelier dell’anno al Merano Wine Festival, Luca Pedinotti, F&B manager del gruppo Finger’s Restaurant, formatore e wine consultant, Erica Benucci, beer expert e docente Fisar, e Luca Rendina, esperto in distillati orientali e fondatore di Bere Giapponese.

Interessantissimo l’appuntamento delle ore 13:00: Elixir of Tradition: la magia del Koji, a cura di Flavio Sacco, alias Il Fermentalista, che spiegherà le funzioni della spora fungina più importante per l’alimentazione asiatica e la lattofermentazione.

Alle 14:00 sarà la volta di Viaggio in Giappone: per un turismo enogastronomico. Relazione tenuta dalla Scuola Italiana Sake col supporto del Japan National Tourism, mentre alle 16:00 ci sarà la presentazione del Libro “Sete – La mia vita nel mondo del sake” di Giovanni Baldini, con il giornalista Franco Poggianti ad intervistare l’autore.

Alle 19:30 invece lo spazio della Sala Talk sarà dedicato a Shochu: il segreto meglio custodito del Giappone.  Ad introdurre il tema e a tenere la degustazione sarà Luca Rendina, founder di Bere Giapponese e Trade Media Japan.

Cosa terranno invece in serbo gli organizzatori nella Sala Degustazione del Renny Club?

Alle 11:30 andrà in scena Sake italiano: tra tradizione giapponese e innovazione made in Italy. Degustazione a cura di Nicola Coppe, di RisoSake.

Alle ore 12:30. Sake e salumi di mare, ovvero sake e Dieta Mediterranea. Un’alchimia da scoprire.  Degustazione a cura della Scuola Italiana Sake con Gaetano Cataldo, accompagnato da Luciana Mandarino, con i prodotti della distribuzione Bacchus e Marificio.

Alle 13:30 La birra artigianale giapponese: una nicchia di rara qualità. Relazione e degustazione condotta da Erica Benucci.

Alle 14:30. Sulle tracce di Dioniso in Giappone: l’essenza dei vini giapponesi dalla prefettura di Yamanashi.   Sarà sempre Bacchus distribuzione a fornire i vini inediti dal Giappone. A raccontare i territori e descrivere le note organolettiche sarà ancora Gaetano Cataldo, nella veste wine specialist di scuola AIS. In realtà sia nell’area congressuale che in quella degustativa le attività saranno davvero molteplici con i sake della prefettura di Iwate, descritti da Yukari Sato di Shibataya, i sake d’autore del leggendario Noguchi Naohiko a cura dello staff di Nakama. Non mancheranno i prodotti della regione di Hokuriku, a cura di Hiroaki Naganuma per JFC e i blend di nihonshu di Kenbishi, la cantina più antica del Giappone, tenuta dal team di Sake Company. Se non foste invogliati a sufficienza a fare un salto a Firenze, sappiate che Daniele Cancellara terrà la seguente masterclass: alla scoperta dei malti giapponesi. Relazione e degustazione imperdibile di whisky. Da precisare, inoltre, che la Scuola Italiana Sake incentrerà il focus sull’awamori e si discuterà persino di miscelazione a base di sake con Simone Baggio.

È proprio il caso di dirlo: non mancate!

Modena Champagne Experience 2023: in programma la VI edizione il 15 e 16 ottobre

Ci siamo! Anche quest’anno torna la tanto attesa manifestazione dedicata alle blasonate bollicine d’Oltralpe.

Modena Champagne Experience punto di riferimento per i professionisti del settore, non solo in Italia, ma in tutta Europa, si terrà domenica 15 e lunedì 16 ottobre nei padiglioni di Modena Fiere, sotto l’organizzazione di Società Excellence realtà che riunisce ventuno aziende italiane della distribuzione vitivinicola di alta qualità.

Gli appassionati e i professionisti del settore potranno avvicinare oltre 175 aziende tra storiche Maison e piccoli vigneron.

Numeri da capogiro, oltre 900 champagne suddivisi in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse aree della Regione: dal cuore del territorio di produzione tra Reims ed Epernay (Montagne de Reims), alla Vallée de la Marne, fino alla Côte des Blancs e ad Aube.

Luca Cuzziol, presidente di Società Excellence, racconta: Riuscire ogni anno a fare sempre meglio è una sfida importante e ambiziosa, ma è anche l’obiettivo che guida il nostro quotidiano lavoro di importatori e distributori”. “L’anno scorso eravamo già molto soddisfatti di essere riusciti a riunire nello stesso luogo un numero molto consistente e rappresentativo di aziende della Champagne. Quest’anno siamo riusciti ad aumentare ulteriormente il numero e questo è motivo di ulteriore soddisfazione”.

Non mancheranno gli approfondimenti con Masterclass di alto livello che condurranno ad esperienze uniche, come Bollicine al buio, dove a guidare i partecipanti alla blind ci sarà Luca Boccoli, Chevalier de l’Ordre des Coteaux de Champagne; sarà poi la volta del raffinato Blanc de Blancs raccontato da Luigi Bertini, enologo di professione. E poi ancora gli Champagne Rosé con Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, e Paolo Porfidio, head sommelier e coordinatore ASPI e le Top Cuvée di Francesco Falcone, degustatore, scrittore e divulgatore indipendente. Manlio Giustiniani, docente FIS e collaboratore di molte testate di settore, condurrà un approfondimento dedicato al millesimo 2008 con 5 grandi rappresentanze in degustazione. Michel Bettane, grande nome della critica internazionale, illustrerà che cos’è la cosiddetta “Vinification à l’ancienne”, con le tecniche di produzione della vecchia scuola che realizza champagne con l’aiuto del legno.

Una prestigiosa passerella irrinunciabile, STAY TUNED!

Per maggiori dettagli, vendita dei biglietti e calendario delle Masterclass ecco il link al sito ufficiale:

https://www.champagneexperience.it

Prosit!

“Sorsi di solidarietà”: Radda in Chianti per la Romagna

Sangiovese di Toscana vs Sangiovese di Romagna.

Probabilmente uno degli “scontri più sentiti” nel mondo degli appassionati dI vino. Ognuno dice la sua: qualcuno si schiera per patriottismo, qualcun altro porta a sostegno esperienze della tal degustazione. Qualcun altro ancora parlando di storia, terroir o addirittura DI analisi organolettiche. Per tutta onestà, il Sangiovese Toscano si è sempre piazzato su un gradino del podio più alto rispetto a quello Romagnolo.

Tuttavia il giorno 2 settembre 2023 la suddetta partita ha avuto un terzo, inaspettato, vincitore: la solidarietà. A Radda in Chianti, ha avuto infatti luogo “Sorsi di solidarietà”, un evento ideato dall’associazione Vignaioli di Radda in unione alla Pro Loco di Radda.

Idea che, per riprendere le parole di Riccardo Porciatti, vice presidente della Pro Loco di Radda, è nata per non perdere il focus sull’alluvione che a maggio di quest’anno ha colpito la Romagna. 4 vignaioli Raddesi (Istine, Fattoria Poggerino, Tenuta di Carleone e Caparsa) a confronto con 4 vignaioli Romagnoli (Vigne dei Boschi, Marta Valpiani, Costa Archi e Villa Papiano) in una degustazione organizzata in 4 staffette.

Da sinistra: Paolo Cianferoni (Caparsa), Sean O’Callaghan (Tenuta di Carleone), Piero Lanza (Fattoria Poggerino), Angela Fronti (Istine)

Da sinistra: Paolo Babini (Vigne dei Boschi), Gabriele Succi (Costa Archi), Francesco Bordini (Villa Papiano), Elisa Mazzavillani (Marta Valpiani)

Luogo della manifestazione la suggestiva piazza Francesco Ferrucci di Radda in Chianti, adibita con tavoli da degustazione per l’occasione. Il ricavato risultante dalla presenza di ben 80 spettatori (fra cui oltre al sottoscritto, anche la collega Sara Cintelli) è stato devoluto in beneficenza alle associazioni dei vignaioli coinvolti nell’alluvione dello scorso maggio.

Non solo viticoltori, ma anche olivicoltori. È l’olio, infatti, un altro elemento che condivide con il vino i confronti su quale sia il migliore, se questo o quello. Ma ciò che ci preme sottolineare è che in Romagna l’olio ha condiviso purtroppo anche la stessa sorte del vino, ovvero quella di aver subito gli ingenti danni delle frane causate dall’alluvione. Brisighella, uno dei territori maggiormente colpiti, è la terra dove viene prodotto il “Brisighello”, il primo olio extravergine d’oliva d’Italia ad aver ricevuto la certificazione DOP nel 1996. L’intervento di Nicola Pederzoli, vice presidente del Consorzio Olio DOP di Brisighella, ci ha fatto capire che il consorzio è composto da piccoli produttori, e che quindi se uno di loro dovesse abbandonare scoraggiato dagli ingenti danni subiti, potrebbe causare un effetto domino e portarsi dietro anche gli altri. Risulta quindi fondamentale che rimangano tutti uniti.

Da destra: Nicola Pederzoli, Federica Assirelli (Consorzio Olio DOP Brisighella)

A fare da portavoce dei vignaioli colpiti, invece, c’è Francesco Bordini, colonna dell’agronomia vitivinicola Romagnola e titolare di Villa Papiano, l’azienda di famiglia. Oltre a fornire qualche numero per aiutare la platea a visualizzare meglio quale sia stata la portata dei fenomeni meteorologici che hanno colpito la Romagna, ha calcato la mano sul rapporto che l’uomo ha con la natura. Essa, infatti, ha una potenza inarrestabile, ma quali responsabilità ha l’uomo? È ligio al dovere eseguendo tutti gli interventi di manutenzione con costanza? Anche Radda sorge su un territorio collinare con parecchie analogie con quello Romagnolo, il che suona quasi come una sorta di monito, o appello, affinché la stessa sorte non capiti ad altri.

Da sinistra: Carlo Macchi (Wine Surf), Francesco Bordini (Villa Papiano)

Si è passati quindi alle degustazioni, ma questa volta non vogliamo perderci in analisi, punteggi e classifiche. Vogliamo tuttavia raccogliere il suggerimento di Carlo Macchi, giornalista enogastronomico e direttore di Wine Surf (nonché conduttore della serata) nel capire somiglianze e differenze fra queste due tipologie di Sangiovese e di territorio, confrontando vini della stessa annata – la 2019 – (o quasi… qualcuno ha portato la 2020). Le somiglianze? Il Sangiovese si conferma probabilmente uno dei vitigni maggiormente capaci di leggere il terroir, per cui ogni vino ci ha parlato esattamente del luogo in cui viene prodotto. Le diversità? Radda in Chianti gioca sul corpo e sulle morbidezze. Vini pieni, ricchi e con tannini complessi. La Romagna invece fa rimanere in estate, con prodotti freschi, tesi, caratterizzati da finezza di aromi e succose acidità che invogliano il sorso successivo. De gustibus non disputandum est.

Conclude la serata un ricco buffet organizzato con prodotti tipici provenienti da entrambe le zone, con l’intervento di Pierpaolo Mugnaini sindaco di Radda in Chianti. Oltre a ringraziare i produttori per l’innegabile lavoro di qualità ravvisato nella degustazione, egli auspica che questa neonata partnership possa continuare anche in futuro contribuendo a scambi utili per conoscersi, condividere storie e culture, divenendo una crescita positiva per gli attori in gioco. Anche fra vignaioli le “rivalità positive” si trasformano in amicizia e unione quando il minimo comune denominatore è la solidarietà.

Perché, alla fine, cosa c’è di meglio di un’atmosfera intima, del buon cibo e un calice di vino, magari Sangiovese?

Romagna: “Brisighella Anima dei Tre Colli” l’Associazione Viticoltori di Brisighella ai blocchi di partenza

Comunicato Stampa

Lunedi 4 settembre al Convento dell’Osservanza a Brisighella si è svolta la presentazione della nuova associazione di viticoltori Brisighella Anima dei Tre Colli.

Alla presenza di oltre 120 tra operatori della ristorazione, enotecari, osti e sommelier, la giornata è iniziata con il seminario Brisighella in Bianco dedicato ai vitigni a bacca bianca della valle del Lamone.

Dopo un breve saluto dell’assessore regionale Manuela Rontini e dall’assessore del comune di Brisighella Gian Marco Monti entrambi diplomati sommelier AIS, il presidente della associazione Cesare Gallegati dell’omonima cantina, ha illustrato le finalità e gli scopi di Brisighella Anima dei Tre Colli.

Paolo Babini, della cantina Vigne dei Boschi, ha accompagnato i presenti lungo la sottozona Brisighella, nata nel 2011 per il Sangiovese e che dal 2022 è ora anche definita per i vini bianchi.
Una zona molto vasta che comprende quasi interamente il Comune di Brisighella e di Casola Valsenio, gran parte del territorio collinare del comune di Faenza. Tre macro aree, tre territori, tre anime. Una visione ampelografica, culturale e storica che associa ad ogni colle un territorio definito:

La Torre dell’orologio, che guarda a nord verso la pianura, a rappresentare lo scandire del tempo che occorre ai vini nati sulle terre fini di sabbie gialle e argille rosse e azzurre;

La Rocca Manfrediana simbolo di solidità e unicità che guarda ai terreni della vena del gesso;

Il Monticino memoria di santuari, badie e monasteri a raccontarci dell’origine della coltivazione della vite in Appennino ad opera principalmente di frati e monaci che praticavano un’agricoltura di rango dove la presenza del vino era importante per scopi liturgici e di sostentamento.

al centro Cesare Gallegati e a destra Paolo Babini

Perché associare le varietà bianche a Brisighella? La notevole presenza storica di queste varietà racconta della grande vocazionalità del territorio verso la produzione di vini bianchi che proprio in questa vallata vede coesistere terre fini argillose nella prima collina, calcaree gessose nella area dei gessi e marnoso calcaree nell’alta valle, condizioni favorevoli per ottenere vini bianchi di grande finezza, austerità e longevità.

L’Albana è presente con quasi 200 ettari su un totale per la Romagna di 880 ettari. Oltre il 22% del totale. Notevole la presenza di Trebbiano Romagnolo, Chardonnay per circa 160 ettari e 15 di Sauvignon.
I presenti hanno poi avuto modo di degustare tutta la produzione degli associati presenti con i loro banchi di assaggio lungo il Chiostro del Convento.

“La presenza di un così grande numero di operatori del settore ci conferma nell’importanza che Brisighella rappresenta per il comparto enogastronomico romagnolo” afferma Cesare Gallegati, “l’associazione Brisighella Anima dei Tre Colli ha tra i suoi obbiettivi proprio quello di portare l’attenzione sulla qualità e la diversità insite nel territorio della Valle del Lamone”.

Nel pomeriggio è avvenuta la consueta apertura dei banchi di assaggio dei vini alla presenza dei vignaioli dell’associazione.

“Pompeii, dell’Antichità della Vitae e del Vino” con l’Associazione Italiana Sommelier Campania

Parco Archeologico, Quadriportico dei Teatri, Pompei (Na)

2 e 3 settembre 2023  – Porta Esedra, Piazza Porta Marina Inferiore

Esperienze di Vitae Premiazione quattro Viti, Cupido e Valore Prezzo Guida Vitae 2023

Concorso Miglior Sommelier della Campania

“Il vino nei millenni, dalla Georgia alla Campania 8000 mila anni di storia della vite e del vino, tra cultura arte e scienza. Pompei la prima grande città che ha globalizzato il mercato del vino dal Medio Oriente al mediterraneo ed in Europa”.

L’evento sarà organizzato nelle ore serali del 2 e 3 settembre dalle 18.00 alle 23.30 e prevede, oltre alla presenza di circa 40 aziende di vino, 6 Consorzi di Tutela del Vino della Campania: Vitica Caserta, SannioDop, Vesuvio Dop, Vini d’Irpinia, Salernum Vitae Campi Flegrei e Ischia, un’area Culinaria e un’area dedicata alle masterclass.

Un viaggio degustando vini della Georgia, Cipro, Libano, Grecia, Italia, condiviso con le Ambasciate di Georgia, Grecia e Cipro, con il contributo dell’Ambasciata italiana a Tbilisi, per arrivare in Campania con una significativa selezione di aziende della Campania Felix.

Nel corso della serata del 2 settembre ci sarà Esperienze di Vitae con la consegna delle quattro Viti Campania della Guida VITAE 2023 e un banco collettivo con la degustazione dei vini premiati a cura dei sommelier dell’AIS Campania  e si terranno le prove finali del Concorso Miglior Sommelier della Campania.

Un momento significativo sarà la riproduzione dell’antica focaccia di Pompei a cura del cuoco storico della cucina napoletana Antonio Tubelli in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Vairano Scalo “G. Marconi”.

Per celebrare l’unicità dell’evento abbiamo coinvolto nel “Convivium”, sempre all’interno del Quadriportico dei Teatri, personalità e studiosi per ripercorre le antiche rotte del vino e comprendere l’evoluzione della coltivazione della vite.

Evento ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio, con il sostegno del Parco Archeologico di Pompei e Tommaso Luongo di AIS Campania  

Programma 2 settembre 2023 ( Clicca QUI per l’acquisto del Ticket On Line) https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pompeii-dellantichita-della-vitae-e-del-vino-2923-690240456787biglietti-pompeii-dellantichita-della-vitae-e-del-vino-2923-690240456787

Per le Master Class (ticket supplementare comprensivo di ingresso)

h 18.00 – 23.30 Quadriportico dei Teatri

h 18.00  Presentazione e apertura banchi d’assaggio

h 18.15   Partner dell’evento Ais Campania con Tommaso Luongo la premiazione delle quattro Viti e dei premi cupido e valore prezzo della Campania per Guida Vitae 2023 – Esperienze di Vitae

h 19.00  Convegno “Le antiche rotte del vino dalle origini della Georgia a Pompei”,

Interviene Attilio Scienza, Ordinario della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, che illustrerà le similitudini antiche tra la prime vinificazioni in Georgia con quella casertana e campana.

Con Eugenio Sartori, Direttore di Vivai Cooperativi Rauscedo, per il progetto di ricerca sulla vite in Georgiae con l’archeologo e antropologo, direttore del Georgian National Museum David Lordkipanidze, autore dello studio scientifico che ci riporta nella terra culla del vino e il responsabile della National Agency Wine di Georgia, del Ministero dell’Agricoltura dr. David Maghradze, per approfondire le nuove frontiere dei vitigni in Georgia.

h 20.45 “Concorso Miglior Sommelier della Campania”.

h.21.00 Master class “Grecia e il Mediterraneo”

amalia brut vintage 2018 metodo classico moschofilero 100% tselepos I xinisteri 2022  vino bianco secco xinisteri 100% tsiakkas  I vasilissa 2021 vino bianco secco vasilissa 100% vasilikon I santorini 2020 vino bianco secco asyrtiko 100% canava chrissou I aspros lagos 2019 vino bianco secco vidiano’ 100% douloufakis I la lacrima del pino vino resinato assyrtiko 100% kechris I nemea riserva 2017 vino rosso secco agiorgitiko 100% tselepos I fine mavroudi 2018 vino rosso secco mavroudi della tracia 100% anatolikos ampelonas  I commandaria teodora gold 2016 vino passito xinisteri 70% e mavro 30% karseras

Docente: Guido Invernizzi euro 35€ + 50€ special price 80€ (comprensivo di ingresso manifestazione)

Programma 3 settembre 2023 e link per l’acquisto del Ticket on line

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pompeii-dellantichita-della-vitae-e-del-vino-3923-691564105857#tickets

Per le Master Class (ticket supplementare comprensivo di ingresso)

h 18.00 – 23.30 Quadriportico dei Teatri

h 18.00 Apertura

h 18.30 I saluti del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zucktriegel. Una azienda agricola a Pompei e le nuove vigne.

h 19.30 “Per una evoluzione antropologica dell’alimentazione: saperi, sapori, scienze e tecnologia”. Con lo chef Alfonso Iaccarino, il Docente di Marketing e Trasformazione Digitale all’Università Federico II di Napoli Alex Giordano con Franco Pepe, miglior pizzaiolo al Mondo di The Best Chef Awards 2021. Un dialogo a partire dal libro FOODSYSTEM 5.0 Agritech | Dieta Mediterranea | Comunità di Alex Giordano per Edizioni Ambiente e Dante Stefano Del Vecchio curatore dell’evento.

h 21.00  “Lectio Magistralis” dal titolo “Un viaggio nel passato per capire il vino”, tenuta dal presidente dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) Ordinario di Enologia Università Federico II di Napoli, prof. Luigi Moio. Segue dibattito h 22.30

h 23.00  Narrazione dedicata a “Dioniso all’ombra del Vesuvio”, a cura dell’archeologo Mario Cesarano, Soprintendenza Archeologica di Napoli.

“Vino X Roma” e Roma per il Vino: binomio inscindibile a 360 gradi

L’inizio dell’estate romana è stato un tripudio di eventi bellissimi e, tra questi, Vino X Roma targato Excellence, dove sono andate in scena le realtà enogastronomiche della Capitale e dintorni.

In collaborazione con Camera di Commercio Roma e Regione Lazio, Pietro Ciccotti e il suo fantastico staff hanno coinvolto nelle serate importanti Chef con piatti unici, preparati da materie prime selezionate, abbinati ai vini dei produttori partecipanti.

Che cos’è Excellence? Una Food Connection Company che attraverso la propria piattaforma multicanale promuove il patrimonio enogastronomico italiano delle eccellenze, mediante un’efficace, quanto innovativa, vetrina e rete di contatti al servizio delle aziende.

Excellence consente di diversificare la propria attività attraverso la comunicazione specializzata, l’editoria web e cartacea, i grandi eventi enogastronomici, le iniziative B2B e B2C e la formazione professionale.

La valorizzazione di un vecchio capannone ha portato alla realizzazione di una struttura contemporanea dal gusto moderno, che ospita una scuola di cucina con ambienti spaziosi, luminosi e razionali. Prende il nome di THE BOX la creazione di Pietro Ciccotti, inserita in un contesto urbano semi industriale, nel quartiere di Casal Bertone a Roma, in Via Ignazio Pettinengo, 72.

Con la Wine Designer e Vice Delegata della Delegazione Toscana della Associazione Nazionale delle Donne del Vino, Federica Cecchi, abbiamo condiviso le impressioni sulle degustazioni e abbiamo apprezzato il format di Excellence Eventi, incontrando i produttori che ci hanno raccontato le difficoltà di quest’annata resa difficile dalle numerose piogge di maggio e giugno con il propagarsi della peronospora. Una annata veramente difficile che porterà a rese estremamente basse e pesanti ripercussioni economiche sull’indotto del settore vitivinicolo.

Al contrario, il mondo della cucina non incontra ostacoli registrando una crescita esponenziale, sia come interesse che in termini di nuove assunzioni. La Excellence Accademy forma le giovani promesse in grado poi di operare nel mondo della ristorazione e della hotellerie. Con i suoi 1100 mq offre aule di Cucina e Laboratorio di Pasticceria, aule Didattiche Multimediali, aule dedicate alle Arti Bianche, Gelateria, Sala Accoglienza e 400 mq. di Spazio Eventi.

Uno Chef in auge è Fundim Gjepali del Ristorante Antico Arco, con una storia personale appassionante che lo vide emigrare dall’Albania da ragazzo, per affermarsi in Italia rivisitando e interpretando piatti della cucina nostrana e romana.

Ovviamente la degustazione dei vini ha avuto il focus di rilievo, una piacevole passeggiata tra i vigneti e la cantina, fatta attraverso il racconto del produttore stesso.

Presenti all’evento, il Consorzio Roma DOC con i vini delle Aziende che ne fanno parte, la Cantina Ciucci di Federica Ciucci, Vini Vallemarina con Marina Boccia, la Cantina Villa Simone con Sara Costantini, la Cantina L’Avventura con Gabriella Grassi, Cantina Jacobini con Alessandro Jacobini e Nina Farrel, Cantine Capitani, l’Azienda Vannelli e Brugnoli, la Cantina Borgo del Baccano, la Cantina Capizzucchi e Tenuta Lungarella.

Emozioni palpitanti nel vedere un giovane produttore che porta alla rinascita una storica Cantina di Genzano, la Cantina Jacobini, rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale. Alessandro Jacobini, discendente della storica Famiglia Jacobini di Genzano, sta iniziando a ricostruire la Cantina di famiglia e, insieme alla moglie Nina Farrel, ha iniziato la produzione di un vino bianco ottenuto con uve Trebbiano.

l Frascati di Villa Simone, azienda dell’enologo Lorenzo Costantini che sta divenendo uno dei punti di riferimento del vino dei Castelli Romani, è sempre una conferma. La figlia di Lorenzo, Sara Costantini , è fondamentale per lo sviluppo e la comunicazione della cantina.

Marina Boccia è straordinaria, con un sorriso quasi… spumeggiante! I suoi vini sono specchio del suo carattere: decisi ed esuberanti. Il Moscato di Terracina è il punto forte con due referenze.

Federica Ciucci produce vino e olio di grande qualità. La sua famiglia è proprietaria di un vasto territorio del Lazio settentrionale al confine con la regione Umbria. Il continuo studio sulle tecniche di vinificazione, le ha permesso di inserirsi già tra le migliori cantine del Lazio.

Al banco del Consorzio Roma Doc ho incontrato Silvana Lulli – Parvus Ager – con il nuovo nato, la Malvasia Puntinata. Un vino di bella struttura e complessità che riempie il palato con sensazioni avvolgenti di frutta e fiori oltre che di frutta secca e mentolate sul finale.

Il progetto Vinea Lucens, esperienza meravigliosa con un percorso notturno tra i vigneti tra proiezioni di luci e immagini, è già stato raccontato dalla collega Ombretta Ferretto al seguente link https://www.20italie.com/vinea-lucens-metti-un-sera-sullappia-antica-con-la-cantina-parvus-ager/

Una bella espressione di Cesanese del Piglio è quella portata a Vino X Roma da Gabriella Grassi della Cantina l’Avventura, con i famosi vini da uve Cesanese Amor, Picchiatello, Campanino oltre che il rosato di Cesanese Rosè e la Passerina del Frusinate Saxa.

Altro nome assolutamente di spessore tra i vini di Roma è Cantina Capizucchi che si trova vicino al Santuario del Divino Amore, sulla via Ardeatina e produce diverse referenze interessanti. Matilda Pedrini della Cantina Borgo del Baccano sta facendo passi da gigante con i suoi vini che ricadono anche nel disciplinare della Roma DOC. Una nuova realtà che si trova a Borgo del Baccano, sulle pendici del Lago di Martignano, un piccolo lago vicino al Lago di Bracciano.

Una bella sorpresa la degustazione di Olio Extravergine di Oliva, con l’azienda Diamante Verde. Catiuscia Scire racconta come sono stati recuperati 20 ha con circa 5000 piante, con cultivar prevalentemente Itrana e un 15% di leccino.

Presente anche il banco di assaggio di PeperDop, il peperone di Pontecorvo, tantissimi prodotti lavorati a base di peperone di Pontecorvo DOP. 

Non ci resta che attendere il prossimo evento che si terrà al Roma Convention Center La Nuvola dal 9 al 11 novembre.

Sarà EXCELLENCE FOOD INNOVATION l’evento enogastronomico alla sua decima edizione all’interno della straordinaria struttura progettata dall’Architetto Fuksas.

https://excellencemagazine.it

Romagna: Coriano Wine Festival 2023, “il grande Sangiovese Romagnolo al centro del villaggio”

“Romagna e Sangiovese, sei sempre nel mio cuore”

Così recita il famoso brano di Raoul Casadei, a suggellare l’eterno binomio fra un territorio e un vino. Anzi, fra un popolo e un vino.

I romagnoli: quella gente che nemmeno le alluvioni può scalfire, quelle persone contraddistinte da estrema generosità e genuinità. Li puoi riconoscere nitidamente alle sagre di paese, con gli stand gastronomici dove il profumo di piadina e salsiccia si percepisce da chilometri e il valzer ti trasmette allegria anche se hai appena litigato con la morosa (termine dialettale per fidanzata).

Proprio come la 55ª edizione de La fiera del Sangiovese, svoltasi a Coriano (RN) il 19 e 20 agosto 2023. Da quest’anno diventa anche Coriano Wine Festival, una “mostra mercato” del Sangiovese con i migliori produttori provenienti dalle 16 sottozone ufficialmente riconosciute dal disciplinare del Romagna DOC Sangiovese.

Gli ingredienti sono quelli giusti: 33 produttori, coinvolti nei banchi d’assaggio con le anteprime dei loro Sangiovese, 5 guru del vino a livello nazionale (Maurizio Alongi, Paolo Babini, Enrico Bevitori, Marco Casadei e Marino Colleoni), impegnati in un convegno dal titolo “Sangiovese, indagine su un vitigno al di sopra di ogni sospetto” e infine 4 laboratori di degustazione.

La ricetta è ideata dalle meningi di uno chef per eccellenza, uno che la materia prima la sa trattare sapientemente: Francesco Falcone.

La location? Il pittoresco parterre del Teatro Corte Coriano.

Francesco Falcone

20Italie era presente ed ha selezionato, fra le numerose proposte, 6 anteprime di Sangiovese degne di interesse.

Menta e Rosmarino – Area 66 | 2021 – sottozona Modigliana

Visto il caldo di questi giorni, perché non partire dal territorio più in quota come Modigliana? Area 66 è uno dei Sangiovese in purezza prodotti da Francesco e Luciano, nell’annata 2021 si presenta al calice in un rosso che definirei invitante per la sua capacità di riflettere la luce. Naso che ti porta nel territorio: menta piperita, aghi di pino, piccoli frutti neri e tanta mineralità. In bocca è agilissimo, verticale grazie alle freschezze ma equilibrato grazie al docile tannino. Non si perde facilmente ed è piacevole come un succo di frutta.

Vigne dei Boschi – Poggio Tura | 2019 – sottozona Brisighella

Il “frescolino climatico” ci piace: non scendiamo di quota, ci spostiamo di qualche chilometro ed entriamo a casa di Paolo Babini. Il suo Poggio Tura 2019 è talmente in anteprima che l’annata è scritta a penna su un’etichetta precedente. Veste il calice di un rosso accecante come un’opale di fuoco. Olfattivamente ci regala sentori di piccoli frutti rossi aciduli, vegetazione di bosco e note leggermente terrose. In bocca è esplosivo: l’acidità è spiccata e al tempo stesso piacevole, tannino vispo. Al termine del sorso chiama un altro assaggio, senza stancare. Un vero e proprio Masterpiece di Babini che racchiude un mosto fiore sgrondato e non pressato e 2 anni di riposo in botte grande, usata magistralmente.

Ancarani – Biagio Antico | 2021 – sottozona Oriolo dei Fichi

Restiamo nell’entroterra Ravennate, ma cambiamo completamente terreni, passando dalle marne Brisighellesi alle sabbie gialle di Oriolo dei Fichi. Questo terreno è il responsabile dell’estrema definizione degli aromi che troviamo nel Biagio Antico. L’aspetto del vino è seducente, proprio come una rubellite. Il frutto che si avverte è polposo, di quelli che cogli dall’albero e addenti stando lontano dal corpo per non sporcarti col succo che gronda. La menta piperita e lo zenzero completano il boost di un naso “fresco”. All’assaggio è teso, croccante, con un tannino spigoloso ma piacevole proprio per questo motivo. Il cemento ha riequilibrato il tutto. Servito leggermente sotto temperatura si fa voler molto bene, estivo.

Marta Valpiani – Fiore dei Calanchi | 2021 – sottozona Castrocaro

Mentre continuiamo la traversata perché non fermarsi alle Terme di Castrocaro? Con le sue acque salsobromoiodiche che fanno bene alla salute… e anche al vino, donando incredibile sapidità. Ma Elisa Mazzavillani, che il territorio lo conosce bene, non finisce mai di stupirci. Da un piccolo vigneto nasce il suo nuovissimo Fiore dei Calanchi, un single vineyard – single tonneau, ricavato appunto da un unico cru e lasciato riposare per un anno in un unico tonneau, (a doghe larghe, originariamente pensato per un bianco) per dar vita a 666 bottiglie uniche nel loro genere. Portare il calice davanti agli occhi è come un incontro con una donna elegante e suadente: la sua trasparenza provocante, mai volgare, riflessi splendenti come pietre preziose. Naso che denota un profilo aromatico ricco, di grande profondità. Immediatezza delle note fruttate, sfumature leggermente polverose e note iodate. In bocca si conferma la grande eleganza che trovavamo nei precedenti passaggi, ci pervade il palato. Il tannino è delicato, setoso ma presente. Teso, ma non affatto esile. Superlativo.

Giovanna Madonia – Fermavento | 2021 – sottozona Bertinoro

È arrivato il momento di spostarci nel ventre della collina romagnola, laddove il vino è così radicato nella cultura degli abitanti che viene chiamato “e bé”, ovvero “il bere”. Sulla parte più alta del colle di Montemaggio troviamo Giovanna Madonia, già da diversi anni affiancata dalla figlia Miranda e da Gennaro. È il 26º anno del Fermavento, Sangiovese da vigne allevate ad alberello che non finisce mai di stupire. Più di ogni altro è un fedele lettore dell’annata, del terroir e della mano del produttore. E così anche in questa versione, in bottiglia nemmeno da 2 mesi, si conferma sempre lui, il Sangiovese che mette d’accordo tutti. Si veste in un rosso rodolite veramente intenso, e nella sua austerità regala aromi di frutta matura, sottobosco e spezie. In bocca il tannino è superbo, probabilmente merito di quel terzo di uve che non vengono diraspate portando così quella parte di legno maturo, un po’ come si fa in Borgogna. Profondo. Ma diamogli qualche altro mese.

Chiara Condello – Predappio | 2021 – sottozona Predappio

Forse la zona più rinomata a livello regionale (e non solo) per il Sangiovese, capace di sfornare vini dalla grande espressività grazie ai suoli principalmente argillosi. Noi non saliremo fino in alto, ci fermeremo a Fiumana, da Chiara Condello. Macerazione a chicco intero, sgranellato, ma non pressato, per estrarre una massa color rubino Tanzania intenso dai riflessi scuri. Eh sì, siamo un po’ frivoli anche nei descrittori per una volta! Un anno di botte grande e i 4 mesi di cemento regalano grande profondità al naso. Nonostante la giovane età, l’argilla e l’affinamento lo rendono già abbastanza rotondo e compatto. Muscoloso.

Format centrato, ricchezza di contenuti, il calore dei romagnoli e la poliedricità di un vitigno: sono queste le chiavi di lettura di un evento, che seppur alla sua genesi, ha saputo raggiungere il suo obiettivo. Valorizzazione di un vitigno attraverso un territorio.

Fast forward alla prossima edizione, prevista per il 17 e 18 agosto 2024.

Romagna: l’alluvione ha unito AIS e Slow Food in una cena solidale di beneficenza per la raccolta fondi

L’alluvione è finita ma la solidarietà no: è questo il motto scelto per la cena solidale nata dalla collaborazione di Slow Food condotta di Forlì e AIS Delegazione Forlì, svoltasi giovedì 3 agosto presso l’azienda agricola Calonga.

Sono passati più di due mesi dalla tremenda catastrofe che ha colpito la Romagna, lasciandola immersa nel fango per parecchie settimane. Grazie all’impegno di tutti, le città Romagnole sono velocemente ritornate alla normalità; una normalità agognata che ha però la colpa di farci dimenticare in fretta quanto accaduto.

Un menù a più mani, composto da piatti preparati con materie prime di qualità provenienti da alcune delle aziende del territorio direttamente coinvolte dalle recenti frane (azienda agricola I Mät ad Sgùn, azienda agricola Giorgini, azienda agricola Tirli, Podere le Campore), sapientemente abbinati dai sommeliers di AIS Romagna coi vini dell’azienda agricola ospite, Calonga, di Maurizio Baravelli.

da sinistra Matteo, Francesco e Maurizio Baravelli dell’azienda agricola Calonga

20Italie era lì per voi per raccontarvi da vicino come “l’unione fa da sempre la forza”.

I commensali vengono accolti con un aperitivo in piedi, un pane “speziato” saltato in padella con timo rosmarino e aglio, qualche pomodorino fresco di Calonga (non sono solo vignaioli…) e il loro Baldàn, un metodo classico brut con quasi 5 anni sui lieviti, sapientemente assemblato unendo sangiovese vinificato in bianco e bombino bianco (localmente conosciuto come pagadebit) in parti eguali.

La ricca tavolata inizia a colorarsi di cibo appena viene servito l’antipasto, il tonno di coniglio, un lessato di coniglio con erbe aromatiche, condito con olio evo e spezie. La prima portata è composta da bucatini al ragù bianco con scalogno romagnolo (pasta rigorosamente home made di farina di semola rimacinata e trafilata al bronzo). Entrambe le pietanze accompagnate da L’Azzurro, un freschissimo Romagna DOC Pagadebit.

Arriviamo al pezzo forte, il “coniglio saporito”, un piatto che vinse il Premio Marietta 1997, riconoscimento istituito in nome della fedele cuoca governante di Pellegrino Artusi. A questo piatto vincente, viene abbinato il Bruno, simpaticissimo ed estivo Romagna DOC Sangiovese dal colore rosso tenue, e dalla quasi assenza di tannino.

Si chiude la cena con le tradizionalissime ciambella e crostata Romagnole, e l’altrettanto tradizionale Albana Dolce.

da sinistra Caterina Valbonesi Delegato AIS Forlì e Antonella Altini fiduciaria Slow Food Condotta di Forlì

Durante la serata le due Organizzazioni enogastronomiche si sono inventate una lotteria con premi in bottiglie di vino del territorio, cortesemente donate dal Consorzio Vini di Romagna.

Ed ha funzionato: sono stati ben 1.120 euro i fondi raccolti consegnati nelle mani della Parrocchia di Don Felice in modo da essere devoluti alle famiglie più in difficoltà.

Il commiato è avvenuto non prima di aver degustato anche tutti gli altri vini di Calonga, in particolare, Zenaide, Chardonnay che fermenta in barriques; e poi “7” Romagna DOC Sangiovese Superiore Riserva prodotto solo in particolari annate (quella in degustazione era una sorprendente 2017, anno dove pochi sono riusciti a far bene) e due Vermouth, BV Bianco e BV, nati dalla collaborazione col noto profumiere Baldo Baldinini.