Chianti Classico Collection 2025 – i migliori assaggi delle tipologie Chianti Classico Riserva e Gran Selezione

Capire un vino è un compito non semplice, anche per il più esperto degustatore. Capire il Chianti Classico, in particolare, richiede concentrazione, analisi e comparazione con le proprie reminiscenze storiche. Un archivio che è forma stessa di cultura, di aneddoti avvincenti e qualche delusione inaspettata, soprattutto quando si assaggiano i vini alla cieca, senza conoscere il produttore di riferimento.

Ieri abbiamo scritto della versione Chianti Classico d’annata (https://www.20italie.com/anteprima-di-toscana-chianti-classico-collection-le-nostre-impressioni-sulla-tipologia-annata-2023-e-2022/) affrontando le tematiche dell’articolata 2023 rispetto a chi ha scelto di prendersi qualche tempo ai box ed uscire, invece, con le vendemmie 2022 e 2021. Potevamo segnalarvi qualche audace viticoltore che ha persino proposto, non senza sorprendenti sorprese, di giungere sul mercato con campioni oltre il lustro d’età; ma i numeri in lista erano troppo esigui per avere un quadro esaustivo della situazione. La libertà di scelta (e di stile) lasciata ai singoli protagonisti rimane uno dei tanti punti di forza dell’areale.

Iniziamo per gradi il resoconto della Riserva, versione che ha risentito nel tempo dell’impatto prorompente del nuovo arrivo Gran Selezione. Rispetto alle anteprime passate, però, sembra esserci un lieve riscatto con la 2022, ben distesa con prontezza di beva unita a stoffa ed eleganza. Poche chiacchiere, tanto gusto ed uno stacco rispetto alla 2021, dotata di magnificenze forse ineguagliabili ed altrettanti ripidi cali, come in un veloce saliscendi. Analizzando entrambi gli andamenti stagionali le differenze non sembrano rilevanti, eccezion fatta per alcune gelate tardive. Piogge primaverili, calura e poche precipitazioni estive con buoni escursioni termiche hanno garantito uve in piena salute.

La domanda perché non vi sia, dunque, una sorta di omologazione negli assaggi appartiene a quell’alone di mistero e bellezza di cui il mondo del vino, per fortuna, è ancora permeato. Sta di fatto che i tannini della 2021 sono in generale austeri, regalando al vino sussulti di giovinezza, ma anche maggior tensione.

Una nota a margine di tante considerazioni è stato il riconoscimento al redattore Ombretta Ferretto di 20Italie, già presente nei panel di degustazione alla cieca assieme al sottoscritto, al giornalista Paolo Valente ed agli autori Adriano Guerri ed Alberto Chiarenza, del premio quale Miglior Comunicatore al Master del Chianti Classico 2025 organizzato dal Consorzio Chianti Classico e dall’Associazione Italiana Sommelier.

Migliori Chianti Classico Riserva 2022 in ordine di preferenza

Castellare di Castellina – Castellare

Le Filigare – Maria Vitttora

Antinori – Villa Antinori

Banfi

Castello di Volpaia

Tregole

Capannelle

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Riserva 2021 in ordine di preferenza

Le Miccine

Podere Lecci e Brocchi – Il Chiorba

Castello di Ama – Montebuoni

Fattoria La Ripa

Tenute Selvolini

Castellinuzza e Piuca/Castellinuzza Paolo Coccia – Podere Castellinuzza

Arillo in Terrabianca

Il Contadino Cusano – Poggio Torselli

Montefioralle

Villa Rosa e Villa Cerna

Caparsa – Caparsino

Il divario analizzato in precedenza si amplifica nella Gran Selezione 2022 in confronto con la 2021 e la 2020. Nel primo caso le rassicuranti sensazioni fruttate tessono la tela di un quadro di generale morbidezza, sorretta da sfumature agrumate tipiche del Sangiovese ed in linea con i desideri sperati. Sapida e potente la seconda, meno profonda e vibrante la 2020, di sicuro la più fresca delle tre e con maturazioni antocianiche in chiaroscuro. La qualità media della tipologia è in continua crescita e sembra non arrestarsi neppure di fronte agli umori ballerini del mercato. Saremo curiosi di osservarla nella complicatissima 2023, durante la prossima edizione di Chianti Classico Collection.

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2022 in ordine di preferenza

Fèlsina – Rancia

Brancaia

Famiglia Zingarelli – Tenuta Fizzano – Il Crocino

Ricasoli – Castello di Brolio

Tenute di Arceno – Strada al Sasso

Antinori – Badia a Passignano

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2021 in ordine di preferenza

Riecine – Vigna Gittori

Istine – Vigna Istine

Nardi Viticoltori – Vigna del Pino

San Felice Toscana A.D. 714 – La Pieve

Luiano – Ottantuno

Fontodi – Vigna del Sorbo

Tenuta di Bibbiano – Vigna di Montornello

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2020 in ordine di preferenza

Le Miccine

Castello Monterinaldi

Le Cinciole – Aluigi

Cafaggio – Solatio

Vecchie Terre di Montefili – Vigna nel Bosco

Carpineta Fontalpino – Vigna Monteaperto

La Madonnina/Triacca – La Madonnina

Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio

San Felice A.D. 714 – Poggio Rosso

Fattoria di Rignana – Villa di Rignana

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection – le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2023 e 2022

Muhammad Ali suggeriva di pungere come un’ape e muoversi come una farfalla. La rappresentazione dell’annata 2023 proposta durante la Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze, può essere la degna asserzione di una vendemmia complicatissima. In realtà trattasi più di piccole punture da spillo, che di pomfi veri e propri.

La qualità ottenuta contro grandini, tempeste primaverili, peronospora e siccità estiva è davvero encomiabile e merita grande considerazione da chi, come noi, deve fornire per mestiere un resoconto finale. La lunghezza espressiva di altri tempi ovviamente ne esce penalizzata, rivelando al contempo fragranze balsamiche delicate, di lontana memoria. Ci limitiamo ad un’analisi stringata senza particolari palpiti d’emozione, convinti che le differenze siano un valore aggiunto e l’omologazione appiattisca il lavoro di chi sa gestire con successo le difficoltà stagionali.

Altro discorso vale per la 2022, che rivela densità nel frutto e alcolicità a volte ingombrante. I picchi individuati tra i 100 campioni proposti sono la conferma di una vintage caratterizzata da polpa, arricchita di spezie forti e tannini ancora vibranti. Qualche ombra nella piacevolezza di beva che dovrebbe contraddistinguere la tipologia, schiacciata da maturazioni lievemente oltre le righe, che avvantaggiano comunque il posizionamento della stessa nei mercati oltre frontiera.

Il panel di assaggio dei vini alla cieca è stato formato dal sottoscritto e dai redattori di 20Italie Adriano Guerri, Alberto Chiarenza e Ombretta Ferretto. In calce all’articolo abbiamo inserito anche la 2021 a completamento delle valutazioni generali, in attesa della Riserva e della Gran Selezione di domani.

Migliori Chianti Classico Docg 2023 selezionati per ordine di gradimento

Riecine

Gagliole – Rubiolo

L’Erta di Radda – campione da botte

Poggerino

Castellinuzza e Piuca – campione da botte

Castello Vicchiomaggio – Guado Alto

Rocca delle Macìe

Casa Emma

Castello di Albola

Istine – campione di botte

Castello di Monsanto – campione da botte

Fèlsina

Principe Corsini – Villa le Corti

Ricasoli – Brolio – campione da botte

Viticcio

Migliori Chianti Classico 2022 in ordine alfabetico

Arillo in Terrabianca – Sacello

Badia a Coltibuono

Borgo Scopeto

Calcamura

Castagnoli

Castello La Leccia

Cinciano

Colle Bereto

Conte Guicciardini – Belvedere Campoli

Fattoria di Rignana

I Sodi

Isole e Olena

La Croce

Le Miccine

Ormanni

Podere Capaccia

Poggio al Sole

Pomona

San Fabiano Calcinaia

Tenuta di Bibbiano – Bibbiano

Tenuta Perano – Frescobaldi

Val delle Corti

Vallepicciola

Migliori Chianti Classico 2021 in ordine alfabetico

Borgo Casa al Vento

Caparsa

Castellinuzza – Claudia Cinuzzi – Cinuzzi

Fattoria Il Colombaio – Gaspero

Il Palagio di Panzano

Podere Ciona

Tenute Squarcialupi – Squarcialupi

Villa Trasqua

Anteprime di Toscana 2025: Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, i nostri migliori assaggi

C’è grande fermento in seno al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per la presentazione ufficiale, alla stampa di settore, del progetto riguardante la nuova tipologia Vino Nobile di Montepulciano Pieve.

Nell’attesa pubblichiamo il consueto report sulle nuove annate del Vino Nobile di Montepulciano, che presenta elementi confortanti accanto a potenzialità ancora parzialmente inespresse.

Il Sangiovese di queste terre gode di miglior maturità soprattutto nelle annate calde e l’areale se ne avvantaggia nel complesso. Un areale considerato ancora tra i pochi, in Toscana e non solo, a godere di climi freschi e buone escursioni termiche.

Resta dunque l’aspettativa, in parte disattesa, che si poteva fare qualcosa in più anche nei vini, per valorizzare un aspetto positivo – per una volta – del cambiamento climatico. Tanti i produttori che ci hanno provato con successo, anticipando pure il rischio concreto di eccessive maturazioni del frutto e mettendo nel calice eleganza ed espressività.

Una piacevole tendenza a cui siamo ormai abituati a Montepulciano, in continuità positiva con gli assaggi delle passate edizioni. Per altri invece, ormai minoritari, resta il rebus di come gestire tanta materia, spesso non ben coadiuvata dall’utilizzo del legno in fase di maturazione.

Menzione particolare merita la commovente Selezione 2022 di Tenuta Valdipiatta “Vigna d’Alfiero” che ha conquistato il vertice dei giudizi nel panel alla cieca composto dal sottoscritto, dal redattore di 20Italie Adriano Guerri e da Maurizio Valeriani, direttore della testata giornalistica Vinodabere.

Troppo esigui i campioni in degustazione per quanto concerne la Riserva 2021: solo 8 vini che hanno dimostrato comunque un’ottima performance complessiva, frutto di un’annata in perfetto equilibrio.

Di seguito i nostri migliori assaggi valutati per tipologia, con una sezione dedicata alle annate precedenti.

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano 2022 (sia Annata che Selezione)

Vino Nobile di Montepulciano Selezione – Vigna d’Alfiero 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano Arya 2022 – Manvi

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poggio alla Sala

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Poliziano

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – Guidotti

Vino Nobile di Montepulciano La Spinosa 2022 – Il Molinaccio

Vino Nobile di Montepulciano 2022 – La Ciarliana

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Quercione 2021 – Lunadoro

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Tenuta di Gracciano della Seta

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021 – Boscarelli

Migliori Assaggi Vino Nobile di Montepulciano Annate Precedenti

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Il Macchione

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Vigna Scianello 2020 – La Ciarliana

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – De’ Ricci

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Antica Chiusina 2019 – Fattoria del Cerro

PRIMANTEPRIMA: IL FUTURO DEL VINO TOSCANO TRA IDENTITÀ, MERCATI E SOSTENIBILITÀ

Firenze, 14 febbraio – L’elegante cornice di Palazzo Medici Riccardi ha ospitato oggi PrimAnteprima, l’evento che segna l’inizio delle Anteprime di Toscana, il prestigioso appuntamento dedicato al mondo del vino toscano. Organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana, della Camera di Commercio di Firenze e della Provincia di Firenze, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per produttori, buyer, istituzioni e appassionati del settore.

L’evento si è aperto nella maestosa Sala Luca Giordano, con un workshop intitolato “Il vino toscano di fronte alle sfide globali: identità, mercati e sostenibilità”. Il dibattito ha messo in luce la crescente importanza di una viticoltura sostenibile, in grado di coniugare tradizione e innovazione per rispondere alle sfide dei mercati internazionali.

Toscana, terra di eccellenza vitivinicola

Da secoli la Toscana è sinonimo di qualità ed eccellenza nel mondo del vino. Un patrimonio fatto di tradizione, ma anche di capacità di innovare e adattarsi ai cambiamenti globali. Il concetto di identità è fondamentale: il vino toscano non è solo un prodotto, ma un’espressione culturale, un simbolo di una terra e della sua storia. Allo stesso tempo, la sostenibilità gioca un ruolo chiave per garantire il futuro della viticoltura, puntando su pratiche biologiche e su un’accoglienza turistica sempre più attenta alla valorizzazione del territorio.

Non a caso, la regione sta investendo sempre più risorse per migliorare l’offerta e l’accoglienza, con l’obiettivo di attrarre non solo appassionati di vino, ma anche buyer internazionali, fondamentali per l’espansione dei mercati. I consorzi vitivinicoli, in questo scenario, rivestono un ruolo strategico nello sviluppo e nel controllo della qualità del settore.

Dopo i saluti istituzionali di Carlo Boni per la Città Metropolitana di Firenze, è stato il giornalista Rai Marcello Masi ad aprire la giornata con un intervento sulle radici profonde della viticoltura toscana e sulle sfide future. A seguire, un panel di alto livello ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui il presidente della Regione Eugenio Giani, la vicepresidente e assessora all’Agroalimentare Stefania Saccardi e il presidente di AVITO (Associazione Vini Toscani DOCG), Francesco Mazzei. Importanti anche i contributi del presidente della Camera di Commercio di FirenzeMassimo Manetti, e del direttore di Fondazione Sistema ToscanaFrancesco Palumbo.

Uno degli interventi più attesi è stato quello di Fabio Del Bravo, dirigente di ISMEA, che ha presentato il report realizzato appositamente per PrimAnteprima, illustrando numeri, trend e scenari per il vino toscano nel mercato globale.

Numeri e tendenze: la ripresa del settore vitivinicolo

Il 2023 è stato un anno di sfide per il settore vitivinicolo, ma i dati presentati da ISMEA confermano una decisa ripresa. La Toscana si distingue ancora una volta come la terra del biologico, con 23.534 ettari coltivati a bio, pari al 38% della superficie vitata regionale e al 17% di quella nazionale. Un dato che conferma il forte impegno della regione verso la sostenibilità, superando ampiamente l’obiettivo del 25% di superficie bio fissato dal New Green Deal dell’Unione Europea e dall’Agenda ONU 2030.

A dimostrazione del sostegno concreto al settore, la Regione Toscana ha recentemente stanziato 11 milioni di euro di risorse comunitarie per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con l’obiettivo di rendere i produttori più competitivi sui mercati internazionali. La Toscana, inoltre, si distingue per la giovane età dei suoi vigneti, con il 55% delle vigne che ha meno di vent’anni, un dato superiore alla media nazionale.

Altro elemento chiave è la forte presenza di vini a denominazione d’origine, con quasi il 95% della produzione destinata a DOC e DOCG, a fronte di una media nazionale del 65%. Questo dato riflette l’attenzione del territorio alla qualità e alla valorizzazione delle proprie eccellenze.

Innovazione e certificazioni: le chiavi del successo

L’innovazione è un fattore determinante per il futuro della viticoltura toscana. Durante l’evento, è stato presentato un video con le testimonianze di ColdirettiCIA e Confagricoltura Toscana, che hanno affrontato temi cruciali come i cambiamenti climatici, l’export e le nuove tecnologie applicate al settore vitivinicolo.

Un focus particolare è stato dedicato ai controlli e alle certificazioni di qualità, con l’intervento di ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi) e Valoritalia, realtà che garantiscono la trasparenza e la sicurezza nel mercato del vino. Un altro primato toscano è stato evidenziato dalla testimonianza di ARTEA, prima agenzia regionale in Italia ad adottare un schedario viticolo basato su immagini aeree e grafiche, uno strumento innovativo per monitorare e certificare i vigneti con precisione.

Sul fronte della sostenibilità, la Toscana conferma la sua leadership anche nella produzione di vini biologici, un settore in forte crescita che continua a registrare una domanda stabile sui mercati internazionali. Come sottolineato dalla presidente di FederbioMaria Grazia Mammuccini, la regione è un punto di riferimento per l’intero comparto biologico.

Infine, l’intervento di Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, ha ribadito l’importanza della qualità come elemento distintivo dell’identità toscana.

Conclusioni

PrimAnteprima ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della Toscana nel panorama vitivinicolo mondiale. Con una produzione in crescita – 2,6 milioni di ettolitri nel 2024, che la collocano al settimo posto a livello nazionale – e una forte vocazione all’export, il vino toscano guarda al futuro con ambizione.

Identità, sostenibilità e innovazione sono le tre parole chiave su cui si baserà la crescita del settore nei prossimi anni. La sfida è quella di continuare a coniugare la tradizione con le nuove tendenze di mercato, valorizzando il territorio e garantendo ai consumatori un prodotto d’eccellenza.

Il viaggio nelle Anteprime di Toscana è appena iniziato, e con esso la promessa di un futuro all’insegna della qualità e dell’innovazione per il vino toscano.

UN SUCCESSO RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025

Il primo degli eventi annuali organizzati in collaborazione con Adra Srl, di Atena Lucana (SA), azienda specializzata nella produzione e commercio di surgelati, è stato un successo di consensi tra il pubblico degli operatori di settore.

RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025 voleva essere ed è stata la vetrina di numerose realtà nostrane, per presentarsi a chi vive il mondo della ristorazione dietro le barricate del proprio bar, pasticceria, ristorante ed hotel. Caratteristiche essenziali le materie prime offerte di elevata qualità, che si prestano agli usi più vari: dalla pietanza già pronta da scaldare, a parte degli ingredienti stessi di una ricetta vincente.

Un occhio anche ai produttori di macchinari ed elettrodomestici utili per l’attività tra cucine industriali, abbattitori, forni e vetrine frigo. Si è davvero scritta la storia del food in Campania nei giorni del 11 e 12 febbraio 2025, alla presenza delle più importanti Autorità comunali rappresentate da Mario Conte, sindaco di Eboli.

Ripagati gli sforzi di Peppino Cirigliano, uno dei titolari di Adra Srl e del suo responsabile marketing Emiliano Perillo: <<l’occasione per far conoscere e connettere diversi intermediari al fine di raggiungere un vantaggio competitivo per l’intero comparto. Una selezione ampia dei nostri Partner strategici nella commercializzazione dei surgelati freschi di alta gamma. Un passo avanti nel comprendere l’opportunità di rivedere il concetto stesso di cucina tradizionale e gourmet, con l’accesso a materie prime spesso difficili da rinvenire non solo neii punti vendita italiani, ma anche esteri>> dichiara il founder Peppino Cirigliano.

<<Quattro mesi di duro impegno alla ricerca della giusta location come il Palasele di Eboli e del supporto di chef famosi arrivati a testare i prodotti con la propria inventiva durante gli show-cooking organizzati per la platea. Presentate novità e tendenze di mercato, per costruire insieme relazioni e far crescere insieme il fatturato con un occhio indispensabile al consumatore finale>> rincara Perillo.

Colori, profumi e sapori che hanno pervaso i corridoi della fiera, tra banchi d’assaggio con marchi blasonati dell’agroalimentare e dell’enogastronomia d’Italia. La speranza, per il futuro, di ripetere eventi di tale portata, comprendendo anche una sezione per gli abbinamenti tra cibo e vino, richiesta fortemente dal mercato.

Restare sempre connessi e all’avanguardia significa Resto al Food Ho.Re.Ca. Expo 2025. Arrivederci al prossimo anno ed alle prossime iniziative di Adra Srl.

Il Museo Diocesano di Genova ha ospitato la quarta edizione dell’evento “I Vini del Cuore”

Grande successo di pubblico ed operatori del settore.

l 2 e 3 Febbraio, il Museo Diocesano di Genova ha accolto con entusiasmo l’evento “I Vini del Cuore”, un’esperienza unica dedicata agli amanti del buon vino e della cultura enologica, che ha visto riconosciuto il patrocinio da Regione Liguria. Un record di presenze, più del doppio dello scorso anno.

L’evento ha offerto ai partecipanti un’opportunità senza pari di immergersi nel mondo affascinante dei vini pregiati, esplorando una vasta gamma di etichette provenienti da rinomate cantine italiane selezionate nelle quattro edizioni della guida social e da altre, invitate appositamente dagli organizzatori e di ospitare 5 cantine della Georgia e una cantina del Sud Africa, dal cuore italiano.

La manifestazione è stata inaugurata domenica 2 Febbraio alle ore 12 alla presenza del Console della Georgia Natalia Kordzaia e allietata da alcuni brani suonati alla viola classica da Giulia Ermirio.

“I Vini del Cuore” non è stato solo un’occasione per degustare grandi vini, ma anche per approfondire la conoscenza sulle diverse varietà, le tecniche di produzione e le tradizioni vinicole. Gli appassionati hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con esperti del settore, scambiare opinioni e scoprire segreti nascosti dietro ogni bottiglia.

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi produttori, sommelier e appassionati di vino, creando un vivace e coinvolgente scambio di esperienze e conoscenze. Ogni sorso è stato un viaggio sensoriale attraverso terre lontane e sapori unici, arricchendo il palato e lo spirito di tutti i presenti.

“I Vini del Cuore” si è distinto per la sua atmosfera accogliente e raffinata, dove la passione per il vino è stata celebrata in tutte le sue sfumature. Gli ospiti hanno potuto godere di degustazioni guidate, masterclass e momenti di convivialità, creando legami e ricordi indimenticabili.

Tamar  Tchitchiboshvili, Wine Ambassador della Georgia, ha affascinato con tre tipologie di vini in anfora in degustazione alla masterclass di domenica alle 13; Thomas Niedermayr insieme al maestro assaggiatore Onav Emanuele Omodei hanno fatto il punto e chiarezza sui vitigni PIWI e sulle potenzialità dei vini che si possono ottenere. L’ultima masterclass della giornata di domenica è stata tenuta dagli Ambassador Antonio e Annamaria Iaccarino della Enoteca Parliamo di Vino di Latina: hanno saputo coinvolgere i presenti raccontando l’avventura di un gruppo di amici italiani che hanno iniziato a produrre vino in Sud Africa e più precisamente nella zona di Paarl.

Domenica 2 Febbraio inoltre abbiamo insignito dell’onorificenza “Premio Paolo Revello 2025” il vino della cantina Podere Sabbioni ottenuto da Maceratino di ribona: il premio è dedicato a una figura importante del mondo del vino genovese e questo il riconoscimento vuole premiare un vino emozionante, sostenibile e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Una targa speciale, in ricordo della giornalista Suzanne Branciforte, è stata consegnata al grande enogiornalista ligure Virgilio Pronzati, comunicatore che ha promosso il territorio e le eccellenze enogastronomiche della Liguria.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di votare il proprio “vino del cuore” tramite apposita cartolina e a breve verranno annunciate le cantine che andranno di diritto nella quarta edizione della guida stessa, prevista per l’autunno 2025.

L’appuntamento con la manifestazione I Vini del Cuore è già stato indicativamente fissato per il prossimo 1 e 2 Febbraio 2026 a Genova.

L’evento si è appena concluso con grande successo, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di tutti coloro che vi hanno partecipato. I VINI DEL CUORE-ASSOCIAZIONE AMPELOS ringraziano tutti gli intervenuti, i partner e i collaboratori che hanno reso possibile questo straordinario viaggio nel mondo del vino.

Ringraziamo la Regione Liguria per il sostegno e in particolare modo il Vice Presidente Alessandro Piana e tutto il suo staff, al nostro partner Ice Store, A Veeno e ad Accessori da Vino.

Per ulteriori informazioni su eventi futuri e iniziative della guida I VINI DEL CUORE si prega di visitare il sito web ufficiale all’indirizzo ivinidelcuore.it o contattare direttamente l’ufficio stampa.

Grandi Langhe 2025 – Atto Primo

N.d.r.: Volevamo stupirvi con effetti speciali e invece di un solo articolo, sullo straordinario evento di successo Grandi Langhe, abbiamo raddoppiato gli sforzi dei redattori, perché c’era davvero tanto da narrare. Inizia Adriano Guerri con un breve report che sarà ampliato, nel prossimo appuntamento, dalla collega Claudia Marinelli. Buona lettura.

Un successo annunciato per la prestigiosa Anteprima piemontese “Grandi Langhe 2025”, svoltasi nei giorni 27 e 28 gennaio 2025, nella mirabile cornice delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino. Ubicazione strategicamente perfetta, posta vicino alla stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, comodamente raggiungibile con qualunque mezzo di trasporto.

L’Evento

In questa edizione è aumentata notevolmente la presenza degli espositori, circa 500 dietro ai desk di assaggio, contenti di far degustare i loro capolavori e orgogliosi di raccontare la loro terra. I banchi di sono stati allestiti in ordine alfabetico: oltre alla sala principale sono state aperte al pubblico altre due sale in funzione dell’elevato numero di espositori. 

Per la prima volta, inoltre, una sala è stata riservata esclusivamente alla stampa con servizio effettuato da sommelier, con qualche punta di miglioramento per il futuro prossimo. Presenti tutti i produttori del Piemonte, rendendo così la kermesse più articolata e  appassionante.

Organizzazione curata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio di Tutela del Roero, in collaborazione con Piemonte Land of Wine e con il supporto di Regione Piemonte ed il sostegno di banca d’Alba, Coalvi, Nocciola Piemonte e Pulltex. L’anteprima è rivolta a buyers, importatori, ristoratori, enotecari, giornalisti e wine blogger nazionali ed esteri, i quali numerosi hanno mostrato il pass agli addetti ai lavori.

L’annata di Barolo in anteprima presa in esame è il 2021, quella di Barbaresco e Roero la 2022. Come consuetudine una excursus tra i produttori e un approfondimento con le aziende mha dato la possibilità di degustare vari vini ottenuti da uve autoctone, in primis “Sua Maestà” il Nebbiolo.

I migliori assaggi tra quelli effettuati

Barolo  Lazzarito Riserva 2019 Ettore Germano 

Barbaresco Faset  2021 Michele Chiarlo 

Virna Borgogno – Barolo Cannubi 2022 

Fratelli Serio & Battista Borgogno – Barolo Cannubi  Riserva 2019

Agricola Marrone – Barolo Pichemej 2021

Barolo Cerequio 2021 Vietti 

Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2019 Paolo Scavino

Barolo Bussia 2021 Fogliati 

Barbaresco Basarin 2021 Adriano Marco e Vittorio 

Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2022 Alario Claudio 

Grignolino del Monferrato Casalese Buslin Noblesse 2021 Tenuta Ca’ Davite 

La Sardegna di Vinodabere 2025 – qualche numero utile per spiegare il successo dell’evento

La Sardegna è una terra di straordinaria bellezza naturale e biodiversità, caratterizzata da una varietà di paesaggi unici che spaziano da coste mozzafiato a montagne selvagge, da pianure rigogliose a colline coltivate con cura. Il clima mediterraneo, con inverni miti ed estati secche, e i venti che soffiano sull’isola influenzano profondamente il territorio, rendendolo ideale per l’agricoltura e, in particolare, per la viticoltura.

La regione vanta una lunga tradizione vinicola, che affonda le radici nella storia millenaria dell’isola. La viticoltura qui non è solo una pratica agricola, ma un elemento culturale e identitario. Grazie alla varietà dei suoli dai terreni sabbiosi delle coste a quelli argillosi e calcarei delle colline e all’esposizione al sole e ai venti marini, la Sardegna offre condizioni ideali per la produzione di vini di alta qualità.

47 aziende e più di 200 vini in degustazione

Sabato 18 e domenica 19 gennaio, all’Hotel Belstay di Roma, è stato possibile incontrare numerosi produttori sardi (47 aziende), rappresentanti delle molteplici aree produttive dell’isola, vere e proprie sub-regioni del vino sardo all’evento di successo La Sardegna di Vinodabere. Con oltre 200 referenze in assaggio tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci, ossidativi e perfino bollicine, mi sono immerso nella ricchezza enologica dell’isola, conoscendo i vignaioli che la animano esplorando nel calice lo stato dell’arte della viticoltura sarda, ormai riconosciuta a livello internazionale. Tanti i produttori con cui mi sono fermato a parlare ed ho avuto l’onore di farlo proprio insieme al Direttore Maurizio Valeriani e al giornalista Dario Cappelloni, entrambe grandi esperti di questa bellissima regione.

Il percorso degustativo è stato un vero viaggio sensoriale attraverso le produzioni di territori iconici come Alghero, Anglona, Gallura, Mamoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e il Sud Sardegna. Ogni calice offriva una narrazione unica del terroir, intrecciando tradizione, cultura e innovazione.

La tradizione vinicola si integra perfettamente con la bellezza naturale della Sardegna, creando un connubio unico tra uomo e natura. Le cantine, spesso situate in contesti paesaggistici di rara bellezza, offrono esperienze di enoturismo che permettono di scoprire non solo i vini, ma anche la cultura, la storia e la cucina locale. La Sardegna, dunque, non è solo una terra da visitare per la sua natura incontaminata, ma anche un territorio da assaporare, dove la biodiversità si riflette nei profumi e nei sapori dei suoi vini d’eccellenza.

Un evento che celebra le eccellenze vitivinicole sarde

L’evento La Sardegna di Vinodabere, organizzato dall’omonima testata giornalistica enogastronomica, è giunto alla sua terza edizione e rappresenta ormai un punto di riferimento per il settore enologico sardo. L’occasione per far conoscere il profondo legame che unisce la viticoltura al territorio. I suoli, i venti e il clima della Sardegna conferiscono ai vini un’identità inimitabile, raccontata attraverso esperienze immersive e incontri con i produttori. Ogni cantina presente ha una storia da raccontare, fatta di dedizione, tradizioni tramandate e rispetto per la natura.

La guida di Maurizio Valeriani

La doppia giornata di degustazioni si è distinta per la guida esperta del giornalista Maurizio Valeriani, Direttore di Vinodabere, che ha esplorato l’isola in lungo e in largo, scoprendo realtà meritevoli di essere raccontate e assaporate. Grazie alla sua esperienza, la kermesse ha offerto una vetrina delle cantine sarde, tra cui spiccano le eccellenze che stanno riscuotendo grandi successi nel mondo della ristorazione e dell’hotellerie.

Amarone Opera Prima – l’annata 2020 del grande Rosso della Valpolicella

Nel centenario dalla nascita del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, arriva la presentazione alla stampa dell’annata 2020 dell’Amarone della Valpolicella, il grande Rosso del Comprensorio veronese. La zona di produzione della denominazione copre l’intera fascia pedemontana della provincia di Verona, interessando 19 comuni – 5 nella zona classica e 14 nella zona DOC – e circa 30.000 ettari. Il suo territorio confina ad ovest con il Lago di Garda, mentre a est e a nord è protetta dai Monti Lessini.

Secondo il disciplinare di produzione il territorio è suddiviso in tre zone ben distinte

  • La zona DOC con i comprensori del comune di Verona e le valli di Illasi, Tramigna e Mezzane.
  • La zona Classica, formata da cinque aree geografiche, ovvero l’areale di Sant’Ambrogio di Valpolicella e di San Pietro in Cariano, le vallate di Fumane, Marano di Valpolicella e Negrar di Valpolicella.
  • La zona Valpantena, che comprende l’omonima valle.

Un Consorzio ricco di storia e cambiamenti, seppur relativamente giovane nel conferimento della funzione cosiddetta “Erga Omnes” prevista dalla Legge, a salvaguardia dell’areale nei confronti anche delle aziende non associate. Una decisione probabilmente sofferta e discussa, come lo è l’attuale clima produttivo vitivinicolo. I vini della Valpolicella, in primis l’Amarone, hanno visto momenti altalenanti di grande successo con quotazioni elevate e ritorno sui propri passi verso le origini, fase attualmente in corso.

Si chiede, in prospettiva, un alleggerimento delle potenze caloriche e della densità materica imposta da certe scelte commerciali a cavallo tra metà anni ’90 e prima decade del 2000; adesso il mercato globale tende a guardare, per motivazioni che non staremo qui a discutere, verso residui zuccherini nettamente bassi a favore di bevute più agevoli anche nell’abbinamento quotidiano con il cibo. Il che non significa sacrificare l’identità preziosa di un vino riconosciuto in tutto il mondo come l’Amarone della Valpolicella – nato peraltro come versione secca del passito Recioto – quanto più semplicemente contestualizzarlo con maggior cura al territorio e alle varietà d’uve prescelte dal Disciplinare come Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara ed altre ammesse.

Gli assaggi previsti in sala stampa hanno evidenziato proprio la fase di interregno tra chi è rimasto più realista del re mostrando estrazioni e opulenze fuori scala e chi, invece, ha cominciato da tempo a seguire le nuove prospettive, con prodotti decisamente gustosi, dotati di freschezza e sapidità: in poche parole agili da bere. Buona comunque la qualità media offerta e positiva l’impressione generale sull’annata, confermata più fresca rispetto ad altre anche dal report rilasciato dallo stesso Consorzio. Qualche perplessità sulle tante tipologie previste tra DOC e DOCG della Valpolicella (molto simili in alcuni casi), sull’esigenza di suddividere l’Amarone tra annata e Riserva e sulla ridotta adesione e comunicazione di campioni che escono in etichetta con indicata la sottozona Valpantena.

Abbiamo assaggiato alla cieca in panel insieme al giornalista Maurizio Valeriani (Direttore Responsabile di Vinodabere) e al critico enogastronomico Alfonso Mollo tutti i 77 vini disponibili, di cui solo 16 campioni di botte, qualcuno di essi peraltro già sorprendente.

Di seguito l’elenco dei migliori posto non in ordine di preferenza

Costa Arènte – Amarone della Valpolicella Valpantena 2020

Pasqua Vigneti e Cantine – Amarone della Valpolicella Famiglia Pasqua 2020 (campione di botte)

Ca’ La Bionda – Amarone della Valpolicella Classico Ravazzol 2020

Montezovo – Amarone della Valpolicella 2020

Marion – Amarone della Valpolicella 2020

Villa Canestrari – Amarone della Valpolicella Riserva Plenum 2020 (campione di botte)

Corte Saibante – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Secondo Marco – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Fattori – Amarone della Valpolicella Riserva 2020

Massimago – Amarone della Valpolicella Conte Gastone 2020

Bottega – Amarone della Valpolicella Il Vino degli Dei 2020

Santa Sofia – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Cavedini – Amarone della Valpolicella 2020

Azienda Agricola Boscaini Carlo – Amarone della Valpolicella Classico S.Giorgio 2020  

Ca’ dei Frati – Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero 2020

Tezza Viticoltori in Valpantena – Amarone della Valpolicella Valpantena 2020

Roccolo Grassi – Amarone della Valpolicella 2020

Salvaterra – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Cantine di Verona S.C.A. – Amarone della Valpolicella Torre del Falasco 2020

Famiglia Furia – Amarone della Valpolicella 2020 (campione di botte)

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani – Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2020

Corte Figaretto – Amarone della Valpolicella Valpantena Musa del Figaretto 2020

Accordini Igino Winery – Amarone della Valpolicella Classico Le Bessole 2020

Zeni 1870 – Amarone della Valpolicella Classico Vignealte 2020

Benazzoli – Amarone della Valpolicella Classico 2020

RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025

Comunicato Stampa del 28 gennaio 2025

Da RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025 si scrive la storia del food in Campania. Un evento imperdibile nei giorni 11 e 12 febbraio 2025, presso gli ampi spazi a disposizione del Palasele di Eboli (SA), dove i professionisti del settore avranno l’opportunità di connettersi con le principali aziende produttrici di prodotti alimentari. Saranno presentate novità e nuove tendenze del mercato, per costruire insieme relazioni e far crescere il proprio business.

Durante i due giorni di fiera, oltre alla degustazione dei prodotti in esposizione, ci saranno eventi a tema grazie alla partecipazione di Chef e professionisti del settore. Tra show-cooking e interviste, i partecipanti arricchiranno le loro conoscenze con nuovi stimoli ed idee, acquisendo informazioni e conoscenza sul mercato della ristorazione italiana, incluse le tendenze del momento. Due giorni ricchi di contenuti, per esprimere al massimo la propria passione con un unico obiettivo: raggiungere la piena soddisfazione del consumatore finale.

Da RESTO AL FOOD HO.RE.CA. EXPO 2025 gli espositori saranno veri protagonisti e storyteller, condividendo esperienze e desideri. Ogni stand diventerà una vetrina di eccellenza, un luogo dove presentarsi e presentare i prodotti o le ultime creazioni, agli occhi del pubblico di professionisti desiderosi di scoprire novità.

Dal momento in cui le porte del Palasele di Eboli si apriranno, infatti, i visitatori saranno accolti da un’esplosione di aromi, colori e suoni che celebra la diversità e la creatività nel settore food. Non è solo una fiera: è un viaggio sensoriale nel cuore dell’ospitalità, per restare sempre connessi e all’avanguardia in vista del futuro.

Vi aspettiamo al Palasele di Eboli nei giorni 11 e 12 Febbraio 2025 con il seguente programma:

Martedì 11 febbraio 2025

Ore 9:00 Apertura dei lavori e registrazione
Ore 10:00 inizio del viaggio sensoriale con degustazioni
Ore 12:00 workshop con ospite
Ore 13:00 show-cooking con le aziende espositrici
Ore 18:00 chiusura dei lavori

Mercoledì 12 febbraio 2025

Ore 9:00 Apertura dei lavori e registrazione
Ore 10:00 inizio del viaggio sensoriale con degustazioni
Ore 12:00 workshop con ospite
Ore 13:00 show-cooking con le aziende espositrici
Ore 18:00 chiusura dei lavori

Per partecipare e ottenere il ticket di ingresso gratuito alla manifestazione basta compilare il modulo al seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeQ3C2BD4XihOri4TuHJppf3Spv8jAkvJi0QgU-zF_eWVEYJw/viewform

Per qualsiasi esigenza i contatti sono i seguenti:

Email: eventi@adrasrl.it
Telefono Segreteria: +393287265751