Durante la Notte Rosa del Vino 2025 a Trebisacce ho avuto l’occasione di conoscere Rita Bilotti, anima carismatica dell’azienda agricola Serragiumenta e donna di rara energia, capace di raccontare con passione il legame profondo tra vino, terra e memoria.
La manifestazione ha previsto la visita alla sua azienda ed è stata in questa occasione che ho potuto scoprire una delle bollicine davvero interessante e decisamente piacevole, Calabria IGT Rosé – Rosato in Bolle 2023, una spumeggiante dichiarazione d’amore per il vitigno autoctono Magliocco, interpretato con eleganza e grazia.

100% Magliocco, coltivato a 80 metri di altitudine sulle colline argillose e ventilate di Altomonte, questo vino nasce da uve allevate a cordone speronato, con una resa contenuta di circa 60 quintali per ettaro. La vendemmia avviene a fine settembre, seguono la vinificazione in autoclave con metodo Martinotti-Charmat e una maturazione in bottiglia di due mesi prima della commercializzazione.
Il risultato è una bollicina dal profumo delicato di rosa, che al palato rivela finezza e una dolcezza fruttata mai stucchevole, accompagnata da una morbidezza che ne fa un compagno ideale per una serata estiva. Ogni sorso restituisce il respiro di una terra che sa essere intensa e gentile allo stesso tempo, e che Rita Bilotti racconta con lo sguardo di chi ha saputo fare della bellezza una vocazione e dell’agricoltura una forma di cultura viva.

Serragiumenta, infatti, non è soltanto un’azienda vinicola: è un universo che unisce ospitalità di charme, agricoltura sostenibile e memoria storica. Il cuore di tutto è il Castello di Serragiumenta, costruito nel XVI secolo dal conte Pietro Antonio Sanseverino su un’antica proprietà della famiglia Sangineto, e oggi restaurato con rispetto e amore, mantenendo intatti gli interni e la struttura originaria.
Il castello domina una tenuta di 55 ettari coltivati a ulivi, vigneti e frutteti, dove si produce un olio extravergine di oliva biologico pluripremiato ottenuto da cultivar locali come la Tondina, la Nocellara messinese e il Leccino, e si allevano ovini e il pregiato suino nero calabrese, da cui nascono salumi e formaggi di altissima qualità. Le conserve, anche a base di fichi d’india raccolti lungo il viale di accesso al castello, raccontano una filiera autentica, dove tutto parla di territorio e artigianalità.

Dal 2004 l’azienda ha intrapreso anche la strada del vino, coltivando varietà autoctone e sviluppando una linea enologica propria, vinificata in loco con tecniche moderne ma nel rispetto dei tempi e dei gesti antichi. La collaborazione con un enologo dell’Etna, condivisa nel segno dell’amore per la terra, ha portato a vini che non rincorrono la moda, ma affermano un’identità precisa, riconoscibile e in continua evoluzione.
Rita Bilotti guarda al futuro con lo stesso entusiasmo con cui ti porge un calice: è già in progetto una nuova cantina che porterà la produzione a superare le centomila bottiglie nei prossimi tre anni, segno di un’ambizione che non perde mai il contatto con le radici. Rosato in Bolle è dunque molto più di un vino: è il riflesso di una visione, di una donna che crede nel potere della terra, della cultura e dell’ospitalità, e che ha saputo trasformare una dimora storica in un luogo dove ogni dettaglio – dai profumi alla luce, dalla cura dei prodotti alla bellezza dei paesaggi – racconta con naturalezza ciò che la Calabria ha di più autentico da offrire.














































































