AIS Campania e Cantina La Sibilla: 2.750 euro raccolti con Alba Vitae 2024 per Le Kassandre

E per il 2025 sostegno alle iniziative di Komen Italia con Cantine Alois.

Vino e solidarietà nell’ambito del progetto Alba Vitae voluto fortemente da AIS Italia in collaborazione con alcune delegazioni regionali tra cui la Campania e con il supporto dei produttori di vino. E se per il 2024 sono stati raccolti 2.750 euro a favore de Le Kassandre, per il 2025 i fondi andranno a Komen Italia con la bottiglia celebrativa di Cantine Alois.

Il progetto

Ogni anno una cantina selezionata mette a disposizione per beneficenza un’etichetta che possa ben rappresentare il territorio e la storia aziendale. Lo fa con un formato magnum celebrativo in tiratura limitata, il cui ricavato della vendita va ad enti ed associazioni attivi nel sociale.

AIS Campania ha ritenuto, per il 2024, l’associazione Le Kassandre meritevole del fondo istituito dalla vendita delle bottiglie di Campi Flegrei Falanghina 2023 CRUna DeLago – La Sibilla. Nata nel 2004 dall’incontro di un gruppo di donne, italiane e straniere, accomunate dall’impegno contro la violenza di genere ed in favore delle pari opportunità, l’associazione è stata rappresentata sul palco dalla
vicepresidente Marianna Hasson, in uno dei momenti di festa per i 60 anni di AIS Italia durante l’evento Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo.

«Ricevere da AIS il contributo economico di 2.750 euro consentirà a Le Kassandre di valorizzare ulteriormente gli sforzi sul territorio finalizzati al contrasto della violenza sulle donne e al loro
reinserimento sociale e lavorativo, coniugando arte, cultura e solidarietà», ha spiegato Hasson.

Il progetto 2025

A Komen Italia che opera nella sensibilizzazione e prevenzione dei tumori del seno andrà il ricavato di Alba Vitae 2025, come annunciato dal presidente AIS Campania, Tommaso Luongo, durante un evento Komen al Coca-Cola Napoli Pizza Village. Cantine Alois ha deciso di proporre per Alba Vitae il suo celebre IGT Terre del Volturno Pallagrello Bianco “Morrone” annata 2021, in un’elegante cassetta di legno e contenitore di vetro, con un campione
del suolo proveniente dalla vigna di famiglia.

Info: stampa@aiscampania.it

Lombardia: la prima edizione di Inebrianza tra curiosità e cantine di nicchia

Si è conclusa la prima edizione di Inebrianza, un evento che ha trasformato il piccolo comune brianzolo di Ronco Briantino in un vero e proprio crocevia del vino italiano.

Organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con AIS Lombardia, l’evento ha accolto oltre 15 cantine provenienti da tutta Italia, ciascuna con le proprie etichette, storie e territori da raccontare. Un vero e proprio viaggio sensoriale tra profumi, sapori e racconti, che ha coinvolto appassionati, esperti e curiosi.

Ecco le mie scoperte enoiche:

Azienda Agricola Biologica La Mosca Bianca (Piemonte)

Ad accogliermi Barbara che mi introduce la filosofia della cantina gestita insieme al marito.

In un mondo che corre veloce, Barbara e Corrado hanno scelto di rallentare e di riscoprire il valore della lentezza. Un progetto il loro che si allontana dal caos quotidiano per abbracciare la filosofia dello Slow Living, trasformando ogni calice in un’occasione per stare insieme e condividere il piacere del vino.

Come il vino che richiede pazienza per maturare e affinarsi, anche La Mosca Bianca si prende il suo tempo per esprimere uno stile unico, alternativo e originale.

Assaggio il loro Metodo Classico Sursum Corda che prende il nome dal latino “in alto i cuori”. Un messaggio di speranza e positività, pensato per ricordarci di alzare lo sguardo oltre la routine quotidiana.

Sursum Corda nasce dalla voglia di offrire un’esperienza autentica, senza fronzoli, ma con grande attenzione alla qualità. È il risultato di un lavoro attento in vigna e in cantina, dove ogni fase della produzione viene seguita con cura per ottenere uno spumante fresco, elegante e versatile. 30 mesi sui lieviti, senza aggiunta di zuccheri, Chardonnay 100%.

Con lo Chardonnay La Mojsa, che in dialetto astigiano indica chi è matto/folle, si vuole ricordate che nella vita di ognuno di noi una dose di follia non guasta mai. Sulla retro etichetta una frase che recita: un pizzico di trepidazione, tanta speranza, infinita pazienza, danno vita a questo bianco potente e originale. Le uve vengono raccolte a maturazione completa. La fermentazione e l’affinamento avviene in botti grandi di rovere esauste. Una buona acidità nonostante la maturazione delle uve.

Nel cuore delle colline bergamasche, l’Azienda Agricola La Cà coltiva con passione due tesori della tradizione locale: il vino e il miele. Sui ripidi terrazzamenti del Monte Canto, ogni fase della produzione è seguita con cura artigianale, nel rispetto dei ritmi della natura e della storia del territorio. Tra le uve coltivate spicca la Barbera, un vitigno storico ormai quasi scomparso nella bergamasca. La sua presenza rappresenta una scelta coraggiosa e identitaria, volta a preservare la memoria agricola del territorio. I vigneti si sviluppano su terrazzamenti a forma di piramide, una struttura unica che è diventata il simbolo dell’azienda.

L’autenticità di questa cantina si ritrova nel calice: Rubinio esprime freschezza e semplicità, con un bouquet fruttato e leggero. Prende il nome dal suo colore brillante e dai vigneti circondati da robinie. È ottenuto da antiche viti di Uva Schiava, Merlot e Freisa Bresciana, alcune con oltre 50 anni, coltivate secondo metodi tradizionali. Cà Bordò nasce all’estremo ovest della DOC Valcalepio, sulle pendici del Monte Canto affacciate sull’Adda. 50% Merlot, 50% Cabernet Sauvignon danno vita ad un vino morbido, fruttato e arricchito da eleganti note speziate grazie ad una parte di affinamento in botti grandi di rovere.

Villano è un rosso fuori dagli schemi: nato a Villa d’Adda, ma lontano dai classici della zona. Protagonista è la Barbera, vitigno storico e quasi dimenticato, scelto per la sua intensità e autenticità. Coltivata nella parte più alta e ripida del vigneto, matura al meglio e regala un vino pieno, fresco e avvolgente. Una piccola quota di Merlot e un breve passaggio in botti di rovere francese ne affinano il profilo, smorzando l’acidità tipica della Barbera. Rosso rubino intenso, carattere deciso.

Nello stand delle Marche Tenute Urani è una giovane azienda vitivinicola biologica che affonda però le sue radici nel 1974, quando i nonni iniziarono a coltivare la terra a San Cesareo, sulle colline di Montepulito, in provincia di Pesaro-Urbino. A circa 150 metri s.l.m., il vigneto gode di una posizione ventilata, con vista sull’Adriatico e sulle montagne circostanti. Il terreno, ricco di argilla, calcare e quarzo, dona carattere alle uve. Bellissime le etichette dei loro vini.  Arcora, vino Frizzante – Metodo Ancestrale 100% uva Biancame coltivato in biologico, vendemmiato a mano a metà agosto. Dopo una pressatura soffice e decantazione a freddo, il mosto fermenta in acciaio e termina la fermentazione in bottiglia, sviluppando la spuma naturalmente. Il vino matura in bottiglia per 2-3 mesi, senza sboccatura: i lieviti rimangono in sospensione, conferendo carattere e autenticità.

Virgo, vino Marche Bianco IGT Chardonnay, Trebbiano e Malvasia coltivati in biologico, vendemmiati a mano in tre momenti distinti per cogliere la piena maturazione di ogni varietà. Dopo pressatura soffice e fermentazione in acciaio, il vino matura per 18 mesi: 55% in acciaio, 30% in tonneaux francesi, 15% in anfora di terracotta, sempre sulle fecce fini. Segue un affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi prima della commercializzazione. Al naso emergono note di frutta gialla matura e fiori d’acacia, bilanciate dalla freschezza della Malvasia, che porta sentori di erbe aromatiche e macchia mediterranea. Strego, vino Marche Rosso IGT uvaggio Sangiovese. Al calice presenta un colore rosso rubino brillante. Al naso offre profumi di frutti rossi freschi, come ciliegia e lampone, con leggere note floreali e speziate. Al palato è equilibrato, con tannini morbidi e una piacevole freschezza.

Proseguendo verso Sud arrivo in Calabria dove ad attendermi c’è un vino che io definisco uno dei più eleganti del panorama vitivinicolo italiano e non solo: il Greco di Bianco. La Cantina Ielasi lo produce da oltre due secoli, l’azienda vinicola affonda le sue radici agli inizi dell’Ottocento, quando gli antenati avviarono la produzione di questo prezioso passito, noto come il “Nettare degli Dei”. Il Greco di Bianco ha origini millenarie: fu introdotto nel VI secolo a.C. dai primi coloni greci sbarcati sul promontorio Zefirio, oggi Capo Bruzzano. In questo angolo di Calabria, il vitigno ha trovato un habitat ideale, grazie al terreno argilloso e bianco che caratterizza questa zona. Nel calice si presenta con un colore dorato intenso, profumi avvolgenti di frutta secca, miele, agrumi canditi e note mediterranee. Al palato è morbido, caldo e persistente, con un perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza.

Attraverso idealmente lo Stretto di Messina, lasciandomi alle spalle la Calabria per approdare in Sicilia dalla Cantina Baronia della Pietra “Coltiviamo questa terra dal 1860. Il nostro bisnonno Domenico ha piantato gli ulivi. Sono passate molte stagioni da allora. Oggi siamo noi a occuparci di queste piante di ulivo e della vigna” queste le parole di Enzo e Salvatore Barbiera. La salvaguardia del paesaggio agrario e la tutela della fertilità dei terreni rappresentano un punto cardine dell’approccio produttivo. L’obiettivo è garantire una gestione responsabile delle risorse, favorendo la durabilità del suolo e la biodiversità. Il rapporto diretto tra l’uomo e la terra si traduce in prodotti di qualità, frutto di competenza, attenzione e rispetto per l’ambiente. Degusto Oblìo dei Sensi Un rosso siciliano sorprendente: vendemmia tardiva e premi internazionali. Prodotto da uve Nero d’Avola e Merlot, questo vino rosso si distingue per il suo carattere originale e la grande complessità. Alla vista si presenta con un intenso colore porpora, al naso sprigiona profumi di frutta rossa matura, mentre al palato emergono note di fico, liquirizia e spezie, che ne definiscono la struttura e la personalità.

Per concludere il giro, un salto in Sardegna da Cantina Dessolis, situata a Mamoiada e guidata con dedizione da Stefano Dessolis, punto di riferimento nell’enologia sarda. Con oltre mezzo secolo di storia, incarna una tradizione familiare radicata nella valorizzazione del Cannonau, coltivato su suoli granitici di pregio. Il fiore all’occhiello è il Dòvaru Barbagia Rosso da uve 100% Cannonau, un rosso che racchiude l’essenza autentica della Sardegna. Un colore rosso rubino intenso, sprigiona al naso eleganti note floreali, frutti rossi maturi e un tocco di spezie. Al palato è pieno e armonioso, i tannini sono morbidi e ben bilanciati. L’affinamento in botti di castagno per un anno dona raffinate sfumature legnose. Il finale è lungo e speziato. Non filtrato e senza solfiti aggiunti.

Inebrianza si è dimostrato un evento ben organizzato e partecipato. Un appuntamento che ha suscitato interesse e che lascia presagire una prossima edizione altrettanto coinvolgente. Prosit!

La torta caprese dei maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet eccellenza artigianale dall’isola di Capri

A Capri, in Via Don Giobbe Ruocco, a pochi passi dal porto turistico di Marina Grande, i pastry chef del laboratorio di pasticceria del Grotta Azzurra Gourmet sanno davvero cos’è e come si fa la torta caprese, il tipico dolce dell’isola cantata da Omero.

La torta caprese è un autentico simbolo della pasticceria italiana, amata per la sua semplicità, intensità e storia affascinante. Infatti, secondo la leggenda, la torta caprese nacque per errore sull’isola di Capri, quando un pasticcere dimenticò di aggiungere la farina a un impasto al cioccolato. Da quell’imprevisto, è nata una delle torte più amate: umida, fondente e senza glutine. E proprio partendo dalla ricetta originale di questo dolce iconico che i maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet offrono tutti i giorni ai tanti turisti che affollano l’isola di Capri, una torta che resta fedele alla tradizione: intensa e avvolgente, conquista con il suo equilibrio perfetto tra il gusto pieno del cioccolato fondente belga e la dolcezza naturale delle mandorle di Bari.

Morbida al cuore, con una crosta sottile che si scioglie in bocca, è un omaggio autentico a Capri e all’eccellenza artigianale. La professionalità e l’esperienza dei pastry chef del Grotta Azzurra Gourmet, è nell’accurata scelta e selezione degli ingredienti per preparare una eccellente torta caprese: mandorle tostate finemente macinate, per una friabilità vellutata, cacao amaro di alta qualità, equilibrato da una dose di zucchero calibrata per mantenere la morbidezza senza eccedere. Ed ancora l’impiego di burro e uova di provenienza controllata, che conferiscono compattezza e lucentezza alla crosta interna, l’uso di una tecnica di miscelazione che evita l’aria eccessiva, preservando la struttura densa caratteristica della Caprese.

E dulcis in fundo una cottura attentissima, a temperatura costante, per una superficie setosa e un interno umido che persiste. Un dolce così perfetto non ha bisogno di grandi guarnizioni: la ricetta originale prevede una spolverata di zucchero a velo una volta che la torta si è raffreddata. I maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet consigliano di gustare la torta caprese così com’è ma per chi ama arricchire la presentazione con un tocco di originalità, può servirla con una fresca pallina di goloso gelato, oppure con una spolverata di cacao amaro; ancora, chi preferisce i sapori più dolci, può accompagnare la torta caprese con un ricciolo di gustosa panna montata.

La ricetta utilizzata dai pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet è quella originale che non prevede l’uso della farina di grano e ciò rende la torta caprese priva di glutine, facendone il dolce ideale per tutti, sia per chi può godere appieno di questa delizia sia per chi segue una dieta gluten free, senza dover scendere a compromessi sul gusto. Da Grotta Azzurra Gourmet la torta caprese è molto più di un dolce: è un’esperienza, preparata con amore, ingredienti selezionati e un occhio sempre attento alla tradizione. Dietro ogni fetta si nasconde cura, esperienza e un forte legame con la tradizione isolana e italiana. Il laboratorio di pasticceria del Grotta Azzurra Gourmet offre anche delle versioni moderne della leggendaria torta caprese, sempre conservandone la ricetta originale: si parte con la caprese al limone, più leggera e agrumata, con cioccolato bianco belga che abbraccia le scorze profumate dei limoni di Capri, regalando un sapore aromatico, delicato e persistente; si continua con la caprese al pistacchio, un vero gioiello gourmet.

Elegante e originale, con pistacchi al posto delle mandorle e cioccolato bianco, racchiuso in una pasta vellutata che esalta le note intense e aromatiche di questo prezioso ingrediente siciliano. Se la scelta tra tutte queste torte capresi può risultare difficile, il Grotta Azzurra Gourmet ha pensato di offrire piccoli bocconcini da assaporare per sentirsi subito a Capri: è nato così il tris di capresine, al cioccolato, al limone e al pistacchio, perfette sia da gustare in ogni momento della giornata, sia come idea regalo o come ricordo di viaggio. Ogni torta caprese preparata dai pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet viene confezionata con eleganza, anche in versione personalizzata per eventi e cerimonie: dal packaging su misura alle etichette dedicate, il tutto è pensato per realizzare un prodotto unico. Il Grotta Azzurra Gourmet dà la possibilità di ordinare la torta caprese dallo shop on line e riceverla direttamente a casa, garantendone la freschezza e la qualità grazie all’uso di confezioni adatte alla spedizione.

Visita il sito www.grottaazzurragourmet.com e nella sezione shop scegli quale gusto di Capri assaporare.

Lo chef Alessandro Feo racconta la sua storia durante l’evento Ficus in Tabula ad Ottati

Il fico in cucina, un ingrediente versatile dalle mille potenzialità che stimola l’inventiva dei giovani talenti come Alessandro Feo. La terza edizione dell’evento Ficus in Tabula è stata l’occasione propizia per intervistare lo chef di Casalvelino, che propone nei suoi piatti la firma del Cilento, in equilibrio tra i prodotti del mare e quelli ancora poco conosciuti dell’entroterra.

Nel ristorante di famiglia, presente nelle guide Gambero Rosso e Michelin, il pescato del giorno è da sempre il protagonista della carta: ogni mattina Feo diventa il capitano della sua piccola imbarcazione, per andare alla ricerca con amo e lenza di quanto di meglio offra la natura.

Feo Ristorante a Casalvelino

L’amicizia di Bruno Sodano e la vicinanza al territorio lo hanno convinto a partecipare alla manifestazione di Ottati incentrata sul frutto ricco di fibre, potassio e ferro, dal ridotto impatto calorico e dalle proprietà digestive antiossidanti. Con le sue foglie inoltre si ricavano preparazioni antisettiche e antibatteriche e dai fusti il caglio vegetale per formaggi delicati e nutrienti.

Motivo ulteriore per il sindaco Elio Guadagno nel comunicare, con orgoglio, la piantumazione di 5000 nuove piante di fico dottato e la creazione di un annesso laboratorio di lavorazione in loco, per restituire il futuro ad un’intera Comunità.

panorama da Ottati

Alessandro Feo, come ha inizio la tua storia in cucina?

Nel 1999 terminai la scuola Alberghiera a Vallo della Lucania e cominciai a viaggiare in Italia e all’estero, innamorato fin da subito del mio lavoro. Poi il ritorno a casa e la tappa in Cilento, dove gestisco il ristorante Feo dal 2019 a Casalvelino.

C’è stato un personaggio ispiratore?

In realtà la passione mi ha accompagnato sin da bambino, quando la cucina non era quella di oggi. Si cercava di fare qualità, anche alla buona, senza però l’idea fissa dei grandi numeri ad ogni costo.

maialino in ficus

Da dove nasce l’idea del piatto proposto alla terza edizione di Ficus in Tabula?

Il “maialino in ficus” deriva dalla volontà di unire più luoghi del Cilento. La forza risiede nel concetto di unità: da un lato ci sono i fichi dottati, dall’altra la riduzione d’Aglianico di San Lorenzo, le patate di Castelcivita ed il maialino cotto a bassa temperatura piastrato su piastra giapponese. Entrerà a breve anche nel nuovo menu del ristorante, magari con qualche modifica in funzione della stagionalità e della reperibilità delle materie prime.

Cosa ricorderai di questa esperienza?

Quello di poter essere stato d’aiuto, anche se per un breve momento, nell’incuriosire tanti giovani presenti. Sono essi il vero motore trainante contro lo spopolamento di borghi bellissimi ed incontaminati.

Gran Caffè Gambrinus: due eventi coinvolgenti tra arte, storia, cultura e sociale

Mercoledì 1° ottobre al Gran Caffè Gambrinus “Barista per un giorno”. E sabato appuntamento “porte aperte” con la Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia

Il caffè è cultura, conoscenza e solidarietà. Due appuntamenti al Gran Caffè Gambrinus per festeggiare mercoledì 1° ottobre la Giornata Internazionale del Caffè promossa dall’International Coffee Organization e sabato 4 ottobre la Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia.

Mercoledì 1° ottobre

In occasione della Giornata Internazionale del Caffè dalle ore 10 alle ore 13 chiunque potrà cimentarsi nella preparazione del caffè con una macchina professionale a leva ascoltando i consigli dei professionisti nell’ambito dell’iniziativa “Barista per un giorno”.

Non occorre prenotazione: basterà recarsi al Gambrinus il 1° ottobre, aspettare il proprio turno e provare così l’emozione di prepararsi un buon espresso adoperando una macchina professionale.

La ricorrenza

Eventi si terranno inoltre in tutta Italia – sempre il 1° ottobre e a cura delle Comunità del Rito del Caffè Espresso d’Italia – per sostenere la candidatura Unesco e raccoglie firme a supporto. Il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale promuove anche quest’anno l’iniziativa denominata “Un caffè per…”, per i progetti di Fondazione Telethon.

Sabato 4 ottobre

Passeggiata nell’arte al Gran Caffè Gambrinus

Arte, storia ma anche aneddoti e curiosità in occasione della Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia. A Napoli il Gran Caffè Gambrinus sabato 4 ottobre apre le sue porte ad appassionati e curiosi con visite guidate tra le opere d’arte custodite nella struttura (ore 10-13).

I titolari accompagneranno i partecipanti raccontando racconti sui personaggi che hanno frequentato il celebre Gambrinus svelando anche qualche episodio inedito. Per partecipare è obbligatorio prenotarsi inviando una mail con nome e recapito telefonico all’email: info@grancaffegambrinus.com

I partecipanti, in base alle richieste che arriveranno, saranno suddivisi in piccoli gruppi. Si prega di avvisare se per sopraggiunti motivi non sarà possibile poi partecipare al tour per consentire ad altri di prendervi parte.

Nutrizione e solidarietà, il 7 ottobre a Milano Farine Varvello inaugura il mese della prevenzione con Fondazione Veronesi

Acquistando Farine Varvello si contribuirà alla raccolta fondi a sostegno della ricerca sui tumori femminili

Quest’anno il mese dedicato alla prevenzione avrà un sapore ancora più speciale. Farina Intera Varvello sceglie di scendere in campo al fianco della Fondazione Umberto Veronesi con un’iniziativa che unisce gusto, salute e solidarietà, trasformando la quotidianità della tavola in un gesto concreto di sostegno alla ricerca scientifica.

Dal 10 ottobre al 14 novembre 2025, per ogni chilo di Farina Intera Varvello acquistato dai punti vendita aderenti (panetterie, pizzerie e pasticcerie selezionate) e sull’e-commerce del sito di Farine Varvello, Varvello devolverà 0,05 centesimi di euro a Fondazione Umberto Veronesi a sostegno della ricerca sui tumori femminili.

Un convegno per inaugurare il mese della prevenzione

Ad aprire l’iniziativa sarà il convegno “Nutrizione e Prevenzione. Quanto pesa la farina?”, in programma il 7 ottobre alle ore 9.30 a Milano, presso il Talent Garden di Via Arcivescovo Calabiana 6, a moderare sarà la giornalista Emanuela Sorrentino.

Un momento di confronto che metterà al centro il ruolo dell’alimentazione e delle farine a basso indice glicemico nella prevenzione oncologica e metabolica.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione, oltre che di Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello, di esperti come Federico Bertuzzi, Diabetologo presso l’Ospedale Niguarda e Presidente regionale della Società Italiana Diabetologi; Laura Boldrini, medico oncologo presso lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Patrizia Gnagnarella, dietista, presidente regionale SINU Lombardia e ricercatrice presso IEO; Clelia Iacoviello, nutrizionista.

Il gusto che fa bene due volte

“Crediamo che la prevenzione inizi ogni giorno dalla tavola, con le nostre scelte alimentari quotidiane. Con Farina Intera Varvello vogliamo offrire un prodotto che unisce tradizione, gusto e benessere, e allo stesso tempo dare un contributo concreto alla ricerca scientifica”, commenta Filippo Varvello, CEO di Farine Varvello & Co. Srl. Grazie a questa iniziativa, ogni ricetta preparata con Farina Intera Varvello si trasforma così un gesto che fa bene due volte: a chi la gusta e a chi potrà beneficiare dei progressi della ricerca.
Un progetto che esprime appieno lo spirito della campagna: “Il gusto di fare del bene”.

Al Maximall Pompeii arrivano i “Back To You Wellness Days”: dal 28 Settembre al 3 Ottobre il benessere diventa protagonista

Talk motivazionali, sessioni di allenamento live, incontri ispirazionali su alimentazione e stili di vita con undici tra i migliori wellness ambassador del territorio.

NAPOLI, 25 settembre – Il MaxiMall Pompeii si prepara a trasformarsi in una vera e propria arena del benessere. Dal 28 settembre al 3 ottobre arriva la prima edizione dei “Back to You Wellness Days”, sei giornate gratuite dedicate a fitness, nutrizione e motivazione con i migliori wellness ambassador del territorio napoletano.

Non semplici incontri, ma un calendario di esperienze immersive che porterà sul palco del MaxiMall Pompeii alcuni tra i più noti personal trainer, mental coach e nutrizionisti della scena locale. Talk motivazionali, sessioni di allenamento live, incontri ispirazionali e momenti interattivi coinvolgeranno il pubblico in un format innovativo e coinvolgente che unisce energia, salute e comunità. Sei giornate a tutto benessere in compagnia di undici tra i più rinomati professionisti del settore, tra sessioni Yoga, Pilates e Allenamento Funzionale, con un particolare focus al femminile, e poi incontri e approfondimenti su alimentazione sana e consapevole, stili di vita e tecniche di rilassamento psico-fisico.

Il cartellone degli appuntamenti

• 28 settembre – Nutrizione e training: la biologa nutrizionista Arianna Massimino e il personal trainer Gennaro Sannino.
• 29 settembre – Le sorelle Rosa ed Emanuela Cennamo portano in scena fitness e pilates.
• 30 settembre – Jessica Stefanini, fitness coach, protagonista di talk e meet&greet ad alto tasso di motivazione.
• 1 ottobre – Doppio appuntamento tra mente e corpo con Chiara Nocchetti (mental coach e autrice) e Martina Boccone (yoga teacher).
• 2 ottobre – Tripletta di funzionale con Stefano Piscopo, Gianmarco Avallone e Alberto Pisano.
• 3 ottobre – Chiusura con Barbara Evg, nutrizionista, che dedica un talk all’alimentazione consapevole.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti al pubblico, con prenotazione obbligatoria tramite l’App ufficiale MaxiMall Pompeii, nella sezione dedicata ai Wellness Days. Si svolgeranno tra la Piazza del MaxiMall e lo spazio esterno con un format ibrido che integra la dimensione digitale – prenotazioni e info via app – con quella reale dell’incontro e della partecipazione dal vivo.

Tutti i protagonisti

• Arianna Massimino – Biologa nutrizionista esperta in nutrizione al femminile, si occupa di educazione alimentare e programmi su misura per il benessere.

• Gennaro Sannino – Personal trainer specializzato in allenamenti funzionali e programmi di forza e resistenza, noto per motivare e adattare gli allenamenti ai livelli individuali.

• Rosa Cennamo – Personal trainer con esperienza nel fitness e nella preparazione atletica, guida sessioni motivanti e tecniche.

• Emanuela Cennamo – Pilates coach, favorisce il benessere con esercizi di pilates mirati a migliorare postura e flessibilità.

• Jessica Stefanini – Fitness coach con formazione completa, offre allenamenti per il benessere femminile e sessioni di gruppo interattive.

• Chiara Nocchetti – Mental coach, esperta in scrittura creativa, aiuta a migliorare la consapevolezza mentale e l’equilibrio emozionale.

• Martina Boccone – Yoga teacher, guida lezioni ispirate alla tradizione yoga, finalizzate al rilassamento, stretching e salute psicofisica.

• Stefano Piscopo, Gianmarco Avallone, Alberto Pisano – Personal trainers esperti in allenamenti funzionali e personalizzati, supportano allievi di ogni livello.

• Barbara Esposito Vulgo Gigante (Barbara EVG) – Biologa nutrizionista, ideatrice del metodo NaturalDiet, si occupa di educazione alimentare e stili di vita sani.

Oltre lo shopping, un polo di esperienze

Con questa nuova iniziativa il MaxiMall Pompeii conferma la sua vocazione a essere molto di più di
un semplice centro commerciale: una piazza viva e aperta a tutti, un luogo di relazioni e di esperienze,
capace di valorizzare i professionisti del territorio e contemporaneamente offrire al pubblico occasioni di condivisione, crescita, benessere e ispirazione.

MAXIMALL POMPEII
Via Plinio, Torre Annunziata (Napoli)
Uscita Torre Annunziata Sud della A3 Napoli-Salerno
www.maximall-pompeii.it

I Caporale, impasti leggeri e digeribili nel segno di un ridotto apporto di calorie

Mangiare la pizza fa bene? Assolutamente sì, a patto di non esagerare come per ogni alimento. Da I Caporale l’attenzione ad evitare gli “sgarri” calorici inizia già dagli impasti leggeri e digeribili, grazie anche alla selezione farine di grani antichi Varvello 1888, che garantisce gusto e leggerezza a tavola.

La storia dei fratelli Giuseppe e Raffale Caporale comincia dal Rione Sanità, da un contesto impegnativo e parimenti formativo per la loro professione. Scegliere di fare il pizzaiolo significava un tempo imparare il mestiere quando non si avevano motivazione e possibilità per proseguire negli studi.

Adesso, invece, lo studio inizia già sulla spianatoia nella scelta delle materie prime e nelle tecniche di lievitazione controllate alla perfezione. Il padre aveva svolto la dura gavetta da dipendente nel locale di Via Nazionale delle Puglie a Casalnuovo di Napoli, prima di rilevarne da 18 anni la piena proprietà. In lui resta la passione per le ricette tradizionali, meno contemporanee ma tanto gustose. La classica ruota di carro è una di queste, che Raffaele e Giuseppe rivisitano in varie proposte.

“La Sanità”

Ma è il basso impatto glicemico l’ingrediente cardine della pizzeria. Persino nei topping eleganti, sempre ricchi di verdure di stagione e mai eccedenti nel condimento. Ovviamente il sapore non va sacrificato, per questo Giuseppe e Raffaele coltivano un orto di famiglia con primizie della terra per soddisfare la maggior parte del fabbisogno giornaliero.

«Cerchiamo di fare del nostro meglio, ascoltando e imparando dagli errori. Da ex ballerino, 5 volte campione italiano di danze caraibiche, non potevo dimenticare l’attenzione alla linea perché la bilancia non diventi un nemico – racconta il poco più che trentenne Raffaele – Siamo legati solo al giudizio dei clienti, il miglior premio per i nostri sforzi. Il successo ad ogni costo non fa per noi».

“Purple Tuna”

Lo si vede nella sequenza degli assaggi, partendo dalla signature “La Sanità” dedicata alle origini: una provola e pepe a ruota di carro dall’accattivante miscela di pepi, il test più delicato da superare per ogni pizzaiolo. Si prosegue con la “Purple Tuna”, da impasto ai carboni attivi in triplice cottura e l’estro delle chips di barbabietole unite a scarola riccia, finocchio e tartare di tonno mediterraneo.

“Caporalotto salsiccia e friarielli”

Prima del dolce finale ecco il “Caporalotto”, impasto arricchito con semi di chia, lino e papavero lievitato per 36 ore. Un morso alla versione salsiccia e friarielli apre il palato verso le sensazioni tipiche di uno dei piatti più celebri della Campania.

“Margherita Dolce”

Dessert unico e originale per la “Margherita Dolce” ideata partendo da gelato al fiordilatte e composta di pomodorino corbarino. Buona la carta dei vini, ampliata con chicche del territorio, utile per una serata a scelta libera o nel menu degustazione a 40 euro.

Premio Casato Prime Donne: Montalcino celebra talento, territorio e cultura al femminile

Il Premio Casato Prime Donne nasce dalla visione di Donatella Cinelli Colombini, imprenditrice del vino e pioniera della parità di genere, che ha fatto della valorizzazione delle donne la sua missione. La sua azienda, prima in Italia con una cantina interamente al femminile, è il simbolo concreto di un cambiamento che parte dal territorio e si estende alla cultura, alla comunicazione e all’innovazione.

Istituito nel 1999, Prime Donne è la naturale prosecuzione del Premio Barbi Colombini, creato diciotto anni prima dalla stessa famiglia di Montalcino. Un passaggio di testimone che ha trasformato un riconoscimento locale in un progetto nazionale.

Nel cuore di Montalcino, nella chiesa medievale di Sant’Agostino, si è tenuta l’edizione 2025 del Premio Casato Prime Donne, l’unico riconoscimento italiano dedicato alle donne che valorizzano il territorio attraverso cultura, comunicazione e innovazione. Un evento che, anno dopo anno, si conferma come crocevia di eccellenze e visioni, dove il vino diventa linguaggio universale e veicolo di cambiamento.

Donne che cambiano il mondo

Il premio “Prima Donna” 2025 è stato assegnato a Darya Majidi, imprenditrice e pioniera dell’intelligenza artificiale, per il suo impegno nell’empowerment femminile e nella diffusione delle competenze digitali tra le giovani donne.

Raccontare Montalcino

La sezione giornalistica “Io e Montalcino” ha premiato Lara Loreti per il suo reportage su Il Gusto, dove ha intrecciato 5 storie di cantine e persone in un racconto autentico e coinvolgente. Giorgio dell’Orefice, firma de Il Sole 24 Ore, ha ricevuto il premio del Consorzio del Brunello per la sua narrazione puntuale e appassionata del territorio, con uno sguardo al Rosso di Montalcino e al successo internazionale del Brunello.

Incubatore di talenti

Il Premio Casato Prime Donne è anche incubatore di giovani talenti: le installazioni degli studenti del Liceo Artistico di Siena, i gioielli delle allieve della Scuola di Arti Orafe di Firenze e la torta multietnica realizzata dagli allievi della Scuola Tessieri di Ponsacco hanno arricchito la giornata con tocchi di bellezza, contaminazione e tanta speranza per il futuro.

Un pranzo che racconta il territorio

Alla Fattoria del Colle, la chef sommelier Doriana Marchi ha orchestrato un buffet che ha celebrato la tradizione toscana con eleganza e creatività. Tra i piatti: panzanella, crostini senesi, zuppa di ceci con maltagliati, crespelle al peposo e trippa in bianco con agrumi.

I vini biologici, serviti dai sommelier FISAR Valdichiana guidati da Nicola Masiello, hanno accompagnato l’esperienza sensoriale: dal bianco Sanchimento da uve traminer, al Rosa di Tetto, il rosato da sangiovese, al Leone Rosso Orcia Doc a base di sangiovese e merlot, al Brunello di Montalcino Late Vintage Release, fino al Passito da uve traminer aromatico.

E infine la torta: magnifico omaggio alla vincitrice realizzata dagli allievi pasticceri della Scuola Tessieri.

Donatella Cinelli Colombini e Violante Gardini Cinelli Colombini, padrone di casa e anime del premio, hanno accolto gli ospiti con la passione e la grazia che da sempre contraddistinguono il Casato Prime Donne.

Il Premio Casato Prime Donne non è solo una celebrazione: è un manifesto. Un invito a guardare il vino come cultura, esperienza e strumento di trasformazione. E a riconoscere, finalmente, il ruolo centrale delle donne nel raccontare e costruire il futuro del territorio. Un grazie speciale al collega e autore di 20Italie Alberto Chiarenza per molte di queste splendide immagini.

“Orgoglio Campania”: Emanuele Riemma conquista i Tre Spicchi Gambero Rosso

Nuovo prestigioso riconoscimento per Maiori, la pizzeria di Cagliari guidata dal pizza chef Emanuele Riemma

Emanuele Riemma, pizza chef di Maiori, è entrato nella Guida Pizzerie D’Italia Gambero Rosso 2026 ottenendo i Tre Spicchi. La premiazione al Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli dove si è svolta la tredicesima edizione della guida Pizzerie d’Italia Gambero Rosso. «Sono molto felice di essere ancora una volta nella Giuda Pizzerie d’Italia Gambero Rosso» afferma Emanuele – «l’assegnazione dei Tre Spicchi è un risultato che mi rende davvero contento, un orgoglio sia per me che per tutto lo staff».

Con il suo Metodo Riemma, Emanuele ha cambiato il concetto della pizza, attraverso un connubio di sapori e ingredienti che omaggiano la Campania, sua terra d’origine, e la Sardegna terrà che lo ha visto formarsi come pizza chef. Proprio il suo raccontare due anime differenti ma complementari, unite dalla stessa passione per la qualità e l’innovazione, ha portato la rinomata giuria del Gambero Rosso a premiare Emanuele Riemma con il voto di 91\100 e ad apprezzare il cornicione delle sue pizze molto alto ma alveolato alla perfezione, fragrante e senza rischi di un morso gommoso.

Il disco sottile accoglie tutti ingredienti di alta qualità dando come risultato finale pizze d’autore da una semplice ed intramontabile Margherita, ad un’Irpina condita con fiordilatte di Gragnano, rucola, pomodorini, prosciutto crudo irpino e caciocavallo antico. Da anni Emanuele Riemma crea pizze che uniscono la tradizione napoletana con i sapori della Sardegna, lavorando con passione e dimostrando che è possibile rispettare le tradizioni senza paura di sperimentare, creando piatti che raccontano una storia di amore, qualità e innovazione.

Con la sua resilienza, Riemma è riuscito a dar vita presso la Pizzeria Maiori all’interno dello storico Palazzo Doglio di Cagliari, a una fusione di sapori che non solo celebra la cucina del Sud Italia, ma anche la bellezza di un incontro tra culture gastronomiche diverse, tutte unite dal piacere di mangiare bene. Equilibrio, precisione e disciplina sono le parole chiave del Metodo Riemma, un approccio unico, attento e preciso frutto di anni di ricerca e sperimentazione che mira non solo a migliorare la qualità dell’impasto, molto apprezzata dalla giuria Gambero Rosso, ma lo eleva a una vera e propria  esperienza sensoriale. Emanuele Riemma con la sua pizza d’autore continua a costruire un ponte ideale tra Campania e Sardegna, raccontando ogni giorno storie di sapori ed eccellenze culinarie.