Chianti Classico Collection 2024: “3 C scritte a 4 mani”

Abbiamo ancora nella mente le splendide emozioni suscitate dalle Anteprime di Toscana 2024 e dalla due giorni di Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze. La culla del Rinascimento italiano per una settimana nell’anno diventa anche la culla del vino nel mondo. Pronunciare Chianti Classico significa raccontare territori incantevoli, dove la fatica dell’uomo è riuscita ad abbellire ciò che è già magnifico di per sé.

Un universo di meraviglie, un racconto diverso ogni volta. Tantissime le aziende presenti ai banchi di assaggio. Oltre 500 le referenze messe in degustazione per la stampa di settore, tra cui c’eravamo anche noi di 20Italie, con il direttore Luca Matarazzo ed i redattori Alberto Chiarenza, Adriano Guerri e Ombretta Ferretto. A loro il compito bellissimo e arduo di selezionare i migliori assaggi tra Chianti Classico Annata, Riserva e Gran Selezione, per poi intervistare alcuni tra i rappresentati di prestigio dell’areale.

Un ringraziamento particolare va alla Regione Toscana per l’organizzazione semplicemente perfetta della settimana di Anteprime di Toscana ed alle referenti Silvia Fiorentini e Caterina Mori del Consorzio Vino Chianti Classico per averci dato piena assistenza durante la kermesse.

Ma adesso è giunto davvero il momento di lasciare spazio e voce alle emozioni dei nostri autori, che sapranno trasmettere certamente lo spirito di gruppo e le vibrazioni dell’aver preso posto in un luogo dove si fa la storia del vino.

Alberto Chiarenza

La recente edizione del Chianti Classico Collection 2024 ha segnato un vero trionfo, con la partecipazione di rinomati giornalisti ed esperti del settore provenienti da buona parte del mondo. Le mie aspettative erano alte e la manifestazione non mi ha certamente deluso, con le degustazioni in anteprima che confermano un trend verso vini di altissima qualità. Un cambiamento significativo è stato notato nell’approccio alla vinificazione, con una diminuzione dell’uso del legno a favore di vini più freschi e verticali. Tuttavia, la tradizione non è stata abbandonata, ma rielaborata in modo da mantenere l’autenticità senza appesantire il palato con sentori eccessivi di legno. Bellissima esperienza condivisa con amici e colleghi di 20Italie come Adriano, Ombretta e il direttore Luca Matarazzo.

Ombretta Ferretto

Chianti Classico Collection 2024 è stata un’occasione avvincente per abbracciare in un unico colpo una denominazione complessa e apprezzarne le numerose sfaccettature del territorio. Grazie all’ottimo lavoro di squadra con il direttore Luca Matarazzo e i colleghi Alberto Chiarenza e Adriano Guerri, in due giorni sono stati passati al vaglio circa cinquecento campioni tra Annata, Riserva e Gran Selezione. Non mi è mancata occasione di approfondire in verticale specifici territori e la storia della denominazione attraverso importanti realtà produttive: Gaiole, con Ricasoli e Castello di Ama, entrambe impegnate in accurate zonazioni espressive degli specifici areali,  San Donato in Poggio, con Castello di Monsanto e il primo cru di Chianti.

Adriano Guerri

La Chianti Classico Collection suscita molto interesse da parte di noi amanti di Bacco. Questa edizione è stata ricca ed appassionante con amici di viaggio molto preparati e affabili. Momenti di confronto in degustazione molto costruttivi, senza lasciare nulla al caso. Ringrazierò sempre il direttore Luca Matarazzo per la possibilità, Ombretta Ferretto e Alberto Chiarenza per aver trascorso assieme due giornate emozionanti. La citazione musicale “Tu chiamale se vuoi emozioni”, del duo Battisti-Mogol, calza a pennello.

Luca Matarazzo (direttore)

Indubbiamente questo è “l’evento degli eventi”. Sono giunto all’ottava partecipazione e ogni volta è un’emozione diversa. Tanti colleghi ed amici da tutto il mondo pronti a confrontarsi con un mito del Made in Italy, che ha vissuto anche momenti delicati e cruciali. Dalla ripresa post scandalo al metanolo di metà anni ’80, il trend in positivo non ha mai smesso di arrestarsi. Adesso non si discute più di qualità, ma di sostenibilità ed i dilemmi imposti dal climate change rappresentano la vera sfida per il futuro. Per intanto però, godiamoci con un sorriso i primi 100 anni del Consorzio Vino Chianti Classico e del suo Gallo Nero, emblema di un vino unico e inimitabile.

Tutte le interviste le troverete cliccando sul seguente link di youtube.

Leggi anche le nostre impressioni 👇🏻

Chianti Classico Collection 2024 le nostre impressioni sulla Riserva: essere o non essere non basta, bisogna crederci davvero

Abbiamo già parlato degli assaggi sulla versione Chianti Classico Annata e Gran Selezione ai seguenti link: 100 anni dalla nascita del Consorzio Vino Chianti Classico: le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2022 e 2021Chianti Classico Collection 2024: la Gran Selezione nel segno della continuità.

Mancavano all’appello, per concludere degnamente l’operato di 20Italie durante l’evento Chianti Classico Collection 2024 nell’ambito di Anteprime di Toscana, le valutazioni della Riserva, suddivisa nelle annate 2021 e 2020. Il panel di degustazione è stato composto dal direttore Luca Matarazzo e dai redattori Alberto Chiarenza, Ombretta Ferretto, Adriano Guerri.

La 2021 conferma, qualora ce ne fosse bisogno, tutta la sua carica fruttata e la palpabilità del tannino. <<Una vintage ancora piuttosto irruenta e spigolosa, che necessita di tanto riposo prima di comprenderne il reale potenziale>> evidenza Ombretta Ferretto. Adriano Guerri intravede comunque delle positività fornite dalle <<freschezze presenti, che rendono i campioni gradevoli nell’allungo finale e per nulla stancanti>>. Rincara la dose il redattore Alberto Chiarenza: <<la bivalenza dell’annata, dai toni a tratti rudi, a tratti morbidi e alcolici. Vini che cercano ancora il giusto bilanciamento>>.

Certamente di minor impatto palatale e meglio declinata sulle eleganze la 2020 con alcuni picchi di assoluta bellezza. <<Una sorta di canto del cigno delle sfumature più nobili del Sangiovese chiantigiano, quelle note di viola mammola e spezie sinuose che contraddistinguono i prodotti di gran parte dell’areale>> sottolinea Luca Matarazzo direttore di 20Italie. Il rovescio della medaglia potrebbe essere il prezzo pagato nei confronti della longevità, vini obbiettivamente a un ottimo stato evolutivo che vanno apprezzati già adesso per quel che sono.

Il problema non è l’essere o non essere di amletica memoria, quanto l’effettiva credibilità di una tipologia compressa tra Annata e Gran Selezione, anche nella selezione (ci perdonerete il gioco di parole) delle uve da destinare e delle pratiche di cantina per distinguersi dagli altri. Uno schema tutto interno alla Denominazione, in cui prevale al momento una sorta di tregua forzata nell’attesa di ulteriori sviluppi. La politica di “appeasement” anche in questo caso, come fu per il primo ministro Chamberlain nel secolo scorso, rischia solo di creare confusione e smarrimento.

Di seguito l’elenco dei premiati, che hanno ottenuto alla cieca un punteggio pari o superiore ai 90 centesimi.

Migliori Chianti Classico Riserva 2021

Buondonno

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Fattoria San Giusto a Rentennano – Le Baròncole (campione da botte)

L’Erta di Radda (campione da botte)

Ottomani

Podere Castellinuzza/Paolo Coccia (campione da botte)

Ricasoli – Brolio

Migliori Chianti Classico Riserva 2020

Acquadiaccia

Borgo Salcetino – Lucarello

Casa al Vento – Foho (campione da botte)

Castello di Gabbiano

Castello di Monsanto

Cinciano

I Sodi

La Sala del Torriano

Montefioralle

Podere La Cappella – Querciolo

Rignana

San Felice – Il Grigio

Tenuta di Nozzole – La Forra

Tenute Selvolini

Vigneti La Selvanella/Melini – Vigneti La Selvanella

Anteprime di Toscana 2024 – Chianti Lovers & Rosso Morellino: e se la 2023 fosse solo un “grande bluff”?

Siamo alle fasi conclusive di Anteprime di Toscana 2024, l’evento degli eventi per ogni appassionato e operatore del settore del vino. È il momento dell’analisi sugli assaggi di Chianti DOCG e Morellino di Scansano DOCG. Troppo presto e troppi pochi campioni per un’articolazione più approfondita, ma le sensazioni iniziali sono già evidenti.

Cominciamo col dire che la 2023 viene presentata, in entrambe le Denominazioni, per la maggior parte da campioni da botte. Nulla quaestio, siamo tarati alla bisogna, ma sovente viene aggiunto un ulteriore tassello di difficoltà con prodotti in vetro solo da pochissimi giorni, dove lo stress delle varie componenti organolettiche si ravvisa in ogni fase. A maggior ragione viene penalizzata anche la degustazione e la nostra valutazione complessiva, non ce ne voglia nessuno.

Secondo aspetto non meno importante: la notevole differenza degli stili proposti, in alcuni casi con evoluzioni oltre le righe, per un vino che basa i propri canoni su immediatezza e gioventù di profumi e che crea il sano dubbio di lavorazioni “estreme” in cantina. Chi ha operato con saggia eleganza raccoglie pieni consensi dalla critica, portando a considerare che l’annata 2023, tra le tante inclemenze climatiche, ha saputo in fin dei conti dare buoni risultati, in quel poco che restava per i produttori pazienti. Frutto, calore, polpa e tannini ben delineati.

In attesa di conoscere i dati ufficiali e definitivi sulla produzione 2023, dopo il taglio del 10% imposto rispetto alla 2022, per cercare di frenare il grave fenomeno dell’invenduto, restiamo ancora dubbiosi sul progetto complessivo di riposizionamento rispetto agli altri competitors toscani, tanto ambito dal Consorzio Vino Chianti. Un timido sprazzo di luce si vede all’orizzonte, piacevolmente colpiti anche dall’impegno di qualche grande imbottigliatore che ha presentato vini di grande finezza. Speriamo non si tratti solo di “un bluff” e che si continui invece sul sentiero intrapreso: quello della qualità vincente ad ogni costo, ad ogni sacrificio. Sulle sottozone, raccogliamo un breve sunto di selezionati, essendo ridottissimo il numero di proposte in assaggio. Ottima performance per la Riserva 2021, che dimostra come il Sangiovese, con adeguato riposo ed annate ideali, riesca ad esprimersi sempre ad ottimi livelli domando tannini ed acidità imperiose tipiche del varietale.

Per quanto concerne le impressioni sul Morellino di Scansano Docg pubblichiamo con piacere il parere di Maurizio Valeriani, direttore di Vinodabere, grande esperto del mondo vitivinicolo che ha condiviso il panel misto tra le due testate assieme al giornalista Antonio Paolini ed ai critici enogastronomici Olga Schiaffino ed Alberto Chiarenza. <<Sorpresa o conferma, fate voi. In ogni caso quel che emerge dall’assaggio dei campioni di Morellino presentati in Anteprima è l’immagine di una denominazione e un territorio in cammino, tesi a riguadagnare in toto gli apprezzamenti e gli attestati di stima che si ritiene di meritare. E la considerazione vale anche per i pur logicamente “embrionali” 2023, quasi tutti sdoganati con fiducioso anticipo e non ancora in commercio, ma tra i quali non mancano pezzi davvero validi e alcune promesse brillanti>>.

Migliori Assaggi Chianti Annata 2023

Chianti 2023 – Streda Belvedere

Chianti 2023 – Piazzano

Chianti  Governo all’uso toscano 2023 – Tenuta Coeli Aula

Chianti 2023 – Bindi Sergardi

Chianti 2023 – Leonardo da Vinci

Chianti 2023 – Ruffino

Chianti 2023 – Fattoria il Muro

Chianti 2023 – Podere Ghisone

Chianti 2023 – Piccini

Migliori Assaggi Chianti Colli Fiorentini 2022

Chianti Colli Fiorentini 2022 – Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa

Chianti Colli Fiorentini 2022 – Fattoria San Michele a Torri

Chianti Colli Fiorentini 2022 – Tenuta San Vito

Migliori Assaggi Chianti Superiore 2022

Chianti Superiore 2022 – Malenchini

Chianti Superiore 2022 – Fattoria di Poggiopiano

Chianti Superiore 2022 – Fattoria Fibbiano

Chianti Superiore 2022 – Mansalto

Migliori Assaggi Chianti Riserva 2021

Chianti Riserva 2021 – Cantina Gentili

Chianti Riserva 2021 – Vecchia Cantina di Montepulciano

Chianti Riserva 2021 – Tenuta Coeli Aula

Chianti Riserva 2021 – Castello di Oliveto

Chianti Riserva 2021 – Sensi Vigne e Vini

Migliori Assaggi Morellino di Scansano 2023

Morellino di Scansano 2023 – Fattoria Le Pupille

Morellino di Scansano 2023 – San Felo

Morellino di Scansano 2023 – Val delle Rose – Tenute Cecchi

Morellino di Scansano Massi di Mandorlaia 2023 – Conte Guicciardini

Morellino di Scansano 2023 – Santa Lucia

Morellino di Scansano 2023 – Cantina La Selva

Morellino di Scansano Roggiano 2023 – Cantina Vignaioli di Scansano

Migliori Assaggi Morellino di Scansano Riserva 2021

Morellino di Scansano Riserva 2021 – Bruni

Morellino di Scansano Riserva 2021 – Val delle Rose – Tenute Cecchi

Morellino di Scansano Riserva 2021 – Alberto Motta

Morellino di Scansano Riserva 2021 – Santa Lucia

Morellino di Scansano Riserva 2021 – Cantina La Selva

Anteprima Vino Nobile di Montepulciano: non assomigliare a nessuno può essere una carta vincente

Lo affermiamo a prova di smentita: non copiare può essere una carta vincente per qualsiasi Denominazione che si rispetti. Non copiare non significa improvvisare a sentimento; piuttosto mantenere una precisa identità, prendendo spunti positivi dagli altri territori dove qualità ed eleganza nei vini sono un marchio di fabbrica. Il Vino Nobile di Montepulciano prova da sempre a distinguersi, ma non tutte le sue espressioni (dalla “rivoluzione della famiglia Fanetti” nel secolo scorso), seppur realizzate in forma camaleontica, hanno raggiunto un punto fisso al quale aggrapparsi.

Nell’attesa gli anni sono trascorsi e gli sforzi di piccoli produttori e grandi cantine cooperative non hanno guadagnato la meta ambita, superati a distanza da altre realtà toscane confinanti. Gli attriti del passato neppure hanno aiutato l’areale a risolvere antiche questioni circa stili ed interpretazioni. Ora, sembra giungere finalmente una svolta con prodotti di gran lunga snelliti nell’asprezza tannica e nei richiami speziati dei contenitori di legno tanto cari per la moda di fine anni ’90.

La concentrazione è passata da potenze estrattive e scure di un tempo, alla nuova tipologia “Pievi” che vedrà l’arrivo in commercio a partire dal 2025. Nei campioni proposti della tipologia Vino Nobile di Montepulciano 2021, seppure in numero esiguo (26), abbiamo ravvisato il nerbo del frutto, con tannini per oltre la metà dei casi saporiti e ben integrati e da rivedere in futuro per i restanti.

La Riserva 2020, invece, è deliziosa nelle sfumature tenui tipiche del Sangiovese, con richiami floreali nitidi di grande finezza, su scatto finale salmastro. Un vino che dimostra la sua plenitude nell’assaggio con ulteriori spazi di crescita: l’immagine esatta di quanto sta vivendo l’intero comparto produttivo vitivinicolo locale.

Siamo certi che la strada intrapresa porterà a miglioramenti complessivi, a patto di non perdere la bussola nelle tante versioni offerte al consumatore e di non “demolire ad ogni costo il tannino”, imitando terroir estranei a quello meraviglioso di Montepulciano.

Il panel misto è stato composto dai redattori di 20 Italie Luca Matarazzo (direttore), Alberto Chiarenza e Adriano Guerri con il direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani. Di seguito i migliori assaggi per tipologia ed in ordine di preferenza.

Migliori Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Selezione 2021

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Crociani

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Le Bèrne

Vino Nobile di Montepulciano Parceto 2020 – Tenuta Poggio alla Sala

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Tenuta Abbadia Vecchia

Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Tenuta Valdipiatta

Vino Nobile di Montepulciano   Redi 2021 – Vecchia Cantina di Montepulciano

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Il Macchione

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Lombardo

Vino Nobile di Montepulciano   Messaggero 2019 – Montemercurio

Vino Nobile di Montepulciano Pasiteo   2020 – Fassati

Migliori Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2020

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2020 – Tenuta Gracciano della Seta

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Ojas 2020 – Manvi

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2020 – Carpineto

Vino Nobile di Montepulciano Riserva   Vallocaia 2020   – Bindella – Tenuta Vallocaia

Vino Nobile di Montepulciano Riserva   Quercione 2020 – Lunadoro

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Mahti 2020 – Cantina Chiacchiera

Migliori Vino Nobile di Montepulciano Annate Precedenti

Vino Nobile di Montepulciano Parceto   2020 – Tenuta Poggio alla Sala

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Tenuta Abbadia Vecchia

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Il Macchione

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Lombardo

Vino Nobile di Montepulciano Messaggero 2019 – Montemercurio

Vino Nobile di Montepulciano Pasiteo 2020 – Fassati

Vino Nobile di Montepulciano 2020 – Podere Casanova

Vino Nobile di Montepulciano   Settecento 2018 – Podere Casanova

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Poldo 2016 – Villa S.Anna

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Viraroccia 2018 – Icario

100 anni dalla nascita del Consorzio Vino Chianti Classico: le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2022 e 2021

Il tempo delle rose è finito, forse per sempre. Adesso, se si vuol godere appieno del Sangiovese in versione Chianti Classico, bisogna puntare dritto sul frutto, costi quel che costi. Di certo un cambiamento è in atto, anno dopo anno, nella potenza del sorso, nell’integrità dei tannini, nella piacevolezza complessiva.

La 2022 ha mostrato i toni caldi di una stagione che ha messo a dura prova la resistenza delle vigne ed i nervi dei produttori. La pioggia benefica primaverile e autunnale del passato è ormai un lontano ricordo, lo notiamo girando per Firenze a febbraio in manica di camicia. Restano gli eventi estremi che svaniscono con la stessa velocità con la quale causano anche danni devastanti. Nel difficile scenario odierno, si studia come diminuire le concentrazioni alcoliche e migliorare la parte antocianica sempre più sfalsata rispetto ai tempi ideali di vendemmia.

Non stupisce che il marcatore quasi ossessivo dei vini sia la spezia scura, che scatta con velocità precedendo di qualche lunghezza la celebre ciliegia. Quest’ultima si esprime su linee di confettura o di marasca sotto spirito, a discapito delle nuance tenere e delicate dei periodi freschi. Il futuro è già scritto e anche il gusto di chi giudica dovrà necessariamente adattarsi senza rimpianti.

Qualche sussulto a fasi alterne nella 2021, con maggiori picchi espressivi in positivo insieme a steccature inattese. Il tannino eccessivamente piacevole, o per meglio dire piacione della 2022, diventa ispido e difficile da elaborare. Domina un’immagine generale in chiaroscuro come fu per la 2018, con l’attenuante di speranza per il domani, grazie all’eleganza e alle sfumature ancora acerbe che promettono buona evoluzione.

È certamente un momento di festa per il centenario del Consorzio Vino Chianti Classico e per l’intera denominazione d’origine. Sfruttiamone i tempi felici per prepararci a dovere a qualsiasi mutamento climatico e di stile. Ora o mai più.

Ecco i nostri migliori assaggi, effettuati durante l’evento Chianti Classico Collection 2024, in ordine alfabetico così come proposto dalla tabella di degustazione riservata alla stampa. Sono i vini che si sono attestati su un livello pari almeno a 90 centesimi. Il panel è stato composto dai redattori di 20Italie: Alberto Chiarenza, Adriano Guerri, Ombretta Ferretto e dal direttore Luca Matarazzo

Chianti Classico Docg 2022

Brancaia

Castello di Ama – Ama

Castello di Querceto

Fattoria San Michele a Torri – Tenuta la Gabbiola

Gagliole – Rubiolo (campione da botte)

La Montanina

Monteraponi

Montesecondo

Mori Concetta

Oliviera – Lavoro

Podere Terreno alla via della Volpaia

Riecine

Rocca delle Macie

Tolaini – Vallenuova

Chianti Classico Docg 2021

Cafaggio

Carpineta Fontalpino – Fontalpino

Castello della Peneretta

Castello di Bossi

Castello di Radda

Cinciano

Dievole – Petrignano

Fontodi – Filetta di Lamole

La Croce

Le Fonti/Panzano – Le Fonti

Losi Querciavalle – Querciavalle (campione da botte)

Ottomani

Pensieri di Cavatina

Podere Capaccia

Podere Cianfanelli – Cianfanello

Pomona

Rinchiari Porciglia – Porciglia

San Giorgio a Lapi

Savignola Paolina – Ora

Tenuta di Lilliano – Lilliano

Tenute Squarcialupi – Cosimo Bojola

Valvirginio – Nero dei Venti

Villa Vallacchio

Genova: torna l’evento “I Vini del Cuore”

TORNA A GENOVA – DOMENICA 3 E LUNEDI’ 4 MARZO – PRESSO IL MUSEO DIOCESANO LA TERZA EDIZIONE DELL’EVENTO COLLEGATO ALLA GUIDA SOCIAL I VINI DEL CUORE

Il chiostro medievale affrescato, al primo piano del Museo Diocesano di Genova, situato tra Palazzo Ducale e la Cattedrale di San Lorenzo, ospiterà la terza edizione dell’evento promosso da Associazione Ampelos a.p.s che presenterà alcune delle cantine selezionate nelle tre edizioni della guida social I VINI DEL CUORE.

L’evento si svolgerà nel cuore di Genova, proprio dietro a Piazza De Ferrari e poco distante dal Palazzo della Regione, dove Lunedì 26 febbraio alle 11, avrà luogo la conferenza stampa, presso la Sala Della Trasparenza, alla quale sarà presente il Vice Presidente della Regione Liguria Alessandro Piana.

Anche in questa occasione saranno presenti nuove cantine che vogliono farsi conoscere dalla community de I Vini del Cuore: alle persone che interverranno alla manifestazione sarà consegnata una cartolina, tramite le quale potranno esprimere un giudizio e scegliere il proprio vino del cuore. I dieci vini più votati andranno di diritto nella quarta edizione della guida, che uscirà nell’autunno 2024.

Il programma prevede l’inaugurazione Domenica 3 marzo alle 11 con la partecipazione del gruppo musicale Gilda Musicorum, che, in costume d’epoca,eseguirà melodie antiche.

Lunedì 4 marzo dalle 9 alle 14, il congresso organizzato dal Servizio di Salute Mentale  ASL 4 Chiavarese (responsabile scientifico Dottoressa Francesca Santi) presso la sala Auditorium dell’Ospedale Nostra Signora di Montallegro a Rapallo dal titolo “Vino e Salute. Tradizioni, Miti e Verita Scientifiche”

La dottoressa Olga Sofia Schiaffino, psichiatra e ideatrice della guida social, sarà tra i moderatori degli illustri relatori scelti quali Il Prof. Antonio Guerci, il Prof. Franco Manti, il Prof. Gianluca Serafini, il dott. Pietro Ciliberti e il Dott. Davide Prestia, il Dott. Davide Bianchi. L’evento è accreditato ECM (4, 3 crediti) per le figure professionali previste. (www.asl4.liguria.it)

Alle cantine partecipanti è offerta la partecipazione al progetto Wine Discover, ideato da Mihaela Cojocaru DipWSET, un’opportunità unica per far conoscere la produzione vinicola a livello internazionale: esso prevede l’incontro con i produttori, la creazione di video strutturati ad hoc per suscitare nei buyers interesse e fiducia nei confronti dei vini presentati e l’invio dei contatti delle aziende agli importatori.

L’ingresso alla manifestazione, che si terrà appunto domenica 3 e lunedì 4 marzo, dalle 10 alle 19 presso il Museo Diocesano di Genova, in via Tommaso Reggio 20r avverrà tramite la tessera associativa Ampelos, il cui costa è di 20 euro ed è acquistabile sul sito https://ivdc.ivinidelcuore.it

E’ previsto una tessera scontata a 15 euro per gli iscritti ad altre Associazioni del Vino ( Onav, Ais, Fis, Fisar, Donne del Vino, Assosommelier etc…)

Tessera Omaggio per giornalisti, Ho.Re.Ca., operatori di settore – sempre previa registrazione sul sito https://ivdc.ivinidelcuore.it

La tessera prevede la visita guidata su prenotazione del Museo Diocesano, per scoprire un vero tesoro artistico del capoluogo ligure.

E’ stato richiesto il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova; si ringrazia il Vice Presidente della Regione Liguria Alessandro Piana per il sostegno al progetto.

Un evento che vuole confermare Genova come luogo di cultura del bere consapevole e della sostenibilità, dando visibilità all’approccio alla degustazione del vino non solo tecnica ma anche emozionale, per guidare il consumatore e i winelovers verso uno stile di consumo che apprezzi il fattore umano, la coerenza e l’impegno di chi lo produce e inviti alla scoperta dei territori vinicoli di cui l’Italia e la nostra Liguria sono immensamente ricche.

www.ivinidelcuore.it

www.wineloversitaly.com

www.associazioneampelos.it

Alcune informazioni utili:

SEDE DELLA MANIFESTAZIONE: Museo Diocesano  

https://g.co/kgs/KGcLQL

 Il centro storico è area chiusa al traffico.

COME RAGGIUNGERE GENOVA:

  • IN AUTO: autostrada A12, uscita Genova Est
  • nelle vicinanze di Piazza De Ferrari/ Museo Diocesano posteggi  a pagamento:
  •  Piccapietra  https://g.co/kgs/K1T3ML   
  • City Park https://g.co/kgs/f5rjmw
  •  Acquario/Porto Antico  https://g.co/kgs/SYtGar
  • IN TRENO: Stazione Genova Brignole (Genova Piazza Principe), linee servite da FS no Italo
  • IN AEREO: aeroporto Cristoforo Colombo. Servizio taxi da e per la città, Volabus (a orari prestabiliti) www.amt.genova.it
  • IN NAVE: Traghetti da e per la Sardegna, Sicilia (controllare orari e frequenze settimanali)

DOVE ALLOGGIARE:

Genova offre diverse soluzioni tra cui bed and breakfast e appartamenti nella zona del Centro Storico: consultare i portali Airbnb, Trivago, Booking.

Nelle vicinanze:

Hotel Bristol Palace – via XX Settembre 35        www.hotelbristolpalace.it

Best Western Porto Antico – via Ponte Calvi 5      www.bestwestern.it

Best Western Hotel Metropole – piazza Fontane Marose  www.bestwestern.it

Per info e chiarimenti:

Ufficio Stampa /Segreteria I VINI DEL CUORE

Olga Sofia Schiaffino  olgasofiadoc@gmail.com    +393518318992 Clara Maria Iachini  clara.iachini@gmail.com        +393400009444

Dalla Sardegna il Whisky firmato Silvio Carta

A sottolineare il fermento che c’è in Sardegna negli ultimi anni nel campo dell’enogastronomia, ecco l’ultimo nato in casa di Silvio Carta: il Whisky from Sardinia prodotto dall’eclettico Elio Carta e degustato in anteprima a Roma dalla redazione della testata giornalistica Vinodabere.it .

Si tratta di una tiratura (per ora) limitata di 1500 bottiglie da 50cl, 43,7 gradi alcolici, confezione di rifinita eleganza.

Tutto il processo di produzione parte da orzo distico esclusivamente sardo ed è svolto interamente nella distilleria di Silvio Carta. Il Whisky from Sardinia affina in botti di castagno centenarie, di misura variabile dagli 80 ai 470 litri, usate in precedenza per produrre la Vernaccia di Oristano, prodotto primigenio e celeberrimo dell’azienda.

Eloquente la valutazione di Pino Perrone, uno dei massimi esperti di Whisky in Italia e collaboratore “specialista” di Vinodabere, per il quale “il Whisky di Silvio Carta è maturato per soli quattro anni, e se fin d’ora risulta assolutamente convincente, non possiamo che chiederci: come e quanto ancora potrà evolvere in futuro?”

Lazio: è sempre tempo di Cesanese

Le feste sono finite da un pezzo ormai, eppure non si è mai troppo stanchi per parlare di Cesanese declinazione Docg Del Piglio

“La befana viene di notte con le scarpe tutte rotte” recitava un canto popolare, ma per gli appassionati del vino è venuta di giorno (anche se in realtà ne sono arrivate due). Il 6 gennaio 2024, il Consorzio del Cesanese del Piglio DOCG, in collaborazione con AIS Lazio, ha organizzato un evento per appassionati, operatori, stampa e Sommelier.

Il Cesanese all’Acquario Romano presentato da AIS Lazio, con la presenza del Presidente Regionale Francesco Guercilena, Angelo Petracci, Docente e Responsabile Guida Vitae Lazio, Umberto Trombelli Delegato AIS Latina,  e poi Ilaria  De Donato, Delegata AIS Fiumicino e Ostia, insieme a Sonia Scala si sono mascherate da befane aggiungendo allegria alla manifestazione.

Una manifestazione improntata sull’autoctono del Lazio che, dopo trascorsi umili, ora sta salendo alla ribalta dei vini che contano. La festa dell’Epifania è stata festeggiata dal Consorzio del Cesanese del Piglio con 13 aziende in un evento in cui il focus è stato la varietà locale tipica della Ciociaria, areale del Lazio meridionale.

Ingresso gratuito e una Masterclass tenuta da Angelo Petracci e Francesco Guercilena con la partecipazione di Pina Terenzi, Presidente del Consorzio Cesanese del Piglio, oltre che dell’Associazione Donne in Campo. Tanti gli appassionati e operatori del vino che hanno partecipato e provato i vini eleganti e serbevoli allo stesso tempo.

Le cantine partecipanti

Cantina Giovanni Terenzi

Casale della Ioria

L’Avventura

Petrucci e Vela

Pileum

Casal San Marco

Cerciole

Sbardella

Federici

Azienda Agricola Rapillo

Corte dei Papi

Marletta Teresa Maria Elena Sinibaldi

Grandi Langhe 2024

La prestigiosa Anteprima piemontese Grandi Langhe 2024 ha avuto luogo nei giorni 29 e 30 gennaio 2024 all’interno degli ampi spazi delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino. Location posta strategicamente a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto.

L’Evento

In questa edizione è aumentata la presenza degli espositori,  ben 300 dietro ai desk d’assaggio, lieti di far degustare i loro capolavori e fieri di raccontare il loro territorio. Modificato il sistema di assegnazione dei banchi, sempre contraddistinti da colori, ma adesso in ordine alfabetico anziché in zone come nelle precedenti edizioni. All’ingresso vi era un grande spazio d’assaggio per il Consorzio e la possibilità di degustare circa 50 etichette di Alta Langa Metodo Classico con servizio sommelier.

Ingresso spumeggiante: un benvenuto ai visitatori e una tesa di mano ad altri areali da parte del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio di Tutela del Roero con il supporto di Regione Piemonte ed il sostegno di banca Intesa San Paolo.
All’anteprima hanno partecipato buyers, importatori, ristoratori, enotecari, giornalisti e wine blogger nazionali ed esteri.

L’annata di Barolo in anteprima presa in esame è la 2020, quella di Barbaresco e Roero la 2021. Una passerella tra i produttori e un approfondimento con le aziende mi ha dato la possibilità di degustare vari vini ottenuti da uve varietà Nascetta,  Arneis, Favorita, Moscato Bianco, Barbera,  Dolcetto, Nebbiolo, Pelaverga di Verduno.

I migliori assaggi

G.D Vajra – Barolo Bricco delle Viole 2020 – Emana note di violetta, ciliegia, rosa appassita con cenni balsamici e speziati; avvolgente, elegante e setoso. 
Virna Borgogno – Barolo Sarmassa 2020 – Sensazioni di mora, ribes, tabacco e liquirizia. Composito, rotondo, appagante e persistente.
Fratelli Serio & Battista Borgogno – Barolo Cannubi 2020 – Melagrana, amarena, lampone, ribes e spezie dolci in successione, dalla trama tannica setosa, coerente e lunga.
Agricola Marrone – Barolo Bussia 2019 – Naso di frutti rossi, prugna, sottobosco e liquirizia. Sorso pieno ed appagante, coerente e duraturo
Conterno Fantino – Vigna Sorì Ginestra 2020 – Libera note di pout-pourri floreale, marasca e balsamicità. Palato delicato, setoso ed armonioso.
Diego Conterno- Le Coste di Monforte 2020 – Rimanda ai fiori di campo, alla rosa, mirtillo e sottobosco, con gusto pieno, generoso ed appagante.
Ceretto – Barolo Brunate 2019 – Sentori di ciliegia, fragola,viola ed eucalipto, dal tannino palpabile ma setoso. Duraturo e leggiadro.
Adriano Marco e Vittorio- Barbaresco Basarin 2020 – Effluvi di rosa canina, violacciocca, spezie e nuance mentolate. Fresco e sapido, al contempo setoso. 
Matteo Correggia – Roero Riserva Ròche d’Ampsèj 2018 – Con sentori di frutta matura, cacao e cenni di erbe officinali, è un vino generoso ed armonioso.
Livia Fontana- Barolo Fontanin 2018 – Note di sottobosco, fragolina, tabacco e liquirizia; espressivo e carezzevole, decisamente persistente e fine.

WINE & SIENA 2024 – Masterclass Chianti Classico

Si è conclusa con grande successo la 9°edizione di  Wine & Siena – Capolavori del Gusto. Ha avuto luogo dal 27 al 29 gennaio 2024 all’interno degli stupendi saloni del Complesso Museale Santa Maria della Scala e Palazzo Squarcialupi di Siena.

L’appassionante kermesse enogastronomica  viene organizzata da The WineHunter, ovvero Helmuth Köcher, Presidente del Merano WineFestival, voluta proprio da Köcher e da Stefano Bernardini, Presidente di Confcommercio Siena, ma anche da Andrea Vanni “senese purosangue”, scomparso prematuramente 2 anni fa.

Durante i tre giorni Siena è stata presa letteralmente d’assalto da molti winelovers, alcuni dei quali hanno approfittato dell’occasione per visitare anche i musei della nobile città toscana. La location vanta alcune opere d’arte realizzate da famosi pittori e, mentre si è in attesa per  degustare vini, si può approfittare per ammirare le  magnificenze del museo.

Siena è posta a poca distanza da alcune note Docg e Doc che godono di fama planetaria, tuttavia, all’evento hanno partecipato molti espositori di ogni angolo d’Italia. Le masterclass si sono svolte nel salone delle Feste del Grand Hotel Continental Starhotels Collezione. L’ultimo giorno come di consueto è stato dedicato agli operatori del settore professionale.

Un entusiasmante appuntamento che sin dai suoi albori è cresciuto progressivamente, riuscendo a destare interesse da parte degli amanti del vino. La prossima edizione di Wine & Siena è in programma dal 25 al 27 gennaio 2025. Ho partecipato sabato 27 gennaio e mi sono avvicinato ad un buon numero di banchi d’assaggio. A seguito note di degustazione di alcuni vini provenienti dall’area del Chianti Classico che meritano un approfondimento e cenni sulla denominazione.

Chianti Classico Docg

La zona di produzione del Chianti Classico è posta tra due province, Siena e Firenze. I comuni del territorio senese, sono: Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti, e in parte, alcune zone dei comuni di Castelnuovo Berardenga (il più vicino a Siena) e Poggibonsi, e quelli del territorio fiorentino, sono: Greve in Chianti e parte dei Comuni di Barberino Val d’Elsa/Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano val di Pesa.

Tre sono le tipologie di vini del Gallo Nero: Chianti Classico annata, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione. Il vitigno che dà origine ai vini è  il Sangiovese sia in purezza sia in prevalenza,  il disciplinare ne prevede un minimo dell’80% e al completamento concorrono altri vitigni a bacca nera, sia autoctoni che alloctoni, i principali sono il Canaiolo, il Colorino, la Malvasia Nera, il Merlot ed il Cabernet Sauvignon.

Il bando del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici editto nel 1716 riconosceva la Denominazione “Chianti “assieme ad altre 3 zone della Toscana. Con il crescente numero di produttori, al di fuori della suddetta area le verrà conferito il suffisso ” Classico “, per contraddistinguersi come zona storica e vocata alla produzione di questo grande vino. Il riconoscimento a Doc arriva nel 1967 mentre quello a Docg  nel 1984.

La leggenda del Gallo Nero

L’emblema del Consorzio è un Gallo Nero, la leggenda narra che per porre fine a scontri armati, tra Firenze e Siena che si protaevano da anni, e per determinare i confini, avrebbero affidato la prova a due Cavalieri, partendo dalle rispettive città. Sarebbero dovuti partire al canto del gallo. I Senesi scelsero un gallo bianco e lo ingozzarono di cibo, mentre i Fiorentini scelsero un gallo nero che tennero a stecchetto. Lì dove si fossero incontrati sarebbero stati determinati i confini tra le due province. Il gallo nero fiorentino, preso dalla fame, iniziò a cantare prima del sorgere del sole, ed il cavaliere immediatamente parti. Il gallo bianco senese, satollo dormiva ancora e,  l’ incontro avvenne a pochi km da Siena.

A livello sensoriale é di un colore rosso rubino intenso, trasparente  e consistente, al naso emana sentori di violetta, amarena,  prugna, mirtillo, mora e con affinamenti più lunghi, vaniglia, liquirizia, cannella, noce moscata e pepe nero, oltre a note balsamiche di mentolo ed eucalipto, tabacco, cuoio e cacao.
Sorso sempre caratterizzato da buona trama tannica e lunga persistenza aromatica; in funzione della tipologia sa essere avvolgente, setoso ed armonioso.

I vini degustati

Chianti Classico Riserva Pietraia 2019  – Borratella
Arcanum Igt Toscana 2019 – Tenuta di Arceno – Cabernet Franc
Chianti Classico Vigna del Capannino 2020 – Tenuta di Bibbiano
Chianti Classico Gran Selezione 2019 – Vecchie Terre di Montefili –
Chianti Classico Poggio Rosso  Gran Selezione 2019 – San Felice
Chianti Classico Strada al Sasso Gran Selezione 2020 – Tenuta di Arceno
Chianti Classico 2019 – Tenuta Villa Trasqua