“Destinazione Vesuvio” – Cerimonia di presentazione del Portale Vesuvio Way al Palazzo Mediceo ad Ottaviano

COMUNICATO STAMPA

Destinazione Vesuvio – presentato il portale Vesuvio Way a Palazzo Mediceo, Città di Ottaviano NA giovedì 3 aprile 2025 alle 18.30

La presentazione del progetto VesuvioWay, portale che unisce operatori del turismo e viaggiatori appassionati, per vivere la storia e la bellezza della provincia di Napoli attraverso percorsi ed esperienze autentiche, alla presenza dei maggiori esponenti del territorio.

Dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Vini Vesuvio e il Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo nasce il relativo Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) che lancia il Portale Vesuvio Way: la risposta concreta alla domanda di turismo esperienziale per esplorare tutte le eccellenze territoriali.

Vesuvio Way intende porsi come strumento strategico e aggregante, una vetrina privilegiata su cui esporre il ricco ventaglio di itinerari alla scoperta dei luoghi, della storia, della cultura e del vino a partire del napoletano per aprirsi a tutta la regione Campania.
Una proposta di viaggio destinata al turista attento e alternativo, a chi ama la natura, a quanti preferiscono mete meno affollate alla continua ricerca del bello e del buono, del piatto genuino, della ricetta antica, della sapienza vitivinicola propria di queste terre.

La cerimonia di presentazione ha previsto i saluti di Biagio Simonetti, Sindaco di Ottaviano; Raffaele de Luca Presidente Parco Nazionale del Vesuvio e Cristina Leardi, Presidente Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio dopo l’introduzione di Ciro Giordano, Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio e del DAQ il quale ha tenuto a sottolineare lo spirito di apertura e collaborazione di tutta la comunità e degli attori della regione Campania nel loro insieme, elementi fondamentali per il successo di questa iniziativa e non solo.

A seguire, si sono confrontati su “Il ruolo della motivazione nella scelta della destinazione dei viaggiatori contemporanei”: Marco Razzano, consigliere nazionaledell’Associazione Città del Vino – che già dagli anni ’80 punta alla valorizzazione del paesaggio – il quale auspica un coinvolgimento sempre maggiore dei giovani nel settore agricolo per nuovi sviluppi; dopo di lui, Maria Paola Sorrentino, presidente Movimento del Turismo del Vino Campania la quale ha sottolineato, tra le altre cose, che siamo tutti ospiti di un territorio, i turisti così come i promotori di un servizio, e come tali dobbiamo rispettarlo, consapevoli dell’unicità del territorio in cui operiamo. Infine Luciano Pignataro, noto giornalista professionista e scrittore ha ricordato gli esempi virtuosi di questo territorio e della Campania in generale per affrontare senza timori le sfide di questi tempi, appellandosi anche a un cambio di approccio alla comunicazione, ad esempio nel mondo del vino, affinché si possa arrivare prima e ancora meglio. Il confronto è stato moderato da Chiara Giorleo, giornalista e capo-panel Italia del concorso mondiale sull’enoturismo la quale ha tenuto ad aprire i lavori sottolineando la crucialità di un dialogo tra tutte le parti al fine di sfruttare al meglio l’enorme potenziale che l’accoglienza integrata offre per rispondere in modo strutturato ad una domanda sempre più complessa.

L’idea progetto VesuvioWay è stata presentata, con la solita professionalità, da Nicola Matarazzo, consigliere di amministrazione DAQ Vesuvio e coordinatore progetto Vesuvio Way prima della dimostrazione pratica di Gianluca Annunziata, gestione piattaforma digitale – Seed Media Agency.
Decisivo l’appoggio di Nicola Caputo, Assessore Agricoltura Regione Campania, il quale sottolinea la puntualità di un lancio del genere in un momento difficile come questo che ci trova uniti in una sinergia ancor più necessaria.

In tema di eccellenze territoriali, la presentazione si è conclusa con un percorso enogastronomico raffinato grazie alla preparazione dei piatti tipici preparati dai docenti e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi De’ Medici” di Ottaviano, con la partecipazione straordinaria dello Chef Domenico Iavarone, e una ricca proposta di Vini della Vesuvio DOP e IGP Pompeiano curata dall’AIS Vesuvio.

Vesuvio Consorzio Tutela Vini | Segreteria

Via Pomigliano, 6 | 80048 | Sant’ Anastasia (NA) | Italia

Fax/Ph. +39 081 5306951

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Romagna: cantine Amaracmand, l’enologo Maurilio Chioccia prova a dare perfezione stilistica al loro Sangiovese “Imperfetto”

“Per fare tutto ci vuole un fiore” cantava l’indimenticato Sergio Endrigo. Per fare un’azienda vitivinicola, in realtà, ci vuole un po’ meno poesia e tanta concretezza. Leggiamo ovunque di proposte a dir poco fantasiose, creazioni stilistiche, affinamenti terracquei e subacquei, vigne recuperate da vitigni scomparsi, quasi impronunciabili.

Tutto bene per carità, quando si punta su un settore con un preciso target e ne nasce un business vincente, nessuno può mettere bocca. Il liberismo è anche questo, opinabile o meno, ma noi addetti del settore preferiamo parlare in termini pratici se quanto veduto e assaggiato possa aderire ai canoni della piacevolezza, della contemporaneità del gusto e del territorio.

Marco e Tiziana Vianello delle cantine Amaracmand probabilmente non si aspettavano cosa comportasse il vero lavoro di vigneron in Romagna. Qui non si scherza, quando si ha a che fare con autoctoni di lusso come Albana e Sangiovese. Due varietà peraltro maltrattate in passato, rispetto alle reali potenzialità in essere. L’enologo Maurilio Chioccia, che di sfide se ne intende, ha preso a cuore questa piccola realtà in forte crescita nell’areale di Sorrivoli, tra le colline di Cesena, zona storica per dare al Sangiovese complessità e lunghezza.

Merito dei suoli compositi, misti tra argille calanchive, calcari sedimentari marini e la forza dell’arenaria pre-appenninica. Diverse morfologie per differenti alture ed esposizioni. La scelta di cosa esaltare nel calice spetta unicamente ad una sana e prudente gestione in campo ed in cantina, partendo dalla selezione massale, con recupero del materiale genetico proveniente dalle vecchie piante del 1964, optata dal prof. Paliotti dell’Università di Perugia, e del prof. Cardinali per lo studio dei lieviti indigeni presenti negli appezzamenti di Amaracmand, eventualmente replicabili ed utilizzabili nelle vinificazioni.

L’enologo Maurilio Chioccia

E poi, ovviamente, l’opera incessante del consulente enologico, che non deve smettere mai di testare, verificare e approvare quanto di buono arriva in azienda. I presupposti ci sono tutti per far bene, la proprietà crede fortemente nel ruolo degli esperti delegati alla produzione ed anche questi sono segnali positivi. La cantina è stata disegnata in modo da essere del tutto invisibile e non disturbare il paesaggio circostante; al suo interno la tecnologia è d’avanguardia e tutta improntata alla sostenibilità ambientale e lavorativa per i collaboratori.

Vengono utilizzati persino i purificatori d’aria “AEROCIDE”, brevettati dalla NASA, che consentono di mantenere lontani muffe e batteri contaminanti, evitando così di ricorrere a sterilizzazioni a base di prodotti nocivi per l’ambiente. Maurilio Chioccia ha infatti sempre inteso il proprio luogo d’azione come una sala operatoria (e non a torto).

L’IGT Rubicone 2022 “Imperfetto”, degustato a novembre, dimostrava ancora la sua gioventù, restando chiuso e tenero su quegli aromi vegetali di un Sangiovese nudo e crudo. Riprovato di recente, con la giusta calma in bottiglia, emerge finalmente quel frutto maturo di amarene succose, unito a spezie torbide e scure tipiche, accompagnati da scie floreali eleganti e buona lunghezza gustativa. Il progetto prevederà, in futuro, ulteriori ricerche su cloni ed innesti e l’abbandono dei compagni internazionali, che per adesso devono essere presenti nel blend a donare maggior equilibrio.

Anno zero, dunque, anzi “anno due”, come il numero di vinificazioni prodotte sin qui dal nuovo corso. Attendiamo con fiducia di osservarne i progressi nell’immediato futuro, perché Romagna e Sangiovese meritano sempre la nostra attenzione.

Don Carlo, l’amaro alle erbe che sfida la gastronomia

Se siete stanchi di cercare l’abbinamento perfetto, ecco arrivare serate originali in cui divertirsi con la fantasia in cucina. Novella Talamo, ufficio stampa dell’azienda Don Carlo, è riuscita nell’intento di proporre alla stampa un’idea innovativa con l’evento Taste Don Carlo “Very distinguished night”.

La cucina del Black Pearl a Campagna, ristorante – pub – braceria di Carmine Cacciottolo ha proposto una ricca serie di finger food, molti dei quali realizzati con Amaro Don Carlo. La fabbrica di liquori nasce ad Eboli nel 1994. dal lavoro e dall’impegno di Carlo Gargiulo e della moglie Angela Caliendo che da anni selezionano e propongono con competenza e passione prodotti di qualità nella attività storica di famiglia, l’Enoteca Gargiulo a Eboli.

La sfida dei coniugi non è stata affatto semplice, sia per la visione pionieristica nel selezionare personalmente erbe mediterranee, spezie e vari ingredienti che Madre Natura poteva offrire sul territorio, sia per gli investimenti economici che hanno dato, col tempo, occasione di lavoro a tante famiglie proponendo un prodotto unico e ricercato.

Poi, come accade in tutte le favole a lieto fine, la svolta è avvenuta per coincidenze fortuite, legate al lavoro incessante e alla voglia di emergere in un settore spesso inflazionato. Il merito ed il sacrificio alla fine pagano sempre, anche al Sud Italia dove la politica e le raccomandazioni hanno dettato regole e successi imprenditoriali. Spesso dalle rapide ascese e declini osservabili nei tanti stabilimenti e opifici chiusi, dagli (im)prenditori fuggiti con il bottino tra le mani, destinato invece a fornitori e lavoranti.

Carlo ed Angela sono sempre lì da dove hanno iniziato; non hanno potuto contare se non sulle proprie forze, con spirito di abnegazione e volontà di ricerca. Fermarsi, nel senso di accontentarsi o arrendersi davanti agli ostacoli, è un verbo che non hai mai trovato albergo nel loro animo.

Tanti i premi e i riconoscimenti ottenuti nel corso del tempo. Nel 2016 è stato tagliato il traguardo
dei 50 anni di attività dell’Enoteca Gargiulo con l’ingresso di Amaro Don Carlo nel Golosario, la
Guida di Paolo Massobrio. A gennaio 2020, in pieno periodo Covid, c’è stata la premiazione all’International Taste Awards con il Bronze Award. Per due anni consecutivi, 2022 e 2023, Amaro Don Carlo ha ottenuto la Grand Gold al Frankfurt International Trophy.

Sia nel 2023 che nel 2024 è stato assegnato ad Amaro Don Carlo The Wine Hunter Spirits Award
al Merano Wine Festival. Il 2024, poi, segna l’anno dei massimi riconoscimenti con il premio di Merano, appunto, e il Gold Award al Women’s International Trophy, al Concours International de Lyon e al Campania Food Awards. Nel 2025, nell’ambito degli Italy Food Awards, è stata assegnata a Gargiulo Coloniali la Menzione Speciale categoria Liquorifici per Amaro Don Carlo.

Nel corso del tempo le etichette hanno subìto una evoluzione pur conservando un sapore vintage. Grazie al contributo del grafico Mario Cavallaro e dell’illustratrice Valentina Grilli si è giunti all’etichetta attuale: la Macchina a Vapore a rappresentare il passato, le proprie origini. La bicicletta il presente di Carlo e Angela, prosecutori dell’attività di famiglia e la mongolfiera il futuro con i figli Antonio e Rosario.

Questa nuova etichetta è stata lanciata contemporaneamente all’introduzione di un cambiamento nella formula: un abbassamento del livello di zucchero per consentire un’ulteriore
valorizzazione delle potenzialità di profumo e gusto. Immaginare l’amaro come facile componente della mixology per cocktail e altre ricette non apporterebbe quindi nulla di nuovo ad uno scenario ormai consueto.

Perché, allora, non prendere spunto dai tanti ristoranti gourmet, che da tempo hanno introdotto nei piatti e negli abbinamenti un concetto fusion molto stimolante? Riduzioni d’amaro, perle liquide, gelatine e salse destrutturate e dealcolate, dove vengono conservate le fragranze officinali del liquore. A patto e condizioni di trovare la giusta quadra nei contrasti tra i vari caratteri in gioco.

Tratto dal menù degustazione della serata, abbiamo apprezzato il tentativo di rivisitare l’arancino allo zafferano con riduzione di Amaro Don Carlo e champignon tritati, così come il carpaccio di Black Angus su carciofi croccanti e burro alla nocciola e il Nighiri fritto con burrata e perle di Amaro Don Carlo.

In chiusura colomba al Don Carlo e cioccolatini ripieni di ganache al cioccolato, entrambi i dessert preparati dal pasticciere Angelo Grippa di Eboli, serviti con Amaro Don Carlo Chocolate. La nuova frontiera dell’assaggio è stata finalmente varcata. In Campania.

Concours Mondial de Bruxelles: apertura di un nuovo Wine Bar a Seoul

WINE & SPIRITS EXPERIENCE BY CMB

Seoul: una nuova sfida, molto più di un semplice Concorso

Già da alcuni anni il Concours Mondial de Bruxelles ha intrapreso diverse attività che vanno a differenziare le opportunità da offrire alle aziende che vi partecipano. È chiaro che una medaglia vinta in una sessione di degustazione internazionale, può portare, se utilizzata nel modo giusto, il valore aggiunto all’azienda, con una comunicazione mirata e funzionale si potranno sviluppare o implementare le proprie attività commerciali. Il CMB negli anni è sempre stato attento a queste dinamiche e ha cercato strade che potessero aiutare le aziende a promuoversi con attività collaterali post concorso.

MA COSA STA SUCCEDENDO A SEOUL?

TUTTO È PRONTO PER UNA NUOVA PRESTIGIOSA VETRINA!

Il 29 marzo 2025 ci sarà l’inaugurazione della “Wine & Spirits Experience Seoul by CMB”, un nuovo eccezionale spazio dedicato alla scoperta dei vini e degli spiriti premiati al Concours Mondial de Bruxelles. Oltre 2.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani possono ospitare fino a 250 appassionati di vini e spiriti. L’ambiente prestigioso comprende spazi di degustazione, sale VIP e due ristoranti che offrono una vasta gamma di abbinamenti cibo-vino. La carta dei vini e degli spiriti, che attualmente conta diverse centinaia di referenze provenienti da 35 paesi, tra cui 32 vini italiani, è destinata a crescere.

L’inaugurazione della CMB Wine & Spirits Experience a Seoul è un’ulteriore prova che il Concours Mondial de Bruxelles è ben più di un semplice concorso. Ampliamento della rete di Wine Bar, cerimonie di premiazione, partnership prestigiose, integrazione dell’intelligenza artificiale e commenti di degustazione… Il CMB si sta affermando come forza trainante dell’innovazione e partner strategico fondamentale per il settore. Molto più di una medaglia su una bottiglia, è un vero e proprio trampolino di lancio per i produttori italiani premiati.

L’apertura del Wine & Spirits Experience a Seoul fa parte di una strategia di espansione internazionale, questi i Wine Bar già aperti:

  • Wine & Spirits Experience – Città del Messico – 2020
  • Wine Corner nel lounge United Airlines – Aeroporto di Città del Messico – 2021
  • Wine & Spirits Experience – Cotonou (Benin) – 2024

«È un grande onore contribuire al dinamismo di Seoul aprendo un locale a Gangnam, proprio nel cuore del centro economico della capitale! Con questa iniziativa, offriamo una vera e propria vetrina che permetterà ai consumatori coreani di apprezzare la qualità dei vini e degli spiriti premiati al CMB», afferma Baudouin Havaux, Presidente del Concours Mondial de Bruxelles.

OLTRE ALLE ESPERIENZE INTERNAZIONALI OGGI È UNA PRESENZA PIÙ FORTE SUL MERCATO ITALIANO

Grazie ai suoi storici legami con l’Italia, il Concours Mondial de Bruxelles ha stretto collaborazioni strategiche con i principali attori del settore. Alcuni esempi: Pam Panorama espone i vini medagliati nei suoi 150 punti vendita, mentre Bistrot Pedol a Milano e DiVino Wine Caveau a Gizzeria offrono una selezione dei vini premiati. Enosis distribuisce questi vini ai principali rivenditori italiani.

Inoltre durante il prossimo Vinitaly, sarà presentata insieme a 5-Hats la CMB GUIDE un progetto globale per mettere in contatto i produttori premiati con importatori e distributori di tutto il mondo. Interessante anche la nuova partnership con Cavavin, la quale ha affidato al CMB il compito di selezionare i migliori vini internazionali per arricchire l’offerta dei suoi enotecari, fornendo un’ulteriore garanzia di qualità ai loro clienti e un’opportunità unica per i produttori premiati al CMB, tra cui gli italiani.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il Concours Mondial de Bruxelles conferma ancora una volta la sua portata globale con l’edizione 2025 del suo concorso di punta, dedicato ai vini rossi e bianchi, che si terrà a Yinchuan, nella regione di Ningxia, in Cina. In programma anche altre prestigiose sessioni, tra cui quella dei vini effervescenti in Moldavia e quella dei vini dolci e fortificati in Sicilia.

In foto il passaggio di testimone da Leòn – Guanajuato Messico a Yinchuan – Ningxia Cina.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.concoursmondial.com.

Ambasciatrice CMB Italia

Karin Meriot

karin.meriot@vinopres.com

Fonte: Comunicato Stampa del 14/03/25 del CMB

Podere Casanova: un weekend di relax, cultura e buon vino con l’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022” tra le dolci colline di Montepulciano

Comunicato Stampa

Cantina, vigneti, agriturismo con piscina nella quiete della natura della Val di Chiana a Montepulciano (SI).

Tante le esperienze da vivere da Isidoro e Susanna Rebatto di Podere Casanova. Da sempre impegnati nella salvaguardia del paesaggio, contro ogni spreco di risorse, orientati alla sostenibilità. Dal recupero di centrali idroelettriche dismesse e riattivate per la produzione di energia pulita, alla decisione di restituire nuova vita al Podere Casanova.

Seduzione della bellezza, piacere del gusto e paesaggi dell’armonia sono le migliori risorse messe in campo. Podere Casanova è una realtà che racconta tutte le unicità e le affinità che corrono tra la loro terra d’origine, il Veneto ed il suolo storico che li ha accolti, quello della Toscana più bella.

Affinità culturali, artistiche, enogastronomiche all’origine stessa del Rinascimento italiano. E poi l’adozione degli standard Equalitas per certificare l’impegno verso la sostenibilità dell’ambiente durante l’intero processo produttivo. Amore per la terra e per le risorse non infinite che essa offre ogni giorno, trasferite con cura nei vini aziendali con prodotti di altissima qualità.

Metodologica attenzione ai tre pilastri che caratterizzano l’esser sostenibili: benessere delle persone, riproducibilità delle risorse naturali e generazione di valore economico.

29 E 30 MARZO 2025 “CREA IL TUO IGT TOSCANA 2022”

PROGRAMMA:

SABATO 29 MARZO
 Appuntamento alle ore 15.30 presso “Porta al Prato” Montepulciano
https://maps.app.goo.gl/3LCNE3wYFHgh3G879
 Visita guidata al centro storico della città con sosta al “Wine art shop” dell’azienda e degustazione
dei Vino Nobile di Montepulciano prodotti da Podere Casanova
 Ore 19.30 cena presso il ristorante “La Briciola” (compresa nel prezzo)
https://maps.app.goo.gl/y74hBN5k9thAKZEv6
DOMENICA 30 MARZO
 Ore 9 appuntamento presso la cantina Podere Casanova
https://maps.app.goo.gl/9DeMyJt8ckhYyFiw8
 Visita dei vigneti e della cantina
 Ore 9.45 inizio di “Crea il tuo IGT Toscana 2022”. A disposizione tutto l’occorrente per creare un
blend a tua scelta con vini da: Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Syrah
 Ore 13 light lunch in cantina

Ti metteremo a disposizione i nostri vini monovitigno 2022 non ancora imbottigliati e potrai decidere il blend che preferisci unendoli in percentuali note solo a te e a noi. Il tuo blend sarà poi imbottigliato nel numero di bottiglie che desideri e tenuto in affinamento per il tempo che vuoi.

Sarà nostra cura recapitarti le bottiglie a casa dopo qualche mese di affinamento, oppure potrai tornare a prenderle il 5 giugno in occasione dell’apertura della stagione estiva

COSTI E MODALITÁ DI PARTECIPAZIONE:

Le modalità di partecipazione sono due:

  1. PARTECIPAZIONE A TUTTO IL WEEKEND (SONO ESCLUSI I COSTI DI PERNOTTAMENTO)
  • Per il pacchetto: sabato pomeriggio (cena compresa) + domenica “Crea il tuo IGT Toscana 2022” +
    pranzo 135 € per 1 persona, 250 € per 2 persone
  1. PARTECIPAZIONE SOLO LA DOMENICA
  • 89 € per 1 persona, 165 € per 2 persone (compreso il light lunch in cantina)
    OGNI GRUPPO DA 6 PERSONE AVRÁ DIRITTO AD UNA GRATUITÁ
    OGNI PARTECIPANTE POTRÁ ORDINARE 6 BOTTIGLIE DEL BLEND DA LUI SCELTO AL PREZZO SIMBOLICO DI
    13€ A BOTTIGLIA. Eventuali bottiglie in più dovranno essere multipli di 6.

Le bottiglie avranno la retro etichetta di legge. I partecipanti potranno fornire un’etichetta da loro ideata
da applicare sul fronte bottiglia all’interno di una cornice con il nome dell’azienda e dell’evento.

Per info e prenotazioni: www.poderecasanovavini.com

Turismo del vino: crescita, sfide e nuove opportunità per le cantine italiane

Presentata al Senato la prima indagine sul settore enoturistico a cura del CESEO e dell’Università LUMSA

Il turismo del vino in Italia continua la sua crescita, confermandosi un settore chiave per l’economia nazionale. Lo testimonia la prima indagine “Turismo del Vino: tra nuove sfide e opportunità”, realizzata dal CESEO – Centro Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università LUMSA, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino (MTV). La ricerca, presentata a Palazzo Giustiniani, sede della Presidenza del Senato, ha fornito un quadro dettagliato sull’andamento del comparto, evidenziando trend, criticità e prospettive future.

Moderato da Massimiliano Ossini, l’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del settore, tra cui Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente nazionale del MTV, Donatella Cinelli Colombini, direttore del CESEO, e Dario Stefàno, presidente dello stesso Centro Studi.

Un settore in crescita: i numeri dell’enoturismo

L’indagine ha analizzato un campione di 237 cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, offrendo una fotografia aggiornata del settore. I dati confermano una crescita significativa:

• Il 53% delle cantine ha registrato un aumento del fatturato, con un incremento del 24% per le attività legate all’ospitalità.

• Il 64% delle aziende è costituito da micro-imprese, seguite da piccole imprese (31%), con solo il 9% che supera i 2 milioni di euro di fatturato annuo.

• 2 produttori su 3 accolgono personalmente i visitatori in cantina, rendendo l’esperienza più autentica e coinvolgente.

• 9 cantine su 10 offrono prodotti tipici locali durante le degustazioni, valorizzando il legame tra vino e territorio.

Questi numeri dimostrano come l’enoturismo italiano stia diventando sempre più una leva strategica per la promozione del patrimonio enogastronomico nazionale, contribuendo alla valorizzazione dei territori.

Opportunità e criticità: l’ospitalità al centro

L’ospitalità si conferma un elemento chiave dell’esperienza enoturistica. Le cantine italiane stanno investendo per rendere l’accoglienza sempre più inclusiva e diversificata. L’85% delle aziende è visitabile tutto l’anno, mentre il 68% accoglie turisti anche senza prenotazione, segno di una crescente apertura al pubblico.

Le attività offerte sono sempre più variegate:

• 33% delle cantine organizza pic-nic tra i filari,

• 30% propone passeggiate tra i vigneti,

• 25% organizza cene con il produttore,

• 20% offre corsi di cucina,

• 38% prevede esperienze dedicate alle famiglie, con aree gioco e fattorie didattiche.

Tuttavia, il settore deve affrontare alcune sfide importanti. L’81% delle aziende segnala un aumento dei costi di gestione, con un impatto significativo sui margini di guadagno. Inoltre, solo il 38% delle cantine dispone di personale specializzato nell’hospitality, mentre nella maggior parte dei casi l’accoglienza è gestita direttamente dal titolare o da personale non specificamente formato.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale: una strada ancora da percorrere

Un aspetto cruciale dell’indagine riguarda l’uso della tecnologia nel settore enoturistico. Se da un lato la presenza sui social media è molto forte (Facebook al 97%, Instagram al 96%), dall’altro emerge una scarsa digitalizzazione della customer experience:

• Il 42% delle cantine registra meno di 1.000 visite mensili al proprio sito web,

• Il 33% invia comunicazioni via email solo tre volte l’anno,

• Solo il 21% utilizza un CRM per la gestione dei clienti,

• L’intelligenza artificiale è impiegata solo dal 20% delle aziende, soprattutto nel marketing e nella gestione delle prenotazioni.

L’adozione di strumenti digitali avanzati, come CRM, wine club e sistemi di prenotazione automatizzati, potrebbe rappresentare un fattore chiave per la crescita del settore, migliorando la fidelizzazione dei clienti e l’efficienza operativa.

Sostenibilità e nuove tendenze: il futuro dell’enoturismo

La ricerca ha evidenziato un crescente impegno per la sostenibilità, con il 43% delle aziende certificate BIO e il 38% che adotta pratiche di agricoltura sostenibile. Inoltre, il 26% delle cantine ha installato colonnine di ricarica per auto elettriche, segno di un’attenzione crescente verso un turismo più responsabile.

L’enoturismo si sta anche aprendo a nuovi target: non solo wine lovers, ma anche famiglie, sportivi e amanti della natura. L’offerta si sta diversificando per attrarre un pubblico sempre più ampio, con proposte che vanno oltre la semplice degustazione di vino.

Un settore in evoluzione tra tradizione e innovazione

L’enoturismo italiano è in piena evoluzione. Se da un lato si registra una crescita della qualità dell’offerta e dell’interesse dei visitatori, dall’altro emergono sfide legate ai costi di gestione, alla formazione del personale e alla digitalizzazione.

Il Movimento Turismo del Vino e il CESEO stanno lavorando per fornire alle cantine strumenti e competenze per affrontare queste sfide, tracciando le linee guida per un turismo del vino più sostenibile, digitale e orientato all’esperienza. L’Italia ha tutte le carte in regola per consolidare la propria leadership globale nel settore enoturistico. La chiave sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, valorizzando il territorio e rispondendo alle esigenze di un turismo sempre più esigente e diversificato.

Indagine su come è cambiato il valore dei vigneti nel mondo nel 2024

Tra diversi indicatori disponibili sul mercato immobiliare, guardiamo alla puntualità del Knight Frank Luxury Investment Index, che rilascia in questi giorni una serie di dati destinati allo studio delle aziende vitivinicole.

L’indice attesta, per il 2024, una diminuzione del valore medio dei terreni dedicati alla coltivazione della Vitis Vinifera: abbiamo un -3,3% nel 2024 rispetto al 2023.

Una variabile dipendente di tale deprezzamento, ancorché minimo, può individuarsi nella decrescita del valore delle vendite nel mondo ( -9,1% nel 2024), con i distillati che seguono a ruota al -9,9%.

Ecco i valori medi di alcuni tra i maggiori areali, in relazione alle loro variazioni di prezzo per ettaro

1. Barolo: 2,08 MLN$/ha, +5%

2. Margaux, Bordeaux: 1,25 MLN$/ha, -4%

3. Ruthefort, Napa Valley: 1,2 MLN$/ha, 0%

4. Côte de Nuits, Borgogna: 1,09 MLN$/ha, 0%

5. Champagne: 1,04 MLN$/ha, +2%

6. Brunello di Montalcino: 0,91 MLN$/ha, +3,3%

7. Bolgheri: 0,81 MLN$/ha, +3%

8. Chianti Classico: 0,18 MLN$/ha, +2,2%

9. Essex, UK: 0,12 MLN$/ha, +20%

10. Marlborough, NZ: 0,11 MLN$/ha, -33%

Altre zone ad alta reputazione vedono decrementi, come Barossa Valley, in Australia, a -10%, intorno a 60.000 dollari ad ettaro, o la Côte de Provence a 100.000 dollari ad ettaro; mentre crescono del +5% i valori dei vigneti della Loira, a 90.000 dollari, e i vigneti dell’Oregon mediamente si attestano a 58.000 dollari.

Perdono, invece, il -10% i terreni della Côtes du Rhone, scesi a 30.000 dollari. Stabili sui 110.000 dollari i vigneti del Kent e del Sussex, nel Regno Unito. 

La prima considerazione da fare è che la curva della crescita del valore dei terreni dedicati a vigna, ha visto aumenti probabilmente sproporzionati lungo l’intero arco temporale dal 2010 al periodo della pandemia.

Proprio il fallout dei mercati in piena pandemia, seguito dal blocco dei porti della Cina e dalla scarsità di container prima e alla relativa chiusura de mercato cinese poi, hanno impattato sul costo dei terreni il cui valore, in particolare quelli francesi e australiani.

Guardando anche al continente americano, si attestano notevoli perdite di valore delle vigne californiane in conseguenza degli ormai ciclici incendi selvaggi, che falcidiano le viti non con le fiamme, fumo e ceneri disperse. Mentre si associa una relativa svalutazione dei terreni, appena mitigata dalla crescita costante dei valori delle vigne, in Sud America, specie in Cile e Argentina.

Un outlook possibile è tuttavia non collegato alla ripresa di un mercato del vino già afflitto da minori, seppur sensibili, tendenze “Low & No Alcohol”: nonostante l’ombra dei giganti mondiali delle bevande si stenda ormai anche sul mondo della vite e del vino, si registra da anni un costante incremento del valore medio delle bottiglie dei vini d’eccellenza. Il canale Ho.Re.Ca. influenza, insomma, più del canale G.D.O. (o “Retail”) il valore dei terreni vitati e l’indice KFLI delinea questa strada.

Per i produttori italiani di vino, insomma, la via del perfezionamento sarà intuibilmente foriera di un apprezzamento anche del loro valore capitale.

Assegnato a “Montagne e Valli Trentine” il Premio Vinarius 2025 al Territorio

Come nasce una vera cultura del vino? È frutto certamente di sinergie.

Una comunicazione efficace da persone competenti e la partecipazione a corsi dedicati segnano un ottimo punto di partenza, così come la curiosità, che è sempre il motore della scoperta. Ma c’è un elemento fondamentale che spesso viene sottovalutato: il passaggio di emozioni e conoscenze tra chi il vino lo produce e chi lo degusta.

Ed è qui che entrano in gioco le enoteche, luoghi magici in cui le bottiglie non diventano solo referenze da vendere, ma storie da raccontare, esperienze da vivere e passioni da condividere, per offrire al pubblico la possibilità di conoscere e sapere: un “hub” tra cantine e territorio.

Maurizio Zanella disse che <<il vino si divide in due famiglie, il vino commodity ed il vino “nobile”, il cui commercio non può essere demandato a formule come l’on-line o la GDO perché ha bisogno di un accompagnamento che lo spieghi, lo racconti: vini che hanno bisogno di lavorare sul posizionamento di valore e le enoteche sono le uniche in grado di dare questo grazie al fattore umano e allo speciale legame con il cliente>>.

Vinarius è l’Associazione delle Enoteche Italiane, fondata nel 1981 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la cultura del vino attraverso una rete di associati distribuita capillarmente in tutta la Penisola, atta a svolgere un ruolo chiave nella diffusione della conoscenza e nella promozione delle eccellenze vitivinicole italiane.

Un punto di riferimento per gli operatori del settore e per i consumatori alla ricerca del buon bere, di vini di qualità selezionati da professionisti.

Nel 2004 è stato instituito il Premio al Territorio che, con cadenza biennale, si pone l’obiettivo di valorizzare le aree italiane con una forte vocazione vitivinicola, un ricco patrimonio agroalimentare e un’attenzione particolare alla sostenibilità, alla valorizzazione delle tradizioni e all’accoglienza enoturistica.

Presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, si è svolta la cerimonia di premiazione. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a “Montagne e Valli Trentine”, esempio virtuoso di integrazione tra produzione vitivinicola di qualità, rispetto per l’ambiente e valorizzazione delle tradizioni locali.

Alla cerimonia erano presenti il Senatore Pietro Patton, il Presidente di Vinarius Andrea Terraneo, l’ideatrice del Premio Vinarius al Territorio Gigliola Bozzi e il Senatore Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare).

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sulla WebTv del Senato e sul canale YouTube del Senato, permettendo a un vasto pubblico di seguire l’evento.

Il senatore Luca De Carlo ha sottolineato l’importanza del settore vitivinicolo per l’economia italiana, un settore che da difendere, e ha elogiato l’impegno di Vinarius nel promuovere la cultura del vino e nel sostenere i territori che investono nella qualità e nella sostenibilità.

Il senatore Pietro Patton ha concluso l’incontro mettendo in evidenza come sia stata premiata non solo un’eccellenza enologica, ma anche una visione virtuosa di sviluppo che mette al centro il territorio e le sue comunità.

Questo riconoscimento è un tributo al lavoro di tanti produttori che, con passione e competenza, rendono il Trentino un simbolo di valore e innovazione nel panorama vitivinicolo italiano.

FIVI: NUOVA PRESIDENZA E NUOVE SFIDE PER I VIGNAIOLI INDIPENDENTI

L’Assemblea di Imola ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo: Rita Babini alla guida della Federazione dei Vignaioli Indipendenti – FIVI. Un’energia vibrante ha animato l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, teatro di un evento fondamentale per il futuro del vino artigianale italiano.

L’Assemblea degli associati FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) ha visto la partecipazione di oltre 800 Vignaioli e Vignaiole da tutta Italia, riuniti per approvare il bilancio e, soprattutto, per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo per il triennio 2025-2028.

Alla fine delle votazioni, tra volti noti e nuovi ingressi, Rita Babini è stata nominata nuova Presidente della Federazione, raccogliendo il testimone da Lorenzo Cesconi, che dopo anni di impegno ha deciso di concentrarsi sulla sua azienda e sulla famiglia.

Rita Babini, classe 1971, non è un nome nuovo nel panorama FIVI: già segretaria nazionale negli ultimi due mandati, è una figura di riferimento per il mondo dei Vignaioli Indipendenti. Romagnola doc, guida con il marito la sua azienda agricola a Oriolo dei Fichi, sulle colline di Faenza.

Nel suo discorso d’insediamento, Babini ha subito delineato le sfide e gli obiettivi che attendono FIVI nei prossimi anni:

“L’ambizione dei nostri obiettivi è alta: vogliamo ottenere il riconoscimento giuridico del vignaiolo, garantire una maggiore rappresentatività nei consorzi di tutela e lavorare per una semplificazione normativa ed amministrativa che renda più agevole il nostro lavoro. Le sfide a livello europeo saranno ancora più complesse, ma con impegno e passione sapremo affrontarle.”

Le parole della nuova Presidente hanno subito trovato riscontro nell’entusiasmo dei Vignaioli presenti, consapevoli che la strada da percorrere è impegnativa, ma che la Federazione ha le competenze e la determinazione per affrontarla.

Il nuovo Consiglio Direttivo FIVI si presenta con una perfetta combinazione tra continuità e rinnovamento: 7 consiglieri uscenti confermati e 8 nuovi ingressi, a dimostrazione della capacità dell’associazione di valorizzare l’esperienza senza rinunciare a nuove visioni.

Ecco i 15 Vignaioli e Vignaiole eletti:

• Rita Babini (Romagna) – Presidente

• Clementina Balter (Trentino)

• Ludovico Maria Botti (Lazio)

• Fabio de Beaumont (Campania)

• Camillo Favaro (Piemonte)

• Francesco Mazzone (Puglia)

• Pietro Monti (Piemonte)

• Ninive Pavese (Valle d’Aosta)

• Désirée Pascon Bellese (Veneto)

• Andrea Pieropan (Veneto)

• Stefano Pizzamiglio (Emilia Romagna)

• Carmela Pupillo (Sicilia)

• Valeria Radici (Lombardia)

• Alessandro Starrabba (Marche)

• Stefan Vaja (Alto Adige/Südtirol)

Un gruppo eterogeneo, rappresentativo delle diverse anime del mondo FIVI, capace di affrontare le esigenze di vignaioli che lavorano in territori e condizioni molto differenti tra loro.

L’Assemblea FIVI 2025 ha dimostrato che il movimento dei Vignaioli Indipendenti è più forte che mai. Con una nuova leadership determinata, un Consiglio Direttivo equilibrato tra esperienza e rinnovamento e una comunità sempre più coesa, il futuro dell’associazione si prospetta entusiasmante.

Anteprime di Toscana: i migliori assaggi del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”

“Tanto tuonò che piovve!” Sono finalmente giunte le Pievi alla valutazione per la stampa. Ne abbiamo parlato in diversi articoli tra cui Vino Nobile di Montepulciano: un viaggio attraverso le 12 Pievi durante Vinitaly 2024.

Scriviamolo subito a scanso di equivoci: promosse a pieni voti, senza riserve. Per la lode bisognerà attendere ancora del tempo, essendo numerosi i campioni di vasca ed en primeur (14 sul totale di 27) presenti durante l’assaggio.

Resta comunque l’idea riuscita di elevare la qualità complessiva del Sangiovese di Montepulciano, articolato in una valida differenziazione tra Pieve e Pieve (mancava solo Badia all’appello).

Ciò che conterà davvero, al di là dei buoni inizi, è il traino che potrà fungere verso le altre versioni presenti nel Disciplinare. Ancora aperti i dubbi sulle numerose proposte per il mercato: dall’agile Rosso di Montepulciano fino al Vino Nobile di Montepulciano Pieve, passando per Nobile d’annata, Riserva e Selezioni varie.

Da sinistra Dario Nardella europarlamentare e Andrea Rossi presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Così parimenti la gestione delle uve scelte, che potrà avvantaggiare o meno i produttori nel conto finale. È di certo un momento di grande opportunità e come tale va vissuto, con ottimismo e con un pizzico di beneficio d’inventario.

L’impegno continuo del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano e degli attori in gioco, rappresentati dai piccoli e grandi vitivinicoltori del territorio, non mancherà di riservare delle sorprese in futuro.

I migliori assaggi sono stati valutati alla cieca, in ordine di preferenza, in un panel di degustazione composto dal sottoscritto, da Adriano Guerri redattore di 20Italie e da Maurizio Valeriani direttore della testata giornalistica Vinodabere.

Migliori Assaggi Vino Nobile Montepulciano Pievi

Pieve Valardegna – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Il Molinaccio

Pieve Sant’Ilario – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Vecchia Cantina di Montepulciano

Pieve Cerliana – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – La Ciarliana

Pieve Cervognano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Guidotti

Pieve Caggiole – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2022 – Poliziano

Pieve Cervognano – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Le Bèrne

Pieve Gracciano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Tenuta Gracciano della Seta

Pieve Le Grazie – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Talosa

Pieve Ascianello – Vino Nobile di Montepulciano (campione di botte/vasca) 2023 – De’ Ricci

Pieve Sant’Ilario – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Poggio alla Sala

Pieve Valiano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Tenuta Trerose