“Incontri di pizze” da Basilico Italia a Sorrento

One World All Pizzas, abbreviato OWAP, riflette in maniera esemplare lo spirito della serata di degustazione pizze che ha visto collaborare a quattro mani Mauro Espedito e Luigi Mastellone, nel cuore di una Sorrento ancora pullulante, a ottobre, di turismo internazionale.

Mauro Espedito

OWAP è il nome della pizzeria di Espedito, intraprendente pizzaiolo formatosi tra Europa, Stati Uniti e Australia per poi tornare a Napoli e stabilire il primo dei suoi locali in via Foria, dove propone un menù di pizze rivisitate da contaminazioni internazionali. A ospitare Espedito, Luigi Mastellone, giovanissimo pizzaiolo di Basilico, realtà ristorativa nata otto anni fa e situata nel foyer dello storico teatro Armida: una suggestiva sinergia che permette, oltre alla classica proposta ristorativa, la Blue Theatre Experience, emozionanti e coinvolgenti cene spettacolo in una delle sale.

Luigi Mastellone

Mastellone inizia quasi per caso a lavorare come pizzaiolo dopo la nascita del locale, ma la passione è subito immediata. Entusiasta del confronto col collega napoletano, propone una pizza che definisce classica rivisitata, strettamente legata agli ingredienti territoriali.

Due giovani maestri pizzaioli, due modi differenti di concepire la pizza, a cominciare dall’impasto.

“Uso un blend di due farine, tipo 1 e tipo 0, con un’idratazione adeguata a rendere la pizza croccante al morso e il cornicione più asciutto” – spiega Espedito – La cottura inoltre avviene a una temperatura più bassa rispetto alla classica napoletana, a 300°, per asciugare meglio la pizza e renderla più digeribile e croccante.”

Impasto indiretto per Luigi Mastellone, che predilige una tipo 0, e ne usa di due differenti mulini, una per il prefermento e una per la chiusura.

Ed è proprio il patron del forno di Basilico ad aprire la nostra degustazione, con la sua Sorrento, un omaggio ad alcune delle tipicità del territorio. Bianca con fiordilatte, all’uscita prevede aggiunta di pomodorini secchi, zest di limone, noci, basilico e olio a crudo. Al morso si presenta equilibrata nell’impasto e nel mix di ingredienti.

La classica Margherita Napoletana è la prima delle pizze di Mauro Espedito, per permettere il confronto con la sua Margherita OWAP, servita immediatamente dopo.

Margherita OWAP infatti sostituisce il pomodoro con un ketchup di San Marzano e completa con una crema di Parmigiano Reggiano trentasei mesi.

La contrapposizione tra la tendenza acidula del ketchup e la tendenza dolce di fiordilatte e crema di Parmigiano è il vero protagonista di questa pizza, che sveste i panni della tradizione per diventare a tutti gli effetti una Margherita internazionale.

Ultima pizza in degustazione la Tropea di Luigi Mastellone, di nuovo una pizza bianca che unisce alla croccantezza del guanciale aggiunto a metà cottura, la cremosità della cipolla di Tropea, in questo caso, ci spiega Luigi, cotta a bassa temperatura per circa un’ora in modo da renderla più digeribile.

Luigi ci stupisce anche con i fritti, che siano salati o dolci.

Così nell’intermezzo tra le quattro pizze gustiamo le montanarine, veri e propri finger food in quattro diverse varianti (classica, al pesto di pistacchio, alla Nerano, con la genovese), mentre concludiamo in dolcezza la degustazione con golose frittelle zucchero e nutella.

Basilico Italia

Corso Italia 219

80067 Sorrento (NA)

OWAP

Via Foria 150

80037 Napoli

Coppola Patate, le patate “Residuo Zero” tracciate e certificate in blockchain

Le patate “Residuo Zero” di Coppola Patate sono le prime della Campania con filiera certificata grazie alla tecnologia blockchain di Authentico, a garanzia di qualità, trasparenza e sicurezza alimentare.

In Italia sono sei le varietà di patate certificate dall’Unione Europea (DOP e IGP), e il comparto rappresenta un pilastro dell’agricoltura nazionale, con una produzione annua di circa 13 milioni di quintali su 47.529 ettari coltivati. La Campania, con 2,5 milioni di quintali, guida la classifica regionale, seguita da Sicilia, Abruzzo, Calabria ed Emilia-Romagna.

Il fiore all’occhiello dell’azienda è proprio la linea “Residuo Zero”, frutto di anni di ricerca sul campo condotta insieme alla società di consulenza agronomica Agros. Queste patate si distinguono per l’assenza di residui di pesticidi, per la bassa impronta idrica, grazie a pratiche agricole rigorose e sostenibili, e sono confezionate in retine ecologiche che completano un modello virtuoso di filiera integrata.

Pietro Coppola, imprenditore di terza generazione alla guida dell’azienda, interpreta la qualità come un valore che supera le normative di sicurezza. La famiglia Coppola custodisce la biodiversità dei suoli ancor prima del raccolto. Il progetto “Residuo Zero” coinvolge attivamente i produttori locali, in un percorso condiviso di innovazione e rispetto per la terra.

Attraverso la blockchain di Authentico, i consumatori possono scansionare un QR Code presente sulla confezione per accedere in tempo reale a tutte le informazioni sulla provenienza del prodotto e ai risultati delle analisi che ne certificano la salubrità.

In un contesto in cui i costi di produzione aumentano e i prezzi al consumo crescono, i consumatori sentono sempre più l’esigenza di affidabilità e trasparenza. Le patate, che sono il contorno preferito di 4 italiani su 10, devono rispondere a standard elevati in termini di qualità e sicurezza.

“Vogliamo garantire ai consumatori dei prodotti salubri e sicuri. Mentre assistiamo alla nascita di sfide sempre più complesse per il settore agricolo, desideriamo differenziarci con un prodotto che mette al primo posto il consumatore e la tutela della sua salute, a partire da ciò che mangia” – affonda Pietro Coppola – “con la certificazione Blockchain di Authentico vogliamo parlare ai nostri consumatori della qualità delle nostre patate “Residuo Zero”, raccontando la nostra filiera corta e sostenibile e comunicando in modo trasparente il valore del nostro impegno nella costruzione di un futuro sostenibile.”

“L’Italia presenta una significativa dipendenza dalle importazioni di patate, poiché la produzione nazionale non è sufficiente a soddisfare la domanda interna; infatti, importiamo annualmente dai 5 ai 7 milioni di quintali di patate, provenienti principalmente da Francia e Germania, ma non solo” – aggiunge Giuseppe Coletti, CEO di Authentico – “Il consumatore deve essere rassicurato sull’origine di quello che acquista per avere la garanzia di mettere a tavola un prodotto buono e salubre per i propri figli”.

Coppola Patate è un’azienda incastonata nel cuore del beneventano. Leader nel settore pataticolo italiano, “Coppola Patate” ha saputo intrecciare la sua storia ad un territorio, che tutela da sempre. Specializzata nella produzione di patate di qualità premium, l’azienda a conduzione familiare ha sviluppato la linea “Residuo Zero”; le patate “Residuo Zero” sono un prodotto pregiato, pensato per il benessere dei consumatori, nel segno di una crescente consapevolezza verso la sostenibilità.

Authentico è una pmi innovativa che offre soluzioni digitali per le aziende agroalimentari, per la tutela e la valorizzazione delle loro eccellenze. Grazie alla tracciabilità di filiera in blockchain le aiuta a creare un nuovo livello di fiducia con i consumatori, posizionare meglio i prodotti verso i competitor e vendere di più. Come testimoniato da Forbes e Ambrosetti, con oltre 40 filiere certificate, Authentico si è posizionata ai vertici del settore foodtech italiano.

A Salerno la Gluten Free Experience: senza glutine, non senza piacere

Gusto e convivialità senza confini: Le Parùle presenta il menu senza confini. Giuseppe Pignalosa sfida i pregiudizi sul gluten free e inventa la vera pizza per tutti.

Il 15 ottobre la Pizzeria Le Parùle di Giuseppe Pignalosa, maestro riconosciuto per la sua filosofia di cucina legata al territorio e alla biodiversità, apre un nuovo capitolo con una serata-evento dedicata al mondo senza glutine che vedrà la partecipazione di Alfonso Del Forno, Giornalista Enogastronomico specializzato in alimentazione senza glutine e birra artigianale.

Giuseppe Pignalosa

Un menu senza compromessi, una sfida di gusto e sperimentazione: pizze appena sfornate, fritti partenopei, dolci e birre rigorosamente gluten free diventano protagonisti di un’esperienza pensata per chi convive con la celiachia e per tutti coloro che vogliono scoprire un nuovo linguaggio del piacere a tavola.

La serata si terrà in un ambiente coperto e riscaldato, pensato per accogliere e favorire la convivialità. Sarà possibile parcheggiare comodamente nei pressi, accedendo dall’ingresso principale di Marina d’Arechi.

Alfonso Del Forno

La pizza che sfida le regole e conquista il palato

Un progetto che nasce dall’esperienza diretta, dall’ascolto e dalla volontà di creare uno spazio autorevole e inclusivo, dove le esigenze dei celiaci incontrano la creatività di uno chef capace di valorizzare ogni ingrediente senza mai rinunciare al gusto.

Dal limite alla possibilità: la rivoluzione gluten free di Giuseppe Pignalosa

Mangiare senza glutine non deve mai significare mangiare senza scelta, senza gioia. Fino a pochi anni fa, proporre piatti e pizze senza glutine era per i ristoratori una sfida complessa: difficile reperire prodotti di qualità, spesso sostituiti da soluzioni standardizzate o surgelate, che mal si adattavano al gusto e alla tradizione mediterranea. Oggi, grazie alla crescente consapevolezza e all’impegno di produttori e chef, il “gluten free” è uscito dal recinto della necessità per trasformarsi in un linguaggio di inclusione, qualità e innovazione.

Il progetto di Giuseppe Pignalosa nasce da qui: dare forma a una cucina senza glutine, dove pizza, fritti e dolci raccontano la stessa storia di convivialità, artigianalità e amore per la materia prima. Un percorso reso possibile grazie all’alleanza con produttori che lavorano materie prime di eccellenza gluten free, costruendo così un modello sostenibile e replicabile.

La serata del 15 ottobre a Marina d’Arechi diventa un manifesto di cucina inclusiva: la dimostrazione che la pizza e i grandi classici partenopei possono essere vissuti da tutti, senza rinunce e con lo stesso piacere.

Dettagli evento:

📅 Data: 15 ottobre 2025

📍 Location: Le Parùle – Porto Marina d’Arechi, Salerno

Orario: dalle 20:00

Home Restaurant Il Professore: il Cilento intimo di Michele Giaquinto. Un viaggio emozionale tra sapori, storie e mare

Tra il respiro salmastro del Tirreno e il profilo sinuoso delle colline cilentane, si cela un luogo dove la cucina non è solo nutrimento, ma narrazione, memoria e incanto. È l’Home Restaurant Il Professore, un piccolo eden sospeso tra cielo e mare, dove ogni pasto diventa un rito intimo e poetico.
Solo tre tavoli, affacciati su una terrazza che abbraccia l’orizzonte, accolgono i commensali in un’esperienza che fonde territorio e anima, gusto e ricordo.

A firmare questa esperienza è Michele Giaquinto, docente presso l’Istituto Alberghiero Ancel Keys di Vallo Scalo e raffinato ambasciatore della Dieta Mediterranea cilentana, che insieme al figlio Carmine, ha deciso di trasformare la propria casa in un luogo d’incontro tra cultura e sapore, dove la materia prima locale dialoga con suggestioni lontane, in un equilibrio che è pura emozione.
Michele non ha mai abbandonato il suo amato Cilento, ma lo ha portato con sé nel mondo: ospite di eventi internazionali, cene culturali e scambi enogastronomici, ha fatto conoscere il valore della sua cucina fatta di semplicità e memoria.

Da ogni esperienza all’estero, Michele ha riportato concetti, tecniche e suggestioni che ha saputo fondere con la sua identità contadina: l’arte della fermentazione appresa in Asia, l’uso armonioso delle spezie scoperto nei paesi del Maghreb, la cura estetica del piatto mutuata dalla tradizione francese. Ne è nata, così, una cucina identitaria e aperta, dove la radice contadina dialoga con il respiro cosmopolita, in un equilibrio che emoziona e racconta, una cucina autentica ma mai immobile, radicata e insieme curiosa.

Ma ciò che rende unica l’esperienza all’Home Restaurant Il Professore è anche la presenza carismatica del suo anfitrione. Durante la cena, Michele non si nasconde dietro ai fornelli: visita i tavoli, dialoga con gli ospiti, racconta aneddoti e memorie del suo Cilento. Con voce pacata e sguardo appassionato, narra la storia di un formaggio stagionato tra i muretti a secco, di una rete gettata al tramonto, di un campo di grano antico che profuma di vento e sale. Ogni racconto diventa parte integrante del pasto: un condimento invisibile che arricchisce il gusto con la forza dell’appartenenza e della condivisione.

L’esperienza culinaria si apre con un benvenuto contadino che evoca la generosità del Cilento: salumi di produzione propria, cacioricotta di pecora, mozzarella nella mortella e alici di menaica addolcite da una melassa di fico bianco artigianale, prodotta artigianalmente da Michele stesso. Segue una trilogia di marinato e crudo, arricchita da vegetali fermentati – una tecnica ispirata alle esperienze orientali del Professore. Le triglie di scoglio, le perchie e il tonno alalunga si fondono con cipolle e zucchine fermentate, in un abbraccio che celebra il mare e la memoria contadina.
Non manca un tributo alla tradizione più umile e autentica: la scarola ripiena, antica regina delle tavole rurali, che racchiude uova, formaggio e pane raffermo, cotta in padella per conservarne il sapore schietto e intenso.

I primi piatti sono un inno alla terra e alla biodiversità dei grani antichi. Le lagane multicereali, condite con ceci di Cicerale, peperone crusco e un filo di colatura di alici di menaica, esaltano la semplicità come atto di raffinatezza.
Chi cerca un’eco marina può deliziarsi con il mezzo pacchero ai pomodorini, tonno fresco, friggitelli e limone, una danza di profumi che richiama il Mediterraneo al suo massimo splendore.

A suggellare il percorso salato, la cornucopia di merluzzo al guazzetto, ripiena di scarola ripassata, simbolo di un legame profondo tra terra e mare.
La proposta enologica è un viaggio parallelo nel territorio: Michele sceglie vini capaci di raccontare la stessa lingua dei suoi piatti. Spiccano le etichette della cantina Albamarina, con l’Eremita – elegante spumante di Fiano – e il Valmezzana, Fiano Cilento DOC, che accarezzano il palato come un’eco del tramonto sul mare.

Il gran finale è un dolce che parla di infanzia e radici: la Zuppa inglese cilentana, velata di cioccolato e punteggiata da confettini colorati. Un dessert che non imita, ma rievoca, come un ricordo felice custodito nella credenza di una casa di campagna. L’Home Restaurant Il Professore non è solo un luogo dove si mangia: è un viaggio nella memoria sensoriale, un dialogo tra passato e presente, tra Cilento e mondo.

Ogni piatto è una pagina di vita di Michele Giaquinto: il mare che lo ha visto crescere, la terra che lo nutre, i viaggi che lo hanno formato. Tra un piatto e un aneddoto, Michele Giaquinto accompagna i suoi ospiti in un viaggio dentro la memoria e il sapore, dove la Dieta Mediterranea torna ad essere ciò che è sempre stata: una filosofia di vita, una poesia del quotidiano, un atto d’amore verso la terra.

Qui, sotto la luna che si riflette sul mare, il cibo diventa linguaggio dell’anima, e il tempo, finalmente, torna a scorrere lento, come una poesia da gustare con rispetto e meraviglia.

La Torta Caprese si fa Panettone con Grotta Azzurra Gourmet

Ecco il nuovo lievitato natalizio di Grotta Azzurra Gourmet

All’interno cubetti del dolce tipico dell’isola azzurra regalano un gusto intenso e goloso

La tradizionale Torta Caprese, a base di mandorle e cioccolato, ispira il nuovo grande lievitato dei Maestri Pasticceri di Grotta Azzurra Gourmet.Nasce così il Panettone gusto Torta Caprese, una creazione unica che unisce al re della tavola natalizia un’icona della pasticceria partenopea, portando in tavola un’esperienza di gusto ineguagliabile.

Cubetti di torta caprese disidratata arricchiscono il cuore del panettone, impasto naturalmente lievitato, morbido e burroso, completato da mandorle pralinate e una glassatura croccante al cacao e mandorle. La farina di frumento sostiene il lievitato con leggerezza e struttura, mentre il burro belga e le uova fresche regalano rotondità e una consistenza vellutata che si scioglie al palato.

E poi, protagonisti indiscussi della ricetta sono le mandorle di Bari e il cacao, che sprigionano fragranza mediterranea, note croccanti e intensità aromatica. Lo zucchero bilancia dolcezza e aromi, mentre il lievito madre garantisce una crescita lenta e perfetta, esaltando i profumi autentici della tradizione campana. Aromi naturali completano l’armonia dei sapori, rendendo ogni morso un viaggio sensoriale tra Milano e Capri.

La glassatura al cioccolato fondente belga, con mandorle croccanti, avvolge il panettone in un abbraccio goloso, creando un irresistibile contrasto tra la leggerezza dell’impasto e la forza del cioccolato. Il risultato è un capolavoro artigianale, che porta in tavola il calore delle feste e il fascino dell’isola di Capri.

Perfetto da gustare in famiglia o da regalare, il Panettone gusto Torta Caprese di Grotta Azzurra Gourmet è un dono che racconta passione, tradizione e qualità, una rivisitazione che unisce Nord e Sud, Milano e Capri, in un equilibrio sorprendente e indimenticabile.

Milano apre il mese della prevenzione oncologica con il convegno organizzato da Varvello 1888, la farina che fa bene

Si è svolto a Milano, presso il Talent Garden di via Arcivescovo Calabiana, il convegno “Nutrizione e Prevenzione. Quanto pesa la farina?”, promosso da Varvello 1888.

L’evento ha segnato l’avvio ufficiale del mese dedicato alla prevenzione oncologica, mettendo in luce il ruolo centrale dell’alimentazione e, in particolare, delle farine a basso indice glicemico nel mantenimento della salute.

Nel corso del convegno, specialisti in ambito medico e scientifico hanno presentato studi, esperienze e considerazioni su come una scelta informata delle farine possa contribuire in modo significativo alla riduzione del rischio di tumori e malattie metaboliche. È stato sottolineato che le farine con basso indice glicemico possono abbattere l’impatto glicemico fino al 50% rispetto alle farine raffinate, rappresentando una valida opzione per seguire uno stile di vita orientato al benessere.

A condurre il dibattito è stata la giornalista Emanuela Sorrentino, che ha guidato un confronto ricco e stimolante tra esperti di primo piano nel campo della salute e della nutrizione. Tra i relatori, Federico Bertuzzi, diabetologo dell’Ospedale Niguarda e Presidente della sezione lombarda della Società Italiana di Diabetologia (SID); Laura Boldrini, oncologa presso lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Patrizia Gnagnarella, dietista, ricercatrice presso lo IEO e Presidente regionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU); e Clelia Iacoviello, farmacista e consulente specializzata in nutraceutica, che ha illustrato i benefici della Farina e i progetti educativi legati alla corretta alimentazione.

Farina Intera Varvello, racconta Clelia Iacoviello, è una farina bianca di nuova concezione, apprezzata per il suo gusto gradevole e per le eccezionali qualità nutrizionali. Grazie alla presenza di fibra solubile contribuisce a ridurre la risposta glicemica fino al 50% rispetto alle farine tradizionalmente raffinate. Attraverso un processo brevettato, è possibile estrarre e reinserire la componente solubile della fibra, nota come arabinoxilani. Questa innovativa tecnologia conferisce al prodotto proprietà distintive: è facilmente assimilabile, aiuta a prolungare il senso di sazietà e svolge un’azione prebiotica che favorisce l’equilibrio del microbiota intestinale.

Nata da una passione tramandata in famiglia, questa farina è stata creata con l’intento di riportare sulla tavola pane e pasta genuini e salutari.

Per far conoscere i benefici di Farina Intera Varvello 1888, sono stati organizzati laboratori nelle scuole, dove i bambini hanno potuto assaggiare prodotti preparati con questa farina innovativa, apprezzandone gusto, leggerezza e digeribilità. L’iniziativa ha avuto anche un forte impatto educativo: attraverso semplici esperimenti, come il confronto tra il contenuto di zucchero nelle bevande, i bambini hanno sviluppato maggiore consapevolezza alimentare.

Il progetto ha coinvolto anche chef italiani, impegnati a reinterpretare ricette tradizionali in chiave salutare. L’obiettivo è promuovere un’alimentazione più equilibrata, partendo dai più giovani, dimostrando che mangiare sano può essere anche piacevole e soddisfacente.

Il diabetologo Federico Bertuzzi sottolinea come il diabete sia una malattia in crescita costante, con oltre 500.000 casi in Lombardia e circa 4 milioni in tutta Italia: è fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni, il diabete può essere prevenuto con stili di vita sani, ma serve maggiore consapevolezza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di una vera e propria pandemia: negli ultimi 20 anni i casi sono aumentati del 60% a livello globale. In Italia, si stima che oltre un milione di persone siano diabetiche senza saperlo, rendendo cruciale la diagnosi precoce.

Tra i principali fattori di rischio ci sono obesità e sovrappeso, condizioni che colpiscono già i più piccoli. I dati dell’ISS mostrano che il 28,8% dei bambini italiani tra 8 e 9 anni è in eccesso di peso, con punte più alte nel Sud Italia. Il consumo di cibi ultra-processati e bevande zuccherate, anche solo una lattina al giorno, può aumentare del 25% il rischio di sviluppare la malattia.

I costi per il sistema sanitario italiano superano i 29 miliardi di euro l’anno.

La prevenzione passa da una dieta equilibrata, attività fisica regolare (almeno 150 minuti a settimana) e educazione alimentare. Camminare 10.000 passi al giorno, ad esempio, riduce significativamente il rischio di malattie croniche.

L’intervento della dottoressa Laura Boldrini, riguarda le patologie oncologiche che oggi rappresentano una delle principali emergenze sanitarie mondiali, con forti ripercussioni economiche e sociali. Secondo i dati del Global Cancer Observatory del 2022, sono stati diagnosticati circa 20 milioni di nuovi casi e registrati 9,7 milioni di decessi legati al cancro.

Tra i fattori di rischio non modificabili ci sono: Predisposizione genetica; Età; Genere; Storia clinica personale. Questi elementi rendono la prevenzione e la diagnosi precoce strumenti fondamentali nella lotta contro il cancro.

Oltre ai fattori genetici e biologici, esistono comportamenti e abitudini modificabili che incidono sul rischio di sviluppare tumori. Intervenire su questi aspetti è possibile, attraverso campagne di sensibilizzazione e politiche educative. Tra i principali fattori di rischio evitabili troviamo: fumo; alcol, alimentazione scorretta e stili di vita sedentari.

Anche la qualità della cottura degli alimenti gioca un ruolo importante: griglia e frittura possono generare sostanze cancerogene. Meglio preferire cotture più delicate, come vapore o umido.

Secondo l’OMS, tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo rientra anche la carne lavorata e processata. Il rischio dipende da quantità, frequenza e modalità di consumo.

La prevenzione secondaria riguarda chi ha già affrontato un tumore e punta a ridurre il rischio di recidive. Studi recenti mostrano che peso corporeo e stile di vita influenzano l’efficacia delle terapie post-operatorie.

L’aggiornamento 2025 della piramide alimentare mediterranea rafforza il ruolo centrale degli alimenti vegetali. Alla base troviamo olio d’oliva, frutta, verdura, cereali integrali e legumi, veri pilastri di un’alimentazione sana.

Tra le novità: Latte e yogurt freschi consigliati quotidianamente; formaggi freschi e stagionati distinti per frequenza di consumo; carne rossa e lavorata spostata al vertice della piramide, da consumare solo occasionalmente; alcol escluso, per l’assenza di benefici riconosciuti.

Il messaggio chiave è chiaro: privilegiare ingredienti di origine vegetale, combinare cereali e legumi, e scegliere metodi di cottura salutari per mantenere una dieta equilibrata e preventiva.

Patrizia Gnagnarella, dietista, riprende il discorso sul diabete, una patologia in costante che, oltre a compromettere la qualità della vita, è tra le principali cause di malattie cardiovascolari, poiché l’iperglicemia danneggia i vasi sanguigni.

I fattori di rischio sono sia non modificabili (genetica, età, sesso) sia comportamentali, come sedentarietà, dieta sbilanciata, fumo e alcol. Negli ultimi decenni, lo stile di vita è cambiato: ci muoviamo meno e mangiamo peggio, con forti differenze regionali. Al Sud si registrano più casi di sovrappeso, mentre al Nord si consuma più alcol.

Un concetto chiave è l’indice glicemico (IG), che misura l’impatto dei carboidrati sulla glicemia. Alimenti come legumi e cereali integrali hanno un IG basso, mentre pane bianco e patate lo hanno alto. Anche il carico glicemico (CG), che considera le quantità consumate, è utile per valutare l’effetto reale sulla salute.

Studi internazionali dimostrano che una dieta ad alto IG aumenta il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Per questo è importante preferire alimenti vegetali, ricchi di fibre e antiossidanti, e limitare quelli ultra processati, come carni lavorate, dolci e bevande zuccherate.

Filippo Varvello, CEO di Varvello 1888, racconta il percorso imprenditoriale dietro Farina Intera, un prodotto nato per unire gusto e benessere. In occasione del mese della prevenzione, l’azienda devolve 5 centesimi per ogni kg venduto alla Fondazione Umberto Veronesi, sostenendo la ricerca oncologica.

Farina Intera è frutto, come abbiamo già visto, di un processo naturale, basato su enzimi vegetali, che conserva la fibra solubile del grano, riducendo l’indice glicemico e migliorando la digeribilità. Il prodotto è pensato per essere versatile e sano, adatto a tutti, anche in presenza di terapie farmacologiche.

La sfida principale è comunicare il valore di un prodotto che, pur simile nell’aspetto a una farina comune, ha caratteristiche nutrizionali superiori. Per questo l’azienda ha scelto di collaborare con artigiani del settore e di investire in formazione e vendita diretta, creando una rete di agenti preparati.

Prepariamoci a gustare un pane più leggero, una pizza più gustosa, e una pasticceria più soffice. Il convegno si è confermato come un importante momento di confronto tra scienza, nutrizione e industria alimentare, sottolineando l’importanza di una crescente consapevolezza sul valore del cibo come strumento di prevenzione e benessere.

Casertavecchia “Un Borgo Di Libri”, il 12 ottobre un “Aperitivo di Gusto” con quattro Pastry Chef

Domenica 12 Ottobre, nell’ambito del festival letterario “Un Borgo Di Libri”, quattro Pastry Chef casertani racconteranno l’arte della pasticcera italiana, dallo stile tradizionale allo stile contemporaneo, accompagnati dalle giornaliste Antonella D’Avanzo ed Emanuela Sorrentino. L’appuntamento è alle ore 11, al Boutique Hotel Palazzo dei Vescovi in piazza Duomo, Casertavecchia. Un incontro, inserito nel filone “Aperitivo di Gusto”, in cui si conosceranno gli aspetti più affascinanti e tecnici dell’arte bianca che ha radici storiche profondissime.  

Quattro i pasticceri e quattro le tappe di questo meraviglioso viaggio sensoriale con: Nicola Goglia “Emilio il Pasticcere”, Casal di Principe (La Tradizione); Alessandro Mango “Lombardi Pasticcieri dal 1948”, Maddaloni (I Lievitati); Biagio Martinelli “Pasticceria Biagio Martinelli”, Aversa (Il Dolce e il Salato); Marco Cesare Merola “Pasticceria Contemporanea”, Caserta (La Moderna).

I Pastry Chef:

Nicola Goglia (Maestro APEI),appassionato di cioccolatosi forma nelle migliori cioccolaterie di Bruges e Bruxelles e presso l’Accademia di Pasticceria Aromacademy di Davide Malizia, dove si appassiona all’arte dello zucchero artistico. Vince il “ Impresa” nel 2016 e 2017, conferito da Confesercenti Caserta e dal 2017 ne ricopre il ruolo di presidente della sezione pasticcerie. Nel 2021 viene insignito del prestigioso Premio Internazionale Leone d’Oro di Venezia e, un anno dopo, del premio “Giovanni Nuvoletti” dall’Accademia Italiana della Cucina. Oggi Goglia, è socio, pasticcere, responsabile di produzione e responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo di Emilio il Pasticcere a Casal di Principe.

Alessandro Mango, inizia il suo percorso formativo dapprima nei laboratori di Lombardi Pasticcieri e successivamente alla Scuola Dolce&Salato di Maddaloni, affiancando tutti i migliori maestri di fama internazionale. Nel 2022 vince il programma di Real Time “Cake Star”. È consulente di lievitati ed è formatore in diverse scuole professionali. Oggi, è alla pasticceria Lombardi, dove oltre ad occuparsi del dolce, dal 2023 è alla guida del progetto la pizza in pasticceria che di recente ha ricevuto i “Tre Spicchi di Gambero Rosso”. 

Biagio Martinelli, è figlio d’artee nonostante la sua giovane può vantare una notevole esperienza nel settore, grazie alla passione per quest’arte, allo studio, ai corsi di perfezionamento e alla sperimentazione continua. Nel 2017 apre la Pasticceria Biagio Martinelli, desiderio e sogno di un giovane intraprendente e visionario. Un laboratorio dove ogni giorno si crea, si sperimenta e si produce un modo nuovo di fare pasticceria spaziando dal dolce al salato con forte riferimento territoriale.

Marco Cesare Merola (Maestro APEI), una laurea in lingue straniere ed lungo percorso lavorativo negli USA. Nel 2010 fonda “I Cook You food academy”, una scuola di cucina e pasticceria a Caserta, che diventa un punto di riferimento per aspiranti chef e pasticceri. Nel 2016, Marco lancia “Hackert”, un concept innovativo che unisce cucina e pasticceria di alta qualità. Nel 2017, decide di lasciare Hackert per concentrarsi su nuovi progetti, tra cui “Contemporanea”, un concept café-kitchen-pasticceria a Caserta, sempre in sinergia con la scuola “I Cook You food academy”.

Le giornaliste:

Antonella D’Avanzo, giornalista specializzata in analisi e comunicazione in enogastronomia. Collabora con riviste di settore, con la testata online Luciano Pignataro Wine Blog e svolge lavoro come free lance per  le pagine del Gusto e il supplemento “Sapori Campania” de Il Mattino. È co-autrice del volume “Le Piazze di Terra di Lavoro tra gli scenari del passato ed i sapori del presente (Edizioni Giannini 2012) e autrice di “Mozzarella di bufala campana Dop – Guida ai grandi artigiani casertani” (Edizioni Giannini 2014).

Emanuela Sorrentino, giornalista professionista svolge lavoro giornalistico come free lance per Il Mattino e per la testata Luciano Pignataro Wine Blog occupandosi di enogastronomia, imprenditoria, eventi, formazione, turismo, arte e cultura. Collabora con le pagine e i supplementi de “Il Mattino”, “Salute & Benessere” e “Sapori Campania”. Ha vinto nel 2024 il premio Landolfo con un articolo dedicato alla salvaguardia dei contadini e della terra.

Domenica 12 Ottobre 2025 Ore 11.00

Boutique Hotel, Palazzo dei Vescovi, Casertavecchia (Caserta)

Cake Art piccola pasticceria artistica a Sorrento: 25 metri quadri di bontà

Benedetta d’Antuono di Cake Art piccola pasticceria artistica a Sorrento ha creato in pochi metri uno spazio d’arte dove lasciar esprimere le emozioni. Che sia la tela di un quadro, quando trova il tempo per la passione della pittura o la proposta di un dolce della sua bottega artigianale, qui ogni cosa assume quel tocco di arte che appaga l’occhio prima ancora del cuore.

Gli inizi con un corso di pasticceria ai tempi del liceo, la lotta vinta contro un disturbo alimentare giovanile e la scelta di andare a Parigi, dove ha conosciuto Angelo, spalla forte che la sostiene e con cui condividere i segreti della gastronomia, sono solo una minima parte del coraggio dimostrato da Benedetta. In vetrina tante proposte estere, dalle madeleine ai cookie passando per cupcake e petit pâtisserie rivisitate, però, in base ai gusti nostrani. E poi torte e dessert originali e decorati, da gustare comodamente seduti al tavolo o da portare a casa.

Benedetta, quando è iniziato il sogno Cake Art?

«Nel 2023 con le mie forze. Già lavoravo in altre strutture, ma sentivo di non essere valorizzata appieno nelle creazioni. Decisi di fare il grande salto mettendomi in proprio… ed eccomi qua. In seguito ho avuto la fortuna di incontrare l’amica Laura che veniva da un altro settore e che si era candidata per aiutarmi nel mondo della pasticceria».

Cosa possiamo trovare nella tua bottega a Sorrento?

«Tanta qualità, ricerca e territorio, anche nelle realizzazioni classiche francesi o americane. Cerco di mantenere intatte le ricette originali che sorprendono spesso sorprendono il cliente perché poco conosciute. Siamo aperti tutti i giorni dalle 10 alle 20 e la domenica ci divertiamo nelle proposte colazione dalle 8 alle 13 con gli special pain au chocolat e cinnamom rolls».

Sei molto attiva sui social e i follower non mancano

«Lo strumento dei social rappresenta una vetrina diretta, non comunico solo il lavoro, ma anche il mio modo di essere. La realtà virtuale deve però andare di pari passo con quella concreta: organizzo infatti “appuntamenti itineranti” all’interno della Villa Comunale di Sorrento per avvicinare le persone alle basi del mestiere».

Cosa immagini nel tuo futuro?

«Più spazio, magari per aumentare l’offerta negli eventi e nei catering. Penso in particolare ai matrimoni, gettonati in questa splendida location della Penisola Sorrentina. E alle torte su commissione che richiedono grande sforzo ed investimenti per macchinari all’avanguardia o ad ampliare la gamma dei lievitati con i panettoni».

E i ristoranti?

«Ho rifiutato in passato collaborazioni anche prestigiose. Per me è un capitolo ormai chiuso. Credo nell’artigianalità e non nei grandi numeri quotidiani e non vorrei perdere il contatto con la gente. Ho aperto Cake Art per passione non pensando al profitto, ora posso dire di essere davvero felice».

Non mancano i riconoscimenti

«Sì, da poco ho iniziato a partecipare ai concorsi di pasticceria, ottenendo nel 2025 la medaglia d’argento come miglior uovo di Pasqua decorato – dedicato alla celebre Notte stellata di Van Gogh – nel campionato italiano pasticceria gelateria e cioccolateria organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria – FIPG. Mi sono cimentata con buoni risultati anche al recente contest di Mulino Caputo al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo».

E il miglior abbinamento per i tuoi dolci?

«Dipende dalla tipologia, ma un tè sorseggiato nella mia futura sala da tè potrebbe essere l’ideale. Sogni a parte, l’emozione di stare in buona compagnia, la giusta decorazione ed il rispetto delle dosi e dei sapori sono già sufficienti».

La IV Edizione Pizza Awards Italia 2025 consacra le eccellenze della pizza italiana

Bonetta, De Simone, Riemma e Pezzella. I fantastici quattro dell’arte bianca tra i migliori cinquanta

Pizza Awards ritorna alla grande e premia le eccellenze italiane. Grande soddisfazione per alcuni nomi di spicco del panorama pizzaiolo d’élite: dalla Campania alla Lombardia, dal Lazio alla Sardegna, brillano Raffaele Bonetta (33° posto), Paolo De Simone (37°), Angelo Pezzella (45°) ed Emanuele Riemma, che ha conquistato la 42ª posizione aggiudicandosi anche due riconoscimenti speciali,“Miglior Pizzeria in Sardegna” e “Miglior Carta dei Cocktail”. Dunque, dopo sei anni di attesa, Roma e Spazio Novecento hanno accolto la IV edizione dei Pizza Awards Italia, l’evento che celebra le migliori pizzerie e i grandi protagonisti del settore consacrando quattro nomi d’autore supportati da Carbot Communication.

Questa classifica è uno stimolo enorme a continuare a crescere – ha commentato Raf Bonetta – la pizza è identità, territorio e passione: la mia sfida è raccontarlo in ogni fetta. Essere tra i primi cinquanta in Italia è già una vittoria che condivido con la mia squadra. Questa giornata dimostra che la pizza italiana è sempre più protagonista nel mondo”.

Soddisfazione anche per Paolo De Simone, che ha sottolineato: “Sono orgoglioso del percorso fatto: la tradizione cilentana resta la mia bussola. Ogni riconoscimento è il frutto di anni di lavoro e ricerca sulle materie prime. Il bello di questi eventi è ritrovarsi tra colleghi e confrontarsi. Il 37° posto non è un traguardo, ma un punto di partenza per fare ancora meglio”.

Tra i protagonisti dell’edizione il pizza chef campano Emanuele Riemma, 42° in classifica e vincitore di due premi speciali: “Ricevere due premi oltre all’ottimo piazzamento in classifica è stata una sorpresa incredibile. Essere la ‘Miglior Pizzeria in Sardegna’ è un onore che dedico alla mia terra e a quella che mi ospita. La ‘Miglior Carta dei Cocktail’ è un riconoscimento al lavoro di squadra e alla voglia di innovare. Questi risultati mi danno ancora più energia per continuare a sperimentare alzando sempre più l’asticella”.

Infine Angelo Pezzella, al 45° posto, ha dichiarato: “Sono estremamente felice di questo momento che dedico a tutti i miei clienti, veri giudici quotidiani. Il mio obiettivo resta far vivere l’esperienza della pizza napoletana a Roma con autenticità. Questo risultato è un riconoscimento che ripaga i tanti sacrifici profusi in questi anni”.

La IV edizione degli “Oscar della pizza italiana” si è articolata in un ricco programma che ha unito formazione, celebrazione e degustazioni. La giornata si è aperta con la prima Pizza Conference, dal titolo “Non è tutto oro ciò che luccica”, un talk riservato agli addetti ai lavori per affrontare temi cruciali del comparto, dai falsi miti alle nuove tendenze, moderato da Vincenzo Pagano e condotto da Barbara Politi.

Il cuore della manifestazione è stato la cerimonia di consegna dei 43 premi, che ha decretato la Miglior Pizzeria d’Italia, le 20 Migliori Pizzerie Regionali e i professionisti dell’anno, oltre a numerosi premi speciali dedicati a pizze, carte e format innovativi. A decretare i vincitori è stata una giuria di oltre 200 giornalisti gastronomici che hanno votato le 150 migliori pizzerie italiane in nomination selezionate dai 10 componenti della“Pizza Awards Academy”.

Durante la giornata, spazio agli show cooking che hanno dato vita a un vero e proprio spettacolo di gusto: tra i protagonisti, Emanuele Riemma con le sue creazioni che hanno portato il profumo della Sardegna sul palco e Angelo Pezzella, che ha celebrato la sua pizza dall’anima napoletana. La serata si è conclusa con il suggestivo Gala della Pizza.

La IV edizione dei Pizza Awards Italia ha confermato, dunque, la centralità della pizza come simbolo del Made in Italy e ha acceso i riflettori sui talenti e le nuove sfide di un settore in continua evoluzione.

La torta caprese dei maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet eccellenza artigianale dall’isola di Capri

A Capri, in Via Don Giobbe Ruocco, a pochi passi dal porto turistico di Marina Grande, i pastry chef del laboratorio di pasticceria del Grotta Azzurra Gourmet sanno davvero cos’è e come si fa la torta caprese, il tipico dolce dell’isola cantata da Omero.

La torta caprese è un autentico simbolo della pasticceria italiana, amata per la sua semplicità, intensità e storia affascinante. Infatti, secondo la leggenda, la torta caprese nacque per errore sull’isola di Capri, quando un pasticcere dimenticò di aggiungere la farina a un impasto al cioccolato. Da quell’imprevisto, è nata una delle torte più amate: umida, fondente e senza glutine. E proprio partendo dalla ricetta originale di questo dolce iconico che i maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet offrono tutti i giorni ai tanti turisti che affollano l’isola di Capri, una torta che resta fedele alla tradizione: intensa e avvolgente, conquista con il suo equilibrio perfetto tra il gusto pieno del cioccolato fondente belga e la dolcezza naturale delle mandorle di Bari.

Morbida al cuore, con una crosta sottile che si scioglie in bocca, è un omaggio autentico a Capri e all’eccellenza artigianale. La professionalità e l’esperienza dei pastry chef del Grotta Azzurra Gourmet, è nell’accurata scelta e selezione degli ingredienti per preparare una eccellente torta caprese: mandorle tostate finemente macinate, per una friabilità vellutata, cacao amaro di alta qualità, equilibrato da una dose di zucchero calibrata per mantenere la morbidezza senza eccedere. Ed ancora l’impiego di burro e uova di provenienza controllata, che conferiscono compattezza e lucentezza alla crosta interna, l’uso di una tecnica di miscelazione che evita l’aria eccessiva, preservando la struttura densa caratteristica della Caprese.

E dulcis in fundo una cottura attentissima, a temperatura costante, per una superficie setosa e un interno umido che persiste. Un dolce così perfetto non ha bisogno di grandi guarnizioni: la ricetta originale prevede una spolverata di zucchero a velo una volta che la torta si è raffreddata. I maestri pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet consigliano di gustare la torta caprese così com’è ma per chi ama arricchire la presentazione con un tocco di originalità, può servirla con una fresca pallina di goloso gelato, oppure con una spolverata di cacao amaro; ancora, chi preferisce i sapori più dolci, può accompagnare la torta caprese con un ricciolo di gustosa panna montata.

La ricetta utilizzata dai pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet è quella originale che non prevede l’uso della farina di grano e ciò rende la torta caprese priva di glutine, facendone il dolce ideale per tutti, sia per chi può godere appieno di questa delizia sia per chi segue una dieta gluten free, senza dover scendere a compromessi sul gusto. Da Grotta Azzurra Gourmet la torta caprese è molto più di un dolce: è un’esperienza, preparata con amore, ingredienti selezionati e un occhio sempre attento alla tradizione. Dietro ogni fetta si nasconde cura, esperienza e un forte legame con la tradizione isolana e italiana. Il laboratorio di pasticceria del Grotta Azzurra Gourmet offre anche delle versioni moderne della leggendaria torta caprese, sempre conservandone la ricetta originale: si parte con la caprese al limone, più leggera e agrumata, con cioccolato bianco belga che abbraccia le scorze profumate dei limoni di Capri, regalando un sapore aromatico, delicato e persistente; si continua con la caprese al pistacchio, un vero gioiello gourmet.

Elegante e originale, con pistacchi al posto delle mandorle e cioccolato bianco, racchiuso in una pasta vellutata che esalta le note intense e aromatiche di questo prezioso ingrediente siciliano. Se la scelta tra tutte queste torte capresi può risultare difficile, il Grotta Azzurra Gourmet ha pensato di offrire piccoli bocconcini da assaporare per sentirsi subito a Capri: è nato così il tris di capresine, al cioccolato, al limone e al pistacchio, perfette sia da gustare in ogni momento della giornata, sia come idea regalo o come ricordo di viaggio. Ogni torta caprese preparata dai pasticceri del Grotta Azzurra Gourmet viene confezionata con eleganza, anche in versione personalizzata per eventi e cerimonie: dal packaging su misura alle etichette dedicate, il tutto è pensato per realizzare un prodotto unico. Il Grotta Azzurra Gourmet dà la possibilità di ordinare la torta caprese dallo shop on line e riceverla direttamente a casa, garantendone la freschezza e la qualità grazie all’uso di confezioni adatte alla spedizione.

Visita il sito www.grottaazzurragourmet.com e nella sezione shop scegli quale gusto di Capri assaporare.