Giacomo Sensi ed i vini di Podere l’Assunta, nati tra le morbide colline senesi

Capita spesso di scegliere la vita in campagna, anche quando non si abita in una grande metropoli, come accaduto a Lorenzo Sensi, informatico, e Donatella Ciampoli, docente universitaria di Storia medioevale. Da Siena decisero di trasferirsi nella splendida campagna senese, per creare “Podere l’Assunta”, incastonato nel borghetto del Poggiolo con tanto di chiesetta rupestre. E poiché l’appetito vien mangiando, iniziò a prender forma quella che oggi è divenuta una bella storia enoica e naturalistica.

Il punto di svolta fu l’irruzione sulla scena di Giacomo Sensi, figlio di Lorenzo e Donatella, enologo consulente di varie realtà, (laurea nel 2002 in Scienze e tecnologie agrarie nell’Ateneo fiorentino) che decise di avviare la produzione destinata all’imbottigliamento, occupandosi direttamente della coltivazione dei due vigneti aziendali.

Tre ettari vitati suddivisi in due vicini ma distinti costoni, situati a poco meno di 400 metri di altitudine. Morfologia dei suoli ricca di scheletro, a forte matrice calcarea e notevole resilienza allo stress idrico. Le uve Sangiovese, varietà dimorata in ben 5 diversi cloni, sono le protagoniste dei due CRU Ametato e Costa del Pievano.

Il primo, la cui etimologia significa seccatoio, guarda a settentrione e trova origine nella presenza ai bordi della vigna di una antica piattaforma in pietra, molto diffusa nell’appennino toscano per l’asciugatura di noci e castagne, ma anche delle uve destinate alla produzione del Vin Santo. Il secondo, esposto a sud – sud/est a ridosso di boschi di querce e lecci, si riferisce al toponimo dell’area risalente al 1700, registrato presso la Regione Toscana.

La scelta di Giacomo dell’impianto ad alberello per Costa del Piovano non si spiega solo per la sua convinta e meticolosa applicazione di pratiche di agricoltura sostenibile bio-rigenerativa (inerbimento permanente controllato, lotta biologica alle fitopatologie, eliminazione di mezzi agricoli pesanti, fertilizzazioni tri-quadriennali con letame di stalla) e per gli evidenti vantaggi rispetto all’incipiente “global warming”, ma risale, nel tempo, ad una antica tradizione toscana ormai quasi consegnata all’oblio.

In epoca vendemmiale chi dovesse inerpicarsi lungo la strada delle Badesse, che conduce al Poggiolo costeggiando i vigneti de l’Assunta, noterebbe nel bel mezzo di una capezzagna un mastello coperto di tulle, dove Giacomo Sensi ripone ad ammostare per qualche giorno una piccola massa di uve, operando la pigiatura con un piccolo follatore in acciaio in attesa dell’avvio fermentativo.

Il mastello viene poi rapidamente trasportato in cantina dove il suo ribollente contenuto servirà da innesco per l’avvio di fermentazione delle uve fresche, appena diraspate, proseguendo il proprio corso per circa 3 settimane. Infine il lungo affinamento di 24 mesi in tonneau di dieci ettolitri per l’IGT Toscana Sangiovese “Costa del Pievano”, mentre l’IGT Toscana Sangiovese “Ametato” va in barrique di Borgogna sempre per due anni prima di un altrettanto lungo riposo in bottiglia. Riempiamo finalmente il calice, nel tinello del piccolo agriturismo aziendale inaugurato a luglio 2024 ed affidato alle accoglienti cure di Simona Ruggieri, moglie farmacista di Giacomo Sensi.

La degustazione dei vini

Per assaggiare i due “cugini” rossi di Podere l’Assunta, entrambi millesimati 2019, inevitabile è stato notarne il filo rosso, pur sottile, che li unisce già dalla livrea scarlatta, quella più luminescente e vivace di Ametato e quella di fitta e misteriosa tessitura per Ametato. Gioca sulla frutta rossa matura, esplosiva e verticale il Costa del Pievano con il suo corredo di visciole, prugna e mora di rovo; che da Ametato emergono più dirompenti profumi speziati di pepe nero e liquirizia contornati da sbuffi di erbe aromatiche. Freschezza e acidità per entrambi con il Costa del Pievano che spinge oltre ogni ragionevole previsione. Ben rotondi al sorso, senza però mai indulgere a morbidezze zuccherine, mentre la notevole dotazione alcolica dei due (14,5%) è del tutto amalgamata descrivendo il necessario equilibrio.

Nella gara quanti-qualitativa dei tannini, comunque gestiti con sapiente proporzione, per una incollatura la spunta in gradevolezza Ametato evidente concessione del legno piccolo di cui quest’ultimo si giova. Più lungo e il finale di Costa del Pievano. Il vero finale rilievo, forse scontato, sta nella certezza di una lunga, lunghissima carriera che ancora attende quest’annata, magari in attesa di possibili nuovi progetti, nuove “nascite”, forse di vini da uve Canaiolo, altra grande passione del vigneron Giacomo Sensi.

Terre di Toscana 2025 al Lido di Camaiore in Versilia

A Lido di Camaiore si è svolta la 17esima edizione di Terre di Toscana, all’interno degli ampi saloni dell’Hotel Una Esperienze Versilia Lido. Il 23 e 24 marzo 2025 circa 140 vigneron erano presenti alla kermesse enoica con più di 700 etichette in degustazione.

Un evento ben organizzato dalla autorevole rivista enogastronomica on line L’Acquabuona, capace di soddisfare sia espositori che visitatori. Terre di Toscana è rivolta, infatti, ai produttori selezionati da ogni angolo della regione. I vini in degustazione rappresentano eccellenze per qualità, con un focus effettuato per i lettori di 20Italie sull’affascinante territorio di San Gimignano.

San Gimignano è un’incantevole cittadina posta in zona collinare tra Siena e Firenze, rinomata per le sue torri, per lo zafferano e per la Vernaccia. Dal 1990 è iscritta nella lista Unesco World Heritage. Tuttavia, in questo meraviglioso lembo di Toscana vengono prodotti anche interessanti vini rossi. Le maggiori attenzioni vengono però riservate alla Vernaccia di San Gimignano, una gemma enologica italiana nella terra dei vini rossi.

Il primo vino italiano ad ottenere la denominazione di origine controllata nel 1966 fu proprio la Vernaccia di San Gimignano; in conseguenza di ciò vennero poste le basi per la nascita del Consorzio che ha contribuito fortemente a dare nuovo impulso per la produzione di qualità, ottenendo nel 1993 il salto di qualità come Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Da disciplinare si deve rispettare rigorosamente la quota minima di almeno l’85% dell’omonimo vitigno, ma molti produttori lo vinificano ormai in purezza. Un vino bianco italiano dotato di una notevole capacità d’ invecchiamento, motivo plausibile per essere prodotto anche nella tipologia ”Riserva“. Accanto ad esso vi sono le altre tipologie San Gimignano Doc, Chianti Colli Senesi Docg e Toscana Igt. I vitigni a bacca nera prevalentemente allevati sono Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo ed alcune varietà internazionali.

I vini degustati

Vernaccia di San Gimignano Isola Bianca 2024 Terruzzi – giallo paglierino brillante, al naso sprigiona sentori di fiori di camomilla, pesca, susina, cedro e mandorla. Sorso fresco, sapido e pieno.

Vernaccia di San Gimignano L’ Albereta 2022 Il Colombaio di Santa Chiara – bel dorato luminoso, libera sentori di pesca gialla, zafferano, frutta tropicale e mandarino. Vibrante, saporito, armonioso e lunghissimo.

Vernaccia di San Gimignano Riserva 2021 Panizzi – anche qui nuance dorate per un olfatto caleidoscopico con sentori evoluti di banana, melone, ananas, lime, e vaniglia. Al palato è avvolgente e dinamico, rinfrescante e suadente.

Vernaccia di San Gimignano Clamys 2022 Cesani –  Giallo paglierino dai riflessi dorati. Note di fiori di campo, mela golden, pompelmo e pietra focaia. La sua freschezza stimola il sorso e il ricordo permane a lungo.

Vernaccia di San Gimignano Rialto 2022 Cappellasantandrea – sfumature brillanti, rivela note di pera, melone, erbe aromatiche ed agrumi gialli. Bocca vibrante, sapida e decisamente persistente.

Bacicolo  Cabernet Franc Igt Toscana Rosso 2022 Il Colombaio di Santa Chiara – Rubino profondo,  emana note di mora, mirtillo, ribes, pepe nero con cenni balsamici. Morbido all’assaggio, suadente e durevole.

San Gimignano Pinot Nero Ermius 2020 Panizzi – Calice granato trasparente, sviluppa piacevoli note di frutti di bosco maturi,  spezie dolci e nuance d’agrumi. Ingresso setoso, fine, avvolgente e persistente.

Serisè  Rosso Toscana Igt  2021 Cesani – Rubino intenso, arrivano subito sentori di ciliegia e lampone, cui seguono viola mammola e bacche di ginepro. Sorso vellutato, armonico, elegante.

A Pistoia il Ristorante Enoteca Baldo Vino nella splendida cornice di Palazzo Cancellieri

Ristorante Enoteca Baldo Vino, nel centro storico di Pistoia, dallo scorso maggio è all’interno del suggestivo Palazzo Cancellieri, risalente al seicento e appartenuto ad una nobile famiglia toscana.

Molto raffinato ed elegante con tavoli in quattro sale magnificamente affrescate anche con splendidi lampadari. Varcando la soglia si percepiscono dettagli curati alla perfezione, sia nel Bibendum, bistrot e cocktail bar, accogliente e meno formale, sia nell’ala adibita a ristorazione.

In estate, ampi spazi esterni nel giardino dello storico palazzo accanto a piante secolari e alla cucina a vista. A breve, al piano superiore, saranno a disposizione alcune sale private per banchetti con un massimo di cento coperti.

Baldo Vino è stato fondato nel 1998 da Francesco Balloni originariamente in piazza San Lorenzo, diventando subito un punto di riferimento per gli amanti del buon vino e della buona cucina. Qui a Palazzo Cancellieri dispone di una cantina che vanta oltre 3000 etichette e circa 18.000 bottiglie. La giornalista Roberta Perna ci ha raccontato la passione che Francesco ha avuto nella ricerca dei dettagli: dall’arredamento in stile inglese fine ’800 alla mise en place con piatti Wedgwood e cristalli Baccarat.

La cucina è stata affidata al dinamico chef Andrea Ciottoli, diplomato all’ Istituto Professionale di Stato “F. Martini” per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera di Montecatini Terme. Gli ingredienti e i prodotti utilizzati in cucina  vengono accuratamente scelti secondo la stagione e sono di elevata qualità; i piatti rispettano la tradizione toscana, alcuni dei quali rielaborati per garantire un’esperienza gastronomica originale e appassionante.

Si possono assaporare preparazioni culinarie sia di mare che di terra. Il servizio in sala è professionale ad accogliente, capace di far sentire l’ospite a proprio agio. Si può scegliere alla carta o tra i vari menù degustazione e optare per il giusto numero di portate. In abbinamento anche vini al calice consigliati da un esperto sommelier.

Ecco i piatti degustati

Amuse-bouche: Gnocco fritto, farcito con baccalà.
1°Antipasto: Ostriche fine de Claire Francia.
2°Antipasto: Gambero al sale, salsa bouillabaisse, broccoli.
Primo piatto: Linguine , salsa ravigote, canocchie, cime di rapa.
Secondo Piatto: Branzino selvaggio, maruzzelle, cavolo romanesco.
Dessert: Biancomangiare alla robiola, pere acidule, pinoli.

Baldo Vino
Enoteca ristorante
Via curtatone e montanara 51 – Pistoia
0573 21591
Sito di riferimento: https://www.enotecabaldovino.it

Anteprima Cortona Syrah Doc “Sarà Syrah” 2025: i migliori assaggi e le considerazioni finali

Si torna sempre sul luogo del delitto, soprattutto quando ci si trova bene. Parlare di Syrah a Cortona equivale ad entrare in una pasticceria fornitissima, quando in mente si conosce solo il cioccolato. Come arrendersi all’evidenza che la Syrah sia un vitigno dal potenziale multietnico e sovranazionale, dai contorni differenti a seconda dello sguardo di colui che osserva.

Non è semplice descriverne il carattere, così come è impossibile proporre un vino valido per tutti. La versatilità nell’utilizzo, ad esempio, della fermentazione a grappolo intero e di contenitori di maturazione variegati, arricchisce di variabili l’aderenza ai gusti personali. Dovessimo proprio immaginare un adagio per questa varietà antichissima, proveniente dal Rodano e che ben ha attecchito in altri Continenti e Paesi, Italia inclusa, potremmo dire che si adatta ad una moltitudine di mercati e di territori.

Tra Toscana e Umbria si coltiva da decenni sulle colline di Cortona, sovrastanti la Valdichiana. Pioniere fu la cantina Tenimenti d’Alessandro e col tempo lo scettro è passato in mano ad artefici illuminati e rivoluzionari, quali Stefano Amerighi e Fabrizio Dionisio. L’areale meriterebbe un supporto maggiore per tal impegno e sacrificio profusi; forse il vero cruccio del perché i vini di questa zona non hanno potuto sfondare come dovrebbero, visto il loro potenziale.

Manca quel gancio traino, quel nome altisonante che potrebbe determinare con la propria immagine un cambiamento epocale sul territorio. Un centro d’attrazione enoturistica, dove buona tavola e vita lenta sono da sempre protagonisti, ma che abbisogna di un faro comunicativo luminoso. In attesa di sviluppi e di possibili modifiche al Disciplinare di produzione (quanto mai urgenti), per offrire a chiare lettere una visione del futuro unicamente a base Syrah, segnaliamo la nostra soddisfazione attuale per gli assaggi riguardanti i Syrah Cortona Doc al Museo Maec il giorno 8 marzo durante l’evento Chianina & Syrah.

Le 2021 e 2022 generalmente in grande spolvero sono premonitrici della 2024, dai risvolti similari per nerbo ed eleganza, proposta comunque in degustazione con sparuti campioni da botte. Interlocutoria la 2023, ma non per questo da denigrare pur nella difficoltà tecnica e ubiquitaria della vendemmia. Su 39 campioni totali ben 12 sono risultati degni di menzione, una percentuale di tutto rispetto che conferma i progressi consolidati dai big e i corretti insegnamenti per le nuove leve.

Altalenante la valutazione sui migliori Syrah d’Italia, con alcune ottime espressioni, ma in generale sottotono rispetto agli omologhi cortonesi. Bene l’Australia, tra gli ospiti esterni, e la sempiterna Francia, così come, a sorpresa, la Bulgaria sulle proposte del Sud Africa. La degustazione vini è stata svolta rigorosamente alla cieca, ma anche questa non è una vera novità…

Migliori Syrah Cortona Doc in ordine di preferenza

Cortona Doc Syrah 2022 – Stefano Amerighi

IGT Toscana Rosso Arenite 2021 – Baldetti

Cortona Doc Syrah Castagnino 2024 – Fabrizio Dionisio

Cortona Doc Syrah 2021 Apice – Stefano Amerighi

Cortona Doc Syrah Candito 2022 – Eredi Trevisan

Cortona Doc Syrah Crano 2021 – Baldetti

Cortona Doc Syrah Linfa 2023 – Fabrizio Dionisio

Cortona Doc Syrah Polluce 2022 – Chiara Vinciarelli

Cortona Doc Syrah Terrasolla 2022 – Cantina Canaio

Cortona Doc Syrah Rugapiana 2023 – Poggio Sorbello

Cortona Doc Syrah Poggilunghi 2023 – Il Fitto

Cortona Doc Syrah Principe 2020 – Stefania Mezzetti

Migliori Syrah d’Italia in ordine di preferenza

Syrah 2022 – Michele Satta

Lazio Rosso ICP Puddinga 2021 – Il Vecchio Poggio

Toscana IGT Occhio di Civetta 2023 – Il Querciolo

Toscana IGT Mandorli 2021 – Cincinelli Marco

Costa Toscana IGT Hide 2021 – Bulichella

Lumeo 2022 – Toscani

Terre Siciliane IGP Bio Sole dei Padri 2016 – Spadafora

Varramista 2018 – Fattoria Varramista

Mater Matuta 2019 – Casale del Giglio

Valle d’Aosta DOP Syrah 2014 – La Source

Migliori Syrah di Francia in ordine di preferenza

Cornas Chaillot 2021 – Cyril Courvoisier

Les Chailles 2022 – Alain Voge

Saint Joseph 2023 – Domaine De La Sarbèche

Terre Brulée 2022 – Domaine Lionnet

Migliori Syrah d’Australia in ordine di preferenza

Greenock Shiraz 2022 – Kalleske (Barossa Valley)

Command Shiraz 2021 – Elderton (Barossa Valley)

Octavius 2018 – Yalumba (Barossa Valley)

Migliori Syrah di Bulgaria in ordine di preferenza

Tradition Life 2019 – Minkov Brothers

Syrah 2024 – Downtown Winery

Migliori Syrah del Sud Africa in ordine di preferenza

Estate Shiraz 2020 – Hartenberg (Stellenbosch)

Stranveld Shiraz 2021 – Stranveld (Elim)

Valdarno di Sopra Day chiude in bellezza le Anteprime di Toscana: una Doc giovane con radici antiche che pone al centro di ogni scelta il territorio

Terminiamo con Valdarno di Sopra Day il racconto delle Anteprime di Toscana iniziato con gli assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione), di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi) e di Anteprima l’Altra Toscana (L’Altra Toscana).

Oggi, presso l’incantevole struttura de Il Borro a San Giustino Valdarno erano presenti un centinaio di giornalisti provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto l’opportunità di approfondire i progetti e la filosofia di questa denominazione, legata alla promozione della identità di un territorio da sempre acclamato come luogo di eccellenza per la coltivazione della vite e alla dimensione biologica e di sostenibilità.

La mattinata si è aperta con una tavola rotonda coordinata da Daniele Cernilli che ha visto dibattere gli illustri ospiti sul tema “ Il mondo del vino tra norme ed esigenze di cambiamento”. Sicuramente viviamo in un periodo dove l’alcol è considerato un pericolo per la salute e l’immagine del vino risulta un po’ appannata sia dalla divulgazione giornalistiche sulle reti nazionali che ha messo in cattiva luce disciplinari e produttori, sia dal trend giovanile che vede il consumo di vino in diminuzione.

Luca Sanjust di Teulada ed Ettore Ciancico hanno messo l’accento sul nuovo disciplinare del Valdarno di Sopra Doc, che partirà con la vendemmia 2024 con la menzione in etichetta Vigna, a sottolineare l’importanza dei piccoli territori nella possibilità di regalare grandi vini. Inoltre continua a essere portata avanti la battaglia a livello nazionale per il riconoscimento delle pratiche biologiche come essenziali nel disciplinare della denominazione.

Durante la mattina è stato consegnato il premio Beatrice Torrini al regista Lorenzo Di Dieco e agli autori del documentario Rai DiVine, in questa occasione proposto in anteprima il trailer: sarà in onda dal 28 febbraio e racconta la storia di 5 vignaiole.

A seguire, un focus sulle risposte concrete al cambiamento climatico: esperti del settore vitivinicolo e illustri giornalisti come Danielle Callegari e Aldo Fiordelli hanno portato il loro contributo in merito a resistenza delle viti, sostenibilità e la necessità di preservare la biodiversità nelle colture.

Prima del light lunch la tanto attesa masterclass condotta da Master of Wine Susan Hulme che ha condotto i presenti attraverso il riconoscimento in tutti gli assaggi di una forte identità territoriale.

Di seguito l’elenco dei vini assaggiati nella masterclass

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta: freschezza, frutto succoso, piacevole in bocca e finale sapido

Valdarno di Sopra Doc Vigna dell’Impero 2019 Tenuta Setteponti: naso complesso con note speziate dolci, frutta rossa matura e tannini levigati

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena sangiovese 2020 Il Borro: al naso frutta rossa anche in confettura e lieve sensazione pesudocalorica. Ricco in bocca e tannino preciso.

Valdarno di Sopra Doc Vigna Mulino 2022 Tenuta San Jacopo: frutta nera matura, spezie, chiodi di garofano, note terziarie succose. Sorso potente con buona percezioni alcolica.

Valdarno di Sopra Doc Vigna delle Sanzioni sangiovese riserva 2023: bellissime sensazioni balsamiche, elicriso. Buona acidità e tannino integrato, ancora scalpitante. Lungo il finale.

Valdarno di Sopra Doc Boggina C Vigna Boggina 2021 Petrolo: ricco ma non pesante al sorso, interessante l’acidità e il tannino che bilanciano il tenore alcolico. Prevalenza di frutta a bacca nera, mora e mirtillo.

L’O vigna del Poggiolo (vitigno Orpicchio) meno di mezzo ettaro coltivato e recuperato dall’estinzione. Profumi netti di fiori bianchi e pesca bianca, con note ammandorlate. Grande piacevolezza nel sorso che presenta una buona struttura e una chiusura sapida.

Erboli – Tenuta Sette Ponti Toscana trebbiano Igt 2022: colore giallo dorato, con note di frutta a polpa gialla, nespola, menta e salvia. Gradevole al palato.

Vigna dell’Impero Toscana Igt Trebbiano 2023 Tenuta Sette Ponti: frutta e speziatura dolce importante che regala al vino una grande struttura.

Boggina B Tosca Igt Trebbiano 2022 Petrolo: dialogo interessante tra i profumi fruttati ed erbacei e il timbro speziato, perfettamente integrato nel vino. Si allunga nel finale su note sapide.

Boll di Borro Metodo Classico rosato 2018 Il Borro: bollicina fine e setose, dove si apprezza sentori succosi di fragolina di bosco. Cremoso, con buona freschezza e persistenza gusto olfattiva.

Nel pomeriggio Armando Castagno ha introdotto le caratteristiche e la valutazione dell’annata 2021 e 2022 presentate in anteprima. Molto diverse, la prima caratterizzata da primavera fredda e piovosa e da una gelata che ha colpito la zona nei giorni tra il 7 e il 9 aprile. Riduzione delle quantità, vendemmia perfetta grazie a un settembre equilibrato, con grandi escursioni termiche giorno e notte. Vini a volte ombrosi ma con una grande nitidezza e pulizia, sicuramente longevi grazie alle importanti acidità.

L’annata 2022 è stata invece definita come esuberante, con vini succosi ed estroversi, con buone acidità e apporto alcolico, ben bilanciato.

Di seguito i migliori assaggi della Doc Valdarno di Sopra

Valdarno di Sopra Doc L’O 2024 La Salceta

Toscana Igt Trebbiano Boggina B 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Osato 2024 La Salceta

Valdarno di Sopra Doc Rosso 2023 Vertigine Ejamu

Toscana Igt Rosso Foglia Tonda Pipillo 2023 Fattoria Bellosguardo

Valdarno di Sopra Doc Vigna Polissena 2020 Il Borro

Toscana Rosso Igt Carnasciale 2022 Podere Il Carnasciale

Valdarno di Sopra Doc Vigna Ruschieto 2021 La Salceta

Toscana Rosso Igt Foglia Tonda 2020 Mannucci Droandi

Valdarno di Sopra Doc Merlot Vigna Galatrona 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Pietraviva rosso Torrione 2022 Petrolo

Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Vigna dell’impero 2020 Tenuta Sette Ponti VDS Doc Pratomagno Rosso riserva 2020 Campo del Monte

Anteprima l’Altra Toscana 2025: i nostri migliori assaggi

Le Anteprime di Toscana stanno per giungere al termine. Dopo aver scritto delle giornate sul Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione) di Chianti lovers & Rosso Morellino (Migliori Assaggi), è il turno di Anteprima l’Altra Toscana.

I territori oggetto degli assaggi odierni riguardano Dop e Igp che abbracciano le denominazioni Maremma Toscana, Montecucco, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia, Carmignano con varie tipologie inserite in disciplinare. Assenti quest’anno le Doc Orcia, Terre di Pisa e Montescudaio. Novità interessante per noi la lista della piccola Doc Terre di Casole su cui preferiamo però non esprimere un giudizio finale, visto l’esiguo numero di etichette, attendendo un eventuale consolidamento nella prossima edizione.

L’evento è utile a far conoscere proprio alcuni territori “nascosti”, dai prodotti interessanti seppur meno assurti all’onore delle cronache. Vermentino, Sangiovese le varietà locali meglio identificate nel viaggio, accompagnate da internazionali quali Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Cabernet e tante altre, segno che la Toscana sa essere un luogo accogliente per il vino.

Organizzazione a cura dell’Associazione L’Altra Toscana in collaborazione con: Consorzio di Tutela dei Vini di Carmignano, Consorzio Tutela Vini Montecucco, Consorzio Chianti Rufina, Consorzio Suvereto Val di Cornia, Consorzio Vini Cortona, Consorzio di Tutela Vini Terre di Casole, Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e Consorzio Vino Toscana IGT.

L’impressione generale è di una crescita complessiva per qualità produttiva, anche se alcune proposte ricadono ancora in estrazioni eccessive con prodotti che meriterebbero miglior agilità di beva. I rappresentanti della Rùfina sono stati scelti dalla neo costituita versione Terraelectae, che si dimostra non ancora ben rodata e delineata, almeno nella degustazione tecnica.

Carmignano vive la sua storia secolare dovendo affrontare il cambiamento climatico e la necessaria fase di transizione da vini molto strutturati a versioni più delicate ed agevoli. La 2022 ha maggior equilibrio rispetto alla 2021, ma questo è stato il leitmotiv delle Anteprime. In linea con le attese i vini di Maremma e di Suvereto, che dimostrano una precisa identità stilistica e territoriale. Maggior omologazione e consapevolezza, ma c’è ancora molto da lavorare per alzare l’asticella.

Concreti i Syrah di Cortona in continua crescita qualitativa: primeggiano in Italia e sono ormai pienamente competitivi con quelli d’Oltralpe che vantano tradizioni secolari. Sotto traccia i Montecucco che hanno vissuto fasti migliori in passato, pur compressi da altri vicini blasonati. Altalenanti i vini IGT Toscana, un contenitore che racchiude in sé diverse componenti e per una moltitudine di fattori. I pochi bianchi in carta sono mediamente buoni e costanti; nell’anonimato i rosati troppo declinati su dolcezze, calore e bassa acidità, mentre per i rossi soffrono le versioni a base Sangiovese in confronto ai vari tagli bordolesi.

Siamo riusciti a degustare tutti i vini, grazie all’aiuto dell’Associazione Italiana Sommelier che ha gestito in maniera rapida il servizio. Il panel di assaggio alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dall’autore di 20Italie Adriano Guerri, suddividendo le zone con i migliori assaggi in ordine alfabetico.

Miglioro Carmignano e Barco Reale di Carmignano

Fabrizio Pratesi – Carmignano Carmione 2022

Fattoria Ambra – Carmignano Santa Cristina in Pilli 2022

Il Sassolo – Barco Reale di Carmignano Rosso 2024

Podere Le Poggiarelle – Carmignano Riserva Le Poggiarelle 2021

Tenuta di Capezzana – Carmignano Villa di Capezzana 2021

Migliori Chianti Rùfina Terraelectae

Colognole – Vigna Le Rogaie 2021

Frascole – Vigna alla Stele 2020

Frescobaldi – Vigna Montesodi 2021

I Veroni – Vigneto Quona 2021

Migliori Cortona Syrah

Az. Agr. Stefano Amerighi – Cortona Syrah 2022

Baldetti – Crano 2021

Dal Cero Tenuta Montecchiesi – Klanis 2021

Dionisio – Il Castagno 2022

Doveri – L’Usciolo 2022

Vinciarelli Chiara – Polluce 2022

Migliori Maremma Toscana

Arillo in Terrabianca – Maremma Toscana Bianco Bevobianco 2021

Azienda Agricola Bragaglia – Maremma Toscana Syrah Fonte di Bestiale 2023

Basile – Maremma Toscana Bio Comandante 2020

Belguardo Mazzei – Maremma Toscana Riserva Tenuta Belguardo 2021

Cantina Laselva – Maremma Toscana Ciliegiolo Satus 2022

Fattoria di Magliano – Maremma Toscana Syrah Bio Perenzo 2020

Mocali – Maremma Toscana Rosso Mirus 2022

Poggioargentiera – Maremma Toscana Poggioargentiera Viognier 2023

Tenuta Montauto – Maremma Toscana Ciliegiolo Silio 2023

Tenuta Moraia – Maremma Toscana Rosso Riserva Vesper 2020

Migliori Montecucco e Montecucco Sangiovese

Assolati – Montecucco Sangiovese Riserva 2019

Montenero – Montecucco Rosso 2021

Parmoleto – Montecucco Rosso 2021

Pierini e Brugi – Montecucco Rosso Riserva Sugherettaio 2018

Tenuta L’Impostino – Montecucco Sangiovese Riserva Viandante 2018

Migliori Suvereto Val di Cornia

Bulichella – Suvereto Montecristo 2019

La Fralluca – Suvereto Sangiovese Ciparisso 2020

Monte Solaio – Val di Cornia Cabernet Sauvignon Collevato 2021

Terradonnà – Suvereto Cabernet Sauvignon Okenio 2020

Migliori Terre di Casole

Caciorgna – Terre di casole Sangiovese Macchie 2014

Lisa Ammannati – Terre di Casole Sangiovese Estevan Etichetta Grigia 2022

Migliori Toscana IGT

Brancaia – Toscana Rosso Ilatraia 2021

Camporignano – Toscana Rosso Cerronero 2019

Cantine Ravazzi – Toscana Rosso Vigne Rosse 2020

Col d’Orcia – Toscana Rosso Nearco 2020

Dei – Toscana Rosso Sancta Catharina 2018

Gianni Moscardini – Toscana Ciliegiolo Sileno Ciliegiolo 2021

Il Borro – Toscana Chardonnay Il Borro 2022

La Banditaccia – Toscana Rosso 2019

La Regola – Costa Toscana Rosso La Regola Rosso 2020

Maestà della Formica – Toscana Riesling Maestà della Formica 2022

Morisfarms – Toscana Rosso Avvoltore 2019

Petra – Toscana Rosso 2022

Prima Pietra – Toscana Rosso 2021

Ricasoli – Toscana Rosso Casalferro 2020

Sassotondo – Toscana Bianco Isolina 2023

Tenuta Sette Ponti – Toscana Rosso Crognolo 2022

Colline Albelle – Toscana Rosso Inrosso 2021

Chianti lovers & Rosso Morellino 2025: i migliori assaggi giocano a nascondino

Durante la settimana di Anteprime di Toscana abbiamo già percorso il cammino dei migliori assaggi del Vino Nobile di Montepulciano e della nuova versione “Pieve” (Vino Nobile di Montepulciano annata e Vino Nobile di Montepulciano Pieve), delle varie tipologie di Chianti Classico (Chianti Classico annata e Chianti Classico Riserva e Gran Selezione).

Oggi è stato il turno dell’evento Chianti lovers & Rosso Morellino, con la presentazione ufficiale delle nuove annate tra base e relative sottozone del Chianti D.O.C.G. nonché del Morellino di Scansano D.O.C.G., e dell’annuncio ufficiale dell’avvio burocratico per il futuro inserimento in disciplinare di una versione “Superiore”.

Sui 148 assaggi complessivi di Chianti in Fortezza da Basso a Firenze, solo 30 erano vini da poco in commercio; il resto recava la menzione “campione da botte”. Anche più severa la proporzione nei conteggi del Morellino di Scansano tra annata e Riserva, con 3 vini regolarmente presenti sul mercato sui 35 totali. Segnaliamo, inoltre, una decina di aziende menzionate in lista che non sono arrivate a consegnare in tempo utile i prodotti, almeno durante la nostra presenza alle postazioni per la stampa e l’assenza dei consueti banchi d’assaggio utili per scambiare opinioni e chiarire eventuali dubbi con i produttori al termine della degustazione.

Prima di cominciare la risicata disamina alla ricerca di qualche spunto utile per il lettore, esprimiamo perplessità per la valutazione, giocata a mo’ di nascondino, su vini non pienamente compiuti e sulla scommessa obbligata che possano restare tali e quali fino alla definitiva immissione in commercio. La scelta dei nostri migliori assaggi, pertanto, ha subito forti limiti nella capacità reale di aderenza al racconto su quanto di buono offrano gli areali.

Ve ne diamo contezza ponendo le mani avanti sul come e sul quando si arriverà a vedere la completa realizzazione di ciò che oggi è in fase embrionale. A grandi linee e per sommi capi, sembrerebbe che la differenza tra la 2024 polposa e tesa tra eccessi di maturazione ed estrazione, faccia il pari con una 2023 elegante e delicata, di minor spinta e profondità.

Una 2024, ribadiamo da campione da botte, che ha visto il Morellino di Scansano dotarsi di maggior compostezza ed uniformità rispetto agli altalenanti esempi del Chianti, anche se il nerbo caratteriale del Sangiovese toscano giova maggiormente al secondi che al primo. Un sintomo di stili e visioni differenti e di un rapporto migliorato, finalmente, con la contemporaneità dei gusti del consumatore finale.

Da sinistra i redattori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza

Una qualità media in ascesa per entrambi gli attori protagonisti della kermesse, se si pensa agli anni trascorsi, che manca ancora di positivi picchi al vertice, ma che vede barlumi di luce e speranza nel restare al passo coi tempi. Il panel d’assaggio rigorosamente alla cieca è stato composto dal sottoscritto e dagli autori di 20Italie Adriano Guerri e Alberto Chiarenza. L’elenco è stato stilato in ordine alfabetico e non di preferenza: abbiamo solo tralasciato di valutare le versioni che non potevano fornire almeno 5 campioni, indispensabili per un minimo di confronto.

Migliori Chianti D.O.C.G. 2024

Cantina Gentili

Castello di Gabbiano

Fattoria I Sassoli

Salcheto

Tenuta San Vito

Migliori Chianti Colli Senesi 2024

Pietraserena

Tenuta Casabianca

Migliori Chianti Colli Fiorentini 2023

Le Querce

Malenchini

Valvirginio

Migliori Chianti Rufina 2023

Fattoria Lavacchio – Bio Winery

Villa Travignoli

Migliori Chianti Superiore 2023

Fattoria La Leccia

Melini

Piccini

Ruffino

Tenuta San Jacopo

Migliori Chianti Riserva 2022

Colognole

Fattoria Poggio Capponi

Tenuta di Morzano

Migliori Chianti Colli Fiorentini Riserva 2022

Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa

Torre a Cona

Migliori Chianti Rufina Riserva 2022

Borgo Macereto

Marchesi Gondi

Migliori Morellino di Scansano 2024

Cantina Vignanioli

Fattoria Le Pupille

Poggio Argentiera

Provveditore

Migliori Morellino di Scansano Riserva 2022

Belguardo

Morisfarms

Val delle Rose

Chianti Classico Collection 2025 – i migliori assaggi delle tipologie Chianti Classico Riserva e Gran Selezione

Capire un vino è un compito non semplice, anche per il più esperto degustatore. Capire il Chianti Classico, in particolare, richiede concentrazione, analisi e comparazione con le proprie reminiscenze storiche. Un archivio che è forma stessa di cultura, di aneddoti avvincenti e qualche delusione inaspettata, soprattutto quando si assaggiano i vini alla cieca, senza conoscere il produttore di riferimento.

Ieri abbiamo scritto della versione Chianti Classico d’annata (https://www.20italie.com/anteprima-di-toscana-chianti-classico-collection-le-nostre-impressioni-sulla-tipologia-annata-2023-e-2022/) affrontando le tematiche dell’articolata 2023 rispetto a chi ha scelto di prendersi qualche tempo ai box ed uscire, invece, con le vendemmie 2022 e 2021. Potevamo segnalarvi qualche audace viticoltore che ha persino proposto, non senza sorprendenti sorprese, di giungere sul mercato con campioni oltre il lustro d’età; ma i numeri in lista erano troppo esigui per avere un quadro esaustivo della situazione. La libertà di scelta (e di stile) lasciata ai singoli protagonisti rimane uno dei tanti punti di forza dell’areale.

Iniziamo per gradi il resoconto della Riserva, versione che ha risentito nel tempo dell’impatto prorompente del nuovo arrivo Gran Selezione. Rispetto alle anteprime passate, però, sembra esserci un lieve riscatto con la 2022, ben distesa con prontezza di beva unita a stoffa ed eleganza. Poche chiacchiere, tanto gusto ed uno stacco rispetto alla 2021, dotata di magnificenze forse ineguagliabili ed altrettanti ripidi cali, come in un veloce saliscendi. Analizzando entrambi gli andamenti stagionali le differenze non sembrano rilevanti, eccezion fatta per alcune gelate tardive. Piogge primaverili, calura e poche precipitazioni estive con buoni escursioni termiche hanno garantito uve in piena salute.

La domanda perché non vi sia, dunque, una sorta di omologazione negli assaggi appartiene a quell’alone di mistero e bellezza di cui il mondo del vino, per fortuna, è ancora permeato. Sta di fatto che i tannini della 2021 sono in generale austeri, regalando al vino sussulti di giovinezza, ma anche maggior tensione.

Una nota a margine di tante considerazioni è stato il riconoscimento al redattore Ombretta Ferretto di 20Italie, già presente nei panel di degustazione alla cieca assieme al sottoscritto, al giornalista Paolo Valente ed agli autori Adriano Guerri ed Alberto Chiarenza, del premio quale Miglior Comunicatore al Master del Chianti Classico 2025 organizzato dal Consorzio Chianti Classico e dall’Associazione Italiana Sommelier.

Migliori Chianti Classico Riserva 2022 in ordine di preferenza

Castellare di Castellina – Castellare

Le Filigare – Maria Vitttora

Antinori – Villa Antinori

Banfi

Castello di Volpaia

Tregole

Capannelle

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Riserva 2021 in ordine di preferenza

Le Miccine

Podere Lecci e Brocchi – Il Chiorba

Castello di Ama – Montebuoni

Fattoria La Ripa

Tenute Selvolini

Castellinuzza e Piuca/Castellinuzza Paolo Coccia – Podere Castellinuzza

Arillo in Terrabianca

Il Contadino Cusano – Poggio Torselli

Montefioralle

Villa Rosa e Villa Cerna

Caparsa – Caparsino

Il divario analizzato in precedenza si amplifica nella Gran Selezione 2022 in confronto con la 2021 e la 2020. Nel primo caso le rassicuranti sensazioni fruttate tessono la tela di un quadro di generale morbidezza, sorretta da sfumature agrumate tipiche del Sangiovese ed in linea con i desideri sperati. Sapida e potente la seconda, meno profonda e vibrante la 2020, di sicuro la più fresca delle tre e con maturazioni antocianiche in chiaroscuro. La qualità media della tipologia è in continua crescita e sembra non arrestarsi neppure di fronte agli umori ballerini del mercato. Saremo curiosi di osservarla nella complicatissima 2023, durante la prossima edizione di Chianti Classico Collection.

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2022 in ordine di preferenza

Fèlsina – Rancia

Brancaia

Famiglia Zingarelli – Tenuta Fizzano – Il Crocino

Ricasoli – Castello di Brolio

Tenute di Arceno – Strada al Sasso

Antinori – Badia a Passignano

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2021 in ordine di preferenza

Riecine – Vigna Gittori

Istine – Vigna Istine

Nardi Viticoltori – Vigna del Pino

San Felice Toscana A.D. 714 – La Pieve

Luiano – Ottantuno

Fontodi – Vigna del Sorbo

Tenuta di Bibbiano – Vigna di Montornello

Migliori Chianti Classico Gran Selezione 2020 in ordine di preferenza

Le Miccine

Castello Monterinaldi

Le Cinciole – Aluigi

Cafaggio – Solatio

Vecchie Terre di Montefili – Vigna nel Bosco

Carpineta Fontalpino – Vigna Monteaperto

La Madonnina/Triacca – La Madonnina

Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio

San Felice A.D. 714 – Poggio Rosso

Fattoria di Rignana – Villa di Rignana

Anteprime di Toscana: Chianti Classico Collection – le nostre impressioni sulla tipologia “annata” 2023 e 2022

Muhammad Ali suggeriva di pungere come un’ape e muoversi come una farfalla. La rappresentazione dell’annata 2023 proposta durante la Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze, può essere la degna asserzione di una vendemmia complicatissima. In realtà trattasi più di piccole punture da spillo, che di pomfi veri e propri.

La qualità ottenuta contro grandini, tempeste primaverili, peronospora e siccità estiva è davvero encomiabile e merita grande considerazione da chi, come noi, deve fornire per mestiere un resoconto finale. La lunghezza espressiva di altri tempi ovviamente ne esce penalizzata, rivelando al contempo fragranze balsamiche delicate, di lontana memoria. Ci limitiamo ad un’analisi stringata senza particolari palpiti d’emozione, convinti che le differenze siano un valore aggiunto e l’omologazione appiattisca il lavoro di chi sa gestire con successo le difficoltà stagionali.

Altro discorso vale per la 2022, che rivela densità nel frutto e alcolicità a volte ingombrante. I picchi individuati tra i 100 campioni proposti sono la conferma di una vintage caratterizzata da polpa, arricchita di spezie forti e tannini ancora vibranti. Qualche ombra nella piacevolezza di beva che dovrebbe contraddistinguere la tipologia, schiacciata da maturazioni lievemente oltre le righe, che avvantaggiano comunque il posizionamento della stessa nei mercati oltre frontiera.

Il panel di assaggio dei vini alla cieca è stato formato dal sottoscritto e dai redattori di 20Italie Adriano Guerri, Alberto Chiarenza e Ombretta Ferretto. In calce all’articolo abbiamo inserito anche la 2021 a completamento delle valutazioni generali, in attesa della Riserva e della Gran Selezione di domani.

Migliori Chianti Classico Docg 2023 selezionati per ordine di gradimento

Riecine

Gagliole – Rubiolo

L’Erta di Radda – campione da botte

Poggerino

Castellinuzza e Piuca – campione da botte

Castello Vicchiomaggio – Guado Alto

Rocca delle Macìe

Casa Emma

Castello di Albola

Istine – campione di botte

Castello di Monsanto – campione da botte

Fèlsina

Principe Corsini – Villa le Corti

Ricasoli – Brolio – campione da botte

Viticcio

Migliori Chianti Classico 2022 in ordine alfabetico

Arillo in Terrabianca – Sacello

Badia a Coltibuono

Borgo Scopeto

Calcamura

Castagnoli

Castello La Leccia

Cinciano

Colle Bereto

Conte Guicciardini – Belvedere Campoli

Fattoria di Rignana

I Sodi

Isole e Olena

La Croce

Le Miccine

Ormanni

Podere Capaccia

Poggio al Sole

Pomona

San Fabiano Calcinaia

Tenuta di Bibbiano – Bibbiano

Tenuta Perano – Frescobaldi

Val delle Corti

Vallepicciola

Migliori Chianti Classico 2021 in ordine alfabetico

Borgo Casa al Vento

Caparsa

Castellinuzza – Claudia Cinuzzi – Cinuzzi

Fattoria Il Colombaio – Gaspero

Il Palagio di Panzano

Podere Ciona

Tenute Squarcialupi – Squarcialupi

Villa Trasqua

Anteprime di Toscana: i migliori assaggi del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”

“Tanto tuonò che piovve!” Sono finalmente giunte le Pievi alla valutazione per la stampa. Ne abbiamo parlato in diversi articoli tra cui Vino Nobile di Montepulciano: un viaggio attraverso le 12 Pievi durante Vinitaly 2024.

Scriviamolo subito a scanso di equivoci: promosse a pieni voti, senza riserve. Per la lode bisognerà attendere ancora del tempo, essendo numerosi i campioni di vasca ed en primeur (14 sul totale di 27) presenti durante l’assaggio.

Resta comunque l’idea riuscita di elevare la qualità complessiva del Sangiovese di Montepulciano, articolato in una valida differenziazione tra Pieve e Pieve (mancava solo Badia all’appello).

Ciò che conterà davvero, al di là dei buoni inizi, è il traino che potrà fungere verso le altre versioni presenti nel Disciplinare. Ancora aperti i dubbi sulle numerose proposte per il mercato: dall’agile Rosso di Montepulciano fino al Vino Nobile di Montepulciano Pieve, passando per Nobile d’annata, Riserva e Selezioni varie.

Da sinistra Dario Nardella europarlamentare e Andrea Rossi presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Così parimenti la gestione delle uve scelte, che potrà avvantaggiare o meno i produttori nel conto finale. È di certo un momento di grande opportunità e come tale va vissuto, con ottimismo e con un pizzico di beneficio d’inventario.

L’impegno continuo del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano e degli attori in gioco, rappresentati dai piccoli e grandi vitivinicoltori del territorio, non mancherà di riservare delle sorprese in futuro.

I migliori assaggi sono stati valutati alla cieca, in ordine di preferenza, in un panel di degustazione composto dal sottoscritto, da Adriano Guerri redattore di 20Italie e da Maurizio Valeriani direttore della testata giornalistica Vinodabere.

Migliori Assaggi Vino Nobile Montepulciano Pievi

Pieve Valardegna – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Il Molinaccio

Pieve Sant’Ilario – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Vecchia Cantina di Montepulciano

Pieve Cerliana – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – La Ciarliana

Pieve Cervognano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Guidotti

Pieve Caggiole – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2022 – Poliziano

Pieve Cervognano – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Le Bèrne

Pieve Gracciano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Tenuta Gracciano della Seta

Pieve Le Grazie – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Talosa

Pieve Ascianello – Vino Nobile di Montepulciano (campione di botte/vasca) 2023 – De’ Ricci

Pieve Sant’Ilario – Vino Nobile di Montepulciano 2021 – Poggio alla Sala

Pieve Valiano – Vino Nobile di Montepulciano (affinamento in bottiglia) 2021 – Tenuta Trerose