Giovanni Senese: il pizzaiolo che riscrive la tradizione napoletana con etica, sostenibilità e l’orto biologico

Giovanni Senese, giovane pizzaiolo napoletano, si presenta al panorama gastronomico non solo come artigiano del forno, ma anche come portavoce di una filosofia che unisce pizza, etica e gusto. Dopo oltre dieci anni di esperienza e ricerca in Liguria, Senese è pronto a tornare nella sua Napoli per proseguire il suo percorso nella pizza contemporanea reinterpretando l’eredità partenopea con creatività e avanguardia. 

La pizza come equilibrio etico e alimentare

La filosofia di Giovanni Senese è un manifesto di principi che va oltre il semplice piatto, concentrandosi su tre pilastri fondamentali: 
Equilibrio: l’obiettivo è offrire un pasto consapevole, nutriente e bilanciato. 
Sostenibilità: per Senese è un imperativo morale che si traduce nella lotta allo spreco, nell’uso della filiera corta e nell’impiego di macchinari a basso impatto ambientale, ed grazie a questa attenta filosofia che 50Top Pizza gli riconosce il premio forno verde per la sostenibilità
Contaminazione: il racconto del suo percorso professionale, dalle radici sul lungomare di Napoli all’esperienza in altre regioni, si riflette nella creazione di audaci contaminazioni che esaltano le cucine locali. 

L’orto: dove la pizza prende vita

Il vero cuore della sua cucina di Giovanni Senese è il suo orto biologico, vivo e sinergico. Questo ecosistema segue i ritmi delle stagioni e detta quotidianamente il menù: qui nascono le materie prime – come melanzane, zucche, barbabietole ed erbe aromatiche – che vengono trasformate in topping, creme e contrasti di gusto. L’orto biologico per Giovanni Senese é un atto d’amore verso la natura, senza sprechi senza forzature e rappresenta in pieno la filosofia verde che caratterizza da anni l’attività di Giovanni Senese. 

Un Impasto che sfida la tradizione

L’impasto di Senese è un connubio di tradizione e scienza alimentare. Per garantire un alto profilo nutrizionale e una resa ottimale nella lievitazione, vengono utilizzate farine tipo 1 e grani antichi, oltre a dedicare un impasto specifico interamente al senza glutine. La lievitazione per Senese non ammette scorciatoie: solo tempo, aria, tecnica e pazienza. Il risultato è una pizza digeribile, soffice e completa sotto il profilo nutrizionale. 

Giovanni Senese dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento di 3 spicchi da parte di Gambero Rosso è pronto a far scoprire la sua visione di pizza, un viaggio che parte dalla terra e arriva al piatto, dove tradizione, equilibrio, innovazione e natura si incontrano.

Ardecore: il cuore irpino che batte al centro della capitale

L’irpinia arriva a Roma. All’interno di un edificio storico nel vivace quartiere dell’Esquilino, a pochi passi da Piazza Vittorio Emanuele II, si trova Ardecore, indirizzo gastronomico dove il calore dell’entroterra campano sposa i gusti della capitale, in un trionfo unico di tradizione e contemporaneità.

Il ristorante pizzeria nasce con un progetto ben definito: “Dall’Irpinia a Roma – un viaggio nel gusto”. Il mix irpino-romano è elemento fondante fin dalla nascita: a dare vita ad Ardecore sono infatti tre soci, giovani ma di grande esperienza, che hanno deciso di mettere insieme competenze, visione e soprattutto origini. Alessandro Zirpolo, il pizza chef dietro al banco, originario di Manocalzati, e Roberta Boccella, vengono infatti dall’Irpinia, mentre Matteo Meloni da Roma.

Territorio Irpino al centro

L’intero concept del locale ruota attorno alle radici irpine dei fondatori Zirpolo e Boccella che, dopo esperienze maturate tra Avellino e la Svizzera, hanno deciso di trasferire nella capitale l’amore per la propria terra d’origine, costruendo insieme a Meloni un luogo dall’identità ben solida e con uno standard qualitativo altissimo.

La proposta gastronomica mette al centro i prodotti della tradizione irpina, con un menù dedicato ai piatti tipici della tradizione, dalla Maccaronara alle ricette di casa. Un menù che si arricchisce con le proposte della pizzeria, mantenendo l’Irpinia sempre protagonista tra salumi, formaggi, miele e confetture artigianali, tutti selezionati con cura da piccoli produttori locali. Prodotti che è anche possibile portare a casa acquistandoli nella Bottega all’interno del locale.

Una proposta gastronomica autentica

Punto forte della proposta gastronomica è un impasto della pizza che interpreta la tradizione napoletana in chiave contemporanea: cornicione pronunciato, lunga lievitazione, farine e ingredienti selezionati con cura dalle mani del maestro pizzaiolo Zirpolo.

Il menù delle pizze è più che mai ricco. Accanto alle più classiche, come la «Margherita» con pomodoro San Marzano DOP e fiordilatte di Agerola, si possono trovare proposte più creative e originali, come la «Zucchetta», con crema di zucca fatta in casa e salsiccia tagliata al coltello, e specialità gourmet come la «Tartufata», con crema al nero di Bagnoli Irpino, funghi porcini e pancetta arrotolata. Non manca una vasta offerta di fritti artigianali napoletani: crocchè, montanare, fiori di zucca e, ovviamente, la famosa, amatissima pizza fritta.

A completare l’offerta esperienziale una vasta selezione di salumi e formaggi tipici dell’Irpinia, la cantina con etichette della Campania/Irpinia, l’aperitivo dedicato all’Irpinia. Insomma, un menù che omaggia in ogni riga il territorio campano.

Calore e accoglienza tra le mura di un edificio storico.

Il locale nasce all’interno di un edificio storico, con archi e mattoni che custodiscono il fascino del passato, ma presenta un’anima moderna fatta di calore, dettagli curati e un servizio attento, capace di autentica accoglienza. L’arredo è di design, con pareti indaco che convivono accanto a un bancone rosso fuoco, circondati da pannelli fonoassorbenti per garantire comfort acustico.
Il risultato è un locale dal mood pop-contemporaneo, che sa inserirsi perfettamente nel quartiere Esquilino, vivo e multiculturale, in modo originale ma senza perdere l’identità territoriale. Un locale che vale sicuramente la pena di conoscere.

Apertura e contatti

– Dal martedì alla domenica, dalle 19.00 alle 23.00

– Via Buonarroti 32, 00185 Roma (zona Piazza Vittorio)

– Telefono: 06 6927 1955
– Sito web: www.ardecore.it – Social: Instagram @ardecore_pizzeria

Apre al Vomero Salvatore Santucci Pizzeria con la sua verace napoletana alternativa

Da novembre l’esteta della pizza a Napoli in Via Giotto, 14

Apre al Vomero, in via Giotto, 14, “Salvatore Santucci Pizzeria”, il nuovo progetto del maestro dell’impasto e formatore internazionale del Gambero Rosso, Salvatore Santucci, Ambasciatore della Pizza Verace Napoletana nel mondo, Istruttore Senior della Verace Pizza Napoletana e già docente presso l’Università Federico II di Napoli. Un locale in cui artigianalità e ricerca scientifica convivono: dagli impasti studiati in base alla stagionalità ai processi di lievitazione naturale diretta che rispettano salute e gusto.

Dopo aver esportato la sua arte da Buenos Aires a Shanghai, da Lione a Pechino, Santucci, l’esteta della pizza, ha scelto il cuore del Vomero per un progetto che racchiude tutta la sua esperienza tra artigianalità, scienza e cuore. “Non cerco la perfezione, ma la bravura – spiega Santucci – quella che nasce dalle mani, dalla conoscenza e dall’amore per l’arte bianca perché, per me, i dettagli non sono dettagli, sono regole”.

Alla base del suo lavoro c’è la filosofia BSB (Buono, Sano e Bello), marchio di fabbrica dell’Officina degli Impasti, la scuola e laboratorio fondati da Santucci per formare nuove generazioni di pizzaioli consapevoli. Concetti che trovano casa in un luogo dove la pizza diventa racconto, arte e ricerca, e dove la tradizione napoletana si veste di bellezza.

La verace napoletana alternativa, la pizza di Salvatore Santucci racconta una Napoli che evolve senza dimenticare le proprie radici. Ogni impasto nasce da un lievito madre vivo, curato e rinnovato da venticinque anni, unito a miscele di farine selezionate in collaborazione con mulini di fiducia.

Tra le creazioni più iconiche: La Gialla in Crosta, con curcuma, crema di pistacchio e pancetta croccante; La Scapriccianera, con impasto al carbone vegetale e alici del Mar Cantabrico; e Alice nelle Meraviglie, con alici fresche del Golfo di Napoli, provola, lime e pepe, premiata come Pizza dell’Anno.

Ogni pizza firmata Santucci è un equilibrio tra leggerezza, digeribilità e gusto, costruita su impasti a lievitazione diretta che cambiano con le stagioni: dal verace napoletano all’integrale, fino a quello con acqua di mare, che, sorprendentemente, regala un minore tasso di salinità.

Accanto alle pizze, la carta celebra i grandi fritti napoletani, montanara, frittatina, arancino,

preparati con la stessa attenzione all’equilibrio e alla qualità che caratterizza ogni suo impasto.
Non mancano i percorsi di abbinamento tra pizza, vino, birra e cocktail, con incursioni di mixology creativa che raccontano una Napoli contemporanea, tra champagne rosé e Negroni.

Con il progetto J’ham, infine, Santucci esplora il mondo della carne di qualità e del lievitato gourmet: un “pagnottiello” napoletano reinterpretato con carni selezionate, chianina, marchigiana, fassona, suino nero del Cilento, e ingredienti stagionali, in un connubio tra street food e fine dining. “Il mio desidero è diffondere informazioni sane e sapere esattamente cosa servo ai miei clienti”, conclude Santucci. Tra poche settimane, la pizzeria di Via Giotto 14 accoglierà gli ospiti in un ambiente caldo, curato e familiare, dove ogni elemento, dal forno alle luci, dagli arredi ai piatti, racconta una storia di passione, rigore e bellezza. Un luogo dove la pizza torna ad essere un gesto d’amore verso Napoli, i suoi clienti e la sua tradizione più verace.

Paolo De Simone con “Storie di Pane” nella Guida 2026 Le 350 Migliori Pizzerie della Campania

Inserito il locale dell’imprenditore cilentano con sede a Vallo della Lucania e a Capaccio Paestum

Nella Guida 2026 Le 350 Migliori Pizzerie della Campania c’è spazio anche per i panifici che fanno della valorizzazione delle materie prime e della promozione del territorio la chiave del loro successo.

Ne è un esempio Storie di Pane del pizza chef e imprenditore Paolo De Simone, con sede a Vallo della Lucania e a Capaccio Paestum, in Cilento.

Botteghe ma anche e soprattutto presìdi sul territorio di cultura, di conoscenza e promozione delle produzioni locali, da quelle casearie ai salumi, dalle confetture al mondo vitivinicolo e molto altro. Lo storytelling di Storie di Pane è all’insegna della tradizione, quella più autentica e verace da salvaguardare e preservare, capace di ritagliarsi sempre un posto di rilievo nel panorama gastronomico italiano.

Lievitati di qualità sono disponibili sempre nei due locali, a partire dall’ora della colazione con fragranti brioche per lasciare poi spazio alle diverse tipologie di pane, ai calzoni cilentani, alla varietà di pizze al taglio che fanno di Storie di Pane un punto di riferimento anche per conoscere prodotti di nicchia a chilometro zero, tutti “made in Cilento”.

D’altronde Paolo De Simone, creator e pizza chef della catena Modus Pizzeria, oltre che titolare di Storie di Pane, è Ambasciatore della Dieta Mediterranea nel Mondo, un riconoscimento al suo impegno nel promuovere e valorizzare le tradizioni gastronomiche del Cilento, mettendo al centro della sua filosofia la stagionalità, la biodiversità e la sostenibilità e dando spazio sempre alla filiera di produttori locali, custodi e testimonial del Cilento nel mondo. Proprio come Paolo De Simone.

Antonio Tancredi conferma i Due Galletti nella Guida 2026 Le Migliori 350 Pizzerie della Campania

Il giovane pizzaiolo premiato per il lavoro nella sua pizzeria “Diametro 3.0” a Casoria

Passione, impegno, studio e creatività. Doti che Antonio Tancredi conosce bene e che gli sono valse la conferma dei prestigiosi Due Galletti della Guida 2026 relativa alle Migliori 350 Pizzerie della Campania. Nella pubblicazione curata dal giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro con la collaborazione della giornalista Antonella Amodio, rispetto allo scorso anno sono stati recensiti ed inseriti nel volume 50 locali in più, di tutte le province della regione.

Con il team della sua pizzeria Diametro 3.0 di Casoria, in provincia di Napoli, Antonio Tancredi prosegue nel lavoro intrapreso nel 2018 soffermandosi su impasti morbidi, molto idratati, pizze dal cornicione pronunciato e con diversi topping: dai più classici e intramontabili ai contemporanei, più generosi nei condimenti, per abbracciare i gusti di una clientela sempre più eterogenea in termini di età e preferenze. Ecco che accanto alla margherita in menu c’è da qualche mese la Matisse, una pizza doppia cottura passata in forno a legna e poi elettrico condita con pomodori dalle diverse consistenze come se il disco fosse una vera e propria tela bianca su cui sprigionare il proprio estro.

Il riconoscimento della Guida 2026 segue anche la partecipazione del giovane ed innovativo pizzaiolo Antonio Tancredi a prestigiose kermesse del settore gastronomico in cui il confronto e la condivisione di idee e progetti mirano ad accrescere il proprio bagaglio culturale, come è avvenuto di recente con “Vinoforum” a Roma. “Essere presente nella Guida curata da un esperto del settore come il giornalista Luciano Pignataro – spiega Antonio Tancredi – è per me motivo di orgoglio. Mi spinge senza dubbio a proseguire nel mio impegno quotidiano assieme alla grande squadra della pizzeria Diametro 3.0 con cui sento di condividere questo ulteriore, prestigioso traguardo”.

“Incontri di pizze” da Basilico Italia a Sorrento

One World All Pizzas, abbreviato OWAP, riflette in maniera esemplare lo spirito della serata di degustazione pizze che ha visto collaborare a quattro mani Mauro Espedito e Luigi Mastellone, nel cuore di una Sorrento ancora pullulante, a ottobre, di turismo internazionale.

Mauro Espedito

OWAP è il nome della pizzeria di Espedito, intraprendente pizzaiolo formatosi tra Europa, Stati Uniti e Australia per poi tornare a Napoli e stabilire il primo dei suoi locali in via Foria, dove propone un menù di pizze rivisitate da contaminazioni internazionali. A ospitare Espedito, Luigi Mastellone, giovanissimo pizzaiolo di Basilico, realtà ristorativa nata otto anni fa e situata nel foyer dello storico teatro Armida: una suggestiva sinergia che permette, oltre alla classica proposta ristorativa, la Blue Theatre Experience, emozionanti e coinvolgenti cene spettacolo in una delle sale.

Luigi Mastellone

Mastellone inizia quasi per caso a lavorare come pizzaiolo dopo la nascita del locale, ma la passione è subito immediata. Entusiasta del confronto col collega napoletano, propone una pizza che definisce classica rivisitata, strettamente legata agli ingredienti territoriali.

Due giovani maestri pizzaioli, due modi differenti di concepire la pizza, a cominciare dall’impasto.

“Uso un blend di due farine, tipo 1 e tipo 0, con un’idratazione adeguata a rendere la pizza croccante al morso e il cornicione più asciutto” – spiega Espedito – La cottura inoltre avviene a una temperatura più bassa rispetto alla classica napoletana, a 300°, per asciugare meglio la pizza e renderla più digeribile e croccante.”

Impasto indiretto per Luigi Mastellone, che predilige una tipo 0, e ne usa di due differenti mulini, una per il prefermento e una per la chiusura.

Ed è proprio il patron del forno di Basilico ad aprire la nostra degustazione, con la sua Sorrento, un omaggio ad alcune delle tipicità del territorio. Bianca con fiordilatte, all’uscita prevede aggiunta di pomodorini secchi, zest di limone, noci, basilico e olio a crudo. Al morso si presenta equilibrata nell’impasto e nel mix di ingredienti.

La classica Margherita Napoletana è la prima delle pizze di Mauro Espedito, per permettere il confronto con la sua Margherita OWAP, servita immediatamente dopo.

Margherita OWAP infatti sostituisce il pomodoro con un ketchup di San Marzano e completa con una crema di Parmigiano Reggiano trentasei mesi.

La contrapposizione tra la tendenza acidula del ketchup e la tendenza dolce di fiordilatte e crema di Parmigiano è il vero protagonista di questa pizza, che sveste i panni della tradizione per diventare a tutti gli effetti una Margherita internazionale.

Ultima pizza in degustazione la Tropea di Luigi Mastellone, di nuovo una pizza bianca che unisce alla croccantezza del guanciale aggiunto a metà cottura, la cremosità della cipolla di Tropea, in questo caso, ci spiega Luigi, cotta a bassa temperatura per circa un’ora in modo da renderla più digeribile.

Luigi ci stupisce anche con i fritti, che siano salati o dolci.

Così nell’intermezzo tra le quattro pizze gustiamo le montanarine, veri e propri finger food in quattro diverse varianti (classica, al pesto di pistacchio, alla Nerano, con la genovese), mentre concludiamo in dolcezza la degustazione con golose frittelle zucchero e nutella.

Basilico Italia

Corso Italia 219

80067 Sorrento (NA)

OWAP

Via Foria 150

80037 Napoli

Vico Equense città della pizza con l’ottava edizione di Pizza a Vico

Trentuno i forni accesi per l’VIII edizione di Pizza a Vico, la più grande pizzeria a cielo aperto che dal 16 al 18 settembre ha animato le strade di Vico Equense, la cittadina alle porte della Penisola Sorrentina ad alta vocazione gastronomica.

La manifestazione celebra la cosiddetta “Pizza di Vico”, una vera e propria specialità, nata a Vico Equense grazie a Luigi dell’Amura – fondatore dello storico locale Pizza a Metro –  e dal 2023 anche de.co. (denominazione comunale) con un proprio disciplinare, che ne definisce le specifiche caratteristiche.

Maggiore idratazione della pasta, tempi di lievitazione più brevi, cottura più lunga ad una temperatura più bassa per un risultato completamente diverso dalla classica pizza napoletana: spessa e soffice, viene servita a metro e non al piatto. D’altronde Luigi Dell’Amura, detto o’ zuzzuso perché sempre “sporco” della farina con cui lavorava, sfornava pane ogni giorno e proprio dalla brillante intuizione di condire la stessa pasta del pane con gli ingredienti tipici della pizza, nasce la pizza a metro.

“Pizza a Vico è nata quasi per gioco (nel 2016 n.d.r.) durante una spaghettata insieme all’ex sindaco di Vico Equense Benedetto Migliaccio, che da subito appoggiò la mia iniziativa di fare a Vico una festa dedicata alla pizza”, ci spiega Michele Cuomo, Presidente dell’Associazione Pizza a Vico.

“Oggi siamo arrivati all’ottava edizione con un successo che non ci aspettavamo: i pizzaioli ogni anno mettono a disposizione le loro forze e risorse per portare avanti questa iniziativa.”

Iniziativa a sfondo benefico, dato parte degli incassi vengono destinati in beneficenza: quest’anno verranno devoluti per l’acquisto di un veicolo speciale destinato al trasporto di persone con disabilità. D’altronde la pizza a metro è per sua stessa natura una pizza altruista, una pizza familiare, una pizza da condividere tra più persone.

Anche per quest’anno il format della manifestazione è stato il consueto: ogni pizzeria ha sfornato la classica margherita oltre a un gusto speciale, lasciato alla libera fantasia dei pizzaioli. Tra le tante segnaliamo quella de L’Uliveto (fior di latte, pomodori secchi, zest di limone, pancetta tesa e nocciole) e la Pizza Fantasia di Tigabelas (crema di peperoni gialli, fior di latte, pancetta locale croccante, peperoni rossi arrostiti, pesto di rucola, basilico). Con l’acquisto di un multi-ticket, i partecipanti hanno potuto assaggiare tre fette di pizza margherita, due di speciale, un dolce e una bibita.

Novità dell’edizione 2025 è stato il tema: Pizza e vino, il piacere di stare insieme.

In una fase estremamente difficile per il mondo del vino, l’abbinamento con la pizza rappresenta un’ulteriore diversificazione di mercato e Pizza a Vico ha saputo cogliere questo spunto, coinvolgendo nella tre-sere cantine locali e non. D’altra parte la pizza di Vico, prima ancora di quella napoletana, si è sempre prestata ad essere condita con ingredienti variegati, legati alla ricca tradizione gastronomica del territorio, tanto da rappresentare di volta in volta un piatto a sé stante che ben si adatta all’abbinamento col vino.

Un diverso ticket è stato quindi destinato all’acquisto del bicchiere con il quale era possibile accedere senza limite a tutti i banchi di degustazione.

“Stiamo perseguendo una strategia che va verso la tutela del territorio ma anche verso la promozione, cercando di mantenere intatta la nostra autenticità”, ha commentato il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello raggiunto da 20 Italie.

“Pizza a Vico va in questa direzione, come anche la festa degli chef (Festa a Vico, la tre-giorni che anima le strade del paese nel mese di giugno coinvolgendo decine di chef rinomati provenienti da tutta Italia n.d.r.): da qui l’idea di presentare lo scorso anno Vico Equense come città creativa per la gastronomia Unesco. Abbiamo superato solo la fase nazionale, ci riproveremo per ottenere il riconoscimento definitivo. D’altronde il nostro territorio, le nostre aziende agricole e caseifici con i loro prodotti, la cultura dell’accoglienza sono ciò che ci rappresenta maggiormente. Dobbiamo solo sforzarci affinché tutto questo ci venga riconosciuto come comunità.”

Gastronomia dunque come strumento di cultura e mezzo di tutela, basti pensare all’opera di tutte le piccole aziende agricole per preservare il territorio e i suoi prodotti più tipici, come le noci e il Provolone del Monaco.

“Anche questa è cultura autentica che permette di distinguerci dal fenomeno dell’over tourism”, continua Peppe Aiello, “senza dimenticare che Vico Equense è attiva attraverso molte iniziative culturali, oltre a essere la città di Gaetano Filangieri, Giambattista Della Porta e della cappella medievale di Santa Lucia.”

Cibo e gastronomia intesi anche come punto di arrivo di un percorso multiculturale e multidisciplinare ma anche come punto di partenza per tanti giovani che desiderino intraprendere il percorso della ristorazione.

Che possa essere realmente questa la corretta chiave di lettura per un turismo più sostenibile? Per ora ci limitiamo a testimoniare l’alta affluenza di persone che hanno animato le strade del centro di Vico Equense durante Pizza a Vico, sancendo ancora una volta per la pizza il titolo di street-food per eccellenza.

A Salerno la Gluten Free Experience: senza glutine, non senza piacere

Gusto e convivialità senza confini: Le Parùle presenta il menu senza confini. Giuseppe Pignalosa sfida i pregiudizi sul gluten free e inventa la vera pizza per tutti.

Il 15 ottobre la Pizzeria Le Parùle di Giuseppe Pignalosa, maestro riconosciuto per la sua filosofia di cucina legata al territorio e alla biodiversità, apre un nuovo capitolo con una serata-evento dedicata al mondo senza glutine che vedrà la partecipazione di Alfonso Del Forno, Giornalista Enogastronomico specializzato in alimentazione senza glutine e birra artigianale.

Giuseppe Pignalosa

Un menu senza compromessi, una sfida di gusto e sperimentazione: pizze appena sfornate, fritti partenopei, dolci e birre rigorosamente gluten free diventano protagonisti di un’esperienza pensata per chi convive con la celiachia e per tutti coloro che vogliono scoprire un nuovo linguaggio del piacere a tavola.

La serata si terrà in un ambiente coperto e riscaldato, pensato per accogliere e favorire la convivialità. Sarà possibile parcheggiare comodamente nei pressi, accedendo dall’ingresso principale di Marina d’Arechi.

Alfonso Del Forno

La pizza che sfida le regole e conquista il palato

Un progetto che nasce dall’esperienza diretta, dall’ascolto e dalla volontà di creare uno spazio autorevole e inclusivo, dove le esigenze dei celiaci incontrano la creatività di uno chef capace di valorizzare ogni ingrediente senza mai rinunciare al gusto.

Dal limite alla possibilità: la rivoluzione gluten free di Giuseppe Pignalosa

Mangiare senza glutine non deve mai significare mangiare senza scelta, senza gioia. Fino a pochi anni fa, proporre piatti e pizze senza glutine era per i ristoratori una sfida complessa: difficile reperire prodotti di qualità, spesso sostituiti da soluzioni standardizzate o surgelate, che mal si adattavano al gusto e alla tradizione mediterranea. Oggi, grazie alla crescente consapevolezza e all’impegno di produttori e chef, il “gluten free” è uscito dal recinto della necessità per trasformarsi in un linguaggio di inclusione, qualità e innovazione.

Il progetto di Giuseppe Pignalosa nasce da qui: dare forma a una cucina senza glutine, dove pizza, fritti e dolci raccontano la stessa storia di convivialità, artigianalità e amore per la materia prima. Un percorso reso possibile grazie all’alleanza con produttori che lavorano materie prime di eccellenza gluten free, costruendo così un modello sostenibile e replicabile.

La serata del 15 ottobre a Marina d’Arechi diventa un manifesto di cucina inclusiva: la dimostrazione che la pizza e i grandi classici partenopei possono essere vissuti da tutti, senza rinunce e con lo stesso piacere.

Dettagli evento:

📅 Data: 15 ottobre 2025

📍 Location: Le Parùle – Porto Marina d’Arechi, Salerno

Orario: dalle 20:00

La IV Edizione Pizza Awards Italia 2025 consacra le eccellenze della pizza italiana

Bonetta, De Simone, Riemma e Pezzella. I fantastici quattro dell’arte bianca tra i migliori cinquanta

Pizza Awards ritorna alla grande e premia le eccellenze italiane. Grande soddisfazione per alcuni nomi di spicco del panorama pizzaiolo d’élite: dalla Campania alla Lombardia, dal Lazio alla Sardegna, brillano Raffaele Bonetta (33° posto), Paolo De Simone (37°), Angelo Pezzella (45°) ed Emanuele Riemma, che ha conquistato la 42ª posizione aggiudicandosi anche due riconoscimenti speciali,“Miglior Pizzeria in Sardegna” e “Miglior Carta dei Cocktail”. Dunque, dopo sei anni di attesa, Roma e Spazio Novecento hanno accolto la IV edizione dei Pizza Awards Italia, l’evento che celebra le migliori pizzerie e i grandi protagonisti del settore consacrando quattro nomi d’autore supportati da Carbot Communication.

Questa classifica è uno stimolo enorme a continuare a crescere – ha commentato Raf Bonetta – la pizza è identità, territorio e passione: la mia sfida è raccontarlo in ogni fetta. Essere tra i primi cinquanta in Italia è già una vittoria che condivido con la mia squadra. Questa giornata dimostra che la pizza italiana è sempre più protagonista nel mondo”.

Soddisfazione anche per Paolo De Simone, che ha sottolineato: “Sono orgoglioso del percorso fatto: la tradizione cilentana resta la mia bussola. Ogni riconoscimento è il frutto di anni di lavoro e ricerca sulle materie prime. Il bello di questi eventi è ritrovarsi tra colleghi e confrontarsi. Il 37° posto non è un traguardo, ma un punto di partenza per fare ancora meglio”.

Tra i protagonisti dell’edizione il pizza chef campano Emanuele Riemma, 42° in classifica e vincitore di due premi speciali: “Ricevere due premi oltre all’ottimo piazzamento in classifica è stata una sorpresa incredibile. Essere la ‘Miglior Pizzeria in Sardegna’ è un onore che dedico alla mia terra e a quella che mi ospita. La ‘Miglior Carta dei Cocktail’ è un riconoscimento al lavoro di squadra e alla voglia di innovare. Questi risultati mi danno ancora più energia per continuare a sperimentare alzando sempre più l’asticella”.

Infine Angelo Pezzella, al 45° posto, ha dichiarato: “Sono estremamente felice di questo momento che dedico a tutti i miei clienti, veri giudici quotidiani. Il mio obiettivo resta far vivere l’esperienza della pizza napoletana a Roma con autenticità. Questo risultato è un riconoscimento che ripaga i tanti sacrifici profusi in questi anni”.

La IV edizione degli “Oscar della pizza italiana” si è articolata in un ricco programma che ha unito formazione, celebrazione e degustazioni. La giornata si è aperta con la prima Pizza Conference, dal titolo “Non è tutto oro ciò che luccica”, un talk riservato agli addetti ai lavori per affrontare temi cruciali del comparto, dai falsi miti alle nuove tendenze, moderato da Vincenzo Pagano e condotto da Barbara Politi.

Il cuore della manifestazione è stato la cerimonia di consegna dei 43 premi, che ha decretato la Miglior Pizzeria d’Italia, le 20 Migliori Pizzerie Regionali e i professionisti dell’anno, oltre a numerosi premi speciali dedicati a pizze, carte e format innovativi. A decretare i vincitori è stata una giuria di oltre 200 giornalisti gastronomici che hanno votato le 150 migliori pizzerie italiane in nomination selezionate dai 10 componenti della“Pizza Awards Academy”.

Durante la giornata, spazio agli show cooking che hanno dato vita a un vero e proprio spettacolo di gusto: tra i protagonisti, Emanuele Riemma con le sue creazioni che hanno portato il profumo della Sardegna sul palco e Angelo Pezzella, che ha celebrato la sua pizza dall’anima napoletana. La serata si è conclusa con il suggestivo Gala della Pizza.

La IV edizione dei Pizza Awards Italia ha confermato, dunque, la centralità della pizza come simbolo del Made in Italy e ha acceso i riflettori sui talenti e le nuove sfide di un settore in continua evoluzione.

I Caporale, impasti leggeri e digeribili nel segno di un ridotto apporto di calorie

Mangiare la pizza fa bene? Assolutamente sì, a patto di non esagerare come per ogni alimento. Da I Caporale l’attenzione ad evitare gli “sgarri” calorici inizia già dagli impasti leggeri e digeribili, grazie anche alla selezione farine di grani antichi Varvello 1888, che garantisce gusto e leggerezza a tavola.

La storia dei fratelli Giuseppe e Raffale Caporale comincia dal Rione Sanità, da un contesto impegnativo e parimenti formativo per la loro professione. Scegliere di fare il pizzaiolo significava un tempo imparare il mestiere quando non si avevano motivazione e possibilità per proseguire negli studi.

Adesso, invece, lo studio inizia già sulla spianatoia nella scelta delle materie prime e nelle tecniche di lievitazione controllate alla perfezione. Il padre aveva svolto la dura gavetta da dipendente nel locale di Via Nazionale delle Puglie a Casalnuovo di Napoli, prima di rilevarne da 18 anni la piena proprietà. In lui resta la passione per le ricette tradizionali, meno contemporanee ma tanto gustose. La classica ruota di carro è una di queste, che Raffaele e Giuseppe rivisitano in varie proposte.

“La Sanità”

Ma è il basso impatto glicemico l’ingrediente cardine della pizzeria. Persino nei topping eleganti, sempre ricchi di verdure di stagione e mai eccedenti nel condimento. Ovviamente il sapore non va sacrificato, per questo Giuseppe e Raffaele coltivano un orto di famiglia con primizie della terra per soddisfare la maggior parte del fabbisogno giornaliero.

«Cerchiamo di fare del nostro meglio, ascoltando e imparando dagli errori. Da ex ballerino, 5 volte campione italiano di danze caraibiche, non potevo dimenticare l’attenzione alla linea perché la bilancia non diventi un nemico – racconta il poco più che trentenne Raffaele – Siamo legati solo al giudizio dei clienti, il miglior premio per i nostri sforzi. Il successo ad ogni costo non fa per noi».

“Purple Tuna”

Lo si vede nella sequenza degli assaggi, partendo dalla signature “La Sanità” dedicata alle origini: una provola e pepe a ruota di carro dall’accattivante miscela di pepi, il test più delicato da superare per ogni pizzaiolo. Si prosegue con la “Purple Tuna”, da impasto ai carboni attivi in triplice cottura e l’estro delle chips di barbabietole unite a scarola riccia, finocchio e tartare di tonno mediterraneo.

“Caporalotto salsiccia e friarielli”

Prima del dolce finale ecco il “Caporalotto”, impasto arricchito con semi di chia, lino e papavero lievitato per 36 ore. Un morso alla versione salsiccia e friarielli apre il palato verso le sensazioni tipiche di uno dei piatti più celebri della Campania.

“Margherita Dolce”

Dessert unico e originale per la “Margherita Dolce” ideata partendo da gelato al fiordilatte e composta di pomodorino corbarino. Buona la carta dei vini, ampliata con chicche del territorio, utile per una serata a scelta libera o nel menu degustazione a 40 euro.