Tra un Benvenuto, un’alice di Acquapazza e un calice, ci è scappato un Prosit. A Cetara, Golosità che scaldano il cuore con Ambientarti e Grapee.

Torre di Cetara colma di avventori, venerdì 1 settembre, nel pieno dell’affluenza turistica dell’alta stagione. Scusate mi correggo, la data esatta è venerdì 1 dicembre. Ebbene sì, a Cetara si possono trascorre momenti fantastici anche in autunno inoltrato, quasi inverno.

A coccolarci ci sono le agenzie Ambientarti e Grapee che organizzano una rassegna culturale dal sapore leggero, per dare lustro a tutto ciò che il terroir sa offrire, (come direbbero gli esperti del vino).

Il titolo è un voluto rimando all’unione di intenti e di realtà diverse, ognuna col suo stile, ognuna costituente un piccolo tassello nel mosaico enogastronomico della Campania. Dei fratelli Vicinanza, ad esempio, abbiamo già accennato nell’articolo Salerno: Hippocratica Civitas tra santi, tradizioni, luci d’artista ed attrazioni enogastronomiche.

Ma a noi non bastava e quindi torniamo sul loro vino bianco, blend alla pari tra Fiano e Bombino ed il rosso, invece, 70% Aglianico e 30% Merlot dalle immediate colline di Salerno. Tenuta San Benvenuto ha curato quindi la “parte liquida” dell’evento, che ha accompagnato l’entrée a cura realizzato a cura di Prosit e Golosità e la successiva degustazione a cura del ristorante Acquapazza a Cetara.

I ragazzi di Grapee hanno raccontato, a modo loro, le eccellenze del golfo: i vini salernitani e i prodotti cetaresi che ogni giorno si guardano e si fanno l’occhiolino portando lustro alla regione nel mondo intero.

Un ottimo lavoro di comunicazione e cultura del Made in Italy, nell’attesa di rivederci anche il 19 gennaio per l’ultimo degli appuntamenti programmati. 

A voi un piccolo estratto della serata nella Torre Vicereale di Cetara.

La Sardegna di Vinodabere seconda edizione

33 cantine dal piccolo continente Domenica 21 e lunedì 22 gennaio 2024 Hotel Belstay, Via Bogliasco, 27 – Roma

Saranno 33 le cantine partecipanti alla II edizione di La Sardegna di Vinodabere ed oltre 140 i vini in degustazione, che offriranno, per la seconda volta nella Capitale, un quadro unico della produzione enologica del piccolo continente.
Domenica 21 e lunedì 22 gennaio, all’Hotel Belstay a Roma, sarà possibile incontrare ai banchi di assaggio numerosi produttori sardi e scoprire insieme a loro le tante aree vinicole dove si produce vino di qualità.
Da quasi ogni luogo della magica isola arriveranno vignaioli insieme alle loro preziose etichette, per permettere al pubblico di intraprendere un singolare viaggio nel loro mondo enologico ed apprezzare le differenze date dai microclimi e dai terreni che caratterizzano la Sardegna e che nei calici lasciano il segno.
Elenco aree ed aziende

Alghero
Poderi Parpinello

Anglona
Tenute Rossini

Coros
Cantina Monte Fenosu
Salvatore Chessa

Gallura

Cantina Depperu
Jankara
La Contralta
Li Duni
Li Seddi
Siddùra
Surrau
Tenute Gregu

Mamoiada
Cantina Marco Canneddu

Mandrolisai
Fradiles

Ogliastra
Alberto Loi
Tenute Perda Rubia

Oliena
Iolei
ASCOS, Associazione Produttori del Nepente e del Vino di Oliena:

Biscu

Gostolai

Guthiddai

Ruju Sardu

Salis

Vignaioli di Oliena

Orgosolo
Cantine di Orgosolo

Romangia

Fattorie Isole
Vini TraMonti
Consorzio Terre di Romangia:
Fara Giorgio
Nuraghe Cabrioni
Viticoltori della Romangia

Sulcis
AgriPunica
Cantina Santadi
Cantine Sardus Pater

Sud Sardegna
Pala

La Sardegna di Vinodabere, nella giornata di domenica, sarà anche masterclass grazie alle quali si potranno approfondire alcune aree vitivinicole e fare un confronto diretto con produzioni provenienti dalle medesime zone.

Orari
Domenica 21 gennaio
Ore 10 – 11 masterclass “Il Nepente di Oliena e le sue interpretazioni”
Costo 25 euro a persona. Possibilità di richiesta accredito stampa.
Ore 11.30 – 13.30 masterclass “Ogliastra, Orgosolo e Romangia, territori a confronto”
Costo 35 euro a persona. Possibilità di richiesta accredito stampa.
Dalle ore 14 alle ore 16 accesso ai banchi di assaggio riservato a stampa, blogger, influencere
e operatori (accredito da richiedere via mail)
Dalle ore 16 apertura anche al pubblico finale
Ore 20 termine della manifestazione
Lunedì 22 gennaio
Dalle ore 10 fino alle ore 18.30 apertura banchi di assaggio per il pubblico, stampa, blogger,
influencer e operatori.

Costi
Ingresso giornaliero
25 euro per il pubblico
20 euro per sommelier con tessera in corso di validità da mostrare alla cassa
Ingresso per due giorni 40 euro invece di 50 euro
Con il biglietto di ingresso sarà possibile degustare tutti i vini presenti ai banchi.
Ingresso gratuito per stampa ed operatori con richiesta di accredito via mail. L’accredito sarà valido solo una volta confermato via mail.
Per giornalisti, blogger e influencer scrivere a accredito@robertaperna.com
Per operatori (ristoratori, enotecari, agenti…) scrivere a operatorivinodabere@gmail.com
Per maggiori info e dettagli: vinodabere@gmail.com

Al WIP Burger & Pizza successo di pubblico per la serata dedicata al Sake

Non è trascorso tantissimo tempo dalla serata ospitata dal Wip Burger & Pizza di Nocera Inferiore dedicata al sake giapponese, tanto che se ne continua a parlare ancora oggi. Va comunque riconosciuto ai cugini Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, al timone del locale tanto insignito da riconoscimenti e menzionato nelle guide, di avere avuto coraggio, visione e lungimiranza nell’aderire ad una proposta ritenuta lontana anni luce dalla loro offerta gastronomica e per l’Agro sarnese Nocerino, d’altronde però esse sono anche le doti che li hanno condotti a maturare gli straordinari risultati che vedono il Wip sempre più apprezzato e sotto i riflettori, sintomo di capacità imprenditoriale, di socializzazione e di fidelizzazione non comuni.

A raccontare il sake giapponese in abbinamento alla Dieta Mediterranea durante la serata di santa Barbara non poteva che essere Gaetano Cataldo, primo a svilupparne e dimostrarne l’ipotesi, sake sommelier certificato dalla sake sommelier Association, docente della scuola Italiana sake e suo referente per il Mezzogiorno.

Il format ha previsto una parte culturale e una specificatamente edonistica, prevedendo quindi cinque diversi sake a cinque portate. Dopo una disamina che ha messo in parallelo tutti gli aspetti che legano il nostro modello alimentare alla cucina giapponese, non sono mancati i riferimenti ad Ancel Keys ed al suo “seven Countries study”, includente appunto anche l’arcipelago nipponico.

Gaetano Cataldo ha tenuto ad evidenziare quindi le proprietà organolettiche in assonanza tra il cibo e il fermentato di riso, fattore umami in primis, proiettando gli ospiti nel passato millenario del sake, raccontandone storia, aneddoti, ingredienti, cultura e produzione. Il menu, studiato appositamente per dare una chiave di lettura palatale ben definita, ha celebrato gli impasti meditati del Wip con la loro selezione di farine e la grande artigianalità dell’Ager sarnensis, i cui prodotti sono sempre più affermati, tanto sul panorama regionale che nazionale.

Ecco il menu e gli abbinamenti andati in scena

Focaccia ai multicereali con baccalà marinato all’olio evo ed agrumi, crema di scarola alla napoletana, polvere di olive nere e maionese di papaccelle. Dewanoyuki Kimoto Junmai dalla prefettura di Yamagata, prodotto da Watarai Honten.

Pizza di impasto integrale senator Cappelli con tonno rosso fresco ai 3 pepi, pomodorino corbarino semidry, mousse di cipollotto nocerino e Insalatina di Lollo. Ninki Gold Junmai Daiginjo dalla prefettura di Tohoku, prodotto da Ninki Ichi.

Tagliere di Salumi di Salvatore Calabrese: fiocco e salsiccia di scottona stagionata, capocollo e dosso di suino piemontese pesante. Amabuki White Junmai Daiginjo dalla prefettura di saga, prodotto da Amabuki shuzo. La Macelleria del Centro storico a san Marzano sul sarno è una realtà norcina di gran pregio, giunta alla terza generazione e che lavora salumi e insaccati solo con maiali pesanti italici, razza mangalica ungherese e bovini di pregio. Da segnalare il culatello.

Tagliere di Formaggi da Meditazione ai 4 latti di Paolo Amato: tofu vaccino ai porcini e ai fiori eduli, stracchino maturo di bufala, pecorino riserva dei Monti Lattari e blu di capra. Shirayuki Edo Genshu Junmai dalla prefettura di Hyogo, prodotto da Konishi shuzo. Il Caseificio Aurora nel comune di sant’Egidio del Monte Albino è un altro fiore all’occhiello dell’area nord di salerno ed in termini caseari costituisce una dispensa preziosa per molti ristoratori di pregio e chef stellati.

Delizia al Limone e Panettone Classico con salsa agli Agrumi del Gran Caffè Romano di Solofra. Kodakara Yuzu dalla prefettura di Yamagata, prodotto da Tatenokawa. Una trasvolata dalla tradizione pasticcera più tipica della Costiera Amalfitana alla sapiente artigianalità irpina dei lievitati natalizi dei fratelli Romano, una garanzia di qualità che si rinnova. Grandissima la curiosità destata tra il pubblico con tematiche e nuove emozioni gustative.

La nostra redazione non poteva mancare a questo appuntamento e tra gli ospiti eccellenti figuravano Andrea Ferraioli, presidente del Consorzio Vita salernum Vites, con la sua signora Marisa Cuomo, Antonio Polichetti, presidente della locale Condotta slow Food ed il collega Nello Ferrigno, direttore di In Prima News.

Be.Come 2023 : edizione che conferma l’importanza dello “Human-Centered Manufactoring”

Si è svolta a Milano presso il Radisson Collection Santa Sofia la terza edizione dell’evento che vuole puntare sulla centralità del fattore umano nel sistema produttivo nel mondo del vino. Alessandra Montana, founder di Allumeuse Communication, spiega come “ in un mondo pervaso dalla tecnologia, dove ormai i social sembrano obsoleti e si parla solo di Intelligenza Artificiale, Be.Come 2023 vuole affermare con vigore le persone al centro”.

Gabriele Gorelli, Master of Wine e co-fondatore di Be.Come, aggiunge che l’evento ha un appeal “internazionalizzato e internazionalizzante, che sposta su Milano appunto, per mostrare una inconfondibile italianità che vuole fare squadra, confrontarsi ed elevarsi sempre più attraverso tutta quella serie di valori intangibili, ma fortissimi, che circondano il calice.

Un format che ha permesso alle persone del settore intervenute di incontrare, ai tavolini dedicati in una sala adiacente la hall dell’albergo, i produttori in una atmosfera speciale, dove è stato possibile approfondire la conoscenza delle persone e il racconto dei  vini in degustazione.

Silvia Allegrini ha narrato la nascita dell’azienda e le scelte fatte dal nonno Giovanni mentre era in degustazione uno dei loro grandi vini, La Poia 2018, ottenuto da corvina in purezza, un vitigno del territorio capace di regalare grandi emozioni nell’invecchiamento. Un vino figlio di una “annata di luce” (o leggera, più fresca), in cui si apprezzano le note erbacee, i sentori netti e puliti di amarena e prugna, la struttura e la dinamicità del sorso; venti mesi in botti nuove di Allier, otto in botti di rovere di Slavonia prima di essere messo ad affinare i bottiglia per 10 mesi.

Chiara Lungarotti ha testimoniato l’impegno della sua famiglia nella promozione e nel riconoscimento della viticoltura umbra non solo in Italia ma anche nel Mondo. Torgiano Rosso Riserva Rubesco Vigna Monticchio è un vino che sa esprimersi nel tempo, mantenendo l’eleganza. Rubino intenso, con un corredo olfattivo di squisita complessità che si declina in note di mora e marasca, violetta, menta e spezie dolci. Tannino morbido e vellutato, di buona persistenza. Da uve sangiovese che vengono vinificate in acciaio e maturano in botti di diversa capienza per circa un anno, a cui seguono 4 anni di affinamento in bottiglia.

Masciarelli inizia negli anni Ottanta a produrre vino e ad andare in  controtendenza: invece di puntare sugli internazionali, strizza l’occhio al montepulciano d’Abruzzo, l’autoctono per eccellenza della sua regione. Nel 1987 conosce Marina Cvetic che diventa la sua compagna e madre dei suoi figli. Purtroppo scompare prematuramente Gianni e Marina porta avanti l’azienda che attualmente conta su di una presenza femminile al 54% . Villa Gemma è il luogo da dove tutto è iniziato e in degustazione erano presenti sia il montepulciano che il cerasuolo. Due vini di grande espressioni territoriale e veramente emozionanti. Il Cerasuolo 2022 è ottenuto facendo macerare per 12 ore a 4 gradi le uve di montepulciano, ha buona struttura, freschezza e succosità del frutto. Chiusura sapida, perfetto in abbinamento al cibo.

Gabriele Gorelli ha condotto una prima masterclass, in collaborazione con Danielle Callegari, dal titolo “Wanderers above the sea fog” ispirandosi al celebre quadro di Friedrich – Il Viandante della Nebbia- per presentare le etichette che emergono nel panorama del mondo del vino: un percorso davvero emozionante.

La “contaminatio” con le opere d’arte è proseguita nella seconda masterclass, condotta da Gabriele Gorelli MW e Jeffrey E. Porter, giornalista, wine educatore e wine consultant, ispirata dall’opera di Jeff Koons che ritrae una cane fatto da palloncini: proprio il palloncino può essere visto come il simbolo degli obiettivi, desideri e delle aspirazioni. Essi possono alzarsi e sperimentare quel senso di libertà che noi stessi vorremmo provare.

Eric Guido editor di Vinous ha condotto invece la masterclass “Exposing the terroir of Montalcino”: numerose le aziende ilcinesi presenti alla manifestazioni tra cui Altesino, Argiano, Baricci, Castello Romitorio, Castiglion del Bosco, Col d’Orcia, Fuligni, la Magia, Poggio di Sotto, Salicutti, Talenti, Uccelliera. La comunità di Be.Come 2023 ha visto inoltre ampliare il suo orizzonte d’azione grazie all’intervento di partner internazionali: una delegazione di viticultori della Napa Valley, Champagne Morel e De Venoge e due aziende asiatiche, la cinese Silver Heights e la Shinken con i sake spumanti del Sol Levante e l’evento risalta nel panorama degli appuntamenti enoici, sia in Italia che all’Estero, per la qualità e l’innovazione del modo di comunicare il vino.

LIFE OF WINE 2023: un viaggio tra i ricordi delle annate che furono

Life of Wine 2023, atteso con fervore da appassionati e esperti di vino, ha nuovamente brillato in tutta la sua magnificenza grazie all’abile organizzazione di Roberta Perna e di Studio UMAMI. L’evento del 3 dicembre, presso l’Hotel Villa Pamphili a Roma, è stato un autentico trionfo dedicato all’evoluzione del vino nel corso del tempo.

La giornalista Roberta Perna con Alberto Chiarenza autore di 20Italie

Nonostante le sfide legate alla viabilità delle domeniche green, il pubblico ha risposto numeroso confermando che Life of Wine è ormai un appuntamento imperdibile per gli intenditori e gli amanti del vino. Al di là dei dati di affluenza e partecipazione, la manifestazione si è distinta per la sua importanza. Una giornata che ha offerto l’esperienza straordinaria di potersi immergere in una selezione di cantine degne di nota. Verticali storiche di etichette senza tempo e senza pari. c

Quest’anno, la presenza di piccoli e talentuosi produttori è emersa maggiormente, aggiungendo quel tocco di eccellenza in più. Life of Wine ha inoltre confermato che la passione per il vino è una forza inarrestabile, capace di unire intenditori, produttori e appassionati in una celebrazione unica, che continua a far brillare la cultura enologica nella città eterna.

Gli assaggi

Metodo Classico Trento DOC di Lucia Letrari “Quore”

Tra le colline a nord di Trento sorge la storica Cantina che ha scritto le prime pagine del successo del Metodo Classico di quella valle, insieme al visionario Giulio Ferrari. Il Metodo Classico Trento DOC di Lucia Letrari Quore, un Blanc de Blanc Grandi Millesimi di Chardonnay, invecchiato per 60 mesi sui lieviti ha recitato il ruolo di protagonista nel mondo degli sparkling d’autore.

La storia della famiglia Letrari è intrecciata con quella del Metodo Classico. Quore vuole essere una celebrazione di quattro annate straordinarie, dalla vibrante annata 2016 e 2015 alle più mature 2012 e 2011. Un viaggio attraverso il tempo, con i millesimi 2016 e 2015 che apportano profumi freschi e fruttati, mentre il 2012 e 2011 offrono una complessità avvolgente, arricchita da sentori di panificazione. Il colore dorato brillante si fa sempre più carico con il passare degli anni, una testimonianza dell’evoluzione e della maturità che avviene nella quiete della cantina. Ogni sorso è un’esperienza sensoriale che avvolge il palato in un abbraccio di eleganza e complessità.

La Stradina a Gattinara conquista il cuore degli esperti

In una piccola comunità ai piedi delle Alpi, cinque amici hanno trasformato il loro legame d’infanzia in un’avventura unica nel suo genere. La Stradina, così chiamata dal punto d’incontro che li ha visti crescere, è diventata il palcoscenico di un sogno condiviso: la produzione di un Nebbiolo elegantissimo.

Mario Mostini, Roberto Petterino, Prospero Biondi, Piergiorgio Cerello e Mauro Cometto, nati e cresciuti nella pittoresca Gattinara, decidono di tracciare un percorso diverso nella loro vita adulta. La decisione cruciale arriva quando, per non perdersi di vista, decidono di acquistare i vigneti di nonno Giorgio, in paese chiamato “Rusét” per via del caratteristico colore rossiccio dei capelli. Con Piergiorgio Cerello, enologo del gruppo, la squadra decide di dare vita a un vino che si distingue per eleganza, rispecchiando le caratteristiche uniche del territorio di Gattinara. Il progetto, nato dall’affetto per la terra e la tradizione, inizia a prendere forma nei vigneti acquisiti dai cinque amici di quasi un ettaro che producono circa 3000 bottiglie.

La verticale

Gattinara 2020: Un’annata che ha sfidato il caldo e la siccità, regalando un vino vigoroso con una struttura eccezionale. Un’esperienza che cattura l’anima di Gattinara.

Balós 2019 – 15°: Con l’annata calda, questo vino si presenta con forza e grande struttura. Un viaggio sensoriale che celebra la potenza del territorio.

Rusét 2009: Intensità olfattiva sorprendente, un ventaglio di aromi che incanta i sensi. In bocca, un viaggio di sensazioni uniche che raccontano la storia del 2009.

Rusét 2011: Connotazioni fresche e tanniche, note scure che dipingono un quadro gustativo raffinato. Un’annata che incanta con la sua complessità.

Rusét Cru Vigneto San Francesco, 2018 (migliore assaggio): Il culmine dell’eccellenza. Un’opera d’arte enologica che incarna il meglio di Gattinara. Un assaggio che lascia senza parole.

Rusét Cru Vigneto San Francesco, 2015 Riserva: Un inno al tempo, una riserva che racchiude l’anima di un territorio in ogni goccia. Un’annata che si fa ricordare.

Gini: storia di passione e tradizione a Soave

Nelle colline pittoresche di Monteforte d’Alpone, provincia di Verona, si snoda la storia della famiglia Gini, custode di una tradizione vinicola che si tramanda da ben 15 generazioni. Oggi Sandro e Claudio Gini guidano con passione e dedizione le sorti dell’azienda, portando avanti l’eredità vitivinicola con un tocco di innovazione e rispetto per la natura. Un tratto distintivo che rende unica la produzione Gini è la decisione pionieristica risalente al 1985 di abbandonare l’uso di anidride solforosa nella vinificazione. La vendemmia, momento cruciale nel ciclo vitale della vite, è inoltre gestita con una cura artigianale in tre periodi distinti. Questa strategia consente di vinificare uve in momenti diversi di maturazione, garantendo un perfetto equilibrio tra freschezza e grado zuccherino.

Gli assaggi

La Froscá 2021: Una sinfonia di freschezza e note floreali, con accenni di frutta a polpa bianca. Il 2021 si presenta come un’ode alla purezza e alla leggiadria, un Soave Classico DOC che incanta i sensi.

La Froscá 2019: Un frutto più maturo, ma sempre intriso di una freschezza distintiva. Profumi avvolgenti di fiori bianchi e frutta accompagnano questo vino equilibrato e delicato. Un’annata che abbraccia l’eleganza.

La Froscá 2013: Un salto indietro nel tempo rivela una leggera nota fumè. In bocca, un vino con corpo e morbidezza straordinari, impreziosito da note di miele millefiori. La perfetta armonia tra freschezza e una leggera sapidità chiude il sipario in bellezza.

Altri migliori assaggi presenti a Life of Wine

Il Colombaio di Santa Chiara – Vernaccia di Sangimignano DOCG 2016

Fontana Candida – Frascati Superiore Riserva DOCG Luna Mater 2019

Muscari Tomajoli Aita 2020

Il Borro – Toscana IGT 2016

Sergio Mottura – Tragugnano 2014

Antonelli Sanmarco – Sagrantino di Montefalco DOCG 2012

Secondo appuntamento con le eccellenze enogastronomiche della Gourmet Arena al 32° Merano Wine Festival: i video di 20Italie

La Gourmet Arena del 32° Merano Wine Festival ha rappresentato l’evento nell’evento, con un patrimonio di eccellenze della gastronomia italiana unico nel suo genere. Abbiamo già offerto un ricco antipasto con il precedente articolo curato dalla collega di redazione Olga Sofia Schiaffino Primo appuntamento con le eccellenze enogastronomiche della Gourmet Arena al 32° Merano Wine Festival.

Quest’oggi, invece, andiamo in scena con le interviste video e con i protagonisti che possono spiegare a voce, meglio di quanto riusciamo a fare con le parole scritte, l’emozione, il progetto e le visioni a lungo raggio del lavorare materie prime semplicemente eccellenti.

Un panorama in cui l’Italia veste il ruolo da protagonista indiscusso, ammirata (e invidiata) dai concorrenti esteri che non hanno le stesse tradizioni in settori così diversi tra loro. Non solo formaggi, ma anche salumi, pasta e riso, pesce, dolci e tecniche di produzione secolari.

Parlare di colatura di alici, ad esempio, significa descrivere una metodologia antichissima, quando si recuperava ogni parte di un cibo, compresi i succhi delle alici sottoposte a pressatura e salagione. Nasce un ingrediente che fa pietanza a sé stante, ricco di aromi e di sapore. Un rafforzativo per qualsiasi ricetta, a patto di essere molto morigerati con l’aggiunta extra di sale. Gennaro Castiello e lo chef Gennaro Marciante con il loro ristorante Acquapazza a Cetara sono tra i detentori di questo segreto campano conosciuto ovunque.

Usi, costumi e tanta sperimentazione. L’idea di una nuova varietà di riso, il Riso Magnum proposto da Hera nei Campi in collaborazione con l’Università degli Studi Federico II° di Napoli restituisce lustro al Principato di Salerno di arcaica memoria. La famiglia Bifulco ha ridato vita, nei terreni della Piana del Sele, alla coltivazione di uno dei cereali più diffusi al mondo, sfruttando le serre fredde destinate alla coltivazione delle eccellenti baby leaf (le giovani foglie e i piccioli di qualsiasi prodotto del gruppo “ortaggi a foglia”) e inserendosi naturalmente nella rotazione colturale dei terreni.

E poi Cristina Nonino, quinta generazione di distillatori di Grappa Nonino, una famiglia che in fatto di conservazione del patrimonio culturale italiano non ha nulla da invidiare. Distillare, che sia per grandi produzioni o in maniera più artigianale, è un’arte e richiede competenza e scelta delle materie prime. Le vinacce devono essere freschissime, quasi appena lavorate, per evitare sgradevoli devianze gusto-olfattive. Una nota a margine anche nel Disciplinare, considerato da molti troppo elastico per difendersi da imitazioni o versioni “al ribasso” di una tipologia identitaria delle regioni del Nord del BelPaese.

Al Sud, nascosto tra i vicoli di San Giorgio a Cremano, c’è il laboratorio di Alma de Lux con i suoi premiatissimi liquori artigianali, confezionati in un brand elegante e di immediato impatto. La proposta di quest’anno è la Marinara, con sentori di origano e pomodoro a rimembrare la pizza storica partenopea. Gianni Onorato e la moglie Luisa Matarese sono partiti dal nulla con le proprie forze ed eccoli, adesso, al vertice dell’eccellenze di categoria.

Last but not least un dietro le quinte con chi aiuta ogni giorno nell’ottima realizzazione di eventi di tale portata, come il Merano Wine Festival. Ce ne parla, in chiusura articolo, Mauro Pelacani dell’azienda P&B Line S.a.S. rivenditori di ghiaccio a lunga conservazione, indispensabile per gli stand di vino e prodotti facilmente deperibili.

Perché una manifestazione che si rispetti non può esistere senza il supporto di tutti gli attori in gioco.

Companatico: a Sala Consilina prende il via la prima edizione del festival degli “incontri saporiti”

Cibo & dintorni, Selezione vini, DJ set, Masterclass. Quando tutto sembra volgere lentamente verso le festività natalizie, con i consuenti e ricchi appuntamenti gastronomici tra parenti e amici, Companatico spariglia le carte rimettendo in moto la passione e i sapori nella prima edizione del festival di “incontri saporiti”.

Sala Consilina ritorna in fermento (è proprio il caso di dirlo), con un evento che coinvolge numerosi produttori vitivinicoli, il premiatissimo food truck di Civà – Cibo Vagabondo – Salumeria Malinconico, panifici e norcineria a chilometro zero, Caseificio S. Antonio e le Associazioni di categoria Slow Food Vallo di Diano e Tanagro, Onaf e Ais Delegazione Cilento e Vallo di Diano.

Non potevano mancare, seguendo lo stile proposto per altre manifestazioni, le radici culturali con i cortometraggi del Toko Film Fest e il dj set N-Zino from 180 gr. Tutto questo nella splendida cornice dello storico Palazzo Fiordelisi nei pressi di Piazza Umberto I, oggetto di una recente e raffinata ristrutturazione.

I saloni suddivisi per zone a tema consentono di godere appieno dell’ampio ventaglio di degustazioni ed experience emozionali, con banchi d’assaggio e food area. Prevista l’8 dicembre alle ore 19 una Masterclass dedicata all’abbinamento vino/formaggio curata da Maria Sarnataro – Delegata AIS Cilento e Vallo di Diano e Onaf Salerno.

Un’iniziativa realizzata da Talea, di Alessandro Paventa, che ha come obiettivo la valorizzazione dei centri storici del Vallo di Diano e degli attrattori culturali e naturali mediante l’organizzazione di eventi afferenti al mondo enogastronomico e da giovani imprenditori con il supporto dell’Amministrazione Comunale di Sala Consilina ed i fondi europei previsti dalla Regione Campania POR 2014 – 2020.

I biglietti sono disponibili su taleaexperience.com

Anteprima Brunello di Montalcino: la 2019 sarà l’annata della verità?

Il millesimo 2019 possiede certamente i connotati della grande annata, caratterizzata da attributi salvifici che conducono a un’espressione armoniosa e appagante della rinomata denominazione. La completezza strutturale è un dato di fatto inconfutabile, e la traiettoria della maturazione in bottiglia appare orientata da subito verso un futuro glorioso.

Difficile dire se sia l’annata del secolo, perché il secolo è ancora molto lungo a venire, ma sicuramente possiamo definirla l’annata della verità cha saprà lasciare una traccia indelebile nella memoria. Un millesimo indirizzato da una Natura benevola e in equilibrio, come capita ormai sempre più di rado, in cui predominano con chiarezza cristallina sia la voce del territorio che lo stile di ogni produttore.

Il Brunello di Montalcino 2019 conferma ogni certezza

Non eravamo pieni di aspettative quando finalmente abbiamo varcato la soglia del Chiostro di Sant’Agostino, sede storica di Benvenuto Brunello, una delle anteprime più attese ogni anno. Niente affatto, ci siamo accomodati in postazione pieni di certezze. E non per sentito dire, o semplicemente perché l’andamento regolare delle stagioni ha traguardato in cantina uve non solo sane, ma a dir poco perfette rispetto a tutti i parametri di maturazione. Il potenziale delle grandi annate si è palesato immediatamente e con grande eloquenza sin dal primo assaggio di botte nell’ormai lontano 4 gennaio 2020.

Un sorso che fu un incipit stupefacente che suscitò curiosità e gioia, seguito poi da numerose esperienze di degustazione nel corso degli anni, esplorando il ricco territorio di Montalcino. Assaggiare un vino in definizione è un po’ come sbirciare alle spalle dell’artista, ammirando ogni singola pennellata che contribuisce all’opera completa. L’evoluzione sulla tela è in ogni istante un’opera a sé stante. Allo stesso modo, ogni assaggio di botte racconta una storia sospesa nel senzatempo dove il passato e il futuro sono entrambi pienamente manifesti nel presente.

Potenza e Controllo

Certamente ricorderete l’iconico scatto di Annie Leibovitz con Carl Lewis che sta per scattare ai blocchi di partenza con ai piedi un paio di tacchi a spillo rossi. Sono ormai 31 anni che lo slogan “La potenza è nulla senza il controllo”accompagna il marchio Pirelli. Ebbene, l’immagine e lo slogan sono riaffiorati alla mente con la progressione degli assaggi, in questa annata dove non manca davvero nulla, è tutto al posto giusto anche se a volte non ancora perfettamente in equilibrio.

Intensità e raffinatezza, unitamente a una dinamica tensione al palato, caratterizzano la maggior parte dei calici, e la sfida principale rimane il raggiungimento di un equilibrio ottimale tra calore alcolico, tannini e acidità. Come sempre, le interpretazioni più convincenti si rivelano attraverso un bilanciamento armonioso tra tutte le componenti.

Sebbene qualche campione fosse ancora un po’ timido di naso, l’espressiva eloquenza del sorso non è mai mancata, e ciò che ha sorpreso maggiormente in ogni assaggio è stata la dolcezza dei tannini, anche quando presentavano qualche asperità e tratti di ruvidezza tipici della gioventù.

Augusta Boes autore di 20Italie

Gli assaggi più convincenti

Senza voler dare punteggi né stilare graduatorie, riportiamo di seguito le etichette che ci hanno colpito maggiormente.

Casanuova delle Cerbaie – leggiadro e stratificato nei profumi, fresco, dinamico e scorrevole al sorso, e con tannini dolci e levigati, questo è un Brunello talmente godibile che in tavola rischierà di finire sempre troppo presto.

Poggio di Sotto – un vino che non si discute, si ama. Un Brunello esemplare, profondo, completo ed equilibrato in tutte le sue parti, e che si conferma tra le punte d’eccellenza della denominazione.

Franco Pacenti – precisione ed eleganza sono ormai caratteristiche consolidate che trovano la massima espressione nel sorso carnoso e sfaccettato di Rosildo, un vero e proprio cru in equilibrio perfetto tra energia e armonia.

Fattoi – equilibro, intensità e scorrevolezza fanno da complemento a un naso complesso, profondo ed elegante per questo Brunello la cui coerenza gusto-olfattiva ne amplifica notevolmente la piacevolezza.

La Serena – è il canto della terra verso il cielo, dal bouquet intenso e variegato che, insieme al frutto, profuma di fiori di campo, erbe aromatiche e brezza marina. Complesso e potente, eppure agile e teso, regala gioia ad ogni sorso.

Sanlorenzo – quest’anno Luciano Ciolfi si presenta in smoking con un Brunello inedito e di intrinseca eleganza. Ribes, mirtilli e fragoline di bosco, uniti a una evidente carica balsamica e a una trama tannica fitta e carezzevole, riportano nel calice sensazioni che evocano la Borgogna.

Pietroso – solare, luminoso, esplosivo, è un Sangiovese didattico al naso, con un tripudio di violette e amarene seguite poi da note ematiche, di arancia e cacao. Il calice perfetto con una bella fiorentina al sangue.

Cava D’Onice – Colombaio – piacevolezza e precisione ne caratterizzano il sorso balsamico, fresco, equilibrato e disteso, con tannini dolci e perfettamente integrati. È ghiotto e infinito nella chiusura e non si fa certo dimenticare.

Ridolfi – i Brunello di Gianni Maccari sono come gli acquerelli in cui non ci può essere spazio per l’errore, e fluiscono sempre con eleganza e precisione. Il Donna Rebecca in particolare è profondo e sontuoso con note di cioccolata e arancia che lo rendono davvero irresistibile.

Gorelli – è quello che meglio rappresenta lo slogan Pirelli, e che riesce a coniugare magistralmente complessità e leggiadria, materia e leggerezza, eleganza e disinvoltura, potenza e controllo. Un grandissimo Brunello destinato a regalare intensi picchi di gioia nel tempo.

Ancora una volta, Montalcino si conferma come DOCG d’eccellenza, la cui produzione si distingue per la capacità diffusa di saper fare bene al di là delle caratteristiche specifiche di terroir, e della personale interpretazione di ogni singola cantina. L’orientamento stilistico è sempre più indirizzato verso vini che riescono a coniugare struttura e intensità con la piacevolezza, dinamicità e scorrevolezza del sorso, da godere subito ma pur sempre destinati a durare nel tempo.

Unico rammarico è che le defezioni tra le Cantine punte di eccellenza del territorio cominciano ad essere un po’ troppe. Un fenomeno che non può essere ignorato e che ci si augura possa presto arrestarsi, magari anche con il rientro in campo di Produttori di cui, oggettivamente, continuiamo a sentire la mancanza.

Merano Wine Festival 2023: i colori, le emozioni e le prospettive globali

Merano Wine Festival, giunto alla sua 32ª edizione, si è confermato l’evento più elegante dell’anno nel panorama enogastronomico italiano. Una manifestazione attesa con fervore da appassionati e operatori del settore, che ha trasformato la tranquilla Merano in un palcoscenico di degustazioni, incontri tematici e nuove prospettive per il mondo del vino.

Il richiamo all’eleganza in un’atmosfera vivace e frizzante, che ha accolto i partecipanti provenienti da ogni angolo d’Italia e oltre i confini nazionali. Corso della Libertà, ogni mattina, si è trasformato in un punto d’incontro dove una lunga coda di appassionati, ansiosi di varcare le soglie del Kurhaus, dava il via a giornate intense e piene di sorprese. Non è solo la celebrazione del gusto, ma un’esperienza sensoriale completa.

Oltre alle degustazioni guidate, le masterclass hanno offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza del vino, svelando i segreti nascosti dietro ogni calice. I partecipanti hanno avuto la possibilità di esplorare nuovi territori, scoprendo realtà vitivinicole uniche e l’eccellenza dei settori food, beer and spirits all’interno della Gourmet Area.

I numeri parlano chiaro: 650 aziende vinicole, oltre 3000 operatori del settore e oltre 6500 visitatori. Cinque aree principali – il Kurhaus, la Gourmet Area, il Teatro Puccini, l’Hotel Terme Merano e il Forst Beer – per un panorama completo. Merano si è trasformata in un crocevia di eleganza e bellezza, con negozi e bar che pullulano di operatori, produttori, giornalisti, fotografi, blogger e influencer.

Il Kurhaus, elegante edificio che ospita i banchi di assaggio, è stato il fulcro dell’evento. La WineHunter Arena, nella Sala Grande, ha presentato centinaia di etichette in degustazione, tra cui spiccano il Cesanese del Piglio Superiore DOCG Colleforma di Pina e Armando Terenzi e il Roma DOC Bianco a base di Malvasia Puntinata di Anna Laura Cappellini della Cantina Cifero. L’incontro con la Brand Ambassador di Tenute Navarra, Federica Di Salvo, è stato l’occasione per scoprire il Nero d’Avola Riserva Batticchiè, un vino premiato che ha conquistato i palati più raffinati.

Il redattore di 20Italie Alberto Chiarenza nella sala del Kurhaus

I banchi di assaggio sono un viaggio attraverso le eccellenze regionali, come dimostra Casa Campania (n.d.r. il nostro prossimo approfondimento). Una delle regioni più belle di Italia e la regione con il più alto numero di vitigni autoctoni. Territori magnifici e ancora poco esplorati che stanno riscoprendo l’importanza delle basse rese e del vino di qualità. La cultura gastronomica campana è sicuramente un simbolo dell’Italia nel mondo e i vini sono altrettanto degni di questa nomea. Chiara Giorleo, madrina delle cinque denominazioni campane, guida in un percorso enoico tra Irpinia, Salerno, Sannio, Vesuvio e Caserta, valorizzando la cultura gastronomica e i vini di qualità.

Presenti molti operatori del settore, giornalisti oltre a rappresentanti delle più esclusive Associazioni, come il Presidente della Associazione Italiana Sommelier Sandro Camilli.

La serata di gala, segno della vera ripartenza del Festival, con qualche dissapore per le attese prolungate. Altro momento che consacra ogni anno il Merano Wine Festival è il Sabrage collettivo sul Ponte delle Terme, nel famoso atto che decapita il collo della bottiglia di Champagne, con un colpo di sciabola. Il tutto avviene sotto la supervisione di Helmut Köcher.

Prospettive Globali: Ambassador Internazionali e Export

Merano Wine Festival 2023 ha guardato al futuro, proponendo prospettive globali con il progetto degli Ambassador Internazionali. Non solo degustazioni, ma uno sguardo al futuro dell’enologia italiana all’estero. Sessioni dedicate al settore dell’export hanno delineato un progetto innovativo e avvincente.

L’attrattiva principale per le aziende partecipanti è stata la possibilità di espandere le proprie capacità di vendita. Il nuovo progetto di The WineHunter ha coinvolto importatori provenienti da diverse parti del mondo, dal Sud America al mercato statunitense, dal Canada alla Scandinavia, dalla Russia alla Cina.

Un particolare approfondimento è stato dedicato al gruppo di China Link, un lavoro lungo e impegnativo che ha portato a risultati significativi per l’export italiano in Cina. Marco Facchini e la sua squadra, attivi da oltre dieci anni in Cina, hanno consolidato la presenza dell’export italiano in un mercato complesso e in crescita.

Nella Gourmet Arena non sono mancati gli Show Cooking a cura di numerosi chef, che si sono cimentati con esibizioni creative e fantasiose ma di grande gusto, fatte con materie prime ricercate e rispettando o rivisitando i piatti tipici regionali. Molti gli espositori gastronomici presenti, con il meglio del Belpaese, come olio, formaggi, dolci e quant’altro offra lo Stivale Tra questi mi ha colpito lo stand di Rossoraro, un produttore eccellente di zafferano.

In conclusione, Merano Wine Festival 2023 si conferma non solo come una vetrina delle eccellenze enologiche ma, nonostante alcune critiche (tutto è perfettibile), anche come un evento in continua evoluzione, capace di anticipare le tendenze del settore e di aprire nuovi orizzonti per il vino italiano nel panorama internazionale.

CALICE! ALICI AL CALICE. Venerdì 24 novembre nella Torre Vicereale di Cetara.

Comunicato Stampa

AL MUSEO CANTINA “CALICE! ALICI AL CALICE”:
LA COLATURA E IL VINO DA DEGUSTARE IN COLLABORAZIONE CON GRAPEE
PROSSIMO INCONTRO: VENERDì 24 NOVEMBRE
TORRE VICEREALE, CETARA, ORE 20.00

Sarà un appuntamento speciale quello di venerdì 24 novembre, alla Torre Vicereale di Cetara, per “Calice! Alici al Calice” con le degustazioni dedicate a buongustai e appassionati della buona tavola.Da un’idea di ambientarti, ancora una volta,il mondo vitivinicolo sposa la colatura di alici, alla scoperta di accoppiate inedite e vincenti. Tra racconti di mare e calici da assaporare, la Costiera Amalfitana ci regalerà contorni e contenuti eccezionali, vino e prelibatezze da gustare, e non solo, da ascoltare come una playlist, da guardare come un film, rigorosamente in abbinamento al più prezioso dei nettari. Dalle 20, il Museo Cantina accoglierà i “Vini d’altura” e, in particolare, scopriremo il mondo di Corvéè, cantina emblema della Val di Cembra, guidati dal team di Grapee negli approfondimenti su sentori, profumi e caratteristiche organolettiche. E ancora, masterclass, show-cooking e wine pairing, con dimostrazioni pratiche, preparazione di piatti e storie di lavorazione del pescato, a partire dall’esperienza di Giulio Giordano che illustrerà agli ospiti il magico processo di trasformazione e spillatura della colatura di alici, fornendo tutti gli elementi per la valutazione sensoriale, attraverso i suoi prodotti a marchio Nettuno. Se ad aprire i fuochi sarà Da Spadone per gli assaggi, a spadellare ci penserà il ristorante La Cianciola e il suo vulcanico chef Vincenzo Giorgio per servire un primo piatto espresso. In occasione del terzo e ultimo incontro dell’anno, venerdì 1 dicembre, ampio spazio alle “Eccellenze del golfo: vini salernitani e prodotti cetaresi” nella loro massima esaltazione, con giochi di prestigio e contaminazione tra le specialità di casa, il benvenuto di Prosit e ladegustazione a cura del ristorante Acquapazza. In cantina Tenuta San Benvenuto. Gli altri due appuntamenti in programma riprenderanno a gennaio, il 19 e 26, sempre di venerdì sera, alla Sala Grotta. Per ogni incontro è prevista una proposta di una diversa cantina vinicola da accompagnare alle bontà cetaresi, con i consigli di produttori, pescatori e ristoratori. Ingresso con ticket degustazione. In omaggio, due speciali sottobicchieri della collezione “Connessioni” ispirata alla Costiera Amalfitana, dai disegni dell’architetto Francesco Rizzo per Ceramiche Artistiche Giovanni De Maio. L’evento si configura come momento destagionalizzato del format “Ami Cetara” interamente sostenuto dal Comune di Cetara, all’interno del programma “Le Notti Azzurre Winter Edition” con leiniziative e attività di promozione turistico-culturale e dei prodotti di eccellenza del borgo.

PER INFO:

Posti limitati (max 40), è consigliata la prenotazione: 

info@ambientarti.net | WhatsApp +39 3894770914

Addetto stampa

Rosita Sosto Archimio |  rositasostoarchimio@gmail.com | + 39 393/3587430