Vinòforum 2025 a Roma, tra novità e tante degustazioni a tema

Giunto al suo ventunesimo compleanno, Vinòforum a Roma cambia prospettiva e guarda alla attuale diffusione della enogastronomia italiana nel mondo.

L’evento nasce nel 2004 per promuovere i vini sul territorio della Capitale, crescendo negli anni per capacità di rappresentanza e per partecipazione fino a rappresentare non solo il Lazio ma il centro Italia. Vinòforum oggi dà ospitalità alle aree vitivinicole italiane più note nel mondo, grazie al supporto di alcune tra le maggiori società di distribuzione vini di Roma.

La manifestazione si è articolata lungo la settimana dal 9 al 14 settembre ed ha ospitato in Piazza di Siena a Villa Borghese, una delle più belle location di Roma, una serie di focus specialistici che hanno offerto un’immagine davvero eterogenea del territorio italiano.

Si parte dalla tradizione e dai vini più noti del Lazio, come il Cesanese del Piglio, di Olevano Romano e di Affile, o la produzione del Frascati DOC, che hanno costituito per anni a Vinoforum il tratto unitario a raccordare la cucina romana e il gusto del bere. 

Ad accompagnare la tradizione romana, il Temporary Restaurant è stato l’oggetto della curiosità di tutti i partecipanti, offrendo l’alternanza di diversi chef romani noti e affermati per originalità, come Enrico Braghese di Zi Rico (Palestrina), Otello Evangelista di Casa Maggiolina (Roma) e Pietro Adragna di Anni e Bicchieri (Roma).

L’obbiettivo ormai consolidato è stato, per ribadire la notorietà stessa dell’evento, l’offrire assieme a vini tipici laziali il meglio della cucina romana durante il corso di una settimana di degustazioni. Tra gli altri, Daniele Mochi di Cantina Simonetti di (Frascati), Paolo D’Ercole di Scima (Roma) e i due amici e colleghi  Marco Di Venere e Federico Compagnucci del ristorante Mafè Osteria Moderna (Roma).

L’edizione di quest’anno è stata innovativa anche grazie ad una serie di focus su gastronomia e specialità eterogenee per territorio, guardando al food pairing come elemento identitario e insostituibile per conoscere il gusto delle venti regioni italiane, in particolare del Centro Sud Italia.

La combinazione, ad esempio, tra le eccellenze del Barolo (con diverse Masterclass) proposte in pairing con i prodotti delle farine Pugliesi di Casillo o del Nebbiolo delle Langhe alle paste e alle pizze di Altograno, al Capocollo di Martinafranca e alla Scamorza del Tavoliere, senza soluzione di continuità, alla ricerca dell’identità italiana di eccellenze territoriali solo in apparenza distanti. 

Luciano Pignataro è stato l’ospite d’onore di questa rassegna e ne ha sottoscritto il mantra dell’evento definendolo “il miglior modo di comunicare nel nostro presente il catalogo di eccellenze enogastronomiche dei territori italiani”.

Si è aggiunto a questa esperienza l’appuntamento con la finale de “La Città della Pizza 2025” ovvero il concorso nazionale alla ricerca dei nuovi talenti della pizza in Italia che, nelle fasi di selezioni svolte lo scorso aprile presso il GARUM – La Biblioteca e Museo della Cucina di Roma, ha visto fronteggiarsi oltre 70 pizzaioli provenienti da 13 regioni.

Michele Friello de La Storia, Luca Fusacchia di Bordo, Carlo Fiamma di Pizza e Cantina, Roberto Cupo di Robertino Cupo Pizza, Mirko Massaccesi di La Pizza di Mirko alla Valle, Antonio Martino di Peppo a Cinecittà, Emanuele Rossi di Der Keller, Pasquale Gulluscio de I Fratelli Gulluscio e Massimo Rocco de L’Oasi del Don: questi i 9 finalisti che avranno la possibilità di mostrare il proprio talento davanti a una giuria di esperti.  

Ognuno di loro ha dovuto presentare la propria creazione migliore, il proprio cavallo di battaglia abbinandolo ad una birra scelta nel catalogo Birre d’Abbazia Leffe.

Rimanendo in ambito cervesio, il focus “L’Arte della Birra” ha offerto un approfondimento nel mondo della birra italiana artigianale, ormai una realtà più che affermata commercialmente in Europa, alla scoperta degli stili più iconici dei produttori locali: il Lazio è infatti la regione europea con il maggior numero di produttori autonomi di birra in Europa. 

I vini di Sardegna, Marche e Calabria hanno ritrovato notorietà tra le migliaia di partecipanti a questa edizione: tre distinti stand hanno rinnovato gamma e proposte che spaziano dal classico alle elaborazioni più attuali — meritevole di citazione è, tra tutti, il Ciró Rosato “Manyari” di Brigante, ottenuto mediante l’antichissimo metodo del “Salasso” in contrapposizione alla tradizionale macerazione breve sulle bucce.

Altro focus importante è stato quello sull’Olio Extravergine d’Oliva, con Evoo School a rappresentare il momento attuale di clamoroso interesse sui cultivar italiani e su eccellenze artigianali destinate a scavalcare per notorietà i produttori italiani storici di olio EVO.

A concludere un perimetro di eccellenze, troviamo il focus sul sigaro italiano e gli incontri organizzati dal Club Amici del Toscano e i rappresentati di alcune eccellenze nel mondo. Tra queste, i produttori spagnoli di vini di regioni notissime come Rioja  e Catalunya con le masterclass organizzate dall’Ente Turistico Spagnolo o, dall’America Centrale, il viaggio affascinante tra i Rum dei Caraibi, dalla mixology alle versioni più invecchiate da meditazione. 

Ed a proposito: il Cocktail “StregOtto” a base di liquore Strega e Chinotto Neri è stato il più apprezzato dai presenti. L’edizione del 2026 si annuncia nel solco di questa attuale esperienza, risultata di evidente successo per il passo più dinamico ed esplorativo rispetto alle passate edizioni.

Ariano Biofestival d’Irpinia 2025

Dal 11 al 14 settembre 2025 torna l’Ariano Biofestival d’Irpinia: la terza edizione celebra il territorio, il biologico e le eccellenze dell’enogastronomia irpina

La Villa Comunale di Ariano Irpino si prepara ad accogliere, dall’11 al 14 settembre 2025, la terza edizione dell’Ariano Biofestival d’Irpinia, il grande evento dedicato all’agricoltura biologica, alla sostenibilità e alle eccellenze agroalimentari del territorio. Promosso dal Biodistretto d’Irpinia in collaborazione con il Comune di Ariano Irpino, il GAL Irpinia, la Regione Campania e con il patrocinio della Provincia di Avellino, della Camera di Commercio Irpinia-Sannio e della Comunità Montana dell’Ufita, il festival si conferma un appuntamento centrale per la promozione culturale e turistica dell’Irpinia.

Quattro giorni di mercatini, degustazioni, incontri e spettacoli, con un programma pensato per coinvolgere produttori, istituzioni, cittadini e visitatori in un’esperienza immersiva all’insegna del gusto, della sostenibilità e della valorizzazione del patrimonio rurale irpino.

Il Biodistretto d’Irpinia, promotore dell’iniziativa, è un’associazione che opera su scala provinciale per incentivare la transizione verso pratiche agricole sostenibili e biologiche, tutelare la biodiversità e generare un’economia circolare e solidale. La visione che guida le sue attività si fonda su un modello di sviluppo integrato e partecipativo, che coinvolge istituzioni, imprese agricole, cittadini e attori culturali, con l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali e culturali dell’Irpinia e contrastare fenomeni come lo spopolamento e la perdita di saperi tradizionali.

Il festival si apre giovedì 11 settembre con un esclusivo Pre Party, in collaborazione con Exclusive Group, presso la Pineta della Villa Comunale, tra degustazioni raffinate, vini selezionati, drink premium e sonorità d’autore a cura di Ameriko DJ con lo special guest Ciccio Merola. Un prologo dal forte impatto emozionale, pensato per inaugurare il festival con eleganza e spirito conviviale.

Nei tre giorni successivi, il Viale dei Platani della Villa Comunale si trasformerà in un raffinato percorso del gusto grazie ai Mercatini Bio, dove i produttori locali presenteranno il meglio della produzione agricola e artigianale irpina. Un’occasione per incontrare chi coltiva, trasforma e conserva i saperi della terra, offrendo al pubblico un’esperienza sensoriale autentica e immersiva, tra ortaggi appena colti, conserve, olio extravergine Ravece biologico, salumi e formaggi del territorio.

Ogni giornata sarà arricchita da momenti d’eccellenza culinaria, da stand gastronomici e da un corner dedicato alla mescita dei vini naturali a cura di ENORME e Vineria La Posta. Venerdì 12 settembre, la cena ufficiale di apertura vedrà protagonisti tre interpreti di rilievo della ristorazione del Sud Italia: Peppe Zullo (Osteria Slow Food – Orsara di Puglia), Trattoria Valleverde Zi Pasqualina (Atripalda) e Agriturismo Regio Tratturo (Ariano Irpino). L’esperienza sarà accompagnata da una performance artistica del duo Aldolá Chivalá, in un connubio coinvolgente tra musica elettronica, poesia orale e cucina d’autore.

Sabato 13 settembre il programma prosegue con un pranzo firmato da Ristorante Biffy (Ariano Irpino), dallo chef Vincenzo Vazza (N’ataluna – Grottaminarda) e dalla chef Valentina Martone (Megaron – Paternopoli), accompagnato da una selezione enologica curata dal Biodistretto d’Irpinia e dalla Vineria La Posta. Nel pomeriggio, il BioTalk – a cura della giornalista Rosa Iandiorio – offrirà un’occasione di approfondimento sul presente e futuro dell’agricoltura biologica attraverso le testimonianze di produttori, chef, artigiani e attori del territorio. La giornata si concluderà con una cena sotto le stelle firmata da Osteria dei Briganti (Scampitella), La Corte dei Filangieri (Candida) e La Pignata 2.zero (Ariano Irpino), accompagnata da degustazioni itineranti, vini naturali e birre biologiche tedesche.

Domenica 14 settembre si chiuderà in grande stile con un pranzo d’eccezione curato da un quartetto di alto profilo: lo chef stellato Salvatore Ciccarelli (Maeba Restaurant – Ariano Irpino), lo chef Ezio Ventre (La Pignata – Bib Gourmand Michelin), e lo chef Diego Guglielminetti (Ristorante Il Mulino della Signora di Sturno), per un menù degustazione che celebra la cucina evolutiva e la materia prima di qualità. A seguire, l’energia del trio rockabilly Stragatti e di VinylGiampy accompagnerà l’Apericena Bio, tra specialità street food biologiche e convivialità all’aperto fino al tramonto.

Tutti i menu degustazione sono disponibili in prevendita sul sito ufficiale www.biodistrettodirpinia.it, con posti limitati per ciascun evento gastronomico.

Ogni giorno, inoltre, sarà possibile gustare le specialità proposte dagli stand enogastronomici presenti nei Mercatini Bio, acquistabili direttamente sul posto, per vivere liberamente il festival tra assaggi, profumi e incontri.

L’Ariano Biofestival d’Irpinia si conferma così un appuntamento capace di coniugare etica e piacere, promozione culturale e innovazione gastronomica, offrendo uno sguardo contemporaneo su un territorio che ha scelto di costruire il proprio futuro valorizzando il proprio passato. Una manifestazione che unisce bellezza paesaggistica, autenticità, relazioni umane e qualità della vita, in un format che si candida a diventare modello per le aree rurali italiane.

PROGRAMMA COMPLETO

Giovedì 11 settembre

Ore 20.30

Pre Party Biofestival

In una cornice suggestiva come la Pineta della Villa comunale il Pre Party della 3ª edizione dell’Ariano Biofestival d’Irpinia, in collaborazione con Exclusivegroup.

Un evento unico che anticipa il Bio Festival, con Drink premium & selezione di Vini, Proposte food ricercate

Una raffinata selezione musicale a cura di Ameriko DJ e con lo special guest Ciccio Merola Un’occasione esclusiva dedicata a chi ama vivere esperienze di qualità in un contesto elegante e suggestivo, un prologo d’eccezione che apre il sipario su un festival dedicato ai sapori, alla cultura e all’eccellenza gastronomica dell’Irpinia.

Dove? Pineta (adiacente campi da tennis), Villa Comunale Ariano Irpino (AV)

Venerdì 12 settembre

Ore 08.30/13.00 – 18.30 / 23.00

Mercatini Bio

Dalla mattina fino a sera tarda, il Viale dei Platani si trasforma in un elegante percorso del gusto, dove i produttori locali raccontano la loro storia attraverso i frutti della terra.

Il Mercatino Bio accoglierà i visitatori in un susseguirsi di profumi e colori: dagli ortaggi appena colti alle conserve artigianali, dall’olio extravergine Ravece Bio alle specialità che custodiscono la memoria gastronomica dell’Irpinia.

Ogni stand sarà un invito alla scoperta e alla degustazione, un’occasione per incontrare chi coltiva e trasforma con passione, portando in tavola qualità, sostenibilità e autenticità.

Un’esperienza da vivere con lentezza, tra assaggi e conversazioni, immersi nella frescura e nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi della città.

Dove? Villa Comunale – Viale dei Platani

Ore 20.00

Cena bio

Si apre ufficialmente il sipario sulla terza edizione dell’Ariano Biofestival d’Irpinia con una serata che unisce l’alta cucina alla sperimentazione artistica.

Ai fornelli, tre eccellenze della ristorazione italiana:

Peppe Zullo – Orsara di Puglia (FG) – Osteria Slow Food, maestro della cucina agricola e della valorizzazione delle materie prime di territorio.

Trattoria Valleverde Zi Pasqualina – Atripalda (AV) – Osteria Slow Food, custode di ricette autentiche della tradizione irpina reinterpretate con eleganza.

Agriturismo Regio Tratturo – Ariano Irpino (AV) – Ambasciatore della filiera corta e della genuinità contadina.

L’esperienza gastronomica sarà accompagnata da un viaggio sonoro unico: Aldolá Chivalá, un duo capace di fondere poesia orale e sonorità elettroniche in un “genere dance di parole” che cattura e scuote lo spettatore con la forza della voce e del ritmo.

Un incontro sensoriale dove gusto e musica si intrecciano, regalando emozioni.

Dove? Villa Comunale – Albero Dorato

sabato 13 settembre

Ore 08.30/13.00 – 18.30 / 23.00

Mercatini Bio

Dalla mattina fino a sera tarda, il Viale dei Platani si trasforma in un elegante percorso del gusto, dove i produttori locali raccontano la loro storia attraverso i frutti della terra.

Il Mercatino Bio accoglierà i visitatori in un susseguirsi di profumi e colori: dagli ortaggi appena colti alle conserve artigianali, dall’olio extravergine Ravece Bio alle specialità che custodiscono la memoria gastronomica dell’Irpinia.

Ogni stand sarà un invito alla scoperta e alla degustazione, un’occasione per incontrare chi coltiva e trasforma con passione, portando in tavola qualità, sostenibilità e autenticità.

Un’esperienza da vivere con lentezza, tra assaggi e conversazioni, immersi nella frescura e nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi della città.

Dove? Villa Comunale – Viale dei Platani

Ore 13.00

Pranzo Bio

Nella cornice del Biofestival, tre grandi interpreti della cucina irpina firmano un pranzo che celebra i sapori autentici della nostra terra:

Ristorante Biffy – Ariano Irpino (AV) – Tradizione e creatività al servizio del mare.

Chef Vincenzo Vazza – Ristorante N’ataluna, Grottaminarda (AV) – Ricerca e innovazione nei piatti che parlano di territorio.

Chef Valentina Martone – Ristorante Megaron, Paternopoli (AV) – Raffinatezza e identità gastronomica in chiave contemporanea.

Ogni portata sarà accompagnata da una selezione di vini del Biodistretto d’Irpinia e della Vineria La Posta di Grottaminarda (AV), in un abbinamento studiato per esaltare aromi e sfumature.

Menù disponibile in prevendita sul sito www.biodistrettodirpinia.it – Posti limitati a 200 ospiti.

Dove? Villa Comunale – Albero Dorato

Ore 18.00

BioTalk: Voci dal Territorio

La giornalista Rosa Iandiorio guiderà un incontro dal vivo con le eccellenze dell’Irpinia: produttori, chef, artigiani e protagonisti del mondo biologico.

Attraverso interviste e racconti, il BioTalk offrirà al pubblico un viaggio tra esperienze, visioni e sfide di chi ogni giorno custodisce e rinnova il patrimonio enogastronomico locale.

Uno sguardo proiettato al futuro dell’agricoltura e della cucina biologica, senza mai perdere il legame profondo con le radici, la terra e le tradizioni che rendono unica la nostra identità.

Ore 20.00

Cena Bio

La serata si apre con un’esperienza gastronomica che unisce la cucina d’autore alla convivialità all’aria aperta.

Ai fornelli:

Osteria dei Briganti – Scampitella (AV) – Tradizione e creatività in chiave rurale.

La Corte dei Filangieri – Candida (AV) – Eleganza e ricercatezza nei piatti di ispirazione territoriale.

La Pignata 2.zero – Ariano Irpino (AV) Una nuova firma per arricchire il parterre culinario della serata.

Gli ospiti potranno scegliere tra un tagliere di salumi e formaggi selezionati dal Biodistretto d’Irpinia, preparazioni street food biologiche, dolci e salate, da gustare passeggiando tra i viali della Villa Comunale.

Il tutto sarà accompagnato da una selezione di vini biologici e naturali, curata per esaltare le note dei piatti, e da un’eccellente birra tedesca prodotta con malto biologico, per un finale fresco e aromatico.

Dove? Villa Comunale – Albero Dorato

domenica 14 settembre

Ore 08.30/13.00 – 18.30 / 23.00

Mercatini Bio

Dalla mattina fino a sera tarda, il Viale dei Platani si trasforma in un elegante percorso del gusto, dove i produttori locali raccontano la loro storia attraverso i frutti della terra.

Il Mercatino Bio accoglierà i visitatori in un susseguirsi di profumi e colori: dagli ortaggi appena colti alle conserve artigianali, dall’olio extravergine Ravece Bio alle specialità che custodiscono la memoria gastronomica dell’Irpinia.

Ogni stand sarà un invito alla scoperta e alla degustazione, un’occasione per incontrare chi coltiva e trasforma con passione, portando in tavola qualità, sostenibilità e autenticità.

Un’esperienza da vivere con lentezza, tra assaggi e conversazioni, immersi nella frescura e nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi della città.

Dove? Villa Comunale – Viale dei Platani

Ore 13:00

Pranzo Bio

– Una giornata speciale, pensata come un viaggio gastronomico di alto profilo, affidato a un quartetto di grandi interpreti della cucina:

Chef Salvatore Ciccarelli – Maeba Restaurant, Ariano Irpino (AV) – 1 Stella Michelin, premiato come Chef Emergente 2025, maestro nella cucina evolutiva.

Chef Ezio Ventre – Ristorante La Pignata, Ariano Irpino (AV) – Bib Gourmand Michelin e Osteria Slow Food, custode della tradizione irpina in chiave contemporanea.

Ristorante Il Mulino della Signora – Luxury Country House, Sturno (AV) – Eleganza e raffinatezza in ogni creazione.

Insieme realizzeranno un menù degustazione di quattro portate pensato come un’esperienza sensoriale ed evolutiva, dove ogni piatto dialoga con il successivo in un crescendo di sapori.

Ad accompagnare la giornata, le sonorità rockabilly del trio Stragatti e l’energia inconfondibile di VinylGiampy, per un’atmosfera frizzante e conviviale.

Menù disponibile in prevendita sul sito www.biodistrettodirpinia.it – Posti limitati a 200 ospiti.

Dove? Villa Comunale – Albero Dorato

Ore 18:00

Apericena Bio – L’appuntamento prosegue con l’Apericena Bio, un’occasione informale per degustare specialità street food biologiche, dolci e salate, da condividere tra amici fino a dopo il tramonto, immersi nella musica e nell’energia della Villa Comunale.

Buonissimi 2025: io c’ero!

Cosa distingue fare semplice cronaca dall’immedesimarsi nella mentalità di un evento fondamentale per la ricerca? Buonissimi 2025 è la ricetta ideale per la guarigione, in particolare delle giovani vite che soffrono di quel “brutto male” che pochi sanno nominare a viso aperto: il cancro.

Non esiste una spiegazione logica del perché il destino si accanisca nell’età della giovinezza, quando l’unico pensiero di un bambino dovrebbe essere quello di giocare e divertirsi con amici e parenti. La soluzione possibile resta quella di unirsi nella difficoltà, perché solo con una rete sociale ben salda come le maglie di una catena indistruttibile, ciò che sembra buio può illuminarsi di luce.

Anche in questo anno l’evento della OPEN OdV – Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma, ideato e organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella, ha riunito oltre 300 operatori del mondo enogastronomico – chef stellati, chef, pizzaioli, friggitorie, maestri pasticcieri, produttori, viticoltori, birrifici artigianali e bartender – che hanno donato il loro contributo, creando un’esperienza corale e autentica.

Il tutto nella location mozzafiato di Marina d’Arechi a Salerno, dove la grand rue di oltre un chilometro di bontà ha celebrato non soltanto l’amore per il prossimo, ma anche le eccellenze della Campania spesso dimenticate o meno narrate nelle cronache quotidiane. Un palcoscenico dove gli attori principali erano proprio loro, ospiti e standisti, in un dialogo continuo alla base del concetto stesso di solidarietà.

Senza comunicazione, senza confronto e senza passione non esiste possibilità di sconfiggere il lato oscuro delle nostre esistenze terrene, la malattia. Un vero e proprio record di donazioni per la settimana edizione: 277.740 euro ricevuti dai numerosi partecipanti e generosi sostenitori.

Pippo Pelo e Adriana Petro di Radio KissKiss, insieme all’opinionista Rossella Erra, hanno guidato il pubblico in una serata emozionante e partecipata. Consegnato il Premio “Franco Ricciardi” per la ricerca in oncologia pediatrica al giovane ricercatore Vincenzo Aievola, per il suo impegno nel campo delle nuove strategie terapeutiche. A conferirlo è stato Agostino Gallozzi, presidente di Marina d’Arechi, che ha sottolineato il valore della ricerca e il profondo legame della marina con Buonissimi.

L’impegno dell’edizione 2025 ha sostenuto il progetto EDITOR – Sequenziamento di nuova generazione ed editing genomico per identificare fattori di rischio genetico come bersagli terapeutici per la cura dei tumori pediatrici, coordinato dai professori Mario Capasso e Achille Iolascon dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – CEINGE Biotecnologie Avanzate.

Anche quest’anno, in qualità di (fortunati) media partner, abbiamo avuto di assaggiare le prelibatezze e di incontrare vecchi amici dall’Italia intera. Numerosi chef dalla Guida Michelin con distinzione di 2 stelle e 1 stella, tanti amici pizzaioli pluripremiati dal Gambero Rosso e da 50 Top Pizza, pasticcieri, artigiani del gusto, cantine e bartender soprattutto nella parte finale della serata a suon di live e disco.

La cosa che ci ha lasciato in modo considerevolmente felici? Migliaia di persone e tantissimi giovani riempire il porto turistico di Marina d’Arechi di lunedì sera con una donazione procapite di tutto rispetto a favore dei bambini malati di cancro. Ancora una volta cibo e divertimento a favore della ricerca scientifica finanziata dalla OPEN OdV di Salerno.

Ad una commossa Anna Maria Alfani – presidente di OPEN OdV – le parole di chiusura:
“Buonissimi è un messaggio di speranza che si rinnova ogni anno. È il risultato di una comunità che crede nella forza della ricerca e nella possibilità di offrire ai bambini cure sempre più efficaci, grazie alla generosità di chi partecipa”.

Ci vediamo a Buonissimi 2026, abbiamo già fame di solidarietà.

Un ringraziamento per le foto in articolo a © Luigi De Lucia. La raccolta fondi continua sul sito ufficiale di OPEN OdV – www.openonlus.org.

Stelle a Corte – Luigi Tramontano e Gabriele Vannucci affiancano Vincenzo Guarino per la terza serata della kermesse presso La Corte degli Dei

Lo chef Luigi Tramontano e il pastry chef Gabriele Vannucci sono i due “compagni di viaggio” che Vincenzo Guarino ha scelto per il terzo appuntamento della rassegna Stelle a Corte, in programma l’8 luglio, presso La Corte degli Dei, la locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola.

Tramontanostella Michelin del O me o il mare restaurant, inaugurato nel 2024, nella sua Gragnano, e condotto assieme a Nicoletta Gargiulo, maître e sommelier, firma l’antipasto, ispirato ad un classico della cucina estiva partenopea: “Come una mulignana ‘mbottunate” e un primo che riecheggia la famosa ricetta di Eduardo De Filippo: “Riso di semola in clorofilla di prezzeolo e vongole “fujute”, confermando la sua attitudine a realizzare piatti della tradizione mediterranea, utilizzando le più moderne tecniche culinarie.

La proposta della serata prosegue con due piatti a cura dello chef Guarino: Tubettone del Pastificio Somma con ragù di totani e spuma di patate” e “Filetto di vitello come una “Cacciatora”.

Pre-dessert e dessert saranno realizzati dal maestro pasticcere Vannucci, trentasettenne di Pietrasanta, che dopo una formazione di respiro internazionale, maturata con figure cardine della gastronomia, quali Alain Ducasse e Franck Cerutti, dal 2022 gestisce, a Firenze, la gelateria artigianale, GELATO.

Vannucci che, nel 2017, è entrato a far parte, tra i più giovani mai ammessi, della prestigiosa AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, proporrà “Come un baklava”: pasta fillo caramellata, curd agli agrumi, frutta secca sabbiata e gelato al miele, preceduto e introdotto da una “Chantilly al the matcha, kiwi in osmosi al miele, spuma di latticello e riso soffiato croccante.”

Catello Di Maio, maestro dell’arte bianca di Cesto Bakery di Torre del Greco, sarà affidata la realizzazione dei pani e dei lievitati.

I vini in abbinamento saranno forniti a cura delle cantine toscane Azienda San Gregorio e Castello Tricerchi.

In esclusiva per la kermesse, i fotografi napoletani Dario De Cristofaro e Luca Cuomo allestiranno un set fotografico riservato ai “Ricordi D’Autore“: ritratti in bianco e nero dei partecipanti che, al termine della cena, verranno consegnati a chi vorrà portare con sé un ulteriore souvenir della serata.

Per informazioni: info@lacortdeglidei.it oppure (+39) 3248437579

Coca-Cola Pizza Village 2025: sul palco una squadra da stadio tra hit, emozioni e grandi ritorni

Dal 1° al 6 luglio, ogni sera musica live con i protagonisti del pop di RTL 102.5 e della MAGLIA AZZURRA
NAPOLI 1-6 LUGLIO, MOSTRA D’OLTREMARE

Napoli, 25 giugno 2025
La musica torna protagonista al Coca-Cola Pizza Village 2025, affiancando il racconto della pizza con un programma di eventi serali che animeranno l’area live del villaggio dal 1° al 6 luglio. Grazie alla collaborazione con RTL 102.5, official media partner della manifestazione, e alla rassegna Maglia Azzurra, ogni serata proporrà una lineup ricca e trasversale che vedrà alternarsi numerosi interpreti tra pop, urban e nuovi linguaggi musicali.

Il calendario si arricchirà inoltre di tre performance esclusive affidate a ospiti speciali, i cui nomi saranno annunciati nei prossimi giorni. Due anime, un solo palco per fare del Coca‑Cola Pizza Village uno degli appuntamenti più attesi dell’estate a Napoli: un’offerta artistica ampia e articolata, pensata per accompagnare il pubblico in un’esperienza completa che unisce intrattenimento, gusto e partecipazione.

Ecco svelato il programma musicale serale:

Martedì 1 luglio
The Kolors – Napoleone
Rosario Miraggio – Decibel Bellini – Pisapia feat. Lucariello – Federico Di Napoli

Mercoledì 2 luglio
Bigmama – Gaia – Trigno – Icy Subzero
Veronica Simioli – Gianni Fiorellino – Ste – Jelecrois – Gaié prod. Maria Siciliano

Giovedì 3 luglio
Tiromancino – Settembre – Rhove – Antonia
Andrea Sannino – Mr Hyde – Yoseba – Femelle – Martino – Fabrizio Mandara – Anna Capasso

Venerdì 4 luglio
Fred De Palma – Alex Wyse
Gianluca Capozzi – Ivan Granatino – Gabriele Esposito – Rajo

Sabato 5 luglio
Alfa – LDA – Vale LP & Lil Jolie – Les Votives – Baby K
Tommaso Primo – Francesco Da Vinci – Peppoh – Nino Esposito (Nino D’angelo Tribute) –
Mattewh

Domenica 6 luglio
Florinda – Sarah Toscano – Il Vincitore del Contest RTL 102.5
Mavi – Walter Ricci – Gigi Soriani – Ortel – Andrea D’Alessio

Info utili

  • Date e orari: dal 1° al 6 luglio, tutti i giorni dalle 18:00 alle 24:00, presso la Mostra
    d’Oltremare – Viale Kennedy, Fuorigrotta, Napoli
  • Ingresso gratuito: non è richiesta prenotazione
  • Accessibilità: servizio navette/metro/bus e parcheggi nelle vicinanze (linea 2 metro:
    Campi Flegrei; bus ANM R6, C1, 151)
    Pizza Village è un grande gioco di squadra:
    Coca-Cola – Title Sponsor; Mulino Caputo – Founding & Global Partner; Latteria Sorrentina, Ciao Il
    Pomodoro di Napoli, Caffè Toraldo – Global Partner; Peroni, Grana Padano, Wow – Main Sponsor;
    Garofalo, Aperol, Bauli, Ploom, Stellantis, Algida, Daygum, Olio Basso, Frittò, Nerea, Validoso,
    Fantasy – Official Sponsor; Forni Magliano, Mec academy, Sacar, Goeldlin, Mecnosud, Di Cosmo –
    Technical Partner

Campania, terra di vini e accoglienza: l’enoturismo come leva strategica per il rilancio delle aree interne

Con l’approvazione della nuova legge regionale sull’enoturismo, la Campania si afferma come laboratorio d’eccellenza per un turismo esperienziale che intreccia cultura, paesaggio e vitivinicoltura. I recenti convegni di Benevento e Avellino, accompagnati da un press tour, ben organizzato dall’agenzia Miriade & Partners, tra le cantine del Sannio e dell’Irpinia, hanno offerto uno spaccato vivido delle potenzialità di un comparto in piena evoluzione, capace di coniugare qualità produttiva e ospitalità autentica.

Nel Sannio, le Cantine di Solopaca rappresentano un modello cooperativo virtuoso: nate nel 1966 con 25 soci, oggi contano oltre 600 conferitori e 1.200 ettari vitati. La loro proposta enoturistica, riconosciuta a livello regionale, si fonda su una gamma di vini che esaltano la tipicità varietale: dalla Falanghina del Sannio spumantizzata con metodo Charmat, alla Coda di Volpe, fino alla Barbera del Sannio DOP (Camaiola), vinificata con macerazione di dieci giorni per esaltare il profilo fruttato.

A pochi chilometri, Fattoria La Rivolta incarna l’ideale di un’enologia familiare e biologica. Paolo Cotroneo, farmacista prestato alla vigna, ha trasformato l’azienda in un punto di riferimento per l’enoturismo sostenibile. Le sei camere del B&B accolgono gli ospiti in un contesto rurale raffinato, mentre in cantina si sperimentano tecniche come la criomacerazione e il bâtonnage prolungato. Il Coda di Volpe 2024 in purezza, vinificato esclusivamente in acciaio, si distingue per la sua eleganza e per la macerazione sulle bucce che ne esalta la struttura e la mineralità.

In Irpinia, la cantina Nardone, sulla comoda direttrice Napoli-Bari, è un’azienda familiare guidata da Domenico Nardone, figlio dell’agronomo Vincenzo, che ha saputo coniugare tradizione e dinamismo. Oltre alla qualità dei suoi vini – dalla Falanghina Irpinia DOC al Greco di Tufo DOCG – l’azienda si segnala per le collaborazioni con piccole realtà gastronomiche locali e per il servizio di groupage, che consente ai turisti di spedire all’estero non solo vino, ma anche eccellenze alimentari del territorio.

Tenuta Cavalier Pepe, con i suoi 70 ettari e una gestione agronomica attenta alla biodiversità (uso del sovescio, raccolta manuale, fermentazioni in cemento e anfora), propone un’offerta enoturistica completa, dove la visita in vigna si fonde con la narrazione del terroir e delle escursioni termiche che conferiscono ampiezza e verticalità ai vini. L’impronta di Milena Pepe, arrivata nel 2005 dopo studi in Francia e un background familiare nella ristorazione internazionale, ha dato all’azienda una visione moderna e cosmopolita, rendendola pioniera nel panorama enoturistico campano.

Cantine di Marzo a Tufo, la più antica della Campania, custodisce una storia secolare che affonda le radici nel Seicento. Oltre al Greco di Tufo in versione classica e riserva, la cantina propone spumanti metodo classico e vinificazioni in anfora, come il Dydimos 2021, dedicato ai figli gemelli di Ferrante di Somma, discendente della storica famiglia e attuale proprietario. Il museo aziendale e la narrazione del passato minerario del territorio completano un’esperienza culturale di rara profondità.

La nuova legge regionale, con i suoi disciplinari e strumenti di promozione, rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare le aree interne della Campania, dove il vino non è solo prodotto, ma racconto, identità e visione. L’enoturismo qui non è un accessorio, ma una vocazione. E il viaggio, tra le colline del Sannio e i crinali dell’Irpinia, diventa un percorso di scoperta e appartenenza.

Ma perché questa vocazione si traduca in crescita strutturata e duratura, è fondamentale fare sistema. Le cantine, forti delle loro storie, dei terroir unici e della qualità delle esperienze offerte, devono stringere alleanze e progettualità condivise. Allo stesso tempo, le istituzioni — ora che la cornice normativa è stata definita — sono chiamate a un impegno operativo e concreto: facilitare l’accessibilità, migliorare i servizi, investire sulla formazione e agevolare l’incoming nelle aree interne, troppo spesso penalizzate da carenze logistiche. Solo così l’enoturismo potrà divenire una leva stabile di sviluppo economico e territoriale, in grado di generare valore lungo tutta la filiera: dalla vigna all’accoglienza, dalla narrazione al calice.

Coca-Cola Pizza Village 2025: sei giorni di pizza, musica e cultura alla Mostra d’Oltremare dall’1 al 6 luglio

Cresce l’attesa per il ritorno del Pizza Village, uno degli eventi gastronomici più amati al mondo, giunto alla sua tredicesima edizione.

Napoli, 12 giugno 2025

Dall’1 al 6 luglio la Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà la XIII edizione del Coca-Cola Pizza Village, uno degli eventi gastronomici più importanti a livello internazionale, diventato simbolo della cultura partenopea e del successo della pizza italiana nel mondo. Nato per unire cultura gastronomica e intrattenimento, Pizza Village si è affermato negli anni come un appuntamento unico, capace di coniugare artigianalità, turismo, spettacolo e partecipazione.

Anche quest’anno, le migliori pizzerie, tra storiche e contemporanee con i nuovi interpreti, saranno presenti nel grande villaggio a ingresso gratuito, animato da masterclass, laboratori, incontri divulgativi e dal format narrativo Pizza Tales, che mette a confronto pizzaioli, territori, storie di pizza e di altri mondi.

Al centro della scena, nuovamente il grande palco firmato RTL 102.5, media partner ufficiale, che ogni sera trasmetterà in diretta radio tv e animerà il villaggio con live e ospiti d’eccezione, senza biglietto, senza barriere, pensati davvero per tutti.

Tra i primi nomi trapelati: Alex Ways, Alfa, BigMama, Florinda, LDA, Napoleone, Sarah Toscano, Settembre, Tiromancino, Trigno, ai quali si aggiungeranno presto gli altri protagonisti delle hit del momento e tanti altri interpreti e voci della scena napoletana contemporanea, tra cui il vincitore di un Contest musicale che avrà l’opportunità di rientrare in uno dei calendari musicali più attesi dell’estate (la mail per partecipare è la seguente: contestpizzavillage@gmail.com).

L’edizione 2025 è stata presentata ufIicialmente questa mattina a Palazzo San Giacomo, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’Assessora al Turismo e alle Attività Produttive, Teresa Armato, gli organizzatori Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci di Oramata Grandi Eventi, l’AD di Mulino Caputo Antimo Caputo, il Presidente della Mostra d’Oltremare Remo Minopoli e il team di RTL 102.5.

A condurre e dare ritmo all’incontro, è stato Gianni Simioli, voce storica della radio e profondo conoscitore dell’anima napoletana. «La XIII edizione del Pizza Village è la conferma di un appuntamento consolidato e apprezzato in città, un punto di riferimento in grado di coniugare gastronomia tipica e
intrattenimento. La cornice della Mostra d’Oltremare, con i suoi ampi spazi, si è rivelata la sede ideale per ospitare eventi molto partecipati e per decongestionare aree del centro già molto frequentate.

Il Pizza Village, ogni anno, si riconferma punto di incontro e confronto necessario per artigiani della pizza e appassionati: un’ottima occasione per portare in alto la cultura della pizza e favorire un dialogo costante tra tradizione e contemporaneità. Un volano di crescita e sviluppo per l’economia locale, un appuntamento che, ogni anno, richiama napoletani e turisti alla partecipazione e alla condivisione, e gli spettacoli dal vivo accompagnano il buon cibo e la convivialità. Nell’anno delle celebrazioni di Napoli 2500, il Pizza Village contribuisce ad ampliare l’offerta della città, sempre più ricca e poliedrica,
valorizzando l’area occidentale. Di questo ringrazio gli organizzatori e tutti i partner coinvolti per l’impegno costante.

«Una una grande soddisfazione per tutti noi», così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. «Pizza Village è una straordinaria vetrina per l’eccellenza napoletana. Non solo celebra l’antica e prestigiosa arte del pizzaiuolo, tramandata di generazione in generazione, con la genuinità del gusto e con i maestri pizzaioli che da tredici edizioni si incontrano per una kermesse che attira decine di migliaia di persone; ma è anche un grande attrattore per i napoletani e per i turisti, proponendo sei giorni di musica, cultura e conoscenza con incontri e dibattiti sulla pizza e i suoi ingredienti. Ha, inoltre, il pregio di esportare la nostra cultura
in altri luoghi del mondo, a Milano come a Londra, New York e in Arabia Saudita», cosı̀ l’Assessora comunale al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato.

«Pizza Village è un progetto che va ben oltre il cibo, che nasce con l’obiettivo di valorizzare il brand Napoli e raccontarne l’identità attraverso un linguaggio popolare e accessibile. Agli inizi un potente volano per il turismo e l’economia locale, oggi si candida a diventare un vero e proprio ambasciatore internazionale del nostro patrimonio culturale.

«Per questo che siamo approdati a Milano tre anni fa e che, presto, potenzieremo la nostra presenza anche all’estero», dichiarano Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci. Un progetto ambizioso, in costante crescita, sostenuto da partner sempre più prestigiosi che hanno creduto – e continuano a credere – nell’idea e nei valori di condivisione e convivialità.

A partire da Coca-Cola, Title Sponsor dell’evento, orgogliosa di essere parte di un evento in cui si celebra una tra le principali tradizioni gastronomiche italiane, accompagnando questa eccellenza con l’inconfondibile gusto di Coca-Cola. E da Mulino Caputo, Founding & Global Partner, uno dei massimi interpreti del lavoro di promozione dell’artigianalità e della cultura partenopea nel mondo, apprezzato e stimato dai migliori Maestri Pizzaioli e dal grande pubblico degli amanti della pizza.

Pizza Village è un grande gioco di squadra:
Coca-Cola – Title Sponsor; Mulino Caputo – Founding & Global Partner; Latteria Sorrentina, Ciao Il Pomodoro di Napoli, Caffè Toraldo – Global Partner; Peroni, Grana Padano, Wow – Main Sponsor; Garofalo, Aperol, Bauli, Ploom, Stellantis, Algida, Daygum, Olio Basso, Frittò, Nerea, Validoso, Fantasy – Official Sponsor; Forni Magliano, Mec academy, Sacar, Goeldlin, Mecnosud, Di Cosmo – Technical Partner

I PIZZAIOLI, LE PIZZERIE, LE SPECIALITA’
Le pizzerie partecipanti al Coca-Cola Pizza Village Napoli 2025.
Ogni pizzeria produrrà oltre alla classiche ed intramontabili Margherita e Marinara, la propria pizza speciale.

Antica Pizzeria da Gennaro
Fabio Cristiano
Pizza Special: Sara
Ingredienti: Funghi porcini, provola, pancetta, scaglie di Grana Padano

Casa Reale
Lino Ranieri
Pizza Special: Regno di Napoli
Ingredienti: Pomodorini gialli, pomodorini rossi, fior di latte, pesto di basilico

Ciàmammà
Gianluigi Porzio
Pizza Special: Donna Lucia
Ingredienti: Pomodorini, mozzarella di bufala, olio evo, basilico

Da Mario
Mario Cammardella
Pizza Special: Da Mario
Ingredienti: 1/3 ripieno al salame, ricotta, pepe, 1/3 margherita, 1/3 composto da pomodorini, rucola, scaglie di Grana Padano

Donna Sofia ai Tribunali
Sergio dell’Annunziata
Pizza Special: Carrettiera 2.0
Ingredienti: Crema di friarielli, salsiccia sbriciolata, provola di Agerola, stracciata di bufala

Errico Porzio
Errico Porzio
Pizza Special: Pizzimbocca
Ingredienti: Metà margherita e metà prosciutto crudo e rucola, Grana Padano, olio evo

Farinati – Pizza and More
Renato Ruggiero
Pizza Special: Tre pomodori
Ingredienti: Pomodoro arrosto, datterino dry giallo, datterino dry rosso, provola affumicata, olio evo, basilico

Gino e Toto Sorbillo
Gino e Toto Sorbillo
Pizza Special: Wurstel e patatine fritte
Ingredienti: Wurstel classico, fior di latte, patate fritte, olio evo

Guappo Amoriello
Marco Amoriello
Pizza Special: Pizza del Guappo – senza glutine
Ingredienti: Vellutata di zucca, fior di latte, olio evo, Grana Padano, basilico

I Damiano Pizza Concept
Pasquale Damiano
Pizza Special: Marinara del monaco
Ingredienti: Pomodoro San Marzano dop, aglio arso, origano di Salina, datterini gialli e rossi, provolone del monaco, pepe nero, olio evo, basilico

Il mio viaggio a Napoli Giuseppe Russo e Federica Franco
Pizza Special: Scarpariello
Ingredienti: Pomodori datterini saltati in padella, provola affumicata, pecorino romano, in uscita scaglie di Grana Padano, olio evo, basilico

La Campagnola
Ciro Grossi
Pizza Special: Diavola di mare
Ingredienti: Salsa di datterino giallo, salamella rosa del pescatore, friggitelli, fior di latte, Grana Padano

L’Antica Pizzeria da Michele
Antonio Falco
Pizza Special: Retaggio partenopeo
Ingredienti: Genovese vegetariana, salsiccia napoletana, fior di latte, olio di semi di soia, Grana Padano, basilico

Lucignolo Bella Pizza
Pino Celio
Pizza Special: Pizza Parigina in forno a legna
Ingredienti: Bianca con provola affumicata a paglia, porchetta di Ariccia, patate al forno con rosmarino, olio evo

Marotta
Giovanni Riverso
Pizza Special: Mac Fratmmm
Ingredienti: Hamburger di maialino o wurstel, provola, patate chips aromatizzate al curry, paprika dolce, in uscita salsa barbecue

Maruzzella
Giuseppe Terracciano
Pizza Special: Nonna Parmi
Ingredienti: Ciliegino arrostito, fior di latte di Agerola, gocce di crema di melanzane
affumicate, a crudo: stracciatella di bufala, polvere di buccia di melanzane, crumble di pane cafone all’aglio, scaglie di Grana Padano, olio evo, basilico

MaryRose
Jessica De Vivo
Pizza Special: Crocchè
Ingredienti: Prosciutto cotto, crocchè di patate, mozzarella, olio evo, basilico

Maturazioni
Gabriella Esposito
Pizza Special: Rustico
Ingredienti: Patate al forno, pancetta, provola affumicata, olio evo

Onna Lella
Mario Cervotti
Pizza Special: Profumi del Vesuvio
Ingredienti: Pacchetelle del Vesuvio gialle e rosse, fonduta di Grana Padano, pesto di rucola, olio evo, basilico

Pellone
Mario Pellone
Pizza Special: Zucca
Ingredienti: Zucca, provola, formaggio, olio evo, basilico

PORZIO…ni Di PIZZA
Errico Porzio
Pizza Special: Nerano
Ingredienti: crema di zucchine, chips di zucchine fritte, fior di latte, pecorino, basilico
Pizza Special: Giovane
Ingredienti: leggero strato di panna, crocchè sbriciolato, fior di latte, prosciutto cotto

PIZZERIA PRESENTE NELLO STAND COCA-COLA

Teresa Iorio – Femmena e Fritta
Teresa Iorio
Pizza Special: Femmena e Fritta
Ingredienti: Pomodoro, provola, origano

Tumasì
Gennaro Agostinello
Pizza Special: Malatia
Ingredienti: Genovese napoletana, carne sfilacciata, fior di latte di Agerola, olio evo e basilico

Vesi
Salvatore Vesi
Pizza Special: O’ cappiell e Totò
Ingredienti: Impasto ripieno con zucchine San Pasquale chips, provola affumicata di Agerola, provolone a scaglie semi piccante. All’esterno farcita con pomodori del Vesuvio DOP, fior di latte di Agerola, olio evo. In uscita pesto di basilico

ZeroOttantUno
Francesco Esposito
Pizza Special: Cu ‘e pacche dint’o l’acqua
Ingredienti: Porchetta, provola, patate al forno, olio evo

Per accrediti stampa:
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rossella@malvarosa.info

Cantine Ferrari e la famiglia Lunelli: la dinastia del Trento Doc nel mondo

Il 1902 è l’anno in cui Giulio Ferrari inizia a dar vita ad un sogno: ricreare le bollicine tanto apprezzate in Francia, durante i suoi studi primordiali a Montpellier. La spumantistica italiana era praticamente inesistente, eccezion fatta per alcune produzioni artigianali – o per meglio dire casalinghe – che poco o nulla avevano a che fare con quelle celebri d’Oltralpe.

La lunga storia delle cantine Ferrari

I fatti raccontati così sembrerebbero semplici; in realtà Ferrari ha vissuto tante vite come le catene effervescenti che caratterizzano i suoi Metodo Classico. Da Calceranica (TN), antico borgo sulle rive del Lago di Caldonazzo, si sposta a Montpellier per gli studi in agraria. Quindi Geisenheim in Germania, luogo ideale per l’approfondimento formativo sulle barbatelle di vite e le varietà d’uva. Infine Épernay nel cuore del distretto della futura AOC Champagne, ancora neppure in embrione dal punto di vista legislativo ed il successivo rientro in patria, con tanta esperienza e alcuni ceppi di Chardonnay da impiantare sulle colline di Lavis (TN).

Sperimentazione, ricerca e voglia di realizzare in Trentino, su suoli dolomitici di origine glaciale, quanto avveniva da secoli tra le pianure della Francia. Vigne lavorate ad altitudini superiori a quanto prevedeva l’usanza dell’epoca e, soprattutto, la valorizzazione per primo in Italia dello Chardonnay, quando nessuno ne conosceva il potenziale per la spumantizzazione. Subito 2 medaglie d’oro conseguite all’Esposizione Internazionale nel 1906 e nel 1936, prima dell’abbandono dell’attività con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la fuga in Svizzera.

L’antica sede di Via Belenzani a Trento e il futuro del Metodo Classico in Italia

Il nuovo colpo di scena nella vita di Giulio è stata la sorpresa di trovare intatta la sede storica di Via Belenzani, in una Trento distrutta dai bombardamenti. Celate all’interno ancora 6 bottiglie, integre dopo anni di silenzio e oscurità, che hanno acceso in lui l’idea della lunga sosta sui lieviti come mantra produttivo. Un compito proseguito con successo da Bruno Lunelli, scelto quale degno successore per il prosieguo del brand, dopo un’accurata selezione di candidati in assenza di eredi diretti.

Lunelli, noto per la gestione di un’antica enoteca in città, riceve questo dono inestimabile dietro pagamento di un corrispettivo di vendita pari a 30 milioni di lire, indebitandosi fino al collo. Una scelta di cuore e di testa, supportato dai familiari da subito uniti nel progetto. I suoi figli Franco, Gino e Mauro ripagano totalmente il sacrificio del padre portando la casa Ferrari ai vertici dell’eccellenza enologica mondiale, icona di stile e gusto del Made in Italy.

Inizia così l’era della Famiglia Lunelli, proseguita negli anni ’80 con l’altrettanto fondamentale epoca dell’enologo Ruben Larentis, che li accompagnerà fino al 2023, per oltre 37 anni, contribuendo al mito del Trento Doc nel mondo. La parte sotterranea in stile “Cave” di riposo della nuova cantina ospita l’intera produzione aziendale prima dell’immissione in commercio. Quasi 8 milioni di bottiglie ambite in ogni angolo del goblo e dai main sponsor sportivi e automobilistici. Il simbolo della vittoria e della conquista del primato assoluto per identità e storia.

Quasi 700 ettari vitati (la metà di quelli censiti per la Denominazione) suddivisi tra 700 conferitori totali ed un marchio che non teme paure per dazi e oscillazioni geopolitiche. Ciò lo si deve all’estrema differenziazione delle aree di vendita e all’importante percentuale – circa due terzi di fatturato – ricavata da ristorazione, hotel e grandi distributori in Italia, come voluto dall’impegno dei cugini Alessandro, Camilla, Marcello e Matteo, terza generazione dirigenziale.

Maso Pianizza è il vigneto storico di Chardonnay da 12 ettari piantati a pergola a metà degli anni Sessanta, attorno a un maso situato tra i 500 e i 600 metri d’altitudine, sulla collina a Est di Trento. Qui nel 1972 prende forma l’etichetta Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, dedicata alla scomparsa del visionario personaggio dell’enologia trentina. Mauro Lunelli, all’insaputa dei fratelli Gino e Franco, decide di scegliere e conservare in un luogo nascosto della cantina alcune migliaia di bottiglie ricavate dalle migliori uve provenienti proprio da Maso Pianizza e di informare i parenti solo nel 1980 dopo 8 anni di stoccaggio.

Sembra un sogno utopico eppure diventerà rapidamente una splendida realtà, superata negli anni ’90 dal Bruno Lunelli e dal Giulio Ferrari Collezione che arrivano rispettivamente a 16 e 18 anni di sosta sur lie.

La straordinaria degustazione delle Riserve

Ferrari Perlé Nero Riserva 2017 – un Blanc de Noir, da Pinot Nero in purezza, cremoso, tropicale, con sfumature di vaniglia e zenzero. Controllo perfetto delle asperità aggressive del varietale, di grande eleganza gastronomica e da sbuffi di torrefazione sul finale.

Ferrari Riserva Lunelli 2015 – una delle 2 etichette a riportare entrambi i cognomi storici della cantina. Extra Brut come il precedente, gioca su nuance gessose, agrumi gialli, sandalo e albicocca. Cala lievemente nella persistenza di chiusura su frutta a guscio essiccata, complice una vintage molto muscolare e meno delicata.

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2015 – spinge rapido su bergamotto, erbe officinali e miele di millefiori. Sorso cremoso e lunghissimo, sboccato nel 2024 dimostra lunga vita ancora davanti. Preferita la fermentazione in acciaio rispetto al secondo campione.

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Rosé 2012 – blend per il 60% da uve Chardonnay e 40% Pinot Nero vira su tocchi lievi di pasticceria e scie floreali con allungo tra fragoline di bosco e arancia sanguinella. Color rosa antico è uno dei prodotti più recenti e contemporanei studiato dai Lunelli di casa Ferrari.

Campania, 7 ristoranti Stella Michelin per un 2025 davvero gourmet: Il Papavero

Continua il nostro viaggio in Campania nel racconto di 7 luoghi ricchi di cultura gastronomica, premiati dalla più nota guida ristoranti al mondo: la Guida Michelin. Abbiamo già visitato gli stellati Marotta, Osteria Arbustico, O Me o il Mare, Oasis Sapori Antichi.

Proseguiamo verso Eboli, avamposto di frontiera, crocevia di gente e commerci tra la piana salernitana, quella del Sele, il Cilento ed il Vallo di Diano. Città simbolo della letteratura, menzionata nel celebre romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” nei ricordi del forzato confino subito dall’oppressore Fascista.

Jevule, come viene chiamato il Comune in dialetto, non è più un simbolo di arretratezza contadina, bensì un universo di attività piccole e grandi che sta contribuendo alla forte ripresa, anche in termini di lavoro, del comparto agricolo e vitivinicolo. Lo abbiamo rimarcato nell’articolo Eboli: una fermata di gusto e durante le numerose visite ad eventi di settore e prestigiose aziende rurali a chilometro zero.

Caseifici, produttori di mozzarella di Bufala, allevatori e vigneron; olivicoltori, operatori ortofrutticoli della cosiddetta “Quarta Gamma” e, naturalmente connessi ad essi eccellenti ristoranti. Tra quest’ultimi impossibile non citare Il Papavero, di proprietà di Maurizio Somma deus ex machina del ristorante, proveniente da tutt’altro settore. Da stimato luminare nella Medicina della Riproduzione cominciò dal nulla ad avvicinarsi alla ristorazione di qualità, cercando di ricreare quell’atmosfera di casa che non ha mai smarrito. Neppure nel 2011, dopo l’ambito riconoscimento di una Stella Michelin, riconfermata anno dopo anno dal talento puro dello chef Fabio Pesticcio.

Dai pochi tavoli iniziali agli attuali 30 coperti, ricavati in stanze accoglienti dalle pareti colorate e piene di opere d’arte. Divertente il giardino esterno che dà una sensazione quasi di passeggiata fuori porta nelle primaverili giornate di sole, con arredi moderni in stile shabby chic.

Ma è nel menu proposto che avviene il vero tocco di magia de Il Papavero. Degustazioni a portata di tutte le tasche, che soddisfano i sensi ed appagano la curiosità di vivere un’esperienza elegante e diversa dal consueto. In fondo l’essenza stessa dello scegliere un locale gourmet in linea con il contesto culinario attuale. Pochi fronzoli e tanta concretezza, come il piatto firma di Pesticcio: la pasta mista con polpo e spuma di patate.

Comodi gli entrée di benvenuto e l’antipasto composto da triglia, provola e acqua di scarole per coniugare inventiva e ricette della tradizione. In successione arriva l’uovo cotto a bassa temperatura con porro e pecorino e, per secondo, l’anatra con sedano, rapa e finocchio.

Coccole finali dai dessert di Benedetta Somma, figlia di Maurizio ed autodidatta nel difficile mondo della patisserie. Qui non sono ammessi errori e Benedetta riesce sempre a trovare il modo giusto per contaminare sapori in chiave tra dolce e salato, tecnica rara e contemporanea. Piccola pecca la carta dei vini in via di riorganizzazione dopo il cambio sommelier avvenuto nel 2024, comunque fornita di etichette nazionali ed internazionali di buon livello e dal ricarico calmierato.

“Chef in Pizzeria”: dai Fratelli Salvo arriva Fabrizio Mellino, tre Stelle Michelin con il ristorante Quattro Passi di Nerano

Per una sera viene stravolto il protocollo della Pizzeria Salvo a Riviera di Chiaia (NA). Torna l’evento Chef in Pizzeria, giunto al terzo appuntamento, con un nome di grido tra i gourmet della Campania: lo chef Fabrizio Mellino del ristorante Quattro Passi di Nerano, di recente insignito del prestigioso riconoscimento tre Stelle Michelin dalla celebre Guida internazionale dei ristoranti.

Foto © Alessandra Farinelli

Dei lievitati dei Fratelli Salvo e degli importanti eventi enogastronomici da loro ideati ne abbiamo già parlato in diverse occasioni. I temi chiave del “fare pizza”, al giorno d’oggi, riguardano essenzialmente la composizione degli impasti, la scelta accurata delle materie e dei vari topping. Dai grandi classici a quelli contemporanei, i condimenti rappresentano l’anima vera, la firma di ogni maestro pizzaiolo che si rispetti.

Foto © Alessandra Farinelli

Salvatore Salvo ricorda ancora l’epoca in cui le proposte in carta delle pizzerie seguivano di pari passo il recupero degli ingredienti avanzati nella linea del giorno precedente, con un’accozzaglia (più che contaminazione) di sapori a volte non equilibrati, banali e persino poco appetitosi. Da allora la cultura del cliente è cambiata e l’idea stessa dello scatolame aperto e versato sul disco di pasta, prima di essere infornato, risulterebbe a dir poco blasfemo.

Per fortuna la globalizzazione e la comunicazione di massa hanno eliminato quei confini gastronomici che limitavano la piena espressione del potenziale umano. Perché di questo si tratta, fantasia, gusto e tecniche moderne in sincrono verso la nouvelle vague ormai artistica delle proposte.

Foto © Alessandra Farinelli

A patto però, aggiunge chef Mellino, di considerare la pizza ancora quell’alimento democratico dove ogni consumatore possa capire il proprio estro nell’apprezzare questo o quell’ingrediente magari poco esaltato negli ambienti casalinghi. Se tale occasione venisse meno, il concept stesso di andare in pizzeria o al ristorante, a provare percorsi stimolanti e nuovi, cesserebbe istantaneamente di esistere.

Ecco il vero successo di un mondo che cresce mentre altri sono in crisi: l’aderenza ad una visione che rispetti territorio, qualità e inventiva in un unico piatto. Il rapporto con gli chef stellati assume quindi quel quibus che insegna qualcosa ad entrambi gli attori in gioco. A chi è davanti al forno a spingere in alto l’asticella, non accontentandosi mai neppure davanti ai numeri elevati del fatturato. A chi sta dietro ai fornelli l’amore per la lievitazione e la semplicità, pur nella contaminazione di elementi complessi. Ogni sapore deve essere individuabile nella sua singolarità e apprezzato al meglio nell’unione con gli altri.

Foto © Alessandra Farinelli

Un segreto di Pulcinella forse, eppure la cosa più difficile da realizzare. Così come l’annoso dilemma su quale sia l’abbinamento migliore tra vino, birra, cocktail, bevande fermentate… o semplicemente acqua. Il bartender Edoardo Nono del Rita’s Tiki Room di Milano ha veicolato ai presenti una nuova esperienza con alcuni pezzi virtuosi della mixology.

Mellino, Nono e Salvo: Nerano e Milano si incontrano a Napoli

Foto © Alessandra Farinelli

Casacca del Monaco: un gioco di parole divertente sulla tradizionale “cosacca” napoletana, in omaggio al provolone del Monaco, con basilico fresco e un mix di diverse tipologie di pomodoro emulsionate con olio extravergine d’oliva. Densità e legame profondo con la Campania tra consistenze e persistenze introvabili altrove. Cocktail pimiento, miele, sidro di mela.

Foto © Alessandra Farinelli

Spring Explosion: una proposta dal carattere primaverile, un’esplosione di freschezza e colori con favette, piselli, lardo e – in una variante creativa – un finto lardo realizzato con seppie. Un gioco gustoso tra terra e mare. Cocktail cetriolo, ginepro & bollicine, leggero e stuzzicante nella sua verve vegetale.

Foto © Alessandra Farinelli

Bagnasciuga: una pizza ispirata al mare, ma in chiave delicata. Niente sapori invadenti: merluzzo al posto del baccalà, marinato sotto sale e poi cotto in olio cottura, accompagnato con scarola alla napoletana, olive nere, polvere di capperi e quinoa soffiata, a simboleggiare la sabbia del bagnasciuga. Cocktail pomodoro, agave e origano, rivisitazione del classico Bloody Mary.

Foto © Alessandra Farinelli

Caserta indiavolata o Cedro e Salame con base al salame sotto sale, alleggerita dalla freschezza del cedro, ha fatto capire davvero cosa significhi una linea ed una proposta gourmet in questo territorio. Senza fronzoli, va dritta alla mente e da lì non svanisce. Cocktail finocchietto, pera&resina.

Foto © Alessandra Farinelli

Nuvola di Pastiera in chiusura del percorso: una pizzetta montanara farcita di ricotta profumata ai fiori d’arancio e grano cotto, ispirata alla tradizione pasquale. Semplicemente straordinaria rivisitazione del dolce tipico pasquale, con quel tocco di Costiera nella composizione cremosa della farcia. Cocktail fumo, fragola, peperone Anchoreyes rosso.

Un ringraziamento all’ufficio stampa Véronique Enderlin per l’ottima organizzazione e alla fotografa Alessandra Farinelli per gli splendidi scatti della serata.