L’appello solidale di Emanuele Riemma: “Piccoli gesti possono creare impatti di valore”

Il viaggio in Kenya del pizza chef diventa messaggio di solidarietà e consapevolezza

Diffondere la conoscenza di realtà che ogni giorno lavorano in silenzio per sostenere i più fragili è una responsabilità collettiva. Il pizza chef Emanuele Riemma ne è convinto, dopo la sua recente esperienza presso la Casa Famiglia Milele Rescue Center di Gede, in Kenya, (Famiglia Sempre Onlus in Italia) dove ha vissuto momenti di profonda umanità a contatto con cinquanta bambini orfani.

Siamo partiti con l’idea di un viaggio, ma si è trasformato in una lezione di vita – racconta Riemma –. Questi bambini non hanno nulla, eppure riescono a donarti amore puro. È lì che capisci quanto sei fortunato e quanto sia importante fare qualcosa di concreto per chi vive in condizioni difficili”. Attraverso la sua testimonianza, Emanuele Riemma vuole accendere i riflettori su associazioni che operano in silenzio, ma che fanno la differenza ogni giorno. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di destinare risorse, tempo o competenze a queste realtà, anche con gesti semplici come la donazione del 5×1000.

Nel modello 730 si può indicare un’associazione specifica a cui devolvere il 5×1000 – spiega Riemma –. Se si sceglie un ente preciso, quei soldi arrivano direttamente dove servono davvero. È un piccolo gesto che vale tantissimo”.

L’associazione Famiglia Milele, fondata e guidata da Gessica Vianello Bota, opera da anni nel villaggio di Gede in Kenya, offrendo accoglienza, istruzione e assistenza sanitaria a decine di bambini orfani e famiglie in difficoltà. Durante la visita, Riemma e la sua compagna hanno trascorso una giornata all’interno dell’orfanotrofio, portando non solo sorrisi, ma anche sapori italiani: lo chef ha preparato oltre 150 montanarine napoletane, simbolo di condivisione e convivialità. “Vederli felici, mangiare e cantare insieme a noi è stato il momento più emozionante. È incredibile come il cibo possa diventare un linguaggio universale di amore e speranza”, racconta.

Tornato in Italia, Riemma ha deciso di trasformare questa esperienza in un messaggio di educazione alla solidarietà e di comunicazione sociale. “Non voglio che resti solo un bel ricordo – conclude -. Voglio che serva a far conoscere Famiglia Milele e tante altre associazioni simili, spesso dimenticate. Comunicare queste storie è fondamentale per dare continuità ai progetti umanitari”. Emanuele Riemma invita, dunque, tutti a scoprire e sostenere realtà come Famiglia Milele, il cui nome di riferimento in è Famiglia Sempre Onlus, e a utilizzare il 5×1000 o altri strumenti a disposizione, per supportare chi lavora ogni giorno per garantire un futuro migliore ai meno fortunati.

Paolo De Simone con “Storie di Pane” nella Guida 2026 Le 350 Migliori Pizzerie della Campania

Inserito il locale dell’imprenditore cilentano con sede a Vallo della Lucania e a Capaccio Paestum

Nella Guida 2026 Le 350 Migliori Pizzerie della Campania c’è spazio anche per i panifici che fanno della valorizzazione delle materie prime e della promozione del territorio la chiave del loro successo.

Ne è un esempio Storie di Pane del pizza chef e imprenditore Paolo De Simone, con sede a Vallo della Lucania e a Capaccio Paestum, in Cilento.

Botteghe ma anche e soprattutto presìdi sul territorio di cultura, di conoscenza e promozione delle produzioni locali, da quelle casearie ai salumi, dalle confetture al mondo vitivinicolo e molto altro. Lo storytelling di Storie di Pane è all’insegna della tradizione, quella più autentica e verace da salvaguardare e preservare, capace di ritagliarsi sempre un posto di rilievo nel panorama gastronomico italiano.

Lievitati di qualità sono disponibili sempre nei due locali, a partire dall’ora della colazione con fragranti brioche per lasciare poi spazio alle diverse tipologie di pane, ai calzoni cilentani, alla varietà di pizze al taglio che fanno di Storie di Pane un punto di riferimento anche per conoscere prodotti di nicchia a chilometro zero, tutti “made in Cilento”.

D’altronde Paolo De Simone, creator e pizza chef della catena Modus Pizzeria, oltre che titolare di Storie di Pane, è Ambasciatore della Dieta Mediterranea nel Mondo, un riconoscimento al suo impegno nel promuovere e valorizzare le tradizioni gastronomiche del Cilento, mettendo al centro della sua filosofia la stagionalità, la biodiversità e la sostenibilità e dando spazio sempre alla filiera di produttori locali, custodi e testimonial del Cilento nel mondo. Proprio come Paolo De Simone.

AIS Campania protagonista anche quest’anno a Merano WineFestival

La squadra di sommelier con il presidente Tommaso Luongo presente all’evento

Sono 10 i sommelier guidati dal presidente AIS Campania Tommaso Luongo presenti durante uno degli eventi internazionali più ambiti nel settore enogastronomico: Merano WineFestival 2025. Curata dal patron Helmuth Köcher, The WineHunter, la manifestazione aprirà i battenti dal 7 all’11 novembre con le consuete iniziative culturali dove cibo e vino diventano i protagonisti assoluti.

Show cooking, degustazioni e abbinamenti tematici saranno a cura di Tommaso Luongo e di Franco De Luca, referente didattica AIS Campania. Da venerdì 7 a lunedì 10 novembre nella Gourmet Arena – Campania Gourmet – l’evento “Leopardi a Tavola”, il progetto che intreccia cultura, cucina e identità, rendendo omaggio alla figura di Giacomo Leopardi attraverso i sapori della tradizione partenopea. Nel cuore della Gourmet Arena, il maestro Antonio Tubelli, custode della memoria gastronomica napoletana, darà vita a un percorso di cucina e racconto, accompagnato dagli chef Lino Scarallo e Peppe Aversa, e dalle interpretazioni contemporanee di grandi protagonisti della ristorazione campana e non solo: Umberto De Martino, Tiziano Palatucci, Alberto Toè, Angelo D’Amico, Pasquale Tarallo e Carlo Scutiero.

Immancabili le masterclass esclusive come quella di venerdì 7 novembre 2025 dalle ore 13 alle 14 presso la Sala 40 del Kurhaus di Merano condotta da Tommaso Luongo, Dante Stefano Del Vecchio e Luciano D’Aponte, che accompagneranno il pubblico in un percorso di analisi e riflessione sull’evoluzione enologica della regione, tra innovazione tecnica, valorizzazione dei vitigni autoctoni e affermazione sui mercati internazionali.

Soddisfazione nelle parole di Tommaso Luongo, presidente di AIS Campania: «Ancora una volta siamo accanto ai produttori vitivinicoli, ai ristoratori e a tutti gli appassionati del vasto mondo enogastronomico. Fondamentale la dimostrazione del corretto abbinamento tra cibo e vino, nella cornice storica di “Leopardi a Tavola”, ma altrettanto importante dimostrare che lo scorrere del tempo ha i suoi benefici nei nostri straordinari bianchi, un patrimonio da valorizzare nel mondo. Grazie ancora alla nostra squadra che ha aderito in maniera compatta, tra sommelier e delegati provinciali, per coadiuvare al meglio la buona riuscita di un evento unico nel panorama italiano come Merano WineFestival».

La Campania del vino parteciperà infatti con un progetto corale di valorizzazione e promozione del territorio: “Campania Wines”. Ancora una volta, quattro consorzi di tutela si presenteranno insieme nello spazio esclusivo Casa Campania, un luogo di incontro, degustazione e racconto dedicato alla qualità e alla ricchezza enologica della regione. Capofila dell’iniziativa è il Sannio Consorzio Tutela Vini, in qualità di soggetto mandatario dell’ATS “Campania.Wine”, costituita insieme al Consorzio Tutela Vini Vesuvio, al Consorzio Vita Salernum Vites e a VITICA – Consorzio Tutela Vini Caserta. Con il supporto di Maria Grazia De Luca, delegata AIS Benevento; Pietro Iadicicco delegato AIS Caserta e dei sommelier AIS Campania.

Il programma completo di “Leopardi a Tavola”

Venerdì 7 novembre 2025
• h 11.00 – Antonio Tubelli, storico e cuoco della cucina napoletana – Napoli
• h 13.30 – Tiziano Palatucci e Alberto Toè – Castel Badia Dolomiti, Bolzano
• h 16.00 – Carlo Scutiero – La Smorfia, Merano
Sabato 8 novembre 2025
• h 11.00 – Tiziano Palatucci e Alberto Toè – Castel Badia Dolomiti, Bolzano
• h 13.00 – Nina Gabuldani (Ristorante Georgiano Aisi, Roma) e Misha Avsajanishvili – Omaggio alla cucina della Georgia
• h 15.30 – Carlo Scutiero – La Smorfia, Merano
Domenica 9 novembre 2025
• h 12.00 – Antonio Tubelli, storico e cuoco della cucina napoletana
• h 15.00 – Lino Scarallo e Peppe Aversa
• h 16.30 – Pasquale Tarallo – Ristorante Paisà, Agnone Cilento
Lunedì 10 novembre 2025
• h 11.00 – Angelo D’Amico – Locanda Radici, Melizzano (Benevento)
• h 13.00 – 16.00 – Jam session gastronomica con Lino Scarallo, Peppe Aversa e Umberto De Martino

La selezione di prestigio dei vini in degustazione nell’evento “Master Class Campania”

Quintodecimo – Grande Cuvée Luigi Moio 2020

I Favati – Fiano Pietramara etichetta bianca DOCG 2018

Di Meo – Fiano DOCG Alessandra Riserva 2015

Feudi di San Gregorio – Goleto Greco di Tufo Riserva DOCG 2019

Cantine Marisa Cuomo – Fiorduva 2020

Fontanavecchia – Facetus Taburno Falanghina del Sannio DOP 2015

Villa Matilde – Vigna Caracci, Falerno del Massico DOP Bianco 2018

Cantine Antonio Mazzella – Vigna del Lume Biancolella DOP 2021

Mastroberardino – Stilèma Greco di Tufo Riserva 2019

Info: stampa@aiscampania.it

Lentezza e meraviglia all’Abbazia di Santa Cecilia”: a Castinatelli si riscopre il rituale autentico della tavola cilentana

Ci sono luoghi che non solo esistono, ma custodiscono il tempo stesso, trattenendo il respiro in una dimensione sospesa tra storia e natura.

L’Abbazia di Santa Cecilia, incastonata tra i boschi del piccolo borgo di Castinatelli, una delle frazioni di Futani, nel cuore più intimo del Cilento, è uno di questi, dove ogni pietra sembra raccontare una storia e ogni fruscio delle fronde degli alberi invita al silenzio e alla lentezza.

È qui che l’antica abbazia ha ritrovato nuova vita grazie al secondo appuntamento di “Andamento Lento: il pranzo della domenica come una volta”, il format enogastronomico e culturale ideato da Giuseppe Boccia, patron di Stratto pizza e fermento, la rinomata pizzeria di Vallo della Lucania e promosso da Campania da Vivere.

Un progetto che celebra la lentezza come valore, il gusto come linguaggio e la convivialità come rito collettivo. Domenica 12 ottobre, tra profumi d’autunno e sapori autentici del Cilento, si è compiuto un rituale semplice e sacro: sedersi insieme a tavola.

La scelta dell’Abbazia non è stata casuale: questo luogo incantato, incastonato tra ulivi e querce secolari, sembra senza età. Poco conosciuta persino da molti amanti del Cilento, l’Abbazia di Santa Cecilia – risalente all’XI secolo – ha offerto il contesto ideale per un’esperienza che unisce storia, natura e gastronomia. La sua quiete ha accolto gli ospiti in un’atmosfera quasi magica, dove la lentezza è diventata linguaggio e il paesaggio stesso si è fatto narrazione.

L’allestimento, curato con maestria, è stato uno spettacolo nello spettacolo. Sei Lunghe tavolate imperiali, adagiate tra gli alberi e accarezzate dalla brezza d’ottobre, portavano i nomi dei monti simbolo del territorio — Gelbison, Bulgheria, Cervati, Stella, Vesale e gli Alburni — in un omaggio poetico alla maestosità del Cilento.

Ogni tavolo era un microcosmo d’autunno, ornato da Sara De Marco, raffinata event planner che ha saputo tradurre la stagione in una tavolozza di frutta di stagione, foglie, bacche e colori caldi, impreziosita da alzatine ispirate alle coppe dei banchetti romani. Un tocco di eleganza e misura che ha trasformato il pranzo in un’esperienza estetica e sensoriale insieme, dove la bellezza dialogava con il gusto.

La giornata si è aperta a mezzogiorno con l’aperitivo itinerante “A Passeggio nel Bosco”: un percorso tra i profumi della legna arsa e del sugo messo a stufare piano in pentola. Gli ospiti, avvolti dal tepore del bosco, hanno potuto assaporare pizze al forno a legna, fragranti e rustiche; il cacio impiccato, colante e aromatico e il prosciutto crudo tagliato a coltello, offerto in diretta come gesto d’arte e di tradizione.

Il menu significativamente intitolato “Cchì pieri sotto a tavola”, ha reso omaggio all’anima più autentica del Cilento, attraverso piatti che profumano di casa e appartenenza: pasta al forno profumata di casa; bombette ripiene di prezzemolo, formaggio, prosciutto cotto e caciocavallo, firmate I Salumi di Mastro Titta di Daniele Botticchio (Novi Velia).

E poi arrosticini alla brace, cotti lentamente come una volta o foglie e patate con peperone crusco e zucca alla griglia, preparate con le verdure e l’olio extravergine di Rareche Mercato Rurale Naturale.

A esaltare ogni boccone, le etichette selezionate di Fattoria Albamarina con il Futos Aglianico Paestum IGP ed il Valmezzana Fiano DOP Cilento e le Cantine Barone tra Aglianico e Falanghina IGP Campania), autentici ambasciatori del vino cilentano.

L’invito a tornare al passeggio nel Bosco per due ulteriori assaggi: “Pe’ spizzulià” le caldarroste, offerte dalla cooperativa Sant’Anna di Futani e per chiudere in dolcezza l’esperienza “Pe’ Digerì” ha proposto un sorbetto artigianale di Neve Gelati e Torte, nei profumi autunnali di mela annurca e cannella e castagna e rosmarino un connubio di fragranze che evocava l’essenza stessa dell’autunno cilentano.

A fare da colonna sonora, le melodie dei Corus Mediterraneo e di un gruppo di posteggia napoletana “Na poesia”, i canti di Angelo Loia & il Progetto Oizza, i racconti del cantastorie Domenico Monaco. La musica ha intrecciato brindisi e risate, mentre le danze delle ballerine Antonietta Santoro e Federica Mercadante hanno aggiunto grazia e leggerezza, trasformando il bosco in un palcoscenico naturale, animato di suoni e colori.

L’evento ha goduto del patrocinio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, di Legambiente e del Museo della Dieta Mediterranea, a testimonianza del suo valore culturale e territoriale. Un riconoscimento che rafforza il legame tra gastronomia, paesaggio e identità, nel segno di una Cilento che si racconta attraverso il gusto e la lentezza.

Ma “Andamento Lento” non si ferma qui: il viaggio prosegue con altri luoghi, sapori, incontri e persone, alla ricerca delle tradizioni più autentiche e nascoste del Cilento. Un percorso capace di restituire valore al tempo, alla terra e alla tavola, cuore pulsante della comunità, luogo dove si intrecciano storie, sapori e relazioni.

Un cammino che invita a rallentare, ad ascoltare e a ritrovare nel cibo e nella condivisione la più antica forma di appartenenza. All’Abbazia di Santa Cecilia, il tempo si è fermato giusto il necessario per ricordarci che le cose migliori accadono sempre lì, dove il vino riempie i bicchieri, le mani si incontrano e le voci si fondono in un unico, armonioso racconto di vita.

I Caporale, Tre Galletti nella Guida 2026 Le Migliori 350 Pizzerie della Campania

Massimo riconoscimento nella pubblicazione curata dal giornalista Luciano Pignataro

Premiati tra le “Pizzerie Eccellenti” in 50 Top Pizza Italia 2025, per I Caporale di Casalnuovo arriva un’altra prestigiosa affermazione: l’ottenimento dei Tre Galletti della Guida 2026 Le Migliori 350 pizzerie della Campania curata dal giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro con la collaborazione della giornalista Antonella Amodio.

Lo scorso anno la pizzeria dei fratelli Giuseppe e Raffaele Caporale aveva ottenuto Due Galletti nella stessa pubblicazione, un risultato già molto importante considerando il numero di locali recensiti in tutte le province della regione, corredati ciascuno da un giudizio di merito.

I Tre Galletti sono un premio per l’impegno dell’intera squadra, oltre che per la passione dei fratelli Caporale che in pizzeria hanno sempre al loro fianco papà Domenico: fu lui nel 2006 a rilevare l’attività coinvolgendoli con passione. Ed ora arriva questo nuovo riconoscimento per la pizza contemporanea tradizionale dei Caporale che si evolve tra studio e impegno quotidiano e dà vita a proposte sempre particolari, con stili e consistenze di impasto accattivanti.

Idratazione molto elevata e scelta dei topping- che sono un chiaro richiamo alle proprie radici – senza mai perdere di vista il territorio. Hanno trionfato per questo Giuseppe e Raffaele Caporale, con una menzione all’interno del giudizio anche per la piacevole sala, per l’importanza data al senza glutine e per l’ampia proposta di pizze, tutte molto equilibrate.

La tradizione familiare e l’identità contraddistinguono le preparazioni d’autore dei fratelli Caporale, realizzate con l’utilizzo della salutare farina Varvello: dai padellini croccanti – in cui il crunch la fa da protagonista – ai diversi stili e metodi di cottura, per pizze sempre molto leggere, piacevoli e digeribili. “Non possiamo che essere soddisfatti – spiegano Giuseppe e Raffaele Caporale -. Un risultato sorprendente che premia il nostro lavoro quotidiano assieme a quello di tutto lo staff. Ringraziamo soprattutto i nostri clienti perché senza i loro consensi non avremmo ottenuto questo riconoscimento”.

Antonio Tancredi conferma i Due Galletti nella Guida 2026 Le Migliori 350 Pizzerie della Campania

Il giovane pizzaiolo premiato per il lavoro nella sua pizzeria “Diametro 3.0” a Casoria

Passione, impegno, studio e creatività. Doti che Antonio Tancredi conosce bene e che gli sono valse la conferma dei prestigiosi Due Galletti della Guida 2026 relativa alle Migliori 350 Pizzerie della Campania. Nella pubblicazione curata dal giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro con la collaborazione della giornalista Antonella Amodio, rispetto allo scorso anno sono stati recensiti ed inseriti nel volume 50 locali in più, di tutte le province della regione.

Con il team della sua pizzeria Diametro 3.0 di Casoria, in provincia di Napoli, Antonio Tancredi prosegue nel lavoro intrapreso nel 2018 soffermandosi su impasti morbidi, molto idratati, pizze dal cornicione pronunciato e con diversi topping: dai più classici e intramontabili ai contemporanei, più generosi nei condimenti, per abbracciare i gusti di una clientela sempre più eterogenea in termini di età e preferenze. Ecco che accanto alla margherita in menu c’è da qualche mese la Matisse, una pizza doppia cottura passata in forno a legna e poi elettrico condita con pomodori dalle diverse consistenze come se il disco fosse una vera e propria tela bianca su cui sprigionare il proprio estro.

Il riconoscimento della Guida 2026 segue anche la partecipazione del giovane ed innovativo pizzaiolo Antonio Tancredi a prestigiose kermesse del settore gastronomico in cui il confronto e la condivisione di idee e progetti mirano ad accrescere il proprio bagaglio culturale, come è avvenuto di recente con “Vinoforum” a Roma. “Essere presente nella Guida curata da un esperto del settore come il giornalista Luciano Pignataro – spiega Antonio Tancredi – è per me motivo di orgoglio. Mi spinge senza dubbio a proseguire nel mio impegno quotidiano assieme alla grande squadra della pizzeria Diametro 3.0 con cui sento di condividere questo ulteriore, prestigioso traguardo”.

Greek Wine Day 2025

Firenze da capitale d’Italia e capitale del Rinascimento per un giorno con Greek Wine Day, lo scorso 1° novembre è  tornata capitale del vino greco. L’appassionante evento giunto alla sua quarta edizione si è svolto nel salone Michelangelo dell’hotel Albani di Firenze. Strategicamente perfetto, a poca distanza dalla Basilica di Santa Maria Novella e dalla Fortezza da Basso.

Ideato da Haris Papandreou, grande appassionato ed esperto di vino e organizzato con il patrocinio del Consolato Onorario di Grecia a Firenze e la collaborazione di Fisar Firenze. Il più grande evento in Italia interamente dedicato al nettare di Bacco della penisola ellenica. 

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Visto il crescente successo della kermesse ed il grande interesse al vino greco da parte degli operatori e dei wine lovers, gli organizzatori sbarcheranno a breve anche in altre città italiane con lo stesso format. Come dire, squadra che vince non si cambia. Gli espositori presenti erano ben 49 con circa 225 etichette in degustazione e dietro ai banchi d’assaggio sia i sommelier, sia molti produttori, accorsi dalla Grecia per l’avvincente occasione.

È stata una ghiotta occasione per assaggiare e approfondire la conoscenza del vino di questo meraviglioso lembo di terra. La Grecia vanta una storia vitivinicola ultra millenaria ed un clima propizio per l’allevamento della vite,  nei terreni della penisola affondano le radici in prevalenza di varietà autoctone,  tuttavia, anche alcune internazionali. Le varietà di uva autoctone più diffuse sono: Assyrtiko, Vidiano e Malagousia a bacca bianca e Agiorgitiko e Xinomavro a bacca rossa.

Alcuni assaggi

Cavalieri Malagousia 2024 Chateau Nico Lazariti – Malagousia 100% – Paglierino luminoso,  sprigiona sentori di fiori d’acacia,  pesca, albicocca, cedro ed erbe aromatiche,  sorso fresco, saporito e coerente.

Vidiano 2024 Diamantakis Winery – Vidiano 100% –  Giallo paglierino con sfumature verdoline, rivela sentori di pera, mela cotogna, mandarino e mandorla,  gusto vibrante, stimolante e persistente.

Plano Assyrtiko 2023 Wine Art Estate – Assyrtiko 100% – Tonalità paglierino luminoso,  libera sentori di melone, frutta tropicale e lime, scivola fresco e saporito in bocca, finale lungo.

Petali 2024 Diamantakis Winery – Assyrtiko 100% – Paglierino brillante,  rimanda sentori di zagara, pesca, susina e sbuffi agrumate, la freschezza stimola il lungo e sapido sorso.

Mantineia 2024 Domaine Skouras – Moschofilero 100% – Giallo verdolino, i sentori richiamano la zagara, petali di rosa, ananas e agrumi, al palato risulta fresco, aggraziato e armonioso.

Mouhtaro 2023 Muses Estate – Mouhtaro 100% – Rubino vivace, emana sentori di ribes, lampone, ciliegia e fico, al palato risulta avvolgente pieno, appagante è persistente.

Idisma Drios XInomavro 2020 Wine Art Estate  – Xinomavro 100% – Rubino intenso, arrivano al naso note di prugna, lampone maturi, pomodoro e spezie,  tannini poderosi ma setosi,  suadente e duraturo.

Vasilio 2021 Estate Costantin Gofas – Agiorgitiko 100% – Bel rubino,  all’olfatto si percepiscono sentori di amarena, prugna,  polvere di caffè e di cacao e tabacco,  in bocca è vellutato, appagante e coerente.

La Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 di Doctor Wine

Un periodo difficilissimo nella seconda metà degli anni ‘80, in seguito allo scandalo delle produzioni vinicole con metanolo, ebbe l’effetto di stimolare alcuni giornalisti e appassionati enogastronomici a creare dal nulla una guida ai vini d’Italia. Daniele Cernilli è ancor oggi il motore dietro la produzione di questo splendido libro che ogni anno, dal 1987, illustra gli areali vitivinicoli italiani e ne seleziona le produzioni migliori e più originali.

La “Guida” nasce assieme al Gambero Rosso nel contesto editoriale de Il Manifesto, ma se ne distacca già nell’anno successivo producendo la “Guida 1989” in seno alla Gambero Rosso Editore all’interno del Gruppo L’Espresso. Quell’anno è la svolta della pubblicazione in virtù della sponsorizzazione dal gruppo farmaceutico Sigma Tau, che produce ben sessantamila copie della guida e ne assicura il futuro. Cernilli è il fine analista del trio originario di produzione formato da Cernilli con Stefano Bonilli, giornalista economico, e Carlin Petrini, giornalista gastronomico — che creerà presto da ArciGola lo spin-off “Slow Food” ad illustrare il potenziale dirompente della cucina italiana in patria e nel mondo.

La Guida svolge da allora, anche grazie all’autonomia da Gambero Rosso acquisita nel percorso, una assidua ricerca delle produzioni vinicole emergenti da affiancare a solidi protagonisti affermati sui mercati internazionali. Cura del racconto del territorio, minuziosa descrizione dei processi produttivi in vigna e in cantina, racconti della storia — spesso intensamente familiare e ricca di aneddoti – dei produttori italiani più esigenti e identitari.

È a Roma all’Eur quest’anno, il 12 ottobre a Spazio Novecento, che Daniele Cernilli e la sua redazione presentano 92 tra le premiate cantine italiane meritevoli di inserimento nella “Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026”. L’evento segue la presentazione tenuta a Milano a settembre.

La pubblicazione riporta accuratamente migliaia di referenze, descrivendole gustativamente grazie al lavoro del nutrito team di degustazione ufficiale: le valutazioni sono classicamente in centesimi, ma si presentano partendo da un breve racconto dell’azienda (con appendice speciale se “enoturistica”) che viene valutata in “stelle” da una a tre; si conclude col prezzo sul mercato (che concorre al premio “Miglior Rapporto Qualità/ Prezzo”) e una valutazione del “DoctorWine” ovvero Cernilli stesso, ad apporre una sua faccina se il punteggio eccede i 95/100 e merita un suo endorsement.

Il bello di questo incredibile, massivo lavoro di raccolta dati e notizie — attualmente prodotto anche in inglese e tedesco — è offerto dal l’assegnazione di premi speciali che mirano a far luce sullo stato della viticoltura italiana: sono le aziende, le persone e i loro progetti a raffigurare il momento propulsivo dell’intero comparto per l’anno in analisi. 

Partendo dall’Azienda dell’Anno, la selezione declina la qualità del lavoro di produttori per il Vino Rosso, il Vino Rosato, il Vino Bianco, il Vino Dolce e il Vino “Vivace” dell’Anno, a ricomprendere le macro-categorie di produzione, terminando con l’Esordio Vincente dedicato alla più eccellente new entry italiana sui mercati. Si conclude con award riferiti alle persone, alla loro vita dedicata alla produzione vinicola culminanti con il Winemaker dell’Anno e il riconoscimento “Una Vita per il Vino”.

Una menzione speciale per la lista “I Migliori Vini da Monovitigno” rende infine il perimetro dell’eccellenza produttiva in Italia.

Ultimo, un premio “Progetto Qualità” assegnato al protocollo Equalitas ormai adottato da una azienda su cinque in italia.

All’evento, atteso da quasi un migliaio di partecipanti, troviamo 18 delle venti regioni italiane rappresentate, tra gli elegantissimi banchi d’assaggio, a comporre un affresco di colori equamente distribuiti lungo lo stivale. 

In realtà la giornata è il terminale di un intero anno di comunicazione su diversi media, inclusi i social media che hanno garantito ai produttori visualizzazioni – specie dei video descrittivi del vino – fino a 75mila visualizzazioni. Il sito di DoctorWine in particolare offre le valutazioni di intere verticali di vini eccellenti. 

Tra le centinaia di referenze in degustazione, ecco una selezione di quelle apparse più originali – o classiche, ma superiori alla loro stessa reputazione.

Elena Walch “Beyond the Clouds” 2022: è una delle produzioni più originali dell’areale attorno a Termeno, offre un blend incentrato sullo Chardonnay ma impreziosito da Pinot Bianco e altre uve autoctone minori. Complessità fruttata e floreale intensa e vibrante, per un gusto lungo e sostenuto da rilevante acidità. Gastronomico eppure suadente per palati innamorati dell’inimitabile purezza di gusto alto-atesina.

Attilio Contini 1898 “I Giganti” 2023: non presente in guida (dove è premiato un suo vino più mainstream), è una originalissima elaborazione del blendaggio di Vernaccia al 70% e Vermentino al 30%. Privilegia l’intensità e il gusto di erbe aromatiche ad aprire una struttura sapida non comune e pregna di sentori di mandorle e fichi secchi, con finale altrettanto complesso di tabacco e sbuffi di cioccolato bianco. Originalissimo.

Antinori “San Giovanni della Sala” 2023: ormai una referenza identitaria dell’Orvietano, questo blend di Grechetto e Procanico aggiunge Pinot bianco e, sapientemente, un 5% di Viognier a garantire persistenza a un bianco dell’Italia Centrale ricco di corredo olfattivo e palatale, incentrato su pesche gialle e fiori di campo. Apprezzabile l’equilibrio pressoché perfetto, per una boccata soddisfacente e protesa alla gastronomia locale.

Villa Cordevigo “Gaudenzia” 2023: un Chiaretto di Bardolino accattivante e persuasivo per eleganza e suadenza di profumi. Siamo in Valpolicella ed è d’obbligo attendersi vini classici, ma questo Chiaretto, assieme all’omonimo della casa più giovane e orientato alla ristorazione, ha più di un appeal originale e garantito dal blend di Corvina, Rondinella e Molinara, ad attrarre i palati più fini: sentori di rosa e violetta si sposano a fragola e lamponi, circondati da sbuffi di note agrumate. Non marca un finale significativo, ma persiste grazie alla sapiente fattura della casa e a una vena minerale che ne accenta il delicato aroma. Imperdibile.

Moser “Tracce” TrentoDoc Riserva Extra Brut 2012: la sfida del metodo classico a 132 mesi è vinta a mani basse! Uno Chardonnay intenso e dal perlage finissimo, esuberante di fragranze di farine e crosta di pane variegato da sentori di menta e pietra focaia, accenti agrumati di limone e fiore d’acacia. È un Trento DOC, consegna ciò che promette: immediatezza di gusto e cremosità mista a palato lungo e rapida successione di sapori. Non se ne lascia un goccio al calice.

Berlucchi “Palazzo Lana” Extreme Riserva 2014: altra sfida, i 115 mesi di un metodo classico caratterizzato da un semestre in barrique. Il colore oro-rosa tradisce da subito la natura Blanc de Noir, dacché il Pinot Nero suggerisce subito al naso le sue note agrumate miste a frutto di polpa gialla. Fragranza di crosta di pane in ottimo equilibrio, distinta la persistenza. Where’s the party?!

Lunae “Cavagino” Vermentino 2022: i Colli della Lunigiana sono incantevoli e la loro prossimità marittima mista al terreno ricco di marna e argille offre un letto ideale al Vermentino. È una creazione cantiniera di tutto rispetto, fondata su un 60% fermentato in barrique. Grande bocca che conferma un naso sufficientemente complesso, ad offrire note di pesca gialla e agrumi in moderazione, lasciando i sentori di frutta tropicale a garantire un gusto ricco e lungo, reso elegante dal finale di erbe aromatiche e da una combinazione di note calde e saline. Bello e seducente.

Tenuta di Fiorano “Semillon” 2022: il Lazio è una regione vinicola ampiamente sottovalutata, ma esordienti come questo Semillon d’origine bordolese rendono giustizia alla sua vocazione per i vitigni che amano i terreni vulcanici. Un anno in botte piccola, tradizione antica, a offrire sentori di cera d’api, mela cotogna e frutta gialla avvolto da una delicata nota balsamica e da uno sbuffo di fieno. Davvero elegante alla beva, deciso e moderatamente persistente: la tecnica della elaborazione è raffinata, per un gusto elegante oltre le attese.

Velenosi “Rêve” Offida DOCG 2023: è un Pecorino classico e al tempo stesso originale, dove la sontuosità delle note floreali – spicca la ginestra – tipiche di accompagnano a note agrumate miste ad erbe aromatiche. Nell’equilibrio tra mineralità salina e nota calda, si apprezza il gusto composto e lungo, con un finale delicato di erbe e fiorellini di campo.

Livio Felluga “Terre Alte” Rosazzo DOC 2022: *in cauda sublimis* avrebbero detto le legioni romane accampate ai confini dell’odierno Friuli. Livio Felluga è l’intelligenza e la visione identitaria di una cantina che ha generato una storia vinicola ancora attiva grazie ai figli. Marco è l’autore di questo blend ormai canonizzato all’Abbazia di Rosazzo dove oggi hanno residenza fisica le loro botti. Un taglio geometrico fatto di 40% Sauvignon, 30% Friulano e 30% Pinot Bianco, per un anno sui lieviti autoctoni e una evoluzione in barrique per il solo Pinot Bianco. Complessità eccezionale, quasi indescrivibile completamente: frutti a pasta gialla, eccelle la susina, conditi da sentori di passion fruit ed erba medica. Corpo avvolgente e leggerissimamente squilibrato verso la mineralità – ma è un friulano vero, te lo aspetti… boccata salina e persistente per un’esperienza gustativa completa e dal finale classico persistente. Una cassa subito, please.

Lunae “Vermentino Nero” 2024 a Toscana IGT: La giovanissima età trasmette già al naso le esuberanti note floreali di timo e rosa canina, lasciando al gusto l’onere di apprezzare il corpo e la struttura assieme ai dominanti sentori di ciliegia e lampone. È un bellissimo giovane dal color rosso rubino intenso, in cui prevalgono per ora note calde e acidità, ma il cui tannino si accenna e si combina con mineralità salina esprimendosi più nel finale accompagnato da una leggera nota amarognola. Grande promessa.

Peter Zemmer “Pinot Nero Riserva Vigna Kofl” 2022: probabilmente tra i migliori Pinot Noir italiani, è la creazione che meglio rappresenta questa cantina sulla “Strada del Vino” che collega Bolzano a Trento. Intensità immediata, equilibrio gusto-olfattivo invidiabile per un composto di frutti di bosco e amarena con note di cioccolato e fragoline. La morbidezza è intatta dall’acidità, un tannino suadente accompagna il gusto molto elegante fino al finale senza grandi influenze da barrique francesi – dove affina per 12 mesi. 

Casale del Giglio “Mater Matuta” 2021: non si sbaglia a definire questo vino un “SuperLatium” perché l’elaborazione del Syrah di casa Santarelli vive da quarant’anni una progressione inarrestabile. 24 mesi di barrique di primo impiego mirano a stabilizzare l’equilibrio con il 15% di Petit Verdot che costituisce l’ispirazione bordolese di questo vino molto complesso e ricco di sensazioni olfattive e gustative, dal balsamico floreale accentato di spezie e pietra focaia, alla frutta gialla mista a ciliegia con una speziatura a tratti materica. Finale lungo ed elegantissimo, per palati esigenti.

Michele Chiarlo “Barolo Cerequio” 2021: quasi un vessillo per questa famiglia di vini celebratissimi in tutto il mondo, l’annata del Cerequio premiata rappresenta l’Accademia per la elaborazione di un Barolo. Corpo armonico e struttura equilibratissima s’impongono al gusto ricco ed espressivo di amarena e lamponi, annunciati da note olfattive dense di rosa e frutti di bosco. La speziatura è presente, le botti di rovere per 24 mesi lasciano un segno giusto, ma il gusto è tanto ricco di luce e slancio quanto il brillante rubino che lo colora. Finale moderato ma intenso per lunghezza.  

Giuseppe Cortese “Barbaresco Rabajà” 2022: un esemplare splendido e forse inarrivabile del suo territorio, questo cru di livelli mondiali ha nella sua complessità avvolgente il suo merito maggiore. Melagrana e ribes in un contorno etereo di lacca, accento di maraschino fin nel finale, e tannino essenziale alla struttura perfettamente equilibrata di un Barbaresco memorabile nella edizione 2021. Da collezione.

Fiorentino “Taurasi Riserva” 2020: un gusto amplissimo e lungo, tannico nobile eppur marcato, sono i tratti di un campione dell’areale di Taurasi nel quale l’edizione 2021 Riserva conquista il podio più alto. Un cru, annunciato al naso da sbuffi balsamici a introdurre una complessità di bacche e more e marasche, confermata al gusto che termina con accenti di fumi nobili e pietra focaia. Bel risultato per un’azienda giovane e sostenibile grazie all’indipendenza energetica. 

Siro Pacenti “Brunello di Montalcino Riserva PS” 2019: l’esperienza ilcinese di un degustatore metodico e gaudente porta a guardare a questo Riserva PS nella prospettiva identitaria più moderna e raffinata. Frutti rossi e pesca gialla creano le fondamenta per sentori speziati e balsamici, acuti di erbe officinali: una complessità che induce allo studio, per un cru da viti settuagenarie che risulta un pò severo, dai 36 mesi in barrique, ma estroverso e godibilissimo per morbidezza e lunghezza dei tannini.

Vietti “Barolo Lazzarito” 2021: nel più classico dei terroir dove è prodotto il Barolo, emerge per modernità un Nebbiolo elaborato in botte grande per 30 mesi, equilibratissimo e distinti per l’armonia gusto-olfattiva tra i fiori scuri e l’erbaceo rispetto alla polpa di prugne nere a distinguere l’intensità delle percezioni. Tannini di classe assoluta, un gusto schiettamente nobile e magistralmente persistente senza alcuna perdita di equilibri tra i formanti. Annata memorabile.

Si avvicina alle battute finali il progetto solidale “Pizza, una questione di famiglia” di Enzo Coccia

L’iniziativa del pizzaiolo Enzo Coccia a favore dell’associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono ETS, uno degli enti che sostiene lo storico ospedale pediatrico di Napoli.

Cibo, vino e solidarietà nello stesso format. Organizzato dalla sensibilità di Enzo Coccia e dei figli Andrea e Marco per aiutare l’ente che raccoglie fondi per realizzare progetti dedicati ai piccoli pazienti, garantendo cure all’avanguardia e ambienti di degenza più accoglienti sia per i bambini che per le famiglie che li accompagnano, il progetto è giunto alla fase finale con l’ultimo appuntamento previsto per il 10 novembre presso La Notizia 94 a Napoli.

Prima di Pierluigi Police, della pizzeria ‘O Scugnizzo di Arezzo con il figlio Gennaro è il momento del racconto della serata straordinaria del 13 ottobre con Attilio Bachetti, Pizzeria Da Attilio alla Pignasecca, con il figlio Mario. Ognuno dei tre appuntamenti ha visto infatti la partecipazione anche delle nuove leve della gastronomia partenopea a cominciare dal 29 settembre con Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi e papà Antonio.

Indispensabile l’apporto di linfa giovane per il disco di pasta lievitato più conosciuto al mondo, anche se l’occhio saggio dei genitori non può che indirizzare nella maniera giusta il talento dei ragazzi. Gli impasti si alternano tra diretti e con utilizzo di biga o pre-fermenti, ma è nei topping che si rivela tutta la grinta e le contaminazioni tanto in voga oggigiorno.

Mario, l’erede di Attilio Bachetti della pizzeria Da Attilio alla Pignasecca, ha colpito nel segno con la pizza “profumi d’autunno” con crema di finocchio, aglio nero, fiordilatte di Agerola, pan grattato croccante, finocchietto fresco e pepe nero. L’esperienza da uomo di partita imparata allo storico gourmet Del Cambio di Torino fa la differenza, anche nella proposizione dei dolci, articolati e diversi dalle consuete proposte.

Apertura con il Caseficio il Casolare di Alvignano di Mimmo La Vecchia e le sue ricottine di bufala, mozzarelle gustose e formaggi freschi o stagionati che rappresentano la forza di un intero areale nel cuore del casertano. Ne abbiamo già parlato su 20Italie con l’articolo riguardante il territorio del Matese: un giorno in Alta Campania alla ricerca del nostro “Vecchio West”.

Enzo Coccia si esalta nella “sua” Margherita con pomodoro San Marzano, fior di latte di Agerola, formaggio Grana Padano grattugiato, olio extravergine d’oliva e basilico unica e saporita nel suoe genere. A riguardo il celebre pizzaiolo, da poco promosso sommelier ad honorem dal presidente di A.I.S. Campania Tommaso Luongo, esprime così la propria soddisfazione: «Non esistono segreti per fare una pizza di qualità. Esistono tecniche e tradizioni da unire. Gli ingredienti contano, ma un artigiano deve saper lavorare con testa, cuore e mani».

Chiude l’ospite d’onore Attilio Bachetti, in parziale discontinuità rispetto al discorso precedente, esaltando invece gli unici protagonisti per un impasto perfetto: farina bianca, acqua e lievito. Poco importa chi ha davvero ragione, l’unica cosa che conta è il successo di pubblico per una iniziativa che fa bene al cuore e al palato.

Chocoland, a Napoli cinque giorni nella terra dei golosi

Dal 29 ottobre al 2 novembre, in piazza Municipio. Edizione speciale dedicata ad Halloween. Espositori, show cooking, spettacoli, laboratori ed intrattenimento per i più piccoli

Un’edizione speciale di Chocoland dedicata ad Halloween, quella in programma dal 29 ottobre al 2 novembre, a Napoli, in piazza Municipio. Protagoniste saranno le creazioni di maestri cioccolatieri e pasticcieri provenienti da ogni regione d’Italia e non solo. Oltre a specialità come il “torrone dei morti” di tradizione napoletana e il croccante siciliano, sarà infatti possibile gustare, nei numerosi stand allestiti nel cuore della città, il kurtos ungherese o varie tipologie di crepes. E, ancora, show cooking, spettacoli, laboratori ed intrattenimento per i più piccoli.

Organizzata dalla D2 Eventi, con il patrocinio di Casartigiani Napoli, la manifestazione giunge alla sua quarta edizione, forte del successo di pubblico che ha sfiorato lo scorso anno le 500mila presenze nei cinque giorni di apertura al pubblico.

Chocoland, tra le principali fiere del cioccolato artigianale di tutto il Mezzogiorno, sarà allestito anche quest’anno tra il Molo Beverello e Palazzo San Giacomo, con un fitto programma di eventi che prenderanno il via mercoledì 29 novembre alle ore 17, con una cerimonia di inaugurazione, per proseguire fino al 2 novembre con orario dalle ore 10 fino a tarda sera.

Tra i vari show cooking, che saranno presentati dal comico Lino D’Angiò, si segnalano giovedì 30 ottobre, quello che vedrà protagonista la Pasticceria Mignone che presenterà la sua “Perla Tartufata”. Appena ieri, la storica insegna di piazza Cavour, ha ricevuto la “Medaglia della Città di Napoli”, conferita come segno di stima e di gratitudine verso una realtà che da venticinque anni rappresenta un’eccellenza dell’artigianato dolciario napoletano.

Il 31 ottobre sarà invece la volta della Pasticceria Tizzano con lo chef Nicola Paparone che presenterà il celebre “Pastrocchio”, e il suo Babà, per l’occasione farcito al cioccolato. Ancora, sempre venerdì, alle ore 19, l’atteso appuntamento con il “Tiramisù Espresso” di Merisù.

Dal dolcetto allo scherzetto, con lo “Speciale Halloween Make-Up”. Giovedì 30 ottobre e venerdì 31, dalle ore 16 alle 20, sabato 1 novembre e domenica 2 dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, sarà possibile per adulti e bambini lasciarsi truccare per trasformarsi per qualche ora in esseri spaventosi, dagli zombie ai vampiri. Disponibile anche una selfie zone dove immortalarsi con una foto al fianco dell’Uomo Zucca o dello Stregone.

Tante le occasioni di divertimento per i più piccoli. Tra gli appuntamenti, il “Drago Luminoso”, con spettacoli previsti giovedì 30 ottobre e venerdì 31 dalle ore 16 alle 20, sabato 1 novembre e domenica 2 dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 e il teatro dei burattini di Mario Ferraiolo, con spettacoli diversi ogni giorno.

“Casartigiani Napoli è accanto a Chocoland per promuovere la fantasia, la cultura e l’artigianato: la vera magia di Napoli nasce infatti dalle mani e dal cuore” sottolinea Fabrizio Luongo, segretario dell’associazione di categoria degli artigiani.

Per Luigi De Simone, presidente della D2 Eventi, “Chocoland rappresenta ormai un appuntamento fisso per i tantissimi appassionati, proponendo una formula itinerante, che si svolge in alcune delle più importanti località della Campania, e che affianca al gusto tante occasioni di divertimento per adulti e bambini”.

Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti. Info ed aggiornamenti sul sito https://chocolanditalia.it