“Ma quante ne Sannio”? Vinestate a Torrecuso: l’estate più bella che c’è tra vino, musica e gastronomia del territorio

Vinestate a Torrecuso porta da 50 anni con sé la magia di un momento di festa per l’intera Comunità sannita. Non si può dire estate senza un calice di vino al tramonto condiviso con amici e amori, assaggiando un panino tra risate e quattro salti in piazza al ritmo della musica folk.

Tanti i volti incontrati: produttori che trasmettono passione, energia vitale e qualità nelle etichette proposte al pubblico incuriosito dal liquido inebriante simbolo vincente del Made in Italy. Bianco, rosso o rosato non ha importanza; a parlare è il territorio con le sue diverse espressioni di Falanghina, Aglianico e Piedirosso, vitigni cardine in quest’angolo di pace e di rispetto per la tradizione.

“Ma quante ne Sannio” veramente i vigneron del luogo in cui vivono e dei propri gusti? Lo abbiamo chiesto in maniera scherzosa ai 23 espositori in un gioco che ha lasciato qualche istante di sincera commozione. I ricordi d’infanzia, la vendemmia e la pigiatura del mosto fresco con i piedi o le canzoni dell’epoca e i pensieri cari a chi non c’è più e tanto ha insegnato.

Anche il sindaco di Torrecuso Angelino Iannella si è lasciato andare in un amarcord dolce e salato, con lo sguardo fiero puntato dritto al futuro. Con lui i decani del vino come Orazio Rillo e Antonio Mennato hanno rievocato il 1975, quando un’idea di alcuni imprenditori pionieri, stanchi del non godere appieno della celebrazione per il buon raccolto sempre impegnati con i carretti a trasportare in mescita i prodotti, cambiò il destino di molte famiglie.

Con l’aiuto dell’avvocato Coletta, mentore della manifestazione, ecco l’arrivo della prima edizione di ciò che diverrà Vinestate, la più antica kermesse sul vino della regione. Per sbloccare un ricordo serviva dunque una domanda, anzi una serie di domande contenute in un mazzetto da mescolare accuratamente e tirare a sorte.

I presenti ascoltavano e partecipavano poi con curiosità, che hanno alleggerito il clima di grande lavoro celato dietro un simile evento. Massima pure la soddisfazione del vicepresidente del Comitato Giampiero Rillo – cantine Tora – e di Libero Rillo, presidente di Sannio Consorzio Tutela Vini, non sottratti al nostro format “Ma quante ne Sannio”.

Dal 4 al 7 settembre Torrecuso si è illuminata come un faro brillante, tra feste danzanti, gustosa gastronomia locale, musica e attrazioni come la banda del paese, i trampolieri ed i giochi per bambini.

Ma soprattutto si sono riaccese le luci su di un piccolo borgo e i suoi angoli nascosti di rara bellezza, che si aprono a squarci panoramici sulle colline circostanti, ricordando che l’Italia è fatta anche di passato, tra storia, usanze e naturalmente uva e vino.

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Immagine di Paolo Loffredo

Paolo Loffredo

Classe ’85, pubblicitario appassionato di moda, musica, food, Helvetica e Bodoni, in eterna lotta contro il brutto. Un piatto di pasta con crema di fagioli, crema di tonno e pomodoro secco. Colori, fusioni e sapori intensi, ricchi e genuini.

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