Montepulciano: ritorno da Podere Casanova per creare un blend in stile Supertuscan

Isidoro e Susanna Rebatto sono degli autentici visionari per l’areale di Montepulciano. Di loro e del sogno chiamato Podere Casanova abbiamo già scritto in un precedente articolo firmato dall’autore Alberto Chiarenza. Tornare in questi luoghi era dunque una sorta di obbligo morale, per comprendere appieno l’aderenza del progetto alle aspettative iniziali dei titolari.

L’occasione giusta è arrivata con la lodevole iniziativa enoturistica Podere Casanova: un weekend di relax, cultura e buon vino con l’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022” tra le dolci colline di Montepulciano creata in collaborazione con l’ufficio stampa Maddalena Mazzeschi.

Il contesto di Montepulciano

Uno dei borghi più belli d’Italia, visitato di recente in un tour a cura del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Le sue stradine, le Chiese e le numerose terrazze panoramiche dominano la vista dall’alto delle colline morbide, lungo i versanti della Val di Chiana, fino al Lago Trasimeno e a Montalcino in lontananza.

Ricca di storia e fascino, con le famose tre cerchie murarie, Montepulciano è da sempre terra di mercati fiorenti, di vino e di conquista, avvenuta nel medioevo da parte della Repubblica di Siena, che qui pose il proprio feudo-crocevia di genti e di culture. Ancora oggi molte realtà vitivinicole possiedono locali di fermentazione e affinamento sotto le vie della città, a perenne ricordo di una tradizione millenaria tramandata sin dagli antichi Etruschi.

Il nostro ritorno a Podere Casanova

Se Susanna è l’anima commerciale dell’azienda, certamente il guru in campo è il marito Isidoro: vasta esperienza nel settore della geotermia per le centrali idroelettriche ed appassionato di tutto ciò che riguarda la Natura. Le vigne hanno rappresentato la prosecuzione di quanto svolto sinora, con particolare attenzione verso l’ambiente ed i trattamenti, l’abolizione del rame chimico e la preferenza per l’anolyte, prodotto di sintesi osmotica e potente antifungino.

In cantina il giovane enologo Mirko Tizzoni collabora instancabilmente per dare sintesi e voce alle varietà d’uva coltivate: dal Sangiovese, fino agli internazionali di lusso Cabernet Sauvignon, Merlot, Pertit Verdot e Syrah.

Il Sangiovese di Montepulciano a confronto con i vitigni internazionali

Proprio nell’evento ideato per gli appassionati e gli addetti ai lavori è stato possibile capire le differenze tra il nobile Sangiovese e le altre contaminazioni provenienti da varietà d’origine francese. In questa zona il principe di Toscana matura con maggior lentezza, complice terreni, esposizioni e condizioni climatiche che centellinano la formazione di una corretta e ben integrata trama polifenolica. Il blando Merlot risulta svantaggiato rispetto al Cabernet Sauvignon denso e succoso, al Syrah che guarda alla ricchezza aromatica di Cortona e ad un’insolito Petit Verdot di carattere.

L’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022”

Dopo le spiegazioni di rito, ha inizio, dunque, il momento clou della manifestazione promossa da Podere Casanova, quello di testare i vari campioni di vino già pronto e unirli – in termine tecnico “blendarli” – per realizzare un Supertuscan che racconti del territorio e delle sue uve. Ci si è potuti avvalere dell’assistenza dello staff aziendale, muniti di una pipetta graduata utile allo scopo.

Il nostro risultato, in attesa della sosta in bottiglia e di un successivo riassaggio nei prossimi mesi, ha visto la composizione in percentuale del 45% di Sangiovese, 25% di Cabernet Sauvignon, 15% di Syrah, 10% di Petit Verdot e 5% di Merlot. Un gioco entusiasmante che ci ha consentito, per un breve momento, di essere piccoli enologi in cerca di successo.

Le rarità tra le proposte di Podere Casanova

Non solo classicità toscana a chilometro zero, bensì fantasia, illuminazione e coraggio tra le etichette degustate in cantina e nello spaccio aziendale di Montepulciano.

A dir poco meraviglioso Euforia 2019, quasi irripetibile per le condizioni in cui ha preso forma. Chardonnay, Verdello e Grechetto, quest’ultimo che ha visto il contatto con la muffa nobile, in stile orvietano. Nuance di camomilla essiccata, albicocca, canditi di cedro e miele di millefiori. Finale lungo e salmastro, per un vino fuori da qualsiasi schema.

Succoso e gradevole il Rosso di Montepulciano 2019, in uscita molto tempo oltre quanto prevede il Disciplinare di produzione. La tipica ciliegia matura, sospinta da spezie tenere e rimandi officinali saporiti.

Verticale del Vino Nobile di Montepulciano annate dalla 2019 alla 2014 con la 2018 e 2017 in perfette condizioni, apprezzabili per motivi diversi: la prima evidenzia note terziarie da brace di camino e torrefazione, la seconda tutta la potenza ed il nerbo del frutto in un’annata considerata erroneamente troppo calda per fare vini longevi e di qualità.

In ultimo l’eleganza convincente del cru Settecento – Vino Nobile di Montepulciano 2018 – dai filari più vecchi prospicienti il bosco e allevati con tecniche alternative. Sangiovese in purezza, dimostra il timbro territoriale tra amarene sotto spirito, fiori violacei, erbe spontanee e sfumature di genziana unita a cacao in polvere e tabacco biondo. Tannini setosi e persistenza quasi infinita.

Forse meno rassicuranti le tenue bollicine e gli alquanto pomposi due IGT Toscana – Leggenda e Irripetibile – troppo ancorati ad una macchinosità di beva non più in voga come nel passato. Agilità è il nuovo motto per il presente e l’immediato futuro, non scommettendo però sul fatto che determinati spessori non tornino di moda prima o poi.

In esclusiva per 20Italie l’assaggio della tipologia Vino Nobile di Montepulciano “Pieve Sant’Ilario” 2021

La famiglia Rebatto ci ha tenuto a riservare la prova, per i lettori di 20Italie, della nuova tipologia etichettata Vino Nobile di Montepulciano “Pieve Sant’Ilario” 2021, che uscirà in commercio non prima di un paio d’anni di ulteriore riposo in vetro. Assaggio en primeur strepitoso, dal frutto scuro di bosco e con spezie delicate rimarcate da sbuffi mediterranei. Ben 24 mesi in legno tra tonneau e barrique di secondo passaggio.

Podere Casanova: un weekend di relax, cultura e buon vino con l’evento “Crea il tuo IGT Toscana 2022” tra le dolci colline di Montepulciano

Comunicato Stampa

Cantina, vigneti, agriturismo con piscina nella quiete della natura della Val di Chiana a Montepulciano (SI).

Tante le esperienze da vivere da Isidoro e Susanna Rebatto di Podere Casanova. Da sempre impegnati nella salvaguardia del paesaggio, contro ogni spreco di risorse, orientati alla sostenibilità. Dal recupero di centrali idroelettriche dismesse e riattivate per la produzione di energia pulita, alla decisione di restituire nuova vita al Podere Casanova.

Seduzione della bellezza, piacere del gusto e paesaggi dell’armonia sono le migliori risorse messe in campo. Podere Casanova è una realtà che racconta tutte le unicità e le affinità che corrono tra la loro terra d’origine, il Veneto ed il suolo storico che li ha accolti, quello della Toscana più bella.

Affinità culturali, artistiche, enogastronomiche all’origine stessa del Rinascimento italiano. E poi l’adozione degli standard Equalitas per certificare l’impegno verso la sostenibilità dell’ambiente durante l’intero processo produttivo. Amore per la terra e per le risorse non infinite che essa offre ogni giorno, trasferite con cura nei vini aziendali con prodotti di altissima qualità.

Metodologica attenzione ai tre pilastri che caratterizzano l’esser sostenibili: benessere delle persone, riproducibilità delle risorse naturali e generazione di valore economico.

29 E 30 MARZO 2025 “CREA IL TUO IGT TOSCANA 2022”

PROGRAMMA:

SABATO 29 MARZO
 Appuntamento alle ore 15.30 presso “Porta al Prato” Montepulciano
https://maps.app.goo.gl/3LCNE3wYFHgh3G879
 Visita guidata al centro storico della città con sosta al “Wine art shop” dell’azienda e degustazione
dei Vino Nobile di Montepulciano prodotti da Podere Casanova
 Ore 19.30 cena presso il ristorante “La Briciola” (compresa nel prezzo)
https://maps.app.goo.gl/y74hBN5k9thAKZEv6
DOMENICA 30 MARZO
 Ore 9 appuntamento presso la cantina Podere Casanova
https://maps.app.goo.gl/9DeMyJt8ckhYyFiw8
 Visita dei vigneti e della cantina
 Ore 9.45 inizio di “Crea il tuo IGT Toscana 2022”. A disposizione tutto l’occorrente per creare un
blend a tua scelta con vini da: Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Syrah
 Ore 13 light lunch in cantina

Ti metteremo a disposizione i nostri vini monovitigno 2022 non ancora imbottigliati e potrai decidere il blend che preferisci unendoli in percentuali note solo a te e a noi. Il tuo blend sarà poi imbottigliato nel numero di bottiglie che desideri e tenuto in affinamento per il tempo che vuoi.

Sarà nostra cura recapitarti le bottiglie a casa dopo qualche mese di affinamento, oppure potrai tornare a prenderle il 5 giugno in occasione dell’apertura della stagione estiva

COSTI E MODALITÁ DI PARTECIPAZIONE:

Le modalità di partecipazione sono due:

  1. PARTECIPAZIONE A TUTTO IL WEEKEND (SONO ESCLUSI I COSTI DI PERNOTTAMENTO)
  • Per il pacchetto: sabato pomeriggio (cena compresa) + domenica “Crea il tuo IGT Toscana 2022” +
    pranzo 135 € per 1 persona, 250 € per 2 persone
  1. PARTECIPAZIONE SOLO LA DOMENICA
  • 89 € per 1 persona, 165 € per 2 persone (compreso il light lunch in cantina)
    OGNI GRUPPO DA 6 PERSONE AVRÁ DIRITTO AD UNA GRATUITÁ
    OGNI PARTECIPANTE POTRÁ ORDINARE 6 BOTTIGLIE DEL BLEND DA LUI SCELTO AL PREZZO SIMBOLICO DI
    13€ A BOTTIGLIA. Eventuali bottiglie in più dovranno essere multipli di 6.

Le bottiglie avranno la retro etichetta di legge. I partecipanti potranno fornire un’etichetta da loro ideata
da applicare sul fronte bottiglia all’interno di una cornice con il nome dell’azienda e dell’evento.

Per info e prenotazioni: www.poderecasanovavini.com

I Balzini: la famiglia D’Isanto nel passaggio generazionale in continua crescita

Correva l’anno 1980 quando Vincenzo D’Isanto impiantava il primo ettaro di vigna a Barberino Tavarnelle (FI), frazione Pastine, in una località chiamata al catasto “Balzini” per via dei numerosi avvallamenti del terreno ancora ben visibili.

Inizia così il suo progetto enologico affiancato dalla moglie Antonella. Siamo nel cuore del Chianti Classico, ma qui a I Balzini non si produce Chianti Classico per una scelta precisa di Vincenzo: legato nella sua professione di commercialista a regole rigide, decide di staccarsi da quelle del disciplinare per produrre un vino espressione di una Toscana diversa. Dunque insieme al sangiovese, che non costituisce il nucleo storico della vigna, Vincenzo punta su cabernet sauvignon, merlot e mammolo. Attualmente la cantina vinifica cinque etichette – Balze Rosa, Balze Verdi, Balze Rosse, Balze Nere, I Balzini sotto la denominazione IGP Colli della Toscana Centrale, collocandosi a pieno titolo nel solco della tradizione dei Supertuscans.

Diana D’Isanto

A guidarmi è Diana, figlia di Vincenzo e Antonella, energica, appassionata e innamorata di un’eredità familiare, alla quale sta imprimendo il proprio personale contributo in maniera decisiva dal 2017. Diana, sempre affiancata da Wilma, Tea e Ugo, i tre cani di famiglia, riesce a intrecciare in maniera entusiasmante il racconto delle origini insieme a quello dei traguardi presenti e dei progetti futuri: nelle sue parole si scorge chiaramente l’orgoglio del passaggio generazionale, costituito in egual misura da filiale devozione e sana competizione. È suo il progetto Ritorno al Futuro, con il quale ha riportato in auge nel 2017 la storica etichetta dai tratti minimal e il nome del primo vino prodotto nel 1987, I Balzini, sostituendo l’ormai affermato White Label. Stessa operazione di restyling è stata fatta per il Black Label, che nel 2017 ha trasformato il suo nome in Balze Nere e la sua etichetta in una versione più stilizzata.

Gli ettari di vigna oggi sono diventati sette, tutti parcellizzati data l’acquisizione successiva nel tempo, il regime biologico – sempre praticato –  è stato ufficializzato da pochi anni, la produzione si è attestata tra le 25 e le 30 mila bottiglie annue, di cui una buona parte destinate al mercato estero.

Passeggiando nel prato che digrada verso il fondo della balza su cui sorge l’edificio storico della cantina, iniziamo la visita dalla parte più recente, la barriccaia, e per la precisione dalla sua copertura, perché l’ambiente dove affinano i vini si trova interrato proprio sotto i nostri piedi. Questa scelta permette di mantenere una temperatura adeguata senza l’utilizzo di condizionatori, mentre la luce necessaria per garantire l’illuminazione all’interno del locale è ottenuta dal cattura luce che si erge proprio al centro del prato.

Rispetto per l’ambiente come per l’utilizzo dei pannelli solari, che ricoprono completamente la tinaia di fermentazione, o l’impiego di bottiglie più leggere. Tutti i vini della linea fanno fermentazione in acciaio e, ad eccezione del Balze Rosa e del Balze Verdi, passaggio in legno. Le barriques utilizzate sono di diversa provenienza per poter beneficiare delle variegate caratteristiche del contenitore e le botti vengono sfruttate ben oltre la consuetudine, dal primo al quinto passaggio.

Entriamo successivamente in un locale ricco di emozioni, dove vengono conservati i formati speciali (da 1,5 lt a 12 lt) di White e Black Label (dal 2017 I Balzini e Balze Nere) delle annate passate, spesso già acquistati da chi vuole garantirsi una bottiglia particolare per un evento. In questa saletta climatizzata troviamo le tre Jéroboam che i nonni hanno acquistato per il diciottesimo dei tre nipoti gemelli o la Mathusalem che dovrà essere recapitata a Chicago nel 2036, per il ventunesimo compleanno della figlia dell’acquirente. Un servizio sartoriale che prevede anche l’etichetta con dedica personalizzata su richiesta.

La degustazione si svolge sulla bella terrazza da cui si scorge in lontananza la prima vigna impiantata da Vincenzo e l’uliveta, preesistente alla cantina. Assaggio tutti i vini della linea: le tre etichette per bere bene tutti i giorni (Rosa, Verde, Rossa), i due prodotti di punta (Balze Nere e I Balzini), oltre a una piccola sorpresa che posso, senza tema di smentita, definire intrusa.

Si parte col Balze Rosa, sangiovese in purezza vinificato con una brevissima macerazione sulle bucce: ha normalmente una tonalità fior di pesco affascinante, che, unita al nome dell’etichetta, evoca quasi le balze di una gonna sollevate da un vento dispettoso. Ma io non bevo l’annata corrente, la 2022, già terminata da tempo, bensì un’inaspettata 2020, che nel colore si distingue avvicinandosi più a un orange-wine. Stupisce il naso netto di arancia e spezie dolci, rivelando in bocca ottima struttura, con un tannino piacevolmente presente, salino e persistente su ricordi di melagrana.

Balze Verdi 2021 – blend di sangiovese e mammolo, è un vino croccante e immediato, con sentori fragranti di frutta ed erba sfalciata, che ritroviamo nella bocca fresca e pulita. Effetto volutamente ricercato grazie alla macerazione carbonica e alla vinificazione senza bucce del mammolo. D’altronde anche la scelta dei colori delle varie etichette ha proprio lo scopo di evocare determinati sentori che saranno poi presenti nel bicchiere…

Balze Rosse 2018 il blend di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot, è il primo vino della linea che fa passaggio in legno, generalmente sei-otto mesi in barrique dismesse. Fitto nel rosso granato, al naso si distingue per l’oliva in salamoia, la salsedine, il cappero e il sentore di peperone fresco. Morbido e di ottima freschezza al palato, ritorna con sentori balsamici.

La quarta etichetta in degustazione, Summofonte 2015, prende il nome da un borgo nelle vicinanze, Semifonte, perché ne riproduce la cappella, versione 1:8 della Cupola del Brunelleschi, intorno alla quale si estende il vigneto. Non viene sempre vinificata perché la vigna non è di proprietà. È un blend variabile di sangiovese, cabernet, ciliegiolo e un fattore X ancora non conosciuto.

Chiudiamo la degustazione con le due etichette top di gamma, Balze Nere e I Balzini.

Balze Nere 2017, cabernet e merlot, compatto nel colore e nel naso, si apre lento, svelando una personalità posata, da gentleman di campagna: cuoio, tabacco di sigaro, cenere di camino, cardamomo e chiodi di garofano, il frutto arriva molto dopo con la ciliegia sotto spirito e la mora di rovo. Tannino setoso e freschezza equilibrata invitano continuamente al sorso che si chiude su una liquirizia in caramella.

I Balzini 2017, sangiovese e cabernet, ha un carattere più scattante per la leggera nota di pietra focaia che impreziosisce il naso di prugna e continua su sentori di cumino, noce moscata, fresia, olive in salamoia e rosmarino. La bocca svela ancora una volta un tannino fine e ben integrato con una chiusura che rimanda al cioccolato fondente.

I Balzini

Località Pastine, 19

50021 Barberino Tavarnelle (FI)