Roma ha luoghi che sembrano custodire la memoria delle sue notti migliori. Tra questi c’è senza dubbio il Jackie O’, storico salotto della capitale dove eleganza, gastronomia e mondanità convivono da decenni. Nato negli anni Settanta e divenuto rapidamente un punto di riferimento per artisti, imprenditori e appassionati del buon vivere, il locale conserva ancora oggi quell’atmosfera sofisticata che lo rende una cornice ideale per eventi dedicati al vino di alto profilo.

È proprio qui che Chiara Giannotti, tra le comunicatrici del vino più autorevoli e seguite in Italia, ha scelto di organizzare una nuova serata del suo Wine Club, format pensato per raccontare grandi etichette attraverso incontri intimi e approfonditi. Protagonista assoluto della degustazione è stato uno dei rossi iconici della Toscana: il Solengo della Argiano, presentato in una verticale di quattro annate – 2021, 2019, 2017 e 2013 – selezionate tra le migliori della storia recente della tenuta.

Situata a sud-ovest di Montalcino, Argiano è una delle proprietà storiche più affascinanti del territorio, con origini che risalgono al Rinascimento. Nel corso degli ultimi anni la tenuta ha intrapreso un percorso di forte valorizzazione qualitativa, guidato da una visione moderna ma profondamente rispettosa del territorio. A raccontare questa filosofia sono stati James Valentino, Hospitality General Manager, e Chiara Giannotti, giornalista, che hanno accompagnato gli ospiti nel viaggio attraverso le diverse espressioni del vino iconico di Argiano.
Nato nel 1995, Solengo, creatura di Giacomo Tachis, rappresenta l’anima più internazionale di Argiano: un grande rosso toscano basato su Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Sangiovese, capace di coniugare struttura e profondità con eleganza e capacità evolutiva.

Rosso Toscano IGT – Solengo 2021
Il più giovane della verticale mostra già un profilo estremamente promettente. Il colore è intenso e brillante; al naso emergono frutti rossi croccanti, mora, cassis e delicate sfumature floreali. Seguono note di spezie dolci e una lieve tostatura. In bocca è vibrante, energico, con tannini ancora giovani ma di grande qualità. Il finale è fresco e persistente, lasciando intravedere un potenziale evolutivo significativo.
L’abbinamento ha visto protagonista un tomino d’alpeggio croccante con topinambur in doppia consistenza e gocce di Aceto Balsamico Tradizionale, capace di giocare tra cremosità, croccantezza e acidità, valorizzando la freschezza e l’energia del vino più giovane della degustazione.

Rosso Toscano IGT – Solengo 2019
Annata strepitosa, considerata tra le più eleganti degli ultimi anni a Montalcino. Il naso è raffinato e profondo: ciliegia nera, ribes, violetta e una sottile sensazione di grafite che si intreccia con richiami di erbe aromatiche. In bocca colpisce per equilibrio e tensione: la freschezza sostiene la struttura e rende il sorso dinamico, mentre i tannini sono fitti ma levigati. Il finale è lungo, preciso, con una chiusura sapida e minerale che promette un’evoluzione importante.
Il vino è stato abbinato a pappardelle di pasta fresca all’uovo con ragù di cinghiale a cottura lenta, un piatto intenso e avvolgente che ha trovato nel Solengo 2019 un partner capace di sostenere e al tempo stesso esaltare la complessità della preparazione.

Rosso Toscano IGT – Solengo 2017
Vendemmia più calda e concentrata, che nel bicchiere si traduce in profumi intensi di prugna matura, ciliegia sotto spirito e liquirizia, con accenti di macchia mediterranea e pepe nero. Il sorso è ricco e avvolgente, sostenuto da una struttura importante e da tannini vigorosi ma ben integrati. Il finale è caldo e speziato, con una persistenza che richiama le note di frutta scura e cioccolato fondente.
L’abbinamento con il filet mignon di manzo in salsa al pepe verde ha valorizzato la struttura del vino, creando un dialogo perfetto tra la succulenza della carne e la speziatura del piatto.
Rosso Toscano IGT – Solengo 2013
Annata di grande equilibrio, si presenta nel calice con un colore rubino profondo e ancora luminoso. Al naso esprime un bouquet complesso di frutti neri maturi, ribes e mora, accompagnati da eleganti note di tabacco, cacao e spezie dolci. In bocca è ampio e stratificato, con tannini setosi e una trama gustativa armoniosa che accompagna verso un finale lungo, balsamico e persistente. Un vino che mostra pienamente la sua maturità, mantenendo però energia e precisione.

Ad accompagnarlo, una selezione di formaggi stagionati di lunga maturazione, la cui intensità aromatica e la ricchezza gustativa hanno dialogato perfettamente con la profondità e la complessità evolutiva del vino.
La serata si è così trasformata in un vero viaggio nel tempo, capace di raccontare come Solengo sappia interpretare le diverse annate mantenendo una cifra stilistica riconoscibile: profondità, eleganza e grande vocazione alla longevità. Un racconto che, tra i tavoli del Jackie O, ha confermato ancora una volta quanto il vino possa diventare esperienza culturale e narrativa, oltre che sensoriale. Un viaggio tra annate, territorio e cucina, dove ogni calice ha raccontato una storia diversa e, aggiungo, esperienza unica.



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